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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201501050/002, presentata dai Consigli Circoscrizionali 5 e 6 in data 16 marzo 2015, avente per oggetto: "Regolamento cittadino dei centri d'incontro n. 372 approvato con deliberazione del 15 dicembre 2014, esecutiva dal 29 dicembre 2014 (mecc. 201402554/002). Proposta di modifica". e della proposta di mozione n. mecc. 201500433/002, presentata dai Consiglieri Marrone e Liardo in data 4 febbraio 2015, avente per oggetto: "Nessuna discriminazione tra i centri d'incontro". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Sono stati presentati due emendamenti e otto subemendamenti. Il subemendamento n. 1 è del Consigliere Liardo. La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Se il Consigliere Liardo e la Consigliera Appendino vogliono integrare, volevo mettere a verbale il lavoro che è stato fatto rispetto a questa deliberazione e rispetto ad un ragionamento complessivo sui centri d'incontro. La Città di Torino, su proposta del Consigliere Liardo ed altri, a dicembre dell'anno scorso ha approvato un Regolamento dei centri d'incontro, un Regolamento Comunale che è partito da una serie di questioni, a mio avviso anche specifiche, di alcuni centri di incontro e non di tutti e ha cercato di dare una regola comune e un filo conduttore unico a tutti i centri d'incontro della Città. Sulla base di questo Regolamento che è entrato in vigore, alcune Circoscrizioni hanno pensato di proporre delle modifiche al Regolamento stesso. Le Circoscrizioni 5 e 6 hanno proposto una deliberazione di iniziativa circoscrizionale con alcuni emendamenti a questo Regolamento. In seguito a un'animata discussione in Commissione, anche con l'intervento chiarificatore da parte dell'Assessore Passoni, si è avviato un ragionamento del quale sono anche orgoglioso perché per la prima volta maggioranza e minoranza si sono messi intorno allo stesso tavolo e hanno fatto un lavoro condiviso, partendo da posizioni che erano anche abbastanza distanti, devo dire anche da qualche pregiudizio reciproco e qualche incomprensione e, cercando di mettere da parte soprattutto i pregiudizi, si è cercato di fare un lavoro che tenesse conto della realtà complessiva dei centri d'incontro, che è molto articolata. Noi abbiamo centri di incontro gestiti in forma diretta, abbiamo centri di incontro gestiti attraverso associazioni di utenti, abbiamo centri di incontro gestiti con associazioni anche esterne alle attività del centro di incontro stesso. Regolare la vita dei centri di incontro in una situazione così complessa non è facile. Abbiamo trovato un'intesa sulla maggior parte dei punti e delle vicende controverse, in particolare alcuni rispetto al pagamento della tessera, lo dico in volgare, quindi come regolare il fatto che venga richiesto un contributo da parte degli utenti ai costi vivi del centro di incontro e su questo c'è una proposta emendantiva e una proposta subemendativa che tiene conto delle osservazioni di tutti. Stesso discorso vale per quanto concerne l'accessibilità della politica o dei partiti al centro di incontro. La proposta che facciamo negli emendamenti e nei subemendamenti fa un richiamo chiaro, netto alla legge per cui durante la campagna elettorale non è possibile svolgere attività di nessun genere all'interno del centro d'incontro, sono regolati tutti i passaggi compreso il fatto che se il centro di incontro vuole durante il periodo annuale nella propria attività farsi promotore di una iniziativa di approfondimento comunque deve essere garantita la pluralità delle opinioni e delle presenze dei vari soggetti interessati a quella vicenda specifica, così come la questione che aveva attirato l'attenzione dei centri di incontro stessi. Abbiamo previsto che possano iscriversi ai centri di incontro non solo i cittadini residenti nella nostra Città, ma anche quelli dei Comuni limitrofi alla Circoscrizione del centro di incontro, perché è abbastanza frequente che una persona che abita a Grugliasco partecipi al centro di incontro di via Guido Reni o una persona che abita a Collegno faccia altrettanto nel centro di incontro di Borgata Lesna. La cosa che abbiamo anche però previsto è che questa stessa persona non possa svolgere il ruolo di Presidente, cioè c'è un legame tra radicamento territoriale e responsabilità nella gestione del centro. Abbiamo così previsto, e secondo me è stata una norma necessaria, di uniformare le elezioni dei centri di incontro; in questo momento alcuni le hanno svolte e altri no. Noi rimandiamo entro la fine dell'anno e diamo la possibilità a tutti i centri d'incontro di rinnovare i propri organi direttivi. L'unico punto sul quale non si è trovata un'intesa, perché le posizioni sono proprio diverse, è sul fatto che le Circoscrizioni 5 e 6 proponevano di considerare il regolamento cittadino, il regolamento madre, ma che consente anche di figliare un successivo regolamento circoscrizionale che, tenendo conto dei paletti e dei parametri definiti dalla Città di Torino, dal Consiglio Comunale, possa prevedere un regolamento specifico circoscrizionale. Io mi sento di condividere questa proposta, perché ritengo già una forzatura sul tema del decentramento il fatto che il Regolamento parta dal Consiglio Comunale, essendo una competenza esclusiva della Circoscrizione, il regolamento dovrebbe essere circoscrizionale. Visto che si è deciso di mantenere un regolamento cittadino per uniformare con criteri condivisi tutte le Circoscrizioni sulla partita centri d'incontro, secondo me vale la pena tenere aperta quella finestra per cui se un Consiglio Circoscrizionale vuole prevedere delle norme specifiche per il proprio territorio, che non vadano ad inficiare il regolamento cittadino, secondo me, questa finestra è giusto mantenerla aperta. Questo era l'unico punto sul quale non ci siamo trovati d'accordo, però voglio ribadire lo spirito con il quale si è affrontato il tema, non lo spirito iniziale di contrapposizione e in qualche modo quasi di vendetta - passatemi il termine -, rispetto ad alcuni atteggiamenti non condivisibili che sono avvenuti nei centri di incontro. Questo mi sembra invece un approccio molto costruttivo che ci permette di rimettere insieme i centri di incontro come luoghi aperti a tutti e accessibili a tutti i cittadini. Quindi voglio ringraziare in particolare i Consiglieri Liardo, Appendino e Troiano per il lavoro svolto insieme. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Intanto farò un breve intervento per quanto riguarda il discorso dei centri di incontro di carattere generale e poi andrò sull'emendamento. Buona parte di quanto detto dal Capogruppo Paolino mi trova d'accordo e non sto neanche a ripercorrere le tappe. Devo solo rivendicare un po' con orgoglio, e spero che di questo mi diano atto anche i Consiglieri della maggioranza, che questo nuovo Regolamento ha fatto emergere situazioni veramente strane e qui il discorso di natura economica all'interno dei centri di incontro. Lo voglio dire e mi assumo le responsabilità, secondo me c'è stato un certo abusivismo, perché un centro di incontro alle Vallette, dove sappiamo la condizione sociale, chiudeva con un bilancio di 27.000,00 Euro, perché i Bilanci poi li ho chiesti tutti, e questi 27.000,00 Euro servivano solo ed esclusivamente per cambiare le tovagliette e comprare delle carte, effettivamente questa era una cosa immaginabile. Voglio però anche denunciare una cosa e di questo veramente mi è spiaciuto tanto, che nonostante che il Regolamento sia stato votato, ad inizio anno tanti centri di incontro non hanno minimamente considerato il nuovo Regolamento e, anzi, hanno triplicato il costo delle tessere, quando era stato votato proprio da questo Consiglio che non si sarebbero dovute far pagare. Dov'è che si gioca tutto e dov'è che potrebbe finire un accordo? Vorrei che invece ci fosse un'unità di questa Aula sul Regolamento sulla finestra che diceva il Consigliere Paolino. Voglio sottolineare questo aspetto. Il problema di questa finestra sussiste dal fatto che, intanto, i centri di incontro non guardano un discorso territoriale o sociale, o non può essere paragonato a un Regolamento degli orti urbani dove ogni territorio ha le sue caratteristiche. In centro sicuramente un Regolamento degli orti urbani può essere fatto in maniera diversa, ma qui stiamo parlando di una popolazione anziana, come lo è alla Crocetta, alle Vallette, a Mirafiori. Aprire perciò questa finestra, caro Consigliere Paolino, rischierebbe poi un discorso discrezionale da parte di qualche centro di incontro. Allora, se è un Regolamento guida che dobbiamo fare perché questo dice il Regolamento del Consiglio Comunale e non c'è nessun Regolamento del Consiglio Comunale, sfido chiunque a trovarne uno dove si possa in qualche modo dare una discrezionalità da parte di qualche centro d'incontro. Perciò è qui secondo me che bisognerebbe fare un'analisi. Voglio fare un appello a tutti i Consiglieri e a tutte le Consigliere di maggioranza, perché rischiamo di inficiare tutto il lavoro che abbiamo fatto - e che il Consigliere Paolino in qualche modo esaltava - in comune accordo. Se non verrà approvato questo subemendamento che ho proposto per modificare l'emendamento, si rischia di inficiare tutto il lavoro. Voglio ringraziare il prezioso lavoro dell'Assessore Passoni, che, in qualche modo, ha messo mano ad un Regolamento che sicuramente aveva qualche deficit e - lo ammetto - determinate carenze. Ripeto, oggi come oggi, se dovesse passare così come è stato proposto e votando tutti gli emendamenti (io parlo di votarli tutti, compreso il mio), penso che faremmo un buon lavoro. Se ciò non dovesse accadere, soprattutto per quanto riguarda il mio subemendamento, l'orologio verrebbe spostato indietro, alla fine del precedente anno. Invito ad astenersi chi non vuole votare a favore del mio subemendamento, perché, altrimenti, si rischia di vanificare nei fatti tutto il buon lavoro di cui parlava il Consigliere Paolino ed ogni centro di incontro si sentirebbe padrone di fare, eventualmente, un sub-regolamento. Questo non è possibile, perché - lo ripeto - verrebbe vanificato tutto. Ribadisco il mio ringraziamento all'Assessore Passoni. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Visto che c'è una proposta di mozione collegata, presentata dal sottoscritto e dal Consigliere Liardo, vorrei capire se la discussione è congiunta o meno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Mi collego agli interventi precedenti e condivido quanto affermato dal Capogruppo Paolino. Mi associo, quindi, a tutti i ringraziamenti per il lavoro che è stato fatto e, sicuramente, abbiamo una realtà importante a Torino ed è giusto che venga valorizzata e, soprattutto, normata per evitare che vi siano situazioni di difficoltà. Seguendo le cronache dei giornali e seguendo queste realtà, si scopre sempre che ci addentriamo in situazioni di attività lodevoli e, a volte, anche in situazioni dove magari alcune gestioni lasciano un po' a desiderare. Credo che lo sforzo di aver normato una situazione di questo genere dia lo spunto affinché alcune difficoltà non si verifichino in futuro. Anche se ho uno spirito che dà un'ampia facoltà sul decentramento, credo che valorizzare il decentramento ed il federalismo (in un'accezione chiaramente diversa e molto più ridotta, cioè quella legata alle Circoscrizioni) non debba precludere un'attività di indirizzo e di linee guida. Ritengo che questo sia un Regolamento importante, che dà delle linee guida di un certo valore. Chiedo al Consigliere Paolino e agli altri Consiglieri di riflettere sul subemendamento - credo che sarà il primo che voteremo - presentato dai Consiglieri Liardo ed Appendino. Credo che questo subemendamento sia stato presentato non per attività ostruzionistica, bensì perché va a centrare un aspetto di natura giuridica molto importante. In genere, quando ci sono attività di competenza ripartita e concorrente, vengono date delle indicazioni su chi deve normare (pensiamo al contenzioso che, a volte, c'è stato tra Stato e Regione) e vengono specificate quali sono le competenze dei vari organi. Lasciare un testo dove le Circoscrizioni sono, per certi versi, libere di normare, se non si specificano quali sono le competenze ripartite e concorrenti, ci troviamo poi da capo e, magari, diamo lavoro ai nostri funzionari, dirigenti e direttori per dare delle interpretazioni. Ritengo che il subemendamento in questione tolga ogni equivoco. Votando questo subemendamento togliamo ogni equivoco e sappiamo che la normativa di riferimento è questa; secondo me, non votandolo ci apriamo a difficoltà di interpretazione che potevano essere superate se, a fronte della normativa prevista a pagina 3, articolo 1, dell'Allegato 1 bis ci fosse stato uno specifico riferimento ai principi base. Vi chiedo di riflettere e di approvare questo subemendamento, perché credo che sia importante, non porti ad un caos di interpretazione e dia come riferimento una normativa chiara. In difetto, non penso che arriveremo ai ricorsi al TAR su questi fatti, però, a volte, ci sono anche degli avvocati che partecipano ai centri di incontro ed abbiamo visto quello che succede quando, magari, qualcuno vuole arrivare in Cassazione, anche solo per una multa; magari in questi casi ci troviamo in difficoltà e dobbiamo portare anche i giudici amministrativi ad occuparsi di questa materia. Pertanto, ribadisco la mia volontà per la votazione di questo Regolamento; credo che sia stato fatto un ottimo lavoro - direi, perfetto -, ma ancora più perfettibile, se verrà votato questo subemendamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Ho trovato particolarmente interessante ed arricchente la discussione sui centri di incontro, anche perché, come ho già avuto modo di dire in Commissione, per mia non conoscenza credevo che il modello perpetrato presso la Circoscrizione 10 fosse esteso a tutto il territorio cittadino e, invece, ho avuto modo di scoprire che così non è e che vi è