| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201503191/002, presentata in data 16 luglio 2015, avente per oggetto: "Sgombero improvviso in appartamento occupato in presenza di minore" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, alla Vicesindaco. TISI Elide (Vicesindaco) Rispondo ai vari punti che sono stati posti all'interno dell'interpellanza scorrendoli. Intanto, siamo ordinariamente al corrente delle occupazioni abusive che avvengono in città. I casi, soprattutto quelli su cui si ravvisano delle problematicità, sono monitorati da un gruppo di lavoro che è istituto al Comando di Polizia Municipale e che ricomprende anche dei funzionari sia di ATC che dell'area ERP. Questo gruppo di lavoro, attraverso il Comando di Polizia Municipale e altre volte anche con il coinvolgimento di organi di polizia, programma mensilmente l'effettuazione degli sgomberi. Questo monitoraggio costante è uno dei fattori che ha fatto sì che nella città di Torino le occupazioni abusive di case popolari siano un fenomeno piuttosto contenuto, a differenza di altre città italiane. L'occupazione abusiva di un immobile è un reato penale e la relativa condotta deve essere interrotta d'ufficio dalla Polizia. Normalmente, in casi come quello segnalato dal Consigliere, interviene la Polizia Municipale, ma in altre situazioni, dove è necessario, intervengono anche altri organi di Polizia. Nel corso dell'interruzione vengono identificati gli occupanti e l'ATC, in qualità di gestore, mette a disposizione delle Forze dell'Ordine l'eventuale supporto logistico, ad esempio il fabbro per il cambio della serratura, i mezzi per l'eventuale trasloco di mobilio, eccetera. Peraltro, la Legge Regionale 3/2010 prevede l'esclusione dall'assegnazione nei casi di persone che vengano individuate e che si trovino in condizioni di occupanti senza titolo. Le somme richieste dall'occupante abusivo hanno natura risarcitoria, che impedisce che vengano trattate come importi legati a canoni passati o futuri, poiché si tratta di importi a copertura dell'occupazione abusiva mentre è in atto; questa è la risposta formale dell'ATC, di cui poi dispongo anche di nota scritta. Trattandosi di uno sgombero, e non di un rilascio concordato, è del tutto evidente che le Forze dell'Ordine, a seconda delle situazioni, normalmente non preannuncino il loro intervento per ovvi motivi di ordine pubblico. Nel caso in questione, in realtà, non si è trattato di una soluzione improvvisa, perché, come richiamato anche nell'interpellanza, lo sgombero è avvenuto circa dopo un anno dalla notizia di reato. In questo caso i tempi sono stati lunghi per questioni penali riguardanti gli occupati. Nel caso in cui siano presenti minori, si provvede ad informare i Servizi Sociali di zona, allertandoli e chiamandoli, se necessario, il giorno dello sgombero. Nella fattispecie, non si è ritenuto necessario l'intervento, in quanto sul posto, durante lo sgombero, sono intervenuti i nonni del minore, ed in particolare la nonna ha allontanato il minore, portandolo presso la sua abitazione, non lontana dal luogo dell'accaduto. Come prevede la Legge, in caso di occupazione abusiva, penale o amministrativa, ATC provvede ad emettere bollette in acconto danni, come già detto. Ciò non istituisce affatto una forma di rapporto commerciale, che presuppone, invece, l'esistenza di un accordo tra le parti. Pertanto, un contratto non esiste, infatti in bolletta non compare la dicitura "Canone di locazione", bensì "Acconto danni da occupazione abusiva". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio la Vicesindaco per la risposta. L'interpellanza nasce su questo caso, che evidentemente è stato già discusso, ma mi faceva un po' specie il fatto che questa famiglia, questa mamma con un bambino, che era all'interno, di fatto occupasse abusivamente, e questo è un dato di fatto innegabile. Tuttavia, mi faceva specie il fatto che questa signora avesse occupato questa casa per un anno, avesse fatto delle migliorie e dopo un mese, un mese e mezzo o due mesi avessero iniziato ad arrivarle le bollette. Questo è chiaro che non sancisce alcun diritto. Il Consigliere Bertola aveva già parlato di questo caso, ma più che altro questo caso mi faceva specie rispetto alla procedura che noi applichiamo, perché in teoria lo sgombero avviene una volta che noi accertiamo che un appartamento è occupato e nel momento in cui conosciamo le generalità degli occupanti. Questo anche rispetto alla risposta che lei mi ha dato a verbale. Noi eravamo a conoscenza delle generalità di questa signora, di fatto, dopo un mese e mezzo. Dopo un mese e mezzo, fosse anche solo per il fatto che le mandavamo queste bollette (che non sono bollette, bensì, come diceva lei, sono bollette in acconto danni), a parte il fatto che adesso devo capire bene se nella bolletta si parlasse di utenza (ne ho copia in ufficio), perché di fatto le si fanno pagare anche le utenze, le spese condominiali, mi lasciava un po' perplesso questo aspetto, perché noi teniamo lì una persona che non ha diritto a starci e dovremmo sgomberarla nel momento in cui sappiamo che la casa è occupata e veniamo a conoscenza delle generalità di questa persona. Noi sapevamo le generalità dopo un mese e mezzo, perché ATC mandava alla signora regolare bolletta per le utenze, per acconto danni e tutta questa dicitura, che tra l'altro la signora pagava regolarmente. Poi, Vicesindaco, il fatto che pagasse regolarmente non dà diritto ad alcun tipo di prelazione rispetto all'immobile, questo è evidente, ma fa veramente specie che noi sapevamo che lì c'era una persona, sapevamo chi era e, invece di procedere con lo sgombero, avendo tutti gli elementi necessari per poterlo fare, abbiamo lasciato passare un anno. Adesso io so che questa signora è seguita dagli assistenti sociali, è stata messa in un'altra struttura, ha avuto qualche giorno fa una proroga di altri tre mesi per stare in quella struttura grazie al sistema di welfare della nostra Città, ci mancherebbe, ma mi lascia perplesso il fatto che per un anno abbiamo lasciato lì una persona, che per un anno ha pagato le bollette delle utenze - non un affitto, e quindi non ha creato alcun diritto in capo alla persona -, e poi, però, andiamo lì e sgomberiamo da un giorno all'altro, avendo permesso, tra l'altro, che questa persona - consapevolmente, ci mancherebbe -, però apportasse delle migliorie alla casa. Incontrando questa cittadina, ha detto: "Ho portato dei mobili, ho dato il bianco, ho fatto una serie di lavori all'interno"; sono tutte azioni che non danno alcun diritto, ci mancherebbe, ma il fatto che vi sia stato un rallentamento e l'aver lasciato passare un anno, secondo me, non è una procedura che fa sì che la nostra Amministrazione, in questo caso, abbia gestito al meglio la situazione. So che c'è questa persona, è un mese e mezzo che sta lì, vado e sgombero subito, sapendo chi è. Infatti, noi conoscevamo le generalità della persona, perché durante un sopralluogo di ATC o dei nostri Vigili Urbani (adesso non ricordo) vennero chieste le generalità a questa persona. Un anno per sgomberare una persona, perché di fatto questa cittadina si rivolge agli assistenti sociali, per trovare un'altra sistemazione, dopo lo sgombero, non prima. Quindi, tutta quest'attività dei nostri Servizi per aiutare questa mamma con un bambino, di fatto, poteva essere fatta poco prima. Questo, Presidente e Assessore, lo dico solo perché non riesco a cogliere questo gap di tempo in cui abbiamo lasciato lì una persona per un anno, ingenerando in essa, ma questo non è colpa dell'Amministrazione, l'idea che pagando queste utenze potesse rimanere. Abbiamo ingenerato in questa persona la convinzione di poter mettere a posto questo appartamento. Nel frattempo, però, quella persona non aveva nessun titolo per stare lì. È questa l'aporia che non riesco a capire, perché alla fine ad una persona che ha occupato abusivamente lo stabile chiediamo il pagamento delle bollette, quando quella persona non dovrebbe neanche starci in quell'appartamento. Perché non siamo intervenuti subito dicendo a quella signora che non poteva stare lì, perché si trovava in un'evidente situazione di illecito penale? Come ha detto a verbale l'Assessore. Però, nel frattempo, gli abbiamo chiesto di pagare con regolarità, tutti i mesi, le bollette che gli abbiamo inviato. È questo che mi lasciava un po' perplesso, perché immagino che o ci puoi stare o non ci puoi stare. Se ci puoi stare, bene, paga le utenze. Se non ci puoi stare, so che sei lì perché sono venuto a controllare chi c'era, perché sennò non sapevo a chi intestare queste bollette. Quindi, se so che sei lì, intervengo quanto prima, perché c'erano tutti gli elementi per poter partire con lo sgombero. Allora, al di là del futuro di questa persona, che è seguita dai nostri Servizi, e mi auguro che trovi un lavoro che le permetta di continuare a vivere con suo figlio, non capisco questo doppio canale. È per questo che ho presentato questa interpellanza, perché non ho capito (forse è responsabilità mia) come mai se noi sappiamo che una persona occupa abusivamente un appartamento, anziché mandargli una bolletta, non gli mandiamo i Vigili e le Forze dell'Ordine per sgomberarla, per far sì che quell'appartamento possa essere assegnato (perché poi questa signora ha fatto la richiesta per l'assegnazione di case popolari), in seguito ad alcuni lavori di restauro. Mi sembra una cosa un po' strana averla lasciata lì per un anno, durante il quale ha pagato tutti i mesi, con puntualità, le utenze che le venivano richieste. Poi, dopo un anno, l'abbiamo sgomberata. È questo che mi sembra un po' strano. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per una breve replica, alla Vicesindaco. TISI Elide (Vicesindaco) Voglio dire due cose. Queste somme risarcitorie che vengono chieste dall'ATC - non dall'Amministrazione - sono l'indicazione che viene formalizzata da ATC e anche dagli uffici legali di ATC, che viene applicata sempre. Sulla tempistica, ha ragione il Consigliere: normalmente si interviene in modo assolutamente tempestivo con lo sgombero; nel caso della signora, ho detto in premessa, ma essendo questa una sede pubblica non credo opportuno entrare nel particolare di una situazione personale, che c'erano dei motivi legali ostativi a che si intervenisse, visto che, peraltro, nel momento dell'occupazione, la signora non era soltanto lei con i bambini presente all'interno del nucleo. Però, se il Consigliere lo ritiene, magari con un accesso agli atti o con una comunicazione informale, io posso riferire, ovviamente non in una sede pubblica, trattandosi di dati personali. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |