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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2015-02939
"QUALI AZIONI PER PROMUOVERE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CURTO IN DATA 7 LUGLIO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502939/002, presentata in data
7 luglio 2015, avente per oggetto:

"Quali azioni per promuovere la raccolta differenziata"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Nell'interpellanza, abbastanza articolata, il Consigliere Curto cita, in termini
comparativi, altre Città, affermando ad esempio che la Città di Roma ha superato il 43%
della raccolta differenziata. Chiederò poi evidenza di questo al Consigliere Curto,
perché non ci risulta che nella Città di Roma si sia raggiunto il 43% della raccolta
differenziata. Lo cito solo perché sembra essere un presupposto del ragionamento che il
Consigliere pone nell'interpellanza.
Come già detto prima al Consigliere Bertola, nel rispondere all'interpellanza sul tema
della raccolta differenziata, la Città di Torino in questa settimana sta interloquendo con
la Regione Piemonte, che sta predisponendo (è al vaglio della Commissione Consiliare
competente) un piano regionale per gestire e trattare il tema dei rifiuti su scala
regionale. Analogamente, la Città di Torino, come abbiamo avuto modo di approfondire
la scorsa settimana in VI Commissione Consiliare, sta definendo il proprio piano in
coerenza con il piano regionale.
Questo piano tratterà ovviamente di più aspetti: degli aspetti impiantistici, quindi della
dotazione impiantistica del ciclo integrato dei rifiuti del territorio torinese, degli
obiettivi che si vuole dare in termini di riduzione della produzione dei rifiuti, di
recupero di materia e anche ovviamente in termini di raccolta differenziata. Questo
piano tratterà anche degli aspetti di comunicazione che sono stati messi in evidenza
nell'interpellanza, per i quali il Consigliere chiede che cosa sia stato fatto nel corso del
2015.
Vado velocemente a elencarli, l'ho già fatto prima. Sono state tante le attività di
sensibilizzazione che hanno visto anche soggetti attivi nel nostro territorio, che hanno
avuto un contributo da parte di AMIAT, piuttosto che alcuni consorzi di filiera. Cito
quello più attivo e dinamico nel nostro territorio che è Eco dalle Città, per fare un
esempio.
A febbraio 2015, AMIAT ha avviato, in collaborazione con la Città, un progetto
sperimentale volto alla raccolta di prossimità dei RAEE, all'interno della Circoscrizione
9. Sono alcuni esempi di comunicazione. Il progetto è stato accompagnato da specifiche
attività di comunicazione volte a informare i cittadini dell'esistenza del nuovo servizio,
con comunicati stampa ripresi dai quotidiani, la distribuzione di locandine, opuscoli e
un banner sul sito Internet di AMIAT.
Un'attività particolare è stata svolta durante l'ostensione della Santa Sindone. Non tutti
se ne sono accorti, ma sicuramente chi è venuto a Torino da fuori ha avuto modo di
avere a disposizione il materiale, in particolare questi opuscoli informativi in sei lingue
diverse, riportanti le informazioni principali sulla raccolta dei rifiuti. Circa 250.000
sono i sacchetti biodegradabili che sono stati distribuiti ai pellegrini, soprattutto nei
punti di raccolta e presso i parcheggi di corso San Maurizio.
In primavera si è provveduto all'aggiornamento ed alla ristampa del piccolo manuale
contenente le corrette indicazioni di differenziazione dei rifiuti. Manuale che
distribuiamo in occasione degli incontri e relazioni con la cittadinanza, nelle feste di via,
negli appuntamenti pubblici. Tant'è vero che, nei mesi di maggio e giugno, AMIAT ha
partecipato fisicamente a molti di questi eventi, quali appunto feste di via e tantissime
manifestazioni sportive. Inoltre, stanno svolgendo contestualmente una doppia attività,
quella di sensibilizzazione alla raccolta differenziata, con particolare attenzione alle
frazioni non tradizionali e ovviamente quella dell'incontro diretto con i cittadini, che è
sempre apprezzato.
Nel secondo quadrimestre dell'anno scolastico 2014/15 sono continuate le attività di
educazione ambientale nelle scuole: sono stati 4.330 gli studenti coinvolti in progetti di
educazione e sensibilizzazione e per l'autunno del 2015 è prevista una specifica
campagna di comunicazione, che sarà oggetto, tra l'altro, di condivisione nel merito con
la Commissione Consiliare.
Il Consigliere chiede quali siano "i dati di raccolta differenziata suddivisi per frazione
(tipologia) di rifiuto e per ciascuno degli ex ventitré quartieri"; su questo c'è una tabella
corposa che consegno nelle mani del Consigliere.
Ribadisco quanto già detto prima al Consigliere del Movimento Cinque Stelle, cioè che
in questo momento abbiamo due medie sostanzialmente, di cui una è la media della
raccolta differenziata riferita alle aree dove il metodo di raccolta è quello domiciliare
integrato, cioè il porta a porta, dove la media è del 60,3%.
Ho detto prima al Consigliere Bertola che ci sono dei quartieri comparabili come
dimensioni a Comuni contermini al Comune di Torino per dimensione che sono di 50-
60-70.000 abitanti che arrivano a percentuali del 64% per Madonna di Campagna, 63%
per Campidoglio e Pozzo Strada 65,5%, quindi agglomerati urbani comparabili con
Comuni della prima cintura, con percentuali quindi significative, dove il metodo di
raccolta è il porta a porta. La media dove c'è la raccolta domiciliare integrata è del
60,3%. È altresì vero che, invece, la media nella restante parte della Città dove si fa la
raccolta differenziata, ma il metodo di raccolta non è domiciliare integrato e quindi non
è il porta a porta, è del 31,3%. Abbiamo dei picchi con quartieri dove la media è più
alta: 37,4% in centro, ad esempio, e delle zone con maggiore criticità come, ad esempio,
il Lingotto con il 27,4%, piuttosto che la zona Aurora Rossini Valdocco con il 26%.
Quindi in tutta la Città si fa la raccolta differenziata, due i metodi di raccolta:
domiciliare integrato e stradale.
Mancano da questa tabella i dati riferiti naturalmente al primo semestre 2015, perché
non sono ancora consuntivati, però la media complessivamente è del 42,2%.
Vi do un dato: Crocetta, sulla base dei dati del 2014, è arrivata al 44,9%. Siccome
l'effetto dell'estensione del porta a porta a Crocetta lo si registra nel primo semestre del
2015, questa percentuale ovviamente non è quella attuale della Città di Torino. Il 42,2%
quindi non è la percentuale attuale, tra pochi giorni avremo i dati consuntivati del primo
semestre e vi dirò qual è il dato su cui si attesta la percentuale di raccolta differenziata
della Città di Torino.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Devo dire che ho ascoltato con attenzione l'Assessore Lavolta, che ringrazio per aver
replicato la sua precedente esposizione e per darci l'opportunità di discutere di questo
tema più volte sollevato nelle Commissioni Consiliari competenti.
Per il processo che sta in questo momento riguardando l'interlocuzione tra la Città e la
Regione, credo proprio che questo tema vada affrontato in sede di Commissione e
quindi questo lo dico in anticipo, vorrei però utilizzare la trattazione di questa
interpellanza almeno per fare il punto più politico sulle cose che venivano dette
dall'Assessore Lavolta.
Assessore, sono ammirato dalla sua capacità di comunicazione, la ringrazio da questo
punto di vista, lei dimostra il forte tentativo di difendere quello che io credo sia quasi
indifendibile, a cosa sto facendo riferimento? La Città di Torino parla con la Regione
Piemonte e la Regione Piemonte potrà farlo il 16 ottobre, quando verrà il Segretario
Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon a interloquire, ma il punto è semplice:
l'Unione Europea ci fissa dei limiti… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel
senso che rischia di essere una discussione infinita, noi a questi limiti neanche ci
avviciniamo e soprattutto ci distanziamo enormemente dagli obiettivi politici…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel senso che ho la sensazione che si faccia
un po' melina, Assessore, e spiego il perché.
Avevamo fissato degli obiettivi programmatici, dai quali ci stiamo allontanando
terribilmente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Come, non è vero! Questa
discussione l'abbiamo già fatta, Assessore. Noi avevamo detto che andavamo verso il
70% e io ho capito che questo "verso" può essere un aggettivo grammaticale a cui
possiamo abbracciarci a due braccia, ma questo non risolve il problema. Il problema è
che a tre anni e mezzo di distanza lo scarto, o meglio quello che doveva essere uno
scatto e lo scarto tra quello che dovevamo fare e quello che abbiamo fatto è immenso e
soprattutto non risolviamo il problema politico. Non si capisce qual è la visione che la
Città di Torino e la sua maggioranza ha di questa materia.
Badiamo bene, lei lo sa e ci tengo a dirlo a verbale, questa è limitatamente sua
responsabilità, nel senso che credo che la responsabilità sia nella discussione in questo
momento in seno alla Giunta Comunale. Lei ha fatto una buona azione di reperimento di
risorse nel rapporto con AMIAT, risorse che però a questo punto dobbiamo capire come
e se verranno allocate per la scelta di potenziare la raccolta differenziata. Da questo
punto di vista la invito, magari non in questa sede, nella sede propria che è quella della
Commissione, ad aprire una discussione franca, anche con il titolare del Bilancio della
Città di Torino, in maniera che ognuno possa assumersi le proprie responsabilità e si
possa capire qual è la direzione che la Città vuole intraprendere.
Credo che non si possa più indugiare rispetto al tema di San Salvario, che non possiamo
consegnare questo tema alla discussione infinita al Piano Regionale e anzi che dovremo
approcciarci alla discussione del Piano Regionale già potendo dire che la Città di Torino
nel corso del proprio mandato è riuscita a fare un passo in avanti. Credo che si debba
invece discutere sulle modalità, lei ne aveva proposte alcune che suscitavano diversi
scetticismi, ma che almeno avevano il merito, Assessore, di rilanciare un dibattito che
invece diversamente viene segregato a una dinamica discussione con l'Assessore al
Bilancio Passoni, che noi non siamo disponibili ad accettare come forza politica.
La invito quindi, Assessore, a mostrare il suo physique du rôle, a farsi carico di questa
discussione e a portarla in Commissione competente, a darci la possibilità di esprimerci
su questo, come le dissi in altri tempi, ci avrà al suo fianco se sarà una discussione verso
l'alto; inevitabilmente ci vedrà critici, molto critici se invece cercheremo di paludare
proprio in questi mesi che dovrebbero fare la differenza su una discussione così
importante per la nostra Città, perché noi alla melina non siamo disponibili.
Le chiedo solo, Assessore, ma sono sicuro che non le appartiene per cultura, di evitare
la modalità che è tipica del Governo del Presidente Renzi di risolvere i problemi, cioè
giocare con i dati per dire che abbiamo risolto un problema, come con la
disoccupazione. Sono sicuro che questa cosa non le appartiene, sono sicuro che i dati ci
daranno un'indicazione significativa, perché ovviamente avere esteso a Crocetta il
meccanismo del porta a porta non potrà che darci un segnale, ma lei sa bene, perché è
politico navigato, che non sta lì il punto. Il punto è la volontà politica
dell'Amministrazione che in questo momento parla - come dicevano i pellerossa - con
lingua biforcuta e su di un tema così importante non possiamo e non dobbiamo
permettercelo.
L'indicazione dei dati che lei dava è chiarissima: laddove facciamo la raccolta porta a
porta riusciamo ad attivare un ciclo virtuoso delle materie su cui, almeno in parte, si
potrebbero realizzare gli obiettivi del piano industriale voluto dal Presidente Profumo
per IREN; laddove invece questa cosa non la facciamo, siamo a risultati terribili, perché
il 31% di media è un risultato oggettivamente terribile, e quindi credo che da questo
dobbiamo partire.
Presidente, le chiedo di mandare ovviamente nelle Commissioni competenti, VI più I,
questa discussione al più presto così da poter interagire con la discussione in corso fra la
Città di Torino e la Regione Piemonte e chissà quale altra istituzione internazionale;
dall'altra parte, a lei, Assessore, invece chiedo di mettere in campo più coraggio per
poter andare oltre e allargare il meccanismo del porta a porta ad altre aree della Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per una breve integrazione, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Ci tengo a ribadire che qui nessuno gioca con i numeri: i dati che ho fornito sono
assolutamente pubblici, riscontrabili anche da AMIAT e, invece, tra i due in questo
momento quello che ha dato dati che non trovano corrispondenza è lei, Consigliere,
perché i dati di Roma non li ho; poi probabilmente mi convincerà che anche Napoli con
la gestione De Magistris è più virtuosa di Torino, faccio fatica sinceramente, però le
lascio questa facoltà di provare a convincermi, non credo che ci riesca però.
Lei era occupato in un altro impegno istituzionale, questa discussione è stata avviata
nella Commissione Consiliare competente del Comune di Torino la settimana scorsa,
erano presenti il Consigliere Bertola, il Consigliere Alunno e abbiamo avuto modo di
confrontarci su questo percorso e sulla delicatezza dei prossimi mesi e delle prossime
settimane, in particolare mettendo sotto la lente di ingrandimento questo passaggio
delicato che ci vede interloquire finalmente, mi verrebbe da dire, con la Regione, che ha
deciso dopo un decennio e più di rimettersi in moto sul tema della programmazione, sul
tema della gestione dei rifiuti sul territorio piemontese.
Questo è un dato molto positivo che, come ho detto in Commissione Consiliare, lo
ribadisco qui a beneficio di tutti, deve vedere però un riconoscimento consapevole: nel
Piano Regionale ci deve essere chiaramente, dal mio punto di vista, un riconoscimento
dello sforzo che la Città di Torino sta portando avanti perché non si tratta di un piccolo
Comune, è una grande Città che ha un carico antropico significativo, con una
popolazione equivalente che è decisamente superiore ai residenti del nostro territorio e
quindi i rifiuti che gestiamo nella Città di Torino non sono tutti prodotti dai torinesi e su
questo dobbiamo essere chiari. Nella interlocuzione con la Regione, nel momento in cui
la Regione ci chiede di rispettare degli obiettivi, delle percentuali di raccolta
differenziata si deve tenere conto anche di questo, che una grande metropoli come
Torino gestisce molti più rifiuti di quelli che produce da sola e questo è il primo dato.
C'è un secondo dato però politico che ci tengo a mettere al centro della discussione.
Faccio fatica ad accettare, e non è il suo caso, riflessioni di carattere
ambientalista/moralista da chi sostiene il mantra della percentuale di raccolta
differenziata, sa perché? Perché lei giustamente ricorda gli obiettivi della Commissione
Europea, ma c'è una gerarchia di quegli obiettivi che gli ambientalisti conoscono molto
bene. Prima dell'ansia da prestazione della percentuale di raccolta differenziata ci sono
almeno due aspetti: il primo che vogliamo continuare a perseguire è la riduzione della
produzione dei rifiuti, che è molto più importante della differenziazione dei rifiuti, ma
ce n'è un secondo, che è l'efficienza a valle della raccolta.
Le faccio un esempio, a Napoli mi dicono adesso, lo verifichiamo se è corretto, hanno in
media il 20% di raccolta differenziata, quindi la gestione politica di un amministratore a
cui lei fa riferimento produce questo risultato, ma non sono preoccupato di quella
percentuale, in termini comparativi non misuro la percentuale, ma il processo industriale
che c'è dopo, dove vanno quei rifiuti, se quei rifiuti vengono, una volta separati, portati
al recupero di materia. Secondo me è molto facile immaginare una segmentazione, una
raccolta separata dei rifiuti efficace, ma se poi lasciamo intendere ai cittadini torinesi o
ai cittadini di Napoli - e credo che loro lo intendano un pochino di più, ma questo è un
mio giudizio personale - che i rifiuti vengono poi riaggregati perché non c'è un sistema
impiantistico adeguato per il recupero di materia, a me personalmente dell'ansia da
prestazione della percentuale mi frega poco sinceramente, voglio essere onesto su
questo. A me interessa di più che a quella percentuale corrisponda un effettivo recupero
di materia e, fintanto che non c'è un sistema impiantistico adeguato per ciascuna
frazione dei rifiuti, quella percentuale è un mantra che non mi preoccupa, mi preoccupa
di più il sistema impiantistico che c'è a valle e, fintanto che quel sistema impiantistico
non c'è ed è il Piano Regionale che lo sta definendo, è per quello che ho sovrapposto
due livelli, i due aspetti, sinceramente mi preoccupo di rispettare la gerarchia che la
Commissione Europea ci dà e che ci dice di ridurre la produzione dei rifiuti e di fare in
modo che si porti il maggior numero di frazione dei rifiuti a recupero di materia e, in
terzo luogo, si parla di percentuale di raccolta differenziata.
Lo dico quindi molto serenamente, visto che è un dibattito politico che accende tanto:
l'Assessore Lavolta non vive l'ansia da prestazione della percentuale della raccolta
differenziata, perché vive un'altra ansia, che è quella del recupero di materia.
Fintanto che non vi sarà una corrispondenza tra le frazioni di rifiuto separate ed un ciclo
virtuoso di recupero di materia, sinceramente continueremo a perseguire l'obiettivo di
una raccolta migliore e continueremo - cosa che abbiamo fatto, perché era fermo dal
2009 - ad estendere il porta a porta nella Città di Torino, ma - ed è molto più importante
dal mio punto di vista - soprattutto il ciclo industriale e cioè la vera capacità di un
sistema locale di portare i rifiuti al recupero di materia. Se poi mi dite che gli esempi
che dobbiamo seguire sono Roma, che è più bassa (non è vero che nella raccolta
differenziata è più alta la percentuale di Roma), e Napoli, sinceramente mi tengo le mie
opinioni e credo che valga la pena continuare ad affrontare seriamente un
approfondimento, come stiamo cercando di fare nella competente Commissione
Consiliare.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
È divertentissimo, perché l'Assessore Lavolta si confronta con Roma e Napoli, ma non
sono i punti di riferimento che noi le forniamo, Assessore, bensì sono quelli che lei
sceglie per confrontarsi. Mi sono divertito ed avevo sperato che lei non cadesse nella
tattica della melina e non facesse il catenacciaro; vedo che, invece, preferisce questo.
Non importa, avremo modo di fare questa discussione in Commissione.
Chiedo al Presidente che questa discussione avvenga in VI più I Commissione, perché
credo che vi siano un significativo tema di Bilancio ed un significativo tema di rapporto,
da un lato, con la nostra struttura partecipata di IREN e, dall'altro lato, di AMIAT. Mi
fa un po' sorridere (questo lo dico in chiusura, perché tanto poi la discussione
proseguirà in quella sede) vedere come, a volte, ritornino le discussioni; sia io che
l'Assessore Lavolta siamo giovani, però, avendo abitato per anni a Borgaro, ho visto la
struttura industriale di cui parla e che avrebbe dovuto recuperare le materie prime ed ho
visto quell'impianto di compostaggio che è stato amministrato dalle stesse persone che
oggi governano AMIAT, dalle stesse persone con cui l'Assessore ha discusso un piano
industriale e dalle stesse persone con cui l'Assessore sta discutendo il futuro
impiantistico di questo territorio, ed è responsabilità di questa Amministrazione non
aver voluto costruire una discontinuità nei confronti di quelle persone, che non sono
state capaci neanche di riciclare la cacca in questi anni, perché il compost di Borgaro è
inutilizzabile.
Vorrei evitare questo circolo vizioso, per cui continuiamo a dire che non differenziamo
perché non siamo in grado di recuperare quei materiali e non recuperiamo quei materiali
perché non siamo in grado di differenziare. Sono sicuro che l'Assessore non appartiene
alla categoria degli innamorati del circolo continuo e sono sicuro che questa cosa si
possa spezzare, ma lo si può fare iniziando a restituire degli attori nuovi per esempio a
questa discussione e non costringendoci ad occuparci di rifiuti sempre con le stesse
persone, perché, poi, il rischio è di dover riciclare anche queste ultime.
Dall'altra parte, sono sicuro che l'Assessore si renderà conto che la sua prima
responsabilità, essendo l'amministratore della Città di Torino, è garantire le forme con
cui vengono raccolti i rifiuti e, poi, come questi vengono conferiti. Ovviamente, tutto
ciò deve avvenire in una discussione importante, perché credo che questa vada fatta, e
non può essere un motivo per fermarci (una volta, perché discutiamo con la Regione,
un'altra volta ci fermiamo perché non ci sono ancora gli impianti, ma sono 20 anni che
discutiamo di come realizzare gli impianti e, purtroppo, quelli che sono stati realizzati
non si distinguono per efficienza). Credo che dobbiamo partecipare a quella
discussione, ma sedendoci a quel tavolo forti di una posizione importante, cioè quella di
poter dire che nella nostra città abbiamo esteso la raccolta differenziata ad almeno due
quartieri. L'Assessore non mi ha risposto a tal proposito, ma credo che la Commissione
sarà utile, perché siamo molto curiosi di sapere che ne sarà di San Salvario.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula e viene rinviata in Commissione per
approfondimenti con le modalità richieste dall'interpellante.

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