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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 28 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 30
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-00605
PIANO CASA ANNI 2007/2008 - DAI PIANI DI EDILIZIA PUBBLICA AL PROGRAMMA PER LA CASA.
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Passiamo alla discussione congiunta della proposta di deliberazione n. mecc. 200700605/104, presentata dalla Giunta Comunale in data 20 febbraio 2007, avente per oggetto:
"Piano Casa anni 2007/2008 - Dai Piani di Edilizia Pubblica al Programma per la Casa"
e della proposta di mozione n. mecc. 200703401, presentata dai Consiglieri Ravello, Ghiglia, Ventriglia, Galasso e Lonero in data 28 maggio 2007, avente per oggetto:
"Mozione di accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 200700605/104".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
A questa proposta di deliberazione sono stati presentati 8 emendamenti e 3 subemendamenti.
L'Assessore Viano non intende illustrare la proposta di deliberazione, che è già stata discussa in Commissione il 13 aprile e il 25 maggio.
Qualche Capogruppo o qualche Consigliere chiede di intervenire?
Per evitare situazioni imbarazzanti, com'é accaduto in passato, riformulo, per la seconda volta, la richiesta ai Consiglieri se intendano intervenire sul dibattito generale.
Ho iscritti a parlare i Consiglieri Gallo Domenico, Angeleri, Cassiani, Zanolini, Ravello, Ferraris e Tronzano.
Una precisazione: il Presidente Levi-Montalcini mi ricorda che le Commissioni nelle quali si è discusso l'argomento sono state la I, la II e la IV.
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Intervengo brevemente per sottolineare l'importanza di questo atto deliberativo, soprattutto per l'articolazione delle proposte innovative in esso contenute, dal Piano Casa regionale alle proposte che già la nostra Amministrazione sta ponendo in essere da qualche anno. Ritengo che la questione "casa" sia molto importante ed è uno dei problemi della nostra città e del nostro Paese.
Quindi, il mio voto sarà, sicuramente, favorevole.
Purtroppo, non ho avuto la possibilità di seguire le Commissioni che si sono occupate di questo argomento. Pertanto, vorrei soffermarmi su due aspetti di questa proposta di deliberazione. Il primo aspetto riguarda la questione degli alloggi sfitti, che io ritengo un problema storico, ma comunque di estrema importanza. Non so quanti siano gli alloggi sfitti nella nostra città; dall'ultimo censimento risultavano sfitti dai 30.000 ai 33.000 alloggi, quindi una entità enorme che va oltre il fabbisogno della casa che esiste nella nostra città.
Credo che quello degli alloggi sfitti sia un problema politico serio: un alloggio sfitto non utilizzato non risponde ad un'esigenza sociale, quando questo alloggio è tenuto sfitto dal proprietario senza alcun motivo fondamentale, ad esempio, per motivi familiari, magari perché serve al figlio, eccetera.
In una situazione di emergenza, come quella in cui ci troviamo oggi, quando un alloggio rimane sfitto e quindi non abitato, credo che siamo di fronte ad un fatto di egoismo sociale al quale bisognerebbe dare delle risposte, che non sono assolutamente l'esproprio proletario e la requisizione, ma sono la capacità di proposta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cantore, mi guardo bene dal proporre la requisizione sociale o l'esproprio proletario, però, di fronte ad un'emergenza sociale, credo debbano essere adottate anche misure severe.
Non saprei dire quali potrebbero essere le misure, ma sono gli Enti Locali o lo Stato che devono fare delle proposte ai proprietari delle case; credo che i proprietari di case abbiano diritto a ricavare un debito dalla messa sul mercato di un alloggio.
Oggi ci sono alloggi che vengono proposti in affitto a 700 Euro o a 1.000 Euro, quindi non sono accessibili per tantissimi settori della nostra società; questo è un problema!
Quindi, ritengo che la questione degli alloggi sfitti dovesse essere inserita, in qualche modo, nell'analisi storica della nostra città. Sicuramente non ritengo che il problema degli alloggi sfitti debba essere risolto dall'Assessore alla Casa del Comune di Torino, però è una questione seria.
Di fronte all'emergenza casa, credo che questo aspetto debba essere analizzato dagli Enti Locali, anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni, per capire bene quali strumenti e quali misure possano restituire gli alloggi sfitti al mercato sociale.
Sono stati indicati alcuni strumenti, come ad esempio il contratto assistito, che io ritenevo uno strumento importante, e magari non è mai stato utilizzato, come forma, per tutte le potenzialità che poteva avere. Sicuramente era costoso per l'Amministrazione Comunale, ma oggi, nella proposta presentata dall'Assessore Tricarico, viene, in qualche modo, riarticolato, cioè non si parla più di "contratto assistito", ma di "canoni assistiti". Quindi, si tratta di una proposta articolata, che considera, sostanzialmente, il disagio sociale, ovvero il reddito e la condizione del soggetto che non ha la casa; in pratica, in base ad un bando, viene determinato, se non ricordo male, il 25% di risorse da parte del Comune. Quindi, è una proposta interessante, perché, per un reddito basso, coprire il 25% del costo dell'affitto, credo sia una misura socialmente utile e molto importante.
Probabilmente, occorre, però, trovare le misure di comunicazione che permettano a questo strumento di produrre risultati concreti, perché mi risulta che, negli scorsi anni, il contratto assistito avesse un riscontro, sostanzialmente, basso, in quanto i proprietari erano preoccupati e il Comune di Torino era una figura di mediazione che garantiva la tutela sia del proprietario, sia della persona che cercava casa.
Credo che questa misura, così come è stata riarticolata, debba essere pubblicizzata il più possibile, perché credo che molti, ancora oggi, non conoscano gli strumenti che il Comune fornisce su questa materia.
Concludendo, credo che sia da rivedere la questione degli alloggi sfitti, sollecitando la messa sul mercato degli alloggi, che mi risultano essere almeno 30-33.000, quindi più della richiesta da parte dei cittadini. Considerando queste cifre, non ci sarebbe neanche bisogno di costruire nuove case, in questa città, rispetto a quelle che già esistono storicamente sul nostro territorio.
Quindi, credo che si debba intervenire per risolvere questo problema, anche se non ho idea di quali strumenti possano essere utilizzati e, su questo punto, penso che neanche l'Assessore abbia la forza politica per riuscire a risolvere la questione, tanto meno il Sindaco.
Penso che questa dovrebbe essere una misura nazionale per incentivare, in qualche modo, la messa sul mercato degli alloggi, anche a prezzi accettabili.
Quindi, concludo, esprimendo soddisfazione per l'articolazione della proposta che l'Assessore ha fatto, pur considerando questi aspetti di criticità, che non dipendono assolutamente dalla nostra Amministrazione, rispetto al nostro problema storico degli alloggi sfitti e rispetto ai canoni assistiti, che, dal mio punto di vista, andrebbero pubblicizzati, per raggiungere tutte le persone che hanno bisogno di risolvere il problema della casa, che credo sia uno dei problemi fondamentali per una persona e per una famiglia.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Noi abbiamo avuto modo di apprezzare il lavoro svolto dall'Assessore già in Commissione. Forse è la prima volta che usciamo così allo scoperto, ma non è un caso; è legato alla sostanza e all'approvazione di questo Piano Casa e delle sue linee programmatiche.
Penso che, in un Paese civile, la casa debba essere, comunque, un diritto per tutti, soprattutto se lo riconduciamo ad un valore fondamentale, a cui noi teniamo particolarmente, che è quello della famiglia, perché penso che poter garantire una casa alla propria famiglia e ai propri figli sia uno degli obiettivi primari di qualsiasi essere umano appartenente a un nucleo familiare, che è parte fondante di questo nostro Paese.
Il fatto che sia in atto un aumento dei tassi di interesse, e quindi un innalzamento delle rate di mutuo, crea non pochi problemi in questa città, così come in tutto il Paese.
Rispetto a questo, penso che una Città come Torino debba porsi il problema in modo un po' più serio, anche nei confronti di un sistema bancario che dovrebbe affiancare e, quindi, seguire le politiche sulla casa di ogni Città.
In questo senso, mi sembra che il ragionamento che faceva, nella parte iniziale del suo intervento, il Consigliere Gallo Domenico, ovvero di guardare con attenzione il mercato degli alloggi sfitti in questa città, non possa che vedermi favorevole. Ovviamente, divergiamo sulle soluzioni.
Posso anche comprendere le difficoltà di questa maggioranza, in questo senso, perché abbiamo visto, per esempio, una riduzione dell'aliquota IVA allo 0,1‰ (cosa che è capitata, in particolare, ai proprietari di immobili che avevano aderito ai piani di locazione agevolata).
Questa era una delle sottolineature che ho fatto durante la seduta di Commissione e vorrei rifarla in questa sede. È uno degli argomenti per i quali vorremmo più chiarezza da parte della Giunta; chiarezza che so di non dover chiedere all'Assessore Tricarico, ma all'Assessore Passoni.
È certo che le Istituzioni dovrebbero rispettare le promesse fatte ai cittadini. Invece noi, l'anno successivo all'assunzione di un impegno con chi ha offerto la propria disponibilità in questa città, ci siamo completamente rimangiati la parola data, con tanti saluti alla lealtà del rapporto con il cittadino.
