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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 10
INTERPELLANZA 2015-04030
"L'AMMINISTRAZIONE AGGIUNGE NUOVI OSTACOLI ALLA MOBILIT? DEI DISABILI" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 10 SETTEMBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201504030/002, presentata in
data 10 settembre 2015, avente per oggetto:

"L'Amministrazione aggiunge nuovi ostacoli alla mobilità dei disabili"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Su questo tema sarò molto breve e metterò a disposizione la nota relativa.
L'Amministrazione non intende rispondere direttamente al titolo dell'interpellanza,
anzi è qui per provare a semplificare la vita, in particolare la mobilità di chi presenta
una disabilità motoria e non solo.
Devo segnalare due elementi per dare questa risposta. Per quanto riguarda il
contrassegno comunitario, quello blu, la fase transitoria è finita il 15 settembre,
periodo nel quale era ammessa la doppia presenza sul cruscotto del titolo giallo e di
quello azzurro da parte del Corpo di Polizia Municipale e delle Forze dell'Ordine
come titolo di viaggio valido.
Il Decreto del Presidente della Repubblica, in particolare la norma europea che
istituisce questo nuovo titolo, lo definisce un valido documento d'identità a tutti gli
effetti, al contrario di com'era prima la tessera gialla, al contrario dei nostri permessi
che rilasciamo, al contrario dei contrassegni che rilasciamo noi ai disabili per avere
la gratuità sulle strisce blu, eccetera.
Questo che cosa comporta? Comporta da un lato alcuni vantaggi innegabili, e quindi
capisco ed interpreto la volontà del legislatore che ha scelto di caricare di legittimità
il titolo facendolo diventare un documento d'identità valido, anche da un punto di
vista dei controlli e delle truffe tutto diventa molto più complesso per chi volesse
farne un utilizzo improprio o, eventualmente, andarlo a duplicare o a fare quello che
si faceva, come è stato scoperto in alcune Città d'Italia, cioè la moltiplicazione dei
permessi con le fotocopie e la distribuzione ai vari familiari.
Questo è il pro, poi c'è un contro: si tratta, come abbiamo detto, di un documento
d'identità, quindi il suo rilascio comporta alcuni passaggi per la validazione della
certificazione delle firme e della fotografia davanti ad un pubblico ufficiale o
comunque ad un delegato. Questo è oggettivamente un contro, nel senso che
complica moltissimo la vita nella fase di rilascio, per chi deve rilasciare, ma
soprattutto per chi deve ricevere.
Posso confermare che l'Amministrazione sta facendo tutto il possibile per andare
incontro alle singole situazioni ed esigenze. Ho parlato la scorsa settimana con il
responsabile del servizio anche del rilascio di questi contrassegni, alcuni dipendenti
del Comune di Torino si spostano fuori dall'ufficio, altri si recano direttamente
presso la residenza, cioè si fa tutto il possibile per andare incontro agli utenti, ma a
tutti gli effetti è un documento d'identità, quindi non possiamo pensare, come non
avviene per una carta d'identità o una patente, che venga rilasciata su delega o per
interposta persona con la firma non apposta di fronte ad un pubblico ufficiale.
Questo è il primo elemento, quindi da questo punto di vista tutta la disponibilità a
capire come migliorare ancora di più le facilitazioni per i destinatari e i beneficiari di
questo titolo, ma nello stesso tempo il rispetto della norma complessiva nazionale è
un vincolo ovviamente dal quale non dobbiamo sottrarci.
Il secondo elemento che viene sollevato nell'interpellanza riguarda un maggiore
onere di presentazione di documentazione per gli accompagnatori che chiedono il
rilascio dello stallo ad personam, cioè lo stallo numerato. In effetti c'è una
differenziazione: deve essere direttamente l'interessato a richiedere uno stallo
numerato e deve rilasciare una documentazione, mentre chi lo chiede, essendo
l'accompagnatore di un disabile, deve aggiungere a questo elenco di documentazione
un certificato rilasciato dal medico curante per la necessità di utilizzo, almeno dieci
volte al mese, con carattere continuativo per esigenze terapeutiche.
Questa è una deliberazione del 2003, quindi non è stata proposta dal sottoscritto, ma
ovviamente non mi toglie dalla responsabilità di presentarne i vantaggi e gli
eventuali svantaggi.
Credo che questa deliberazione abbia bisogno di un tagliando nel suo complesso,
comprendo la genesi del ragionamento fatto da chi ha preparato quella deliberazione
nel 2003, eravamo nella fase d'istituzione del titolo e nella fase nella quale gli
ipotetici utilizzi fraudolenti erano dietro l'angolo, quindi si è cercato di vincolare il
più possibile la strada, in particolare alle persone non direttamente interessate,
aggiungendo un documento da presentare. Oggi il sistema è sufficientemente rodato,
stiamo facendo una forte campagna di controlli per quanto riguarda gli utilizzi
impropri dei contrassegni e dei relativi stalli, quindi anche sulle nostre strade; ad
oggi i controlli proseguono, dovremmo valutare insieme al Corpo di Polizia
Municipale se modificare le modalità con le quali avvengono.
