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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201504267/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 22 settembre 2015, avente per oggetto: "Riduzione del capitale sociale della società 'TNE S.p.A.' per la quota corrispondente alla cessata partecipazione della Città Metropolitana di Torino, ai sensi dell'articolo 1, comma 569, della Legge n. 147/2013" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Questa proposta di deliberazione arriva in Aula ex art. 93. La parola, per l'illustrazione, all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) Ho chiesto che questo documento arrivasse in Aula ex articolo 93 per poterne discutere direttamente in Aula, quindi la illustro. Il motivo per cui ho chiesto una procedura d'urgenza è che questa deliberazione è un atto dovuto, conseguente proprio da norme del Codice Civile, perché a fine dello scorso anno l'ex Provincia ha invocato il recesso per tutta una serie di partecipazioni in alcune società che riteneva non strategiche. Questa richiesta di recesso, di conseguenza, ha portato alla cessazione della qualità di socio della Provincia in queste società, quindi ora è necessario che se ne prenda atto e si faccia una riduzione del capitale sociale e un conseguente annullamento delle quote della Provincia; questo è il fatto tecnico derivante dal Codice Civile. Si tratta dell'unica decisione presente in questa deliberazione, perché invece tutte le ipotesi che si potranno fare e si sono fatte per dirimere la questione della liquidazione di questa quota alla Città Metropolitana, che ha ereditato i crediti da parte della Provincia, è, invece, una discussione tutta ancora aperta e che meriterà un ampio dibattito, perché riguarda anche la politica industriale di TNE e dei suoi soci all'interno di TNE, che sarà, invece, la discussione che si porterà nelle Commissioni. Con questa deliberazione, quindi, prendiamo atto dell'annullamento delle quote della Provincia e deliberiamo la riduzione del capitale sociale di TNE. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Avrei bisogno di alcuni elementi anche perché dal 14 settembre, mantenendo aperta l'assemblea straordinaria dei soci, al 6 ottobre un passaggio nelle Commissioni Consiliari, a mio parere, poteva e doveva essere fatto, in considerazione anche di una questione che lei ha sottolineato sia a norma del Codice Civile, ma soprattutto della Legge 190 per quanto riguarda la partecipazione della nostra holding FCT, visto che da maggio pende un ricorso al TAR fatto da FCT nei confronti della decisione dell'ente ex Provincia di non inserire la partecipazione in TNE come partecipazione strategica. Nasce nel 2006, sono 70 milioni di capitale investiti dagli Enti, 26 milioni - vado a memoria - l'investimento fatto dal Comune di Torino, l'annullamento di 6.000 azioni per 6.000.000 di Euro che deve essere ovviamente condiviso dai soci, Regione in particolare, incubatore del Politecnico, sarà il mandato per l'assemblea dei soci straordinaria del 6 ottobre. Immagino che si voglia fare una discussione politica non solamente sull'atteggiamento che il Comune terrà, ma non le sfuggirà, Assessora, che in questo momento il Comune ha un cappello che è lo stesso della Città Metropolitana e dello stesso soggetto, che è il Sindaco oltre che Presidente della Città Metropolitana. La diminuzione delle quote di capitale, passando da 60 a 54 milioni, con un ricorso pendente di FCT contro la decisione dell'ex Provincia, ci mette nella condizione di chiedere evidentemente alla Giunta una rapida comunicazione di quanto avverrà in sede di assemblea straordinaria, perché, come dice anche la deliberazione in due passaggi che non sono univoci e chiarissimi, soprattutto nel passaggio in cui si definisce l'interpretazione non semplice e non completa, ma che queste disposizioni, rispetto alla partecipazione societaria, non escludono altre valutazioni. Ho cercato di verificare questo punto anche con la Presidente di FCT Holding, chiedendole la disponibilità a venire in Commissione a ragionare sul percorso fatto, ovviamente ci mette in condizioni di capire da lei, questo non è stato detto, qual è la decisione che prenderà la Regione e quindi qual è l'orientamento dell'Ente Regione, qual è l'orientamento dell'incubatore del Politecnico, a fronte ovviamente di un capitale sociale importante che, in qualche modo, viene depauperato dall'annullamento di 