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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2007-02396
?EDIFICIO EX CASERMA VIGILI DEL FUOCO? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CAROSSA IN DATA 19 APRILE 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702396/02, presentata in data 19 aprile 2007, avente per oggetto:
"Edificio ex caserma Vigili del Fuoco"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Viano, anche per la parte di competenza del Vicesindaco.

VIANO Mario (Assessore)
Per quanto riguarda la ricostruzione dei costi sostenuti dalla Città per le operazioni di manutenzione straordinaria e di riqualificazione dell'edificio ex caserma Vigili del Fuoco di Corso Regina Margherita nn. 126-128, mi rifarò ad una nota, che naturalmente potrò lasciare, e che risulterà senz'altro più diffusa dei passaggi essenziali che, invece, potrò richiamare in Aula.
Verso la fine del 1999 fu approvato il progetto definitivo e, nel marzo 2000, venne esperita una prima gara d'appalto.
L'aggiudicazione, a favore della ATI (Associazione Temporanea d'Impresa) Panero/MIT (probabilmente, quindi, con altre società, di cui comunque era capofila Panero), avvenne con un ribasso di 18,626.
I lavori ebbero inizio a settembre e l'ammontare (espresso in Euro, anche se allora erano computati in Lire) era equivalente a 2.967.000 più IVA.
Nell'arco di tempo intercorso fra l'approvazione del progetto e l'avvio del cantiere, le condizioni dell'edificio si erano ulteriormente deteriorate, per quanto riguarda la copertura, in particolare, per atti d'intrusione che avevano dato luogo ad ulteriori danni, nonché per gravi vandalismi in numerosi locali, legati appunto ad occupazioni abusive.
Ciò ha dato luogo, nel corso dell'esecuzione, ad una perizia significativa, ma alla pari, ovvero, stralciando alcune opere e prevedendo la realizzazione di altre, perché, sulla base della normativa Merloni, non si voleva - né si può -, con le perizie, eccedere l'importo di lavoro al di là di una certa quota, peraltro molto modesta.
Quindi, le opere si sono mantenute nei valori originariamente appaltati, tant'è che il collaudo dei lavori ha dato luogo ad una contabilità, che si chiude, per opere a misura, in 2.992.000 e 176.000 per oneri relativi alla sicurezza, ossia con uno scarto del 5%, o poco più, rispetto all'importo d'appalto.
Questi importi, però, includono una serie di opere, oggetto di perizie, per far fronte a maggiori danni da ripristinare e, naturalmente, all'esclusione di alcune delle finiture.
Sul certificato di collaudo, che chiude con gli importi suddetti, il capofila della ditta in Associazione Temporanea d'Impresa ha confermato le riserve, che non sono state accolte dai collaudatori, per un ammontare complessivo di 1.643.000 Euro, la cui parte maggiore è ascrivibile ai danni da sospensione lavori, dovuti alla necessità di approntare la Variante, in relazione a quanto ho fatto riferimento prima.
Sulle riserve, siccome non è stato accettato il collaudo da parte dell'impresa, è pendente una causa, promossa dalla Ditta Panero.
Il 29 marzo 2007, il CTU, nominato dal giudice, ha depositato la propria relazione tecnica, che fissa in 484.000 Euro, contro i 1.643 richiesti (precisamente, l'ammontare delle riserve iscritte), l'importo delle riserve accoglibili, su cui si dovrà pronunciare il giudice.
Come detto, i lavori furono conclusi per pari importo, ma una serie di opere vennero stralciate.
La finalizzazione dell'intervento, ovvero la destinazione per la quale l'immobile è stato avviato al recupero, era quella di ospitare gli uffici e il deposito del Comando di Polizia Municipale; inoltre, era prevista l'utilizzazione di parte del piano terreno per un distaccamento dei Vigili del Fuoco, relativamente agli interventi che gli stessi avrebbero dovuto attuare nelle aree centrali della città.
Dopodiché, appunto, i lavori non sono stati completati, essenzialmente in relazione al cadere di questa prospettiva... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La diversa prospettiva è rappresentata dall'apporto dell'immobile al capitale di FinPiemonte, la quale si farebbe carico del completamento dell'intervento per il pieno adeguamento alle proprie esigenze.
Quest'orientamento, a tutt'oggi, permane valido, perché FinPiemonte ha confermato integralmente, anche nella sua nuova compagine amministrativa, tale interesse.
Com'è noto, è in corso un'operazione di riorganizzazione di FinPiemonte attorno a due società: una, più tipicamente immobiliare, a composizione azionaria mista, e l'altra, a composizione interamente pubblica, nella quale entrerebbe a far parte la Città di Torino, con quest'apporto di capitale, che si occuperebbe essenzialmente delle azioni di sviluppo (Agenzia per lo Sviluppo). Purtroppo, in questo senso, stiamo ancora attendendo che la vicenda possa concludersi, per consentirci il definitivo apporto di questo cespite e, quindi, la partecipazione al capitale sociale della Società, nonché alla sua governance.
Questa è la ragione della sostanziale stasi delle operazioni di recupero e riqualificazione, stasi che, fortunatamente, finora non ha dato luogo a gravi ed ulteriori danni, perché, in qualche modo, la struttura è protetta (per questo il Vicesindaco Dealessandri era chiamato a rispondere ad una parte dell'interpellanza); tuttavia, è legata alla partecipazione alla Società FinPiemonte, che si realizzerebbe attraverso l'apporto di questo patrimonio immobiliare, che però è integralmente da confermare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Potrà sembrare una battuta: mi avevano detto che fare il Consigliere Comunale sarebbe stato difficile e, sicuramente, non è facile; però, a Torino, non è poi così difficile, perché basta sparare e, da qualsiasi parte lo si faccia, si trova qualcosa!
Non dico che non sia a posto o quant'altro, ma comunque non è perfetto, sicuramente, e - sottolineo - uso quest'aggettivo eufemisticamente: questo ne è l'esempio.
Preannuncio che non sono assolutamente soddisfatto, non delle cifre che ha citato (che sicuramente sono corrette), ma di come questa vicenda è stata gestita. Qualcuno dovrebbe spiegare come sono avvenuti determinati passaggi, ma soprattutto qualcuno, dovrà spiegare un aspetto che per ignoranza mia non ho capito e cioè il discorso finale sulla FinPiemonte, perché, da cittadino torinese, prima che da Consigliere Comunale, voglio sapere cosa faremo di questo edificio. Per me tutto ciò è al di fuori di qualsiasi concezione: non capisco nulla di queste trasformazioni di FinPiemonte; ammetto di essere assolutamente a digiuno e non all'altezza di comprendere questi passaggi che fate sempre molto volentieri e molto frequentemente.
Quello che voglio capire è: cosa facciamo di questo edificio? Sicuramente ha causato una spesa eccessiva rispetto a quella programmata, perché è stato superato il budget; non posso dire a causa di chi, perché non ne sono all'altezza, ma sicuramente questo è il dato di fatto.
Poiché non vorrei tediare nessuno con un argomento di cui non ho nemmeno io una percezione chiara, chiedo al Presidente di rimandarne la discussione in Commissione, certamente non perché l'Assessore non abbia risposto puntualmente (altrimenti sarei scorretto), a quasi tutte le domande, tranne una (forse, non per colpa sua, anzi sicuramente non per colpa sua: magari non conoscerà la risposta sulla destinazione finale di questo edificio), ma perché vorrei sapere come sono stati affrontati tutti i passaggi e, soprattutto, cosa avverrà d'ora in avanti, perché sicuramente qualcuno (il cittadino torinese o chi per esso) dovrà ancora mettere dei soldi!
Quindi, per questo motivo chiedo un necessario approfondimento in Commissione, naturalmente, con tutto il tempo che l'Assessore ed il Presidente di Commissione vorranno prendere.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per una breve precisazione, all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
Effettivamente,su questo ho glissato involontariamente.
Non ho nessuna obiezione a che si discuta in maniera puntuale e diffusa in Commissione; comunque, do questa informazione, perché l'ho sorvolata, appunto, involontariamente.
La destinazione è terziaria; abbiamo già fatto, a suo tempo, una Variante urbanistica. L'edificio potrà ospitare (l'ipotesi è ancora aperta) direttamente gli uffici di FinPiemonte o, in alternativa, la Società che sortirà da questa articolazione di FinPiemonte potrà completare il risanamento e la rifunzionalizzazione e metterla a reddito o, viceversa, cederla. Nel senso che, da parte della Città di Torino, ci sarà un apporto (non una cessione) del patrimonio che verrà valorizzato al fine di quantificare una partecipazione capitale della Città di Torino alla Società, in esito a questa articolazione di FinPiemonte.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Su richiesta del Consigliere presentatore, consideriamo l'interpellanza discussa per l'Aula, ma la inviamo al Presidente della Commissione competente per l'approfondimento in Commissione.
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