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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502995/002, presentata in data 8 luglio 2015, avente per oggetto: "Sgombero edificio ex CSEA Mario Enrico di via Marsigli" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, alla Vicesindaco. TISI Elide (Vicesindaco) L'interpellanza prende spunto da questo sgombero per chiedere in realtà all'Amministrazione quali sono le misure che vengono adottate per far fronte alla situazione di difficoltà e di emergenza abitativa e, più in generale, quali sono le azioni di politica abitativa poste in essere dalla Città. Con questa risposta mi sono limitata a dare alcune indicazioni di quelli che sono gli strumenti, al di là di quelli che poi vengono sviluppati con la Regione più nel merito dell'Edilizia Residenziale Pubblica; in particolare, faccio riferimento alle risorse messe recentemente a disposizione per il recupero di patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica, l'utilizzo dei proventi derivanti dalle vendite di ERP e così via (di cui, peraltro, si è già anche trattato in Commissione). Nella fattispecie, per dare un quadro un po' generale, inizierei con quelli che sono gli strumenti tradizionali, a partire dall'assegnazione di alloggi di edilizia sociale per gli aventi titolo, pubblicato il 15 giugno con i dati aggiornati al 6 marzo 2015, nel quale è indicato il nuovo elenco definitivo dei partecipanti al bando generale, che complessivamente ha raccolto 13.685 domande. Vorrei anche qui ricordare che il bando generale di questa edizione è diverso da quelli precedenti, perché è un bando aperto e, quindi, consente non soltanto l'aggiungersi di nuove domande nel corso degli anni, ma anche di aggiornare la propria situazione nel caso in cui siano subentrati dei fattori che hanno cambiato, ad esempio, la situazione reddituale o la composizione del nucleo. Naturalmente, questo consente di avere un quadro molto più reale in tempi rapidi, ma prevede la necessità di andare avanti a step, pubblicando, dopo la validazione a cura della Commissione Regionale, le graduatorie definitive. Da questa pubblicazione, 1.031 sono in graduatoria definitiva con diritto di assegnazione e, a fine agosto, 471 hanno ottenuto l'assegnazione, mentre è in corso l'istruttoria per altre 1.743 domande. Complessivamente, nel 2014 ci sono state 444 assegnazioni di Edilizia Residenziale Pubblica, mentre nel 2015, al 31 agosto, le assegnazioni sono state 323, quindi la proporzione rispetto al 2014 registra un incremento, perché, evidentemente, è pervenuto alla Città, in disponibilità, un numero leggermente superiore di alloggi assegnabili. L'altro strumento tradizionale, quello di Lo.C.A.Re., è nato come strumento finalizzato a favorire la domanda e l'offerta sul mercato privato della locazione. Inizialmente, riguardava tutti i contratti di locazione, anche quelli privati, e non soltanto quelli convenzionati, purché non superassero il tetto massimo di 500 Euro; poi, alcuni anni fa, è stato ricondotto esclusivamente ai contratti a canone convenzionato e nel 2014 i contratti che sono stati stipulati con Lo.C.A.Re. sono stati 330. Dall'atto della sua costituzione, a tutto il 2014, Lo.C.A.Re. ha accolto 9.146 famiglie, producendo 4.000 contratti, quindi più del 40% di chi si è rivolto a Lo.C.A.Re. ha avuto poi una soluzione attraverso questo strumento. A Lo.C.A.Re., ricordo, si rivolgono non solo gli inquilini, ma anche i proprietari che vogliano mettere in questo sistema il proprio immobile. È stato poi avviato il Fondo "salva sfratti" attraverso un Protocollo d'intesa che è stato firmato il 15 novembre 2013, con la partecipazione della Prefettura, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT, della Città e del CIT e delle Organizzazioni Sindacali, sia dei proprietari che degli inquilini, più rappresentative. Il Fondo "salva sfratti" è stato dotato di 1.000.000,00 di Euro, finanziato dalle Fondazioni bancarie che l'hanno ripartito al 50%, e 400.000,00 Euro di fondo rotativo messo a disposizione dal Comune di Torino tramite il CIT. Il Fondo "salva sfratti" era nato in modo sperimentale e, in seguito a due revisioni nel corso del 2014, nel 2015 è diventato una misura definitiva, utilizzando dei fondi regionali, ma di origine nazionale, pari a circa 1.400.000,00 Euro per il 2015. Quest'anno, nel 2015, tra aprile e luglio sono state prese in carico 100 domande con il Fondo "salva sfratti", quindi aprile è il mese in cui si è esaurito il vecchio strumento e abbiamo agganciato il nuovo "salva sfratti" con copertura di fondi nazionali; in questo periodo, si è intervenuti con 100 domande di nuclei familiari che avevano uno sfratto. A questo credo che sia necessario aggiungere che, nel corso del 2014 - alcuni dati li ho già sul 2015, per altri faccio ancora riferimento al 2014 -, abbiamo provveduto ad intervenire per 205 nuclei attraverso delle accoglienze temporanee; perlopiù, si tratta di famiglie che hanno lo sfratto, ma sono in una situazione particolare, cioè