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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200700605/104, presentata dalla Giunta Comunale in data 20 febbraio 2007, avente per oggetto: "Piano Casa anni 2007/2008 - Dai Piani di Edilizia Pubblica al Programma per la Casa" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 25/05/2007 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Passiamo all'analisi degli emendamenti. Per quanto riguarda i subemendamenti n. 1 agli emendamenti nn. 1, 2 e 8, presentati dai Consiglieri Coppola e Cantore, ha chiesto d'intervenire il Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Desidero solamente annunciare che questi subemendamenti sono ritirati, ma con profondo rammarico, perché, dalle dichiarazioni dei Colleghi della maggioranza (sicuramente, l'errore è stato da parte mia, perché, quando si fraintende, bisogna cercare dentro se stessi la responsabilità del fraintendimento), avevo inteso che il loro approccio alla discussione sul Piano Casa, portato avanti dall'ottimo Assessore Tricarico, avrebbe visto in maniera costruttiva il lavoro della minoranza. Invece, abbiamo chiesto al Consiglio Comunale di ritardare di un'ora l'esame del Piano Casa, appositamente per migliorare gli emendamenti presentati, ma, evidentemente, si è bravi nel chiedere alla minoranza di lavorare congiuntamente, mentre, poi, la differenza fra le parole ed i comportamenti è all'ordine del giorno. Perciò, desideravo semplicemente segnalare che i subemendamenti sono ritirati, con sommo rammarico. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Quindi, i subemendamenti n. 1 agli emendamenti nn. 1, 2 e 8 sono ritirati dai proponenti. L'emendamento n. 1, presentato dai Consiglieri Coppola e Cantore, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Ho cercato di dirlo prima, Presidente, ma adesso è più importante entrare nel merito. Quindi, venerdì, nel corso della seduta della Commissione competente, si è ragionato sugli eventuali punti di contatto e d'incontro fra la più importante deliberazione che il Consiglio Comunale si appresta a votare (quella presentata dagli Assessori Passoni e Viano, riguardante le dismissioni immobiliari) ed il Piano Casa, presentato dall'Assessore Tricarico (peraltro, abbiamo trovato un'intesa con i Colleghi della maggioranza, in relazione ad una seduta di Commissione che siamo sicuri di organizzare nelle prossime settimane); ebbene, gli Assessori Passoni e Viano hanno spiegato all'Assessore Tricarico che, sostanzialmente, nessuna delle dismissioni in atto può essere utile all'attuazione del Piano Casa, ma ci siamo interrogati sulla composizione del Piano Finanziario, che sostiene la realizzazione del Piano Casa medesimo. Effettivamente, dalle valutazioni fatte, ci siamo resi conto che 11.480.000 Euro (su 85 complessivi) sono garantiti dalla Città di Torino attraverso il ricorso a mutui. Ebbene, nelle scorse settimane e nel corso dei primi approfondimenti che abbiamo fatto, in relazione alla proposta di deliberazione sulle dismissioni, tutti abbiamo sentito e anche letto, successivamente, sui giornali, che una delle principali ragioni per le quali l'Amministrazione decideva di vendere una parte importante del proprio patrimonio era legata alla volontà di non peggiorare la nostra condizione debitoria. Dicendo la verità, cioè che sono di sinistra nell'ambito del Gruppo di Forza Italia, nell'ambito del centrodestra, ho ricordato come il nostro patrimonio, attraverso le dismissioni, dovrebbe ritornare ad essere tale, attraverso la costruzione di nuove case nell'ambito dell'edilizia sociale. Alcuni Consiglieri, fra i quali Grimaldi e Cassiani, annuendo alle mie riflessioni, hanno detto - a parole, non confermate stasera dai comportamenti, ma lo vedremo... - di essere d'accordo con me nel ritenere... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Il Consigliere Cugusi non c'era, perché, sicuramente, sarebbe stato anch'egli bandiera di questa campagna... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non voglio istigare, ci mancherebbe altro! Sostanzialmente, si erano dichiarati assolutamente disponibili a prendere in considerazione la possibilità di stabilire che gli 11.480.000 Euro (che la Città s'impegna ad apportare, in relazione agli 85 milioni complessivi, sul Piano Casa) sarebbero derivati dalle dismissioni che andremo ad approvare nelle prossime settimane, anziché ricorrere a mutui; quindi, in realtà, il nostro patrimonio ritorna ad essere tale. A fronte di una dismissione, il cui valore siamo ancora costretti ad ignorare, perché - spero che il Presidente me lo farà ricordare - abbiamo visto la "deliberazione del lievito" stabilire, a marzo, il valore di 97 milioni, mentre, a maggio, è diventato di 147, quindi, poiché la Città si appresta a registrare un'entrata importante e cospicua, in relazione a vendite di patrimonio proprio, non si comprende il motivo per cui una parte di quelle entrate non debba tornare ad essere patrimonio, nell'ambito di un Piano Casa molto importante e ben fatto, che però avrebbe dovuto essere reso ancor più interessante ed utile, senza una condizione debitoria peggiore per la nostra Amministrazione. Pertanto, qualora i miei emendamenti non fossero approvati, mi asterrò, personalmente, dal votare favorevolmente sul Piano Casa; avrei voluto votare contro, ma, francamente, per l'impegno profuso e la capacità registrata dall'Assessore Tricarico, non riesco ad andare oltre. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Desidero intervenire, stimolato dall'uomo di Sinistra nel Centrodestra... Se fosse tale, voterebbe comunque questo Piano, perché, al di là delle situazioni emergenti - possono anche non essere condivise -, serve per il bene di quanti hanno bisogno; quindi, pure quanto è stato detto in Commissione è proprio sulla base di un'ipotesi che, oggi, non abbiamo ancora votato. Come possiamo, quindi, pensare ad inserire un progetto, quale quello della dismissione, laddove, per il momento, il Consiglio non ha permesso di far prendere corpo allo stesso? Mi spiace, perché, di fatto, credo che un voto positivo a questo Piano farebbe bene (anche se, poi, l'Amministrazione dovrebbe definire come prevede di reperire gli 11 milioni di Euro ipotizzati sul mutuo). L'invito che rivolgo al Consigliere Coppola, quindi, è di non rinunciare a questo importante voto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Grimaldi. GRIMALDI Marco Vorrei fare alcune precisazioni al Consigliere Coppola. Noi ci siamo resi disponibili, anzitutto, a rivederci, in quella Commissione (congiuntamente con l'Assessore Passoni), sulle dismissioni immobiliari e su tutta la vicenda patrimonio, essendo noi, ovviamente, favorevoli - anzi, più che favorevoli - all'idea che l'estinzione dei mutui si faccia anche con le dismissioni immobiliari (come abbiamo già votato in Finanziaria, a differenza del centrodestra). Rimane, quindi, tutta la nostra disponibilità, qualora gli investimenti che riusciremo a trovare, grazie alle dismissioni immobiliari, potranno servire proprio ad estinguere gli 11 milioni di mutuo che mettiamo nel Piano Casa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ci viene impossibile, oggi, trattare questa vicenda, senza avere ancora votato quella partita e senza aver visto i risultati di quelle dismissioni. Allora, ci siamo impegnati a rivederci, visto che una variazione di Bilancio si può fare anche in futuro: io credo che questo sia l'atteggiamento più corretto e non demagogico che una maggioranza può avere in queste situazioni. Rimaniamo, quindi, dell'avviso che la sua richiesta sarà accolta, in futuro, nelle Commissioni congiunte, da tutta la maggioranza, visto che abbiamo sottoscritto con lei l'esigenza di non accendere altri mutui. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo al Consigliere Coppola se gli altri emendamenti saranno illustrati tutti, uno per uno, o se il suo intervento iniziale valeva per tutti gli emendamenti. COPPOLA Michele Presidente, attenda qualche istante e lo scoprirà, non si preoccupi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TRICARICO Roberto (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: (Presenti 39, contrari 30, favorevoli 9). L'emendamento n. 1 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 2, presentato da..., recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TRICARICO Roberto (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo all'Assessore Tricarico di comunicare alla Presidenza l'eventuale cambio di parere. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: (presenti 37, contrari 28, favorevoli 9). L'emendamento n. 2 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 3, presentato da..., recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3: (presenti 38, favorevoli 28, astenuti 9, contrari 1). L'emendamento n. 3 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 4, presentato da..., recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ringrazio il Sindaco per la sua presenza in Aula. Leggo brevemente l'emendamento che vorremmo inserire nell'allegato 1, alla sezione Premessa: "Il Piano Casa sarà attuato dando priorità a coloro che sono in possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato aderente all'Unione Europea. Il cittadino di altri Stati è ammesso qualora sia legalmente soggiornante in Italia e svolga una regolare attività di lavoro subordinato o autonomo da almeno tre anni". Perché chiediamo questo? Innanzitutto, perché, secondo noi, deve essere dato un segnale preciso ed inequivocabile ai cittadini torinesi e ai tanti immigrati regolari, che è un aspetto altrettanto importante. Abbiamo, oggi, l'occasione di dare una precisa indicazione, partendo da quella che è una priorità assoluta, cioè la casa. Il Piano va nella direzione giusta, ma si deve dare la certezza che una casa sarà concessa dall'ente pubblico territoriale che meglio rappresenta il principio di sussidiarietà soltanto a chi abbia la cittadinanza italiana. Questo eviterebbe che ci si senta scavalcati o, peggio, prevaricati da chi non detiene i diritti e i doveri fondamentali che provengono dalla responsabilità di appartenere ad una nazione. Purtroppo, a Torino, questa sensazione regna nel comune sentire dei cittadini: dico questo ai Consiglieri e al Sindaco, anche a seguito di numerosi colloqui con cittadini, che vengono presso i nostri uffici del Gruppo a parlare del problema casa. È una sensazione evidente, che forse, poi, non è suffragata dai fatti, signor Sindaco, ma credo che, come principio fondamentale, in una premessa, possa essere inserito. Un altro aspetto importante riguarda il fatto che la percezione di sicurezza passa anche da questi piccoli provvedimenti. Una Nazione moderna considera ineludibile il fenomeno dell'immigrazione, ma deve dare ai cittadini la certezza che chi appartiene ad un Paese abbia diritti e doveri diversi da chi ancora non ne fa parte. Non vogliamo essere dipinti come nazionalisti, questo sia ben chiaro, anzi, al contrario, riteniamo che il nazionalismo sia la degenerazione dell'identità nazionale e non debba essere usato come clava per supplire alla mancanza di una radicata sensazione di appartenenza ad una Nazione. Questo, infatti, è un elemento fondamentale di democrazia. Non mi dilungo, perché ritengo che, se c'è la volontà di votare a favore di questo emendamento, lo si fa anche senza troppi discorsi. Se alla fine, a fronte di questo ragionamento, noi ci ritirassimo, non faremmo prevalere l'integrazione, ma soltanto, purtroppo e senza reciprocità, le altre identità. Questo, secondo noi, è il ragionamento che sta alla base di questo emendamento, che speriamo il Consiglio Comunale voglia approvare come principio fondamentale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TRICARICO Roberto (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4: Presenti 38, favorevoli 9, contrari 29. L'emendamento n. 4 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 5, presentato dall'Assessore Tricarico, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5: Presenti 39, favorevoli 30, astenuti 9. L'emendamento n. 5 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 6, presentato dall'Assessore Tricarico, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6: Presenti 39, favorevoli 30, astenuti 9. L'emendamento n. 6 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 7, presentato dall'Assessore Tricarico, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7: Presenti 39, favorevoli 30, astenuti 9. L'emendamento n. 7 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 8, presentato dai Consiglieri Coppola e Cantore, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per l'illustrazione, al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Vorrei leggere il testo di questo emendamento ai Consiglieri Cugusi, Cassiani, Cassano e Gallo Domenico. "Sostituire: 'Fondi comunali derivanti da mutui' con: 'Fondi derivanti dalle dismissioni immobiliari - Delibera proposta alla Giunta Comunale in data 13 marzo 2007 n. 200701474/08'". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? TRICARICO Roberto (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8: Presenti 36, favorevoli 9, contrari 27. L'emendamento n. 8 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Abbiamo esaurito la trattazione degli emendamenti. La parola all'Assessore Tricarico, per un intervento sulla proposta di deliberazione così emendata. TRICARICO Roberto (Assessore) Ho ascoltato gli interventi dei Consiglieri Comunali, che, ancora una volta, hanno saputo portare il loro contributo non soltanto in termini politici, ma soprattutto amministrativi, ad una deliberazione che si è formata con il concorso dei Consiglieri Comunali, ma anche dei soggetti sociali e degli operatori impegnati in questa materia. Proprio perché ci occupiamo di politica, attraverso le campagne elettorali e l'ascolto della città, tutti siamo a conoscenza di quanto sia difficile, per molte famiglie, arrivare al pagamento del canone e di quanto, ormai, sia divenuto impossibile per molte di queste, che sono precipitate nella morosità e che, quindi, hanno su di loro l'incombenza dello sfratto. Questa sensibilità non poteva che ottenere l'impegno da parte di tutti i Consiglieri Comunali e da parte dei Presidenti delle Commissioni, che sicuramente hanno saputo arricchire questo Piano: lo hanno fatto con autentica passione e mi permettono di poter svolgere questo lavoro non soltanto in sede locale, ma anche e soprattutto in sede nazionale, perché quasi tutte le osservazioni devono trovare un riscontro legislativo, e oggi siamo la prima Città italiana che adempie a quanto contenuto nella Legge 9, che chiede, appunto, ai Comuni italiani di approvare dei Piani, che poi saranno oggetto di un intervento ulteriore da parte del Governo. Il nostro Piano non è rivolto soltanto alle case popolari, ma è un Piano per la casa, quindi noi abbiamo voluto mettere insieme non soltanto le iniziative presentate, in questi anni, dal Comune di Torino come forma di servizio ai nostri concittadini, ma anche nuove misure che possano dare una risposta concreta a chi ha difficoltà a mantenere un alloggio faticosamente acquisito, per il quale si è impegnato con le banche, o un alloggio che ha ottenuto grazie alla fatica del proprio lavoro. Per questo motivo, su suggerimento del Consigliere Ravello (perché bisogna fare anche nome e cognome dei Consiglieri che hanno contribuito), abbiamo pensato di introdurre un capitolo da dedicare alla possibilità che il Comune garantisca le giovani coppie nell'accesso alla prima abitazione. Abbiamo, altresì, acquisito le osservazioni del Consigliere Angeleri, che in passato ha già svolto il lavoro di membro della Commissione Emergenza Abitativa. Esperienze, queste, che abbiamo voluto ascoltare, perché riteniamo sia importante sapersi presentare come amministratori che vogliono incidere concretamente nella vita delle persone. Per questo, abbiamo anche accolto l'emendamento del Consigliere Silvestrini, che compare come emendamento di Giunta. È un emendamento voluto dal Consigliere, che desidera maggiore integrazione tra ATC e Comune, relativamente al monitoraggio e all'identificazione delle condizioni socio-economiche degli inquilini delle case popolari. Non ci sfugge, certamente, Consigliere Ferraris, che fa riferimento a situazioni che richiedono un controllo rivolto a capire se permangono i requisiti di permanenza delle case popolari. Noi emettiamo circa mille decadenze all'anno; non siamo, però, felici. Così come quando vediamo che viene tolta una casa nel privato, così, ci approcciamo nello stesso modo, quando viene tolta un'abitazione nel Pubblico, perché l'aspirazione di chi cerca una casa popolare, normalmente, coincide con condizioni sociali ed economiche che, certamente, meritano tutto rispetto. È con questo spirito che ringrazio tutta l'Aula per il contributo dato e sono certo che la Giunta saprà restituire, prossimamente, la fiducia che, oggi, il Consiglio Comunale ci ha voluto accordare. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cantore, per dichiarazione di voto. CANTORE Daniele Mi spiace, Assessore, che questo suo lavoro, cominciato bene, termini con una non unanimità del Consiglio Comunale. Voglio spiegarmi meglio in alcuni passaggi. Intanto (mi permetto di dire questo al carissimo amico e collega Coppola), mi pare che, forse, i patti, in quest'Aula, sia meglio non farli; speriamo non succeda più avanti, su altri argomenti. COPPOLA Michele (Intervento fuori microfono). CANTORE Daniele Su questo argomento, mi permette, ci tengo mi dia ragione, perché gli interlocutori sono inaffidabili e ci spiace che lo siano di fronte ad un Assessore che ha fatto un grande lavoro. Voglio, anzi, ribadire i complimenti già pervenuti dai Colleghi dell'opposizione, di fronte, però, ad una Giunta che, pare, ritenga ci siano Assessori di serie A e Assessori di serie B. Non voglio iscriverla nella serie B. Per quanto ci riguarda, la iscriviamo nel Campionato di serie A. Vogliamo fare questo, perché riteniamo che lei lo meriti (e non sono complimenti buttati lì). Dobbiamo dirci esattamente come stanno le cose, anche a fronte di un nostro impegno, in particolare del collega Coppola, per aiutare questa Amministrazione sul piano operativo, ma anche sul piano amministrativo (e, quindi, finanziario), a trovare una soluzione migliore rispetto a quella proposta nel Piano per la Casa, a fronte di assensi palesi in Commissione, ma anche in Aula, e devo dirlo Assessore, lei lo sa, a emendamenti che abbiamo subemendato, pensando che ci fosse disponibilità da parte della Giunta e della maggioranza. Poi, magari, sarà intervenuto l'Assessore Passoni a dire: "Per questo, il dubbio". Ma l'Assessore Passoni vale più dell'Assessore Tricarico? Per noi no. Forse vale più dell'Assessore Tricarico; non so se per l'appartenenza politica, o perché ha la delega al Bilancio, ma, probabilmente questo è. Di fatto, voi avete detto "No" a emendamenti sui quali siete d'accordo. Non voglio che qui vi pronunciate, perché saremmo di nuovo a quel gioco con le teste che annuiscono e poi, al momento giusto, non viene confermata la positività del parere. Scusi, Assessore (mi rivolgo anche al Sindaco), in realtà, noi chiedevamo soltanto che si potesse verificare che non venissero accesi ulteriori mutui e, in relazione a questa vicenda del patrimonio immobiliare, si potesse attingere a questi fondi e, quindi, mi pare un'operazione, anche sul piano amministrativo ed economico-finanziario, corretta. Peraltro, per non vincolare né lei, ma, soprattutto, il Sindaco e l'Assessore competente, abbiamo chiesto, attraverso il subemendamento, che si aderisse a questa ipotesi, collegata con i fondi, in modo prioritario (quindi, non vincolante). Ci pareva un doppio percorso aperto, non soltanto per il piacere di aprirlo, ma aperto all'Amministrazione Comunale. Ci siamo, invece, ritrovati con una maggioranza che ci ha detto di "No". Ci pare strano e proprio questo ci fa venire dei dubbi. Le anticipo, Presidente, che le scriverò un'altra lettera. So che la prima, mi dicono, non l'abbia comunicata al Presidente di competenza, ma anche a fronte di quanto avvenuto questa sera (poi le spiegherò in altro contesto, non voglio portare qui la discussione), non so se al Gruppo di Forza Italia, si collegheranno anche altri Gruppi di opposizione. Non basta il tempo, fino a venerdì, per guardare gli allegati che ci avete mandato rispetto alla deliberazione sui fondi. Quindi, chiederemo una proroga oltre venerdì, perché abbiamo la necessità di avere più tempo per vagliare la documentazione, anche perché non nego che ottenere una risposta negativa ci fa venire dei dubbi non da poco, perché ci pareva qualcosa che, probabilmente, poteva pensare la stessa maggioranza e non dovevamo arrivarci noi. Giustamente, il Consigliere Coppola, disse: "Ho suggerito una cosa che, certamente, la maggioranza aveva già in mente". Forse sono arrivato un attimo prima e, invece, ci siamo accorti che qualcuno è arrivato un attimo dopo a disfare tutto quanto era stato costruito. Noi ci asterremo con rammarico su questa proposta di deliberazione nei suoi confronti, Assessore, veramente! Condanniamo questo atteggiamento della Giunta e della maggioranza. Chiediamo al Presidente del Consiglio, e al Presidente della I Commissione, di rinviare l'ordine del giorno della prossima settimana, perché (voglio dirlo qui in Aula, anche se potevo comunicarlo solo in forma scritta) abbiamo bisogno di più tempo per studiare la seconda deliberazione, sulla vicenda dei fondi, che ci state riproponendo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Prima di dare la parola al Consigliere Galasso, credo di aver capito a che cosa si riferisse il Consigliere Cantore, circa la mancata trasmissione di una mia lettera per... CANTORE Daniele (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) È evidente. Non è stata trasmessa per un semplice motivo: in Conferenza dei Capigruppo, come lei ben ricorderà, avevamo preso atto di una vostra richiesta e, quindi, non c'era motivo di fare... Forse, se c'è stata mancanza da parte mia, è stata quella di non comunicare immediatamente con il Presidente della I Commissione circa la necessità di (ma per effetto di una mia mancanza, da questo punto di vista). Però, dalle cose che si erano dette in Conferenza dei Capigruppo, il Presidente, per quanto avevo capito io, era già informato della richiesta che voi gli avevate fatto. CANTORE Daniele (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Evidentemente, c'è