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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201503022/013, presentata dalla Giunta Comunale in data 9 luglio 2015, avente per oggetto: "Tassa comunale sui rifiuti - TARI - Approvazione tariffe per l'anno 2015". della proposta di mozione n. mecc. 201503281/002, presentata dai Consiglieri Marrone e Greco Lucchina in data 22 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201503022/013) 'Tassa comunale sui rifiuti - TARI - Approvazione tariffe 2015' - Istituzione di Commissione Consiliare tematica sul monitoraggio dei Servizi Pubblici Locali". e della proposta di mozione n. mecc. 201503294/002, presentata dai Consiglieri Ricca e Carbonero in data 23 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201503022/013) - Determinazione della TARI per gli esercenti nei mercati di Torino". PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 17/07/2015 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Come l'Aula sa bene, questa proposta di deliberazione è direttamente collegata al tema del Piano finanziario approvato lunedì scorso dal Consiglio ed ha come riferimento l'argomento della tassa rifiuti. Come è stato lungamente illustrato in Commissione (in un supplemento di approfondimento mercoledì scorso e venerdì), si è andato a definire un piano tariffario che ha una ripartizione, conseguente al Piano finanziario, circa del 52% sulle utenze non domestiche e la differenza sulle utenze domestiche. Ha previsto la ripartizione di queste tariffe sulla base dell'elenco allegato delle codifiche tariffarie con una notevole innovazione quest'anno, stante il fatto che, come chiesto dal Consiglio Comunale, l'Amministrazione ha intrapreso il processo della nuova contestualizzazione della tassa. Ovvero ha selezionato, peraltro su indirizzo di una mozione dell'anno scorso, alcune categorie tariffarie (fondamentalmente, quelle che nei tavoli tecnici hanno lamentato il maggior carico di tassa rispetto agli incrementi degli anni precedenti), ovvero quelle che hanno una componente di rifiuto umido da trattare nella propria attività merceologica più alta di altre. Pertanto, sono state queste le categorie collegate alla ristorazione, ai bar, agli alimentaristi, scissi per la prima volta tra infra ed oltre 250 metri, ai banchi di mercato ed ai banchi di mercato cosiddetti produttori. All'interno di queste tipologie di tariffazione, si è pertanto proposto il modello di bilanciamento del 2014, che era basato su una perequazione, in attesa del completamento del lavoro della perequazione complessiva, che verrà attuata dall'autunno prossimo con altre categorie… PORCINO Giovanni (Presidente) Assessore, la devo interrompere. Consiglieri, chi non è interessato è pregato di uscire. Prego, Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Sostanzialmente, verrà esteso con altre categorie, quali alcune categorie produttive come industria, artigianato e altre sperimentalmente scelte, ed è stato inserito in un contesto tariffario al momento ancora calmierato da interventi correttivi della manovra 2014, dove si posero dei limiti di range d'incremento sulla tariffazione di alcune categorie che, effettivamente, avrebbero avuto, per effetto della semplice proiezione statistica dell'andamento della raccolta rifiuti nelle loro categorie specifiche (basate sull'aggiornamento degli studi IPLA di parecchi anni fa), un incremento percentuale più alto della media. In tal senso, si è "bloccato", tra virgolette, ancora per un anno l'incremento assoluto, che avrebbe sfondato in alcuni casi un incremento quasi dell'80% su alcune categorie, andando ad individuare invece una forchetta di incrementi, tutto sommato, compatibili con questo scenario al momento ancora di attesa. Si tratta di uno scenario che prevede un'oscillazione massima (tra i meno ed i più) tra il meno 3% ed il massimo dell'incremento del 7,80%, che è comunque molto meno di quello che sarebbe stato qualora avessimo individuato effettivamente l'incremento puntuale, ovvero quello derivante dalla misurazione puntuale quali-quantitativa dei rifiuti, così come illustrato nell'indagine campionaria prodotta dall'IPLA ed illustrata alla Commissione la settimana scorsa. Con ciò (e, quindi, con ancora un anno di valutazione dell'andamento perequativo della tassa) non ci sono variazioni di rilievo, in particolare sulle famiglie; di fatto, la tassa sarà uguale all'anno precedente, mentre per le categorie produttive in genere non vi sono variazioni con l'eccezione delle sei categorie che ho citato, che hanno queste oscillazioni in alcuni casi in diminuzione, in alcuni casi in leggero aumento. È sufficiente lo studio a gratificare il Tavolo Tecnico Tassa dei Rifiuti inaugurato l'anno scorso e tuttora operante? Lo è in parte, in quanto, oltre alla parte tecnica (cioè la misurazione e la pesatura del rifiuto secondo questi modelli di indagine), è allo studio dell'Amministrazione, ma poi oggetto di Commissione e di discussione, anche la valutazione su alcune modalità di economia nella gestione del servizio o di ottimizzazione della gestione servizio, in particolare sulle aree mercatali, che potrebbe portare anche ad una riduzione del costo puntuale della raccolta e dello smaltimento e con esso, ovviamente, alla valutazione sull'impatto che potrebbe avere la tassa in un regime di privativa calmierata ovvero con un mix di funzioni e di servizi messi in atto anche dai soggetti assegnatari delle piazzole del mercato stesso. Sarà questo lo strumento con cui valuteremo nel 2015-2016 come evolvere ancora il modello. Per il momento, questo provvedimento recepisce sostanzialmente l'invarianza delle tariffe sul 2014, ottenendo un risultato positivo in quanto con la crisi economica e con l'andamento comunque di maggiore costo dei servizi e della produzione dei rifiuti in generale, dovuto al normale andamento ISTAT, tuttavia il Piano finanziario riesce a risparmiare circa 200.000,00 Euro e, conseguentemente, a retrocedere tale risparmio sui cosiddetti soggetti alla tariffa. PORCINO Giovanni (Presidente) Alla proposta di deliberazione sono stati presentati sette emendamenti, due a firma della Giunta, uno a firma del Consigliere Tronzano e quattro a firma del Gruppo Lega Nord. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Ogni volta che si discute di tariffa rifiuti, è inevitabile che si crei un dibattito piuttosto acceso, in quanto sappiamo che, a maggior ragione da quando è passato a livello normativo il principio della completa copertura del servizio, diventa strategico andare a determinare qual è la copertura stessa, cioè il quantitativo del costo del servizio che viene imputato, perché da quello poi deriva inevitabilmente l'importo che si chiede di sborsare ai torinesi. Devo ammettere che, forse, abbiamo sbagliato nei primi esercizi (in cui non era TARI, ma TARSU, però il principio era quello) a concentrarci eccessivamente su quello che è il tema delle aliquote. Io per primo devo dire che ritenevo un dibattito appassionante ed importante quello di definire quali fossero le categorie più o meno gravate dal peso di questa tariffa, quando poi però è facile rendersi conto che, in realtà, il costo complessivo di questo servizio è davvero l'elemento che va a creare delle differenze tali, proprio di imposizione, a tutta la comunità torinese, per la quale poi è impossibile pensare di aiutare un pezzo piuttosto che un altro con dei piccoli sgravi di minima percentuale. Anche alla luce della Commissione, che ha fatto la verifica dell'attuazione delle scorse mozioni di accompagnamento, posso dare atto alla Giunta - ed è un punto di cui vado orgoglioso - che sia stata data attuazione a quel pezzo di mozione presentata dal nostro Gruppo, Fratelli d'Italia, che chiedeva nella definizione dell'aliquota la distinzione tra i commercianti al dettaglio rispetto al commercio all'ingrosso, perché ritenevamo assurdo parificare il negozietto a conduzione familiare con l'ipermercato di proprietà di una multinazionale. Sono contento che sia passata questa linea, perché nel vedere gli aumenti di quest'anno su alcune categorie a scapito delle altre, notare che la grande distribuzione ha avuto un incremento superiore al punto e mezzo, quando invece la tariffa applicata ai commercianti al dettaglio è rimasta quasi - sottolineo, quasi - invariata, credo che possa essere preso con soddisfazione come un piccolo risultato. Ritorno a sostenere che, in realtà, è il costo del servizio il punto sul quale, come Amministrazione e come Consiglio Comunale che deve approvare il piano tariffario, è necessario esprimersi. Anzitutto, dobbiamo chiederci se il costo che ci imputa SMAT è un costo concorrenziale. Ovviamente, intendevo dire AMIAT e, ahimè, è un lapsus derivante da alcune analogie di alta tariffazione. Il vero punto è: com'è possibile che un servizio che, ad un certo costo, viene svolto da AMIAT costi diversamente anche se è uguale in altre metropoli e capoluoghi di regione? C'è qualcosa che, effettivamente, non va e sono contento - penso che poi interverrà anche il Consigliere Ventura - che ci sia stata una sorta di convergenza, se non nell'analisi, quantomeno nella preoccupazione sull'economicità del servizio svolto da AMIAT. Ci siamo accorti tutti che un eccessivo ricorso al subappalto - lo dico con buona pace di alcuni del PD che so che non condividono questa mia idea - nel coinvolgimento piramidale di cooperative, consorzi e soggetti, che hanno sedi sociali nelle regioni più disparate d'Italia, anzi, mi correggo, non proprio le più disparate, ma le più rosse (cioè l'Emilia Romagna e la Liguria, ad esempio), va, alla fine, a creare un aggravio di costi che si traduce anche in aumento… PORCINO Giovanni (Presidente) La devo interrompere, Consigliere Marrone. Colleghi, non costringetemi a chiamarvi per nome. Non è possibile proseguire il dibattito con questo rumore di sottofondo. Prego, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Sicuramente, non può non portare alla preoccupazione di cercare di capire dove vanno, in termini di inefficienze, queste sorti di discrasie di funzionamento. C'è una evidente mancata verifica in termini di controllo politico sul fatto che AMIAT si comporti come un soggetto concorrenziale. Purtroppo, sappiamo che ci sono state delle ardite attività di investimenti addirittura esteri, finiti anche male da parte di AMIAT, sappiamo che ci sono delle operazioni di investimento davvero discutibili e sappiamo che c'è un trattamento ancora eccessivamente di privilegio della dirigenza, con un eccessivo numero di dirigenti e, soprattutto, un trattamento esagerato in termini di remuneratività e di spese che scaricano sull'azienda, e non possiamo non pensare che tutto ciò non finisca per tradursi in tariffe record per le tasche dei torinesi. È per questo motivo che introduco la proposta della mozione di accompagnamento (elaborata in sede di lavori di I Commissione non solo da parte del Gruppo di Fratelli d'Italia, ma insieme al Consigliere Greco Lucchina del Gruppo Ncd) che propone uno strumento che sulla TARI, ma non solo, vada a recuperare quella che è la funzione di indirizzo e di controllo - ma, soprattutto, di controllo - sui Servizi Pubblici Locali, per cui diventava centrale l'ausilio di un soggetto come l'Agenzia di Monitoraggio dei Servizi Pubblici Locali, che sappiamo essere stata congelata, pur non essendo mai stata stralciata formalmente e non sono stati rinnovati i vertici ed i finanziamenti; siamo convinti, perché è un dato di fatto, dell'eccessiva onerosità di funzionamento di questo organo (circa 100.000,00 Euro) e ci rendiamo conto che sia del tutto anacronistico, rispetto alla nostra situazione erariale, prevedere un ripristino così com'è di questa Agenzia esterna, ma siamo arrivati ad una proposta, che riteniamo meritevole, per l'attivazione di una Commissione tematica, che è diversa da una speciale, che si occupi nel dettaglio di tutto ciò. Diventa fondamentale, intanto lo voglio chiarire per rispetto nei confronti degli amici del Gruppo della Lega Nord, perché non si tratta assolutamente di una sovrapposizione con la Commissione Controllo di Gestione, in quanto non si chiede di controllare la gestione comunale, ma di verificare (esattamente come faceva l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali) tutti quegli aspetti che non ineriscono al funzionamento della macchina comunale, ma a quella che dovrebbe essere la vigilanza dell'Ente Comune nei confronti di soggetti che, troppo spesso, si comportano, in certi casi (quando serve, per capirci), come soggetti - quali sono - partecipati maggioritariamente, se non totalmente, dalla Città e, quando invece serve l'opposto, si comportano come dei partner del tutto terzi, protagonisti di una vicenda contrattuale che vede la Città come controparte. Sinceramente, noi vogliamo dire basta a questa pantomima, non tanto per intento punitivo nei confronti di questa o quella forza politica che potrebbe avere delle influenze su queste partecipate, ma nell'interesse della Città, perché riteniamo che, in questo ultimo anno che ci separa dalla fine della tornata amministrativa, sia nostra responsabilità (non come opposizione, non come maggioranza, ma come Consiglio Comunale) riappropriarci, una volta per tutte, di quello che è il controllo politico non dello svolgimento del servizio tout court (perché qui nessuno propone anacronistici ritorni in house), ma dello svolgimento in economicità di questo stesso servizio, soprattutto quando è oggetto di appalto a soggetti esterni che, poi, sono partecipati dalla Città, ma che, di fatto, figurano come una semplice controparte. Noi riteniamo che questa sia una proposta davvero importante e che va semplicemente a far finire una sorta di limbo di deresponsabilizzazione di questo organo come Consiglio Comunale rispetto all'orizzonte ed all'orientamento che hanno assunto le partecipate che erogano i Servizi Pubblici Locali. Non possiamo ammettere che semplicemente in una fase di riassetto o di dismissione anche nel riassetto di un'ulteriore frammentazione di quelli che sono i pacchetti di controllo (e, quindi, le possibilità di controllo diretto della Giunta), il Consiglio Comunale abiuri a quello che, invece, è il suo ruolo fondamentale di controllo. Qui, alla fine, noi approviamo il Bilancio, approviamo quelle tariffe e quei tributi che costituiscono la voce principale di entrata di quel Bilancio, ma, se non siamo in grado di verificare che quelle tariffe siano congrue ed eque, oggettivamente tutto il nostro mandato risulta quasi uno specchietto per le allodole di stampo politico- ideologico. In questo modo, noi vogliamo semplicemente riappropriarci di una funzione fondamentale e ridonare protagonismo al Consiglio Comunale, restituendo quella funzione profonda di controllo, di verifica, di acquisizione dati e di individuazione anche di strumenti per valutare la customer satisfaction per andare a verificare i confronti con i soggetti omologhi che svolgono gli stessi servizi per altri Enti. Riteniamo, quindi, che sia opportuno riassumere questa funzione ed auspichiamo che, come già anticipato in Commissione, ci sia un atteggiamento di adesione e di convinzione trasversale su questo atto di indirizzo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Ci troviamo a discutere anche quest'anno una TARI, per poco che sia, fatta di aumenti. Partiamo da un aumento di circa il 2% verso l'abitativo e che arriva fino all'8% per i mercatali. Chiaramente, questo non può che essere un segnale negativo verso tutte le famiglie e tutte quelle piccole partite IVA che, comunque, fanno fatica tutti gli anni a dover tirare fuori degli Euro in più per una tassa che, da qualsiasi punto di vista la guardiamo, è la più alta d'Italia. Se noi andiamo a guardare quella che è la tassa per gli ambulanti, la differenza tra le maggiori città italiane (Milano, Verona, Napoli e Torino) è davvero importante. Signor Sindaco (lo faccio per darle l'idea, perché lei, in questo periodo, non ha avuto la possibilità di visionarlo), questo è un grafico che rappresenta qual è la tassa rifiuti per gli ambulanti a Torino e in tutte le altre grandi città italiane. PORCINO Giovanni (Presidente) Come sapete, non è previsto che vengano esposti cartelli durante gli interventi. Rimuoveteli, altrimenti le devo togliere la parola. Prego, Consigliere Ricca RICCA Fabrizio Il Sindaco non ha avuto la possibilità di poterne discutere in Commissione: la differenza è importantissima; a Napoli, che è alla ribalta (a livello di cronaca) per questioni di immondizia e che non è sicuramente un buon modello, si arriva a pagare circa 1.000,00 Euro l'anno contro i più di 5.000 Euro di un ambulante torinese. Qui credo però di andare controcorrente: noi, che abbiamo presentato degli emendamenti migliorativi a quella che è la tassa rifiuti, siamo anche pronti a votare questa TARI e questa TASI, per il semplice motivo che gli emendamenti che proponiamo riallineano completamente Torino a tutte le altre città italiane. Adesso spiegherò per quale motivo, se i nostri emendamenti dovessero essere accolti, ci metteremmo nella condizione di votare a favore di questa proposta di deliberazione. Chiediamo che il coefficiente (che viene calcolato per 6 all'interno della griglia che va a tariffare i mercati ambulanti, soprattutto quelli dei generi alimentari) venga stralciato. Noi proponiamo lo stralcio del coefficiente per 6, perché così si riallinea perfettamente Torino a tutte le altre città italiane, portando Torino leggermente sopra Napoli, cosa che sono convinto possa essere forse… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Con il servizio che diamo ci mettiamo però, signor Sindaco, nella condizione di avere una tariffa che rispecchia quella che è la media nazionale. Capisco che lo sforzo sarebbe davvero importante, però, esattamente come hanno proposto anche i Consiglieri Marrone e Greco Lucchina, andando a fare un'analisi di quelli che sono i veri costi, siamo convinti che, oggi, la pulizia dei mercati a Torino costi troppo: che costi cinque volte rispetto a Napoli è davvero esagerato. È per questo motivo che diamo la possibilità di poter intervenire andando a stralciare quel coefficiente per 6. Gli emendamenti sul per 6 sono 3: vanno ad eliminare il per 6 in tutte quelle fasce di ambulantato e questo, come ho già detto, andrebbe ad intervenire in questa maniera. Un altro invece si rivolge alle famiglie: so che, fino a qualche anno fa, per tutte quelle famiglie che vivevano nelle zone limitrofe alle discariche c'era la possibilità di avere uno sgravio; visto quello che rappresentano oggi i campi nomadi torinesi, ovvero tutto intorno rimangono discariche a cielo aperto (magari, all'interno, una mini pulizia la fanno i proprietari delle baracche, ma fuori i campi nomadi torinesi sembrano delle discariche a cielo aperto), proponiamo, all'interno degli sgravi - e comunque ammetto che gli sgravi proposti dalla Giunta sono intelligenti, perché si arriva fino al 50% per le famiglie che hanno dei redditi bassi -, un ulteriore 50% a tutte le famiglie che abitano nella prossimità di 500 metri da un campo nomadi. Questo permetterebbe, oltre a tutta quella serie di problematiche che il campo nomadi comporta, di poter vivere economicamente meglio nelle vicinanze di tutta quella immondizia prodotta dai campi nomadi. Questa per noi è la base per migliorare la proposta di deliberazione, pur capendo la difficoltà di andare a coprire il costo del servizio, ma in questo modo si darebbe la possibilità a tutti i torinesi interessati - lavoratori e non - di avere un vantaggio. Qualora questo non potesse essere fatto, abbiamo individuato un'altra strada, che abbiamo concordato anche con la Giunta e che quindi è già percorribile - nel momento in cui venissero approvati gli emendamenti, chiaramente noi ritireremmo la proposta di mozione di accompagnamento, perché diventerebbe inutile - e che si articola in due punti: il primo è fare un calcolo per avere nel 2016 una tariffa giornaliera per tutti quegli ambulanti che sono di tipologia A - mi spiego meglio, per chi, magari, non è esperto in materia -, cioè tutti quelli che non sono occasionali, i cosiddetti spuntisti. Oggi, gli spuntisti hanno la possibilità di prendere un voucher, che copre la tassa di pulizia e di plateatico per il giorno, maggiorata - se non sbaglio - del 20% e noi proponiamo per il 2016 di fare un calcolo che sia esattamente come quello per gli spuntisti, ma senza quella maggiorazione del 20%, quindi rimanendo nel range delle tariffe. Questo rispetterebbe il principio che chi sporca paga e chi non sporca chiaramente non paga, anche perché in questo modo si permette ad un ambulante che un giorno non c'è fisicamente su quella piazzola, per mille motivi (anche soltanto per utilizzare uno dei 15 giorni di permesso che ha di potersi non presentare), e quindi fisicamente non produce rifiuti, di non pagare quello che non ha prodotto. Il secondo ci può dare la possibilità nel 2016 di andare ad abbattere realmente la tariffa, grazie all'autopulizia del mercato. Noi siamo convinti che, esattamente come succede oggi a Milano, dando la possibilità agli operatori del mercato ed alle persone che vi lavorano di pulirsi da soli la piazzola, si può risparmiare su tutti i costi di spazzamento e di raccolta, incidendo in maniera importante su quella che è la tariffa reale. Questo consentirebbe, nel 2016, di riallineare completamente le tariffe, perché siamo convinti che si possa risparmiare più del 50% sui costi di spazzamento e di raccolta; poi, chiaramente, ci sarà il costo reale, quello per il lavaggio della piazza. Mi piacerebbe, ma questo lo chiedo al Consigliere Ventura (Presidente di Commissione), fare anche un check di quelli che sono i lavaggi delle piazze; so che ci sono dei mercati in cui il lavaggio viene fatto mensilmente (anche se dovrebbe essere almeno settimanale) e così crea accumuli, soprattutto di materiale organico, che con il caldo causano forti odori. Lavorare in mezzo agli odori e a materiale che va in decomposizione è poco piacevole, però questo lo segnalo per vedere se si riesce a fare un check in Commissione. Vista la proposta che abbiamo avanzato e rispetto ad una sperimentazione nell'autunno, insieme all'Assessore abbiamo individuato un mercato piccolo e periferico, quello di corso Cincinnato, che potrebbe essere adatto a prestarsi per questa sperimentazione. In questo modo, noi siamo convinti, per il 2016, di poter presentare all'interno del Regolamento TARI (che, probabilmente, verrà votato dal nuovo Consiglio Comunale) dei fortissimi ribassi per quanto riguarda le tariffe. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Innanzitutto, nonostante le differenze di vedute e le acerrime polemiche in Commissione, devo notare uno sforzo da parte dell'Assessore Passoni sulla TARI di questo anno: ha, giustamente, incanalato la discussione all'interno del Tavolo tecnico ed ha avuto il coraggio di andare ad insistere su un settore che, oggettivamente, non è semplice. Assessore, le stavo facendo i complimenti per quello che, nonostante le polemiche che abbiamo avuto in Commissione, ha cercato di fare incanalando la discussione all'interno del Tavolo tecnico. Naturalmente, tutto il nocciolo della discussione (che personalmente e - credo - tutto il centrodestra porta avanti da tempo) riguarda AMIAT; ovvero, in questo momento, lei ha avuto la forza, anche grazie al ruolo che ha avuto l'opposizione l'anno scorso, di provare a chiedere ad AMIAT di dirci la verità. Non credo che AMIAT ce la dica ancora, penso che ci sia un corto circuito, come dicevo in Commissione, dove un piccolo pool di persone determina i conti di tutte le Amministrazioni, compresa quella di Torino. Parlo dell'ATO-R, che discende nella Città Metropolitana, nel Municipio di Torino e poi nell'AMIAT. Poche persone determinano questi conti, che, secondo me, non sono in linea con quelle che, invece, dovrebbero essere le aspettative di un'Amministrazione che vuole essere a favore dei cittadini. Lo dico perché, a mio giudizio, anche in questo Tavolo tecnico c'è stata qualche opacità di veduta, ma, in ogni caso, è sempre meglio fare piuttosto che non fare; quindi, nonostante qualche opacità, è comunque utile che si sia andati nella direzione giusta. Ci sono però ancora due forti discrepanze che non riesco a capire perché non vogliate affrontare politicamente: la prima è la questione della diminuzione costante dei rifiuti negli ultimi 15 anni, che non è compensata da una diminuzione delle tariffe. La seconda, ma questo è un aspetto politico che giustamente e legittimamente voi portate avanti, è la mancata volontà di applicazione dei coefficienti del Decreto n. 158/99, su cui noi insistiamo da una decina di anni, ma che politicamente questa Amministrazione non vuole portare avanti (e ci può anche stare dal punto di vista politico). In ogni caso, Assessore - lo dico convintamente -, ci sono grandissimi margini di intervento sul contratto di servizio. Sono contento che una parte del PD abbia convenuto con noi su questa necessità, perché penso che, realmente, oggi AMIAT abbia cercato di indorare la pillola, avendo raggiunto oggettivamente dei picchi di costo inaccettabili sia per le imprese che per i cittadini; oggi cerca di indorare la pillola e di andare un po' nella direzione che la politica gli chiede, cioè di interventi a salvaguardia di queste categorie, ma, oggettivamente - mi rivolgo anche al Consigliere Ventura, Presidente di Commissione -, non è assolutamente sufficiente e ci sono grandissimi spazi per intervenire sul contratto di servizio di AMIAT. Uno degli ultimi argomenti che voglio citare è la sperequazione, a mio giudizio, troppo alta fra imprese ed utenze domestiche. C'è stato un piccolo riavvicinamento da parte di questa Amministrazione a favore delle imprese, cercando di compensare questi costi a loro favore, però oggettivamente, guardando le percentuali europee, siamo ben lontani da un risultato che è quello di dire che chi produce, chi fa occupazione e chi tiene in piedi il tessuto produttivo della nostra Italia non può essere tartassato così tanto da una tassa rifiuti che, in alcuni casi, costa 10.000,00, 15.000,00 o 20.000,00 Euro all'anno, perché, sostanzialmente, sono dei mutui mensili da 2.000,00 o 3.000,00 Euro. Naturalmente, firmerò anche io, se la Lega Nord lo consentirà, l'emendamento sui 6 giorni, perché ritengo che sia giusto e corretto. Aggiungo anche io, Assessore, l'aspetto dell'emendamento che ho presentato e poi, se vorrà, glielo spiegherò anche nella discussione sugli emendamenti; è un po' in linea con quello che diceva il Consigliere Ricca e l'emendamento del Consigliere Ricca è addirittura più estensivo e considera tutta la Città, per cui forse è meglio del mio. Ho pensato a questo emendamento relativamente all'aspetto di via Germagnano e del quartiere Rebaudengo. L'ho pensato perché quei cittadini sono, oggettivamente, subissati da anni - diciamo da almeno un lustro - da roghi e da abbruciamenti (come vengono definiti), che sono costanti nel tempo, di materiale organico da parte dei Rom, che portano, come è stato dimostrato dall'ARPA, un maggiore inquinamento rispetto al resto della città di Torino per quanto riguarda gli IPA, cioè gli Idrocarburi Policiclici Aromatici; alcuni dicono che ciò non comporta danni alla salute, ma io non sono medico - tra l'altro, come dicono anche il Consigliere Viale e l'ARPA - e voglio mettere questo tipo di ragionamento di fronte alla Città. Non voglio essere criticato per questo tipo di cosa, anche se ritengo che chi pensa alla salute dei cittadini, comunque, non debba essere criticato. Quindi, se sia l'ARPA sia altre Istituzioni ritengono che questo non sia dannoso alla salute, ben venga. Il ragionamento, però, sul quale io mi baso non è tanto sulla salute, che, sicuramente, è importante, quanto sull'ammasso di rifiuti non tolti e non recuperati all'interno del campo rom di via Germagnano, perché questo crea un danno a chi, invece, fa la differenziata e, conseguentemente, è virtuoso. Pertanto, Assessore, le chiedo di valutare il mio emendamento o quello della Lega Nord, che è più estensivo perché riguarda tutti i campi rom, mentre il mio riguarda la parte di via Germagnano, in particolare, il quartiere Rebaudengo, che è particolarmente colpito da questi roghi, fumi e abbruciamenti. Quindi, le chiedo attenzione. L'ultimo dato è sulla differenziata. La deliberazione sulla differenziata fa delle differenze fra quartieri; tutto sommato, questo può essere anche un principio giusto, cioè il più virtuoso viene aiutato nella diminuzione del pagamento della tariffa a seguito della differenziata. Ritengo, però, Assessore - glielo dico a futura memoria -, che tutti i cittadini di Torino si siano impegnati costantemente, in maniera molto forte, per fare la differenziata, a cominciare dall'aver fatto le isole ecologiche fuori, al fatto di tirare fuori e dentro i bidoni, quindi spendendo dei soldi, e facendolo di persona, quindi tutti abbiamo avuto questo impegno. Differenziare fra quartieri, o fra Circoscrizioni, chi ha fatto meglio la differenziata, chi l'ha fatta meno bene, non è forse un principio di equità visto l'impegno che tutti i cittadini hanno messo. Pertanto, propongo - se lei vorrà, c'è ancora tempo per presentare un emendamento da parte della Giunta - di non fare una differenziazione così secca, ma di fare proporzionalmente e progressivamente una differenziazione che premia anche chi non è stato così virtuoso, ma che, comunque, ha mostrato impegno e virtuosità in tutti questi anni. Spero che l'Assessore Lavolta e l'Assessore Passoni possano tenerne conto nella discussione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Credo che questa sia l'ultima deliberazione sulla TARI che vedremo in questa Amministrazione e devo dire che noi la vediamo con un po' di esasperazione, nel senso che è la quarta e ci sembra che siamo sempre allo stesso punto di come eravamo all'inizio di questa Amministrazione. Del resto, se uno va a vedere anche gli obiettivi che questa Amministrazione si era data e tutti i criteri di valutazione dell'efficienza del sistema di raccolta rifiuti, mi sembra che la raccolta rifiuti sia stata abbastanza un disastro da parte di questa Amministrazione, perché i costi non hanno fatto altro che aumentare, la tassa non ha fatto altro che aumentare, la percentuale di raccolta differenziata, alla fine, non è salita, è rimasta sostanzialmente stabile, anzi è calata e, forse, recupereremo un po' adesso se si riesce ad introdurre qualche cosa, qualche nuovo settore con il porta a porta, quindi, in sostanza, da qualunque punto la si guardi, l'attività in questo settore dell'Amministrazione non è certo stata un successo. Cominciamo a vedere una piccola speranza, perché adesso sentiamo un po' tutte le forze politiche che parlano dell'autogestione della raccolta dei rifiuti nei mercati, di interventi per diminuire il contratto di servizio e così via; io vorrei solo ricordare che l'autogestione della raccolta dei rifiuti nei mercati è già stata votata favorevolmente da questo Consiglio Comunale due anni fa su una mozione di accompagnamento del Movimento 5 Stelle e anche la questione della riduzione della tariffa è stata posta da noi già per la prima volta ed era stata approvata come principio, poi è stata approvata di nuovo l'anno scorso e ancora non è stata fatta. Vedremo se, adesso, approvando ulteriori mozioni di accompagnamento che hanno all'interno questi due punti, si farà un passo avanti, però perlomeno ci sembra di vedere una certa evoluzione nel pensiero del Consiglio Comunale e questo è senz'altro positivo e ne va dato atto anche alle altre forze politiche. A me ha fatto un po' specie sentire il dibattito fino ad ora concentrarsi sulla questione dei roghi e dei rifiuti da parte dei rom, che, sicuramente, è importante, perché per chi ci abita davanti è un grosso problema, e sicuramente è una questione che forse fa rumore sui giornali, ma non è il primo problema della raccolta rifiuti di questa città. Il problema fondamentale è l'inefficienza del sistema di raccolta, dell'azienda e il fatto che a Torino, confrontando le tariffe, in particolare per i mercati e poi per altre categorie, la tassa rifiuti costi 5-10 volte più che in altre città anche di dimensione comparabile. Poi, c'è il fatto che, nonostante la Legge ci imponga di arrivare al 65% della raccolta differenziata e questa Amministrazione già aveva detto che saremmo arrivati al 50%, che già era molto di meno, ma almeno ci si impegnava ad arrivare al 50, siamo ancora molto lontani e adesso l'obiettivo del 50% l'ho visto spostare non più alla fine del 2016 delle elezioni, ma al 2020, quindi non so se poi diventerà 2025. Alla fine, i problemi veri da risolvere sembrano sempre gli stessi, cioè il fatto che non si è ancora riusciti ad arrivare ad un sistema che possa portare ad una tariffazione puntuale che permetta veramente alle persone e alle aziende di pagare per quello che buttano e non su una stima o su uno studio, che poi può essere tirato di qua e di là, contestato e comunque non darà mai una valutazione effettiva, ma, invece, con sistemi che pure esistono e sono già utilizzati in altre città, anche di discrete dimensioni, si potrebbe arrivare a misurare veramente quello che ogni persona o perlomeno ogni condominio conferisce al sistema di raccolta rifiuti e, quindi, far pagare soltanto quello che si butta, incentivando le persone veramente a buttare di meno, perché ne vedrebbero direttamente un risultato come calo della bolletta dei rifiuti e non più in generale di una tassa. Se, però, invece, ci troviamo di fronte - come è successo - ad un'Amministrazione che quest'anno vuole togliere i cassonetti del vetro e della plastica dai cortili delle case, tornare indietro sul porta a porta per mettere di nuovo in strada le campane del vetro, cosa che - sappiamo tutti perfettamente, provato da tutti gli studi in materia - farà calare la raccolta differenziata, sicuramente non la farà aumentare, ci si chiede veramente dove voglia andare questa Amministrazione. Forse, la triste constatazione, ancora una volta, su una cosa che il Movimento 5 Stelle dice da 4-5 anni e puntualmente si sta rivelando vera, è che, siccome ormai è stato costruito l'inceneritore e bisogna alimentarlo, la raccolta differenziata non conviene più all'Amministrazione Comunale e, a parte i proclami, non fa più parte, in realtà, delle linee politiche di questa Amministrazione. Questo è evidente, perché basta vedere i dati e basta vedere le scelte politiche al di là delle tante belle parole che vengono fatte. Purtroppo, tra l'altro, questa Amministrazione ha legato le mani alla città per 20 anni, quindi, anche quando al posto della sedia vuota che vedo adesso, dove ci dovrebbe stare il Sindaco, ci sarà un Sindaco di un'altra forza politica, purtroppo, sarà molto difficile tornare indietro, anche se sicuramente questa sarà una cosa che tenteremo di fare se, come speriamo, saremo noi a governare questa città dall'anno prossimo. Io sono anche favorevole alle proposte che ho sentito di autogestione dei mercati, eccetera; sono le stesse che abbiamo fatto anche noi, quindi si vada pure avanti su quelle, però sarebbe il caso di lavorare sul sistema generale e quindi sull'efficientamento di AMIAT, però facendo in modo che l'efficientamenteo di AMIAT vada a calare la tassa rifiuti e non come è successo adesso che AMIAT fa i ribassi di gara, guadagna e quello diventa utile per IREN, ma che i ribassi di gara vadano veramente a far abbassare la tariffa rifiuti, perché stiamo parlando di 5-10 milioni di Euro che avrebbero potuto essere destinati alla riduzione della tariffa o, magari, a finanziare l'aumento della differenziata, come si vuole. Poi, l'altra cosa che ancora manca è un sistema di valorizzazione dei rifiuti, per cui i torinesi fanno più o meno diligentemente la raccolta differenziata, ma ancora non è stata costruita una filiera che permetta, poi, di ricavare veramente tutto il valore possibile dalla rivendita di questo materiale. Quindi, anche in quella direzione bisognerebbe operare, perché, altrimenti, è inutile fare la differenziata se, poi, tanto non la si riesce a valorizzare. Allora, sì che, poi, la differenziata costa - come ci sentiamo dire - e la tariffa, invece di diminuire, allora sale. Ci piacerebbe dire all'Amministrazione di lavorare su queste linee; magari, faremo un'ennesima mozione di indirizzo, ma, visto che ormai mancano poco più di sei mesi alla fine di questa Amministrazione, ci siamo anche astenuti da fare l'ennesimo atto uguale a quelli che abbiamo già fatto negli anni scorsi, perché non ci sembrava veramente il caso. Per fortuna, fra sei o nove mesi questa Amministrazione se ne andrà a casa e magari arriverà qualcun altro in grado di affrontare finalmente anche questo problema. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Il mio intervento sarà principalmente sulle questioni poste dai Consiglieri della minoranza, anche attraverso la presentazione delle mozioni di accompagnamento. Inizio dalla questione dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali. È un tema che a noi sta molto a cuore. Non più tardi di un paio di mesi fa, in una riunione congiunta della I Commissione con la Conferenza di Capigruppo, nel momento in cui l'Assessora Tedesco ci presentava il lavoro fatto dalla Giunta, nella direzione del controllo e dell'analisi del gradimento dei Servizi Pubblici Locali da parte dei cittadini, io e il Presidente di Commissione, Altamura, prendemmo l'occasione per annunciare un'iniziativa nostra in questa direzione, cioè provare a trovare, in qualche modo, un soggetto che non fosse riconducibile alla Giunta, ma che fosse riconducibile al Consiglio Comunale, che avesse in capo il mandato del controllo sulla gestione dei servizi, quindi diverso dal controllo rispetto alla gestione dell'Amministrazione, cioè che fosse riconducibile a quella che era l'idea originaria dell'Agenzia stessa. La proposta dei Consiglieri Marrone e Greco Lucchina va in questa direzione, quindi ci sarà poi un emendamento sulla narrativa, sul "considerato", da parte del Consigliere Altamura, ma quello che a noi interessa è salvaguardare lo spirito complessivo della proposta e ci sentiamo di appoggiarla. Vorrei dire di più: ci sentiamo anche come Gruppo, visto che è un servizio che deve migliorare la qualità delle prestazioni e deve considerare il gradimento da parte dei cittadini, di impegnarci a trovare le risorse per mettere la Commissione nelle condizioni di lavorare. Sappiamo che, quando diciamo di trovare le risorse, vuol dire che sono i Gruppi consiliari, a cominciare da quelli più grossi, che devono fare la propria parte. Su questo, noi diamo anche la nostra disponibilità, perché, altrimenti, metteremmo in piedi una scatola vuota, invece dobbiamo considerare che bisogna avere anche gli strumenti, le persone e le risorse per poter commissionare ricerche e quant'altro per poter studiare al meglio il problema. Sulla questione che riguarda AMIAT, noi abbiamo indicato due paletti nella mozione di accompagnamento al Bilancio nel suo insieme (quindi, abbiamo fatto un ragionamento più complessivo), che sono già stati richiamati qui nella discussione per quanto riguarda la TARI, perché noi riteniamo che il risparmio che deriva dall'efficientamento di AMIAT e dalla capacità che AMIAT ha di efficientare al massimo il servizio debba essere utilizzato con un mandato preciso da