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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2015-02740
"C.S.O.A. GABRIO E SGOMBERO IMMEDIATO" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 23 GIUGNO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502740/002, presentata in
data 23 giugno 2015, avente per oggetto:

"C.S.O.A. Gabrio e sgombero immediato"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessora Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessora)
Io sono andata in un Consiglio aperto anche ai cittadini in Circoscrizione 3 proprio
per affrontare questo tema, a qualche giorno dall'inizio delle vacanze, credo fosse
fine luglio. È stata un'assemblea molto partecipata e molto vivace. Provo a
ripercorrere qui quello che è stato detto in quell'assemblea.
Innanzitutto, alcuni dati: l'edificio di via Miglio 42 è stato sede della scuola
secondaria, di primo grado, Alberti, sino al 2012-2013; poi è stato dimesso
dall'attività scolastica, perché c'era dell'amianto nei seguenti punti: nei pavimenti
della casa del custode, nei pavimenti corridoio palestra, nelle tubazioni di scarico
interrato dei locali chiusi e interdetti, nei pannelli delle pareti perimetrali. Proprio per
questo l'edificio è stato inserito nel Catasto Amianto della Città, al numero 31.
Ho ricevuto anche un brevissimo promemoria da parte dell'Assessorato
dell'Assessore Lavolta, il quale riferisce che al momento, per quell'Assessorato,
l'Ufficio Ambiente non ha ricevuto alcuna segnalazione, quindi non ci sono delle
documentazioni in merito.
Anche qui riferiscono che risulta censito al Catasto dell'Amianto, e di seguito si
riporta l'elenco di tutti gli immobili della Città di Torino in cui è presente l'amianto.
Dall'Assessore Passoni riceviamo questo: l'immobile è stato occupato abusivamente
(l'ultima data dell'attività scolastica è l'anno 2012-2013) il 4 ottobre 2013, e la Città
ha fatto immediatamente la segnalazione alla Procura della Repubblica e alla Procura
della Corte dei Conti.
Per quanto riguarda le utenze - che credo sia un argomento molto interessante - del
servizio riscaldamento, la fornitura di metano è cessata al termine della stagione
termica 2013; quindi, in sostanza, dall'occupazione non è mai partita una nuova
fornitura. Per quanto riguarda le utenze elettriche, la fornitura è stata disconnessa dal
31 ottobre 2013, e per quel che riguarda le utenze idriche, compresa quella
antincendio, la Città ne ha chiesto formalmente la cessazione il 18 ottobre 2013,
quindi a qualche giorno dall'occupazione.
I tecnici SMAT, di fronte all'impossibilità di entrare nell'immobile, hanno inserito
una saracinesca all'esterno dell'utenza, per impedire che potesse essere riaperta, però
gli occupanti l'hanno evidentemente forzata e riaperta. A questo punto, senza
l'ausilio della Procura e della Questura, ogni concreto intervento presuppone
l'accesso alle aree adiacenti all'edificio, che in questo caso, ripeto, senza l'ausilio
delle altre forze, in questo momento è impossibile.
In ogni caso mi preme precisare che, a seguito della richiesta di cessazione, nessuna
spesa per consumi idrici è stata sostenuta dalla Città. Poi ho ricevuto anche un
promemoria dagli Uffici educativi, però ritengo superfluo leggerlo, perché dal
momento che non è più nell'elenco degli edifici scolatici, in quanto ha cessato
quell'attività, si dava conto solo di quello.
Poi passiamo all'argomento finale, che è lo sgombero. L'interpellante chiede come è
possibile che il complesso scolastico sia ancora occupato visto che la Città ha chiesto
la cessazione delle utenze. Come ho già detto anche in assemblea, noi abbiamo
disdettato tutto, formalmente e anche concretamente, per cui non si paga nulla. Però
è sempre possibile che qualcuno, personalmente, in questo caso gli occupanti, vada a
chiedere l'attivazione di nuove utenze. Quindi credo che in questo momento in quel
contesto ci siano delle utenze intestate a qualcuno degli occupanti. Questo accade
credo con la quasi maggioranza degli immobili occupati in città.
