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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502740/002, presentata in data 23 giugno 2015, avente per oggetto: "C.S.O.A. Gabrio e sgombero immediato" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessora Tedesco. TEDESCO Giuliana (Assessora) Io sono andata in un Consiglio aperto anche ai cittadini in Circoscrizione 3 proprio per affrontare questo tema, a qualche giorno dall'inizio delle vacanze, credo fosse fine luglio. È stata un'assemblea molto partecipata e molto vivace. Provo a ripercorrere qui quello che è stato detto in quell'assemblea. Innanzitutto, alcuni dati: l'edificio di via Miglio 42 è stato sede della scuola secondaria, di primo grado, Alberti, sino al 2012-2013; poi è stato dimesso dall'attività scolastica, perché c'era dell'amianto nei seguenti punti: nei pavimenti della casa del custode, nei pavimenti corridoio palestra, nelle tubazioni di scarico interrato dei locali chiusi e interdetti, nei pannelli delle pareti perimetrali. Proprio per questo l'edificio è stato inserito nel Catasto Amianto della Città, al numero 31. Ho ricevuto anche un brevissimo promemoria da parte dell'Assessorato dell'Assessore Lavolta, il quale riferisce che al momento, per quell'Assessorato, l'Ufficio Ambiente non ha ricevuto alcuna segnalazione, quindi non ci sono delle documentazioni in merito. Anche qui riferiscono che risulta censito al Catasto dell'Amianto, e di seguito si riporta l'elenco di tutti gli immobili della Città di Torino in cui è presente l'amianto. Dall'Assessore Passoni riceviamo questo: l'immobile è stato occupato abusivamente (l'ultima data dell'attività scolastica è l'anno 2012-2013) il 4 ottobre 2013, e la Città ha fatto immediatamente la segnalazione alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti. Per quanto riguarda le utenze - che credo sia un argomento molto interessante - del servizio riscaldamento, la fornitura di metano è cessata al termine della stagione termica 2013; quindi, in sostanza, dall'occupazione non è mai partita una nuova fornitura. Per quanto riguarda le utenze elettriche, la fornitura è stata disconnessa dal 31 ottobre 2013, e per quel che riguarda le utenze idriche, compresa quella antincendio, la Città ne ha chiesto formalmente la cessazione il 18 ottobre 2013, quindi a qualche giorno dall'occupazione. I tecnici SMAT, di fronte all'impossibilità di entrare nell'immobile, hanno inserito una saracinesca all'esterno dell'utenza, per impedire che potesse essere riaperta, però gli occupanti l'hanno evidentemente forzata e riaperta. A questo punto, senza l'ausilio della Procura e della Questura, ogni concreto intervento presuppone l'accesso alle aree adiacenti all'edificio, che in questo caso, ripeto, senza l'ausilio delle altre forze, in questo momento è impossibile. In ogni caso mi preme precisare che, a seguito della richiesta di cessazione, nessuna spesa per consumi idrici è stata sostenuta dalla Città. Poi ho ricevuto anche un promemoria dagli Uffici educativi, però ritengo superfluo leggerlo, perché dal momento che non è più nell'elenco degli edifici scolatici, in quanto ha cessato quell'attività, si dava conto solo di quello. Poi passiamo all'argomento finale, che è lo sgombero. L'interpellante chiede come è possibile che il complesso scolastico sia ancora occupato visto che la Città ha chiesto la cessazione delle utenze. Come ho già detto anche in assemblea, noi abbiamo disdettato tutto, formalmente e anche concretamente, per cui non si paga nulla. Però è sempre possibile che qualcuno, personalmente, in questo caso gli occupanti, vada a chiedere l'attivazione di nuove utenze. Quindi credo che in questo momento in quel contesto ci siano delle utenze intestate a qualcuno degli occupanti. Questo accade credo con la quasi maggioranza degli immobili occupati in città. Come ho riferito in quell'assemblea - in cui erano presenti sia cittadini, che lamentavano dei concreti problemi di rumore, perché in quella sede sono stati fatti per un certo periodo una serie di concerti, sia alcuni degli occupanti, i quali hanno spiegato che tipo di attività viene messa in atto lì dentro -, la Città ha segnalato immediatamente l'occupazione degli edifici e ne ha fatto denuncia. Dopodiché spetta a un altro Tavolo, quello in cui la Città è ben presente, decidere di questo e di altri sgomberi di occupazioni abusive che sono presenti in città (come ben sappiamo il Gabrio non è l'unica occupazione), perché ovviamente uno sgombero di questa portata e di questa rilevanza porterebbe a problemi di ordine pubblico che la Città non può affrontare da sola. Per quanto riguarda invece i problemi di disturbo, premesso che in questo momento non ci sono concerti, quindi non si stanno verificando quei problemi, ma che potrebbero riprendere con l'inizio della stagione invernale, la Circoscrizione stessa si è fatta parte attiva e si farà parte attiva affinché questa occupazione, come gli stessi occupanti hanno detto di voler fare, sia il meno impattante possibile sulla popolazione. Questo, ovviamente, finché assieme alla Prefettura e alla Questura non si prendano decisioni diverse. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessora per la risposta. Riprendendo il suo ultimo intervento, Assessora Tedesco, è come se uno dicesse "non si preoccupi, Assessora, vengo nel salotto di casa sua, però mi pulisco le scarpe". La risposta evidentemente ha a che fare con l'ordine pubblico, quindi prima o poi inizieremo a domandarci se il Questore o il Prefetto... come capita in altre città, penso a Bologna, dico addirittura Bologna, perché mi sono informato su quello che accade in quei luoghi... quando riusciremo a garantire la legalità dal punto di vista della gestione di queste strutture. Ci sono alcuni punti che a me preme segnalare. Il primo è che se la procedura con IREN funziona in questo modo, vuol dire che è vent'anni che non capiamo nulla di come gestire questi problemi, perché nel momento in cui la Città segnala a tutti coloro che danno utenze a vario titolo e grado - dei quali, peraltro, siamo in parte anche proprietari - e gli si dice che per quell'immobile non si deve accettare alcun tipo di riattivazione, si tratta di una procedura banalissima, che può venire in mente al primo cittadino che cammina per strada. Il giochino è facile e lo ha descritto lei: l'edificio viene occupato da un certo numero di persone, gli tagliamo la luce e poi arriva il signor Giampiero Rossi che chiede a IREN la riattivazione della corrente e la paga lui, ma la sta pagando a casa nostra. Non capisco perché l'Amministrazione non segnali l'occupazione e nessuno, a questo punto, possa chiedere la riattivazione della bolletta, perché questo capita anche nelle case occupate dell'ATC, piuttosto che di altri soggetti; è abbastanza banale fare un elenco di immobili che in questo momento sono occupati in modo abusivo e ai quali non si riattiva alcun tipo di utenza. Peraltro nell'interpellanza, Assessora, le scrivo che alcuni cittadini mi hanno detto che per un certo periodo l'elettricità la prendevano dal lampione, aprendo lo scatolotto del lampione e rubando di fatto la corrente alla Città. Poi c'è un altro dato: è vero che magari SMAT non avrà più emesso bollette, come ha dichiarato, però se questi ci rubano l'acqua in maniera molto chiara non è che quest'acqua non conta, se questi forzano la saracinesca per l'acqua e la utilizzano, AMIAT non imputerà alla Città alcun tipo di costo, ma comunque è un costo che alla fine andrà sulla comunità, quest'acqua non è regalata, questa come le utenze dell'energia elettrica, nel caso la paghi qualcuno, oppure se la prendono dal lampione, come mi dicevano i cittadini. Da questo punto di vista, farò un ragionamento anche con i Colleghi dell'opposizione: i costi dell'acqua, della saracinesca forzata a chi verranno imputati? Se poi, alla fine della fiera, rientrassero nel calderone, non so se la responsabilità è nostra perché noi dovevamo intervenire, o del Tavolo della Sicurezza, però prima o poi un danno erariale salta fuori, ma lo penso anche su tanti altri temi che sono stati all'attenzione delle mie interpellanze. Che poi qualcuno non abbia controllato le spese delle utenze della nostra Città, secondo me, prima o poi è ravvedibile; è ravvedibile sulle concessioni della Pellerina, come è ravvedibile dove ci sono soggetti che usano energia, risorse idriche in questo caso, poi non abbiamo certezza oppure ce l'abbiamo, ma non possiamo dirlo a verbale: i costi e i beni a chi sono imputati? Stiamo dicendo che SMAT avrà una perdita secca dell'acqua utilizzata da queste persone e questa perdita finirà a Bilancio e sarà possibilmente ravvedibile nella lettura dei costi dell'acqua utilizzata? Secondo me, no. Secondo me la scaricheranno sull'Ente Pubblico perché è l'Ente Pubblico, almeno per parte loro, che doveva impedire che tutto ciò accadesse. Assessora, se mi fornisce, come sempre, le note in modo da darne comunicazione come faccio regolarmente dopo le interpellanze, posso dettagliare anche le risposte date. L'ultimo aspetto che mi preoccupa molto è il dato dell'amianto. Non so se lo ha notato, ma nell'interpellanza ho mandato alcune foto della situazione attuale e di com'è quando ci sono questi mercatini oppure questi momenti ristorativi. Queste persone dicono di non preoccuparsi se ricominciano l'attività dei concerti, che faranno piano, non faranno rumore: tutto questo mette un po' i brividi. Questi non dovrebbero neanche stare lì, in più c'è la presenza dell'amianto, che è anche certificato dai nostri uffici, sappiamo che in quella zona si recano anche dei bambini, cioè quando ci sono questi momenti aperti al pubblico in parte si tratta di manifestanti, in parte sono soggetti che pensano che quel posto sia loro, ma ci sono cittadini torinesi che vanno lì e, da quel che mi viene detto, parte di quelle strutture in amianto sono state messe anche all'esterno della struttura, come si vede dalle foto. Penso che l'Amministrazione debba farsi un problema anche di igiene pubblica rispetto al fatto che queste lastre sono state messe all'esterno, non sono state trattate con quel liquido impregnante che blocca la volatilità dell'amianto e che loro dicano che per loro non è un problema e che noi come Amministrazione su questo non si possa intervenire ulteriormente è grave sia per chi vive lì, però è una scelta perché lo sanno, ma per i cittadini che vivono attorno a quella struttura non è una scelta. Noi li stiamo obbligando a vivere in un posto dove all'interno di quella struttura non facciamo interventi di bonifica. Mi rendo conto che sarà da portare come sempre all'attivissimo Tavolo della Sicurezza con Questore e Prefetto, però rispetto a questo tema non stiamo dando alcun tipo di risposte e per di più, secondo me, continuiamo a spendere soldi pubblici. Mi auguro, almeno da questo punto di vista, che lei, Assessora, pensi a una procedura, sarebbe già una vittoria - concludo, Presidente, e mi scuso per la lunghezza dell'intervento - quella di poter dire che in tutti i luoghi in cui c'è un'occupazione le utenze non vengono riassegnate a un soggetto privato, perché altrimenti è facilissimo. Mi fa specie che in tanti anni di gestione, non da parte sua, ma in questi ultimi vent'anni di occupazioni cicliche in questa Città non si sia fatto un regolamento che di fatto blocchi la possibilità non legata al soggetto che chiede l'utenza, ma legata all'immobile. Se quell'immobile è occupato io non posso riattivargli la corrente, perché c'è un'ordinanza o uno strumento tecnico emanato dall'Amministrazione che impedisce la riattivazione delle utenze, è banale. Mi auguro che dopo la presa d'atto che su Gabrio ci sono tantissime parole, sapendo benissimo in questo momento chi c'è dentro, sapendo che cosa fa, ma nessuno ha intenzione perché non abbiamo data certa dello sgombero, non sappiamo neanche chi pagherà le utenze, chi le sta pagando, ma che almeno si provi a pensare a una procedura legata all'immobile e non al soggetto che abusivamente è all'interno. Sono curioso di sapere l'acqua che questi utilizzano chi la pagherà, a mio giudizio i cittadini. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |