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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2015-03216
"BANCHETTI CON ALIMENTI SOTTO LA TETTOIA DEI CASALINGHI E NELLA PIAZZETTA CIRIO A PORTA PALAZZO AUMENTATI DURANTE IL RAMADAN" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MARRONE IN DATA 17 LUGLIO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201503216/002, presentata in
data 17 luglio 2015, avente per oggetto:

"Banchetti con alimenti sotto la tettoia dei casalinghi e nella piazzetta Cirio
a Porta Palazzo aumentati duranti il Ramadan"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessora Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessora)
Innanzitutto, da parte della Divisione Commercio ovviamente non è stata rilasciata
alcuna autorizzazione e/o concessione per il posizionamento dei banchi oggetto di
questa interpellanza.
Da molti anni, però, la Città di Torino è indirizzata a creare sempre più coesione
sociale, contribuendo a quell'integrazione che tiene conto dell'inevitabile
interdipendenza tra dinamiche sociali delle varie etnie che sono presenti nel suo
territorio.
Tramite il progetto The Gate è stato avviato, nel 2002, un tentativo sperimentale di
regolazione degli scambi abusivi. Questo progetto prevedeva, tra le altre cose, di
definire una nuova collocazione e la corretta identificazione della manifestazione
sotto l'aspetto sociale, culturale e anche religioso, in maniera da fornire una chiara
connotazione normalizzatrice rispetto all'allarmismo che era, in alcuni casi,
legittimamente suscitato dai cittadini residenti.
In concreto, nell'area del parcheggio di via San Pietro in Vincoli venne autorizzato
molto tempo fa dalla Città di Torino l'allestimento di uno spazio per una
manifestazione dedicata al Ramadan, dove i venditori improvvisati vennero
affiancati da alcune attività culturali e di intrattenimento. La responsabilità
dell'organizzazione della gestione della manifestazione venne affidata alla
associazione "Futuro dei marocchini".
Nel 2006, The Gate… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, stiamo
ricostruendo la memoria storica di quello che è accaduto. Nel 2006, The Gate ha
avviato un altro progetto, finanziato dalla Regione Piemonte, che prevedeva una
sperimentazione pilota, sotto la tettoia dei casalinghi in piazza della Repubblica, per
tutto il mese del Ramadan.
In questo periodo The Gate effettuò il coordinamento dei venditori abituali di genere
alimentare, facendosi rilasciare da loro una sorta di tributo per l'occupazione del
suolo pubblico, che serviva come contributo al pagamento finale della pulizia
dell'area.
Tutte queste iniziative, organizzate dall'ente pubblico e da organismi associativi,
riuscivano a ridurre o quantomeno ad arginare il dilagare dell'abusivismo
commerciale, nonché l'immagine percepita dell'illegalità e del disordine urbano.
Quell'iniziativa venne apprezzata sia dalla comunità islamica, sia in parte dai
cittadini del quartiere, condivisa anche dalle forze di polizia, che come è noto sono
istituzionalmente titolate alla salvaguardia dell'ordine pubblico.
Per quanto riguarda il 2015, come ogni anno si è svolto il Ramadan, terminato il 16
luglio. Questo periodo, come sappiamo, ha un aspetto fondamentale e importante
nella pratica religiosa, che consiste nella ricerca della purificazione spirituale
attraverso il digiuno dall'alba fino al tramonto, oltre che la stretta osservanza dei
principali dogmi dettati dal Corano.
Un'attività proprio correlata e consequenziale nel mese sacro del Ramadan è
costituita dai banchetti di generi alimentari, di cui si parla in questa interpellanza, per
il tempo limitato alla ricorrenza, con scopi religiosi ed è destinata esclusivamente alle
persone di religione musulmana; quindi, non è neanche una vendita aperta a tutti.
Questo tema non è stato preventivamente trattato in sede di Comitato di Sicurezza,
evidentemente non lo si è ritenuto tale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio l'Assessora Tedesco, anche per questo excursus, perché non manca mai,
anche per noi amministratori ritengo abbastanza radicati sul territorio, di scoprire
ogni giorno qualcosa di nuovo, ovvero che abbiamo speso dei soldi pubblici per il
"Futuro dei marocchini", intendendo non il futuro del Marocco, bensì la sanatoria
dell'abusivismo della vendita di alimenti durante il Ramadan. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Sì, molti anni fa, per carità, se no penso che l'avremmo
conosciuto.
Il punto è questo, negli Stati Uniti c'è una concezione del diritto penale che si chiama
diritto penale culturalmente orientato, per cui ci sono delle discriminanti che vedono
non punibili determinate condotte delittuose se a commetterle sono soggetti
appartenenti a una certa etnia la cui cultura legittimi questi comportamenti. Devianza
giuridica che ha portato poi a depenalizzare l'infibulazione di minori e altre condotte
che, grazie al cielo, nella nostra civiltà sono ancora considerate reato, per un
semplice motivo, perché dalla Rivoluzione Francese in poi siamo arrivati
quantomeno a definire che la Legge è uguale per tutti, a prescindere
dall'appartenenza etnica, culturale e religiosa.
Fa strano e colpisce sgradevolmente constatare che nella Torino del 2016 questo
principio del diritto, patrimonio indiscusso della cultura occidentale, sia
evidentemente archiviato, perché si è arrivati a dire che se uno vende alimenti in
modo abusivo (e chissà poi in quale stato di conservazione, perché parliamo anche di
latte, di yogurt, cioè cibo difficilmente ben conservabile; per non parlare poi di tutti i
dolciumi, prodotti caseari e anche di panificazione, cucinati chissà in quali
circostanza e dove), ma lo fa nell'ambito di una festività islamica, in un quartiere a
forte presenza arabo-musulmana e in un determinato periodo, allora si tratta di una
condotta del tutto legittima o addirittura che deve essere considerata positiva.
La concorrenza sleale rispetto al lattaio che vende il latte e lo yogurt legalmente
rimane anche se la fa un musulmano. Il rischio per la sanità pubblica, anche del
musulmano che compra e ingerisce questa robaccia, senza alcuna verifica di qualità
igienico-sanitaria, rimane anche se è musulmano il venditore, così come l'acquirente.
Avendo percepito anche con ironia una certa mancata condivisione da parte
dell'Assessora Tedesco di questi progetti, di cui ci parlava, e comunque avendo
appreso che al momento manca completamente un'autorizzazione di questa vendita,
evidentemente il progetto The Gate, che avremo anche profumatamente finanziato
con fondi pubblici, se doveva servire ad arginare l'abusivismo, in realtà lo ha
consolidato, se questi, finito il progetto, continuano a vendere sotto questa tettoia gli
stessi alimenti.
Allora la richiesta è molto semplice, cioè fare un intervento per applicare la Legge,
per affermare ancora una volta che si può essere cristiani, musulmani, arabi, italiani,
ma la Legge qui è uguale per tutti; così come i Regolamenti e tutte le discipline, che
non sono state inventate a caso, ma lo sono per regolare, in difesa del più debole
rispetto al più arrogante, la libera concorrenza nel commercio, ma anche la salute
pubblica.
Allora, visto che le feste le conosciamo, a parte che in realtà capita quasi tutti i fine
settimana, però durante questa festività il fenomeno prende delle dimensioni davvero
imbarazzanti, faccio un appello non all'Assessora Tedesco, ma alla Giunta,
soprattutto all'Assessora Curti. Mi dispiace parlarne in sua assenza, che invece
considera discriminazioni positive queste storture di applicazione del sistema
giuridico alle diverse etnie, perché mi ricordo questo termine, e non lo scorderò
finché campo, emerso una volta in una Commissione.
A questi esponenti della Giunta rivolgo il seguente appello: quando arriva il periodo
del Ramadan, invece di andare lì ad inchinarsi a della gente che tiene le donne
confinate fuori dall'area di preghiera, a centinaia di metri di distanza, magari
andiamo, insieme alla Polizia Municipale, sotto queste tettoie a sequestrare tutta
questa robaccia e a multare tutti quelli che vanno lì a venderla. Perché in realtà il
compito della Pubblica Amministrazione non è fare ecumenismo interreligioso;
quello facciamolo fare al Vescovo, al Vaticano, che sono bravissimi a farlo,
soprattutto in questi ultimi anni. La Pubblica Amministrazione, invece, si occupi di
fare altro, di applicare i Regolamenti e di verificare il rispetto della Legge.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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