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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Luglio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 17
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-03022
TASSA COMUNALE SUI RIFIUTI - TARI - APPROVAZIONE TARIFFE PER L'ANNO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201503022/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 luglio 2015, avente per
oggetto:

"Tassa comunale sui rifiuti - TARI - Approvazione tariffe per l'anno 2015".

della proposta di mozione n. mecc. 201503281/002, presentata dai Consiglieri
Marrone e Greco Lucchina in data 22 luglio 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201503022/013) 'Tassa comunale sui
rifiuti - TARI - Approvazione tariffe 2015' - Istituzione di Commissione Consiliare
tematica sul monitoraggio dei Servizi Pubblici Locali".

e della proposta di mozione n. mecc. 201503294/002, presentata dai Consiglieri
Ricca e Carbonero in data 23 luglio 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201503022/013) - Determinazione
della TARI per gli esercenti nei mercati di Torino".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 17/07/2015 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Come l'Aula sa bene, questa proposta di deliberazione è direttamente collegata al
tema del Piano finanziario approvato lunedì scorso dal Consiglio ed ha come
riferimento l'argomento della tassa rifiuti. Come è stato lungamente illustrato in
Commissione (in un supplemento di approfondimento mercoledì scorso e venerdì), si
è andato a definire un piano tariffario che ha una ripartizione, conseguente al Piano
finanziario, circa del 52% sulle utenze non domestiche e la differenza sulle utenze
domestiche. Ha previsto la ripartizione di queste tariffe sulla base dell'elenco
allegato delle codifiche tariffarie con una notevole innovazione quest'anno, stante il
fatto che, come chiesto dal Consiglio Comunale, l'Amministrazione ha intrapreso il
processo della nuova contestualizzazione della tassa. Ovvero ha selezionato, peraltro
su indirizzo di una mozione dell'anno scorso, alcune categorie tariffarie
(fondamentalmente, quelle che nei tavoli tecnici hanno lamentato il maggior carico
di tassa rispetto agli incrementi degli anni precedenti), ovvero quelle che hanno una
componente di rifiuto umido da trattare nella propria attività merceologica più alta di
altre. Pertanto, sono state queste le categorie collegate alla ristorazione, ai bar, agli
alimentaristi, scissi per la prima volta tra infra ed oltre 250 metri, ai banchi di
mercato ed ai banchi di mercato cosiddetti produttori.
All'interno di queste tipologie di tariffazione, si è pertanto proposto il modello di
bilanciamento del 2014, che era basato su una perequazione, in attesa del
completamento del lavoro della perequazione complessiva, che verrà attuata
dall'autunno prossimo con altre categorie…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Assessore, la devo interrompere. Consiglieri, chi non è interessato è pregato di
uscire. Prego, Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Sostanzialmente, verrà esteso con altre categorie, quali alcune categorie produttive
come industria, artigianato e altre sperimentalmente scelte, ed è stato inserito in un
contesto tariffario al momento ancora calmierato da interventi correttivi della
manovra 2014, dove si posero dei limiti di range d'incremento sulla tariffazione di
alcune categorie che, effettivamente, avrebbero avuto, per effetto della semplice
proiezione statistica dell'andamento della raccolta rifiuti nelle loro categorie
specifiche (basate sull'aggiornamento degli studi IPLA di parecchi anni fa), un
incremento percentuale più alto della media.
In tal senso, si è "bloccato", tra virgolette, ancora per un anno l'incremento assoluto,
che avrebbe sfondato in alcuni casi un incremento quasi dell'80% su alcune
categorie, andando ad individuare invece una forchetta di incrementi, tutto sommato,
compatibili con questo scenario al momento ancora di attesa. Si tratta di uno scenario
che prevede un'oscillazione massima (tra i meno ed i più) tra il meno 3% ed il
massimo dell'incremento del 7,80%, che è comunque molto meno di quello che
sarebbe stato qualora avessimo individuato effettivamente l'incremento puntuale,
ovvero quello derivante dalla misurazione puntuale quali-quantitativa dei rifiuti, così
come illustrato nell'indagine campionaria prodotta dall'IPLA ed illustrata alla
Commissione la settimana scorsa.
Con ciò (e, quindi, con ancora un anno di valutazione dell'andamento perequativo
della tassa) non ci sono variazioni di rilievo, in particolare sulle famiglie; di fatto, la
tassa sarà uguale all'anno precedente, mentre per le categorie produttive in genere
non vi sono variazioni con l'eccezione delle sei categorie che ho citato, che hanno
queste oscillazioni in alcuni casi in diminuzione, in alcuni casi in leggero aumento.
È sufficiente lo studio a gratificare il Tavolo Tecnico Tassa dei Rifiuti inaugurato
l'anno scorso e tuttora operante? Lo è in parte, in quanto, oltre alla parte tecnica (cioè
la misurazione e la pesatura del rifiuto secondo questi modelli di indagine), è allo
studio dell'Amministrazione, ma poi oggetto di Commissione e di discussione, anche
la valutazione su alcune modalità di economia nella gestione del servizio o di
ottimizzazione della gestione servizio, in particolare sulle aree mercatali, che
potrebbe portare anche ad una riduzione del costo puntuale della raccolta e dello
smaltimento e con esso, ovviamente, alla valutazione sull'impatto che potrebbe avere
la tassa in un regime di privativa calmierata ovvero con un mix di funzioni e di
servizi messi in atto anche dai soggetti assegnatari delle piazzole del mercato stesso.
Sarà questo lo strumento con cui valuteremo nel 2015-2016 come evolvere ancora il
modello. Per il momento, questo provvedimento recepisce sostanzialmente
l'invarianza delle tariffe sul 2014, ottenendo un risultato positivo in quanto con la
crisi economica e con l'andamento comunque di maggiore costo dei servizi e della
produzione dei rifiuti in generale, dovuto al normale andamento ISTAT, tuttavia il
Piano finanziario riesce a risparmiare circa 200.000,00 Euro e, conseguentemente, a
retrocedere tale risparmio sui cosiddetti soggetti alla tariffa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Alla proposta di deliberazione sono stati presentati sette emendamenti, due a firma
della Giunta, uno a firma del Consigliere Tronzano e quattro a firma del Gruppo
Lega Nord. La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ogni volta che si discute di tariffa rifiuti, è inevitabile che si crei un dibattito
piuttosto acceso, in quanto sappiamo che, a maggior ragione da quando è passato a
livello normativo il principio della completa copertura del servizio, diventa strategico
andare a determinare qual è la copertura stessa, cioè il quantitativo del costo del
servizio che viene imputato, perché da quello poi deriva inevitabilmente l'importo
che si chiede di sborsare ai torinesi.
Devo ammettere che, forse, abbiamo sbagliato nei primi esercizi (in cui non era
TARI, ma TARSU, però il principio era quello) a concentrarci eccessivamente su
quello che è il tema delle aliquote. Io per primo devo dire che ritenevo un dibattito
appassionante ed importante quello di definire quali fossero le categorie più o meno
gravate dal peso di questa tariffa, quando poi però è facile rendersi conto che, in
realtà, il costo complessivo di questo servizio è davvero l'elemento che va a creare
delle differenze tali, proprio di imposizione, a tutta la comunità torinese, per la quale
poi è impossibile pensare di aiutare un pezzo piuttosto che un altro con dei piccoli
sgravi di minima percentuale.
Anche alla luce della Commissione, che ha fatto la verifica dell'attuazione delle
scorse mozioni di accompagnamento, posso dare atto alla Giunta - ed è un punto di
cui vado orgoglioso - che sia stata data attuazione a quel pezzo di mozione presentata
dal nostro Gruppo, Fratelli d'Italia, che chiedeva nella definizione dell'aliquota la
distinzione tra i commercianti al dettaglio rispetto al commercio all'ingrosso, perché
ritenevamo assurdo parificare il negozietto a conduzione familiare con l'ipermercato
di proprietà di una multinazionale. Sono contento che sia passata questa linea, perché
nel vedere gli aumenti di quest'anno su alcune categorie a scapito delle altre, notare
che la grande distribuzione ha avuto un incremento superiore al punto e mezzo,
quando invece la tariffa applicata ai commercianti al dettaglio è rimasta quasi -
sottolineo, quasi - invariata, credo che possa essere preso con soddisfazione come un
piccolo risultato.
