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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2015-03939
"IL SERVIZIO DEI CANILI MUNICIPALI CORRISPONDE A QUANTO PATTUITO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 7 SETTEMBRE 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201503939/002, presentata in data
7 settembre 2015, avente per oggetto:

"Il servizio dei canili municipali corrisponde a quanto pattuito?"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta.

LAVOLTA Enzo (Assessore)
Per evitare errori, citerò alcuni passaggi dell'interpellanza. L'interpellante afferma che
"l'appalto per la gestione dei canili municipali è stato affidato per il triennio 2013-2015
alla sezione ENPA di Torino...", questo è corretto, "...che è in scadenza...", anche
questo è corretto; "durante lo svolgimento dell'attuale appalto sono emersi diversi
problemi, qui di seguito dettagliati" e su questo entrerò nel merito.
"L'appalto prevede che ENPA si occupi della cattura degli animali randagi presenti sul
territorio comunale, ma che a fronte di numerose segnalazioni e lamentele da parte dei
cittadini, in particolare nella zona nord di Torino, gli interventi sono stati limitati e
insufficienti". La risposta è che, a fronte di segnalazioni puntuali, la Squadra Cattura del
Canile Sanitario interviene tempestivamente e io posso rappresentarle qualche numero:
siamo risaliti fino al 2013, e nel 2013 i cani catturati sono stati 348; nel 2014 i cani
catturati sono stati 368; nel corso del 2015, fino ad agosto, i cani catturati sono stati 249,
per un totale, nel triennio, di 965 cani.
Come già detto in altre occasioni, il fenomeno del randagismo non è risolvibile in via
definitiva, almeno fintanto che non si risolve il problema dei campi nomadi irregolari,
da cui provengono la maggior parte dei cani randagi - questo lo sappiamo, l'abbiamo
già approfondito e ne abbiamo già discusso - e la maggior parte dei cani catturati nel
periodo citato, cioè dal gennaio 2013 all'agosto 2015.
Sempre per non sbagliare, l'interpellante afferma che "l'appalto prevede lo svolgimento
di un certo numero di sterilizzazioni feline, e che a questo scopo è stato assegnato ad
ENPA anche un appalto supplementare per ulteriori 8.000 Euro" e l'interpellante dice
che "nonostante ciò sia espressamente previsto nell'articolo 1 del contratto, si sono visti
rifiutare l'intervento con le giustificazioni più disparate". All'Amministrazione, al
sottoscritto non risultano segnalazioni puntuali e circostanziate in merito.
In ogni caso non è prassi rivolgersi direttamente al canile sanitario per segnalare le
esigenze di sterilizzare i gatti di colonia. Il servizio competente ha l'onere di raccogliere
le segnalazioni relative alle colonie feline su cui intervenire, di programmare le
sterilizzazioni e di farle eseguire.
L'interpellante afferma, inoltre, che l'appalto prevede che, a norma di Legge, il canile
municipale sia tenuto ad accogliere gli animali da affezione vaganti sul territorio
cittadino e degli animali di proprietà in situazioni di emergenza - vero - ma che, da
numerose segnalazioni ricevute e finanche da esposti in Procura, il canile spesso si
rifiuterebbe - secondo l'interpellante - di accogliere nuovi animali.
Allora, il Comune tende a limitare ai casi di effettiva necessità e urgenza l'accoglimento
degli animali di proprietà, questo è il dato oggettivo. Comunque il Comune ritira da
sempre gli animali abbandonati in case ATC, oppure di soggetti seguiti dai servizi
sociali per motivi economici, oppure di detenuti privi di rete parentale, oppure, su
segnalazione delle Forze dell'Ordine, dei Vigili del Fuoco, del 118, in caso di incidenti
domestici, in caso di incidenti stradali, in casi di arresti in flagranza di reato, in attesa di
individuare la rete parentale obbligata per Legge - come il Consigliere sa - a farsene
carico.
La valutazione delle condizioni per richiedere l'intervento del canile non spetta
ovviamente al canile, ma spetta alle strutture competenti, quindi a chi interviene sulle
emergenze: possono essere i servizi sociali, le Forze dell'Ordine, eccetera.
Non risulta - ci tengo a sottolinearlo - che sia mai stato rifiutato l'intervento richiesto da
tali organismi. A titolo di esempio ricordo due interventi, entrambi particolarmente
onerosi, tra l'altro: il primo è del 16 dicembre 2014, nel momento in cui sono stati
ricoverati oltre 50 gatti di proprietà, sfollati a causa di un incendio scoppiato
nell'alloggio che li ospitava, sito in via Viterbo 124; un altro caso è del 16 luglio 2015,
quindi più recente, in cui sono stati ricoverati oltre 90 gatti di proprietà da un alloggio di
via Crevacuore 35, sgomberato per motivi di igiene pubblica, in forza di un'ordinanza
sindacale.
Per quanto riguarda la restituzione degli animali adottati, è chiarito fin dall'inizio del
procedimento di adozione che gli animali adottati non possono essere restituiti, ciò per
indurre gli adottanti a riflettere bene su quanto stanno facendo e per non esporre gli
animali adottati a stress, che influirebbe negativamente sul loro comportamento,
rendendo più difficile, se non impossibile, una successiva adozione. In rarissimi casi di
manifesta incompatibilità, si è proceduto tuttavia al ritiro degli animali adottati durante
il periodo di prova, che ricordo essere di 30 giorni.
L'interpellante afferma, inoltre, che in tale obbligo di accoglienza sono compresi tutti
gli animali domestici. Invece, da testimonianze di cittadini - afferma l'interpellante -
risulta che il canile rifiuti regolarmente conigli, criceti e altri animali domestici diversi
