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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 19
DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE 2014-05366
RIORDINO DEL SISTEMA CULTURALE TORINESE E SUO FINANZIAMENTO - APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201405366/002, presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola in data 6 maggio
2014, avente per oggetto:

"Riordino del sistema culturale torinese e suo finanziamento - Approvazione del
Regolamento".

della proposta di deliberazione n. mecc. 201406210/049, presentata dalla Giunta
Comunale in data 2 dicembre 2014, avente per oggetto:

"Modalità per l'erogazione di contributi o di altri benefici economici. Approvazione
Regolamento".

della proposta di mozione n. mecc. 201500474/002, presentata dal Consigliere
Marrone in data 6 febbraio 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201406210/049) avente ad oggetto
'Modalità per l'erogazione di contributi o di altri benefici economici. Approvazione
del Regolamento' - Comune di vetro - Banca dati per sindacato ispettivo totale e
immediato".

e della proposta di mozione n. mecc. 201503346/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Bertola in data 27 luglio 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione 201406210/049 avente ad oggetto 'Modalità
per l'erogazione di contributi o di altri benefici economici. Approvazione del
Regolamento'".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 30/06/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso i
provvedimenti in Aula.
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Questa proposta di deliberazione ha avuto una gestazione lunghissima. Parliamo del
Regolamento dei contributi che, sostanzialmente, riceve dalla normativa generale
alcuni principi nuovi e la conferma di alcuni principi preesistenti in materia di
erogazione dei contributi medesimi. Si annoverano, ovviamente, tra i principali: la
trasparenza, l'imparzialità, le modalità di erogazione che conseguono i buoni principi
di Pubblica Amministrazione. Viene regimentata e regolata anche la materia sul tema
della tipologia dei contributi, andando ad individuare i contributi per tipologia sulla
base dell'attività finanziata o della ricorrenza dei medesimi, dividendoli in ordinari,
straordinari, eccezionali e in patrocini.
Naturalmente, il procedimento precisa e puntualizza l'attuale modalità di erogazione,
assume il principio di sussidiarietà generale quale principio generale di dialogo con
cui la Pubblica Amministrazione va a favorire l'autonomia dei cittadini, dei singoli e
degli associati per perseguire finalità di interesse generale.
L'articolo n. 5 e l'articolo n. 6 vanno a verificare quali sono le individuazioni di
principio sul coinvolgimento dei territori, sul coordinamento e coerenza delle linee
guida della Pubblica Amministrazione e con il programma dell'Amministrazione
stessa; stabiliscono con quale periodicità si dà corso all'avvio delle procedure di
individuazione dei contributi o, meglio, delle attività oggetto di contributo stesso e
definiscono, poi, l'iter amministrativo e l'aspetto burocratico legato alla
corresponsione, modalità di erogazione, anticipazioni, eccezionalità. È, soprattutto,
quindi, un nuovo canovaccio da seguire in modo rigoroso per tutti i settori
dell'Amministrazione che erogano secondo un principio dell'articolo n. 118 della
Costituzione servizi pubblici anche in forma di contributo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio per la discussione congiunta, anche perché, in parte - anche se solo in parte
-, le due proposte di deliberazione si sovrappongono. Se la proposta di deliberazione
di Giunta ha avuto una gestazione lunga, la nostra l'ha avuta ancora più lunga,
perché è un lavoro che abbiamo fatto, forse, ormai due anni fa, dopo aver a lungo
criticato il sistema di finanziamento della cultura, perché la nostra proposta di
deliberazione, in realtà, si riferisce solo al settore della cultura. Abbiamo cercato di
interrogarci su come fosse possibile, in qualche modo, realizzare una proposta che
potesse migliorare il sistema di finanziamento attuale della cultura.
L'abbiamo sviluppata, facendo anche una serie di incontri sul territorio su quattro
principi cardine che, in parte, si ritrovano anche nella proposta di deliberazione
presentata dalla Giunta e che sono: l'accessibilità, ovviamente, affinché le risorse
possano essere accessibili a tutti; la meritocrazia, affinché, alla luce di una scelta
politica, il soggetto che meglio corrispondesse ai criteri potesse ottenere il contributo
o la risorsa di cui si sta parlando; la trasparenza... Presidente, chiedo un po' di
silenzio in Aula, perché non mi riesco neanche a sentire.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consiglieri, per cortesia, cercate di fare silenzio.
