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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201502857/010, presentata dalla Giunta Comunale in data 2 luglio 2015, avente per oggetto: "Stadio Olimpico. Concessione in uso alla società calcistica Torino F.C. S.p.A. per le stagioni 2015/2025. Approvazione". e della proposta di mozione n. mecc. 201503080/002, presentata dal Consigliere Cassiani in data 13 luglio 2015, avente per oggetto: "Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201502857/010) 'Stadio Olimpico. Concessione alla società calcistica Torino F.C. S.p.A. per le stagioni 2015/2025. Approvazione'". PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 10/07/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono stati presentati 40 emendamenti dal Consigliere Marrone, che sono stati ritirati, due dal Consigliere Sbriglio e due dal Consigliere Ventura. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Gallo. GALLO Stefano (Assessore) Questa proposta di deliberazione è importante perché conclude un iter che, insieme al Sindaco, è stato iniziato circa un anno fa, grazie alla mozione del Consiglio Comunale. Permettetemi di richiamare brevemente il quadro di riferimento di questa proposta di deliberazione. Nel 1997, la deliberazione quadro sul futuro degli stadi delineava la strategia dell'Amministrazione di due stadi per due squadre di proprietà. Nel corso degli anni, la Juventus ha realizzato questo progetto, con il diritto di superficie dello Juventus Stadium; per quanto riguarda il Torino, non è stato possibile realizzarlo per le note vicende dei fallimenti susseguenti alla società di calcio. Da quel momento, lo stadio ha subito una ristrutturazione per permettere alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 di disporre di una sede per la realizzazione delle cerimonie di apertura e di chiusura. Dopo le Olimpiadi di Torino 2006, lo stadio è stato affidato in gestione alle due squadre cittadine, Juventus e Torino, con contratti che si sono susseguiti, ma, sostanzialmente, è stata transitoria la ridefinizione del quadro generale. L'8 settembre di due anni fa, la Juventus ha inaugurato il proprio stadio, mentre il Torino Calcio, anche nel corso degli attuali colloqui che il Sindaco ha avuto con il Presidente Cairo insieme all'Assessorato allo Sport, ha sostanzialmente dichiarato di non essere interessato all'acquisto ed al diritto di superficie dello stadio, almeno per il momento. L'Amministrazione, recependo gli indirizzi che il Consiglio Comunale aveva delineato all'interno di una mozione programmatica di rivisitazione della concessione in vigore l'anno scorso, ha delineato un quadro concessorio che, dopo i colloqui apicali tra la società e l'Amministrazione, prevede una concessione non esclusiva decennale, che mantiene in capo al Comune di Torino gli oneri e gli onori, cioè gli incassi derivanti dall'affitto a terzi - per esempio, per i concerti, per il rugby e per altre manifestazioni di tipo sportivo e non -, permette al Torino di prendere in concessione lo stadio e alla Città di dare una programmazione alla gestione di questo impianto. Rimarrà uno stadio di proprietà della Città; l'Amministrazione ha deciso di mantenere la manutenzione straordinaria in capo alla Città per preservare il bene nell'ambito del tempo e mantenerlo in uno stato di conservazione importante. Competeranno alla società tutti gli oneri di gestione, un canone annuale di 500.000 Euro (rivalutato ISTAT) e tutti gli oneri derivanti dalla manutenzione ordinaria. Per quanto riguarda alcuni aspetti che erano stati segnalati nel corso delle Commissioni Consiliari, per quanto riguarda la pubblicità, è stata risolta con un forfetario determinato dall'Ufficio Pubblicità del Comune di Torino. Relativamente a tutti gli altri oneri connessi (Vigili, TARSU e quant'altro), rimangono in carico alla società, previa una dialettica con gli Assessorati competenti. In sostanza, si tratta di una proposta di deliberazione importante, che permette di delineare un rapporto non più transitorio, ma stabile, ancorché non ancora realizzante l'impegno politico dell'Amministrazione con la deliberazione del 1997. Vorrei ringraziare il Consiglio Comunale, che ha permesso una franca discussione sul futuro di questo impianto strategico per la nostra Città, e gli Uffici - il dottor Ferrari, in primis -, che hanno seguito la redazione amministrativa dell'atto. Vi è anche un po' di orgoglio perché Torino è l'unica città, ancorché non in diritto di superficie, che realizza due squadre in due stadi e, dal punto di vista della pianificazione sportiva cittadina, questo dà lustro anche alla pianificazione del calcio cittadino. PORCINO Giovanni (Presidente) Vi ricordo che si tratta di una discussione congiunta. La parola, per l'illustrazione della proposta di mozione, al Consigliere Cassiani. CASSIANI Luca Vorrei ricordare anche i due emendamenti presentati dal Consigliere Ventura. Interverrò in qualità di Presidente, in quanto sono stato delegato dai Consiglieri che, in modo unanime, hanno condotto insieme a me la discussione sulla proposta di deliberazione e devo dire che vi è stato un apprezzamento condiviso dell'esito. Con questa proposta di mozione si vuole soltanto sottolineare come la Città abbia fatto una scelta, che è stata perseguita da questa Amministrazione e che arriva da lontano, cioè dotarsi, avendo due squadre professionistiche, di due stadi e che, quindi, ogni squadra avesse uno stadio proprio. Con la Juventus è successo, mentre il percorso con Torino FC, in questo momento, ci porta a fare un passo in avanti, fondamentale ed importante: si passa da una concessione molto breve ad una concessione più lunga, importante economicamente, perché passiamo a 500.000 Euro all'anno per 10 anni (quindi, è un sostanzioso incremento annuale), ma anche il contratto è più lungo. Nella proposta di mozione diciamo che l'obiettivo è quello che abbiamo già perseguito con la Juventus: la cessione del diritto di superficie per 99 anni con i diritti che ne conseguono, come è stato fatto per la zona dell'ex Stadio delle Alpi, che ha consentito alla Juventus di fare un grande investimento, che ha dato e sta dando dei risultati importanti per la società, ma anche per la Città, dal punto di vista economico. Allo stesso modo, speriamo che, in futuro, anche nel corso di questo contratto di 10 anni, ci sarà la possibilità di interloquire nuovamente con la società Torino FC per riuscire a raggiungere questo obiettivo. Vorrei sottolineare due punti della proposta di mozione, che è stata presentata dalla Commissione ed è sostenuta da tutte le forze politiche (infatti, l'abbiamo redatta insieme agli altri Colleghi); questo atto dice che questa è la posizione della Città e che l'auspicio è che ci sia una continua interlocuzione con la società Torino FC nel futuro per la gestione diretta di quell'area con il diritto di superficie; ci auguriamo che, poi, ci sia una Legge nazionale, che il Parlamento ed il Governo vorranno confezionare, per gli stadi di proprietà e per togliere sempre di più ai territori questo ambito, rendendo in qualche modo più semplice la gestione per le squadre professionistiche di un terreno e di uno stadio, affinché, dal punto di vista commerciale, pubblicitario e dei diritti TV, possa dare quelle risorse che il calcio professionistico moderno necessita. È quindi un "sì" alla proposta di deliberazione, perché la proposta di mozione riformula e rafforza quanto questa Città va dicendo da sempre. Potremmo diventare - lo speriamo -, quanto prima (lo siamo già per quanto riguarda lo stadio della Juventus, ma lo possiamo diventare per lo stadio del Toro), la prima città d'Italia ad avere due squadre professionistiche con due stadi di proprietà (ovviamente, per proprietà si intende il diritto di superficie per 99 anni). Una concessione di 10 anni è comunque un fatto innovativo. Vorrei ringraziare in particolare il Sindaco e l'Assessore per il lavoro che è stato svolto e tutti i Consiglieri Comunali di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione che hanno sentito questo tema fortemente. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Alcuni mesi fa, avevamo sollecitato questa discussione, attraverso la mozione di indirizzo che era stata firmata da molti Consiglieri di maggioranza e di opposizione e che aveva aperto un confronto vivace in Città, a cui l'Assessore non solo non si è sottratto, ma ha provato ad interpretarla nella relazione con il Torino Calcio e di questo lo voglio ringraziare. Vorrei soprattutto registrare che, per la prima volta negli ultimi anni, la discussione sullo stadio torna ad essere una proposta di deliberazione del Consiglio Comunale di Torino. Non si tratta soltanto di un fatto di forma, ma diventa sostanza nel momento in cui chiarisce al Torino Calcio ed alla città quale vuole essere la strategia della Città e, soprattutto, riporta la strategia della Città all'interno di un alveo grazie al quale - lo dice chi calca il banco del Consiglio Comunale soltanto da questa tornata amministrativa - bisogna riconoscere che la nostra Città, attraverso i Consigli Comunali che si sono avvicendati e le Giunte che l'hanno governata, ha avuto una grande capacità di lungimiranza. Già alla fine degli anni Novanta, il Consiglio Comunale di Torino indicava che una città con due squadre con una grande storia e con grandi riferimenti doveva avere due stadi diversi, possibilmente e potenzialmente di proprietà. La nostra Città ha perseguito quella strada, l'ha percorsa tutta, a volte anche assumendosi dei rischi che sono costati non poco; pensate, per esempio, al tema delle stesse ipoteche ed al rapporto con il Torino di Cimminelli. Credo che sia necessario proseguire su quella strada. L'atto che viene presentato oggi rimette, in parte, in coerenza quella strategia con la situazione attuale. In termini puramente negoziali, lo definirei un buon accordo; non il migliore risultato, ma credo che questa sia una percezione condivisa anche da parte di chi ha fatto la trattativa (il Sindaco e l'Assessore). Non è una valutazione di merito rispetto alla qualità della trattativa, ma riguarda il fatto che il risultato pieno lo otterremo quando convinceremo il nostro interlocutore - e finché il nostro interlocutore sarà il Torino FC del presidente Cairo probabilmente faremo fatica - che sarebbe un'opportunità per tutti, a partire dalla società, essere la prima città in Italia e fra le pochissime in Europa ad avere entrambe le squadre di calcio con stadi di proprietà. In particolare, il Torino Calcio avrebbe uno stadio di proprietà che si situa nel cuore stesso della città di Torino e credo che questo sarebbe un obiettivo importante per gli stessi tifosi. Perché dico, comunque, un buon accordo, anche se non il miglior risultato? Perché è chiaro e indubbio che va a raddoppiarsi il canone di locazione, però, secondo me, rimangono in sospeso due nodi, che, probabilmente, anche per la consuetudine che si è radicata nel passato, difficilmente si potevano ricondurre a soluzione migliore. Il primo, sicuramente, è il tema delle manutenzioni; è chiaro che un modello che vede la manutenzione ordinaria in capo al gestore e la manutenzione straordinaria in capo al possessore, davanti ad un utilizzo che è praticamente esclusivo o almeno ampiamente prioritario e prolungato nel tempo, è un modello molto rischioso per il pubblico, perché il rischio è che la manutenzione ordinaria si trasformi in manutenzione straordinaria e, quindi, che sia tutto in capo all'Amministrazione Comunale. Per questo motivo, apprezzo il passaggio della deliberazione che fa riferimento ai meccanismi di controllo. Credo che non debba essere solo un passaggio della deliberazione, ma ci vada una grande attenzione amministrativa e puntualità, anche perché, purtroppo, i precedenti non sono dei migliori; non è mia intenzione dare una valutazione qualitativa del rapporto con il Torino Calcio, certo che non depone a favore della Società privata il rapporto che si era consolidato sul tema, per esempio, delle pubblicità. Il fatto che noi ci aspettavamo di incassare delle spettanze in capo alla pubblicità che il Torino Calcio avrebbe dovuto vendere per noi e che, poi, si scopre che tutto lo Stadio è stato venduto in termini pubblicitari, tranne gli spazi pubblicitari che avrebbe dovuto introitare la Città di Torino, non depone certo a favore del rapporto tra pubblico e privato. Per questo motivo, Assessore, io le chiedo - al di là e oltre quello che è scritto nella deliberazione - di vigilare quanto più è possibile sull'applicazione della manutenzione ordinaria da parte del Torino Calcio. L'altro elemento di parziale incoerenza che va sottolineato è il tema dell'uso non esclusivo, perché è chiaro che, per chi vorrebbe addirittura arrivare al diritto di superficie, l'idea che ci sia un contratto lungo ed oneroso, ma che, sostanzialmente, non preveda un uso esclusivo, come è successo in altre città, non rappresenta un danno economico, per carità, anzi noi abbiamo la possibilità di utilizzare lo Stadio per altro, ma certamente non è il modello organizzativo di riferimento che avremmo auspicato. Probabilmente, è l'unico modello organizzativo che, in questo momento, è possibile ottenere e mantenere con la società del Presidente Cairo. In ultimo, Presidente, Assessore e Sindaco, permettetemi di sottolineare un tema che è parallelo alla deliberazione di oggi, ma che io credo sia cruciale nel medio e lungo periodo per quanto riguarda il futuro di un'area e di una possibile vocazione, oltre che del mero Stadio, ed è il tema dell'area ex Combi. Questo è un tema su cui, ovviamente, dovremo discutere. Noi abbiamo cercato, attraverso la mozione di indirizzo, di provare a mettere insieme lo strumento urbanistico con la gestione sportiva, lo Stadio con il Filadelfia, con una potenziale cittadella granata. È chiaro che l'indisponibilità del Presidente Cairo a discutere della proprietà o, quantomeno, del diritto superficiale per adesso congela quella opzione, ma è chiaro che una politica intelligente e lungimirante, come ha dimostrato il Comune di Torino alla fine degli anni Ottanta, un secondo dopo che viene chiarito il rapporto contrattuale con il Torino Calcio, apre una discussione su che cosa sia più conveniente fare: se, da un lato, ignorare e accantonare definitivamente la possibilità di una cittadella granata e, quindi, immaginare una trasformazione urbanistica definitiva e pesante sull'area Combi, o se, dall'altra parte, invece, mantenere in potenza quel progetto, perché comunque questa è la vocazione che noi intendiamo assicurargli nella relazione di chi c'è oggi e di chi ci sarà domani, perché io credo che noi dobbiamo confrontarci con il valore, prima di tutto, culturale del Torino Calcio, che è un valore che si trasmette ormai in una storia che supera il secolo e non soltanto con il valore commerciale del Torino Calcio, che viene detenuto di volta in volta da chi ne mantiene la proprietà. Non intendo risolvere qui il tema, però penso che questo tema, Sindaco e Assessore, vada condiviso con il Consiglio Comunale e, quindi, immagino che su questo sia necessaria una gestione oculata da parte dell'Assessore all'Urbanistica, che, ovviamente, è impegnato in una situazione difficile e complicata anche del mercato immobiliare e che, quindi, spesso tende un po' a servire pietanze già cucinate al Consiglio Comunale. Su questo, invece, vorrei segnalare la volontà precisa e ferma del Consiglio Comunale di essere coinvolto nella discussione, perché lo riteniamo un punto qualificante del futuro della Città di Torino e, soprattutto dopo il buon percorso fatto insieme, Giunta e Consiglio, riteniamo di meritare la possibilità di un confronto di prospettiva sull'area ex Combi, perché pensiamo possa determinare il futuro di una parte importante della Città di Torino. Detto questo, procediamo con la deliberazione di oggi. Io sostengo gli emendamenti proposti dal Consigliere Ventura e sostengo la mozione di accompagnamento della V Commissione, perché mi sembra un buon testo di accompagnamento. Credo, però, che la strada del diritto di proprietà dello Stadio non solo non vada abbandonata, ma vada rilanciata sempre, perché è la prospettiva più importante che potremmo dare al calcio della nostra Città. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Io non mi dilungo più di tanto, perché molte cose sono già state dette e ho già espresso le mie posizioni in sede di Commissione. Mi associo, però, ai ringraziamenti all'Assessore e al Sindaco. So che in questi giorni, magari, ho creato qualche difficoltà all'Assessore, però tutte le ipotesi di emendamento erano emerse per migliorare un lavoro, che, come è stato detto, fa un passo in avanti verso quella famosa mozione che prevede il diritto di superficie. Chiaramente, non è quello che avremmo voluto, però, sicuramente, il ringraziamento va fatto, perché, in tutto questo tempo, un passo alla volta, siamo riusciti ad ottenere dei risultati che vanno nella direzione di una stabilità, che prevede, da una parte, un diritto di superficie di 99 anni, mentre, da questa parte, prevedeva contratti che venivano rinnovati di anno in anno. Mi fa un po' sorridere, Consigliere Curto, perché lei in tutto il suo intervento ha citato il Torino Calcio; in realtà, il Torino Calcio non esiste più, esiste il Torino FC. Lo dico perché, in realtà, la Città era riuscita a portare a compimento quella mozione e ci era riuscita, casualmente, con il Torino Calcio, che lei cita; poi, gli eventi hanno portato al fallimento di Cimminelli e, quindi, non si è riusciti ad attuare questa mozione. Nelle tornate amministrative precedenti e in questa, lo sforzo è sempre stato nell'ottica di poter arrivare a questo risultato. L'Assessore sa che avevo fatto anche altre proposte emendative; ne ho fatte due e, sicuramente, comprendo che non è tanto la votazione del Consiglio Comunale quanto il fatto che questi accordi hanno un rapporto sinallagmatico, quindi esistono le parti in contraddittorio e, chiaramente, se noi adesso votassimo delle situazioni che, comunque, sono migliorative per la Città, non troveremmo dall'altra parte chi ci sottoscrive l'accordo. Per queste ragioni, anche se è stato espresso parere positivo, sono disponibile al ritiro dell'emendamento n. 2, quello che prevedeva il 5 più 5, ma questo poteva essere utile in quanto dava la possibilità, dopo i primi 5 anni, di trovare soluzioni alternative. Ringrazio, però, per la disponibilità nell'accoglimento dell'emendamento n. 1. Io credo che l'emendamento n. 1 sia importante, perché, comunque, nell'ottica dell'applicazione di quelle famose mozioni, dà la possibilità - può essere fra un anno, tra due, o può essere anche oltre i dieci -, qualora ci fossero le condizioni, di trovare una soluzione che sia nell'ottica di trovare un diritto di superficie anche in quest'area e nelle aree limitrofe. Il Consigliere Curto prima citava come elemento fondamentale in questa discussione l'area ex Combi; chiaramente, con questo emendamento si apre la possibilità, qualora ci fossero le condizioni, anche ad una riqualificazione che sia nell'interesse di tutta l'area e abbia una visione sportiva. Reitero all'Assessore il mio invito, anche in collaborazione con il Direttore Generale, di trovare una soluzione sulla questione ipoteche Stadio Olimpico, perché questo è un elemento che un domani potrà facilitare l'applicazione di quel principio del diritto di superficie. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Innanzitutto, il mio auspicio è che il Torino FC compri questo Stadio prima o poi; questa è veramente la mia speranza, anche perché non si capisce economicamente come possa sostenere una spesa di questo genere il Presidente Cairo, perché, per spendere 600.000,00 Euro all'anno per tot anni, forse conviene più comprarlo, però sono problemi del Presidente del Torino e speriamo che prima o poi ragioni e lo acquisiti. La mia domanda, invece, Assessore, è più importante: ho sentito dire da un Collega di maggioranza, cioè dal Consigliere Curto, che le manutenzioni straordinarie potrebbero tradursi in manutenzioni ordinarie. Su queste affermazioni bisogna fare attenzione e chiarezza. Secondo me, è fondamentale che la manutenzione straordinaria rimanga in capo al pubblico, perché garantisce la stabilità dell'edificio, garantisce i fruitori dello spettacolo e garantisce tutta una serie di cose che il privato potrebbe non garantire, ma quando il Consigliere Curto fa delle allusioni sul fatto che la manutenzione ordinaria poi si potrebbe tramutare in straordinaria, allora questo mi preoccupa. Quindi, su questo vorrei una parola chiara e, forse, addirittura dovrebbe anche intervenire il Sindaco, perché credo che siamo di fronte o alla mancanza del rispetto istituzionale o, comunque, a notizie che noi non sappiamo e che il Consigliere Curto conosce, perché, altrimenti, veramente qui siamo di fronte al relativismo, ognuno fa cosa vuole e, quando scriviamo le cose, chi se ne frega, tanto poi possono essere cambiate. Il Consigliere Curto ha detto che la manutenzione ordinaria si potrà tramutare in straordinaria, come per dire che ci sarà qualcuno che farà i truschini e che vi farà passare da sotto quello che, in realtà, spetta al Torino manutenere. Allora, per favore, chiedo al Sindaco di intervenire su questo in maniera determinata, perché mi preoccupa. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Io non sono soddisfatto di questo accordo, perché la volontà del Consiglio Comunale era un'altra, cioè non era quella di aumentare l'affitto al Torino, ma era quella di far partire finalmente questo benedetto progetto di cessione dello Stadio Olimpico al Toro con la costruzione di un impianto di proprietà. Dopodiché, mi sembra che anche l'Amministrazione abbia fatto i suoi passi, tranne uno, forse, su cui ancora stiamo aspettando di avere notizie e cioè la rimozione delle ipoteche che furono messe ai tempi del fallimento Cimminelli e di cui l'Amministrazione si deve occupare. Adesso vedremo se ci sono aggiornamenti, ma non risulta che le ipoteche siano state tolte. A parte questo, devo dire che il problema maggiore è il disinteresse da parte del Presidente Cairo a fronte di questo progetto. Un disinteresse che è, comunque, difficile da spiegarsi, nel senso che tutte le squadre grandi, medie e anche piccole del campionato di serie A italiano e anche del resto d'Europa stanno lavorando a progetti di stadi di proprietà, perché, per come funziona il business del calcio in questi anni, poter avere un impianto di proprietà o un circondario in cui si sviluppano anche altre attività che possano garantire una stabilità economica anche nelle stagioni in cui l'attività sportiva dovesse andare male, quindi, la possibilità di ragionare a lungo termine, sono fondamentali per la pianificazione economica di una società. Vedremo se questo, tra l'altro, tradisca delle intenzioni di non essere più il Presidente, magari, nel lungo periodo o, comunque, di volersi tenere le mani libere per un cambio di proprietà senza avere un carico di investimenti e di ammortamenti di questo genere. Però, dal nostro punto di vista, noi non possiamo essere contenti di quello che è stato fatto, anche se, comunque, sicuramente è meglio avere un contratto più lungo e anche più remunerativo per la Città rispetto alla situazione precedente. La questione per noi è come riuscire a proseguire sul progetto di uno stadio di proprietà, anche perché questo avrebbe un impatto positivo sull'area circostante e, quindi, per una volta, si potrebbe fare un'operazione che non è semplicemente una pura speculazione, ma magari anche studiata per portare un sollievo al quartiere a cui lo Stadio crea una serie di problemi di convivenza, che, in un progetto generale di ricostruzione e ristrutturazione, potrebbero essere affrontati, primo tra tutti quello dell'accesso ai parcheggi e così via. Tra l'altro, io sono stato l'estensore materiale del testo della proposta di mozione di accompagnamento, cercando di riassumere l'opinione di tutta la Commissione e, quindi, ovviamente la voterò positivamente. Spero che passino anche gli emendamenti che sono stati proposti da alcuni Colleghi di maggioranza, che, comunque, migliorano la situazione. Mi dispiace, però, che non passi l'altro emendamento del Consigliere Sbriglio, che è stato peraltro anche ritirato, perché il punto è che, in qualunque momento, in questi 10 anni di contratto e, a maggiore ragione, se prima della fine di questi 10 anni, magari, la proprietà del Torino FC dovesse cambiare, credo che sia la Città che la Società dovrebbero essere libere di ricominciare a lavorare a questo progetto. È sempre vero che, se le due parti sono d'accordo nella revisione del contratto, il contratto si può comunque rivedere, però spero che sia nella testa di tutti che questo contratto non debba diventare un ostacolo ad ulteriori sviluppi, magari anche alle prospettive di cessione della squadra del Torino FC ad un eventuale futuro nuovo investitore, che, magari, come tutti gli altri grandi investitori del calcio, sarà sicuramente interessato al progetto dello stadio di proprietà. L'altra cosa che va chiarita è che cosa succederà dell'area Combi, perché effettivamente quell'area è comunque vitale a questo progetto. Io capisco la difficoltà di tenere un'area bloccata per 10 anni (anche se in questa città ce ne sono di bloccate da un pezzo), però credo che comunque qualche ragionamento vada fatto per evitare che la perdita della disponibilità di quell'area, di fatto, impedisca ulteriori futuri sviluppi sul progetto dello Stadio Olimpico. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Intervengo solo un minuto per ribadire quello che, secondo me, è stato un buon lavoro, nel senso che sia l'Assessore Gallo che il Sindaco Fassino hanno decisamente migliorato la trattativa per il rinnovo di questo canone di concessione, che si vede raddoppiato. È chiaro che la manutenzione ordinaria è in capo al gestore e la manutenzione straordinaria è in capo all'Amministrazione Comunale. Detto questo, ero stato proprio io, insieme al Consigliere Curto, in una Conferenza dei Capigruppo ad affrontare per primo il tema del diritto di superficie, che doveva riguardare lo Stadio stesso, ma soprattutto l'area limitrofa e, quindi, l'area ex Combi. Avevamo richiesto una Commissione insieme all'Assessore Lo Russo, perché ci venisse a spiegare quali erano le intenzioni dell'Amministrazione rispetto a quell'area, ma quello che, secondo me, è emerso oggi è che questo buon lavoro fatto dall'Amministrazione, dalla Giunta in maniera particolare, è stato sensibilmente migliorato - e mi riferisco all'emendamento del Consigliere Sbriglio -, perché credo che la possibilità di recedere da questo contratto per un qualsiasi investitore prima della chiusura del contratto stesso sia una buona cosa, perché se qualcuno intenderà esercitare un diritto di superficie o per l'area limitrofa o per lo Stadio stesso potrà farlo. Quindi, il mio ringraziamento va sicuramente al Consigliere Sbriglio. Credo, però, che sia necessaria un'altra riflessione. Questo è negli auspici di tutti i Consiglieri Comunali: che anche il Torino Calcio possa dotarsi di uno stadio di proprietà e di una cittadella un po' come ha fatto la Juventus; credo che tutto questo però - è bene dirselo - non sarà possibile fin quando Cairo sarà il Presidente del Torino. Ahimè, lo dico da tifoso del Toro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la replica, al Sindaco. SINDACO Ringrazio, naturalmente, l'Assessore Gallo e tutti i Consiglieri, perché di questa questione il Consiglio ha discusso più volte, sia in Commissione sia in Aula. Io penso che l'esito di questo lungo confronto che c'è stato con la Società sia soddisfacente per più ragioni. Intanto, diamo al contratto una temporalità decennale; questo credo che sia importante, è anche un atto di fiducia nei confronti della squadra, ma poi credo che sia giusto garantire una contrattualità di medio periodo che consenta alla Società di fare tutti gli investimenti che sono necessari. C'è il raddoppio del canone, e io credo che non sia marginale. È un raddoppio significativo che sta - mi pare - in linea e anche qualcosa di più con la media dei canoni che le squadre di calcio corrispondono in altri stadi italiani. Viene introdotta la Commissione di valutazione paritetica, che avrà una funzione di monitoraggio, di verifica e di controllo sull'attuazione del contratto e su tutti gli aspetti di gestione del bene. Io credo che sia giusto che la manutenzione straordinaria, come sottolineava il Consigliere Tronzano, sia in capo alla Città, perché la manutenzione straordinaria sono le opere che attengono alla garanzia della consistenza del bene e, quindi, è utile che siano in capo alla Città, naturalmente verificando che da parte della Società - e la Commissione serve anche a questo - siano messe in essere tutte le manutenzioni ordinarie che sono necessarie per il buon mantenimento del bene. Ci manteniamo la possibilità di un uso del bene per altre finalità, quindi non un uso esclusivo; segnalo che soltanto lo svolgimento delle attività concertistiche hanno un introito per la Città significativo. Credo, quindi, che il contratto si configuri coerente con le indicazioni che erano scaturite anche dal Consiglio e dalla Commissione e diamo stabilità. La questione che qui è stata evocata, cioè quella di non escludere che ci possa essere da parte della Società Torino Calcio, a un certo punto, la disponibilità ad acquisire il bene, rimane, nel senso che noi lo abbiamo offerto alla Società. Se non si è arrivati a questa conclusione è perché la Società non ritiene allo stato attuale di adire a questa possibilità, ma, nel giorno in cui ci fosse questa disponibilità, certamente da parte nostra non ci sarà alcuna preclusione. Infine, vorrei informare che si è risolto positivamente il contenzioso che si era aperto in sede amministrativa con la presentazione di un ricorso da parte del secondo partecipante alla gara di appalto per la costruzione del Filadelfia e, quindi, risoltasi la cosa positivamente con la non accettazione del ricorso, riprende l'iter che è impostato per la realizzazione del Filadelfia così come lo abbiamo impostato. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Sindaco. |