da cani e gatti, ma facilmente detenibili, nonostante l'appalto includa l'accoglienza di
tutti gli animali domestici, a patto che non sia mai raggiunta la capienza massima.
Anche in questo caso, mi dispiace dirlo, non me ne vorrà il Consigliere, ma
l'affermazione non è corretta, in quanto i Comuni non hanno l'obbligo di catturare o
ritirare i cani vaganti, ai sensi delle norme che regolano la prevenzione e la diffusione
della rabbia. Per quanto riguarda i conigli e le cavie, il Comune segnala, nella pagina
web, le associazioni che si occupano del loro recupero. Il sito è quello del Comune di
Torino/ambiente/animali/animali-faq/index. I gatti di colonia vengono accolti
esclusivamente per essere curati o sterilizzati, per essere poi reimmessi nella colonia di
origine.
L'interpellante chiede quale sia il numero medio di cani e di gatti presenti
quotidianamente nei due canili municipali. Al canile sanitario, mediamente, sono
presenti 80 cani e 20 gatti; presso la struttura del canile del rifugio sono presenti
mediamente 130 cani e 80 gatti.
L'interpellante chiede quanti siano i cani accolti nei canili municipali durante lo
svolgimento dell'attuale appalto, e quanti siano invece i casi in cui i cani sono stati
rifiutati. Nelle tabelle che poi allego alla documentazione, che posso lasciare
all'interpellante, siamo andati a recuperare i dati dal gennaio 2013 all'agosto del 2015:
complessivamente stiamo parlando di 1.476 cani (537 nel 2013, 570 nel 2014, 369 nel
2015) e di 1.467 gatti (535 nel 2013, 567 nel 2014 e 365 per quanto riguarda l'anno in
corso, fino ad agosto 2015).
Quindi, come si vede, fino ad oggi sono entrati al canile sanitario poco meno di 1.500
cani e altrettanti gatti. Non risulta che cani randagi raccolti da terzi, o cani di proprietà
degli aventi diritto al ricovero, siano mai stati rifiutati. Le procedure e le modalità da
concordarsi attengono alle operazioni di ritiro, non alla decisione se effettuare o meno il
ritiro, e riguardano le risorse da utilizzare per il ritiro e il ricovero degli animali che
possono essere differenti caso per caso.
Concludo con l'ultimo punto dell'interpellanza del Consigliere Bertola, che chiede
quante siano le sterilizzazioni feline effettuate durante lo svolgimento dell'appalto e
quanti siano invece i casi in cui sono state rifiutate e per quali motivi.
Anche qui ho una tabellina, con lo stesso periodo (gennaio 2013 - agosto 2015) che
riporta il totale delle sterilizzazioni feline: per quanto riguarda il 2013 abbiamo 68
sterilizzazioni per maschi e 81 per femmine, per un totale di 149 sterilizzazioni feline.
Nel 2014 sono 66 i gatti maschi sterilizzati e 71 le femmine, per un totale di 137. Nel
corso del 2015, quindi da gennaio ad agosto, sono 44 i gatti maschi sterilizzati e 58 le
femmine, per un totale di 102.
Complessivamente abbiamo 178 maschi sterilizzati nel periodo dell'appalto e 210
femmine; complessivamente, risultano sterilizzati 388 gatti, dal 1° gennaio 2013 a fine
agosto. Non risultano rifiutate sterilizzazioni feline disposte dal servizio competente.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come preferisce lei, Consigliere, perché in
realtà ci sono altri punti. ((INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come preferisce lei.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Effettivamente l'interpellanza è piuttosto dettagliata perché abbiamo voluto sollevare
tutta una serie di punti, perché il contratto dei canili è in scadenza. Si tratta di un
contratto piuttosto oneroso, perché parliamo di circa 1.500.000 Euro l'anno. Mi risulta
che non sia ancora stato emesso il bando per il nuovo contratto, quindi forse sarebbe
utile, al di là dell'interpellanza, che prima di emettere il nuovo bando discutessimo in
Commissione delle clausole di quello vecchio. In quell'occasione possiamo magari
discutere gli ultimi punti dell'interpellanza, perché se no mi rendo conto che rimaniamo
in Aula per un quarto d'ora.
Mi limito soltanto a dire che ovviamente le affermazioni che abbiamo fatto sono
documentate da segnalazioni e documenti, per cui mi piacerebbe entrare nel dettaglio in
Commissione. Per esempio, a me risulta che l'obbligo di ritirare altri animali (conigli,
criceti, eccetera) da parte dei canili sia esplicitamente previsto nel contratto, che parla di
cani, gatti e altri animali da affezione, e che comunque la questione delle sterilizzazioni
feline sia segnalata da tutte le cosiddette gattare, che sono associazioni che si occupano
delle colonie feline e in generale dei gatti.
Posso anche capire che per disincentivare l'abbandono il canile non voglia riprendersi i
cani dopo che sono stati adottati, ma se non se li prende il canile, il rischio è che
vengano abbandonati, oppure, come di solito succede, che vengano portati ai canili
privati. Quindi, questa clausola non impedisce che la gente riabbandoni i cani se non si
trova bene dopo averli adottati.
Tra l'altro, un aspetto che l'Assessore non ha menzionato e che vorrei approfondire è
quello dell'appalto ulteriore dato sui cani molossoidi, per cui non si capisce perché i
cani molossoidi non possano rientrare, come dovrebbero, nel contratto generale, ma
dobbiamo dare un ulteriore appalto a un altro canile per gestire i cani molossoidi.
Quindi, rimanderei la questione in Commissione, possibilmente a breve, con l'aiuto del
Presidente della VI Commissione, in cui discutere magari di come migliorare il
contratto per il prossimo mandato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa per l'Aula, ma l'argomento viene rimandato in Commissione
per approfondimenti.

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