Prego, Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
La ringrazio, Presidente. Il quarto punto è l'efficienza, affinché le poche risorse che
ci sono, visto che, purtroppo, saranno sempre meno - lo vediamo tutti -, possano
essere erogate al meglio. In realtà, noi abbiamo costruito due metodi di
finanziamento paralleli: uno è il contributo, e quindi si sovrappone e, in parte, viene
superato dalla proposta di deliberazione di Giunta che è stata proposta oggi; l'altro,
che invece noi abbiamo definito l'intesa, che riguarda l'interrogarsi su come, per
quanto riguarda alcuni soggetti che hanno ogni anno rapporti con il Comune e che
ogni anno ricevono finanziamenti dal Comune, ma anche da altri Enti pubblici, si
potesse costituire un meccanismo di controllo sulle risorse che venissero in qualche
modo erogate.
Visto che la discussione è congiunta, cerco di concentrarmi su quello che riguarda la
seconda parte, che è coperta, non del tutto, ma anche trattata dalla proposta di
deliberazione che ha presentato la Giunta. Finora, è scritto anche nel testo della
nostra proposta di deliberazione, i contributi sono stati concessi tramite una
procedura che era molto semplificata, lo sanno tutti i Consiglieri, che prevedeva una
semplice deliberazione di Giunta. Dal mio punto di vista, non erano garantiti i criteri
di trasparenza e meritocrazia o tramite forme di graduatorie né in Comune né in
Circoscrizione. Alcune Circoscrizioni lo facevano, ma non per via del Regolamento.
Le scelte erano, di fatto, totalmente discrezionali e totalmente politiche.
A noi, come anche alla Giunta, visto la proposta che è stata fatta, è sembrato
necessario proporre un altro metodo che, in un momento di scarsità di risorse,
potesse aprire la possibilità di finanziare tutti coloro che fossero interessati e, quindi,
abbiamo ipotizzato il tema del bando obbligatorio per i contributi.
La nostra proposta di deliberazione, a differenza di quella di Giunta, è molto più
complessa e, in parte, forse, eccessivamente complessa nella sua procedura e, forse,
fin troppo burocratizzata. Poi, abbiamo presentato molti emendamenti alla proposta
di deliberazione di Giunta e, quindi, entrerò nel merito dopo.
Io esprimo soddisfazione per il fatto che, finalmente, anche la Giunta e gli Uffici
abbiano deciso di modificare la propria modalità di erogazione dei contributi
presentando questa proposta di deliberazione, che, in realtà, in parte, è volontà
politica, ma, in parte, è stata anche sollecitata molte volte da normative nazionali e,
addirittura, se non erro, nelle linee guida anticorruzione 2011 si parla di necessità
approvata dalla Giunta stessa di procedere con un nuovo Regolamento.
Vedo, ovviamente, dei lati positivi nella proposta di deliberazione, che sono il fatto
che, finalmente, si mette riordino al tema e, finalmente, si riconosce una procedura
che si ispira a meccanismi di trasparenza ed accessibilità e che cerca anche di mettere
freno - almeno io la leggo così - alla totale discrezionalità della politica.
Vedo positivamente il fatto che si decide di ripercorrere una scelta che, in parte,
avevamo fatto anche noi, anche se in modo diverso, di distinguere una percentuale di
contributi che sono oggetto di programmazione, quindi, ordinari, rispetto invece ad
una percentuale che non possono essere programmati, perché sappiamo tutti quanto è
difficile programmare. Quindi, questa è la parte che condivido e ritengo positiva.
Ritengo, però, che sia un po' debole, nel senso che io penso che, a fronte del
momento che stiamo vivendo, delle linee guida nazionali, delle Leggi che sono state
emanate, delle linee guida anticorruzione approvate dalla Giunta nel 2011 e, poi,
riprese anche più avanti, secondo me, in questo momento storico, forse, si poteva
fare un po' di più. In questo, io penso che nella proposta di deliberazione di Giunta
manchi, ad esempio, ma lo vedremo poi trattando i singoli emendamenti, il fatto che
ci sia specificatamente una procedura che riguarda tutte le fasi di bando, come io ho
definito, per l'erogazione del contributo.
L'articolo n. 6, dal mio punto di vista - noi abbiamo provato a riscriverlo
nell'emendamento -, è un po' debole e non garantisce secondo noi tutti gli elementi
che sono necessari per garantire che, effettivamente, si tratti di un bando con delle
linee guida politiche scelte prima, ovviamente dalla politica, e poi dei criteri definiti
prima in modo trasparente, affinché poi tutti i soggetti possano rispondere al bando
ed eventualmente essere, in un secondo momento, in base ai criteri definiti prima,
erogati i contributi sulla base di una graduatoria. Nello specifico, entrerò nel merito
con gli emendamenti.
Concludo solo dicendo che io penso che, evidentemente, questa proposta di
deliberazione superi la nostra e, quindi, noi probabilmente, anche alla luce degli
emendamenti, ritireremo la nostra proposta di deliberazione, anche perché ha dei
pareri tecnici sfavorevoli.
Rimane, però, totalmente aperto il tema dei contributi - e qui mi auguro che sulla
proposta di mozione si possa trovare invece un indirizzo che può interessare anche
l'Aula - che sono dati ai grandi Enti, alle Fondazioni, perché sono esclusi in modo
categorico dal nuovo Regolamento e quindi, di fatto, sono una materia grigia che
oggi non sappiamo bene dove andare a trattare. Penso che anche su quello ci sia
molto lavoro da fare e, se non è il meccanismo che abbiamo trovato noi perché è
molto complicato, sarà necessario pensare ad un nuovo meccanismo di controllo e di
indirizzo sulle risorse che diamo a tutti questi Enti esterni che portano avanti le
nostre politiche.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Io ritengo che questa sia un'occasione importante (quella della revisione del
Regolamento per la concessione dei contributi) non solo - come ha recepito la Giunta
rispetto alle indicazioni di riforma sull'anticorruzione - per cercare di individuare dei
meccanismi, come quelli delle linee guida preventive, per cercare di dare
un'iniezione di trasparenza e di meritocrazia in questo sistema, ma secondo me
diventa un'occasione per mettere proprio in discussione la modalità erogazione-
contributi.
Anche se non è esattamente collegato, ho piacere di ricordare il dibattito che si è
sviluppato in Commissione sulla concessione degli immobili, parlando - è vero -, in
quel caso, di Radio Blackout, e non voglio riaprire quel tema, che è diverso, però
parlando delle politiche per cui, quando parliamo di ambiti commerciali o sportivi,
che sono comunque associazionistici, ci siamo improntati a un regime di evidenza
pubblica; invece, non si capisce perché ci siano degli ambiti (che sono alcuni servizi,
il procacciamento di alcuni beni, concessione di immobili), dove invece si mantiene
una sorta di alone di discrezionalità della Giunta, che è una discrezionalità,
perdonatemi, inevitabilmente politica, qualunque sia il colore di chi mantiene la
direzione politica e amministrativa della Città, perché alla fine un Regolamento
contributi consente, oggettivamente, di far scegliere, su una valutazione che è
assolutamente discrezionale, alla Giunta a chi dare i soldi e a chi no, e questo è un
dato di fatto ineludibile.
Per cui, vedete bene, noi possiamo ragionare che con le linee guida si inserisca un
minimo principio di valutazione ex ante della meritevolezza, ma con tutta questa
marinatura da contorno non si andrà mai a incrinare il principio base per cui rimane
un'assoluta discrezionalità politica anche in seno alle linee guida che, perdonatemi,
come tutte le linee guida, inevitabilmente manterranno un criterio di tale vaghezza e
generalità - e anche su questo immagino che ci cascherebbe qualunque maggioranza
politica - che non consentirà minimamente di garantire un uguale trattamento rispetto
alla qualità dei servizi offerti o promessi. Questo è un dato di fatto ed è il motivo per
cui io mi permetto di cogliere l'opportunità della revisione del Regolamento, che
infatti è allegato alla proposta di deliberazione - e poi lo diremo anche analizzando i
singoli emendamenti, ma voglio giusto fare un cenno -, per affermare dei principi
coerenti, per esempio, con la regola europea e comunitaria di soglie, per cui, per
esempio, sopra una certa soglia di valore economico, quando l'investimento diventa
di una certa rilevanza, si esclude la metodologia dell'affidamento con regolamento
contributi, è un dato di fatto. Siccome non basta, perché poi sappiamo che alla fine
certi servizi sono particolarmente ripetitivi, sappiamo che determinate voci vengono
frazionate, posso ritenere in certi casi elusivamente rispetto al divieto del codice
degli appalti, in certi casi giustificatamente e legittimamente, per questo motivo io
ritengo di proporre dei correttivi ulteriori, che riassumo, avendo sfoltito molto: il
primo è di dare, nella valutazione, un ruolo decisionale al Consiglio e non alla
Giunta. Spiego facilmente il motivo: chiunque abbia avuto esperienza in
Circoscrizione sa benissimo che è il Consiglio Circoscrizionale a votare certi
progetti, e la maggioranza c'è lì come c'è anche in Giunta, ma almeno si fa una
determinata selezione, quantomeno di proponibilità di certi progetti, di resistenza
rispetto anche solo a una prova di contraddittorio politico. Io non capisco perché in
Circoscrizione, sulle poche centinaia o le poche migliaia di Euro alla tal cooperativa
o alla tale associazione si può e si deve legittimamente fare un dibattito in Consiglio,
e perché invece in Comune si deleghi la Giunta, che è monocolore, nella misura in
cui si va poi oggettivamente ad incorrere in concessioni talmente allegre di patrocini,
per cui quante volte ci siamo trovati in situazioni imbarazzanti, con il Sindaco
costretto addirittura a ritirare dei patrocini già concessi. Io sono dell'idea che con una
verifica e una prova di resistenza in Consiglio Comunale, pur senza intaccare quella
che poi è la legittima prevalenza della maggioranza - in democrazia è così, ed è
anche giusto che sia così -, con una prova di contraddittorio, si può cercare
quantomeno di ispirare maggiore meritocrazia e trasparenza nella scelta dei soggetti
da finanziare.
Un altro elemento che ritengo particolarmente importante, per chi ha seguito il
dibattito sul tema, è l'articolo 10, che crea una sorta di clausola, di deroga ai principi
di controllo e di meritocrazia che questo Regolamento tenta di introdurre, per gli
interventi urgenti in ambito umanitario; ovviamente ci siamo capiti a cosa mi sto
riferendo. Questo emendamento poteva essere nato con la naturale, comprensibile e,
spero anche per voi, legittima provocazione politica rispetto a un tema su cui
abbiamo posizioni diverse.
Mi verrebbe da ricordare, a chi magari non ha seguito bene il dibattito - e sono
convinto che anche il Segretario Comunale potrà aggiornare su questo -, che
l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha emanato delle linee guida che sono già non
adottate, ma sostanzialmente delineate e reperibili sul sito dell'ANAC e che, peraltro,
sono già state oggetto di una nota del Segretario Comunale, in cui in quel tipo di
servizi si cerca in ogni caso di andare a trovare un'evidenza pubblica, che, se non sia
Codice degli Appalti, quantomeno sia, con il Regolamento contributi, una
pubblicazione di un invito su Gazzetta Europea, comunque una forma di evidenza
pubblica.
Visto che questo è un indirizzo recente, quasi ancora non adottato, però nazionale,
quando non europeo, io veramente chiedo, pur nella riformulazione un po' più
restrittiva che l'Assessore vorrà proporre, di espungere questa clausola di deroga su
quel tema, perché è come dire che in tutti gli ambiti di servizi bisogna che tutti
rispettino delle regole, se vogliono lavorare per la nostra Città, ma se invece con
l'umanitario parliamo di immigrati - diciamo le cose come stanno -, allora lì il
Regolamento che noi riteniamo meritevole e che voi state andando a votare, come
tutti noi, invece non viene più applicato. Politicamente, questo diventa sempre più
difficile da sostenere come posizione, nella misura in cui la stessa Autorità Nazionale
Anticorruzione, peraltro presieduta da uno dei vostri, e la stessa Unione Europea, che
non è a trazione Fratelli d'Italia negli ultimi tempi, possiamo dire che hanno dato
questi indirizzi. Quindi, non fatelo per seguire gli indirizzi del Consigliere Marrone
di Fratelli d'Italia, però fatelo per seguire gli indirizzi dell'ANAC e per seguire gli
indirizzi dell'Unione Europea, perché se no poi sembrerebbe che si voglia mantenere
una sorta di deroga emergenziale, in controtendenza con quelle che sono le
indicazioni di queste Autorità sovraordinate, che normalmente vengono ritenute
infallibili e comunque, oggettivamente, assolutamente da non contrastare e non
contraddire in tutti gli altri campi.
Io ho voluto fare questa precisazione ulteriore, perché c'è stato un cambiamento di
quadro politico e amministrativo su questo tema, per cui vi richiamo tutti; per favore,
se non volete fidarvi di me, chiedetelo agli Uffici, che di sicuro lo potranno spiegare
in modo più equo e anche più approfondito di come ho fatto io in questi pochi
minuti, però, per favore, prendete in considerazione questo emendamento, perché se
no, in un momento di ammodernamento del Regolamento, andremo a tenere
un'ombra che è del tutto inconferente con l'attuale disciplina europea a livello
nazionale e internazionale.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Sarò ripetitivo, perché, come spesso avviene, la penso esattamente come il
Consigliere Marrone. Ci voleva una nuova deliberazione per la modalità di
erogazione dei contributi e il tema sta un po' in quello che l'Assessore Passoni ci ha
detto in premessa, cioè va bene che, nell'elaborare questo nuovo Regolamento, si sia
tenuto conto di quello che in particolare l'articolo 3 del Testo Unico degli Enti Locali
ci suggerisce e stabilisce che i Comuni svolgono le loro funzioni anche attraverso le
attività che possono essere adeguatamente esercitate dall'autonoma iniziativa dei
cittadini e dalle loro formazioni sociali.
Il tema non sta in quelle che sono le differenze con il vecchio Regolamento, e
vivaddio che nel nuovo Regolamento vengono innanzitutto esplicitati i principi ai
quali le Amministrazioni guardano per l'erogazione dei contributi, e infatti viene
inserito l'articolo 2, che tratta esclusivamente di tale argomento. Inoltre, nell'articolo
1 vengono esplicitati i casi in cui tale Regolamento non si deve applicare, che il tetto
massimo di erogazione dei contributi ordinari passa da un massimo del 70% a un
massimo dell'80%, che è inserita una dettagliata differenziazione tra i contributi
ordinari e quelli straordinari, cosa che nel precedente Regolamento era solo
accennata, ma non regolata. Però, per arrivare a un commento breve, il tema è quello
che il Consigliere Marrone ha centrato, e cioè il tema della discrezionalità.
Io apprendo che con il mio emendamento, che non ha avuto il parere tecnico
favorevole, avevo tentato di porre il correttivo. Il tema centrale della proposta di
deliberazione sta esattamente a pagina 4 e alla riga 8, dove si dice: "In particolare
l'erogazione dei contributi ordinari dovrà essere preceduta dalla pubblicazione di
linee-guida annuali contenenti priorità e attività ricorrenti da svolgere tramite il
coinvolgimento di associazioni...". Il mio emendamento andava a modificare questa
parte, perché io avevo aggiunto che queste linee guida dovevano essere sottoposte
all'approvazione del Consiglio Comunale. Vengo a sapere che l'articolo n. 42 del
Testo Unico degli Enti Locali non può stabilire questo, perché c'è una rigida e
dettagliata disciplina di quello che il Consigliere Comunale può fare. Mi spiace che il
Sindaco non sia presente in Aula, perché questo è un tema da affrontare con il
Presidente dell'ANCI, perché, tra i buchi di Bilancio degli Enti Locali - questa non
vuole essere polemica politica -, spesso c'è stata l'allegra contribuzione.
Mi riallaccio a quanto diceva anche il Consigliere Marrone, in vista di quella che è
una riforma del decentramento: come è possibile che in Circoscrizione ci si comporti
in un modo e in Consiglio Comunale ci si comporti in un altro? Allora, stabiliamo se
la decisione delle contribuzioni debba avere un dibattito in Consiglio Comunale - in
questo caso nel Consiglio Circoscrizionale - oppure no.
Approfitto del fatto che il Sindaco è tornato in Aula, non so se abbia sentito da fuori.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Perfetto. In qualità di Presidente
dell'ANCI, si faccia carico dell'articolo n. 42 del Testo Unico degli Enti Locali, per
fare in modo che le contribuzioni possano avere un passaggio dal Consiglio
Comunale.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Io non ho più richieste di intervento.
Quindi, così come stabilito, invertiamo l'ordine di votazione: voteremo prima la
proposta di deliberazione della Giunta e poi, successivamente, la proposta di
deliberazione di iniziativa consiliare presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola,
i quali, come dichiarato nell'intervento dalla Consigliera Appendino, ne valuteranno
l'eventuale ritiro sulla base di come si procederà all'approvazione della proposta di
deliberazione e, in particolare, dei relativi emendamenti.

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