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Estratto dal verbale della seduta di Mercoledì 29 Luglio 2015 ore 14,00
Paragrafo n. 5

Comunicazioni del Sindaco su: "predisposizione di una sala istituzionale del Comune a sala preghiera".
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
La seconda richiesta di comunicazioni è a firma del Consigliere Marrone ed è in
ordine all'evento Modest Fashion tenuto ieri in Sala Rossa. Questa richiesta di
comunicazione è stata accolta dalla Conferenza dei Capigruppo.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Riferisco volentieri, perché credo che una valutazione obiettiva di questo evento da
parte di chiunque, qualsiasi sia il suo orientamento politico culturale, avrebbe potuto
evitare di dare luogo ieri, ad un certo punto, ad una manifestazione che io considero
priva di qualsiasi giustificazione e neanche una tentazione pre-elettorale la giustifica.
Nella giornata di ieri, si è svolta a Torino, quindi ospite della nostra città,
un'iniziativa promossa dalla Dubai Chamber, cioè dalla Camera di Commercio di
Dubai, e dalla Thomson Reuters, che è la più grande agenzia di promozione per il
business d'affari su scala mondiale, con il coinvolgimento della Camera di
Commercio di Torino, dell'Unione Industriali di Torino e con la partnership di
primarie imprese del mondo sia europeo che arabo-islamico, tra cui la Turkish
Airlines.
L'iniziativa fa parte di un ciclo di incontri e di forum che la Camera di Commercio di
Dubai e la Thomson Reuters sta sviluppando su diversi aspetti della finanza islamica
e dell'economia islamica. L'anno scorso, Torino ospitò già un primo seminario di
questa natura, dedicato in particolare agli strumenti di finanza islamica. Segnalo che
gli strumenti di finanza islamica stanno affermandosi sui mercati internazionali, a
partire da primari mercati del mondo occidentale, come Londra e New York, come
uno degli strumenti principali di finanziamento delle politiche d'investimento in vari
settori. L'anno scorso, quando noi abbiamo tenuto questo forum, che è stato ospitato
dalla Camera di Commercio nella Sala Grande dei Congressi, con una partecipazione
che riempiva l'intera sala di 400 e più persone, quel forum fu un'occasione
importante di confronto e di discussione, oltre che di conoscenza e informazione,
sugli strumenti di finanza islamica che vide una partecipazione attiva e molto
interessata di rappresentanti del mondo delle imprese e del sistema bancario e
finanziario italiano, non solo della nostra città. Tra l'altro, a partire da quel
seminario, una serie di imprese della nostra città hanno poi stabilito una serie di
relazioni economiche e commerciali con Paesi del Golfo.
Ieri, si è svolto questo seminario che era dedicato in particolare ad un aspetto
specifico, cioè al fashion e alla moda islamica. Sappiamo tutti come per secoli la
moda nel mondo sia stata essenzialmente caratterizzata nello stile, nella produzione,
nel mercato e nei consumi dalla moda occidentale, perché il mondo si riconosceva
sostanzialmente, poi, in un ruolo egemone centrale dell'Occidente. Viviamo in tempi
di globalizzazione che hanno cambiato questo scenario: da 20 anni a questa parte
sono entrati sul mercato mondiale tre miliardi e mezzo di persone, che, prima, nel
mercato mondiale non c'erano. Questi tre miliardi e mezzo di persone sono
l'espressione non del mondo occidentale, ma di altre culture, di altre identità, di altre
civiltà. Penso al ruolo che gioca oggi un Paese come la Cina nell'economia
mondiale; penso al ruolo che gioca un Paese come l'India; penso al ruolo che
giocano i Paesi arabo-islamici del Golfo, o l'Indonesia e via di questo passo.
Giustamente, la comunità internazionale, che vive nel mondo della globalizzazione e
che non nega questo mondo, si pone il problema di misurarsi con questa nuova
dimensione, che investe ogni aspetto della nostra vita.
D'altra parte, è curioso che non si sia considerato, anche nelle ore scorse, che se c'è
una cosa che i Paesi occidentali stanno facendo da anni è quella di cercare di
presentarsi come mercati appetibili e attrattivi per investimenti esattamente nei
confronti di questi Paesi. Qualsiasi forma di demonizzazione di un rapporto con
questi Paesi è priva di un qualsiasi senso, di un qualsiasi buon senso, perché o uno
pensa di non vivere nel mondo della globalizzazione - lo può pensare, ma pensa una
cosa che non è nella realtà -, oppure nel mondo della globalizzazione ci vivi e fai i
conti con tutti gli aspetti che la globalizzazione ti pone. La globalizzazione è
caratterizzata dalla compresenza in ogni aspetto della vita (economico, sociale,
culturale, religioso, politico) dall'incontro tra esperienze, culture, religioni e civiltà
diverse non omologabili ad una sola dimensione.
Ieri il seminario era dedicato ad un tema importante: la moda. Ricordo che siamo il
Paese del Made in Italy e ricordo che se c'è un Paese che è leader su scala mondiale
nel campo della moda (intendendosi per moda i vestiti, la gioielleria, l'oreficeria,
tutto ciò che riguarda l'arredamento e tutto ciò che è riconducibile al Made in Italy,
comprese le auto, perché le Ferrari sono un'espressione della produzione del Made in
Italy come è noto) e, più in generale, in tutto ciò che richiama lo stile, la qualità, il
design di alto livello è l'Italia. Se c'è un Paese, quindi, interessato a stabilire un
rapporto, un confronto con il mondo su questi temi, a partire dalla sua forza e dalla
sua ricchezza di esperienze, di produzione e di mercato, è l'Italia.
I Paesi arabo-islamici sono paesi emergenti. Uso l'espressione "arabo-islamici"
perché ci sono Paesi islamici arabi e ci sono Paesi islamici che arabi non sono, come
l'Indonesia, per fare un esempio. Quindi, questo mondo di Paesi arabi e islamici è un
mondo che, come sappiamo, gioca un ruolo fondamentale nella vita economica del
nostro mondo e ha relazioni sempre più intense con tutti mercati, compreso il nostro
e se c'è un'area di mercato che è particolarmente interessata a stabilire rapporti con
l'Italia sul fronte della moda è esattamente quella.
A partire, quindi, da questa constatazione obiettiva, che qualsiasi persona di buon
senso può fare, la Thomson Reuters, che è un'agenzia di promozione del business
internazionale, la più grande su scala mondiale, opera con circa 60.000 clienti sul
mercato mondiale, ha promosso una serie di appuntamenti, di seminari, di forum in
diverse città del mondo (Londra, Parigi, Torino, Berlino nella prossime settimane) su
diversi temi che attengono alla produzione e agli scambi su scala mondiale e ha
scelto di promuovere a Torino questo incontro sul fashion, a cui erano presenti una
quarantina di rappresentati provenienti da dieci Paesi arabi e/o islamici,
rappresentanti del mondo della produzione e del consumo della moda italiani,
rappresentanti europei, che hanno avuto l'occasione di confrontarsi e di discutere su
un tema che chiunque può comprendere, perché la moda non è scissa dalla
dimensione culturale, religiosa, identitaria di un popolo o di una persona, tanto è vero
che il mondo è caratterizzato in ogni paese da tradizioni di costumi, di moda, di modi
di vestire, di stili di vita diversi.
La moda è un aspetto fondamentale dell'identità di una persona e di un popolo,
perché è uno degli aspetti in cui si manifesta. La moda dei Paesi islamici,
evidentemente, è una moda che è figlia ed espressione di quella cultura, di quella
storia e di quella religione, come la moda italiana è espressione della nostra civiltà,
della nostra storia, del rinascimento, di tutto quello che siamo da allora in poi.
Perché, allora, è utile confrontarsi? Perché, siccome il mercato della moda è però
globale, è utile confrontarsi sui diversi modi con cui si può stare in quel mercato, in
cui ciascuno ci possa stare con la propria identità e, al tempo stesso, senza negare la
possibilità di mettere in campo una capacità di produzione e di consumo in grado di
offrirsi ad un mercato mondiale, quindi quell'iniziativa aveva un senso. Sono venuti
qui non dei rappresentanti del califfato e dell'ISIS, sono venuti qui i primari
rappresentanti delle Camere di Commercio di Dubai, di Qatar, dell'Arabia Saudita,
dell'Indonesia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, non interloquiamo. Consigliere Marrone, se vuole intervenire, le do la
parola in un secondo momento.

SINDACO
Il Consigliere Marrone rivendica spesso una storia che di torture ne ha conosciute
molte e ne ha fatte molte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A proposito di
via Asti, si ricordi cos'era... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque,
non è questo il tema. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se vogliamo parlare
di quello, si ricordi di via Asti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Marrone e Sindaco, non è consentito...

SINDACO
Se vogliamo discutere di libertà e diritti civili io sono sempre disposto...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, per l'ultima volta, dopodiché sospendo la seduta. Non è un dibattito al bar,
siamo in Sala Rossa e si parla uno per volta.

SINDACO
Dovreste allora rivendicare la rottura delle relazioni diplomatiche con questi Paesi...
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Proprio così, è una posizione; se permette,
può essere non condivisa. Dovreste chiedere l'espulsione di tutti coloro che abitano
nel nostro Paese che hanno un'identità culturale religiosa diversa, a partire da 50.000
persone islamiche che vivono in questa città... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Allora, in ogni caso, torno alla questione. Quella era una iniziativa
che aveva questo significato. Si è svolta una giornata intera di dibattito e di
confronto, con la presenza - ripeto - di primari operatori del nostro Paese, a partire
dall'Unione Industriale, Camera di Commercio e altri rappresentati. Questa
discussione ha impegnato tutta la giornata i partecipanti al forum, che, poi, ieri sera
hanno concluso e, sulla base del dibattito, continueranno a mantenere le relazioni e le
produzioni commerciali che si stabiliranno.
Dopodiché, gli organizzatori del convegno, sapendo che gran parte degli invitati e
ospiti del convegno erano di fede islamica, hanno chiesto la possibilità di avere uno
spazio nel quale, se qualcuno lo desiderasse, potesse esprimere la propria preghiera e
la propria fede. Siccome credo che pregare per il proprio Dio sia un diritto che non si
nega a nessuno e che sia un atto di pace e di fraternità e non un atto di violenza o di
guerra, noi abbiamo messo a disposizione una sala, che poi è stata utilizzata da otto
persone partecipanti al convegno. È così la vicenda.
La gazzarra che è stata inscenata ieri dai due Consiglieri e che io continuo a
considerare del tutto infondata e, per quello che mi riguarda, offensiva per la Città e
per coloro che erano nostri ospiti, come ho scritto, come ho detto e come riconfermo,
non aveva nessuna ragione di essere, se non una strumentalità politica. Per carità, tra
un anno ormai ci sono le elezioni, bisogna cominciare la campagna elettorale e non
c'è nulla di meglio che cavalcare la paura degli islamici e, quindi, la si cavalca
confondendo delle signore che si occupano di fashion con i terroristi dell'ISIS. Si
può anche fare questa operazione intellettualmente discutibile e, anzi, secondo me,
anche disonesta, però poi ognuno è responsabile delle proprie azioni. Non ho altro da
dire.
Su ogni altro dibattito che si è innescato, ad esempio anche sui crocifissi o non
crocifissi, dico che il nostro è un Paese multiculturale, multireligioso e multi
identitario, che ha il suo tratto fondamentale, storicamente, della sua identità nella
cristianità e nella cattolicità. Questo spiega perché un Paese che è multiculturale,
multireligioso, eccetera, che però ha nella sua identità il carattere della cattolicità e
cristianità, rappresenti ed esibisca il simbolo fondamentale di quella religione. Non
credo che ci sia altro da dire, se non - ripeto - una strumentalità politica; sono troppo
vecchio per non vederla, non mi scandalizza neanche, per carità, però si sappia che è
così.
Si vuole cavalcare e alimentare una paura, però, visto che si vuole fare questo,
sappiate che il peggior modo per affrontare i temi dell'immigrazione è esattamente
quello di cavalcare la paura. Sappiamo bene che, sempre, in un fenomeno migratorio
si manifestano inquietudini, ansie e paure, perché entrano in contatto due stati
d'animo che, in principio e in natura, non si incontrano: lo stato d'animo di chi arriva
da lontano e ha lasciato qualsiasi cosa che non aveva e che sperava di avere, quindi
arriva qui con un carico di aspettative altissimo (trovare qui tutto quello che non
aveva là), e lo stato d'animo di chi riceve, che vede arrivare gente che parla un'altra
lingua, che pratica un'altra religione, che mangia altro e ha altre consuetudini. In
queste situazioni, l'istinto umano - è un dato fotografico, di analisi -, mio per primo,
come di chiunque, quando ci si trova di fronte ad un fenomeno sconosciuto, o non
conosciuto, non è quello di allargare le braccia, ma di mettere le mani avanti. Proprio
per questo, un fenomeno come quello migratorio, che è segnato dalla compresenza di
queste due tensioni, lo si può governare se si libera l'immigrazione dalla paura che
porta con sé, non se si alimenta la paura che porta con sé. Questo è il tema vero, se
vogliamo discutere, non il tappeto delle preghiere.
Naturalmente, ognuno è libero di pensarla come vuole e di gestire questo tema come
vuole. Bisogna sapere che i pomodori che mangiamo tutti i giorni sulle nostre tavole
nell'insalata sono raccolti per la maggior parte da senegalesi nell'agro calabrese;
bisogna saper che il 50% di quelli che fanno manovalanza nei cantieri sono kosovari,
albanesi, macedoni; bisogna sapere che ci sono 10.000 cittadini peruviani a Torino, e
come mai ci sono 10.000 cittadini peruviani? Perché sono migliaia le famiglie di
Torino che hanno una colf peruviana in casa. Sono tutti nemici? Sono tutti un
pericolo per la nostra identità? Sono l'invasione?
L'altro giorno, casualmente, mi è capitato di leggere uno scritto di un giornale
francese di Marsiglia degli Anni '30, il titolo era "L'invasion". Sapete a chi si
riferiva questo testo, in cui questa invasione veniva definita con terrore? Agli
immigrati italiani che, dal Piemonte o dalla Liguria, andavano lì. Quando gli italiani
sono andati in Brasile, in Argentina, in Sudafrica, o in Australia (i discendenti di
italiani nel mondo sono 60 milioni, c'è un'altra Italia di analoghe dimensioni
demografiche nel mondo), all'inizio erano accolti esattamente con tutte le paure che
noi conosciamo qui.
Noi ci siamo battuti perché i nostri cittadini lì non venissero criminalizzati, non
venissero ghettizzati, ci siamo battuti perché avessero i diritti e perché non si avesse
paura dei nostri cittadini che andavano lì.
È un tema che ormai è nella nostra vita; i Paesi saranno sempre più nella
globalizzazione, multietnici, multiculturali, multireligiosi, non ci sono più Paesi
monoetnici, monoculturali e monoreligiosi e non ci saranno più. Allora, poniamoci il
problema di governare il fenomeno, non di criminalizzarlo e di cavalcarne la paura.
Vi ringrazio per l'attenzione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Sindaco. Apriamo la discussione sulle comunicazioni.
Rammento ai Colleghi che la seduta di oggi era preordinata alla discussione generale
sul Bilancio, che, infatti, avverrà dopo queste comunicazioni.
Nel ricordare i tempi di intervento, 5 minuti un Consigliere per gruppo, 3 minuti gli
altri Consiglieri, chiedo ai Colleghi di articolare il discorso per rimanere
rigorosamente nei tempi assegnati. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Consigliere Marrone, ha tutto il tempo per intervenire nel merito, non facciamo
sempre il più uno. Stiamo discutendo la richiesta da lei formulata, intervenga come
primo firmatario.
Nel frattempo, ricordo ai Consiglieri che in Aula bisogna indossare giacca e cravatta
e che non si inscenano proteste improbabili. Consigliere Sbriglio, le ricordo
nuovamente che il nostro Regolamento prevede che si indossino la giacca e la
cravatta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, ognuno risponde delle
proprie azioni.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Presidente, rispetto a quel riferimento al fascismo che ha fatto il Sindaco, mi viene
solo da dire che, evidentemente, è messo male se deve rinfacciare ad un avversario
politico, che è nato nel 1982, un periodo storico, rispetto invece a delle responsabilità
che noi le contestiamo e che affondano le radici nei mali internazionali di oggi e non
di 70 anni fa. Ha visto quanto sono stato veloce, Presidente? Riparto in modo molto
rapido.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Marrone, presieda lei già che c'è; se vuole le cedo il posto. Non è una
seduta autogestita. Prego, Consigliere Marrone, faccia come ritiene.

MARRONE Maurizio
Solo su una cosa le do ragione, Sindaco, ovvero sul fatto che il tappetino della
preghiera non è il problema. Infatti, non troverà mai la destra - e penso di poter
parlare anche per il centro cattolico, che, poi, comunque interverrà (non ne faccio
una questione di sigle o di partiti) - fare una battaglia del laicismo esasperato per cui,
per vietare ad un musulmano di pregare, si vada al paradosso di togliere il crocifisso
dalla Sala Rossa.
Se un domani venisse suo ospite, o del prossimo Sindaco, il premier dell'Egitto Al
Sisi, che è in prima linea contro l'ISIS in Egitto e che ha scalzato i Fratelli
Musulmani, o Haftar del governo di Tobruk, che combatte l'ISIS sulle nostre coste -
al nostro posto, mi sento di aggiungere - di sicuro, se ci chiedessero qui un minuto
per pregare, non credo che nessuno di noi glielo negherebbe.
Qual è il problema? È proprio il convegno, è proprio il rapporto che voi state
instaurando come Amministrazione Comunale, non dico con l'Islam, ma con un
certo Islam, perché voi potreste e dovreste instaurare rapporti anche diplomatici con
le società laiche arabe, che lottano lì anche al prezzo del sangue per la loro laicità e
non vuol dire rinnegare la loro cultura, ma vuol dire laicità dello Stato, che non è
laicismo, e dall'altra parte, invece, continuate a dialogare con un Islam sbagliato. Lei,
Sindaco, al Ramadan non ha avuto imbarazzo a stare davanti ad un quadratone solo
di uomini, mentre le donne erano tutte relegate insieme ai bambini fuori dall'area di
preghiera, e non ha avuto problemi ad intervenire con al fianco l'esponente di una
moschea torinese che l'estate scorsa raccoglieva fondi per Hamas, quelli che fanno
saltare in aria le persone, tanto per essere molto chiari. Io, dopo mesi che affermo
questa cosa, non ho ancora avuto una smentita, perché è così. Querelatemi su questo,
così lo andiamo a dimostrare, visto che ci sono le prove che è avvenuto questo
evento in una moschea che voi come PD continuate a sostenere e a farvi fotografare
accanto, in spregio delle vittime del terrorismo islamico.
È stata un'altra vergogna che in questa Sala Rossa si sia fatta una sorta di pubblico,
di platea, di palcoscenico istituzionale per un défilé di moda islamica - che, detta
così, suona molto bene -, perché significa finanziare tutto quel business, certo
milionario, ma profondamente non etico, che va a creare quei vestiti, perché chi c'era
(io sono venuto a vedere e non ho visto Consiglieri Comunali) ha potuto vedere che i
banchi erano pieni di donne intabarrate negli hijab. Assolutamente così; sul mio
posto e ci sono anche le foto.
Sapete qual è il problema? Che quei vestiti, che tanto fanno moda, perché quando
l'integralismo islamico ha i petroldollari, allora, evidentemente ad un certo PD e ad
una certa sinistra vanno bene, sono gli stessi che vengono imposti a tante ragazze in
Medio Oriente ed anche in Italia contro la loro volontà, e in questo Paese sono state
uccise ragazze che si sono ribellate in famiglia a vestire quegli abiti. L'economia
deve seguire un principio anche di etica.
Voi, con la scusa dei rapporti internazionali, state legittimando un Islam sbagliato,
quello wahabita, quello salafita, il sunnita più radicale, perché qui nessuno sta
facendo l'abbaione al Saraceno; ci dipingete come dei trogloditi, ma non lo siamo,
noi studiamo ed approfondiamo e sappiamo distinguere. L'Islam che state
legittimando voi è quello sbagliato, è quello fanatico e il fatto che sia un'economia
fiorente non vuol dire che sia un'economia da sostenere, perché è la stessa economia
che lucra sui regimi che impongono quegli abiti e chiaramente ne finanzia il
mantenimento, a dispetto di tutte quelle forze laiche arabe che, invece, cercano di
combattere per portare lì, nel rispetto di quelle tradizioni locali, una società laica,
dove una donna, se vuole, si mette lo hijab e, se non vuole, va con i capelli al vento.
Bisogna, quindi, prendere una posizione: quando si dice che bisogna governare le
dinamiche internazionali e le religioni è vero, ma bisogna governarle, non calare le
braghe. L'avete fatto con l'Arabia Saudita rispetto al Salone del libro e siete stati
smentiti, addirittura, dalla nuova Direzione del Salone; l'avete fatto anche in questa
occasione e continuate a farlo.
Bisogna smetterla. Il problema non è il tappeto della preghiera, peraltro usato da una
bassissima minoranza, perché - permettetemi - era solo un tappeto in mezzo ad una
Sala, non era un luogo di preghiera dove si potevano fare anche le abluzioni rituali,
era una cosa meramente di immagine, ce lo vogliamo dire? È stato sbagliato, però,
farlo rispetto ad un evento che è andato a legittimare in questa Sala Rossa una linea
di pensiero ed ideologica, prima ancora che religiosa, altamente lesiva dei diritti delle
donne. E le femministe dove cavolo erano? Stanno solo a sentire le canzoncine dei
comici in piazza? Quando succedono queste cose, dove sono le femministe? E i
sostenitori dei principi giuridici dell'Occidente dov'erano? Anche a sinistra, se ve ne
sono ancora.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Concluda, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Questo per dire che le future politiche di patrocinio, e non di allestimento delle sale
preghiera di alcuna religione, devono essere valutate con grande serietà.
Concludendo, mi limito a dire che sono sorpreso e vorrei approfondire il motivo per
cui il vero promotore di questo evento, così come anche di quello della finanza
islamica, sia sempre stato in entrambe le occasioni il Direttore Generale del nostro
Comune, che credo abbia tante e gravose deleghe, a partire da quelle sulla disabilità,
che non abbiamo visto evadere giustamente ed approfonditamente...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Consigliere Marrone, ha esaurito il suo tempo a sua disposizione. Passiamo
all'intervento successivo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La prego di
astenersi, ha esaurito il tempo a sua disposizione. Consigliere, la richiamo
formalmente per la seconda volta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come
rivendica il rispetto delle regole per gli altri, sia il primo a rispettare la Sala Rossa e il
sottoscritto che la richiama al rispetto del Regolamento.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Io ho già commentato ieri l'episodio, ma, visto anche che poi la cosa è stata un po'
fraintesa, ritengo opportuno chiarire, intanto, che il Movimento 5 Stelle è una forza
laica che accoglie persone di qualunque religione e persone atee e ci tiene a far sì che
questa accoglienza sia rispettata anche dalle Istituzioni e, poi, che quanto è stato fatto
ieri dai Consiglieri della Lega Nord è assolutamente ingiustificabile e sicuramente
grave, se non altro - al di là di eventuali profili di reato che non spetta a me valutare -
per il fatto che, comunque, è un gesto estremamente scortese verso degli ospiti che
sono stati invitati e poco rispettoso verso di loro. Dopodiché, anche io penso che sia
stato sbagliato allestire una vera e propria sala di preghiera, ma non perché trattasi di
sala di preghiera islamica, ma perché ritengo che nel Municipio, nella Casa
Comunale, la laicità dovrebbe assoluta, proprio per essere accogliente verso tutti,
anche di coloro che non praticano alcuna religione.
Credo che l'Amministrazione, a fronte di questa esigenza di ospitalità, peraltro
condivisibile e ampiamente accettabile, avrebbe dovuto forse ospitare l'evento in
altra sede e non nella sede formale aulica del Consiglio Comunale e non la sala di
preghiera nella Sala Matrimoni, che è un'altra delle sale auliche del Consiglio
Comunale.
Dopodiché, personalmente, non credo di aver detto niente di nuovo, perché chi ha
seguito la mia azione in questi quattro anni sa che già un paio di mesi dopo l'inizio di
questa consiliatura io sollevai il problema di una, secondo me, inopportuna e
lunghissima benedizione del Vescovo, o di un delegato del Vescovo,
all'inaugurazione della Stazione Porta Susa. Credo che questa Amministrazione, non
solo e non tanto verso l'Islam, ma verso anche la religione cattolica, abbia più volte
sbagliato nel non mantenere questi principi di laicità che dovrebbero essere
fondamentali.
Aggiungo anche che, come ho già avuto modo di dire al Presidente del Consiglio
Comunale, io non ho mai voluto sollevare il problema, perché ritengo che ci siano
problemi molto più urgenti per questa Città, però, personalmente, trovo inappropriata
la disposizione del crocifisso nella Sala Rossa, proprio perché la Sala Rossa
rappresenta tutti e, proprio perché questa Città è sempre più multietnica e
multireligiosa, credo che dovremmo astenerci dall'esporre qualunque simbolo di
qualunque religione, perché, purtroppo, questi simboli diventano sempre più, per
quanto siano, in termini astratti e assoluti, spirituali e, forse, dei simboli di sofferenza
anche universale, nella pratica rischiano di diventare simboli di divisione. Per
accorgersene, basta andare - come è successo a me - a Gerusalemme, o in un'altra
città contesa tra più religioni, per vedere come i simboli religiosi diventino
l'elemento base dell'odio reciproco e della divisione, e spero che a Torino non si
arrivi mai a questo punto. Per cui, a titolo personale, naturalmente, io voglio
manifestare questo fastidio.
L'altro argomento importante che volevo affrontare è il rapporto tra questa
Amministrazione Comunale e l'Islam. Io credo che dobbiamo essere assolutamente
accoglienti verso gli immigrati islamici e, tra l'altro, credo che abbiano diritto, anche
nella pratica della loro fede religiosa, a luoghi più dignitosi di quelli che hanno avuto
in questi anni, che se li possano costruire, così come le altre religioni si sono
costruite i propri luoghi di culto, e che possano pregare in piena dignità. Certamente,
l'Islam pone un problema, perché è una religione che viene da una parte del mondo
dove la laicità sostanzialmente non esiste, o almeno in parte, poi concedo che se uno
va in Malesia, come è successo a me, è un altro discorso, ma diciamo che nella parte
araba e anche in questi Paesi in particolare, con cui abbiamo organizzato questo
forum di ieri, la laicità non esiste proprio come concetto, addirittura i principi della
Sharia sono validi per legge, poi con diversi livelli più o meno rigidi di applicazione,
ma costituiscono parte della legge.
Credo che questo sia un argomento su cui in particolare il centrosinistra ha mancato
di fare una riflessione e di mettere in chiaro alcune cose, perché, se da una parte
l'accoglienza vuol dire tollerare i modi di praticare una religione, anche di vestirsi e
di mangiare diversi dai nostri, però su alcune cose una riga va tirata con molta
chiarezza: una di queste cose, sicuramente, è il diritto delle donne e il diritto degli
omosessuali a vivere come meglio credono e l'autodeterminazione di sé, del proprio
corpo e del proprio destino.
Questa cosa, purtroppo, anche in paesi dove l'immigrazione islamica è più vecchia e
più avanti che in Italia, è sempre stato un problema, perché ci si scontra con una
cultura in cui questa cosa non è assolutamente prevista. Su questo credo che noi
dovremmo essere molto chiari nel dire che queste parti della Sharia e queste parti
della cultura islamica non sono accettabili in un Paese occidentale. Quello che,
quindi, chiediamo come elemento di integrazione a chi pratica queste religioni è di
realizzare che queste cose per noi non sono accettabili.
Il convegno sulla moda islamica va benissimo, però, anche qui, forse, andrebbe
messo un asterisco che ci ricordi che va bene la moda islamica, ma che dev'essere
una libera scelta della donna, almeno in Italia, indossare questo genere di vestiti e
che se, invece, la donna vuole indossarne altri dev'essere assolutamente libera di
farlo. Forse, qualcuno ricorderà (io non ero ancora nato) che il movimento di
liberazione della donna negli Anni '50-'60-'70 nacque anche con il cambiamento del
vestito; anche lì le donne smisero di indossare dei vestiti particolarmente lunghi,
eccetera, e cominciarono ad andare in giro con la minigonna o con il bikini d'estate
e, forse, quando anche le donne islamiche potranno fare questo sarà un segno di
integrazione, più che riempire la nostra città di burqa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ringrazio il Sindaco per i 17 minuti di comunicazioni, che hanno definitivamente, o
per l'ennesima volta, certificato quanto l'abito da Sindaco all'Onorevole Fassino
vada stretto, perché ci ha fatto 17 minuti di lezione di economia globale, ci ha
spiegato come i massimi sistemi economici del mondo viaggino da Occidente ad
Oriente, ma continua a non preoccuparsi delle cose che, invece, premono a questa
Città: l'ordine, la sicurezza, l'adattamento... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Le spiego cosa c'entra il tappetino di ieri. Ieri lei, a Palazzo Civico,
si è comportato esattamente come ha fatto per l'azzeramento delle mura della
Cittadella, perché Palazzo Civico, come le è stato appena ricordato, è un luogo
estremamente laico e il luogo più laico è proprio la Sala Matrimoni, dove sono stati
celebrati centinaia e centinaia di matrimoni civili che non hanno niente a che vedere
con la religione.
La sua presunzione e la sua arroganza politica non la portano a pensare che, magari,
possa creare fastidio anche solo il pensiero che, con una funzione religiosa,
indipendentemente da quella che sia, venga violato un diritto di assoluta laicità? Ieri -
e lei non è neanche al corrente di questo - nessuno ha fatto una violenza particolare;
abbiamo semplicemente richiesto di rispettare quello che rappresentava quella Sala
per Torino e i suoi torinesi, tanto è vero che l'organizzatore non ha fatto una piega,
ha preso dalle nostre mani il tappeto e ha chiesto dove doveva metterlo. Quindi, non
ci sono stati problemi da quel punto di vista.
Non era necessario per forza allestirla, se non fosse stato per una sua evidenza
mediatica della quale lei è alla continua ricerca, perché la cosa che a lei fa più rabbia
oggi è non apparire, ma essere coinvolto in questa questione. Tutta questa cosa che
lei mette in piedi tutte le volte serve a dare semplicemente la massima apparenza alla
sua persona... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma è tanto vero che lo
ripeto, l'ho detto sin dall'inizio: l'abito da Sindaco a lei va stretto, ma la capisco,
Onorevole Fassino, perché lei è troppo avanti politicamente per adattarsi ai problemi
di una città.
Io lo ribadisco: questa città ha bisogno di un Sindaco che si preoccupi e risolva i
problemi del cittadino, del quotidiano e non dell'economia globale, dei rapporti tra
Est e Ovest, perché questo compete ai Ministri, a chi è deputato a questo tipo di
attività politica, alla quale lei è assolutamente portato, ma alla quale chiaramente
fatica a star dietro, perché vorrebbe esserne protagonista, e ne avrebbe tutti i diritti, e
invece è costretto su quella sedia suo malgrado. Allora, per avere la massima
evidenza, cerca anche di trasportare queste cose.
Ripeto, è stata la mancanza di rispetto verso l'aspetto istituzionale di questo luogo
che ha portato al fatto di ieri.
Termino, anche se avrei molte cose da dire, ma mi sembra corretto lasciare al mio
Capogruppo i 5 minuti. Comunque, credo di aver lanciato il messaggio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, contesto fortemente chi sui giornali, tipo l'ineffabile Consigliere
Cassiani, ha ricordato articoli del Codice Penale: fin quando possiamo parlare, siamo
grati al Consigliere Cassiani, quindi io la pregherei realmente di rettificare queste sue
dichiarazioni, perché sono inaccettabili. La politica ha libertà di fine, quindi
Consigliere Cassiani, per favore.
Seconda questione. Chi dice che oggi avremmo forse potuto parlare di cose più
importanti, dice male. Questo è uno degli argomenti che interessa di più milioni di
italiani e, quindi, io sono contento di poter agire e di poter parlare in questo dibattito,
perché posso dire finalmente con serenità, parlando anche di massimi sistemi che,
magari, non ci competono, che personalmente sono preoccupato del modo di
intendere le libertà del PD o della socialdemocrazia europea. Libertà senza la forza
della storia non è libertà.
Allora, io mi chiedo: dov'era il PD quando sono state cancellate le radici giudaico-
cristiane nella Costituzione Europea? Dov'era la socialdemocrazia europea quando
sono state cancellate le radici giudaico-cristiane nella Costituzione Europea? Lo
chiedo a voi, cari Consiglieri. Questo è uno dei temi fondamentali... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Lo dico, perché il Sindaco ha citato alcuni passaggi in
questo senso.
La preoccupazione, nostra perlomeno, è capire che la socialdemocrazia europea
probabilmente ha qualche lacuna, ha qualche vacuo, perché non possiamo continuare
ad avere denatalità e non fare nulla; non possiamo continuamente sacrificare i valori
al dio denaro, alla finanza, alla tecnocrazia, e io solitamente non uso queste parole,
perché, secondo me, il profitto è una cosa sacrosanta, però io non ci sto a sacrificare i
valori per il dio denaro, come ad esempio è successo ieri, perché per me è sbagliato.
Terzo punto. La politica si sta sottomettendo alla tecnocrazia e alla finanza. Io voglio
più politica, voglio più decisioni sagge, più decisioni in linea con quello che pensa il
popolo italiano, non che continuamente siamo succubi di qualcuno che ci dice che
cosa fare; la Grecia, con Tsipras, è l'esempio più eclatante, ma è successo anche in
Italia e la storia lo dimostra (è successo nel 2011).
Io rispetto le opinioni di tutti, certamente sono preoccupato. Vorrei sapere dalla
Consigliera Onofri, dalla Consigliera Centillo e dalla Consigliera Genisio che cosa
pensano rispetto alle parole sacrosante, che io condivido pienamente, del Consigliere
Marrone in merito a come vengono trattate le donne in quei Paesi. Dite qualche
parola, perché se è vero, come è vero, quello che ha detto il Consigliere Marrone,
sicuramente abbiamo da dire. Dove sono le femministe, o quelle che pensano che i
diritti delle donne si debbano difendere sempre, come noi lo pensiamo tutti i giorni
nella nostra azione politica, quando vedono che sedute ci sono le donne con il burqa?
Mi avvio alla conclusione, Presidente, esprimendo solo ancora un concetto. Secondo
me, musulmani, ebrei e cristiani hanno diritti e doveri uguali; le persone hanno diritti
e doveri uguali, ma, nel momento in cui le religioni vengono messe sullo stesso
piano e si giudica acriticamente la Sharia dell'Islam, ecco che si fa il peccato mortale
e si rischia di essere sottomessi, in questo momento, in questa Europa, in questo
mondo che si sta così delineando.
Quindi, io chiedo il rispetto del diritto delle persone sempre e il rispetto del diritto a
manifestare la propria religione, ma non di giudicare acriticamente la Sharia come
abbiamo fatto, per esempio, in un convegno sulla moda, dove - combinazione - si
parlava anche di Sharia, sempre grazie alla nostra ineffabile Assessora Ilda Curti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Proviamo a ricondurre il tema nei binari, anche se, comunque, mi sembra che, fino
adesso, si stia svolgendo in maniera rispettosa di questo luogo.
Condividendo ogni parola e ogni pensiero espresso oggi dal Sindaco, non replicherò,
perché per noi le cose stanno esattamente così e ho l'impressione che, se la lezione
non è stata chiara, la colpa sia degli allievi, caro Consigliere Carbonero (in questo
caso, perlomeno).
Vorrei chiarire quella che è stata la nostra posizione fin da subito rispetto a quanto
accaduto ieri. Noi ci siamo sentiti offesi per quel gesto, che non è stato solo un
"abbiamo segnalato", come è stato erroneamente detto oggi, ma è stato un intervento
diretto, un gesto, una scelta libera che ha offeso la Città di Torino, la sua storia, ma
anche il suo presente per tre ragioni. Innanzitutto, perché la Città di Torino aveva
degli ospiti legittimamente invitati a Palazzo e per noi l'ospitalità è sacra. L'ho
spiegato ieri ad un Consigliere di Circoscrizione della Lega Nord, persona che stimo,
dicendo che se tu mi inviti a casa tua e ti chiedo, per cortesia, di poter pregare per
cinque minuti, di poter recitare il rosario, tu mi metti a disposizione la tua camera di
letto, o il tuo salotto, ma non mi dici vai nella chiesa di fronte, perché per te è
importante che io sia lì, perché sono tuo ospite. Questo è avvenuto. Nel momento in
cui si fa saltare il principio dell'ospitalità, si offende qualcosa che per la cultura
italiana e per ciascuno di noi è sacro, che ci ha sempre caratterizzato, siccome la
questione è l'offesa alla nostra Costituzione, alle nostre Leggi. Noi diciamo sempre
agli altri che, quando vengono qui, devono rispettare le nostre Leggi; iniziamo noi.
Ieri è stata offesa la Legge italiana ed è stata offesa la Costituzione italiana, che
riconosce queste cose e che impone questo rispetto al quale noi dobbiamo attenerci.
L'altra offesa è come credente. Per me la preghiera è il momento più alto in cui io
esprimo la mia fede e penso che questo avvenga anche per gli altri. Quando loro
pregano, per me è importante. Anche quando uno partecipa ad un rito celtico e adora
un fiume e va in giro con un'ampolla; in questo Paese, si permette che anche questo
avvenga, anche quella fede viene riconosciuta (poi, disconosciuta e, a un certo punto,
con la vecchiaia, uno si riconosce laico: da giovani adoratori celtici e da vecchi laici).
Proviamo a ragionare sul termine laicità. Il termine laicità vuol dire poter mettere
tutti sullo stesso piano, vuol dire non scegliere la fede di uno e imporla agli altri, ma
vuol dire consentire agli altri, vuol dire opportunità per tutti. Io non ho dubbi che, se
ci fosse un altro convegno ed un'altra richiesta, il Comune sarebbe in grado di
soddisfare quella richiesta; non ho dubbi e mi sorprende che qualcuno li abbia. In
questo caso, dei musulmani hanno fatto una richiesta e noi giustamente l'abbiamo
soddisfatta.
Noi l'abbiamo detto fin da subito e mi fa molto piacere che sia stata la parte
principale dell'intervento del Sindaco: il problema della paura. Questa città non deve
avere paura. Se questa città si ripiega su se stessa, questa città muore e io questa
responsabilità con voi non la voglio condividere. Questa città non deve propugnare la
paura, deve illuminarsi, deve accendersi, deve aprirsi, deve spalancarsi nel rispetto
delle regole, nel rispetto delle norme, ma per la propria crescita. Ne parleremo dopo,
quando affronteremo il tema del Bilancio, ma se noi propugniamo la paura, magari,
qualcuno di voi ne può avere un vantaggio nel breve, perché è facile. È facile, lo
facciamo con i bambini perché smettano di fare i capricci, gli mettiamo paura. Invece
no, dobbiamo spiegare, dobbiamo invitare ad avere attenzione verso gli altri. Non è il
modo spiccio, non è la strada breve che porta a questa città una crescita economica,
sociale e culturale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Onofri.

ONOFRI Laura
Vorrei tranquillizzare subito i Consiglieri Marrone e Tronzano, dicendo che in questo
Consiglio le donne ci sono a difendere i diritti. Forse, non ve ne siete accorti.
Abbiamo presentato proposte di ordine del giorno contro, ad esempio,
l'incarcerazione di Asia Bibi per blasfemia, una cristiana; abbiamo presentato
proposte di ordine del giorno contro due iraniane incarcerate, una vignettista
incarcerata per il solo fatto di aver disegnato delle vignette. Quindi, abbiamo
presentato proposte di ordine del giorno per far conoscere anche delle situazioni, che
assolutamente ci sono, ma mi sembra che questi atti non siano mai stati né firmati né
votati da voi, nonostante riguardassero momenti importanti; qui, invece, parliamo di
vestiti.
Noi non sottovalutiamo quello che succede in certe parti del mondo, ma, come avevo
già detto quando si era discusso in questa Sala del futuro Paese ospite al Salone del
Libro del Paese, probabilmente l'Arabia Saudita, io personalmente sono convinta che
bisogna parlare e dialogare, che bisogna sfruttare questi momenti, specialmente con
persone che, come ha detto giustamente il Sindaco, si aprono anche ad altre culture e
che vengono qui per conoscere anche i nostri modelli e, quindi, proprio con queste
persone, che, forse, probabilmente, sono quelle più avanti, bisogna cercare un
dialogo e un confronto sui temi dei diritti umani. Su questo mi troverete sempre al
fianco di chi difende i diritti umani.
Riguardo all'abbigliamento dell'Islam, Consiglieri Marrone e Tronzano, ci sono stati
convegni non solo a Torino, dappertutto, perché è un tema molto discusso anche fra
le donne islamiche. A Torino c'è una realtà che opera da 20 anni e che si chiama
Almaterra, non so se la conoscete, dove potete andare a parlare con le donne
islamiche e confrontarvi con loro su questi temi, anche su quello dell'abbigliamento,
perché, prima di tutto, non è uguale per tutti, perché l'abbigliamento islamico,
definito così, ha una miriade di tipologie, tra le quali il semplice velo, che - ricordo -
fino forse a 30-40 anni fa veniva usato anche dalle donne cristiane per andare a
Messa (la Consigliera Genisio mi dice che viene usato ancora adesso), e questo non
creava nessuno scandalo, era uno di quei principi a cui ci si atteneva. Le donne
islamiche, nella maggior parte degli Stati - e questo è scientificamente provato -
usano solamente il chador o l'hijab, che è semplicemente un foulard, tutti gli altri
tipi...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Consigliera Onofri, ha concluso.

ONOFRI Laura
Comunque, volevo intervenire anche per fatto personale, visto che sono stata
chiamata in causa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Mi scusi, Consigliera, chiedo rigidità su questo, perché abbiamo temi ben più
importanti da affrontare come la discussione generale sul Bilancio.
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Starò nei minuti che mi sono concessi, quindi mi tolga la parola nel momento che
questi saranno terminati.
Colgo l'occasione per riprendere le sue ultime parole; non ne abbia, Presidente, io
non volevo fare questo tipo di affermazione, però lei me l'ha offerta: "abbiamo
argomenti ben più importanti", io non credo che l'argomento del Bilancio della Città
di Torino sia più importante di questo dibattito.
Credo che anche questo dibattito abbia un suo rilievo e una sua importanza. Lo dico
ora che siamo verso la fine del mandato, perché voglio ringraziare, diversamente da
alcuni Consiglieri che siedono sui banchi dell'opposizione, il Sindaco Fassino per
aver messo a disposizione di questa Città la propria esperienza, la propria rete di
relazioni, il proprio background, la propria capacità di creare rapporti che vanno ben
al di là anche dei confini statuali.
Lo dico perché - io ne sono convinto - la politica, e l'amministrazione degli Enti
Locali è anch'essa politica, dev'essere in primo luogo capacità di costruzione di
ponti, di relazioni, di capacità di dialogo, in un mondo che, evidentemente, è sempre
più interculturale, in un mondo che è sempre più aperto, in una città come la nostra
che è stata sede di forti immigrazioni interne, che oggi è sede di forti migrazioni da
altri Paesi, e una politica che non sapesse intessere questo tipo di dialogo, che non
sapesse costruire questo tipo di ponti, che non sapesse costruire relazioni e rapporti a
livello globale e mondiale non sarebbe una politica all'altezza del proprio ruolo e
della propria funzione. Credo, quindi, che l'Amministrazione stia agendo bene
nell'intessere, nel costruire, nel consolidare un rapporto ed una relazione che, in
qualche modo, contribuisca a demolire quel senso di insicurezza, quelle paure che
venivano richiamate nell'intervento del Capogruppo del Partito Democratico.
Lo dico, a maggior ragione, con maggiore forza, dal momento che io, insieme con il
Consigliere Marrone, sono stato uno di coloro che ha posto invece l'ipotesi del ruolo
dell'ospite d'onore al Salone del Libro nell'edizione del 2016, che pareva essere
riconosciuto all'Arabia Saudita. Lo dico, quindi, non in uno spirito che qualcheduno
potrebbe palesare come contraddittorio, ma, invece, forte del fatto che vi possono
essere azioni che possono essere declinate in modo diverso. Io ritenevo e continuo a
ritenere che quel tipo di invito formulato in quel modo, con quel ruolo, era, sarebbe e
sarà - qualora fosse confermato, ma mi pare di no - un errore. Diversamente, invece,
è costruire quelle relazioni, quei dialoghi, che, è vero, passano anche attraverso
momenti di natura economica, ma costituiscono invece una ricchezza che può
spingere quelle società, quegli Stati, quelle comunità a cambiare e a cercare in
qualche modo di rendersi più omogenee, cosa che, ovviamente, dobbiamo fare anche
noi, donne e uomini dell'Occidente.
Io continuo a sperare, a immaginare, a coltivare un sogno utopico, nel quale
veramente tutte le donne e tutti gli uomini presenti su questo nostro globo possano
avere eguali diritti, eguali parità di dignità, di ruolo, di funzione. Io penso e spererei
veramente che si sia ben oltre ormai la contrapposizione ideologica, la costruzione
degli steccati, la costruzione delle divisioni.
In questo spirito, mi sembra di poter cogliere un provvedimento recentissimo degli
Emirati Arabi Uniti, che mi sarei aspettato che qualcheduno, magari, potesse citare
all'interno di questo dibattito e che, quindi, allora cito io, nel senso che gli Emirati
Arabi Uniti hanno, proprio nelle scorse settimane, approvato una nuova Legge contro
qualsiasi forma di discriminazione sia su base religiosa, che di casta, che di credo,
che di dottrina, che di razza, che di colore, che di origini...

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ha terminato il tempo a sua disposizione.

TROMBOTTO Maurizio
Questo mi sembra un passo reale, concreto e significativo, al quale, forse, nel proprio
piccolo, anche la Città di Torino può avere contribuito.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Troiano.

TROIANO Dario
Io inizierei dichiarando che non sono stato, ovviamente, d'accordo sul tipo di
manifestazione che gli amici e Colleghi della Lega Nord hanno messo in scena l'altro
giorno. Io sono uno che, quando ha fatto parte dell'opposizione, non si è mai messo
il naso rosso da pagliaccio, o quello da Pinocchio, o in Provincia non ha mai messo il
cartello con "Saitta, vattene", quindi probabilmente è un problema mio di timidezza,
sono cose che culturalmente rifiuto. Mi sembra, però, che sia nato un fenomeno che
ci sta sfuggendo di mano, cioè ho sentito dei Colleghi parlare di figura barbina
epocale; vi do una notizia: la CNN, in sei edizioni, non ha parlato di questa cosa.
Credo, quindi, che questo attenga molto al momento politico, a delle manifestazioni
esterne, chiamiamole così, di alcuni Colleghi, ma lo limiterei a questo. Non mi
risulta, tra l'altro, che gli ospiti si siano accorti di tutto questo, quindi credo che
questa figura barbina, se è esistita, sia abbastanza minima.
Al Consigliere Marrone, che ha portato il caso di rapporti con Paesi che al loro
interno non hanno la democrazia o non danno il giusto spazio al problema femminile,
eccetera, vorrei dire che questo, in gran parte, è vero, ma il Consigliere Marrone è
troppo giovane per poter ricordare che l'Italia nel 1976 ha svolto una finale di Coppa
Davis in Cile con Pinochet, che non soltanto internava, ma deportava e buttava fuori
dagli aerei i dissidenti. E l'Italia ha partecipato a quel tipo di manifestazione.
Probabilmente, i tempi sono cambiati; gli interessi economici, sportivi o politici,
invece, vanno di pari passo rispetto alle esigenze. Quindi, non ne farei un dramma
rispetto a quello che denunciava il Collega Marrone.
Poi, ho sentito dagli stessi interlocutori due cose differenti: da una parte, si accusa il
Sindaco di volare troppo alto rispetto alle esigenze della città, con questa sua
sacrosanta, secondo me, mania di promuovere la città all'estero, perché ne ha
bisogno; dall'altra parte, gli stessi che dicono queste cose, immaginano che il
Sindaco dovesse sapere che cosa stava accadendo in Sala Matrimoni. Siccome la
vecchia massima latina "de minimis non curat praetor" è sempre valida, io mi rifiuto
di credere che sia stata una decisione del Sindaco Fassino. Le zone auliche di questo
Palazzo sono affidate a delle Istituzioni. La Sala Matrimoni è data in capo alla
Presidenza del Consiglio e chi vuole utilizzarla chiede alla Presidenza del Consiglio
di poterlo fare. Mi rifiuto di credere che il Presidente del Consiglio possa chiedere il
palinsesto di quello che accadrà in Sala Matrimoni.
Tutto quello che ho detto fino adesso, però, vuole arrivare anche ad una definizione.
In questo sono d'accordo con alcuni interventi che mi hanno preceduto: su una
sacralità laica di questo Palazzo. Io, Sindaco, più che altro ho una preoccupazione,
quella di un sovraffollamento di manifestazioni di questo genere, perché noi abbiamo
dato spazio a otto musulmani che hanno voluto pregare, quindi non c'è stata tutta
questa volontà di preghiera, ma, nel momento in cui noi inviteremo - come è già
accaduto - esponenti del mondo buddista, dovremo garantirgli il Daimoku, perché
loro hanno quel tipo di religione e quel tipo di preghiera e, se dovessero venire i
cinesi con religione shintoista o esponenti di altre religioni, dovremmo dare anche a
loro uno spazio di preghiera, ognuno per la propria religione.
Credo che questa sia un'Istituzione pubblica, laica e credo che il Sindaco non avesse
alcuna idea di quello che poteva accadere qui dentro.
Per il futuro, io pregherei semplicemente di informarci meglio su eventi di questo
genere e, nel momento in cui fossero espresse delle richieste di natura religiosa,
pregherei che questo Palazzo non le ospitasse, a prescindere dal fatto che siano
musulmani, buddisti o dei santi della chiesa degli ultimi giorni, è un problema di
laicità. Siccome mi riconosco in questa laicità, vorrei che questa laicità venisse
rispettata sempre.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino. Le ricordo che ha tre minuti a disposizione.

APPENDINO Chiara
Sarò anche più breve dei tre minuti. Io ieri mi sono astenuta dal commentare la
vicenda, perché la ritengo una pagliacciata di pessimo gusto, anche offensiva e non
volevo alimentare il dibattito. Oggi, intervengo per lasciare a verbale quello che
penso e, in particolare, censurare quanto accaduto ieri, che ritengo anch'io
inqualificabile propaganda politica, e qui mi ritrovo anche in parte con quello che
diceva il Capogruppo Paolino, cioè un gioco a chi soffia più benzina sul fuoco e
gioca su una paura, che c'è.
Proprio perché ritengo - e qui, invece, non condivido quanto detto dal Consigliere
Paolino - che l'accoglienza e il rispetto dei diritti siano fondamentali, penso - e qui
mi ritrovo, invece, in quello che diceva il Consigliere Troiano - che la questione,
forse, andava gestita un po' meglio, proprio perché ritengo che, nel momento in cui
si prende una decisione tanto importante, l'accoglienza debba essere fondamentale e,
quindi, ci si debba addirittura vantare dell'accoglienza che si dà. Da come l'ho
vissuta io, forse anche per la mancanza di comunicazione a cui faceva riferimento il
Consigliere Troiano, sembra quasi che si sia voluto trovare una sala che non si
vedesse, mettessimo lì un tappeto e, magari, nessuno se ne accorgeva.
Sinceramente, mi auguro, anche per il futuro, che si possa consultare il Tavolo
Interfedi; magari è stato fatto, magari non esiste più, non lo so; se non esiste più,
chiedo al Sindaco di incaricarsi di far sì che esista di nuovo; non so se è stato
consultato in questa occasione.
Visto che esiste un Tavolo Interfedi (che in parte risponde a quello che diceva il
Consigliere Troiano, cioè mi auguro che tra un anno ci saranno i cinesi, i buddisti,
eccetera, perché evidentemente la nostra Città dovrà pur avere un ampio respiro
internazionale), possiamo lavorare con questo Tavolo per pensare a una stanza (che
io chiamo la stanza del silenzio, forse qualcuno lo ha anche detto prima di me) che
possa essere accogliente nei confronti di tutte queste religioni?
Anche io mi ritengo rispettosa del principio della laicità, ma proprio in tal senso
penso che la soluzione più pratica e più facile da percorrere sia individuare, con il
Tavolo Interfedi, un luogo che possa essere laico, che permetta a ogni persona la
possibilità di pregare o di meditare, perché non esiste solo la preghiera, esiste anche
la meditazione.
Quindi, lavoriamo in questa direzione e cerchiamo di dare una risposta ad
un'esigenza che evidentemente in qualcuno c'è e in qualcun altro non c'è. Evitiamo
polemiche e atteggiamenti che oggettivamente sono stati anche offensivi per la nostra
Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Io vorrei provare a ricondurre la vicenda almeno per quanto riguarda l'introduzione
che ha fatto il Sindaco; al riguardo, voglio ricordare a coloro che in modo, secondo
me, improprio e magari anche demagogico (e ci sta nella dialettica politica; parlo
ovviamente di alcuni esponenti della minoranza), hanno detto che il Sindaco non
segue quanto avviene quotidianamente in questa città, che questo Sindaco, fino a
prova contraria, oltre a fare il Sindaco 20 ore al giorno, ha fatto precedentemente il
Ministro del Commercio Estero e il Ministro della Giustizia.
Perché dico questo? Perché citando velocemente, non con lo stile roboante e
didascalico dell'Assessore Passoni, una frase di Karl Popper sulla società aperta e sui
suoi nemici, che cita - Consigliere Ricca - Hegel come uno dei principali artefici del
disegno per portare profondamente nelle masse un odio che permetta di attivare un
nemico immaginario per lo Stato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Consigliere Ricca, lei è troppo giovane per aver fatto un'analisi un po' più accurata
(non è una sua colpa; anzi, è colpa mia non averne parlato mai, nemmeno ad altri
Consiglieri) del "Secolo breve", come è stato definito il Novecento, perché nel
"Secolo breve" gli odi razziali e interetnici hanno portato a tragedie che non sono
solo riconducibili alla vicenda drammatica della Seconda Guerra Mondiale, della
genesi del nazismo e del fascismo, delle persecuzioni e delle pulizie etniche, ma le
stesse situazioni che hanno combattuto religioni, etnie, razze diverse (ancora oggi le
combattono) hanno origine proprio da quel mondo occidentale che qualcuno si ostina
a difendere in modo artefatto.
Non dobbiamo dimenticare che la distruzione del sistema di equilibrio dei Paesi
arabi, soprattutto moderati, quelli che ha citato il Sindaco nel suo intervento, quelli
su cui non solo stiamo dialogando... parlo al Consigliere Tronzano, che ha avuto nel
suo partito (recentemente, se non sbaglio) anche un Viceministro o un Ministro della
Difesa che su questi temi era particolarmente attento; temi che significano Prodotto
Interno Lordo e non riguardano ovviamente gli aspetti legati ai marchi della moda
italiana, pur importantissimi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Altamura, deve avviarsi alla conclusione.

ALTAMURA Alessandro
Sì, Presidente. Io ho avuto la fortuna di visitare molti Paesi arabi, dove esistono
molte presenze italiane di tutti i tipi di marchi e sono particolarmente premiate.
Questo significa che il dialogo con queste religioni e con queste razze ha permesso di
identificare degli interlocutori. Se oggi noi abbiamo un problema di disastro alle
frontiere, di immigrazione selvaggia, di mancanza di regole dell'Europa che scarica
sui Paesi del Mediterraneo le responsabilità per non volerle assumere, di distruzione
degli equilibri politici che hanno generato un attacco americano in Iraq su prove di
armi chimiche inesistenti...

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Altamura, deve terminare il suo intervento.

ALTAMURA Alessandro
Presidente, mi faccia solamente concludere, perché mi permetta di dire che questo
aspetto è centrale. Se poi vogliamo rispettare il Regolamento sempre alla lettera, farò
in modo di ricordarglielo tutte le volte, d'accordo?
In conclusione, se è vero che questo passaggio - Consiglieri Ricca e Carbonero - è
stato un passaggio mediatico e se è vero che l'ospitalità è sacra in qualunque Paese (e
io ho avuto modo di rendermene conto in tutti i Paesi islamici che ho visitato), credo
che questo incidente debba rientrare in una dinamica che, come è stato detto, al di là
della polemica politica, faccia capire che è un errore non identificare interlocutori
che oggi servono anche per rimettere un equilibrio nel bacino del Mediterraneo e ai
confini delle guerre in Sira, in Afghanistan e in Iraq, che oggi stanno minando il
sistema occidentale. Come ha ricordato il Consigliere Marrone, i valori cristiani alla
base del sistema occidentale non possono restare una semplice bandiera da usare per
alimentare l'odio razziale, etnico e religioso.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Altamura, la ringrazio del suo avvertimento; però, come rammentava
prima il Presidente Porcino, il rispetto delle regole vale per tutti, compreso lei, così
vedrà che la Presidenza farà rispettare le regole.
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Mi rivolgo al Presidente e al signor Sindaco per dire che il dibattito di questo
pomeriggio dimostra, ancora una volta, che ha ragione chi dice che in questa Città
bisogna continuare a investire in cultura e in istruzione, perché questi sono asset su
cui dobbiamo fare veramente molta strada, visto il dibattito e visto quello che ho
sentito.
Qui tutti sono esperti di geopolitica, studiano i Paesi del mondo arabo, confondono
l'Islam con il mondo arabo, non sanno che l'Islam è una cosa completamente
diversa, molto più ampia, molto più diversificata di quello che invece alcune
raffigurazioni giornalistiche ci dicono.
Lo dico perché il dialogo e il confronto ci potrebbe servire, potremmo anche forse
spiegare a qualche Consigliere che la prossima volta manifestazioni di questo genere
non debbono tenersi, e forse la tolleranza, il rispetto, l'educazione, il confronto e il
dialogo che questo pomeriggio cerchiamo di mettere in campo possono portare a dei
risultati. Non ne sono certo, conoscendo da chi proviene questo tipo di
manifestazioni. È evidente che per qualche voto in più uno è capace anche di
prendere un tappeto, fare il filmino con il telefonino, eccetera; è evidente che queste
azioni non hanno nulla di culturale e di logico, ma sono esclusivamente degli artifici
politici per cercare di raccattare un voto razzista, un voto islamofobo.
Consigliere Marrone, quando un uomo d'affari o una Camera di Commercio
organizza incontri internazionali con persone che fanno affari... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Mi faccia parlare, Consigliere Marrone. E quando si tratta
di acquistare o vendere prodotti, solitamente, anche nella mia esperienza
professionale, non ho mai chiesto alla persona che ho di fronte quale religione
professa (sufi, sciita, sunnita o salafita), perché in quell'ambiente non è importante.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi faccia parlare, Consigliere Marrone,
visto che lei ha detto una serie di sciocchezze, anche storiche. Lei era amico di Assan
fino a un certo punto, poi ne diventa nemico; è amico di Erdogan quando combatte
l'ISIS, invece quando bombarda i curdi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Marrone, non interrompa. Consigliere Cassiani, si rivolga alla
Presidenza.

CASSIANI Luca
Il mondo islamico, Presidente, è molto complesso e composito. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Sicuramente più di lei, Consigliera Ambrogio; ci sono i
verbali di 10 anni di Consiglio Comunale... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). La geopolitica non è una materia che possiamo affrontare qui in tre
minuti, perché ovviamente è una cosa molto più complessa. Il mondo islamico è
composito al suo interno, è diviso, anche tra gente che parla lingue completamente
diverse una dall'altra. Essere dell'Islam o essere arabi è una cosa che non sempre
coincide.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Cassiani, si avvii alla conclusione.

CASSIANI Luca
I Persiani parlano il farsi e non sono arabi. L'Indonesia è il Paese islamico più
importante del mondo, con 200 milioni di islamici, ma non c'entrano nulla con il
mondo arabo. Se uno non conosce completamente queste cose, fa di tutta un'erba un
fascio e fa interventi che sono solo demagogici; sicuramente qualche voto lo
prenderà (da CasaPound e da questi giri), ma è evidente che non si entra nel merito
delle questioni.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Cassiani, deve terminare il suo intervento.

CASSIANI Luca
Ho finito, Presidente. Quando le Camere di Commercio parlano di affari, Consigliere
Marrone, non parlano del tipo di religione islamica da cui provengono i partecipanti.
Le cose che ha detto il Consigliere Marrone su Hamas sono delle fesserie, perché il
Consigliere sa benissimo che a Gaza moltissime confraternite religiose raccolgono
denaro per opere... (incomprensibile).
Quindi, vi prego, state al merito, studiate un po', cerchiamo di confrontarci e di
dialogare. Capisco che c'è la campagna elettorale e che lo studio non è il forte dei
Consiglieri Carbonero e Ricca; però, mi auguro che il mio consiglio venga accolto
almeno dagli altri che hanno un minimo di istruzione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consiglieri, avete la facoltà di intervenire e siete intervenuti. Tutti hanno il dovere di
rispettare l'Aula, per cui quando interviene un Consigliere siete pregati di non
interrompere. Dopodiché, vi invito anche a non iniziare l'intervento dicendo "sarò
breve", perché tutti avete sforato i termini.
La parola al Consigliere Ricca; le ricordo che ha cinque minuti a disposizione.

RICCA Fabrizio
Voglio solo dire che "quando la persona è niente, l'offesa è nulla"; penseranno i miei
legali a parlare di tutto il resto.
Detto questo, signor Sindaco, la vera e propria manifestazione di ignoranza è non
sapere che nella cultura islamica gli uomini e le donne pregano in due contesti
completamente diversi; ci vogliono due tappeti, lì ce ne era solo uno. Questa è la
prima manifestazione di ignoranza: in quella sala lei avrebbe obbligato uomini e
donne a pregare nello stesso posto, cosa sbagliata.
Glielo dico perché - anche questa è un'altra manifestazione di ignoranza - abbiamo la
possibilità di vedere cosa succede all'interno delle moschee, perché le visitiamo; ce
n'è una a cinque minuti dal Comune, che magari sarebbe stata più adatta per fare
pregare quelle persone, in un luogo di culto riconosciuto, non nella Sala dei
Matrimoni, perché la Sala dei Matrimoni è un contesto laico. Questo è il Consiglio
Comunale e non possiamo permettere che la religione entri all'interno dello Stato, a
meno che non ci si metta nella condizione di concordarlo tutti insieme.
È per questo che mi rivolgo anche a tutti i dipendenti, a tutte le persone che vivono
all'interno delle strutture comunali, che non hanno la possibilità di avere un minuto
di raccoglimento, perché non c'è un posto adatto. Noi siamo disposti a creare un
luogo dove chiunque voglia possa avere un momento per raccogliersi e per pregare.
Qualcuno l'ha definita "stanza del silenzio", si può definire come si vuole; creiamo
un luogo adatto dove poterlo fare. Sapere che ci sono delle persone che vengono
messe in una stanza, in maniera anche raffazzonata, dimostra anche l'incapacità di
organizzare eventi di questo livello.
Questa non è né casa mia, né casa del Consigliere Paolino, né casa del Sindaco;
questa è la casa di tutti i 900.000 torinesi. Il Sindaco non si può arrogare la
presunzione di sapere che cosa pensano tutti i torinesi e non può pensare di
rappresentare politicamente tutti i torinesi, perché ci sono persone che la pensano in
un modo e persone che la pensano in un altro modo. Il Sindaco deve avere la
sensibilità di capire che magari non tutti i torinesi sono contenti di avere, all'interno
di una sala del Palazzo Comunale, un luogo di culto allestito, qualsiasi esso sia.
Io sposo le parole dell'Arcivescovo che dice che queste cose dovrebbero essere fatte
per tutti, perché noi ci mettiamo nella condizione di avere ospiti di serie A e ospiti di
serie B. Chi ci dice che agli incontri dell'ANCI non ci siano dei musulmani o dei
cristiani che hanno voglia di pregare, anziché prendersi il caffè.
Io sono convinto che la paura, in questa città, sia data non da quello che voi passate
come lo spauracchio dell'immigrazione. La paura è data dai quartieri ghetto di
Aurora, di Barriera di Milano, di San Salvario, di Porta Palazzo. La paura è data dalle
persone che non possono circolare per le strade la notte perché ci sono gli
spacciatori. Andate a chiedere a San Salvario se una ragazza può passeggiare di notte
quando si trova di fronte a 16 nordafricani, che magari la molestano. Le cronache
cittadine sono piene tutti i giorni di questi casi. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Sì, l'ultimo caso di cronaca cittadina riportava 16; si informi,
Consigliere Viale.
Quindi, il consiglio che rivolgo al Sindaco, che ricoprirà questa carica ancora per
almeno nove mesi, è quello di provare a essere Sindaco un po' meno di se stesso, di
vivere un po' meno in una Torino che vive fuori da Torino, perché Torino ha dei
problemi reali, che non possono essere risolti attraverso un convegno sulla moda
islamica.
Noi dobbiamo concentrarci sui problemi delle periferie, glielo dicevo prima e glielo
ripeto adesso; si faccia vedere nelle periferie, perché è dal 2011 che non la vediamo,
ma non per tagliare i nastri, perché ci sono problemi concreti da risolvere. Noi
viviamo le periferie, perché cerchiamo di risolvere tutte quelle lacune che questa
Amministrazione ci mette sul piatto, e conosciamo, cittadino per cittadino, quali sono
i problemi. È per questo che il Sindaco, il prossimo anno, dovrebbe un po'
preoccuparsi.
Se dobbiamo fare qualcosa a livello internazionale facciamo qualcosa di più
concreto, facciamo qualcosa per togliere le sanzioni alla Russia, facciamo qualcosa
per dare la possibilità ai nostri imprenditori di poter continuare a lavorare in quella
direzione. Oggi l'Unione Europea ammazza centinaia di imprese in Piemonte e nella
provincia di Torino, perché ci sono le sanzioni alla Russia. Se vogliamo fare
qualcosa di concreto facciamo questo, non la moda islamica.
Per quanto possa essere importante il mercato della moda islamica, io penso ai miei
imprenditori, che oggi muoiono di fame. E sicuramente non saranno le usanze, le
gioiellerie, l'arte e la moda, che il Sindaco ci ha raccontato prima, a risolvere i
problemi economici delle nostre imprese.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale; le ricordo che ha tre minuti a disposizione.

VIALE Silvio
Mi sono abbastanza divertito a sentire alcuni dire che ci sono cose più importanti su
cui discutere; vedo che molti Consiglieri sono attenti, voglio vedere cosa succederà
più tardi, quando discuteremo il Bilancio.
Quello che è successo ieri è inqualificabile ed è un episodio di ciò che non vorrei mai
vedere, cioè una sorta di sharia cristiana, in cui ci si arroga il diritto di impedire ad
altri di pregare. Mi dispiace che la Curia abbia fatto un comunicato in cui se ne lava
le mani, dicendo che bisogna garantire a tutti il diritto di pregare, come se qui non
fosse stato garantito. Questo è davvero qualcosa di sorprendente, perché mi aspettavo
che invece riconoscesse tante altre cose.
Il problema non è la situazione degli altri Paesi in cui ci sono vessazioni e
intolleranze nei confronti di altre religioni. Noi dobbiamo sempre dimostrare di
essere migliori, di essere più avanti, dimostrando come l'intolleranza si batte
manifestando la propria tolleranza nei confronti delle altre religioni.
In quest'Aula abbiamo avuto un solo Consigliere Comunale islamico, che non era
praticante, ma si considerava laico; mentre abbiamo avuto Consiglieri Comunali di
religione ebraica, di cui l'unica che si allontanava per seguire le pratiche religiose era
Marta Levi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche Levi-Montalcini, ma
Marta Levi me la ricordo già dagli anni passati. Poi c'era Ferrero che ogni tanto si
dichiarava valdese, ma come io posso dichiararmi cattolico, quando fa comodo e può
essere opportuno.
Credo che oggi dobbiamo archiviare quello che è successo ieri come una brutta
pagina, che non c'entra niente con il convegno che c'era in Sala Rossa. Ci sono stati
tantissimi altri convegni che non c'entravano nulla con l'aulicità e la laicità (scoperta
oggi) della Sala Matrimoni (oggi ho scoperto di aver fatto un buffet aulico in un
posto aulico e laico come la Sala Matrimoni e ne sono contento).
Il discorso sulla laicità va considerato sotto due aspetti: uno è relativo a un luogo
neutro da adibire a eventuali preghiere, meditazioni, eccetera, anche non permanente.
A me ha sempre stupito il fatto che nessun dipendente delle grandi aziende (dalla
FIAT al Comune) abbia mai chiesto un luogo per pregare. È successo negli ospedali
e infatti ci sono le sale adibite, ma perché la presenza della Cappella stimolava il
fatto di avere un luogo neutro per tutte le altre religioni, in cui meditare, pregare,
eccetera. Si può fare in Comune, mi pare una buona idea, però mi pare che debba
essere fatto in questa chiave.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Si avvii alla conclusione, Consigliere Viale.

VIALE Silvio
L'ultimo aspetto mi sembra abbastanza chiaro, cioè noi non possiamo parlare della
laicità senza porre la questione del crocifisso in Sala Rossa. Pensare di essere laici,
senza simbolo, eccetera, e poi avere in Sala Rossa, che per Statuto rappresenta tutta
la comunità dei cittadini che risiedono nella città di Torino (come ha detto poco fa il
Consigliere Ricca, che ringrazio per le parole), avere in Sala Rossa un simbolo che
rappresenta solo una parte di cittadini, mi sembra sbagliato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Consigliere Viale, ha esaurito il suo tempo.

VIALE Silvio
Io ho sempre chiesto alla Curia di ritirarlo, ma non è stato fatto. Oggi abbiamo un
crocifisso concordatario che dimostra come per tanti motivi in questo Consiglio
Comunale la laicità viene citata quando fa comodo.
Presenterò una proposta di mozione sulla questione del crocifisso; non l'ho fatto altre
volte, lo faccio adesso; lo voteremo in cinque, in sei, ognuno voterà con la propria
convinzione religiosa, laica, di opportunismo e via dicendo, ma le questioni di laicità
si affrontano o non si affrontano.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Io non volevo intervenire, come avevo concordato con la Presidenza, però le ultime
affermazioni che ho sentito alla mia destra mi hanno fatto cambiare idea. Oggi ho
sentito alcune affermazioni del Sindaco che sicuramente mi hanno confortato; vorrei
ringraziarlo e vorrei sottolineare che è merito suo se c'è stato questo dibattito, perché
la Conferenza dei Capigruppo aveva preso una piega contraria a questo dibattito.
A parte alcune note stonate, è stato un dibattito sicuramente molto attento. Vorrei
solo aggiungere un aspetto. Io ho apprezzato molto il discorso del Sindaco sui
simboli, che invece i Consiglieri Bertola e Viale hanno messo in discussione. Su
questo aspetto voglio essere molto chiaro: io invito il Consigliere Viale a non
presentare il provvedimento di cui parlava, altrimenti ci sarà una battaglia molto
dura, e spero che tutte le forze presenti in quest'Aula non mettano in discussione i
nostri simboli.
Voglio solo aggiungere una cosa; prima il Sindaco ha fatto un excursus
sull'emigrazione italiana verso altri Paesi, però voglio ricordare al Sindaco che quei
Paesi, e i cittadini di quei Paesi presenti in Italia, hanno sempre rispettato la nostra
tradizione, mentre il mondo che abbiamo citato non le rispetta o non le vuole
rispettare.
Chiudo l'intervento ringraziando il Sindaco per il dibattito, e soprattutto invito tutte
le forze politiche a respingere le parole che sono giunte dalla mia destra.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Le comunicazioni sono terminate.

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