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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 13 Luglio 2015 ore 16,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2015-02751
"CON QUALI AUTORIZZAZIONI E GIUSTIFICAZIONI SI ? PROCEDUTO ALLA RIMOZIONE DI TRATTI DI GALLERIE E DI MURATURE NEL CORSO DEI LAVORI DI REALIZZAZIONE DEL PARCHEGGIO PUBBLICO INTERRATO IN CORSO GALILEO FERRARIS?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI TROMBOTTO ED ALTRI IN DATA 23 GIUGNO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201502751/002,
presentata in data 23 giugno 2015, avente per oggetto:

"Con quali autorizzazioni e giustificazioni si è proceduto alla rimozione di tratti di
gallerie e di murature nel corso dei lavori di realizzazione del parcheggio pubblico
interrato in corso Galileo Ferraris?"

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il primo firmatario rinuncia all'illustrazione.
La parola, per la risposta, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Mercoledì scorso ho discusso in Commissione un importante approfondimento su
questo punto. In particolare, nella Commissione presieduta dal Presidente della
Commissione, il Consigliere Carretta, abbiamo avuto l'audizione dei massimi vertici
delle Soprintendenze, che ci hanno ragguagliato sul percorso che è stato affrontato e
sulle azioni che l'Amministrazione ed il Ministero, in particolare insieme alle
Soprintendenze ed alla Direzione Regionale, hanno messo in campo in questi mesi,
per il monitoraggio di quanto stava succedendo sull'area del parcheggio di corso
Galileo Ferraris.
Il tempo purtroppo è molto limitato, quindi mi limiterò a rispondere direttamente alle
otto domande che ci sono nell'interpellanza generale. Lasciatemi però aprire con
l'aggiornamento al Consiglio Comunale sulla situazione che stiamo affrontando in
queste ore.
Come avete avuto modo di ascoltare dalla Commissione competente, in particolare i
Commissari competenti hanno avuto modo di ascoltare la relazione dei
Soprintendenti, che hanno ricordato come ci sia sostanzialmente un accordo tra la
Città, l'impresa ed il Ministero, in particolare con la Direzione Regionale, per
modificare il progetto del parcheggio, prendere atto degli avvenimenti che ci sono
stati in quell'area e rendere visionabili o, comunque, a disposizione della cittadinanza
i reperti che sono rinvenuti e (questa è stata la conclusione della Commissione di
mercoledì) ripresentare in Commissione le modifiche al progetto, quindi far ripartire
i lavori nella loro interezza.
I lavori stanno andando avanti nel parcheggio, nella parte ovviamente non
protagonista dei rilievi che sono in corso; si tratta di lavori strutturali, che possono
mettere le condizioni per la realizzazione.
In questo momento non sono ancora nelle condizioni per dare le informazioni
specifiche su come verrà modificato il progetto, perché l'impresa sta lavorando
proprio sulle modifiche progettuali. Quindi, d'accordo anche con le Commissioni
competenti, rimanderei la fase di illustrazione e di approfondimento sul progetto non
appena avremo il documento che andremo ad illustrare alla Commissione
competente ed alla Direzione Regionale, per il parere definitivo che autorizzerà la
realizzazione di quel progetto così come modificato.
In particolare, l'interpellanza tocca varie questioni che riguardano il parcheggio di
corso Galileo Ferraris; alcune questioni sono state già visionate e verificate
direttamente dalla Commissione: penso, ad esempio, alla questione che riguarda la
documentazione che deve essere preparata durante la fase di realizzazione degli
scavi.
Aggiungo che metterei a disposizione di tutti i Consiglieri (inviandola alla
Presidenza del Consiglio Comunale) la documentazione che via via l'Assessorato sta
recuperando. Cito alcuni di questi documenti, siamo al punto 4): la realizzazione
degli scavi è programmata ovviamente secondo adeguate metodologie di indagine; in
particolare, però, c'è una documentazione che viene prodotta durante tutte le fasi di
cantiere, attraverso la redazione del giornale di scavo, attraverso una documentazione
grafica, che ci permette di posizionare e di visionare le singole aree di scavo con
delle scale relative, che ci permettono anche di avere unità stratigrafiche individuate
specifiche, quindi alcuni elementi che possono essere utili nell'approfondimento che
la Commissione sta facendo, e (come cita il punto 4) anche una documentazione
fotografica di qualità professionale.
Il concessionario (siamo al punto 6, perché questo è stato un elemento che invece
non è stato toccato direttamente in Commissione) ha affidato l'assistenza
archeologica agli scavi alla società GEA, che conta diversi addetti e consulenti che
sono stati in particolare coinvolti in tutta questa fase di confronto tra
l'Amministrazione, la Direzione Regionale e la Circoscrizione competente, cioè tutti
i soggetti attori protagonisti per la realizzazione di quell'opera.
Il contratto è stato direttamente strutturato dal concessionario, perché non è previsto
dalla convenzione un'ingerenza diretta dell'Amministrazione tra le relazioni tra
l'archeologo di riferimento, il consulente dell'impresa e l'impresa stessa. In
particolare, però, il presidente della società, essendo il legale rappresentante, ha
sottoscritto questo documento, che comunque eventualmente posso mettere a
disposizione.
La Direzione Regionale (il punto 7 lo cita esplicitamente) ha chiesto di concordare
delle opere compensative, inserendole già all'interno del primo parere, quello del 20
aprile 2010, che è stato prodotto in copia per i Consiglieri che lo hanno richiesto, che
poi era da sottoporre alla valutazione da parte della Soprintendenza per i Beni
Architettonici.
Nella richiesta di smontaggio c'è stata una fase successiva a questa; ricorderete che
in Commissione abbiamo parlato dell'ipotesi di costruzione dell'ascensore, cioè
dell'accessibilità diretta che l'impresa aveva già messo come disponibilità tra le
opere da realizzare in fase di cantiere, per il parcheggio nel suo complesso. Il
concessionario però, in corrispondenza dell'accesso alla galleria del parcheggio, ha
proposto di farsi carico della realizzazione di uno spazio espositivo (anche questo è
stato citato in Commissione), a servizio direttamente del Museo Pietro Micca, in
virtù della segnalazione del 20 aprile 2010.
Al fine di realizzare il complesso del Pastiss, il concessionario era anche disponibile,
non direttamente, in merito alla realizzazione delle opere relative, a garantire
l'accesso alla fortificazione: quello che in maniera un po' semplicistica chiamavamo
l'ascensore.
Vado verso la conclusione solo perché la Presidenza mi ha segnalato i 5 minuti, poi,
se lo ritenete opportuno, possiamo proseguire nuovamente questa discussione, anche
nei singoli punti, in un'eventuale Commissione di approfondimento che vorrete
convocare.
Le opere che sono state proposte nell'ambito della richiesta di rimozione di resti di
età moderna, effettuate al fine di consentire il proseguimento dei lavori e la
realizzazione dell'opera, sono state ovviamente inserite dentro un piano economico,
un business plan complessivo dell'azienda, che ha inserito anche i costi per la
realizzazione di queste opere, che per noi, già a monte, erano di fatto obbligatorie per
poter vedere la realizzazione del parcheggio complessivo.
C'è ovviamente una revisione completa del progetto del parcheggio; questo si porta
dietro il fatto che decideremo insieme con la Commissione competente, con la
Soprintendenza dei Beni Artistici e Architettonici e con tutti i soggetti che sono
interessati quali saranno le opere che dovremo realizzare: se confermare queste opere
che erano state "concordate", tra virgolette, con il Museo Pietro Micca, o se a queste
opere ne andiamo ad aggiungere ed, eventualmente, a sostituire alcune, a seconda di
quelle che saranno le esigenze e le segnalazioni che arriveranno via via.
Aggiungo ancora un elemento conclusivo di questa relazione, che, seppur breve, ha
provato a toccare tutti i punti dell'interpellanza.
L'Amministrazione continua a credere nella strategia e nell'importanza di
quell'opera all'interno di quell'area. È evidente che non è un'opera che si fa a tutti i
costi, non c'è nessuna rincorsa alla distruzione dei beni artistici ed architettonici che
sono stati ritrovati. Da questo punto di vista, voglio cogliere l'occasione della
relazione all'interno del Consiglio Comunale per rassicurare tutti i soggetti che sono
qui presenti, prima di tutto i Consiglieri Comunali, che non c'è stata da parte
dell'Amministrazione nessuna forzatura né nei tempi, né nei modi per poter arrivare
comunque, a qualsiasi costo, alla realizzazione del parcheggio.
C'è stata un'attenta relazione con quello che è il massimo esponente sul nostro
territorio in tema di beni artistici ed architettonici, che (se posso dire, anche
esprimendo una parola di gratitudine) ha permesso a questa Città di vedere realizzate
tante opere, nonostante anche in quell'occasione fossero stati ritrovati alcuni resti.
Mi viene da citare il parcheggio di piazza San Carlo, ma chi ha più storia di me di
questa Città potrebbe citare tanti casi dove una buona relazione tra l'alta
professionalità che abbiamo ancora avuto una volta la possibilità di testimoniare
(semmai ce ne fosse stato il bisogno) della Soprintendenza del nostro territorio e
l'Amministrazione, che ha un disegno strategico per la realizzazione di alcune opere
in questa Città.
Io credo che il parcheggio di corso Galileo Ferraris sarà l'ennesima prova di questa
buona collaborazione, cioè della capacità, da un lato, di tenere in considerazione i
valori che vanno rispettati, salvaguardati e, in qualche maniera, valorizzati. Oggi
stiamo parlando di reperti che non erano a disposizione dei cittadini e che lo saranno
alla fine della realizzazione di questo parcheggio.
Quindi, da un certo punto di vista, quella del parcheggio è un'opportunità, perché
dobbiamo provare a sfruttare, per poterli rendere accessibili e visionabili, dei reperti
che oggi erano probabilmente immaginabili, in qualche misura non di così alta
qualità, non così come è stato poi effettivamente ritrovato, ma che alla fine diventa
un patrimonio di questa città.
Quindi, nel confermare la volontà di questa Amministrazione di arrivare alla fine del
percorso per la costruzione del parcheggio, voglio confermarvi altrettanto
l'attenzione che l'Amministrazione metterà nelle prossime settimane per poter
realizzare un parcheggio che sia rispettoso di tutto il patrimonio che è stato ritrovato
in queste settimane, che questo parcheggio ci metterà nelle condizioni di
riconsegnare al cittadino.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Apriamo il dibattito sul tema. Ricordo i tempi d'intervento: 5 minuti tutti i
Consiglieri; per i Gruppi firmatari, 10 minuti un Consigliere per Gruppo.
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Intanto un chiarimento: ho rinunciato all'illustrazione dell'interpellanza generale
proprio per avere un po' più di tempo per intervenire adesso. Volevo sentire le
risposte dell'Assessore, che ringrazio per la disponibilità che ha dato nel proseguire
la discussione.
Credo che occorra proseguire la discussione in tempi brevi, nelle Commissioni
competenti (II e V); quindi, sicuramente non si può esaurire la discussione oggi,
indipendentemente dall'elaborazione del nuovo progetto che, come è stato richiesto e
accolto, verrà discusso preliminarmente in Commissione.
Ora, in primo luogo, credo che questo incidente - chiamiamolo così - apra una fase
nuova, spero, per questa Amministrazione e per questa città, per quel che riguarda la
costruzione di parcheggi interrati e la relazione che la Città ha finora intrattenuto con
le Soprintendenze.
Infatti, partendo da questo secondo punto, come è stato detto sia dalla
Soprintendenza Archeologica, sia dalla Soprintendenza ai Beni Monumentali e
Paesaggistici, l'audizione nella II e V Commissione della scorsa settimana è stata la
prima occasione che le due Soprintendenze hanno avuto di interlocuzione diretta con
il Consiglio Comunale.
Finora tutta la discussione, non solo su questo parcheggio, ma anche sulle altre
vicende che sono state sommariamente richiamate dall'Assessore, aveva riguardato
la struttura tecnica, singoli esponenti della Giunta, forse il Sindaco, in alcune
occasioni, probabilmente le più significative e importanti, ma non il Consiglio
Comunale.
Quindi, mi auguro che da oggi questa interlocuzione avvenga a questo livello. Anche
perché non posso che ribadire, in primo luogo, che il problema sta a monte; nel senso
che questo parcheggio, al di là della scelta strategica determinata nel 2008 da parte
dell'Amministrazione Comunale, per la sua realizzazione, poteva e doveva essere
evitato, perché esisteva la documentazione attestante di ciò che poi è stato rinvenuto,
ce l'ho qui e la posso consegnare all'Assessore.
Un primo documento è parte del suo Assessorato, Assessore. È vero che è molto
datato, perché stiamo parlando del periodo della guerra, ma la galleria, che con enfasi
su qualche quotidiano è stato dichiarato di essere stata scoperta con particolare
stupore, esisteva, era nota a questa Città, basta andare nell'archivio storico della Città
di Torino. Esiste la documentazione. La galleria è stata utilizzata come rifugio
antiaereo, era in ottime condizioni, lo è tuttora, nonostante siano passati alcuni
decenni. Quindi, si poteva evitare.
La galleria, gli 80 metri che sono stati eliminati sono indicati chiaramente su questa
carta, in totale e completa sovrapposizione con il parcheggio sopra al centro di corso
di Galileo Ferraris. Quindi, era conosciuta, ma si è voluto non conoscerla.
Questo è un documento che fa parte della documentazione di cantiere. Anche qui vi è
una traccia inequivocabile della presenza di ciò che poi è emerso, di ciò che è stato
smantellato, di ciò che fortunatamente vi è tutt'ora. Quindi, partiamo dal fatto che era
noto, conosciuto e conoscibile ciò che poi è stato - guarda caso - ritrovato e rinvenuto
dopo alcuni secoli.
Quindi, sono stati commessi degli errori fondamentali, di cui credo che qualcuno
dovrà chiarire gli aspetti, meglio e più approfonditamente di quanto ancora non é
stato fatto, neanche oggi, perché rimangono degli aspetti tra di loro contraddittori.
Si è parlato degli 80 metri lineari della galleria magistrale, che risultavano essere in
pessime condizioni; altri affermano (e spero che queste affermazioni vengano anche
fatte nelle sedi deputate) che non è così, che erano invece in buone condizioni. Le
prescrizioni da parte della Soprintendenza erano di uno smantellamento cauto; viene
invece affermato che si è proceduto allo smantellamento con una ruspa. Si è
affermato che i materiali, cioè i mattoni, dovevano essere conservati; ne è stata -
parrebbe - conservata una parte; personalmente, durante il sopralluogo fatto nel
cantiere, come II Commissione, ho contato 27 sacconi, quelli che vengono utilizzati
anche per altri tipi di materiale, come l'eternit, più 2 pallet. Parrebbe che questi
mattoni siano relativi alla volta, sostanzialmente gli 80 metri lineari della galleria
magistrale, e non anche della restante parte della galleria stessa, che parrebbe (uso
sempre il condizionale, perché vorrei evitare una denuncia a mio carico) siano finiti
in discarica.
Allora, ci sono tutta una serie di aspetti che vanno approfonditi e chiariti. Io sono ben
contento che oggi l'Assessore abbia dato una totale e completa disponibilità a fornire
la documentazione che verrà richiesta o che - se non ho male interpretato le sue
parole - verrà consegnata a tutti i Consiglieri da parte dell'Amministrazione, a partire
dalla documentazione fotografica, perché credo che questa ci consentirà di poter
verificare (anche se purtroppo a posteriori, per quel che riguarda la galleria
magistrale) le caratteristiche con le quali si presentava la galleria. E questo è un
aspetto.
Poi vi è l'altro aspetto, quello delle compensazioni, che non sono dovute solo al
Museo Pietro Micca, ma anche alla cittadinanza ed alla comunità di Torino; questo
indipendentemente dalle caratteristiche che assumerà il nuovo progetto del
parcheggio e indipendentemente dal fatto che questo parcheggio verrà o meno
eseguito, perché un danno è stato procurato alla cittadinanza e questo danno va
risarcito: ovvero la mancanza di quella parte di quel tratto della galleria magistrale.
Quindi, ciò che l'impresa si era resa disponibile a realizzare, che era poi ciò che già
gli era stato chiesto ancora nel 2010, perché l'allora Direttore Regionale, il dottor
Mario Turetta, scriveva: "Siano concordate le opere compensative sul Pastiss, da
sottoporre a valutazione da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici".
Bene, queste opere compensative (l'accessibilità al Pastiss, l'ascensore, le cose che
l'Assessore, correttamente e giustamente, seppur sinteticamente, richiamava in
precedenza) non devono essere oggetto di discussione, ma devono essere realizzate.
Anche perché se ci fosse stata maggiore consapevolezza da parte della Commissione
Regionale del Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, quella
galleria non sarebbe stata smantellata, perché vi è una lettera, datata 18 giugno 2015,
che revoca l'autorizzazione precedente, quella dell'8 maggio 2015, ed è molto
chiara; ne leggo solo l'oggetto: "Per la revoca dell'autorizzazione allo smontaggio di
strutture rinvenute nel corso degli scavi, per la realizzazione del parcheggio interrato
in strutture in corso Galileo Ferraris di Torino, dell'8 maggio".
Purtroppo, però, la galleria era già stata smantellata, di conseguenza quella parte non
poteva più essere sanata, recuperata, se non ricostruendola; al riguardo, lascio a
ciascuno i giudizi e le valutazioni, perché vi è anche chi legittimamente sostiene (io
ho qualche perplessità in merito) che possa e debba essere ricostruita, ma è evidente
che la sua ricostruzione in sito impedirebbe la realizzazione del parcheggio.
Credo, quindi, che una qualunque discussione debba partire da questi due punti
fondamentali. Primo punto, la totale chiarezza di quelle che sono le responsabilità, di
ciò che è avvenuto, in modo da sgomberare il campo da qualsivoglia tipo di
equivoco, perché oggi ci sono affermazioni, tra le parti in causa, che si
contraddicono.
Secondo punto, non deve esservi alcuna discussione sulla realizzazione delle opere di
compensazione, perché occorre andare a sanare uno sfregio causato dalle modalità
con le quali è stato realizzato questo intervento.
Io mi auguro (non credo di essere l'unico ad avere questo auspicio) che d'ora in poi
il tema delle opere realizzate nel sottosuolo di questa città venga trattato in modo
diverso. Se si fosse proceduto in un altro modo, oggi non saremmo qui a fare questo
tipo di discussione.
Da questo punto di vista non voglio presagire alcunché per il futuro, probabilmente
non sono l'unico in questo consesso che si è dilettato a leggere la relazione
illustrativa archeologica per quanto riguarda la Gran Madre, ma temo e credo, dopo
averla letta all'epoca - non l'ho letta oggi - che se non si procederà in altro modo ma
si continuerà a farlo come si è proceduto in questi anni, tra qualche anno ci sarà
nuovamente un'ulteriore discussione, che non sarà più quella di corso Galileo
Ferraris, ma quella della Gran Madre.
Quindi credo che occorra proprio procedere con una diversa metodologia, un diverso
coinvolgimento, anche del Consiglio, assumendosi le responsabilità che vi sono
dovute da parte del Consiglio, che non può evidentemente solo chiedere, ma deve poi
anche fare, agire ed esprimere le proprie opinioni e non lasciare, invece, il tutto
all'opera di un soggetto attuatore che, evidentemente, ha altri obiettivi di tipo
economico, ancor prima che di tipo culturale, comunitario e collettivo, come invece
ha un Consiglio Comunale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Volevo rimarcare alcune affermazioni che l'Assessore ha fatto, nelle quali asseriva
che le forzature non sono state fatte, invece io ritengo che ce ne siano state. Infatti
c'è tutta un'evoluzione che comunque va contro gli intendimenti di questa
Amministrazione, nella realizzazione c'è stato un accanimento, come c'è stato, con
questo voglio mettere le mani avanti, per quanto riguarda Gran Madre, perché sarà
un'altra grana.
Poi l'Assessore ha affermato che questo parcheggio è un'opportunità. Sa quale
sarebbe l'opportunità, Assessore? Magari è nel mio libro dei sogni, ma la vera
opportunità sarebbe quella di realizzare un parco archeologico. Il sottosuolo di questa
Città si presta a questo, se ci fossero situazioni storiche di questa natura in alcune
importanti nazioni sarebbero sicuramente valorizzate.
Intanto, bisogna anche guardare un attimo l'evoluzione che c'è stata tra
l'Amministrazione e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dove si è partiti
esattamente da una richiesta fatta agli atti. A questo proposito leggo solo la frase
saliente della lettera dell'8 maggio, nel punto 2): "che lo smontaggio venga eseguito
con cautela - si parlava già di smontaggio - al fine di recuperare eventuali elementi
significativi inseriti nella muratura", adesso non vado oltre.
Dopo c'è un'altra lettera datata 18 giugno che addirittura parla di "revoca
dell'autorizzazione per la realizzazione del parcheggio interrato". (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Può darsi che ci sia un'interpretazione diversa, ma
comunque lei poi ha la facoltà di replicare.
Poi c'è un'altra lettera che mi ha incuriosito molto, dove sono state disattese delle
cose fondamentali, e anche qui leggo un passaggio: "tutte le opere di scavo dovranno
essere eseguite con la costante assistenza di archeologi di provata esperienza,
compreso gli specialisti di architettura militare, la direzione Museo Pietro Micca",
eccetera.
È giusto dirlo, bisogna avere il coraggio di dire le cose, lì c'era un esperto, del quale
non posso fare il nome, altrimenti dovrebbero secretare immediatamente la riunione -
ormai mi sono fatto un'esperienza in merito -, questa persona è stata elegantemente
allontanata, perché quando emergevano situazioni importanti che non erano quei…
Assessore, sto parlando con lei, poi avrà voglia di farsi forte con la sua maggioranza,
ci mancherebbe, questo è lecito. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Posso
continuare, Consiglieri? Grazie.
Allora, a questo punto ritengo che ci sia stato l'allontanamento di una persona che
comunque stava diventando scomoda nell'evolvere di questi lavori. Questo è così,
signor Sindaco, se vuole poi chiudendo… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Non a parole, a fatti, ci sono dei fatti, poi c'è un esposto. L'espressione è molto
eloquente, signor Sindaco. Ecco questi sono gli aspetti salienti della vicenda.
Intanto bisogna anche sottolineare - e vado a concludere - che nella parte dove
continuano e son continuati i lavori ci sono stati dei ritrovamenti che ritengo anche
importanti e sono praticamente stati demoliti, dopodiché la parete del rivellino è stata
per un pezzo demolita - e qui c'era scritto che non bisognava demolire nulla - per
consentire ai mezzi di movimento terra di poter percorrere quel tratto. Si tratta di una
cosa veramente grave. Spero però che almeno il rivellino si rimetta in piedi, se non
tutto il resto, tanto è stata abbattuta solo una piccola parte, non come veniva detto
nella prima lettera di cercare che avvenisse uno smontaggio con cautela.
Mi risulta anche che i mattoni siano andati a finire in discarica, vorrei anche
segnalare che quei mattoni hanno un valore, questo lo dico a favore
dell'Amministrazione o all'impresa, così magari inizia a recuperare un po' degli
investimenti perduti, perché quel parcheggio verrà ridimensionato. Mi auguro che
invece questa ricchezza che Torino possiede, e chiudo il mio intervento, non venga
vanificata per duecento posti auto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Assessore, sono consapevole della difficoltà di un argomento di questo tipo, però
arrivati a questo punto è evidente che ci sono delle responsabilità, ogni giorno escono
fuori documenti nuovi e ogni giorno ne scopriamo una nuova.
Sono convinto che quello che ha detto lei prima sia l'unica strada che potevate
percorrere, ovvero quella di fermare immediatamente i lavori, ed è forse l'unica
notizia positiva per quanto riguarda la galleria. Però ci sono delle responsabilità
chiare, anche perché lo hanno detto i Colleghi prima, lo abbiamo detto anche in
Commissione giovedì scorso, si sapeva dell'esistenza di quelle gallerie, c'è sulla
relazione, c'è sulle cartine, lo sapevano anche i muri. Quelle gallerie c'erano e si
doveva sapere e leggere dalla Soprintendenza che sono stati fatti quattro sondaggi e
in tre si sono trovate macerie e nel quarto una probabile galleria in condizioni
critiche. Ci fa pensare che chi ha eseguito i sondaggi sia un incapace, perché sotto
c'era una galleria in ottime condizioni, esattamente come dicevano gli archeologi.
Allora, Assessore, il danno che è stato fatto alla Città non è quantificabile. Un pezzo
della storia di questa Città viene distrutto, storia della quale si era a conoscenza, e voi
cosa fate? Vi girate dall'altra parte come se non fosse successo niente? Questo è
inaccettabile e pretendo che venga individuato il responsabile e di quel responsabile
chiediamo la testa, perché non è possibile pensare che il patrimonio della Città venga
distrutto con superficialità in questa maniera. Vedere l'Amministrazione che cerca in
un modo o nell'altro di uscire fuori da una situazione che ogni giorno diventa sempre
più imbarazzante, ci fa pensare che qualcuno forse sapesse, anche perché lo hanno
già detto i Consiglieri Trombotto e Liardo poco fa, siamo in possesso di una
documentazione dove prima c'è una lettera che autorizza il cauto smontaggio e poco
dopo c'è una revoca di quella stessa lettera.
Quindi, Assessore, se c'è una revoca dell'autorizzazione vorremmo sapere,
vorremmo andare oltre, vorremmo capire davvero quali sono stati i passaggi, perché
oggi più cerchiamo di andare a fondo più viene fuori del torbido.
Forse quindi è il caso di metterci nella condizione di andare a scoprire davvero cosa
sia successo, proporrei anche una Commissione che vada ad analizzare i passaggi,
che potrebbe essere la II, chiedo al Presidente Carretta magari di istruire la II
Commissione per poter andare ad analizzare quali sono stati tutti i passaggi. Sapere
che c'era una Soprintendenza che doveva supervisionare e che evidentemente non lo
ha fatto, perché altrimenti non saremmo arrivati alla distruzione della volta della
galleria, ci fa pensare che tutto questo non sia stato fatto.
Allora pretendiamo immediatamente delle risposte, Assessore, pretendiamo di sapere
chi è il responsabile: se fosse una persona interna all'Amministrazione prenderemmo
dei provvedimenti, se fosse esterna all'Amministrazione ne prenderemmo degli altri,
ma bisogna prenderli immediatamente, perché queste cose non devono più capitare
nella nostra Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Consigliere Ricca, non è che più a fondo si va e più viene il torbido, in una Città
come Torino più a fondo si va e più c'è il rischio o comunque la possibilità che
vengano fuori resti importanti da salvaguardare.
Dire sì ad un parco archeologico, come quello prospettato dal Consigliere Liardo,
che interessi buona parte della città, in realtà, nasce dal dire no oggi al parcheggio,
ieri al grattacielo, dire no. Il dire no mette comunque al riparo da eventuali rischi.
Sinceramente posso anche capire il senso dell'interpellanza, andare ancora ad
indagare più a fondo, scaviamo ancora di più, abbiamo fatto un'audizione con la
Soprintendenza che ha dato delle risposte importanti, c'è stata sempre la disponibilità
dell'Assessore, del Sindaco, nel momento in cui è nato il problema, ad affrontare le
situazioni nelle sedi più opportune.
Oggi, però, l'interpellanza c'è, va discussa, e rimando a quello che mi ha detto in
audizione la Soprintendenza, anche perché io, lo dico, non ho la competenza tecnico-
scientifica di alcuni Colleghi che mi hanno preceduto, quindi non riesco a valutare
davvero se un manufatto ha una valenza storica o meno, aspetto la valutazione che
arriverà dalla Soprintendenza, perché l'altro giorno forse abbiamo perso la grande
occasione di ascoltare la Soprintendenza.
A un certo punto la Sovraintendenza era sul banco degli imputati e le veniva in un
certo senso rimproverato il contrario di quello che le viene sempre rimproverato. Era
quasi paradossale, quasi veniva rimproverata di sciatteria, superficialità, mentre
invece quello che rimproveriamo alla Soprintendenza di solito è il fatto di essere un
po' troppo pesante quando si iniziano delle opere pubbliche. Quindi ritengo che forse
abbiamo perso l'occasione di ascoltare quello che la Soprintendenza in quei giorni ha
detto.
Ho letto anche io le carte fornite immediatamente dall'Assessorato, adesso non
ricordo il termine esatto utilizzato dalla dottoressa Papotti quando, davanti alla
richiesta di alcuni Consiglieri, ha detto: "Ma come, voi sapevate che là sotto c'era la
possibilità che ci fossero dei resti e avete dato la possibilità di andare avanti nei
lavori?".
Lei ha utilizzato un termine tecnico per dire che c'era un'alta probabilità scientifica
che in una zona come quella di corso Galileo Ferraris venissero fuori dei reperti
storici e forse l'alta possibilità scientifica - ripeto, forse non era proprio questo il
termine - che ci siano dei reperti in altre zone di Torino.
Comunque, al di là delle singole competenze, ci siamo lasciati con la promessa di
aspettare la relazione che arriverà, perché abbiamo un problema, non possiamo
lasciare quel buco in mezzo alla Città, ma abbiamo invece la necessità e l'interesse,
anche di chi è convinto dell'importanza di quell'opera, di salvaguardare i resti
rinvenuti.
Dobbiamo quindi solo aspettare, non credo davvero che possa nascere un parco
archeologico, capisco che fa presa parlare di un parco archeologico in mezzo alla
Città, diciamo più che altro con i mezzi e con i suggerimenti che arriveranno dalla
Soprintendenza forse ci sarà la possibilità di permettere ai cittadini di fruire delle
bellezze affiorate. Abbiamo però la necessità di capire anche, e lo capiremo anche
dopo la relazione dell'Assessore, se ci sarà ancora una tenuta economica del vecchio
progetto, se quindi questo parcheggio potrà convivere con le opere ritrovate, perché
adesso l'unica cosa più brutta che potremmo avere sarebbe proprio un buco al centro
della Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ho ascoltato tutto, peraltro mi sembra che stiamo rifacendo la stessa discussione già
fatta nella Commissione Consiliare scorsa e che non ci siano novità sostanziali, per
cui per quanto mi riguarda sono anche in attesa di sapere quale sarà la decisione
definitiva della Soprintendenza, che peraltro, stando alle carte, ha già revocato,
almeno per il momento, il permesso a costruire il parcheggio - così è scritto - e poi
comunque dell'Amministrazione Comunale e anche ovviamente dell'operatore che
costruisce il parcheggio.
Certamente questa vicenda può sorprendere solo chi non è stato forse molto attento
alle vicende di questi ultimi anni, perché è da quando sono entrato in Consiglio
Comunale che parliamo di parcheggi sotterranei che hanno un impatto paesaggistico,
o comunque vanno a depauperare il patrimonio della Città e che parliamo di
interventi invasivi anche su edifici di valore storico e che ci lamentiamo anche,
questo sì, lo dico senza problemi, del fatto che anche le Soprintendenze non riescono
a tutelare appieno quello che andrebbe tutelato, per cui l'abbattimento di edifici di
valore storico è già successo con la Diatto, per citarne una, abbiamo avuto l'episodio
del palazzo che si voleva costruire sotto la Mole, sono tutte situazioni in cui o la
Soprintendenza, addirittura nel caso della Diatto ha revocato il vincolo che aveva
messo prima, o comunque è intervenuta, ma è intervenuta sempre dopo, quando si è
attivata l'opinione pubblica. Quindi ben venga anche l'attivazione dell'opinione
pubblica che c'è stata in questo caso e, tra l'altro, sono molto soddisfatto comunque
del confronto che ho potuto avere con le Soprintendenze in Commissione.
È vero che hanno detto, come ha ricordato il Presidente Carretta, che loro di solito
hanno il problema opposto, cioè di ricevere pressioni per tutelare meno e non per
tutelare di più, però questo mi fa anche chiedere quale sia la qualità
dell'interlocuzione tra le Istituzioni e le Soprintendenze, cioè Istituzioni che si
rivolgono alle Soprintendenze essenzialmente per ottenere il permesso di demolire
tutto quello che si può e costruirci sopra qualcosa di nuovo.
Infatti bisogna essere stati un po' disattenti per non rendersi conto che il cemento,
che siano parcheggi, che siano trasformazioni urbane, come le si chiama, comunque
nuovi palazzi che magari non vengono neanche venduti, è il motore della politica
urbanistica di gestione del territorio di questa Amministrazione, per cui ben venga
questa situazione.
L'ultima cosa che vorrei chiedere e l'ho già detto in Commissione, ma lo dico anche
qui davanti a tutti i Colleghi, è che mi sembra che l'Amministrazione stia
continuando a rispondere a questo problema come se fosse soltanto un problema di
infrastrutture e di parcheggi, per cui l'unica interlocuzione che abbiamo è con
l'Assessore alle Infrastrutture e in parte con l'Edilizia e l'Urbanistica. Eppure da
quello che è venuto fuori, il problema è anche di tipo culturale, cioè è nata dalla Città
la richiesta di tutelare quello che è un bene storico e insieme una memoria storica del
passato militare di Torino che si rischia di cancellare per sempre.
Allora capisco che ci sia la preoccupazione del parcheggio, e va bene, tra l'altro ci
siamo anche un po' opposti a parcheggi sotterranei in centro, ma comunque capisco
anche che iniziato il progetto si voglia cercare di portarlo alla fine, anche se
comunque chiedo di valutare la possibilità di non fare il parcheggio, almeno di
sapere quali sarebbero le conseguenze legali, i costi, eccetera, perché poi il Consiglio
Comunale può liberamente valutare. La cosa che però manca completamente è
l'approccio culturale, cioè di questa Amministrazione avrei voluto vedere attivarsi
l'Assessorato alla Cultura, la Fondazione Musei, insomma, tutti quelli che gestiscono
la protezione del passato torinese e la sua presentazione ai turisti e ai torinesi che
vogliono conoscerlo e apprezzarlo, proprio perché c'è in questo breve periodo anche
da pensare a questo progetto di riutilizzo.
Non so se sarà un parco archeologico o se sarà un museo militare, tra l'altro siamo in
un momento in cui c'è anche di mezzo il trasferimento del Museo Nazionale di
Artiglieria, che adesso è dimenticato in una caserma in piazza Rivoli e che fa
comunque parte di questo possibile progetto, veramente di un Museo militare di
livello europeo, che possa richiamare i molti appassionati di questo tema, qui però
non vedo nessuna progettualità da parte dell'Amministrazione in questo senso,
continuo a vedere la preoccupazione di far funzionare questo parcheggio in modo
che chi lo costruisce abbia la sostenibilità economica, cioè ci guadagni abbastanza,
però non vedo nessuna preoccupazione di costruire un progetto culturale, storico e di
recupero di quello che è stato trovato e di quello che lì vicino già da tanti anni
attende di essere valorizzato per il turismo e per l'economia cittadina.
Chiedo che poi quando si tornerà a quel progetto del parcheggio non si arrivi solo
con quel progetto, ma possibilmente anche con un'idea di cosa fare di quello che
viene mantenuto, perché sarebbe sicuramente preoccupante se rimanesse il buco lì
all'infinito. Sarebbe altrettanto preoccupante che finisca come in piazza San Carlo
dove si fa il parcheggio, poi in mezzo si tolgono cinque posti auto e si lascia un
rudere messo così che non vuol dire nulla e nessuno capisce che cosa c'entra in
mezzo alle macchine e ai SUV parcheggiati.
Credo che veramente, se questa Amministrazione vuole dimostrare uno scatto
d'intelligenza, dovrebbe valorizzare la parte culturale venendo qui con un progetto di
recupero culturale e non soltanto con la preoccupazione di far tornare i conti del
parcheggio sotterraneo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Ho sentito un po' tutti i Colleghi, ma sono davvero basito, molto basito, ma le dico
anche il perché, Sindaco, per la grande prepotenza politica che mettete in tutto ciò
che fate.
Le carte vi hanno appena dimostrato che dal primo minuto in cui si è iniziato a fare
quel lavoro sapevate benissimo cosa c'era lì sotto e voi ve ne siete fregati. Allora i
vostri Colleghi in Regione lo fanno per una questione di potere, voi lo fate per una
questione economica, di soldi, il vile denaro vi porta a radere tutto al suolo, non ve
ne frega niente. Cosa ve ne fate di quell'effige che avete di Pietro Micca? Non ve ne
frega niente, l'importante è fare cassa, passate sopra tutto e tutti con la vostra
arroganza politica per poi dire: "Non ci siamo accorti. Cosa è successo? Ops,
scusate".
Non è così. Con chi pensate di avere a che fare con questa vostra prepotenza politica!
Avete a che fare con persone che tengono a questa città, alla loro città mille volte più
di voi che fate avanti e indietro da Roma e non ve ne frega niente e vi scusate sempre
dopo. Ve ne preoccupate sempre dopo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Perché si arrabbia così tanto? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Allora lo
dimostri, stoppi tutto.
Allora lo dimostri, deve stoppare questo scempio. Stoppi questo scempio perché di
questo si tratta. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche perché lei non sa
dimostrare di stoppare una cosa che è evidente. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Le faranno un monumento, lo metteranno sotto terra e poi lo
raderanno al suolo esattamente come fa lei. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
La seduta è sospesa, Consigliere. La riapro solo quando ci sarà un clima che consente
la discussione. Se le persone in tribuna vi rendono più frizzanti, non è un problema
della Presidenza. Cerchiamo di mantenere un contegno idoneo all'Aula.
(Sospensione)

PORCINO Giovanni (Presidente)
Colleghi, riprendiamo la seduta solo se riportiamo la calma. Non interloquiamo tra di
noi, rivolgiamoci alla Presidenza e non interrompiamo.
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Lo ripeto, si sapeva fin dall'inizio, allora non capisco un solo motivo per cui non ci si
è fermati ed in modo definitivo. Si prendeva il cantiere e lo si spostava dei metri
necessari da non dover toccare più niente.
L'unica spiegazione è il denaro, perché non credo all'incapacità, non credo
all'inesperienza, non credo all'errore umano, non ci credo. Era tutto assolutamente
stabilito, deciso e la prima frase che mi viene in mente che è venuta fuori è "chi se ne
frega, andiamo avanti", perché non vedo un'altra soluzione, non c'è. Se riuscite a
dimostrarmi il contrario, prontissimo a chiedere scusa, ma me lo dovete dimostrare,
perché non c'è una sola cosa di tutta questa vicenda che dimostri che non è stato
beceramente voluto. Semplicemente questo. Aspetto chiaramente la risposta.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sono in una posizione leggermente diversa dai Colleghi di opposizione, perché sono
tra quei 34 Consiglieri che hanno votato nella scorsa tornata amministrativa questo
parcheggio, l'ho votato convintamente, l'ho votato perché credo fermamente che i
parcheggi pertinenziali siano un modo per risolvere le questioni relative anche al
traffico di questa Città, l'ho votato insieme anche a personalità della maggioranza
attuale e quindi anche SEL, c'era allora Rifondazione Comunista, che hanno votato
tutti per questo parcheggio: 34 voti favorevoli su 34.
Votando favorevolmente questo parcheggio è chiaro che la prima domanda che mi
faccio io riguarda i 4 milioni di Euro, Assessore, che sono fondi pubblici e quindi
soldi nostri. Chiaramente avendo votato questo parcheggio voglio che quei 4 milioni
non vengano buttati via come di solito fate voi, ma vorrei capire come fare.
Il secondo tema è anche una cosa importante, è la coerenza del nostro percorso.
Forza Italia ha sempre detto che è d'accordo ai parcheggi pertinenziali, ma ha sempre
detto ed ha agito nel momento in cui i cittadini manifestavano il loro disagio per
alcuni parcheggi. Lo abbiamo fatto in questa tornata amministrativa togliendo, grazie
alla nostra azione, dei parcheggi pertinenziali per cui erano sorte delle lamentele da
parte dei cittadini; non siamo riusciti a togliere quello di corso Marconi a seguito di
nostra disattenzione, nostra nel senso di Consiglio, perché probabilmente i nostri
Consiglieri di Circoscrizione non ci avevano avvisato del disagio che i cittadini
provavano nei confronti di quel parcheggio. Comunque abbiamo visto che il mercato
fa la sua parte, tant'è che oggi non stanno costruendo perché costruire un parcheggio
pertinenziale costa dei soldi e solitamente chi ha voglia di costruire questi parcheggi
non è sempre trasparente, anzi molte volte è opaco in questa condizione di mercato e
quindi avevamo fatto un appello a suo tempo e crediamo che chi ha vinto questo
parcheggio sia del tutto trasparente, come spero che sia.
Tornando a bomba, dicevamo che dove i cittadini hanno manifestato disagio
abbiamo provato ad incidere, in alcuni casi ci siamo riusciti e in altri meno, ma in
questo caso arriviamo tardi, ma arriviamo con la consapevolezza che i cittadini
devono essere ascoltati. Quindi per evitare di dire di nuovo le cose che abbiamo detto
in Commissione, ci sono gli MP3 che si ascoltano sul sito facilmente e
tranquillamente, la Commissione è stata la scorsa settimana, mi pare giovedì scorso,
che era il 2 luglio e quindi chi vuole ascoltare la posizione di Forza Italia può farlo
tranquillamente.
La seconda domanda, Assessore, è questa: che spazio darà ai cittadini?
Ovvero i cittadini sono organizzati oggi in un comitato, che sta lavorando seriamente
e all'interno di questo comitato ci sono personalità di altissimo livello storico e
culturale. Questo glielo segnalo perché non stanno dicendo delle cose a vanvera,
tutt'altro, stanno dicendo delle cose serie, realistiche, storicamente consolidate dalla
letteratura, ma anche dalle loro conoscenze personali, e quindi la domanda a cui
vorrei una risposta, Assessore, visto che non c'era in Commissione gliela rifaccio è:
"Quale spazio e fino a dove i cittadini si possono spingere ad attendere dei risultati
dall'Amministrazione di Torino?". Questa è la seconda domanda a cui vorrei una
risposta.
Loro propongono il parco archeologico, lo propone anche il Consigliere Liardo, da
cui è nato tutto, tant'è che mi stupisce che il Consigliere Trombotto non abbia voluto
dare il giusto merito al Consigliere Liardo in questa battaglia, firmando lui stesso
come primo firmatario questa interpellanza, ma detto questo, è una polemica che
lascio sul tavolo che non conta nulla, però la seconda domanda è proprio questa:
"Che spazio vuole dare ai cittadini in modo che loro sappiano su che cosa possono
battersi?".
Se loro si aspettano un parco archeologico ma non lo otterranno mai perché la
maggioranza non è di quell'idea, che cosa vogliamo dare come soddisfazione a
questo meritorio lavoro che hanno fatto e a cui io stesso, con grande umiltà, ritengo
che sia giusto dare ascolto?
Ripeto, lo abbiamo già detto prima, se i cittadini manifestano un disagio è giusto che
siano ascoltati e quindi, con grande umiltà, tornando indietro rispetto al voto che nel
2007 diedi su questa cosa, dico che è giusto che siano ascoltati i cittadini.
Per evitare di dilungarmi troppo, l'ultima domanda è quella che ho fatto anche alla
Soprintendente, non c'era più lei, Assessore, e quindi la rifaccio anche in Aula:
"Queste gallerie le vogliamo rendere percorribili oppure no?". Se le vogliamo
rendere percorribili ha un senso tutto questo ragionamento, Sindaco, perché ci stiamo
massacrando di polemiche, molte volte utili, altre volte inutili, come ad esempio
questa discussione che secondo me abbiamo già fatto, aveva ragione il Presidente
Carretta, perché abbiamo dovuto rifarla, ma ci sta perché fa parte di un problema
cittadino molto importante.
Allora ci stiamo massacrando su polemiche utili e inutili, ma senza la risposta alla
domanda principale, le rendiamo transitabili queste gallerie oppure no? Se le
rendiamo transitabili tutta questa discussione ha un senso, se non le rendiamo
transitabili, Assessore, Consiglieri, evitiamo di fare polemiche esclusivamente per i
giornali che scrivono due giorni, tanto poi i cittadini che non sono interessati si
dimenticano e va tutto in cavalleria. Queste sono le domande a cui vorrei una
risposta, Assessore, e ringrazio per l'attenzione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Io sono abbastanza stupito di questo dibattito, in cui tutti diventano esperti di quello
che si poteva e si doveva fare. La realtà è questa: se non fossero cominciati gli scavi
per fare un parcheggio, oggi noi non ne parleremmo, come è successo nell'ultimo
secolo e mezzo. Fra qualche decennio o fra qualche secolo, la città si trasformerà e
cambierà e quello che troverà verrà inserito in un contesto di utilità. Oggi, vedo la
possibilità che un museo importante, ma considerato minore, come il Museo Pietro
Micca (perché si può dire che è il migliore ed il principale museo di Torino, ma è
oggettivamente un museo minore) possa avere una serie di reperti, tipo quelli
ritrovati sotto corso Galileo Ferraris, che integrino un po' e rilancino quello che è il
Forte Pastiss, come opportunità per allargare un percorso museale. Si tratta di un
percorso museale che, oggi, è già autonomo di per sé. Invito chiunque ad andare a
visitare il Museo Pietro Micca e l'aggiunta di 200 metri di galleria non cambierà
nulla per quel museo: non porterà alcun visitatore in più. Peraltro il Museo Pietro
Micca ha, oggi, potenzialmente centinaia e centinaia di metri di galleria da poter
liberare ed utilizzare, ma non viene fatto per questioni di costi, di gestione del
personale, di sicurezza ed altri motivi.
Ho sentito dire delle cose fantastiche qui dentro, a cominciare dal parco
archeologico. Un parco archeologico seicentesco di fortificazioni militari: non siamo
più dei bambini che credono alle favole. Non crediamo più alle favole; qualcuno può
farlo, ma tiri fuori i soldi. Se uno pensa che questa Città possa andare dal Governo a
chiedere dei fondi per fare un parco archeologico in centro a Torino (non ho ben
capito a che titolo e in che modo), può raccontarlo ai giornali, dirlo forte in
assemblea, beccare l'applauso collettivo, ma non andrà da nessuna parte. Ecco
perché continuo a ribadire che è necessario difendere la storia della Città - io sono il
primo a difenderla -, ma non dimentichiamo che, se le Porte Palatine non avessero
un'uscita esterna, non sarebbero quello che sono oggi. Per tanto tempo le Porte
Palatine sono state un'area degradata, prima che la Città, negli ultimi 20 anni,
decidesse di investire e di sistemare attorno qualche cosa che le potesse valorizzare.
Lo stesso vale per il Museo Archeologico di Torino, il Museo di Antichità, cioè molti
musei che vengono considerati minori.
Ho sentito dire che con un nuovo Museo molti esperti mondiali verranno a Torino:
Consigliere Carbonero, ma dove vive? Fa parte di un partito che va a riempire
un'ampolla nel Po, per cui facciamo il museo delle ampolle, il museo dell'acqua
santa ed andiamo a benedire con l'acqua del Po le gallerie di Pietro Micca. Dico
semplicemente che, con i piedi per terra, la Città ha deciso di fare i parcheggi, l'ha
deciso per uno sviluppo urbanistico e sotto può trovare qualche cosa. I Savoia erano
famosi per fare disegni e piantine e, poi, mandare in giro per il mondo una città che
non esisteva. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) La tradizione è la stessa, però
con noi che governiamo siamo con i piedi per terra, mentre con voi che volete
governare, se queste sono le premesse, voglio vedere che cosa accadrà. Il rischio
reale è che lì rimanga un buco, perché non si può chiedere di ricoprirlo, così un
giorno forse qualcosa faremo. Valorizziamo le cose che ci sono.
Consigliere Tronzano, che cosa significa la percorribilità delle gallerie? Io temo il
giorno in cui ci sarà un parco - ammesso che si trovino i soldi - tipo il Valentino con
gallerie e controgallerie in qualche modo percorribili, non recintate e non controllate,
perché diventerà esattamente quello che sono stati per molto tempo il Valentino ed i
Giardini Reali, cioè aree di questa città in cui faceva paura passare.
Oggi, il problema vero è che questa Città si è trasformata e continua a trasformarsi. Il
parcheggio di corso Galileo Ferraris ha una sua funzione e aspettiamo il parere della
Soprintendenza per capire se verrà ridotto o meno. Quando avremo il parere
definitivo della Soprintendenza, valuteremo esattamente che cosa fare. Se, poi, la
Soprintendenza, oltre a darci il parere, trovasse anche i soldi per fare quello che
vuole realizzare, andrebbe benissimo. Se invece saremo senza soldi, con il progetto
bloccato e con un buco lì dentro, ritengo che queste polemiche rappresentino uno
scotto che la Città non può pagare, ma qualcheduno ha voluto portare ai cittadini
come regalo e anche come dote per le prossime elezioni. Voglio ricordarvi però che i
torinesi non sono stupidi, possono anche applaudirvi, ma non sono stupidi, perché
hanno i piedi per terra e sanno perfettamente che lo sviluppo della città è un fatto
complessivo. Noi parliamo tanto di periferie e poi diciamo che la proposta principale
è il parco archeologico in corso Galileo Ferraris.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Rispetto alla discussione, vorrei soltanto dare tre risposte, perché mi sembra che
queste tre questioni meritino una risposta puntuale da parte dell'Amministrazione. La
prima questione è sul metodo: è stato chiesto un cambio di metodo rispetto a quello
che è stato fatto in passato; ho bisogno di capire meglio (e lo faremo nelle sedute che
sarà opportuno convocare) sul cambio di metodo rispetto ad una relazione iniziale
che fa uno studio su un'ipotesi di un parcheggio già direttamente con un'indicazione
da parte della Soprintendenza. La stessa Soprintendenza ci ha autorizzato all'inizio
della progettazione, perché è vero che le documentazioni che avete citato mettevano
a disposizione un'ipotesi secondo la quale, come detto dalla Soprintendenza in
seduta di Commissione (anche su questo c'è l'MP3 scaricabile dal sito), vi erano
alcune possibilità - che, tra l'altro, si contraddicevano tra le documentazioni - circa
l'esistenza di quei resti e che c'era la possibilità, ma nessuna certezza, che quei resti
potessero essere davvero ritrovati. È su questo presupposto che la Soprintendenza ha
deciso di autorizzare la Città a procedere sul percorso ed affiancare la Città sul
percorso che, via via, si andava delineando.
È per questo motivo che mi interrogo su che cosa si intende quando si chiede un
cambio di metodo: non è il metodo corretto dichiarare subito, in fase di
progettazione, quello che riguarda un parcheggio che è stato immaginato e deciso nel
2007 e sul quale dal 2010 la Soprintendenza produce documenti ufficiali nei quali
autorizza la Città alla progettazione ed alla realizzazione? Da questo punto di vista,
credo che ci sia bisogno di un cambio di metodo, cioè sul fatto che si riconoscano
una professionalità ed un valore alle competenze che la Soprintendenza ha al suo
interno. È chiaro che, se abbiamo due punti di vista differenti su questo elemento,
certamente partiamo da due ragionamenti differenti. Dobbiamo riconoscere
l'autorevolezza circa le autorizzazioni, le decisioni e le valutazioni che la
Soprintendenza ha fatto nei vari anni, compreso quando ha deciso di autorizzarci al
cauto smontaggio e quando ha chiesto di fermarci nello smontare i reperti. Su questo,
non c'è alcuna novità - almeno in Sala Rossa, riportiamo a verbale i fatti in maniera
puntuale e corretta -, perché non vi è alcun documento che revochi l'autorizzazione
del parcheggio. C'è un documento che, come ho detto in Commissione, dopo il
ritrovamento ha autorizzato il cauto smontaggio (affinché questi ritrovamenti
venissero analizzati) e, dopo le prime analisi, vi è stato un documento in cui si
dichiarava la necessità di fermarci su quella parte di cantiere per decidere insieme
come modificare il parcheggio. Non vi è però alcuna revoca alla costruzione del
parcheggio, perché, altrimenti sì, se ci fosse stata la richiesta di fare degli
approfondimenti sulle responsabilità e sulla chiarezza del percorso, avrebbero fatto
bene i Consiglieri a presentare l'esposto (che, comunque, è stato presentato), ma, da
questo punto di vista, posso garantire in maniera ufficiale che, ad oggi, la Città è
autorizzata a procedere alla costruzione del parcheggio, certamente fermando le
costruzioni o, eventualmente, la distruzione o il cauto smontaggio dei reperti che
sono stati trovati.
Prego tutti di essere chiari su questo elemento, altrimenti rischiamo di dare
un'informazione all'esterno non corretta e costruire delle tesi anche su elementi che
rischiano di portare i cittadini che ci ascoltano su alcune valutazioni che non sono
così puntuali.