stato un equivoco nella modalità con la quale abbiamo discusso in Conferenza dei Capigruppo, ma, ovviamente, ora prendo atto della richiesta ulteriore che viene qui avanzata. Domani la discuteremo in Conferenza dei Capigruppo e, eventualmente, procederemo a stendere tutti gli atti necessari. Poi, le faremo sapere. CUNTRO' Gioacchino (Intervento fuori microfono). CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Sì, Consigliere Cuntrò. Sicuramente le faremo sapere. La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio I puntuali e pregevoli interventi dei Colleghi Ravello e Lonero hanno reso già evidente il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale. Devo solo aggiungere che questa proposta di deliberazione è una pagina di poesia sociale per noi; perciò, riteniamo di poter superare anche qualche qui pro quo, o qualche inascoltata sollecitazione. Perché poesia sociale? Perché è stato evidenziato il ruolo della casa: quella che deve essere definitiva e quella che viene assegnata, ma con un'aspirazione a diventare tale. Siccome ho parlato di poesia, chiudo ricordando come l'importanza della casa, il simbolo della casa (che, quindi, ci riconduce ad una dimensione dell'idea di famiglia feconda e creativa), noi lo cogliamo nei "Malavoglia" di Verga e "Nel giorno del giudizio" di Salvatore Satta, quando ci spiega che la casa non è soltanto quella che ci fanno gli architetti, ma quella dove uno vuole radicare il proprio essere, quindi, coltivare la propria identità e trasmettere la propria tradizione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Credo che il Consigliere Cantore renda un brutto servizio all'ottimo lavoro svolto dall'Assessore Tricarico e, poi, dai Consiglieri Comunali in Commissione, mettendo insieme due profili che non hanno una particolare attinenza; infatti, un conto è il Piano Casa, un altro è la deliberazione che stiamo per votare, che mi sembrava di aver capito riscuotesse apprezzamenti significativi anche nelle fila dell'opposizione. Mi pare che lo stesso Vicepresidente avesse manifestato una certa condivisione, nei confronti del contenuto ultimo della deliberazione. Il fatto di arrivare a dichiarare in Aula un voto negativo, soltanto perché non è stato accolto un emendamento che avrebbe comportato una variazione di Bilancio o, meglio, avrebbe imposto al Consiglio Comunale di adottare, in un successivo e distinto atto, una variazione di Bilancio, mi sembra un modo poco serio per discutere di una deliberazione che, invece, è frutto di un lavoro durato mesi, che - ripeto - ha ricevuto apprezzamenti da parte di tutti i Consiglieri, ha visto dichiarazioni molto positive in Commissione e rispetto alla quale mi pare che, oggi, si voglia in qualche modo fare un passo indietro, cercando un pretesto, poiché è chiaramente un pretesto quello del vincolo alla destinazione delle dismissioni immobiliari. Il fatto che si tratti di un pretesto e che non riguardi affatto il contenuto di questa deliberazione di dismissioni emerge anche da un altro aspetto: se avessimo approvato l'emendamento presentato dal Vicepresidente, avremmo dovuto approvare, appunto, a distanza di poche settimane, una variazione di Bilancio; non approvandolo (peraltro, l'emendamento si riferisce all'anno 2006-2007), qualora le dismissioni dovessero - come auspichiamo - apportare alle casse dell'Amministrazione Comunale introiti tali da consentirci di non accendere tutti i mutui che abbiamo preventivamente ipotizzato proprio per dare seguito al Piano Casa, com'è già stato dichiarato da altri Consiglieri, credo che noi saremmo i primi a non procedere all'accensione di quei mutui e ad utilizzare le risorse reperite attraverso le dismissioni. Bisogna fare attenzione, però, perché, se il Piano Casa è un buon piano e se i mutui ipotizzati sono necessari per realizzarlo, l'emendamento proposto dal Vicepresidente rischia di diventare un modo, probabilmente non voluto, per metterlo in discussione; infatti, se le dismissioni non dovessero poi apportare quei contributi, la mancata apertura dei mutui ne avrebbe reso impossibile la realizzazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, ma è una conseguenza possibile. Quindi, perché non rimanere nel merito del Piano Casa, votarlo ed ascoltare l'impegno nei confronti delle dismissioni immobiliari? Se si vuole rendere il più possibile razionale l'impiego delle dismissioni immobiliari, se non esiste la volontà, semplicemente ostruzionistica, di mettere il Piano Casa in condizioni di poter essere realizzato solo a seguito delle dismissioni, e, però, si vuole che queste ultime siano realizzate al meglio, mi domando perché mai annunciare, in questo stesso intervento, una richiesta di ulteriore rinvio del Piano Casa; semmai, si sarebbe dovuto richiedere un'approvazione immediata della deliberazione sulle dismissioni! Se proprio si vuole che le due cose si colleghino e s'intende realizzare al meglio il Piano Casa attraverso le dismissioni, mi è poco chiaro perché mai si sia annunciata in quest'Aula, per l'ennesima volta, una richiesta di rinvio e, poi, si sia detto che questo Piano Casa sarebbe ottimo, soltanto se fosse finanziato con le dismissioni. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, c'è qualcosa che non funziona, perché il fatto che si colleghino le due cose e si chieda il rinvio dell'una fa sorgere il sospetto che non si voglia procedere neppure all'approvazione dell'altra. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, facciamo così: prendiamo sul serio il Piano Casa, approviamolo e, poi, procediamo rapidamente anche all'approvazione del Piano Dismissioni, così sarà possibile dare seguito a quest'intendimento e finanziare il Piano Casa attraverso le dismissioni. Quindi, chiediamo al Presidente Cuntrò e alla Giunta di procedere ancora più rapidamente sul piano della valorizzazione degli immobili, proprio per rendere possibile quanto auspicato dall'emendamento presentato dal Consigliere Coppola. Infine, desidero rivolgere un sincero ringraziamento al lavoro svolto dall'Assessore Tricarico e da tutti i Consiglieri, i quali hanno partecipato alla stesura definitiva. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Intervengo per esprimere un voto in dissenso dal mio Gruppo e perché credo che, in realtà, il Consigliere Giorgis, nei confronti del quale ho molta stima, abbia frainteso quanto abbiamo scritto. In effetti, una prima stesura, probabilmente affrettata, aveva fatto sì che, nella penna, rimanesse l'avverbio "prioritariamente". Nel momento in cui si esplicita di nuovo, con un avverbio, la disponibilità del Consiglio a delegare ulteriormente la Giunta per individuare quale cifra, legata a quegli 11 milioni individuati, debba arrivare direttamente dalle dismissioni, credo che non si possa parlare di pretesto, signor Presidente. Perciò, il rammarico con il quale diciamo "ni" a questo Piano Casa è legato ad un aspetto fondamentale, perché emerge la concretezza ed il pragmatismo di chi si riconosce nella componente moderata di quest'Aula, poiché i bei propositi, senza risorse finanziarie, servono solo a riempire le bocche! Perciò, quando abbiamo ragionato sugli strumenti, con i quali rendere concreto un Piano Casa che riteniamo un segnale importante, ed abbiamo approfondito il tema (sempre nell'ambito della Commissione presieduta dal Consigliere Cuntrò) delle dismissioni immobiliari e della condizione d'indebitamento vissuta dalla nostra Città, ciò ha fatto sì che chiedessimo alla Giunta di avere un'indicazione sulla strada da seguire, differentemente da quello che era già stato indicato. Non ci siamo inventati i subemendamenti o gli emendamenti stessi: abbiamo registrato una ragionevole disponibilità. È vero, non sono patti, ma il Consigliere Cantore l'ha detto tra virgolette (che, peraltro, non avete colto) e, quindi, non erano patti scritti, ma - lo ripeto per l'ennesima volta - disponibilità registrate. Abbiamo sbagliato: siamo degli illusi, perché siamo convinti che, alle parole, seguano i comportamenti; ebbene, credeteci, non capiterà più! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Chiedo scusa, Consigliere Coppola, però, se non ho capito male, il suo Capogruppo ha espresso una dichiarazione di voto d'astensione, mentre lei ha parlato di "ni". Quindi, vorrei capire a che cosa si riferisca, effettivamente, quel "ni". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, allora chiedo scusa, siccome questa Presidenza è sempre molto indulgente nei suoi confronti, al contrario di quanto avviene nei confronti di altri... Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: presenti 36, favorevoli 32, astenuti 4. La proposta di deliberazione è approvata. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento. L'immediata eseguibilità è concessa con lo stesso esito della votazione precedente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la mozione di accompagnamento alla deliberazione: Presenti 36, favorevoli 8, contrari 28. La mozione di accompagnamento è respinta. |