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PORCINO Giovanni (Presidente) Iniziamo dalle comunicazioni sul "Tunnel di corso Grosseto". Riferisce prima l'Assessore Lubatti. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Da quello che ho capito, visto che sono il richiedente, forse l'Assessore mi concederebbe di fare comunque le mie premesse su questa vicenda. Va bene? Poi magari mi risponde. Chiedo. PORCINO Giovanni (Presidente) Sì, Consigliere, tenendo presente che il tempo che utilizza adesso le sarà sottratto nell'intervento successivo, ovviamente. LIARDO Enzo Presidente, io non parlerò tutto il giorno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A me fa piacere la battuta, cerca sempre di farmi innervosire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Viale, le assicuro che l'ho scritto di mio pugno e se ne potrà accorgere dagli errori che ci sono, perciò avrà la conferma... PORCINO Giovanni (Presidente) Consiglieri, evitiamo di interloquire. Veniamo al merito della vicenda. Consigliere Liardo, illustri la richiesta e poi procederemo con le comunicazioni. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Quest'opera - di cui ho chiesto le comunicazioni al Sindaco, che purtroppo non vedo presente anche oggi - sa benissimo anche l'Assessore che non si sarebbe dovuta realizzare (tanto per fare un po' un percorso che non vede lui coinvolto direttamente, ma è giusto che lo si sappia) se i residenti di corso Principe Oddone e i suoi Comitati - stiamo parlando del 1999 - non avessero condizionato la scelta (che - io penso - ormai si è rivelata assurda) dell'allora Sindaco Chiamparino nel fare realizzare i binari del Passante Ferroviario sotto la Dora per sottrarli alla loro vista (parliamo dei cittadini di corso Principe Oddone), creando così un dislivello e interrompendo la ferrovia per l'Aeroporto. Infatti, se si abbassa una ferrovia, bisogna abbassare anche tutte quelle collegate. Per porre rimedio a questo errore si è ricorsi alla progettazione di un'altra grande opera, quella di cui stiamo parlando adesso: l'abbattimento del sovrappasso di corso Grosseto e la realizzazione del Passante Ferroviario Torino Ceres, che però - Assessore, come ha avuto modo di ammettere molte volte, magari in camera caritatis - nasce con una sorta di malformazione genetica, perché, se si abbattono due cavalcavia, non si può pensare che bastino un solo sottopasso e una rotonda per sostituirli. Mi piacerebbe sapere dall'Assessore chi ha pensato tutto questo, perché io questo me lo sono sempre chiesto: perché i tecnici di Infra.To non progettarono un sottopasso fino a corso Ferrara? Questo me lo sono chiesto. Perché? Semplice: né il Comune, né la Regione chiesero di farlo. Bastava prendere i dati della società 5T, che dichiara il passaggio medio di 2.200 autoveicoli per ogni ora, per capire che era necessario da subito inserire un secondo tunnel veicolare; questo non è stato fatto, eppure le società ci sono, pagate anche a partecipazione comunale. Adesso entrerei un attimo, proprio soltanto sfiorandolo, in un discorso che non mi compete, però sono cose che ho letto sui giornali e che ho messo un po' assieme per quanto concerne la procedura della gara d'appalto. Parrebbe che, se la procedura d'appalto fosse stata data fin dall'inizio a Infra.To, e non a SCR, ci sarebbe potuto essere un risparmio di circa 18.000.000 di Euro, ma su questo non entro nel merito, sono sempre dati che ho potuto leggere, però con 18.000.000 di Euro avremmo fatto tante modifiche e io e lei, Assessore, non ci saremmo mai accapigliati. Entro, invece, nel merito del bando di gara, che presenta da subito delle anomalie, Assessore. L'offerta economica, cioè lo sconto sul prezzo finale, guarda caso, in questa gara d'appalto vale solo 15 punti su 100. Normalmente si guarda sempre l'aspetto economico; questa volta, in questa vicenda l'aspetto economico è passato in secondo piano. Quali sono stati gli aspetti che hanno, in qualche modo, determinato l'assegnazione successiva? Altri parametri: non più il discorso economico, ma il sistema di vigilanza elettronica sui macchinisti, i parcheggi, le piste ciclabili, la sistemazione del mercato, la tecnica di demolizioni, i consumi energetici, l'organizzazione, lo smaltimento delle macerie e, ovviamente, i costi sui ponteggi. Questo aspetto diventa l'aspetto fondamentale per l'assegnazione, non si guarda più l'aspetto economico. Allora, viste queste premesse, Assessore, si pensava che la predominanza di tutto fossero gli aspetti tecnici, perché, se non mi interessano gli aspetti economici e do la prevalenza a questi aspetti, ho l'impressione che, all'apertura... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È tutto documentato, non mi sono inventato nulla. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie, però io tra due minuti avrò terminato. PORCINO Giovanni (Presidente) Anche meno, Consigliere, si avvii alla conclusione. LIARDO Enzo Esatto, infatti. Viste le premesse - la predominanza degli aspetti tecnici e non quelli economici -, sorprende che quello che accade all'apertura delle buste, quattro cordate propongono di prolungare il sottopasso stradale fino a corso Ferrara - quello che io e il Presidente Carretta abbiamo fatto nella nostra proposta di mozione di accompagnamento -, senza costi aggiuntivi, attribuisce zero punti. SCR, a una modifica tecnica - e su altre situazioni le modifiche tecniche erano l'apoteosi che determinava l'acquisizione dell'appalto -, in questo caso, zero. Così si impongono Itinera e la società CCC - a volte la chiamano CRC - e succede l'esatto contrario. La Variante non è stata prevista e la modifica - tunnel veicolare verso corso Ferrara - non prevista da questa società farebbe lievitare i costi fino a 4.000.000 di Euro di in più, perciò si è proceduto esattamente al contrario. Ricordo, infine, i canali di finanziamento: 20.000.000 di Euro di fondi del CIPE con scadenza 2016; 142.000.000 di Euro del fondo europeo FSC rendicontati, che devono essere rendicontati fino al 2018 terminato; 18.000.000 di Euro di risorse regionali. Perché ho citato queste tre fonti di finanziamento? Perché si è sempre detto, fin dall'inizio - veramente, io mi sognavo il CIPE di notte - che praticamente, se si fosse approvata una modifica del progetto di origine (e non si sa perché non era stato, appunto, previsto), si sarebbero persi 20.000.000 di Euro dal CIPE. Io dico una cosa, Assessore, e penso che lei condivida: cosa sono 20.000.000 di Euro di fronte a un progetto sbagliato, che comprometterebbe per sempre un ramo fondamentale della viabilità torinese, senza contare i disagi perenni che causerebbe quell'opera ai cittadini? 20.000.000 di Euro. Mentre parrebbe che si sarebbero risparmiati 18.000.000 di Euro se la committenza fosse stata data a Infra.To. Voglio inoltre precisare che la Variante da me proposta non serve per lo Juventus Stadium, come qualche giornale ha detto in maniera maliziosa. Non può fregarcene niente, perché quel tunnel veicolare determina e interessa il Comune di Venaria, l'ipermercato Auchan e tutta una seria di viabilità che vanno a convogliare nella tangenziale. Però qualcuno, ripeto, ha pensato che fosse un privilegio nei confronti della Juventus. Chiudo dicendo che se oggi l'Assessore dichiarerà con certezza la Variante fin da subito, sono disposto a sotterrare l'ascia di guerra, perché non faccio il discorso che hanno fatto altri sui costi notevoli, eccetera. Io sono per lo sviluppo, Assessore, però sono per le grandi opere realizzate bene. Poi quello che succede dentro, a me non interessa, l'importante è che abbiano una ricaduta sulla quotidianità dei cittadini, cosa che non è avvenuta in passato. Voglio solo citare il tunnel di corso Spezia, il tunnel di Porta Palazzo, piazza Baldissera, di cui abbiamo parlato in questi giorni, eccetera. Non vorrei che accadesse la stessa cosa. Ripeto, sono disposto a sotterrare l'ascia di guerra, ma se ciò non fosse, l'Assessore dovrà scontrarsi non solo con il sottoscritto, ma anche con la presa di coscienza che finalmente oggi i cittadini hanno maturato, perché fino a oggi i cittadini non sapevano, ma adesso sanno, e continuano a ripetere se siamo pazzi a fare una cosa del genere senza la Variante. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Sebbene sia una ricostruzione dei fatti che riporta anche elementi oggettivi, non raccolgo la pseudo provocazione di determinare chi ha deciso, quando, che cosa, quali Giunte, di quali colore. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Personale sicuramente, ma neanche politico, perché altrimenti dovrei riconoscere che tutti gli elementi che sono stati descritti come elementi critici del bando e della decisione di non concedere la possibilità a Infra.To di fare la stazione appaltante, con il relativo risparmio economico, di non concedere la possibilità di fare la direzione lavori di Infra.To, come è stato richiesto dalla nostra Amministrazione, di non accettare il fatto che si inserisse già come elemento a base di gara il secondo tunnel viabile all'interno della città, sono stati invece una scelta dell'Amministrazione della Regione Piemonte precedente a quella di oggi, che in maniera un po' cieca non ha voluto ascoltare le nostre sollecitazioni. E sottolineo volontariamente nostre, perché qui, Consigliere Liardo, non ci sono asce di guerra da sotterrare, perché questo Consiglio Comunale ha votato una mozione che impegna l'Amministrazione, quindi anche il sottoscritto, ad attivarsi presso la Regione Piemonte affinché venga modificato il progetto e venga accolta la richiesta del tunnel che collegherebbe l'asse est-ovest di corso Grosseto. Tutte le valutazioni che ha fatto il Consigliere Liardo, che vengono quotidianamente fatte dai cittadini torinesi, sono assolutamente condivise da questa Amministrazione, prima di tutto dal sottoscritto; tant'è che in tutte le sedi utili, la Giunta Comunale e il Sindaco si sono mossi nella direzione di incidere nella scelta finale, che però, non dobbiamo nascondercelo, non dipende da questo Palazzo, purtroppo, perché altrimenti sarebbe già stata fatta. Il Consigliere ha ricordato le fonti di finanziamento: non c'è un Euro di risorse della Città di Torino. Ha ricordato la stazione appaltante SCR: non è una società della Città di Torino. Ha ricordato la direzione dei lavori: non è stata assegnata a nessuna entità della Città di Torino. Quindi, più che fare una pressione compatta - ripeto, compatta - come abbiamo fatto, nei confronti della Regione, che ha in seno la stazione appaltante, non possiamo fare, perché in maniera responsabile, credo, come Consiglio Comunale (io ho portato alla vostra attenzione quella proposta di deliberazione) abbiamo dato l'autorizzazione per la realizzazione dell'opera, perché nessuno ha affermato che ci sono dubbi sulla importanza strategica della realizzazione di un'opera di collegamento ferroviario tra Caselle e la stazione di Porta Susa. Detto questo, però, il tema della viabilità è un tema su cui purtroppo la Regione, fino ad oggi, non ha concesso una valutazione finale a quello che invece normalmente è, cioè l'Ente Locale che fa una valutazione delle esigenze dei singoli territori. Io ricordo che l'allora Giunta Cota (ho anche delle note che posso mettere a disposizione), come motivazione all'impossibilità di accogliere la modifica al progetto in quella fase, indicò il fatto che quella modifica avrebbe rappresentato una Variante strutturale, una modifica al CIPE ed un conseguente rischio di perdita dei finanziamenti. Il Consigliere ricorderà la discussione che abbiamo fatto in Aula. Tant'è che io stesso dissi: "Non fermiamo la deliberazione, diamo un indirizzo politico con una mozione di accompagnamento". Ebbene, dato che avevo questa informazione, in via ufficiale, da parte della Regione, ma avevo informazioni diverse da parte del Ministero, soltanto nelle ultime ore sono finalmente riuscito ad ottenere un'interpretazione ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che come è noto guida il CIPE (che è convocato direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri), che mette nero su bianco, chiedendo un parere specifico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (quindi non stiamo parlando di teoria, stiamo parlando di questa Variante strutturale), il fatto che, secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Variante in oggetto non costituisce un obbligo di nuovo passaggio nel CIPE del progetto definitivo verso il progetto esecutivo, in quanto non avente rilievo localizzativo (cito testualmente, è un atto formale che ovviamente metto a disposizione), né comporta l'attribuzione di nuovi finanziamenti. Perché non comporta l'attribuzione di nuovi finanziamenti? Perché i Consiglieri ricorderanno che quest'opera ha come base di gara 124 milioni di Euro, c'è stato un ribasso di gara importante che copre di gran lunga gli 8 milioni di Euro di costo della nuova opera. Il tunnel aggiuntivo di cui stiamo parlando cuba all'incirca 8 milioni di Euro. Siamo davanti a un ribasso di gara così importante e se volete vi cito anche le cifre, ma non vorrei annoiarvi troppo: importo soggetto a ribasso 123.000.000, importo di aggiudicazione 100.997.000; quindi ci sono 23.000.000 di margine. Questo permetterebbe (e avrebbe permesso, ma, ripeto, indipendentemente dal colore politico della Giunta, io continuo a chiedere alla Regione che si faccia una riflessione su questo tema), non essendo una modifica localizzativa e non essendo una modifica dei fondi da mettere a disposizione, una modifica del progetto. Dove siamo in questo momento? Ho immediatamente dato mandato al Collega che mi ha rappresentato come Giunta all'interno della Conferenza Capigruppo, di accogliere la proposta di comunicazione, perché credo che sia importante il momento storico nel quale ci troviamo. Dopo una fase di verifica della legittimità della gara (oggi abbiamo sentito qualche commento, ma io non mi permetto di commentare il percorso di gara; ormai i giudici sembra che abbiano archiviato quel percorso e quindi la gara è del tutto legittima), si è già arrivati alla firma per il progetto esecutivo, essendo questo un appalto integrato. Le imprese devono realizzare il progetto esecutivo e poi realizzare l'opera. Secondo le informazioni che abbiano noi, questa Variante può essere fatta tra il definito e l'esecutivo. Quindi, bene questa discussione, perché ancora una volta credo che oggi, a una voce sola, Consigliere, la Città di Torino debba chiedere alla Regione, in questo momento storico particolarmente importante, di accogliere la nostra proposta di modifica al progetto, di chiedere alle imprese di trasformare, tra il definitivo e l'esecutivo, il progetto così come è stato messo a base di gara, e di realizzare quell'opera mantenendo però il collegamento viario non soltanto Grosseto-Potenza, ma Grossetto-Grosseto sull'asse est-ovest, e viceversa. Da questo punto di vista, ho concluso, Presidente, nel senso che le comunicazioni che ho potuto dare in Aula, da un lato, confermano la necessità sollecitata dal Consigliere Liardo e, dall'altro lato, confermano l'azione della Giunta in esecuzione di una mozione di indirizzo molto chiara e votata probabilmente all'unanimità da parte del Consiglio Comunale, in un momento particolarmente utile, perché, se questa discussione l'avessimo fatta nel mese di dicembre, probabilmente avremmo già il progetto esecutivo approvato e quindi nulla più poteva essere modificato. Quindi, bene questa discussione. Io confermo la volontà da parte dell'Amministrazione di perseguire l'opera e di non mettere a repentaglio le risorse dell'opera. In questo momento abbiamo qualcosa in più che non avevamo quando l'allora Assessore Bonino mi disse che avrei dovuto prendermi la responsabilità di mettere a rischio i finanziamenti. Oggi abbiamo un documento ufficiale, un'interpretazione ufficiale della Presidenza del Consiglio di Ministro, che dice che quel rischio non esiste. Ce n'è un altro? Ascoltiamolo, affrontiamolo. Per il momento il rischio della perdita delle risorse per un nuovo passaggio in CIPE non esiste; se non esiste attendiamo informazioni dalla Regione. In questo momento, però, le imprese stanno lavorando. Io ovviamente ho un'interlocuzione quasi quotidiana con la Regione, però stiamo aspettando di poter valutare i documenti, una volta che saranno prodotti. Non siamo nelle condizioni di poter fare altrimenti. Chiudo ripetendo quello che ho detto all'inizio, purtroppo, non avendo avuto risposta positiva alle nostre richieste di essere o stazione appaltante o almeno direzione lavori, tramite Infra.To, come avevamo chiesto al momento debito. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Io concordo con il percorso, ho seguito la vicenda, quindi per quanto riguarda la questione della Variante concordo con quello che ha detto l'Assessore. Solo una battuta. È evidente che la Città di Torino ha e deve avere una voce forte, ferma e autorevole su una vicenda che riguarda la sua attività di trasformazione. Non basta soltanto che la Regione possa dire di no; c'è la politica, c'è una interlocuzione e si va avanti. Io ricordo una discussione che abbiamo avuto in Aula durante la discussione di un'interpellanza nella quale chiesi come mai la vecchia SCR - nonostante un parere vincolante, secondo me, dell'Avvocatura Comunale, richiesto giustamente dall'Assessorato, che abbiamo potuto vedere in quell'occasione - decise che Infra.To, come società interamente partecipata dal pubblico, avesse titolo per poter fare quello che ha detto l'Assessore, cioè per fare risparmiare sostanzialmente 3.000.000 di Euro agli Enti Pubblici e per svolgere un'attività che ha già svolto nel passato. Se può fare la direzione dei lavori di un'opera come la Metropolitana (Linea 1 e in futuro Linea 2), tra progettazione e direzione lavori e quant'altro, non capiamo come mai non abbia le capacità tecniche per poter fare questa opera, che rispetto alla Metropolitana è infinitamente più ridotta. Allora o sbagliava prima con la Metropolitana, oppure sbaglia adesso. L'Assessore disse giustamente che con la nuova Amministrazione della Regione saremmo tornati all'assalto. Io vorrei capire se questo assalto l'abbiamo condotto a termine in maniera positiva, perché continuo a non capire le motivazioni giuridiche, economiche, progettuali e tecniche per le quali bisogna buttare via 3.000.000 di soldi pubblici per un'opera che è in grado assolutamente di fare un soggetto pubblico, partecipato dalla Regione, dalla Città, interamente pubblico, come Infra.To, che ha fatto già opere di questo genere e che ci farebbe risparmiare quella somma. Secondo me è una risposta che dobbiamo dare tutti noi ai cittadini, perché se spendiamo 4.200.000 Euro più IVA da una parte e, invece, dall'altra con 1.500.000 di Euro si dice (io sto agli atti e ai fatti), con un parere dell'Avvocatura, che si può e si deve fare, questo problema qualcuno me lo deve sciogliere. L'Assessore in quell'occasione si dichiarò d'accordo e mi rispose all'interpellanza dicendo che avremmo fatto i passi nei confronti della Regione e della "nuova" SCR , cioè quella che è stata nominata a seguito anche del cambio di Amministrazione in Regione. Ora io voglio capire qual è l'indicazione. Non è una battaglia campale, tanto meno vogliamo bloccare i lavori, per carità; però, è un accorgimento tecnico che può essere insuperabile, anche a fronte di quanto la vostra Avvocatura Comunale ci ha detto. Gli avvocati della Città di Torino, su richiesta di un parere, hanno scritto che non solo è possibile, ma l'Amministrazione è tenuta a dare l'incarico in house a chi fa questo di mestiere, ha le competenze tecniche ed è partecipato interamente. Se succede diversamente, qualcuno ha titolo - secondo me - di ricorrere agli organi amministrativi della giustizia, per dire che si sono buttati via i soldi pubblici, nonché alla Corte dei Conti. In quella sede qualcuno dovrà spiegare perché si sono spesi 4.500.000, anziché 1.500.000 di Euro, per fare la stessa cosa, con due soggetti in grado entrambi di farla. Certo che una torta di gara di 4.500.000 di Euro per la direzione lavori è una manna dal cielo per i professionisti privati, ma quando abbiamo una società nata anche per quello, non solo, che fa delle cose ben più importanti, dal punto di vista economico, di progettazione e direzione lavori, io mi chiedo quali sono le motivazioni giuridiche, formali, politiche ed economiche per le quali non si debba fare in questo modo. A meno che si dica, ma non credo, che è giusto che i professionisti di questa città, e non solo, guadagnino 4.200.000 di Euro per fare la loro attività, mentre non lo deve fare una società pubblica. Io ho una cultura per la quale se il pubblico è all'altezza ed è in grado, è bene che le cose vengano fatte dal pubblico. Non che sia contrario al guadagno dei privati, ma se abbiamo in casa chi può fare queste opere, non capisco perché bisogna appaltare fuori dall'Amministrazione progetti che la Città è in grado di fare e che può fare. Diverso sarebbe il caso se non avessimo una società di quel livello, ma, se non serve a nulla, dovremmo chiuderla, altrimenti non capisco perché invece gli si affida, formalmente, anche dal Ministero, l'incarico di fare la direzione dei lavori e la progettazione della Linea 2 della Metropolitana. Parliamo di opere di qualche miliardo di Euro. Su questo so che c'è stato un impegno da parte dell'Assessore. Se ci aggiorna anche rispetto alle risposte delle interlocuzioni, non sarebbe cosa assolutamente di poco conto. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Al Consigliere Cassiani provo a rispondere io, premesso che a una domanda retorica si risponde con una risposta retorica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Si, è retorica, e al riguardo mi ricollego anche alla relazione dell'Assessore. Nessuno nega che l'inizio di tutta la vicenda sia partito con la Giunta Cota, però vorrei ricordare che Chiamparino, anche se ogni tanto stentiamo a ricordarcelo, sta governando da un anno teoricamente... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In Regione, sì; poi in realtà non ha mai smesso... forse era più importante quando era nella Compagnia di San Paolo, che non adesso che presiede la Regione. Però il punto è un altro. Questo grande pressing politico della Città per rimettere in discussione ab origine l'affidamento di quei lavori c'è stato negli ultimi mesi ed è avvenuto quando in Consiglio Regionale, su richiesta del Capogruppo del Partito Democratico, Gariglio, e del Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Bono, è stata congelata la gara, mentre io avevo chiesto proprio di annullarla già da allora, per discutere la possibilità di ripartire con un ragionamento a 360 gradi. Questo non è stato fatto ed è bastato che un quotidiano annunciasse non l'archiviazione, ma annunciasse come mera indiscrezione la richiesta di archiviazione con la riformulazione di un capo di reato, per dire che invece la gara andava benissimo così. E questo l'ha fatto la Giunta Chiamparino, non lo ha fatto nessun altro. Questo lo dobbiamo dire e sottolineare, perché il paradosso di questa nostra politica piemontese è che a turni alterni chi sta all'opposizione chiede lo scioglimento sempre di SCR, quando poi va a governare rivendicata la centralità di SCR. E questo senza eccezione alcuna. Io mi limito semplicemente a richiamare tutti, visto il dibattito che è stato aperto dal Capogruppo Liardo, ad una grande onestà intellettuale nel dire che se si vuole veramente rimettere in discussione l'opera, partendo dalla progettazione, allora si poteva farla partire dalla gara pubblica, perché a quel punto era un'occasione per rimettere davvero in discussione tutto. Poi, intendiamoci, va bene veramente qualsiasi cosa, però cerchiamo solo di non dimenticarci i passaggi, perché se ci fosse stata la volontà politica sarebbe stato fatto. Invece in piena fase estiva di sospensione dei lavori consiliari è arrivata questa bella decisione della Giunta Chiamparino, che se non ricordo male rappresenta il centrosinistra, non so se questo centrosinistra, però ne rappresenta uno, quantomeno, che risponde al Partito Democratico. Va bene veramente tutto, io sono anche contento che qui ci diciamo che la pensiamo tutti nello stesso modo sul merito della progettazione, però bisognerebbe poi avere un po' il coraggio, nelle fasi giuste, non a posteriori, non prima e non dopo, di dire che cosa si vuole fare, ma soprattutto di farlo, perché se no rischiano di essere lacrime di coccodrillo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Devo fare una premessa, ricordando che se fosse per il Movimento 5 Stelle quest'opera non si sarebbe mai fatta, ma non perché, come diceva il Capogruppo Liardo, siamo nemici dello sviluppo, eccetera, ma perché riteniamo che, dal punto di vista dell'architettura dei trasporti di questa città, con gli stessi soldi si sarebbe potuto fare di meglio, realizzando cose più utili. Per esempio, riutilizzare il tracciato che c'era fino all'area di Porta Palazzo e usare i soldi per scavare sotto piazza Castello, realizzando la Metropolitana per i collegamenti diretti con l'Aeroporto non dalla Stazione Dora o da Torino Porta Susa, ma addirittura da piazza Castello; poi, da Porta Nuova, passando sotto il centro, dando il via a una vera Linea 2 della Metropolitana, senza aspettare dei fondi che chissà quando mai saranno disponibili. Oppure c'erano anche altre soluzioni, volendo rimanere sul progetto originario, di collegamento sul Passante: per esempio, passando in superficie oltre la Stura probabilmente avrebbe permesso di realizzare la stessa cosa a una frazione del costo. Dopodiché, ormai questo progetto è stato scelto, quindi ci troviamo questo progetto. Come ha ricordato il Capogruppo Marrone, noi, comunque, anche in collaborazione con una parte della maggioranza, abbiamo cercato di fermare le cose, di ripensarci a livello di Consiglio Regionale; per cui, ci spiace vedere che le cose invece non si sono fermate e che si sta andando avanti. A fronte di tutto questo, adesso rimane il problema del collegamento stradale, che per noi è un problema residuale, nel senso che è giusto preoccuparsi del traffico stradale. Sicuramente se in questo momento storico viene abbattuta la sopraelevata, si crea un grosso problema di circolazione del traffico in quella zona, ma noi abbiamo una visione di città fra 20 o 30 anni in cui il grosso degli spostamenti avverrà con il sistema di trasporto pubblico e non con il sistema del trasporto privato e con le auto. Quindi i problemi di traffico e le relative infrastrutture, nel tempo, dovrebbero diventare meno importanti e meno necessarie, non più importanti e più necessarie. Però, nella situazione in cui ci troviamo, probabilmente è giusto che ci sia questo ulteriore tratto di sottopasso. Torno al punto già sollevato, che è veramente il nocciolo della questione, cioè che non è comunque accettabile arrivare in Aula e sentirsi dire che queste sono scelte fatte dalla precedente Amministrazione Regionale e che la Città ha fatto le sue rimostranze, ma non è riuscita ad ottenere niente. Se con la precedente Amministrazione Regionale c'era il fatto che si trattasse di due Amministrazioni di due colori diversi, attualmente però si tratta dello stesso partito, della stessa Amministrazione, addirittura guidata a livello regionale dall'ex Sindaco di questa Città, fino alla scorsa tornata amministrativa. Quindi, francamente, sentirsi dire che la Regione non ascolta le richieste della Città di Torino è veramente un po' particolare, su questo, come sulla questione che ha sollevato il Consigliere Cassiani, come su tante altre questioni di questo progetto. Quindi spero che ci potremo rivedere a breve in Commissione, dove ci verrà detto che la Regione ha accolto tutte le richieste della Città di Torino, perché sarebbe veramente ridicolo che l'Amministrazione Regionale, dello stesso colore di quella cittadina, non prenda in considerazione le richieste della Città, e non si capisce per qualche motivo, o almeno si spera di non riuscire a capirlo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Aggiungo soltanto una riflessione sulle parole del Consigliere Cassiani, e credo sia utile anche fare una proposta sul metodo di lavoro per continuare quest'azione nei confronti della stazione appaltante, in particolare della Regione Piemonte. Per rispondere al Consigliere Cassiani, noi dobbiamo prendere atto delle scelte che sono state fatte e provare a trovare qualche margine ancora possibile, se questo esiste, per correggere degli errori che sono stati fatti in passato. Quindi, sul tema della documentazione che aveva richiesto già in Consiglio, rispetto anche al posizionamento della Città, ho detto e confermo che la Città ha avanzato, in tutte le sedi, la proposta alla Regione Piemonte per poter avere il riconoscimento di un ruolo operativo all'interno del cantiere. I ragionamenti che stiamo facendo adesso sul tunnel sì, tunnel no, sulla gestione, eccetera, si concretizzano poi nella possibilità di avere delle leve decisionali importanti nei confronti delle imprese che realizzano l'opera. Se oggi avessimo la stazione appaltante sotto un controllo di indirizzo politico della Città, questo problema probabilmente l'avremmo già risolto, perché secondo la Legge nazionale, e in particolare il Decreto che consegna i fondi alla Regione, sarebbe la Città a consegnare direttamente alla stazione appaltante le modifiche che non sono considerate strutturali; quindi, sarebbe la nostra stazione appaltante a dover decidere se fare o non fare questo tunnel aggiuntivo. Oggi non siamo in quella condizione. Io mi impegno (rispetto alle parole del Consigliere Bertola) a tornare nella Commissione competente nel momento in cui ci saranno delle novità o degli elementi aggiuntivi, rispetto a quelli che oggi sono in nostro possesso, sul progetto in fase di preparazione. Ci sono segnali che dicono che le imprese stanno affrontando in maniera molto attiva la fase di progettazione esecutiva, anche con alcune misurazioni direttamente sul posto. Sono stati visti gli operai direttamente sul territorio interessato; quindi, c'è movimento da parte delle imprese interessate. Si era detto che questo progetto esecutivo doveva essere preparato entro la fine dell'anno, per poter poi cominciare con la fase di realizzazione e di stabilizzazione vera e propria del cantiere. A questo punto mi rimetto a questi tempi per dare informazioni alla Commissione competente sulle eventuali novità, se queste dovessero sorgere nelle prossime settimane, altrimenti valuteremo insieme come muoverci nelle prossime settimane. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Dichiaro terminate le comunicazioni. |