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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504030/002, presentata in data 10 settembre 2015, avente per oggetto: "L'Amministrazione aggiunge nuovi ostacoli alla mobilità dei disabili" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Su questo tema sarò molto breve e metterò a disposizione la nota relativa. L'Amministrazione non intende rispondere direttamente al titolo dell'interpellanza, anzi è qui per provare a semplificare la vita, in particolare la mobilità di chi presenta una disabilità motoria e non solo. Devo segnalare due elementi per dare questa risposta. Per quanto riguarda il contrassegno comunitario, quello blu, la fase transitoria è finita il 15 settembre, periodo nel quale era ammessa la doppia presenza sul cruscotto del titolo giallo e di quello azzurro da parte del Corpo di Polizia Municipale e delle Forze dell'Ordine come titolo di viaggio valido. Il Decreto del Presidente della Repubblica, in particolare la norma europea che istituisce questo nuovo titolo, lo definisce un valido documento d'identità a tutti gli effetti, al contrario di com'era prima la tessera gialla, al contrario dei nostri permessi che rilasciamo, al contrario dei contrassegni che rilasciamo noi ai disabili per avere la gratuità sulle strisce blu, eccetera. Questo che cosa comporta? Comporta da un lato alcuni vantaggi innegabili, e quindi capisco ed interpreto la volontà del legislatore che ha scelto di caricare di legittimità il titolo facendolo diventare un documento d'identità valido, anche da un punto di vista dei controlli e delle truffe tutto diventa molto più complesso per chi volesse farne un utilizzo improprio o, eventualmente, andarlo a duplicare o a fare quello che si faceva, come è stato scoperto in alcune Città d'Italia, cioè la moltiplicazione dei permessi con le fotocopie e la distribuzione ai vari familiari. Questo è il pro, poi c'è un contro: si tratta, come abbiamo detto, di un documento d'identità, quindi il suo rilascio comporta alcuni passaggi per la validazione della certificazione delle firme e della fotografia davanti ad un pubblico ufficiale o comunque ad un delegato. Questo è oggettivamente un contro, nel senso che complica moltissimo la vita nella fase di rilascio, per chi deve rilasciare, ma soprattutto per chi deve ricevere. Posso confermare che l'Amministrazione sta facendo tutto il possibile per andare incontro alle singole situazioni ed esigenze. Ho parlato la scorsa settimana con il responsabile del servizio anche del rilascio di questi contrassegni, alcuni dipendenti del Comune di Torino si spostano fuori dall'ufficio, altri si recano direttamente presso la residenza, cioè si fa tutto il possibile per andare incontro agli utenti, ma a tutti gli effetti è un documento d'identità, quindi non possiamo pensare, come non avviene per una carta d'identità o una patente, che venga rilasciata su delega o per interposta persona con la firma non apposta di fronte ad un pubblico ufficiale. Questo è il primo elemento, quindi da questo punto di vista tutta la disponibilità a capire come migliorare ancora di più le facilitazioni per i destinatari e i beneficiari di questo titolo, ma nello stesso tempo il rispetto della norma complessiva nazionale è un vincolo ovviamente dal quale non dobbiamo sottrarci. Il secondo elemento che viene sollevato nell'interpellanza riguarda un maggiore onere di presentazione di documentazione per gli accompagnatori che chiedono il rilascio dello stallo ad personam, cioè lo stallo numerato. In effetti c'è una differenziazione: deve essere direttamente l'interessato a richiedere uno stallo numerato e deve rilasciare una documentazione, mentre chi lo chiede, essendo l'accompagnatore di un disabile, deve aggiungere a questo elenco di documentazione un certificato rilasciato dal medico curante per la necessità di utilizzo, almeno dieci volte al mese, con carattere continuativo per esigenze terapeutiche. Questa è una deliberazione del 2003, quindi non è stata proposta dal sottoscritto, ma ovviamente non mi toglie dalla responsabilità di presentarne i vantaggi e gli eventuali svantaggi. Credo che questa deliberazione abbia bisogno di un tagliando nel suo complesso, comprendo la genesi del ragionamento fatto da chi ha preparato quella deliberazione nel 2003, eravamo nella fase d'istituzione del titolo e nella fase nella quale gli ipotetici utilizzi fraudolenti erano dietro l'angolo, quindi si è cercato di vincolare il più possibile la strada, in particolare alle persone non direttamente interessate, aggiungendo un documento da presentare. Oggi il sistema è sufficientemente rodato, stiamo facendo una forte campagna di controlli per quanto riguarda gli utilizzi impropri dei contrassegni e dei relativi stalli, quindi anche sulle nostre strade; ad oggi i controlli proseguono, dovremmo valutare insieme al Corpo di Polizia Municipale se modificare le modalità con le quali avvengono. L'ultimo caso della signora Cometto per Claudia Botticelli, che è stato poi oggetto di articoli di stampa e di una trasmissione televisiva nazionale, è nato perché la signora aveva ricevuto il contrassegno in data antecedente all'entrata in vigore del 2003 ed il controllo fatto dai Vigili