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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 30

Comunicazioni del Sindaco su: "Tunnel corso Grosseto".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Iniziamo dalle comunicazioni sul "Tunnel di corso Grosseto".
Riferisce prima l'Assessore Lubatti.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Da quello che ho capito, visto che sono
il richiedente, forse l'Assessore mi concederebbe di fare comunque le mie premesse
su questa vicenda. Va bene? Poi magari mi risponde. Chiedo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Sì, Consigliere, tenendo presente che il tempo che utilizza adesso le sarà sottratto
nell'intervento successivo, ovviamente.

LIARDO Enzo
Presidente, io non parlerò tutto il giorno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A
me fa piacere la battuta, cerca sempre di farmi innervosire. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Consigliere Viale, le assicuro che l'ho scritto di mio pugno e se ne
potrà accorgere dagli errori che ci sono, perciò avrà la conferma...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consiglieri, evitiamo di interloquire. Veniamo al merito della vicenda.
Consigliere Liardo, illustri la richiesta e poi procederemo con le comunicazioni.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Quest'opera - di cui ho chiesto le comunicazioni al Sindaco, che purtroppo non vedo
presente anche oggi - sa benissimo anche l'Assessore che non si sarebbe dovuta
realizzare (tanto per fare un po' un percorso che non vede lui coinvolto direttamente,
ma è giusto che lo si sappia) se i residenti di corso Principe Oddone e i suoi Comitati
- stiamo parlando del 1999 - non avessero condizionato la scelta (che - io penso -
ormai si è rivelata assurda) dell'allora Sindaco Chiamparino nel fare realizzare i
binari del Passante Ferroviario sotto la Dora per sottrarli alla loro vista (parliamo dei
cittadini di corso Principe Oddone), creando così un dislivello e interrompendo la
ferrovia per l'Aeroporto. Infatti, se si abbassa una ferrovia, bisogna abbassare anche
tutte quelle collegate.
Per porre rimedio a questo errore si è ricorsi alla progettazione di un'altra grande
opera, quella di cui stiamo parlando adesso: l'abbattimento del sovrappasso di corso
Grosseto e la realizzazione del Passante Ferroviario Torino Ceres, che però -
Assessore, come ha avuto modo di ammettere molte volte, magari in camera caritatis
- nasce con una sorta di malformazione genetica, perché, se si abbattono due
cavalcavia, non si può pensare che bastino un solo sottopasso e una rotonda per
sostituirli.
Mi piacerebbe sapere dall'Assessore chi ha pensato tutto questo, perché io questo me
lo sono sempre chiesto: perché i tecnici di Infra.To non progettarono un sottopasso
fino a corso Ferrara? Questo me lo sono chiesto. Perché? Semplice: né il Comune, né
la Regione chiesero di farlo. Bastava prendere i dati della società 5T, che dichiara il
passaggio medio di 2.200 autoveicoli per ogni ora, per capire che era necessario da
subito inserire un secondo tunnel veicolare; questo non è stato fatto, eppure le società
ci sono, pagate anche a partecipazione comunale.
Adesso entrerei un attimo, proprio soltanto sfiorandolo, in un discorso che non mi
compete, però sono cose che ho letto sui giornali e che ho messo un po' assieme per
quanto concerne la procedura della gara d'appalto. Parrebbe che, se la procedura
d'appalto fosse stata data fin dall'inizio a Infra.To, e non a SCR, ci sarebbe potuto
essere un risparmio di circa 18.000.000 di Euro, ma su questo non entro nel merito,
sono sempre dati che ho potuto leggere, però con 18.000.000 di Euro avremmo fatto
tante modifiche e io e lei, Assessore, non ci saremmo mai accapigliati.
Entro, invece, nel merito del bando di gara, che presenta da subito delle anomalie,
Assessore. L'offerta economica, cioè lo sconto sul prezzo finale, guarda caso, in
questa gara d'appalto vale solo 15 punti su 100. Normalmente si guarda sempre
l'aspetto economico; questa volta, in questa vicenda l'aspetto economico è passato in
secondo piano.
Quali sono stati gli aspetti che hanno, in qualche modo, determinato l'assegnazione
successiva? Altri parametri: non più il discorso economico, ma il sistema di vigilanza
elettronica sui macchinisti, i parcheggi, le piste ciclabili, la sistemazione del mercato,
la tecnica di demolizioni, i consumi energetici, l'organizzazione, lo smaltimento
delle macerie e, ovviamente, i costi sui ponteggi. Questo aspetto diventa l'aspetto
fondamentale per l'assegnazione, non si guarda più l'aspetto economico.
Allora, viste queste premesse, Assessore, si pensava che la predominanza di tutto
fossero gli aspetti tecnici, perché, se non mi interessano gli aspetti economici e do la
prevalenza a questi aspetti, ho l'impressione che, all'apertura... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). È tutto documentato, non mi sono inventato nulla.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie, però io tra due minuti avrò
terminato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Anche meno, Consigliere, si avvii alla conclusione.

LIARDO Enzo
Esatto, infatti. Viste le premesse - la predominanza degli aspetti tecnici e non quelli
economici -, sorprende che quello che accade all'apertura delle buste, quattro cordate
propongono di prolungare il sottopasso stradale fino a corso Ferrara - quello che io e
il Presidente Carretta abbiamo fatto nella nostra proposta di mozione di
accompagnamento -, senza costi aggiuntivi, attribuisce zero punti. SCR, a una
modifica tecnica - e su altre situazioni le modifiche tecniche erano l'apoteosi che
determinava l'acquisizione dell'appalto -, in questo caso, zero. Così si impongono
Itinera e la società CCC - a volte la chiamano CRC - e succede l'esatto contrario. La
Variante non è stata prevista e la modifica - tunnel veicolare verso corso Ferrara -
non prevista da questa società farebbe lievitare i costi fino a 4.000.000 di Euro di in
più, perciò si è proceduto esattamente al contrario.
Ricordo, infine, i canali di finanziamento: 20.000.000 di Euro di fondi del CIPE con
scadenza 2016; 142.000.000 di Euro del fondo europeo FSC rendicontati, che
devono essere rendicontati fino al 2018 terminato; 18.000.000 di Euro di risorse
regionali. Perché ho citato queste tre fonti di finanziamento? Perché si è sempre
detto, fin dall'inizio - veramente, io mi sognavo il CIPE di notte - che praticamente,
se si fosse approvata una modifica del progetto di origine (e non si sa perché non era
stato, appunto, previsto), si sarebbero persi 20.000.000 di Euro dal CIPE.
Io dico una cosa, Assessore, e penso che lei condivida: cosa sono 20.000.000 di Euro
di fronte a un progetto sbagliato, che comprometterebbe per sempre un ramo
fondamentale della viabilità torinese, senza contare i disagi perenni che causerebbe
quell'opera ai cittadini? 20.000.000 di Euro. Mentre parrebbe che si sarebbero
risparmiati 18.000.000 di Euro se la committenza fosse stata data a Infra.To.
Voglio inoltre precisare che la Variante da me proposta non serve per lo Juventus
Stadium, come qualche giornale ha detto in maniera maliziosa. Non può fregarcene
niente, perché quel tunnel veicolare determina e interessa il Comune di Venaria,
l'ipermercato Auchan e tutta una seria di viabilità che vanno a convogliare nella
tangenziale. Però qualcuno, ripeto, ha pensato che fosse un privilegio nei confronti
della Juventus.