Ritorno a sostenere che, in realtà, è il costo del servizio il punto sul quale, come
Amministrazione e come Consiglio Comunale che deve approvare il piano tariffario,
è necessario esprimersi. Anzitutto, dobbiamo chiederci se il costo che ci imputa
SMAT è un costo concorrenziale. Ovviamente, intendevo dire AMIAT e, ahimè, è un
lapsus derivante da alcune analogie di alta tariffazione. Il vero punto è: com'è
possibile che un servizio che, ad un certo costo, viene svolto da AMIAT costi
diversamente anche se è uguale in altre metropoli e capoluoghi di regione? C'è
qualcosa che, effettivamente, non va e sono contento - penso che poi interverrà anche
il Consigliere Ventura - che ci sia stata una sorta di convergenza, se non nell'analisi,
quantomeno nella preoccupazione sull'economicità del servizio svolto da AMIAT.
Ci siamo accorti tutti che un eccessivo ricorso al subappalto - lo dico con buona pace
di alcuni del PD che so che non condividono questa mia idea - nel coinvolgimento
piramidale di cooperative, consorzi e soggetti, che hanno sedi sociali nelle regioni
più disparate d'Italia, anzi, mi correggo, non proprio le più disparate, ma le più rosse
(cioè l'Emilia Romagna e la Liguria, ad esempio), va, alla fine, a creare un aggravio
di costi che si traduce anche in aumento…

PORCINO Giovanni (Presidente)
La devo interrompere, Consigliere Marrone. Colleghi, non costringetemi a chiamarvi
per nome. Non è possibile proseguire il dibattito con questo rumore di sottofondo.
Prego, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sicuramente, non può non portare alla preoccupazione di cercare di capire dove
vanno, in termini di inefficienze, queste sorti di discrasie di funzionamento. C'è una
evidente mancata verifica in termini di controllo politico sul fatto che AMIAT si
comporti come un soggetto concorrenziale. Purtroppo, sappiamo che ci sono state
delle ardite attività di investimenti addirittura esteri, finiti anche male da parte di
AMIAT, sappiamo che ci sono delle operazioni di investimento davvero discutibili e
sappiamo che c'è un trattamento ancora eccessivamente di privilegio della dirigenza,
con un eccessivo numero di dirigenti e, soprattutto, un trattamento esagerato in
termini di remuneratività e di spese che scaricano sull'azienda, e non possiamo non
pensare che tutto ciò non finisca per tradursi in tariffe record per le tasche dei
torinesi.
È per questo motivo che introduco la proposta della mozione di accompagnamento
(elaborata in sede di lavori di I Commissione non solo da parte del Gruppo di Fratelli
d'Italia, ma insieme al Consigliere Greco Lucchina del Gruppo Ncd) che propone
uno strumento che sulla TARI, ma non solo, vada a recuperare quella che è la
funzione di indirizzo e di controllo - ma, soprattutto, di controllo - sui Servizi
Pubblici Locali, per cui diventava centrale l'ausilio di un soggetto come l'Agenzia di
Monitoraggio dei Servizi Pubblici Locali, che sappiamo essere stata congelata, pur
non essendo mai stata stralciata formalmente e non sono stati rinnovati i vertici ed i
finanziamenti; siamo convinti, perché è un dato di fatto, dell'eccessiva onerosità di
funzionamento di questo organo (circa 100.000,00 Euro) e ci rendiamo conto che sia
del tutto anacronistico, rispetto alla nostra situazione erariale, prevedere un ripristino
così com'è di questa Agenzia esterna, ma siamo arrivati ad una proposta, che
riteniamo meritevole, per l'attivazione di una Commissione tematica, che è diversa
da una speciale, che si occupi nel dettaglio di tutto ciò.
Diventa fondamentale, intanto lo voglio chiarire per rispetto nei confronti degli amici
del Gruppo della Lega Nord, perché non si tratta assolutamente di una
sovrapposizione con la Commissione Controllo di Gestione, in quanto non si chiede
di controllare la gestione comunale, ma di verificare (esattamente come faceva
l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali) tutti quegli aspetti che non ineriscono al
funzionamento della macchina comunale, ma a quella che dovrebbe essere la
vigilanza dell'Ente Comune nei confronti di soggetti che, troppo spesso, si
comportano, in certi casi (quando serve, per capirci), come soggetti - quali sono -
partecipati maggioritariamente, se non totalmente, dalla Città e, quando invece serve
l'opposto, si comportano come dei partner del tutto terzi, protagonisti di una vicenda
contrattuale che vede la Città come controparte.
Sinceramente, noi vogliamo dire basta a questa pantomima, non tanto per intento
punitivo nei confronti di questa o quella forza politica che potrebbe avere delle
influenze su queste partecipate, ma nell'interesse della Città, perché riteniamo che, in
questo ultimo anno che ci separa dalla fine della tornata amministrativa, sia nostra
responsabilità (non come opposizione, non come maggioranza, ma come Consiglio
Comunale) riappropriarci, una volta per tutte, di quello che è il controllo politico non
dello svolgimento del servizio tout court (perché qui nessuno propone anacronistici
ritorni in house), ma dello svolgimento in economicità di questo stesso servizio,
soprattutto quando è oggetto di appalto a soggetti esterni che, poi, sono partecipati
dalla Città, ma che, di fatto, figurano come una semplice controparte.
Noi riteniamo che questa sia una proposta davvero importante e che va
semplicemente a far finire una sorta di limbo di deresponsabilizzazione di questo
organo come Consiglio Comunale rispetto all'orizzonte ed all'orientamento che
hanno assunto le partecipate che erogano i Servizi Pubblici Locali. Non possiamo
ammettere che semplicemente in una fase di riassetto o di dismissione anche nel
riassetto di un'ulteriore frammentazione di quelli che sono i pacchetti di controllo (e,
quindi, le possibilità di controllo diretto della Giunta), il Consiglio Comunale abiuri a
quello che, invece, è il suo ruolo fondamentale di controllo.
Qui, alla fine, noi approviamo il Bilancio, approviamo quelle tariffe e quei tributi che
costituiscono la voce principale di entrata di quel Bilancio, ma, se non siamo in
grado di verificare che quelle tariffe siano congrue ed eque, oggettivamente tutto il
nostro mandato risulta quasi uno specchietto per le allodole di stampo politico-
ideologico. In questo modo, noi vogliamo semplicemente riappropriarci di una
funzione fondamentale e ridonare protagonismo al Consiglio Comunale, restituendo
quella funzione profonda di controllo, di verifica, di acquisizione dati e di
individuazione anche di strumenti per valutare la customer satisfaction per andare a
verificare i confronti con i soggetti omologhi che svolgono gli stessi servizi per altri
Enti.
Riteniamo, quindi, che sia opportuno riassumere questa funzione ed auspichiamo
che, come già anticipato in Commissione, ci sia un atteggiamento di adesione e di
convinzione trasversale su questo atto di indirizzo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Ci troviamo a discutere anche quest'anno una TARI, per poco che sia, fatta di
aumenti. Partiamo da un aumento di circa il 2% verso l'abitativo e che arriva fino
all'8% per i mercatali. Chiaramente, questo non può che essere un segnale negativo
verso tutte le famiglie e tutte quelle piccole partite IVA che, comunque, fanno fatica
tutti gli anni a dover tirare fuori degli Euro in più per una tassa che, da qualsiasi
punto di vista la guardiamo, è la più alta d'Italia. Se noi andiamo a guardare quella
che è la tassa per gli ambulanti, la differenza tra le maggiori città italiane (Milano,
Verona, Napoli e Torino) è davvero importante. Signor Sindaco (lo faccio per darle
l'idea, perché lei, in questo periodo, non ha avuto la possibilità di visionarlo), questo
è un grafico che rappresenta qual è la tassa rifiuti per gli ambulanti a Torino e in tutte
le altre grandi città italiane.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Come sapete, non è previsto che vengano esposti cartelli durante gli interventi.
Rimuoveteli, altrimenti le devo togliere la parola.
Prego, Consigliere Ricca

RICCA Fabrizio
Il Sindaco non ha avuto la possibilità di poterne discutere in Commissione: la
differenza è importantissima; a Napoli, che è alla ribalta (a livello di cronaca) per
questioni di immondizia e che non è sicuramente un buon modello, si arriva a pagare
circa 1.000,00 Euro l'anno contro i più di 5.000 Euro di un ambulante torinese.
Qui credo però di andare controcorrente: noi, che abbiamo presentato degli
emendamenti migliorativi a quella che è la tassa rifiuti, siamo anche pronti a votare
questa TARI e questa TASI, per il semplice motivo che gli emendamenti che
proponiamo riallineano completamente Torino a tutte le altre città italiane. Adesso
spiegherò per quale motivo, se i nostri emendamenti dovessero essere accolti, ci
metteremmo nella condizione di votare a favore di questa proposta di deliberazione.
Chiediamo che il coefficiente (che viene calcolato per 6 all'interno della griglia che
va a tariffare i mercati ambulanti, soprattutto quelli dei generi alimentari) venga
stralciato. Noi proponiamo lo stralcio del coefficiente per 6, perché così si riallinea
perfettamente Torino a tutte le altre città italiane, portando Torino leggermente sopra
Napoli, cosa che sono convinto possa essere forse… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Con il servizio che diamo ci mettiamo però, signor Sindaco, nella
condizione di avere una tariffa che rispecchia quella che è la media nazionale.
Capisco che lo sforzo sarebbe davvero importante, però, esattamente come hanno
proposto anche i Consiglieri Marrone e Greco Lucchina, andando a fare un'analisi di
quelli che sono i veri costi, siamo convinti che, oggi, la pulizia dei mercati a Torino
costi troppo: che costi cinque volte rispetto a Napoli è davvero esagerato. È per
questo motivo che diamo la possibilità di poter intervenire andando a stralciare quel
coefficiente per 6. Gli emendamenti sul per 6 sono 3: vanno ad eliminare il per 6 in
tutte quelle fasce di ambulantato e questo, come ho già detto, andrebbe ad intervenire
in questa maniera.
Un altro invece si rivolge alle famiglie: so che, fino a qualche anno fa, per tutte
quelle famiglie che vivevano nelle zone limitrofe alle discariche c'era la possibilità
di avere uno sgravio; visto quello che rappresentano oggi i campi nomadi torinesi,
ovvero tutto intorno rimangono discariche a cielo aperto (magari, all'interno, una
mini pulizia la fanno i proprietari delle baracche, ma fuori i campi nomadi torinesi
sembrano delle discariche a cielo aperto), proponiamo, all'interno degli sgravi - e
comunque ammetto che gli sgravi proposti dalla Giunta sono intelligenti, perché si
arriva fino al 50% per le famiglie che hanno dei redditi bassi -, un ulteriore 50% a
tutte le famiglie che abitano nella prossimità di 500 metri da un campo nomadi.
Questo permetterebbe, oltre a tutta quella serie di problematiche che il campo
nomadi comporta, di poter vivere economicamente meglio nelle vicinanze di tutta
quella immondizia prodotta dai campi nomadi. Questa per noi è la base per
migliorare la proposta di deliberazione, pur capendo la difficoltà di andare a coprire
il costo del servizio, ma in questo modo si darebbe la possibilità a tutti i torinesi
interessati - lavoratori e non - di avere un vantaggio.
Qualora questo non potesse essere fatto, abbiamo individuato un'altra strada, che
abbiamo concordato anche con la Giunta e che quindi è già percorribile - nel
momento in cui venissero approvati gli emendamenti, chiaramente noi ritireremmo la
proposta di mozione di accompagnamento, perché diventerebbe inutile - e che si
articola in due punti: il primo è fare un calcolo per avere nel 2016 una tariffa
giornaliera per tutti quegli ambulanti che sono di tipologia A - mi spiego meglio, per
chi, magari, non è esperto in materia -, cioè tutti quelli che non sono occasionali, i
cosiddetti spuntisti.
Oggi, gli spuntisti hanno la possibilità di prendere un voucher, che copre la tassa di
pulizia e di plateatico per il giorno, maggiorata - se non sbaglio - del 20% e noi
proponiamo per il 2016 di fare un calcolo che sia esattamente come quello per gli
spuntisti, ma senza quella maggiorazione del 20%, quindi rimanendo nel range delle
tariffe. Questo rispetterebbe il principio che chi sporca paga e chi non sporca
chiaramente non paga, anche perché in questo modo si permette ad un ambulante che
un giorno non c'è fisicamente su quella piazzola, per mille motivi (anche soltanto per
utilizzare uno dei 15 giorni di permesso che ha di potersi non presentare), e quindi
fisicamente non produce rifiuti, di non pagare quello che non ha prodotto.
Il secondo ci può dare la possibilità nel 2016 di andare ad abbattere realmente la
tariffa, grazie all'autopulizia del mercato. Noi siamo convinti che, esattamente come
succede oggi a Milano, dando la possibilità agli operatori del mercato ed alle persone
che vi lavorano di pulirsi da soli la piazzola, si può risparmiare su tutti i costi di
spazzamento e di raccolta, incidendo in maniera importante su quella che è la tariffa
reale. Questo consentirebbe, nel 2016, di riallineare completamente le tariffe, perché
siamo convinti che si possa risparmiare più del 50% sui costi di spazzamento e di
raccolta; poi, chiaramente, ci sarà il costo reale, quello per il lavaggio della piazza.
Mi piacerebbe, ma questo lo chiedo al Consigliere Ventura (Presidente di
Commissione), fare anche un check di quelli che sono i lavaggi delle piazze; so che
ci sono dei mercati in cui il lavaggio viene fatto mensilmente (anche se dovrebbe
essere almeno settimanale) e così crea accumuli, soprattutto di materiale organico,
che con il caldo causano forti odori. Lavorare in mezzo agli odori e a materiale che
va in decomposizione è poco piacevole, però questo lo segnalo per vedere se si riesce
a fare un check in Commissione.
Vista la proposta che abbiamo avanzato e rispetto ad una sperimentazione
nell'autunno, insieme all'Assessore abbiamo individuato un mercato piccolo e
periferico, quello di corso Cincinnato, che potrebbe essere adatto a prestarsi per
questa sperimentazione. In questo modo, noi siamo convinti, per il 2016, di poter
presentare all'interno del Regolamento TARI (che, probabilmente, verrà votato dal
nuovo Consiglio Comunale) dei fortissimi ribassi per quanto riguarda le tariffe.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Innanzitutto, nonostante le differenze di vedute e le acerrime polemiche in
Commissione, devo notare uno sforzo da parte dell'Assessore Passoni sulla TARI di
questo anno: ha, giustamente, incanalato la discussione all'interno del Tavolo tecnico
ed ha avuto il coraggio di andare ad insistere su un settore che, oggettivamente, non è
semplice. Assessore, le stavo facendo i complimenti per quello che, nonostante le
polemiche che abbiamo avuto in Commissione, ha cercato di fare incanalando la
discussione all'interno del Tavolo tecnico.
Naturalmente, tutto il nocciolo della discussione (che personalmente e - credo - tutto
il centrodestra porta avanti da tempo) riguarda AMIAT; ovvero, in questo momento,
lei ha avuto la forza, anche grazie al ruolo che ha avuto l'opposizione l'anno scorso,
di provare a chiedere ad AMIAT di dirci la verità. Non credo che AMIAT ce la dica
ancora, penso che ci sia un corto circuito, come dicevo in Commissione, dove un
piccolo pool di persone determina i conti di tutte le Amministrazioni, compresa
quella di Torino. Parlo dell'ATO-R, che discende nella Città Metropolitana, nel
Municipio di Torino e poi nell'AMIAT. Poche persone determinano questi conti,
che, secondo me, non sono in linea con quelle che, invece, dovrebbero essere le
aspettative di un'Amministrazione che vuole essere a favore dei cittadini.
Lo dico perché, a mio giudizio, anche in questo Tavolo tecnico c'è stata qualche
opacità di veduta, ma, in ogni caso, è sempre meglio fare piuttosto che non fare;
quindi, nonostante qualche opacità, è comunque utile che si sia andati nella direzione
giusta. Ci sono però ancora due forti discrepanze che non riesco a capire perché non
vogliate affrontare politicamente: la prima è la questione della diminuzione costante
dei rifiuti negli ultimi 15 anni, che non è compensata da una diminuzione delle
tariffe. La seconda, ma questo è un aspetto politico che giustamente e legittimamente
voi portate avanti, è la mancata volontà di applicazione dei coefficienti del Decreto n.
158/99, su cui noi insistiamo da una decina di anni, ma che politicamente questa
Amministrazione non vuole portare avanti (e ci può anche stare dal punto di vista
politico).
In ogni caso, Assessore - lo dico convintamente -, ci sono grandissimi margini di
intervento sul contratto di servizio. Sono contento che una parte del PD abbia
convenuto con noi su questa necessità, perché penso che, realmente, oggi AMIAT
abbia cercato di indorare la pillola, avendo raggiunto oggettivamente dei picchi di
costo inaccettabili sia per le imprese che per i cittadini; oggi cerca di indorare la
pillola e di andare un po' nella direzione che la politica gli chiede, cioè di interventi a
salvaguardia di queste categorie, ma, oggettivamente - mi rivolgo anche al
Consigliere Ventura, Presidente di Commissione -, non è assolutamente sufficiente e
ci sono grandissimi spazi per intervenire sul contratto di servizio di AMIAT.
Uno degli ultimi argomenti che voglio citare è la sperequazione, a mio giudizio,
troppo alta fra imprese ed utenze domestiche. C'è stato un piccolo riavvicinamento
da parte di questa Amministrazione a favore delle imprese, cercando di compensare
questi costi a loro favore, però oggettivamente, guardando le percentuali europee,
siamo ben lontani da un risultato che è quello di dire che chi produce, chi fa
occupazione e chi tiene in piedi il tessuto produttivo della nostra Italia non può
essere tartassato così tanto da una tassa rifiuti che, in alcuni casi, costa 10.000,00,
15.000,00 o 20.000,00 Euro all'anno, perché, sostanzialmente, sono dei mutui
mensili da 2.000,00 o 3.000,00 Euro.
Naturalmente, firmerò anche io, se la Lega Nord lo consentirà, l'emendamento sui 6
giorni, perché ritengo che sia giusto e corretto. Aggiungo anche io, Assessore,
l'aspetto dell'emendamento che ho presentato e poi, se vorrà, glielo spiegherò anche
nella discussione sugli emendamenti; è un po' in linea con quello che diceva il
Consigliere Ricca e l'emendamento del Consigliere Ricca è addirittura più estensivo
e considera tutta la Città, per cui forse è meglio del mio. Ho pensato a questo
emendamento relativamente all'aspetto di via Germagnano e del quartiere
Rebaudengo.
L'ho pensato perché quei cittadini sono, oggettivamente, subissati da anni - diciamo
da almeno un lustro - da roghi e da abbruciamenti (come vengono definiti), che sono
costanti nel tempo, di materiale organico da parte dei Rom, che portano, come è stato
dimostrato dall'ARPA, un maggiore inquinamento rispetto al resto della città di
Torino per quanto riguarda gli IPA, cioè gli Idrocarburi Policiclici Aromatici; alcuni
dicono che ciò non comporta danni alla salute, ma io non sono medico - tra l'altro,
come dicono anche il Consigliere Viale e l'ARPA - e voglio mettere questo tipo di
ragionamento di fronte alla Città.
Non voglio essere criticato per questo tipo di cosa, anche se ritengo che chi pensa
alla salute dei cittadini, comunque, non debba essere criticato. Quindi, se sia l'ARPA
sia altre Istituzioni ritengono che questo non sia dannoso alla salute, ben venga. Il
ragionamento, però, sul quale io mi baso non è tanto sulla salute, che, sicuramente, è
importante, quanto sull'ammasso di rifiuti non tolti e non recuperati all'interno del
campo rom di via Germagnano, perché questo crea un danno a chi, invece, fa la
differenziata e, conseguentemente, è virtuoso.
Pertanto, Assessore, le chiedo di valutare il mio emendamento o quello della Lega
Nord, che è più estensivo perché riguarda tutti i campi rom, mentre il mio riguarda la
parte di via Germagnano, in particolare, il quartiere Rebaudengo, che è
particolarmente colpito da questi roghi, fumi e abbruciamenti. Quindi, le chiedo
attenzione.
L'ultimo dato è sulla differenziata. La deliberazione sulla differenziata fa delle
differenze fra quartieri; tutto sommato, questo può essere anche un principio giusto,
cioè il più virtuoso viene aiutato nella diminuzione del pagamento della tariffa a
seguito della differenziata. Ritengo, però, Assessore - glielo dico a futura memoria -,
che tutti i cittadini di Torino si siano impegnati costantemente, in maniera molto
forte, per fare la differenziata, a cominciare dall'aver fatto le isole ecologiche fuori,
al fatto di tirare fuori e dentro i bidoni, quindi spendendo dei soldi, e facendolo di
persona, quindi tutti abbiamo avuto questo impegno. Differenziare fra quartieri, o fra
Circoscrizioni, chi ha fatto meglio la differenziata, chi l'ha fatta meno bene, non è
forse un principio di equità visto l'impegno che tutti i cittadini hanno messo.
Pertanto, propongo - se lei vorrà, c'è ancora tempo per presentare un emendamento
da parte della Giunta - di non fare una differenziazione così secca, ma di fare
proporzionalmente e progressivamente una differenziazione che premia anche chi
non è stato così virtuoso, ma che, comunque, ha mostrato impegno e virtuosità in
tutti questi anni.
Spero che l'Assessore Lavolta e l'Assessore Passoni possano tenerne conto nella
discussione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Credo che questa sia l'ultima deliberazione sulla TARI che vedremo in questa
Amministrazione e devo dire che noi la vediamo con un po' di esasperazione, nel
senso che è la quarta e ci sembra che siamo sempre allo stesso punto di come
eravamo all'inizio di questa Amministrazione. Del resto, se uno va a vedere anche gli
obiettivi che questa Amministrazione si era data e tutti i criteri di valutazione
dell'efficienza del sistema di raccolta rifiuti, mi sembra che la raccolta rifiuti sia stata
abbastanza un disastro da parte di questa Amministrazione, perché i costi non hanno
fatto altro che aumentare, la tassa non ha fatto altro che aumentare, la percentuale di
raccolta differenziata, alla fine, non è salita, è rimasta sostanzialmente stabile, anzi è
calata e, forse, recupereremo un po' adesso se si riesce ad introdurre qualche cosa,
qualche nuovo settore con il porta a porta, quindi, in sostanza, da qualunque punto la
si guardi, l'attività in questo settore dell'Amministrazione non è certo stata un
successo.
Cominciamo a vedere una piccola speranza, perché adesso sentiamo un po' tutte le
forze politiche che parlano dell'autogestione della raccolta dei rifiuti nei mercati, di
interventi per diminuire il contratto di servizio e così via; io vorrei solo ricordare che
l'autogestione della raccolta dei rifiuti nei mercati è già stata votata favorevolmente
da questo Consiglio Comunale due anni fa su una mozione di accompagnamento del
Movimento 5 Stelle e anche la questione della riduzione della tariffa è stata posta da
noi già per la prima volta ed era stata approvata come principio, poi è stata approvata
di nuovo l'anno scorso e ancora non è stata fatta. Vedremo se, adesso, approvando
ulteriori mozioni di accompagnamento che hanno all'interno questi due punti, si farà
un passo avanti, però perlomeno ci sembra di vedere una certa evoluzione nel
pensiero del Consiglio Comunale e questo è senz'altro positivo e ne va dato atto
anche alle altre forze politiche.
A me ha fatto un po' specie sentire il dibattito fino ad ora concentrarsi sulla
questione dei roghi e dei rifiuti da parte dei rom, che, sicuramente, è importante,
perché per chi ci abita davanti è un grosso problema, e sicuramente è una questione
che forse fa rumore sui giornali, ma non è il primo problema della raccolta rifiuti di
questa città. Il problema fondamentale è l'inefficienza del sistema di raccolta,
dell'azienda e il fatto che a Torino, confrontando le tariffe, in particolare per i
mercati e poi per altre categorie, la tassa rifiuti costi 5-10 volte più che in altre città
anche di dimensione comparabile. Poi, c'è il fatto che, nonostante la Legge ci
imponga di arrivare al 65% della raccolta differenziata e questa Amministrazione già
aveva detto che saremmo arrivati al 50%, che già era molto di meno, ma almeno ci si
impegnava ad arrivare al 50, siamo ancora molto lontani e adesso l'obiettivo del 50%
l'ho visto spostare non più alla fine del 2016 delle elezioni, ma al 2020, quindi non
so se poi diventerà 2025.
Alla fine, i problemi veri da risolvere sembrano sempre gli stessi, cioè il fatto che
non si è ancora riusciti ad arrivare ad un sistema che possa portare ad una tariffazione
puntuale che permetta veramente alle persone e alle aziende di pagare per quello che
buttano e non su una stima o su uno studio, che poi può essere tirato di qua e di là,
contestato e comunque non darà mai una valutazione effettiva, ma, invece, con
sistemi che pure esistono e sono già utilizzati in altre città, anche di discrete
dimensioni, si potrebbe arrivare a misurare veramente quello che ogni persona o
perlomeno ogni condominio conferisce al sistema di raccolta rifiuti e, quindi, far
pagare soltanto quello che si butta, incentivando le persone veramente a buttare di
meno, perché ne vedrebbero direttamente un risultato come calo della bolletta dei
rifiuti e non più in generale di una tassa. Se, però, invece, ci troviamo di fronte -
come è successo - ad un'Amministrazione che quest'anno vuole togliere i cassonetti
del vetro e della plastica dai cortili delle case, tornare indietro sul porta a porta per
mettere di nuovo in strada le campane del vetro, cosa che - sappiamo tutti
perfettamente, provato da tutti gli studi in materia - farà calare la raccolta
differenziata, sicuramente non la farà aumentare, ci si chiede veramente dove voglia
andare questa Amministrazione. Forse, la triste constatazione, ancora una volta, su
una cosa che il Movimento 5 Stelle dice da 4-5 anni e puntualmente si sta rivelando
vera, è che, siccome ormai è stato costruito l'inceneritore e bisogna alimentarlo, la
raccolta differenziata non conviene più all'Amministrazione Comunale e, a parte i
proclami, non fa più parte, in realtà, delle linee politiche di questa Amministrazione.
Questo è evidente, perché basta vedere i dati e basta vedere le scelte politiche al di là
delle tante belle parole che vengono fatte. Purtroppo, tra l'altro, questa
Amministrazione ha legato le mani alla città per 20 anni, quindi, anche quando al
posto della sedia vuota che vedo adesso, dove ci dovrebbe stare il Sindaco, ci sarà un
Sindaco di un'altra forza politica, purtroppo, sarà molto difficile tornare indietro,
anche se sicuramente questa sarà una cosa che tenteremo di fare se, come speriamo,
saremo noi a governare questa città dall'anno prossimo.
Io sono anche favorevole alle proposte che ho sentito di autogestione dei mercati,
eccetera; sono le stesse che abbiamo fatto anche noi, quindi si vada pure avanti su
quelle, però sarebbe il caso di lavorare sul sistema generale e quindi
sull'efficientamento di AMIAT, però facendo in modo che l'efficientamenteo di
AMIAT vada a calare la tassa rifiuti e non come è successo adesso che AMIAT fa i
ribassi di gara, guadagna e quello diventa utile per IREN, ma che i ribassi di gara
vadano veramente a far abbassare la tariffa rifiuti, perché stiamo parlando di 5-10
milioni di Euro che avrebbero potuto essere destinati alla riduzione della tariffa o,
magari, a finanziare l'aumento della differenziata, come si vuole.
Poi, l'altra cosa che ancora manca è un sistema di valorizzazione dei rifiuti, per cui i
torinesi fanno più o meno diligentemente la raccolta differenziata, ma ancora non è
stata costruita una filiera che permetta, poi, di ricavare veramente tutto il valore
possibile dalla rivendita di questo materiale. Quindi, anche in quella direzione
bisognerebbe operare, perché, altrimenti, è inutile fare la differenziata se, poi, tanto
non la si riesce a valorizzare. Allora, sì che, poi, la differenziata costa - come ci
sentiamo dire - e la tariffa, invece di diminuire, allora sale.
Ci piacerebbe dire all'Amministrazione di lavorare su queste linee; magari, faremo
un'ennesima mozione di indirizzo, ma, visto che ormai mancano poco più di sei mesi
alla fine di questa Amministrazione, ci siamo anche astenuti da fare l'ennesimo atto
uguale a quelli che abbiamo già fatto negli anni scorsi, perché non ci sembrava
veramente il caso. Per fortuna, fra sei o nove mesi questa Amministrazione se ne
andrà a casa e magari arriverà qualcun altro in grado di affrontare finalmente anche
questo problema.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Il mio intervento sarà principalmente sulle questioni poste dai Consiglieri della
minoranza, anche attraverso la presentazione delle mozioni di accompagnamento.
Inizio dalla questione dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali. È un tema che a noi
sta molto a cuore. Non più tardi di un paio di mesi fa, in una riunione congiunta della
I Commissione con la Conferenza di Capigruppo, nel momento in cui l'Assessora
Tedesco ci presentava il lavoro fatto dalla Giunta, nella direzione del controllo e
dell'analisi del gradimento dei Servizi Pubblici Locali da parte dei cittadini, io e il
Presidente di Commissione, Altamura, prendemmo l'occasione per annunciare
un'iniziativa nostra in questa direzione, cioè provare a trovare, in qualche modo, un
soggetto che non fosse riconducibile alla Giunta, ma che fosse riconducibile al
Consiglio Comunale, che avesse in capo il mandato del controllo sulla gestione dei
servizi, quindi diverso dal controllo rispetto alla gestione dell'Amministrazione, cioè
che fosse riconducibile a quella che era l'idea originaria dell'Agenzia stessa.
La proposta dei Consiglieri Marrone e Greco Lucchina va in questa direzione, quindi
ci sarà poi un emendamento sulla narrativa, sul "considerato", da parte del
Consigliere Altamura, ma quello che a noi interessa è salvaguardare lo spirito
complessivo della proposta e ci sentiamo di appoggiarla.
Vorrei dire di più: ci sentiamo anche come Gruppo, visto che è un servizio che deve
migliorare la qualità delle prestazioni e deve considerare il gradimento da parte dei
cittadini, di impegnarci a trovare le risorse per mettere la Commissione nelle
condizioni di lavorare. Sappiamo che, quando diciamo di trovare le risorse, vuol dire
che sono i Gruppi consiliari, a cominciare da quelli più grossi, che devono fare la
propria parte. Su questo, noi diamo anche la nostra disponibilità, perché, altrimenti,
metteremmo in piedi una scatola vuota, invece dobbiamo considerare che bisogna
avere anche gli strumenti, le persone e le risorse per poter commissionare ricerche e
quant'altro per poter studiare al meglio il problema.
Sulla questione che riguarda AMIAT, noi abbiamo indicato due paletti nella mozione
di accompagnamento al Bilancio nel suo insieme (quindi, abbiamo fatto un
ragionamento più complessivo), che sono già stati richiamati qui nella discussione
per quanto riguarda la TARI, perché noi riteniamo che il risparmio che deriva
dall'efficientamento di AMIAT e dalla capacità che AMIAT ha di efficientare al
massimo il servizio debba essere utilizzato con un mandato preciso da parte del
Consiglio Comunale.
Il nostro mandato è quello di intervenire sulla Tassa Raccolta Rifiuti e intervenire sul
potenziamento del servizio stesso, quindi noi vediamo una priorità indicata in questi
due punti equa; se volete una posizione di mediazione, come sempre avviene e come
deve fare la politica, ma non è possibile immaginare o l'una o l'altra. Le due strade
devono essere perseguite entrambe: 1) se abbiamo un servizio che migliora, il
miglioramento deve vedersi anche sulla bolletta, quindi il cittadino deve pagare di
meno; 2) per poter migliorare questo servizio, si deve investire sul servizio stesso.
Stesso discorso vale per i mercati. I Consiglieri della Lega Nord presentano una
proposta di mozione, che noi condividiamo nello spirito; loro individuano un
mercato per una sperimentazione, noi preferiremmo non doverlo indicare, ma
doverlo rimandare ad un momento successivo, anche di consultazione con i Comitati
di mercato e i rappresentanti degli ambulanti, però seguiremo l'indicazione che ci
darà la Giunta. Noi abbiamo provato ad osare addirittura un po' di più e ad
immaginare per l'anno prossimo la possibilità di superare l'attuale modello di pulizia
di mercati, immaginando un modello di cogestione di responsabilità da parte degli
ambulanti nella pulizia stessa dei mercati dove loro lavorano.
Noi lo abbiamo messo al punto 7: "Verificare la possibilità di eliminare il controllo
del servizio di AMIAT prevedendo la competenza e la pulizia dei mercati per attuare
modelli di cogestione dei servizi sulle aree mercatali da parte degli operatori", cioè
provare a vedere se riusciamo a perseguire strade nuove nella gestione del servizio di
pulizia, anche strade di maggiore responsabilizzazione e maggiore responsabilità da
parte degli operatori stessi.
Va bene, quindi, la sperimentazione e lavoreremo perché questo, invece, si possa fare
su tutti i mercati. Individuiamo insieme qual è il mercato; i Consiglieri della Lega
Nord individuano quello di corso Cincinnato, può essere quello, può essere un altro,
non abbiamo preclusioni e non è a favore o contro chicchessia, ma è a favore di una
strada nuova che, secondo noi, potrebbe essere perseguita insieme a tutti gli operatori
e a tutti i loro rappresentanti. Quindi, credo che su questo si possa lavorare insieme.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Ringrazio il Consigliere Paolino per le corrette precisazioni che ha fatto rispetto
all'ultimo punto che è stato discusso e presentato, ovviamente, rispetto alla proposta
di deliberazione dell'Assessore Passoni.
Al di là della discussione complessiva che stiamo affrontando, anche favorevole,
rispetto alle due proposte di mozione che sono state presentate, sollecito alla parte
della minoranza e all'opposizione due punti. Il primo è un punto di riflessione, che
ho già posto più volte in Commissione, che l'Assessore con me ha evidenziato, che,
al di là della legittima ambizione di rendere migliore il servizio e anche più
sostenibile il costo, non dobbiamo dimenticare che, per quanto riguarda
l'ambulantato i pagatori "corretti", tra virgolette, si aggirano intorno al 60%, che fra
rateizzatori e morosi siamo intorno al 35-36%, più "sfridi", tra virgolette, legati alla
sospensione o revoca delle licenze. Quindi, bisogna lavorare molto anche rispetto al
recupero di quanto non è pagato e dev'essere ovviamente pagato. Questo per quanto
riguarda la proposta di mozione che ha presentato il Consigliere Ricca.
Per quanto riguarda, invece, la mozione di accompagnamento presentata dai
Consiglieri Marrone e Greco Lucchina, che mi vede assolutamente d'accordo, sulla
annosa vicenda dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, chiederei, in accordo
anche con i presentatori e se il Presidente accetta eccezionalmente la proposta, di
emendare, stralciando dalla proposta di mozione le tre righe riguardanti l'inizio della
discussione, che partono dal "Tenuto conto" e concludono con "Conferenza
Capigruppo 21 luglio 2012". Questo anche per una contraddizione in termini, che
non è evidenziata in modo chiaro, ma che voglio evidenziare, in particolare al
Consigliere Greco Lucchina con cui la discussione è stata particolarmente
approfondita anche in Commissione. Se vogliamo, comunque, mantenere uno
strumento di controllo, così come la Legge, il nostro Statuto e il nostro Regolamento
prevedono, se riteniamo altresì che i costi dell'Agenzia, così come erano connotati e
stabiliti da questo Consiglio e per dieci anni svolti regolarmente, non fossero più
sostenibili, è altrettanto vero che quel compito di indirizzo e controllo fa parte di una
mozione che chiede l'istituzione di una Commissione tematica, ma riprende una
mozione in quel "Tenuto conto" che diceva l'esatto opposto, ossia che diceva, come
giustamente anche il Consigliere Greco Lucchina ricorda insieme a me, che si stava
andando verso un Commissario straordinario per la dismissione e liquidazione di
gran parte delle famose quote di maggioranza delle nostre partecipate.
Io sono abituato a votare guardando molto attentamente quello che voto e anche
quello che firmo e a volte non è nemmeno sufficiente. Chiederei, quindi, di emendare
questo punto e riprendere la discussione con il Presidente del Consiglio Comunale in
Conferenza dei Capigruppo, anche rispetto ai compiti più stringenti, perché la
Commissione tematica può lavorare in una certa direzione, ma non ha tutti gli
strumenti, mentre, in ogni caso, l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali nasceva come
ente terzo, sì, con la presenza dei Capigruppo, ma aveva la capacità di presentare lo
studio approfondito, non solo del customer satisfaction che ha citato il Consigliere
Marrone, ma, soprattutto, la valutazione dei contratti di servizio paragonati anche ai
contratti di servizio di altre Città e di altre Agenzie.
L'ho visto nell'ultima riga, però, il tema, essendo molto più complesso, perché è
cambiata la normativa rispetto ai Servizi Pubblici Locali e rispetto soprattutto alla
Legge sulla spending review, che prevede una semplificazione anche sui numeri, è
evidente che questi sono aspetti squisitamente normativi e hanno bisogno di un
supporto della Segreteria generale del Consiglio Comunale e di tutti gli strumenti
tecnici e normativi da mettere a disposizione di quella Commissione. A queste
condizioni, è evidente che quello strumento può essere utile.
Da questo punto di vista, chiedo che venga accolto l'emendamento che ho proposto
con lo stralcio del punto della prima pagina che va da: "Tenuto conto" fino a
"Capigruppo 21 luglio 2012".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Mi sono, ovviamente, confrontato con il Capogruppo Marrone, che è firmatario con
me di questa proposta di mozione di accompagnamento. Sostanzialmente, recepiamo
la richiesta del Presidente di Commissione, Altamura, e quindi chiediamo di
stralciare anche noi e, quindi, possiamo tranquillamente votare un testo coordinato.
La motivazione che ci ha portato a ricordare che c'era stata una proposta di mozione
che andava in tal senso, era solo per ricordare all'Aula che questo tema era già stato
affrontato e che, ahimè, è stato tenuto fermo alla Conferenza dei Capigruppo già dal
2012. Non faccio un commento politico, perché era chiaro che allora ci fosse un
attacco preciso a quella Giunta, poi ci fu il rimpasto e quant'altro.
Detto questo, per il verbale, io e il Capogruppo Marrone recepiamo l'emendamento
e, quindi, si può stralciare quel pezzo della proposta di mozione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per un'integrazione, al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Ho ascoltato con attenzione il Consigliere Paolino sulla proposta di mozione e non so
se ho capito bene, ma credo di sì, nel senso che la mediazione all'interno della
maggioranza è quella, però volevo sottolineare che, forse, qualunque tipo di
risparmio sarebbe bene metterlo sull'abbattimento delle tariffe piuttosto che sul
potenziamento del servizio, perché il mio concetto non è, probabilmente, quello della
maggioranza, ma io parto dal fatto che AMIAT abbia tantissimo da farsi perdonare e
che ci siano tantissime cose che non vanno all'interno di quel servizio di AMIAT, tra
le quali anche il porta a porta. Quindi, lo dico all'Assessore, al Sindaco,
all'Assessore Passoni e al Consigliere Altamura: personalmente, avrei preferito che
tutti i risparmi andassero all'abbattimento delle tariffe, perché, in questo momento,
forse, sarebbe la soluzione più equa e più giusta. Ricordo anche il dibattito sulla
questione della differenziata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non ci sono ulteriori richieste di intervento, quindi chiudiamo il dibattito sulla TARI.
La parola, per la replica, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Naturalmente, l'argomento è, come ogni anno, piuttosto complesso, pertanto ha
richiesto l'intervento e lo stimolo di molti Colleghi ad affrontare alcuni nodi.
Io vorrei affrontare, prima di tutto, un nodo che sta alla base della maggior parte
degli interventi, che è la modalità di calcolo della tariffa legata alla categoria singola,
cioè al singolo codice di tariffa, in particolare, ovviamente, molto evocata, quella dei
cosiddetti banchi di vendita all'aperto, alimentari e non, in particolare negli interventi
della Lega Nord, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia.
Il tema che proverò a spiegare non è diverso dall'anno precedente, vale a dire: il
decreto n. 158 stabilisce sostanzialmente delle Kd, cioè delle valutazioni di
contribuzione sulla tassa rifiuti, basate su un calcolo nazionale per i Comuni del
Nord superiori ai 5.000 abitanti, quindi scala dimensionale piuttosto piccola, e
peraltro non assolutamente afferente all'aggiornamento di questi dati, ma riferite a
dei dati tabellari contenuti in un decreto che, ormai, ha qualcosa come 16 anni.
È evidente che chi voglia addurre una differenza positiva, cioè a svantaggio, tra il
decreto n. 158 e l'attuale tassazione, invoca il decreto n. 158 come la soluzione del
suo problema. Se in Aula la categoria più rappresentata fosse un'altra, fosse anche
quella delle famiglie, per esempio, probabilmente andremo a dire di non applicare
per favore il Decreto n. 158. Vale a dire, il Decreto n. 158, oggi, darebbe un carico di
coefficiente a certe categorie, che non sono quelle attualmente maggiormente
penalizzate, ma, per un sistema che, evidentemente, molto chiaro non dev'essere
ancora, dentro il piano finanziario, che, comunque, fa il 100%, sposterebbe
semplicemente il carico della tassa su altre categorie.
La Città, invece, sin dal 2005 ha scelto di misurare puntualmente i sistemi di
raccolta, smaltimento, di pesatura puntuale, di contestualizzazione e di attribuire ad
essi un coefficiente Kd analitico, come è stato peraltro illustrato, che capisco l'anno
scorso quando la Città aggiornava i vecchi Kd su dati di serie storiche e, pertanto,
poteva anche essere non vero che il coefficiente fosse più che proporzionalmente alto
in alcune categorie di rifiuto umido, però quello che il dibattito non fa emergere è
una cosa assolutamente banale: noi, l'anno scorso, abbiamo preso le categorie che il
Consiglio Comunale ci ha chiesto di contestualizzare, le abbiamo misurate
puntualmente, abbiamo preso esattamente la grande distribuzione, la piccola
distribuzione, i bar, i ristoranti, abbiamo preso anche i banchi alimentari del mercato
e i produttori agricoli.
Abbiamo misurato non le quantità degli altri, ma le loro specifiche in due pesate
statistiche ed analitiche su base campionaria molto larga nel mese di ottobre-
novembre 2014 e primavera 2015 e il dato che potrà piacere o non piacere - e mi
rendo conto che non piaccia - è che la quantità di rifiuti prodotta da queste categorie
è, in realtà, drasticamente aumentata e con essa il Kd di riferimento.
Dove sta la questione? Sta nel comportamento della categoria? No, certamente. Chi
gestisce un banco al mercato, un ristorante, un bar o quant'altro non ha certo una
responsabilità soggettiva su questo, ma, purtroppo, il rifiuto fotografa
sociologicamente ed economicamente la formazione del proprio procedimento
economico per vendere prodotti o servizi sul mercato. Allora, l'evoluzione degli
imballi, la maggior pesatura di rifiuti umidi; anche il mercato, evidentemente, non è
così in crisi per alcuni banchi alimentari e questo è anche il dato statistico che,
peraltro, noi vediamo e riceviamo, cioè che è molto più in crisi il mercato non
alimentare sui mercati della città che non quello alimentare, ed è evidente che il dato
ci dice che questi rifiuti sono, in realtà, più quantitativamente e qualitativamente
complicati da trattare di quanto non fossero dieci anni fa.
Questo non per accusare o imputare ad una categoria una responsabilità e per non
comprendere le difficoltà economiche che la categoria può avere rispetto all'universo
delle attività economiche, è solo per spiegare che, scelta la strada della misurazione
puntuale, questa non può essere usata solo quando la misurazione puntuale dà un
segno negativo, quindi aiuta la categoria in oggetto, e non quando dà un segno
positivo. Per esempio, i ristoratori hanno un dato negativo del Kd, che segna che il
sistema della produzione e la quantità di rifiuti prodotta nella ristorazione in senso
stretto è in calo negli ultimi dieci anni, i bar invece è un segno positivo. Allora,
questo corrisponde o no a una fotografia statistica reale del sistema di produzione dei
beni e sevizi nella ristorazione leggera della città? Quanti bar 15-20 anni fa erano di
fatto anche delle ristorazioni a tutti gli effetti e quanti lo sono oggi anche solo intorno
a Palazzo Civico. Allora, non bisogna negare la realtà delle cose. Diverso è chiedere
che per un settore in crisi, che può essere quello dei banchi alimentari nei mercati o
dei banchi non alimentari, si possa intervenire in certe misure con certi strumenti
straordinari e la Città lo ha fatto, perché ricordo a tutti che, se avessimo applicato in
modo pedissequo lo studio del Kd, l'incremento sarebbe stato superiore al 60%.
Qualcuno mi dirà: "Intollerabile", d'accordo, ma mica dobbiamo farcelo dire da
qualcuno, ci siamo arrivati da soli che due anni fa abbiamo posto un limite con lo
sconto del 10% e tre anni fa, quando passammo da tassa rifiuti, all'epoca TARES,
ponemmo un calmiere al massimo del 20% per tutte le categorie, nonostante
l'incremento sarebbe stato molto superiore.
Con ciò voglio dire: la Città ha contezza che il tema della tassa rifiuti incide
pesantemente sui Bilanci delle aziende alimentari della città? Sì, ne ha contezza.
Cosa ha fatto per farlo? Ha tagliato drasticamente l'incremento, riducendolo quasi
dell'80%, cioè, di fatto, l'incremento è 7,88 contro l'80%, quindi la decima parte di
incremento reale che avrebbe dovuto avere e in più ha avviato un percorso di Tavolo
tecnico per definire insieme alle categorie quali sono gli strumenti migliori di
efficientamento. Quello che non diciamo mai è che nei mercati della città ci stanno
mediamente 2,5 ambulanti non alimentari contro uno alimentare. I non alimentari
sono anni che prendono una riduzione del costo della tassa rifiuti, perché in quella
categoria la tassa dei rifiuti sta scendendo. Questo non è un problema dei mercati, è
un problema dei mercati con i banchi alimentari. I banchi non alimentari stanno
avendo la tassa rifiuti in calo da anni.
Cominciamo a separare il mondo in due categorie: contribuzione del rifiuto umido
pesante contro il rifiuto leggero e secco; i mercatali con banco di rifiuto non
alimentare hanno ridotto la tassa rifiuti e non solo quest'anno per effetto della
statistica, ma addirittura negli anni precedenti, perché hanno beneficiato, anche se
poi hanno fatto un accordo solidaristico tra banchi alimentari e non alimentari,
andando a fissare a zero il decremento dell'anno precedente, ma, sostanzialmente,
hanno diritto a un decremento e quest'anno comincia ad essere del 3%. Poco, tanto,
non discuto, ma è il 3%.
Le statistiche, comunque le prendiamo, sono sempre buone. La Città di Torino non è
la più cara d'Italia sulla tassa rifiuti dei mercati e, sicuramente, è una di quelle poche
che applica il sistema di contestualizzazione, ma è anche una di quelle che su questo
è più equa di altre. Alla fine, parliamo di far pagare al giorno, per un banco
alimentare, circa 9,78 Euro di tassa rifiuti, che, di fatto, insieme alla COSAP, è
l'unico costo fisso che si paga per avere un servizio pubblico con una piazzola
segnata per sei giorni l'anno, per tutto l'anno.
Al Consigliere Ricca ricordo che la questione dei sei giorni è un falso problema. Sei
giorni altro non è che il moltiplicatore dei giorni di banco del mercato applicato
naturalmente a quella che è la tariffa costruita su base giornaliera. Se avessimo fatto
la tariffa in base settimanale, avremmo diviso per tutti i giorni, poi moltiplicato per
sei e così via. È una modalità di costruzione. Questa vicenda - che peraltro è
sostenuta anche da una categoria degli ambulanti autonoma - è un falso problema;
vorrei dirlo in modo molto chiaro.
Ciò detto, nessuno nega il fatto che vi possa essere un margine di efficienza della
raccolta e dello smaltimento logistico dei mercati e, con esso, dei costi correlati; con
ciò, sin dall'anno scorso, al Tavolo TARI abbiamo proposto in più riprese di avviare
una sperimentazione sui banchi alimentari e non di alcuni mercati con l'apposizione
di sistemi automatizzati della raccolta del rifiuto, incontrando non unanimi consensi.
Allora, io sono contento se il Consiglio Comunale oggi fa una mozione dicendo che
questa vicenda deve essere trattata in una chiave sperimentale su un mercato
specifico, qualunque esso sia, perché è evidente che questo porterà l'azienda, in
privativa di raccolta rifiuti, e la Città, nell'organizzazione, a fare una
sperimentazione e a confrontarsi su un problema reale. Questo patto con gli
ambulanti per sperimentare questo modello si può fare in un mercato. Se lo facciamo
e i risultati saranno incoraggianti, la Città ha tutto l'interesse a percorrerlo anche in
altre aree della città, ma fino ad oggi, a prova di verbale dei tavoli TARI tecnici fin
qui fatti e dai miei Colleghi che partecipano al Tavolo, gli ambulanti non hanno
voluto attivare la sperimentazione, anzi, quando si pose il tema di collocare il
compattatore per stabilire dove doveva finire la frazione indistinta, si litigava sul
tema se il banco in oggetto era troppo vicino o troppo lontano dal compattatore e,
quindi, la puzza avrebbe ridotto i clienti di quel banco rispetto al posizionamento.
Bisogna che ciascuno si assuma delle responsabilità in materia di riorganizzazione e
noi chiediamo che ci sia nella categoria sicuramente uno scatto di importante
responsabilizzazione. Questo è possibile, può portare economie, può risolvere il
problema della tassa rifiuti una volta per tutte e, soprattutto, senza modificare un
impianto generale sul tema della perequazione, che con il sistema della quali-
quantificazione dei rifiuti è il più corretto possibile, perché risponde esattamente a
quello che diceva il Consigliere Bertola, cioè si paga di più in relazione alla
complessità, al peso e al trattamento che il rifiuto richiede, mentre invece - è
abbastanza oggettivo - se un rifiuto umido di un mercato pagasse come un rifiuto
secco di un mercato, ovviamente, forse sarebbe contento chi produce il rifiuto umido,
ma verrebbe meno il principio generale secondo cui la complessità di trattamento del
rifiuto deve corrispondere ad una maggiore tassazione, che è il principio del Decreto
Ronchi stesso.
Il Decreto Ronchi, per finire, non diceva di applicare il Decreto n. 158 a tutti, diceva:
solo coloro i quali non hanno al momento applicato un sistema di quali-
quantificazione del rifiuto e di sperimentazione applichino il coefficiente.
Allora, il Comune che ha un mercato alla settimana, in più magari solo mattutino,
che non può fare contestualizzazione, perché è diseconomico, cosa fa? Prende il
Decreto n. 158 e lo applica, ma non nelle città che hanno migliaia di banchi, con
banchi settimanali e, a volte, anche domenicali per almeno sei giorni a settimana.
Quella è una filiera produttiva vera e propria, non è un esperimento di coefficiente
statistico medio.
Con ciò, comprendendo e condividendo - ciò mi piace, è stato sollecitato anche dal
Consigliere Tronzano -, con uno sforzo nel Tavolo tecnico che ha portato la Città al
confronto aperto con le categorie, siamo disponibili a rinnovare questo confronto con
le categorie riferito alla sperimentazione ed arrivare ulteriormente ad un passo avanti.
Il passo avanti notevole ha riguardato: la contestualizzazione, la qualificazione, la
proposta logistica. Ora, anche il contenimento statistico dell'anno scorso con un
meno 10% e persino un contenimento sull'incremento teorico di quasi il 90%. Ma
non basta ancora; vediamo le condizioni logistiche e ci sediamo di nuovo intorno ad
un Tavolo. Questo non per una sorta di atteggiamento di favoritismo o di punizione -
due estremi del ragionamento - verso una categoria, ma per dare la massima
trasparenza, la massima informazione e la massima comprensione alle dinamiche
economiche della tassa rifiuti e riciclo dei rifiuti.
Rispondendo al Consigliere Tronzano, è evidente che, in questo momento, la
differenziazione tra quartieri è l'elemento cardine che comporta la premialità sullo
sconto per la raccolta differenziata. Atteso che non essendo ancora omogeneo il
sistema della raccolta differenziata, essendoci aree a porta a porta, area a prossimità e
a prossimità rafforzata, sarebbe difficile confrontare in valore assoluto tutti i quartieri
con sistemi logistici diversi. È stato scelto un modello che ha diviso sostanzialmente
la misurazione tra due tipologie, cioè la prossimità e la differenziata porta a porta, ed
è stato scelto un modello per cui viene premiato chi ha l'incremento più alto, cioè
l'incentivazione a raccogliere più differenziazione - al di là del fatto che è un obbligo
per ordinanza, ma che sia comunque un obbligo incentivato -, e questo modello verrà
sicuramente superato nel prosieguo delle estensioni quando il porta a porta verrà
esteso ad altri quartieri o ad altre parti di frazioni di cittadinanza, naturalmente
nell'ottica di garantire il massimo risultato con la massima economicità della tassa
per chi è portato a un maggiore sforzo logistico di differenziazione.
In sintesi, quindi, non ci sono problemi ad esaminare ed esprimerci sulle mozioni
presentate, ricordando tuttavia che questo è già assolutamente condiviso nel solco del
lavoro del Tavolo tecnico. Il Tavolo tecnico - riferisco - è quello che comprende tutte
le categorie economiche e, poi, c'è il Tavolo tecnico specifico sugli ambulanti con
cui queste materie sono state discusse e portate. Oltre al pregiudizio di carattere
politico e tolto quello che può essere l'elemento di polemica, assicuro la massima
attenzione rispetto alla categoria degli ambulanti, assicuro - a prova di bomba - che
abbiamo portato tutti i migliori correttivi perequativi e assicuro che nel Tavolo
tecnico, se le proposte di mozione saranno approvate, avremo uno strumento in più
per portare ulteriormente la posizione dell'Amministrazione verso uno studio
sperimentale, che, nel campo della grande distribuzione, cioè laddove esiste una
logistica interna che già fraziona, ripartisce il rifiuto e lo porta al centro di pre-
raccolta sostanzialmente trattato e distinto, ha sicuramente molti margini di
efficienza, e la Città ha tutta l'intenzione di dare questi margini di efficienza non ad
altre categorie, ma a quelli che concorrono direttamente a portare questa efficienza al
proprio settore economico.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Grazie, Assessore.

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