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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201503045/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 luglio 2015, avente per oggetto: "Bilancio di Previsione 2015 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201503236/002, presentata dai Consiglieri Cervetti e Troiano in data 17 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento al Bilancio di Previsione 2015 (n. mecc. 201503045/024) - Risorse comparto servizi per l'infanzia". della proposta di mozione n. mecc. 201503254/002, presentata dal Consigliere Magliano in data 20 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201503045/024) 'Bilancio di Previsione 2015 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201503274/002, presentata dal Consigliere Tronzano in data 21 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento al Bilancio di Previsione 2015 (mecc. 201503045/024) - Accordo per il credito". della proposta di mozione n. mecc. 201503310/002, presentata dal Consigliere Greco Lucchina in data 23 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201503045/024): 'Bilancio di Previsione 2015 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio Pluriennale - Approvazione' - Variazione dell'aliquota IRPEF applicata dal Comune di Torino". della proposta di mozione n. mecc. 201503312/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 23 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (n. mecc. 201503045/024) - Tempistiche pagamento creditori". della proposta di mozione n. mecc. 201503335/002, presentata dal Consigliere Sbriglio in data 24 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201503045/024 (Bilancio di Previsione 2015) - 'Indirizzi agli Amministratori nominati presso gli enti privati in controllo pubblico della Città di Torino per il conferimento degli incarichi di Direttore". della proposta di mozione n. mecc. 2014503342/002, presentata dai Consiglieri Bertola ed Appendino in data 27 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201503045/024 (Bilancio di Previsione 2015) - Recupero dell'IMU sulle scuole private religiose". della proposta di mozione n. mecc. 201503352/002, presentata dai Consiglieri Paolino, Ventura, Centillo, Cassiani, Muzzarelli, Araldi, Laterza, Onofri, Alunno, Cuntrò, Carretta, Altamura, La Ganga, Scanderebech e Genisio in data 27 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201503045/024 avente ad oggetto: 'Bilancio di Previsione 2015. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201503356/002, presentata dal Consigliere Trombotto in data 27 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201503045/024 avente per oggetto: 'Bilancio di Previsione 2015. Relazione Previsionale e Programmatica. Bilancio Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione". della proposta di mozione n. mecc. 201503361/002, presentata dai Consiglieri Marrone e Ambrogio in data 27 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201503045/024 avente per oggetto: 'Bilancio di Previsione 2015 - Relazione Previsionale e Programmatica - Bilancio Pluriennale per il triennio 2015-2016-2017. Approvazione' - Casa, ambiente, istruzione, mobilità, commercio e mercati: le proposta di FDI-AN per le emergenze di Torino". e della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201503338/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 24 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 201503045/024 (Bilancio di Previsione 2015) - Dal Governo più risorse per il Comune". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ho ascoltato la richiesta del Consigliere Marrone di votare per parti separate la sua proposta di mozione di accompagnamento al Bilancio di Previsione. Io chiedo di votare per parti separate anche la proposta di mozione di accompagnamento presentata dal Gruppo del Partito Democratico, perché sono interessato a votare in maniera differente i 12 punti dell'impegnativa. PORCINO Giovanni (Presidente) Ci riserviamo di approfondire e di determinarne l'esito prima della votazione. Diamo il tempo al Consigliere Greco Lucchina di interloquire con il Gruppo interessato, per determinare le modalità di votazione. La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ci accingiamo ad affrontare l'ultima discussione di questa tornata amministrativa sul Bilancio Preventivo, ancora una volta in ritardo, lo fanno notare anche i Revisori dei Conti. Pazienza, oramai in Italia questa è la prassi, anche se probabilmente sarebbe da modificare, perché non consente una pianificazione adeguata delle scelte politiche di un'Amministrazione. Innanzitutto, mi permetto, Sindaco, di sorridere alle affermazioni del nostro Presidente del Consiglio Renzi (definiamolo "nostro", anche se non votato, perché è colui che oggi guida l'Italia), che ha detto che l'Italia non è più il Paese delle tasse. Mi permetta la battuta: infatti, l'Italia non è più il Paese delle tasse, perché le stanno scaricando tutte sui Comuni. Credo che il Sindaco abbia ben presente questo problema e credo che lo farà presente al Presidente del Consiglio. Oggi Torino ha un 1.100.000.000,00 di Euro di entrate tributarie ed extratributarie. Questo significa che tra tariffe, balzelli, tasse, imposte, canoni, eccetera, i torinesi pagano 1.100.000.000,00 di Euro di tasse, che per fortuna quest'anno sono ferme, ma dal Preventivo 2016-2017 vediamo che sono di nuovo in aumento. Devo dire che l'Assessore Passoni è oggettivamente molto competente, con idee completamente diverse dalle nostre, però la sua rotta l'ha tracciata e sicuramente prevede anche un aumento delle tasse nel 2016 e nel 2017, oltre a quelle che abbiamo già messo per ripianare i debiti creati dal 2002 al 2007 dal precedente Sindaco, oggi Presidente della Regione, allora non ancora Presidente della Compagnia di San Paolo; in ogni caso, premiato, nonostante i 600.000.000 di Euro di debiti fatti dal 2002 al 2007, non tutti virtuosi, perché secondo me i debiti non sono sempre virtuosi. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che se facciamo il calcolo su 500.000 persone, che sono circa gli aventi diritto di questa città, sono più o meno 200 Euro di tasse comunali che gravano su ciascuna persona; se in una famiglia ci sono quattro persone maggiorenni, sono 800 Euro al mese, che insieme alle imposte nazionali, regionali e alla spesa quotidiana, cubano parecchio. Una delle nostre missioni è quella di abbassare le tasse su questa città, cosa che - secondo il mio giudizio - la sinistra non vuole fare, perché ha una serie di spese che vuole mantenere a favore delle sue "consorterie". Questo significa che la prima missione di un saggio amministratore è provare a vendere le partecipate. Ci abbiamo tentato, Sindaco, me lo ricordo bene. Io ho pagato con il mio ruolo di Capogruppo per sostenere la sua volontà, che secondo me era giusta, in quel momento (2011-2012), di vendere anche fino all'80% le partecipate. Ho sostenuto questa linea perché è la nostra linea ideale. Non siamo riusciti a fare questa azione, perché la sua maggioranza non glielo ha consentito. Questo secondo me è un dato che dobbiamo mettere in evidenza a verbale e comunque nei confronti della città, perché nonostante si dica che il Sindaco sia un uomo solo al comando, la sua maggioranza, composta ancora da molti post- comunisti, impedisce un certo tipo di traiettoria politica virtuosa, che potrebbe togliere una serie di debiti e garantire tariffe molto più convenienti ai nostri cittadini, se il partner fosse industriale. Oggi, è uscita la notizia su La Stampa di un dipendente GTT che ha partecipato, legittimamente, alla raccolta firme per le ultime elezioni regionali, e le ha "sbagliate", diciamo così; questo significa che GTT è un'azienda che crea consenso per la parte politica del Sindaco, mentre avrebbe dovuto essere venduta, avremmo dovuto seguire la linea del Sindaco, la nostra linea, che era quella di arrivare a vendere GTT almeno fino all'80%. Questo non è successo e oggi siamo di fronte a questa situazione, probabilmente migliorabile in futuro: 1.100.000.000,00 di Euro di tasse. Detto questo, faccio una piccola digressione sugli indici di copertura a domanda individuale. L'Assessore Passoni dice che diminuiamo l'indice di copertura e lo portiamo a 51,3, ma se guardiamo le singole voci (lo dico anche all'Assessore Pellerino), grazie all'azione del centrodestra e al ridisegno degli appalti sulle mense scolastiche, siamo riusciti a scendere dall'87 all'82%; quindi, 82 Euro su 100 Euro sono a carico del cittadino, non più 87. Ma se guardiamo gli asili nido, gli indici di copertura sono saliti dal 50 al 52%, così come sono saliti dal 15 al 18% per le case di riposo e di ricovero. Vediamo anche un aumento dei corsi extrascolastici e dei mercati e delle fiere attrezzati. Nella sostanza, diminuiamo (grazie soprattutto all'intervento del centrodestra) l'indice di copertura sulle mense scolastiche, ma lo alziamo su altre voci, che a mio giudizio sarebbero comunque da tenere in considerazione, molto più probabilmente che i bagni pubblici o altre cose che forse alla maggioranza degli italiani non servono moltissimo. Detto questo, ne approfitto per illustrare al Sindaco la mia proposta sulla movida. L'Assessore Passoni, purtroppo, l'ha presa male; nel senso che in Commissione c'è stato un scontro molto acceso, però giusto e legittimo, perché è giusto dibattere animatamente su questo tema, in modo da poter raggiungere una soluzione. L'Assessore Passoni non ne ha voluto sapere di questo ragionamento, ma io lo faccio al Sindaco, che è il capo dell'Amministrazione, perché mi interessa e mi preme farlo. Partiamo dalla TASI. I servizi di Polizia Municipale cubano 70 milioni di Euro a carico dei cittadini nel calcolo della TASI, secondo la vostra proposta di deliberazione. Cosa vuol dire? Che la Polizia Municipale, Sindaco, deve produrre (con tutto rispetto per questa parola, ma cercate di capirmi), deve essere efficientata, deve consentire ai cittadini di vedere che la Polizia Municipale fa bene il proprio mestiere. Quindi, gli indirizzi politici e conseguentemente gli indirizzi di comando dati alla Polizia locale devono essere tesi al rispetto delle regole, che devono essere uguali per tutti. Ricordo al Sindaco, ma probabilmente lo sa, che soltanto l'1,06% delle sanzioni complessive, che ammontano a circa 77 milioni di Euro sul Preventivo (o 65, vado a memoria), comunque l'1,6% delle sanzioni complessive deriva dai Regolamenti; tutto il resto è Codice della Strada. Quindi, noi incassiamo 3 milioni di Euro dai Regolamenti e l'altro 99% dal Codice della Strada, perché è più facile sanzionare un divieto di sosta o un semaforo rosso, rispetto al controllo del territorio circa il rispetto delle regole uguali per tutti. Un altro dato: in un anno, sono 52 le sanzioni sulle violazioni del Regolamento per inquinamento acustico. Il Sindaco ha presente le proteste sulla movida, interessano decine di migliaia di torinesi, soprattutto nei quartieri Vanchiglia e San Salvario, ma sono soltanto 52 le sanzioni che attestano la violazione di questi Regolamenti. Secondo me questo è sbagliato; dobbiamo portare questo limite almeno al doppio, proviamo a portarlo al 3-4%. Cosa significa? Che da 3 milioni passiamo a 6 milioni di Euro (poi le dico perché cito questo dato), cercando di dare un segnale vero ai cittadini. Ovvero, il Comune si occupa con forza del rispetto delle regole, dei limiti del giusto diritto allo svago delle singole persone; però, al tempo stesso, interviene quando non si rispetta un Regolamento. Il limite dell'inquinamento acustico è 30-40 decibel, ma arriviamo anche a 70-80 decibel; per cui, sia per i Punti Verdi, sia per la movida, diventa una cosa molto grave. Ricordo al Sindaco che è attestato che il diritto al riposo (lo dimostra anche una recentissima sentenza del TAR Veneto) è il diritto massimo, rispetto al diritto economico del profitto di ciascun commerciante. Quindi è sicuramente un diritto che dobbiamo tutelare, sanzionando nel momento in cui non venga rispettato. Dall'altra parte, però, c'è solo una lingua che possiamo parlare con gli imprenditori per farci ascoltare, quella di andare incontro a loro dicendo che la pressione fiscale è troppo elevata. Caro locale di somministrazione, io parlo la tua lingua e ti dico che ti abbasso le tasse. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che siccome le tasse sui dehors temporanei cubano circa 859.000,00 Euro e quelli permanenti e temporanei insieme circa 3.000.000,00 di Euro, tolgo i 3 milioni di Euro da quel capitolo del Bilancio Preventivo e li metto (per il ragionamento che facevo prima) sui Regolamenti. Ed è qui che entra la legittima polemica dell'Assessore Passoni nei miei confronti, perché l'Assessore dice che queste entrate non sono ripetitive. Ma possiamo sperimentare questa operazione almeno una volta in un anno? Proviamo un anno, non è obbligatorio per sempre; le abbiamo sempre fatte le entrate ripetitive. Anche in questo caso l'Assessore Passoni si è arrabbiato con me, dicendo di ritirare le mie dichiarazioni; ma se guardiamo i Bilanci degli anni passati vediamo che si sono sempre sostenute le entrate non ripetitive, tant'è che la Corte dei Conti ci ha sempre detto "guardate che è ora che le entrate siano strutturali, non ripetitive". Quindi, cosa diciamo ai locali? Cari locali, vi togliamo la tassa sui dehors, non come premio, ma come strategia, come rivoluzione culturale di una città (come l'ho definita io) e gli diciamo che è dimostrato che chi non dorme dal lunedì al giovedì (lavoratori, anziani, bambini) ha dei danni psicofisici notevoli. Il rischio è che questi danni cadano poi sul settore sociosanitario, con il conseguente rischio che aumentino i costi del Sistema Sanitario regionale o nazionale, a seguito di questa movida selvaggia, senza regole. I ragazzi hanno giustamente diritto allo svago, questo è sacrosanto; però, dobbiamo sicuramente mettere dei paletti. Dicendo questo ai commercianti siamo in grado, a mio giudizio, di interloquire con loro e di pretendere che cosa? Noi ti diamo questo tipo di strategia della Città, con la quale eliminiamo le tasse su quello che a te è caro, perché i dehors costano dai 3-5- 6.000,00 Euro in un anno, e ti chiediamo di chiudere il dehors esterno alle 24.00, dal lunedì al giovedì; dopodiché, vai all'interno del locale a divertirti, perché tanto all'interno sappiamo che il Regolamento consente sia l'insonorizzazione, sia (sempre grazie al centrodestra, a luglio 2013, abbiamo inserito questa regola nel Regolamento) la convivenza civile e la tranquillità sociale, evitando l'assembramento esterno a carico del proprietario del locale. Quindi, dal lunedì al giovedì, quando le persone normali, speriamo che ci siano sempre, quelle che lavorano e speriamo che il lavoro ci sia sempre per loro, o le persone che studiano, difficilmente sono in giro alle 03.00-04.00 di notte. Su questo mi beccherò le critiche della Consigliera Appendino, ma io penso (la Consigliera me lo permetterà) che dal lunedì al giovedì, una persona sana, che vive normalmente, difficilmente alle 03.00 di notte è in giro. Questa è la mia opinione, però proviamo a stabilire che a mezzanotte il locale chiuda esternamente, trasferendo all'interno il divertimento. Invece, il venerdì e il sabato, quando è sacrosanto che i giovani si possano divertire, si va avanti fino alle 02.00 alle 03.00. La Lega Nord propone alle 03.00; noi proponiamo alle 02.00, ma è un dettaglio. La domenica si torna a mezzanotte, perché il lunedì si torna a lavorare. Questa è la proposta, signor Sindaco, e spero di averla spiegata bene. Aggiungo un altro dato. Sono andato a fare un sopralluogo in largo Saluzzo, alle 00.30 (non sono avvezzo alla movida, quindi mi rendo conto che le 00.30 è l'ora in cui i giovani escono di casa), e mi ha fatto impressione vedere i Vigili Urbani chiedere, gentilmente, a un ragazzo seduto in mezzo alla strada di spostarsi, per poter passare con la camionetta, in una zona che non è chiusa al traffico. Il ragazzo si è spostato, ma quello che è impressionante è il fatto che la Polizia Municipale debba chiedere il permesso per poter passare su una strada aperta al traffico. Il dato drammatico, signor Sindaco (lo cito perché fa parte di questa strategia sulle tasse), sono i 5,5 milioni di Euro che ogni anno spendiamo per la pulizia notturna effettuata da AMIAT. Io ho le mie riserve su AMIAT, per cui questo dato (5,5 milioni di Euro) lo prendo perché è ufficiale, ma sul contratto di servizio, secondo me, abbiamo degli amplissimi spazi di miglioramento. Comunque, spendiamo 5,5 milioni di Euro, che pagano i cittadini. Anche in questo caso il Regolamento prevede delle sanzioni; addirittura c'è un'ordinanza del Sindaco, credo ancora in vigore, che vieta la vendita di bottiglie di vetro dopo le 23.00, ma non è così. A San Salvario, zona largo Saluzzo, tutti i ragazzi hanno le bottiglie di vetro; addirittura, i "vu comprà" (chiamiamoli così, per non offendere nessuno, perché credo sia una parola di uso comune) si sono organizzati con le bacinelle sotto i fiori: "ho la bottiglia di vetro, te la do". Addirittura ci sono i piccoli negozietti, di 20 metri quadrati, che aprono la serranda a metà e vendono la bottiglia di vetro ai giovani, che si ubriacano. Su questo fenomeno, signor Sindaco, dobbiamo fare anche un lavoro culturale, perché i giovani che oggi si ubriacano, senza riguardo alla propria salute, fra 10 anni rischiano di essere a carico del Sistema Sanitario regionale e nazionale per cirrosi epatica, per dirne una. Allora, forse sarò fuori moda, però voglio sottolineare che la tutela della salute delle persone parte anche da un'attenzione culturale che dobbiamo avere nei confronti dell'alcool. Non basta dire che bisogna bere responsabilmente. Oggi i giovani non hanno punti di riferimento; quindi, stabilendo delle regole, probabilmente i giovani capiscono che l'Amministrazione li vuole tutelare e magari invece di un bicchiere in più, bevono un bicchiere in meno, perché ubriacandosi sporcano per strada e magari si rendono conto che la spesa di 5,5 milioni di Euro va a carico anche dei propri genitori. Io spero che questa mia proposta sia stata apprezzata, perlomeno negli intendimenti; dopodiché, non credo sia praticabile, perché mi pare che l'Assessore Passoni abbia con forza detto di no, ma io gliel'ho voluta ripetere. Intervengo ancora sulla proposta di mozione sul credito, che spero il Consiglio Comunale voterà, perché nel 2012 fu redatto l'accordo per nuove misure per il credito alle piccole e medie imprese; la Regione lo firmò nel 2013 e lo ha ripreso nel 2015. Signor Sindaco, pensi che ci sono piccoli commercianti (cito quelli di via Nizza, perché sono i più disastrati) che hanno utilizzato queste forme di finanziamento (questo accordo è stato firmato anche dall'ABI), sono andati in banca e hanno ricevuto dalla banca la risposta: "Non esiste questo accordo", oppure: "Lasci stare, non sappiamo dell'esistenza di questo accordo". Sono dovuti andare in banca o con le Istituzioni o con la deliberazione in mano, e questo non è accettabile. La mia proposta di mozione di accompagnamento invita il Sindaco ad interloquire con l'ABI, affinché questo ragionamento finalmente si spezzi, perché non è pensabile che un piccolo commerciante che deve lavorare (e forse non ha neanche da lavorare, perché per esempio gli hanno chiuso la strada in via Nizza), vada in banca e si senta dire: "Non conosciamo questo Regolamento. I tuoi finanziamenti continuano a essere gli stessi, con la stessa durata, nonostante la crisi". Ringrazio il Sindaco per l'attenzione che mi ha concesso su questa proposta di mozione e spero che nel tempo la possa fare sua. Anticipo al Sindaco e al Presidente di Commissione, il Consigliere Ventura, che inviterò in Commissione il Comitato San Salvario, che non è stato ancora mai audito (forse è stato audito una volta da alcuni Assessori), perché penso che loro abbiano idee che possono essere d'ausilio alla nostra politica. Quindi, scriverò una lettera al Presidente della Commissione, il Consigliere Ventura, affinché nel mese di settembre si possa audire il Comitato San Salvario; in quella occasione, il Sindaco potrà ascoltare dal Comitato delle proposte veramente interessanti, che non anticipo, perché non voglio che la politica metta il cappello su questo Comitato, che deve essere apolitico e apartitico, perché deve fare gli interessi dei cittadini di quella zona. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ci accingiamo a votare l'ultimo Bilancio di Previsione, in vista ovviamente del 2016, ma secondo me non possiamo sottovalutare gli scenari generali, che sono cambiati rispetto allo scorso anno. Dobbiamo prima di tutto fare delle considerazioni partendo dalla ricostruzione di un quadro socio-economico che vede anche la nostra città in un nuovo quadro territoriale, che è quello della Città Metropolitana; quindi, bisogna fare uno sguardo d'insieme. Anche io, come l'Assessore Passoni nella sua illustrazione, desidero citare alcuni dati emersi dal 16° rapporto Giorgo Rota. Se andiamo ad analizzare gli aspetti principali, possiamo vedere intanto come a Torino la popolazione si sia stabilizzata, caratterizzata però da uno scarso ricambio, cioè con una bassa natalità e un saldo naturale negativo. Specialmente nelle periferie più povere aumentano single e nuclei monogenitoriali e continua a diminuire il numero medio dei componenti delle famiglie. Circa un sesto dei torinesi e un quarto dei minorenni sono stranieri, con una connotazione etnica predominante di appartenenti alla comunità romena. Le scuole sono quindi sempre più multietniche e nel sistema scolastico torinese gli allievi sono in aumento, sia nel capoluogo sia in provincia. In un trend nazionale declinante di investimenti nella scuola, dai dati in possesso, Torino mantiene comunque il primato tra le metropoli, potendo contare anche sul rilevante apporto delle Fondazioni bancarie. I dati sulla disoccupazione sono sconfortanti. Mentre le riforme negli ultimi anni non paiono aver prodotto particolari miglioramenti, questa piaga continua a crescere nell'area torinese, colpendo soprattutto i quartieri del nord del capoluogo e in via principale le nuove generazioni. Torino è alla ricerca, per voce della sua Giunta e della sua Amministrazione, di inclusione, equità, coesione e sostenibilità sociale. Uno dei principali indicatori di sofferenza di questa città rimane il tasso di disoccupazione. Quella torinese è tra le province metropolitane in cui la quota di senza lavoro è cresciuta esponenzialmente dal 2008 ad oggi, separando così progressivamente i suoi destini dalle aree settentrionali, collocandosi in una posizione pressoché intermedia tra il nord e il sud del Paese. Anche per effetto della disoccupazione e della precarietà lavorativa, nei primi 5 anni successivi all'esplodere dalla crisi, i redditi medi sono calati ovunque del 15,7%, anche in provincia di Torino. Ne consegue che i redditi a Torino e provincia rimangono mediante inferiori a quelli delle altre metropoli italiane centro- settentrionali. Basti pensare che il capoluogo ha un reddito medio che lo colloca solo al 35° posto tra i comuni della Provincia. Crescono sfratti e domande insoddisfatte di case popolari. Il sistema sanitario locale è in fase di ristrutturazione, ma tuttavia l'integrazione tra sanità e rete socio-assistenziale tiene abbastanza in termini di servizi erogati, ma rimane debole e fa fatica a far fronte alla recente esplosione di richieste d'aiuto. Naturale il crollo dei consumi. Nel periodo dal 2008 al 2012 si sono contratti del 17,9% per poi riprendersi lievemente nei due anni successivi. L'abitazione continua a rappresentare la principale voce di spesa, incidendo nel 2014 sui bilanci delle famiglie torinesi per circa il 34,4%. Inoltre, il 35% delle famiglie ha visto ridursi in maniera significativa la propria capacità di spesa, mentre la quota di famiglie economicamente assistite dai servizi sociali pubblici del Comune di Torino è più che raddoppiata: + 122% tra il 2007 e il 2013. Questo è il quadro generale in cui ci accingiamo a votare questo Bilancio di Previsione, che dobbiamo esaminare partendo da una serie di moniti, di segnalazioni, di raccomandazioni che ogni anno ci fa il Collegio dei Revisori (che ringraziamo per il lavoro svolto) e anche dalle considerazioni pervenute periodicamente dalla Corte dei Conti. Non si può (l'ha già detto il Consigliere Tronzano) non sottolineare il puntuale slittamento dei termini di approvazione del Bilancio. Mi pare si tratti del terzo rinvio, quando ormai si è già svolta buona parte della gestione dell'Ente. Questa osservazione si rende necessaria alla luce dell'entrata in vigore, dal 1° gennaio, della nuova contabilità armonizzata, una riforma che (l'Assessore Passoni ha avuto modo di ricordare nella sua illustrazione) modifica in maniera consistente l'ordinamento finanziario e contabile, e che si pone come uno degli obiettivi principali il rafforzamento della programmazione, con una conseguente notevole modifica dei termini degli adempimenti. Io mi sono scontrato con l'Assessore Passoni (che lo ha ricordato nella sua illustrazione) quando ho parlato di Bilancio fotocopia. L'Assessore ha ragione su tutto, perché non può fare diversamente; poi glielo spiegherò meglio leggendole i dati in sintesi sulle voci entrate. È importantissimo, quindi, che l'Ente non prosegua nella situazione che si è verificata negli ultimi anni e risulta necessario che si doti di un quadro certo di regole e risorse, non soggetto a rilevanti incertezze e continue modificazioni. Emerge il bisogno di rispettare tutti i vincoli nelle previsioni di entrata e di spesa, atti a garantire l'osservanza delle regole riguardanti il patto di stabilità interno, attraverso un controllo periodico e puntuale, monitorando attentamente l'andamento delle dinamiche degli elementi finanziari, sia in termini di competenza, che di cassa, tenendo ben chiaro che il saldo obiettivo finale del Patto di stabilità interno assegnato alla nostra Città, per il 2015, ammonta a 74,5 milioni di Euro. Accolgo come un vero e proprio monito (proveniente dal Collegio dei Revisori) il ricorso all'utilizzo degli stanziamenti dell'esercizio precedente, sia pure in dodicesimi, perché risulta essere poco idoneo a garantire l'esigenza di preservare gli equilibri di Bilancio ed assicurare il pareggio effettivo, perché comporta l'ipotesi di operare su parametri sovradimensionati e non effettivi. Quanto detto sopra va visto nell'ottica di una riduzione delle risorse, di cui gli Enti Pubblici potranno disporre nei prossimi anni. Altra nota da evidenziare è relativa alla situazione di liquidità dell'Ente. Io mi sono speso in ogni discussione di Bilancio sul ricorso alle anticipazioni di tesoreria. Sia nel 2013 che nel 2014 vi è stato un mancato rispetto del parametro 9, relativo al riscontro della situazione deficitaria strutturale. Tale limite è stato incrementato dalla Legge di Stabilità 2015, fino alla concorrenza di importo di 536.000.000,00 di Euro, ma è obbligo sottolineare come l'elevato utilizzo delle anticipazioni di tesoreria rappresenti il principale indicatore di difficoltà nell'ambito della gestione finanziaria e che sia necessario porre in essere tutti i correttivi e i provvedimenti idonei ad attivare tutti i flussi ordinari e straordinari che possano almeno ridurre, se non evitare, la difficoltà in termini di liquidità che determinano il ricorso di questo mezzo. Non possiamo, comunque, non annotare come in questo Bilancio ci siano degli elementi positivi. Relativamente all'equilibrio di parte corrente, la Città di Torino non ha previsto, anche per quest'anno, l'utilizzo dei contributi per permessi di costruire per finanziare spese correnti, nonostante si sappia che ci sia una deroga in corso. Mettere in atto misure di razionalizzazione della spesa ai fini di un rigido contenimento e controllo e adottare misure gestionali atte a prevenire la compromissione degli equilibri della situazione corrente ad assicurare un bilanciamento strutturale tra entrate e spese è la strada necessaria da seguire. La riduzione prevista per il personale: nel 2015 la spesa si è attestata a circa 377 milioni di Euro; nel 2014 erano 389 milioni di Euro, con una riduzione del numero delle persone impiegate presso il nostro Ente, fabbisogno che nel triennio 2015-2017 verrà ancora ridotto. È da notare la positiva fase di riduzione della consistenza dell'indebitamento dell'Ente avviata nel 2011; rispetto a quello iniziale si è ridotto di circa 31,2 milioni di Euro: a fine 2012 di 92,46 milioni di Euro; a fine 2013 di 119 milioni di Euro e a fine 2014 di ulteriori 104 milioni di Euro. Preso atto dell'intendimento della Città di contrarre nuovi mutui per un importo complessivo di 33 milioni di Euro, da stipularsi con la Cassa Depositi e Prestiti, è necessario richiedere un impegno a proseguire nella riduzione dell'indebitamento stesso. Come ultima nota, la mia approvazione sulla proposta di deliberazione in merito al Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate. Leggendo il Bilancio in sintesi (lo ha già detto il Consigliere Tronzano) alla voce entrate vediamo (e questo mi preoccupa molto, non per il Bilancio di adesso, ma per quello che verrà e mi spiego meglio) entrate tributarie per 830 milioni di Euro, trasferimenti solo per 134 milioni di Euro, entrate extratributarie per 276 milioni di Euro e, per fortuna, i dividendi per 26 milioni di Euro; ricordo poi quello di FCT, che è particolarmente corposo per quest'anno. Ma la nostra attenzione a livello nazionale verte sulle dichiarazioni fatte dal Premier Matteo Renzi, rispetto a un programma di riduzione delle tasse senza precedenti pare nella storia repubblicana; ovviamente mi riferisco alla local tax. Assessore Passoni, lei fa fuoco con la legna che ha, le abbiamo sempre riconosciuto la sua competenza e che ha fatto decisamente i salti mortali ogni anno per arrivare al pareggio di Bilancio, ma detto questo la preoccupazione è la seguente: noi riusciamo ad arrivare a un pareggio di Bilancio anche quest'anno di 1 miliardo e 266 milioni, perché riusciamo ad applicare, per esempio, le addizionali. Cosa succederà con la local tax? Non pretendo che lei, Assessore, ovviamente mi dia una risposta, ma, detto questo, da amministratore locale ho apprezzato la battaglia che anche il Sindaco Fassino ha fatto in qualità di Presidente dell'ANCI, impegnando il Governo a dirci di non fare gli esattori. Il Governo non può non darci i trasferimenti ed evidentemente consentirci di applicare le addizionali maggiori per poter arrivare a un pareggio di Bilancio sostenibile. La rivoluzione, come ho detto prima, prevede vari step: dal 2016 la tassa sulla prima casa, nel 2017 IRES e IRAP, poi per il 2018 gli scaglioni IRFEF. Tornando alla local tax, la domanda è: garantirà equità sociale? Guardate che l'equità sociale è un tema che appartiene più a voi che a noi. Poi è giusto ad oggi fare un ragionamento: tassare il reddito o tassare il patrimonio? Il tema è: dov'è finita la riforma del catasto? Solo così potremo affrontare realmente questo dibattito che interessa tutti. Per concludere, ci tenevo poi ad evidenziare i termini di apporto e di contributo a questo Bilancio Previsionale da parte delle proposte del Nuovo Centrodestra, che fanno riferimento a una fase emendativa concordata anche con l'Assessore Passoni, che fa riferimento allo stanziamento per un consolidamento del plesso scolastico King di via Germonio, spostando nel piano triennale delle opere pubbliche uno stanziamento previsto per il 2017 al 2016 e una mozione di accompagnamento che vede me come firmatario, che impegna, vedremo se sarà possibile, io dico in fase di assestamento, comunque sia a partire dal 2016, a rimodulare l'aliquota IRPEF, che è prevista oggi allo 0,8%, nonostante sia alzata la soglia di esenzione, allo 0,75. Non ho voluto esagerare nell'abbassarla allo 0,7 perché ci siamo detti che questo possiamo permetterci e credo che, di fronte al gettito previsionale di 104 milioni di Euro di IRPEF rispetto a un rendiconto di 106 milioni, grossomodo una riduzione così possa variare dai 7 ai 9 milioni di Euro, quindi penso che sia una proposta sostenibile. PORCINO Giovanni (Presidente) L'ho detto in premessa, ma lo ricordo nuovamente, c'è un'unica discussione, quindi un unico intervento per la deliberazione, le mozioni di accompagnamento collegate e anche per gli emendamenti. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Mi scusi, Presidente, avendo colloquiato con il Capogruppo Paolino ed essendo interessato evidentemente a valutare la possibilità di votare per parti separate, visto che ci sono 12 punti, magari in fase di votazione le chiederei direttamente i punti, così mi pare che possa essere un atteggiamento ragionevole. PORCINO Giovanni (Presidente) D'accordo. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Di sicuro dobbiamo dare atto del fatto che ogni tanto ci sia stata qualche presa di posizione coraggiosa nei confronti del Governo, rispetto a questa folle politica fiscale che arriva a strangolare senza alcuna speranza gli Enti Locali, però oggettivamente non è sufficiente. Tutti i Consiglieri hanno assistito all'illustrazione dell'Assessore Passoni, non tanto e non solo in Aula, bensì in sede di Commissioni competenti, l'abbiamo sentito anche ironizzare più volte nei confronti di Berlusconi rispetto alle politiche di non tassazione della prima casa, mi aspettavo poi, a fronte dello show pre-elettorale del Premier Renzi, che con quei dieci anni di ritardo arriva a riproporre gli stessi cavalli di battaglia di Silvio Berlusconi, magari un po' di onestà intellettuale da parte di questa sinistra e che le stesse ironie riservate al Presidente di Forza Italia venissero poi riservate anche al Premier del PD. Dover invece leggere che c'era pieno sostegno, piena convinzione e piena fiducia nei confronti delle politiche fiscali annunciate da Matteo Renzi, sinceramente, mi ha riempito un po' di sgomento, nella misura in cui segna un bel passo indietro rispetto all'onestà intellettuale, ma soprattutto anche alle responsabilità che ognuno di voi si porta dietro rispetto ai ruoli che ricopre. Non si può pensare di dire a Berlusconi che ci ha condannato al tracollo quando ha tolto le tasse sulla casa e poi applaudire Matteo Renzi che dieci anni dopo dice di voler togliere le tasse sulla casa, perché è una presa in giro nei confronti dei torinesi, sui quali poi vengono scaricati tutti i balzelli per cercare di recuperare la solidità finanziaria. In generale sul costo dei servizi, le tariffe e anche poi i tributi che sono collegati mi limito solo a voler vedere positivamente e propositivamente l'apertura che ci ha fatto la maggioranza sull'istituzione di una Commissione che vada a sostituire l'Agenzia Servizi Pubblici Locali; lo dico nella consapevolezza che sarà una grande responsabilità che si assume il Consiglio nel cercare di fare ordine. Potevamo limitarci, e in parte continueremo a farlo, ad attaccare la Giunta per le responsabilità politiche chiaramente nelle nomine dei vertici di quelle società che erogano i servizi, perché è una responsabilità che deriva inevitabilmente dal potere di nomina che spetta in capo al Sindaco, ma non ci accontentiamo semplicemente di ululare alla luna, rendendoci conto che la selva delle partecipate, delle municipalizzate rischia davvero, e lo vediamo ogni volta che approfondiamo dei dati, di nascondere ancora residui di privilegi, neanche da Prima Repubblica, potremo dire da Ancien Régime, completamente svincolati dalla realtà odierna della nostra società e soprattutto dai costi in termini di concorrenzialità con altri territori, altre società che erogano gli stessi servizi. L'auspicio è quello che davvero si riesca a mettere noi stessi nelle condizioni di svolgere quell'attenta opera di monitoraggio che vada almeno a cercare di sostituire quella più decisa, anche se magari più onerosa, opera di due diligence, che non mi sono mai stancato a ogni maledetta approvazione di Bilancio Preventivo di tentare di proporre a questa Sala Rossa senza riuscirvi. Faccio solo incidentalmente l'esempio di AMIAT, che è quella che con il principio del costo di copertura del servizio sul piano tariffario della raccolta rifiuti incarna meglio il disastro. Devo dire che l'altra volta non avevo con me gli appunti quando abbiamo deliberato le tariffe, vorrei ricordare solo alcuni episodi, come il meraviglioso investimento in centinaia di migliaia di Euro in società cilene fatte da AMIAT Ecosider con l'Amministratore Delegato, che è scappato e ha fatto perdere le tracce con un sacco di soldi di tasse non pagate; dall'altra parte anche, per esempio, gli appalti di servizi che AMIAT potrebbe e dovrebbe gestire in house e vengono invece subappaltati per mezzo milione di Euro ogni anno, senza evidenza pubblica, a consorzi emiliani che poi ci fanno addirittura la presa in giro di risubappaltare a cooperative torinesi, come la Nuova Cooperativa, di cui peraltro presentano anche amministratori nei board. Questi sono tutti esempi, insieme ai 12 dirigenti AMIAT che costano al piano di costo, quindi indirettamente alle tasche di tutti i torinesi, 2.300.000 Euro l'anno. Sono tutti dati che dipingono come forse questa Amministrazione, nell'opera di risanamento, abbia ancora molto da andare a tagliare in termini di spreco, di spesa pubblica, prima di andare a tagliare i servizi. Perché faccio un passaggio sul taglio dei servizi? Perché ricordo che il Sindaco Fassino negli anni scorsi si è sempre vantato di salvaguardare con particolare attenzione i servizi destinati ai più deboli. Se però ci fermiamo a questa previsione di Bilancio, in sede previsionale abbiamo riscontrato dei tagli davvero pesanti che arrivano complessivamente a milioni di Euro. Per carità, in gran parte derivanti anche da tagli a cascata della Regione rispetto all'assistenza domiciliare, però - ragazzi - siete sempre voi, rispetto ai servizi fondamentali di assistenza agli anziani, piuttosto che ai servizi di sostegno al reddito delle persone in stato di indigenza, cioè diciamo gli assegni dei servizi sociali di sostegno al reddito. Su questo possiamo anticipare che è stato presentato un emendamento di merito, perché riteniamo politicamente inaccettabile che, a fronte di tagli a sei zeri su quelle voci di Bilancio, si vada invece ad aumentare la compartecipazione tramite la quota che necessariamente il Comune deve versare nei progetti SPRAR nell'assistenza profughi, perché abbiamo scoperto che 800.000 Euro di fondi comunali devono andare ad integrare i milioni che vengono poi stanziati a livello di Ministero degli Interni per i profughi, facendo passare un principio che è di razzismo al contrario, perché si arriva a dire che non agli italiani, ma a tutti i consociati, fossero anche gli extracomunitari integrati e residenti regolarmente a Torino, che rientrano tra i destinatari dei servizi sociali di base, si va a tagliare, per cui si mettono tutti in lista, si fa una bella graduatoria e si vede quanti utenti riesce ad andare a coprire il budget e gli altri attenderanno in lista di attesa e tanti saluti. Per i profughi, invece, sembra valere un principio opposto: ce ne sono dieci, se ne accasano dieci; ce ne sono venti, si troveranno le risorse per venti; sono cento, non importa, nessuno deve rimanere senza. Questa è una sorta di paradossale razzismo al contrario. Ho dovuto addirittura raccogliere le lamentele di un cittadino italiano di origine senegalese, la cui origine senegalese è molto visibile, indignato per il fatto che paradossalmente sentiva di avere più diritti quando era straniero: "Ho tanto sudato la cittadinanza e adesso mi ritrovo sostanzialmente ad avere meno diritti di prima". Questo è un paradosso sul quale vi invito a riflettere, perché si tratta non tanto e non solo della conseguenza di una visione ideologica che posso, senza alcuna vergogna, rivendicare di avere noi a destra, ovvero di priorità nazionale per chi ha una determinata cittadinanza, che è la nostra italiana, ma dovrebbe addirittura ispirare chiunque voglia semplicemente applicare un equo trattamento per tutti, perché non si capisce perché ci debba essere un welfare state penalizzato che è rivolto a tutti e una corsia preferenziale che viene sopra finanziata limitata a una categoria, peraltro molto ristretta, anche all'interno degli immigrati in generale, come destinatari, solo perché magari hanno fatto una richiesta di asilo, che guardando le statistiche al 70% entro 2-3 anni, dopo che li abbiamo trattati come profughi, saranno definiti non profughi. Questo per dire che voi, come abbiamo letto sui giornali e abbiamo visto dagli atti di indirizzo, cercherete di ridurre questo scandalo in sede di assestamento, noi staremo a vedere, però intanto i numeri parlano chiaro, non avete proposto gli emendamenti con cui già adesso potevate provare a cambiare la situazione, se davvero credete nella necessità di riequilibrare, votate il nostro ed è un'occasione che spero non perdiate, anche se dubito. Concludendo, vorrei anche fare un piccolo passaggio sulle politiche di dismissioni immobiliari, ho visto che il piano è ampio, noi in generale siamo d'accordo perché la vediamo ancora come un taglio di spesa pubblica, però posso dire: andrebbe parametrato sul reale mercato immobiliare, perché se uno mi dice che mette in vendita i palazzi aulici o quelli che hanno un reale valore commerciale, secondo noi sono politiche giuste perché alla fine un Assessorato può stare in un palazzo settecentesco e può stare anche in un palazzo più pratico, più facilmente riscaldabile e meno aulico, perché sappiamo che per quel palazzo verosimilmente riusciremo a trovare degli acquirenti, magari anche in prima battuta, senza perdere tempo e soldi, esperendo continuamente aste di vendita. Tanti immobili invece, ex caserme date dal Demanio, ex scuole chiuse, uffici piuttosto decrepiti, vecchi magazzini, singoli alloggi isolati piuttosto che esercizi commerciali, potremmo provare - e qui invito davvero l'Assessore a darci un cenno - a dare corso a quegli atti di indirizzo già reiteratamente approvati che cercano di tentare delle misure di recupero ad altri fini, almeno per continuare a vedere gli stessi immobili andare da un'asta all'altra all'infinito con continui ribassi di prezzo e magari nel frattempo finire oggetto di occupazioni più o meno socialmente meritevoli, ma comunque abusive, o sennò addirittura di saccheggio direttamente da chi cerca solo di reperire come un parassita rame, materiale sanitario ed altro; questa credo sia un'altra misura di semplice buonsenso e non di destra piuttosto che di sinistra. Visto che il dibattito è unitario, vado anche ad introdurre una parte della mozione di accompagnamento che il nostro Gruppo Fratelli d'Italia ha presentato, poi la Consigliera Ambrogio andrà ad integrare i punti che sono frutto in particolare della sua proposta. Sono proposte molto puntuali sui singoli temi, che cercano davvero di dare un indirizzo su singole emergenze molto circostanziate, in particolare quello dell'autorecupero sugli alloggi ERP. Una faticosa ma coraggiosa innovazione legislativa regionale ha consentito l'autorecupero almeno degli alloggi ATC. La stessa ATC Piemonte Centrale, che è l'ex di Torino e provincia, ci ha detto che su Torino e provincia insistono 400 alloggi popolari che rientrano in questa possibile soluzione di sblocco immediato. Faccio ragionare che se insistessero tutti sull'area metropolitana di Torino, assisteremmo al raddoppio degli alloggi popolari consegnati in un anno, sarebbe una rivoluzione sociale nel nostro piccolo. Non perdiamo quindi questa opportunità che è frutto di un dialogo bipartisan, partito devo dire da una proposta di Soccorso Tricolore, ma poi raccolta anche dal centrosinistra e dalla Giunta in Consiglio Regionale, perché si tratta a questo punto di intendersi con la Giunta Regionale e soprattutto con ATC, in modo che parta la ridistribuzione e la riassegnazione per chi rientra in queste modalità della lista, perché i destinatari rientrano sempre, come è giusto che sia, tra quelli che sono già nelle liste di assegnazione tenute dal Comune, serve necessariamente una collaborazione attiva e fattiva dell'Amministrazione Comunale di Torino e in particolare dell'Assessore alla Casa. In particolare c'è un passaggio, forse più di bandiera, però spero che lo capiremo tutti, sulla questione dell'IMU, dopo la sentenza ICI sulle scuole paritarie, quantomeno nel chiedere a questa Amministrazione, posto che era ovvio che non li inserisse già adesso, mi sembra ovvio nella misura in cui è un documento di Bilancio redatto prima, ma un impegno neanche in sede di assestamento, a cedere all'ipotetica tentazione di utilizzare questa sentenza per cercare un polmone in più a danno di realtà che rischiano e che combattono quotidianamente per la sopravvivenza, anche magari in attesa di fondi comunali che gli spettano e che ritardano. Poi, ma la Collega integrerà, anche una riproposizione degli studi di fattibilità per l'autogestione della raccolta rifiuti per i mercati all'aperto degli ambulanti e anche un passaggio su quella che è l'ecotassa, nel qual caso venga riproposta o stabilizzata dopo la sperimentazione, prevedere un particolare regime di esenzione per quei servizi di trasporto scolastico di Torino che si ritroverebbero a far pesare poi sulle famiglie per semplici gite scolastiche, magari di un solo giorno, un costo per un servizio socializzante, che tutti auspichiamo continui. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Il mio intervento sarà breve anche nella misura in cui tanto è stato già detto dai miei Colleghi. Di fatto il nostro Bilancio, Assessore, si compone di tre grandi parti rispetto ai nostri costi: i nostri debiti, la spesa del personale e l'acquisto di servizi, che avviene attraverso le nostre società partecipate o attraverso l'acquisto dei servizi sul mercato. Evidentemente i debiti sono da onorare, mi auguro che non ci si possa mai paragonare a modelli o a tentazioni greche da questo punto di vista, ma sui temi del personale e dei servizi da acquistare dovremmo fare dei ragionamenti. Nella sua relazione ha parlato di ragionieri, anche io li stimo, però è evidente che oltre a questo dato ragionieristico c'è bisogno anche di visione. Quello che a mio giudizio manca rispetto a questo Bilancio è una visione non strategica sugli interventi da fare, perché potremmo essere d'accordo o meno se il campus diffuso o il campus unitario universitario è importante o no, però di sicuro manca a mio giudizio il coraggio. Questa è un'Amministrazione che deve al rigore del suo Assessore al Bilancio, che di fatto tutte le volte che ci approcciamo al tema del Bilancio un po', mi si permetta la frase, commissaria la Giunta, nel senso che decide come e quanto si potrà spendere, sperando poi in una trattativa che si fa in assestamento e, nello stesso tempo, un Sindaco che per il suo ruolo, non solo in ANCI, ma soprattutto in Cassa Depositi e Prestiti, ha fatto in modo che questa Città tecnicamente non fallisse almeno negli ultimi due o tre anni. Questo è un dato che dobbiamo riconoscere, ma poco ha a che fare con la gestione della nostra Città, ma con un quadro nazionale che viene cambiato, viene modificato. Non possiamo non tenere conto, ad esempio, di quanto è accaduto con la Legge 190/2014, siamo riusciti a spostare dei debiti che avevamo verso i fornitori attraverso Cassa Depositi e Prestiti per circa 800 milioni e quindi quella posta in Bilancio è diventata un impegno che abbiamo con Cassa Depositi e Prestiti, ma stiamo comunque parlando di 800 milioni di ulteriore debito che la Città fa. È evidente che lo scendere del nostro indebitamento per 90 milioni, l'Assessore quest'anno nella sua relazione lo segna come un dato positivo, con un lavoro attento sulle cifre comunque pone delle domande. La domanda che mi pongo in questo momento è: in una fase come questa di criticità della nostra Città, in una fase in cui sappiamo che c'è un tessuto sociale che fa fatica, questo dato di 90 milioni era così necessario oppure si poteva ragionare su una cifra diversa? Cosa sarebbe cambiato se l'indebitamento fosse sceso di 85 milioni e quei 5 milioni avessimo continuato a tenerli su poste che in questo momento, a mio giudizio, qualcuna ne elencherò, sono fondamentali per la tenuta sociale e la coesione sociale della nostra Città? Non si dice poi nulla, ma su questo perché non si è voluto farlo negli anni passati e non credo lo si faccia l'anno prima delle elezioni, soprattutto pensando allo schema di proprietà varie rispetto a tutto il tema dei derivati. Questo è un tema che ogni tanto emerge, che però pare passato in cavalleria. Non abbiamo mai fatto un accertamento per sapere fino in fondo a che cosa sono agganciati questi derivati, peraltro derivati che abbiamo sottoscritto in altre epoche della storia finanziaria di questo Paese, oggi questi derivati impattano sul nostro Bilancio come costi in maniera molto importante, sapendo che lo stesso derivato se l'avessimo sottoscritto oggi sarebbe costato decisamente di meno perché quella misura finanziaria ti permette di assicurare il rischio. C'è un altro tema, Sindaco, sul quale spesso ho visto che ha risposto sui giornali in questi giorni, si tratta del tema burocrazia, perché la burocrazia spesso ti fa risparmiare molto e soprattutto ti fa guadagnare tanto, ma la burocrazia si può di fatto mettere dentro a un assetto di governo della Città se si ha il coraggio di iniziare a snellire le procedure. Tante volte nell'attività di Consigliere Comunale mi sono reso conto, almeno in sei casi per quest'anno, che la lentezza e il fatto che abbiamo delle procedure molto e troppo lunghe fanno sì che i cittadini, gli imprenditori e gli artigiani che vogliono investire in termini di dehors, ma anche su altre attività, aspettano, ma il vero problema non è loro, è che di fatto noi come Città non incassiamo; la prima ad avere un danno dalla non concessione dei permessi e dalla non concessione della possibilità di questi soggetti di fare attività commerciale è la Città. Mi auguro che si faccia un ragionamento su questo, anche perché, come dicevo in premessa, la Città ha queste tre grandi categorie di costi: debiti, personale, acquisto di servizi, tra i quali anche le partecipate. Sul personale quindi si aprirà, a mio modesto avviso, un ragionamento. Noi abbiamo tutto il tema della Città Metropolitana che ha un ingente numero di dipendenti che dovranno essere riallocati o sulle Regioni o sui Comuni, ma il tema della mobilità va utilizzato ed affrontato in maniera sensata da qui ai prossimi anni, perché penso che sarà sempre più difficile, tranne rarissimi casi di emergenza, l'Assessore lo ricordava dal punto di vista quantomeno della sicurezza piuttosto che delle maestre per le nostre scuole, di inserire soggetti nuovi all'interno della Pubblica Amministrazione. Questo sarà un danno, lo dico subito, perché in teoria avremmo bisogno di svecchiare i nostri collaboratori, di svecchiare la tipologia di apporto che nativi digitali, ad esempio, possono dare in una Pubblica Amministrazione. Bisognerà quindi usare con senso e criterio il tema della mobilità. Il tema delle partecipate è evidente, il Bilancio lo dice con chiarezza, noi di fatto essendo proprietari di soggetti a cui stiamo chiedendo servizi, viviamo questo grande conflitto di interessi per cui se i prezzi che loro ci fanno sono troppo bassi fanno sì che queste società alla fine dell'anno non possano fare utili, quindi, essendone proprietari, ne abbiamo di fatto un danno. Un anno prima dalle elezioni è evidente che non si può fare, è per quello che dico che non c'è una visione, non c'è una prospettiva, mi auguro una Città che forse abbia da questo punto di vista un biglietto del pullman che costa meno e una società che fa il trasporto pubblico e che magari utilizza anche software, tecnologie e logistiche di altri Paesi, però una società che riesca a muoversi con un minor costo; idem per AMIAT. L'esperienza di questo Sindaco dice che non si può avere paura di un privato, anzi il privato deve fare efficienza e noi dobbiamo chiedergli efficacia. Il fatto che non si sia avuto il coraggio di andare su questo, tranne che sulle partecipate che erano oggetto di referendum e quindi non potevano essere toccate, questo dice di una arretratezza da questo punto di vista. Sappiamo che il costo dei rifiuti è molto più alto. La nostra raccolta differenziata non ha portato ai cittadini un beneficio in termini di tasse, che continuano a fare la differenziata, ma non risparmio. Questo è un grande tema, che forse per alcuni elementi o per la composizione di questa maggioranza difficilmente verrà affrontato, anche perché sappiamo purtroppo che in alcune di queste partecipate - e sapete benissimo a chi mi riferisco - si annida un pezzo di consenso di questa maggioranza. Per quanto riguarda il tema del rapporto con i contribuenti, ne avevo parlato con l'Assessore in Commissione e so che è stato accennato anche in I Commissione il tema dello Statuto dei contribuenti. Noi abbiamo creato la nostra società che di fatto va a rincorrere i cittadini che non pagano i nostri tributi: diamo la possibilità di diluire da 0 a 60 rate pagando l'eventuale aumento della tariffa. Non ho capito perché, visto che l'Agenzia delle Entrate lo fa, non abbiamo permesso ai cittadini di arrivare fino a 72, da 60 a 72 invece ai nostri cittadini chiediamo la fideiussione, quindi vuol dire che la Città ha scelto di non applicare lo Statuto del contribuente in questo patto - l'Assessore lo chiama così - di rapporto tra il contribuente e il nostro Comune. Ho voluto affrontare due temi in maniera più precisa rispetto a questo Bilancio. Il primo riguarda le scuole paritarie e mai come oggi è importante che questa Sala si renda conto della ricchezza che rappresentano, indipendentemente che siano di matrice religiosa o meno. Rappresentano un minor costo per l'Amministrazione in modo evidente, lo rappresentano dal punto di vista delle scuole materne come abbiamo qui, ma in generale nel Paese e forse qualche Collega e Consigliere dovrebbe leggere con più attenzione quella legge che venne scritta e poi promulgata da Berlinguer, allora Ministro della Pubblica Istruzione, che riuscì a sancire un concetto molto chiaro: c'è lo Stato, c'è il privato, ma il servizio è pubblico; questo è quello che dice la Legge Berlinguer sulla parità scolastica. Purtroppo la mancanza di politica fa sì che alla fine siano i giudici a dover decidere un tema rispetto a un altro. L'ultima questione sull'IMU delle scuole paritarie è, a mio giudizio, niente altro che un'interpretazione di una legge fatta male, perché se il servizio è pubblico, non ho nessun problema ad affermare in quest'Aula che la riduzione proposta del 30% sulla TARI è l'ennesima briciola, l'ennesimo compromesso al ribasso di fronte a un principio che è ancora più grande, quello della libertà di educazione, ma che è ancora di più il riconoscere che quello sia un servizio pubblico. A me spiace, lo dico anche con polemica, che in questi due anni il taglio fatto alle scuole paritarie, scuole che hanno a che fare con 6.000 bambini, 600 insegnanti, sia di oltre 650.000 Euro, questo è il dato effettivo, e che la misura del 30% di riduzione della TARI a queste scuole, se va bene, cuberà dai 30 ai 50.000 Euro. Mancano quindi ulteriormente all'appello 200.000 Euro; questo è il dato che emerge dalle verifiche fatte. Detto questo, comunque, mi pare che sia chiaro che anche su questo tema si fa di nuovo un ragionamento, non lo dico in accezione negativa, su come far tornare i conti e non avere un'idea su qual è il valore di quello che può essere un non valore per chi governa la Città. Ci sarebbero tanti temi da affrontare, ma per ultimo mi sono permesso di lasciare il tema della sicurezza, il tema dei buoni taxi, non è più un problema perché abbiamo ridotto talmente al lumicino quella tipologia di servizio che è usato poco e male, perché se poi utilizzo il buono taxi, con la tariffa ISEE, se va bene faccio il giro dell'isolato e torno a casa, è chiaro che poi le persone non lo usano e questo però sarà tema di approfondimento futuro. Ho voluto presentare una mozione al Bilancio un po' provocatoria, una mozione che anche qui parla del futuro della Città, che chiede a questa Città di farsi carico per i servizi comunali e quindi asili nido e scuole materne, innanzitutto, e garantire la possibilità che il terzo figlio, in una famiglia con tre ragazzi sotto la maggiore età, possa accedere ai nostri servizi in modo completamente gratuito. Questo è un segnale che, secondo me, vale la pena dare, perché a Roma già lo si faceva e poi ci fu la rivolta dei passeggini, come vi ricordate. Quando qualcuno mi dice che questa misura potrebbe essere utile solo agli extracomunitari, non si rende conto che dice una sciocchezza, perché l'obiettivo è far ripartire la natalità italiana. Uno dei dati che abbiamo oggi è che le famiglie con bimbi da 0 a 5 anni spendono tantissimo per poter continuare a mantenere il bambino, il terzo bimbo spesso è impossibile proprio da un punto di vista economico. Forse invece che preoccuparci che questa misura proposta venga utilizzata dagli extracomunitari o dai comunitari, perché poi l'Europa è più grande, dovremmo iniziare a pensare di dare una mano, perché è evidente: due genitori e un figlio, scendiamo di un'unità, due genitori e due figli, siamo a pareggio di unità dello Stato, due genitori e tre figli, iniziamo a crescere. La mia è una mozione che chiede di ragionare su come fare; mi auguro quindi che trovi nella maggioranza un consenso, perché dovremo ragionare su come fare a dare una possibilità a questi genitori, ragionando anche dal punto di vista degli scaglioni. Il Governo, ad esempio, quest'anno ha ipotizzato il bonus bebè, ma bisogna avere la forza di dire dove vogliamo mettere quelle poche risorse, questa è una scelta che può fare solo la politica, le possiamo mettere come Comune anche su questo e non scaricare sempre sugli altri la responsabilità di non fare politiche sulla famiglia. Ammetto che sulla famiglia non si siano fatte politiche importanti negli ultimi 50 anni, è evidente, non abbiamo mai applicato un fattore famiglia, non è mai stato applicato un quoziente familiare. Nel programma del Sindaco, inizialmente, si era provato con la Consigliera Genisio ad inserirlo, ma non ci riuscimmo, però questa è una indicazione di futuro. Forse abbiamo bisogno di più del coraggio di dire dove andiamo a mettere le risorse. È chiaro che tamponiamo problemi, come dice l'Assessore Passoni, forse ci viene chiesto dal Governo centrale di ritornare a fare i Comuni, però penso che ci sia Comune e Comune, ci sia Amministrazione e Amministrazione. Bisogna trovare delle risorse su questo tema per dire alle nuove generazioni italiane, ai cittadini torinesi di fare uno sforzo per provare ad aumentare il numero di italiani mettendo al mondo un figlio, che sarà poi quello su cui investiremo, perché ogni punto di PIL investito sul capitale umano dei nostri cittadini dopo sei anni - tabella OCSE - ti porta quattro punti di PIL in più. Questa è una cosa che facciamo fatica a credere perché la politica vive delle elezioni dell'anno dopo. Mi auguro e spero che sia sul tema delle paritarie che su questo la nostra Amministrazione e la maggioranza tutta abbia il coraggio di votare. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Innanzitutto, vorrei ringraziare l'Assessorato al Bilancio, gli Uffici e tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno lavorato alla stesura di questo Bilancio di previsione. Grazie per il vostro impegno e la vostra passione; questo lavoro è l'evidenza della grande professionalità che c'è negli Uffici Comunali. Anche il 2015 è un anno molto complesso, nonostante ci siano dei deboli segnali di ripresa, il Paese soffre lacerato da anni di crisi. A novembre 2014 abbiamo raggiunto il triste record del peggior tasso di disoccupazione di sempre: il 13,4% e il nostro Paese registra la performance peggiore fra i PIIGS. Negli ultimi sei anni la situazione è andata peggiorando in tutte le metropoli italiane con un aggravamento più accentuato nel mezzogiorno. Molti dati che ben raccontano il quadro drammatico del nostro Paese li ha già snocciolati l'Assessore Passoni lunedì e quindi non vi tornerò. Mi preme sottolineare che purtroppo, come evidenziato nell'ultimo Rapporto Rota, l'ha citato anche il Consigliere Greco Lucchina prima di me, quella torinese è tra le province metropolitane in cui la quota dei senza lavoro è cresciuta di più. Per il terzo anno consecutivo il tasso di variazione del numero delle imprese è negativo, nel 2014 Torino ha registrato il peggiore dato medio nazionale: meno 0,4%. Le imprese che chiudono continuano a superare quelle che aprono. Anche nel 2014 a fine anno la provincia di Torino registra il più alto tasso di disoccupazione giovanile: il 49,9%, livelli più critici si registrano solo nel mezzogiorno. Ad aggravare questo quadro si aggiunge la notizia di ieri, l'avrete letta sicuramente tutti, secondo la quale la nostra Città si riconferma la Città più cassaintegrata d'Italia con 30,6 milioni di ore richieste nel primo semestre; superiamo Milano con 20,2 milioni e Roma con 19,8 milioni. La disoccupazione giovanile sta colpendo tutti, senza particolari distinzioni di sesso e di livello di istruzione. Nell'area torinese la contrazione in termini di assunzioni a bassa qualifica è stata del 60%, per quelle a media e alta qualifica oltre il 50%. Non solo, tra chi trova lavoro - sono fortunati -, purtroppo la precarietà ha ormai assunto caratteri strutturali consolidati. Diminuisce il lavoro a tempo indeterminato e diminuisce la durata media dei contratti a tempo determinato. Aumentano invece gli sfratti, lo diceva anche qui il Consigliere Greco Lucchina, da 3.513 del 2010 a 4.729 del 2014. Cresce la domanda per accedere ad alloggi in case popolari: nel 2013, 10.386 famiglie torinesi risultano in attesa di casa popolare e nel complesso del territorio provinciale la quota di domande insoddisfatte è aumentata prima lentamente e poi molto velocemente: tra il 2009 e il 2012, quindi in soli tre anni, è aumentata del 32,8%. Le distanze tra cittadini benestanti e poveri continuano ad essere accentuate. Come ho già affermato altre volte, ma penso lo sosteniamo ormai tutti, la crisi sta assumendo caratteri ormai strutturali. Non si tratta di una emergenza passeggera, ma di un fattore costante e stabile che ha profondamente cambiato il contesto economico, finanziario, istituzionale, culturale e sociale. Qualche giorno fa, ma se ne parla anche oggi sui mezzi di stampa, il Fondo Monetario Internazionale nell'ultimo report ha dichiarato che per tornare ai livelli pre-crisi per l'Italia ci vorranno 20 anni. Questa affermazione - almeno io la interpreto così - significa che non ci torneremo mai più. La cosiddetta decrescita felice, poi possiamo interpretarla come la vogliamo, è ormai in corso, che piaccia o meno, ma non è né governata, purtroppo, né tantomeno felice sicuramente per quelli che ai margini della società la devono subire. Questi sono, ci piaccia o meno, i temi di politica economica con i quali nel breve e medio termine dovremo sempre più avere a che fare: povertà, emergenza casa, disuguaglianza e poveri da lavoro. È evidente, signor Sindaco, che l'Ente Locale da solo non può risolvere questioni così profonde e strutturali: facciamo scelte dirimenti definendo le priorità e traducendole in stanziamenti, e su questo tornerò tra poco, visto che ritengo sbagliate alcune scelte fatte da questa Amministrazione in questo Bilancio; resta però il fatto che non può certamente essere il nostro Bilancio, che conta poco più di un miliardo di Euro in spesa corrente, a poter risolvere una situazione nazionale. Per questa ragione, e qui mi rivolgo soprattutto al Partito Democratico, alla maggioranza che sta al Governo e comunque a voi che la rappresentate in questa Città, mi preoccupa davvero molto la totale cecità di questo Governo per quanto riguarda il tema dell'emergenza sociale e della povertà. Mi sembra che siate accecati dal risultato del Jobs Act. Vi interrogate solo sull'aumento dell'occupazione in termini quantitativi e non qualitativi. Ad esempio, quale tipologie di contratto, quali fasce di popolazione stiamo andando ad incentivare, a rientrare nel mondo del lavoro? I più deboli o coloro che hanno già livelli di istruzione molto alti? Sta aumentando o sta diminuendo la povertà da lavoro? All'aumento dell'occupazione infatti, lo dicono i numeri, i dati, non lo dico io, non corrisponde spesso una diminuzione della povertà tra le fasce più deboli e già povere. Non solo, invece di pensare a un sistema di sostegno al reddito che, come sapete, già stiamo cercando di introdurre a livello nazionale, di certo non a livello della Città di Torino, che è presente in tutti i Paesi civili, prevale ancora la condizione mentale per cui essere disoccupati è una colpa e non una condizione sociale. Voi avete preferito infatti dare gli 80 Euro e detrazioni fiscali a chi un lavoro o un reddito ce l'ha già, anziché attuare una misura universale a chi un reddito non ce l'ha e non può se non ce l'ha nemmeno usufruire o godere delle detrazioni fiscali. Questo Governo continua ad etichettare l'implementazione delle politiche di tutela di chi è povero, peraltro presenti - ribadisco - in moltissimi Paesi europei, se non tutti, tranne qualcuno che tra l'altro non è che stia molto bene, come assistenzialismo, cosa che invece non è. Addirittura il Premier Renzi ha dichiarato che garantire un reddito minimo è incostituzionale; ma come lo può essere se in realtà si tratta proprio di applicare l'articolo 38 della Costituzione? Mi rivolgo a lei, signor Sindaco, come Presidente ANCI, lei come tutti noi vive sulla sua pelle l'incapacità di rispondere ai bisogni crescenti dei cittadini con le poche risorse che abbiamo. Lei vede con i suoi occhi nella nostra Città il crescente divario sociale per cui chi era ricco è diventato sempre più ricco e chi era povero è diventato sempre più povero, ascensore sociale ma al contrario. Non capisco quindi perché - magari lo sta facendo, me lo dica oggi e sarei ben felice - non stia facendo questa battaglia in prima linea nel tentativo di garantire l'attuazione di strumenti che garantiscano la dignità e le possibilità di mobilità sociale, come ad esempio il reddito minimo. Se non abbiamo le risorse noi, qualcuno a livello nazionale dovrà pur farlo. Lei è Presidente ANCI, prenda questa battaglia e la porti avanti, potremo anche noi dare maggiori risposte rispetto ai nostri cittadini. Difficile non fare in questa occasione, durante la discussione dell'ultimo Bilancio previsionale della sua Giunta, una sorta di Bilancio di mandato leggendo le Linee Programmatiche votate da quest'Aula poco dopo il suo insediamento. Scorrendo quelle 40 pagine ci sono molte cose non fatte che avreste potuto fare secondo me; tra l'altro, per individuarle in parte basta leggere quel che considero l'incredibile, per non dire surreale, lista dei desideri presentata dal Partito Democratico, che tra l'altro rappresenta la sua maggioranza, come mozione di accompagnamento al Bilancio. Sono 12 punti, tra cui ne cito qualcuno: efficientamento su AMIAT, anche qui devo dire che ho perso il conto del numero di mozioni che quest'Aula ha votato in tal senso; previsione di nuove forme di gestione dei rifiuti per quanto concerne i mercati, non ci torno su, ne abbiamo discusso tante volte e ne ha parlato anche l'Assessore Passoni lunedì; il coordinamento dell'Assessorato all'adolescenza, lavoro e gioventù; promozione in collaborazione con altri di Enti di azioni per il sostegno alla nascita, allo sviluppo e alla localizzazione di iniziative economiche di PMI e giovani start-up; promozioni di iniziative per la riqualificazione economica di aree della città; reperimento di risorse per ovviare il piano di pedonalizzazioni (tra l'altro, se non ricordo male, si parlava di una pedonalizzazione per Circoscrizione ad inizio mandato e per ora abbiamo solo via Roma che è semi-pedonalizzata); il completamento della riforma del decentramento, ad oggi ancora arenata. Uno dei grossi vulnus - mi permetto di dire, poi ognuno ha la sua visione - è che in quattro anni, purtroppo, non è stato elaborato un piano strategico. Per piano strategico intendo un vero piano di azione che riguarda la macchina comunale e gli Enti che in qualche modo lavorano con la macchina comunale e non, mi permetto di dire, quella specie di sbrodolate pubbliche abbastanza distaccate dalla realtà, che a differenza invece di quanto fatto nel primo piano strategico in qualche modo aveva portato valore aggiunto, oggi rimangono carta straccia perché, ribadisco, secondo me, troppo distanti dalla realtà. Sono rimasta davvero colpita dall'ultimo fatto narrato dalle cronache cittadine, che in toni diversi ha anche citato il Consigliere Magliano. Mi auguro che sia stato riportato in modo non del tutto corretto, perché, se così fosse, sarebbe, secondo me, lo specchio di una distanza tra chi guida questa Amministrazione e la realtà di ogni giorno di chi nell'Amministrazione ci vive. Leggendo l'intervista su "La Stampa" - poi magari mi sbaglio - mi chiedo come possa, signor Sindaco, che è il capo di questa Amministrazione, dopo quattro anni non conoscere la burocrazia di questo Comune! La complicata vicenda riportata dai giornali riguardava i dehors. Come fa a non sapere che i nostri dirigenti, le posizioni organizzative, i funzionari e gli impiegati si trovano spesso in difficoltà! Per come era stata riportata la telefonata, sembrava quasi che lei chiamasse per cortesia un commerciante e scoprisse magicamente dal commerciante, per la prima volta, che è complicatissimo capire come funzionano i dehors. Allora capisce che leggendo una cosa del genere, mi chiedo come sia possibile e quindi ben venga se smentisce, anche perché tra l'altro è colpa di questa Amministrazione se non siamo riusciti in questi quattro anni a migliorare questo iter, che è oggettivamente complicato. Vorrei sgomberare subito il campo da ogni fraintendimento: né io e neanche il mio Collega interveniamo in difesa di una parte, di una categoria o di un gruppo di interesse. Sovente i giornali, così hanno fatto anche di recente in alcuni pezzi che sono stati scritti, hanno interpretato la presentazione di emendamenti al Bilancio e mozioni da parte dei Consiglieri Comunali come un mercato nel quale ciascuno cerca di tirare un po' di acqua al proprio mulino, accontentando il proprio elettorale di riferimento; io voglio solo chiarire che non vale per noi, non abbiamo mai avuto problemi a schierarci contro interessi particolari, se questi confliggono con l'interesse generale della nostra Città. Qui pongo la domanda all'Aula, a chi sta ascoltando, a chi ha presentato il Bilancio, a chi condivide questo Bilancio oggi: come si può presentare