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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201502929/020, presentata dalla Giunta Comunale in data 7 luglio 2015, avente per oggetto: "Edificio sito in via Valentino Carrera 68. Demolizione edificio produttivo con ricostruzione di fabbricato commerciale tipologia M-CC e di fabbricato residenziale, sistemazione dell'area - P.d.C. in deroga ex articolo 14 del D.P.R. 380/2001 e articolo 5 commi 9-14 Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga". e della proposta di mozione n. mecc. 201503941/002, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino in data 7 settembre 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502929/020) - Consultazione delle Circoscrizioni nella trattazione degli atti ex Legge 106/2001". PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 29/07/2015 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Alla proposta di deliberazione sono stati presentati due emendamenti da parte della Giunta. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Si tratta della conversione di una fabbrica dismessa di saldatura, la cosiddetta FIAMCA. Anche qui andiamo verso una riqualificazione ed una rifunzionalizzazione, che sono state ampiamente illustrate nella seduta della Commissione. Peraltro, la Commissione ha svolto addirittura un sopralluogo sul sito e, sia dalla discussione sia dal sopralluogo, è emersa una proposta da parte del Consiglio per la sistemazione della parte che verrà realizzata e ceduta alla Città. Nel progetto originario della parte proponente si immaginava di realizzare una zona a verde di carattere tradizionale; sulla base del confronto emerso in seno alla Commissione Consiliare e anche in raccordo con quello che è l'intorno di questa ATS e, in particolar modo, con un'attività di bocciofila già presente nella via Crevacuore, dalla parte opposta all'intervento in oggetto, abbiamo convenuto, in luogo della parte a verde tradizionale, di realizzare nella parte che verrà ad essere fruita dalla parte pubblica una bocciofila comunale. Peraltro, abbiamo già informali accordi con la parte proponente di una sostanziale accettazione di questo tipo di impostazione. Queste sono le ragioni per cui ho sottoscritto e presentato due emendamenti, che, in realtà, sono esattamente la stessa cosa sotto il profilo concettuale, uno agisce in narrativa e l'altro agisce in dispositivo, che sostanzialmente danno mandato alla Giunta Comunale, ovviamente in conformità ai principi contabili vigenti, di approvare un progetto delle opere di urbanizzazione che, in luogo del nuovo giardino, preveda la realizzazione di un impianto sportivo per il gioco delle bocce comprensivo di fabbricato funzionale da eseguirsi da parte dei proponenti a scomputo degli oneri di urbanizzazione per la sola quota di costo eccedente l'importo già previsto per la realizzazione a cura e spese degli stessi proponenti del giardino pubblico. Il giardino pubblico, nella versione che trovate nella deliberazione, era da realizzare a cura e spese del proponente privato. Il cambio di impostazione della sistemazione superficiale produce un extraonere per quanto riguarda il costo, in quanto, ovviamente, non sfugge a nessuno che la realizzazione di una bocciofila è più onerosa rispetto alla sistemazione a verde. La capienza finanziaria per la realizzazione di questa bocciofila viene trovata all'interno della voce derivante dagli oneri di urbanizzazione fino alla concorrenza di 250.000 Euro, che, ovviamente, auspichiamo di rendere in termini finali inferiore. Pertanto, riassumendo, l'intervento sotto il profilo edilizio di trasformazione resta analogo, quello che cambia in maniera strutturale è la parte di sistemazione pubblica, che, in luogo di un giardino pubblico che sarebbe stato realizzato a cure e spese del proponente, diventa invece un sedime dove allocare una nuova bocciofila comunale, che verrà a trovare capienza finanziaria per l'extraonere a scomputo degli oneri di urbanizzazione già contabilizzati e che pertanto consentirà la realizzazione del complesso dell'intervento. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Mi viene da fare una battuta: mi piacerebbe richiedere, tramite l'Assessore Lo Russo, all'Assessore Gallo quanti giocano ancora a bocce a Torino. Lo chiedo, perché mi pare che questa delle bocciofile sia diventata una moda e, guardando al futuro, la considero una moda che sta finendo, perché mi pare che ormai giochino a bocce le persone un po' più anziane di me, quelle della mia generazione già non le frequentano più. È vero che la vita media si allunga e si arriva anche a cento anni, però, forse, guardando in prospettiva, la bocciofila non è probabilmente la cosa più utile. In ogni caso, ben venga se piace alla Circoscrizione. La seconda cosa che vorrei dire è inerente al precedente intervento conclusivo dell'Assessore (visto che noi non possiamo ribattere dopo l'intervento dell'Assessore, ribatto adesso). L'Assessore è partito col far approvare la deliberazione meno importante, quella da 150 metri quadrati, sapendo che su quella si sarebbe scatenata la bagarre contro la Legge n. 106, così aveva modo di dire a tutti che era ridicolo che il Consiglio Comunale fosse chiamato a votare per 150 metri quadrati. In questa proposta di deliberazione invece non sappiamo quanti siano i metri quadrati, perché non ce l'ha detto, e anche nella prossima non sappiamo quanti siano, però intanto ha messo sul piatto per i Consiglieri che non frequentano la II Commissione l'idea che noi della II Commissione siamo un po' dei giocherelloni che ci becchiamo per 150 metri quadrati, infatti che cosa sono 150 metri quadrati in una città che è così grande? Nulla. Non gli interessa, invece, sapere che non sono i 150 metri quadrati che contano, ma è il principio su cui si basa questa discussione, il che è ben diverso. Pregherei, quindi, l'Assessore, per favore, di avere un po' più di rispetto nei nostri confronti. Il terzo punto riguarda il fatto che lui chiede il rispetto delle Leggi al Consigliere Trombotto, ma, poi, quando si tratta di rispettare il Piano Regolatore, dice che non gli interessa se quel quadratino è giallo invece che azzurro, potrebbe tranquillamente essere azzurro. Il Piano Regolatore quindi non ci interessa, però finché c'è, forse sarebbe meglio rispettarlo. Se, poi, l'Assessore mi viene a dire che è pazzesco che in Italia per avere un permesso di costruire su un terreno già destinato ad abitazione ci vogliano cinque anni, mentre all'estero in tre mesi si ha il permesso e si costruisce la propria casa, lì sfonda una porta aperta, però, attenzione, prima si cambiano le regole e dopo si applicano le regole cambiate. Non si gioca a seconda che faccia comodo a mantenere o meno la regola, perché questo è un gioco che non è ammesso. In Commissione noi abbiamo discusso di questo almeno cinquecento volte e questa è la cinquecentunesima. Per finire, quando l'Assessore era Consigliere votava tutte le proposte di deliberazione e non gli parevano ridicole o meno a seconda che trattassero 100 metri quadrati o 500 o 50.000, le votava tutte. Però, a quel tempo, non avevamo nessun Assessore all'Urbanistica che venisse qui a dire che si vergognava di portare delle proposte di deliberazione che la Legge gli imponeva di portare. Per questo motivo, non parteciperò più al voto di questa proposta di deliberazione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Così come ho richiamato l'Assessore rispetto al punto precedente, proprio per dimostrare che come Gruppo consiliare noi non ragioniamo sulla base di un pregiudizio ideologico, ma affermiamo delle posizioni politiche ed entriamo nel merito delle singole proposte, in questo caso, invece, non è un paradosso - mi creda -, la ringrazio invece di aver ascoltato la Commissione e i Consiglieri e ringrazio, in particolar modo, il Presidente Alunno, senza nulla togliere al Presidente Carretta (che, però, forse, non era presente in quell'occasione, o è andato via prima), perché è grazie alla dialettica che si è sviluppata in Commissione e poi anche grazie al sopralluogo (al quale io, per motivi di lavoro, non avevo potuto parteciparvi) che si è giunti a modificare la proposta di deliberazione così come lei l'aveva originariamente portata in Commissione. In questo caso, Assessore, l'interesse pubblico si ravvisa, anche se poi possiamo essere o meno d'accordo sul fatto che si costruisca una nuova bocciofila. Io ho particolare rispetto, ovviamente, perché sono parte della mia storia, per le Circoscrizioni e per coloro che vi hanno lavorato seriamente come il Presidente Alunno, quindi, se da quella realtà proviene la valutazione che vi sia la necessità o l'utilità di un'ulteriore bocciofila, pur avendo io qualche dubbio in senso generale rispetto già all'ampia dotazione di bocciofile di questa città, evidentemente sarà così e io mi fido. In questo caso, attraverso, comunque, degli oneri che sarebbero stati ovviamente incamerati da parte dell'Amministrazione, ma che, probabilmente, sarebbero stati utilizzati diversamente, forse neppure sul territorio di quella Circoscrizione, qui vi è comunque un interesse pubblico; si andrà, comunque, a realizzare un luogo aggregativo, un luogo di socialità e, sono d'accordo anch'io, forse, in questo caso, è più utile che non avere semplicemente un'area verde, per quanto come Presidente della Commissione Ambiente nulla abbia contro le aree verdi. Per questo motivo (così evito anche di fare un secondo intervento, nel senso che evito poi una dichiarazione di voto), come Gruppo consiliare, mantenendo invece il pregiudizio politico nei confronti della Legge n. 106, parteciperemo, in questo caso, al voto, ma con un voto di astensione, perché riconosciamo, comunque, il lavoro che è stato svolto, che va verso la direzione di dare delle risposte a delle esigenze collettive. Speriamo che queste risposte colgano effettivamente - e non ho il dubbio che sia così - dei bisogni del territorio, dopodiché - e ringrazio dell'intervento il Consigliere La Ganga - anche noi crediamo che, in questo scorcio finale del mandato amministrativo, proprio per preparare il lavoro del prossimo mandato amministrativo, vi sia la necessità di una riflessione più approfondita a partire dalla maggioranza sull'utilizzo della Legge n. 106, su che cosa noi immaginiamo come nuovo Piano Regolatore della Città di Torino. Quindi, formulo ufficialmente a lei ed al Sindaco questo tipo di richiesta, perché le comunicazioni tramite i giornali sono importanti, i dibattiti nelle feste di partito anche, però la politica va ricondotta e riportata nelle sedi appropriate a partire dalle sedi istituzionali, quindi noi ci attendiamo una riunione di maggioranza sul Piano Regolatore e sulle scelte future che andranno a descrivere il futuro importante di questa città. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Stavo quasi per invitare il Consigliere Trombotto alla nostra festa del Movimento 5 Stelle, dove parleremo del nuovo Piano Regolatore della Città, argomento su cui il Movimento 5 Stelle ha tentato da due anni una deliberazione che giace ancora non discussa negli archivi del Consiglio Comunale, perché anche noi riteniamo che sia necessario rivedere profondamente il Piano Regolatore e, probabilmente, farne uno nuovo, anche se non nella stessa direzione in cui lo vorrebbe rivedere la maggioranza che amministra la Città. Questo, invece, secondo me, è proprio un caso di deliberazione ex Legge n. 106 che non rispetta i principi, perché è vero che, alla fine, dopo l'ampia discussione, la cosa è stata aggiustata infilando questo rifacimento della bocciofila, che, peraltro, non pareva avesse neanche particolare necessità di essere rifatta, però riteniamo che questo non giustifichi l'intervento, che ha essenzialmente un interesse privato nella costruzione di 1.500 metri quadrati di superficie di vendita, 900 metri quadrati di supermercato (un discount), 600 metri quadrati di un grosso negozio, non so ancora di che genere, e soprattutto che non ha senso dal punto di vista urbanistico, in quanto andiamo a costruire un centro commerciale, magari non l'ipermercato con la galleria, eccetera, ma comunque un polo commerciale di dimensioni significative addirittura neanche nell'interno del quartiere, ma nell'interno di un isolato del quartiere, per cui chi volesse entrare dalla strada dovrebbe entrare in quello che è un ingresso carraio o poco più e trovarsi, poi, alla fine, all'interno dei cortili delle case, questo supermercato, negozio e parcheggio, oltretutto andando ad impattare su vie di ridotta dimensione con il traffico del carico e scarico merci e, quindi, creando anche problemi di vivibilità a chi si trova attorno. La Commissione, tra l'altro, è andata in sopralluogo, perché era stata chiamata dai cittadini che si lamentavano dei problemi di traffico generati dai sensi unici e dalla difficoltà di muoversi, quindi sicuramente questo intervento non faciliterà i problemi di circolazione all'interno delle vie del quartiere Parella, ma, soprattutto, noi crediamo anzi che non sia assolutamente nell'interesse pubblico disseminare la città di supermercati medi o grandi, oltretutto in una zona che commercialmente è ancora viva e piena di negozi che non sappiamo che fine faranno dopo l'arrivo di questo supermercato, perché sicuramente sarà difficile reggere la concorrenza. Veramente, non ravvisiamo quindi alcun tipo di vantaggio pubblico nel complesso di questa operazione, fosse anche che nell'ambito di tutto viene poi rifatta una bocciofila, tra l'altro ricordando che già l'area cosiddetta ex FIAMCA era di una società che ha chiuso con un fallimento, con un'inchiesta giudiziaria lasciando a casa decine di persone, e che, dopo questo fallimento, era stata marcata come possibile sede di una biblioteca di quartiere, tant'è vero che, nell'intervento vicino del parcheggio pertinenziale, tutto il parcheggio interrato era stato costruito pensando di doverci costruire sopra l'edificio pubblico e, adesso, invece, ci facciamo il supermercato. Questa non è assolutamente la politica urbanistica che vorremmo fare noi; è una politica che serve soltanto agli interessi - nella nostra visione - di chi propone l'intervento, che, peraltro, è una società che ha già ottenuto un altro Decreto Sviluppo dal Comune di Torino, quello sul bowling di Mirafiori se ben ricordo, che è socia dell'Immobiliare Regio Parco, quindi di tutto l'intervento sulla Variante 200 e, quindi, è una società che ha molta attività urbanistica sul Comune di Torino e ha avuto molti provvedimenti da parte del Comune di Torino per poter realizzare questi interventi. La nostra posizione, quindi, è assolutamente contraria. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Intervengo principalmente per dare atto del percorso che, grazie alla Commissione ed alla disponibilità dell'Assessore, si è svolto intorno alla costruzione e alla modifica di questo progetto. Non so bene dove possa stare o non stare l'interesse pubblico assoluto che viene evocato in questo dibattito. Mi è chiaro che la situazione, così come è oggi, è di grande degrado; c'è una brutta fabbrica abbandonata, che il Piano Regolatore prevedeva come area di trasformazione, e sul retro di quest'area c'è un fronte altrettanto degradato della via Crevacuore. Peraltro, Consigliere Bertola, per quanto riguarda il sopralluogo, quel tratto di via Crevacuore è stato aggiunto ad una Commissione che già prevedeva un sopralluogo in un altro tratto della via e, quindi, sono due fattori diversi che hanno portato a far congiungere nella stessa Commissione due esigenze che non erano connesse una con l'altra. Su quel pezzo di via Crevacuore non c'è un problema di traffico, c'è un problema di oggettivo degrado di una via che dev'essere rimessa a posto. Il Piano Regolatore teneva insieme quel fronte su via Crevacuore e la fabbrica. Il dato certo è che il Piano Regolatore non ha permesso, però, come strumento in sé, di riqualificare quell'area, né il fronte né la fabbrica. Credo che sia utile che oggi, comunque, si vada a ridisegnare uno spazio che è un vuoto urbano, che è una zona degradata che porta ulteriore degrado, con sporcizia e rischio di occupazione. Nel percorso fatto in Commissione, cercando di recuperare anche il senso per cui queste due aree stavano insieme nell'idea urbanistica di allora, si è cercato, coinvolgendo anche la Circoscrizione, di ridefinire quali potessero essere le utilità per quel pezzo di territorio. Mi rendo conto che qualcuno possa dire che la bocciofila va bene o non va bene, o che un altro intervento è utile o non è utile, certo è che, forse, la cosa migliore è cercare di coinvolgere chi conosce il territorio e capire insieme quello che è fattibile partendo dall'esistente per migliorare la qualità della vita di un rione di una grande città come la nostra. Allora, in questo caso particolare, la bocciofila già presente non versa in pessimo stato, però, purtroppo, è fatta in buona parte con amianto e, quindi, prossimamente subirà un intervento pesante. È una bocciofila privata, ha un affitto oneroso per l'associazione bocciofila che si trova lì ed è una delle poche società torinesi che svolge per davvero l'attività sportiva da bocciofila, quindi ha squadre che giocano in serie A, B, C e nelle varie serie minori, ha squadre maschili e femminili, ha la squadra juniores. Quindi, è una realtà vera e viva che oggi si trova in uno spazio che ha un costo che è tra le 10 e le 15 volte superiore a quello che ha uno spazio pubblico, una bocciofila pubblica dove si riconosce l'interesse pubblico del trovarsi insieme e del praticare attività sportiva. Mi fermo qui, non voglio fare la lunga storia di quello che è successo in quell'area di Parella, però credo che utilizzando gli spazi adeguati, anche quelli istituzionali, appunto le Commissioni, per cercare di mettere insieme i pezzi e riempire il quadro degli interventi possibili, magari non riusciamo a raggiungere la perfezione, ma si migliorano sicuramente delle aree e delle zone della nostra città, magari anche cercando di tutelare qualche interesse, che non sono solo quelli dei grandi costruttori o di quelli che hanno la voce più grossa, ma anche della gente normale che abita nei nostri quartieri. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Vorrei intervenire perché non ho illustrato la proposta di mozione che è collegata a questa proposta di deliberazione, ma, in realtà, assume un aspetto più generale. Non sapevamo che ci sarebbe stata questa discussione, comunque la proposta mozione di accompagnamento chiede all'Amministrazione di coinvolgere la Circoscrizione, proprio perché, in questo caso, è emerso che all'inizio questa cosa non aveva funzionato e, quindi, una volta che approda una deliberazione ex Legge n. 106, prima di arrivare alla Commissione, proponiamo di andarla ad illustrare in Circoscrizione e chiedere un'opinione in modo che, poi, la Commissione Consiliare possa avere sin dal principio le opinioni ed i suggerimenti della Circoscrizione, senza dover attendere o ritornare indietro alla Circoscrizione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Innanzitutto, ringrazio i Consiglieri che hanno colto lo spirito della proposta di deliberazione e, soprattutto, lo spirito dell'emendamento. Solo per ricostruire correttamente la discussione, siamo in presenza di una fabbrica abbandonata che, purtroppo, come tante altre fabbriche abbandonate, è in condizioni di degrado crescente, ubicata in un intorno densamente abitato ed edificato, con un'ampia popolazione residente, di fronte ad un centro di aggregazione territoriale di una certa importanza, che ha una serie di problemi logistici. A me pare che, sempre nell'ottica di che cosa è l'interesse pubblico, di cui non è certamente depositario l'Assessore e non credo che nessuno di noi sia di fatto depositario di un concetto assoluto di interesse pubblico, l'interesse pubblico va visto in una pluralità di atteggiamenti anche mentali e politici, però mi pare che questo sia un intervento che assolutamente rispecchia a 360 gradi quello che è lo scopo della Legge n. 106, cioè riqualificare il patrimonio edilizio esistente degradato e non più utilizzato a funzioni economiche importanti. Quindi, questo avviene, consentendo un'operazione di riqualificazione dell'interno, prodotta dall'intervento di riqualificazione della fabbrica dismessa e ulteriormente integrata da una nuova realizzazione di un'infrastruttura pubblica di aggregazione sociale nel quartiere, proprio la bocciofila. Credo davvero che questo possa essere un caso abbastanza di scuola di come si possa bene interpretare lo spirito della norma e, pertanto, ringrazio fin d'ora i Consiglieri che sosteranno la proposta di deliberazione. In ordine alla proposta di mozione di accompagnamento, a me pare che introdurre il principio del passaggio in Circoscrizione in maniera ordinaria sia un principio corretto di per sé, ma credo che la definizione del nuovo Regolamento del decentramento e la modifica dello Statuto, che vede un ragionamento in essere nelle competenze delle funzioni circoscrizionali anche relativamente alle operazioni urbanistiche ed edilizie, possano essere le sedi opportune. Mi pare, Consigliere Bertola, che lei utilizzi in maniera propria, ma un pelino strumentale la discussione su questa proposta di deliberazione in luogo della discussione ben più coerente e ben più cogente che credo la Sala Rossa affronterà sui termini delle competenze degli organi di decentramento amministrativo e che credo dovrà affrontare, nell'arco delle prossime settimane, anche in relazione alle tematiche edilizie e urbanistiche. Dopodiché, per quanto mi riguarda, ho sempre fatto il confronto con le Circoscrizioni e direi che lei ha scelto proprio la migliore delle deliberazioni su cui presentare questa proposta di mozione, perché proprio dal confronto con le Circoscrizioni, che, peraltro, è avvenuto per tutte le altre, è derivato ed è concretamente presente in votazione l'emendamento relativo alla bocciofila. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Assessore. |