| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) La seconda richiesta di comunicazioni è a firma del Consigliere Marrone ed è in ordine all'evento Modest Fashion tenuto ieri in Sala Rossa. Questa richiesta di comunicazione è stata accolta dalla Conferenza dei Capigruppo. La parola al Sindaco. SINDACO Riferisco volentieri, perché credo che una valutazione obiettiva di questo evento da parte di chiunque, qualsiasi sia il suo orientamento politico culturale, avrebbe potuto evitare di dare luogo ieri, ad un certo punto, ad una manifestazione che io considero priva di qualsiasi giustificazione e neanche una tentazione pre-elettorale la giustifica. Nella giornata di ieri, si è svolta a Torino, quindi ospite della nostra città, un'iniziativa promossa dalla Dubai Chamber, cioè dalla Camera di Commercio di Dubai, e dalla Thomson Reuters, che è la più grande agenzia di promozione per il business d'affari su scala mondiale, con il coinvolgimento della Camera di Commercio di Torino, dell'Unione Industriali di Torino e con la partnership di primarie imprese del mondo sia europeo che arabo-islamico, tra cui la Turkish Airlines. L'iniziativa fa parte di un ciclo di incontri e di forum che la Camera di Commercio di Dubai e la Thomson Reuters sta sviluppando su diversi aspetti della finanza islamica e dell'economia islamica. L'anno scorso, Torino ospitò già un primo seminario di questa natura, dedicato in particolare agli strumenti di finanza islamica. Segnalo che gli strumenti di finanza islamica stanno affermandosi sui mercati internazionali, a partire da primari mercati del mondo occidentale, come Londra e New York, come uno degli strumenti principali di finanziamento delle politiche d'investimento in vari settori. L'anno scorso, quando noi abbiamo tenuto questo forum, che è stato ospitato dalla Camera di Commercio nella Sala Grande dei Congressi, con una partecipazione che riempiva l'intera sala di 400 e più persone, quel forum fu un'occasione importante di confronto e di discussione, oltre che di conoscenza e informazione, sugli strumenti di finanza islamica che vide una partecipazione attiva e molto interessata di rappresentanti del mondo delle imprese e del sistema bancario e finanziario italiano, non solo della nostra città. Tra l'altro, a partire da quel seminario, una serie di imprese della nostra città hanno poi stabilito una serie di relazioni economiche e commerciali con Paesi del Golfo. Ieri, si è svolto questo seminario che era dedicato in particolare ad un aspetto specifico, cioè al fashion e alla moda islamica. Sappiamo tutti come per secoli la moda nel mondo sia stata essenzialmente caratterizzata nello stile, nella produzione, nel mercato e nei consumi dalla moda occidentale, perché il mondo si riconosceva sostanzialmente, poi, in un ruolo egemone centrale dell'Occidente. Viviamo in tempi di globalizzazione che hanno cambiato questo scenario: da 20 anni a questa parte sono entrati sul mercato mondiale tre miliardi e mezzo di persone, che, prima, nel mercato mondiale non c'erano. Questi tre miliardi e mezzo di persone sono l'espressione non del mondo occidentale, ma di altre culture, di altre identità, di altre civiltà. Penso al ruolo che gioca oggi un Paese come la Cina nell'economia mondiale; penso al ruolo che gioca un Paese come l'India; penso al ruolo che giocano i Paesi arabo-islamici del Golfo, o l'Indonesia e via di questo passo. Giustamente, la comunità internazionale, che vive nel mondo della globalizzazione e che non nega questo mondo, si pone il problema di misurarsi con questa nuova dimensione, che investe ogni aspetto della nostra vita. D'altra parte, è curioso che non si sia considerato, anche nelle ore scorse, che se c'è una cosa che i Paesi occidentali stanno facendo da anni è quella di cercare di presentarsi come mercati appetibili e attrattivi per investimenti esattamente nei confronti di questi Paesi. Qualsiasi forma di demonizzazione di un rapporto con questi Paesi è priva di un qualsiasi senso, di un qualsiasi buon senso, perché o uno pensa di non vivere nel mondo della globalizzazione - lo può pensare, ma pensa una cosa che non è nella realtà -, oppure nel mondo della globalizzazione ci vivi e fai i conti con tutti gli aspetti che la globalizzazione ti pone. La globalizzazione è caratterizzata dalla compresenza in ogni aspetto della vita (economico, sociale, culturale, religioso, politico) dall'incontro tra esperienze, culture, religioni e civiltà diverse non omologabili ad una sola dimensione. Ieri il seminario era dedicato ad un tema importante: la moda. Ricordo che siamo il Paese del Made in Italy e ricordo che se c'è un Paese che è leader su scala mondiale nel campo della moda (intendendosi per moda i vestiti, la gioielleria, l'oreficeria, tutto ciò che riguarda l'arredamento e tutto ciò che è riconducibile al Made in Italy, comprese le auto, perché le Ferrari sono un'espressione della produzione del Made in Italy come è noto) e, più in generale, in tutto ciò che richiama lo stile, la qualità, il design di alto livello è l'Italia. Se c'è un Paese, quindi, interessato a stabilire un rapporto, un confronto con il mondo su questi temi, a partire dalla sua forza e dalla sua ricchezza di esperienze, di produzione e di mercato, è l'Italia. I Paesi arabo-islamici sono paesi emergenti. Uso l'espressione "arabo-islamici" perché ci sono Paesi islamici arabi e ci sono Paesi islamici che arabi non sono, come l'Indonesia, per fare un esempio. Quindi, questo mondo di Paesi arabi e islamici è un mondo che, come sappiamo, gioca un ruolo fondamentale nella vita economica del nostro mondo e ha relazioni sempre più intense con tutti mercati, compreso il nostro e se c'è un'area di mercato che è particolarmente interessata a stabilire rapporti con l'Italia sul fronte della moda è esattamente quella. A partire, quindi, da questa constatazione obiettiva, che qualsiasi persona di buon senso può fare, la Thomson Reuters, che è un'agenzia di promozione del business internazionale, la più grande su scala mondiale, opera con circa 60.000 clienti sul mercato mondiale, ha promosso una serie di appuntamenti, di seminari, di forum in diverse città del mondo (Londra, Parigi, Torino, Berlino nella prossime settimane) su diversi temi che attengono alla produzione e agli scambi su scala mondiale e ha scelto di promuovere a Torino questo incontro sul fashion, a cui erano presenti una quarantina di rappresentati provenienti da dieci Paesi arabi e/o islamici, rappresentanti del mondo della produzione e del consumo della moda italiani, rappresentanti europei, che hanno avuto l'occasione di confrontarsi e di discutere su un tema che chiunque può comprendere, perché la moda non è scissa dalla dimensione culturale, religiosa, identitaria di un popolo o di una persona, tanto è vero che il mondo è caratterizzato in ogni paese da tradizioni di costumi, di moda, di modi di vestire, di stili di vita diversi. La moda è un aspetto fondamentale dell'identità di una persona e di un popolo, perché è uno degli aspetti in cui si manifesta. La moda dei Paesi islamici, evidentemente, è una moda che è figlia ed espressione di quella cultura, di quella storia e di quella religione, come la moda italiana è espressione della nostra civiltà, della nostra storia, del rinascimento, di tutto quello che siamo da allora in poi. Perché, allora, è utile confrontarsi? Perché, siccome il mercato della moda è però globale, è utile confrontarsi sui diversi modi con cui si può stare in quel mercato, in cui ciascuno ci possa stare con la propria identità e, al tempo stesso, senza negare la possibilità di mettere in campo una capacità di produzione e di consumo in grado di offrirsi ad un mercato mondiale, quindi quell'iniziativa aveva un senso. Sono venuti qui non dei rappresentanti del califfato e dell'ISIS, sono venuti qui i primari rappresentanti delle Camere di Commercio di Dubai, di Qatar, dell'Arabia Saudita, dell'Indonesia... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, non interloquiamo. Consigliere Marrone, se vuole intervenire, le do la parola in un secondo momento. SINDACO Il Consigliere Marrone rivendica spesso una storia che di torture ne ha conosciute molte e ne ha fatte molte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). A proposito di via Asti, si ricordi cos'era... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Comunque, non è questo il tema. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se vogliamo parlare di quello, si ricordi di via Asti. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Marrone e Sindaco, non è consentito... SINDACO Se vogliamo discutere di libertà e diritti civili io sono sempre disposto... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). PORCINO Giovanni (Presidente) Scusate, per l'ultima volta, dopodiché sospendo la seduta. Non è un dibattito al bar, siamo in Sala Rossa e si parla uno per volta. SINDACO Dovreste allora rivendicare la rottura delle relazioni diplomatiche con questi Paesi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Proprio così, è una posizione; se permette, può essere non condivisa. Dovreste chiedere l'espulsione di tutti coloro che abitano nel nostro Paese che hanno un'identità culturale religiosa diversa, a partire da 50.000 persone islamiche che vivono in questa città... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora, in ogni caso, torno alla questione. Quella era una iniziativa che aveva questo significato. Si è svolta una giornata intera di dibattito e di confronto, con la presenza - ripeto - di primari operatori del nostro Paese, a partire dall'Unione Industriale, Camera di Commercio e altri rappresentati. Questa discussione ha impegnato tutta la giornata i partecipanti al forum, che, poi, ieri sera hanno concluso e, sulla base del dibattito, continueranno a mantenere le relazioni e le produzioni commerciali che si stabiliranno. Dopodiché, gli organizzatori del convegno, sapendo che gran parte degli invitati e ospiti del convegno erano di fede islamica, hanno chiesto la possibilità di avere uno spazio nel quale, se qualcuno lo desiderasse, potesse esprimere la propria preghiera e la propria fede. Siccome credo che pregare per il proprio Dio sia un diritto che non si nega a nessuno e che sia un atto di pace e di fraternità e non un atto di violenza o di guerra, noi abbiamo messo a disposizione una sala, che poi è stata utilizzata da otto persone partecipanti al convegno. È così la vicenda. La gazzarra che è stata inscenata ieri dai due Consiglieri e che io continuo a considerare del tutto infondata e, per quello che mi riguarda, offensiva per la Città e per coloro che erano nostri ospiti, come ho scritto, come ho detto e come riconfermo, non aveva nessuna ragione di essere, se non una strumentalità politica. Per carità, tra un anno ormai ci sono le elezioni, bisogna cominciare la campagna elettorale e non c'è nulla di meglio che cavalcare la paura degli islamici e, quindi, la si cavalca confondendo delle signore che si occupano di fashion con i terroristi dell'ISIS. Si può anche fare questa operazione intellettualmente discutibile e, anzi, secondo me, anche disonesta, però poi ognuno è responsabile delle proprie azioni. Non ho altro da dire. Su ogni altro dibattito che si è innescato, ad esempio anche sui crocifissi o non crocifissi, dico che il nostro è un Paese multiculturale, multireligioso e multi identitario, che ha il suo tratto fondamentale, storicamente, della sua identità nella cristianità e nella cattolicità. Questo spiega perché un Paese che è multiculturale, multireligioso, eccetera, che però ha nella sua identità il carattere della cattolicità e cristianità, rappresenti ed esibisca il simbolo fondamentale di quella religione. Non credo che ci sia altro da dire, se non - ripeto - una strumentalità politica; sono troppo vecchio per non vederla, non mi scandalizza neanche, per carità, però si sappia che è così. Si vuole cavalcare e alimentare una paura, però, visto che si vuole fare questo, sappiate che il peggior modo per affrontare i temi dell'immigrazione è esattamente quello di cavalcare la paura. Sappiamo bene che, sempre, in un fenomeno migratorio si manifestano inquietudini, ansie e paure, perché entrano in contatto due stati d'animo che, in principio e in natura, non si incontrano: lo stato d'animo di chi arriva da lontano e ha lasciato qualsiasi cosa che non aveva e che sperava di avere, quindi arriva qui con un carico di aspettative altissimo (trovare qui tutto quello che non aveva là), e lo stato d'animo di chi riceve, che vede arrivare gente che parla un'altra lingua, che pratica un'altra religione, che mangia altro e ha altre consuetudini. In queste situazioni, l'istinto umano - è un dato fotografico, di analisi -, mio per primo, come di chiunque, quando ci si trova di fronte ad un fenomeno sconosciuto, o non conosciuto, non è quello di allargare le braccia, ma di mettere le mani avanti. Proprio per questo, un fenomeno come quello migratorio, che è segnato dalla compresenza di queste due tensioni, lo si può governare se si libera l'immigrazione dalla paura che porta con sé, non se si alimenta la paura che porta con sé. Questo è il tema vero, se vogliamo discutere, non il tappeto delle preghiere. Naturalmente, ognuno è libero di pensarla come vuole e di gestire questo tema come vuole. Bisogna sapere che i pomodori che mangiamo tutti i giorni sulle nostre tavole nell'insalata sono raccolti per la maggior parte da senegalesi nell'agro calabrese; bisogna saper che il 50% di quelli che fanno manovalanza nei cantieri sono kosovari, albanesi, macedoni; bisogna sapere che ci sono 10.000 cittadini peruviani a Torino, e come mai ci sono 10.000 cittadini peruviani? Perché sono migliaia le famiglie di Torino che hanno una colf peruviana in casa. Sono tutti nemici? Sono tutti un pericolo per la nostra identità? Sono l'invasione? L'altro giorno, casualmente, mi è capitato di leggere uno scritto di un giornale francese di Marsiglia degli Anni '30, il titolo era "L'invasion". Sapete a chi si riferiva questo testo, in cui questa invasione veniva definita con terrore? Agli immigrati italiani che, dal Piemonte o dalla Liguria, andavano lì. Quando gli italiani sono andati in Brasile, in Argentina, in Sudafrica, o in Australia (i discendenti di italiani nel mondo sono 60 milioni, c'è un'altra Italia di analoghe dimensioni demografiche nel mondo), all'inizio erano accolti esattamente con tutte le paure che noi conosciamo qui. Noi ci siamo battuti perché i nostri cittadini lì non venissero criminalizzati, non venissero ghettizzati, ci siamo battuti perché avessero i diritti e perché non si avesse paura dei nostri cittadini che andavano lì. È un tema che ormai è nella nostra vita; i Paesi saranno sempre più nella globalizzazione, multietnici, multiculturali, multireligiosi, non ci sono più Paesi monoetnici, monoculturali e monoreligiosi e non ci saranno più. Allora, poniamoci il problema di governare il fenomeno, non di criminalizzarlo e di cavalcarne la paura. Vi ringrazio per l'attenzione. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Sindaco. Apriamo la discussione sulle comunicazioni. Rammento ai Colleghi che la seduta di oggi era preordinata alla discussione generale sul Bilancio, che, infatti, avverrà dopo queste comunicazioni. Nel ricordare i tempi di intervento, 5 minuti un Consigliere per gruppo, 3 minuti gli altri Consiglieri, chiedo ai Colleghi di articolare il discorso per rimanere rigorosamente nei tempi assegnati. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Marrone, ha tutto il tempo per intervenire nel merito, non facciamo sempre il più uno. Stiamo discutendo la richiesta da lei formulata, intervenga come primo firmatario. Nel frattempo, ricordo ai Consiglieri che in Aula bisogna indossare giacca e cravatta e che non si inscenano proteste improbabili. Consigliere Sbriglio, le ricordo nuovamente che il nostro Regolamento prevede che si indossino la giacca e la cravatta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Va bene, ognuno risponde delle proprie azioni. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Presidente, rispetto a quel riferimento al fascismo che ha fatto il Sindaco, mi viene solo da dire che, evidentemente, è messo male se deve rinfacciare ad un avversario politico, che è nato nel 1982, un periodo storico, rispetto invece a delle responsabilità che noi le contestiamo e che affondano le radici nei mali internazionali di oggi e non di 70 anni fa. Ha visto quanto sono stato veloce, Presidente? Riparto in modo molto rapido. PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Marrone, presieda lei già che c'è; se vuole le cedo il posto. Non è una seduta autogestita. Prego, Consigliere Marrone, faccia come ritiene. MARRONE Maurizio Solo su una cosa le do ragione, Sindaco, ovvero sul fatto che il tappetino della preghiera non è il problema. Infatti, non troverà mai la destra - e penso di poter parlare anche per il centro cattolico, che, poi, comunque interverrà (non ne faccio una questione di sigle o di partiti) - fare una battaglia del laicismo esasperato per cui, per vietare ad un musulmano di pregare, si vada al paradosso di togliere il crocifisso dalla Sala Rossa. Se un domani venisse suo ospite, o del prossimo Sindaco, il premier dell'Egitto Al Sisi, che è in prima linea contro l'ISIS in Egitto e che ha scalzato i Fratelli Musulmani, o Haftar del governo di Tobruk, che combatte l'ISIS sulle nostre coste - al nostro posto, mi sento di aggiungere - di sicuro, se ci chiedessero qui un minuto per pregare, non credo che nessuno di noi glielo negherebbe. Qual è il problema? È proprio il convegno, è proprio il rapporto che voi state instaurando come Amministrazione Comunale, non dico con l'Islam, ma con un certo Islam, perché voi potreste e dovreste instaurare rapporti anche diplomatici con le società laiche arabe, che lottano lì anche al prezzo del sangue per la loro laicità e non vuol dire rinnegare la loro cultura, ma vuol dire laicità dello Stato, che non è laicismo, e dall'altra parte, invece, continuate a dialogare con un Islam sbagliato. Lei, Sindaco, al Ramadan non ha avuto imbarazzo a stare davanti ad un quadratone solo di uomini, mentre le donne erano tutte relegate insieme ai bambini fuori dall'area di preghiera, e non ha avuto problemi ad intervenire con al fianco l'esponente di una moschea torinese che l'estate scorsa raccoglieva fondi per Hamas, quelli che fanno saltare in aria le persone, tanto per essere molto chiari. Io, dopo mesi che affermo questa cosa, non ho ancora avuto una smentita, perché è così. Querelatemi su questo, così lo andiamo a dimostrare, visto che ci sono le prove che è avvenuto questo evento in una moschea che voi come PD continuate a sostenere e a farvi fotografare accanto, in spregio delle vittime del terrorismo islamico. È stata un'altra vergogna che in questa Sala Rossa si sia fatta una sorta di pubblico, di platea, di palcoscenico istituzionale per un défilé di moda islamica - che, detta così, suona molto bene -, perché significa finanziare tutto quel business, certo milionario, ma profondamente non etico, che va a creare quei vestiti, perché chi c'era (io sono venuto a vedere e non ho visto Consiglieri Comunali) ha potuto vedere che i banchi erano pieni di donne intabarrate negli hijab. Assolutamente così; sul mio posto e ci sono anche le foto. Sapete qual è il problema? Che quei vestiti, che tanto fanno moda, perché quando l'integralismo islamico ha i petroldollari, allora, evidentemente ad un certo PD e ad una certa sinistra vanno bene, sono gli stessi che vengono imposti a tante ragazze in Medio Oriente ed anche in Italia contro la loro volontà, e in questo Paese sono state uccise ragazze che si sono ribellate in famiglia a vestire quegli abiti. L'economia deve seguire un principio anche di etica. Voi, con la scusa dei rapporti internazionali, state legittimando un Islam sbagliato, quello wahabita, quello salafita, il sunnita più radicale, perché qui nessuno sta facendo l'abbaione al Saraceno; ci dipingete come dei trogloditi, ma non lo siamo, noi studiamo ed approfondiamo e sappiamo distinguere. L'Islam che state legittimando voi è quello sbagliato, è quello fanatico e il fatto che sia un'economia fiorente non vuol dire che sia un'economia da sostenere, perché è la stessa economia che lucra sui regimi che impongono quegli abiti e chiaramente ne finanzia il mantenimento, a dispetto di tutte quelle forze laiche arabe che, invece, cercano di combattere per portare lì, nel rispetto di quelle tradizioni locali, una società laica, dove una donna, se vuole, si mette lo hijab e, se non vuole, va con i capelli al vento. Bisogna, quindi, prendere una posizione: quando si dice che bisogna governare le dinamiche internazionali e le religioni è vero, ma bisogna governarle, non calare le braghe. L'avete fatto con l'Arabia Saudita rispetto al Salone del libro e siete stati smentiti, addirittura, dalla nuova Direzione del Salone; l'avete fatto anche in questa occasione e continuate a farlo. Bisogna smetterla. Il problema non è il tappeto della preghiera, peraltro usato da una bassissima minoranza, perché - permettetemi - era solo un tappeto in mezzo ad una Sala, non era un luogo di preghiera dove si potevano fare anche le abluzioni rituali, era una cosa meramente di immagine, ce lo vogliamo dire? È stato sbagliato, però, farlo rispetto ad un evento che è andato a legittimare in questa Sala Rossa una linea di pensiero ed ideologica, prima ancora che religiosa, altamente lesiva dei diritti delle donne. E le femministe dove cavolo erano? Stanno solo a sentire le canzoncine dei comici in piazza? Quando succedono queste cose, dove sono le femministe? E i sostenitori dei principi giuridici dell'Occidente dov'erano? Anche a sinistra, se ve ne sono ancora. PORCINO Giovanni (Presidente) Concluda, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Questo per dire che le future politiche di patrocinio, e non di allestimento delle sale preghiera di alcuna religione, devono essere valutate con grande serietà. Concludendo, mi limito a dire che sono sorpreso e vorrei approfondire il motivo per cui il vero promotore di questo evento, così come anche di quello della finanza islamica, sia sempre stato in entrambe le occasioni il Direttore Generale del nostro Comune, che credo abbia tante e gravose deleghe, a partire da quelle sulla disabilità, che non abbiamo visto evadere giustamente ed approfonditamente... PORCINO Giovanni (Presidente) Consigliere Marrone, ha esaurito il suo tempo a sua disposizione. Passiamo all'intervento successivo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La prego di astenersi, ha esaurito il tempo a sua disposizione. Consigliere, la richiamo formalmente per la seconda volta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Come rivendica il rispetto delle regole per gli altri, sia il primo a rispettare la Sala Rossa e il sottoscritto che la richiama al rispetto del Regolamento. La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Io ho già commentato ieri l'episodio, ma, visto anche che poi la cosa è stata un po' fraintesa, ritengo opportuno chiarire, intanto, che il Movimento 5 Stelle è una forza laica che accoglie persone di qualunque religione e persone atee e ci tiene a far sì che questa accoglienza sia rispettata anche dalle Istituzioni e, poi, che quanto è stato fatto ieri dai Consiglieri della Lega Nord è assolutamente ingiustificabile e sicuramente grave, se non altro - al di là di eventuali profili di reato che non spetta a me valutare - per il fatto che, comunque, è un gesto estremamente scortese verso degli ospiti che sono stati invitati e poco rispettoso verso di loro. Dopodiché, anche io penso che sia stato sbagliato allestire una vera e propria sala di preghiera, ma non perché trattasi di sala di preghiera islamica, ma perché ritengo che nel Municipio, nella Casa Comunale, la laicità dovrebbe assoluta, proprio per essere accogliente verso tutti, anche di coloro che non praticano alcuna religione. Credo che l'Amministrazione, a fronte di questa esigenza di ospitalità, peraltro condivisibile e ampiamente accettabile, avrebbe dovuto forse ospitare l'evento in altra sede e non nella sede formale aulica del Consiglio Comunale e non la sala di preghiera nella Sala Matrimoni, che è un'altra delle sale auliche del Consiglio Comunale. Dopodiché, personalmente, non credo di aver detto niente di nuovo, perché chi ha seguito la mia azione in questi quattro anni sa che già un paio di mesi dopo l'inizio di questa consiliatura io sollevai il problema di una, secondo me, inopportuna e lunghissima benedizione del Vescovo, o di un delegato del Vescovo, all'inaugurazione della Stazione Porta Susa. Credo che questa Amministrazione, non solo e non tanto verso l'Islam, ma verso anche la religione cattolica, abbia più volte sbagliato nel non mantenere questi principi di laicità che dovrebbero essere fondamentali. Aggiungo anche che, come ho già avuto modo di dire al Presidente del Consiglio Comunale, io non ho mai voluto sollevare il problema, perché ritengo che ci siano problemi molto più urgenti per questa Città, però, personalmente, trovo inappropriata la disposizione del crocifisso nella Sala Rossa, proprio perché la Sala Rossa rappresenta tutti e, proprio perché questa Città è sempre più multietnica e multireligiosa, credo che dovremmo astenerci dall'esporre qualunque simbolo di qualunque religione, perché, purtroppo, questi simboli diventano sempre più, per quanto siano, in termini astratti e assoluti, spirituali e, forse, dei simboli di sofferenza anche universale, nella pratica rischiano di diventare simboli di divisione. Per accorgersene, basta andare - come è successo a me - a Gerusalemme, o in un'altra città contesa tra più religioni, per vedere come i simboli religiosi diventino l'elemento base dell'odio reciproco e della divisione, e spero che a Torino non si arrivi mai a questo punto. Per cui, a titolo personale, naturalmente, io voglio manifestare questo fastidio. L'altro argomento importante che volevo affrontare è il rapporto tra questa Amministrazione Comunale e l'Islam. Io credo che dobbiamo essere assolutamente accoglienti verso gli immigrati islamici e, tra l'altro, credo che abbiano diritto, anche nella pratica della loro fede religiosa, a luoghi più dignitosi di quelli che hanno avuto in questi anni, che se li possano costruire, così come le altre religioni si sono costruite i propri luoghi di culto, e che possano pregare in piena dignità. Certamente, l'Islam pone un problema, perché è una religione che viene da una parte del mondo dove la laicità sostanzialmente non esiste, o almeno in parte, poi concedo che se uno va in Malesia, come è successo a me, è un altro discorso, ma diciamo che nella parte araba e anche in questi Paesi in particolare, con cui abbiamo organizzato questo forum di ieri, la laicità non esiste proprio come concetto, addirittura i principi della Sharia sono validi per legge, poi con diversi livelli più o meno rigidi di applicazione, ma costituiscono parte della legge. Credo che questo sia un argomento su cui in particolare il centrosinistra ha mancato di fare una riflessione e di mettere in chiaro alcune cose, perché, se da una parte l'accoglienza vuol dire tollerare i modi di praticare una religione, anche di vestirsi e di mangiare diversi dai nostri, però su alcune cose una riga va tirata con molta chiarezza: una di queste cose, sicuramente, è il diritto delle donne e il diritto degli omosessuali a vivere come meglio credono e l'autodeterminazione di sé, del proprio corpo e del proprio destino. Questa cosa, purtroppo, anche in paesi dove l'immigrazione islamica è più vecchia e più avanti che in Italia, è sempre stato un problema, perché ci si scontra con una cultura in cui questa cosa non è assolutamente prevista. Su questo credo che noi dovremmo essere molto chiari nel dire che queste parti della Sharia e queste parti della cultura islamica non sono accettabili in un Paese occidentale. Quello che, quindi, chiediamo come elemento di integrazione a chi pratica queste religioni è di realizzare che queste cose per noi non sono accettabili. Il convegno sulla moda islamica va benissimo, però, anche qui, forse, andrebbe messo un asterisco che ci ricordi che va bene la moda islamica, ma che dev'essere una libera scelta della donna, almeno in Italia, indossare questo genere di vestiti e che se, invece, la donna vuole indossarne altri dev'essere assolutamente libera di farlo. Forse, qualcuno ricorderà (io non ero ancora nato) che il movimento di liberazione della donna negli Anni '50-'60-'70 nacque anche con il cambiamento del vestito; anche lì le donne smisero di indossare dei vestiti particolarmente lunghi, eccetera, e cominciarono ad andare in giro con la minigonna o con il bikini d'estate e, forse, quando anche le donne islamiche potranno fare questo sarà un segno di integrazione, più che riempire la nostra città di burqa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Ringrazio il Sindaco per i 17 minuti di comunicazioni, che hanno definitivamente, o per l'ennesima volta, certificato quanto l'abito da Sindaco all'Onorevole Fassino vada stretto, perché ci ha fatto 17 minuti di lezione di economia globale, ci ha spiegato come i massimi sistemi economici del mondo viaggino da Occidente ad Oriente, ma continua a non preoccuparsi delle cose che, invece, premono a questa Città: l'ordine, la sicurezza, l'adattamento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Le spiego cosa c'entra il tappetino di ieri. Ieri lei, a Palazzo Civico, si è comportato esattamente come ha fatto per l'azzeramento delle mura della Cittadella, perché Palazzo Civico, come le è stato appena ricordato, è un luogo estremamente laico e il luogo più laico è proprio la Sala Matrimoni, dove sono stati celebrati centinaia e centinaia di matrimoni civili che non hanno niente a che vedere con la religione. La sua presunzione e la sua arroganza politica non la portano a pensare che, magari, possa creare fastidio anche solo il pensiero che, con una funzione religiosa, indipendentemente da quella che sia, venga violato un diritto di assoluta laicità? Ieri - e lei non è neanche al corrente di questo - nessuno ha fatto una violenza particolare; abbiamo semplicemente richiesto di rispettare quello che rappresentava quella Sala per Torino e i suoi torinesi, tanto è vero che l'organizzatore non ha fatto una piega, ha preso dalle nostre mani il tappeto e ha chiesto dove doveva metterlo. Quindi, non ci sono stati problemi da quel punto di vista. Non era necessario per forza allestirla, se non fosse stato per una sua evidenza mediatica della quale lei è alla continua ricerca, perché la cosa che a lei fa più rabbia oggi è non apparire, ma essere coinvolto in questa questione. Tutta questa cosa che lei mette in piedi tutte le volte serve a dare semplicemente la massima apparenza alla sua persona... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma è tanto vero che lo ripeto, l'ho detto sin dall'inizio: l'abito da Sindaco a lei va stretto, ma la capisco, Onorevole Fassino, perché lei è troppo avanti politicamente per adattarsi ai problemi di una città. Io lo ribadisco: questa città ha bisogno di un Sindaco che si preoccupi e risolva i problemi del cittadino, del quotidiano e non dell'economia globale, dei rapporti tra Est e Ovest, perché questo compete ai Ministri, a chi è deputato a questo tipo di attività politica, alla quale lei è assolutamente portato, ma alla quale chiaramente fatica a star dietro, perché vorrebbe esserne protagonista, e ne avrebbe tutti i diritti, e invece è costretto su quella sedia suo malgrado. Allora, per avere la massima evidenza, cerca anche di trasportare queste cose. Ripeto, è stata la mancanza di rispetto verso l'aspetto istituzionale di questo luogo che ha portato al fatto di ieri. Termino, anche se avrei molte cose da dire, ma mi sembra corretto lasciare al mio Capogruppo i 5 minuti. Comunque, credo di aver lanciato il messaggio. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Innanzitutto, contesto fortemente chi sui giornali, tipo l'ineffabile Consigliere Cassiani, ha ricordato articoli del Codice Penale: fin quando possiamo parlare, siamo grati al Consigliere Cassiani, quindi io la pregherei realmente di rettificare queste sue dichiarazioni, perché sono inaccettabili. La politica ha libertà di fine, quindi Consigliere Cassiani, per favore. Seconda questione. Chi dice che oggi avremmo forse potuto parlare di cose più importanti, dice male. Questo è uno degli argomenti che interessa di più milioni di italiani e, quindi, io sono contento di poter agire e di poter parlare in questo dibattito, perché posso dire finalmente con serenità, parlando anche di massimi sistemi che, magari, non ci competono, che personalmente sono preoccupato del modo di intendere le libertà del PD o della socialdemocrazia europea. Libertà senza la forza della storia non è libertà. Allora, io mi chiedo: dov'era il PD quando sono state cancellate le radici giudaico- cristiane nella Costituzione Europea? Dov'era la socialdemocrazia europea quando sono state cancellate le radici giudaico-cristiane nella Costituzione Europea? Lo chiedo a voi, cari Consiglieri. Questo è uno dei temi fondamentali... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo dico, perché il Sindaco ha citato alcuni passaggi in questo senso. La preoccupazione, nostra perlomeno, è capire che la socialdemocrazia europea probabilmente ha qualche lacuna, ha qualche vacuo, perché non possiamo continuare ad avere denatalità e non fare nulla; non possiamo continuamente sacrificare i valori al dio denaro, alla finanza, alla tecnocrazia, e io solitamente non uso queste parole, perché, secondo me, il profitto è una cosa sacrosanta, però io non ci sto a sacrificare i valori per il dio denaro, come ad esempio è successo ieri, perché per me è sbagliato. Terzo punto. La politica si sta sottomettendo alla tecnocrazia e alla finanza. Io voglio più politica, voglio più decisioni sagge, più decisioni in linea con quello che pensa il popolo italiano, non che continuamente siamo succubi di qualcuno che ci dice che cosa fare; la Grecia, con Tsipras, è l'esempio più eclatante, ma è successo anche in Italia e la storia lo dimostra (è successo nel 2011). Io rispetto le opinioni di tutti, certamente sono preoccupato. Vorrei sapere dalla Consigliera Onofri, dalla Consigliera Centillo e dalla Consigliera Genisio che cosa pensano rispetto alle parole sacrosante, che io condivido pienamente, del Consigliere Marrone in merito a come vengono trattate le donne in quei Paesi. Dite qualche parola, perché se è vero, come è vero, quello che ha detto il Consigliere Marrone, sicuramente abbiamo da dire. Dove sono le femministe, o quelle che pensano che i diritti delle donne si debbano difendere sempre, come noi lo pensiamo tutti i giorni nella nostra azione politica, quando vedono che sedute ci sono le donne con il burqa? Mi avvio alla conclusione, Presidente, esprimendo solo ancora un concetto. Secondo me, musulmani, ebrei e cristiani hanno diritti e doveri uguali; le persone hanno diritti e doveri uguali, ma, nel momento in cui le religioni vengono messe sullo stesso piano e si giudica acriticamente la Sharia dell'Islam, ecco che si fa il peccato mortale e si rischia di essere sottomessi, in questo momento, in questa Europa, in questo mondo che si sta così delineando. Quindi, io chiedo il rispetto del diritto delle persone sempre e il rispetto del diritto a manifestare la propria religione, ma non di giudicare acriticamente la Sharia come abbiamo fatto, per esempio, in un convegno sulla moda, dove - combinazione - si parlava anche di Sharia, sempre grazie alla nostra ineffabile Assessora Ilda Curti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Proviamo a ricondurre il tema nei binari, anche se, comunque, mi sembra che, fino adesso, si stia svolgendo in maniera rispettosa di questo luogo. Condividendo ogni parola e ogni pensiero espresso oggi dal Sindaco, non replicherò, perché per noi le cose stanno esattamente così e ho l'impressione che, se la lezione non è stata chiara, la colpa sia degli allievi, caro Consigliere Carbonero (in questo caso, perlomeno). Vorrei chiarire quella che è stata la nostra posizione fin da subito rispetto a quanto accaduto ieri. Noi ci siamo sentiti offesi per quel gesto, che non è stato solo un "abbiamo segnalato", come è stato erroneamente detto oggi, ma è stato un intervento diretto, un gesto, una scelta libera che ha offeso la Città di Torino, la sua storia, ma anche il suo presente per tre ragioni. Innanzitutto, perché la Città di Torino aveva degli ospiti legittimamente invitati a Palazzo e per noi l'ospitalità è sacra. L'ho spiegato ieri ad un Consigliere di Circoscrizione della Lega Nord, persona che stimo, dicendo che se tu mi inviti a casa tua e ti chiedo, per cortesia, di poter pregare per cinque minuti, di poter recitare il rosario, tu mi metti a disposizione la tua camera di letto, o il tuo salotto, ma non mi dici vai nella chiesa di fronte, perché per te è importante che io sia lì, perché sono tuo ospite. Questo è avvenuto. Nel momento in cui si fa saltare il principio dell'ospitalità, si offende qualcosa che per la cultura italiana e per ciascuno di noi è sacro, che ci ha sempre caratterizzato, siccome la questione è l'offesa alla nostra Costituzione, alle nostre Leggi. Noi diciamo sempre agli altri che, quando vengono qui, devono rispettare le nostre Leggi; iniziamo noi. Ieri è stata offesa la Legge italiana ed è stata offesa la Costituzione italiana, che riconosce queste cose e che impone questo rispetto al quale noi dobbiamo attenerci. L'altra offesa è come credente. Per me la preghiera è il momento più alto in cui io esprimo la mia fede e penso che questo avvenga anche per gli altri. Quando loro pregano, per me è importante. Anche quando uno partecipa ad un rito celtico e adora un fiume e va in giro con un'ampolla; in questo Paese, si permette che anche questo avvenga, anche quella fede viene riconosciuta (poi, disconosciuta e, a un certo punto, con la vecchiaia, uno si riconosce laico: da giovani adoratori celtici e da vecchi laici). Proviamo a ragionare sul termine laicità. Il termine laicità vuol dire poter mettere tutti sullo stesso piano, vuol dire non scegliere la fede di uno e imporla agli altri, ma vuol dire consentire agli altri, vuol dire opportunità per tutti. Io non ho dubbi che, se ci fosse un altro convegno ed un'altra richiesta, il Comune sarebbe in grado di soddisfare quella richiesta; non ho dubbi e mi sorprende che qualcuno li abbia. In questo caso, dei musulmani hanno fatto una richiesta e noi giustamente l'abbiamo soddisfatta. Noi l'abbiamo detto fin da subito e mi fa molto piacere che sia stata la parte principale dell'intervento del Sindaco: il problema della paura. Questa città non deve avere paura. Se questa città si ripiega su se stessa, questa città muore e io questa responsabilità con voi non la voglio condividere. Questa città non deve propugnare la paura, deve illuminarsi, deve accendersi, deve aprirsi, deve spalancarsi nel rispetto delle regole, nel rispetto delle norme, ma per la propria crescita. Ne parleremo dopo, quando affronteremo il tema del Bilancio, ma se noi propugniamo la paura, magari, qualcuno di voi ne può avere un vantaggio nel breve, perché è facile. È facile, lo facciamo con i bambini perché smettano di fare i capricci, gli mettiamo paura. Invece no, dobbiamo spiegare, dobbiamo invitare ad avere attenzione verso gli altri. Non è il modo spiccio, non è la strada breve che porta a questa città una crescita economica, sociale e culturale. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Onofri. ONOFRI Laura Vorrei tranquillizzare subito i Consiglieri Marrone e Tronzano, dicendo che in questo Consiglio le donne ci sono a difendere i diritti. Forse, non ve ne siete accorti. Abbiamo presentato proposte di ordine del giorno contro, ad esempio, l'incarcerazione di Asia Bibi per blasfemia, una cristiana; abbiamo presentato proposte di ordine del giorno contro due iraniane incarcerate, una vignettista incarcerata per il solo fatto di aver disegnato delle vignette. Quindi, abbiamo presentato proposte di ordine del giorno per far conoscere anche delle situazioni, che assolutamente ci sono, ma mi sembra che questi atti non siano mai stati né firmati né votati da voi, nonostante riguardassero momenti importanti; qui, invece, parliamo di vestiti. Noi non sottovalutiamo quello che succede in certe parti del mondo, ma, come avevo già detto quando si era discusso in questa Sala del futuro Paese ospite al Salone del Libro del Paese, probabilmente l'Arabia Saudita, io personalmente sono convinta che bisogna parlare e dialogare, che bisogna sfruttare questi momenti, specialmente con persone che, come ha detto giustamente il Sindaco, si aprono anche ad altre culture e che vengono qui per conoscere anche i nostri modelli e, quindi, proprio con queste persone, che, forse, probabilmente, sono quelle più avanti, bisogna cercare un dialogo e un confronto sui temi dei diritti umani. Su questo mi troverete sempre al fianco di chi difende i diritti umani. Riguardo all'abbigliamento dell'Islam, Consiglieri Marrone e Tronzano, ci sono stati convegni non solo a Torino, dappertutto, perché è un tema molto discusso anche fra le donne islamiche. A Torino c'è una realtà che opera da 20 anni e che si chiama Almaterra, non so se la conoscete, dove potete andare a parlare con le donne islamiche e confrontarvi con loro su questi temi, anche su quello dell'abbigliamento, perché, prima di tutto, non è uguale per tutti, perché l'abbigliamento islamico, definito così, ha una miriade di tipologie, tra le quali il semplice velo, che - ricordo - fino forse a 30-40 anni fa veniva usato anche dalle donne cristiane per andare a Messa (la Consigliera Genisio mi dice che viene usato ancora adesso), e questo non creava nessuno scandalo, era uno di quei principi a cui ci si atteneva. Le donne islamiche, nella maggior parte degli Stati - e questo è scientificamente provato - usano solamente il chador o l'hijab, che è semplicemente un foulard, tutti gli altri tipi... PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Consigliera Onofri, ha concluso. ONOFRI Laura Comunque, volevo intervenire anche per fatto personale, visto che sono stata chiamata in causa. PORCINO Giovanni (Presidente) Mi scusi, Consigliera, chiedo rigidità su questo, perché abbiamo temi ben più importanti da affrontare come la discussione generale sul Bilancio. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Starò nei minuti che mi sono concessi, quindi mi tolga la parola nel momento che questi saranno terminati. Colgo l'occasione per riprendere le sue ultime parole; non ne abbia, Presidente, io non volevo fare questo tipo di affermazione, però lei me l'ha offerta: "abbiamo argomenti ben più importanti", io non credo che l'argomento del Bilancio della Città di Torino sia più importante di questo dibattito. Credo che anche questo dibattito abbia un suo rilievo e una sua importanza. Lo dico ora che siamo verso la fine del mandato, perché voglio ringraziare, diversamente da alcuni Consiglieri che siedono sui banchi dell'opposizione, il Sindaco Fassino per aver messo a disposizione di questa Città la propria esperienza, la propria rete di relazioni, il proprio background, la propria capacità di creare rapporti che vanno ben al di là anche dei confini statuali. Lo dico perché - io ne sono convinto - la politica, e l'amministrazione degli Enti Locali è anch'essa politica, dev'essere in primo luogo capacità di costruzione di ponti, di relazioni, di capacità di dialogo, in un mondo che, evidentemente, è sempre più interculturale, in un mondo che è sempre più aperto, in una città come la nostra che è stata sede di forti immigrazioni interne, che oggi è sede di forti migrazioni da altri Paesi, e una politica che non sapesse intessere questo tipo di dialogo, che non sapesse costruire questo tipo di ponti, che non sapesse costruire relazioni e rapporti a livello globale e mondiale non sarebbe una politica all'altezza del proprio ruolo e della propria funzione. Credo, quindi, che l'Amministrazione stia agendo bene nell'intessere, nel costruire, nel consolidare un rapporto ed una relazione che, in qualche modo, contribuisca a demolire quel senso di insicurezza, quelle paure che venivano richiamate nell'intervento del Capogruppo del Partito Democratico. Lo dico, a maggior ragione, con maggiore forza, dal momento che io, insieme con il Consigliere Marrone, sono stato uno di coloro che ha posto invece l'ipotesi del ruolo dell'ospite d'onore al Salone del Libro nell'edizione del 2016, che pareva essere riconosciuto all'Arabia Saudita. Lo dico, quindi, non in uno spirito che qualcheduno potrebbe palesare come contraddittorio, ma, invece, forte del fatto che vi possono essere azioni che possono essere declinate in modo diverso. Io ritenevo e continuo a ritenere che quel tipo di invito formulato in quel modo, con quel ruolo, era, sarebbe e sarà - qualora fosse confermato, ma mi pare di no - un errore. Diversamente, invece, è costruire quelle relazioni, quei dialoghi, che, è vero, passano anche attraverso momenti di natura economica, ma costituiscono invece una ricchezza che può spingere quelle società, quegli Stati, quelle comunità a cambiare e a cercare in qualche modo di rendersi più omogenee, cosa che, ovviamente, dobbiamo fare anche noi, donne e uomini dell'Occidente. Io continuo a sperare, a immaginare, a coltivare un sogno utopico, nel quale veramente tutte le donne e tutti gli uomini presenti su questo nostro globo possano avere eguali diritti, eguali parità di dignità, di ruolo, di funzione. Io penso e spererei veramente che si sia ben oltre ormai la contrapposizione ideologica, la costruzione degli steccati, la costruzione delle divisioni. In questo spirito, mi sembra di poter cogliere un provvedimento recentissimo degli Emirati Arabi Uniti, che mi sarei aspettato che qualcheduno, magari, potesse citare all'interno di questo dibattito e che, quindi, allora cito io, nel senso che gli Emirati Arabi Uniti hanno, proprio nelle scorse settimane, approvato una nuova Legge contro qualsiasi forma di discriminazione sia su base religiosa, che di casta, che di credo, che di dottrina, che di razza, che di colore, che di origini... PORCINO Giovanni (Presidente) Ha terminato il tempo a sua disposizione. TROMBOTTO Maurizio Questo mi sembra un passo reale, concreto e significativo, al quale, forse, nel proprio piccolo, anche la Città di Torino può avere contribuito. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Troiano. TROIANO Dario Io inizierei dichiarando che non sono stato, ovviamente, d'accordo sul tipo di manifestazione che gli amici e Colleghi della Lega Nord hanno messo in scena l'altro giorno. Io sono uno che, quando ha fatto parte dell'opposizione, non si è mai messo il naso rosso da pagliaccio, o quello da Pinocchio, o in Provincia non ha mai messo il cartello con "Saitta, vattene", quindi probabilmente è un problema mio di timidezza, sono cose che culturalmente rifiuto. Mi sembra, però, che sia nato un fenomeno che ci sta sfuggendo di mano, cioè ho sentito dei Colleghi parlare di figura barbina epocale; vi do una notizia: la CNN, in sei edizioni, non ha parlato di questa cosa. Credo, quindi, che questo attenga molto al momento politico, a delle manifestazioni esterne, chiamiamole così, di alcuni Colleghi, ma lo limiterei a questo. Non mi risulta, tra l'altro, che gli ospiti si siano accorti di tutto questo, quindi credo che questa figura barbina, se è esistita, sia abbastanza minima. Al Consigliere Marrone, che ha portato il caso di rapporti con Paesi che al loro interno non hanno la democrazia o non danno il giusto spazio al problema femminile, eccetera, vorrei dire che questo, in gran parte, è vero, ma il Consigliere Marrone è troppo giovane per poter ricordare che l'Italia nel 1976 ha svolto una finale di Coppa Davis in Cile con Pinochet, che non soltanto internava, ma deportava e buttava fuori dagli aerei i dissidenti. E l'Italia ha partecipato a quel tipo di manifestazione. Probabilmente, i tempi sono cambiati; gli interessi economici, sportivi o politici, invece, vanno di pari passo rispetto alle esigenze. Quindi, non ne farei un dramma rispetto a quello che denunciava il Collega Marrone. Poi, ho sentito dagli stessi interlocutori due cose differenti: da una parte, si accusa il Sindaco di volare troppo alto rispetto alle esigenze della città, con questa sua sacrosanta, secondo me, mania di promuovere la città all'estero, perché ne ha bisogno; dall'altra parte, gli stessi che dicono queste cose, immaginano che il Sindaco dovesse sapere che cosa stava accadendo in Sala Matrimoni. Siccome la vecchia massima latina "de minimis non curat praetor" è sempre valida, io mi rifiuto di credere che sia stata una decisione del Sindaco Fassino. Le zone auliche di questo Palazzo sono affidate a delle Istituzioni. La Sala Matrimoni è data in capo alla Presidenza del Consiglio e chi vuole utilizzarla chiede alla Presidenza del Consiglio di poterlo fare. Mi rifiuto di credere che il Presidente del Consiglio possa chiedere il palinsesto di quello che accadrà in Sala Matrimoni. Tutto quello che ho detto fino adesso, però, vuole arrivare anche ad una definizione. In questo sono d'accordo con alcuni interventi che mi hanno preceduto: su una sacralità laica di questo Palazzo. Io, Sindaco, più che altro ho una preoccupazione, quella di un sovraffollamento di manifestazioni di questo genere, perché noi abbiamo dato spazio a otto musulmani che hanno voluto pregare, quindi non c'è stata tutta questa volontà di preghiera, ma, nel momento in cui noi inviteremo - come è già accaduto - esponenti del mondo buddista, dovremo garantirgli il Daimoku, perché loro hanno quel tipo di religione e quel tipo di preghiera e, se dovessero venire i cinesi con religione shintoista o esponenti di altre religioni, dovremmo dare anche a loro uno spazio di preghiera, ognuno per la propria religione. Credo che questa sia un'Istituzione pubblica, laica e credo che il Sindaco non avesse alcuna idea di quello che poteva accadere qui dentro. Per il futuro, io pregherei semplicemente di informarci meglio su eventi di questo genere e, nel momento in cui fossero espresse delle richieste di natura religiosa, pregherei che questo Palazzo non le ospitasse, a prescindere dal fatto che siano musulmani, buddisti o dei santi della chiesa degli ultimi giorni, è un problema di laicità. Siccome mi riconosco in questa laicità, vorrei che questa laicità venisse rispettata sempre. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Appendino. Le ricordo che ha tre minuti a disposizione. APPENDINO Chiara Sarò anche più breve dei tre minuti. Io ieri mi sono astenuta dal commentare la vicenda, perché la ritengo una pagliacciata di pessimo gusto, anche offensiva e non volevo alimentare il dibattito. Oggi, intervengo per lasciare a verbale quello che penso e, in particolare, censurare quanto accaduto ieri, che ritengo anch'io inqualificabile propaganda politica, e qui mi ritrovo anche in parte con quello che diceva il Capogruppo Paolino, cioè un gioco a chi soffia più benzina sul fuoco e gioca su una paura, che c'è. Proprio perché ritengo - e qui, invece, non condivido quanto detto dal Consigliere Paolino - che l'accoglienza e il rispetto dei diritti siano fondamentali, penso - e qui mi ritrovo, invece, in quello che diceva il Consigliere Troiano - che la questione, forse, andava gestita un po' meglio, proprio perché ritengo che, nel momento in cui si prende una decisione tanto importante, l'accoglienza debba essere fondamentale e, quindi, ci si debba addirittura vantare dell'accoglienza che si dà. Da come l'ho vissuta io, forse anche per la mancanza di comunicazione a cui faceva riferimento il Consigliere Troiano, sembra quasi che si sia voluto trovare una sala che non si vedesse, mettessimo lì un tappeto e, magari, nessuno se ne accorgeva. Sinceramente, mi auguro, anche per il futuro, che si possa consultare il Tavolo Interfedi; magari è stato fatto, magari non esiste più, non lo so; se non esiste più, chiedo al Sindaco di incaricarsi di far sì che esista di nuovo; non so se è stato consultato in questa occasione. Visto che esiste un Tavolo Interfedi (che in parte risponde a quello che diceva il Consigliere Troiano, cioè mi auguro che tra un anno ci saranno i cinesi, i buddisti, eccetera, perché evidentemente la nostra Città dovrà pur avere un ampio respiro internazionale), possiamo lavorare con questo Tavolo per pensare a una stanza (che io chiamo la stanza del silenzio, forse qualcuno lo ha anche detto prima di me) che possa essere accogliente nei confronti di tutte queste religioni? Anche io mi ritengo rispettosa del principio della laicità, ma proprio in tal senso penso che la soluzione più pratica e più facile da percorrere sia individuare, con il Tavolo Interfedi, un luogo che possa essere laico, che permetta a ogni persona la possibilità di pregare o di meditare, perché non esiste solo la preghiera, esiste anche la meditazione. Quindi, lavoriamo in questa direzione e cerchiamo di dare una risposta ad un'esigenza che evidentemente in qualcuno c'è e in qualcun altro non c'è. Evitiamo polemiche e atteggiamenti che oggettivamente sono stati anche offensivi per la nostra Città. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Io vorrei provare a ricondurre la vicenda almeno per quanto riguarda l'introduzione che ha fatto il Sindaco; al riguardo, voglio ricordare a coloro che in modo, secondo me, improprio e magari anche demagogico (e ci sta nella dialettica politica; parlo ovviamente di alcuni esponenti della minoranza), hanno detto che il Sindaco non segue quanto avviene quotidianamente in questa città, che questo Sindaco, fino a prova contraria, oltre a fare il Sindaco 20 ore al giorno, ha fatto precedentemente il Ministro del Commercio Estero e il Ministro della Giustizia. Perché dico questo? Perché citando velocemente, non con lo stile roboante e didascalico dell'Assessore Passoni, una frase di Karl Popper sulla società aperta e sui suoi nemici, che cita - Consigliere Ricca - Hegel come uno dei principali artefici del disegno per portare profondamente nelle masse un odio che permetta di attivare un nemico immaginario per lo Stato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Ricca, lei è troppo giovane per aver fatto un'analisi un po' più accurata (non è una sua colpa; anzi, è colpa mia non averne parlato mai, nemmeno ad altri Consiglieri) del "Secolo breve", come è stato definito il Novecento, perché nel "Secolo breve" gli odi razziali e interetnici hanno portato a tragedie che non sono solo riconducibili alla vicenda drammatica della Seconda Guerra Mondiale, della genesi del nazismo e del fascismo, delle persecuzioni e delle pulizie etniche, ma le stesse situazioni che hanno combattuto religioni, etnie, razze diverse (ancora oggi le combattono) hanno origine proprio da quel mondo occidentale che qualcuno si ostina a difendere in modo artefatto. Non dobbiamo dimenticare che la distruzione del sistema di equilibrio dei Paesi arabi, soprattutto moderati, quelli che ha citato il Sindaco nel suo intervento, quelli su cui non solo stiamo dialogando... parlo al Consigliere Tronzano, che ha avuto nel suo partito (recentemente, se non sbaglio) anche un Viceministro o un Ministro della Difesa che su questi temi era particolarmente attento; temi che significano Prodotto Interno Lordo e non riguardano ovviamente gli aspetti legati ai marchi della moda italiana, pur importantissimi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Altamura, deve avviarsi alla conclusione. ALTAMURA Alessandro Sì, Presidente. Io ho avuto la fortuna di visitare molti Paesi arabi, dove esistono molte presenze italiane di tutti i tipi di marchi e sono particolarmente premiate. Questo significa che il dialogo con queste religioni e con queste razze ha permesso di identificare degli interlocutori. Se oggi noi abbiamo un problema di disastro alle frontiere, di immigrazione selvaggia, di mancanza di regole dell'Europa che scarica sui Paesi del Mediterraneo le responsabilità per non volerle assumere, di distruzione degli equilibri politici che hanno generato un attacco americano in Iraq su prove di armi chimiche inesistenti... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Altamura, deve terminare il suo intervento. ALTAMURA Alessandro Presidente, mi faccia solamente concludere, perché mi permetta di dire che questo aspetto è centrale. Se poi vogliamo rispettare il Regolamento sempre alla lettera, farò in modo di ricordarglielo tutte le volte, d'accordo? In conclusione, se è vero che questo passaggio - Consiglieri Ricca e Carbonero - è stato un passaggio mediatico e se è vero che l'ospitalità è sacra in qualunque Paese (e io ho avuto modo di rendermene conto in tutti i Paesi islamici che ho visitato), credo che questo incidente debba rientrare in una dinamica che, come è stato detto, al di là della polemica politica, faccia capire che è un errore non identificare interlocutori che oggi servono anche per rimettere un equilibrio nel bacino del Mediterraneo e ai confini delle guerre in Sira, in Afghanistan e in Iraq, che oggi stanno minando il sistema occidentale. Come ha ricordato il Consigliere Marrone, i valori cristiani alla base del sistema occidentale non possono restare una semplice bandiera da usare per alimentare l'odio razziale, etnico e religioso. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Altamura, la ringrazio del suo avvertimento; però, come rammentava prima il Presidente Porcino, il rispetto delle regole vale per tutti, compreso lei, così vedrà che la Presidenza farà rispettare le regole. La parola al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Mi rivolgo al Presidente e al signor Sindaco per dire che il dibattito di questo pomeriggio dimostra, ancora una volta, che ha ragione chi dice che in questa Città bisogna continuare a investire in cultura e in istruzione, perché questi sono asset su cui dobbiamo fare veramente molta strada, visto il dibattito e visto quello che ho sentito. Qui tutti sono esperti di geopolitica, studiano i Paesi del mondo arabo, confondono l'Islam con il mondo arabo, non sanno che l'Islam è una cosa completamente diversa, molto più ampia, molto più diversificata di quello che invece alcune raffigurazioni giornalistiche ci dicono. Lo dico perché il dialogo e il confronto ci potrebbe servire, potremmo anche forse spiegare a qualche Consigliere che la prossima volta manifestazioni di questo genere non debbono tenersi, e forse la tolleranza, il rispetto, l'educazione, il confronto e il dialogo che questo pomeriggio cerchiamo di mettere in campo possono portare a dei risultati. Non ne sono certo, conoscendo da chi proviene questo tipo di manifestazioni. È evidente che per qualche voto in più uno è capace anche di prendere un tappeto, fare il filmino con il telefonino, eccetera; è evidente che queste azioni non hanno nulla di culturale e di logico, ma sono esclusivamente degli artifici politici per cercare di raccattare un voto razzista, un voto islamofobo. Consigliere Marrone, quando un uomo d'affari o una Camera di Commercio organizza incontri internazionali con persone che fanno affari... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi faccia parlare, Consigliere Marrone. E quando si tratta di acquistare o vendere prodotti, solitamente, anche nella mia esperienza professionale, non ho mai chiesto alla persona che ho di fronte quale religione professa (sufi, sciita, sunnita o salafita), perché in quell'ambiente non è importante. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi faccia parlare, Consigliere Marrone, visto che lei ha detto una serie di sciocchezze, anche storiche. Lei era amico di Assan fino a un certo punto, poi ne diventa nemico; è amico di Erdogan quando combatte l'ISIS, invece quando bombarda i curdi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Marrone, non interrompa. Consigliere Cassiani, si rivolga alla Presidenza. CASSIANI Luca Il mondo islamico, Presidente, è molto complesso e composito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sicuramente più di lei, Consigliera Ambrogio; ci sono i verbali di 10 anni di Consiglio Comunale... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La geopolitica non è una materia che possiamo affrontare qui in tre minuti, perché ovviamente è una cosa molto più complessa. Il mondo islamico è composito al suo interno, è diviso, anche tra gente che parla lingue completamente diverse una dall'altra. Essere dell'Islam o essere arabi è una cosa che non sempre coincide. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Cassiani, si avvii alla conclusione. CASSIANI Luca I Persiani parlano il farsi e non sono arabi. L'Indonesia è il Paese islamico più importante del mondo, con 200 milioni di islamici, ma non c'entrano nulla con il mondo arabo. Se uno non conosce completamente queste cose, fa di tutta un'erba un fascio e fa interventi che sono solo demagogici; sicuramente qualche voto lo prenderà (da CasaPound e da questi giri), ma è evidente che non si entra nel merito delle questioni. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Cassiani, deve terminare il suo intervento. CASSIANI Luca Ho finito, Presidente. Quando le Camere di Commercio parlano di affari, Consigliere Marrone, non parlano del tipo di religione islamica da cui provengono i partecipanti. Le cose che ha detto il Consigliere Marrone su Hamas sono delle fesserie, perché il Consigliere sa benissimo che a Gaza moltissime confraternite religiose raccolgono denaro per opere... (incomprensibile). Quindi, vi prego, state al merito, studiate un po', cerchiamo di confrontarci e di dialogare. Capisco che c'è la campagna elettorale e che lo studio non è il forte dei Consiglieri Carbonero e Ricca; però, mi auguro che il mio consiglio venga accolto almeno dagli altri che hanno un minimo di istruzione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consiglieri, avete la facoltà di intervenire e siete intervenuti. Tutti hanno il dovere di rispettare l'Aula, per cui quando interviene un Consigliere siete pregati di non interrompere. Dopodiché, vi invito anche a non iniziare l'intervento dicendo "sarò breve", perché tutti avete sforato i termini. La parola al Consigliere Ricca; le ricordo che ha cinque minuti a disposizione. RICCA Fabrizio Voglio solo dire che "quando la persona è niente, l'offesa è nulla"; penseranno i miei legali a parlare di tutto il resto. Detto questo, signor Sindaco, la vera e propria manifestazione di ignoranza è non sapere che nella cultura islamica gli uomini e le donne pregano in due contesti completamente diversi; ci vogliono due tappeti, lì ce ne era solo uno. Questa è la prima manifestazione di ignoranza: in quella sala lei avrebbe obbligato uomini e donne a pregare nello stesso posto, cosa sbagliata. Glielo dico perché - anche questa è un'altra manifestazione di ignoranza - abbiamo la possibilità di vedere cosa succede all'interno delle moschee, perché le visitiamo; ce n'è una a cinque minuti dal Comune, che magari sarebbe stata più adatta per fare pregare quelle persone, in un luogo di culto riconosciuto, non nella Sala dei Matrimoni, perché la Sala dei Matrimoni è un contesto laico. Questo è il Consiglio Comunale e non possiamo permettere che la religione entri all'interno dello Stato, a meno che non ci si metta nella condizione di concordarlo tutti insieme. È per questo che mi rivolgo anche a tutti i dipendenti, a tutte le persone che vivono all'interno delle strutture comunali, che non hanno la possibilità di avere un minuto di raccoglimento, perché non c'è un posto adatto. Noi siamo disposti a creare un luogo dove chiunque voglia possa avere un momento per raccogliersi e per pregare. Qualcuno l'ha definita "stanza del silenzio", si può definire come si vuole; creiamo un luogo adatto dove poterlo fare. Sapere che ci sono delle persone che vengono messe in una stanza, in maniera anche raffazzonata, dimostra anche l'incapacità di organizzare eventi di questo livello. Questa non è né casa mia, né casa del Consigliere Paolino, né casa del Sindaco; questa è la casa di tutti i 900.000 torinesi. Il Sindaco non si può arrogare la presunzione di sapere che cosa pensano tutti i torinesi e non può pensare di rappresentare politicamente tutti i torinesi, perché ci sono persone che la pensano in un modo e persone che la pensano in un altro modo. Il Sindaco deve avere la sensibilità di capire che magari non tutti i torinesi sono contenti di avere, all'interno di una sala del Palazzo Comunale, un luogo di culto allestito, qualsiasi esso sia. Io sposo le parole dell'Arcivescovo che dice che queste cose dovrebbero essere fatte per tutti, perché noi ci mettiamo nella condizione di avere ospiti di serie A e ospiti di serie B. Chi ci dice che agli incontri dell'ANCI non ci siano dei musulmani o dei cristiani che hanno voglia di pregare, anziché prendersi il caffè. Io sono convinto che la paura, in questa città, sia data non da quello che voi passate come lo spauracchio dell'immigrazione. La paura è data dai quartieri ghetto di Aurora, di Barriera di Milano, di San Salvario, di Porta Palazzo. La paura è data dalle persone che non possono circolare per le strade la notte perché ci sono gli spacciatori. Andate a chiedere a San Salvario se una ragazza può passeggiare di notte quando si trova di fronte a 16 nordafricani, che magari la molestano. Le cronache cittadine sono piene tutti i giorni di questi casi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, l'ultimo caso di cronaca cittadina riportava 16; si informi, Consigliere Viale. Quindi, il consiglio che rivolgo al Sindaco, che ricoprirà questa carica ancora per almeno nove mesi, è quello di provare a essere Sindaco un po' meno di se stesso, di vivere un po' meno in una Torino che vive fuori da Torino, perché Torino ha dei problemi reali, che non possono essere risolti attraverso un convegno sulla moda islamica. Noi dobbiamo concentrarci sui problemi delle periferie, glielo dicevo prima e glielo ripeto adesso; si faccia vedere nelle periferie, perché è dal 2011 che non la vediamo, ma non per tagliare i nastri, perché ci sono problemi concreti da risolvere. Noi viviamo le periferie, perché cerchiamo di risolvere tutte quelle lacune che questa Amministrazione ci mette sul piatto, e conosciamo, cittadino per cittadino, quali sono i problemi. È per questo che il Sindaco, il prossimo anno, dovrebbe un po' preoccuparsi. Se dobbiamo fare qualcosa a livello internazionale facciamo qualcosa di più concreto, facciamo qualcosa per togliere le sanzioni alla Russia, facciamo qualcosa per dare la possibilità ai nostri imprenditori di poter continuare a lavorare in quella direzione. Oggi l'Unione Europea ammazza centinaia di imprese in Piemonte e nella provincia di Torino, perché ci sono le sanzioni alla Russia. Se vogliamo fare qualcosa di concreto facciamo questo, non la moda islamica. Per quanto possa essere importante il mercato della moda islamica, io penso ai miei imprenditori, che oggi muoiono di fame. E sicuramente non saranno le usanze, le gioiellerie, l'arte e la moda, che il Sindaco ci ha raccontato prima, a risolvere i problemi economici delle nostre imprese. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale; le ricordo che ha tre minuti a disposizione. VIALE Silvio Mi sono abbastanza divertito a sentire alcuni dire che ci sono cose più importanti su cui discutere; vedo che molti Consiglieri sono attenti, voglio vedere cosa succederà più tardi, quando discuteremo il Bilancio. Quello che è successo ieri è inqualificabile ed è un episodio di ciò che non vorrei mai vedere, cioè una sorta di sharia cristiana, in cui ci si arroga il diritto di impedire ad altri di pregare. Mi dispiace che la Curia abbia fatto un comunicato in cui se ne lava le mani, dicendo che bisogna garantire a tutti il diritto di pregare, come se qui non fosse stato garantito. Questo è davvero qualcosa di sorprendente, perché mi aspettavo che invece riconoscesse tante altre cose. Il problema non è la situazione degli altri Paesi in cui ci sono vessazioni e intolleranze nei confronti di altre religioni. Noi dobbiamo sempre dimostrare di essere migliori, di essere più avanti, dimostrando come l'intolleranza si batte manifestando la propria tolleranza nei confronti delle altre religioni. In quest'Aula abbiamo avuto un solo Consigliere Comunale islamico, che non era praticante, ma si considerava laico; mentre abbiamo avuto Consiglieri Comunali di religione ebraica, di cui l'unica che si allontanava per seguire le pratiche religiose era Marta Levi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche Levi-Montalcini, ma Marta Levi me la ricordo già dagli anni passati. Poi c'era Ferrero che ogni tanto si dichiarava valdese, ma come io posso dichiararmi cattolico, quando fa comodo e può essere opportuno. Credo che oggi dobbiamo archiviare quello che è successo ieri come una brutta pagina, che non c'entra niente con il convegno che c'era in Sala Rossa. Ci sono stati tantissimi altri convegni che non c'entravano nulla con l'aulicità e la laicità (scoperta oggi) della Sala Matrimoni (oggi ho scoperto di aver fatto un buffet aulico in un posto aulico e laico come la Sala Matrimoni e ne sono contento). Il discorso sulla laicità va considerato sotto due aspetti: uno è relativo a un luogo neutro da adibire a eventuali preghiere, meditazioni, eccetera, anche non permanente. A me ha sempre stupito il fatto che nessun dipendente delle grandi aziende (dalla FIAT al Comune) abbia mai chiesto un luogo per pregare. È successo negli ospedali e infatti ci sono le sale adibite, ma perché la presenza della Cappella stimolava il fatto di avere un luogo neutro per tutte le altre religioni, in cui meditare, pregare, eccetera. Si può fare in Comune, mi pare una buona idea, però mi pare che debba essere fatto in questa chiave. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Si avvii alla conclusione, Consigliere Viale. VIALE Silvio L'ultimo aspetto mi sembra abbastanza chiaro, cioè noi non possiamo parlare della laicità senza porre la questione del crocifisso in Sala Rossa. Pensare di essere laici, senza simbolo, eccetera, e poi avere in Sala Rossa, che per Statuto rappresenta tutta la comunità dei cittadini che risiedono nella città di Torino (come ha detto poco fa il Consigliere Ricca, che ringrazio per le parole), avere in Sala Rossa un simbolo che rappresenta solo una parte di cittadini, mi sembra sbagliato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Viale, ha esaurito il suo tempo. VIALE Silvio Io ho sempre chiesto alla Curia di ritirarlo, ma non è stato fatto. Oggi abbiamo un crocifisso concordatario che dimostra come per tanti motivi in questo Consiglio Comunale la laicità viene citata quando fa comodo. Presenterò una proposta di mozione sulla questione del crocifisso; non l'ho fatto altre volte, lo faccio adesso; lo voteremo in cinque, in sei, ognuno voterà con la propria convinzione religiosa, laica, di opportunismo e via dicendo, ma le questioni di laicità si affrontano o non si affrontano. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Io non volevo intervenire, come avevo concordato con la Presidenza, però le ultime affermazioni che ho sentito alla mia destra mi hanno fatto cambiare idea. Oggi ho sentito alcune affermazioni del Sindaco che sicuramente mi hanno confortato; vorrei ringraziarlo e vorrei sottolineare che è merito suo se c'è stato questo dibattito, perché la Conferenza dei Capigruppo aveva preso una piega contraria a questo dibattito. A parte alcune note stonate, è stato un dibattito sicuramente molto attento. Vorrei solo aggiungere un aspetto. Io ho apprezzato molto il discorso del Sindaco sui simboli, che invece i Consiglieri Bertola e Viale hanno messo in discussione. Su questo aspetto voglio essere molto chiaro: io invito il Consigliere Viale a non presentare il provvedimento di cui parlava, altrimenti ci sarà una battaglia molto dura, e spero che tutte le forze presenti in quest'Aula non mettano in discussione i nostri simboli. Voglio solo aggiungere una cosa; prima il Sindaco ha fatto un excursus sull'emigrazione italiana verso altri Paesi, però voglio ricordare al Sindaco che quei Paesi, e i cittadini di quei Paesi presenti in Italia, hanno sempre rispettato la nostra tradizione, mentre il mondo che abbiamo citato non le rispetta o non le vuole rispettare. Chiudo l'intervento ringraziando il Sindaco per il dibattito, e soprattutto invito tutte le forze politiche a respingere le parole che sono giunte dalla mia destra. PORCINO Giovanni (Presidente) Le comunicazioni sono terminate. |