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Estratto dal verbale della seduta di Venerdì 31 Luglio 2015 ore 00,01
Paragrafo n. 6
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-03045
BILANCIO DI PREVISIONE 2015 - RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA - BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2015-2016-2017. APPROVAZIONE.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201503045/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 luglio 2015, avente per
oggetto:

"Bilancio di Previsione 2015 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio
Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione"

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 32, presentato dall'Assessore Passoni, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Resta da votare l'emendamento di coordinamento n. 32, che non è altro che
l'integrazione alla Relazione dei Revisori dei Conti, sulla base degli emendamenti
approvati.
Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 32:
Presenti 30, favorevoli 24, contrari 6.
L'emendamento n. 32 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ricordo i tempi: 15 minuti per un solo
componente del Gruppo.
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Intervengo così ho la possibilità di dare una motivazione al no di questo Bilancio.
Riparto da una mancata replica di questa mattina per quanto riguarda tutto il piano di
dismissioni di edifici.
Come avete visto i nostri emendamenti erano numerosi, corposi, soprattutto sulle
dismissioni di porzioni ed estensioni di Palazzo Civico, per esempio la Curia
Maxima o il Palazzaccio, che dal nostro punto di vista devono rimanere così come
sono oggi per più motivi. Il primo è quello della desertificazione del centro, perché
magari qualcuno è convinto che corso Ferrucci sia periferia, magari non è il bar di
Falchera, ma corso Ferrucci non è periferia, quindi su questo siamo tutti d'accordo,
però oggi ci sono un numero di attività commerciali che hanno basato la loro
crescita, il loro sviluppo ed i loro introiti economici anche intorno alla vita di tutti gli
uffici comunali. Questo vorrebbe dire andare a togliere degli introiti a imprenditori, a
persone che tutte le mattine si svegliano, tirano su la serranda e cercano di portare a
casa il pane per la propria famiglia.
Dal mio punto di vista questo è assolutamente sbagliato e, per quanto si possa
provare a fare interventi poi in un'altra porzione di Città per creare nuove attività
commerciali, vuol dire comunque che alcune di queste debbano cessare. Questo dal
mio punto di vista è molto grave, perché significherebbe dare un colpo molto basso
alla vita del nostro centro storico e mettere tantissime Partite IVA nella condizione di
subire forti difficoltà; questa è la parte più urbanistica.
Adesso entro un po' più sul merito: torno a corso Ferrucci perché di quello si è
parlato. I giornali di Torino hanno scritto e nessuno ha mai smentito, quindi sono
convinto che ci sia quella volontà, visti i valori, che sono molto importanti, che
venga fatta un'operazione quasi alla pari, oltre che nel caso in cui non vengano
venduti e per fine anno verranno cartolarizzati per mettere a posto il Bilancio,
esattamente come fatto due anni fa per cercare di restare nel patto di stabilità, non
vedo nessun motivo per andare a permutare gli immobili già in nostro possesso in
quella direzione.
I conti che abbiamo fatto sono di circa 1.000 Euro a postazione lavorativa e non vedo
per quale motivo si debba andare a fare un investimento, se così si può considerare,
di questo tipo.
Voglio ricordare che tutte le volte che un'area si è spopolata quelle zone hanno
subito una fortissima depressione. Pensiamo a Mirafiori Sud, che era un'area di
Torino molto abitata, molto importante, con numerosissime attività commerciali, i
risultati del ridimensionamento di FIAT oggi sono sotto gli occhi di tutti, per chi
conosce la Circoscrizione 10, anche se non credo che tutti in questa Sala la
conoscono così bene. La mia paura - ed è più di una paura - è che questo possa
accadere anche in centro.
Noi però staremo dietro a tutto questo spostamento in maniera molto attenta. Ci
dovranno essere delle Varianti e questa volta ci troverete molto più agguerriti rispetto
a questo Bilancio per quanto riguarda quelle Varianti.
Signor Sindaco, lei giustamente oggi ci ha fatto tutto un discorso sull'importanza dei
fondi SPRAR, perché i Prefetti prendono e mettono di loro iniziativa, oggi abbiamo
letto che altri 250 presunti profughi verranno trasferiti a Torino. Probabilmente da
qua a fine agosto il numero crescerà ulteriormente, anche perché le condizioni
climatiche e l'estate permettono sbarchi continui, così come leggiamo dalle cronache
di tutti i giorni; vorrà dire che il carico che Torino e il Piemonte dovranno sopportare
sarà sempre maggiore.
Per quale motivo questo intervento incisivo? Noi ritenevamo che fosse fondamentale
fare quel tipo di operazione e andare a spostare 200.000 Euro dai fondi dello SPRAR
alla residenzialità per gli anziani. Questa Città è stata costruita dai torinesi, quei tanti
torinesi che oggi sono anziani, che purtroppo negli anni hanno sempre votato solo da
una parte e oggi si trovano in questa situazione, per colpa di un Governo che
continua a tagliare e che dice di voler abbassare la pressione fiscale, ma alla fine
l'aumenta, per colpa - gliel'ho già detto e oggi mi permetto di ripeterglielo - anche
un po' sua, Sindaco, perché lei aveva il dovere di andare a Roma a battere i pugni più
forte per fare in modo di portare i soldi di cui Torino ha bisogno. Dato che Torino è
stata fatta da tutte quelle persone che oggi sono anziane, è necessario marcare un
principio netto che prima vengono i torinesi, sempre e comunque, e poi, se avanzano
fondi, possiamo permetterci di accogliere tutti gli altri; oggi non siamo in questa
condizione, altrimenti non avremmo un Bilancio di questo tipo, non avremmo avuto i
tagli di cui abbiamo discusso questa mattina e ieri pomeriggio.
