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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 28
INTERPELLANZA 2015-03858
"3.000 SFRATTI SU 4.000 RISOLTI DAL SINDACO FASSINO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MARRONE ED ALTRI IN DATA 2 SETTEMBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201503858/002,
presentata in data 24 gennaio 2014, avente per oggetto:

"3.000 sfratti su 4.000 risolti dal Sindaco Fassino?"

PORCINO Giovanni (Presidente)
In luogo del Sindaco, risponde la Vicesindaco Tisi.
La parola alla Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Ovviamente, io riferisco i dati che stanno a monte di queste affermazioni del Sindaco
nella Relazione di Bilancio. All'origine delle affermazioni del Sindaco, ritengo che ci
siano i dati che sono stati forniti dal mio Assessorato, che partivano da una
dichiarazione relativa agli sfratti per morosità.
Gli sfratti nel 2014 sono stati 4.693: ricordo che non parliamo solo della città di
Torino, ma del mandamento di Torino, quindi la città più una serie di comuni della
cintura, dell'hinterland della Città Metropolitana.
Sempre nel corso del 2014, i dati successivi agli interventi della Città sono stati i
seguenti: 444 assegnazioni in alloggi di ERP, 320 contratti stipulati con l'assistenza
di Lo.C.A.Re., di cui 95 attraverso il Fondo "salva sfratti"; 205 famiglie hanno avuto
accoglienza tramite alloggi temporanei in housing sociale all'interno di vari progetti
attivati, mentre 1.794 nuclei familiari sono stati sostenuti proprio nel mantenimento
dell'abitazione attraverso un contributo economico erogato dalla Divisione Politiche
Sociali.
Inoltre, sempre nel corso del 2014, un ulteriore intervento finalizzato al
mantenimento dell'abitazione è stato realizzato con il Fondo sostegno alla locazione,
che ha interessato 650 famiglie.
Da questi dati che ho fornito si evince come l'intervento della Città abbia riguardato,
in realtà, ben più di 3.000 nuclei familiari e credo che in moltissimi casi questi
interventi abbiano fatto sì che la Città, nonostante le moltissime difficoltà - credo
innegabili - relativamente all'abitare, però sia riuscita a dare molte risposte anche
attraverso una pluralità di interventi.
Io credo sia opportuno riferire un dato che invece è relativo al confronto tra l'anno
2014 e l'anno 2015: il primo semestre del 2015 registra un numero di sfratti per
morosità di 2.143, mentre nel primo semestre del 2014 erano stati 2.265; rapportando
questi dati, si registra una flessione del 5%. Questo dato è importante, perché, dal
2009, è il primo anno che si registra una controtendenza rispetto a un aumento di
sfratti che ancora nel 2014, rispetto al 2013, è stato in crescita di circa il 18%.
Inoltre, le domande in CEA al 31 agosto sono state 671, mentre al 31 agosto
dell'anno precedente erano state 741, quindi con una flessione del 10%.
Naturalmente, questi dati vanno presi con assoluta cautela, ma credo ci indichino
anche che sicuramente la strada che si sta perseguendo, pur necessitando di ulteriori
potenziamenti e pur non essendo risolutiva, è sicuramente una strada che sta anche
producendo dei risultati.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Vicesindaco, sentendo il tenore della risposta, posso comprendere come mai il
Sindaco abbia evitato di dare personalmente questa risposta per due volte di seguito,
mettendo lei - come, purtroppo, troppo spesso accade - di fronte a questo genere di
polemiche.
Io ho voluto porre questa interpellanza generale, con i Colleghi dell'opposizione, per
smascherare la vergognosa speculazione che è stata fatta nell'ambito del dibattito
politico in Consiglio Comunale sul Bilancio 2015, con l'affermazione di un Sindaco
che si vanta di avere (uso le sue parole testuali) "risolto 3.000 su 4.000 sfratti", una
dichiarazione quasi da ventennio mussoliniano, da inaugurazione di opere pubbliche,
posatura di primi mattoni e trebbiatura del grano a torso nudo. Una sciocchezza resa
ancora più grave dalla realtà quotidiana e drammatica dell'emergenza abitativa
torinese, in cui aver messo insieme semplicemente tutti i dati di qualsiasi ipotetico,
anche marginale, intervento della Città, che non coincide con l'evitare lo sfratto -
perché su questo dobbiamo fare una grande chiarezza -, dicendo che invece è una
soluzione e una prevenzione degli sfratti, è davvero un'operazione che manca di
onestà intellettuale. Questo perché chi, come noi - e mi sento di dire anche lei,
Vicesindaco -, è in Commissione Emergenza Abitativa, vede quante richieste di
emergenza abitativa arrivano dopo fallimenti di progetti Lo.C.A.Re. perché il reddito
non è bastato, da fallimenti di sostegno alla locazione che evidentemente non bastano
rispetto al calo di reddito da disoccupazione piuttosto che da cassaintegrazione, e
anche a livello di Fondo "salva sfratti", perché stanno cominciando ad arrivare anche
casi di persone a cui il Fondo "salva sfratti" comunale non è bastato. Io su questo mi
limito a dire che è la dimostrazione proprio concreta del fatto che continuare a
pensare che la soluzione alle emergenze abitative sia finanziare il privato proprietario
di casa indirettamente, proseguendo la precarietà inevitabile del rapporto di
locazione, quando manca strutturalmente il reddito alla famiglia inquilina, non fa
altro che costituire una dissipazione di risorse pubbliche, a cui non corrisponde il
fatto di evitare strutturalmente uno sfratto, che, se va bene, viene solo rinviato,
perché dire che si sono risolti 3.000 sfratti vorrebbe dire non una diminuzione del
5%, ma una diminuzione del 90% degli sfratti, ma questo non sta avvenendo a
Torino.
La serie di occupazioni abitative, la serie di continue proteste, anche disperate, di
famiglie, le trasmissioni TV che le rappresentano a vivere in macchina, sono casi che
vediamo continuamente sulla cronaca o nelle cantine o nei magazzini e danno il
polso di una realtà che non ha nulla a che vedere con quella che ci ha rappresentato il
Sindaco, che poi purtroppo in questi casi di dibattito si è guardato bene dall'andare
ad affrontare, perché io vorrei ricordare che ha snocciolato quella cifra fuori dal
mondo in replica finale, senza possibilità di intervenire, quando poi il dibattito era
rinviato a notte fonda.
Io vorrei cogliere questa opportunità di dibattito per aggiungere un altro dato, sempre
su fandonie che ha detto in quell'occasione, che da un accesso agli atti si sono
verificate del tutto infondate. In quella stessa esaltazione della sua finta opera il
Sindaco Fassino ha detto: "Abbiamo usato 5.000.000 di Euro per comprare nuove
case popolari". Accidenti, ottimo, bellissimo. Andiamo a vedere: quante case
popolari avranno comprato? Allora, è vero che con una deliberazione di Giunta sono
stati stanziati 5.000.000 di Euro, però c'è un piccolo problema, ovvero che poi
materialmente gli alloggi comprati con evidenza pubblica - devo riconoscerlo,
almeno una volta tanto, anche se poi ha visto solo tre costruttori individuati - sono
stati in tutto 16 alloggi, grossomodo per 2.200.000 Euro mi sembra, quindi sono stati
recuperati 16 alloggi. Tradotto, sono 16 case popolari in più. Però attenzione, perché
io vorrei ricordare - e in questo guardo anche i Colleghi di Sinistra Ecologia Libertà -
che noi nella giornata di oggi abbiamo in contemporanea calendarizzata una
deliberazione che porta la firma dell'Assessore al Patrimonio Passoni, che, dopo aver
finanziato, come Giunta Comunale, l'acquisto di 16 alloggi a 2.000.000 di Euro,
prevede la vendita di 8 alloggi in un'unica deliberazione, insieme ad altri immobili,
ad 1.000.000 di Euro. Facendo la media, se noi consideriamo quelli che abbiamo
comprato, fa una media di costo di 140.000 Euro, e invece quelli che abbiamo
venduto li abbiamo posti in vendita a 130.000 Euro di media; praticamente, stiamo
dicendo che l'opera di rinvenimento di alloggi popolari di questa Città coincide con
il comprare degli alloggi quando l'Assessorato al Patrimonio vende degli alloggi, con
un piccolo problema: che il saldo economico è negativo.
Quindi, io vorrei capire se questa Città abbia intenzione di portare avanti le politiche
di reperimento dell'Edilizia Residenziale popolare che ha annunciato, o se invece
con una mano compra e con l'altra - direi con la sinistra, ma non vedo l'Assessore
Passoni, solo perché normalmente è seduto lì - invece vende. C'è qualcosa che non
torna in tutto ciò, perché quando poi invece l'Assessora Curti ci porta il Regolamento
di riqualificazione del patrimonio immobiliare urbano con la partecipazione civica, io
dico: "Basta con le prese in giro", perché è una presa in giro che un Assessore dica
che compra le nuove case popolari, un altro Assessore dice che le vende e il terzo
Assessore dice che le riqualifica. Ragazzi, ma siete tutti nella stessa Giunta o no?
Perché c'è qualcosa che oggettivamente non torna.
Io vorrei ricordare che la deliberazione di dismissione immobiliare di oggi - che
rinvieremo al prossimo lunedì per una sapiente opera di ostruzionismo, in modo da
avere un po' di tempo in più affinché tutto il centrosinistra ci possa pensare su - è
solo una delle tante che sono già avvenute. Purtroppo gli Uffici non sono riusciti a
darmi questo dato in tempo, ma ne ricordo almeno un'altra precedente che ha lo
stesso numero di alloggi, per cui andremo già a parificare quelli che sono stati
comprati per 2.200.000 Euro nell'arco di quest'anno.
Allora vorrei capire: la smettiamo di vantarci di realtà che non esistono, per cui
un'unica buona cosa che viene fatta con il reperimento di nuovi alloggi viene
completamente vanificata dalla vendita di alloggi che il Comune già possiede, con il
paradosso che il Comune, bilanciando quelli che ha comprato e quelli che ha
venduto, finisce per perderci economicamente? È una roba di Corte dei Conti, perché
se un Comune si mette a fare l'intermediario immobiliare e ci perde, sinceramente
non è che poi capisco tanto il senso di questa situazione.
Mi limito a dire che mi spiace che ci sia una scarsa propensione del Sindaco, che
lancia il numero al giornale - inteso come media in generale -, che ovviamente poi lo
riporta, e quando invece si deve confrontare sui numeri e sulla qualità di certe
promesse che vengono fatte è assente. Molti hanno letto "3.000 sfratti evitati con
3.000 case popolari date": tenendo conto che noi ogni anno, quando va bene, ne
diamo meno di 500, è un numero completamente fuori dalla storia. Mi spiace che il
Sindaco, che già ha una presenza che spesso è più fisica e di garanzia di numero
legale, che non poi di reale partecipazione politica, in questo caso sia curiosamente -
quando la Conferenza dei Capigruppo continua a pretendere che se ne discuta con la
Vicesindaco - assente quando si deve parlare poi della conferma e della verifica delle
sue finte promesse e di dibattito, e poi neghi il confronto su questi temi.
Concludendo, io dico solo che, quando si parla di diritto alla casa, bisognerebbe
andarci un po' cauti, perché poi alla fine si sollevano delle speranze e delle illusioni,
che vengono poi puntualmente frustrate da quella che è la triste e amara realtà delle
cose.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Centillo.

CENTILLO Maria Lucia
Mi pare di ricordare che tutto il lavoro che si è fatto rispetto a questo bando è stato
un lavoro certosino, discusso in Commissione alla presenza delle opposizioni, che
hanno dato anche il loro contributo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il
bando con cui il Comune ha chiesto di acquisire degli alloggi da destinare ad Edilizia
Residenziale Pubblica.
Io capisco il gioco delle parti, capisco tutto, ma mi pare che i numeri che ha portato
la Vicesindaco, come sempre con molta onestà e competenza, evidenziano che, a
fronte di una difficoltà, si danno delle risposte nella complessità della situazione, si
percorrono strade anche innovative, come quella del bando, che aveva criteri anche
molto stringenti, perché si è detto che noi acquisiamo l'alloggio a condizione che i
criteri e gli appartamenti abbiano determinate caratteristiche, quindi completamente
ristrutturati, completamente accessibili e anche come metratura devono stare in
determinati ambiti.
Su tutto ciò abbiamo discusso con molta attenzione e trasparenza prima che il bando
uscisse in Commissione, ero io la Presidente in quel periodo. Se il numero di alloggi
acquistati è inferiore alle potenzialità - ecco, questo è il punto - sarebbe bene capire
come il resto che non è stato impegnato possa essere invece utilizzato per dare
ulteriori risposte.
Mi premeva sottolineare questo aspetto, perché la situazione del diritto alla casa è
molto complessa, come è stato evidenziato bene anche dalle risposte molteplici che
la Vicesindaco ha qui riportato; non ne esiste soltanto una, probabilmente abbiamo
bisogno di tutto, tranne che costruire altri alloggi, in particolare case popolari, così
come venivano costruite negli anni scorsi.
Le risorse per l'Edilizia Residenziale Pubblica, invece, servono. La Città ha
moltissime case sfitte, case libere, quindi mi sembra giusto offrire anche questa
opportunità a chi vive nella nostra Città. Quindi, io chiederò poi eventualmente al
Consigliere Alunno - e intanto lo faccio presente al Presidente - se sia possibile
calendarizzare una riunione in Commissione, per capire poi, con calma, come
possano essere recuperati e riutilizzati quei fondi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non ci sono altri Consiglieri che chiedono di intervenire.
La parola, per la replica, alla Vicesindaco Tisi.

TISI Elide (Vicesindaco)
Intervengo molto brevemente per fare delle precisazioni. Come i Consiglieri sanno -
la Consigliera Centillo ricordava quando era Presidente della Commissione -, il tema
del bando è stato approfondito proprio in Commissione. In primavera avevamo fatto
un primo bando, che aveva avuto pochissimo esito; i 16 alloggi pervenuti sono stati
nella reiterazione di questo bando, che, se necessario, verrà ulteriormente reiterato.
È chiaro che non credo si possa connettere gli alloggi in vendita con quelli che
vengono acquisiti, sia perché gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica devono
rispondere a quei requisiti che proprio questo Consiglio Comunale ha stabilito,
compresi alcuni requisiti relativi all'accessibilità, oltre che al dimensionamento e alla
vetustà. Vorrei ricordare che ci sono stati anche dei limiti per quanto riguarda la
vetustà degli alloggi, perché non possiamo immettere all'interno della Edilizia
Residenziale Pubblica alloggi che siano vecchi e quindi che richiedano interventi di
manutenzione.
Peraltro, oltre a questo, sono stati acquisiti con deliberazione di Giunta altri 8 alloggi
all'interno di convenzioni urbanistiche, per un totale al momento di 24 alloggi. È
chiaro che questi sono alloggi perlopiù nuovi, quindi credo che non sia paragonabile
il valore degli alloggi in vendita con quelli di acquisto, che, appunto, corrispondono a
quei requisiti stabiliti dalla Commissione, ma soprattutto io vorrei ricordare che i
fondi destinati all'acquisto di Edilizia Residenziale Pubblica sono vincolati
all'interno di un conto specifico e vincolato, per l'appunto, che non è neanche
depositato all'interno della Tesoreria Comunale, ma presso le ATC e che deriva dal
patrimonio ERP venduto. Quindi, è tutto quello che è ricavato dalla vendita di ERP,
anche degli anni precedenti, che deve essere reinvestito, a mio parere,
opportunamente, per alimentare il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica.
Questa è la finalità.
Naturalmente, quello che si acquista deve avere gli elementi e i requisiti, non soltanto
strutturali, ma adeguati a rispondere al bisogno delle famiglie che presentano
domanda per l'ERP.
Quindi, credo che questo sia un elemento importante, che è stato trattato in
Commissione, ma forse, evidentemente, non sufficientemente, perché non mi pare
che in questo ci sia alcuna incoerenza.
Peraltro, i Piani vendite approvati dalla Regione Piemonte alcuni anni fa continuano
ad avere il loro iter, anche perché i patrimoni che vengono venduti, perlopiù vengono
venduti occupati dai legittimi assegnatari, quindi sarebbero non utilizzabili per
affrontare un'emergenza abitativa immediata, mentre naturalmente il patrimonio che
è stato acquisito con questi bandi è un patrimonio disponibile immediatamente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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