L'ultimo elemento che mi sembra opportuno ricordare è che (come ho detto nella
mia relazione, in Commissione e come confermo anche adesso) il nostro raccordo
con la Soprintendenza è costante ed il parere della Soprintendenza nel dirci che
potevamo andare avanti nella costruzione del parcheggio è quello assolutamente
auspicato dal Consigliere Tronzano, cioè la Soprintendenza dice che quei reperti
vanno resi disponibili. Io non so dire se, da un punto di vita progettuale, saranno
visitabili, avvicinabili, visionabili dall'alto o illuminati, ma la Soprintendenza dice
che quei resti devono essere resi disponibili e devono essere valorizzati da un certo
punto di vista e con nessun tipo di autorevolezza o autorità si decide di andare contro
quel parere, per cui si renderà disponibile la parte di reperti che è venuta alla luce.
L'ultimo punto riguarda i cittadini. In tante occasioni, ho avuto modo di
confrontarmi (in sedute pubbliche, durante incontri pubblici - ma non in sedi
istituzionali -, nella stessa Commissione) con i cittadini e credo che sia una grande
ricchezza quella che abbiamo in questa Città, cioè avere una Città viva ed
organizzata per gruppi, che poi si avvalgono anche della professionalità di alcuni
tecnici che si mettono a confronto con i nostri tecnici. Non ho alcun problema a
continuare questo percorso, confrontandomi con le professionalità che,
eventualmente, i gruppi di cittadini vorranno assumere per poter avallare i propri
ragionamenti. Lo dico perché nella Commissione competente è già stato fatto:
nell'ultima Commissione che è stata convocata è stata data la parola anche ai
rappresentanti dei comitati e faremo un'illustrazione della modifica del progetto in
una seduta pubblica e non in una seduta carbonara. Quindi, anche in quell'occasione,
le informazioni che daremo verranno messe a disposizione della cittadinanza per
capire, oltre quello che è il parere dei Commissari che rappresentano quei cittadini
che abbiamo evocato oggi, direttamente anche quello che penserà il comitato ed i
referenti tecnici che il comitato avrà ingaggiato.
Intendo proseguire il mio lavoro su questa linea nelle prossime settimane. Nei giorni
scorsi, ho sollecitato ancora l'impresa, perché anche io mi rendo conto che abbiamo
bisogno di una qualche certezza per quanto riguarda la prosecuzione dei lavori. Si è
iniziato con "n" variabili al progetto e, ad oggi, questo campo di variabili si sta
restringendo (alcune perché tecnicamente non erano realizzabili ed altre perché
economicamente non sono sostenibili). Credo che, nei prossimi giorni, avremo
qualcosa di più chiaro dal punto di vista delle modifiche progettuali. A quel punto,
chiederò al Presidente Carretta di convocare una Commissione ad hoc per
l'illustrazione e valuteremo insieme se il progetto che ci è stato proposto (e che,
intanto, avremo sottoposto anche alla valutazione della Soprintendenza) sarà degno
di essere fatto proprio dalla Città; si andrà in Giunta con una proposta di
deliberazione specifica di modifica del progetto (perché così è dovuto) e, poi, si
deciderà come e quali saranno i tempi per il prosieguo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Vorrei specificare per il verbale che mi è stato fatto notare che la seduta di
Commissione si è svolta il 9 luglio e non il 2 luglio, come erroneamente indicato.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Siccome c'è stato un vivace scambio di battute con il Consigliere Carbonero, a cui
naturalmente rinnovo la stima sul piano personale, vorrei solo dire alcune cose molto
precise. Intanto, il parcheggio è stato deliberato nel 2007, quando non c'era questo
Sindaco e non c'era questa Amministrazione, quindi quel parcheggio non è stato
pensato e realizzato perché bisogna fare cassa. Non so se l'ha pensato chi c'era prima
di me, noi ce lo siamo ritrovati.
Questo parcheggio avrebbe dovuto essere realizzato in altri tempi; poi - quelli che
hanno seguito la vicenda lo sanno - quel parcheggio, essendo misto, aveva anche una
contribuzione pubblica di circa 4 milioni di Euro - se non ricordo male - di
finanziamento regionale sul piano parcheggi, ma, ad un certo punto, questo
finanziamento è venuto meno - se ho capito bene - e, poi, è stato ripristinato
recentemente. Essendo stato ripristinato, si è proseguito nel costruire un parcheggio
deciso molto tempo fa.
Presumo - e su questo vorrei essere ben chiaro, perché i primi ad essere interessati a
fare una verifica sono il Sindaco e l'Amministrazione -, dagli elementi che mi sono
stati dati, che siano state seguite tutte le procedure che la Legge prevede sia per ciò
che riguarda le procedure interne di amministrazione, sia per ciò riguarda il rapporto
con le autorità investite ed interessate da un progetto di questo genere, a partire dalla
Soprintendenza. Qui si chiede di fare, come hanno detto i Consiglieri Trombotto e
Ricca, una verifica che tutti i passaggi siano stati compiuti con assoluta regolarità e
naturalmente lo facciamo (lo abbiamo già fatto e non vi è alcuna difficoltà a rifarlo).
Siamo i primi ad essere interessati ad avere chiarezza sulla trasparenza legale della
procedura.
Nel corso degli scavi sono emersi questi reperti. È evidente che, nel momento in cui
emergono reperti archeologici importanti per la storia della Città (si tratta delle
gallerie di Pietro Micca e sappiamo tutti che Pietro Micca è un simbolo della storia e
dell'identità di Torino), la Città, per prima, ha interesse a che questi beni
archeologici siano preservati e valorizzati e, di conseguenza, se questa diventa la
priorità, anche le modalità di realizzazione del parcheggio sono subordinate a questa
priorità.
Io l'ho già dichiarato nei giorni scorsi, tant'è vero che, immediatamente dopo la
scoperta di questi reperti, ho chiesto un incontro con il Direttore Generale del
Ministero dei Beni Culturali (quindi, non solo alla Soprintendenza in sede locale,
bensì alla Direzione Generale) ed il Direttore Generale è stato talmente cortese da
venire immediatamente a Torino; abbiamo affrontato tutta la situazione ed abbiamo
convenuto che la priorità è preservare questi beni e valorizzarli e che il parcheggio
deve essere rimodulato in funzione di questo obiettivo, chiedendo ai nostri tecnici e a
quelli del Ministero di verificare la praticabilità - che va verificata in concreto - di
una soluzione che sia incardinata su questo impianto. Ci muoviamo, mi pare, del
tutto correttamente.
I tecnici stanno lavorando, vediamo se la soluzione che si costruisce è praticabile. La
praticabilità di quella soluzione è subordinata ad un assenso del Ministero dei Beni
Culturali e, quindi, da questo punto di vista siamo assolutamente tranquilli: si farà
solo quello che il Ministero ci autorizzerà a fare ed il Ministero, come noi, parte dalla
considerazione che bisogna tutelare quel bene.
Detto questo, mi sono alterato - e, naturalmente, me ne rammarico - perché possiamo
discutere di tutto tra di noi e ci possono essere opinioni diverse, però chiedo a
ciascuno di noi - e lo chiedo, prima di tutto, a me stesso - di avere per gli altri lo
stesso rispetto che ciascuno chiede per sé. Consigliere Carbonero, lei ha il diritto di
esprimere tutte le critiche, ma non le riconosco il diritto di dire che il Sindaco se ne
frega di questa Città, perché io spendo la vita per questa Città. Siccome non mi sono
mai permesso di dire che lei se ne frega di questa Città, le chiedo, quantomeno, di
avere per me lo stesso rispetto che lei chiede per sé. Detto questo, per quanto mi
riguarda l'incidente è chiuso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non sono ammesse ulteriori repliche.
L'interpellanza generale è discussa.

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