in attesa di avere un'assegnazione di casa popolare, molto spesso tra i primi in graduatoria, ma talvolta accade che non ci sia immediatamente la disponibilità di alloggio in rapporto alla tipologia del nucleo. Comunque, in queste soluzioni temporanee sono state accolte 205 famiglie, mentre il sostegno all'abitare dei Servizi Sociali ha riguardato 1.800 nuclei - questo è sempre un dato riferito al 2014 -, con una spesa pari a 1.470.000,00 Euro. Inoltre, un'ulteriore misura che, per fortuna, è ripartita è il Fondo Nazionale per il Sostegno alla Locazione per il quale è attualmente in corso la raccolta delle domande, che possono essere presentate fino al 14 ottobre 2015. Nell'ultima edizione sono state raccolte 6.052 domande; adesso sono per l'appunto in corso, quindi a metà ottobre avremo il quadro delle domande di questa ultima edizione. In ogni caso, abbiamo avuto anche uno stanziamento da parte della Regione Piemonte, che, al momento, è regionale e non c'è ancora il dato esatto dell'importo perché sarà ridistribuito proporzionalmente anche in base alle domande che verranno raccolte dai vari Comuni. Questi sono a grandi linee e in sintesi gli strumenti di cui oggi disponiamo e di cui ci siamo dotati. È evidente che già per il 2014, attraverso queste misure, si è comunque affrontata l'emergenza abitativa e la difficoltà abitativa per un numero importante di nuclei familiari, sicuramente superiore a 3.300-3.500, perché il Fondo Sostegno alla Locazione nel 2014 è stato erogato a 650 nuclei. Quindi, è stato certamente uno sforzo straordinario ed enorme non solo della Città, ma di tutte le Istituzioni che hanno competenza su questa materia. È chiaro che è dirimente il fatto che non aumentino gli sfratti, soprattutto quelli per morosità che sono sintomo di una situazione di difficoltà economica delle famiglie. Devo dire che il dato del Tribunale del primo semestre 2015 sugli sfratti è un dato in questo momento in controtendenza rispetto agli anni precedenti, perché registra un arresto degli sfratti e un lieve decremento. Io auspico che questo sia un segnale di controtendenza, che possa fare un po' invertire questo processo. Nel frattempo, è in corso un Tavolo con le Prefetture e la Regione Piemonte nel merito della possibilità di graduazione degli sfratti - peraltro, è una misura prevista anche all'interno della Legge nazionale -, che, attraverso le indicazioni delle Prefetture, nella misura in cui la Regione si concorderà con le Prefetture, renderà possibile anche questo ulteriore strumento. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Ringrazio la Vicesindaco. Tra l'altro, è presente anche il secondo firmatario dell'interpellanza, non so se poi avrà o meno la possibilità, qualora lo ritenga, di intervenire. L'interpellanza, come diceva correttamente la Vicesindaco, traeva ispirazione dallo sgombero dell'ex istituto Mario Enrico, avvenuto subito prima della data di presentazione di questa interpellanza, quindi il 7 luglio. Traeva spunto da questa vicenda in quanto, al di là degli aspetti penalmente rilevanti, per i quali, poi, come è noto, la responsabilità è individuale, ritengo - parlo per il sottoscritto, non mi permetto di parlare per gli altri interpellanti che hanno sottoscritto il documento - che forme come quella che ha riguardato un edificio abbandonato, seppur oggetto di cartolarizzazione e di cessione, in questo caso, alla Cassa Depositi e Prestiti, siano rilevatrici di una difficoltà che c'è all'interno del tessuto urbano di questa città, rispetto comunque ad una carenza di risposte - non per volontà di questa Amministrazione, né tanto meno della Vicesindaco - che si riescono a dare in modo compiuto e complessivo. Lo dico perché, pur nonostante il fatto che io poi non condivida, in realtà, la scelta delle occupazioni, però la capisco, anche da un punto di vista di gesti e di atti che mi paiono - capisco che qualcuno potrà inorridire nel sentire questo tipo di parole - richiamare quella che è l'esperienza pre-sindacale e precedente anche alla nascita dei partiti organizzati, soprattutto delle leghe autonome e dei movimenti sociali che hanno contraddistinto questa, come altre parti del Paese, nella seconda metà del Novecento, che sono state anticipatrici per l'appunto della nascita sia dei partiti che delle Organizzazioni Sindacali, delle Società Operaie di Mutuo Soccorso e di altre forme di organizzazione. È evidente che quando i problemi esistono e non che non vengano affrontati, ma quando poi la probabilità delle risposte che possono essere messe in campo non soddisfa l'insieme dei bisogni, altri sopperiscono e, di fronte a determinate situazioni di profondo disagio e difficoltà, mi permetto di dire meno male che qualcun altro sopperisce; dopodiché, valgono le Leggi degli ordinamenti statuali. So bene che c'è una notevole sensibilità su questi argomenti, d'altro lato non ricoprirebbe il ruolo che ricopre, con l'esperienza anche pregressa che ha, la Vicesindaco Tisi, rispetto appunto al tema delle politiche sociali, ma lo dico