| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502716/002, presentata in data 22 giugno 2015, avente per oggetto: "GTT è tutta un fuoco" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti. LUBATTI Claudio (Assessore) Anche qui ho una documentazione corposa che metterò a disposizione di tutti i Consiglieri interessati; in particolare, vi è un documento che abbiamo prodotto come GTT per dare qualche dettaglio rispetto ai numeri che sono stati citati e, avendo avuto la possibilità nella scorsa settimana di essere interpellati da Astra per alcune verifiche sulla riforma nel trasporto pubblico che è in discussione in queste ore al Senato della Repubblica, ho chiesto anche ad Astra di fornirci alcuni documenti per quanto riguarda le esperienze di Cotral, di TT S.p.A., di ATAC, di ATM di Milano e di ATCM di Modena, cioè di altre società in Italia che si occupano delle stesse tematiche e che, quindi, rappresentano insieme la possibilità di costruire una sorta di benchmark nazionale per capire quali sono le buone pratiche e quali sono le attività che vengono messe in campo in giro per l'Italia. Voglio sottolineare due aspetti: ci sono delle problematiche che riguardano il progressivo invecchiamento delle flotte e l'aumento degli autobus che sono omologati secondo delle norme antinquinamento che sono ancora più stringenti. Il combinato disposto di questi due elementi crea alcune problematiche a questi strumenti, perché, in alcune occasioni, si è notato come gli incidenti (in questo caso, gli incendi che sono stati oggetto di intervento sulle nostre linee) avevano come causa diretta anche l'utilizzo di alcuni strumenti che, da un certo punto di vista, sono stati studiati e messi in campo proprio per limitare le emissioni nell'aria dei gas inquinanti. Per quanto riguarda GTT, in coerenza con quelle che sono le linee guida dell'Astra, si è proceduto con uno studio di queste cause e con una Commissione di approfondimento che è stata messa in campo da Iveco e dai Vigili del Fuoco, che ha portato ad un insieme di interventi migliorativi su 95 mezzi, proprio per limitare questi rischi che, da un lato, rappresentavano un vantaggio come norme inquinanti e, dall'altro lato, rappresentavano però dei rischi per la parte componentistica. Nel 2013, si è fatto un altro intervento importante su 137 mezzi, con interventi migliorativi sui cablaggi e sui componenti elettrici; i mezzi urbani sono stati dotati di un dispositivo specifico antincendio (il 52% della flotta ed arriverà al 62% entro il 2015, per cui stiamo parlando in particolare di 519 mezzi). Nell'interpellanza, il Consigliere chiede alcuni dati ed in questa sede li citerò soltanto come ordine di grandezza generale, ma poi avrò cura di fornire al Consigliere e al Presidente una tabella dettagliata che suddivide i vari interventi a seconda della tipologia dell'accadimento e della gravità dell'incendio. In particolare, nel 2015 (fino a questo momento) abbiamo avuto 9 incendi, uno soltanto di gravità 4. Nel 2014, gli incendi sono stati 19; nel 2011, sono stati 29 e, nel 2010, sono stati 21. Questo però segna un trend positivo; evidentemente, gli interventi effettuati hanno avuto una loro efficacia, in particolare sulla nostra flotta. Il Consigliere cita alcuni specifici accadimenti: sulla linea 49, il 5 maggio, si è trattato di un bus 491 ed è stato il caso di gravità più significativa da 4 anni a questa parte; in effetti, questo è l'unico caso in cui le fiamme sono arrivate anche nella parte che di solito è destinata al trasporto dei passeggeri. Un'analisi ed un'indagine specifica sono state affidate ad Iveco, che è il costruttore del mezzo, per comprendere le cause. Stiamo attendendo la relazione finale da parte del perito, anche se, dal sopralluogo di dettaglio che è stato effettuato una volta riportato il mezzo in officina, è emersa la perdita di un tappo che è situato sul condotto di scarico in prossimità della turbina con la relativa fuoriuscita di gas di scarico caldi che hanno innescato l'incendio. Sulla linea 75 (anche in questo caso si trattava di un bus 491, ma il modello E, quindi quello successivo), i tecnici della GTT hanno individuato, come la più probabile, una problematica sull'impianto elettrico, ma anche in questo caso si è in attesa dei risultati dell'analisi effettuata durante il sopralluogo sopracitato da parte di IVECO. Per quanto riguarda la linea 62, non era citata la data e, quindi, mi è stato impossibile ritrovare l'episodio nello specifico. Sulla linea 13, il 13 giugno, il problema è stato dovuto alla rottura, da parte di una losa che si era innalzata dal terreno, della tubazione del gasolio, danneggiandola, e quindi creando l'evento di gravità 1, che è stato poi raccontato anche nell'interpellanza. Da questo punto di vista, per quanto riguarda le tematiche evidenziate, devo sottolineare l'impegno di GTT, che, negli ultimi anni, ha continuato ad investire anche in termini di sicurezza sui passeggeri e sui trasportati. Lo testimoniano meglio di qualsiasi mia dichiarazione i numeri che ho riportato e, anche rispetto all'esperienza ed alla valutazione degli altri casi in Italia, mi sento di poter dire che GTT rappresenta, ancora una volta, un modello anche in questo campo. Altre città hanno poi raccolto l'esperienza di GTT, in particolare sulle commissioni di indagine che sono state effettuate per verificare le cause dei singoli eventi, come un esempio da seguire e da importare sui singoli territori. Rimango a disposizione del Presidente e del Consigliere, perché la documentazione che metto a disposizione è particolarmente corposa; se poi saranno necessari degli approfondimenti, consideratemi a disposizione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ho presentato l'interpellanza perché c'è stata una sequenza di casi - più o meno 4 in meno di un mese - e, ad un certo punto, ci siamo chiesti se fosse normale o se ci fosse qualche problema specifico, vista la facilità con cui questi mezzi prendevano fuoco o sviluppavano principi di incendio (come nel caso del 13, anche se poi, per fortuna, non si è verificato); ovviamente, però, con quel carburante che usciva liberamente sulla strada è bastata una scintilla per dare vita ad un incendio. Da una parte, per carità, mi tranquillizzano le sue rassicurazioni che, tutto sommato, siamo in un trend controllato e così via, ma sentire che, mediamente, uno o due pullman al mese prendono fuoco mentre sono in servizio non è rassicurante per nessuno. Magari nelle altre città succede ancora più spesso, però sono rimasto un po' perplesso. Non sono un tecnico degli autobus e quindi non sono in grado di dire che cosa si dovrebbe fare o se sia veramente possibile ridurre ulteriormente questo rischio di incendio. Vorrei essere rassicurato sul fatto che si faccia regolarmente tutto quanto è possibile per mantenere, in particolare, i mezzi, perché è inutile che nascondiamo il fatto che le flotte, in particolare i mezzi che hanno preso fuoco, sono particolarmente vecchie; mentre abbiamo una serie di bus nuovi, che sono entrati in servizio negli ultimi anni, ce ne sono alcuni che hanno un'età piuttosto avanzata e quindi sono più soggetti a problemi ed anche a rotture che possono provocare situazioni di questo genere. Proprio su quei mezzi sarebbe il caso di garantire la manutenzione ed un'analisi particolare del problema. Naturalmente, più che sollevare il problema, non posso fare altro. Chiedo di avere la nota per approfondire il tema con calma e, per il resto, possiamo considerare discussa l'interpellanza. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa |