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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502939/002, presentata in data 7 luglio 2015, avente per oggetto: "Quali azioni per promuovere la raccolta differenziata" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Nell'interpellanza, abbastanza articolata, il Consigliere Curto cita, in termini comparativi, altre Città, affermando ad esempio che la Città di Roma ha superato il 43% della raccolta differenziata. Chiederò poi evidenza di questo al Consigliere Curto, perché non ci risulta che nella Città di Roma si sia raggiunto il 43% della raccolta differenziata. Lo cito solo perché sembra essere un presupposto del ragionamento che il Consigliere pone nell'interpellanza. Come già detto prima al Consigliere Bertola, nel rispondere all'interpellanza sul tema della raccolta differenziata, la Città di Torino in questa settimana sta interloquendo con la Regione Piemonte, che sta predisponendo (è al vaglio della Commissione Consiliare competente) un piano regionale per gestire e trattare il tema dei rifiuti su scala regionale. Analogamente, la Città di Torino, come abbiamo avuto modo di approfondire la scorsa settimana in VI Commissione Consiliare, sta definendo il proprio piano in coerenza con il piano regionale. Questo piano tratterà ovviamente di più aspetti: degli aspetti impiantistici, quindi della dotazione impiantistica del ciclo integrato dei rifiuti del territorio torinese, degli obiettivi che si vuole dare in termini di riduzione della produzione dei rifiuti, di recupero di materia e anche ovviamente in termini di raccolta differenziata. Questo piano tratterà anche degli aspetti di comunicazione che sono stati messi in evidenza nell'interpellanza, per i quali il Consigliere chiede che cosa sia stato fatto nel corso del 2015. Vado velocemente a elencarli, l'ho già fatto prima. Sono state tante le attività di sensibilizzazione che hanno visto anche soggetti attivi nel nostro territorio, che hanno avuto un contributo da parte di AMIAT, piuttosto che alcuni consorzi di filiera. Cito quello più attivo e dinamico nel nostro territorio che è Eco dalle Città, per fare un esempio. A febbraio 2015, AMIAT ha avviato, in collaborazione con la Città, un progetto sperimentale volto alla raccolta di prossimità dei RAEE, all'interno della Circoscrizione 9. Sono alcuni esempi di comunicazione. Il progetto è stato accompagnato da specifiche attività di comunicazione volte a informare i cittadini dell'esistenza del nuovo servizio, con comunicati stampa ripresi dai quotidiani, la distribuzione di locandine, opuscoli e un banner sul sito Internet di AMIAT. Un'attività particolare è stata svolta durante l'ostensione della Santa Sindone. Non tutti se ne sono accorti, ma sicuramente chi è venuto a Torino da fuori ha avuto modo di avere a disposizione il materiale, in particolare questi opuscoli informativi in sei lingue diverse, riportanti le informazioni principali sulla raccolta dei rifiuti. Circa 250.000 sono i sacchetti biodegradabili che sono stati distribuiti ai pellegrini, soprattutto nei punti di raccolta e presso i parcheggi di corso San Maurizio. In primavera si è provveduto all'aggiornamento ed alla ristampa del piccolo manuale contenente le corrette indicazioni di differenziazione dei rifiuti. Manuale che distribuiamo in occasione degli incontri e relazioni con la cittadinanza, nelle feste di via, negli appuntamenti pubblici. Tant'è vero che, nei mesi di maggio e giugno, AMIAT ha partecipato fisicamente a molti di questi eventi, quali appunto feste di via e tantissime manifestazioni sportive. Inoltre, stanno svolgendo contestualmente una doppia attività, quella di sensibilizzazione alla raccolta differenziata, con particolare attenzione alle frazioni non tradizionali e ovviamente quella dell'incontro diretto con i cittadini, che è sempre apprezzato. Nel secondo quadrimestre dell'anno scolastico 2014/15 sono continuate le attività di educazione ambientale nelle scuole: sono stati 4.330 gli studenti coinvolti in progetti di educazione e sensibilizzazione e per l'autunno del 2015 è prevista una specifica campagna di comunicazione, che sarà oggetto, tra l'altro, di condivisione nel merito con la Commissione Consiliare. Il Consigliere chiede quali siano "i dati di raccolta differenziata suddivisi per frazione (tipologia) di rifiuto e per ciascuno degli ex ventitré quartieri"; su questo c'è una tabella corposa che consegno nelle mani del Consigliere. Ribadisco quanto già detto prima al Consigliere del Movimento Cinque Stelle, cioè che in questo momento abbiamo due medie sostanzialmente, di cui una è la media della raccolta differenziata riferita alle aree dove il metodo di raccolta è quello domiciliare integrato, cioè il porta a porta, dove la media è del 60,3%. Ho detto prima al Consigliere Bertola che ci sono dei quartieri comparabili come dimensioni a Comuni contermini al Comune di Torino per dimensione che sono di 50- 60-70.000 abitanti che arrivano a percentuali del 64% per Madonna di Campagna, 63% per Campidoglio e Pozzo Strada 65,5%, quindi agglomerati urbani comparabili con Comuni della prima cintura, con percentuali quindi significative, dove il metodo di raccolta è il porta a porta. La media dove c'è la raccolta domiciliare integrata è del 60,3%. È altresì vero che, invece, la media nella restante parte della Città dove si fa la raccolta differenziata, ma il metodo di raccolta non è domiciliare integrato e quindi non è il porta a porta, è del 31,3%. Abbiamo dei picchi con quartieri dove la media è più alta: 37,4% in centro, ad esempio, e delle zone con maggiore criticità come, ad esempio, il Lingotto con il 27,4%, piuttosto che la zona Aurora Rossini Valdocco con il 26%. Quindi in tutta la Città si fa la raccolta differenziata, due i metodi di raccolta: domiciliare integrato e stradale. Mancano da questa tabella i dati riferiti naturalmente al primo semestre 2015, perché non sono ancora consuntivati, però la media complessivamente è del 42,2%. Vi do un dato: Crocetta, sulla base dei dati del 2014, è arrivata al 44,9%. Siccome l'effetto dell'estensione del porta a porta a Crocetta lo si registra nel primo semestre del 2015, questa percentuale ovviamente non è quella attuale della Città di Torino. Il 42,2% quindi non è la percentuale attuale, tra pochi giorni avremo i dati consuntivati del primo semestre e vi dirò qual è il dato su cui si attesta la percentuale di raccolta differenziata della Città di Torino. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Devo dire che ho ascoltato con attenzione l'Assessore Lavolta, che ringrazio per aver replicato la sua precedente esposizione e per darci l'opportunità di discutere di questo tema più volte sollevato nelle Commissioni Consiliari competenti. Per il processo che sta in questo momento riguardando l'interlocuzione tra la Città e la Regione, credo proprio che questo tema vada affrontato in sede di Commissione e quindi questo lo dico in anticipo, vorrei però utilizzare la trattazione di questa interpellanza almeno per fare il punto più politico sulle cose che venivano dette dall'Assessore Lavolta. Assessore, sono ammirato dalla sua capacità di comunicazione, la ringrazio da questo punto di vista, lei dimostra il forte tentativo di difendere quello che io credo sia quasi indifendibile, a cosa sto facendo riferimento? La Città di Torino parla con la Regione Piemonte e la Regione Piemonte potrà farlo il 16 ottobre, quando verrà il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon a interloquire, ma il punto è semplice: l'Unione Europea ci fissa dei limiti… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel senso che rischia di essere una discussione infinita, noi a questi limiti neanche ci avviciniamo e soprattutto ci distanziamo enormemente dagli obiettivi politici… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nel senso che ho la sensazione che si faccia un po' melina, Assessore, e spiego il perché. Avevamo fissato degli obiettivi programmatici, dai quali ci stiamo allontanando terribilmente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Come, non è vero! Questa discussione l'abbiamo già fatta, Assessore. Noi avevamo detto che andavamo verso il 70% e io ho capito che questo "verso" può essere un aggettivo grammaticale a cui possiamo abbracciarci a due braccia, ma questo non risolve il problema. Il problema è che a tre anni e mezzo di distanza lo scarto, o meglio quello che doveva essere uno scatto e lo scarto tra quello che dovevamo fare e quello che abbiamo fatto è immenso e soprattutto non risolviamo il problema politico. Non si capisce qual è la visione che la Città di Torino e la sua maggioranza ha di questa materia. Badiamo bene, lei lo sa e ci tengo a dirlo a verbale, questa è limitatamente sua responsabilità, nel senso che credo che la responsabilità sia nella discussione in questo momento in seno alla Giunta Comunale. Lei ha fatto una buona azione di reperimento di risorse nel rapporto con AMIAT, risorse che però a questo punto dobbiamo capire come e se verranno allocate per la scelta di potenziare la raccolta differenziata. Da questo punto di vista la invito, magari non in questa sede, nella sede propria che è quella della Commissione, ad aprire una discussione franca, anche con il titolare del Bilancio della Città di Torino, in maniera che ognuno possa assumersi le proprie responsabilità e si possa capire qual è la direzione che la Città vuole intraprendere. Credo che non si possa più indugiare rispetto al tema di San Salvario, che non possiamo consegnare questo tema alla discussione infinita al Piano Regionale e anzi che dovremo approcciarci alla discussione del Piano Regionale già potendo dire che la Città di Torino nel corso del proprio mandato è riuscita a fare un passo in avanti. Credo che si debba invece discutere sulle modalità, lei ne aveva proposte alcune che suscitavano diversi scetticismi, ma che almeno avevano il merito, Assessore, di rilanciare un dibattito che invece diversamente viene segregato a una dinamica discussione con l'Assessore al Bilancio Passoni, che noi non siamo disponibili ad accettare come forza politica. La invito quindi, Assessore, a mostrare il suo physique du rôle, a farsi carico di questa discussione e a portarla in Commissione competente, a darci la possibilità di esprimerci su questo, come le dissi in altri tempi, ci avrà al suo fianco se sarà una discussione verso l'alto; inevitabilmente ci vedrà critici, molto critici se invece cercheremo di paludare proprio in questi mesi che dovrebbero fare la differenza su una discussione così importante per la nostra Città, perché noi alla melina non siamo disponibili. Le chiedo solo, Assessore, ma sono sicuro che non le appartiene per cultura, di evitare la modalità che è tipica del Governo del Presidente Renzi di risolvere i problemi, cioè giocare con i dati per dire che abbiamo risolto un problema, come con la disoccupazione. Sono sicuro che questa cosa non le appartiene, sono sicuro che i dati ci daranno un'indicazione significativa, perché ovviamente avere esteso a Crocetta il meccanismo del porta a porta non potrà che darci un segnale, ma lei sa bene, perché è politico navigato, che non sta lì il punto. Il punto è la volontà politica dell'Amministrazione che in questo momento parla - come dicevano i pellerossa - con lingua biforcuta e su di un tema così importante non possiamo e non dobbiamo permettercelo. L'indicazione dei dati che lei dava è chiarissima: laddove facciamo la raccolta porta a porta riusciamo ad attivare un ciclo virtuoso delle materie su cui, almeno in parte, si potrebbero realizzare gli obiettivi del piano industriale voluto dal Presidente Profumo per IREN; laddove invece questa cosa non la facciamo, siamo a risultati terribili, perché il 31% di media è un risultato oggettivamente terribile, e quindi credo che da questo dobbiamo partire. Presidente, le chiedo di mandare ovviamente nelle Commissioni competenti, VI più I, questa discussione al più presto così da poter interagire con la discussione in corso fra la Città di Torino e la Regione Piemonte e chissà quale altra istituzione internazionale; dall'altra parte, a lei, Assessore, invece chiedo di mettere in campo più coraggio per poter andare oltre e allargare il meccanismo del porta a porta ad altre aree della Città. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per una breve integrazione, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ci tengo a ribadire che qui nessuno gioca con i numeri: i dati che ho fornito sono assolutamente pubblici, riscontrabili anche da AMIAT e, invece, tra i due in questo momento quello che ha dato dati che non trovano corrispondenza è lei, Consigliere, perché i dati di Roma non li ho; poi probabilmente mi convincerà che anche Napoli con la gestione De Magistris è più virtuosa di Torino, faccio fatica sinceramente, però le lascio questa facoltà di provare a convincermi, non credo che ci riesca però. Lei era occupato in un altro impegno istituzionale, questa discussione è stata avviata nella Commissione Consiliare competente del Comune di Torino la settimana scorsa, erano presenti il Consigliere Bertola, il Consigliere Alunno e abbiamo avuto modo di confrontarci su questo percorso e sulla delicatezza dei prossimi mesi e delle prossime settimane, in particolare mettendo sotto la lente di ingrandimento questo passaggio delicato che ci vede interloquire finalmente, mi verrebbe da dire, con la Regione, che ha deciso dopo un decennio e più di rimettersi in moto sul tema della programmazione, sul tema della gestione dei rifiuti sul territorio piemontese. Questo è un dato molto positivo che, come ho detto in Commissione Consiliare, lo ribadisco qui a beneficio di tutti, deve vedere però un riconoscimento consapevole: nel Piano Regionale ci deve essere chiaramente, dal mio punto di vista, un riconoscimento dello sforzo che la Città di Torino sta portando avanti perché non si tratta di un piccolo Comune, è una grande Città che ha un carico antropico significativo, con una popolazione equivalente che è decisamente superiore ai residenti del nostro territorio e quindi i rifiuti che gestiamo nella Città di Torino non sono tutti prodotti dai torinesi e su questo dobbiamo essere chiari. Nella interlocuzione con la Regione, nel momento in cui la Regione ci chiede di rispettare degli obiettivi, delle percentuali di raccolta differenziata si deve tenere conto anche di questo, che una grande metropoli come Torino gestisce molti più rifiuti di quelli che produce da sola e questo è il primo dato. C'è un secondo dato però politico che ci tengo a mettere al centro della discussione. Faccio fatica ad accettare, e non è il suo caso, riflessioni di carattere ambientalista/moralista da chi sostiene il mantra della percentuale di raccolta differenziata, sa perché? Perché lei giustamente ricorda gli obiettivi della Commissione Europea, ma c'è una gerarchia di quegli obiettivi che gli ambientalisti conoscono molto bene. Prima dell'ansia da prestazione della percentuale di raccolta differenziata ci sono almeno due aspetti: il primo che vogliamo continuare a perseguire è la riduzione della produzione dei rifiuti, che è molto più importante della differenziazione dei rifiuti, ma ce n'è un secondo, che è l'efficienza a valle della raccolta. Le faccio un esempio, a Napoli mi dicono adesso, lo verifichiamo se è corretto, hanno in media il 20% di raccolta differenziata, quindi la gestione politica di un amministratore a cui lei fa riferimento produce questo risultato, ma non sono preoccupato di quella percentuale, in termini comparativi non misuro la percentuale, ma il processo industriale che c'è dopo, dove vanno quei rifiuti, se quei rifiuti vengono, una volta separati, portati al recupero di materia. Secondo me è molto facile immaginare una segmentazione, una raccolta separata dei rifiuti efficace, ma se poi lasciamo intendere ai cittadini torinesi o ai cittadini di Napoli - e credo che loro lo intendano un pochino di più, ma questo è un mio giudizio personale - che i rifiuti vengono poi riaggregati perché non c'è un sistema impiantistico adeguato per il recupero di materia, a me personalmente dell'ansia da prestazione della percentuale mi frega poco sinceramente, voglio essere onesto su questo. A me interessa di più che a quella percentuale corrisponda un effettivo recupero di materia e, fintanto che non c'è un sistema impiantistico adeguato per ciascuna frazione dei rifiuti, quella percentuale è un mantra che non mi preoccupa, mi preoccupa di più il sistema impiantistico che c'è a valle e, fintanto che quel sistema impiantistico non c'è ed è il Piano Regionale che lo sta definendo, è per quello che ho sovrapposto due livelli, i due aspetti, sinceramente mi preoccupo di rispettare la gerarchia che la Commissione Europea ci dà e che ci dice di ridurre la produzione dei rifiuti e di fare in modo che si porti il maggior numero di frazione dei rifiuti a recupero di materia e, in terzo luogo, si parla di percentuale di raccolta differenziata. Lo dico quindi molto serenamente, visto che è un dibattito politico che accende tanto: l'Assessore Lavolta non vive l'ansia da prestazione della percentuale della raccolta differenziata, perché vive un'altra ansia, che è quella del recupero di materia. Fintanto che non vi sarà una corrispondenza tra le frazioni di rifiuto separate ed un ciclo virtuoso di recupero di materia, sinceramente continueremo a perseguire l'obiettivo di una raccolta migliore e continueremo - cosa che abbiamo fatto, perché era fermo dal 2009 - ad estendere il porta a porta nella Città di Torino, ma - ed è molto più importante dal mio punto di vista - soprattutto il ciclo industriale e cioè la vera capacità di un sistema locale di portare i rifiuti al recupero di materia. Se poi mi dite che gli esempi che dobbiamo seguire sono Roma, che è più bassa (non è vero che nella raccolta differenziata è più alta la percentuale di Roma), e Napoli, sinceramente mi tengo le mie opinioni e credo che valga la pena continuare ad affrontare seriamente un approfondimento, come stiamo cercando di fare nella competente Commissione Consiliare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele È divertentissimo, perché l'Assessore Lavolta si confronta con Roma e Napoli, ma non sono i punti di riferimento che noi le forniamo, Assessore, bensì sono quelli che lei sceglie per confrontarsi. Mi sono divertito ed avevo sperato che lei non cadesse nella tattica della melina e non facesse il catenacciaro; vedo che, invece, preferisce questo. Non importa, avremo modo di fare questa discussione in Commissione. Chiedo al Presidente che questa discussione avvenga in VI più I Commissione, perché credo che vi siano un significativo tema di Bilancio ed un significativo tema di rapporto, da un lato, con la nostra struttura partecipata di IREN e, dall'altro lato, di AMIAT. Mi fa un po' sorridere (questo lo dico in chiusura, perché tanto poi la discussione proseguirà in quella sede) vedere come, a volte, ritornino le discussioni; sia io che l'Assessore Lavolta siamo giovani, però, avendo abitato per anni a Borgaro, ho visto la struttura industriale di cui parla e che avrebbe dovuto recuperare le materie prime ed ho visto quell'impianto di compostaggio che è stato amministrato dalle stesse persone che oggi governano AMIAT, dalle stesse persone con cui l'Assessore ha discusso un piano industriale e dalle stesse persone con cui l'Assessore sta discutendo il futuro impiantistico di questo territorio, ed è responsabilità di questa Amministrazione non aver voluto costruire una discontinuità nei confronti di quelle persone, che non sono state capaci neanche di riciclare la cacca in questi anni, perché il compost di Borgaro è inutilizzabile. Vorrei evitare questo circolo vizioso, per cui continuiamo a dire che non differenziamo perché non siamo in grado di recuperare quei materiali e non recuperiamo quei materiali perché non siamo in grado di differenziare. Sono sicuro che l'Assessore non appartiene alla categoria degli innamorati del circolo continuo e sono sicuro che questa cosa si possa spezzare, ma lo si può fare iniziando a restituire degli attori nuovi per esempio a questa discussione e non costringendoci ad occuparci di rifiuti sempre con le stesse persone, perché, poi, il rischio è di dover riciclare anche queste ultime. Dall'altra parte, sono sicuro che l'Assessore si renderà conto che la sua prima responsabilità, essendo l'amministratore della Città di Torino, è garantire le forme con cui vengono raccolti i rifiuti e, poi, come questi vengono conferiti. Ovviamente, tutto ciò deve avvenire in una discussione importante, perché credo che questa vada fatta, e non può essere un motivo per fermarci (una volta, perché discutiamo con la Regione, un'altra volta ci fermiamo perché non ci sono ancora gli impianti, ma sono 20 anni che discutiamo di come realizzare gli impianti e, purtroppo, quelli che sono stati realizzati non si distinguono per efficienza). Credo che dobbiamo partecipare a quella discussione, ma sedendoci a quel tavolo forti di una posizione importante, cioè quella di poter dire che nella nostra città abbiamo esteso la raccolta differenziata ad almeno due quartieri. L'Assessore non mi ha risposto a tal proposito, ma credo che la Commissione sarà utile, perché siamo molto curiosi di sapere che ne sarà di San Salvario. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa per l'Aula e viene rinviata in Commissione per approfondimenti con le modalità richieste dall'interpellante. |