Chiudo dicendo che se oggi l'Assessore dichiarerà con certezza la Variante fin da
subito, sono disposto a sotterrare l'ascia di guerra, perché non faccio il discorso che
hanno fatto altri sui costi notevoli, eccetera. Io sono per lo sviluppo, Assessore, però
sono per le grandi opere realizzate bene. Poi quello che succede dentro, a me non
interessa, l'importante è che abbiano una ricaduta sulla quotidianità dei cittadini,
cosa che non è avvenuta in passato. Voglio solo citare il tunnel di corso Spezia, il
tunnel di Porta Palazzo, piazza Baldissera, di cui abbiamo parlato in questi giorni,
eccetera. Non vorrei che accadesse la stessa cosa.
Ripeto, sono disposto a sotterrare l'ascia di guerra, ma se ciò non fosse, l'Assessore
dovrà scontrarsi non solo con il sottoscritto, ma anche con la presa di coscienza che
finalmente oggi i cittadini hanno maturato, perché fino a oggi i cittadini non
sapevano, ma adesso sanno, e continuano a ripetere se siamo pazzi a fare una cosa
del genere senza la Variante.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Sebbene sia una ricostruzione dei fatti che riporta anche elementi oggettivi, non
raccolgo la pseudo provocazione di determinare chi ha deciso, quando, che cosa,
quali Giunte, di quali colore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Personale
sicuramente, ma neanche politico, perché altrimenti dovrei riconoscere che tutti gli
elementi che sono stati descritti come elementi critici del bando e della decisione di
non concedere la possibilità a Infra.To di fare la stazione appaltante, con il relativo
risparmio economico, di non concedere la possibilità di fare la direzione lavori di
Infra.To, come è stato richiesto dalla nostra Amministrazione, di non accettare il
fatto che si inserisse già come elemento a base di gara il secondo tunnel viabile
all'interno della città, sono stati invece una scelta dell'Amministrazione della
Regione Piemonte precedente a quella di oggi, che in maniera un po' cieca non ha
voluto ascoltare le nostre sollecitazioni.
E sottolineo volontariamente nostre, perché qui, Consigliere Liardo, non ci sono asce
di guerra da sotterrare, perché questo Consiglio Comunale ha votato una mozione
che impegna l'Amministrazione, quindi anche il sottoscritto, ad attivarsi presso la
Regione Piemonte affinché venga modificato il progetto e venga accolta la richiesta
del tunnel che collegherebbe l'asse est-ovest di corso Grosseto.
Tutte le valutazioni che ha fatto il Consigliere Liardo, che vengono quotidianamente
fatte dai cittadini torinesi, sono assolutamente condivise da questa Amministrazione,
prima di tutto dal sottoscritto; tant'è che in tutte le sedi utili, la Giunta Comunale e il
Sindaco si sono mossi nella direzione di incidere nella scelta finale, che però, non
dobbiamo nascondercelo, non dipende da questo Palazzo, purtroppo, perché
altrimenti sarebbe già stata fatta.
Il Consigliere ha ricordato le fonti di finanziamento: non c'è un Euro di risorse della
Città di Torino. Ha ricordato la stazione appaltante SCR: non è una società della
Città di Torino. Ha ricordato la direzione dei lavori: non è stata assegnata a nessuna
entità della Città di Torino.
Quindi, più che fare una pressione compatta - ripeto, compatta - come abbiamo fatto,
nei confronti della Regione, che ha in seno la stazione appaltante, non possiamo fare,
perché in maniera responsabile, credo, come Consiglio Comunale (io ho portato alla
vostra attenzione quella proposta di deliberazione) abbiamo dato l'autorizzazione per
la realizzazione dell'opera, perché nessuno ha affermato che ci sono dubbi sulla
importanza strategica della realizzazione di un'opera di collegamento ferroviario tra
Caselle e la stazione di Porta Susa.
Detto questo, però, il tema della viabilità è un tema su cui purtroppo la Regione, fino
ad oggi, non ha concesso una valutazione finale a quello che invece normalmente è,
cioè l'Ente Locale che fa una valutazione delle esigenze dei singoli territori. Io
ricordo che l'allora Giunta Cota (ho anche delle note che posso mettere a
disposizione), come motivazione all'impossibilità di accogliere la modifica al
progetto in quella fase, indicò il fatto che quella modifica avrebbe rappresentato una
Variante strutturale, una modifica al CIPE ed un conseguente rischio di perdita dei
finanziamenti. Il Consigliere ricorderà la discussione che abbiamo fatto in Aula.
Tant'è che io stesso dissi: "Non fermiamo la deliberazione, diamo un indirizzo
politico con una mozione di accompagnamento".
Ebbene, dato che avevo questa informazione, in via ufficiale, da parte della Regione,
ma avevo informazioni diverse da parte del Ministero, soltanto nelle ultime ore sono
finalmente riuscito ad ottenere un'interpretazione ufficiale della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, che come è noto guida il CIPE (che è convocato direttamente
dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), che mette nero su bianco, chiedendo un
parere specifico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (quindi non stiamo
parlando di teoria, stiamo parlando di questa Variante strutturale), il fatto che,
secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Variante in oggetto non
costituisce un obbligo di nuovo passaggio nel CIPE del progetto definitivo verso il
progetto esecutivo, in quanto non avente rilievo localizzativo (cito testualmente, è un
atto formale che ovviamente metto a disposizione), né comporta l'attribuzione di
nuovi finanziamenti. Perché non comporta l'attribuzione di nuovi finanziamenti?
Perché i Consiglieri ricorderanno che quest'opera ha come base di gara 124 milioni
di Euro, c'è stato un ribasso di gara importante che copre di gran lunga gli 8 milioni
di Euro di costo della nuova opera. Il tunnel aggiuntivo di cui stiamo parlando cuba
all'incirca 8 milioni di Euro.
Siamo davanti a un ribasso di gara così importante e se volete vi cito anche le cifre,
ma non vorrei annoiarvi troppo: importo soggetto a ribasso 123.000.000, importo di
aggiudicazione 100.997.000; quindi ci sono 23.000.000 di margine. Questo
permetterebbe (e avrebbe permesso, ma, ripeto, indipendentemente dal colore
politico della Giunta, io continuo a chiedere alla Regione che si faccia una riflessione
su questo tema), non essendo una modifica localizzativa e non essendo una modifica
dei fondi da mettere a disposizione, una modifica del progetto.
Dove siamo in questo momento? Ho immediatamente dato mandato al Collega che
mi ha rappresentato come Giunta all'interno della Conferenza Capigruppo, di
accogliere la proposta di comunicazione, perché credo che sia importante il momento
storico nel quale ci troviamo.
Dopo una fase di verifica della legittimità della gara (oggi abbiamo sentito qualche
commento, ma io non mi permetto di commentare il percorso di gara; ormai i giudici
sembra che abbiano archiviato quel percorso e quindi la gara è del tutto legittima), si
è già arrivati alla firma per il progetto esecutivo, essendo questo un appalto integrato.
Le imprese devono realizzare il progetto esecutivo e poi realizzare l'opera. Secondo
le informazioni che abbiano noi, questa Variante può essere fatta tra il definito e
l'esecutivo.
Quindi, bene questa discussione, perché ancora una volta credo che oggi, a una voce
sola, Consigliere, la Città di Torino debba chiedere alla Regione, in questo momento
storico particolarmente importante, di accogliere la nostra proposta di modifica al
progetto, di chiedere alle imprese di trasformare, tra il definitivo e l'esecutivo, il
progetto così come è stato messo a base di gara, e di realizzare quell'opera
mantenendo però il collegamento viario non soltanto Grosseto-Potenza, ma
Grossetto-Grosseto sull'asse est-ovest, e viceversa.
Da questo punto di vista, ho concluso, Presidente, nel senso che le comunicazioni
che ho potuto dare in Aula, da un lato, confermano la necessità sollecitata dal
Consigliere Liardo e, dall'altro lato, confermano l'azione della Giunta in esecuzione
di una mozione di indirizzo molto chiara e votata probabilmente all'unanimità da
parte del Consiglio Comunale, in un momento particolarmente utile, perché, se
questa discussione l'avessimo fatta nel mese di dicembre, probabilmente avremmo
già il progetto esecutivo approvato e quindi nulla più poteva essere modificato.
