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PORCINO Giovanni (Presidente) Procediamo con le richieste di comunicazioni accolte riguardanti il rifiuto della corsa taxi al Presidente Comitato Paralimpico Luca Pancalli. La parola all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) Riassumo brevemente il fatto, perché, ormai, le cronache giornalistiche l'hanno esaminato ampiamente. Il 15 settembre, intorno alle ore 16.30, in corso Stati Uniti 21, dove era riunita in un convegno la Giunta del CONI, il Presidente Pancalli e la sua assistente si sono avvicinati al posto taxi che era lì nelle vicinanze e, in prima battuta, è stato chiesto ad un autista di taxi di una Jaguar X-Type di poter essere accompagnati a Caselle. Quasi contemporaneamente, sia l'autista della Jaguar che il Presidente si sono resi conto che, in effetti, il bagagliaio dell'auto non era adattissimo e poteva essere scomodo per il trasporto della carrozzella e l'assistente del Presidente Pancalli si è rivolta all'autista che era il secondo in fila. Sarebbe stato questo autista, conducente di una Seat Altea, a rifiutarsi di condurre il Presidente all'Aeroporto con una frase non molto edificante, cioè: "Io non faccio le carrozzelle". Da qui, è nato un diverbio abbastanza acceso con l'assistente del Presidente Pancalli e il resto è noto. Sono stati rintracciati dalla Polizia Municipale tutti e due gli autisti coinvolti in questo episodio. Quello che si è rifiutato di trasportare Pancalli è stato convocato dalla Polizia Municipale, mentre l'altro invece è ancora all'estero, quindi in questo momento non siamo ancora riusciti a convocarlo. La difesa dell'autista è molto semplice: sostiene si sia trattato di un equivoco, in quanto quella frase gergale per gli autisti di taxi era rivolta al fatto che alcuni conducenti hanno la possibilità di essere considerati esenti dal trasporto disabili, sempre che si avverta subito la Centrale in maniera da poter cercare immediatamente il sostituto, cosa che però non pare essere accaduta quel giorno perché è intervenuto il primo autista interpellato e, quindi, il Presidente Pancalli ha potuto raggiungere comunque l'Aeroporto. Chiaramente, il fatto è assolutamente deprecabile e credo che non dovrebbe accadere in nessuna città, quindi non solo in una città come Torino, ma in nessuna città. Devo dire che le Centrali dei taxi hanno immediatamente contattato l'Assessore Mangone e si sono scusati anche sui giornali di quanto accaduto. Hanno chiesto, tramite l'Assessore Mangone, di poter avere un incontro con il Presidente Pancalli per poter spiegare le loro ragioni, che sostengono essere frutto di un equivoco, e per poter lanciare la proposta di mettere a disposizione due grossi veicoli attrezzati che, gratuitamente, potrebbero effettuare il servizio di trasporto per persone con disabilità motoria il 27 settembre, nell'ambito di tutto il territorio torinese. Se non sbaglio, questa è anche una delle cose che auspicava il Presidente Pancalli, quando simpaticamente ha rifiutato l'offerta di una corsa gratuita, mentre invece potrebbe essere lanciata un'iniziativa del genere. Sono sicura che, per quanto l'episodio sia da condannare, non fosse intenzione dei taxisti lanciare un messaggio del genere e che, quindi, vogliano avere la possibilità di poter rimediare a questo. Tutto questo, però, non prescinde dal fatto che, in ogni caso, l'autista è stato sanzionato con una sanzione da 25 a 500 Euro, che verrà poi pagata in misura ridotta con il doppio del minimo per la contravvenzione ad un articolo al Regolamento taxi. Inoltre, abbiamo trasferito e mandato tutta la segnalazione per l'avvio del procedimento alla Direzione Commercio, che si occupa della Sezione taxi, per valutare quella che è una sanzione accessoria decisamente più importante, che è la sospensione dell'autorizzazione al conducente da un minimo di 15 giorni ad un massimo di 90 giorni. Io ho ricevuto un promemoria dalla Divisione Commercio, che sostanzialmente riassume tutta la pratica burocratica che bisogna fare in questi casi. In ogni caso, saranno necessari due mesi di tempo per poter arrivare alla definizione di questa sanzione accessoria, perché bisogna dare anche il tempo all'autista per le controdeduzioni. Questa è rigidamente la procedura. PORCINO Giovanni (Presidente) Apriamo il dibattito sulle comunicazioni. La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Assessora, le dico la verità, pur con la stima che ho nei suoi confronti, mi ha convinto di più la sua intervista su "La Stampa", che do per certa in quanto virgolettata, quando lei, tra le altre cose, parlando della Categoria dei taxisti, ha affermato che sono bravi a pretendere il rispetto dei loro diritti, ma non sono altrettanto bravi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Così ho letto, era virgolettato, ha tempo di smentire nel caso lei non avesse detto quello. Perfetto. Allora, io credo che a questo punto la pezza sia peggio del buco. Non voglio infierire contro questo poveretto che aveva problemi di salute e che, probabilmente, ha sbagliato semplicemente un rapporto di relazione con un signore disabile di cui non conosceva neanche l'identità, magari l'avesse conosciuta probabilmente si sarebbe approcciato meglio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Parlo dal suo punto di vista, perché una persona sedicente malata - ci credo, ovviamente -, che ha avuto un attacco di cuore e problemi di salute, probabilmente se avesse detto al richiedente - che poteva essere Pancalli o il Mago Zurlì, era la stessa cosa - che aveva questi problemi e queste difficoltà la questione si sarebbe fermata lì. Io, quindi, non infierirei su questo tassista, che corre il rischio di diventare un capro espiatorio di una situazione che, Assessora, non viene dichiarata pubblicamente, come nel caso del Presidente Pancalli, ma che vox populi avviene non dico continuamente, ma con una certa regolarità. Ogni tanto, capita a persone molto meno fortunate ed esposte mediaticamente del Presidente Pancalli di... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Liardo, siccome lei è bravissimo a chiedere il silenzio per se stesso, io le chiederei di averlo anche nei confronti di chi parla. Tutto ciò premesso - mi rivolgo al Presidente, ma ovviamente anche all'Assessora -, siamo un Paese in cui le caste si stanno progressivamente abbattendo; abbiamo abbattuto forse la casta politica, abbiamo abbattuto la casta dei controllori di volo, rilevo che c'è ancora, non la chiamo casta, per carità, però una categoria di professionisti che, in qualche modo, decide che cosa fare al proprio interno e anche all'esterno. La cosa più grave, secondo me, non è tanto il fatto che questo taxista si sia rifiutato di dare il passaggio - ovviamente, ha sbagliato -, ma la cosa più grave è che non si sia rispettato il Regolamento che governa questo sistema e che all'articolo n. 35 prevede che non ci si possa rifiutare di far salire un portatore di disabilità. Io sono favorevole al fatto che un taxista possa avere anche una Ferrari - da liberale, per me possono fare quello che vogliono -, ma, se la Ferrari non è in grado di trasportare una carrozzella, quella categoria di professionisti deve attrezzarsi con una vettura adatta a portare anche le carrozzelle. Sul fatto che ci sia qualcuno che utilizza una Jaguar X-Type per fare il taxista, bene, sono contento per lui (a parte il fatto che è la prima Jaguar X-Type taxi che vedo io personalmente, ma, non usando i taxi, non me ne sono mai accorto), ma deve essere assolutamente in grado secondo l'articolo n. 35 di quel Regolamento di intervenire anche in queste situazioni. Non va bene? Allora, che si attrezzino in maniera differente. Dopodiché, ringrazio l'Assessora, che, come sempre, diventa un po' il baluardo della Giunta su queste cose, perché da Uber in poi è intervenuta su tutti questi temi. Concludendo, chiederei che se le cooperative vogliono un incontro con Pancalli, ben venga, ma io vorrei che fosse la III Commissione di questo Consiglio Comunale ad avere un incontro con le cooperative, per chiarire esattamente qual è il limite e lo spazio del loro intervento. PORCINO Giovanni (Presidente) Ho iscritti a parlare nell'ordine i Consiglieri Magliano, Ambrogio, Ricca e Onofri. La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessora per la disamina dei fatti. Emerge con chiarezza che il fatto in sé porta ad una riflessione: è chiaro che quanto è capitato è successo perché il soggetto che aveva chiesto la possibilità di essere trasportato era un soggetto noto. Questo fa un po' pensare e mi chiedo quante volte sarà capitato a soggetti meno noti, ragazzi con la carrozzina, persone con una disabilità, di incappare nello stesso problema. Devo dire che il problema, però, non è legato esclusivamente alla persona, la quale poi ha anche raccontato i motivi del suo diniego (sono motivi che hanno a che fare con la sua salute, con un precedente malessere), ma al tipo di comunicazione che è stata usata. Penso, infatti, che tutto poteva risolversi con una comunicazione diversa da quella che è stata usata, almeno per come mi è stata riportata dall'assistente del Presidente Pancalli, perché è stata una comunicazione che, a mio giudizio, ha a che fare con quello che noi stiamo cercando di abbattere in questi anni di lavoro comune con le varie Commissioni competenti, cioè, più che le barriere architettoniche, le barriere mentali, quindi provare ad abbattere la modalità con la quale ci si interfaccia con una persona con disabilità, perché poi è una questione di gergo, di parole che vengono utilizzate. Cito questo caso, perché, secondo me, tutto il tema dell'accessibilità dei trasporti ha, in questo caso specifico, un punto che è emerso con estrema chiarezza: ogni taxista è obbligato a trasportare persone con disabilità, ma non è obbligato ad utilizzare il servizio dei buoni taxi. Può anche decidere di non utilizzare quel tipo di servizio per questioni prevalentemente fiscali, perché magari preferisce non ricevere l'importo più tardi e quindi non effettua quella corsa. Quanto è accaduto si innesta in un sistema particolare con delle problematiche che questa città vive rispetto al trasporto con la disabilità. È di qualche settimana fa l'altra polemica, legata al fatto che noi come Città abbiamo chiesto alle famiglie di persone con disabilità e, nello stesso tempo, a persone che possono muoversi con l'auto di scegliere o gli stalli o i buoni taxi. Però, coloro che hanno scelto lo stallo devono avere ogni mese la certificazione di un medico che dice che almeno per dieci volte al mese deve uscire per motivi medici. Visto che su questo tema noi abbiamo l'opportunità di fare un passo avanti, utilizzerei questo momento non per stigmatizzare un comportamento, perché questo comportamento può avere tutta una serie di conseguenze e di condizioni soggettive che viveva il taxista, ma per riaprire, a mio giudizio, una prospettiva su come vogliamo parlare di questo tema. Ringrazio l'Assessore per quello che ha detto. Devo dare anche atto alle rappresentanze delle cooperative taxi su come si sono posti su questo tema, cioè chi ha sbagliato deve assumersi le sue responsabilità, ma il tema è molto più ampio. Noi, in questo momento, stiamo cercando di fare una serie di interventi sul tema della disabilità, ma, come sappiamo, il trasposto pubblico non è completamente accessibile; abbiamo il problema di realizzare, prima o poi, uno strumento che dica alle persone con disabilità quando possono prendere quel mezzo e se quella linea è accessibile; dobbiamo provare a ripensare il sistema dei buoni taxi, perché uno dei punti che emergerà con chiarezza appena avremo il resoconto è che, avendoli ridotti in quella misura, applicando quelle fasce ISEE, di fatto vengono utilizzati molto meno, anche perché la cifra e l'importo destinato non permette alla persona con disabilità neanche di fare un isolato. Io mi auguro, e spero che questo ci sia magari da conforto e da sprone per il futuro, che anche con chi ha fatto di questo lavoro il mestiere della sua una vita, alla luce di questo, si possa riaprire una discussione su come valorizzare e sostenere chi si muove con una disabilità nella nostra città. Mi auguro che le cooperative e i rappresentanti dei taxisti si risiedano ad un Tavolo per provare a ripensare il sistema dei buoni taxi. Inoltre, in quest'Aula, noi abbiamo approvato una proposta di mozione che chiedeva di garantire alle donne che si muovono dopo una certa ora una tariffa agevolata, ma stiamo ancora aspettando che i rappresentanti vengano in Commissione o che il Presidente della Commissione li convochi per provare a ragionare su questa tipologia di servizio. Ci sono una serie di cose che, alla luce di questo fatto, potremmo prendere in considerazione per migliorare il sistema. Io mi auguro che, indipendentemente dal fatto accaduto - se vi sono delle responsabilità, è giusto che vengano appurate e che le sanzioni vengano emesse -, si possa ripartire con una rinnovata stima reciproca tra chi oggi si occupa di servizio pubblico, perché il servizio taxi è un servizio pubblico, e chi in quest'Aula, giustamente, non vuole contrapporre il bisogno alla mobilità delle persone con disabilità. Può essere un'opportunità o può essere uno scontro ideologico, io mi auguro che sia un'opportunità per ridisegnare finalmente un sistema che non abbia a che fare solo con il trasporto dei taxi, ma anche con la mobilità in generale della nostra città e, soprattutto, con la modalità con la quale noi guardiamo queste persone. Se fosse stato un cliente non con una carrozzina, io mi chiedo se la risposta sarebbe stata la stessa. Questo può essere un passo avanti per tutti, per cui spero che questo dibattito sia stato utile e che ci si possa risedere ad un Tavolo per provare a pensare ad una città veramente accessibile. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Ambrogio. AMBROGIO Paola Parto da quest'ultima affermazione anche del Consigliere Magliano e cioè la speranza che questo dibattito sia utile. Tutti gli interventi, a partire da quello dell'Assessora fino a quelli dei Colleghi che mi hanno preceduto, sono andati in un'unica direzione, maggioranza ed opposizione intendo dire, cioè che si sia trattato di un equivoco - ne siamo tutti consci - un malinteso, una frase che è stata riportata peraltro tra due taxisti mi risulta, neanche tra l'interessato ed un taxista, quindi è stata riportata anche con la forma gergale che l'operatore del settore utilizza abitualmente. Quindi, sono anche un po' sorpresa non tanto che le comunicazioni siano state chieste, perché rientra nell'attività di ciascun Consigliere poterle chiedere, però che siano state concesse, perché mi sembra in qualche modo di dare ancora più importanza ed enfatizzare rispetto ad un equivoco che c'è stato e che vorrei rimanesse entro questi limiti, anche perché è evidente che la questione è strettamente collegata a quella dei buoni taxi. Non è vero, Assessora, quello che lei ha detto, cioè, da quel che mi risulta dalla Legge nazionale di riferimento, il taxista è obbligato a portare un disabile, ma non lo è qualora si utilizzino i buoni taxi, che è cosa diversa da quello che lei ha detto prima. L'equivoco nasce proprio da questo, quando alla domanda: "Porti tu il disabile con carrozzella?" viene risposto: "No, non faccio servizio", che significa che non fa servizio con i buoni taxi. Il non fare servizio con un buono taxi, prima si è detto che può essere legato alle questioni di salute anche dell'operatore, che, come nel caso specifico, può non essere nella condizione di prendere, sollevare la carrozzina e metterla nel baule, però può anche essere legato al fatto che - ci tengo a sottolinearlo - non tutti gli operatori del settore sono nella condizione di poter attendere il pagamento che arriva, come si dice, a babbo morto dalla stessa Città di Torino. C'è chi, per questioni sue personali, che possono essere di far quadrare i conti, come fa ciascuno di noi, come fa ciascuna massaia e ciascun lavoratore, preferisce fare i servizi dove prende il denaro al momento, quindi denaro contante. Nel caso specifico, questo non era un cliente che avrebbe utilizzato i buoni taxi, però voglio fare capire anche all'Assessora come viene probabilmente un po' naturale collegare le cose, perché ci sono dei problemi rispetto ai buoni taxi e la Categoria dei taxisti mi sembra che abbia risposto collaborando anche con la Città e cercando di essere il più disponibile possibile. Poi, noi continuiamo a ripeterci e anche la Giunta lo dice che la Città di Torino è una città aperta a tutto, anche di fronte alla disabilità e, comunque, accoglie con le braccia aperte; anche in questo caso, mi sembra che il servizio, comunque, sia stato svolto e a me spiace che una persona che fa il suo mestiere, come tanti di noi, da 25-30 anni venga messa alla gogna. È vero, poteva usare una forma anche più corretta, non questa forma dialettale, di slang, non sarà stata quella perfetta, però fa capire il senso di quello che ho appena detto, cioè il non fare un certo tipo di servizi cui peraltro non è obbligato, quello dei buoni taxi. Per il resto, è evidente che l'attenzione nasce anche perché la questione è stata sollevata da un personaggio pubblico e mi farebbe piacere, peraltro, che le persone che hanno la fortuna di arrivare a certi canali con più facilità, quindi di fare arrivare certe notizie ed informazioni a tutti i cittadini, lo facessero anche rispetto a tutta una serie di problemi che la nostra Città ha con chi è disabile. Mi riferisco all'abbattimento delle barriere architettoniche; quante volte incontriamo in Commissione - c'è qui il Presidente Alunno - associazioni che lamentano la presenza di barriere, il pullman che magari non ha la possibilità di far accedere il disabile e altri problemi concreti che, sfortunatamente, non arrivano alla Città e non vengono sollevati da persone che riescono in qualche modo a rendere anche più facile un intervento dell'Amministrazione. Quindi, siccome il servizio è stato svolto - giustamente, dev'essere svolto, ci mancherebbe -, non mi piace l'idea di mettere alla gogna questa persona, e mi sembra di aver capito che anche i Colleghi siano di questa opinione, ma di cercare di limitare e riportare alle giuste proporzioni una vicenda che è nata su un equivoco e che deve terminare con l'equivoco. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Sono 30 anni che vivo in questa città ed è la prima volta che c'è un clamore mediatico per una vicenda di questo tipo e io non penso solo perché Pancalli ha la possibilità di poter accedere ai mezzi di informazione in maniera più semplice, ma perché la Categoria dei taxisti ha dimostrato sempre una grandissima professionalità. Questo mi fa pensare che l'unica persona a Torino a cui è successa questa cosa sia lui. Questo è un primo spunto di riflessione che mi permetto di dare, poi l'equivoco c'è, ma sicuramente dal Presidente del Comitato Paralimpico io mi aspetterei un po' più di apertura mentale rispetto ad una persona che lavora 12 ore su una macchina e, probabilmente, essendo un uomo di fatica, quando dice: "Non faccio le carrozzelle", non vuole offendere. Poi, sono convinto che bastava semplicemente chiarirsi. Su questo possiamo dire che c'è stata una colpa di tutti e due, perché se due persone civili, dal momento in cui capiscono che non si stanno intendendo, si fermano e si parlano, gli equivoci si vanno a sciogliere. Io credo che la multa da 50 Euro (il doppio del minimo) valga la dimostrazione di quanto questo sia stato montato e rappresenta comunque il valore di tutta questa discussione, ovvero stiamo enfatizzando un discorso solo perché si è trattato del Presidente del Comitato Paralimpico, perché se fosse successo a qualsiasi altra persona, probabilmente, la questione sarebbe finita diversamente. Io, però, Assessora, quello che le chiedo è di fermare la possibilità di sospendere la licenza, perché è vero che bisogna dare un segnale forte, perché - lo sto vivendo sulla mia pelle - dare segnali forti in questa città è fondamentale, perché non si possono avere smacchi, non si può in eurovisione far succedere qualcosa che possa ledere all'immagine di questa città, però, Assessora, io le ricordo che dietro alla sospensione di una licenza c'è una famiglia che non guadagna, c'è un padre che non porta il pane a casa, ci sono dei figli che rischiano di non mangiare. Io vorrei dare un consiglio all'Assessore: in fase di valutazione, se si vorrà applicare una multa aggiuntiva, valutatelo, fatelo con intelligenza, ma io vi ricordo che sospendere una licenza è togliere il pane ad una famiglia. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Onofri. ONOFRI Laura Ringrazio l'Assessora per la sua relazione. Io avevo pensato di fare un intervento in un certo senso, ma questi ultimi due interventi veramente mi imbarazzano, specialmente l'ultimo, perché a questo punto noi forse dovremmo chiedere al Presidente Pancalli di chiedere scusa al taxista, perché mi sembra che arriviamo a questo punto. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Tornando a ragionare di cose assolutamente serie, penso che forse questo non sia solo un equivoco. Penso che forse non è l'unico caso, perché poi anche sugli organi di stampa sono arrivati altri casi. Anche se lo stesso Presidente Pancalli ha riconosciuto che Torino è una città inclusiva che non discrimina (lui stesso dice che è una città tutt'altro che incivile, come ho potuto constatare personalmente a partire dalle Paraolimpiadi, quindi nessuno mette all'indice Torino come una città che discrimina), però questi incidenti non devono assolutamente più succedere, perché, come è stato detto da altri, in questo caso il fatto che la persona fosse conosciuta e forse una serie di circostanze hanno fatto sì che questo episodio venisse alla luce, anche tramite i media. In altri casi non è successo così. Allora, quello che a me piace riportare e sottolineare è il fatto che noi parliamo di un servizio pubblico, perché mi sembra che qui stiamo veramente perdendo il fulcro della cosa. I taxisti, giustamente, mettono in evidenza la peculiarità della funzione pubblica di questo servizio (è successo adesso per il caso Uber l'hanno messo più volte in evidenza, giustamente) e credo che le parole dell'Assessora volessero essere in questo senso, forse sono state travisate in quell'intervista, ma secondo me questo voleva essere e a questo bisogna riportare il fulcro del problema: è un servizio pubblico e, a prescindere, c'è un Regolamento che impone una certa cosa. In questo caso il Regolamento non è stato attuato; è chiaro che bisogna prima di tutto capire se si sia trattato di un'eccezione, di un problema che è successo una volta, o se ci siano altri casi di questo tipo che non sono venuti alla luce. Questo mi sembrerebbe importante. A questo punto, proprio per capire, anche con le organizzazioni dei taxisti, quali sono le criticità, che cosa risulta a loro di questa problematica, io chiedo che ci sia una Commissione - la I Commissione, la III Commissione e la Commissione Diritti e Pari Opportunità - per capire meglio le problematicità che ci sono relativamente anche a dei Regolamenti che sono in essere, ma partendo da una base: che questo è un servizio pubblico. A me non interessano i buoni taxi o i non buoni taxi, il problema è che se una persona svolge un servizio pubblico... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). E allora non fa il taxista! Cioè, se una persona avoca a sé il fatto di svolgere un servizio pubblico, quando dice, nel caso di Uber: "Io sono differente, perché io ho una funzione pubblica" - questo mi va bene e lo condivido -, allora però, dal momento che c'è un Regolamento che impone un certo comportamento, non può dire: "No, io il servizio pubblico non lo faccio in una certa circostanza". Poi non parliamo delle modalità (e mi riferisco al fatto che abbia detto: "Ho detto così, la carrozzella"), perché io credo che forse non sarebbe scoppiato un caso se ci fosse stata una sensibilità che dovrebbe essere normale, di tutte le persone, ma, ancor di più, di chi svolge un servizio pubblico, che, quindi, è a contatto e sa di poter essere a contatto con le persone più varie. Io condivido molto l'intervento del Consigliere Magliano per dire che ci sono altre problematiche, lo ricordava una mozione molto importante (che avevamo fatto passare qui insieme) sulle donne che ad una certa ora di sera prendono i taxi, quindi per vedere in che modalità potessero essere messe in campo per questa cosa. Quindi, mi sembra che in questa Commissione potremo sviscerare, oltre a questo problema, altri problemi e criticità relative al servizio taxi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Cercherò di essere breve, perché i Consiglieri che mi hanno preceduto, che siedono da questo lato del Consiglio, hanno già detto, e detto bene. Anzi, mi scuso, anche il Consigliere Magliano. Io credo che i Consiglieri Troiano e Magliano abbiano fatto bene a richiedere le comunicazioni in Aula su di questo argomento. Credo che questo argomento non debba essere assolutamente sottovalutato, in quanto si tratta di un tema di civiltà, verso il quale io mi aspetto che chiunque rivesta un ruolo istituzionale, e quindi pubblico, mostri una sufficiente sensibilità. Come è stato detto in precedenza, credo che non sia accettabile che, nell'esercizio di una funzione pubblica o di un servizio pubblico, sia impedito, anche temporaneamente (poi fortunatamente la soluzione è stata trovata), ad una persona diversamente abile di poter accedere a quel servizio pubblico. Avrei voluto usare altri termini, ma mi limito a dei termini contenuti. Mi sembrano alquanto risibili le affermazioni fatte quest'oggi da alcuni Consiglieri dell'opposizione; non me ne vogliate, ma mi sembrano delle affermazioni che derivano più che altro dall'avvicinarsi dalla scadenza elettorale. Consigliere Ricca, sono contento che sia rientrato in Aula. Abbiamo potuto notare tutti molto chiaramente come vi siate elevati a paladini di una categoria, quella dei taxisti, e le vostre dichiarazioni di quest'oggi - le sue in particolare, ma non solo le sue evidentemente - ne sono la logica conseguenza politica. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Non potete interloquire. Lasciamo concludere l'intervento del Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Non posso che dispiacermi del fatto che l'avvicinarsi della campagna elettorale, in qualche modo, offuschi le menti delle persone e le conduca a fare determinate affermazioni, che probabilmente in altri momenti e con altre condizioni sarebbero certamente mosse da maggiore razionalità e ragionevolezza. Ringrazio anche la Consigliera Onofri della richiesta - che condivido completamente e che faccio mia - di un approfondimento nelle Commissioni competenti, perché io sono certo che questa Città, ancora una volta e con orgoglio, saprà abbattere tutte le barriere architettoniche, comprese quelle - scusatemi l'espressione - dettate dall'ignoranza di qualcuno. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Intervengo rapidamente per dire all'Assessora (perché credo che sia lei la competente in questo caso) che i taxisti hanno dimostrato grande maturità; le organizzazioni sindacali e le cooperative hanno subito detto che, dopo gli approfondimenti, si è trattato di un errore e, conseguentemente, hanno ammesso le loro responsabilità. Tra l'altro, ricordo a tutti che i taxisti non sono stati con le mani in mano: dopo le polemiche su Uber e dopo le giuste - secondo me giuste - affermazioni nostre a loro favore (naturalmente non solo di una parte politica, ma da parte di tutto il Consiglio), si stanno adoperando per migliorare il servizio, per andare verso qualcosa di più positivo, che comunque faccia ancora meglio quello che devono fare, ovvero il servizio pubblico. Naturalmente, io spero e credo che nessuno voglia dividere politicamente questo dibattito, ovvero il fatto che alcune parti politiche tutelino i taxisti e le altre parti, invece, li debbono attaccare, perché sarebbe un errore. Per quanto mi riguarda, difendo la legalità, come abbiamo sempre cercato di fare, e difendo coloro che producono. Quindi, chi produce merita rispetto e attenzione e, quando sbaglia, naturalmente deve, tra virgolette, "subirne" le conseguenze. In questo caso, però, credo che la maturità dimostrata dalle organizzazioni sindacali e anche dalla capacità e dalla personalità del taxista in questione debba far propendere l'Amministrazione e la Giunta, per il rispetto del Regolamento, alla sanzione, ma sicuramente troverei azzardata una sospensione della licenza. Faccio solo un esempio: da quello che mi dicono, questo taxista ha rinunciato a corse anche profumatamente pagate, ad esempio a Malpensa, per la stessa questione, quindi non è che lo ha fatto per la prima volta perché voleva fare una discriminazione, lo ha fatto perché è probabilmente una consuetudine di questa persona, o all'interno delle cose, di passare la chiamata ad altri colleghi. Credo che dipenda anche molto dalla macchina, ovvero dal fatto che questa macchina sia in grado di poter avere l'ausilio per ospitare le carrozzine: ad esempio, ricordo che la Regione Lombardia ha fatto fior di investimenti a favore dei taxisti, per rendere le macchine in grado di ospitare al meglio le persone disabili; sulla Città di Torino e sul Piemonte questo non è avvenuto, quindi credo che sia necessario valutare il contesto nel quale si è verificato l'episodio. Ricordo al Consigliere Trombotto e alla Consigliera Onofri - che si fanno paladini di una battaglia a favore dei disabili, come se noi invece fossimo contro i disabili - che, per esempio, per quanto riguarda i PEBA (faccio un esempio banale), in Commissione le Associazioni dei disabili hanno chiaramente detto che sono anni, decenni, che si parla di questo abbattimento delle barriere architettoniche e nulla si è fatto. Non mi pare abbia avuto una eco mediatica tale quanto questo; questo hanno detto in Commissione, andate pure a verificare il verbale delle Associazioni che sono state audite proprio recentemente in IV Commissione, che hanno chiaramente detto che sui PEBA non si è fatto nulla per decenni, quindi continuano ad aspettare. La stessa cosa vale per quanto riguarda le Linee 13 e 71, lo ricordo anche al Consigliere Trombotto: anche lì abbiamo fatto fatica a far mettere a norma i vari tram e pullman che non avevano l'accessibilità per i disabili, soltanto dopo petizioni e attenzioni da parte del Consiglio Comunale siamo riusciti a farlo; tra l'altro, la Linea 71 non ha ancora tutti i tram disponibili con l'accessibilità per le persone disabili. Quindi, andiamo con calma, Assessori. Assessora Tedesco e Assessore Mangone, valutate le questioni senza l'adrenalina del momento e senza subire le pressioni mediatiche da parte di Consiglieri che hanno il dente avvelenato, probabilmente per questa battaglia di Uber che non è andata a buon fine per loro, non ne ho idea, però valutiamo la sospensione della licenza come, forse, un eccesso di forza rispetto al problema che oggettivamente si è verificato; come abbiamo già detto in precedenza, i taxisti e le loro categorie sindacali hanno già ammesso lo sbaglio, pertanto credo che possa essere contenuto qui. Invece, come diceva il Consigliere Magliano o come dicevo precedentemente io stesso, sarebbe più opportuno lavorare sui PEBA, che forse hanno più interesse, più efficacia e più importanza per le Associazioni dei disabili. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Io credo che l'equivoco sia qui dentro, in questa Sala, e non all'esterno, perché, prima di tutto, anche per i taxisti la responsabilità è individuale e la stragrande maggioranza dei taxisti non si comporta così. Quindi, qui siamo di fronte alla classica eccezione, che, purtroppo, rappresenta il pensiero di una parte della categoria, e mi dispiace che oggi i Consiglieri Comunali l'abbiano difeso. È come il non volere il buono del Comune - ma quello del San Paolo sì, o altri sì - perché lo pagano due, tre o quattro mesi dopo (quando chiunque è pagato dopo, anche come consulente: passati i primi mesi, arrivano mensilmente ogni volta quelli precedenti; il più bravo taxista stacanovista di Torino prenderà poche decine di Euro di buoni taxi al mese, non è che aspetta quelli per andare avanti), vuol dire proprio non volere un fastidio e bisogna dirlo. Ecco perché ha sbagliato il taxista. Ecco perché sbaglia la categoria a pensare che ci sia un attacco ai taxisti. Io dico per primo che non bisogna infierire, un avvertimento è sufficiente, perché l'obiettivo è che non debba più capitare, questo è l'obiettivo. Il problema non è tanto che uno non può o non vuole caricare, poi certe difese finiscono per togliere anche l'idoneità alla guida o alla patente, ad un certo punto, perché un taxista deve avere l'idoneità alla guida e una capacità psicofisica sua. Non è che all'ATM uno che ha appena il mal di schiena viene tolto e il taxista può guidare in qualsiasi condizione. Invito i Colleghi ad essere un po' proporzionati. Allora credo che abbia fatto bene l'Amministrazione a prendere una posizione; ha fatto bene la stragrande maggioranza dei taxisti a dire che questo ha sbagliato; fa male quel pezzo del sindacalismo dei taxisti che difende la categoria in modo sbagliato, perché alla fine accentua un solco con la cittadinanza. È indifendibile, al di là di come si è svolto il fatto, anche perché io capisco che uno possa dire: "Non voglio fare quel servizio perché non mi piace, non ho voglia, perdo il doppio del tempo", guardate, ho un fratello taxista e ho degli amici taxisti, per cui conosco bene questi linguaggi, e fare un servizio a un handicap vuol dire perdere il doppio del tempo per la corsa, quando potresti farne un'altra, banalmente. Questo taxista ha doppiamente sbagliato, perché ha anche perso una corsa allettante all'Aeroporto; quindi, paradossalmente, uno che non vuole i buoni taxi perché li pagano dopo e perde una corsa per l'Aeroporto credo che sia una contraddizione. Io voglio dire una cosa banale: non esiste l'obiezione di coscienza verso chi ha problemi di disabilità, esiste che un taxista, al quale ci si rivolge con problemi di disabilità, trovi una soluzione. Se non può farlo personalmente o non vuole farlo, trova comunque una soluzione, non è che semplicemente la scarica perché tanto ci sono altri 1.400 taxi a Torino. Questo non potrà mai esistere. Dico un'ultima cosa a titolo personale - scusate, ma la devo dire -: io inviterei la categoria a non fare buffonate, non c'è bisogno di alcun bus che giri simbolicamente un giorno, non c'è bisogno della giornata gratis per gli handicappati, c'è bisogno che per 365 giorni all'anno facciano il proprio dovere. Quindi, la migliore risposta è che non capiti più una cosa del genere, perché altri disabili ci hanno segnalato cose del genere. Questa è la miglior risposta, non che si mettono un giorno la coccarda e fanno vedere: "Noi sensibilizziamo gli altri". Sensibilizzate voi stessi, quella parte di voi che risponde in questo modo e dice: "Non accetto carrozzelle". Questo è l'errore. Scusate. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Premesso che credo di essere uno dei Consiglieri che più ha lavorato sui temi dell'accessibilità e dei diritti dei disabili, quindi sicuramente non credo di essere insensibile alla questione, però io mi sono stupito un po' della facilità con cui molti Consiglieri, in un senso o nell'altro, hanno espresso dei giudizi abbastanza pesanti o perlomeno abbastanza netti sulle colpe, le responsabilità e le ragioni di questo episodio, perché io, pur avendo letto tutto quello che è stato scritto sui giornali, avendo parlato sia con i rappresentanti dei taxisti - perché il taxista in questione, ovviamente e comprensibilmente, è irraggiungibile - sia con le Associazioni dei disabili, che effettivamente segnalano che comunque non è la prima volta che si verifica un caso di questo genere, però che cosa sia esattamente successo in questo scambio di tre battute qui sotto onestamente non l'ho capito. Credo che poi, dal punto di vista della responsabilità individuale di questo taxista, sia abbastanza determinante capire se esattamente ci sia stato veramente un rifiuto del servizio, magari anche in cattiva maniera, dicendo: "Ti mollo qui". Sostanzialmente, se c'è stato semplicemente uno scambio di battute e un accordo, per cui poi l'altro sia stato portato e la cosa si è considerata risolta così, credo che da questo punto di vista l'unica cosa da fare sia accettare l'attività investigativa che sta facendo e ha fatto in parte la Polizia Municipale e che verrà fatta in seguito, a proposito del possibile ritiro della licenza, e lasciare che alla fine si arrivi a una sanzione, se veramente c'è stato - come credo - un comportamento sanzionabile, che sia quella prevista dalle norme. Invece, io sono piuttosto preoccupato del fatto che la politica, per un motivo o per l'altro, finisca un po' per intervenire a gamba tesa su tutta questa vicenda, quindi magari peggiorando la situazione, quando invece forse la questione che interessa la politica dovrebbe essere quella di capire veramente se questi comportamenti siano ripetuti o no, e quindi capire cosa possiamo fare noi per migliorare la gestione di queste situazioni. Francamente, credo che un'Amministrazione Comunale - noi e, in particolare, la maggioranza - che ha tagliato in questi anni tutto il tagliabile sui buoni taxi, sulla mobilità dei disabili e su una serie di questioni che sono vitali per la possibilità dei disabili di vivere una vita completa, abbia da poco da fare la morale ai taxisti e a chiunque altro. Quello che a me interessa - e forse questo sarebbe interessante da fare magari in una Commissione Consiliare - è capire se e quanto questi episodi siano ripetuti, a cosa siano dovuti e se veramente ci sia un legame anche con le difficoltà di pagamento di buoni taxi, quindi c'è magari anche un'esasperazione, che comunque non giustifica il rifiuto del servizio, ma comunque un'esasperazione della categoria a proposito di questo argomento. Mi risulta che anche la stessa categoria avesse fatto delle proposte su come migliorare il servizio di trasporto disabili - tra l'altro, anche investendo in parte con soldi loro, eccetera -, e che non siano mai state discusse e prese in considerazione, per cui forse potremmo lavorare costruttivamente, invece di fare la gara alla condanna mediatica, che forse è un po' quello che è successo sui media, tenendo conto che la storia del disabile buono e del taxista cattivo in questo momento sicuramente è una cosa che attira dal punto di vista mediatico, però forse fa un po' perdere di vista all'Amministrazione i problemi veri di questa situazione. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho ulteriori Consiglieri iscritti per l'intervento. Diamo la parola alla Giunta, Assessori Tedesco e Mangone, ciascuno per le proprie competenze. La parola all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) Ringrazio il Presidente per aver concesso la possibilità di parlare anche all'Assessore Mangone, che credo voglia esprimersi in chiusura. Io all'inizio ho cercato di prenderla un po' bassa, perché, salvo alcuni rari interventi, speravo che anche il dibattito seguisse questa linea. In realtà, mi trovo costretta ad intervenire per una serie di motivi. Innanzitutto, il Regolamento è molto chiaro: è chiaro e non ci sono possibilità di interpretarlo diversamente. Il trasporto ai disabili va sempre effettuato, punto. Questa cosa non è interpretabile. Nel Regolamento non si parla di buoni taxi, di disabili che utilizzano buoni o meno: non se ne parla. Se poi ci sono accordi diversi, possibilità diverse, una modalità di organizzazione diversa all'interno delle centrali, convenzioni o quant'altro, ricordo a tutti che ancora il Regolamento, in questo senso, è una fonte primaria e non mi risulta che nel caso specifico di cui stiamo parlando l'autista, che ha rifiutato il passaggio, si sia preoccupato in prima persona di garantire una sostituzione. Questo non è stato fatto. E questo non lo sto interpretando, si evince dalle dichiarazioni sommarie che sono state rese all'Ufficiale della Polizia Municipale. Quindi, su questo non c'è possibilità di interpretare, perché non è stata garantita quella possibilità; è intervenuto il primo autista interpellato, punto. Poi, che la frase sia stata quella che è stata, anche qui, diciamo poche parole: qui bisognava scusarsi e da subito. Che ci fosse l'equivoco sul buono taxi, va tutto bene, rientra in quelle considerazioni che il Dirigente del Commercio farà nel momento in cui dovrà decidere l'entità della sanzione accessoria. Però, ripeto, proprio per l'errore, non l'equivoco, per l'errore di un taxista, non è assolutamente mia intenzione colpevolizzare una categoria e quindi, però, non smentisco neanche quanto ho detto nelle mie primissime dichiarazioni, quando ho sostenuto che mi sarebbe piaciuta altrettanta sollecitudine anche nella difesa dei diritti degli altri, ma mi riferivo alle dichiarazioni che venivano riportate sui giornali: ora non farò nomi, ma in un caso un responsabile di una centrale taxi dichiarava di non avere nulla da dire quando gli si chiedeva l'opinione sul fatto - e a quello mi riferisco -, e nell'altro caso si offriva il risarcimento di una corsa al Presidente Pancalli, che, per carità, sarà stata anche una dichiarazione un po' avventata, ma mi sembra un po' ridicolo. Ha fatto bene il Presidente Pancalli a rifiutare e a chiedere, invece, un faro e un'attenzione maggiore sul problema, che, se è vero, come è vero, che riguarda tutti i disabili, forse sarà bene ragionare insieme alla categoria, che, ripeto, non va assolutamente colpevolizzata, però forse bisognerebbe ragionare insieme a loro di questo, e non del caso particolare, che comunque ben venga, perché ha messo un faro su un problema che potrebbe riguardare anche gente che non ha la notorietà del Presidente Pancalli. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Mangone. MANGONE Domenico (Assessore) Ci siamo divisi i compiti con l'Assessora Tedesco, perché evidentemente tutta la prima parte di istruttoria è stata condotta dalla Polizia Municipale, con la guida politica dell'Assessora Tedesco, e invece la seconda parte spetterà ai miei Uffici, i quali hanno ricevuto in data odierna la relazione della Polizia Municipale e da qui a poco verrà avviato l'avvio del procedimento, per arrivare poi, previa consultazione della Commissione Taxi della Città Metropolitana, ad una sanzione. È evidente, Consigliere Tronzano, che agiremo con il buonsenso che ci è consueto e senza essere influenzati dall'onda mediatica. Ieri ho incontrato i taxisti e abbiamo parlato. Ovviamente, credo che la discussione sia sempre utile, però dalla discussione di oggi i taxisti non hanno appreso nuovi concetti. In quel mondo c'è la convinzione che c'è stato un errore, l'abbiamo definito "uno schizzo di fango" che ha toccato la categoria dei taxisti e la Città di Torino. C'è la volontà, da parte di tutti i taxisti, di porre rimedio: prima di tutto, incontrando il Presidente Pancalli, e in un'e-mail di questa mattina mi chiedono di incontrare Pancalli; in secondo luogo, come segno di disponibilità, perché non hanno bisogno di acquisire i concetti che oggi, da più parti, sono stati espressi in quest'Aula; dal momento che c'è la sensibilità da parte di tutti i taxisti verso le persone diversamente abili, hanno dato questa disponibilità come ulteriore segno che la sensibilità c'è ed esiste in quella categoria. Onestamente, io non ho ricevuto altre segnalazioni di casi come questi, probabilmente non sono arrivate sulla mia scrivania. Io devo dire che, per il rapporto che ho con i taxisti da qualche tempo, da quando ricopro questo incarico, indipendentemente dalle appartenenze politiche, che in questi casi credo non debbano proprio esistere, perché è un problema che accomuna tutti, credo che in quell'ambito non ci sia assolutamente bisogno di ulteriori raccomandazioni rispetto alla questione della sensibilità sul tema. Ho avuto modo di conoscerli, di incontrarli, li incontro ripetutamente, ieri ci siamo visti e abbiamo discusso di questo e c'è assolutamente questa consapevolezza. Per cui, adesso c'è stata una bella discussione, però alla fine proveremo a chiudere questa partita, perché, ad iniziare dallo stesso Pancalli, Torino è una città accogliente, è una città sensibile da questo punto di vista. I nostri taxisti sono dei lavoratori - non dimentichiamolo, perché so bene che il rapporto tra opinione pubblica e taxisti non è dei migliori, però i taxisti sono dei lavoratori -, c'è qualche lavoratore che può essere più usurato degli altri e c'è qualche lavoratore che in alcuni momenti può non essere pronto a dare la risposta giusta, anche magari per ragioni di strumenti culturali. Allora, proviamo a dare alle cose la giusta dimensione: è giusto che di questi argomenti si parli, si discuta e che ognuno di noi capisca la gravità del fatto, perché queste cose non devono succedere, ma i taxisti lo sanno e ne sono consapevoli. Io credo che non solo non ci sono stati in passato casi come questo, perlomeno a me non risulta, ma posso dire che, conoscendo in prima persona le persone leader di questa categoria, in futuro queste cose non succederanno più. PORCINO Giovanni (Presidente) Il dibattito sulle comunicazioni del Sindaco è concluso. |