in questo Bilancio un taglio alle scuole municipali di 1,6 milioni di Euro e, contemporaneamente - e qui non la penso come il Consigliere Magliano -, portare a 3 milioni di Euro, quindi aumentare la cifra stanziata, per le scuole paritarie? Come si può pensare di spendere 1,2 milioni di Euro per eventi all'Expo e 1,7 milioni di Euro per "Torino Capitale dello Sport" e poi non aver garantito oggi, senza dover prelevare dai 6 milioni del fondo di riserva, i soldi per le mense scolastiche dei bambini e per il servizio per i disabili? Come si può pensare di far terminare a giugno la sperimentazione sui ticket di ingresso dei pullman a Torino, si tratta di massimo 50 Euro e cioè 1 Euro a passeggero, quando non abbiamo neanche le risorse sufficienti per mantenere il verde? Come si può continuare a non vedere, nonostante il numero spropositato di interpellanze che abbiamo presentato, come la FAC, fortemente voluta da lei, e queste fondazioni culturali con i relativi fondi di dotazione che stanziamo che non siano controllate a sufficienza e non siano soggette a indirizzi politici di rigore e trasparenza in vigore ormai da anni nel nostro Comune? Visto che è qui presente, le cito, signor Sindaco, magari lo ha letto o le hanno raccontato, perché immagino che abbia seguito le cronache, solo l'ultimo caso per fare un esempio che ci ha riguardato e ha riguardato questa Aula. La Fondazione Torino Musei controllata dalla Città è beneficiaria, come ben sa, di contributi annuali sostanziosi, deve nominare un nuovo direttore, fa una call pubblica, arrivano 18 curricula, i CV vengono esaminati da una Commissione internazionale di esperti che stilano una graduatoria, dove il primo classificato, un torinese, viene definito pienamente - questo è il verbale - rispondente ai requisiti del bando. Eppure chi nominano? Nominano il terzo classificato proveniente dai Musei di Udine, sempre cito il verbale "con lunga esperienza dirigenziale, ma senza comprovate competenze orientalistiche". Chi dovrebbe governare quell'Ente chiamato a rispondere nega al Consigliere - che sarei io - l'accesso agli atti, che dovrebbe essere garantito per legge, mi risulta. E poi mente, signor Sindaco, dichiarando in prima istanza a verbale che colui che era stato nominato era stato indicato all'unanimità dalla Commissione come migliore profilo e poi, in seconda istanza, dice in qualche modo che la graduatoria non esisteva. Allora a me non pare normale, io le chiedo se a lei pare normale. Io ricordo bene, signor Sindaco, in un'accesa discussione, forse una delle tante, le sue parole, circa tre o quattro anni fa lei disse che in queste fondazioni tutto era trasparente, accessibile, documentato e documentabile, immagino se lo ricordi. Allora io le chiedo: è così? E se non è così, non le pare ora di intervenire e fare qualcosa, perché è quattro anni che continuo a presentare casi di interpellanze, ma continuo a non vedere cambiamenti. Come dicevo, la maggioranza che la sostiene quest'anno si è superata secondo me presentando una mozione omnibus che sembra tratta dal libro dei sogni. Mozione che dal mio punto di vista, e qui mi rivolgo al Consiglio, evidenzia la totale mancanza di coraggio da parte di questo Consiglio Comunale di prendere in mano il suo atto politico più importante. Non un emendamento di merito, non un'assunzione di responsabilità che indichi dove tagliare e dove aumentare i fondi stanziati. Permettetemi di dire, poi ognuno fa le sue valutazioni, che il rimando al fondo di riserva è un qualcosa di ridicolo. Il fondo di riserva deve essere utilizzato per esigenze straordinarie di Bilancio e quando le dotazioni si rilevano insufficienti. Il fondo dovrebbe essere l'ultima cosa a cui attingere, tant'è che per legge l'utilizzo di tale fondo dipende solo dalla Giunta e non dal Consiglio, che invece è giustamente responsabile e depositario del Bilancio, che è l'atto più importante che traduce le priorità e le visioni politiche che ciascuno di noi ha in stanziamenti effettivi. Allora io mi chiedo, poi lo vedremo votando, perché abbiamo presentato gli emendamenti: non avete il coraggio di dire oggi che sarebbe meglio garantire sin da subito 400.000 Euro ai disabili, anziché darli, dal mio punto di vista, a una serie di marchette di Torino Capitale dello Sport 2015, o siete semplicemente concordi, e poi ognuno legittimamente ha la sua posizione politica, con quanto stanziato in questo Bilancio così com'è? Non avete il coraggio di dire oggi che è più giusto limare magari qualche talk show a Milano all'Expo e spendere qualche risorsa in più sul welfare, sulla scuola dell'obbligo o siete favorevoli, quindi giustamente votate il Bilancio così com'è, a investire risorse fuori dal nostro territorio con ritorni pressoché nulli? Con la vostra mozione dei desideri che rimanda alla Giunta non vi state scaricando dalla responsabilità delle scelte che oggi questo Consiglio sta facendo. Non capisco sinceramente cosa temete: di destabilizzare la Giunta? Di fare arrabbiare qualche Assessore? Le risorse non impegnate su capitoli di spesa pressoché ridicoli in un momento di crisi come questo ci sono. Noi abbiamo presentato gli emendamenti, spetta al vostro buonsenso tradurre le priorità politiche in stanziamenti di Bilancio. Va fatto oggi nell'atto che è competenza di questo Consiglio e quindi il Bilancio, non demandando le scelte a un futuro fondo di riserva. La politica - e lo dico a me stessa, in primis - richiede il coraggio, e anche il coraggio in scarsità di risorse, di tagliare da una parte per aumentare gli stanziamenti dall'altra, il coraggio in un orizzonte temporale che vede diminuire le risorse a disposizione degli Enti Locali, anziché crescere, purtroppo, perché non penso che aumenteranno, di ripensare al modello di erogazione dei servizi e a quali sono gli interventi intoccabili, le priorità e quali invece non lo sono. Non basta lavarsi la coscienza con un impegno futuro che scarica su altri le responsabilità pensando così di compiacere il Riccardo III di turno. Riconosco il merito per la diminuzione del debito di circa 100 milioni di Euro all'anno e il fatto che sia finalmente un Bilancio che, tra l'altro con la contrazione di risorse, finalmente rimane e sta in piedi grazie agli equilibri solo di spesa corrente. È una cosa lodevole, quindi il merito va riconosciuto, ma va anche condiviso, permettetemi di dire, con tutti i cittadini torinesi che contribuiscono a tale spesa. Signor Sindaco, mi permetto di dire che in questi anni e anche di recente ho visto spesso - e gliel'ho già detto altre volte - prevalere gli equilibrismi politici all'interno della sua Giunta e della sua maggioranza rispetto a scelte in alcuni casi davvero semplici e razionali che gioverebbero alla nostra Città. Le faccio un esempio e arrivo verso la conclusione: la riforma del decentramento che teoricamente, rileggendo le Linee Guida che abbiamo approvato in questa Aula, doveva essere approvata nel primo mandato, nei primi due anni e mezzo. Allora a me pare che sia nuovamente arenata, tra l'altro dico dopo un lavoro enorme che ha visto anche grandi sforzi propositivi e propulsivi da parte dell'opposizione. Prima si diceva che l'iter si sarebbe concluso entro marzo, poi entro l'estate e ora forse entro l'anno solare. Signor Sindaco, mi rivolgo a lei, se una buona riforma come quella elaborata ad oggi dalla Commissione Decentramento, di cui orgogliosamente ho fatto parte e che ho contribuito tra l'altro a votare favorevolmente, non passerà anche in questo mandato, oppure passerà una roba che non ritengo di poter definire Riforma del Decentramento, sarà lei, signor Sindaco, responsabile della sopravvivenza di una struttura costosa, inefficace, insostenibile ed incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini. Per i mesi che ancora mancano alla fine di questo mandato, signor Sindaco, la pregherei di non inseguire la più inqualificabile propaganda del Premier in merito alla fiscalità, e qui la penso diversamente dai Colleghi del centrodestra che mi hanno preceduto. Lei lo sa bene che il rapporto tra fisco e cittadino è sempre più complesso; lei sa bene quanto dipende il Comune dal gettito di alcune imposte per poter garantire i servizi essenziali. Le recenti dichiarazioni del nostro Premier in merito al progetto triennale di riduzione delle imposte sono la peggiore propaganda che si potesse sentire, mi permetta di dirlo, io la penso così. Dove saranno le coperture? Saranno di nuovo i Comuni a far da scaricabarile, come abbiamo già visto più volte accadere in questi anni? Sindaco, per circa 24 ore sono stata d'accordo con lei leggendo le sue dichiarazioni a mezzo stampa; poi devo dire che dopo le 48 ore le ho viste un po' più deboli e comincio ad avere qualche dubbio su quale sia la sua posizione. In un clima di sempre maggiore sfiducia nelle istituzioni, il report fatto da Demos 2014, se lo volete leggere, è veramente preoccupante, giocare sulla tasse come leva di propaganda elettorale è un qualcosa di totalmente irresponsabile. La fiscalità è necessaria per garantire l'erogazione di beni e servizi essenziali ed è il primo meccanismo di redistribuzione e di lotta alla diseguaglianza. Il punto non è semplicemente spendere meno a botte di spending review per abbassare le tasse oppure per tenere insieme i servizi, dipende ovviamente in che situazione si è; il punto è che siamo di fronte a uno scenario sempre più inquietante. Se leggete i numeri, i cittadini si sentono soli di fronte allo Stato, solo il 15% dei cittadini ha fiducia nello Stato; si sentono soli di fronte ai Comuni e alle Regioni, meno del 20% dei cittadini si fida delle Regioni e meno del 30% dei cittadini si fida dei Comuni. Si sentono soli di fronte alle situazioni e alla politica. Il vero rischio, che forse ormai non è neanche più un rischio purtroppo, è l'assuefazione e la sfiducia, eppure sappiamo bene che la fiducia espressa dai cittadini nei confronti delle istituzioni, nonché la partecipazione civica e politica, favoriscono la cooperazione e la coesione sociale e consentono una maggiore efficienza ed efficacia delle politiche pubbliche. A questo dobbiamo mirare, ognuno nel suo ruolo. Nessun dubbio anche su un solo centesimo speso dalla macchina pubblica, massima trasparenza su ogni scelta, priorità assoluta ai settori quali il welfare e l'istruzione per garantire pari opportunità d'integrazione e la tutela dei più deboli consapevoli - e questo lo dico ovviamente anche alla maggioranza - che questo può comportare su altri settori dei tagli; coinvolgimento della cittadinanza tramite strumenti innovativi e partecipativi, come in parte è già stato sperimentato; sforzi per rafforzare il tessuto delle piccole e medie imprese, affinché possano generarsi filiere il più possibile locali; forme di fiscalità locale e nazionale che mirino il più possibile a redistribuire. Per fortuna anche questa tornata amministrativa giunge al termine e non possiamo che augurarci che il 2016 veda finalmente un cambio di governo e cercheremo di far sì che ciò possa accadere. C'è ancora moltissimo lavoro da fare affinché Torino possa divenire una comunità solidale e sono certa che questa Città avrà ancora un grande futuro. Continuo a pensare che la nostra forza siano le idee e i valori condivisi dalla comunità, perché la politica non è gioco di equilibri, non è una somma di interessi parcellizzati, ma un futuro che tutti insieme si contribuisce a scrivere e noi continueremo a lavorare per questo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Grazie, signor Presidente, signor Sindaco, signore Consigliere e signori Consiglieri, tutti coloro che sono presenti in quest'Aula. Il Bilancio annuale della Città di Torino, il Bilancio di previsione del 2015 è evidentemente un Bilancio che va ben oltre, per la sua importanza e per la sua funzione, la caratteristica di un Bilancio di un singolo esercizio, in quanto si pone al termine di un mandato amministrativo, di un periodo significativo e importante per questa Città, che però è stato anche un periodo difficile, che non è affatto terminato, che si pone all'interno di un quadro nazionale che definire complesso è impiegare un eufemismo. Torino è una città che è cambiata molto. Credo tutti coloro che sono presenti quest'oggi in quest'Aula, anche solo per un dato anagrafico, hanno avuto la possibilità di conoscere un'altra Città, un'altra Torino, una Città company town, una Città in crisi, una Città profondamente ferita, una Città che stentava a trovare una propria identità nuova e diversa rispetto a quella che l'aveva preceduta. Torino è una Città che ha avuto molteplici trasformazioni, basti pensare a Torino Città Capitale, quindi ancor prima di essere una città industriale. L'ultimo cambiamento, quello che è tuttora in corso, anche se probabilmente è in una fase ormai conclusiva e finale, è dovuto al lavoro di molte e di molti. Io voglio qui ricordare in particolar modo, perché credo che sia un atto dovuto, che sarebbe ingeneroso non ricordare, lo sforzo e l'impegno che hanno contraddistinto le Amministrazioni che hanno retto il governo di questa Città, in particolar modo negli Anni Novanta, dopo la crisi di Tangentopoli, dopo l'onta che ha subito questa Città anche con il commissariamento. Credo quindi che debba essere riconosciuto in primo luogo il lavoro che è stato fatto da parte delle due Giunte Castellani e di quelle che erano state definite, in particolar modo, la prima Giunta, la Giunta dei professori, dove la politica aveva dovuto fare non un passo indietro ma ben più di dieci. Ho voluto ricordare questo aspetto, che per molti ormai viene ritenuto probabilmente come un fatto più storico che politico, perché ritengo che ancora quest'oggi beneficiamo di quelle scelte, beneficiamo di quelle azioni che hanno consentito alla Città di cambiare. Come dicevo però il ciclo ormai si è chiuso, si sta chiudendo con la fine di questo mandato amministrativo. Credo quindi che questo Bilancio conclude una fase, ma dovrebbe anche aprirne una nuova, una fase per la quale, mi permetto di dire, probabilmente le persone, gli uomini e le donne che vi hanno lavorato debbono, se vorranno continuare a lavorare per il futuro e per il governo della Città di Torino, cambiare anche ritmo e metodo di marcia. Vorremmo immaginare come Gruppo Consiliare Comunale di Sinistra Ecologia e Libertà una Città nella quale a tutti venga data una chance e una Città nella quale nessuno venga posto nella condizione di rimanere indietro, una Città nella quale nessuno rimanga isolato senza una mano, mi riferisco proprio anche simbolicamente alle due mani che si stringono e che hanno rappresentato figurativamente una storia importante di questo Paese, quale quello della mutualità sociale, senza una mano che venga sporta e che venga stretta, una mano che in questo caso non può non essere quella del soggetto pubblico, dell'Amministrazione Locale, dell'Ente Locale e quindi nel caso specifico della Città di Torino. Credo che i futuri bilanci dovranno caratterizzarsi per questo aspetto, cioè avere un contenuto di carattere sociale ancor maggiore di quello che vi è stato in passato e di quello che vi è all'interno del Bilancio che ci accingiamo a votare. In quel cambiamento di identità sicuramente si è puntato molto a dare alla Città una fisionomia di capitale della cultura, capitale del turismo, capitale del tempo libero. Sono stati portati all'interno di questa Città una serie di eventi che sicuramente hanno significativamente contribuito alla sua trasformazione, però, mi permetto di dire, questo è avvenuto anche con elementi di contraddizione, ma non solo, all'interno proprio delle politiche culturali. L'Assessore Passoni forse involontariamente, ma conoscendo la sua capacità di pensiero e la sua competenza non posso credere che lo abbia fatto involontariamente, pone proprio su di questo tema un segnale di allarme, ovvero laddove l'Assessore giustamente dice che Torino è ancora una città che soffre, ci offre una serie di elementi e di dati quantitativi nella propria relazione, pagina 6 del Bilancio, che in qualche modo vanno a sostenere questa affermazione e che richiamo perché condivido. Proprio nel campo della cultura e del tempo libero i consumi in questa Città - non nascondiamoci dietro un dito - si collocano all'interno di un trend nazionale, risultano essere grandemente diminuiti di una percentuale che è superiore ad altre voci di spesa, del 42,7%, ovvero quasi della metà. Dico questo perché, a mio e a nostro giudizio, accanto alla politica dei grandi eventi, che tanto ha portato a questa Città (ma parlo dei veri grandi eventi, mi permetto di dire, quelli seri, non le kermesse che, talune volte, hanno fatto pensare e quasi immaginare una sorta di strapaese), i consumi da parte delle persone fisiche, normali, coloro che vivono quotidianamente la vita di questa Città, nel tempo libero e nella cultura sono crollati. Credo che questa sia una domanda che esiga una riflessione e che esiga, da parte di un'Amministrazione, delle risposte. Non la pongo con riferimento all'esercizio del mandato che ormai si sta chiudendo, ma con riferimento al prossimo e futuro mandato. Credo che molte delle riflessioni che, in questi anni, sono state portate avanti da alcuni Gruppi Consiliari (penso, in particolar modo, al Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle), che sono state perlopiù e normalmente accantonate e talune volte ridicolizzate, dovrebbero invece essere adeguatamente approfondite. È da qui che sono partito e ritengo che sul tema delle politiche culturali occorra che vi sia un radicale cambiamento da parte del governo futuro di questa Città. Un altro punto che voglio, seppur velocemente, sottolineare riguarda le politiche urbanistiche e la riqualificazione degli spazi, di cui ancora oggi abbiamo discusso in II Commissione. Sono state liberate per il Consiglio e sospese in Aula due proposte di atti deliberativi in applicazione della Legge n. 106, cosiddetta "sblocca Italia". In particolar modo, per uno di questi due atti deliberativi (il secondo per coloro che erano presenti), abbiamo potuto analizzare l'ennesima proposta di insediamento di una piattaforma commerciale di medie e grandi dimensioni e di una seconda ipotizzata, di analoga superficie (ma che, al momento, non sarà oggetto di un atto deliberativo specifico, che però poi potrebbe giungere). Faccio questo tipo di esempio perché ho l'impressione - e lo stesso Assessore all'Urbanistica, Lo Russo, lo diceva quest'oggi - che anche qui occorra procedere ad una svolta. Ormai, sono passati troppi anni dall'approvazione in questa Città del Piano Regolatore Generale, vi sono state troppe Varianti a quel Piano, troppe iniziative hanno rincorso l'esigenza - consentitemi l'espressione un po' semplicistica - di fare cassa, troppe iniziative hanno posto al centro della propria attenzione la rendita fondiaria, troppe iniziative non hanno risposto ad una visione strategica di quella che può essere non la quotidianità della Città, ma il futuro di questa Città. Crediamo che, ormai, sia giunto il tempo per aprire una riflessione ed un dibattito culturale, ancora prima che urbanistico, su quello che può essere il futuro disegno di questa Città e che occorra con coraggio aprire una fase che porti ad un nuovo Piano Regolatore della Città di Torino. Convengo con quello che diceva anche quest'oggi l'Assessore Lo Russo in Commissione: probabilmente un Piano Regolatore meno ricco di lacci e lacciuoli, talune volte meramente burocratici, ma ricco invece di scelte e di linee guida di indirizzo rispetto a quello che vuole essere il futuro della Città di Torino. Non si può poi non riconoscere - sarebbe disonesto intellettualmente - uno sforzo significativo che è stato portato avanti da questa Amministrazione, dal Sindaco, dall'Assessore al Bilancio e da tutta la Giunta Comunale nel tenere insieme i conti, uso un'altra espressione un po' semplice per farmi comprendere, rispetto ad un quadro economico e finanziario che certamente non è favorevole nei confronti degli Enti Locali. È per questo motivo ed anche per un senso di responsabilità che il voto - lo anticipo, anche se poi pronuncerò una dichiarazione di voto e intendo partecipare a tutte le fasi di dibattito sul Bilancio - non potrà non essere favorevole nei confronti di questa proposta di Bilancio. Ci sono ancora dei però e consentitemi di volerli indicare, anche perché o personalmente, ma evidentemente non da solo (leggendo, seppur velocemente, le proposte di mozione collegate al Bilancio), nelle Commissioni ho partecipato alla discussione di un altro Bilancio, oppure ci sono - mi permetto di dire - alcune contraddizioni all'interno della relazione dell'Assessore, che mi piacerebbe - lo dico anche qui con onestà intellettuale - comprendere e capire. Forse queste contraddizioni non le ho comprese io rispetto a quello che è il loro spirito, però - lo ripeto - anche in altre proposte di mozione collegate vengono alla luce: ovvero, il fatto che si dichiari e si affermi che questo è un Bilancio che non taglia i servizi alle persone e che non incide sul welfare e sul sistema educativo. Mi chiedo, se questo è vero, perché stiamo discutendo della necessità (non del fondo di riserva, come diceva la Consigliera Appendino) di trovare nell'assestamento di Bilancio delle risorse che oggi mancano per l'assistenza economica - rispetto al Consuntivo del 2014 -, per i servizi erogati per la scuola dell'obbligo - sempre verso il Consuntivo del 2014 - e per i servizi educativi rivolti alle persone disabili. Le condizioni probabilmente erano tali che, forse, alla fine non avrebbero potuto essere svolti altri tipi di scelte? Può darsi. Detto questo, però, è evidente che l'esercizio delle proposte di mozione collegate al Bilancio Previsionale non è meramente teorico, non è un presentare dei singoli documenti da parte dei Gruppi Consiliari, ma è un impegno politico. È un atto di fiducia, è uno stringere quella solidarietà tra le mani, in questo caso, tra l'Esecutivo ed il Consiglio, che dovrà trovare - lo ripeto - un suo soddisfacimento e questo lo vedremo nel prossimo autunno. Quindi, non sarebbero accettabili scuse, giustificazioni e motivazioni che, in qualche modo, possono essere portate a nocumento di una riduzione delle risorse destinate ai servizi alla persona e, in particolar modo, al welfare comunale, inserendo all'interno di questo anche le politiche relative al sistema educativo. Nei pochi minuti che ancora mi competono - Presidente, poi mi indichi quando ho terminato il tempo a mia disposizione -, vorrei sottolineare ancora alcuni temi, come quello della partecipazione. È stato detto molto sulla riforma del decentramento; non solo è auspicabile, ma è necessario che si giunga ad un suo completamento e ad una sua approvazione nel più breve tempo possibile. Oltre a questi, ci sono altri strumenti, che, oggi, sono in una fase istruttoria o sperimentale, ma che crediamo dovranno caratterizzare l'esperienza di governo del prossimo mandato; mi riferisco, in particolar modo, al Regolamento sui beni comuni, che sarà oggetto di discussione e di votazione in Aula a breve, come l'esperienza iniziata sul tema del Bilancio partecipativo per quanto riguarda la Circoscrizione 7. Sempre sul tema della partecipazione (che cito perché ritengo che sia un elemento centrale), è fondamentale in un'idea di governo di una Città; ringrazio l'Assessore Passoni per il tempo e la capacità che egli ha dedicato in una vicenda che, talune volte, ha determinato il sorriso di qualcuno o la contrarietà di altri, ma che credo invece rappresenti un elemento importante nell'esperienza di questo ultimo anno e mezzo all'interno di questa Città e che lo stesso Assessore ha ritenuto di inserire all'interno della propria relazione, dandogli uno spazio adeguato. Mi riferisco all'esperienza della Cavallerizza Reale, che voglio riportare come esempio di partecipazione diretta da parte della cittadinanza, che ha aiutato e che sta aiutando la Città di Torino nell'operare delle scelte verso un certo tipo di direzione, che non era affatto scontata nelle premesse iniziali e che l'Assessore ha fatto bene a richiamare nella parte conclusiva - a pagina 9 - della propria relazione. Torino Città Universitaria è un altro degli elementi che sta caratterizzando le scelte di governo di questa Città e che andrà a caratterizzarle anche nel futuro, però anche in questo caso crediamo che occorra aprire una riflessione ed un ragionamento. Non si può immaginare una città universitaria che sia fondata sulla valorizzazione della rendita fondiaria e sull'esternalizzazione della costruzione degli edifici per ospitare un numero che è sempre crescente di giovani universitari all'interno della nostra Città senza però che vi sia anche una politica di controllo delle tariffazioni. Lo dico perché è recente la polemica legata alla struttura, che è ormai in fase di completamento, di via Caraglio ed alle denunce, ad esempio, che sono state portate avanti dal rappresentante degli studenti all'interno del Consiglio di Amministrazione dell'EDISU. Questo è un altro tema sul quale credo che la Città debba riflettere nel proseguire la costruzione di una nuova e propria identità. Infine, vi è il tema (contenuto anche all'interno della proposta di mozione collegata al Bilancio) delle ex caserme, dell'ospitalità, della possibilità e del dovere di garantire un tetto in questa città a tutte ed a tutti. Non voglio entrare nella polemica della vicenda di via Asti, che probabilmente avrà altri percorsi ed altri scenari, ma voglio solo fare un accenno ad un'altra struttura, quella dell'ex caserma Riberi. Praticamente, si tratta di una foresteria, una struttura che è stata completamente ristrutturata per le Olimpiadi Invernali del 2006 e che questa Città potrebbe già utilizzare per l'emergenza freddo, evitando che vi sia anche un solo cittadino o una sola cittadina di questa città senza un tetto. È una situazione che un'Amministrazione e, soprattutto, un'Amministrazione progressista non può assolutamente accettare e condividere. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Nessuno della maggioranza lo ha ancora fatto, provo a farlo io anche perché non è solo un atto dovuto, nessuno della maggioranza ha ancora parlato, non è vero, Consigliere La Ganga, se fosse stato attento come ho fatto io per 21 minuti all'intervento del Consigliere Trombotto avrebbe sentito un Collega della sua maggioranza. Per me è maggioranza, fino a prova contraria. D'altronde vedo un autorevole Assessore di SEL seduto tra i banchi della Giunta, se non è successo nulla di cui io non sono stato informato credo di poter usare in modo corretto la sintassi italiana. Passando invece a due punti che vorrei far notare, visto che abbiamo lavorato per 18 Commissioni e per 35 ore circa, devo segnalare un grande impegno da parte di tutti i Consiglieri nessuno escluso, in particolare poi ringrazio quelli che hanno dato il contributo per una discussione serena e pacata, anche nella dialettica politica della contrapposizione e hanno dato suggestioni e segnalato proposte, alcuni di questi Consiglieri sono già intervenuti ma non sono qui presenti. Vorrei partire con quello che ho usato nell'esordire nel mio intervento, con un ringraziamento, che non è assolutamente rituale, sia a Gianguido per il lavoro che ha fatto in questi ultimi mesi sia a tutti gli Uffici, a iniziare dal Direttore, dalla dottoressa Tornoni, perché è evidente a tutti che questo dopo che per due esercizi siamo andati a discutere come previsionale dopo la pausa estiva per la prima volta si ritorna a una discussione politica del Bilancio Previsionale prima dell'estate. Anche questa tempistica unica, Consigliere Tronzano, lo ha ricordato anche lei in uno dei passaggi del suo intervento, fa riferimento alle difficoltà di riorganizzare la formazione di un Bilancio Previsionale, che attraverso il DEF prima, la Spending Review ancora prima, ma soprattutto la legge di armonizzazione finanziaria ha oberato gli uffici di tutti i settori e colgo l'occasione per ringraziare sia il Presidente del Collegio dei Revisori sia tutto il Collegio stesso per il lavoro svolto, anche con una tempistica molto ristretta che ci ha permesso di approfondire quei punti, lo dico a Passoni, che in particolare nella relazione dei Revisori fanno emergere molte luci e qualche ombra, come è giusto che sia. Ho ascoltato almeno un paio di interventi con molta attenzione. Uno sicuramente, e la ringrazio per il contributo che dà normalmente anche in Commissione Bilancio da parte della Consigliera Appendino che essendo nata nel 1984 non può ricordare che a novembre dell'84 cadeva la Giunta Novelli e da quel passaggio, al di là delle valutazioni che lei ha fatto sulla maggioranza che guida questa Città, che non ha un progetto specifico o un libro dei sogni, citando l'ultimo Piano Strategico, non solamente quello, però anche quello, le ricordo che l'incarico a Cagnardi e Gregotti fu dato proprio nel 1985 e da lì nasce un nuovo progetto di città che non era certo quella dei maxi tram delle Giunte di sinistra, guidate proprio da Diego Novelli. Se questa Città oggi si è reinventata un ruolo, e mi permetto sommessamente, pur essendo io abitualmente ipercritico, e lo sanno tutti i miei Colleghi e lo sa il Sindaco e non ne parliamo l'Assessore Passoni che con me abitualmente ha modo di confrontarsi, ma più spesso scontrarsi in Commissione, devo rivendicare almeno l'orgoglio invece di una Città che è riuscita non solo a frenare il declino, come leggiamo spesso nei rapporti del Comitato Rota, ma anzi a invertire la tendenza partendo dal presupposto che dal 2007 come lei dovrebbe sapere molto bene, avendo anche un'ottima preparazione sotto l'aspetto economico e finanziario e della conoscenza anche dell'evoluzione delle dinamiche nazionali e internazionali, la crisi che ha colpito tutto il sistema Paese, che è una crisi europea e mondiale, ha sicuramente penalizzato maggiormente, quando lei cita i dati della cassa integrazione, il sistema produttivo e il sistema industriale, unito anche alle trasformazioni stesse, alla globalizzazione dello stesso sistema industriale che aveva ed ha ancora una base molto importante e significativa in questa Città. Se poi dobbiamo paragonare tutto quello che avviene a Torino con tutti i limiti, Assessore Passoni, i problemi, le questioni da risolvere e affrontare, che cercherò poi di citare per telegrammi successivamente, rispetto alle Città italiane e le cronache di queste settimane non fanno che ripetere quanto noi ormai diciamo, noi siamo fortunati ad avere un Sindaco che non si occupa solo di questa città 18 ore al giorno ma nelle ultime 4 ore senza dormire si occupa anche di altro, magari dovremo farci la domanda: "come fa?", o magari come fa a volte a sostenere un programma che parte della Giunta sta portando avanti con molta fatica ma non si può dire di tutta la Giunta. L'aspetto che mi sembra però necessario sottolineare, e non è marginale, Consigliera Appendino, visto che lei ha parlato del 2016, della prossima campagna elettorale, delle prossime amministrative, dei progetti e delle proposte che vengono fatte dai gruppi politici, le leggeremo, ovviamente leggeremo quelle dei Cinque Stelle, leggeremo tutte le proposte, come tutti noi siamo eletti ma anche cittadini. Fra queste proposte, al di là del reiterato ormai mantra che da Grillo in poi si fa ripetere in tutte le salse e in tutte le sedi questo reddito di cittadinanza, che mi sembra abbia anche contagiato il Governatore della Regione Piemonte, quindi ben venga se c'è un grillino nel PD, aggiungo però il fatto, Consigliera Appendino, che nei numeri lei ha dovuto per forza confermare quanto questa Amministrazione ha fatto di buono. Le spiego il perché, perché se noi partiamo dal presupposto che avevamo circa 1.400 milioni di derivati e abbiamo in 5 anni dimezzato questa cifra, se noi partiamo dal presupposto che in una situazione di contrazione micidiale dei trasferimenti del Governo e anche della Regione, su questo Bilancio, poi il Sindaco magari mi conforterà nei numeri, ma mi sembra di ricordare bene, noi abbiamo una contrazione significativa di 54 milioni da parte del Governo e di 14 da parte della Regione su questo Previsionale 2015. Ulteriormente da segnalare anche su questo punto un aspetto che non è marginale, un trend che da 5 anni continua a mantenere una impostazione che fa diminuire il debito. Noi pareggiamo questo Bilancio a 1.266 milioni. Riusciamo ancora a fare degli investimenti a garanzia delle manutenzioni e soprattutto, visto che lei ha citato quella mozione onnivora, come è stata definita del PD, però mi permetta sommessamente di ricordarle che il PD è il primo partito di questo Consiglio Comunale, il primo partito di questa maggioranza, ha 17 Consiglieri, è vero che qualcuno come ha scritto qualche giornale è ipertrofico, però se siamo riusciti a costruire un percorso che metteva al primo posto in quella mozione, poi i miei Colleghi sicuramente avranno modo e tempo di entrare nel merito specifico e assolutamente non voglio rubare l'intervento a nessuno, ma se su quella mozione lei va a vedere i punti salienti, principali del dispositivo, soprattutto i primi, vedrà che ancora una volta il centrosinistra di questa Città guidata da Fassino ha a cuore i servizi alla persona, il welfare, i servizi educativi, le manutenzioni, la vita e la coesione sociale, proprio quella che lei ha citato come uno degli elementi in cui questa Amministrazione non riesce a esprimere una linea politica. Qual è il punto su cui rischiamo di non essere chiari, soprattutto tra di noi? Questo è l'ultimo Bilancio di cui discuteremo come Consiglieri eletti. Viale, ti auguro di essere rieletto, io spero di avere altro di meglio da fare, però ti chiederei di non interrompermi come abitualmente non faccio mai io. Essendo questo l'ultimo previsionale che discutiamo è altrettanto vero che su questo previsionale si innesterà il futuro anche della prossima Amministrazione. Sulle osservazioni che vengono fatte rispetto alla discussione è evidente che il tema fiscalità, Passoni lo ha detto più volte, ha vissuto una schizofrenia da parte del Governo che tutti noi abbiamo subito. È altrettanto vero che gli annunci rispetto alla abolizione possibile - e su questo, Consigliera Appendino, le do ragione - delle tasse sulla prima casa sono elementi che vanno valutati con molta attenzione. Chiedo per esempio al Sindaco se è possibile immaginare di abolire le tasse sulla prima casa e ovviamente glielo chiedo in quanto rappresentante nazionale, Presidente dell'ANCI, e non pensare seriamente a proporre come Comuni italiani una vera autentica riforma del Catasto. Se noi andiamo a vedere un po' di anni fa, visto che Gianguido è innamorato delle citazioni, io proverò prima a fare la citazione e poi a citare colui che l'ha fatta, però quando si parlava di applicare una patrimoniale sulle proprietà immobiliari, era subito dopo la guerra, chi faceva questa proposta aggiungendo come corollario che non può esistere libertà politica senza libertà economica non era un pericoloso bolscevico, bensì era Luigi Einaudi, come Passoni dovrebbe sapere molto bene. Allora se questo è un tema, e sto parlando di un liberale che sull'economia ha costruito grandi fortune anche del nostro Paese, io credo che il segnale che il Sindaco dovrà dare anche rispetto alle nuove riforme che il Governo spera, si augura di mettere in campo, che uno dei temi che più fortemente dimostra che c'è una forte disuguaglianza sociale anche dettata da estimi catastali vecchi di 50 anni, dove gente che abita in periferia paga molto di più di chi abita magari nel centro storico e cito Torino, ma potremmo citare tante altre città. Su questo punto così come sugli investimenti, sull'attrazione degli investimenti, e lì anche mi rivolgo al Sindaco, molti Assessori stanno facendo un lavoro enorme con grande difficoltà, tra l'altro quelli che vedo presenti sono persone che sono impegnati su fronti molto complessi e difficili e hanno tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà. A volte un po' mi stupisco, mi permetto di farlo, visto che sono 4 anni che relaziono sul Bilancio, ma mi permetto di sottolineare sommessamente come almeno per quanto mi riguarda, visto che nella mozione si parla di pedonalizzazioni, io chiederei al Sindaco di evitare di farmi leggere sui giornali annunci di qualche suo Assessore che ancora una volta per la ventesima volta ha detto che su v ia Roma non si torna indietro. Andiamo oltre i 50 metri di via Roma e proviamo ad immaginare qualcos'altro. Io ho chiesto di sapere per esempio le attrazioni che stanno creando la città come patrimonio culturale italiano ed europeo, e questa è una vittoria del nostro Sindaco, una vittoria di un investimento, e dissento ovviamente dall'aspetto che ribadiva la Consigliera Appendino nel suo intervento quando ricordava che dovevamo tagliare il contributo per la presenza di Torino a Expo. Io credo che quella sia una grande vetrina internazionale. Chi ha vissuto i primi anni balbettanti dell'inizio del turismo a Torino, io ero tra quelli magari con i pantaloncini corti, ricorda che nel 99 Torino aveva 800.000 visitatori e turisti, sia per quanto riguarda il congressuale e il fieristico eravamo al 39 posto italiano, battuti anche da cittadine piccolissime. Non solo, oggi con l'introduzione della tassa di soggiorno passiamo nel previsionale da 4 a 6 milioni. Stiamo integrando anche i sistemi turistico culturali che riguardano anche la prima cintura (penso al Castello di Rivoli, penso alla Reggia di Venaria, penso al passaggio di Palazzo Madama nella disponibilità della Città, penso al lavoro che è stato fatto di lobby positiva del nostro Sindaco e i numeri che dimostrano, la stessa Camera di Commercio e il Rapporto Rota che dichiara una ricaduta economica solamente per quanto riguarda questo aspetto specifico in questi sei mesi di oltre 40 milioni di euro, ma complessivamente la cifra è estremamente più elevata e non prende in considerazione l'occupazione, proprio quella che lei ha citato. Se non ci fosse stato questo aspetto che non è marginale, basta verificare i dati di Union Camere, sicuramente quello che lei ha detto sulle ore di cassa integrazione che vedono Torino fra i primi posti in Italia sarebbe il grande dato negativo, ma il fatto che la Città si sia trasformata, abbia investito sulle infrastrutture, prosegua gli interventi, che si sia dotata di una Metropolitana, di parcheggi, di Passante Ferroviario, di inceneritore, tutte cose che non mi sembra siano piovute dal cielo o qualche marziano è arrivato su Torino inventandosi questa amenità in pochi minuti: fatica, sudore e investimenti e anche indebitamento quando si tratta di opere da gestire in cofinanziamento, senza dimenticare ICT, informatizzazione, banda larga e open source, la frontiera dell'agenda digitale europea. Su questi punti mi permetto di ribadire all'Assessore e ai suoi uffici, è stato fatto un grosso lavoro, soprattutto l'armonizzazione finanziaria è stata veramente complicata da gestire e questo lo dico anche a Tornoni e a tutti gli uffici perché l'abbiamo seguita passo per passo ed è veramente complicato immaginare come cambiare in modo strategico il lavoro che si era fatto prima rispetto a quello che sarà probabilmente una rivoluzione copernicana per tutti gli Enti Locali. L'impegno del nostro gruppo sarà quella di votare e sostenere questo Bilancio. È un Bilancio importante, significativo, che ha dentro di sé connotati di grande autorevolezza per la visione della Città, di serietà rispetto alle difese dello stato sociale, degli ultimi e dei penultimi, la fatica di rispondere come ho detto da parte di alcuni Assessorati l'ho già citata e lo voglio ribadire. L'attrazione per esempio di investimenti internazionali, di arrivo di grandi finanziatori a fronte di grandi annunci, ma credo che il Sindaco potrà rispondermi ovviamente nella sua replica a oggi, almeno per le notizie che ho io a disposizione, non hanno ancora avuto tutti quegli effetti che forse gli annunci stessi avevano previsto. Lo stesso mercato della edilizia è stato fortemente penalizzato dalla crisi, però lo dico a Passoni abbiamo messo su un consuntivo 14 milioni incassati, se non ricordo male, quando sul previsionale del 2014 avevamo messo una cifra che era doppia. Non è una strategia che io posso imputare all'Assessorato al patrimonio e queste dismissioni che lei ha proposto dentro questo Bilancio devono andare avanti. C'è un aspetto che però, lo dico al Sindaco, è evidente, l'ho detto in tutte le Commissioni e lo dico da due anni e non mi accontento di quel pannicello caldo che ha citato Marrone, lo dico a Tronzano perché Marrone non c'è, della Commissione tematica per quanto riguarda l'Agenzia. L'Agenzia era uno strumento vero e non fittizio. Se a qualcuno interessava bloccarla perché politicamente gli serviva bloccarla io questo non lo ho mai accettato e come me, grazie a Dio, in questo partito, in questa maggioranza ce ne sono stati tanti altri che la pensavano come me. Presenza e sicurezza del territorio e crescita delle periferie, insieme alla riforma del decentramento, qui bisogna fare un salto di qualità. Se vogliamo dirne un'altra, le dismissioni immobiliari e mobiliari sono un tema altrettanto importante e in anticipo sulle scelte del Governo. Soltanto sulle dismissioni societarie abbiamo incassato 350 milioni in questi quattro anni, in anticipo sulla Spending Review e in anticipo sulle scelte del Governo Renzi rispetto alla semplificazione del quadro di riferimento delle nostre partecipate italiane. Certo, resta un buco nero, resta GTT. Si poteva fare molto meglio, avere più coraggio. Non avere più coraggio, come qualcuno ha detto nel dirci facciamo solamente una sperimentazione della tassa sui pullman turistici, ma quando qualcuno qui facendo l'Assessore ha dovuto combattere e prendersi a testate con gli albergatori per due anni per introdurre la tassa di soggiorno spiegatemi che senso ha rinunciare a 900.000 Euro quando è un dato di fatto inconfutabile che la nostra è diventata una città turistica, che ha dei costi. La nostra azienda, che è il braccio della Città e della Regione, ha un pareggio di Bilancio a nove milioni di euro con la Camera di Commercio che è appena uscita per la legge Renzi che prevede che le Camere di Commercio taglieranno evidentemente i contributi dei loro associati e quindi c'è una scelta strategica delle Camere di Commercio di uscire dalle partecipazioni che vengono definite non strategiche. Caso strano si esce da Torino, lo dico a Passoni, non si esce dal CEIP. Questi punti, Consigliere Tronzano, mi permetto sommessamente di sottolinearli sono punti che ci devono vedere fare una battaglia per la Città insieme, anche con i 5 Stelle in Regione. La nuova legge regionale sul turismo che ha già avuto un percorso molto accidentato sarà un ulteriore elemento di grave criticità su cui dovremo intenderci qual è la strategia comune per il Piemonte a fronte dei numeri che sono triplicati. Vado a concludere, l'unico punto che mi permetto di sottolineare, Presidente, e concludo, è che rispetto alla diminuzione dell'indebitamento la richiesta al Sindaco Fassino è anche quella di insistere perché l'allentamento del Patto di Stabilità dei Comuni ci permetta di fare degli investimenti. Questo è l'aspetto strategico, l'occupazione, come ha detto la Consigliera Appendino, non nasce per caso, soprattutto quando lei giustamente sostiene che questa Città sta cambiando pelle. Allargare il patto di stabilità... PORCINO Giovanni (Presidente) Il tempo a sua disposizione è terminato, Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro I costi degli investimenti per le infrastrutture sono fondamentali per rilanciare l'occupazione di questo Paese. PORCINO Giovanni (Presidente) Per l'economia dei lavori, chiedo se ci sono altri Colleghi che intendono iscriversi per intervenire; l'elenco definitivo comprende i Consiglieri La Ganga, Araldi, Ricca, Liardo, Bertola, Troiano, Paolino, Muzzarelli e Cervetti. Se siete d'accordo, possiamo prevedere questa sera altri tre interventi e, poi, riprenderemo domani mattina alle ore 10.00 con gli ultimi interventi e le repliche conclusive dell'Assessore e del Sindaco. L'impegno è di concludere entro le ore 12.00. La parola al Sindaco. SINDACO Domani ho un impegno alle ore 12.00 di ospitalità internazionale, perché è presente a Torino un Ministro estero; se questa sera facciamo solo tre interventi, dubito che domani alle ore 12.00 avremo concluso il dibattito. Chiederei quindi di farne qualcuno in più questa sera, altrimenti domani non ce la faremo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non vorrei che nascessero equivoci, ma, essendo gli interventi sei o sette, potremmo finire in due ore e non vorrei che, domani mattina, con lodevoli intenzioni (letti i giornali o sentite di notte le registrazioni di qualcun altro), i Colleghi assenti chiedessero di intervenire. Siccome potremmo terminare in un'ora e mezzo, possiamo finire il dibattito e, domani, cominciare con la parte… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bisogna esserci. Sapendo che c'è il dibattito, non è che si arriva dopo, perché il numero legale ci vuole lo stesso, anche per il dibattito. Non è che domani, se c'è il dibattito, si può non venire. Quanti interventi mancano? PORCINO Giovanni (Presidente) In totale ci sono ancora 9 interventi, di cui uno, in teoria, da 20 minuti, mentre gli altri sono da 10 minuti. VIALE Silvio Quindi, sono due ore. Poi alcuni Colleghi, mi hanno detto che i loro interventi saranno di 7 o 8 minuti. PORCINO Giovanni (Presidente) Questa sera, ne faremo altri 5 e gli altri li rimandiamo a domani mattina, a partire dalle ore 10.00. Questa sera interverranno i Consiglieri La Ganga, Araldi, Liardo, Bertola e Cervetti. La parola al Consigliere La Ganga. LA GANGA Giuseppe Ringrazio il Presidente, il Sindaco e l'Assessore Passoni. È il momento di tirare un po' le somme di questo difficile periodo amministrativo; quando, quattro anni or sono, si insediò l'attuale Amministrazione, la situazione finanziaria della Città appariva preoccupante. Anche per effetto dell'impegno olimpico e degli investimenti conseguenti, il debito totale si attestava sui 3 miliardi e mezzo di Euro, la situazione di cassa era preoccupante e vigeva l'abitudine di finanziare alcuni tipi di spesa corrente con mutui o con entrate straordinarie non ripetibili. Si era dunque in una situazione delicata, che rischiava di peggiorare per effetto di una forte contrazione delle risorse trasferite dallo Stato, che proprio allora iniziava una necessaria azione di risanamento della spesa, ma che, purtroppo, si concentrava principalmente sulla spesa locale; al riguardo, i dati citati nella relazione dell'Assessore Passoni sono eloquenti. Il Sindaco e la maggioranza di centrosinistra avviarono allora una politica di Bilancio di cui oggi, alla fine del mandato, dobbiamo apprezzare l'efficacia. Essa si caratterizzava per alcuni punti fondamentali che voglio richiamare: intanto, la salvaguardia del welfare comunale, che a Torino aveva raggiunto livelli di eccellenza e che, di fronte all'aggravarsi della crisi economica, costituiva e costituisce una fondamentale difesa sociale; inoltre, un forte impegno per la riduzione della spesa di funzionamento e del personale, una razionalizzazione del sistema delle società partecipate, per aumentarne l'efficienza e la redditività, ed un piano di valorizzazione e di dismissione degli asset non strategici o su cui comunque si poteva mantenere un'influenza attraverso lo strumento dei contratti di servizio. Infine, vi è stato un significativo sforzo di spesa indirizzato a sviluppare due potenzialità della Città: quella turistico-culturale e quella universitaria. Come inevitabile conseguenza di questo sforzo di risanamento, purtroppo la Città doveva anche scontare una forte contrazione degli investimenti finanziati con indebitamento proprio e doveva praticare una politica tariffaria e fiscale ineluttabilmente severa, anche perché la politica dei Governi centrali induceva a questo; però temperava questi aspetti negativi la costante ricerca di risorse per investimenti tratte da trasferimenti dallo Stato, dalla Regione o da investitori privati, i cui frutti però sono stati limitati nel tempo dall'aggravarsi della crisi, come documenta bene, anche in questo caso, la relazione dell'Assessore. Ciononostante, le due principali trasformazioni infrastrutturali della Città (la Metropolitana ed il Passante Ferroviario), sia pure con qualche ritardo, sono proseguite con risultati concreti. Quasi al termine del quinquennio possiamo dire - e questo Bilancio ne è la prova evidente - che la Città è in piedi, che è più solida e più robusta e che può accingersi ad un nuovo ciclo di sviluppo; il debito è ridotto di mezzo miliardo di Euro, la valorizzazione del patrimonio è in atto, il contenimento della spesa di funzionamento è evidente e la trasformazione della Città da company town a metropoli con molteplici vocazioni è ampiamente compiuta, anche se va consolidata ed inserita in una visione metropolitana. Naturalmente, anche questo Bilancio lascia qualche problema aperto, che la mozione di accompagnamento del Gruppo del PD mette in chiara evidenza, ma che ci auguriamo, anzi, ne siamo certi, potrà essere risolto in sede di assestamento finale del Bilancio. In questa fine di tornata amministrativa, a completare il quadro di razionalizzazione e di contenimento della spesa, manca ancora la riforma del decentramento, che chiediamo possa approdare rapidamente in Aula e che si fonda sull'idea di un superamento delle Circoscrizioni come meri centri di spesa, per recuperarne la funzione di promozione della partecipazione e di mobilitazione delle risorse della società ai fini dello sviluppo del territorio Occorre cominciare a spingere lo sguardo oltre l'orizzonte del 2016. Dai risultati raggiunti occorre partire per una nuova sfida, con due obiettivi principali: da un lato, la ripresa degli investimenti infrastrutturali in una logica metropolitana, per reggere la competizione con le altre aree dell'Europa e del mondo, e, dall'altro lato, una graduale riduzione della pressione fiscale comunale, che sarà tanto più possibile quanto più la politica finanziaria centrale cesserà di scaricare il maggiore onere del risanamento a livello locale e, soprattutto, se la finanza locale avrà finalmente un assetto stabilizzato. A questo dovrà contribuire anche un serio sforzo per un ulteriore efficientamento dei Servizi Pubblici Locali, specialmente quando il loro costo si ribalta direttamente sulle tariffe pagate dai cittadini, come avviene per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre, aggiungerei anche, data la lettura delle cronache dei giornali di questi giorni, che forse è necessario uno sforzo di semplificazione burocratica, vista la vicenda, per certi aspetti sorprendente (anche se poi, in realtà, tutto si sapeva), delle concessioni per i dehors; quindi, in generale, vi deve essere uno sforzo di semplificazione burocratica. Vorrei aggiungere che ho apprezzato, considerandola molto interessante, la suggestione presente nella relazione dell'Assessore Passoni sulla necessità di una ridefinizione del perimetro degli ambiti di impegno comunale. In questa Sala nessuno ha ripreso questo punto, che invece a me pare un punto importante della relazione dell'Assessore. Tale ridefinizione dovrebbe riguardare non solo il che cosa fare, ma anche e soprattutto il come farlo, con una sempre maggiore attenzione al coinvolgimento di tutti i soggetti sociali nella gestione della Città in una prospettiva di crescente sussidiarietà. In conclusione, vorrei esprimere, a titolo personale (ma credo che molti Colleghi l'abbiano già detto o lo pensino), un sincero apprezzamento per la passione e la competenza dell'Assessore Passoni e per la scrupolosa serietà degli Uffici. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Araldi. ARALDI Andrea Questo Bilancio ci consegna, ci descrive ed illustra politiche e scelte che abbiamo adottato per la nostra Città. Questo è un Bilancio serio, sostenibile e di sviluppo. È serio perché affronta le esigenze, i progetti e gli obiettivi della nostra Città in modo concreto. È sostenibile - questo è un aspetto estremamente di pregio - perché garantisce le risorse necessarie ed indispensabili per garantire la tenuta complessiva della nostra comunità e, al contempo, affronta con coraggio i temi finanziari per rendere il nostro Bilancio sicuro soprattutto in prospettiva: riduzione del debito, provvedimenti di gestione dei residui attivi e dei crediti e spesa corrente rigorosamente ricondotta, appunto, a categoria di spesa corrente. È un Bilancio di sviluppo perché, nei limiti che sono imposti da quanto abbiamo appena detto (dalla serietà e dalla sostenibilità di questo Bilancio), garantisce le risorse necessarie per lo sviluppo della Città. Avremmo potuto fare di più? Forse, ma difficilmente, se l'obiettivo era un piano d'intervento completo ed equilibrato che sapesse tenere insieme la nostra comunità e tutte le diverse esigenze, anche in considerazione del taglio delle risorse. Avremmo potuto suddividere diversamente le risorse? Forse, ma difficilmente; il nostro primo obiettivo è stato evitare che il tessuto sociale si strappasse, creando una frattura tra le due Torino che sicuramente esistono, come osservava anche prima la Consigliera Appendino, ma che, oggi, in qualche modo ancora parlano ed interagiscono. Potevamo spendere meglio? Forse, alcuni segnali però sono per me inequivocabilmente un segno dell'impegno e della serietà: per primo, la diminuzione della spesa del personale dipendente. Sicuramente, in tal senso c'è comunque molta strada da percorrere, come diceva prima il Consigliere La Ganga: la riorganizzazione della spesa e delle modalità di erogazione di molti servizi. Dobbiamo lavorare sui Servizi Pubblici Locali, per cercare di ottimizzare il costo per la collettività e continuare quel vasto piano che abbiamo intrapreso sulle controllate, valutando, dove necessario, nuove strategie. C'è un punto che abbiamo inserito nella nostra proposta di mozione di accompagnamento che, a mio avviso, è in qualche modo qualificante e dà un'indicazione su una parte del perimetro dove l'attività della Città si dovrà concentrare. Esistono alcuni segnali, sicuramente contrastanti, e nessuno di noi crede che la crisi sia definitivamente terminata; tutti temiamo quelle previsioni di 20 anni per tornare al livello pre-crisi, ma è indubbio che ci sono alcuni segnali e previsioni di sviluppo a livello internazionale e, quindi, a ricaduta nazionale e locale. Questi segnali e queste tendenze ci impongono e ci rendono, per contro, possibile intervenire in modo efficace su quello che è lo sviluppo economico locale; da un lato, sicuramente al fianco dei settori che sono già in continua crescita (come il settore turistico, la Torino universitaria ed i settori manifatturieri più tradizionali), ma anche rafforzando un ruolo ed un impegno della Città (sicuramente di concerto con gli altri Enti, soprattutto la Regione, che ha fondi e possibilità di operare in modo molto concreto) per sostenere la crescita economica con riferimento sia alle grandi imprese, sia anche alla capacità di attrazione di investimenti anche di PMI, ma di PMI con particolare riferimento ai settori più innovativi e con prospettive di crescita, magari mirando non ad un generico sviluppo, ma ad uno sviluppo di cluster produttivi, magari stretti ma in cui sia possibile un intervento efficace e qualificato. Questo perché un'area metropolitana, ormai è questo il nostro ambito di ragionamento, grande e sviluppata come Torino, con la grande tradizione industriale e produttiva, non può abdicare al ruolo di cercare di orientare questi processi di localizzazione; si tratta di processi che, garantendo lo sviluppo locale, d'altra parte garantiscono anche il fatto che le necessità di welfare si riducono. Come dice il noto proverbio, quando si può è meglio costruire una canna da pesca, che non regalare una scatoletta di tonno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Avevamo previsto tre interventi, ma ne ho segnati solo due, per cui ne potremmo aggiungere ancora uno. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio È già intervenuta la Consigliera Appendino e, ovviamente, sottoscrivo quello che ha detto a nome di tutto il Gruppo. Vorrei soltanto aggiungere qualche considerazione sugli argomenti che ho seguito più direttamente, partendo però dal fatto che, purtroppo, si tratta soltanto di commenti, perché, anche quest'anno, la trattazione è stata comunque piuttosto affrettata e, addirittura, siamo arrivati alla situazione kafkiana per cui il termine per la proposta di emendamenti al Bilancio era posto prima dell'illustrazione di numerose materie del Bilancio nelle relative Commissioni Consiliari, per cui, alla fine, questo non ha certo favorito la possibilità di interagire e di proporre modifiche da parte dei Consiglieri Comunali. Credo che, alla fine, anche quest'anno il trend sia lo stesso commentato già negli anni scorsi, cioè il fatto che alcune sezioni del Bilancio Comunale vengano usate essenzialmente per massimizzare le possibilità di fare cassa; questo è sicuramente vero per la politica urbanistica della Città, perché, ancora oggi, ci siamo trovati a parlare dell'installazione di supermercati, con relativo incasso magari di uno e due milioni di Euro l'uno per le casse comunali, anche contro la volontà degli abitanti dei quartieri e le necessità stesse dei quartieri. Per quanto riguarda il commercio, alla fine credo vada anche ricordato (forse non tutti i Consiglieri lo hanno notato) che spesso si parla del costo della raccolta rifiuti nei mercati, che, nonostante la tariffa rifiuti sia elevata per i mercati, sarebbe ancora più elevata di quanto ricaviamo, però dai mercati noi incassiamo 6.400.000,00 Euro di COSAP, compensati con uscite di ben 27.000,00 Euro di investimento sulla manutenzione dei mercati. Quindi, forse anche parlando di mercati, quando si fanno questi conti economici, si dovrebbe parlare non solo dei rifiuti, ma di quanto i mercati contribuiscano per l'economia cittadina e le casse comunali. Anche la casa, uno degli argomenti che secondo noi sono più importanti, merita qualche osservazione, nel senso che, intanto, bisognerebbe spendere al meglio possibile i fondi che abbiamo, per cui ben venga il fondo con cui finalmente possiamo comprare alcuni appartamenti, però scoprire che noi andiamo a pagare gli appartamenti quasi 2.000,00 Euro al metro quadrato, perché purtroppo sono queste le offerte ricevute, quando sul mercato se ne trovano tranquillamente a 500,00 o a 1.000,00 Euro, magari anche tramite le aste giudiziarie, lascia veramente un po' perplessi. Sono pochi i fondi a disposizione dell'Ente Comunale per rimpinguare il patrimonio di case pubbliche, ma non è possibile pagare le case così tanto al metro quadrato. Nei prossimi mesi, dopo la pausa - purtroppo non c'è stato modo di farlo per il Bilancio -, su questo arriverà qualche riflessione e, magari, anche qualche proposta dal Movimento 5 Stelle; allo stesso modo, per la questione dei costi. Ricordo di aver sentito, in Commissione, il Vicesindaco lamentarsi del fatto che gli affitti a Torino sono cari e che forse chi offre le case in affitto dovrebbe realizzare che sono cambiate le condizioni economiche ed i torinesi non possono più permettersi di pagare certi affitti. Proprio perché siamo in sede di Bilancio, vorrei permettermi di far notare - anche se il Sindaco non è presente - che, purtroppo, la tassazione comunale sulle case, in particolare quelle che non sono prima casa ma che vengono dedicate all'affitto, è sempre più elevata. A maggior ragione, se - come promesso - verranno tolte le tasse sulla prima casa, mi aspetto che verranno aumentate quelle sulle seconde e, quindi, quelle su tutte le case offerte in affitto. Se le persone devono pagare ogni anno al Comune 600,00 o 900,00 o 1.200,00 Euro di IMU, come accade oggi con le attuali aliquote, sulle case che mettono in affitto, saranno 200,00 Euro al mese che verranno poi ovviamente aggiunti all'affitto e, poi, non ci si potrà lamentare se gli affitti sono troppo elevati, visto che lo stesso Comune, dall'altra parte, chiede già solo lui 200,00 euro al mese per il pagamento di tasse immobiliari sugli immobili che vengono posti in affitto. Pur capendo l'esigenza di Bilancio, forse una riflessione su questo tema non dovrebbe prescindere, non solo dal lato di incentivare gli affitti, ma dal lato di abbassare le tasse sugli immobili. Dopodiché, il resto del Bilancio, anche in altri Servizi, è sempre più problematico. Per fortuna, sul Verde Pubblico la cosa è anche un po' uscita sui giornali, per il fatto che sono anni che non investiamo per rimpinguare il patrimonio arboreo; quindi, ben venga questo stanziamento straordinario di 600.000,00 Euro che viene inserito quest'anno. Faccio però notare che, negli ultimi tre anni, l'investimento è stato di 100.000,00 Euro e che 600.000,00 Euro andrebbero messi ogni anno. Quindi, anche come Consiglio Comunale va fatta una riflessione sul tema degli alberi, per cercare di garantire anche per i prossimi anni che, perlomeno, si riesca a recuperare il numero di alberi che ogni anno viene perso semplicemente per moria, malattia o altri abbattimenti. Lo stesso ragionamento vale per la viabilità: anche qui ben vengano i mutui, che, peraltro, sono quelli promessi già l'anno scorso e poi non realizzati, però il fondo di manutenzione ordinaria a disposizione delle Circoscrizioni cala ancora da 1,2 milioni di Euro a 900.000,00 Euro; più di 10 anni fa, era 7,5 milioni di Euro, quindi non so come possiamo pensare che i nostri dipendenti delle Circoscrizioni mantengano le strade. Anche per il fondo per i buoni taxi vale lo stesso ragionamento: in questo caso, vi è un taglio di 300.000,00 Euro (da 1,3 milioni ad un milione di Euro) e si è promesso che questo non avrà alcun effetto sul servizio, ma io voglio capire (nessuno è stato ancora in grado di spiegarmelo) come si farà a fornire lo stesso servizio avendo tagliato praticamente un quarto del fondo. Anche per il welfare, che è ovviamente un tema dolente, quest'anno abbiamo una diminuzione di 1,4 milioni di Euro, con la promessa di rimetterli nell'assestamento di Bilancio; vedremo se la promessa verrà mantenuta, però è indubbio che, tutti gli anni, ci siamo trovati a vedere dei Bilanci del welfare con il segno "meno", cercando poi di rattoppare in qualche modo (magari qualche anno si è tamponato di più e qualche anno di meno), però sono anche un po' stufo di sentire l'Amministrazione che dice che non è stato tagliato niente, che il welfare è importante e che non si tocca una Lira e così via. Andando a vedere i documenti, si scopre che, in realtà, i tagli ci sono e ci sono ogni anno, per cui forse andrebbe fatto un esame di coscienza da parte della maggioranza, non soltanto nel prendere l'impegno di rivedere le cose in futuro, ma anche nella sostanza, nelle politiche che vengono attuate. Le ultime cose che vorrei dire riguardano le proposte di mozione di accompagnamento. In realtà, diciamo per un caso procedurale, noi ne abbiamo due, ma non sono come quelle del Partito Democratico. Ben venga comunque che, adesso, il Partito Democratico metta tutta una serie di punti programmatici che andavano fatti in 5 anni e li dia da fare l'ultimo anno, anche se - permettetemi - mi sono un po' stupito di trovare, per esempio, l'indicazione delle pedonalizzazioni, con addirittura le vie da pedonalizzare, senza che sia avvenuta una discussione nella Commissione competente, per cui…(INTERVENTI FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consiglieri, lasci terminare l'intervento. Prego, Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Sono ben contento che il Consiglio Comunale possa finalmente fare un piano di pedonalizzazione, ma vi rendete conto che non è normale, dopo 4 anni, che venga fatto con una riga in una proposta di mozione di accompagnamento al Bilancio indicando 4 vie, invece di discuterne con tutte le forze politiche nella Commissione Consiliare competente, visto che l'Assessore, in 4 anni, non è stato in grado di tirare fuori uno straccio di piano di pedonalizzazione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Questo dovrebbe dirlo all'Assessore. Tornando alle nostre proposte di mozione di accompagnamento, una l'abbiamo portata in Aula addirittura lo scorso autunno, è rimasta lì per dei mesi, e poi l'Assessore ha deciso di discuterla con il Bilancio. Spero che si potrà discuterne ed è relativa alla risistemazione di corso Francia, dopo i lavori della Metropolitana (che attende dal 2006), e che, adesso, è stata rinviata ulteriormente al 2017. Non so se l'anno prossimo sarà rinviata al 2018 e così via. Credo che il Consiglio Comunale, prima della fine della tornata amministrativa, potrebbe dare un segnale su questa opera pubblica semplicemente dicendo che è ancora lì, che è importante e che ce l'abbiamo magari come primo obiettivo, finita la sistemazione del Passante. La vera e propria proposta di mozione di accompagnamento al Bilancio è relativa alla questione dell'IMU sulle scuole private. Con tutto il rispetto per il lavoro anche prezioso che possono svolgere le scuole paritarie, nel momento in cui c'è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che la Legge già oggi prevede che queste scuole debbano pagare l'IMU ai sensi delle norme vigenti sugli edifici utilizzati per l'attività scolastica, è nostro dovere andargliela a chiedere. Noi, come Consiglio Comunale e come Amministrazione Comunale, non possiamo dire che, visto che ci stanno simpatici e fanno un servizio utile, allora non gli chiediamo le tasse che devono pagare. Al di là delle opinioni di ognuno, che sia giusto o che sia sbagliato, non c'è altra cosa da fare che andare a chiedere queste tasse. Nel momento in cui il resto della cittadinanza fa comunque fatica e sacrifici per pagare le tasse sugli immobili, non sarebbe nemmeno equo isolare una categoria e cercare di privilegiarla non chiedendole quanto dovuto. Quello che chiede la proposta di mozione è semplicemente di applicare l'interpretazione, andando a vedere, ovviamente con i nostri avvocati, a che cosa si applica e, quindi, quali sono i casi in cui effettivamente abbiamo il diritto di richiedere queste tasse, andando però a farlo anche per gli anni precedenti; infatti, nel momento in cui ci dovesse anche essere un intervento governativo che modifica le regole d'ora in poi, per gli anni scorsi le regole non si possono più modificare e, quindi, le tasse sono sicuramente dovute. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Muzzarelli. MUZZARELLI Marco Il mio intervento sarà breve, perché credo che la proposta di mozione del PD abbia cercato di tenere conto, così come gli interventi, del fatto che più persone abbiano sottolineato le tante realtà che ruotano intorno al Bilancio. Vorrei prestare una particolare attenzione al fatto che, sicuramente, la crisi del nostro territorio rischia di agire sui soggetti più deboli e, in qualche modo, il nostro Bilancio lo deve tenere presente. In che modo deve tenerlo presente e, soprattutto, quali sono i soggetti più deboli a cui mi riferisco? Sebbene in tante occasioni anche nelle nostre Commissioni abbiamo approfondito vari ambiti, i soggetti più deboli ai quali mi riferisco sono i giovani. Nella nostra proposta di mozione abbiamo cercato di far emergere un tema importante che è quello dei giovani e del lavoro, perché, probabilmente, poi finisce che, su un territorio così colpito dalla crisi, a pagarne principalmente le conseguenze potranno essere proprio i giovani, in quanto si rischia in qualche modo che salti quasi una generazione di lavoratori. Infatti, potrebbe capitare (come è già stato richiamato anche in altre occasioni da soggetti anche più illustri di quelli che ritroviamo magari nei nostri banchi) che per una generazione ci ritroveremo con dei giovani che scopriranno di iniziare a lavorare quando avranno 30 anni, cioè quando, forse, non saranno più giovani. Cito questo tema perché credo che sia uno dei primi esempi - forse si potrebbe usare anche il tema della Smart City - in cui si comincia a trovarsi di fronte a dei problemi che non sono più scindibili o, comunque, non più affrontabili con i classici approcci. Se affrontiamo il tema dei giovani da solo, parleremo del fatto che in qualche modo dobbiamo trovargli degli spazi per l'aggregazione, piuttosto che degli spazi in cui ritrovarsi magari anche per suonare insieme, come si pensava una volta. Se parliamo solo del lavoro, parleremo delle crisi aziendali o di tutto ciò che concerne il lavoro, ma, mettendo insieme le due tematiche "giovani" e "lavoro", abbiamo di fronte uno degli ambiti in cui non si possono scindere i due temi, altrimenti si affrontano solo da un lato. Su questo ho apprezzato l'intervento iniziale dell'Assessore Passoni, anche rispetto al Bilancio, quando ci ha invitato a pensare a questo Bilancio anche come ad un nuovo modo per pensare all'azione politica. Credo che proprio l'aggregazione dei temi e la possibilità di creare coordinamento ed aggregazione sulle deleghe che i nostri Assessori hanno a disposizione sia uno dei nuovi modi di pensare al Bilancio. Riguardo alla suddivisione netta in cui c'è un muro di differenza (faccio degli esempi proprio sui giovani ed il lavoro) tra adolescenti e giovani - per fare un esempio concreto -, dove c'è un po' da capire se c'è un capitolo solo sugli adolescenti ed un capitolo solo sui giovani e come degli adolescenti possano non essere più giovani a seconda dell'ambito in cui si trovano (piuttosto che, come dicevo, anche sul tema del lavoro), forse non si tratta più di pensare a nuove risorse, ma si tratta di cominciare a capire come le risorse possano essere aggregate, coordinate ed integrate, usando ancora l'accezione classica e la suddivisione classica delle deleghe. Il richiamo che vorrei fare è cominciare a pensare, attraverso lo strumento del Bilancio - perché stiamo parlando di strumento -, a come poter richiamare la nostra azione politica in un nuovo pensiero che ci permetta anche di riguardare delle nuove elaborazioni organizzative. Se il Bilancio diventa una modalità solo ed esclusivamente per spartire e suddividere delle azioni in una modalità classica, come dicevo prima, forse non siamo più nelle condizioni di affrontare questi temi allo stesso modo di come facevamo anche solo 10 anni fa. A mio parere, il tema dei giovani e del lavoro ne è un esempio. Prima citavo la Smart City, dove suddividere le competenze diventa una delle modalità per cui ognuno ne ha un pezzetto, ma nessuno affronta il problema complessivamente, e credo che anche questo Bilancio, che è l'ultimo del nostro mandato, ci richiami a pensarci in modo nuovo per il futuro. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per questa sera, gli interventi sono terminati. |