Urbani in questi giorni ha evidenziato la differenza di esistenza di documentazione tra quanto avrebbe dovuto avere e quanto realmente in suo possesso. La cosa si è risolta con una chiacchierata fatta direttamente con l'interessata e con gli uffici che avevano gestito la questione, detto questo, però - per chiudere la mia risposta -, penso che, nel dettaglio, la differenziazione tra personale accompagnante e personale accompagnato non sia più utile, quindi ho già dato disposizioni agli uffici per arrivare alla cancellazione di questa differenza, mantenendo in piedi la documentazione relativa e tutti i controlli, perché ci accorgiamo di quanti siano ancora oggi gli abusi e di quanto questi, se posso dirlo, ricadano sulle stesse persone portatrici di disabilità che, arrivando allo stallo interessato, non possono parcheggiare perché già occupato in maniera abusiva. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Abbiamo presentato questa interpellanza proprio perché questi due eventi sono stati segnalati, non solo nel caso che lei ha citato, ma da diversi disabili che hanno avuto problemi con l'applicazione di queste nuove norme. Se da una parte, quindi, condivido - come ha detto anche la stessa associazione di disabili - che l'esigenza della mobilità dei disabili vada comunque contemperata con le esigenze di controllare quello che viene fatto, di combattere gli abusi, di garantire un uso adeguato di questi permessi, dall'altra però è indubbio che, tra le due cose, la priorità è garantire la mobilità dei disabili, per cui le nostre procedure dovrebbero essere orientate a facilitare innanzitutto i disabili e poi per permettere i controlli. Per quanto riguarda il nuovo contrassegno europeo, sono contento di aver sentito una spiegazione, nel senso che sui nostri siti, come su quelli di altre Città che ho verificato, la questione non è molto ben spiegata: l'avviso con caratteri in grassetto dice che il DPR 151/2012 prevede la presenza del disabile, ma tutto il discorso del documento di identità non è molto ben spiegato. Questa cosa ha ovviamente lasciato molto perplessi i disabili, perché in effetti in molti casi portare il titolare del permesso, che magari è un disabile grave con difficoltà ad uscire, a muoversi, fino all'ufficio semplicemente per farsi vedere e firmare il ritiro del documento non appariva molto logico. Capisco adesso, avendo sentito la spiegazione sul documento d'identità, il motivo legale perché tutto ciò avviene, anche se nel testo di legge non ho trovato menzione del documento d'identità, ma approfondirò le altre Leggi in materia. Chiederei comunque di andare in Commissione e capire direttamente con i dirigenti coinvolti nella questione se non si possa trovare un'alternativa, per cui mi fa piacere che sia il nostro personale a muoversi e comunque questa vicenda rappresenta un problema ed è il caso di capire come modificare le procedure. Riguardo all'altro punto, cioè la richiesta minima delle dieci visite al mese per avere lo stallo sotto casa per l'accompagnatore, questa pratica è in vigore dal 2003 ed ultimamente c'è stato un aumento di controlli e una verifica più stringente di questo punto; oltretutto da una parte capisco la logica con cui fu introdotta, perché chiaramente si cercava di evitare che l'accompagnatore di un disabile che non esce mai di casa chiedesse il posto riservato sotto casa e lo utilizzasse per sé, detto proprio brutalmente, però è vero che la mobilità dei disabili non è ridotta a dover andare dieci volte al mese a fare le visite sanitarie, il disabile ha diritto di muoversi anche semplicemente per andare ogni tanto la cinema, o andare a fare un giro, non possiamo chiudere il disabile in casa e permettergli di uscire solo se deve andare a fare le visite sanitarie obbligatorie, perché questa non è una forma di vita accettabile e decente, anche secondo tutte le forme di diritti previsti per i disabili. Noi comunque dobbiamo garantire al disabile la possibilità di muoversi adeguatamente, indipendentemente dal motivo per cui lo faccia; poi sicuramente dobbiamo trovare adeguate modalità di controllo. Danno molto fastidio anche a me quelli che chiedono un permesso per un parente anziano disabile e poi lo usano per andare a fare la spesa o per avere il parcheggio privilegiato sotto casa. Ci sono punti di Torino dove si trovano tre, quattro o cinque stalli in fila e ci si chiede come sia possibile che siano tutti riservati, per cui l'azione di controllo va sicuramente fatta, vanno trovate delle modalità, magari anche con qualche, anche pochi, vigili dedicati, che facciano delle verifiche, perché è l'unico modo per sanzionare e cogliere sul fatto la persona che usa il posto del disabile senza il disabile, però credo che questo non debba bloccare la possibilità del disabile di muoversi e tantomeno questa richiesta di documenti esistente, di vigili e quant'altro. Chiederei di andare in Commissione per approfondire con i dirigenti e i responsabili del servizio queste procedure e capire come migliorarle, anche in virtù del fatto che l'Assessore intende rivederle lui stesso in una deliberazione. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma rimandiamo comunque l'interpellanza in Commissione per gli approfondimenti. |