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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Luglio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2015-02297
"STRADA DI VALPIANA - II PARTE" PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MAGLIANO IN DATA 27 MAGGIO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502297/002, presentata in
data 27 maggio 2015, avente per oggetto:

"Strada di Valpiana - II parte"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Io mi inserisco in un secondo momento nella discussione; ecco perché il titolo
dell'interpellanza dice "II parte", adesso ho compreso.
Riporto una risposta successiva alla prima discussione in Consiglio Comunale con
l'Assessore Lavolta, da parte del Presidente dell'AMIAT, il dottor Magnabosco, che
ci conferma la disponibilità a provvedere all'installazione da parte di AMIAT dei
contenitori, anche se sarà necessaria un'autorizzazione da parte della proprietà
dell'area; ovviamente, a quel punto, sarà poi cura di AMIAT mettere nelle condizioni
i contenitori di essere puliti e prevedere il passaggio dei mezzi attrezzati per garantire
l'ordinaria amministrazione. Il dottor Magnabosco, l'11 giugno (quindi, non sono
nelle condizioni per sapere se è già avvenuto questo contatto) mi scrive che sarà cura
di AMIAT colloquiare in modo propositivo direttamente con la Presidenza della
Fondazione Difesa Fanciulli.
Dal punto di vista della viabilità, il secondo punto dell'interpellanza chiedeva quali
fossero le intenzioni sull'attivazione dell'impianto semaforico: "se la Giunta
Comunale intende accogliere la richiesta della cittadinanza ed attivare l'impianto
semaforico solamente quando l'intero complesso residenziale di strada Valpiana n.
78 sarà completamente abitato". Su questo, non ci sono problemi.
Gli Uffici scriventi ci danno la conferma intanto dell'attivazione del semaforo sulla
via, che tra l'altro è richiesto non soltanto dai residenti del civico 78; questa è
un'informazione che non era in mio possesso, ma gli Uffici ci confermano che c'è un
tema di sicurezza, quindi si intende comunque procedere all'accensione del
semaforo, indipendentemente dal numero dei residenti attualmente presenti al civico,
proprio perché garantisce la sicurezza e l'intera viabilità.
Per fare questo è stata fatta una verifica dei flussi veicolari che sono stati rilevati in
fase progettuale e che sono stati confermati nelle ultime settimane, che comunque
paiono già sufficienti per l'accensione completa dell'impianto.
Per quanto riguarda il punto 1 (mi scuso, sono andato al contrario), l'interpellante
chiede quali provvedimenti intende attuare la Giunta Comunale al fine di riuscire a
fare rispettare i limiti di 20 chilometri orari stabiliti nel tratto di strada descritto in
narrativa, in quali modi e in quali tempistiche.
L'adozione del limite di 20 chilometri orari è stato specificatamente richiesto dal
Comando della Polizia Municipale, dopo aver effettuato un sopralluogo propedeutico
proprio al collaudo dell'impianto semaforico, anziché il limite dei 30 chilometri
orari, che si era previsto in sede progettuale.
Come è stato già evidenziato anche nella precedente interpellanza, la sezione stradale
nel tratto in oggetto presenta delle caratteristiche particolari: la larghezza che limita il
transito a un solo veicolo per senso di marcia e una sensibile pendenza longitudinale
che limita naturalmente la velocità di percorrenza e che giustifica questa riduzione
del limite di velocità a 20 chilometri orari.
L'adozione di questo provvedimento ha natura precauzionale, al fine di avvertire
l'utente del potenziale pericolo, essendo molto rara anche l'istituzione di 20
chilometri orari come limite massimo.
Da alcuni rilievi che sono stati effettuati durante i sopralluoghi si è potuto verificare
l'improbabile volontà di percorrere il tratto di strada in esame a velocità superiori,
proprio perché le caratteristiche del luogo non lo permettono fisicamente. Quindi, si
ritiene di confermare il provvedimento adottato e la sufficiente segnaletica
prescrittiva di preavviso predisposta con l'installazione dell'impianto semaforico.
Questo riguarda i due punti dell'interpellanza; spero di aver concluso anche
l'informazione che il Consigliere Magliano attendeva sulla parte di competenza
dell'Assessore Lavolta.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Magliano.

MAGLIANO Silvio
Ringrazio l'Assessore per la risposta. In questi cinque minuti cercherò di raccontare
una storia che ha a che fare con quella via, nella quale mettersi d'accordo tra cittadini
e vivere quello spazio di strada di fatto creava molti meno disagi di quelli che siamo
riusciti a creare con questa operazione.
In quella strada c'era il doppio senso di marcia, la strada stretta tipica delle nostre
strade collinari. I cittadini (parto dal punto relativo ad AMIAT), grazie alla raccolta
differenziata, potevano mettere fuori di casa i loro rifiuti, che venivano raccolti tutte
le mattine dal camion di AMIAT, quello piccolo che va su in collina.
Nello stesso tempo, essendoci un doppio senso di marcia e non essendoci i semafori,
le persone facevano quel tratto di strada veramente a 20 chilometri orari, perché
sapevano che potevano incombere in un'altra macchina che scendeva.
Si fa l'operazione immobiliare a monte e viene richiesta l'installazione di un
semaforo, sapendo che su 21 unità abitative... ed è per questo che veniva richiesto,
fino a quando queste 21 unità abitative non fossero completamente occupate, di
tenere il semaforo lampeggiante. Perché? Perché attivando il semaforo sono capitate
queste cose, Assessore: 1) essendoci un semaforo il camion dell'AMIAT non si può
fermare più davanti a quelle tre case che ci sono in quella zona, ma i cittadini devono
scendere di 200-300 metri e posizionare i loro rifiuti la sera prima, non la mattina,
nello spiazzo di cui parlava la lettera di AMIAT. Questo fa sì che la mattina
regolarmente tutti questi rifiuti sono fatti a brandelli da cani e gatti che stanno in
quella zona. Da qui la richiesta quantomeno di mettere un bidone; 2) da quando c'è il
semaforo non ce n'è uno che rispetta i 20 chilometri all'ora con il semaforo verde,
contando che queste case sono quelle vecchie ville che hanno proprio la porta che si
affaccia sulla strada. Se uno trova il semaforo verde per salire, non ci crede nessuno
che andrà a 20 chilometri all'ora, perché sa di avere la strada libera, quindi va più
veloce, rispetto al fatto di ipotizzare che sta scendendo un'altra macchina, noi
abbiamo i cittadini che escono su quel versante, a piedi o in macchina.
Quindi, per dare una garanzia che la struttura residenziale che è stata realizzata non
necessitava di un ulteriore semaforo, che ad oggi pare abbia solo 3, 4, 5 abitanti, noi
in quel tratto di strada abbiamo scardinato una modalità con la quale i nostri cittadini
si organizzavano.
Tra l'altro, era molto più sicuro il passaggio, perché sapendo che poteva scendere o
salire qualcuno, uno non andava veloce; oggi, invece, sapendo che c'è il verde,
nessuno rispetta i 20 chilometri orari, perché sa che non scenderà mai nessuno,
essendoci il verde.
Quindi, AMIAT non passa più a fare il porta a porta, ma questi cittadini, con il verde
o con il rosso, in salita o in discesa, devono rischiare di essere presi sotto
regolarmente (io mi auguro che non capiti nulla), per andare fin sotto e lasciare i
rifiuti in una piazzola, perché non ci sono i contenitori.
Quindi, mi auguro che AMIAT chieda quanto prima alla Fondazione Difesa dei
Fanciulli di poter mettere lì dei bidoni, onde evitare di trovare sempre, quasi tutte le
mattine, soprattutto quando c'è l'organico, tutta la roba sparsa per terra davanti alla
Fondazione che si occupa della mission che tutti ben sappiamo. Secondo, abbiamo
fatto sì che per questi cittadini sia diventato più pericoloso uscire in strada, sia con
l'auto che a piedi.
Io non capisco come si sia pensato di fare una cosa di questo tipo ed è per questo che
ho chiesto all'Assessore se è possibile mettere un lampeggiante, fino a quando (visto
che si è sempre andati avanti così negli ultimi 80-100 anni, non so quando hanno
fatto la strada) questa struttura, con 21 unità immobiliari, non sarà completata, cioè
piena di abitanti.
Mi rendo conto che l'Amministrazione fa le sue scelte, ma prima questi cittadini si
auto-governavano tranquillamente, il porta a porta funzionava, le macchine
scendevano molto piano e salivano piano, perché sapevano che lì rischiavano dei
frontali e andavano a 20 chilometri orari. Adesso, mettendo il semaforo, è
impossibile che uno rispetti i 20 chilometri orari, Assessore, perché se vede il verde
tira, perché sa che nessuno verrà in senso opposto.
Quindi, incontrando questi cittadini a me dispiace dovergli dire che
l'Amministrazione ha dovuto mettere i semafori, ma di fatto noi abbiamo stravolto
un micro sistema che si auto-regolamentava, senza bisogno che i nostri Uffici e i
nostri Vigili facessero alcunché.
Prendo atto dell'impossibilità dell'Amministrazione di fare qualcosa in più. A questo
punto, chiedo all'Assessore di mettere un autovelox o una telecamera nei pressi del
semaforo, almeno con i soldi delle sanzioni riusciremo a riparare più buche, perché
di sicuro lì si farebbero tante multe.
Detto questo, mi dispiace solo che per un'operazione immobiliare, non so da chi è
stata fatta, non si è tenuto conto di come le cose hanno sempre funzionato in quella
via e che non sia possibile neanche prendere in considerazione di tenere spento il
semaforo, fino a quando non aumenterà in modo importante il numero dei cittadini:
stiamo parlando di 21 alloggi.
Io mi auguro (lo dico di cuore e lo lascio a verbale) che non capiti nulla, cioè che un
automobilista, in salita o in discesa, vedendo il semaforo verde, superi i 20 chilometri
orari, causando un incidente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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