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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Giugno 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 3
INTERPELLANZA 2015-02056
"NESSUN NESSO TRA GUSTI SESSUALI E RELIGIONE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CARBONERO E RICCA IN DATA 13 MAGGIO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201502056/002, presentata in
data 13 maggio 2015, avente per oggetto:

"Nessun nesso tra gusti sessuali e religione"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Condivido l'oggetto dell'interpellanza, nessun nesso c'è tra orientamenti sessuali e
religione.
Provo a rispondere all'interpellanza, che naturalmente parte dal presupposto che
l'uso di un'immagine, che è quella della Pietà di Michelangelo, sia associata al fatto
che è un'immagine religiosa.
Mi permetto di sottolineare il fatto che la Pietà di Michelangelo è una delle opere
d'arte universali, che esprime un sentimento universale, assolutamente sganciato
dall'idea religiosa, che è il dolore di una madre per la sofferenza del figlio vittima
dell'odio e che quindi, in quanto sentimento universale, è la rappresentazione di
quello che provano tutte le madri di fronte alla sofferenza di un figlio, qualsiasi sia il
loro credo, la loro religione e il motivo per cui il figlio è morente.
Quindi, associare una campagna di contrasto all'odio, associandolo alla sofferenza di
una madre che vede il figlio amato soffrire, è oggetto quantomeno di interpretazioni,
non solo non è offensivo, ma di fatto richiama ad un sentimento che sta negli esseri
umani e non nelle credenze degli esseri umani.
Nell'interpellanza si chiede quale tipo di patrocinio sia stato dato alla
manifestazione: la Città di Torino ha dato un patrocinio alla Regione Piemonte, nel
senso che non è una campagna di associazioni specifiche, ma è una campagna
istituzionale della Regione Piemonte, quindi è stata validata dalla Regione Piemonte.
Per questo motivo non crediamo affatto che sia il caso di ritirare il patrocinio della
Città, non ritenendo che questo messaggio sia né blasfemo, né offensivo; piuttosto,
ha l'obiettivo di richiamare l'attenzione di come l'odio, di qualsiasi natura esso sia,
provochi sofferenza e dolore alle persone che ne sono vittime.
Vorrei anche sottolineare il fatto che l'analogia con la Mostra d'Arte LGBTE è
impropria, perché in realtà gli organizzatori della Mostra Internazionale d'Arte non
avevano nulla a che vedere con il Torino Pride e con l'insieme delle associazioni
LGBT, hanno utilizzato l'acronimo - che tra l'altro voleva dire altro -, giocando
sicuramente un po' sull'ambiguità, sul fatto che l'acronimo LGBTE avrebbe in
qualche modo indotto qualche pensiero ambiguo, ma era una mostra d'arte di
fotografia e probabilmente - condivido - la scelta di quell'immagine, che
esplicitamente richiamava dei simboli religiosi, come l'immagine di Gesù Cristo e
della Madonna calpestati, sicuramente poteva suscitare offesa ai credenti, ma anche
ai non credenti, anche a chi in realtà ritiene di rispettare qualsiasi credo e qualsiasi
fede religiosa, anche se non è la sua. In ogni caso, non era stata promossa dal Torino
Pride e dell'associazionismo LGBT, anzi, loro stessi hanno preso le distanze dicendo
che non ha nulla a che vedere con le loro campagne contro l'odio, la discriminazione
e l'omofobia.
Altro non potrei rispondere, nel senso che, ovviamente, la Città d Torino ha aderito a
una campagna della Regione per il 17 maggio, che è la Giornata internazionale
contro l'omo-transfobia, così come altri capoluoghi di provincia, Alessandria,
Vercelli, Cuneo, quindi ci sono altri Comuni della Regione (che, se non sbaglio, sono
stati una trentina, in generale) che hanno aderito e che hanno fatto delle iniziative
specifiche di sensibilizzazione e divulgazione del numero, perché questo dice quel
manifesto: "Se sei vittima di omofobia, c'è un numero a cui rivolgersi per denunciare
l'omofobia". Ricordo che anche in questa nostra civile città si sono verificati episodi
di omo-transfobia: è recente il caso di un giovane ragazzo, Stefano Sechi, che,
rientrando la sera, è stato aggredito su un pullman da un branco di giovani proprio
perché omosessuale, non per altri motivi, quindi con un'aggravante. Di fronte ad
episodi di questo genere, io credo che non ci siano posizioni politiche divergenti.
In ogni caso, al di là di come la si pensi, contrastare la violenza, l'aggressione,
l'odio, solo perché si è qualcosa e non perché si è fatto qualcosa, credo sia un dovere
delle Istituzioni e di tutte le forze politiche.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Intanto, come sempre, riusciamo a essere non tempestivi, di più, per poi andarne a
discutere l'8 di giugno, quando la cosa è ormai quasi dimenticata; credo che questa
sia una strategia ormai consolidata di questa Giunta, che o fa finta di non ascoltare o
rimanda la discussione talmente in là, in modo che la cosa sia talmente affievolita
che poi quasi non ha neanche più senso parlarne. È un'ottima strategia, funziona,
però credo che poi alla fine, in alcune situazioni, se ne pagheranno anche le
conseguenze.
L'uso della Pietà di Michelangelo trovo che sia un gesto patetico e sicuramente
contraddittorio e credo vada contro quelle che possono essere le rivendicazioni,
legittime o illegittime, di chi ha un modo diverso e assolutamente personale di vivere
la propria sessualità e rivendicarne il diritto, perché mi viene in mente che sia
esattamente come il mendicante, o chicchessia, che gira per la strada con il biglietto:
"Ho nove figli, sette mogli e quattro cognati da mantenere, datemi 50 centesimi per
andare a mangiare". È chiaro che si cerca di colpire al cuore le persone; poi, alla fine,
si contano e chi viene colpito al cuore sicuramente non è chi ha vera pietà o vera
comprensione, ma chi probabilmente usa questo strumento per scaricarsi la
coscienza.
Questo è quello che fate voi, perché, non essendo assolutamente in grado di gestire
una situazione di questo tipo, in cui bisogna a tutti i costi far diventare la diversità
normalità, (ma, per farla diventare normalità, si creano gli eccessi, perché se no
nessuno viene, quasi automaticamente, salvaguardato dalle Istituzioni), per pulirvi la
coscienza nel quotidiano, date l'okay ad avvallare la possibilità che si usino magari
manifesti o icone di questo tipo, che puntano pesantemente al cuore della gente e,
soprattutto, è la finta spinta passionale di chi, invece, usa questo strumento
semplicemente per rivendicare diritti che si ottengono con tanto lavoro e buonsenso,
e non sfilando in tanga e rossetto sulla barba, eventualmente, perché poi gli eccessi
sono quelli (che sta benissimo il rossetto sotto la barba).
Ripeto, chiaramente sono soddisfatto delle risposte che mi ha dato l'Assessora, anche
se molto in ritardo, e quindi è chiaro che non è stato ritirato il manifesto e non si è
neanche pensato, eventualmente, di darne in qualche modo giustificazione.
Sono anche convinto che siete pronti alla prossima stampa, quella del prossimo anno,
che sarà sicuramente ancora più imprimente di questa, perché dovrete far vedere di
andare in giro con il cartellino: "Sono povero, ho cinque figli e nove mogli,
aiutatemi". Quindi, siete pronti per la prossima battaglia, ma soprattutto non per
aprire gli occhi all'opinione pubblica, perché gli occhi dell'opinione pubblica sono
non aperti, ma dilatati, dilatati da questo finto perbenismo, questo finto soccorso
verso persone che sicuramente ne hanno tutti i diritti, ma hanno capito che, andando
in giro con quel biglietto, forse ottengono molto di più. Ripeto, per pulizia di
coscienze, non per convinzioni di diritto, è quello che fate puntualmente voi
ospitando i clandestini, aiutando i Rom; a voi non ve ne può fregare di meno, però
così vi pulite la coscienza, ed è il vostro primo obiettivo, davanti alla gente e davanti
a chi pensate, ancora una volta, che forse un giorno vi voterà ancora.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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