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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 20 Luglio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 18
INTERPELLANZA 2015-02935
"URBAN CENTER, PARTECIPAZIONE O PROPAGANDA?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED APPENDINO IN DATA 6 LUGLIO 2015. - DECADUTA PER FINE MANDATO -
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502935/002, presentata in
data 6 luglio 2015, avente per oggetto:

"Urban Center, partecipazione o propaganda?"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Al punto 1, l'interpellante chiede a quanto ammonta il fondo di funzionamento
dell'Urban Center e quanto di esso è stato finanziato dal Comune. Io darò il conto del
2015, anche se è interessante vedere un raffronto con le annualità precedenti.
Il fondo di funzionamento di Urban Center ammonta, per l'annualità 2015, così come
da previsionale approvato, a 738.000,00 Euro, ripartito nel seguente modo, in termini
di entrate: il contributo della Città di Torino è stimato a 250.000,00 Euro, ancorché
nell'attuale previsionale siano previsti solamente 200.000,00 Euro.
Analogo contributo viene erogato dalla Compagnia di San Paolo; vi è un contributo
legato alla progettazione europea per 125.000,00 Euro; vi è un utilizzo del fondo
rischi del 2014 per 59.000,00 Euro; altri contributi liberali, cioè sponsorizzazioni, per
10.000,00 Euro; altre sponsorizzazioni per 35.000,00 Euro; entrate relative alla
iniziativa della "caccia al tesoro" per 3.000,00 Euro e altre entrate derivanti
dall'attività ordinaria per 3.000,00 Euro.
Al punto 2, l'interpellante chiede a quanto ammontino le spese sostenute dall'Urban
Center per l'iniziativa "10 trasformazioni per 10 Circoscrizioni" (mi fermo qui,
perché la domanda si sdoppia: l'ammontare è di ben 3.745,00 Euro, Consigliere
Bertola) e per l'iniziativa "Torino si mostra" inclusa la festa d'inaugurazione. Allora,
per quanto riguarda l'iniziativa "Torino si mostra", che prevede una serie di
iniziative di comunicazione e il nuovo allestimento dell'Urban Center, inaugurato in
data 2 luglio, il costo complessivo è stato di 115.293,07 Euro.
Se il Consigliere lo desidera, gli do il quadro di dettaglio, in ogni caso gli elementi
più significativi riguardano, in termini di spese: inviti per 329,00 Euro; cartoline,
stampe e distribuzione di 20.000 pezzi per 1.183,00 Euro; locandine per 183,00 Euro,
progettazione e realizzazione multimediale della sede, comprese le tecnologie, per
84.912,00 Euro; realizzazione dell'allestimento per 14.000,00 Euro; opere murarie e
impianto elettrico per 8.896,60 Euro; forniture e pose moquette per 816,00 Euro;
pulizia della piazza per 250,00 Euro; diritti di utilizzo delle musiche per 308,00 Euro;
cibo per 230,00 Euro; fotografo per 253,00 Euro; stampa per tram "Torino si mostra"
per 976,00 Euro; Mupi "Torino si mostra" per 2.196,00 Euro; acquisto dominio CM
Map per 158,60 Euro; frutta per 600,00 Euro; per un totale di 115.293,70 Euro, che
ovviamente trova piena capienza nel quadro economico da parte delle entrate che vi
descrivevo prima.
Al punto 3, l'interpellante chiede perché, nonostante la missione di promuovere
partecipazione e dialogo, l'Urban Center si limiti a presentare esclusivamente la
visione della maggioranza che amministra la Città e a magnificarne gli aspetti
positivi, senza prevedere spazi critici e partecipativi. Ovviamente è una domanda a
cui è davvero difficile riuscire a dare una risposta, in quanto parte da un presupposto
che è decisamente opposto rispetto a quello per cui vi parla l'Assessore; nel senso
che a me pare che il ruolo di Urban Center (dal momento in cui ho assunto l'onere e
il privilegio della Presidenza e dal momento in cui abbiamo, congiuntamente con gli
altri soci, valutato un cambio alla direzione dell'Urban Center) ha modificato la
propria mission, andando nell'ottica di favorire la partecipazione, la conoscenza, il
dialogo e la comunicazione tra i cittadini.
Dopodiché, scontiamo in questi termini i giudizi di carattere diverso; certamente
credo ci sia il giudizio negativo dell'interpellante, che, sulla base di quanto risulta
all'Assessore, è - fortunatamente, a mio modo di vedere - largamente minoritario
rispetto a quello che è il piano delle iniziative promosse in termini di comunicazione.
Mi pare di poter dire che anche il fatto che nelle 10 Circoscrizioni di Torino vengano
promossi interventi mirati che discutono con i cittadini, in un'ottica partecipativa e di
dialogo, essendo eventi totalmente aperti al pubblico; peraltro, alcuni di questi casi
(come forse il Consigliere Bertola sa) sono stati oggetto di manifestazioni da parte di
centri sociali, come è avvenuto per esempio in Circoscrizione 7, quando abbiamo
presentato e discusso con i cittadini sul tema del Centro Direzione Lavazza, in cui
proprio quell'iniziativa è stata oggetto di una manifestazione da parte dei centri
sociali, che ha obbligato l'interruzione dell'iniziativa e un presidio della Questura, in
ordine a questo tipo di questioni, proprio nell'ottica che più partecipazione e dialogo
di così... Cioè siamo arrivati al punto, addirittura, di venire interrotti nell'ambito di
quella che il Consigliere Bertola ha definito in maniera così dispregiativa. Ho
risposto in questi termini anche perché diventa difficile immaginare percorsi diversi.
Al punto 4, l'interpellante chiede se l'Amministrazione non ritenga che l'Urban
Center più che uno spazio di dialogo sia diventato semplicemente un veicolo
propagandistico per l'attività dell'Assessorato all'Urbanistica, a pochi mesi dalle
elezioni comunali, se sia effettivamente questa la missione dell'Urban Center.
No, l'Amministrazione non ritiene; anzi, se posso tranquillizzare il Consigliere
Bertola, tutti i riscontri (tutti no, non sarebbe corretto), la stragrandissima
maggioranza dei riscontri sul campo di iniziative "Torino un'altra Città" è
estremamente positiva. Questo avviene da parte degli addetti ai lavori, cosa che il
Consigliere da per scontato, ma le garantisco... Se il Consigliere si ricorda, qualche
anno fa l'Amministrazione Comunale ricevette una lettera, con ben 800 firme in
calce, che chiedeva esattamente un cambio di rotta significativo rispetto alle attività
dell'Urban Center. Credo che il Consigliere Bertola se lo ricordi bene, perché - se
non ricordo male - partecipò anche ad alcune iniziative.
Quello che posso dire al Consigliere, veramente con grande tranquillità, è che queste
iniziative sono state assolutamente apprezzate da parte dei mondi professionali, che
all'epoca invece contestarono in maniera molto forte ed evidente l'Amministrazione
passata; sono state apprezzate da tutti coloro che a vario titolo hanno potuto
interloquire con le attività promosse di discussione, e soprattutto, ci tengo a dirlo,
sono state apprezzate da quei tantissimi cittadini, tra virgolette, "comuni" (per usare
un'espressione forse infelice, ma che rende l'idea) che hanno avuto modo di
apprezzare e di scoprire un quadro, rispetto alla trasformazione urbanistica di questi
20 anni della Città di Torino, decisamente innovativo e accattivante, che ha dato loro
modo di conoscere e di apprezzare questo tipo di questione.
Questo, perlomeno, è quello che noi riscontriamo nei commenti delle persone che
visitano l'allestimento in piazza Palazzo di Città, nei commenti che arrivano via e-
mail, via Facebook, rispetto a questo tipo di iniziative. Quindi, mi dispiace
tantissimo, veramente, sono proprio desolato che la personale percezione del
Consigliere Bertola sia invece un'altra.
Tranquillizzo il Consigliere: la stragrande maggioranza dei cittadini torinesi e degli
operatori economici torinesi apprezza, e di gran lunga, il cambio di passo assunto
dall'Urban Center.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Credo che io e l'Assessore frequentiamo ambienti un po' diversi, perché i feedback
che abbiamo avuto noi sono diversi. Sicuramente l'Urban Center da tempo è stato
criticato, perché è stato percepito più come uno strumento con cui l'Amministrazione
se la canta e se la suona da sola, che come uno strumento - come previsto nella sua
missione - di dialogo e di partecipazione verso la Città.
Dopodiché, la mostra in sé è anche bella, non contesto la qualità dell'allestimento;
quello che si contesta è la filosofia con cui vengono fatte queste iniziative, cioè una
filosofia che pare in una direzione sola, ossia considerare soltanto gli aspetti positivi,
secondo l'Amministrazione, della trasformazione delle politiche attuate. Politiche su
cui, invece, mi permetto di dire, c'è molta perplessità, non solo da parte della mia
forza politica, ma da una parte consistente del mondo del settore dell'architettura, del
paesaggio e dell'urbanistica.
Sulla quantificazione, vedremo fra un anno se sono di più, ma sicuramente è difficile
arrivare a una quantificazione. Però, la perplessità nasce proprio dall'idea di vedere
spesi dei fondi che sono in gran parte pubblici, perché la Compagnia di San Paolo è
un privato e fa quello che vuole, però i 250.000,00 Euro del Comune, più i fondi
europei, eccetera, sono comunque fondi di origine pubblica.
Bisognerebbe aprire un lungo discorso anche sulle partecipate, sulle società comunali
che sono pubbliche quando conviene che siano pubbliche e private quando conviene
che siano private. Però, queste iniziative - non soltanto a me - sono sembrate più
iniziative promozionali delle politiche dell'Amministrazione, che una volontà di
dialogare con la città.
A maggior ragione, l'evento promozionale con l'aperitivo, eccetera, mi fa piacere
che sia costato solo 250,00 Euro di cibo, però la questione non sono i soldi, ma è il
principio della spesa sostenuta per offrire cibo a persone che, essenzialmente, fanno
parte del mondo della politica, che passavano di fronte al Palazzo Comunale. È anche
una questione di stile, e ognuno probabilmente ha il suo, però da parte nostra sarebbe
stata auspicabile una maggiore sobrietà, ma questa è un'opinione personale.
La questione fondamentale, però, è relativa non tanto alla missione dell'Urban
Center, ma alla capacità della città di ascoltare, il fatto che c'è una parte consistente
che vorrebbe discutere veramente di questi dettagli. Quindi, non trovarsi di fronte
alla semplice presentazione dei render fantastici, eccetera, ma avere magari la
possibilità di intervenire seriamente sulle politiche di questa Città e non trovarsi
sempre di fronte ai soliti render del centro commerciale, come è successo anche
l'altro giorno in Commissione, che lasciano tutti perplessi. Questa è una questione
evidentemente politica e ognuno resta della sua opinione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Lo Russo.

LO RUSSO Stefano (Assessore)
Siccome è una questione tutta politica, il Consigliere Bertola mi consentirà una
brevissima replica, che ovviamente non vuole essere assolutamente polemica.
Ha ragione il Consigliere Bertola (tra l'altro, l'ho anche scritto in una lettera che ho
mandato al quotidiano "La Stampa" proprio sabato), c'è una parte, a me nota, non
solamente di ambienti culturali, ma anche di ambienti economici, che vive questa
trasformazione della città con fastidio, con scetticismo, in taluni casi anche con
contrarietà rispetto a determinate questioni.
E meno male che c'è, lo dico con grande franchezza, perché se c'è una cosa che io
penso serva è discutere nel merito delle questioni. Per cui, da questo punto di vista,
ben vengano tutte le sedi in cui tali questioni vengono affrontate con serietà, con
correttezza anche di dialogo e di ruoli, e con rispetto delle sedi in cui tali questioni
vengono affrontate.
L'Urban Center è uno dei veicoli della discussione in città, che il Consigliere
affronta in termini così strutturali; certamente non è l'unico, certamente tutto è
perfettibile; al riguardo, tranquillizzo il Consigliere che è mia assoluta intenzione
andare sempre più nell'ottica descritta, che è un'ottica il più possibile partecipativa,
che raccolga anche istanze dei cittadini, che però non vada - ovviamente - a
sostituirsi (questa, se mi permette, è una piccola considerazione politica) ad altri
luoghi deputati a questa discussione, perché se c'è una questione di merito, di fondo,
rispetto all'articolazione del dibattito sulla trasformazione urbana, riguarda
esattamente i luoghi della discussione.
L'Urban Center è uno di questi luoghi della discussione, i Consigli di Circoscrizione
sono altri luoghi, i comitati di quartiere, i giornali, internet sono luoghi della
discussione. Dopodiché (io ovviamente rispondo per quello che, più o meno bene,
faccio), il giudizio sulla trasformazione urbana, che il Consigliere Bertola definisce
propaganda, è un giudizio che ci distingue profondamente e strutturalmente. E ben
venga, se posso permettermi, che appaia con tutta nettezza; forse appare con troppa
poca nettezza il giudizio politico sulla trasformazione urbana tra una parte politica
che ha guidato questa Città e una parte politica che svolge il suo ruolo di
contestazione rispetto a determinate impostazioni.
Quindi, se anche il Consigliere Bertola, nella sua attività politica, vuole aiutarci e
vuole aiutare la città e i cittadini a comprendere chiaramente che in questa città vi
sono elementi culturali, economici, forze politiche che sono ostili e critiche rispetto
alla trasformazione urbana della città, mi creda, fa un grande favore al tema della
trasformazione urbana, alla qualità del dibattito di questa città, soprattutto perché,
posta in questi termini, a me pare una bella prova che possiamo dare tutti come
esponenti della classe politica di questa città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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