Questo è un aspetto che preoccupa la linearità di intervento, che dovremmo avere sulle politiche per la casa. È ovvio che, se vogliamo che, da parte dei privati, ci siano un'adesione e un coinvolgimento, maggiori, rispetto ad una seria politica per la casa, bisogna offrire un incentivo.
È ovvio che bisogna andare incontro ai proprietari e, senza azioni coercitive, come qualcuno paventa, cercare di invogliarli concedendo delle disponibilità che vanno rispettate.
C'é un altro aspetto, forse quello determinante che ci ha permesso di essere favorevoli al Piano Casa 2007-2008, ed è stato l'approccio che ha avuto l'Assessore rispetto alla presentazione del Piano Casa, non indirizzato esclusivamente sull'edilizia popolare, ma legato anche ad un rapporto che coinvolgeva, in qualche modo, il privato; quindi, un Piano Casa che guardava a 360 gradi il problema, in questa città.
Anche su questo, c'è una visione non del tutto univoca, non solo da parte della Giunta; in particolare, ma anche da parte dell'ATC di questa città, che fa un ragionamento diverso.
Allora, Assessore, noi abbiamo presentato (gliel'avevamo anticipato venerdì, in Commissione) una proposta di mozione proprio per ridurre l'ICI dall'1 allo 0,1, o meglio, per farla ritornare alle giuste percentuali promesse ai cittadini. Contemporaneamente, abbiamo presentato anche una richiesta di dimissioni al Presidente dell'ATC Giorgio Ardito, giusto perché approviamo il Piano Casa dell'Assessore Tricarico e non siamo assolutamente in linea con quanto, invece, richiama, esclusivamente su una linea di edilizia popolare, l'attuale Presidente. Sappiamo che l'incarico del Presidente Ardito sta per scadere, quindi, non sarà un grosso sacrificio, per lui, lasciare il campo libero all'Assessore, che penso abbia fatto (e lo voglio confermare) un buon lavoro. È per questo che noi voteremo a favore.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Volevo dare due linee di lettura molto rapide sul Piano Casa, rispetto a quanto ci siamo detti durante la seduta di Commissione e durante la seduta di Commissione Emergenza Abitativa.
Innanzitutto, credo che la vera essenza, la novità che questo Piano rappresenta, rispetto al passato, sia un cambio di filosofia.
Non c'è più una risposta all'emergenza (tamponare le necessità impellenti con l'acquisizione di alloggi di edilizia residenziale pubblica), ma esiste un Piano strategico.
Per risolvere il problema della casa, bisogna mettere in campo più elementi: le nuove acquisizioni da parte dell'Amministrazione Comunale, il rapporto con l'Azienda Territoriale per la Casa e tutto ciò che riguarda, anche a latere, i rapporti con i privati; quindi, il canone convenzionato, il canone assistito, la Legge 431 che dà la possibilità, anche se pochi ancora la conoscono, di avere grossi sgravi per chi dà in locazione il proprio appartamento, invece di tenerlo sfitto, come giustamente sottolineava il Consigliere Gallo.
Questo offre delle garanzie al proprietari, come l'opportunità di avere un canone che, in qualche misura, è più basso di quello di mercato, con la possibilità di accedere all'utilizzo della proprietà (vale sia per gli inquilini che per i proprietari), senza dover, per forza, acquistare l'abitazione.
Sappiamo che, a livello nazionale, tra le priorità del Governo, poste in queste ultime settimane, c'è quella della casa. Credo che, per esempio, debba essere messa in campo anche una politica di carattere fiscale, ovvero, agire sulla leva fiscale, appunto, per quanto riguarda l'utilizzo che si fa del proprio appartamento, perché dobbiamo favorire non la rendita, ma il fine sociale della proprietà.
Bisogna utilizzare il più possibile le abitazioni e, in qualche misura, riuscire a dare la possibilità a tutti di accedervi.
Ritengo che, attraverso il Piano Casa, la Giunta e la maggioranza, possano segnalare al Governo questo impegno.
L'acquisizione, da parte dell'Amministrazione Comunale, di alloggi pubblici, segnalata e sottolineata, verrà poi modificata da un emendamento accolto dalla Giunta e dall'Assessore che riguarda la parte consistente, impegnata con mutui, se dalle vendite straordinarie degli asset immobiliari della Città di Torino sarà possibile coprire prioritariamente quel tipo di acquisizione. A questo punto, credo possa essere una valida via da seguire.