È per questo che era fondamentale dare un segnale, 200.000 Euro non erano una cifra
folle, erano meno di un terzo di quello che era disponibile all'interno del capitolo di
Bilancio. Eppure non è stato fatto, si è preferito dare la precedenza a chi comunque il
Governo può gestire in maniera diversa rispetto ai nostri anziani.
Sono convinto che non ci siamo fatti rispettare dal Prefetto, anche perché qualcuno si
è lamentato per il numero e il tono delle domande che sono state fatte e anche delle
mancate risposte del Prefetto, tanto che le risposte, quelle poche che ci sono state
fornite, non si sono realizzate. Aveva fatto delle promesse e da lì a due settimane,
così come ci aveva assicurato, non sono state rispettate. Questa è la dimostrazione
che evidentemente le Prefetture vanno chiuse e i Prefetti vanno mandati a lavorare:
sono convintissimo di questo.
La Lega Nord aveva anche proposto un referendum per chiudere le Prefetture, non
c'è stata una condivisione. Il signor Sindaco scuote la testa, probabilmente si poteva
fare qualcosa di più per intervenire, anche perché oggi con un Ministro dell'Interno
così incapace, mi permetto di dire che le Prefetture soffrono anche in quei posti dove
i Prefetti possono provare a lavorare bene.
Per questi motivi siamo convinti che questo sia un Bilancio obbligato a cui non si
può dare assolutamente un voto favorevole e a cui non si può dar seguito.
Troverà un ordine del giorno di accompagnamento al Bilancio che la invita, signor
Sindaco, come Presidente dell'ANCI, non solo a battere i pugni più forte, come le ho
indicato per Torino, ma per tutti i Comuni italiani, perché come Torino, Virle
Piemonte, dal Comune più piccolo al Comune più grande, soffrono tutti in questo
momento per la mancanza di fondi.
Mi permetto di dirle: domani mattina, qualora l'ordine del giorno sarà votato, di
prendere l'aereo, tanto sappiamo che a Roma ci va spesso, andare da Padoan e
battere cassa, perché non possiamo più permetterci di avere capitoli di Bilancio
ridotti così all'osso. Mi permetto di fare una critica politica: neanche voi che tentate
di avere un programma, non avete la possibilità di metterlo in pratica, diventa anche
un po' difficile fare opposizione o maggioranza quando non ci sono soldi e quando le
idee non si possono trasformare in fatti.
Per questi motivi ribadisco il nostro no secco a un Bilancio che poi vedremo in
consuntivo cosa realmente avrà prodotto, anche perché siamo stati abituati per
quattro anni a votare un Bilancio a fine anno, quindi margini di manovra ce n'erano
pochissimi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Quello che pensiamo di questo Bilancio lo abbiamo già detto e approfitteremo
all'alba - nel vero senso della parola - dell'1.43 per replicare a quanto il Sindaco ha
potuto agevolmente dire a mezzogiorno e che possiamo leggere sui quotidiani già
usciti nelle edizioni notturne, però questo è lo spazio che ci date e questo è lo spazio
che ci prendiamo.
Lei, signor Sindaco, ha individuato tre emergenze particolari per questa Città:
l'emergenza abitativa, conseguente all'ondata di sfratti; l'emergenza nomadi e
l'emergenza profughi.
Forse l'unica cosa su cui posso concordare è che queste siano le tre emergenze di
Torino, peccato che non condivido assolutamente quello che ha detto a proposito di
queste emergenze, ma non nel merito della scelta politica, che è legittimo, ma della
fotografia e dei dati che ha snocciolato, che sono semplicemente la fotografia di un
film che forse potrebbe essere immaginato da qualche genio della fantascienza, ma
non di sicuro da chi anche solo abbia modo di camminare per le strade di questa
Città.
Inizio dall'emergenza abitativa. Le voglio dare anch'io alcuni dati, che derivano da
una vostra deliberazione di Giunta, per cui spero che non verranno smentiti, e
sancisce dal 2015 al 2014, perché questa è la modalità, il numero delle case popolari
che in questa Città sono state assegnate nel 2014: 172 alloggi popolari a favore di
famiglie nei cui confronti è stato pronunciato uno sfratto o un'ordinanza di
sgombero, emergenza abitativa 172; 71 a favore di famiglie segnalate dai servizi
sociali competenti ovvero casi sociali, ovvero - piccolo inciso - casi che decidono del
tutto unilateralmente e del tutto discrezionalmente i servizi sociali, senza rendere
conto di queste loro scelte; 201, infine, a favore di partecipanti al bando generale
della Città inerenti le graduatorie definitive, ovvero il bando regionale. La somma di
tutti questi numeri non fa 3.000, ma 444.
Qual è il problema di tutto ciò? Il problema è che è semplicemente una falsità dire
che su 4.000 sfratti, che è già un numero abbastanza limitativo, ma tutto sommato
reale, la Città dia risposta a 3.000.
Se al di là delle case popolari, le sistemazioni - e cerco di rimanere sulla precisione -,
parlando delle offerte in housing sociali come quelle della Città di Torino, dove
l'offerta abitativa è a un prezzo commerciale di cifre come 300 o 400 Euro per
bilocali o trilocali, tutto ciò per consentire a consorzi che, dietro questo paravento di
finta residenzialità sociale, nascondono l'organizzazione di ristoranti, bar,
gastronomie, agenzie di viaggi e lavanderie commerciali, che però sono ovviamente
lavoro sociale, perché ovviamente lo sono con il comodato gratuito di strutture che il
Comune gli mette gratuitamente a disposizione, allora, signor Sindaco, se sono questi
i 2.000-3.000 interventi di fantasia che ci ha raccontato oggi, forse potrà ingannare
tanti giornalisti che non conoscono questa realtà, ma non noi di opposizione, che
siamo in trincea quotidianamente nelle periferie devastate dalla reale emergenza
abitativa, per cui a famiglie italiane che hanno paura, come accade ogni tanto, di farsi
sottrarre i figli e di rivolgersi ai servizi sociali o ai tanti a cui vengono offerte delle
soluzioni, come Lo.C.A.Re., che in assenza di reddito semplicemente non possono
essere usufruite, soprattutto in assenza di reddito regolare, allora a quel punto vi
lasciamo vivere in questa sorta di fantascienza, se qualcuno ci crederà, buon per loro.
Con gli sportelli sociali, con la presenza nelle periferie e con la proposta anche in
Consiglio Regionale, che addirittura ha trovato la convergenza del centrosinistra, lì
veramente per raddoppiare il volume (questo a sentire l'ATC di Torino, non sono
dati miei) delle case popolari assegnabili, allora davvero dire 3.000 su 4.000 - io lo
so che su questo mi sono scaldato, mi spiace -, ma è una questione per cui in un
sistema come l'attuale in cui troviamo per la categoria profugo - e mi smentisca se
sbaglio - il ragionamento per cui, se ce ne sono 5, se ne sistemano 5, se ce ne sono
50, se ne sistemano 50, siccome a Torino ce ne sono 500, se ne sistemano 500;
dall'altra parte se ci troviamo invece una mentalità per cui, a fronte di migliaia di
sfrattati, abbiamo un budget che è "x" e se il budget "x" basta per poche centinaia, è
così e gli altri marciranno nelle graduatorie e tanti saluti.
Vada in via Corte d'Appello prima di venderla, finga di essere una persona che fa
domanda di bando generale, si sentirà rispondere che con punteggi superiori ai 12
(che è il superenalotto della sfiga di emergenza abitativa, perché vuol dire che uno ha
reddito zero, disabilità, un nugolo di figli a carico), se va bene, l'attesa è di tre,
quattro, forse cinque anni; se invece uno è profugo, arriva e la sistemazione, per
quanto provvisoria, sui fondi SPRAR ce l'ha. Questa è la fotografia, lei non ce ne
può raccontare una differente.
Passo volentieri alla seconda emergenza, quella dei nomadi. Adesso, lei si dipinge
come una sorta di crociato della civiltà che sottrae i poveri bambini dal fango e dalla
sporcizia; ottimo, peccato che lo fa su un campo abusivo, su 7 o 8 che ce ne sono. I
bambini del campo di via Germagnano non meritano di essere aiutati come quelli di
Lungo Stura? Solo perché non sono in una Circoscrizione con una Presidente che vi
minacciava di fuoco costante sui media cittadini, a meno che non gli toglieste il
problemino elettorale su Lungo Stura Lazio? Nel campo di via Germagnano non c'è
questo problema? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, però è stato
escluso come emergenza, nonostante vi siate presi l'impegno, nella deliberazione che
avete finto che fosse di iniziativa popolare, di rimuovere tutti quelli abusivi; alla fine,
per poter dividere tutti i quattrini tra tutto il cucuzzaro di "La Città Possibile"
(dall'estrema sinistra fino al mondo cattolico sociale), avete dovuto limitare da 5-6
campi abusivi ad 1, se va bene. Vi abbiamo smascherato anche su questo, notando
che una discreta quota - questa primavera, signor Sindaco, eravamo sulla metà - dei
rom che avete tolto da Lungo Stura, l'avete messa o, meglio, le cooperative sociali a
cui date i quattrini l'ha messa in un housing sociale abusivo, accatastato in elusione
della normativa fiscale, di proprietà del cosiddetto "ras delle soffitte". Se questa è la
vostra solidarietà, auguri; non è di sicuro la nostra. Di questo credo che avremo delle
notizie interessanti nei mesi a venire, a progetto concluso.
Per quanto riguarda il MOI, sa perché ci si innervosisce facilmente quando lei ci
sfotte dicendo che, sostanzialmente, noi protestiamo, non proponiamo e, quando
andiamo dal Prefetto, siamo degli agnellini? Per un semplice motivo, perché lei ci
prende in giro e noi, tendenzialmente, accettiamo con simpatia anche il suo brutto
carattere, però, manca di rispetto non tanto e solo all'opposizione (ci siamo abituati),
ma a tutto il Consiglio Comunale, che, con la Conferenza dei Capigruppo (non su
mia richiesta, ma del Capogruppo del suo partito), aveva chiesto l'audizione del
Prefetto. Poi, se la maggioranza è contenta di sentirsi definire dal suo Sindaco
"agnellini", si vede che siete contenti di belare, noi invece, ogni tanto, preferiamo
ruggire. Sa a che cosa ci riferiamo? Ci riferiamo al fatto che, mentre lei annuncia
candidamente che la vostra soluzione è cominciare con la Polizia Municipale un
censimento (che lei stesso ha detto in quella sede che dovrebbe essere volontario,
perché, altrimenti, sarebbe un sgombero), sempre lei, 12 ore fa, ha detto a verbale
che viene condotto in collaborazione con le associazioni che seguono i profughi.
Tradotto: è il Comitato di solidarietà ai migranti di quell'occupazione, che è
presieduto dagli autonomi di Askatasuna, che, a noi Consiglieri, hanno fatto da
ciceroni e da guide turistiche nel dimostrare che cosa si poteva visitare e che cosa no.
Lei sta dicendo che la Polizia Municipale si serve di Askatasuna per realizzare la
fotografia di quell'occupazione. Sa perché ciò fa male, signor Sindaco? Perché,
grazie alla vostra deliberazione di via della Casa Comunale 3, quella fotografia c'è
già.
Quando potevate tranquillamente porre fine a quell'occupazione, negando il rinnovo
della residenza e ponendo quelle persone di fronte alla scelta di continuare un
percorso di assistenza ma dentro la legalità o poter continuare un discorso di
assistenza fregandosene della legalità e continuando a rimanere in quell'occupazione
e farlo grazie ad una residenza fittizia, voi avete scelto questa seconda strada. Siete
riusciti non a non dare delle risposte concrete, ma a dare delle risposte negative, che
hanno consentito la continuazione di quell'occupazione, dove adesso avvengono i
sequestri e gli stupri di ragazze disabili e che avvengono sempre nel silenzio assoluto
della componente femminista del centrosinistra, perché anche su questo non abbiamo
sentito neanche una parola. Magari il Sindaco avrebbe anche potuto permettersi una
visita a quella famiglia che è stata così ferita, mentre non se l'è filata nessuno, ahimè,
dopo questo episodio così grave.
Sa perché a noi fa male questo giudizio? Perché, in realtà, noi abbiamo già fatto il
lavoro che dovevate fare voi, solo che non lo veniamo a dire a voi, perché è del tutto
inutile, in quanto vi manca la volontà politica, ma lo andiamo a dire, inevitabilmente
- per quanto anche noi ne possiamo sottolineare l'inattivismo -, a quell'autorità che è
semplicemente la rappresentanza del Governo sul nostro territorio, ovvero la
Prefettura. Le consegno, così evita di costringere i Vigili Urbani ad andare a sentire
Askatasuna e a farsi raccontare le favole, i dati che arrivano dall'Anagrafe, dal
registro di Casa Comunale 3. Sono molto semplici e dicono, intanto, che i veri
profughi (cioè, i titolari di asilo politico) in quell'occupazione sono 70 su 610 iscritti
(quindi, l'11,4%) e sa quanti di questi provengono da strutture di accoglienza
torinesi? Il 2,8%, quindi solo 17; tutte le altre persone non hanno lo status di profugo,
non perché lo attendono, ma perché gli è stato negato. È gente che viene e che è stata
bocciata dalla scorsa emergenza profughi.
Il dato che la dovrebbe interessare veramente, visto che è anche il Presidente
nazionale dell'ANCI, è quello della provenienza geografica di queste persone; queste
persone sono state richiamate dai centri sociali (a cui date ascolto, evidentemente),
come una sorta di ufficio di collocamento, da tutte le regioni italiane. Sa quanti sono
quelli che arrivano veramente dal sistema di accoglienza torinese? La metà, perché
quasi 300 vengono semplicemente - ed abbiamo la tracciabilità dell'accoglienza dalle
vecchie strutture di accoglienza, per cui sappiamo dove erano, chi ha preso i soldi per
fingere di accoglierli ed integrarli e non lo ha fatto - da tutte le altre regioni italiane.
Se lei avesse davvero a cuore la soluzione di questo problema e decidesse di fare il
Sindaco non solo in Torino centro, ma anche al Lingotto, allora andrebbe dal Prefetto
o forse dal Ministro (per superare anche il Prefetto), cosa che a noi non è consentito
come piccolo partito di opposizione, a dire: "Caro Alfano, se la logica con la quale
sta affrontando l'attuale emergenza profughi è la spartizione in flussi tra Regioni,
Province e Prefetture, questa stessa cosa si deve anche fare tra chi possiamo
dimostrare che arriva da quelle Prefetture, secondo un progetto fallito di
accoglienza". Così ne manderebbe via, senza rinunciare al loro diritto
all'accoglienza, più della metà.
A lei, però, viene più facile dipingerci come degli ululatori demagoghi. Noi siamo
anche in piazza con la gente indignata, facciamo le manifestazioni e le fiaccolate,
nonostante dal vostro partito cerchino ogni volta di farcele vietare dalla Questura
(grazie al cielo, spesso non riuscendovi). In realtà, abbiamo delle proposte molto
concrete e forse le nostre sono più concrete di quelle di tanti suoi Assessori; se lei,
ogni tanto, si degnasse di ascoltarle, forse arriverebbe qualche soluzione al netto di
tanta propaganda, ma, purtroppo, spesso questo non accade.
Vado a concludere sull'emergenza profughi; è vero che il sistema SPRAR consente
un controllo più stringente del Comune, ma consente anche una maggiore
discrezionalità politica, perché, se molti soggetti selezionati dalla Prefettura a me non
piacciono (perché hanno delle collateralità ed un affarismo in quell'ambito che sono
vergognosi), almeno devo ammettere, perché è un dato di fatto, che sono selezionati
con gara pubblica, mentre nel sistema SPRAR ve li individuate uno ad uno; tolta
quella piccola parte messa a gara pubblica di Progetto Tenda, individuate tutte le
altre (Terra del Fuoco, Esserci, LiberiTutti) con deliberazione della Giunta.
Dopo che è successo il casino con l'A.N.AC. di Cantone, pur continuando ad
individuarli con il regolamento di coprogettazione a contributo a progetto, adesso
fate anche finta di trasformarla in una finta gara pubblica, con un avviso (che nelle
vostre deliberazioni viene messo tra virgolette) di invito a presentare progetti, ma poi
quelli che presentano i progetti vengono individuati da una Commissione con i
punteggi? No, vengono individuati con una deliberazione della Giunta e, allora,
sembra anche normale che una Giunta individui Terra del Fuoco, che è
un'associazione emanazione di un partito della propria maggioranza, e lo faccia
senza alcuna evidenza pubblica; ci sono alcuni dirigenti di quelle cooperative e di
quelle associazioni che, dati alla mano di rendiconto SPRAR, si sono portati a casa,
in alcuni mesi, più di 5.000,00 Euro al mese come busta paga. Sono gli stessi che in
Commissione ci avete dipinto come i santi sociali di Torino; non credo però che Don
Bosco, a fine mese, avesse una busta paga di 5.000,00 Euro in tasca, su questo mi
permetto, da laico, di dubitare.
Signor Sindaco, se queste sono le sue ricette per le grandi emergenze di Torino,
penso che, dati alla mano, sia molto facile confutarle; ovviamente, lo lasceremo al
ricordo di chi si sentirà mai questo verbale o dei poveracci, mi sento da dire a
quest'ora, collegati allo streaming (sarebbe veramente curioso vedere se ce ne è
anche solo uno, mi auguro per lui di no, per una questione di vita sociale). Ringrazio
anche il Presidente per aver consentito che la controreplica alla replica del Sindaco
avvenisse in un orario che credo, forse, possa vedere attivi solo i metronotte e, in
ogni caso, ne abbiamo approfittato, almeno questi dati li potremo verificare alla fine
di questa tornata amministrativa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
È stata una decisione della Conferenza dei Capigruppo, alla quale lei partecipa, per
cui non raccolgo la provocazione e possiamo proseguire con il dibattito.
La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Non mi permetterei mai di correggere un Collega, ho anche verificato con un esperto
d'area, c'è un'imprecisione nell'intervento del Consigliere Marrone. Via
Germagnano si trova nella Circoscrizione 6 quanto… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non è sull'ordine dei lavori.

PAOLINO Michele
Vorrei che rimanesse a verbale, poi ognuno può giudicare, che via Germagnano è
nella Circoscrizione 6.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Il mio intervento sarà molto breve e non intendo fare un comizio, peraltro legittimo,
come quello che hanno fatto altre forze di opposizione, anche perché noi, già ieri,
abbiamo detto ampiamente durante i nostri interventi le ragioni per cui siamo
contrari a questo Bilancio, a maggior ragione dopo che non è stata accolta la nostra
proposta di piccola correzione riguardante la scuola.
Devo dire che a me è dispiaciuto che l'intero dibattito, almeno in questa fase finale,
si sia concentrato sulla questione dei profughi. Quello è sicuramente un grande
problema, che nessuno nega, però sono preoccupato dal fatto che questo Bilancio,
ancora una volta, segni un arretramento un po' su tutti i capitoli; non c'è stata una
seduta o un unico argomento del Bilancio Comunale in cui non abbiamo parlato di
tagli.
Capisco gli sforzi ed i tentativi di fare fronte, di rimediare e di trovare, in futuro, altri
fondi, però la considerazione generale è che, dovunque ci si giri (il welfare, il verde
pubblico, la manutenzione o la scuola, come abbiamo detto), tutti i servizi pubblici
sono veramente messi sotto pressione. Forse è questo che dovrebbe preoccupare il
Consiglio Comunale in vista dei prossimi anni ed è questa la riflessione che vorrei
lasciare. Ovviamente, il nostro voto sarà contrario.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Pur avendo riconosciuto qualche nota di merito all'Amministrazione Comunale in
questo Bilancio di Previsione, anche il Gruppo del Nuovo Centrodestra non darà il
semaforo verde all'approvazione di questo Bilancio Preventivo. Come ho già
ricordato nel mio intervento in fase di dibattito, è chiaro che siamo contenti della
progressiva riduzione dell'indebitamento dell'Ente, così come della possibilità, che è
una vera e propria facoltà (perché si può agire in deroga), di non utilizzare il gettito
degli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente; ci convince anche la
riduzione delle spese per il personale e la riduzione degli impiegati dell'Ente stesso e
siamo convinti che debba proseguire il piano di razionalizzazione degli Enti
partecipati (ho riconosciuto più volte all'Assessore Tedesco di essere stata
particolarmente coraggiosa quando è stata trattata la vicenda GTT).
Detto questo, evidentemente l'Assessore Passoni non può fare altro che comporre le
voci di entrata di questo Bilancio Previsionale sempre allo stesso modo e non per
colpa sua, in quanto tutti i Gruppi politici hanno riconosciuto che la sofferenza dei
mancati trasferimenti degli Enti sovradimensionati porta ad una composizione dei
Bilanci che gravano per 830 milioni di Euro sulle entrate tributarie, per più di 200
milioni sulle entrate extra tributarie e poca cosa sono i dividendi, piuttosto che i
trasferimenti stessi.
Questo fa il pari con il percorso ricordato dal signor Sindaco in questi più di quattro
anni di tornata amministrativa, cioè da dove siamo partiti e, quindi, l'indebitamento
dell'Ente stesso. Il signor Sindaco fa bene a difendere la sua posizione, dicendo che
questo è un indebitamento da investimenti, però aggiungo che non è solo quello,
perché nei Bilanci c'era anche scritto che c'è stata una contribuzione allegra
soprattutto da parte delle vecchie Giunte ed è sufficiente guardare gli albi dei
beneficiari di provvidenza economica: sono libroni alti così. Quindi, oltre al debito
da investimento che difendete, c'è stato qualcosa di più. Se si difende la continuità
sulla visione della Città, signor Sindaco, abbia il coraggio di dare una forte
discontinuità rispetto a Castellani e a Chiamparino.
Evidentemente, ci preoccupa l'annunciata riforma della fiscalità, non sappiamo che
cosa succederà. È chiaro che, come ho detto nel mio intervento, la local tax dovrà
sicuramente garantire il gettito, per far sì che si possa arrivare ad un pareggio di
Bilancio, ma dovrà anche garantire equità sociale. Ho ricordato che il Sindaco, in
qualità di Presidente dell'ANCI, deve ribadire che c'è la necessità di fare la riforma
del Catasto.
Nella nuova stesura del Bilancio e, quindi, con i nuovi criteri di armonizzazione
contabile, l'Assessore Passoni ha ricordato nel suo intervento che ormai si fa solo
programmazione; io invito ad avere più coraggio nella programmazione.
Ho presentato un emendamento alla nostra proposta di mozione di
accompagnamento, perché, per mia negligenza, ma anche per negligenza
dell'Assessore Passoni (visto che in questo clima, tra virgolette, di "concordia
istituzionale" si è convenuto che tutti i Gruppi politici potessero, in qualche modo,
contribuire alla stesura di questo Bilancio Preventivo), non ci siamo accorti che nel
Bilancio Pluriennale era già stata inserita l'addizionale applicata dal Comune di
Torino allo 0,8% e mi riferisco evidentemente all'IRPEF.
Ritengo che questo sia un punto decisamente qualificante per l'Amministrazione e,
sicuramente, per il nostro Gruppo Consiliare, quindi desidererei un vero e proprio
impegno, che non sia formale; è necessario fare qualcosa sulla fiscalità e la nostra
proposta mi sembrava quantomeno sostenibile, perché non ho cercato di ridurre dello
0,7%, in quanto capisco le difficoltà di una copertura finanziaria che deve essere
sostenuta, ma l'ho fatto cercando qualcosa che fosse una via di mezzo. Per un errore
che possiamo definire materiale, l'impegno per il 2016 viene stralciato dalla proposta
di mozione. Mi auguro che l'Assessore Passoni o, se lo desidera, il signor Sindaco,
che è sicuramente una figura autorevole e garante (ovviamente, non per mancanza di
fiducia nei confronti dell'Assessore Passoni) di questa Amministrazione, possa
veramente impegnarsi per far sì che, in fase di assestamento (qualora lo scenario lo
consentisse) o comunque per l'anno venturo, si possa applicare una riduzione
dell'aliquota stessa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Cercherò di non abusare della pazienza dei presenti e, quindi, non utilizzerò tutto il
tempo a mia disposizione, però, dopo l'intervento di alcuni Capigruppo o facenti
funzione dell'opposizione, credo che, nonostante l'ora tarda, dai banchi della
maggioranza non ci possa essere un silenzio, ma ci debbano essere degli interventi e
delle risposte, ovviamente ognuno in base al proprio ruolo ed alla propria funzione.
L'altro ieri, un autorevole esponente della Sala Rossa diceva che la politica richiede
coraggio e responsabilità e credo che con questi principi il Gruppo Consiliare di
Sinistra Ecologia Libertà abbia accompagnato l'azione di questa Amministrazione in
questa tornata amministrativa; ha fatto parte, fa parte e farà parte, fino alla fine di
questo mandato, di questa maggioranza, esprimendo, laddove necessario per il
proprio ruolo e per la propria funzione, le proprie idee e le proprie opinioni, non
sempre coincidenti con quelle del complesso della maggioranza.
Credo però che questa azione sia stata feconda, di stimolo e dialettica ed ha
consentito anche un arricchimento dell'azione amministrativa, perché la politica è
anche diversità e chi ha il governo e quindi la responsabilità delle cose (in questo
caso, del governo di una città delle dimensioni e dell'importanza di Torino) non può
non tenere conto delle diversità. Seppur in assenza del Capogruppo e quindi
svolgendo questo intervento immeritatamente rispetto ad un solo anno di presenza
all'interno di questo Consiglio Comunale, non posso non dare atto al Sindaco di
essere stato capace di tenere conto di questi elementi di diversità e, quindi, di aver
consentito ad una maggioranza complessa - complicata, talune volte - di riuscire ad
esprimere un'azione di governo che ha consentito - mi dispiace, Consigliere Greco
Lucchina - in continuità (e meno male che vi è stata questa azione di continuità con
chi ha governato Torino dal 1993) di trasformare questa Città e di dare un senso ed
un significato, non solo un presente, ma anche un futuro, alla Città di Torino.
Nella propria relazione di sintesi di accompagnamento al Bilancio (che ha letto,
ormai, l'altro ieri), l'Assessore Passoni ha ben tratteggiato alcuni di questi aspetti,
anche richiamando alcune delle grandi trasformazioni in atto all'interno di questa
Città. Non è corretto dipingere ed immaginare questa nostra città come una città
ferma, oppure come una città concentrata sul proprio ombelico, cioè sul centro
storico o ampio della città. È una città in trasformazione e tuttora, nonostante la
riduzione significativa e notevole delle risorse e la mancanza dei trasferimenti
dall'esterno, tutti noi ricordiamo l'importanza, ad esempio, che ha svolto il Progetto
Speciale Periferie (ormai non vicine, anzi lontane da noi), ma, nonostante questa
assenza di risorse, la Città e la sua azione amministrativa di governo riescono ad
essere presenti anche all'interno dei quartieri più periferici.
Come ho già detto l'altro ieri - lo ripeterò più sinteticamente oggi -, evidentemente
questo Bilancio, nella sua parte corrente, pone l'esigenza di alcuni interventi di
correzione. Sono stati riconosciuti nella proposta di mozione collegata al Bilancio
presentata dal Gruppo di maggioranza relativa, così come in quella del Partito
Democratico. Nell'incipit iniziale del testo che propone alla discussione e alla
votazione di quest'Aula, anche il Partito Democratico ha posto molto chiaramente
temi analoghi a quelli che poniamo noi, pressoché coincidenti in alcuni casi: quali
quelli del welfare, inteso non solo come interventi di carattere socio-assistenziale nei
confronti della pluralità e della complessità delle persone o delle famiglie che più
hanno bisogno, ma anche nei confronti del sistema educativo, io sottolineo in
particolar modo del sistema educativo pubblico, che non può in alcun modo trovare
nocumento dall'azione di Bilancio di questa Città.
Vi è quindi un'esigenza, come abbiamo detto con chiarezza all'interno del
documento ed ho cercato di dire con analoga chiarezza anche io nell'intervento
dell'altro ieri: nella fase di assestamento del Bilancio occorrerà quindi individuare
quelle risorse che, ad oggi, mancano.
Sono state date delle indicazioni ben precise rispetto a questo e delle rassicurazioni
da parte del Sindaco e da parte dell'Assessore al Bilancio, di conseguenza non si può
non credere e non avere fiducia rispetto a queste rassicurazioni. Come Gruppo
Consiliare attendiamo che le rassicurazioni si traducano, nei tempi necessari, in
azioni concrete conseguenti.
Mi avvio alla conclusione; questo intervento racchiude la sintesi e la descrizione
della proposta di mozione collegata al Bilancio che abbiamo presentato, in un
rapporto che deve essere dialettico, ma anche corretto, tra la Giunta ed il Consiglio
Comunale. All'interno della proposta di mozione ricordiamo alcuni testi che sono già
patrimonio di questo Consiglio Comunale e di questa Città, in quanto sono stati
approvati dal Consiglio Comunale stesso. In particolar modo, vengono richiamate tre
mozioni: una relativa a "Torino a zero gradi e nessuno sottozero", una relativa
all'istituzione del Fondo "Salva sfratti" e l'ultima - immagino ed anticipo l'ironia da
parte di qualcheduno - relative alle caserme "Vuoti da riconquistare da militare a
sociale" (lo dico io per primo, così evitiamo le ironie). In particolar modo - l'ho detto
nella conclusione e non vi era più tempo per approfondire questo ragionamento -, il
riferimento è all'ex caserma Riberi. Si tratta di una caserma che è stata
completamente ristrutturata in occasione dell'evento olimpico di Torino 2006 e che è
divenuta, nella sua quasi totalità, una forestiera. Con questa sua destinazione d'uso, è
ampiamente sottoutilizzata ed è una struttura che potrebbe essere utilizzata,
pressoché da subito, per affrontare quelle esigenze, almeno in buona parte, di
emergenza abitativa che vi sono all'interno di questa Città, oltre che per l'emergenza
freddo.
Abbiamo richiamato questi passaggi all'interno del documento perché chiediamo al
Sindaco ed alla Giunta di porre una particolare attenzione a quella che è una volontà
che è già stata espressa da parte di questo Consiglio ed è una volontà che non può e
non deve essere disattesa. Ci sono altri spunti che non richiamerò in questa sede, ma
che sono a conoscenza di tutti coloro che vorranno prendere in considerazione la
proposta di mozione di accompagnamento.
Per questi motivi, il nostro sarà un voto favorevole, sarà un voto di appartenenza a
questa maggioranza, un voto di sostegno, un voto con il quale si conclude un ciclo
amministrativo - come ho avuto modo di dire nel mio intervento dell'altro ieri - ed un
voto di riconoscimento di un lavoro che è stato fatto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Il voto del Partito Democratico sarà convintamente favorevole. L'ha detto - quasi
sorprendendosi - il Consigliere Greco Lucchina, parlando di concordia istituzionale:
questo è il primo Bilancio Preventivo che viene votato senza emendamenti
ostruzionistici e senza dover fare una mozione di accorpamento degli emendamenti.
È il segno di uno sforzo e di un tentativo da parte del Consiglio Comunale di
dimostrare una maturità ed una capacità di provare ad entrare nel merito. Lo abbiamo
fatto con un lungo lavoro.
Voglio ringraziare gli Uffici, chi assiste il Consiglio Comunale in questa lunga
maratona. Gli Uffici hanno predisposto il Bilancio, ma voglio ringraziare, a nome di
tutto il Gruppo e penso anche a nome della maggioranza del Consiglio, tutti i
dipendenti comunali che, ogni giorno, fanno sì che la Città sia aperta ai propri
cittadini e che con la loro professionalità, il loro impegno e la loro passione fanno sì
che si possano dare servizi alla cittadinanza e che si possa realizzare quanto noi
abbiamo scritto nel Bilancio Preventivo di quest'anno.
Le motivazioni le abbiamo già espresse durante il dibattito. Questo è un Bilancio che,
ancora una volta, mette i conti in sicurezza e, grazie al quale, consegniamo anche per
l'esercizio successivo un Bilancio sano, ma soprattutto mette in sicurezza quello che
continuiamo a definire modello Torino, che, nonostante qualche voce fuori dal coro,
ci viene riconosciuto come insieme di servizi alla persona e di attenzione affinché
non ci sia solitudine e nessuno rimanga indietro in questa città. Noi riusciamo a
salvaguardare quello che è il nostro sistema di welfare e di servizi, in particolare nel
settore educativo.
Questo è un Bilancio, come è stato ben rappresentato dal Sindaco nei suoi interventi
di questi giorni, che ha visioni. Vogliamo essere protagonisti della crescita e
vogliamo che la nostra città esca dall'idea di una crisi così lunga e così pesante e
sappia afferrare, determinare e definire il proprio futuro, a partire dal proprio
presente. Abbiamo parlato della grande attenzione - e la rivendichiamo - rispetto alle
periferie e rispetto alle persone, che non devono sentirsi sole, ma, come abbiamo
scritto nella proposta di mozione, anche rispetto ai giovani, rispetto alle imprese,
rispetto alle novità, che dobbiamo sapere cogliere, e a quello che siamo in grado di
realizzare.
Permettetemi di salutare chi ci segue in streaming, probabilmente saranno pochissimi
- come ritiene il Consigliere Marrone -, ma c'è ancora molta attenzione rispetto alla
vita istituzionale della nostra Città ed a quello che avviene in Sala Rossa.
Ritengo che questo non sia stato soltanto un esercizio contabile, ma che il Bilancio
sia il momento politico più alto; sono molto soddisfatto per il lavoro svolto dal
Consiglio Comunale e devo ringraziare il Presidente del Consiglio (per la sua
saggezza, la sua pazienza e la sua dedizione di questi giorni) e tutti i Consiglieri. Ho
molto apprezzato le parole del Consigliere Trombotto, quando dice che voterà questo
Bilancio perché appartiene a questa maggioranza. Noi sentiamo di appartenere ad un
disegno politico e ad un modello politico (che è diverso rispetto a chi siede nei
banchi dell'opposizione), sui quali siamo fortemente convinti. Non si tratta soltanto
di sistemare numeri in alcune caselle, è qualcosa di più: è lavorare per la nostra Città,
cercando di creare opportunità e prospettive ed avendo una visione.
Noi siamo molto soddisfatti per il lavoro che la maggioranza ha saputo compiere, ma
anche per la relazione ed il dialogo che si è creato in questa occasione con la
minoranza nelle parti in cui abbiamo potuto costruire qualcosa insieme. Credo che
sia un momento alto ed importante per questo Consiglio e ci accingiamo a votare con
grande determinazione e con favore questo Bilancio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di
deliberazione così emendata:
presenti 35, favorevoli 24, contrari 11.
La proposta di deliberazione è approvata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 35, favorevoli 24, contrari 11.
L'immediata eseguibilità è concessa.

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