Come ho riferito in quell'assemblea - in cui erano presenti sia cittadini, che
lamentavano dei concreti problemi di rumore, perché in quella sede sono stati fatti
per un certo periodo una serie di concerti, sia alcuni degli occupanti, i quali hanno
spiegato che tipo di attività viene messa in atto lì dentro -, la Città ha segnalato
immediatamente l'occupazione degli edifici e ne ha fatto denuncia. Dopodiché spetta
a un altro Tavolo, quello in cui la Città è ben presente, decidere di questo e di altri
sgomberi di occupazioni abusive che sono presenti in città (come ben sappiamo il
Gabrio non è l'unica occupazione), perché ovviamente uno sgombero di questa
portata e di questa rilevanza porterebbe a problemi di ordine pubblico che la Città
non può affrontare da sola.
Per quanto riguarda invece i problemi di disturbo, premesso che in questo momento
non ci sono concerti, quindi non si stanno verificando quei problemi, ma che
potrebbero riprendere con l'inizio della stagione invernale, la Circoscrizione stessa si
è fatta parte attiva e si farà parte attiva affinché questa occupazione, come gli stessi
occupanti hanno detto di voler fare, sia il meno impattante possibile sulla
popolazione. Questo, ovviamente, finché assieme alla Prefettura e alla Questura non
si prendano decisioni diverse.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessora per la risposta. Riprendendo il suo ultimo intervento,
Assessora Tedesco, è come se uno dicesse "non si preoccupi, Assessora, vengo nel
salotto di casa sua, però mi pulisco le scarpe". La risposta evidentemente ha a che
fare con l'ordine pubblico, quindi prima o poi inizieremo a domandarci se il
Questore o il Prefetto... come capita in altre città, penso a Bologna, dico addirittura
Bologna, perché mi sono informato su quello che accade in quei luoghi... quando
riusciremo a garantire la legalità dal punto di vista della gestione di queste strutture.
Ci sono alcuni punti che a me preme segnalare. Il primo è che se la procedura con
IREN funziona in questo modo, vuol dire che è vent'anni che non capiamo nulla di
come gestire questi problemi, perché nel momento in cui la Città segnala a tutti
coloro che danno utenze a vario titolo e grado - dei quali, peraltro, siamo in parte
anche proprietari - e gli si dice che per quell'immobile non si deve accettare alcun
tipo di riattivazione, si tratta di una procedura banalissima, che può venire in mente
al primo cittadino che cammina per strada.
Il giochino è facile e lo ha descritto lei: l'edificio viene occupato da un certo numero
di persone, gli tagliamo la luce e poi arriva il signor Giampiero Rossi che chiede a
IREN la riattivazione della corrente e la paga lui, ma la sta pagando a casa nostra.
Non capisco perché l'Amministrazione non segnali l'occupazione e nessuno, a
questo punto, possa chiedere la riattivazione della bolletta, perché questo capita
anche nelle case occupate dell'ATC, piuttosto che di altri soggetti; è abbastanza
banale fare un elenco di immobili che in questo momento sono occupati in modo
abusivo e ai quali non si riattiva alcun tipo di utenza.
Peraltro nell'interpellanza, Assessora, le scrivo che alcuni cittadini mi hanno detto
che per un certo periodo l'elettricità la prendevano dal lampione, aprendo lo
scatolotto del lampione e rubando di fatto la corrente alla Città.
Poi c'è un altro dato: è vero che magari SMAT non avrà più emesso bollette, come
ha dichiarato, però se questi ci rubano l'acqua in maniera molto chiara non è che
quest'acqua non conta, se questi forzano la saracinesca per l'acqua e la utilizzano,
AMIAT non imputerà alla Città alcun tipo di costo, ma comunque è un costo che alla
fine andrà sulla comunità, quest'acqua non è regalata, questa come le utenze
dell'energia elettrica, nel caso la paghi qualcuno, oppure se la prendono dal
lampione, come mi dicevano i cittadini. Da questo punto di vista, farò un
ragionamento anche con i Colleghi dell'opposizione: i costi dell'acqua, della
saracinesca forzata a chi verranno imputati?
