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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201503045/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 luglio 2015, avente per oggetto: "Bilancio di Previsione 2015 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione" PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 32, presentato dall'Assessore Passoni, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Resta da votare l'emendamento di coordinamento n. 32, che non è altro che l'integrazione alla Relazione dei Revisori dei Conti, sulla base degli emendamenti approvati. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 32: Presenti 30, favorevoli 24, contrari 6. L'emendamento n. 32 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alle dichiarazioni di voto. Ricordo i tempi: 15 minuti per un solo componente del Gruppo. La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Intervengo così ho la possibilità di dare una motivazione al no di questo Bilancio. Riparto da una mancata replica di questa mattina per quanto riguarda tutto il piano di dismissioni di edifici. Come avete visto i nostri emendamenti erano numerosi, corposi, soprattutto sulle dismissioni di porzioni ed estensioni di Palazzo Civico, per esempio la Curia Maxima o il Palazzaccio, che dal nostro punto di vista devono rimanere così come sono oggi per più motivi. Il primo è quello della desertificazione del centro, perché magari qualcuno è convinto che corso Ferrucci sia periferia, magari non è il bar di Falchera, ma corso Ferrucci non è periferia, quindi su questo siamo tutti d'accordo, però oggi ci sono un numero di attività commerciali che hanno basato la loro crescita, il loro sviluppo ed i loro introiti economici anche intorno alla vita di tutti gli uffici comunali. Questo vorrebbe dire andare a togliere degli introiti a imprenditori, a persone che tutte le mattine si svegliano, tirano su la serranda e cercano di portare a casa il pane per la propria famiglia. Dal mio punto di vista questo è assolutamente sbagliato e, per quanto si possa provare a fare interventi poi in un'altra porzione di Città per creare nuove attività commerciali, vuol dire comunque che alcune di queste debbano cessare. Questo dal mio punto di vista è molto grave, perché significherebbe dare un colpo molto basso alla vita del nostro centro storico e mettere tantissime Partite IVA nella condizione di subire forti difficoltà; questa è la parte più urbanistica. Adesso entro un po' più sul merito: torno a corso Ferrucci perché di quello si è parlato. I giornali di Torino hanno scritto e nessuno ha mai smentito, quindi sono convinto che ci sia quella volontà, visti i valori, che sono molto importanti, che venga fatta un'operazione quasi alla pari, oltre che nel caso in cui non vengano venduti e per fine anno verranno cartolarizzati per mettere a posto il Bilancio, esattamente come fatto due anni fa per cercare di restare nel patto di stabilità, non vedo nessun motivo per andare a permutare gli immobili già in nostro possesso in quella direzione. I conti che abbiamo fatto sono di circa 1.000 Euro a postazione lavorativa e non vedo per quale motivo si debba andare a fare un investimento, se così si può considerare, di questo tipo. Voglio ricordare che tutte le volte che un'area si è spopolata quelle zone hanno subito una fortissima depressione. Pensiamo a Mirafiori Sud, che era un'area di Torino molto abitata, molto importante, con numerosissime attività commerciali, i risultati del ridimensionamento di FIAT oggi sono sotto gli occhi di tutti, per chi conosce la Circoscrizione 10, anche se non credo che tutti in questa Sala la conoscono così bene. La mia paura - ed è più di una paura - è che questo possa accadere anche in centro. Noi però staremo dietro a tutto questo spostamento in maniera molto attenta. Ci dovranno essere delle Varianti e questa volta ci troverete molto più agguerriti rispetto a questo Bilancio per quanto riguarda quelle Varianti. Signor Sindaco, lei giustamente oggi ci ha fatto tutto un discorso sull'importanza dei fondi SPRAR, perché i Prefetti prendono e mettono di loro iniziativa, oggi abbiamo letto che altri 250 presunti profughi verranno trasferiti a Torino. Probabilmente da qua a fine agosto il numero crescerà ulteriormente, anche perché le condizioni climatiche e l'estate permettono sbarchi continui, così come leggiamo dalle cronache di tutti i giorni; vorrà dire che il carico che Torino e il Piemonte dovranno sopportare sarà sempre maggiore. Per quale motivo questo intervento incisivo? Noi ritenevamo che fosse fondamentale fare quel tipo di operazione e andare a spostare 200.000 Euro dai fondi dello SPRAR alla residenzialità per gli anziani. Questa Città è stata costruita dai torinesi, quei tanti torinesi che oggi sono anziani, che purtroppo negli anni hanno sempre votato solo da una parte e oggi si trovano in questa situazione, per colpa di un Governo che continua a tagliare e che dice di voler abbassare la pressione fiscale, ma alla fine l'aumenta, per colpa - gliel'ho già detto e oggi mi permetto di ripeterglielo - anche un po' sua, Sindaco, perché lei aveva il dovere di andare a Roma a battere i pugni più forte per fare in modo di portare i soldi di cui Torino ha bisogno. Dato che Torino è stata fatta da tutte quelle persone che oggi sono anziane, è necessario marcare un principio netto che prima vengono i torinesi, sempre e comunque, e poi, se avanzano fondi, possiamo permetterci di accogliere tutti gli altri; oggi non siamo in questa condizione, altrimenti non avremmo un Bilancio di questo tipo, non avremmo avuto i tagli di cui abbiamo discusso questa mattina e ieri pomeriggio. È per questo che era fondamentale dare un segnale, 200.000 Euro non erano una cifra folle, erano meno di un terzo di quello che era disponibile all'interno del capitolo di Bilancio. Eppure non è stato fatto, si è preferito dare la precedenza a chi comunque il Governo può gestire in maniera diversa rispetto ai nostri anziani. Sono convinto che non ci siamo fatti rispettare dal Prefetto, anche perché qualcuno si è lamentato per il numero e il tono delle domande che sono state fatte e anche delle mancate risposte del Prefetto, tanto che le risposte, quelle poche che ci sono state fornite, non si sono realizzate. Aveva fatto delle promesse e da lì a due settimane, così come ci aveva assicurato, non sono state rispettate. Questa è la dimostrazione che evidentemente le Prefetture vanno chiuse e i Prefetti vanno mandati a lavorare: sono convintissimo di questo. La Lega Nord aveva anche proposto un referendum per chiudere le Prefetture, non c'è stata una condivisione. Il signor Sindaco scuote la testa, probabilmente si poteva fare qualcosa di più per intervenire, anche perché oggi con un Ministro dell'Interno così incapace, mi permetto di dire che le Prefetture soffrono anche in quei posti dove i Prefetti possono provare a lavorare bene. Per questi motivi siamo convinti che questo sia un Bilancio obbligato a cui non si può dare assolutamente un voto favorevole e a cui non si può dar seguito. Troverà un ordine del giorno di accompagnamento al Bilancio che la invita, signor Sindaco, come Presidente dell'ANCI, non solo a battere i pugni più forte, come le ho indicato per Torino, ma per tutti i Comuni italiani, perché come Torino, Virle Piemonte, dal Comune più piccolo al Comune più grande, soffrono tutti in questo momento per la mancanza di fondi. Mi permetto di dirle: domani mattina, qualora l'ordine del giorno sarà votato, di prendere l'aereo, tanto sappiamo che a Roma ci va spesso, andare da Padoan e battere cassa, perché non possiamo più permetterci di avere capitoli di Bilancio ridotti così all'osso. Mi permetto di fare una critica politica: neanche voi che tentate di avere un programma, non avete la possibilità di metterlo in pratica, diventa anche un po' difficile fare opposizione o maggioranza quando non ci sono soldi e quando le idee non si possono trasformare in fatti. Per questi motivi ribadisco il nostro no secco a un Bilancio che poi vedremo in consuntivo cosa realmente avrà prodotto, anche perché siamo stati abituati per quattro anni a votare un Bilancio a fine anno, quindi margini di manovra ce n'erano pochissimi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Quello che pensiamo di questo Bilancio lo abbiamo già detto e approfitteremo all'alba - nel vero senso della parola - dell'1.43 per replicare a quanto il Sindaco ha potuto agevolmente dire a mezzogiorno e che possiamo leggere sui quotidiani già usciti nelle edizioni notturne, però questo è lo spazio che ci date e questo è lo spazio che ci prendiamo. Lei, signor Sindaco, ha individuato tre emergenze particolari per questa Città: l'emergenza abitativa, conseguente all'ondata di sfratti; l'emergenza nomadi e l'emergenza profughi. Forse l'unica cosa su cui posso concordare è che queste siano le tre emergenze di Torino, peccato che non condivido assolutamente quello che ha detto a proposito di queste emergenze, ma non nel merito della scelta politica, che è legittimo, ma della fotografia e dei dati che ha snocciolato, che sono semplicemente la fotografia di un film che forse potrebbe essere immaginato da qualche genio della fantascienza, ma non di sicuro da chi anche solo abbia modo di camminare per le strade di questa Città. Inizio dall'emergenza abitativa. Le voglio dare anch'io alcuni dati, che derivano da una vostra deliberazione di Giunta, per cui spero che non verranno smentiti, e sancisce dal 2015 al 2014, perché questa è la modalità, il numero delle case popolari che in questa Città sono state assegnate nel 2014: 172 alloggi popolari a favore di famiglie nei cui confronti è stato pronunciato uno sfratto o un'ordinanza di sgombero, emergenza abitativa 172; 71 a favore di famiglie segnalate dai servizi sociali competenti ovvero casi sociali, ovvero - piccolo inciso - casi che decidono del tutto unilateralmente e del tutto discrezionalmente i servizi sociali, senza rendere conto di queste loro scelte; 201, infine, a favore di partecipanti al bando generale della Città inerenti le graduatorie definitive, ovvero il bando regionale. La somma di tutti questi numeri non fa 3.000, ma 444. Qual è il problema di tutto ciò? Il problema è che è semplicemente una falsità dire che su 4.000 sfratti, che è già un numero abbastanza limitativo, ma tutto sommato reale, la Città dia risposta a 3.000. Se al di là delle case popolari, le sistemazioni - e cerco di rimanere sulla precisione -, parlando delle offerte in housing sociali come quelle della Città di Torino, dove l'offerta abitativa è a un prezzo commerciale di cifre come 300 o 400 Euro per bilocali o trilocali, tutto ciò per consentire a consorzi che, dietro questo paravento di finta residenzialità sociale, nascondono l'organizzazione di ristoranti, bar, gastronomie, agenzie di viaggi e lavanderie commerciali, che però sono ovviamente lavoro sociale, perché ovviamente lo sono con il comodato gratuito di strutture che il Comune gli mette gratuitamente a disposizione, allora, signor Sindaco, se sono questi i 2.000-3.000 interventi di fantasia che ci ha raccontato oggi, forse potrà ingannare tanti giornalisti che non conoscono questa realtà, ma non noi di opposizione, che siamo in trincea quotidianamente nelle periferie devastate dalla reale emergenza abitativa, per cui a famiglie italiane che hanno paura, come accade ogni tanto, di farsi sottrarre i figli e di rivolgersi ai servizi sociali o ai tanti a cui vengono offerte delle soluzioni, come Lo.C.A.Re., che in assenza di reddito semplicemente non possono essere usufruite, soprattutto in assenza di reddito regolare, allora a quel punto vi lasciamo vivere in questa sorta di fantascienza, se qualcuno ci crederà, buon per loro. Con gli sportelli sociali, con la presenza nelle periferie e con la proposta anche in Consiglio Regionale, che addirittura ha trovato la convergenza del centrosinistra, lì veramente per raddoppiare il volume (questo a sentire l'ATC di Torino, non sono dati miei) delle case popolari assegnabili, allora davvero dire 3.000 su 4.000 - io lo so che su questo mi sono scaldato, mi spiace -, ma è una questione per cui in un sistema come l'attuale in cui troviamo per la categoria profugo - e mi smentisca se sbaglio - il ragionamento per cui, se ce ne sono 5, se ne sistemano 5, se ce ne sono 50, se ne sistemano 50, siccome a Torino ce ne sono 500, se ne sistemano 500; dall'altra parte se ci troviamo invece una mentalità per cui, a fronte di migliaia di sfrattati, abbiamo un budget che è "x" e se il budget "x" basta per poche centinaia, è così e gli altri marciranno nelle graduatorie e tanti saluti. Vada in via Corte d'Appello prima di venderla, finga di essere una persona che fa domanda di bando generale, si sentirà rispondere che con punteggi superiori ai 12 (che è il superenalotto della sfiga di emergenza abitativa, perché vuol dire che uno ha reddito zero, disabilità, un nugolo di figli a carico), se va bene, l'attesa è di tre, quattro, forse cinque anni; se invece uno è profugo, arriva e la sistemazione, per quanto provvisoria, sui fondi SPRAR ce l'ha. Questa è la fotografia, lei non ce ne può raccontare una differente. Passo volentieri alla seconda emergenza, quella dei nomadi. Adesso, lei si dipinge come una sorta di crociato della civiltà che sottrae i poveri bambini dal fango e dalla sporcizia; ottimo, peccato che lo fa su un campo abusivo, su 7 o 8 che ce ne sono. I bambini del campo di via Germagnano non meritano di essere aiutati come quelli di Lungo Stura? Solo perché non sono in una Circoscrizione con una Presidente che vi minacciava di fuoco costante sui media cittadini, a meno che non gli toglieste il problemino elettorale su Lungo Stura Lazio? Nel campo di via Germagnano non c'è questo problema? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Appunto, però è stato escluso come emergenza, nonostante vi siate presi l'impegno, nella deliberazione che avete finto che fosse di iniziativa popolare, di rimuovere tutti quelli abusivi; alla fine, per poter dividere tutti i quattrini tra tutto il cucuzzaro di "La Città Possibile" (dall'estrema sinistra fino al mondo cattolico sociale), avete dovuto limitare da 5-6 campi abusivi ad 1, se va bene. Vi abbiamo smascherato anche su questo, notando che una discreta quota - questa primavera, signor Sindaco, eravamo sulla metà - dei rom che avete tolto da Lungo Stura, l'avete messa o, meglio, le cooperative sociali a cui date i quattrini l'ha messa in un housing sociale abusivo, accatastato in elusione della normativa fiscale, di proprietà del cosiddetto "ras delle soffitte". Se questa è la vostra solidarietà, auguri; non è di sicuro la nostra. Di questo credo che avremo delle notizie interessanti nei mesi a venire, a progetto concluso. Per quanto riguarda il MOI, sa perché ci si innervosisce facilmente quando lei ci sfotte dicendo che, sostanzialmente, noi protestiamo, non proponiamo e, quando andiamo dal Prefetto, siamo degli agnellini? Per un semplice motivo, perché lei ci prende in giro e noi, tendenzialmente, accettiamo con simpatia anche il suo brutto carattere, però, manca di rispetto non tanto e solo all'opposizione (ci siamo abituati), ma a tutto il Consiglio Comunale, che, con la Conferenza dei Capigruppo (non su mia richiesta, ma del Capogruppo del suo partito), aveva chiesto l'audizione del Prefetto. Poi, se la maggioranza è contenta di sentirsi definire dal suo Sindaco "agnellini", si vede che siete contenti di belare, noi invece, ogni tanto, preferiamo ruggire. Sa a che cosa ci riferiamo? Ci riferiamo al fatto che, mentre lei annuncia candidamente che la vostra soluzione è cominciare con la Polizia Municipale un censimento (che lei stesso ha detto in quella sede che dovrebbe essere volontario, perché, altrimenti, sarebbe un sgombero), sempre lei, 12 ore fa, ha detto a verbale che viene condotto in collaborazione con le associazioni che seguono i profughi. Tradotto: è il Comitato di solidarietà ai migranti di quell'occupazione, che è presieduto dagli autonomi di Askatasuna, che, a noi Consiglieri, hanno fatto da ciceroni e da guide turistiche nel dimostrare che cosa si poteva visitare e che cosa no. Lei sta dicendo che la Polizia Municipale si serve di Askatasuna per realizzare la fotografia di quell'occupazione. Sa perché ciò fa male, signor Sindaco? Perché, grazie alla vostra deliberazione di via della Casa Comunale 3, quella fotografia c'è già. Quando potevate tranquillamente porre fine a quell'occupazione, negando il rinnovo della residenza e ponendo quelle persone di fronte alla scelta di continuare un percorso di assistenza ma dentro la legalità o poter continuare un discorso di assistenza fregandosene della legalità e continuando a rimanere in quell'occupazione e farlo grazie ad una residenza fittizia, voi avete scelto questa seconda strada. Siete riusciti non a non dare delle risposte concrete, ma a dare delle risposte negative, che hanno consentito la continuazione di quell'occupazione, dove adesso avvengono i sequestri e gli stupri di ragazze disabili e che avvengono sempre nel silenzio assoluto della componente femminista del centrosinistra, perché anche su questo non abbiamo sentito neanche una parola. Magari il Sindaco avrebbe anche potuto permettersi una visita a quella famiglia che è stata così ferita, mentre non se l'è filata nessuno, ahimè, dopo questo episodio così grave. Sa perché a noi fa male questo giudizio? Perché, in realtà, noi abbiamo già fatto il lavoro che dovevate fare voi, solo che non lo veniamo a dire a voi, perché è del tutto inutile, in quanto vi manca la volontà politica, ma lo andiamo a dire, inevitabilmente - per quanto anche noi ne possiamo sottolineare l'inattivismo -, a quell'autorità che è semplicemente la rappresentanza del Governo sul nostro territorio, ovvero la Prefettura. Le consegno, così evita di costringere i Vigili Urbani ad andare a sentire Askatasuna e a farsi raccontare le favole, i dati che arrivano dall'Anagrafe, dal registro di Casa Comunale 3. Sono molto semplici e dicono, intanto, che i veri profughi (cioè, i titolari di asilo politico) in quell'occupazione sono 70 su 610 iscritti (quindi, l'11,4%) e sa quanti di questi provengono da strutture di accoglienza torinesi? Il 2,8%, quindi solo 17; tutte le altre persone non hanno lo status di profugo, non perché lo attendono, ma perché gli è stato negato. È gente che viene e che è stata bocciata dalla scorsa emergenza profughi. Il dato che la dovrebbe interessare veramente, visto che è anche il Presidente nazionale dell'ANCI, è quello della provenienza geografica di queste persone; queste persone sono state richiamate dai centri sociali (a cui date ascolto, evidentemente), come una sorta di ufficio di collocamento, da tutte le regioni italiane. Sa quanti sono quelli che arrivano veramente dal sistema di accoglienza torinese? La metà, perché quasi 300 vengono semplicemente - ed abbiamo la tracciabilità dell'accoglienza dalle vecchie strutture di accoglienza, per cui sappiamo dove erano, chi ha preso i soldi per fingere di accoglierli ed integrarli e non lo ha fatto - da tutte le altre regioni italiane. Se lei avesse davvero a cuore la soluzione di questo problema e decidesse di fare il Sindaco non solo in Torino centro, ma anche al Lingotto, allora andrebbe dal Prefetto o forse dal Ministro (per superare anche il Prefetto), cosa che a noi non è consentito come piccolo partito di opposizione, a dire: "Caro Alfano, se la logica con la quale sta affrontando l'attuale emergenza profughi è la spartizione in flussi tra Regioni, Province e Prefetture, questa stessa cosa si deve anche fare tra chi possiamo dimostrare che arriva da quelle Prefetture, secondo un progetto fallito di accoglienza". Così ne manderebbe via, senza rinunciare al loro diritto all'accoglienza, più della metà. A lei, però, viene più facile dipingerci come degli ululatori demagoghi. Noi siamo anche in piazza con la gente indignata, facciamo le manifestazioni e le fiaccolate, nonostante dal vostro partito cerchino ogni volta di farcele vietare dalla Questura (grazie al cielo, spesso non riuscendovi). In realtà, abbiamo delle proposte molto concrete e forse le nostre sono più concrete di quelle di tanti suoi Assessori; se lei, ogni tanto, si degnasse di ascoltarle, forse arriverebbe qualche soluzione al netto di tanta propaganda, ma, purtroppo, spesso questo non accade. Vado a concludere sull'emergenza profughi; è vero che il sistema SPRAR consente un controllo più stringente del Comune, ma consente anche una maggiore discrezionalità politica, perché, se molti soggetti selezionati dalla Prefettura a me non piacciono (perché hanno delle collateralità ed un affarismo in quell'ambito che sono vergognosi), almeno devo ammettere, perché è un dato di fatto, che sono selezionati con gara pubblica, mentre nel sistema SPRAR ve li individuate uno ad uno; tolta quella piccola parte messa a gara pubblica di Progetto Tenda, individuate tutte le altre (Terra del Fuoco, Esserci, LiberiTutti) con deliberazione della Giunta. Dopo che è successo il casino con l'A.N.AC. di Cantone, pur continuando ad individuarli con il regolamento di coprogettazione a contributo a progetto, adesso fate anche finta di trasformarla in una finta gara pubblica, con un avviso (che nelle vostre deliberazioni viene messo tra virgolette) di invito a presentare progetti, ma poi quelli che presentano i progetti vengono individuati da una Commissione con i punteggi? No, vengono individuati con una deliberazione della Giunta e, allora, sembra anche normale che una Giunta individui Terra del Fuoco, che è un'associazione emanazione di un partito della propria maggioranza, e lo faccia senza alcuna evidenza pubblica; ci sono alcuni dirigenti di quelle cooperative e di quelle associazioni che, dati alla mano di rendiconto SPRAR, si sono portati a casa, in alcuni mesi, più di 5.000,00 Euro al mese come busta paga. Sono gli stessi che in Commissione ci avete dipinto come i santi sociali di Torino; non credo però che Don Bosco, a fine mese, avesse una busta paga di 5.000,00 Euro in tasca, su questo mi permetto, da laico, di dubitare. Signor Sindaco, se queste sono le sue ricette per le grandi emergenze di Torino, penso che, dati alla mano, sia molto facile confutarle; ovviamente, lo lasceremo al ricordo di chi si sentirà mai questo verbale o dei poveracci, mi sento da dire a quest'ora, collegati allo streaming (sarebbe veramente curioso vedere se ce ne è anche solo uno, mi auguro per lui di no, per una questione di vita sociale). Ringrazio anche il Presidente per aver consentito che la controreplica alla replica del Sindaco avvenisse in un orario che credo, forse, possa vedere attivi solo i metronotte e, in ogni caso, ne abbiamo approfittato, almeno questi dati li potremo verificare alla fine di questa tornata amministrativa. PORCINO Giovanni (Presidente) È stata una decisione della Conferenza dei Capigruppo, alla quale lei partecipa, per cui non raccolgo la provocazione e possiamo proseguire con il dibattito. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Non mi permetterei mai di correggere un Collega, ho anche verificato con un esperto d'area, c'è un'imprecisione nell'intervento del Consigliere Marrone. Via Germagnano si trova nella Circoscrizione 6 quanto… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Non è sull'ordine dei lavori. PAOLINO Michele Vorrei che rimanesse a verbale, poi ognuno può giudicare, che via Germagnano è nella Circoscrizione 6. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la dichiarazione di voto, al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Il mio intervento sarà molto breve e non intendo fare un comizio, peraltro legittimo, come quello che hanno fatto altre forze di opposizione, anche perché noi, già ieri, abbiamo detto ampiamente durante i nostri interventi le ragioni per cui siamo contrari a questo Bilancio, a maggior ragione dopo che non è stata accolta la nostra proposta di piccola correzione riguardante la scuola. Devo dire che a me è dispiaciuto che l'intero dibattito, almeno in questa fase finale, si sia concentrato sulla questione dei profughi. Quello è sicuramente un grande problema, che nessuno nega, però sono preoccupato dal fatto che questo Bilancio, ancora una volta, segni un arretramento un po' su tutti i capitoli; non c'è stata una seduta o un unico argomento del Bilancio Comunale in cui non abbiamo parlato di tagli. Capisco gli sforzi ed i tentativi di fare fronte, di rimediare e di trovare, in futuro, altri fondi, però la considerazione generale è che, dovunque ci si giri (il welfare, il verde pubblico, la manutenzione o la scuola, come abbiamo detto), tutti i servizi pubblici sono veramente messi sotto pressione. Forse è questo che dovrebbe preoccupare il Consiglio Comunale in vista dei prossimi anni ed è questa la riflessione che vorrei lasciare. Ovviamente, il nostro voto sarà contrario. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Pur avendo riconosciuto qualche nota di merito all'Amministrazione Comunale in questo Bilancio di Previsione, anche il Gruppo del Nuovo Centrodestra non darà il semaforo verde all'approvazione di questo Bilancio Preventivo. Come ho già ricordato nel mio intervento in fase di dibattito, è chiaro che siamo contenti della progressiva riduzione dell'indebitamento dell'Ente, così come della possibilità, che è una vera e propria facoltà (perché si può agire in deroga), di non utilizzare il gettito degli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente; ci convince anche la riduzione delle spese per il personale e la riduzione degli impiegati dell'Ente stesso e siamo convinti che debba proseguire il piano di razionalizzazione degli Enti partecipati (ho riconosciuto più volte all'Assessore Tedesco di essere stata particolarmente coraggiosa quando è stata trattata la vicenda GTT). Detto questo, evidentemente l'Assessore Passoni non può fare altro che comporre le voci di entrata di questo Bilancio Previsionale sempre allo stesso modo e non per colpa sua, in quanto tutti i Gruppi politici hanno riconosciuto che la sofferenza dei mancati trasferimenti degli Enti sovradimensionati porta ad una composizione dei Bilanci che gravano per 830 milioni di Euro sulle entrate tributarie, per più di 200 milioni sulle entrate extra tributarie e poca cosa sono i dividendi, piuttosto che i trasferimenti stessi. Questo fa il pari con il percorso ricordato dal signor Sindaco in questi più di quattro anni di tornata amministrativa, cioè da dove siamo partiti e, quindi, l'indebitamento dell'Ente stesso. Il signor Sindaco fa bene a difendere la sua posizione, dicendo che questo è un indebitamento da investimenti, però aggiungo che non è solo quello, perché nei Bilanci c'era anche scritto che c'è stata una contribuzione allegra soprattutto da parte delle vecchie Giunte ed è sufficiente guardare gli albi dei beneficiari di provvidenza economica: sono libroni alti così. Quindi, oltre al debito da investimento che difendete, c'è stato qualcosa di più. Se si difende la continuità sulla visione della Città, signor Sindaco, abbia il coraggio di dare una forte discontinuità rispetto a Castellani e a Chiamparino. Evidentemente, ci preoccupa l'annunciata riforma della fiscalità, non sappiamo che cosa succederà. È chiaro che, come ho detto nel mio intervento, la local tax dovrà sicuramente garantire il gettito, per far sì che si possa arrivare ad un pareggio di Bilancio, ma dovrà anche garantire equità sociale. Ho ricordato che il Sindaco, in qualità di Presidente dell'ANCI, deve ribadire che c'è la necessità di fare la riforma del Catasto. Nella nuova stesura del Bilancio e, quindi, con i nuovi criteri di armonizzazione contabile, l'Assessore Passoni ha ricordato nel suo intervento che ormai si fa solo programmazione; io invito ad avere più coraggio nella programmazione. Ho presentato un emendamento alla nostra proposta di mozione di accompagnamento, perché, per mia negligenza, ma anche per negligenza dell'Assessore Passoni (visto che in questo clima, tra virgolette, di "concordia istituzionale" si è convenuto che tutti i Gruppi politici potessero, in qualche modo, contribuire alla stesura di questo Bilancio Preventivo), non ci siamo accorti che nel Bilancio Pluriennale era già stata inserita l'addizionale applicata dal Comune di Torino allo 0,8% e mi riferisco evidentemente all'IRPEF. Ritengo che questo sia un punto decisamente qualificante per l'Amministrazione e, sicuramente, per il nostro Gruppo Consiliare, quindi desidererei un vero e proprio impegno, che non sia formale; è necessario fare qualcosa sulla fiscalità e la nostra proposta mi sembrava quantomeno sostenibile, perché non ho cercato di ridurre dello 0,7%, in quanto capisco le difficoltà di una copertura finanziaria che deve essere sostenuta, ma l'ho fatto cercando qualcosa che fosse una via di mezzo. Per un errore che possiamo definire materiale, l'impegno per il 2016 viene stralciato dalla proposta di mozione. Mi auguro che l'Assessore Passoni o, se lo desidera, il signor Sindaco, che è sicuramente una figura autorevole e garante (ovviamente, non per mancanza di fiducia nei confronti dell'Assessore Passoni) di questa Amministrazione, possa veramente impegnarsi per far sì che, in fase di assestamento (qualora lo scenario lo consentisse) o comunque per l'anno venturo, si possa applicare una riduzione dell'aliquota stessa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Cercherò di non abusare della pazienza dei presenti e, quindi, non utilizzerò tutto il tempo a mia disposizione, però, dopo l'intervento di alcuni Capigruppo o facenti funzione dell'opposizione, credo che, nonostante l'ora tarda, dai banchi della maggioranza non ci possa essere un silenzio, ma ci debbano essere degli interventi e delle risposte, ovviamente ognuno in base al proprio ruolo ed alla propria funzione. L'altro ieri, un autorevole esponente della Sala Rossa diceva che la politica richiede coraggio e responsabilità e credo che con questi principi il Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà abbia accompagnato l'azione di questa Amministrazione in questa tornata amministrativa; ha fatto parte, fa parte e farà parte, fino alla fine di questo mandato, di questa maggioranza, esprimendo, laddove necessario per il proprio ruolo e per la propria funzione, le proprie idee e le proprie opinioni, non sempre coincidenti con quelle del complesso della maggioranza. Credo però che questa azione sia stata feconda, di stimolo e dialettica ed ha consentito anche un arricchimento dell'azione amministrativa, perché la politica è anche diversità e chi ha il governo e quindi la responsabilità delle cose (in questo caso, del governo di una città delle dimensioni e dell'importanza di Torino) non può non tenere conto delle diversità. Seppur in assenza del Capogruppo e quindi svolgendo questo intervento immeritatamente rispetto ad un solo anno di presenza all'interno di questo Consiglio Comunale, non posso non dare atto al Sindaco di essere stato capace di tenere conto di questi elementi di diversità e, quindi, di aver consentito ad una maggioranza complessa - complicata, talune volte - di riuscire ad esprimere un'azione di governo che ha consentito - mi dispiace, Consigliere Greco Lucchina - in continuità (e meno male che vi è stata questa azione di continuità con chi ha governato Torino dal 1993) di trasformare questa Città e di dare un senso ed un significato, non solo un presente, ma anche un futuro, alla Città di Torino. Nella propria relazione di sintesi di accompagnamento al Bilancio (che ha letto, ormai, l'altro ieri), l'Assessore Passoni ha ben tratteggiato alcuni di questi aspetti, anche richiamando alcune delle grandi trasformazioni in atto all'interno di questa Città. Non è corretto dipingere ed immaginare questa nostra città come una città ferma, oppure come una città concentrata sul proprio ombelico, cioè sul centro storico o ampio della città. È una città in trasformazione e tuttora, nonostante la riduzione significativa e notevole delle risorse e la mancanza dei trasferimenti dall'esterno, tutti noi ricordiamo l'importanza, ad esempio, che ha svolto il Progetto Speciale Periferie (ormai non vicine, anzi lontane da noi), ma, nonostante questa assenza di risorse, la Città e la sua azione amministrativa di governo riescono ad essere presenti anche all'interno dei quartieri più periferici. Come ho già detto l'altro ieri - lo ripeterò più sinteticamente oggi -, evidentemente questo Bilancio, nella sua parte corrente, pone l'esigenza di alcuni interventi di correzione. Sono stati riconosciuti nella proposta di mozione collegata al Bilancio presentata dal Gruppo di maggioranza relativa, così come in quella del Partito Democratico. Nell'incipit iniziale del testo che propone alla discussione e alla votazione di quest'Aula, anche il Partito Democratico ha posto molto chiaramente temi analoghi a quelli che poniamo noi, pressoché coincidenti in alcuni casi: quali quelli del welfare, inteso non solo come interventi di carattere socio-assistenziale nei confronti della pluralità e della complessità delle persone o delle famiglie che più hanno bisogno, ma anche nei confronti del sistema educativo, io sottolineo in particolar modo del sistema educativo pubblico, che non può in alcun modo trovare nocumento dall'azione di Bilancio di questa Città. Vi è quindi un'esigenza, come abbiamo detto con chiarezza all'interno del documento ed ho cercato di dire con analoga chiarezza anche io nell'intervento dell'altro ieri: nella fase di assestamento del Bilancio occorrerà quindi individuare quelle risorse che, ad oggi, mancano. Sono state date delle indicazioni ben precise rispetto a questo e delle rassicurazioni da parte del Sindaco e da parte dell'Assessore al Bilancio, di conseguenza non si può non credere e non avere fiducia rispetto a queste rassicurazioni. Come Gruppo Consiliare attendiamo che le rassicurazioni si traducano, nei tempi necessari, in azioni concrete conseguenti. Mi avvio alla conclusione; questo intervento racchiude la sintesi e la descrizione della proposta di mozione collegata al Bilancio che abbiamo presentato, in un rapporto che deve essere dialettico, ma anche corretto, tra la Giunta ed il Consiglio Comunale. All'interno della proposta di mozione ricordiamo alcuni testi che sono già patrimonio di questo Consiglio Comunale e di questa Città, in quanto sono stati approvati dal Consiglio Comunale stesso. In particolar modo, vengono richiamate tre mozioni: una relativa a "Torino a zero gradi e nessuno sottozero", una relativa all'istituzione del Fondo "Salva sfratti" e l'ultima - immagino ed anticipo l'ironia da parte di qualcheduno - relative alle caserme "Vuoti da riconquistare da militare a sociale" (lo dico io per primo, così evitiamo le ironie). In particolar modo - l'ho detto nella conclusione e non vi era più tempo per approfondire questo ragionamento -, il riferimento è all'ex caserma Riberi. Si tratta di una caserma che è stata completamente ristrutturata in occasione dell'evento olimpico di Torino 2006 e che è divenuta, nella sua quasi totalità, una forestiera. Con questa sua destinazione d'uso, è ampiamente sottoutilizzata ed è una struttura che potrebbe essere utilizzata, pressoché da subito, per affrontare quelle esigenze, almeno in buona parte, di emergenza abitativa che vi sono all'interno di questa Città, oltre che per l'emergenza freddo. Abbiamo richiamato questi passaggi all'interno del documento perché chiediamo al Sindaco ed alla Giunta di porre una particolare attenzione a quella che è una volontà che è già stata espressa da parte di questo Consiglio ed è una volontà che non può e non deve essere disattesa. Ci sono altri spunti che non richiamerò in questa sede, ma che sono a conoscenza di tutti coloro che vorranno prendere in considerazione la proposta di mozione di accompagnamento. Per questi motivi, il nostro sarà un voto favorevole, sarà un voto di appartenenza a questa maggioranza, un voto di sostegno, un voto con il quale si conclude un ciclo amministrativo - come ho avuto modo di dire nel mio intervento dell'altro ieri - ed un voto di riconoscimento di un lavoro che è stato fatto. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Il voto del Partito Democratico sarà convintamente favorevole. L'ha detto - quasi sorprendendosi - il Consigliere Greco Lucchina, parlando di concordia istituzionale: questo è il primo Bilancio Preventivo che viene votato senza emendamenti ostruzionistici e senza dover fare una mozione di accorpamento degli emendamenti. È il segno di uno sforzo e di un tentativo da parte del Consiglio Comunale di dimostrare una maturità ed una capacità di provare ad entrare nel merito. Lo abbiamo fatto con un lungo lavoro. Voglio ringraziare gli Uffici, chi assiste il Consiglio Comunale in questa lunga maratona. Gli Uffici hanno predisposto il Bilancio, ma voglio ringraziare, a nome di tutto il Gruppo e penso anche a nome della maggioranza del Consiglio, tutti i dipendenti comunali che, ogni giorno, fanno sì che la Città sia aperta ai propri cittadini e che con la loro professionalità, il loro impegno e la loro passione fanno sì che si possano dare servizi alla cittadinanza e che si possa realizzare quanto noi abbiamo scritto nel Bilancio Preventivo di quest'anno. Le motivazioni le abbiamo già espresse durante il dibattito. Questo è un Bilancio che, ancora una volta, mette i conti in sicurezza e, grazie al quale, consegniamo anche per l'esercizio successivo un Bilancio sano, ma soprattutto mette in sicurezza quello che continuiamo a definire modello Torino, che, nonostante qualche voce fuori dal coro, ci viene riconosciuto come insieme di servizi alla persona e di attenzione affinché non ci sia solitudine e nessuno rimanga indietro in questa città. Noi riusciamo a salvaguardare quello che è il nostro sistema di welfare e di servizi, in particolare nel settore educativo. Questo è un Bilancio, come è stato ben rappresentato dal Sindaco nei suoi interventi di questi giorni, che ha visioni. Vogliamo essere protagonisti della crescita e vogliamo che la nostra città esca dall'idea di una crisi così lunga e così pesante e sappia afferrare, determinare e definire il proprio futuro, a partire dal proprio presente. Abbiamo parlato della grande attenzione - e la rivendichiamo - rispetto alle periferie e rispetto alle persone, che non devono sentirsi sole, ma, come abbiamo scritto nella proposta di mozione, anche rispetto ai giovani, rispetto alle imprese, rispetto alle novità, che dobbiamo sapere cogliere, e a quello che siamo in grado di realizzare. Permettetemi di salutare chi ci segue in streaming, probabilmente saranno pochissimi - come ritiene il Consigliere Marrone -, ma c'è ancora molta attenzione rispetto alla vita istituzionale della nostra Città ed a quello che avviene in Sala Rossa. Ritengo che questo non sia stato soltanto un esercizio contabile, ma che il Bilancio sia il momento politico più alto; sono molto soddisfatto per il lavoro svolto dal Consiglio Comunale e devo ringraziare il Presidente del Consiglio (per la sua saggezza, la sua pazienza e la sua dedizione di questi giorni) e tutti i Consiglieri. Ho molto apprezzato le parole del Consigliere Trombotto, quando dice che voterà questo Bilancio perché appartiene a questa maggioranza. Noi sentiamo di appartenere ad un disegno politico e ad un modello politico (che è diverso rispetto a chi siede nei banchi dell'opposizione), sui quali siamo fortemente convinti. Non si tratta soltanto di sistemare numeri in alcune caselle, è qualcosa di più: è lavorare per la nostra Città, cercando di creare opportunità e prospettive ed avendo una visione. Noi siamo molto soddisfatti per il lavoro che la maggioranza ha saputo compiere, ma anche per la relazione ed il dialogo che si è creato in questa occasione con la minoranza nelle parti in cui abbiamo potuto costruire qualcosa insieme. Credo che sia un momento alto ed importante per questo Consiglio e ci accingiamo a votare con grande determinazione e con favore questo Bilancio. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: presenti 35, favorevoli 24, contrari 11. La proposta di deliberazione è approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: presenti 35, favorevoli 24, contrari 11. L'immediata eseguibilità è concessa. |