un'articolazione complessa da Circoscrizione a Circoscrizione, come richiamava anche il Capogruppo Paolino del PD nel proprio intervento. Ho anche avuto modo di convincermi rispetto alla bontà di alcune soluzioni che sono state adottate nel tempo e che, apparentemente, ad una lettura iniziale mi sembravano diversamente ben poco convincenti. D'altro canto, credo anche che la discussione che vi è stata - e ringrazio per il contributo che è stato dato in quella sede dal Consigliere Liardo - abbia posto proprio la necessità di ripuntualizzare la disciplina e la normativa dei centri di incontro, perché l'impressione - ed uso con cautela questa espressione - è che in alcune situazioni, in alcuni casi, in alcune Circoscrizioni (ben individuate rispetto ad altre) forse c'è stato non voglio dire un abuso, ma una trattazione non propriamente - uso degli eufemismi volutamente - pertinente alle norme in vigore rispetto alle gestioni di alcuni centri di incontro. Quindi, ben venga una normativa di disciplina dei centri di incontro a livello cittadino, però è altresì vero che quello dei centri d'incontro è uno di quei temi per i quali dovrebbe esserci un esercizio dell'autonomia anche da parte dei Consigli di Circoscrizione. Ringrazio il Consigliere Liardo; prima avevo affrettatamente risolto la discussione che lui voleva intrattenere anche con il sottoscritto, immaginando che, quest'oggi, alla fine non si sarebbe votato questo subemendamento e, quindi, mi ero impegnato ad analizzarlo in modo approfondito. Dopo averlo riletto (e me ne dispiaccio con il Consigliere Liardo e anche con la Consigliera Appendino, che è l'altra firmataria), ribadisco di credere fermamente nello spirito del decentramento e che in una disciplina di carattere generale e cittadino dei centri di incontro da parte della Città debba poi esservi comunque una riserva di autonomia da parte delle singole Circoscrizioni. Mi rammarico che la discussione su un tema così importante avvenga in questo momento, cioè quando vi è ancora un velo di ignoranza di fronte agli occhi di tutti noi rispetto a quello che sarà il futuro del decentramento in questa Città. Avrei preferito che la discussione su questo Regolamento, come anche sugli altri, venisse affrontata dopo l'approvazione (che mi auguro che avvenga alla ripresa dei lavori, al termine della sospensione estiva) di un nuovo testo di Statuto per quanto riguarda le Circoscrizioni ed il nuovo Regolamento del Decentramento; però, visto che si vuole affrontare oggi questa discussione, per quanto mi riguarda il mio voto sul subemendamento, per quello che ho tentato di dire sommariamente - magari anche malamente -, sarà contrario, proprio per mantenere quella riserva di autonomia in capo ai Consigli di Circoscrizione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Stiamo discutendo della proposta di deliberazione, ma lei si è portato avanti con i lavori e io la ringrazio, per cui do per scontato che lei, in seguito, non interverrà più. La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Sarò molto breve, perché, in realtà, le questioni sono già state poste dal Consigliere Paolino e dal Consigliere Liardo. Vorrei fare solo alcune precisazioni, anche se adesso non vedo in Aula il Consigliere Paolino, ma poco importa. Non penso che il primo Regolamento che è stato approvato da quest'Aula avesse un intento punitivo, lo dico sinceramente. Penso che derivasse dalla necessità - ovviamente parlo per quanto riguarda il mio Gruppo - di normare e mettere ordine ad una materia che, oggettivamente, era un po' un marasma, non per forza con la malafede da parte di chi cercava di affrontarla nelle Circoscrizioni, però il tema da cui era nata l'esigenza era quello di rendere i centri di incontro il più possibile, indipendentemente dai territori in cui essi si trovavano, accessibili a tutti e di garantire un servizio pubblico che fosse lo stesso, indipendentemente dalla Circoscrizione in cui si abitava; sinceramente, non ci vedevo nulla di punitivo in quel primo Regolamento. Quello che, invece, ho visto successivamente, anche dalle discussioni che sono state fatte, è che quel Regolamento non era sufficiente a gestire la complessità rappresentata dai centri di incontro. Effettivamente, era rigido nella gestione di tutte le varie forme, che invece ci sono, non tanto nella tipologia di servizio che viene erogato (e quindi non rispetto all'accessibilità e a tutto quello che dicevo prima), ma proprio rispetto alle modalità di gestione per rispondere a questa esigenza. Secondo me, effettivamente è stato fatto un bel lavoro e questo nuovo Regolamento è migliorativo rispetto a quello precedente, però, dal mio punto di vista, rimane il neo rispetto all'unico punto su cui non si è trovato un accordo. In questo caso, correggo nuovamente il Consigliere Paolino: non penso che il nostro subemendamento sia una forzatura e non penso neanche, come diceva il Consigliere Trombotto, che si tratti di schierarsi a favore o contro il decentramento, cioè se siamo, in qualche modo, più legati all'idea che il centro debba decidere o meno. Si tratta semplicemente - come dichiarato anche dal Consigliere Sbriglio - del fatto (tra l'altro, come è stato anche detto, se non ricordo male, ma non sono in possesso di questo parere, dal Segretario Generale) che, effettivamente, una norma su cui il Consiglio Comunale emana un Regolamento (tutti i Regolamenti che ho visto in questi 4 anni in Consiglio non contenevano una norma come questa), nel momento in cui si decide di fare un Regolamento che, tra l'altro, tiene ampiamente conto delle necessità dei territori (infatti, a differenza del primo Regolamento, dove c'era un'unica forma rigida, si prevedono diverse tipologie possibili di gestione dei centri di incontro) e prende atto delle differenze che ci possono essere, non capisco, ma non per ostruzionismo o altro, la necessità di inserire una clausola che mette confusione su un Regolamento che tiene conto di tutte le esigenze. C'è un Regolamento quadro, ci sono dei comitati di gestione (che, a loro volta, hanno la possibilità di decidere su certe materie per rispondere alle esigenze del territorio) e, secondo me, non aggiunge nulla l'inserimento della possibilità di un Regolamento diverso, Circoscrizione per Circoscrizione, anzi crea grande confusione e rovina anche il lavoro fatto. Non ci fosse stata una condivisione con le Circoscrizioni, non ci fosse stata la presa d'atto della necessità di avere diverse tipologie per rispondere alle diverse esigenze, potrei capire, ma, visto che questo lavoro è stato fatto, prendiamoci la responsabilità di votare un Regolamento che è oggettivamente molto più ampio, che già tiene conto delle esigenze e non inseriamo la clausola che è confusionaria rispetto al lavoro che è stato fatto. Quindi, faccio anche io un appello ai Consiglieri di verificare il Regolamento tenendo conto di tutto quello che è stato detto (che è ampio) e di non inserire una clausola che mette solo confusione e, tra un mese, magari ci troverà qui a dover ridiscutere tutto, perché viene emanato un Regolamento che non è in linea con quello che stiamo dicendo in questa sede. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Il mio intervento sarà breve, perché mi sento rappresentato in pieno in particolare dall'intervento sul subemendamento che è stato presentato dal Consigliere Liardo, che, a nome del centrodestra (ma non solo), ha seguito in modo appassionato, ma anche preparato, questo tema. Mi limiterò ad introdurre brevemente il testo della proposta di mozione collegata. In realtà, ha una ripercussione collegata non solo sull'oggetto dei centri di incontro, bensì anche sulla dinamica, purtroppo ormai diventata un po' prassi, di una sorta di completa autoreferenzialità, che sfiora quasi il feudalesimo, di alcuni Presidenti di Circoscrizione nel rapportarsi con i centri di incontro. Qui si vuole, intenzionalmente, tenerla su un livello generale e non andarla a calare come una sorta di accusa al singolo, però ci sono stati dei casi in cui alcuni centri di incontro, solo per delle controversie del tutto personali tra il gestore (per quanto reiteratamente votato e, quindi, eletto dalla base dei frequentanti del centro e degli iscritti al centro) e l'Amministrazione di Circoscrizione, hanno visto delle pesanti ripercussioni discriminatorie nei confronti di tutto il circolo, neanche solo del Presidente, con accorpamenti, dinieghi di esistenza, mancata convocazione delle elezioni, fino ad arrivare alla mancata erogazione dei contributi non solo votati e deliberati, ma, addirittura, determinati dagli Uffici Tecnici delle Circoscrizioni. Con questo atto di indirizzo si vuole solo andare a chiedere alla Giunta (e, nello specifico, all'Assessore Passoni, a cui compete il decentramento) di farsi garante di un'assenza di discriminazioni tra i vari centri di incontro, con una vigilanza sui Presidenti, affinché vengano applicati i Regolamenti (questo e non solo, anche tanti altri) e le deliberazioni a tutti i centri, senza che si crei una sorta di dominio a macchia di leopardo tra i vari quartieri rispetto al temperamento aperto e corretto (o, in altri casi, magari no) dei Presidente di Circoscrizione. Auspico quindi una votazione trasversale di questo atto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, dichiaro conclusa la discussione congiunta. |