6 milioni di Euro di azioni. È altrettanto evidente che, essendo la sovrapposizione dei due Enti nella legge, è altrettanto evidente che quei 6 milioni sarebbero poi dovuti essere sottoscritti proprio dalla Città di Torino, quindi questo è un elemento che immagino abbia pesato sulla decisione. Vista l'importanza di questa società e vista anche l'annosa vicenda che l'ha riguardata e gli investimenti cospicui che ha fatto la stessa Città di Torino dentro Torino Nuova Economia, sarebbe stato meglio che la discussione avesse coinvolto maggiormente il Consiglio Comunale. Mi rendo conto, come lei ha detto, che i tempi ristretti e l'obbligatorietà di mantenere aperta l'assemblea straordinaria dei soci con l'aggiornamento alla data del 6 ottobre mettesse in condizione la Giunta di dover chiedere l'articolo 93. Mi sembra che lei dia la disponibilità a discutere sia il Piano Industriale e quindi anche gli obiettivi e orizzonti, ma soprattutto quali saranno le altre decisioni, anche alla luce del ricorso al TAR pendente, perché ci mette in una situazione quantomeno singolare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Devo dire che l'intervento del Presidente della I Commissione Altamura ha risvegliato in noi qualche ragionamento, cioè è vero che questa è una semplice conseguenza di mera applicazione rispetto al fatto che se una quota non c'è più e nessuno subentra bisogna poi prendere atto della riduzione del capitale, però è anche vero che si sta chiedendo a questo Consiglio Comunale di esprimersi indirettamente sulla partecipazione amministrativa e quindi anche il peso politico che la partecipazione amministrativa della Città di Torino ha in TNE, perché effettivamente è vero che TNE è un po' uscita dal dibattito politico in questi ultimi anni. Nella scorsa tornata amministrativa TNE era stata centrale perché mi ricordo - io non c'ero, ero in Circoscrizione, ma un po' di politica cittadina la seguivo - che il dibattito era sostanzialmente il recupero e il radicamento della FIAT rispetto alla crisi e alla delocalizzazione, che abbiamo visto essere oggettivamente avvenuta. La dimostrazione che poi questa TNE, se il tema era il radicamento dell'automotive FIAT, non dell'automotive, in generale, sulla Città di Torino, le vicende che hanno visto la FIAT smarcarsi sempre di più fino ad uscirne formalmente da TNE hanno dimostrato che quell'obiettivo politico è clamorosamente mancato. Se ne era discusso anche in Commissione Automotive, sembrava si volesse approfittare comunque del valore aggiunto che c'era, che si stava creando con la partecipazione in Politecnico per rilanciare in ogni caso, anche a prescindere da FIAT, il valore di sviluppo economico, la ricaduta occupazionale e soprattutto il collegamento fra mondo accademico e mondo del lavoro di quel sito. Ora però, c'è già stata una fatica terribile, lo ammetto, anche se poi è stato un soggetto nominato dal centrosinistra, solo poi con la gestione Canavesio c'è stato un rilancio anche della parte produttiva rispetto a quella unicamente accademica, perché per troppi anni abbiamo visto solo tutta la parte del Politecnico anche proprio figurativamente rinascere e tutti i capannoni che andavano continuamente ad evidenza pubblica deserta, rispetto poi a trovare dei partner produttivi che decidessero di investirvi, clamorosamente dismesso e abbandonato a se stesso. Per carità, sono stati trovati, se non ricordo male, alcuni partner sempre dell'ambito automotive, ma di nuove soggettività economiche estranee a quello che è il circuito automotive tradizionale subalpino, ma la domanda è: riteniamo ancora che questa operazione, in cui il pubblico, a partire dalla Città, ne è stato il primo soggetto promotore a livello istituzionale, debba rimanere un protagonismo di questo Ente oppure no? Sinceramente chiederei se è possibile, e qui arriva un po' la proposta a livello di mozione d'ordine, di sospenderla e riassumerla in Commissione, perché ammetto di essermi perso questo dibattito in Conferenza dei Capigruppo, lo dico sinceramente, però ritengo che l'eccezione mossa dal Presidente della I Commissione sia fondata, perché alla fine siamo qui, tutto sommato, a dare un giudizio di fronte ad un passo indietro iniziato dalla Provincia, ma ora che la Città Metropolitana diventerà un soggetto unico con la Città di Torino, di fatto, impegna anche noi. Nella sede naturale che è la I Commissione dovremo capire qual è la volontà politica di questa Amministrazione circa un passo indietro o un passo avanti rispetto a questo protagonismo, sperando che non si stia solo deliberando un passo di lato. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) Ringrazio il Capogruppo Marrone, perché mi consente ora di focalizzare bene. Non ricordo se era presente venerdì in Conferenza dei Capigruppo, dove l'avevo ben specificato, ma voglio che sia chiaro anche a tutta l'Aula. Condivido molte delle affermazioni fatte sul valore della partecipazione della Città di Torino e della eventuale partecipazione della stessa Città Metropolitana in TNE. Proprio perché lo condivido, credo che questo dibattito vada fatto e prima di ogni decisione sull'eventuale liquidazione delle quote alla Città Metropolitana. Quello che però stiamo decidendo in questa deliberazione è una cosa diversa: è un atto dovuto sull'annullamento delle quote della Provincia, questo ce lo chiede il Codice Civile, bisogna ridurre il capitale sociale entro l'assemblea del 6 ottobre. Dopodiché quello che invece rimane aperto, e questo sì che deve essere il focus obbligatorio della discussione in I Commissione, anche magari con il mio Collega all'Urbanistica, oltre al futuro e alle strategie della Città in TNE, è: ha senso o no che la Città Metropolitana, ripeto, anche se noi siamo Città di Torino, ma anche in rapporto al fatto che c'è un'identità di soggetti tra il Sindaco della Città Metropolitana e il nostro Sindaco, ribadisca o in un certo senso garantisca una sua futura presenza in TNE? Questo, secondo me, deve essere oggetto del dibattito in Commissione, però questo e anche il ricorso sono cosa diversa dalla decisione che dobbiamo assumere oggi, perché per poter parlare del futuro della Città Metropolitana in TNE, per poter parlare della strategia della Città di Torino in TNE, in questo momento abbiamo la necessità di mettere un punto fermo sulla riduzione del capitale sociale, che è una conseguenza di quanto è stato fatto dalla Provincia a fine anno. Parallelamente vanno avanti tutte le discussioni sulla futura liquidazione della quota e quindi su tutti i ragionamenti della strategia di TNE che, ripeto, non sono assolutamente oggetto di questa deliberazione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Solamente una precisazione per l'Assessora, visto che è assolutamente disponibile alla discussione, ma lo davo per certo. La domanda che ho fatto in conclusione dell'intervento, Assessora Tedesco, era anche la valutazione che lei fa come Giunta, o il Sindaco, rispetto all'orientamento degli altri soci, infatti in modo esplicito era il tema che secondo me lei doveva toccare per concludere il ragionamento, anche perché se vogliamo portarlo in Commissione dobbiamo avere, quello che ho detto, una univocità di vedute. Se la Regione, l'incubatore del Politecnico, condivide la razionalizzazione e anche l'impostazione che state dando come Uffici, ossia il fatto che c'è una contrapposizione corretta a mio parere da parte della FCT Holding, perché è atto dovuto il ricorso al TAR, nel senso che è evidente che era danneggiata FCT Holding dalla scelta dell'ex Provincia in quel momento a maggio, quello che le chiedo è la posizione degli altri soci se deve essere, o se è già stata concordata con la Città di Torino, perché questo diventa, secondo me, decisivo per darle il mandato di assemblea dei soci in seduta straordinaria il 6 ottobre. Chiedevo solo questo come precisazione per avere un'idea della discussione fatta con gli altri Enti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) L'ho detto in Conferenza dei Capigruppo e ho dimenticato di riferirlo in Aula: evidentemente, visto che questo è un atto dovuto, il percorso è stato condiviso dall'inizio alla fine con gli altri soci. D'altra parte non avrei mai presentato in Aula un atto, tantomeno ex articolo 93, se fosse stata una iniziativa solitaria dei miei Uffici o della Città di Torino, ovviamente è un analogo provvedimento che anche con il socio Regione Piemonte, anzi non è il socio diretto, che è Finpiemonte, abbiamo preso assolutamente di comune accordo. Siamo l'unico socio che deve deliberare, perché gli altri sono in condizioni di deliberare senza passare ovviamente dai Consigli. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: Presenti 25, favorevoli 25. La proposta di deliberazione è approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 25, favorevoli 25. L'immediata eseguibilità è concessa. |