parte del Consiglio Comunale. Il nostro mandato è quello di intervenire sulla Tassa Raccolta Rifiuti e intervenire sul potenziamento del servizio stesso, quindi noi vediamo una priorità indicata in questi due punti equa; se volete una posizione di mediazione, come sempre avviene e come deve fare la politica, ma non è possibile immaginare o l'una o l'altra. Le due strade devono essere perseguite entrambe: 1) se abbiamo un servizio che migliora, il miglioramento deve vedersi anche sulla bolletta, quindi il cittadino deve pagare di meno; 2) per poter migliorare questo servizio, si deve investire sul servizio stesso. Stesso discorso vale per i mercati. I Consiglieri della Lega Nord presentano una proposta di mozione, che noi condividiamo nello spirito; loro individuano un mercato per una sperimentazione, noi preferiremmo non doverlo indicare, ma doverlo rimandare ad un momento successivo, anche di consultazione con i Comitati di mercato e i rappresentanti degli ambulanti, però seguiremo l'indicazione che ci darà la Giunta. Noi abbiamo provato ad osare addirittura un po' di più e ad immaginare per l'anno prossimo la possibilità di superare l'attuale modello di pulizia di mercati, immaginando un modello di cogestione di responsabilità da parte degli ambulanti nella pulizia stessa dei mercati dove loro lavorano. Noi lo abbiamo messo al punto 7: "Verificare la possibilità di eliminare il controllo del servizio di AMIAT prevedendo la competenza e la pulizia dei mercati per attuare modelli di cogestione dei servizi sulle aree mercatali da parte degli operatori", cioè provare a vedere se riusciamo a perseguire strade nuove nella gestione del servizio di pulizia, anche strade di maggiore responsabilizzazione e maggiore responsabilità da parte degli operatori stessi. Va bene, quindi, la sperimentazione e lavoreremo perché questo, invece, si possa fare su tutti i mercati. Individuiamo insieme qual è il mercato; i Consiglieri della Lega Nord individuano quello di corso Cincinnato, può essere quello, può essere un altro, non abbiamo preclusioni e non è a favore o contro chicchessia, ma è a favore di una strada nuova che, secondo noi, potrebbe essere perseguita insieme a tutti gli operatori e a tutti i loro rappresentanti. Quindi, credo che su questo si possa lavorare insieme. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Ringrazio il Consigliere Paolino per le corrette precisazioni che ha fatto rispetto all'ultimo punto che è stato discusso e presentato, ovviamente, rispetto alla proposta di deliberazione dell'Assessore Passoni. Al di là della discussione complessiva che stiamo affrontando, anche favorevole, rispetto alle due proposte di mozione che sono state presentate, sollecito alla parte della minoranza e all'opposizione due punti. Il primo è un punto di riflessione, che ho già posto più volte in Commissione, che l'Assessore con me ha evidenziato, che, al di là della legittima ambizione di rendere migliore il servizio e anche più sostenibile il costo, non dobbiamo dimenticare che, per quanto riguarda l'ambulantato i pagatori "corretti", tra virgolette, si aggirano intorno al 60%, che fra rateizzatori e morosi siamo intorno al 35-36%, più "sfridi", tra virgolette, legati alla sospensione o revoca delle licenze. Quindi, bisogna lavorare molto anche rispetto al recupero di quanto non è pagato e dev'essere ovviamente pagato. Questo per quanto riguarda la proposta di mozione che ha presentato il Consigliere Ricca. Per quanto riguarda, invece, la mozione di accompagnamento presentata dai Consiglieri Marrone e Greco Lucchina, che mi vede assolutamente d'accordo, sulla annosa vicenda dell'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali, chiederei, in accordo anche con i presentatori e se il Presidente accetta eccezionalmente la proposta, di emendare, stralciando dalla proposta di mozione le tre righe riguardanti l'inizio della discussione, che partono dal "Tenuto conto" e concludono con "Conferenza Capigruppo 21 luglio 2012". Questo anche per una contraddizione in termini, che non è evidenziata in modo chiaro, ma che voglio evidenziare, in particolare al Consigliere Greco Lucchina con cui la discussione è stata particolarmente approfondita anche in Commissione. Se vogliamo, comunque, mantenere uno strumento di controllo, così come la Legge, il nostro Statuto e il nostro Regolamento prevedono, se riteniamo altresì che i costi dell'Agenzia, così come erano connotati e stabiliti da questo Consiglio e per dieci anni svolti regolarmente, non fossero più sostenibili, è altrettanto vero che quel compito di indirizzo e controllo fa parte di una mozione che chiede l'istituzione di una Commissione tematica, ma riprende una mozione in quel "Tenuto conto" che diceva l'esatto opposto, ossia che diceva, come giustamente anche il Consigliere Greco Lucchina ricorda insieme a me, che si stava andando verso un Commissario straordinario per la dismissione e liquidazione di gran parte delle famose quote di maggioranza delle nostre partecipate. Io sono abituato a votare guardando molto attentamente quello che voto e anche quello che firmo e a volte non è nemmeno sufficiente. Chiederei, quindi, di emendare questo punto e riprendere la discussione con il Presidente del Consiglio Comunale in Conferenza dei Capigruppo, anche rispetto ai compiti più stringenti, perché la Commissione tematica può lavorare in una certa direzione, ma non ha tutti gli strumenti, mentre, in ogni caso, l'Agenzia per i Servizi Pubblici Locali nasceva come ente terzo, sì, con la presenza dei Capigruppo, ma aveva la capacità di presentare lo studio approfondito, non solo del customer satisfaction che ha citato il Consigliere Marrone, ma, soprattutto, la valutazione dei contratti di servizio paragonati anche ai contratti di servizio di altre Città e di altre Agenzie. L'ho visto nell'ultima riga, però, il tema, essendo molto più complesso, perché è cambiata la normativa rispetto ai Servizi Pubblici Locali e rispetto soprattutto alla Legge sulla spending review, che prevede una semplificazione anche sui numeri, è evidente che questi sono aspetti squisitamente normativi e hanno bisogno di un supporto della Segreteria generale del Consiglio Comunale e di tutti gli strumenti tecnici e normativi da mettere a disposizione di quella Commissione. A queste condizioni, è evidente che quello strumento può essere utile. Da questo punto di vista, chiedo che venga accolto l'emendamento che ho proposto con lo stralcio del punto della prima pagina che va da: "Tenuto conto" fino a "Capigruppo 21 luglio 2012". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Mi sono, ovviamente, confrontato con il Capogruppo Marrone, che è firmatario con me di questa proposta di mozione di accompagnamento. Sostanzialmente, recepiamo la richiesta del Presidente di Commissione, Altamura, e quindi chiediamo di stralciare anche noi e, quindi, possiamo tranquillamente votare un testo coordinato. La motivazione che ci ha portato a ricordare che c'era stata una proposta di mozione che andava in tal senso, era solo per ricordare all'Aula che questo tema era già stato affrontato e che, ahimè, è stato tenuto fermo alla Conferenza dei Capigruppo già dal 2012. Non faccio un commento politico, perché era chiaro che allora ci fosse un attacco preciso a quella Giunta, poi ci fu il rimpasto e quant'altro. Detto questo, per il verbale, io e il Capogruppo Marrone recepiamo l'emendamento e, quindi, si può stralciare quel pezzo della proposta di mozione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per un'integrazione, al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Ho ascoltato con attenzione il Consigliere Paolino sulla proposta di mozione e non so se ho capito bene, ma credo di sì, nel senso che la mediazione all'interno della maggioranza è quella, però volevo sottolineare che, forse, qualunque tipo di risparmio sarebbe bene metterlo sull'abbattimento delle tariffe piuttosto che sul potenziamento del servizio, perché il mio concetto non è, probabilmente, quello della maggioranza, ma io parto dal fatto che AMIAT abbia tantissimo da farsi perdonare e che ci siano tantissime cose che non vanno all'interno di quel servizio di AMIAT, tra le quali anche il porta a porta. Quindi, lo dico all'Assessore, al Sindaco, all'Assessore Passoni e al Consigliere Altamura: personalmente, avrei preferito che tutti i risparmi andassero all'abbattimento delle tariffe, perché, in questo momento, forse, sarebbe la soluzione più equa e più giusta. Ricordo anche il dibattito sulla questione della differenziata. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ci sono ulteriori richieste di intervento, quindi chiudiamo il dibattito sulla TARI. La parola, per la replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Naturalmente, l'argomento è, come ogni anno, piuttosto complesso, pertanto ha richiesto l'intervento e lo stimolo di molti Colleghi ad affrontare alcuni nodi. Io vorrei affrontare, prima di tutto, un nodo che sta alla base della maggior parte degli interventi, che è la modalità di calcolo della tariffa legata alla categoria singola, cioè al singolo codice di tariffa, in particolare, ovviamente, molto evocata, quella dei cosiddetti banchi di vendita all'aperto, alimentari e non, in particolare negli interventi della Lega Nord, di Forza Italia e di Fratelli d'Italia. Il tema che proverò a spiegare non è diverso dall'anno precedente, vale a dire: il decreto n. 158 stabilisce sostanzialmente delle Kd, cioè delle valutazioni di contribuzione sulla tassa rifiuti, basate su un calcolo nazionale per i Comuni del Nord superiori ai 5.000 abitanti, quindi scala dimensionale piuttosto piccola, e peraltro non assolutamente afferente all'aggiornamento di questi dati, ma riferite a dei dati tabellari contenuti in un decreto che, ormai, ha qualcosa come 16 anni. È evidente che chi voglia addurre una differenza positiva, cioè a svantaggio, tra il decreto n. 158 e l'attuale tassazione, invoca il decreto n. 158 come la soluzione del suo problema. Se in Aula la categoria più rappresentata fosse un'altra, fosse anche quella delle famiglie, per esempio, probabilmente andremo a dire di non applicare per favore il Decreto n. 158. Vale a dire, il Decreto n. 158, oggi, darebbe un carico di coefficiente a certe categorie, che non sono quelle attualmente maggiormente penalizzate, ma, per un sistema che, evidentemente, molto chiaro non dev'essere ancora, dentro il piano finanziario, che, comunque, fa il 100%, sposterebbe semplicemente il carico della tassa su altre categorie. La Città, invece, sin dal 2005 ha scelto di misurare puntualmente i sistemi di raccolta, smaltimento, di pesatura puntuale, di contestualizzazione e di attribuire ad essi un coefficiente Kd analitico, come è stato peraltro illustrato, che capisco l'anno scorso quando la Città aggiornava i vecchi Kd su dati di serie storiche e, pertanto, poteva anche essere non vero che il coefficiente fosse più che proporzionalmente alto in alcune categorie di rifiuto umido, però quello che il dibattito non fa emergere è una cosa assolutamente banale: noi, l'anno scorso, abbiamo preso le categorie che il Consiglio Comunale ci ha chiesto di contestualizzare, le abbiamo misurate puntualmente, abbiamo preso esattamente la grande distribuzione, la piccola distribuzione, i bar, i ristoranti, abbiamo preso anche i banchi alimentari del mercato e i produttori agricoli. Abbiamo misurato non le quantità degli altri, ma le loro specifiche in due pesate statistiche ed analitiche su base campionaria molto larga nel mese di ottobre- novembre 2014 e primavera 2015 e il dato che potrà piacere o non piacere - e mi rendo conto che non piaccia - è che la quantità di rifiuti prodotta da queste categorie è, in realtà, drasticamente aumentata e con essa il Kd di riferimento. Dove sta la questione? Sta nel comportamento della categoria? No, certamente. Chi gestisce un banco al mercato, un ristorante, un bar o quant'altro non ha certo una responsabilità soggettiva su questo, ma, purtroppo, il rifiuto fotografa sociologicamente ed economicamente la formazione del proprio procedimento economico per vendere prodotti o servizi sul mercato. Allora, l'evoluzione degli imballi, la maggior pesatura di rifiuti umidi; anche il mercato, evidentemente, non è così in crisi per alcuni banchi alimentari e questo è anche il dato statistico che, peraltro, noi vediamo e riceviamo, cioè che è molto più in crisi il mercato non alimentare sui mercati della città che non quello alimentare, ed è evidente che il dato ci dice che questi rifiuti sono, in realtà, più quantitativamente e qualitativamente complicati da trattare di quanto non fossero dieci anni fa. Questo non per accusare o imputare ad una categoria una responsabilità e per non comprendere le difficoltà economiche che la categoria può avere rispetto all'universo delle attività economiche, è solo per spiegare che, scelta la strada della misurazione puntuale, questa non può essere usata solo quando la misurazione puntuale dà un segno negativo, quindi aiuta la categoria in oggetto, e non quando dà un segno positivo. Per esempio, i ristoratori hanno un dato negativo del Kd, che segna che il sistema della produzione e la quantità di rifiuti prodotta nella ristorazione in senso stretto è in calo negli ultimi dieci anni, i bar invece è un segno positivo. Allora, questo corrisponde o no a una fotografia statistica reale del sistema di produzione dei beni e sevizi nella ristorazione leggera della città? Quanti bar 15-20 anni fa erano di fatto anche delle ristorazioni a tutti gli effetti e quanti lo sono oggi anche solo intorno a Palazzo Civico. Allora, non bisogna negare la realtà delle cose. Diverso è chiedere che per un settore in crisi, che può essere quello dei banchi alimentari nei mercati o dei banchi non alimentari, si possa intervenire in certe misure con certi strumenti straordinari e la Città lo ha fatto, perché ricordo a tutti che, se avessimo applicato in modo pedissequo lo studio del Kd, l'incremento sarebbe stato superiore al 60%. Qualcuno mi dirà: "Intollerabile", d'accordo, ma mica dobbiamo farcelo dire da qualcuno, ci siamo arrivati da soli che due anni fa abbiamo posto un limite con lo sconto del 10% e tre anni fa, quando passammo da tassa rifiuti, all'epoca TARES, ponemmo un calmiere al massimo del 20% per tutte le categorie, nonostante l'incremento sarebbe stato molto superiore. Con ciò voglio dire: la Città ha contezza che il tema della tassa rifiuti incide pesantemente sui Bilanci delle aziende alimentari della città? Sì, ne ha contezza. Cosa ha fatto per farlo? Ha tagliato drasticamente l'incremento, riducendolo quasi dell'80%, cioè, di fatto, l'incremento è 7,88 contro l'80%, quindi la decima parte di incremento reale che avrebbe dovuto avere e in più ha avviato un percorso di Tavolo tecnico per definire insieme alle categorie quali sono gli strumenti migliori di efficientamento. Quello che non diciamo mai è che nei mercati della città ci stanno mediamente 2,5 ambulanti non alimentari contro uno alimentare. I non alimentari sono anni che prendono una riduzione del costo della tassa rifiuti, perché in quella categoria la tassa dei rifiuti sta scendendo. Questo non è un problema dei mercati, è un problema dei mercati con i banchi alimentari. I banchi non alimentari stanno avendo la tassa rifiuti in calo da anni. Cominciamo a separare il mondo in due categorie: contribuzione del rifiuto umido pesante contro il rifiuto leggero e secco; i mercatali con banco di rifiuto non alimentare hanno ridotto la tassa rifiuti e non solo quest'anno per effetto della statistica, ma addirittura negli anni precedenti, perché hanno beneficiato, anche se poi hanno fatto un accordo solidaristico tra banchi alimentari e non alimentari, andando a fissare a zero il decremento dell'anno precedente, ma, sostanzialmente, hanno diritto a un decremento e quest'anno comincia ad essere del 3%. Poco, tanto, non discuto, ma è il 3%. Le statistiche, comunque le prendiamo, sono sempre buone. La Città di Torino non è la più cara d'Italia sulla tassa rifiuti dei mercati e, sicuramente, è una di quelle poche che applica il sistema di contestualizzazione, ma è anche una di quelle che su questo è più equa di altre. Alla fine, parliamo di far pagare al giorno, per un banco alimentare, circa 9,78 Euro di tassa rifiuti, che, di fatto, insieme alla COSAP, è l'unico costo fisso che si paga per avere un servizio pubblico con una piazzola segnata per sei giorni l'anno, per tutto l'anno. Al Consigliere Ricca ricordo che la questione dei sei giorni è un falso problema. Sei giorni altro non è che il moltiplicatore dei giorni di banco del mercato applicato naturalmente a quella che è la tariffa costruita su base giornaliera. Se avessimo fatto la tariffa in base settimanale, avremmo diviso per tutti i giorni, poi moltiplicato per sei e così via. È una modalità di costruzione. Questa vicenda - che peraltro è sostenuta anche da una categoria degli ambulanti autonoma - è un falso problema; vorrei dirlo in modo molto chiaro. Ciò detto, nessuno nega il fatto che vi possa essere un margine di efficienza della raccolta e dello smaltimento logistico dei mercati e, con esso, dei costi correlati; con ciò, sin dall'anno scorso, al Tavolo TARI abbiamo proposto in più riprese di avviare una sperimentazione sui banchi alimentari e non di alcuni mercati con l'apposizione di sistemi automatizzati della raccolta del rifiuto, incontrando non unanimi consensi. Allora, io sono contento se il Consiglio Comunale oggi fa una mozione dicendo che questa vicenda deve essere trattata in una chiave sperimentale su un mercato specifico, qualunque esso sia, perché è evidente che questo porterà l'azienda, in privativa di raccolta rifiuti, e la Città, nell'organizzazione, a fare una sperimentazione e a confrontarsi su un problema reale. Questo patto con gli ambulanti per sperimentare questo modello si può fare in un mercato. Se lo facciamo e i risultati saranno incoraggianti, la Città ha tutto l'interesse a percorrerlo anche in altre aree della città, ma fino ad oggi, a prova di verbale dei tavoli TARI tecnici fin qui fatti e dai miei Colleghi che partecipano al Tavolo, gli ambulanti non hanno voluto attivare la sperimentazione, anzi, quando si pose il tema di collocare il compattatore per stabilire dove doveva finire la frazione indistinta, si litigava sul tema se il banco in oggetto era troppo vicino o troppo lontano dal compattatore e, quindi, la puzza avrebbe ridotto i clienti di quel banco rispetto al posizionamento. Bisogna che ciascuno si assuma delle responsabilità in materia di riorganizzazione e noi chiediamo che ci sia nella categoria sicuramente uno scatto di importante responsabilizzazione. Questo è possibile, può portare economie, può risolvere il problema della tassa rifiuti una volta per tutte e, soprattutto, senza modificare un impianto generale sul tema della perequazione, che con il sistema della quali- quantificazione dei rifiuti è il più corretto possibile, perché risponde esattamente a quello che diceva il Consigliere Bertola, cioè si paga di più in relazione alla complessità, al peso e al trattamento che il rifiuto richiede, mentre invece - è abbastanza oggettivo - se un rifiuto umido di un mercato pagasse come un rifiuto secco di un mercato, ovviamente, forse sarebbe contento chi produce il rifiuto umido, ma verrebbe meno il principio generale secondo cui la complessità di trattamento del rifiuto deve corrispondere ad una maggiore tassazione, che è il principio del Decreto Ronchi stesso. Il Decreto Ronchi, per finire, non diceva di applicare il Decreto n. 158 a tutti, diceva: solo coloro i quali non hanno al momento applicato un sistema di quali- quantificazione del rifiuto e di sperimentazione applichino il coefficiente. Allora, il Comune che ha un mercato alla settimana, in più magari solo mattutino, che non può fare contestualizzazione, perché è diseconomico, cosa fa? Prende il Decreto n. 158 e lo applica, ma non nelle città che hanno migliaia di banchi, con banchi settimanali e, a volte, anche domenicali per almeno sei giorni a settimana. Quella è una filiera produttiva vera e propria, non è un esperimento di coefficiente statistico medio. Con ciò, comprendendo e condividendo - ciò mi piace, è stato sollecitato anche dal Consigliere Tronzano -, con uno sforzo nel Tavolo tecnico che ha portato la Città al confronto aperto con le categorie, siamo disponibili a rinnovare questo confronto con le categorie riferito alla sperimentazione ed arrivare ulteriormente ad un passo avanti. Il passo avanti notevole ha riguardato: la contestualizzazione, la qualificazione, la proposta logistica. Ora, anche il contenimento statistico dell'anno scorso con un meno 10% e persino un contenimento sull'incremento teorico di quasi il 90%. Ma non basta ancora; vediamo le condizioni logistiche e ci sediamo di nuovo intorno ad un Tavolo. Questo non per una sorta di atteggiamento di favoritismo o di punizione - due estremi del ragionamento - verso una categoria, ma per dare la massima trasparenza, la massima informazione e la massima comprensione alle dinamiche economiche della tassa rifiuti e riciclo dei rifiuti. Rispondendo al Consigliere Tronzano, è evidente che, in questo momento, la differenziazione tra quartieri è l'elemento cardine che comporta la premialità sullo sconto per la raccolta differenziata. Atteso che non essendo ancora omogeneo il sistema della raccolta differenziata, essendoci aree a porta a porta, area a prossimità e a prossimità rafforzata, sarebbe difficile confrontare in valore assoluto tutti i quartieri con sistemi logistici diversi. È stato scelto un modello che ha diviso sostanzialmente la misurazione tra due tipologie, cioè la prossimità e la differenziata porta a porta, ed è stato scelto un modello per cui viene premiato chi ha l'incremento più alto, cioè l'incentivazione a raccogliere più differenziazione - al di là del fatto che è un obbligo per ordinanza, ma che sia comunque un obbligo incentivato -, e questo modello verrà sicuramente superato nel prosieguo delle estensioni quando il porta a porta verrà esteso ad altri quartieri o ad altre parti di frazioni di cittadinanza, naturalmente nell'ottica di garantire il massimo risultato con la massima economicità della tassa per chi è portato a un maggiore sforzo logistico di differenziazione. In sintesi, quindi, non ci sono problemi ad esaminare ed esprimerci sulle mozioni presentate, ricordando tuttavia che questo è già assolutamente condiviso nel solco del lavoro del Tavolo tecnico. Il Tavolo tecnico - riferisco - è quello che comprende tutte le categorie economiche e, poi, c'è il Tavolo tecnico specifico sugli ambulanti con cui queste materie sono state discusse e portate. Oltre al pregiudizio di carattere politico e tolto quello che può essere l'elemento di polemica, assicuro la massima attenzione rispetto alla categoria degli ambulanti, assicuro - a prova di bomba - che abbiamo portato tutti i migliori correttivi perequativi e assicuro che nel Tavolo tecnico, se le proposte di mozione saranno approvate, avremo uno strumento in più per portare ulteriormente la posizione dell'Amministrazione verso uno studio sperimentale, che, nel campo della grande distribuzione, cioè laddove esiste una logistica interna che già fraziona, ripartisce il rifiuto e lo porta al centro di pre- raccolta sostanzialmente trattato e distinto, ha sicuramente molti margini di efficienza, e la Città ha tutta l'intenzione di dare questi margini di efficienza non ad altre categorie, ma a quelli che concorrono direttamente a portare questa efficienza al proprio settore economico. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Assessore. |