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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 21
INTERPELLANZA 2015-04345
(QUESTION TIME) "SISTEMAZIONE PROFUGHI EX RESIDENCE PIAZZA GUALA" PRESENTATO DAI CONSIGLIERI RICCA E CARBONERO IN DATA 24 SETTEMBRE 2015.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza (question time) n. mecc.
201504345/002, presentata in data 24 settembre 2015, avente per oggetto:

"Sistemazione profughi ex residence piazza Guala"

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, alla Vicesindaco.

TISI Elide (Vicesindaco)
Questa interpellanza è giunta il 23 settembre; in realtà, al mio Assessorato era già
arrivata una segnalazione nel merito di questa situazione dal Consigliere Tronzano.
Noi, peraltro, avevamo già preso per le vie brevi delle informazioni nel merito di
questa preoccupazione ed escluso qualunque progetto, sia della Città, nei percorsi
SPRAR, che sono gli unici attraverso i quali la Città accoglie i rifugiati, ma anche
della Prefettura, di accoglienza di rifugiati in quel residence.
Io, a questo punto, ho chiesto anche di formalizzare sia agli Uffici che alla Prefettura
questa indicazione (che adesso vi leggerò, in particolare quella della Prefettura),
anche perché la presenza della Polizia Municipale in quella sede, nella giornata di
sabato scorso, era stata proprio da me richiesta in funzione di queste segnalazioni
semplicemente per appurare che - come io ritenevo - non avessero nessun tipo di
fondamento. Peraltro, la Prefettura ci scrive: "Con riferimento all'oggetto si
comunica che la Prefettura di Torino non ha effettuato alcun sopralluogo all'ex
residence di piazza Guala e non è intendimento di questo Ufficio ospitare presso tale
struttura richiedenti protezione internazionale. Si precisa che la quota assegnata alla
Regione Piemonte dal Ministero dell'Interno in sede di riparto nazionale è pari a 718
richiedenti asilo. Di questi, il 40%, conformemente a quanto concordato nel Tavolo
di coordinamento regionale, è destinato alla Provincia di Torino. Infine, si sottolinea
che l'orientamento di questo Ufficio è di distribuire i richiedenti asilo nei vari
Comuni della provincia ai fini di facilitare i loro percorsi di inserimento sociale".
Firmato il Viceprefetto Vicario. Questo, quindi, conferma l'orientamento assunto
anche con la Città di una maggiore distribuzione possibile sui vari territori, non solo
piemontesi, confermata dalla percentuale attribuita alla Provincia di Torino del 40%,
ma anche nell'ambito del territorio provinciale evitando delle concentrazioni.
Io non ho assolutamente alcun elemento che possa confermare queste
preoccupazioni. Il sopralluogo fatto dalla Polizia Municipale, peraltro su mia
richiesta, ha confermato la non presenza di rifugiati o richiedenti asilo in quel luogo.
Sono state raccolte informazioni dai commercianti e, probabilmente, io immagino sia
stato questo che ha dato adito, anziché a tranquillizzare, a preoccupare
maggiormente, ma la finalità era esclusivamente quella di tenere monitorato il
territorio.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ringrazio la Vicesindaco per la risposta. Ritengo che sia un bene, perché non sarebbe
stata né la struttura adatta né il contesto adatto, visto che a 1,5 chilometri abbiamo
l'ex MOI.
Do, invece, la colpa all'Amministrazione di queste voci che girano nelle nostre
periferie, in quanto non c'è ancora una linea chiara; né la Vicesindaco né il Sindaco
Fassino hanno mai esplicitato il fatto di dove poterli mettere, se dovessero
accoglierli. Io credo che di queste voci ne gireranno tante altre, ad ogni sopralluogo
sia da parte della Questura sia della Polizia Municipale o di chicchessia, perché,
quando non c'è tranquillità e non ci sono le idee chiare (perché sono convinto che
neanche voi abbiate le idee chiare di dove andare ad inserire i profughi, nel momento
in cui venga richiesto alla Città di Torino), questo è quello che avviene sul territorio.
Magari, Vicesindaco, l'individuazione di un eventuale punto potrebbe essere un tema
da affrontare in sede di IV Commissione, perché io sono dell'idea che non si possa
lasciare la cittadinanza col dubbio che, magari, domani glieli andrete a mettere sotto
casa.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.

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