Quindi, bene questa discussione. Io confermo la volontà da parte
dell'Amministrazione di perseguire l'opera e di non mettere a repentaglio le risorse
dell'opera. In questo momento abbiamo qualcosa in più che non avevamo quando
l'allora Assessore Bonino mi disse che avrei dovuto prendermi la responsabilità di
mettere a rischio i finanziamenti. Oggi abbiamo un documento ufficiale,
un'interpretazione ufficiale della Presidenza del Consiglio di Ministro, che dice che
quel rischio non esiste.
Ce n'è un altro? Ascoltiamolo, affrontiamolo. Per il momento il rischio della perdita
delle risorse per un nuovo passaggio in CIPE non esiste; se non esiste attendiamo
informazioni dalla Regione.
In questo momento, però, le imprese stanno lavorando. Io ovviamente ho
un'interlocuzione quasi quotidiana con la Regione, però stiamo aspettando di poter
valutare i documenti, una volta che saranno prodotti. Non siamo nelle condizioni di
poter fare altrimenti.
Chiudo ripetendo quello che ho detto all'inizio, purtroppo, non avendo avuto risposta
positiva alle nostre richieste di essere o stazione appaltante o almeno direzione
lavori, tramite Infra.To, come avevamo chiesto al momento debito.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Io concordo con il percorso, ho seguito la vicenda, quindi per quanto riguarda la
questione della Variante concordo con quello che ha detto l'Assessore. Solo una
battuta. È evidente che la Città di Torino ha e deve avere una voce forte, ferma e
autorevole su una vicenda che riguarda la sua attività di trasformazione. Non basta
soltanto che la Regione possa dire di no; c'è la politica, c'è una interlocuzione e si va
avanti.
Io ricordo una discussione che abbiamo avuto in Aula durante la discussione di
un'interpellanza nella quale chiesi come mai la vecchia SCR - nonostante un parere
vincolante, secondo me, dell'Avvocatura Comunale, richiesto giustamente
dall'Assessorato, che abbiamo potuto vedere in quell'occasione - decise che Infra.To,
come società interamente partecipata dal pubblico, avesse titolo per poter fare quello
che ha detto l'Assessore, cioè per fare risparmiare sostanzialmente 3.000.000 di Euro
agli Enti Pubblici e per svolgere un'attività che ha già svolto nel passato.
Se può fare la direzione dei lavori di un'opera come la Metropolitana (Linea 1 e in
futuro Linea 2), tra progettazione e direzione lavori e quant'altro, non capiamo come
mai non abbia le capacità tecniche per poter fare questa opera, che rispetto alla
Metropolitana è infinitamente più ridotta. Allora o sbagliava prima con la
Metropolitana, oppure sbaglia adesso.
L'Assessore disse giustamente che con la nuova Amministrazione della Regione
saremmo tornati all'assalto. Io vorrei capire se questo assalto l'abbiamo condotto a
termine in maniera positiva, perché continuo a non capire le motivazioni giuridiche,
economiche, progettuali e tecniche per le quali bisogna buttare via 3.000.000 di soldi
pubblici per un'opera che è in grado assolutamente di fare un soggetto pubblico,
partecipato dalla Regione, dalla Città, interamente pubblico, come Infra.To, che ha
fatto già opere di questo genere e che ci farebbe risparmiare quella somma.
Secondo me è una risposta che dobbiamo dare tutti noi ai cittadini, perché se
spendiamo 4.200.000 Euro più IVA da una parte e, invece, dall'altra con 1.500.000
di Euro si dice (io sto agli atti e ai fatti), con un parere dell'Avvocatura, che si può e
si deve fare, questo problema qualcuno me lo deve sciogliere.
L'Assessore in quell'occasione si dichiarò d'accordo e mi rispose all'interpellanza
dicendo che avremmo fatto i passi nei confronti della Regione e della "nuova" SCR ,
cioè quella che è stata nominata a seguito anche del cambio di Amministrazione in
Regione. Ora io voglio capire qual è l'indicazione. Non è una battaglia campale,
tanto meno vogliamo bloccare i lavori, per carità; però, è un accorgimento tecnico
che può essere insuperabile, anche a fronte di quanto la vostra Avvocatura Comunale
ci ha detto.
Gli avvocati della Città di Torino, su richiesta di un parere, hanno scritto che non
solo è possibile, ma l'Amministrazione è tenuta a dare l'incarico in house a chi fa
questo di mestiere, ha le competenze tecniche ed è partecipato interamente. Se
succede diversamente, qualcuno ha titolo - secondo me - di ricorrere agli organi
amministrativi della giustizia, per dire che si sono buttati via i soldi pubblici, nonché
alla Corte dei Conti. In quella sede qualcuno dovrà spiegare perché si sono spesi
4.500.000, anziché 1.500.000 di Euro, per fare la stessa cosa, con due soggetti in
grado entrambi di farla.
Certo che una torta di gara di 4.500.000 di Euro per la direzione lavori è una manna
dal cielo per i professionisti privati, ma quando abbiamo una società nata anche per
quello, non solo, che fa delle cose ben più importanti, dal punto di vista economico,
di progettazione e direzione lavori, io mi chiedo quali sono le motivazioni giuridiche,
formali, politiche ed economiche per le quali non si debba fare in questo modo.
A meno che si dica, ma non credo, che è giusto che i professionisti di questa città, e
non solo, guadagnino 4.200.000 di Euro per fare la loro attività, mentre non lo deve
fare una società pubblica.
Io ho una cultura per la quale se il pubblico è all'altezza ed è in grado, è bene che le
cose vengano fatte dal pubblico. Non che sia contrario al guadagno dei privati, ma se
abbiamo in casa chi può fare queste opere, non capisco perché bisogna appaltare
fuori dall'Amministrazione progetti che la Città è in grado di fare e che può fare.
Diverso sarebbe il caso se non avessimo una società di quel livello, ma, se non serve
a nulla, dovremmo chiuderla, altrimenti non capisco perché invece gli si affida,
formalmente, anche dal Ministero, l'incarico di fare la direzione dei lavori e la
progettazione della Linea 2 della Metropolitana. Parliamo di opere di qualche
miliardo di Euro.
Su questo so che c'è stato un impegno da parte dell'Assessore. Se ci aggiorna anche
rispetto alle risposte delle interlocuzioni, non sarebbe cosa assolutamente di poco
conto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Al Consigliere Cassiani provo a rispondere io, premesso che a una domanda retorica
si risponde con una risposta retorica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si, è
retorica, e al riguardo mi ricollego anche alla relazione dell'Assessore. Nessuno nega
che l'inizio di tutta la vicenda sia partito con la Giunta Cota, però vorrei ricordare
che Chiamparino, anche se ogni tanto stentiamo a ricordarcelo, sta governando da un
anno teoricamente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In Regione, sì; poi in
realtà non ha mai smesso... forse era più importante quando era nella Compagnia di
San Paolo, che non adesso che presiede la Regione.
Però il punto è un altro. Questo grande pressing politico della Città per rimettere in
discussione ab origine l'affidamento di quei lavori c'è stato negli ultimi mesi ed è
avvenuto quando in Consiglio Regionale, su richiesta del Capogruppo del Partito
Democratico, Gariglio, e del Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Bono, è stata
congelata la gara, mentre io avevo chiesto proprio di annullarla già da allora, per
discutere la possibilità di ripartire con un ragionamento a 360 gradi.
Questo non è stato fatto ed è bastato che un quotidiano annunciasse non
l'archiviazione, ma annunciasse come mera indiscrezione la richiesta di
archiviazione con la riformulazione di un capo di reato, per dire che invece la gara
andava benissimo così. E questo l'ha fatto la Giunta Chiamparino, non lo ha fatto
nessun altro.
Questo lo dobbiamo dire e sottolineare, perché il paradosso di questa nostra politica
piemontese è che a turni alterni chi sta all'opposizione chiede lo scioglimento sempre
di SCR, quando poi va a governare rivendicata la centralità di SCR. E questo senza
eccezione alcuna.
Io mi limito semplicemente a richiamare tutti, visto il dibattito che è stato aperto dal
Capogruppo Liardo, ad una grande onestà intellettuale nel dire che se si vuole
veramente rimettere in discussione l'opera, partendo dalla progettazione, allora si
poteva farla partire dalla gara pubblica, perché a quel punto era un'occasione per
rimettere davvero in discussione tutto.
Poi, intendiamoci, va bene veramente qualsiasi cosa, però cerchiamo solo di non
dimenticarci i passaggi, perché se ci fosse stata la volontà politica sarebbe stato fatto.
Invece in piena fase estiva di sospensione dei lavori consiliari è arrivata questa bella
decisione della Giunta Chiamparino, che se non ricordo male rappresenta il
centrosinistra, non so se questo centrosinistra, però ne rappresenta uno, quantomeno,
che risponde al Partito Democratico.
Va bene veramente tutto, io sono anche contento che qui ci diciamo che la pensiamo
tutti nello stesso modo sul merito della progettazione, però bisognerebbe poi avere un
po' il coraggio, nelle fasi giuste, non a posteriori, non prima e non dopo, di dire che
cosa si vuole fare, ma soprattutto di farlo, perché se no rischiano di essere lacrime di
coccodrillo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Devo fare una premessa, ricordando che se fosse per il Movimento 5 Stelle
quest'opera non si sarebbe mai fatta, ma non perché, come diceva il Capogruppo
Liardo, siamo nemici dello sviluppo, eccetera, ma perché riteniamo che, dal punto di
vista dell'architettura dei trasporti di questa città, con gli stessi soldi si sarebbe
potuto fare di meglio, realizzando cose più utili. Per esempio, riutilizzare il tracciato
che c'era fino all'area di Porta Palazzo e usare i soldi per scavare sotto piazza
Castello, realizzando la Metropolitana per i collegamenti diretti con l'Aeroporto non
dalla Stazione Dora o da Torino Porta Susa, ma addirittura da piazza Castello; poi, da
Porta Nuova, passando sotto il centro, dando il via a una vera Linea 2 della
Metropolitana, senza aspettare dei fondi che chissà quando mai saranno disponibili.
Oppure c'erano anche altre soluzioni, volendo rimanere sul progetto originario, di
collegamento sul Passante: per esempio, passando in superficie oltre la Stura
probabilmente avrebbe permesso di realizzare la stessa cosa a una frazione del costo.
Dopodiché, ormai questo progetto è stato scelto, quindi ci troviamo questo progetto.
Come ha ricordato il Capogruppo Marrone, noi, comunque, anche in collaborazione
con una parte della maggioranza, abbiamo cercato di fermare le cose, di ripensarci a
livello di Consiglio Regionale; per cui, ci spiace vedere che le cose invece non si
sono fermate e che si sta andando avanti.
A fronte di tutto questo, adesso rimane il problema del collegamento stradale, che per
noi è un problema residuale, nel senso che è giusto preoccuparsi del traffico stradale.
Sicuramente se in questo momento storico viene abbattuta la sopraelevata, si crea un
grosso problema di circolazione del traffico in quella zona, ma noi abbiamo una
visione di città fra 20 o 30 anni in cui il grosso degli spostamenti avverrà con il
sistema di trasporto pubblico e non con il sistema del trasporto privato e con le auto.
Quindi i problemi di traffico e le relative infrastrutture, nel tempo, dovrebbero
diventare meno importanti e meno necessarie, non più importanti e più necessarie.