Per ringraziare l'Assessore e chi ha lavorato con lui alla stesura del Piano, devo dire che nella nuova logica abbiamo inserito LO.CA.RE, che è uno dei fiori all'occhiello della nostra città. Tanto è vero che moltissimi capoluoghi italiani stanno guardando a questo tentativo di utilizzare un'agenzia come la nostra, per risolvere il problema della casa, mettendo in comunicazione proprietari e acquirenti, non soltanto utilizzando l'edilizia residenziale pubblica, ma anche quella privata, dando garanzie di offerta e domanda e offrendo, altresì, a tutti, la possibilità di accedere, a prezzi sociali, a questo tipo di bene che riteniamo fondamentale anche dal punto di vista sociale, appunto.
Avere la sicurezza abitativa, in una città dove la maggior parte degli alloggi (per lo più la prima casa) sono di proprietà, è certamente un gesto che aiuta la pace sociale.
In ultimo, un riferimento velocissimo al problema cui accennava il Consigliere Gallo Domenico, ovvero al fatto che le banche, attraverso la corresponsione del mutuo, sono diventate, in qualche misura, le vere proprietarie degli immobili.
Credo che, per esempio, nel Decreto Bersani, tra le varie sfaccettature, ci siano due punti fondamentali che vanno in una direzione positiva. Il primo punto riguarda la liberalizzazione, la concorrenza e la portabilità dei mutui che ha avuto, come conseguenza, quella dell'abbattimento dei tassi; quindi, lo spread bancario, essendoci concorrenza, è diminuito. C'è la possibilità di spostare il proprio mutuo da una banca all'altra, senza pagare le penali che si aggiravano sul 3%. Questa credo sia, davvero, una misura importante.
Pure questa misura, come tutte quelle a livello nazionale, può favorire il percorso che un'Amministrazione Comunale deve seguire per acquisire nuovi alloggi.
Il Programma Casa "10.000 alloggi entro il 2012", approvato dalla Regione Piemonte, va nella direzione che, in qualche modo, l'Assessorato ha già indicato; quindi, ovviamente con tutte le difficoltà che l'emergenza abitativa porta con sé, credo che possiamo guardare positivamente, in prospettiva, al prossimo biennio, per quanto riguarda la politica strategica della casa della nostra Città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Zanolini.

ZANOLINI Carlo
Devo esprimere la mia soddisfazione per un Piano Casa, che prevede un tentativo di dare sistemazione a molte persone senza casa, e che risulta ben strutturato ed articolato.
Però, come ho già fatto in Commissione, ma intendo ripetere in quest'Aula, vorrei aggiungere qualcosa circa la preoccupazione per i nuovi prodotti edilizi che si verranno a creare e costruire.
Ebbene, la preoccupazione di molti di noi è che questi prodotti edilizi non abbiano qualità visiva, cioè di bellezza, perché sembra che la bellezza e l'aspetto piacevole, proprio dal punto di vista visivo, non debba mai accompagnarsi all'edilizia popolare o convenzionata.
Avrei voluto presentare una mozione d'accompagnamento in tal senso, stimolando a creare una Commissione sul bello di tipo consultivo, per quanto riguardava i nuovi progetti edilizi; però, mi sono reso conto che avrebbe potuto essere uno strumento molto difficile da realizzare.
Quindi, non mi rimane altro che lanciare, da questi banchi, l'invito a considerare, innanzitutto, la bellezza progettuale ed architettonica di eventuali prodotti edilizi che saranno costruiti con il Piano Casa e, poi, come qualche Consigliere ha già accennato, la possibilità di costruire il meno possibile, utilizzando invece le case vuote, che non sono solo quelle dei privati, ma anche quelle, ad esempio (sebbene la mia inesperienza potrebbe portarmi a commettere errori di valutazione e di affermazione), delle ex Ferrovie dello Stato, perché esiste tutto un sistema di case ed alloggi che non è stato denunciato alla Regione ed al Comune, secondo una direttiva di legge che doveva obbligare in tal senso.
Perciò, secondo me, bisognerebbe insistere - su questo, peraltro, mi pare che il Sindaco Chiamparino sia già uscito sui giornali - perché sia effettuato un censimento delle case che le ex Ferrovie dello Stato avevano in proprietà e delle quali, attualmente, a quanto mi risulta, non si conosce né il numero né l'esatta localizzazione.
Quindi, prima di costruire nuove case, invito veramente a cercare di sfruttare tutto il possibile, senza aggiungere altri mattoni e riempire il territorio per colmare i vuoti; purtroppo, infatti, quest'ultima è un po' la mania dell'umanità da quando è comparsa sulla Terra e bisogna proprio cercare di porvi un freno.
Questi, dunque, sono i miei appunti ad un Piano Case che ritengo lodevolissimo.
Credo che, pure a livello governativo, oltre alla questione dell'affitto convenzionato con il Comune, debba andare avanti la proposta, lanciata da molti, della cedolare secca al 20% sugli affitti.
Ciò potrebbe indurre i proprietari degli alloggi ed i piccoli proprietari ad affittare con maggior facilità il proprio appartamento, perché non vi sarebbe un cumulo della rendita; sebbene questo stimolerebbe maggiormente la rendita, bisogna pensare che esistono persone, le quali hanno risparmiato una vita per avere un'integrazione della pensione, magari, con un alloggio che danno in affitto e che, sicuramente, consente un reddito minore nel caso in cui sia previsto il cumulo della tassazione.
Perciò, mi auguro che, anche a livello governativo, sia portato avanti il discorso del 20% della tassazione come cedolare secca, così come auspicato da alcuni nostri parlamentari, in modo che abbia una ricaduta migliore sul problema dell'occupazione della casa anche a Torino.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Auspicando che questo Piano Casa possa permettere anche al nostro Sindaco di trovare un alloggio all'interno del grande "condominio" del Partito Democratico, esprimo una generale soddisfazione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Signor Sindaco, mi aspettavo che lo facesse qualcuno della sua maggioranza; perdonatemi la divagazione, però mi sembra strano che dobbiamo essere noi a proporlo.
Quindi, questa generale soddisfazione è dovuta principalmente a due ragioni: innanzitutto, il metodo di lavoro che l'Assessore Tricarico ha inteso applicare nella preparazione e nell'iter che - immagino - porterà all'approvazione di questo Piano Casa, e, poi, il merito.
Come ho già avuto modo di dire, riteniamo che il fatto di aver permesso a tutte le Commissioni Consiliari competenti ed a tutti i Consiglieri Commissari di entrare nel merito, anche dietro una lunga serie di audizioni di soggetti interessati al provvedimento, sia un metodo al quale molti Assessori possano, a ragione, ispirarsi. Pertanto, ci auguriamo che il modello seguito dall'Assessore Tricarico possa davvero costituire un modello esportabile e contagiare altri suoi Colleghi, i quali non sono abituati ad adottarlo.
Sarei grato all'Assessore, peraltro, se mi seguisse nel ragionamento, perché non ho la presunzione di credere che sia indispensabile, però, può servire anche da stimolo...
Per quanto riguarda il merito, lo strumento proposto e discusso va ad affrontare, con particolare raziocinio, i fenomeni attuali che toccano la città di Torino, perché non parte da un presupposto - a mio avviso, errato -, bensì da un'osservazione circa il fatto che, attualmente, non ci si trovi in una situazione di totale emergenza abitativa, ma che le politiche abitative debbano prendere in considerazione la realtà, composta sia dall'ordinario sia dall'emergenziale.
Il Piano proposto dall'Assessore Tricarico, secondo quanto mi pare di aver capito, parte dal presupposto e dall'evidenza che, oggi come oggi, l'emergenza sembra prevalere sull'ordinarietà.
Perciò, non ci siamo trovati di fronte alla stesura di una serie di provvedimenti atti solo a tamponare l'emergenza, bensì davanti alla costruzione - mi pare - di qualcosa di proiettato verso il futuro, volto, da una parte, a ridurre l'emergenza, dall'altra, a migliorare l'ordinario.
Purtroppo, resta fermo un presupposto, che è l'unica nota stonata in questo concerto di sostanziale soddisfazione che unisce Gruppi di maggioranza e d'opposizione: l'operato della Giunta, in particolare, di qualche Assessore, i quali, finora, attraverso interventi che hanno portato all'aumento dell'ICI (com'è già stato detto in Commissione ed anche oggi, in Aula, dal Consigliere Angeleri), hanno un po' tradito la fiducia dei cittadini, in particolare dei proprietari d'immobili, i quali avevano inteso rivolgersi all'Amministrazione per fornire un aiuto non solo a quest'ultima, ma anche ai cittadini che avevano bisogno di trovare un alloggio a condizioni agevolate.
Come ho già avuto modo di dire - l'Assessore mi perdonerà la ripetizione, ma voglio approfittare anche della presenza del Sindaco -, capisco i meccanismi interni ad una maggioranza, ad una Giunta, che, attraverso quel sentimento di "solidarietà di Giunta" di cui ha parlato l'Assessore qualche tempo fa, portano anche a "chinare il capo" - mi sia permesso usare questa definizione - di fronte ad un provvedimento che non si condivide.
Lo capisco, ho già fatto una battuta al riguardo. Non mi sono mai trovato in una Giunta, forse a Torino non mi ci troverò mai, quindi è qualcosa di molto distante da me, che posso comprendere a fatica, con un po' di sforzo... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le vie del Signore sono infinite, questo è vero. Con un po' di sforzo posso provare a farlo. Non si sa mai.
Approfitto dell'occasione per ripetere l'invito che ho già espresso in Commissione all'Assessore, cioè che il sentimento di solidarietà di Giunta non porti, in successivi momenti, a chinare nuovamente il capo di fronte ad altri provvedimenti che potrebbero minare gli intenti che si è posto l'Assessore (e che, quindi, si è posta la Giunta) per risolvere o quanto meno andare incontro alle problematiche delle politiche abitative.
Aspettiamo con occhio attento le conseguenze di quanto già affermato dall'Assessore in merito ai prossimi, futuri e auspicabili abbattimenti dell'ICI e, soprattutto - e arrivo a discutere la mozione collegata che il mio Gruppo ha presentato -, a rivedere il rapporto che lega l'Amministrazione all'Agenzia che gestisce il patrimonio di Edilizia Pubblica.
Alla luce dell'attuale situazione e soprattutto delle continue, talvolta contraddittorie, dichiarazioni del Presidente Ardito in merito ai dati sulla morosità e, infine, in merito al rischio che i contributi stanziati dalla Regione Piemonte possano non essere utilizzati in maniera opportuna a causa di vincoli del Piano Regolatore, per i quali abbiamo chiesto che si convochi al più presto in audizione l'Assessore Viano (eventualmente, insieme al Presidente Ardito), perché si possa fare chiarezza su questo punto, crediamo che, comunque, sia opportuno, se non chiedere immediatamente ciò che abbiamo chiesto più volte, cioè le dimissioni del Presidente Ardito, quanto meno una verifica straordinaria sul suo operato e sulla gestione dell'Agenzia Territoriale della Casa.
Allo stesso modo, approfittiamo dell'occasione (del fatto cioè che si discute di politiche abitative), per proporre un invito all'Assessore e al Sindaco, affinché si rivolgano alla Regione Piemonte, perché si proceda all'adeguamento dell'imminente bando generale per l'assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica alle nuove condizioni socio-economiche della Città di Torino.
Questo è un richiamo che l'Assessore immagino conosca bene, perché spesso se ne discute in Commissione Emergenza Abitativa, spesso i sindacati e gli inquilini fanno notare alle parti politiche che gli attuali requisiti per l'assegnazione non rispondono più ad una situazione che è notevolmente variata rispetto a quando questi sono stati predisposti e che è in continua evoluzione. Per questo vogliamo approfittare sia dell'attenzione che è stata data al tema, sia del fatto che entro pochi mesi, mi auguro, si procederà all'emissione del nuovo bando, perché si vada ad una revisione delle caratteristiche dei criteri di assegnazione degli alloggi. Questo è quanto, Assessore.
Ovviamente, le diamo fiducia. Le abbiamo dato fiducia, perché ci siamo resi conto che lei ha voluto darne a noi.
Ovviamente, ognuno deve recitare la propria parte, ognuno deve assolvere il proprio ruolo e rispettare il mandato che gli è stato affidato dagli elettori e dai cittadini torinesi; per questo motivo non possiamo non prometterle che vigileremo con particolare attenzione, affinché il piano da lei proposto trovi reale attuazione e affinché, soprattutto, mi permetta di dirlo, lei non sia un uomo solo al comando nella soluzione di questi problemi e non si trovi a dover avere a che fare (magari lottando con la volontà di sottostare alla solidarietà di Giunta e con la volontà di fare quanto detto), con altri Colleghi della sua Giunta e della sua stessa maggioranza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Ho apprezzato l'intervento del Consigliere Ravello, perché ci ha permesso di renderci conto non solo quanto sia importante e bipartisan l'argomento che stiamo trattando, ma anche quanto sia importante, dal punto di vista sociale trovare una risposta concreta da dare alla cittadinanza. Quindi, mi complimento con il Consigliere per la poca speculazione e le buone idee che ha espresso.
Penso che questo piano abbia il pregio di riuscire a guardare avanti e lo fa in modo incisivo e in modo nuovo; come diceva qualcuno, senza guardare all'emergenza, senza rincorrere il problema, ma cercando di prevenirlo, anche in parte. È evidente che questo è un problema molto sentito a Torino, perché, a causa dei flussi, migratori sta aumentando. Nel guardare avanti, si riescono a dare diverse sfaccettature, impostazioni e strategie, che nel tempo dovranno prendere corpo.
Una tra le tante è la LO.CA.RE. Metropolitana, che permette di estendere il patrimonio culturale, ma anche gestionale, acquisito negli anni scorsi e di estenderlo all'area metropolitana, al quale - io credo - si arriverà anche affrontando il dibattito politico.
Un altro input si dà allo sviluppo di nuove aree; ovviamente questo percorso deve essere concertato ancora a livello urbanistico, ma la visione che leggo è che non vogliamo più aree (chiamiamole "ghetti", banlieue), dove la periferia è considerata emarginazione, quando invece dovrebbe essere integrazione.
Alcuni aspetti li abbiamo già valutati appieno e alcune critiche, anche costruttive, le abbiamo discusse durante le Commissioni, che hanno avuto il pregio di ascoltare e di saper ascoltare tutte le parti sociali interessate all'argomento e, con pazienza, credo che l'Assessore si sia fatto carico di alcune sollecitazioni. Una tra le tante l'ho suggerita anch'io, quella sull'housing sociale, cioè cercare di evitare che la Città (che si propone regista per la gestione condivisa anche con partner privati), sia meno burocratica, sia meno ingessata, come spesso avviene, e permetta quindi a questi partner di svolgere effettivamente il loro ruolo, anche nei confronti del bisogno sociale che loro cercheranno di colmare.
L'altro aspetto è l'accompagnamento delle fasce deboli alla casa, perché (ne parlavamo anche in Commissione) non possiamo pensare di lasciare queste fasce senza informazioni e comunicazioni. La comunicazione è importante, ma certe volte non è sufficiente, quindi bisogna imparare ad accompagnare chi non riesce a comprendere (ad esempio, ci sarà un bando) come porsi di fronte all'Amministrazione, magari per paura, senza guardare il colore della pelle e la provenienza, perché credo che anche rispetto alle provenienze ci siano i "furbi" pure qua! A tal proposito (una nota dolente, che credo che poi sarà la Città a dover verificare), sarebbe opportuno fare alcune verifiche sul campo; penso, ad esempio, che non tutte le persone che oggi beneficiano della casa di Edilizia Popolare siano perfettamente idonee: non perché ho dei dati alla mano, ma perché lo status di vita di alcuni soggetti è differente da quello dei loro dirimpettai. Mi chiedo, quindi, se non sia più opportuno essere più equi.
Infine, sull'ATC si è parlato molto; il Presidente Ardito si presenta sempre in modo un po' particolare, forse è anche polemico con la Città: io non chiedo nulla al Presidente Ardito, ma di stare molto attenti, da parte nostra, alle manutenzioni di questi stabili, perché non vorrei che continuassimo ad acquisire, costruire e cedere stabili nuovi o, comunque, seminuovi e dimenticassimo che ci sono ancora tante situazioni precarie, verso le quali una buona fetta del patrimonio e delle risorse economiche vanno destinate.
Non vorrei che si arrivasse a classificare case dello stesso indirizzo popolare di tipo A, C o B come i campionati di calcio, mentre sarebbe opportuno che tutti avessero la stessa possibilità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Condividiamo il metodo che l'Assessore ha scelto per l'iter di questo provvedimento e pensiamo che con la nostra azione abbiamo tentato di dare delle risposte adeguate ai nuovi bisogni dei cittadini. Il problema centrale evidentemente è proprio questo: i nuovi bisogni sono diversi da quelli di un tempo e credo che, a tal proposito, il Piano Casa abbia fatto un particolare sforzo.
A seguito dei costanti colloqui che abbiamo con i cittadini, penso che, oggi, il problema della casa sia legato alle lungaggini burocratiche, ai ritardi di erogazione dei sussidi, all'insufficiente informazione sulle procedure ed alla sensazione che gli immigrati abbiano più diritti dei cittadini italiani (sensazione che, magari, non è suffragata dai fatti). Su quest'ultimo punto abbiamo presentato un emendamento, ma ritengo che questa sensazione vada limitata all'interno della Città di Torino attraverso l'emendamento che speriamo vorrete approvare.
Inoltre, abbiamo audito le associazioni dei proprietari, che hanno stigmatizzato l'aumento dell'ICI: hanno detto che, dai 1.300 Euro in giù, tutti hanno il problema dell'affitto (un dato che mi ha impressionato parecchio); hanno fatto notare che i casi sociali non hanno un'organizzazione strutturata ed hanno intuito che in numerose occasioni i bandi non sono più gli strumenti più adatti.
Pertanto, questo Piano avrà il nostro voto positivo, però pensiamo che in questi casi si dovrebbe agire, più che sull'emergenza abitativa (problema sul quale prestate molta attenzione), sul fondo di garanzia, sul contributo per l'accesso alla locazione e sugli incentivi ai proprietari, perché oggi, visti i nuovi bisogni che vi sono, credo che sia quello di cui i torinesi hanno bisogno.
Inoltre, auspico una maggiore collaborazione fra il suo Assessorato e quello dell'Assessore Viano, perché penso che il disegno complessivo della Città meriti una collaborazione più stretta su questo problema.