perché credo che sarà un argomento sul quale occorrerà procedere con una ancor più profonda riflessione, rispetto alla costruzione di politiche attive da parte di questa Città anche rispetto agli anni che vi saranno di fronte a noi. Ricordo bene durante un'audizione in Commissione, ad esempio, sulla presentazione del nuovo Piano strategico della Città, oramai Città Metropolitana, le parole spese dall'ex Sindaco Valentino Castellani proprio su questi temi, oltre che sulla necessità di una rielaborazione, riformulazione e riproposizione di politiche, soprattutto per quel che riguarda le periferie di questa città, ma, poi, in realtà, il tema che stiamo trattando oggi evidentemente si intreccia, non solo sulle parti che classicamente vengono definite come periferie. Da questo spunto è nata questa richiesta; in realtà, poi, buona parti di questi dati, non voglio dire la totalità degli stessi, è già stata fornita dall'Assessore in una recente Commissione, proprio pochi giorni fa e, come ho anticipato informalmente, chiedo anche a verbale, ma credo non ci siano problemi in tal senso, se sia possibile avere già da subito, o, perlomeno, appena è possibile una copia della nota che è stata illustrata da parte della Vicesindaco, che ringrazio. Quindi, almeno per quanto mi riguarda, credo di potermi ritenere soddisfatto delle risposte avute (differentemente dalle interpellanze che presento, rispetto alle quali, nella buona parte dei casi, chiedo anche un approfondimento in Commissione) e credo che il combinato disposto della recente discussione in Commissione e ancora delle informazioni date quest'oggi mi permetta di poter affermare che, per quanto mi riguarda, la discussione è stata soddisfacente. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Sarò breve, volevo aggiungere solo un paio di considerazioni. Anche per me va bene considerare chiusa l'interpellanza, però questo è un tema sicuramente cruciale che, forse, il Consiglio Comunale, per quanto lo abbia discusso in tante Commissioni, non ha mai affrontato veramente nella sua drammaticità, perché proprio quello che colpisce nel sentire la risposta dettagliata e puntuale da parte della Vicesindaco, su tutto quello che la Città fa, è come tutta questa mole di interventi spinti il più possibile non riescano ad affrontare e risolvere il problema. Io ho la sensazione che siamo arrivati al limite di ciò che gli attuali metodi e le attuali forme istituzionali consentono di fare e che questo limite non sia sufficiente a gestire questa situazione. Dopodiché, speriamo che la situazione economica migliori e che, magari, questa situazione si possa risolvere nel giro di qualche anno, perché, se questo non dovesse avvenire e se dovesse continuare a peggiorare, chiaramente rischiamo una situazione sociale ingestibile. Quindi, secondo me, l'elemento chiave che nessuno è ancora riuscito ad affrontare è come rimettere in circolo queste decine di migliaia di appartamenti vuoti, in gran parte nuovi e mai utilizzati, che abbiamo nella nostra città e per i quali non si riesce a trovare il modo, sostanzialmente, di utilizzarli ai fini dell'emergenza abitativa, continuando quindi a mantenere questo paradosso, per cui, da una parte, abbiamo decine di migliaia di appartamenti vuoti e, dall'altra, le persone sfrattate in mezzo alla strada, ma anche semplicemente persone indigenti che poi vanno a vivere nelle fabbriche abbandonate, nelle baracche e così via. Quindi, anche a livello sociale, questi elementi, prima o poi, bisognerà riuscire ad incrociarli in qualche modo. Per quanto riguarda il fenomeno delle occupazioni - già lo dissi nella Conferenza dei Capogruppo, quando si discusse la questione dello sgombero dell'ex istituto Mario Enrico - io sono per la legalità e credo che le occupazioni non dovrebbero mai avvenire, anche perché credo che se c'è uno spazio a disposizione di persone che hanno bisogno di abitare vada dato secondo i criteri e le graduatorie che garantiscano che vada a chi ne abbia veramente bisogno e non al primo che arriva lì e se lo prende con la forza. Detto questo, se da una parte non c'è la responsabilità istituzionale, lo sgombero poi di persone che comunque lì ci abitano, senza un perché se non lo sgombero in se stesso, lascia comunque una perplessità; se fosse una linea che viene adottata a livello generale dalla Città di Torino in tutte le occupazioni, allora avrebbe perlomeno una logica, però in questo caso abbiamo assistito a questo sgombero quasi solitario, mentre tutta una serie di altre occupazioni anche magari con meno stato di necessità e più valenza politica sono rimaste lì. Magari, è anche giusto che rimangano lì, però, veramente, questo sgombero dell'ex istituto Mario Enrico non si riesce a spiegare ed ancora oggi, quando qualche cittadino mi chiede come mai lì abbiano sgomberato, non riesco a spiegare e a capire quale sia la logica di sgomberare una situazione del genere, quando c'è non dico mezza città, ma quasi, occupata. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliere. |