Però, nella situazione in cui ci troviamo, probabilmente è giusto che ci sia questo
ulteriore tratto di sottopasso.
Torno al punto già sollevato, che è veramente il nocciolo della questione, cioè che
non è comunque accettabile arrivare in Aula e sentirsi dire che queste sono scelte
fatte dalla precedente Amministrazione Regionale e che la Città ha fatto le sue
rimostranze, ma non è riuscita ad ottenere niente.
Se con la precedente Amministrazione Regionale c'era il fatto che si trattasse di due
Amministrazioni di due colori diversi, attualmente però si tratta dello stesso partito,
della stessa Amministrazione, addirittura guidata a livello regionale dall'ex Sindaco
di questa Città, fino alla scorsa tornata amministrativa. Quindi, francamente, sentirsi
dire che la Regione non ascolta le richieste della Città di Torino è veramente un po'
particolare, su questo, come sulla questione che ha sollevato il Consigliere Cassiani,
come su tante altre questioni di questo progetto.
Quindi spero che ci potremo rivedere a breve in Commissione, dove ci verrà detto
che la Regione ha accolto tutte le richieste della Città di Torino, perché sarebbe
veramente ridicolo che l'Amministrazione Regionale, dello stesso colore di quella
cittadina, non prenda in considerazione le richieste della Città, e non si capisce per
qualche motivo, o almeno si spera di non riuscire a capirlo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Aggiungo soltanto una riflessione sulle parole del Consigliere Cassiani, e credo sia
utile anche fare una proposta sul metodo di lavoro per continuare quest'azione nei
confronti della stazione appaltante, in particolare della Regione Piemonte.
Per rispondere al Consigliere Cassiani, noi dobbiamo prendere atto delle scelte che
sono state fatte e provare a trovare qualche margine ancora possibile, se questo
esiste, per correggere degli errori che sono stati fatti in passato. Quindi, sul tema
della documentazione che aveva richiesto già in Consiglio, rispetto anche al
posizionamento della Città, ho detto e confermo che la Città ha avanzato, in tutte le
sedi, la proposta alla Regione Piemonte per poter avere il riconoscimento di un ruolo
operativo all'interno del cantiere.
I ragionamenti che stiamo facendo adesso sul tunnel sì, tunnel no, sulla gestione,
eccetera, si concretizzano poi nella possibilità di avere delle leve decisionali
importanti nei confronti delle imprese che realizzano l'opera. Se oggi avessimo la
stazione appaltante sotto un controllo di indirizzo politico della Città, questo
problema probabilmente l'avremmo già risolto, perché secondo la Legge nazionale, e
in particolare il Decreto che consegna i fondi alla Regione, sarebbe la Città a
consegnare direttamente alla stazione appaltante le modifiche che non sono
considerate strutturali; quindi, sarebbe la nostra stazione appaltante a dover decidere
se fare o non fare questo tunnel aggiuntivo. Oggi non siamo in quella condizione.
Io mi impegno (rispetto alle parole del Consigliere Bertola) a tornare nella
Commissione competente nel momento in cui ci saranno delle novità o degli
elementi aggiuntivi, rispetto a quelli che oggi sono in nostro possesso, sul progetto in
fase di preparazione.
Ci sono segnali che dicono che le imprese stanno affrontando in maniera molto attiva
la fase di progettazione esecutiva, anche con alcune misurazioni direttamente sul
posto. Sono stati visti gli operai direttamente sul territorio interessato; quindi, c'è
movimento da parte delle imprese interessate.
Si era detto che questo progetto esecutivo doveva essere preparato entro la fine
dell'anno, per poter poi cominciare con la fase di realizzazione e di stabilizzazione
vera e propria del cantiere. A questo punto mi rimetto a questi tempi per dare
informazioni alla Commissione competente sulle eventuali novità, se queste
dovessero sorgere nelle prossime settimane, altrimenti valuteremo insieme come
muoverci nelle prossime settimane.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Dichiaro terminate le comunicazioni.

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