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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2007-02648
?VANDALI E GRAFFITARI COSTANO 2 MILIONI L'ANNO. UN'ORDINANZA SPECIALE PER PROTEGGERE I CITTADINI? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA, GHIGLIA, GALASSO, LONERO E RAVELLO IN DATA 2 MAGGIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702648/02, presentata in data 2 maggio 2007, avente per oggetto:
"Vandali e graffitari costano 2 milioni l'anno. Un'ordinanza speciale per proteggere i cittadini"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Rispondono gli Assessori Borgogno e Curti.
La parola all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
È difficile ricavare i dati delle spese per il ripristino di questo tipo di danneggiamenti (adesso non sono a conoscenza dei dati per quanto riguarda la spesa generale, magari ce li fornirà l'Assessore Curti), a meno che non si riferiscano alla somma di più soggetti, di più aziende.
Dunque, pattuglie decoro: 496 sanzioni nel 2006, 149 nel primo trimestre del 2007. Questo dimostra che vi sono stati vari interventi, che testimoniano un'attività particolarmente intensa su questo argomento.
Inoltre, nel 2006 la Polizia Municipale ha inoltrato all'Autorità Giudiziaria 5 notizie di reato, mentre nel primo trimestre dell'anno corrente le notizie di reato sono state 3 per l'articolo n. 639 del Codice Penale.
In merito a questo argomento, recentemente c'è stata una discussione riguardo alcuni aspetti collegati con il Patto per la Sicurezza. Come è noto, il Patto per la Sicurezza, sottoscritto la scorsa settimana, si compone di una serie di argomenti ai quali si aggiungono alcune proposte di carattere normativo, oggetto di una discussione che si svolge sul Tavolo normativo nazionale, attraverso la quale sono richieste alcune modifiche che riguardano vari argomenti. Noi abbiamo pensato di introdurre anche alcune modifiche al Codice per quanto riguarda questo tipo di problemi.
Diversamente da quanto citato in interpellanza, a noi non risulta che il Comune di Alessandria abbia emesso ordinanze specifiche, mentre il Comune di Novara, con una deliberazione della Giunta del 1997, ha semplicemente provveduto all'innalzamento dell'entità delle sanzioni.
La proposta che abbiamo avanzato al Tavolo normativo nazionale, collegato con la discussione sul Patto per la sicurezza, è quella di introdurre, per questo tipo di atti (atti di vandalismo urbano e fenomeni similari), l'introduzione di pene riparative. Questo avviene prevalentemente nei Paesi anglosassoni con un certo successo e, personalmente, credo che potrebbe essere applicata utilmente anche da noi, sia per le caratteristiche delle persone che tendenzialmente compiono questo tipo di atti, sia per la difficoltà di far sì che la sanzione (soprattutto se di tipo amministrativo) sia efficace ed effettiva.
Trovo che, invece, l'idea della pena riparativa abbia molto a che fare con il tema in oggetto, non soltanto perché ritengo sia una sanzione maggiormente praticabile, ma perché ci riporta ad un tema di fondo che riguarda argomenti come questi, cioè la possibilità di far vivere la consapevolezza che, quando si produce un danno di questo genere, si produce un danno alla collettività, di cui si fa parte, quindi anche a se stessi.
Naturalmente, occorrerebbe fare un ragionamento molto lungo, che ci porterebbe molto in là, per esempio, analizzando alcuni dati storici, abbiamo visto che questi problemi si manifestano in modo particolare nei periodi estivi, quando le scuole sono chiuse. Questo non significa che i protagonisti di questi fatti siano gli studenti o i ragazzi che frequentano le scuole; tuttavia, è abbastanza ragionevole supporre che in parte sia così. Questo ci rimanda anche al fatto che si tratta di persone che magari non vivono condizioni così disagiate o particolarmente compromesse. E questo ci riporta ad un altro argomento ancora, cioè il ruolo che la famiglia e le istituzioni scolastiche possono avere o dovrebbero avere nel cercare di tenere viva la cultura del far parte di una comunità e quindi di non danneggiarne gli elementi che la compongono, perché noi stessi ne facciamo parte.
Allora, il concetto della pena riparativa, se volete, ha anche un po' questo spirito: quello di immaginare una sanzione che, in qualche modo, permetta anche di riparare un danno alla comunità, oltre che a se stessi, in quanto parte della comunità. Si tratta, in ogni caso, di pene che, come ho detto, sono anche più semplici da esigere e da attuare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Molte cose le ha dette l'Assessore Borgogno. La somma alla quale si fa riferimento è sicuramente indicativa, perché, in realtà, la composizione della spesa, per quanto riguarda la riparazione da atti vandalici, sta nei capitoli di manutenzione ordinaria delle Circoscrizioni, piuttosto che delle singole Divisioni: il Verde, la Scolastica (dipende dove succede l'atto vandalico), piuttosto che le aziende, la GTT, in particolare, e i privati, quando ripristinano le facciate dei loro condomini.
Diciamo che il tema del vandalismo ha a che fare con una pluralità di comportamenti, ma anche con una pluralità di capitoli di spesa specifici. È del tutto indicativa. Ricordo che questo è un tema assolutamente comune ad altre città; se è vero che la Città di Torino, nel suo complesso, ha una spesa di 1.500.000 Euro, la Città di Milano sostiene di avere una spesa di 12 milioni di Euro all'anno per il ripristino di atti vandalici.
Milano, naturalmente, è più grande e, quindi, è chiaro che ci sia una proporzione. Detto questo, il tema ha molto a che fare con l'educazione al rispetto del vivere civile.
Non risulta che le ordinanze generali (ma, spesso, neanche quelle circoscritte) abbiano mai agito con un effetto di deterrenza.
Difficilmente inducono un particolare cambiamento nella cultura individuale di adesione alle norme di civile convivenza, per le quali si rimanda al Regolamento della Polizia Municipale.
Vorrei semplicemente aggiungere, rispetto al quadro presentato dall'Assessore Borgogno, che, anche in assenza di una normativa nazionale che introduca nel Codice le pene riparative come uno degli elementi di repressione e sanzione all'atto, in ogni caso, la Città di Torino, agisce lavorando sul tema della prevenzione della riparazione del danno.
In particolare, faccio riferimento alle azioni di ripristino dei portici dell'asse storico che non sono avvenute soltanto in periodo pre-olimpico, ma, in realtà, dal periodo pre-olimpico ad oggi vedono, attraverso alcuni strumenti, l'intervento immediato di azioni di recupero delle facciate (sicuramente può essere uno strumento da estendere), nonché azioni di prevenzione e riparazione del danno e coinvolgimento degli autori degli atti vandalici. L'ultimo, e più recente, episodio che ricordo è la vandalizzazione di un muro di ingresso in una scuola elementare dell'E15, che è un fabbricato municipale in Corso Cincinnato, che è stato bruciato, presumibilmente, da giovani del territorio. In quel caso, abbiamo agito coinvolgendo i presunti autori del danno chiedendo e fornendo loro delle vernici per poter ridipingere il muro (cosa che i ragazzi che si ritrovavano, nel muretto accanto, hanno fatto)
Con la scuola materna è stato fatto un lavoro per definire murales ed un'azione di ripristino del muro anche colorandolo e i ragazzi del territorio, insieme ai bambini della scuola materna, hanno ridipinto quel muro con una spesa assolutamente ridicola (qualche centinaia di Euro). È stato fatto con il coinvolgimento dei ragazzi, dei bambini della scuola elementare e dei loro genitori. Questa azione ha interessato i presunti autori del danno e, in qualche modo, ha favorito il loro coinvolgimento e il fatto che, oggi, quel muro, da quando è stato restituito alla collettività, non è più stato vandalizzato e ora c'è una cura particolare da parte dei ragazzi di quel territorio.
Queste sono azioni che, al di là della prevenzione e della riparazione del danno, come pena prevista dal Codice Penale, vanno sicuramente incentivate e incrementate, perché consentono una "metabolizzazione" delle regole che hanno a che fare con il vivere civile, con la cura del territorio, come cura, anche, dello spazio pubblico inteso come spazio collettivo e non come spazio privato.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Ringrazio gli Assessori della risposta.
Hanno avanzato osservazioni in larga parte condivisibili. Talmente condivisibili che io ricordo un'interpellanza del Gruppo di AN (credo sia del 2000, o del 2001, massimo) in cui già si chiedeva, appunto, una riflessione su questo tema delle pene, delle sanzioni riparatorie che, in certi ambiti, sono già irrogabili perché, per esempio, la giustizia civile, in molti casi, consente ed ha adottato, per esempio, nel caso di inquinamento colposo, come risarcimento alla parte civile, non un rimborso semplicemente monetario, ma un risarcimento composto da una parte monetaria integrata ad un'attività dal forte significato riparatorio.
Tuttavia, lo dico all'Assessore Borgogno, ma anche all'Assessore Curti: ho una brutta impressione. Non vorrei che siamo tutti talmente d'accordo che questo sia uno dei casi in cui il meglio è nemico del bene. C'è tanta filosofia e tanta riflessione nelle loro risposte.
Io temo che, ora che si riesca ad introdurre una modifica al Codice Penale che introduca un reato, o aumenti le pene, o anche semplicemente una declaratoria che precisi che questo tipo di reato, caratteristico delle aree urbane, passi del tempo e il problema non venga, in qualche maniera, affrontato, se non in singoli casi encomiabili.
Noi, però, non possiamo pensare che, affidandolo ad una comunità locale, i balordi, o gli studenti sfaccendati rinuncino a fare del vandalismo.
Due sono le preoccupazioni: la prima è quella di una città e di una comunità che è regolarmente danneggiata in questo clima di inconsapevolezza (sono d'accordo con l'Assessore Borgogno).
Non so se siano gli studenti, se siano appartenenti a famiglie che possiamo considerare, tra virgolette, a posto, o normali. Certo è che d'estate, Torino, a volte, offre spettacoli (lo sa l'Assessore, perché deve essere sulla breccia anche in quelle circostanze) desolanti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) No, della breccia. Magari, a fermarli. Se l'Assessore avrà l'occasione di fare una passeggiata per Via Garibaldi (per non parlare di altri quartieri), nella prima decade di agosto, vedrà una Torino molto particolare (penso sia esperienza comune).
Certamente, c'è quella spinta che deriva dalla crisi delle agenzie formative, o educative, ma c'è anche dell'altro.
Il secondo tema (ed è su questo che noi vi chiediamo se non ci siano strade per tamponare questo problema, in maniera un po' più urgente) è quello dei privati.
I privati sono esposti quant'altri mai, perché, molto difficilmente, riescono ad avere un risarcimento e anche un contributo.
Ci sono stabili i cui amministratori hanno rinunciato a fare la pulizia delle facciate, perché, continuamente, vuoi perché vicino hanno la scuola, il centro sociale, o l'università, sono bersaglio dell'affissione selvaggia delle locandine delle discoteche, piuttosto che del centro sociale, piuttosto che de La Margherita, o di Alleanza Nazionale. È lo stesso.
In campagna elettorale abbiamo visto, addirittura, un Assessore in carica, che attaccava i suoi adesivi sugli arredi della città di Torino. Sì, era l'Assessore che è entrato nella gabbia dei leoni, durante la scorsa consiliatura. C'erano i suoi adesivi e, forse, si vedono ancora sugli arredi urbani, in Via Garibaldi.
Caro Assessore Borgogno, i vandali, effettivamente, possono essere insospettabili. Però, tolto questo, c'è, secondo me, un problema serio rispetto ai privati, che sono più esposti.
Mi dichiaro soddisfatto, quindi, ma rinnovo l'appello di considerare misure che possano rispondere urgentemente a questo bisogno, per evitare che si generi uno scenario di rassegnazione e di degrado, che poi contribuisce ulteriormente, in una spirale infinita, ad incrementare questi fenomeni, nel senso di normalità dell'atto di vandalismo.
Chiaramente, un atto di vandalismo, consumato in un'area già pesantemente compromessa, viene meno percepito come qualcosa d'illegale o inopportuno.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
L'interpellanza è discussa.
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