L'ultimo caso della signora Cometto per Claudia Botticelli, che è stato poi oggetto di
articoli di stampa e di una trasmissione televisiva nazionale, è nato perché la signora
aveva ricevuto il contrassegno in data antecedente all'entrata in vigore del 2003 ed il
controllo fatto dai Vigili Urbani in questi giorni ha evidenziato la differenza di
esistenza di documentazione tra quanto avrebbe dovuto avere e quanto realmente in
suo possesso. La cosa si è risolta con una chiacchierata fatta direttamente con
l'interessata e con gli uffici che avevano gestito la questione, detto questo, però - per
chiudere la mia risposta -, penso che, nel dettaglio, la differenziazione tra personale
accompagnante e personale accompagnato non sia più utile, quindi ho già dato
disposizioni agli uffici per arrivare alla cancellazione di questa differenza,
mantenendo in piedi la documentazione relativa e tutti i controlli, perché ci
accorgiamo di quanti siano ancora oggi gli abusi e di quanto questi, se posso dirlo,
ricadano sulle stesse persone portatrici di disabilità che, arrivando allo stallo
interessato, non possono parcheggiare perché già occupato in maniera abusiva.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Abbiamo presentato questa interpellanza proprio perché questi due eventi sono stati
segnalati, non solo nel caso che lei ha citato, ma da diversi disabili che hanno avuto
problemi con l'applicazione di queste nuove norme. Se da una parte, quindi,
condivido - come ha detto anche la stessa associazione di disabili - che l'esigenza
della mobilità dei disabili vada comunque contemperata con le esigenze di
controllare quello che viene fatto, di combattere gli abusi, di garantire un uso
adeguato di questi permessi, dall'altra però è indubbio che, tra le due cose, la priorità
è garantire la mobilità dei disabili, per cui le nostre procedure dovrebbero essere
orientate a facilitare innanzitutto i disabili e poi per permettere i controlli.
Per quanto riguarda il nuovo contrassegno europeo, sono contento di aver sentito una
spiegazione, nel senso che sui nostri siti, come su quelli di altre Città che ho
verificato, la questione non è molto ben spiegata: l'avviso con caratteri in grassetto
dice che il DPR 151/2012 prevede la presenza del disabile, ma tutto il discorso del
documento di identità non è molto ben spiegato. Questa cosa ha ovviamente lasciato
molto perplessi i disabili, perché in effetti in molti casi portare il titolare del
permesso, che magari è un disabile grave con difficoltà ad uscire, a muoversi, fino
all'ufficio semplicemente per farsi vedere e firmare il ritiro del documento non
appariva molto logico. Capisco adesso, avendo sentito la spiegazione sul documento
d'identità, il motivo legale perché tutto ciò avviene, anche se nel testo di legge non
ho trovato menzione del documento d'identità, ma approfondirò le altre Leggi in
materia.
Chiederei comunque di andare in Commissione e capire direttamente con i dirigenti
coinvolti nella questione se non si possa trovare un'alternativa, per cui mi fa piacere
che sia il nostro personale a muoversi e comunque questa vicenda rappresenta un
problema ed è il caso di capire come modificare le procedure.
Riguardo all'altro punto, cioè la richiesta minima delle dieci visite al mese per avere
lo stallo sotto casa per l'accompagnatore, questa pratica è in vigore dal 2003 ed
ultimamente c'è stato un aumento di controlli e una verifica più stringente di questo
punto; oltretutto da una parte capisco la logica con cui fu introdotta, perché
chiaramente si cercava di evitare che l'accompagnatore di un disabile che non esce
mai di casa chiedesse il posto riservato sotto casa e lo utilizzasse per sé, detto proprio
brutalmente, però è vero che la mobilità dei disabili non è ridotta a dover andare
dieci volte al mese a fare le visite sanitarie, il disabile ha diritto di muoversi anche
semplicemente per andare ogni tanto la cinema, o andare a fare un giro, non
possiamo chiudere il disabile in casa e permettergli di uscire solo se deve andare a
fare le visite sanitarie obbligatorie, perché questa non è una forma di vita accettabile
e decente, anche secondo tutte le forme di diritti previsti per i disabili.
Noi comunque dobbiamo garantire al disabile la possibilità di muoversi
adeguatamente, indipendentemente dal motivo per cui lo faccia; poi sicuramente
dobbiamo trovare adeguate modalità di controllo. Danno molto fastidio anche a me
quelli che chiedono un permesso per un parente anziano disabile e poi lo usano per
andare a fare la spesa o per avere il parcheggio privilegiato sotto casa. Ci sono punti
di Torino dove si trovano tre, quattro o cinque stalli in fila e ci si chiede come sia
possibile che siano tutti riservati, per cui l'azione di controllo va sicuramente fatta,
vanno trovate delle modalità, magari anche con qualche, anche pochi, vigili dedicati,
che facciano delle verifiche, perché è l'unico modo per sanzionare e cogliere sul fatto
la persona che usa il posto del disabile senza il disabile, però credo che questo non
debba bloccare la possibilità del disabile di muoversi e tantomeno questa richiesta di
documenti esistente, di vigili e quant'altro.
Chiederei di andare in Commissione per approfondire con i dirigenti e i responsabili
del servizio queste procedure e capire come migliorarle, anche in virtù del fatto che
l'Assessore intende rivederle lui stesso in una deliberazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma rimandiamo comunque l'interpellanza in
Commissione per gli approfondimenti.

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