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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 7 Settembre 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 16
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-03428
EDIFICIO SITO IN VIA PIANEZZA 210. CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO PER REALIZZAZIONE DI QUATTRO UNITA' IMMOBILIARI RESIDENZIALI E TRASFORMAZIONE DI BASSO FABBRICATO DA MAGAZZINO A TRE BOX. PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA EX ARTICOLI 14 D.P.R. 380/2001 E 5, COMMI 9-14, DELLA LEGGE 106/2011. APPROVAZIONE INTERVENTO IN DEROGA. Delibera
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201503428/020, presentata dalla Giunta Comunale in data 4 agosto 2015, avente per
oggetto:

"Edificio sito in via Pianezza 210. Cambio di destinazione d'uso per realizzazione di
quattro unità immobiliari residenziali e trasformazione di basso fabbricato da
magazzino a tre box. Permesso di costruire in deroga ex articoli 14 D.P.R. 380/2001
e 5, commi 9-14, della Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga"

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 3/09/2015 la competente Commissione ha rimesso in Aula il
provvedimento.
La parola all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Questa è la prima delle tre deliberazioni sul Decreto sviluppo n. 106 che affronta
oggi l'Aula. Riguarda un edificio sito in via Pianezza 210, che, come recita il titolo
della deliberazione, attraverso la deroga esplicita al nostro strumento urbanistico
espressa dal Consiglio Comunale, potrà trovare una trasformazione da magazzino a
tre box, nell'ambito di un intervento in realtà assolutamente minimo, che prevede la
realizzazione di queste tre autorimesse.
Il tipo di intervento richiede l'applicazione della procedura articolo 14, perché il
nostro Piano Regolatore, che come ben sappiamo tende a normare in maniera
esplicita moltissime destinazioni d'uso, non consente a stretto rigore l'assunzione di
una analogia tra magazzino e box e, conseguentemente, questa disciplina normativa
della zona di cui stiamo discutendo impone una deroga esplicita per poter sviluppare
l'intervento edilizio. La deliberazione è stata proposta in via preventiva dalla Giunta
all'attenzione della Commissione che ne ha valutato la fattispecie e l'interesse
pubblico e, pertanto, è stata formalmente adottata dalla Giunta Comunale nella
seduta del 4 agosto e trattata, peraltro in maniera abbastanza semplice e rapida, dalla
competente Commissione nell'ultima seduta ed oggi è al voto con queste
caratteristiche.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
In primo luogo, visto che questo è il primo Consiglio dopo la pausa estiva, ben rivisti
a tutte e a tutti i presenti, anche se poi abbiamo già avuto modo di interloquire nei
lavori delle Commissioni Consiliari.
Assessore Lo Russo, siamo alla prima proposta di deliberazione della, ahimè, Legge
106/2011. Come lei ben sa e come mi insegna, questa Legge consente una procedura
particolare al di fuori della Variante del Piano Regolatore per consentire interventi di
trasformazione urbanistica sulla base della dichiarazione della sussistenza di un
interesse pubblico.
Ora io sono, non solo a titolo personale ma a nome del Gruppo Consiliare di Sinistra
Ecologia e Libertà, a chiederle di esplicitare con nettezza, chiarezza, precisione qual
è l'interesse pubblico contenuto all'interno della proposta che lei ha appena
illustrato. Questo perché o per mia e nostra disattenzione non abbiamo colto qual è
l'interesse pubblico, cosa che è ovviamente sempre possibile, oppure questo non si
appalesa. Se non si appalesa, non è possibile applicare la Legge 106 e quindi, qualora
questo atto fosse approvato, sarebbe un atto non legittimo e coloro che lo
approveranno se ne assumeranno la responsabilità; scandisco le parole di modo da
poter essere compreso con sufficiente chiarezza.
Poi il merito in sé credo che sia sufficientemente chiaro, cioè il cambio di
destinazione d'uso non è un fatto particolarmente stravolgente, è indicato già con
sufficiente precisione anche nell'oggetto della proposta: la trasformazione in 4 unità
immobiliari residenziali ed un basso fabbricato da magazzino a tre box.
Qualora lei avesse presentato una Variante al Piano Regolatore, credo che non ci
sarebbe stato alcun tipo di discussione su di questo atto, il problema è tutto politico
perché attraverso l'utilizzo di una Legge nazionale che è stata approvata e va
applicata, ma che la forza politica che noi rappresentiamo non condivide, si tende sia
nei casi limitati come questo, ma anche in altri che andremo a discutere, poi, i
successivi atti deliberativi, a stravolgere il senso stesso della programmazione
urbanistica.
Comprendo che lei è sofferente rispetto ai lacci e lacciuoli che più di una volta ha
avuto modo di richiamare rispetto all'utilizzo dello strumento della programmazione
urbanistica; noi come forza politica crediamo, invece, che questo sia uno strumento
di cui questo Paese debba andare orgoglioso.
Di conseguenza, è vero, questa Città ha bisogno di un nuovo Piano Regolatore, il
fatto stesso che abbiamo superato le 300 Varianti lo testimonia, non ha bisogno però
dello stravolgimento delle regole sulla base delle quali alcuni privati, che presentano
un'istanza avvalendosi di una Legge dello Stato, hanno delle corsie preferenziali e
altri privati che, per qualche motivo a me non noto, non si avvalgono di questa
possibilità, pur magari trovandosi nella stessa fattispecie o in fattispecie comunque
simili, debbono seguire le procedure ordinarie di una variante al Piano Regolatore. Ci
spiace, ma questo tipo di proposte non ha alcun senso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Io non voterò nessuna di queste deliberazioni dell'Assessore Lo Russo, anzi voterò
contro, perché c'era un accordo tacito con il PD di esaminare in maggioranza prima
di mandarle in Sala Rossa queste tre deliberazioni che oggi sono all'Ordine del
Giorno, anzi erano due e una è passata velocemente nell'arco della scorsa settimana,
per capire come applicare questa Legge 106, quando applicarla e dove applicarla e
soprattutto se sia lecito destinare a uso abitativo delle aree che sono a servizi o
commerciali. Infatti, si sa bene che gli alloggi si comprano e si vendono più
facilmente, per cui potrebbero insorgere grossi problemi per chi volesse in un
secondo tempo rivendere una proprietà, se la destinazione d'uso del terreno su cui
questa è fabbricata non è congrua con l'unità che vuole vendere.
Siccome sto chiedendo di parlarne ormai dalla prima deliberazione che è stata portata
in Aula in cui veniva applicata la Legge 106, non sapendo più come fare, credo che
questo sia l'unico modo per far notare al Sindaco che non si può andare avanti così,
ma soprattutto è una dichiarazione di disappunto per il mancato rispetto di un
accordo preso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Il Presidente della Commissione entrerà più nello specifico rispetto a me, io voglio
chiarire il punto sollevato dalla Consigliera Levi-Montalcini. Ha ragione: c'era un
impegno da parte nostra che riteniamo in qualche modo di aver onorato, perché
abbiamo discusso per molto tempo in Commissione di due di queste tre deliberazione
ed erano nei lavori del Consiglio nel mese di luglio, abbiamo concordato un rinvio e
mi risulta ci sia stato un approfondimento ulteriore con tanti sopralluoghi in
Commissione.
Il tema che pone la Consigliera Levi-Montalcini e in qualche modo è posto anche dal
Consigliere Trombotto è rispetto… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Nella
persona del Consigliere Trombotto? Quando il Consigliere Curto organizza le sue
iniziative le fa a norme di SEL e quando lei interviene lo fa a nome di SEL, se lo
specifica è perché temo lo si possa mettere in discussione.
Allora penso che sia necessario fare un ragionamento complessivo sullo strumento
della Legge 106, come loro pongono, non credo ci sia da parte dell'Assessore
nessuna volontà di sottrarsi a un confronto su questo. Noi oggi abbiamo delle priorità
rispetto a necessità della Città complessive e il lavoro, posso su questo garantire che i
commissari hanno lavorato in maniera approfondita per eliminare i dubbi anche a
livello territoriale presenti sui singoli specifici progetti, ma il tema di fondo rimane e
non credo che non sia più rinviabile, che sia quello di comprendere appieno che
questo strumento vada maneggiato con la massima cura o addirittura non più
utilizzato.
Siamo disponibili a un confronto su questo, ma vogliamo distinguere dalle scelte e
dai provvedimenti rispetto alla scelta del metodo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Intervengo adesso, anche perché è giusto intervenire sulla base della discussione che
abbiamo portato avanti in maniera approfondita anche sullo strumento in sé della
Legge 106, del permesso di costruire in deroga. Lo abbiamo fatto in vari passaggi
all'interno della Commissione e, di volta in volta, anche approfittando delle
operazioni che ci venivano proposte dall'Assessore.
Come amministratore non mi sono mai affezionato a uno strumento in particolare,
non mi sono nemmeno però mai contrapposto in maniera ideologica e in maniera
ferma, decisa, ho cercato sempre di valutare le potenzialità nascoste dietro uno
strumento, che è bene ricordare, alla fine, fa un passaggio indietro di circa vent'anni,
va a riprendere quello che era stato proposto già vent'anni prima, poi ritorna, però
capisco anche che ogni volta che c'è una deroga significa stravolgere, utilizzare
strumenti straordinari rispetto alla pianificazione urbanistica, al Piano Regolatore che
conosciamo. Forse infatti, come diceva il Consigliere Trombotto, dovremmo
interrogarci semmai sulla necessità di evitare l'utilizzo di questi strumenti e rivedere
in maniera approfondita il Piano Regolatore.
Dicevo, non mi sono mai contrapposto in maniera ideologica e non mi sono mai
affezionato, ho tanti dubbi e ho poche certezze per quanto riguarda l'utilizzo della
Legge 106. Tra le certezze che ho ce ne è una: una delle caratteristiche forti della
Legge 106 è proprio che, alla fine, ogni soluzione che si vuole adottare debba passare
attraverso la votazione del Consiglio Comunale.
C'è un dato: questa Giunta e questo Consiglio hanno analizzato bene e non hanno
abusato dello strumento, se è vero che, su 50 istanze che sono pervenute
all'Assessore, sono state trasformate, secondo me anche in maniera forse un po'
troppo, tra virgolette, "fiscale", in Decreti Sviluppo (di conseguenza, in possibilità di
creare, in alcuni casi, occupazione e, in alcuni casi, di liberare alcune strutture dal
degrado urbano) e, quindi, abbiamo provveduto ad adottare questo provvedimento
solo in sei casi.
Siccome un'altra delle tematiche che immagino verrà proposta giustamente dal
Gruppo SEL - e non solo dal Consigliere Trombotto - è quella relativa al commercio,
di queste sei situazioni, solo due hanno riguardato il commercio, mentre altre due
hanno riguardato l'edilizia privata e altre due ancora riguardavano invece la
realizzazione di piccole palestre in strutture fatiscenti; creare piccole palestre
significa creare occupazione e delle situazioni che, sicuramente, sottraggono al
degrado delle realtà altrimenti difficilmente recuperabili.
Al di là di tutto ed al di là delle riflessioni che sono state analizzate in maniera
puntuale nel corso delle sedute di Commissione, a cui hanno fatto seguito
sopralluoghi ed approfondimenti, anche l'ultimo caso non è stato approvato in una
settimana, ma c'è stata comunque un'illustrazione precedente e quindi, se teniamo
conto del periodo delle vacanze, è passato un mese e mezzo… (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). A verbale, poi può parlare, tanto le conosciamo le
contrapposizioni ideologiche su alcuni argomenti.
Al di là di tutto, come Gruppo del Partito Democratico abbiamo sempre cercato di
utilizzare questo strumento che è arrivato (e per il quale i cittadini sono liberi di
appellarsi o meno); lo abbiamo fatto sempre controllando e sempre con cura e con
misura. Non voglio anticiparlo, ma c'è il caso emblematico di via Carrera, dove c'è
stata una discussione franca che ha portato anche ad individuare delle soluzioni
altrimenti difficilmente realizzabili.
È per questo motivo che il Gruppo del Partito Democratico esprimerà un voto
favorevole, ma non voterà a favore di uno strumento, ma voterà a favore della giusta
applicazione e della giusta adozione di uno strumento, di cui non si è abusato e, nel
caso fosse accaduto, sicuramente si sarebbero levate, come è successo, voci di
dissenso anche all'interno del Partito Democratico.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola .

BERTOLA Vittorio
Mi scuso se mi inserisco in questa discussione interna alla maggioranza, però mi
sembra che, per fortuna, si sia aperta anche in Consiglio Comunale una discussione
sull'uso dello strumento Decreto Sviluppo, che in Commissione e anche in occasione
di precedenti deliberazioni giunte in Consiglio Comunale abbiamo contestato più
volte; non tanto in sé, per l'intendimento che potrebbe anche essere condivisibile di
permettere la riqualificazione di parti di città non utilizzate (vecchie fabbriche,
eccetera) nel pubblico interesse, ma perché, secondo noi, l'utilizzo che ne fa questa
Amministrazione non rispecchia assolutamente quello che è lo spirito ed il dettato
della Legge. La Legge parla chiaramente di interventi nel pubblico interesse, mentre
qui si è arrivati a considerare nel pubblico interesse praticamente qualsiasi genere di
intervento edilizio. Credo che questo sia il problema di fondo ed è quello su cui,
forse, da parte del Consiglio Comunale serva una riflessione, perché se magari in un
caso come questo, dove si tratta effettivamente di recuperare una fabbrica dell'inizio
del Novecento e farne qualche appartamento senza impattare pesantemente sul
quartiere, alla fine uno può anche concordare e, perlomeno, non trovarlo scandaloso,
in altri casi, dove il Decreto Sviluppo viene utilizzato per fare interventi pesanti in
termini di impatto urbanistico e trasportistico, ci si chiede perché non si debba più
procedere con le tradizionali Varianti al Piano Regolatore, che hanno delle garanzie e
delle possibilità di intervento da parte delle Circoscrizioni e da parte del pubblico,
con le osservazioni, le controdeduzioni e tutta una serie di cose che in questo modo
vengono in gran parte eliminate; alla fine, l'atto viene presentato dal proponente
privato, fatto suo dalla Giunta, che lo propone al Consiglio Comunale (che, spesso, lo
vede anche un po' di corsa) ed è finito lì, senza che ci siano tutte le tradizionali
procedure.
Onestamente, chiedo di nuovo - e credo che sarebbe una cosa sana da fare - di
bloccare tutte le deliberazioni relative al Decreto Sviluppo e di parlarne con calma in
queste due o tre settimane, arrivando ad una linea comune del Consiglio Comunale
su quali possono essere i casi in cui questo strumento può essere utilizzato e quali
sono invece i casi che devono tornare assolutamente all'utilizzo delle Varianti
Urbanistiche; non è un caso che sono stati solo sei quelli che, alla fine, sono stati
approvati, ma negli ultimi mesi il numero di Varianti Urbanistiche è nettamente
diminuito, mentre sono nate tutte queste nuove deliberazioni, tant'è vero che, nelle
ultime settimane, abbiamo avuto solo deliberazioni ex Legge 106 e non vorrei che
questo diventasse il metodo normale per fare passare le Variazioni urbanistiche al
Piano Regolatore.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Starò al merito del provvedimento e voterò a favore, senza per questo impegnare il
mio Gruppo a votare come me, in quanto ritengo che su questo provvedimento
specifico la Legge n. 106 sia giusta; si tratta di uno strumento che è sicuramente
migliorabile dal punto di vista legislativo, ma non compete a noi, bensì al
Parlamento. Ritengo però che sia il caso giusto per applicare la Legge n. 106.
Sulla proposta di deliberazione successiva, l'Assessore troverà la mia piena
opposizione per ragioni legate al centro commerciale e non certo per ragioni
legislative (questo è un altro tipo di discorso, che faremo successivamente).
Vorrei quindi segnalare il mio voto favorevole a questa proposta di deliberazione,
perché ritengo che, in questo caso, la Legge n. 106 finalmente tolga un po' di lacci e
lacciuoli allo sviluppo urbanistico ed edilizio e ridia un po' di fiato ad un settore che
è sempre stato soverchiato da restringimenti, che, oggettivamente, lo hanno
penalizzato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Levi-Montalcini.

LEVI-MONTALCINI Piera
Vorrei ribattere a quanto detto dal Consigliere Paolino prima ed aggiungere
qualcos'altro. Il Consigliere Paolino ha detto che se ne è discusso a lungo, ma vorrei
far notare che la proposta di deliberazione n. mecc. 201503090/020 (che verrà
discussa successivamente) e la proposta di deliberazione n. mecc. 201502929/020
sono state discusse in Commissione, la prima il 16/07/2015 e poi, entrambe, il
29/07/2015, nella speranza che venissero votate il giorno dopo in Consiglio
Comunale. Poi abbiamo ottenuto di rimandare la votazione anche se a tutti i costi
l'Assessore ha voluto farle approvare dalla Commissione, promettendo che prima di
portarle in Aula se ne sarebbe parlato. Questo è il primo Consiglio Comunale dopo le
ferie e, quindi, direi che di tempo per discuterne non ce n'è stato. Non c'è stato tutto
quel ragionamento, come diceva prima il Consigliere Paolino, e non c'è stato "tutto"
il tempo per capire e rimuginare.
Inoltre, vorrei dire che, tra i vari motivi di pubblica utilità che l'Assessore ha addotto
illustrando una proposta di deliberazione, c'è stato quello che con la Legge 106
avremmo salvato dal fallimento un imprenditore che aveva finito di costruire sei
mesi prima una casa, che però non riusciva a vendere con la destinazione d'uso per
cui l'aveva fabbricata. Era questa l'utilità pubblica. Allora, se questi sono i parametri
che applichiamo, forse c'è qualcosa da ridiscutere.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere La Ganga.

LA GANGA Giuseppe
Nel corso dei mesi passati, ho più volte sollecitato, personalmente e come Gruppo,
l'Assessore a fornirci un quadro delle domande di trasformazione presentate a norma
del Decreto Sviluppo e, naturalmente, la richiesta era stata fatta per conoscere lo
stato dell'arte e per sollecitare l'approvazione dei provvedimenti approvabili, visto
che il Decreto Sviluppo deve servire a mettere in movimento le cose.
In questa sede, confermo questa mia opinione, però vorrei cogliere in modo positivo
le preoccupazioni espresse da più parti relative al fatto che noi stiamo concludendo
una tornata amministrativa, ma che difficilmente questo meccanismo e questo
modello di sviluppo sarà riproponibile, così com'è, nel futuro.
In particolare, segnalo che, censendo le domande significative presentate a norma del
Decreto Sviluppo, salvo pochi casi, molte hanno un contenuto di carattere
commerciale e su questo, come sapete, cominciano ad emergere delle preoccupazioni
e delle riflessioni, che vorrei trasmettere al Consiglio; infatti, il motore dello sviluppo
e della trasformazione della città sono stati l'edilizia e la grande distribuzione e sono
difficilmente riproponibili sic et simpliciter per il futuro, nel senso che non possiamo
fare altri supermercati o ipermercati all'infinito. Bisogna porsi il serio problema di
chi ha voglia di investire a Torino per fare altro, perché, quando sono andato a fare il
sopralluogo in via Sant'Ambrogio (per la proposta di deliberazione che verrà fra
poco), ho potuto osservare che si passa da un'azienda manifatturiera attiva, cioè
presente sul territorio - anche se in via di trasferimento fuori Torino - ad un
supermercato; si passa quindi di nuovo da un'attività manifatturiera ad un'attività di
distribuzione commerciale, che poi è la tendenza in qualche modo irreversibile, ma
non deve essere così scontata.
Noi dobbiamo porci il problema di far ritornare nella città le iniziative e gli
investimenti che non abbiano solo i contenuti di cui ho detto prima. Colgo, quindi, in
positivo le sollecitazioni del Consigliere Trombotto e di altri Colleghi che hanno
espresso preoccupazioni e confermo che voterò a favore delle proposte di
deliberazione, ma confermo anche che non si può procedere in modo acritico e senza
riflettere su questioni di tale importanza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non ho altri Consiglieri iscritti ad intervenire.
La parola, per la replica, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
A me pare che il dibattito che si sta svolgendo sia utile, perché pone in maniera
molto chiara alcune delle questioni centrali, che sono emerse anche in seno alle
numerose sedute di Commissione che hanno analizzato le diverse istanze. Credo però
che, a beneficio dei Consiglieri, sia utile dare una serie di parametrizzazioni e di
numeri di ciò di cui stiamo discutendo, perché, altrimenti, si rischia di attribuire,
ovviamente in una normalissima dialettica e - se vogliamo - anche retorica politica,
funzioni salvifiche o distruttive, a seconda del punto di vista, ad interventi che sono
certamente rilevanti per il sito a cui fanno riferimento e per l'intorno in cui insistono,
ma che, su scala cittadina o su scala di Città Metropolitana, ho la personale
convinzione che certamente non produrranno purtroppo gli effetti distruttivi o
salvifici, a seconda dei punti di osservazione, di cui stiamo discutendo.
Infatti, i permessi di costruire già rilasciati ai sensi del Decreto Sviluppo nell'ambito
dell'intero mandato amministrativo sono sei. Per capirci, quando si utilizzano
elementi di considerazione politica in ordine agli effetti prodotti sulla strumentazione
urbanistica, sulla pianificazione territoriale e sui sistemi produttivi più o meno
allargati della Città di Torino, rappresento che la realtà dei fatti è leggermente meno
impattante.
Di questi sei, alcuni sono rimasti emblematici e li considero delle pietre miliari e
delle chicche nella storia della Sala Rossa; cito il famoso caso dei due mitici alloggi
uniti in strada Cebrosa per fare una piccola palestra, che ho trovato - e lo ribadisco -
del tutto improprio che passasse al vaglio di una specifica deroga del Consiglio
Comunale, perché è un intervento che, oggettivamente, fa sorridere. Fa sorridere
ovviamente non chi lo propone, ma fa sorridere anche nell'ambito di alcuni
ragionamenti che, alle volte, vengono fatti correttamente; quello di cui stiamo
discutendo adesso - e poi, magari, riapprofondiremo le altre due proposte di
deliberazione -, se non è una piccola palestra, poco ci manca, perché rappresento a
tutti che stiamo discutendo di ben 150 metri quadrati che dovrebbero essere
convertiti da magazzino a box. Se volete un'opinione personale, continuo a ribadire
che trovo del tutto improprio e del tutto anacronistico che interventi di questo tipo
debbano essere vincolati ad uno strumento urbanistico e che, conseguentemente,
decisioni di questo tipo (il passaggio da un magazzino ad un box auto) debbano
trovare il vaglio ed il tempo (certamente in maniera proficua durante il dibattito alto
che stiamo svolgendo) che stiamo passando tutti in Sala Rossa e non stento a dire
che, forse, qualche piccolo correttivo strutturale al nostro Piano Regolatore, alla luce
di queste casistiche (che, peraltro, non sono le prime e, purtroppo per noi, neanche le
uniche), andrebbe posto.
Sono assolutamente d'accordo con chi dice che certamente non è l'edilizia, in quanto
tale, il motore della trasformazione di Torino e siamo talmente d'accordo come
Amministrazione che non c'è giorno che sia passato in cui non si sia provato, nelle
condizioni date (locali, nazionali ed internazionali), a costruire una strategia di
sviluppo che vedesse assi di sviluppo chiaramente identificabili come motori
attrattori di investimenti, ovviamente da parte di operatori privati, ma anche da parte
di soggetti pubblici. Tutte le operazioni di grande trasformazione urbanistica e
territoriale che sono state di fatto avviate in questa tornata amministrativa sono per la
gran parte trasformazioni urbanistiche - ovviamente, parlo di quelle che hanno un
minimo di respiro, con tutto il rispetto per l'atto che è in fase di votazione adesso -
che hanno esattamente i cardini delle cose che diceva molto bene il Consigliere La
Ganga.
Quindi, in questi termini, a me pare che i discorsi siano tutti veri, cioè noi non
possiamo abdicare da un ruolo che, tra l'altro, abbiamo svolto con grande
determinazione (poi con il Consigliere Carretta, Presidente di Commissione,
possiamo calendarizzare una riunione per fare un riassunto di quello che
sostanzialmente abbiamo avviato a partire dalla Falchera, dalla Thyssen, da corso
Romania, da strada del Portone, da TNE, dalla Città della Salute e dalle Arcate MOI
e mi fermo per non tediare la Sala Rossa), conseguentemente accompagnando questa
strategia della macro trasformazione urbana (che è comunque complicata, basta
vedere l'ultimo caso di scuola del Palazzo del Lavoro e quanto, purtroppo, le
tempistiche burocratiche, talvolta anche se fatte con il miglior afflato possibile,
producano di fatto effetti nefasti) con interventi che non voglio derubricare, ma non
voglio neanche enfatizzare in maniera eccessiva.
Tenderei ad articolare il dibattito politico, anche nell'imminenza dei prossimi mesi,
attraverso alcuni tasselli un po' chiari di quelle che sono discussioni che, a mio modo
di vedere, non devono essere tra di loro invertite e sovrapposte. Un conto - e
condivido totalmente - è la strategia di grande trasformazione urbana, la dotazione
infrastrutturale, cioè la grande visione della Città del domani, ma un altro conto - con
tutto il rispetto e con tutte le implicazioni - sono interventi come questi, perché,
oggettivamente, utilizzare argomentazioni che posso anche condividere su interventi
come quello che è stato portato in Sala Rossa - lo confesso, Consigliere Trombotto -
mi imbarazza, non perché sia un atto imbarazzante, ma perché lo ritengo un atto non
propriamente in linea con quello che dovrebbe fare un'Aula in una Città di un
milione di abitanti.
Raccolgo lo stimolo a fare questo tipo di discussione, perché la ritengo una
discussione utile anche a sgomberare il campo rispetto ad alcune dinamiche della
dialettica politica e del dibattito politico, che, talvolta, mescolando in maniera
impropria interventi strategici, strutturali, di grande prospettiva e di ampio respiro
con minuzie di carattere prettamente edilizio, che oggettivamente è improprio
consegnare alla discussione politica, forse non pone i giusti tasselli nella posizione
corretta di partenza della discussione, che non necessariamente deve vederci
concordi al termine, ammesso che un termine esista, ma almeno riporta nel giusto
novero degli argomenti le questioni di cui stiamo discutendo.
Per quanto riguarda gli elementi di interesse pubblico, questo vale per questa così
come per tutte le altre riguardanti la Legge n. 106 che sono state affrontate dalla Sala
Rossa; mi limito a rileggere quanto contenuto alla riga 5 dell'introduzione (e ricordo
che noi siamo in attuazione di una Legge dello Stato, che legittimamente si può non
condividere politicamente - mi rivolgo al Consigliere Trombotto, che non perde
occasione di ribadire che non condivide l'impianto della Legge -, ma in un Paese
democratico se c'è la Legge deve essere applicata), dove si prevede l'istanza di
operatori privati: "Al fine di incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio
esistente - parla addirittura di incentivazione e non di autorizzazione -, nonché di
promuovere e agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate, con la presenza
di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, nonché di edifici a
destinazione non residenziale dismessi o in via di dismissione, ovvero da
rilocalizzare, tenuto conto anche della necessità di favorire lo sviluppo dell'efficienza
energetica e delle fonti rinnovabili".
Questo è il testo di Legge, non è l'opinione dell'Assessore Lo Russo e
dell'Amministrazione. A questa Legge ha fatto riferimento un numero rilevante di
operatori privati, che ha presentato all'Edilizia Privata una serie di istanze. È una
discussione fatta più volte in Commissione e torno a ribadire che sono oltre 50 le
istanze che, nel frattempo, sono arrivate all'Ufficio dell'Edilizia Privata e che hanno
subito l'iter istruttorio: in taluni casi, sono state valutate degne di essere poste
all'attenzione, in quanto rispondevano ai requisiti di Legge per la loro ammissibilità,
mentre, in altri casi, no.
Questo mi pare il corretto quadro attorno a cui riflettere sul tema del Decreto
Sviluppo.
C'è pieno interesse a far discutere politicamente della questione edilizia e del nostro
Piano Regolatore, pertanto non solo non c'è volontà di non discussione, ma, anzi,
proprio alla luce di questa casistica, credo che sia opportuno discutere velocemente
del nostro Piano Regolatore. A mio modo di vedere - in questo caso si tratta di
un'opinione del tutto personale -, i tempi d'attuazione della trasformazione
territoriale ed il tempo tecnico che abbiamo già perso oggi in quest'Aula a discutere
di 150 metri quadrati di magazzino che diventano tre box forse non sono tanto
coerenti con quel giusto anelito di grande strategia e di grande ripartenza del tessuto
produttivo torinese che tutti quanti, a prescindere dallo schieramento politico e
dall'impostazione ideologica con cui affrontiamo i problemi, abbiamo nel nostro
cuore nell'interesse della città di Torino.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà non parteciperà alla votazione, in
quanto non abbiamo ravvisato nelle risposte fornite dall'Assessore, che ringrazio
comunque per la disponibilità data rispetto ad un confronto più complessivo,
un'indicazione per quanto riguarda l'interesse pubblico. Ringrazio l'Assessore per
averci letto uno stralcio della Legge, che è riportata nella prima pagina della proposta
di atto deliberativo, e le assicuro che ci prepariamo quando arriviamo in Aula ed in
Commissione (quindi, le proposte le leggiamo), però non è sufficiente leggere uno
stralcio della Legge per indicare quello che è l'interesse pubblico. Se la Legge ha
previsto che debba esservi un interesse pubblico, logicamente questo presuppone che
vi sia una valutazione da parte degli organi pubblici e non semplicemente la
riproposizione di un testo. Dalla risposta che l'Assessore ha fornito appare
chiaramente che non vi è stata alcuna valutazione. Mi dispiace, ma l'Assessore non
ha proceduto a svolgere il suo ruolo e la sua funzione e, di conseguenza, deve
assumersi la responsabilità, insieme a coloro che voteranno quest'atto, di approvare
l'atto stesso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione:
presenti 24, favorevoli 23, contrari 1.
La proposta di deliberazione è approvata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 23, favorevoli 22, contrari 1.
L'immediata eseguibilità è concessa.

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