Concludo il mio intervento, dicendo che il nostro voto sarà positivo, perché questa proposta di deliberazione è espressione della volontà di collaborare, così come sta accadendo sulla sicurezza, perché il problema della casa non deve assolutamente essere di parte. Inoltre, abbiamo apprezzato molto la sua visione complessiva, meno estrema rispetto ad alcune altre componenti della sua maggioranza e chiediamo a lei di verificare l'iter di questo processo già nel 2008, perché pensiamo che una prima verifica ci debba essere già il prossimo anno per assicurarsi che questi strumenti che abbiamo individuato siano oggettivamente i migliori.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Il Consigliere Ravello ha già detto buona parte delle cose che, come Gruppo, abbiamo sostenuto nel periodo di discussione di questa proposta di deliberazione, anticipando il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale. Il nostro voto sarà positivo non tanto perché riteniamo che questa sia una proposta di deliberazione assolutamente impeccabile (sicuramente ci sarebbero potuti essere miglioramenti), però riteniamo di non dover fare della speculazione politica su un argomento così importante e con una così grande ricaduta sociale, quindi non metteremo i puntini sulle "i", ma ci baseremo sul contenuto generale e soprattutto sull'obiettivo che l'Assessore vuole raggiungere, che è assolutamente condivisibile ed esprimiamo, così come ha già fatto il Consigliere Ravello, un apprezzamento notevole sul metodo...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Lonero, scusi l'interruzione.
La volta scorsa non presiedevo quando si è verificato un fatto assolutamente increscioso per cui, mentre alcuni Colleghi lavoravano, altri parlavano con ospiti della platea che, ricordo, è riservata ai giornalisti, ragion per cui chiedo ai commessi di verificare, per cortesia, se le persone presenti in tribuna siano giornalisti, chiedendo loro un tesserino di identità.
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Chiudo la premessa di questo intervento ribadendo che non ci saremmo mai sognati di fare speculazione politica su un argomento di questa importanza, ma che vogliamo che l'Assessore possa lavorare con la serenità e la pienezza di poteri date da un'auspicata approvazione unanime di questa proposta di deliberazione.
Mi permetto, però, di consegnare all'Aula due riflessioni che potrebbero aiutare l'Assessore in questo lavoro. La prima riflessione riguarda i rapporti con i costruttori per il reperimento di alloggi da destinare all' Edilizia Residenziale Pubblica. Mi sembra poco opportuno che le trattative con i costruttori vengano fatte partendo da zero ogni volta; forse sarebbe opportuno che il Consiglio indicasse dei criteri di carattere generale, con i quali instaurare le trattative con i costruttori, che riguardino soprattutto la stima del valore immobiliare al quale acquisire questi alloggi e che questa possa essere determinata non solo sulla base di una valutazione a metro quadro come più probabile valore di mercato, ma anche sulla base della ricaduta sociale di quegli alloggi, magari, per l'ubicazione geografica all'interno della città.
Si dovrebbe, inoltre, favorire la diversificazione della localizzazione di questi alloggi, in modo tale che possa essere raggiunto al meglio l'obiettivo, chiaramente indicato nel Piano Casa, di favorire l'integrazione degli occupanti degli alloggi dell'Edilizia Residenziale Pubblica. Quindi, riteniamo che, oltre ad una valutazione sul più probabile valore di mercato, sia necessaria una valutazione economica che tenga conto anche di altri elementi impalpabili, ma che hanno una valenza sociale che vogliamo valorizzare.
Per stabilire questi criteri generali, in base ai quali definire il prezzo di acquisto di questi alloggi da parte della Città, probabilmente una deliberazione di Consiglio potrebbe dare all'Assessore uno strumento più importante da mettere, all'occorrenza, sul tavolo delle trattative.
Il secondo elemento che le consegno, Assessore - ripeto, con assoluta volontà propositiva nei suoi confronti, sempre per conseguire il miglior risultato possibile -, è quello di chiedere uno stanziamento ad hoc nel prossimo Bilancio, per instaurare un'azione convinta e pesante di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini torinesi, perché mettano a disposizione gli alloggi sfitti.
A noi non piacciono i metodi coercitivi paventati dal Consigliere Gallo, invece, ci piace convincere la gente ad adottare atteggiamenti di ricaduta sociale positiva nei confronti della Città.
Quindi, consegno all'Assessore questa proposta di chiedere, se possibile, uno stanziamento ad hoc, per attivare un'azione pesante di sensibilizzazione dei cittadini in possesso di alloggi sfitti sul territorio torinese.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Quindi, non essendoci altre richieste d'intervento, passeremo all'analisi degli emendamenti, dopodiché sarà possibile procedere alle dichiarazioni di voto (ovviamente, da parte dei Consiglieri che ne faranno richiesta) e, una volta terminate, qualora l'Assessore competente ritenesse opportuno dover intervenire, la Presidenza acconsentirà volentieri; peraltro, potrebbe anche farlo subito, ma abbiamo concordato di procedere diversamente.
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