Se poi, alla fine della fiera, rientrassero nel calderone, non so se la responsabilità è
nostra perché noi dovevamo intervenire, o del Tavolo della Sicurezza, però prima o
poi un danno erariale salta fuori, ma lo penso anche su tanti altri temi che sono stati
all'attenzione delle mie interpellanze. Che poi qualcuno non abbia controllato le
spese delle utenze della nostra Città, secondo me, prima o poi è ravvedibile; è
ravvedibile sulle concessioni della Pellerina, come è ravvedibile dove ci sono
soggetti che usano energia, risorse idriche in questo caso, poi non abbiamo certezza
oppure ce l'abbiamo, ma non possiamo dirlo a verbale: i costi e i beni a chi sono
imputati? Stiamo dicendo che SMAT avrà una perdita secca dell'acqua utilizzata da
queste persone e questa perdita finirà a Bilancio e sarà possibilmente ravvedibile
nella lettura dei costi dell'acqua utilizzata? Secondo me, no. Secondo me la
scaricheranno sull'Ente Pubblico perché è l'Ente Pubblico, almeno per parte loro,
che doveva impedire che tutto ciò accadesse.
Assessora, se mi fornisce, come sempre, le note in modo da darne comunicazione
come faccio regolarmente dopo le interpellanze, posso dettagliare anche le risposte
date.
L'ultimo aspetto che mi preoccupa molto è il dato dell'amianto. Non so se lo ha
notato, ma nell'interpellanza ho mandato alcune foto della situazione attuale e di
com'è quando ci sono questi mercatini oppure questi momenti ristorativi. Queste
persone dicono di non preoccuparsi se ricominciano l'attività dei concerti, che
faranno piano, non faranno rumore: tutto questo mette un po' i brividi. Questi non
dovrebbero neanche stare lì, in più c'è la presenza dell'amianto, che è anche
certificato dai nostri uffici, sappiamo che in quella zona si recano anche dei bambini,
cioè quando ci sono questi momenti aperti al pubblico in parte si tratta di
manifestanti, in parte sono soggetti che pensano che quel posto sia loro, ma ci sono
cittadini torinesi che vanno lì e, da quel che mi viene detto, parte di quelle strutture in
amianto sono state messe anche all'esterno della struttura, come si vede dalle foto.
Penso che l'Amministrazione debba farsi un problema anche di igiene pubblica
rispetto al fatto che queste lastre sono state messe all'esterno, non sono state trattate
con quel liquido impregnante che blocca la volatilità dell'amianto e che loro dicano
che per loro non è un problema e che noi come Amministrazione su questo non si
possa intervenire ulteriormente è grave sia per chi vive lì, però è una scelta perché lo
sanno, ma per i cittadini che vivono attorno a quella struttura non è una scelta. Noi li
stiamo obbligando a vivere in un posto dove all'interno di quella struttura non
facciamo interventi di bonifica. Mi rendo conto che sarà da portare come sempre
all'attivissimo Tavolo della Sicurezza con Questore e Prefetto, però rispetto a questo
tema non stiamo dando alcun tipo di risposte e per di più, secondo me, continuiamo a
spendere soldi pubblici.
Mi auguro, almeno da questo punto di vista, che lei, Assessora, pensi a una
procedura, sarebbe già una vittoria - concludo, Presidente, e mi scuso per la
lunghezza dell'intervento - quella di poter dire che in tutti i luoghi in cui c'è
un'occupazione le utenze non vengono riassegnate a un soggetto privato, perché
altrimenti è facilissimo. Mi fa specie che in tanti anni di gestione, non da parte sua,
ma in questi ultimi vent'anni di occupazioni cicliche in questa Città non si sia fatto
un regolamento che di fatto blocchi la possibilità non legata al soggetto che chiede
l'utenza, ma legata all'immobile. Se quell'immobile è occupato io non posso
riattivargli la corrente, perché c'è un'ordinanza o uno strumento tecnico emanato
dall'Amministrazione che impedisce la riattivazione delle utenze, è banale.
Mi auguro che dopo la presa d'atto che su Gabrio ci sono tantissime parole, sapendo
benissimo in questo momento chi c'è dentro, sapendo che cosa fa, ma nessuno ha
intenzione perché non abbiamo data certa dello sgombero, non sappiamo neanche chi
pagherà le utenze, chi le sta pagando, ma che almeno si provi a pensare a una
procedura legata all'immobile e non al soggetto che abusivamente è all'interno. Sono
curioso di sapere l'acqua che questi utilizzano chi la pagherà, a mio giudizio i
cittadini.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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