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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201503428/020, presentata dalla Giunta Comunale in data 4 agosto 2015, avente per oggetto: "Edificio sito in via Pianezza 210. Cambio di destinazione d'uso per realizzazione di quattro unità immobiliari residenziali e trasformazione di basso fabbricato da magazzino a tre box. Permesso di costruire in deroga ex articoli 14 D.P.R. 380/2001 e 5, commi 9-14, della Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga" PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 3/09/2015 la competente Commissione ha rimesso in Aula il provvedimento. La parola all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Questa è la prima delle tre deliberazioni sul Decreto sviluppo n. 106 che affronta oggi l'Aula. Riguarda un edificio sito in via Pianezza 210, che, come recita il titolo della deliberazione, attraverso la deroga esplicita al nostro strumento urbanistico espressa dal Consiglio Comunale, potrà trovare una trasformazione da magazzino a tre box, nell'ambito di un intervento in realtà assolutamente minimo, che prevede la realizzazione di queste tre autorimesse. Il tipo di intervento richiede l'applicazione della procedura articolo 14, perché il nostro Piano Regolatore, che come ben sappiamo tende a normare in maniera esplicita moltissime destinazioni d'uso, non consente a stretto rigore l'assunzione di una analogia tra magazzino e box e, conseguentemente, questa disciplina normativa della zona di cui stiamo discutendo impone una deroga esplicita per poter sviluppare l'intervento edilizio. La deliberazione è stata proposta in via preventiva dalla Giunta all'attenzione della Commissione che ne ha valutato la fattispecie e l'interesse pubblico e, pertanto, è stata formalmente adottata dalla Giunta Comunale nella seduta del 4 agosto e trattata, peraltro in maniera abbastanza semplice e rapida, dalla competente Commissione nell'ultima seduta ed oggi è al voto con queste caratteristiche. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio In primo luogo, visto che questo è il primo Consiglio dopo la pausa estiva, ben rivisti a tutte e a tutti i presenti, anche se poi abbiamo già avuto modo di interloquire nei lavori delle Commissioni Consiliari. Assessore Lo Russo, siamo alla prima proposta di deliberazione della, ahimè, Legge 106/2011. Come lei ben sa e come mi insegna, questa Legge consente una procedura particolare al di fuori della Variante del Piano Regolatore per consentire interventi di trasformazione urbanistica sulla base della dichiarazione della sussistenza di un interesse pubblico. Ora io sono, non solo a titolo personale ma a nome del Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà, a chiederle di esplicitare con nettezza, chiarezza, precisione qual è l'interesse pubblico contenuto all'interno della proposta che lei ha appena illustrato. Questo perché o per mia e nostra disattenzione non abbiamo colto qual è l'interesse pubblico, cosa che è ovviamente sempre possibile, oppure questo non si appalesa. Se non si appalesa, non è possibile applicare la Legge 106 e quindi, qualora questo atto fosse approvato, sarebbe un atto non legittimo e coloro che lo approveranno se ne assumeranno la responsabilità; scandisco le parole di modo da poter essere compreso con sufficiente chiarezza. Poi il merito in sé credo che sia sufficientemente chiaro, cioè il cambio di destinazione d'uso non è un fatto particolarmente stravolgente, è indicato già con sufficiente precisione anche nell'oggetto della proposta: la trasformazione in 4 unità immobiliari residenziali ed un basso fabbricato da magazzino a tre box. Qualora lei avesse presentato una Variante al Piano Regolatore, credo che non ci sarebbe stato alcun tipo di discussione su di questo atto, il problema è tutto politico perché attraverso l'utilizzo di una Legge nazionale che è stata approvata e va applicata, ma che la forza politica che noi rappresentiamo non condivide, si tende sia nei casi limitati come questo, ma anche in altri che andremo a discutere, poi, i successivi atti deliberativi, a stravolgere il senso stesso della programmazione urbanistica. Comprendo che lei è sofferente rispetto ai lacci e lacciuoli che più di una volta ha avuto modo di richiamare rispetto all'utilizzo dello strumento della programmazione urbanistica; noi come forza politica crediamo, invece, che questo sia uno strumento di cui questo Paese debba andare orgoglioso. Di conseguenza, è vero, questa Città ha bisogno di un nuovo Piano Regolatore, il fatto stesso che abbiamo superato le 300 Varianti lo testimonia, non ha bisogno però dello stravolgimento delle regole sulla base delle quali alcuni privati, che presentano un'istanza avvalendosi di una Legge dello Stato, hanno delle corsie preferenziali e altri privati che, per qualche motivo a me non noto, non si avvalgono di questa possibilità, pur magari trovandosi nella stessa fattispecie o in fattispecie comunque simili, debbono seguire le procedure ordinarie di una variante al Piano Regolatore. Ci spiace, ma questo tipo di proposte non ha alcun senso. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Io non voterò nessuna di queste deliberazioni dell'Assessore Lo Russo, anzi voterò contro, perché c'era un accordo tacito con il PD di esaminare in maggioranza prima di mandarle in Sala Rossa queste tre deliberazioni che oggi sono all'Ordine del Giorno, anzi erano due e una è passata velocemente nell'arco della scorsa settimana, per capire come applicare questa Legge 106, quando applicarla e dove applicarla e soprattutto se sia lecito destinare a uso abitativo delle aree che sono a servizi o commerciali. Infatti, si sa bene che gli alloggi si comprano e si vendono più facilmente, per cui potrebbero insorgere grossi problemi per chi volesse in un secondo tempo rivendere una proprietà, se la destinazione d'uso del terreno su cui questa è fabbricata non è congrua con l'unità che vuole vendere. Siccome sto chiedendo di parlarne ormai dalla prima deliberazione che è stata portata in Aula in cui veniva applicata la Legge 106, non sapendo più come fare, credo che questo sia l'unico modo per far notare al Sindaco che non si può andare avanti così, ma soprattutto è una dichiarazione di disappunto per il mancato rispetto di un accordo preso. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Il Presidente della Commissione entrerà più nello specifico rispetto a me, io voglio chiarire il punto sollevato dalla Consigliera Levi-Montalcini. Ha ragione: c'era un impegno da parte nostra che riteniamo in qualche modo di aver onorato, perché abbiamo discusso per molto tempo in Commissione di due di queste tre deliberazione ed erano nei lavori del Consiglio nel mese di luglio, abbiamo concordato un rinvio e mi risulta ci sia stato un approfondimento ulteriore con tanti sopralluoghi in Commissione. Il tema che pone la Consigliera Levi-Montalcini e in qualche modo è posto anche dal Consigliere Trombotto è rispetto… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nella persona del Consigliere Trombotto? Quando il Consigliere Curto organizza le sue iniziative le fa a norme di SEL e quando lei interviene lo fa a nome di SEL, se lo specifica è perché temo lo si possa mettere in discussione. Allora penso che sia necessario fare un ragionamento complessivo sullo strumento della Legge 106, come loro pongono, non credo ci sia da parte dell'Assessore nessuna volontà di sottrarsi a un confronto su questo. Noi oggi abbiamo delle priorità rispetto a necessità della Città complessive e il lavoro, posso su questo garantire che i commissari hanno lavorato in maniera approfondita per eliminare i dubbi anche a livello territoriale presenti sui singoli specifici progetti, ma il tema di fondo rimane e non credo che non sia più rinviabile, che sia quello di comprendere appieno che questo strumento vada maneggiato con la massima cura o addirittura non più utilizzato. Siamo disponibili a un confronto su questo, ma vogliamo distinguere dalle scelte e dai provvedimenti rispetto alla scelta del metodo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carretta. CARRETTA Domenico Intervengo adesso, anche perché è giusto intervenire sulla base della discussione che abbiamo portato avanti in maniera approfondita anche sullo strumento in sé della Legge 106, del permesso di costruire in deroga. Lo abbiamo fatto in vari passaggi all'interno della Commissione e, di volta in volta, anche approfittando delle operazioni che ci venivano proposte dall'Assessore. Come amministratore non mi sono mai affezionato a uno strumento in particolare, non mi sono nemmeno però mai contrapposto in maniera ideologica e in maniera ferma, decisa, ho cercato sempre di valutare le potenzialità nascoste dietro uno strumento, che è bene ricordare, alla fine, fa un passaggio indietro di circa vent'anni, va a riprendere quello che era stato proposto già vent'anni prima, poi ritorna, però capisco anche che ogni volta che c'è una deroga significa stravolgere, utilizzare strumenti straordinari rispetto alla pianificazione urbanistica, al Piano Regolatore che conosciamo. Forse infatti, come diceva il Consigliere Trombotto, dovremmo interrogarci semmai sulla necessità di evitare l'utilizzo di questi strumenti e rivedere in maniera approfondita il Piano Regolatore. Dicevo, non mi sono mai contrapposto in maniera ideologica e non mi sono mai affezionato, ho tanti dubbi e ho poche certezze per quanto riguarda l'utilizzo della Legge 106. Tra le certezze che ho ce ne è una: una delle caratteristiche forti della Legge 106 è proprio che, alla fine, ogni soluzione che si vuole adottare debba passare attraverso la votazione del Consiglio Comunale. C'è un dato: questa Giunta e questo Consiglio hanno analizzato bene e non hanno abusato dello strumento, se è vero che, su 50 istanze che sono pervenute all'Assessore, sono state trasformate, secondo me anche in maniera forse un po' troppo, tra virgolette, "fiscale", in Decreti Sviluppo (di conseguenza, in possibilità di creare, in alcuni casi, occupazione e, in alcuni casi, di liberare alcune strutture dal degrado urbano) e, quindi, abbiamo provveduto ad adottare questo provvedimento solo in sei casi. Siccome un'altra delle tematiche che immagino verrà proposta giustamente dal Gruppo SEL - e non solo dal Consigliere Trombotto - è quella relativa al commercio, di queste sei situazioni, solo due hanno riguardato il commercio, mentre altre due hanno riguardato l'edilizia privata e altre due ancora riguardavano invece la realizzazione di piccole palestre in strutture fatiscenti; creare piccole palestre significa creare occupazione e delle situazioni che, sicuramente, sottraggono al degrado delle realtà altrimenti difficilmente recuperabili. Al di là di tutto ed al di là delle riflessioni che sono state analizzate in maniera puntuale nel corso delle sedute di Commissione, a cui hanno fatto seguito sopralluoghi ed approfondimenti, anche l'ultimo caso non è stato approvato in una settimana, ma c'è stata comunque un'illustrazione precedente e quindi, se teniamo conto del periodo delle vacanze, è passato un mese e mezzo… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A verbale, poi può parlare, tanto le conosciamo le contrapposizioni ideologiche su alcuni argomenti. Al di là di tutto, come Gruppo del Partito Democratico abbiamo sempre cercato di utilizzare questo strumento che è arrivato (e per il quale i cittadini sono liberi di appellarsi o meno); lo abbiamo fatto sempre controllando e sempre con cura e con misura. Non voglio anticiparlo, ma c'è il caso emblematico di via Carrera, dove c'è stata una discussione franca che ha portato anche ad individuare delle soluzioni altrimenti difficilmente realizzabili. È per questo motivo che il Gruppo del Partito Democratico esprimerà un voto favorevole, ma non voterà a favore di uno strumento, ma voterà a favore della giusta applicazione e della giusta adozione di uno strumento, di cui non si è abusato e, nel caso fosse accaduto, sicuramente si sarebbero levate, come è successo, voci di dissenso anche all'interno del Partito Democratico. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola . BERTOLA Vittorio Mi scuso se mi inserisco in questa discussione interna alla maggioranza, però mi sembra che, per fortuna, si sia aperta anche in Consiglio Comunale una discussione sull'uso dello strumento Decreto Sviluppo, che in Commissione e anche in occasione di precedenti deliberazioni giunte in Consiglio Comunale abbiamo contestato più volte; non tanto in sé, per l'intendimento che potrebbe anche essere condivisibile di permettere la riqualificazione di parti di città non utilizzate (vecchie fabbriche, eccetera) nel pubblico interesse, ma perché, secondo noi, l'utilizzo che ne fa questa Amministrazione non rispecchia assolutamente quello che è lo spirito ed il dettato della Legge. La Legge parla chiaramente di interventi nel pubblico interesse, mentre qui si è arrivati a considerare nel pubblico interesse praticamente qualsiasi genere di intervento edilizio. Credo che questo sia il problema di fondo ed è quello su cui, forse, da parte del Consiglio Comunale serva una riflessione, perché se magari in un caso come questo, dove si tratta effettivamente di recuperare una fabbrica dell'inizio del Novecento e farne qualche appartamento senza impattare pesantemente sul quartiere, alla fine uno può anche concordare e, perlomeno, non trovarlo scandaloso, in altri casi, dove il Decreto Sviluppo viene utilizzato per fare interventi pesanti in termini di impatto urbanistico e trasportistico, ci si chiede perché non si debba più procedere con le tradizionali Varianti al Piano Regolatore, che hanno delle garanzie e delle possibilità di intervento da parte delle Circoscrizioni e da parte del pubblico, con le osservazioni, le controdeduzioni e tutta una serie di cose che in questo modo vengono in gran parte eliminate; alla fine, l'atto viene presentato dal proponente privato, fatto suo dalla Giunta, che lo propone al Consiglio Comunale (che, spesso, lo vede anche un po' di corsa) ed è finito lì, senza che ci siano tutte le tradizionali procedure. Onestamente, chiedo di nuovo - e credo che sarebbe una cosa sana da fare - di bloccare tutte le deliberazioni relative al Decreto Sviluppo e di parlarne con calma in queste due o tre settimane, arrivando ad una linea comune del Consiglio Comunale su quali possono essere i casi in cui questo strumento può essere utilizzato e quali sono invece i casi che devono tornare assolutamente all'utilizzo delle Varianti Urbanistiche; non è un caso che sono stati solo sei quelli che, alla fine, sono stati approvati, ma negli ultimi mesi il numero di Varianti Urbanistiche è nettamente diminuito, mentre sono nate tutte queste nuove deliberazioni, tant'è vero che, nelle ultime settimane, abbiamo avuto solo deliberazioni ex Legge 106 e non vorrei che questo diventasse il metodo normale per fare passare le Variazioni urbanistiche al Piano Regolatore. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Starò al merito del provvedimento e voterò a favore, senza per questo impegnare il mio Gruppo a votare come me, in quanto ritengo che su questo provvedimento specifico la Legge n. 106 sia giusta; si tratta di uno strumento che è sicuramente migliorabile dal punto di vista legislativo, ma non compete a noi, bensì al Parlamento. Ritengo però che sia il caso giusto per applicare la Legge n. 106. Sulla proposta di deliberazione successiva, l'Assessore troverà la mia piena opposizione per ragioni legate al centro commerciale e non certo per ragioni legislative (questo è un altro tipo di discorso, che faremo successivamente). Vorrei quindi segnalare il mio voto favorevole a questa proposta di deliberazione, perché ritengo che, in questo caso, la Legge n. 106 finalmente tolga un po' di lacci e lacciuoli allo sviluppo urbanistico ed edilizio e ridia un po' di fiato ad un settore che è sempre stato soverchiato da restringimenti, che, oggettivamente, lo hanno penalizzato. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Vorrei ribattere a quanto detto dal Consigliere Paolino prima ed aggiungere qualcos'altro. Il Consigliere Paolino ha detto che se ne è discusso a lungo, ma vorrei far notare che la proposta di deliberazione n. mecc. 201503090/020 (che verrà discussa successivamente) e la proposta di deliberazione n. mecc. 201502929/020 sono state discusse in Commissione, la prima il 16/07/2015 e poi, entrambe, il 29/07/2015, nella speranza che venissero votate il giorno dopo in Consiglio Comunale. Poi abbiamo ottenuto di rimandare la votazione anche se a tutti i costi l'Assessore ha voluto farle approvare dalla Commissione, promettendo che prima di portarle in Aula se ne sarebbe parlato. Questo è il primo Consiglio Comunale dopo le ferie e, quindi, direi che di tempo per discuterne non ce n'è stato. Non c'è stato tutto quel ragionamento, come diceva prima il Consigliere Paolino, e non c'è stato "tutto" il tempo per capire e rimuginare. Inoltre, vorrei dire che, tra i vari motivi di pubblica utilità che l'Assessore ha addotto illustrando una proposta di deliberazione, c'è stato quello che con la Legge 106 avremmo salvato dal fallimento un imprenditore che aveva finito di costruire sei mesi prima una casa, che però non riusciva a vendere con la destinazione d'uso per cui l'aveva fabbricata. Era questa l'utilità pubblica. Allora, se questi sono i parametri che applichiamo, forse c'è qualcosa da ridiscutere. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Nel corso dei mesi passati, ho più volte sollecitato, personalmente e come Gruppo, l'Assessore a fornirci un quadro delle domande di trasformazione presentate a norma del Decreto Sviluppo e, naturalmente, la richiesta era stata fatta per conoscere lo stato dell'arte e per sollecitare l'approvazione dei provvedimenti approvabili, visto che il Decreto Sviluppo deve servire a mettere in movimento le cose. In questa sede, confermo questa mia opinione, però vorrei cogliere in modo positivo le preoccupazioni espresse da più parti relative al fatto che noi stiamo concludendo una tornata amministrativa, ma che difficilmente questo meccanismo e questo modello di sviluppo sarà riproponibile, così com'è, nel futuro. In particolare, segnalo che, censendo le domande significative presentate a norma del Decreto Sviluppo, salvo pochi casi, molte hanno un contenuto di carattere commerciale e su questo, come sapete, cominciano ad emergere delle preoccupazioni e delle riflessioni, che vorrei trasmettere al Consiglio; infatti, il motore dello sviluppo e della trasformazione della città sono stati l'edilizia e la grande distribuzione e sono difficilmente riproponibili sic et simpliciter per il futuro, nel senso che non possiamo fare altri supermercati o ipermercati all'infinito. Bisogna porsi il serio problema di chi ha voglia di investire a Torino per fare altro, perché, quando sono andato a fare il sopralluogo in via Sant'Ambrogio (per la proposta di deliberazione che verrà fra poco), ho potuto osservare che si passa da un'azienda manifatturiera attiva, cioè presente sul territorio - anche se in via di trasferimento fuori Torino - ad un supermercato; si passa quindi di nuovo da un'attività manifatturiera ad un'attività di distribuzione commerciale, che poi è la tendenza in qualche modo irreversibile, ma non deve essere così scontata. Noi dobbiamo porci il problema di far ritornare nella città le iniziative e gli investimenti che non abbiano solo i contenuti di cui ho detto prima. Colgo, quindi, in positivo le sollecitazioni del Consigliere Trombotto e di altri Colleghi che hanno espresso preoccupazioni e confermo che voterò a favore delle proposte di deliberazione, ma confermo anche che non si può procedere in modo acritico e senza riflettere su questioni di tale importanza. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho altri Consiglieri iscritti ad intervenire. La parola, per la replica, all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) A me pare che il dibattito che si sta svolgendo sia utile, perché pone in maniera molto chiara alcune delle questioni centrali, che sono emerse anche in seno alle numerose sedute di Commissione che hanno analizzato le diverse istanze. Credo però che, a beneficio dei Consiglieri, sia utile dare una serie di parametrizzazioni e di numeri di ciò di cui stiamo discutendo, perché, altrimenti, si rischia di attribuire, ovviamente in una normalissima dialettica e - se vogliamo - anche retorica politica, funzioni salvifiche o distruttive, a seconda del punto di vista, ad interventi che sono certamente rilevanti per il sito a cui fanno riferimento e per l'intorno in cui insistono, ma che, su scala cittadina o su scala di Città Metropolitana, ho la personale convinzione che certamente non produrranno purtroppo gli effetti distruttivi o salvifici, a seconda dei punti di osservazione, di cui stiamo discutendo. Infatti, i permessi di costruire già rilasciati ai sensi del Decreto Sviluppo nell'ambito dell'intero mandato amministrativo sono sei. Per capirci, quando si utilizzano elementi di considerazione politica in ordine agli effetti prodotti sulla strumentazione urbanistica, sulla pianificazione territoriale e sui sistemi produttivi più o meno allargati della Città di Torino, rappresento che la realtà dei fatti è leggermente meno impattante. Di questi sei, alcuni sono rimasti emblematici e li considero delle pietre miliari e delle chicche nella storia della Sala Rossa; cito il famoso caso dei due mitici alloggi uniti in strada Cebrosa per fare una piccola palestra, che ho trovato - e lo ribadisco - del tutto improprio che passasse al vaglio di una specifica deroga del Consiglio Comunale, perché è un intervento che, oggettivamente, fa sorridere. Fa sorridere ovviamente non chi lo propone, ma fa sorridere anche nell'ambito di alcuni ragionamenti che, alle volte, vengono fatti correttamente; quello di cui stiamo discutendo adesso - e poi, magari, riapprofondiremo le altre due proposte di deliberazione -, se non è una piccola palestra, poco ci manca, perché rappresento a tutti che stiamo discutendo di ben 150 metri quadrati che dovrebbero essere convertiti da magazzino a box. Se volete un'opinione personale, continuo a ribadire che trovo del tutto improprio e del tutto anacronistico che interventi di questo tipo debbano essere vincolati ad uno strumento urbanistico e che, conseguentemente, decisioni di questo tipo (il passaggio da un magazzino ad un box auto) debbano trovare il vaglio ed il tempo (certamente in maniera proficua durante il dibattito alto che stiamo svolgendo) che stiamo passando tutti in Sala Rossa e non stento a dire che, forse, qualche piccolo correttivo strutturale al nostro Piano Regolatore, alla luce di queste casistiche (che, peraltro, non sono le prime e, purtroppo per noi, neanche le uniche), andrebbe posto. Sono assolutamente d'accordo con chi dice che certamente non è l'edilizia, in quanto tale, il motore della trasformazione di Torino e siamo talmente d'accordo come Amministrazione che non c'è giorno che sia passato in cui non si sia provato, nelle condizioni date (locali, nazionali ed internazionali), a costruire una strategia di sviluppo che vedesse assi di sviluppo chiaramente identificabili come motori attrattori di investimenti, ovviamente da parte di operatori privati, ma anche da parte di soggetti pubblici. Tutte le operazioni di grande trasformazione urbanistica e territoriale che sono state di fatto avviate in questa tornata amministrativa sono per la gran parte trasformazioni urbanistiche - ovviamente, parlo di quelle che hanno un minimo di respiro, con tutto il rispetto per l'atto che è in fase di votazione adesso - che hanno esattamente i cardini delle cose che diceva molto bene il Consigliere La Ganga. Quindi, in questi termini, a me pare che i discorsi siano tutti veri, cioè noi non possiamo abdicare da un ruolo che, tra l'altro, abbiamo svolto con grande determinazione (poi con il Consigliere Carretta, Presidente di Commissione, possiamo calendarizzare una riunione per fare un riassunto di quello che sostanzialmente abbiamo avviato a partire dalla Falchera, dalla Thyssen, da corso Romania, da strada del Portone, da TNE, dalla Città della Salute e dalle Arcate MOI e mi fermo per non tediare la Sala Rossa), conseguentemente accompagnando questa strategia della macro trasformazione urbana (che è comunque complicata, basta vedere l'ultimo caso di scuola del Palazzo del Lavoro e quanto, purtroppo, le tempistiche burocratiche, talvolta anche se fatte con il miglior afflato possibile, producano di fatto effetti nefasti) con interventi che non voglio derubricare, ma non voglio neanche enfatizzare in maniera eccessiva. Tenderei ad articolare il dibattito politico, anche nell'imminenza dei prossimi mesi, attraverso alcuni tasselli un po' chiari di quelle che sono discussioni che, a mio modo di vedere, non devono essere tra di loro invertite e sovrapposte. Un conto - e condivido totalmente - è la strategia di grande trasformazione urbana, la dotazione infrastrutturale, cioè la grande visione della Città del domani, ma un altro conto - con tutto il rispetto e con tutte le implicazioni - sono interventi come questi, perché, oggettivamente, utilizzare argomentazioni che posso anche condividere su interventi come quello che è stato portato in Sala Rossa - lo confesso, Consigliere Trombotto - mi imbarazza, non perché sia un atto imbarazzante, ma perché lo ritengo un atto non propriamente in linea con quello che dovrebbe fare un'Aula in una Città di un milione di abitanti. Raccolgo lo stimolo a fare questo tipo di discussione, perché la ritengo una discussione utile anche a sgomberare il campo rispetto ad alcune dinamiche della dialettica politica e del dibattito politico, che, talvolta, mescolando in maniera impropria interventi strategici, strutturali, di grande prospettiva e di ampio respiro con minuzie di carattere prettamente edilizio, che oggettivamente è improprio consegnare alla discussione politica, forse non pone i giusti tasselli nella posizione corretta di partenza della discussione, che non necessariamente deve vederci concordi al termine, ammesso che un termine esista, ma almeno riporta nel giusto novero degli argomenti le questioni di cui stiamo discutendo. Per quanto riguarda gli elementi di interesse pubblico, questo vale per questa così come per tutte le altre riguardanti la Legge n. 106 che sono state affrontate dalla Sala Rossa; mi limito a rileggere quanto contenuto alla riga 5 dell'introduzione (e ricordo che noi siamo in attuazione di una Legge dello Stato, che legittimamente si può non condividere politicamente - mi rivolgo al Consigliere Trombotto, che non perde occasione di ribadire che non condivide l'impianto della Legge -, ma in un Paese democratico se c'è la Legge deve essere applicata), dove si prevede l'istanza di operatori privati: "Al fine di incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente - parla addirittura di incentivazione e non di autorizzazione -, nonché di promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate, con la presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché di edifici a destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione, ovvero da rilocalizzare, tenuto conto anche della necessità di favorire lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili". Questo è il testo di Legge, non è l'opinione dell'Assessore Lo Russo e dell'Amministrazione. A questa Legge ha fatto riferimento un numero rilevante di operatori privati, che ha presentato all'Edilizia Privata una serie di istanze. È una discussione fatta più volte in Commissione e torno a ribadire che sono oltre 50 le istanze che, nel frattempo, sono arrivate all'Ufficio dell'Edilizia Privata e che hanno subito l'iter istruttorio: in taluni casi, sono state valutate degne di essere poste all'attenzione, in quanto rispondevano ai requisiti di Legge per la loro ammissibilità, mentre, in altri casi, no. Questo mi pare il corretto quadro attorno a cui riflettere sul tema del Decreto Sviluppo. C'è pieno interesse a far discutere politicamente della questione edilizia e del nostro Piano Regolatore, pertanto non solo non c'è volontà di non discussione, ma, anzi, proprio alla luce di questa casistica, credo che sia opportuno discutere velocemente del nostro Piano Regolatore. A mio modo di vedere - in questo caso si tratta di un'opinione del tutto personale -, i tempi d'attuazione della trasformazione territoriale ed il tempo tecnico che abbiamo già perso oggi in quest'Aula a discutere di 150 metri quadrati di magazzino che diventano tre box forse non sono tanto coerenti con quel giusto anelito di grande strategia e di grande ripartenza del tessuto produttivo torinese che tutti quanti, a prescindere dallo schieramento politico e dall'impostazione ideologica con cui affrontiamo i problemi, abbiamo nel nostro cuore nell'interesse della città di Torino. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà non parteciperà alla votazione, in quanto non abbiamo ravvisato nelle risposte fornite dall'Assessore, che ringrazio comunque per la disponibilità data rispetto ad un confronto più complessivo, un'indicazione per quanto riguarda l'interesse pubblico. Ringrazio l'Assessore per averci letto uno stralcio della Legge, che è riportata nella prima pagina della proposta di atto deliberativo, e le assicuro che ci prepariamo quando arriviamo in Aula ed in Commissione (quindi, le proposte le leggiamo), però non è sufficiente leggere uno stralcio della Legge per indicare quello che è l'interesse pubblico. Se la Legge ha previsto che debba esservi un interesse pubblico, logicamente questo presuppone che vi sia una valutazione da parte degli organi pubblici e non semplicemente la riproposizione di un testo. Dalla risposta che l'Assessore ha fornito appare chiaramente che non vi è stata alcuna valutazione. Mi dispiace, ma l'Assessore non ha proceduto a svolgere il suo ruolo e la sua funzione e, di conseguenza, deve assumersi la responsabilità, insieme a coloro che voteranno quest'atto, di approvare l'atto stesso. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: presenti 24, favorevoli 23, contrari 1. La proposta di deliberazione è approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 23, favorevoli 22, contrari 1. L'immediata eseguibilità è concessa. |