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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2007-02993
?SECONDO NUMERO DELLA RIVISTA DELLA POLIZIA MUNICIPALE, DALLE COSCE LUNGHE AI PANORAMI INGUINALI? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA, GHIGLIA, GALASSO, LONERO E RAVELLO IN DATA 15 MAGGIO 2007.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702993/02, presentata in data 15 maggio 2007, avente per oggetto:
"Secondo numero della rivista della Polizia Municipale: dalle cosce lunghe ai panorami inguinali"

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Poiché l'interpellanza riguarda, in particolare, il ruolo del Comandante della Polizia Municipale di Torino, preciso che il Comandante Famigli fa parte del Comitato di Direzione di questa rivista, Comitato di cui fanno parte i comandanti delle Polizie Municipali delle grandi città italiane, e che non ha alcun rapporto, né alcun titolo, ad intervenire sui contenuti redazionali della rivista in questione. I comandanti si limitano ad avere una sorta di supervisione sui contenuti tecnico-giuridici della rivista, non su quella parte più ludico-decorativa cui fa riferimento l'interpellanza.
Il 20 aprile, il Comandante Famigli, dopo il primo numero di quella rivista, ha scritto una lettera al direttore e all'editore della rivista (l'editore è un soggetto privato proprietario di un'azienda ed è editore di questa e di altre riviste), lettera in cui, tra l'altro, viene citata la mozione approvata, a suo tempo, dal Consiglio Comunale di Torino, con la quale l'Amministrazione si impegnava a superare, in una comunicazione istituzionale, l'uso strumentale, offensivo ed oltraggioso dell'immagine femminile, intesa come richiamo sessuale, oggetto passivo, eccetera. La lettera conclude con queste parole: "Alla luce di quanto sopra, qualora il modello di comunicazione della rivista dovesse proseguire secondo l'attuale tenore, si vedrà costretto a rivedere la sua posizione in seno al Comitato di Direzione, ovvero a dimettersi dal medesimo". A quanto pare, la lettera è stata ricevuta dall'editore della rivista quando il secondo numero, incriminato anch'esso, era già stato stampato. Il terzo numero, che ho avuto modo di visionare qualche giorno fa (e naturalmente ne fornirò copia all'interpellante), non presenta alcuna immagine con le caratteristiche dei due numeri precedenti.
Né la Città, né la Polizia Municipale di Torino forniscono alcun contributo alla rivista in questione e non esiste, in quell'ambito, alcun referente per la Città. Né il Comandante Famigli, facendo parte del Comitato di Direzione, riceve alcun compenso. Egli fa parte del Comitato di Direzione, come ne fanno parte i comandanti delle Polizia Municipali delle altre città italiane, con lo scopo di cui parlavo prima. Né la Città di Torino, né la Polizia Municipale di Torino hanno attivato l'abbonamento alla rivista.
Si tratta, quindi, di un'iniziativa editoriale che va per conto suo: non c'è un rapporto tra quell'iniziativa editoriale e la Città, non c'è un rapporto con i contenuti ludico-decorativi della rivista e il Comitato di Direzione, che è l'unico organismo del quale fa parte il Comandante della Polizia Municipale di Torino senza ricevere alcun compenso, a titolo gratuito, con i comandanti delle altre Polizie Municipali d'Italia.
Questa rivista ha un suo contenuto tecnico-giuridico e tecnico-scientifico che, personalmente, non sono in grado di valutare; certamente, non c'entra nulla con il resto della rivista medesima.
Infine, come ho già detto, il Comandante Famigli, appena visto il primo numero (su cui era stata presentata una precedente interrogazione e/o interpellanza), ha scritto la lettera che ho letto e di cui, naturalmente, farò avere copia al Consigliere.
Il terzo numero della rivista, peraltro, tradisce le previsioni dell'interpellante, perché, a quanto pare, non solo gli editori della rivista hanno interrotto questa escalation, addirittura si sono fermati, cioè non si sono nemmeno attestati dov'erano, ma sono retrocessi alla linea di partenza.
Meglio così, credo, non tanto per noi, perché non c'entriamo niente, quanto per l'editoria nazionale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Personalmente mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore. Tuttavia, intendo sottolineare due aspetti. È ovvio che possiamo dibattere sulla produzione editoriale nazionale, dalla Mondadori alla società di Massafra, di Castellaneto, o di Avetrana, uno di questi paesi, in provincia di Taranto. Però, è altrettanto ovvio che una cosa è se Mauro Famigli si diletta nel tempo libero a disegnare fumetti più o meno hard come privato cittadino, magari sotto pseudonimo; altra cosa è se Mauro Famigli, che occasionalmente è Comandante della Polizia Municipale di Torino, scrive o partecipa a un giornale che si chiama "Polizia Municipale", che presenta aspetti non soltanto incoerenti con il tema della rivista (che è un tema di settore), ma anche in contrasto con i principi che questa Città ha più volte consacrato e ribadito, oltre che nel proprio Statuto, anche in documenti ufficiali.
Quindi, va bene che il Comandante dei Vigili Urbani abbia scritto, anche perché sarebbe difficile sostenere la tesi che il dottor Famigli sia sostanzialmente estraneo a questa rivista e che il suo legame sia tenue, dal momento che la copertina del primo numero di tale rivista era una foto tipo "GoodFellas", con 5 o 6 persone in formazione di gruppo, tra cui il Comandante Famigli; probabilmente, erano Comandanti della Polizia Municipale, alcuni dei quali non avvertono la sensibilità di privarsi di questi aspetti un po' goliardici.
Nel secondo numero, oggetto della seconda interpellanza, c'è un riferimento al dottor Famigli, con tanto di sua fotografia, nell'editoriale di apertura, quindi non è un estraneo.
Il secondo tema di cui vorrei parlare rileva più per la Presidenza che per l'Assessore. Non posso non rimarcare il sorprendente ed assordante silenzio della Commissione Pari Opportunità, perché, a parte un'iniziativa del Consigliere Cerutti, la Commissione Pari Opportunità (che, ultimamente, non si è peritata di andare a sindacare i contenuti di un'interpellanza di questo Gruppo) su questo tema, a due riprese, non ha avuto niente da dire. Capisco la solidarietà di partito, capisco che alcuni Consiglieri di maggioranza abbiano paura anche a starnutire perché temono le censure del Sindaco, capisco che il Comandante Famigli sia come il Direttore Vaciago, per cui qualsiasi cosa egli faccia è sicuramente ben fatta, però credo che l'Ufficio di Presidenza debba fare una riflessione a tale proposito, perché sarebbe come se la I Commissione si rifiutasse di occuparsi del tema del Bilancio o del PEG.
Se la Commissione Pari Opportunità non interviene su questo tema, sollevato più di una volta, significa che qualcosa ancora non funziona nella Commissione Pari Opportunità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Sarà mia cura trasferire al Presidente del Consiglio Comunale questo suo invito e sarà, chiaramente, interesse del Presidente stesso provvedere all'approfondimento cui lei faceva riferimento.
L'interpellanza è discussa.
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