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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201503216/002, presentata in data 17 luglio 2015, avente per oggetto: "Banchetti con alimenti sotto la tettoia dei casalinghi e nella piazzetta Cirio a Porta Palazzo aumentati duranti il Ramadan" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) Innanzitutto, da parte della Divisione Commercio ovviamente non è stata rilasciata alcuna autorizzazione e/o concessione per il posizionamento dei banchi oggetto di questa interpellanza. Da molti anni, però, la Città di Torino è indirizzata a creare sempre più coesione sociale, contribuendo a quell'integrazione che tiene conto dell'inevitabile interdipendenza tra dinamiche sociali delle varie etnie che sono presenti nel suo territorio. Tramite il progetto The Gate è stato avviato, nel 2002, un tentativo sperimentale di regolazione degli scambi abusivi. Questo progetto prevedeva, tra le altre cose, di definire una nuova collocazione e la corretta identificazione della manifestazione sotto l'aspetto sociale, culturale e anche religioso, in maniera da fornire una chiara connotazione normalizzatrice rispetto all'allarmismo che era, in alcuni casi, legittimamente suscitato dai cittadini residenti. In concreto, nell'area del parcheggio di via San Pietro in Vincoli venne autorizzato molto tempo fa dalla Città di Torino l'allestimento di uno spazio per una manifestazione dedicata al Ramadan, dove i venditori improvvisati vennero affiancati da alcune attività culturali e di intrattenimento. La responsabilità dell'organizzazione della gestione della manifestazione venne affidata alla associazione "Futuro dei marocchini". Nel 2006, The Gate… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, stiamo ricostruendo la memoria storica di quello che è accaduto. Nel 2006, The Gate ha avviato un altro progetto, finanziato dalla Regione Piemonte, che prevedeva una sperimentazione pilota, sotto la tettoia dei casalinghi in piazza della Repubblica, per tutto il mese del Ramadan. In questo periodo The Gate effettuò il coordinamento dei venditori abituali di genere alimentare, facendosi rilasciare da loro una sorta di tributo per l'occupazione del suolo pubblico, che serviva come contributo al pagamento finale della pulizia dell'area. Tutte queste iniziative, organizzate dall'ente pubblico e da organismi associativi, riuscivano a ridurre o quantomeno ad arginare il dilagare dell'abusivismo commerciale, nonché l'immagine percepita dell'illegalità e del disordine urbano. Quell'iniziativa venne apprezzata sia dalla comunità islamica, sia in parte dai cittadini del quartiere, condivisa anche dalle forze di polizia, che come è noto sono istituzionalmente titolate alla salvaguardia dell'ordine pubblico. Per quanto riguarda il 2015, come ogni anno si è svolto il Ramadan, terminato il 16 luglio. Questo periodo, come sappiamo, ha un aspetto fondamentale e importante nella pratica religiosa, che consiste nella ricerca della purificazione spirituale attraverso il digiuno dall'alba fino al tramonto, oltre che la stretta osservanza dei principali dogmi dettati dal Corano. Un'attività proprio correlata e consequenziale nel mese sacro del Ramadan è costituita dai banchetti di generi alimentari, di cui si parla in questa interpellanza, per il tempo limitato alla ricorrenza, con scopi religiosi ed è destinata esclusivamente alle persone di religione musulmana; quindi, non è neanche una vendita aperta a tutti. Questo tema non è stato preventivamente trattato in sede di Comitato di Sicurezza, evidentemente non lo si è ritenuto tale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ringrazio l'Assessora Tedesco, anche per questo excursus, perché non manca mai, anche per noi amministratori ritengo abbastanza radicati sul territorio, di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, ovvero che abbiamo speso dei soldi pubblici per il "Futuro dei marocchini", intendendo non il futuro del Marocco, bensì la sanatoria dell'abusivismo della vendita di alimenti durante il Ramadan. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, molti anni fa, per carità, se no penso che l'avremmo conosciuto. Il punto è questo, negli Stati Uniti c'è una concezione del diritto penale che si chiama diritto penale culturalmente orientato, per cui ci sono delle discriminanti che vedono non punibili determinate condotte delittuose se a commetterle sono soggetti appartenenti a una certa etnia la cui cultura legittimi questi comportamenti. Devianza giuridica che ha portato poi a depenalizzare l'infibulazione di minori e altre condotte che, grazie al cielo, nella nostra civiltà sono ancora considerate reato, per un semplice motivo, perché dalla Rivoluzione Francese in poi siamo arrivati quantomeno a definire che la Legge è uguale per tutti, a prescindere dall'appartenenza etnica, culturale e religiosa. Fa strano e colpisce sgradevolmente constatare che nella Torino del 2016 questo principio del diritto, patrimonio indiscusso della cultura occidentale, sia evidentemente archiviato, perché si è arrivati a dire che se uno vende alimenti in modo abusivo (e chissà poi in quale stato di conservazione, perché parliamo anche di latte, di yogurt, cioè cibo difficilmente ben conservabile; per non parlare poi di tutti i dolciumi, prodotti caseari e anche di panificazione, cucinati chissà in quali circostanza e dove), ma lo fa nell'ambito di una festività islamica, in un quartiere a forte presenza arabo-musulmana e in un determinato periodo, allora si tratta di una condotta del tutto legittima o addirittura che deve essere considerata positiva. La concorrenza sleale rispetto al lattaio che vende il latte e lo yogurt legalmente rimane anche se la fa un musulmano. Il rischio per la sanità pubblica, anche del musulmano che compra e ingerisce questa robaccia, senza alcuna verifica di qualità igienico-sanitaria, rimane anche se è musulmano il venditore, così come l'acquirente. Avendo percepito anche con ironia una certa mancata condivisione da parte dell'Assessora Tedesco di questi progetti, di cui ci parlava, e comunque avendo appreso che al momento manca completamente un'autorizzazione di questa vendita, evidentemente il progetto The Gate, che avremo anche profumatamente finanziato con fondi pubblici, se doveva servire ad arginare l'abusivismo, in realtà lo ha consolidato, se questi, finito il progetto, continuano a vendere sotto questa tettoia gli stessi alimenti. Allora la richiesta è molto semplice, cioè fare un intervento per applicare la Legge, per affermare ancora una volta che si può essere cristiani, musulmani, arabi, italiani, ma la Legge qui è uguale per tutti; così come i Regolamenti e tutte le discipline, che non sono state inventate a caso, ma lo sono per regolare, in difesa del più debole rispetto al più arrogante, la libera concorrenza nel commercio, ma anche la salute pubblica. Allora, visto che le feste le conosciamo, a parte che in realtà capita quasi tutti i fine settimana, però durante questa festività il fenomeno prende delle dimensioni davvero imbarazzanti, faccio un appello non all'Assessora Tedesco, ma alla Giunta, soprattutto all'Assessora Curti. Mi dispiace parlarne in sua assenza, che invece considera discriminazioni positive queste storture di applicazione del sistema giuridico alle diverse etnie, perché mi ricordo questo termine, e non lo scorderò finché campo, emerso una volta in una Commissione. A questi esponenti della Giunta rivolgo il seguente appello: quando arriva il periodo del Ramadan, invece di andare lì ad inchinarsi a della gente che tiene le donne confinate fuori dall'area di preghiera, a centinaia di metri di distanza, magari andiamo, insieme alla Polizia Municipale, sotto queste tettoie a sequestrare tutta questa robaccia e a multare tutti quelli che vanno lì a venderla. Perché in realtà il compito della Pubblica Amministrazione non è fare ecumenismo interreligioso; quello facciamolo fare al Vescovo, al Vaticano, che sono bravissimi a farlo, soprattutto in questi ultimi anni. La Pubblica Amministrazione, invece, si occupi di fare altro, di applicare i Regolamenti e di verificare il rispetto della Legge. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |