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PORCINO Giovanni (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 201503517/002, presentata in data 4 agosto 2015, avente per oggetto: "Banchine alberate: prima le piante, poi le persone (tutte), e poi le auto" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Abbiamo due interpellanze e, in particolare, in quella relativa alle banchine alberate il Consigliere chiede quali siano le valutazioni che l'Amministrazione ha fatto sul tipo di pavimentazione per l'utilizzo delle banchine alberate anche a destinazione parcheggio, se c'è un'intenzione di liberare queste banchine dall'occupazione delle auto e se siamo a conoscenza dell'informazione che sul mercato esiste una tipologia di materiale da installare che può essere certamente più efficace rispetto a quello utilizzato in questo momento. Intanto, vorrei segnalare che le pavimentazioni autobloccanti forate non sono state più installate per scelta di questa Amministrazione, perché quel tipo di materiale era particolarmente pericoloso e rappresentava un grave ostacolo alla mobilità delle persone con difficoltà (in particolare, delle persone che utilizzano le carrozzine). Quindi, si è scelto di non installarlo più, anche perché i rischi erano decisamente superiori rispetto ai vantaggi che portava l'installazione di questo materiale, e si è soltanto in una fase di manutenzione e di potenziale sostituzione (nel momento in cui saranno disponibili le risorse per farlo). Le banchine adibite a parcheggio sono in questo momento in carico al Suolo Pubblico e non alla Manutenzione del Verde, proprio perché rappresentano un'area di parcheggio, e in tutte le occasioni dove ci sono dei rischi o delle valutazioni particolari di determinate aree dove necessita una manutenzione non soltanto ordinaria, vi è la sostituzione di quella banchina o, eventualmente - come auspicava il Consigliere -, la cancellazione della possibilità di utilizzare quella banchina per il parcheggio delle auto e la risistemazione con del materiale sciolto, cioè misto cementato, della ghiaia o della terra battuta, che è decisamente più naturale. Gli Uffici Tecnici hanno un insieme di potenziali strumenti alternativi rispetto a questo materiale e sono a conoscenza, come chiedeva il Consigliere, anche delle opportunità che sono presenti sul mercato. È evidente che, essendo questo intervento inserito all'interno degli interventi di manutenzione straordinaria, non posso dirvi che questa rappresenta una priorità e, quindi, abbiamo alcune priorità rispetto alla manutenzione delle nostre strade che superano la priorità del mettere le banchine alberate a disposizione di alcune aree di parcheggio. A proposito della progressiva liberalizzazione - lo dico con grande franchezza -, abbiamo tutta la disponibilità a capire se ci sono delle aree che non necessitano posti auto e, di conseguenza, andare a liberare quelle aree dalle autovetture; ho quindi chiesto agli Uffici, in seguito a questa interpellanza - lo riconosco -, di iniziare una fase di monitoraggio per capire dove, c'è questo combinato disposto di elementi (banchine alberate e problematiche non particolarmente rilevanti nei parcheggi), se possiamo togliere quella disponibilità di parcheggio e riconsegnare le aree all'utilizzo naturale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ringrazio l'Assessore perché, in realtà, l'interpellanza nasce da un episodio specifico, cioè, a fronte di una mozione di altri Consiglieri, da un'audizione in Commissione Consiliare dei tecnici della Circoscrizione 4 relativamente alle banchine di corso Tassoni. Sappiamo tutti che sulle banchine alberate c'è questa doppia attenzione, nel senso che il Verde Pubblico ed anche i cittadini che non hanno problemi di parcheggio vorrebbero che fossero lasciate al Verde e che rimanessero in terra o comunque in superficie naturale, mentre chi ha un'auto in zona e deve parcheggiarla vorrebbe che fossero asfaltate e quindi il più possibile facili da utilizzare per il parcheggio, perché ovviamente le banchine lasciate in terra o in ghiaia sono più complicate per il fango e non sono accessibili né ai disabili, né per il parcheggio. Sappiamo però che la cementificazione delle banchine alberate poi finisce per ammazzare le piante. Tra l'altro, recentemente c'è stato anche il caso della banchina di corso Francia, in cui la Circoscrizione - credo sempre la stessa - ha fatto un intervento di sostanziale cementificazione di tutta la zona, che poi l'Amministrazione ha fatto togliere, proprio perché ci si è resi conto che avrebbe danneggiato la stessa sopravvivenza delle piante. Il tema è effettivamente controverso e credo che meriti una riflessione per avere una linea unica dell'Amministrazione. Quando furono installate, le banchine alberate non sono state pensate per essere un parcheggio (alcune sono addirittura cinque- seicentesche e altre dell'Ottocento, quando le auto non esistevano nemmeno), si voleva semplicemente dare un elemento ornamentale, ma anche un elemento ambientale importante, perché la presenza della banchina alberata aiuta a ridurre le temperature d'estate, crea un effetto anche piacevole dal punto di vista estetico e, quindi, ha una serie di impatti positivi sul microambiente urbano. L'uso a parcheggio, che è invalso sostanzialmente negli ultimi 50 anni, non è la destinazione originale delle alberate. Per questo motivo, secondo noi, in questo momento storico in cui, per fortuna, si stanno sviluppando mezzi alternativi e ci sono, per quanto minimi, dei cali nell'utilizzo dell'automobile (e, quindi, probabilmente in città si libera anche dello spazio nei parcheggi), cominciare progressivamente - nelle zone dove non ci sono problemi di parcheggio - a riportarle all'uso originario di passeggio o, semplicemente, di spazio ambientale urbano, senza parcheggiare più le auto, sarebbe sicuramente un passo avanti. Allo stesso tempo, riconosciamo però che, nella maggior parte dei posti, c'è anche bisogno del parcheggio e, quindi, si pone il problema di come gestirle. Abbiamo sollevato il problema perché in alcune zone ci sono, come riconosceva anche l'Assessore, queste pavimentazioni autobloccanti che hanno il foro in mezzo, che forse sono esteticamente belle (perché forniscono una superficie liscia per le auto), ma permettono all'erba di uscire fuori; peccato però che, non solo per i disabili con la carrozzina, ma anche per una donna con i tacchi o per una persona anziana con il bastone queste pavimentazioni siano pericolosissime, perché il tacco o il bastone si infila nel buco e poi ci si inciampa. Sono quindi contento di sentire che l'esperimento è stato considerato fallito. Esistono comunque pavimentazioni con buchi più piccoli o con forme di drenaggio che permettono alla terra di respirare ed hanno una superficie più liscia; era questo il suggerimento che volevamo dare all'Amministrazione e sono contento che i tecnici lo conoscano e lo prendano in carico. In particolare per questa vicenda di corso Tassoni, spero che si risolva evitando la distesa di cemento o di asfalto, che effettivamente ammazza l'alberata, o di lasciare una superficie inutilizzabile per le persone. A questo punto, considererei l'interpellanza discussa e, se ci saranno questi lavori in corso Tassoni, vedremo come saranno effettuati; naturalmente, se eventualmente ci saranno dei problemi, ci riserviamo di sollevare nuovamente il problema. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |