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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 8 Giugno 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 15
MOZIONE 2015-02422
"IMMEDIATA SOSPENSIONE DEI LAVORI PER LA COSTRUZIONE DEL POSTEGGIO SOTTERRANEO DI CORSO GALILEO FERRARIS E TUTELA DELLA MEMORIA CITTADINA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTOLA ED ALTRI IN DATA 4 GIUGNO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di mozione n. mecc. 201502422/002, presentata
dai Consiglieri Bertola, Appendino, Trombotto, Curto, D'Amico, Ricca, Carbonero e
Levi-Montalcini in data 4 giugno 2015, avente per oggetto:

"Immediata sospensione dei lavori per la costruzione del posteggio sotterraneo di
corso Galileo Ferraris e tutela della memoria cittadina".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Presidente, vuole che illustri la proposta di mozione adesso o vogliamo prima sentire
se l'Assessore ha delle novità e vuole intervenire?

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, dato che c'era una richiesta di comunicazioni congiunta, propedeutica
alla discussione dell'atto, vorremmo ascoltare l'informativa dell'Assessore Lubatti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Chiedo se è possibile avere la lettera della Soprintendenza, che citava l'Assessore, a
disposizione dei Consiglieri o, perlomeno, dei Capigruppo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Vediamo se è possibile reperirla e gliela facciamo consegnare.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
La discussione di questa proposta di mozione è particolarmente utile anche per dare
qualche aggiornamento al Consiglio Comunale sulle azioni che stiamo mettendo in
campo, gli esiti degli incontri che sono avvenuti nella mattinata e il sopralluogo che è
avvenuto tra la Soprintendenza, l'impresa e la Direzione Mobilità e Infrastrutture
della Città di Torino, direttamente sul cantiere, proprio per verificare lo stato di
avanzamento dei lavori della costruzione del parcheggio e per prendere anche le
necessarie decisioni sui ritrovamenti che sono avvenuti nelle scorse settimane.
Intanto, giusto per inquadrare il tema, stiamo parlando di un parcheggio misto,
pubblico-privato, che ha avuto un contributo ministeriale derivante dalla Legge
Tognoli. È un parcheggio che viene messo a disposizione ai margini della ZTL,
proprio per offrire la massima fruibilità della zona centro, lasciando la propria
autovettura fuori dal centro e prendendo i mezzi pubblici, o eventuali Car sharing e
Bike sharing, per muoversi all'interno del centro della città.
Devo segnalare che già in fase di progettazione di questo parcheggio era ben nota
alla Città la possibilità di ritrovamenti archeologici in quell'area, perché siamo subito
a ridosso del già esistente Museo Pietro Micca, che come sapete rende già accessibile
una parte di reperti importanti; una visita particolarmente interessante, per chi non
avesse ancora avuto la possibilità di visitarlo.
Lo dico col sorriso sulle labbra perché è evidente che la Soprintendenza aveva già
messo l'Assessorato nelle condizioni di costruire un progetto consapevole delle
ipotesi di ritrovamenti. Il progetto, prima di essere approvato dalla Giunta Comunale,
era stato oggetto di un'analisi e di un'approvazione da parte della Soprintendenza ai
beni artistici, culturali e archeologici, che aveva dato il via al progetto, con un
accordo specifico, che è esattamente quello che sta succedendo in queste ore.
Infatti, da un lato, voglio dare un po' di informazioni al Consiglio Comunale, perché
è giusto che si diano informazioni; dall'altro lato, voglio rassicurare il Consiglio
Comunale sul fatto che il percorso è costantemente condiviso, ogni singola azione
che viene messa in campo su questo parcheggio è costantemente condivisa con la
Soprintendenza, in particolare con i due settori della Soprintendenza che seguono i
ritrovamenti in quell'area.
Visto e considerato che il progetto era stato già approvato dalla Soprintendenza, si è
deciso di iniziare a fare il bando, di trovare l'impresa esecutrice e, nel caso di
ritrovamenti di reperti direttamente in fase di cantiere, di analizzare il singolo
reperto, decidendo insieme alla Soprintendenza se e come procedere.
Nelle scorse settimane (direi anche già un paio di mesi fa, ma nel primo ritrovamento
non abbiamo avuto gli stessi onori della cronaca) è successo esattamente quanto
previsto in fase di progettazione, cioè c'è stato un ritrovamento, l'impresa ha messo a
disposizione dei tecnici il cantiere (che in questo momento è nella disponibilità
dell'impresa), in particolare di una Commissione specifica della Soprintendenza, che
è andata sul posto, ha fatto le analisi del caso, ha recuperato alcuni reperti specifici
per fare delle analisi, probabilmente in laboratorio.
Devo essere sincero, dal punto di vista professionale non è un tema che conosco
personalmente, ma la Soprintendenza fa quello di mestiere, quindi ha le
professionalità migliori per poter fare determinate analisi.
Dopodiché, una Commissione specifica della Soprintendenza ha decretato
formalmente (mi scuso con il Consiglio Comunale, perché non ho portato la
documentazione con me, ma la mettiamo immediatamente a disposizione) la
possibilità di continuare con i lavori e di abbattere i reperti che erano stati in quel
momento ritrovati.
In tutta la fase di costruzione del parcheggio, però, sono iniziate delle relazioni
dirette con il Museo, in particolare con il Presidente del Museo, che ha rilasciato
anche un'intervista alla stampa, con il quale abbiamo tra l'altro fatto anche un
accordo interessante. Cioè il Presidente del Museo ha affermato che (anche in questo
caso ci sono dei verbali che possiamo mettere a disposizione) se la Città, d'accordo
con la Soprintendenza, decide comunque, visto che la Soprintendenza rilascia questa
autorizzazione, di abbattere questi reperti, si chiede una forma di compensazione,
cioè una qualche realizzazione, che oggi non c'è, che può essere utile al Museo
stesso.
Si era trovata una quadra su una proposta credo molto interessante, cioè quella di
rendere meglio accessibile il patrimonio dei cunicoli che dà l'accesso direttamente al
fortino e alla parte che c'è in questo momento, già accessibile, ma con grandi
difficoltà di accesso. Non so chi di voi c'è stato: c'è una botola con una scala a
chiocciola, molto stretta, nella quale si deve provare a scendere e si arriva in questo
patrimonio bellissimo che c'è nel sotterraneo.
L'idea era quella di dire, va bene, anche se la Soprintendenza ha autorizzato la Città
a procedere, comunque mettiamo a disposizione della Città un passo avanti verso
l'accessibilità di queste aree; per cui, era stata condivisa la progettazione di un... io lo
chiamo ascensore, ma è qualcosa di più complesso, che comunque migliora
l'accessibilità di queste aree, direttamente a carico dell'impresa. Stiamo parlando di
un'opera di 100-130.000 Euro di valore: siamo nella fase di progettazione.
Ai Tavoli di confronto con il Museo, la Città aveva garantito la realizzazione di
quest'opera, perché eravamo nella fase di attuazione di un progetto e, quindi, la Città
aveva svolto questo ruolo di garante, chiamiamolo così.
Venerdì scorso c'è stato un nuovo ritrovamento. Secondo me, è qui che il Consiglio
Comunale ha bisogno di fare chiarezza, perché è sembrato che questo nuovo
ritrovamento potesse rappresentare una svolta rispetto al metodo fin qui utilizzato.
È assolutamente vero che il nuovo ritrovamento non è oggetto delle analisi e quindi
delle autorizzazioni che in questo momento sono state formalmente rilasciate dalla
Soprintendenza, ma devo dirvi che questo ritrovamento verrà affrontato esattamente
con lo stesso metodo del ritrovamento precedente. Cioè ci siamo rimessi al lavoro
con la stessa Commissione della Soprintendenza, con le stesse professionalità che il
Ministero ci mette a disposizione.
Dopo un'analisi tecnica, non politica (non sarà l'Assessorato o un qualche Ente
politico non sufficientemente conscio dell'importanza del patrimonio artistico da
difendere nella nostra Città), i tecnici della Soprintendenza, a valle di questo
percorso di valutazione dei nuovi reperti, che è in corso, decideranno se chiedere alla
Città di interrompere il cantiere e se, a quel punto, modificare la progettazione, alla
luce dei ritrovamenti che in quel momento verranno decretati come d'interesse
storico; quindi, con documento ufficiale, che sarà a vostra disposizione.
A quel punto, non sarà possibile abbattere il reperto ritrovato; di conseguenza,
dovremo modificare il progetto del parcheggio e verificare quale sarà la nuova
conformazione strutturale del parcheggio.
Segnalo che la Città ha già avuto esperienze di questo genere: nel parcheggio di
piazza San Carlo, che tutti abbiamo frequentato una volta, abbiamo dei reperti che
sono stati messi a disposizione, cioè visibili, accessibili agli utenti, perché nella
costruzione del parcheggio si è ritenuto che quel reperto fosse di particolare rilevanza
storica. Per cui, in maniera assolutamente compatibile con la realizzazione del
parcheggio, da un lato, non si è abbattuto il reperto; dall'altro, si è realizzato lo stesso
il parcheggio.
In quale momento storico ci troviamo? Siamo nella fase di analisi di questa seconda
tipologia di ritrovamento. Questa mattina c'è stato un sopralluogo tecnico, a cui io
non ho partecipato. Invece, hanno partecipato i miei Uffici, la Soprintendenza e
l'impresa; mi risulta che ci fosse anche qualche rappresentante del Museo.
In quel sopralluogo sono state fatte alcune valutazioni e si è presa la decisione che vi
ho appena raccontato, cioè il cantiere va avanti, perché impegna un'area molto più
vasta rispetto a quella del secondo ritrovamento. Intanto si facciano le analisi del
caso e io mi rimetto ovviamente alla decisione finale della Soprintendenza, rispetto
all'interesse storico o, diciamo, alla concessione dell'autorizzazione per
l'abbattimento delle aree che sono oggetto di questo particolare interesse, in questo
momento.
Se sarà necessario, la Soprintendenza, come ha dichiarato questa mattina, ha già
messo a disposizione la sua volontà di collaborare per un'eventuale modifica del
progetto.
Se il Consiglio Comunale ritiene, credo che sia opportuno farlo. Se stiamo parlando
di una delle due ipotesi, se verrà riconosciuta questa minoranza storica, andiamo in
modifica di progetto, e, ovviamente, c'è tutta la mia disponibilità prima di tornare in
Giunta, con l'approvazione di una modifica del progetto, di andare nella
Commissione competente presieduta dal Presidente Carretta, che credo abbia già
convocato qualche seduta con questo specifico oggetto, per andare ad illustrare quali
saranno le modifiche del progetto necessarie a valle dalla valutazione tecnica.
Oggi, l'invito che faccio al Consiglio Comunale è quantomeno di sospendere la
discussione della mozione, perché non abbiamo elementi tecnici sufficienti per capire
se siamo davanti ad un reperto di rilevanza storica o meno, nel momento in cui
avremo quella valutazione, lo dico a verbale, davanti al Consiglio Comunale, quindi
in una sede ufficiale, se la Soprintendenza darà questa indicazione, sarà
assolutamente nostra cura sospendere immediatamente, modificare il progetto e
renderlo compatibile con i nuovi ritrovamenti.
Rimane a verbale l'impegno della Città a rassicurare anche il Museo Civico Pietro
Micca, l'impegno della Città di realizzare le opere che si sono concordate fin qui,
cioè compresa anche la migliore accessibilità al Museo, la migliore accessibilità alle
aree oggi a disposizione, ma che come dicevo non hanno un'alta accessibilità, e
quindi da questo punto di vista il percorso va avanti, non è un percorso che si ferma.
È un percorso che ha bisogno di alcuni chiarimenti e, in questo momento, non sono
nelle condizioni di illustrarne l'esito, perché il primo sopralluogo è avvenuto
stamattina.
Mi risulta che ci sia stato un incontro alle ore 14.00, ce ne sarà un altro domani
mattina, quindi ci sono i lavori in corso della Commissione referente della
Soprintendenza. Quando avremo un'espressione ufficiale si saprà se possiamo
abbattere e quindi proseguire con i lavori di costruzione del parcheggio, esattamente
come da progetto approvato e condiviso con la Soprintendenza o se, invece,
potremmo modificare il progetto e in qualche maniera.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Ringrazio l'Assessore per l'illustrazione che ha chiarito ancora un po' il punto in cui
siamo dopo la discussione di giovedì sulla nostra interpellanza urgente. Dopo
quell'interpellanza, non essendo soddisfatti, abbiamo presentato questa mozione e
chiediamo che il Consiglio Comunale si esprima oggi sulla prosecuzione o meno di
questi lavori, almeno in attesa di capire meglio tutta la situazione.
Questo per diversi motivi, ma innanzitutto perché quella è veramente una delle aree
di Torino più rilevanti a livello archeologico. All'inizio si era parlato addirittura di
resti romani, poi è venuto fuori che si trattava della Cittadella, ma non è un caso che
se ne sia parlato, perché proprio nel Mastio della Cittadella solo quattro anni fa sono
stati trovati i resti della basilica paleocristiana di San Salvatore, quindi vecchi quasi
di 2000 anni e addirittura si dice che in quella zona vi siano resti di insediamenti
preromani, precedenti all'accampamento romano di Torino.
Quindi, credo che ci voglia veramente molta cautela nell'andare a scavare in
quell'area e, tra l'altro, sorprende un po' che la cosa venga fuori adesso, nel senso
che era ampiamente noto che in quel punto c'erano i resti della Cittadella, basta
sovrapporre una qualunque carta di Torino seicentesca con una dell'attuale Torino.
Tra l'altro questo progetto, che è vecchio di molti anni, già dall'inizio avrebbe
dovuto prevedere un'analisi dei resti e magari anche qualche scavo preliminare o
qualche valutazione, per cui una delle cose che facciamo notare è che, secondo noi, è
sbagliato proprio continuare a procedere, sarebbe meglio bloccare tutto, fare
un'analisi seria di tutta l'area dove si deve scavare questo parcheggio e capire una
volta per tutte che cosa c'è da tutelare e cosa non lo è.
Una delle nostre preoccupazioni è che, nel momento in cui si dovesse decidere di
abbattere alcuni di questi resti, vengano comunque documentati. Siamo rimasti molto
preoccupati dal fatto, perché da un'osservazione esterna un fine settimana si
scoprono questi resti, poi passano cinque giorni di cui quattro di ponte e al quinto
giorno la Soprintendenza dice che si possono buttare giù.
Ci chiediamo come si faccia anche solo materialmente a fare i primi rilievi e le
fotografie in tempi così brevi tra la scoperta e il decreto di abbattimento, poi magari
non sono così, speriamo di vedere finalmente questi documenti della Soprintendenza,
perché nonostante già giovedì fossero stati annunciati, ancora non li abbiamo visti,
però abbiamo un po' di preoccupazione per la fretta con cui si sta procedendo e
questo è un motivo in più per chiedere la sospensione dei lavori.
Dopodiché credo che ci sia da fare un discorso un po' più generale, chiaramente il
valore che ognuno può dare a un ritrovamento è anche un po' personale e legato alla
propria cultura e alla propria visione del mondo, per cui nella scelta tra il parcheggio
e le gallerie antiche della Cittadella, c'è chi legittimamente può optare per l'uno o per
le altre.
Questo è piuttosto importante, perché a me non piace onestamente questo gioco di
rimbalzo con la Soprintendenza in cui si dice che si può abbattere, abbiamo il
decreto, si può andare avanti. Abbiamo il massimo rispetto per la Soprintendenza,
anche se ci auguriamo di vedere un'attenzione per questi reperti e, in generale, per la
tutela del patrimonio, come già ebbe il precedente Soprintendente in una serie di casi,
e speriamo che anche in questa nuova gestione la Soprintendenza prosegua sulla
stessa linea, però anche nel caso in cui la Soprintendenza dica che tutto sommato
questi resti possono anche essere abbattuti, questo non vuol dire che siamo obbligati
a farlo o che si possa decidere che è per forza giusto abbatterli. C'è comunque una
valutazione politica dell'Ente come il Consiglio Comunale che è il padrone di casa,
perché si tratta di un terreno comunale, anche il sottosuolo è comunale, per cui è vero
che l'Ente competente, se possiedo una casa storica, può dirmi che, se voglio, posso
anche aprire una finestra, tirare su il muro, abbattere il muro storico e rifare lo
scalone, ma non è obbligatorio farlo, noi padroni di casa possiamo anche decidere
che tutto sommato preferiamo tenerci quanto già esistente.
Questo è un ragionamento che andrebbe esteso, fatto anche per tante altre cose che
sono state fatte, per esempio, per la ristrutturazione del Museo Egizio e una serie di
altre cose che in questa Città sono state fatte, secondo me, con troppa leggerezza e
con interventi troppo pesanti su edifici e strutture storiche.
È per questo motivo che chiediamo che il Consiglio Comunale si assuma la
responsabilità di questa scelta e non si nasconda dietro l'indicazione della
Soprintendenza, che dà il parere per la sua competenza, ma non è l'organo che
prende la decisione finale su cosa sia importante per Torino.
Secondo noi è necessario valutare tra un parcheggio, che potrà anche essere utile, ma
è l'ennesimo parcheggio sotterraneo in centro, che contrasta con la politica di non far
arrivare le auto in centro, e allargare questa zona di musei militari, di patrimonio
militare storico che è unica al mondo, perché la Cittadella di Torino ha un valore
militare unico al mondo già nel panorama delle cittadelle, delle strutture militari di
quell'epoca, per di più dovrebbe diventare la sede del Museo Nazionale di
Artiglieria.
Noi siamo andati a visitarlo alcuni mesi fa ed è una vergogna che il Museo Nazionale
di Artiglieria, che avrebbe un potenziale richiamo veramente di respiro, almeno
europeo se non mondiale per gli appassionati del genere, sia abbandonato con il
materiale accumulato nei capannoni della Caserma di piazza Rivoli, con
l'impossibilità di fatto di visitarli.
Quando ho fatto vedere le foto di quanto c'è in quei luoghi a persone appassionate -
perché io non sono appassionato di armi -, alcuni mi hanno detto che verrebbero a
piedi dall'altro capo d'Italia per vedere questi tesori, è incredibile che sia chiuso e
nessuno possa entrare, per cui forse veramente, visto che parliamo tanto di rilanciare
questa Città con il turismo, con la cultura, un polo museale militare, al di là di essere
pacifisti, però della storia militare di questo Paese, potrebbe avere un valore anche
importante per l'economia e per la Città di Torino.
Per questo, e concludo, credo davvero che sia da fare una scelta tra il parcheggio, che
magari è una cosa che fra 40 anni butteremo via, e dei residui che hanno secoli di
vita e che hanno un valore anche affettivo, devo dire, testimoniato dalla cittadinanza.
Per questo la nostra mozione chiede, e spero che venga approvata oggi, di bloccare
subito i lavori, perché è inutile fare sopralluoghi e discussioni in Commissione se
tanto domani o dopodomani queste cose verranno abbattute, quindi blocchiamo i
lavori per il tempo necessario perlomeno a sentire la Soprintendenza, farci spiegare
esattamente cosa hanno fatto, le loro valutazioni, andare a fare un sopralluogo e poi a
quel punto, a ragion veduta, potremmo prendere una decisione definitiva e ognuno si
assumerà le proprie responsabilità.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ho iscritti a parlare i Consiglieri Liardo, Trombotto, Carretta, Ricca e Viale.
La parola al Consigliere Liardo.

LIARDO Enzo
Non posso che condividere appieno quanto appena espresso dal Consigliere Bertola.
Penso che questa generazione in particolare che oggi deve assumersi una
responsabilità nei confronti delle generazioni future non abbia nessun diritto di
prendere decisioni per una vicenda che ha un'importanza e una rilevanza storica
unica.
Mi viene perciò veramente difficile continuare a fare un ragionamento che è stato
completo per quanto riguarda quello che diceva il Consigliere Bertola, però voglio
fare un richiamo come l'ho ricordato in Commissione ai Capigruppo: si parla tanto di
Soprintendenza, per carità, è l'Ente preposto a dare il via libera, se tenere un reperto,
però dico che comunque alla fine dovrebbe decidere questo Consiglio Comunale, ha
il suo ruolo, anche se in Conferenza Capigruppo mi sono sentito dire che non siamo
degli esperti, però siamo anche espressione di questa Città, siamo stati eletti da
questa Città, di conseguenza dobbiamo assumerci le responsabilità anche di certe
decisioni.
Non so se si tratti di una leggenda metropolitana, ma ho sentito dire che per costruire
quel parcheggio a una corsia imprigiona-auto di Porta Palazzo sia stata annientata
una villa romanica nel giro di una notte, proprio in quella zona.
Un'altra che, invece, non è una vicenda metropolitana, ma l'ho potuta ascoltare
direttamente è quando la Soprintendenza era possibilista a dare un parere favorevole
alla costruzione di un palazzo di otto piani vicino alla Mole Antonelliana, così dopo
che iniziavano gli scavi la Mole Antonelliana sarebbe diventata la Torre di Pisa. Era
possibilista, poi c'è stato un sollevamento da parte dei cittadini, dei residenti di tutta
la zona che ha avuto il buon senso di mettersi in mezzo e richiamare all'ordine la
Soprintendenza; comunque era possibilista alla realizzazione di un palazzo di otto
piani vicino la Mole Antonelliana.
Perciò dico, va bene la Soprintendenza, tanto di rispetto, però queste cose le ho
sentite e in questa vicenda mi preoccupano le decisioni assunte in maniera repentina.
Sottolineo l'aspetto che diceva il Consigliere Bertola: il venerdì hanno già visionato i
resti, dopo c'è un ponte, hanno già fatto delle valutazioni tecniche se si tratta di
reperti importanti o meno, io ci credo poco.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
L'Assessore Lubatti parlava del Pastiss, io mi permetto di dire che la situazione che
si sta determinando è un bel pasticcio, perché, ringrazio il Gruppo del Movimento
Cinque Stelle, in particolar modo il Capogruppo Vittorio Bertola, per aver presentato
un'interpellanza che è stata discussa e per aver presentato questa mozione urgente,
che come Gruppo Consiliare abbiamo immediatamente ritenuto di voler condividere.
Questo in quanto mi sembra, mi permetto di dire - nessuno voglia offendersi -, che su
di questa vicenda sia l'Amministrazione Comunale che anche la Soprintendenza si
siano mosse e rischiano ancora di muoversi in modo un po' superficiale e leggero.
Questa superficialità è ancora oggi confermata dalle dichiarazioni rese per il tramite
della stampa, oltretutto da un funzionario statale della Soprintendenza, che dice:
"Ogni volta che si scava bisogna fare i conti con i ritrovamenti e si finisce per
conservare pezzi di muro come quelli che abbiamo in molti parcheggi interrati della
Città, che nessuno capisce più cosa sono, vengono dimenticati o addirittura riempiti
di immondizia", puntualizza Egle Micheletto. Complimenti a Egle Micheletto, che è
proprio una funzionaria della Soprintendenza! Dovrebbe preoccuparsi, invece, di
valorizzare e di testimoniare con una sufficiente ed adeguata descrizione ciò che
hanno rappresentato quei pezzi di muro, così come lei li definisce, abbandonati in
mezzo ad altri parcheggi interrati.
Mi stupisco alquanto, dopodiché è anche una nostra responsabilità, perché ciascuno
di noi sicuramente più di una volta avrà avuto modo di frequentare quegli stessi
parcheggi e nessuno poi si è mosso per porre la questione.
Credo che grazie prima all'interpellanza, come dicevo, e ora alla mozione,
probabilmente i tempi sono maturi affinché la questione venga posta correttamente in
questa sede, cioè nella Sala Rossa dove si riunisce il Consiglio Comunale di questa
Città. Questo in quanto, come ha detto bene il Consigliere Bertola, e come devo
riconoscere anche, ripreso dal Consigliere Liardo, stiamo parlando di una struttura e
di quello che è il reticolo delle gallerie sotterranee che si sono poi sviluppate
successivamente attorno ad essa, tutt'altro che banale. Stiamo parlando di una delle
più importanti strutture militari costruite non solo in questo paese, ma probabilmente
costruite in Europa, una struttura militare che ha avuto inizio da una propria
costruzione grazie ad Emanuele Filiberto tra il 1572 e il 1574, che è andata a coprire
ben 40 ettari di superficie, quindi è pressoché banale affermare che nel momento che
si scava nel sottosuolo, nelle immediate adiacenze del Mastio della Cittadella, si
scopra poi qualche cosa in quell'area, perché è evidente, necessario ed obbligatorio
in qualche modo che questo capiti.
Stiamo parlando di una struttura fortificatoria che è stata ampliata proprio in
occasione dell'assedio di Torino del 1706; stiamo parlando e parlo in questo caso di
ciò che ancora oggi vediamo in superficie, cioè del Mastio della Cittadella. Lo stesso
Napoleone - come credo tutti voi sappiate - ordinò l'abbattimento delle mura di
questa Città, ritenendo però di preservare il nucleo centrale della Cittadella, cioè il
Mastio.
Ora ovviamente non stiamo parlando di questo, stiamo parlando di tratti di gallerie,
però queste rappresentano una testimonianza importante e significativa, altrimenti
non si spiegherebbe anche il perché personaggi importanti della storia di questa Città,
e voglio ricordare in particolar modo il Generale Amoretti, abbiano dedicato una
parte fondamentale della propria vita a restituire alle generazioni successive la
conoscenza e l'informazione di ciò che ha rappresentato la Cittadella, il suo Mastio e
l'insieme dei cunicoli che sono nel sottosuolo.
È per questo che come Gruppo Consiliare, avendo entrambi firmato la mozione, ci
uniamo alla richiesta che ancora oggi è stata riformulata e riconfermata da parte del
Consigliere Bertola, cioè di un blocco immediato del cantiere. È per questo che
confermiamo il nostro voto favorevole a questa proposta di mozione.
Siamo contenti che il Presidente Carretta abbia ritenuto di voler convocare da subito
una seduta di II Commissione, per questo giovedì, se non sbaglio; credo che sarebbe
opportuno che questa Commissione si riunisca congiuntamente anche con la V
Commissione, perché stiamo parlando di un'importante testimonianza culturale
all'interno di questa Città e credo anche che sia utile che subito dopo questo
Consiglio Comunale, attraverso le proprie Commissioni Consiliari, proceda ad un
sopralluogo presso il cantiere in modo da rendersi conto fattivamente e realmente di
ciò di cui stiamo parlando.
Nel frattempo questo cantiere deve essere sospeso e questo Consiglio Comunale deve
assumersi pienamente e fino in fondo le proprie responsabilità, indipendentemente da
ciò che dirà la Soprintendenza, che su questa vicenda è stata superficiale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carretta.

CARRETTA Domenico
Prima di sospendere il cantiere, chiederei di sospendere la mozione in Aula, anche
perché, Consigliere Trombotto, condivido tutte le preoccupazioni di carattere politico
e storico che sono emerse negli interventi del Consigliere Bertola, del Consigliere
Liardo e nel suo intervento, però c'è da condividere anche un percorso di
chiarimento che stiamo facendo grazie anche all'azione dell'Assessorato con la
Soprintendenza.
Si tratta di un percorso che si concretizzerà in una seduta di Commissione, di
approfondimento perché mi fido delle perizie che ho sentito oggi in Aula, però vorrei
ascoltare le perizie che possono emergere da una valutazione della Soprintendenza;
quindi ben venga un approfondimento in Aula e ben venga un sopralluogo del
cantiere.
Dirò di più, stavo parlando con l'Assessore e chiedevo se giovedì ci saranno delle
nuove che arriveranno dalla Soprintendenza, anche perché un approfondimento lo
farei anche sulla base delle valutazioni che arriveranno o meno dalla Soprintendenza.
Quindi cerchiamo di controllare il livello di monitoraggio da parte della
Soprintendenza per vedere se cambiare l'ordine delle convocazioni e quindi arrivare
prima in sopralluogo giovedì; lo valuterò io con l'Assessore nelle prossime 48 ore,
prima di effettuare la prossima convocazione, fissata per giovedì, ed eventualmente
valutare l'opportunità di approfondire o meno.
È certo che, forse per un lapsus, il Consigliere Liardo ha confuso il romanico con il
romano, ma sempre di leggenda si tratta… (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Non lo so; dicevo che si sarà trattato di un lapsus, ma comunque quella era una
leggenda. Adesso cerchiamo di approfondire su quelle che saranno le valutazioni che
verranno fatte.
Ripeto che le preoccupazioni sono nostre, sono anche del Partito Democratico e
dell'Assessore, però aspetterei di avere delle valutazioni di carattere tecnico un po'
più certe di quelle che possono essere delle nostre considerazioni, sicuramente degne
di nota, perché arrivano da rappresentanti delle Istituzioni; per cui nessuno vuole
superare questo grido d'allarme e queste preoccupazioni, però abbiamo fissato un
percorso e chiederei quindi, così come ha fatto l'Assessore, di sospendere in Aula la
proposta di mozione e procedere con la scaletta che ci siamo imposti qui in Sala
Rossa.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Nel 2015, la storia della Soprintendenza in questa Città ci ha già regalato un
momento di riflessione. Si trattava della questione del vagone di Primo Levi in
piazza Castello, per la quale, addirittura, per una scelta sbagliata è stato mandato via
il Soprintendente. In questo momento, vorrei togliere la Soprintendenza dalla
discussione e dire che è già stato fatto anche troppo, ovvero siamo già andati troppo
avanti. Dire che in questo momento non abbiamo gli elementi per poter valutare, mi
fa pensare che, prima di andare avanti con il progetto, nessuno abbia preso le dovute
precauzioni, nessuno si sia informato su quello che ci poteva essere sotto e,
probabilmente, nessuno se ne è interessato; infatti, sapere che sono già stati abbattuti
dei muri all'interno (operazione che - è vero - era stata autorizzata anni fa, magari
dallo stesso Soprintendente che avete fatto cacciare pochi mesi fa), mi fa pensare che
quel cantiere sia nato male e che la sua prosecuzione non lasci sperare in nulla di
buono.
Oggi, è fondamentale sospendere i lavori, anche perché, se l'Assessore dice che non
abbiamo gli elementi, è necessario fermarli immediatamente. Non possiamo correre
il rischio di toccare neanche una pietra per sbaglio, perché ciò potrebbe
compromettere la storia di questa città. Assessore, lei ha parlato di forme di
compensazione, ma il patrimonio storico di una città non ha alcuna forma di
compensazione. Non c'è niente che possa compensare la storia di una Città.
Anche in questo caso, sono convinto che qualsiasi forma di compensazione non
sarebbe adeguata per quello che potrebbe succedere e questo ci fa fare l'ennesima
pessima figura, anche perché ci si attiva solamente quando poi arriva l'insurrezione
popolare, quando si raccolgono 2.200 firme in una settimana - e, probabilmente, alla
fine di questa settimana verranno superate le 5.000 firme - e quando si attivano i
giornali di questa città. In questo caso, sì, ci si ferma a riflettere, perché il dibattito
che è emerso giovedì scorso aveva tutta un'altra direzione.
In questo momento, direi di fermare i lavori, facciamo un approfondimento ed anche
un nostro sopralluogo e, a quel punto, decideremo insieme se è il caso che i lavori
proseguano o vengano interrotti definitivamente. Ribadisco, però, che oggi non
possiamo permettere che anche una sola pietra di quel cantiere venga toccata senza
che si sia fatta chiarezza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Ho sentito alcune cose molto imprecise ed un'approssimata conoscenza dei problemi.
La Città di Torino ha 14 chilometri di gallerie che vanno da San Salvario e
proseguono a corona e l'unica zona che non ha gallerie è quella davanti alla
Cittadella, proprio perché le gallerie erano all'esterno e non all'interno. In questo
parcheggio, come si sapeva, sono state individuate alcune gallerie vicino al Forte
Pastiss, che erano al bastione di San Lazzaro, ed è da lì in poi che ci saranno tutte le
gallerie.
La prima cosa da fare, per evitare di discutere e difendere ogni pietra come se fosse
quella fondatrice della Città di Torino, è avere un'audizione insieme ai responsabili
del Museo Pietro Micca per sapere dov'è l'estensione attuale del Museo e quali sono
le loro ambizioni; poi, potremo lavorare su questo.
Non credo che, in questo momento, l'obiettivo del Museo Pietro Micca, che è in via
Guicciardini e non ha gallerie sotto la Cittadella (perché la Cittadella non aveva
gallerie sotto), abbia l'ambizione di avere 14 chilometri di gallerie. Dubito che possa
arrivare lì, perché deve arrivare alla Cittadella. È stato giustamente detto nel parere
della Soprintendenza, quando parla di smontaggio e non di abbattimento (il termine
"smontaggio" ha un altro significato, ben preciso) ed è legato al Forte Pastiss. Non
ho visitato il Forte Pastiss, perché non si poteva, ma, con il generale Amoretti ed
insieme a Carpanini ed altri a suo tempo, ci siamo calati da un tombino e poi siamo
ritornati da una cantina, perché nella zona di corso Matteotti praticamente tutte le
cantine possono collegarsi ai cunicoli, dipende solo dall'abbattimento.
Oggi non esiste una pianta di tutto ciò, basti pensare che credo che nel parcheggio di
piazza Madama non si siano trovati cunicoli o forse erano in cattiva conservazione ed
erano meno preziosi, perché quelli vicino alla Cittadella, proprio perché è stata
mantenuta la Cittadella da Napoleone dopo l'abbattimento delle mura, forse hanno
avuto non dico una manutenzione - stiamo parlando di due secoli fa -, ma tutto è
stato costruito sopra. Le scelte urbanistiche della Città di Torino sono state altre nei
corsi di quella zona ed in corso Matteotti.
Concludo dicendo che noi abbiamo tre problemi. Un problema è quello di
confermare o meno l'opera del parcheggio, che non è dell'attuale Consiglio
Comunale, ma del precedente (in quanto è stata decisa nel 2008), ma, al momento,
non c'è alcun motivo per sospendere i lavori. C'è motivo invece di seguire le
indicazioni della Soprintendenza per quanto riguarda le prescrizioni, lo smontaggio,
il mantenimento e tutto quello che diranno e modificare eventualmente il progetto. In
questo momento, non c'è motivo di bloccare e non portare più a termine l'opera;
questo mi sembra evidente.
Il secondo problema è quello di vedere per il Museo Pietro Micca se è possibile
arrivare in quella zona, ma so già che la risposta sarà no, ma si può sempre valutare
ed, eventualmente, vedere insieme quali sono le aree che interessano il Museo Pietro
Micca per allargarsi.
Vi è poi la questione del Forte Pastiss, in questo momento congelato con un lavoro
che è portato avanti dai volontari e che la Città riconosce sicuramente.
Paradossalmente, il parcheggio di corso Galileo Ferraris può costituire addirittura
un'entrata al Forte Pastiss, perché probabilmente arriva a lambirlo in una zona molto
vicina, per cui non è escluso che, alla fine, proprio questo possa permettere un suo
recupero.
Voglio aggiungere che la Città di Torino ha molti altri aspetti archeologici e storici;
il Museo Pietro Micca ha una sua dimensione, ma che abbia una dimensione europea
e sia una specie di Reggia Venaria possiamo dircelo qui dentro, possiamo farne un
oggetto di polemica, ma non è così. Anche nel giorno in cui avessimo a disposizione
il Forte Pastiss, che ha una dimensione importante, bisogna tenere presente che
comunque occorrono investimenti non solo per creare la struttura museale, ma poi
anche per mantenerla.
Allora, è molto difficile illudere affermando che siamo in grado di andare oltre
quello che la Città è capace di fare senza finanziamenti nazionali. Credo che, da una
parte, potremmo proseguire i lavori che il Consigliere Carretta ha già impostato
(cioè, di verifica del cantiere) e, dall'altra parte, inviterei invece la Commissione
Cultura (che recentemente ha fatto un sopralluogo al Museo Pietro Micca) ad
approfondire quali sono gli sviluppi, perché, se il Museo Pietro Micca ci dicesse che
in quella zona è possibile allargarsi ed arrivare con le gallerie chissà fin dove, questo
sarebbe un punto di ragionamento; o magari, invece, ci dice che hanno già scavato
parecchio e che si può allargare in quei bastioni, perché, in questo momento, la parte
museale del Museo Pietro Micca riguarda una piccola parte dell'estensione delle
gallerie a corona della Città di Torino che arrivano fino a Vanchiglia (almeno per
capire come arrivavano). Quindi, il problema è semplicemente quello.
Aggiungo inoltre che credo che i Consiglieri facciano bene a porre una mozione che
riguarda i punti 1 e 4 (ai punti 2 e 3 ha già risposto l'Assessore), perché sono
ovviamente da respingere. Credo che, oggi, il Consiglio Comunale non possa che
respingere, continuando poi l'ordinaria attività di monitoraggio di un cantiere che è
stato deciso e su cui ci sono stati degli investimenti; anche affermare, da un momento
all'altro, di revocare le concessioni - ammesso che sia possibile -, implica tutta una
serie di conseguenze, anche di tipo economico e di valutazione del merito, che
lascerei alla Soprintendenza. Non è vero che ogni pietra è da difendere, ma ogni
pietra è da valutare e da analizzare e, infatti, la Soprintendenza parla giustamente di
smontaggio e non di abbattimento; non finiscono nelle macerie in discarica, ma in
una valutazione e poi, eventualmente, in un'altra attività.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vorrei interloquire con l'Assessore perché, per quanto mi riguarda, c'è una carenza
di informazioni o un'opacità nelle informazioni. Mi riferisco ai fatti e non guardo che
cosa dice o non dice il giornale: venerdì, in Conferenza dei Capigruppo, l'Assessore
ha detto che la Soprintendenza ha deciso di andare avanti nella sostanza. Adesso io
leggo questa lettera e, magari per cultura personale, non riesco a capire perché
l'Assessore abbia detto quella cosa. Questa lettera riguarda il Ministero che dice che
si autorizza il cauto smontaggio e poi, al punto 1, che deve essere preceduto da
un'estesa e completa documentazione da verificare di concerto con la
Soprintendenza delle Belle Arti. Quindi, questo non significa che la Soprintendenza
ha dato un parere; o mi sbaglio, Assessore? Io ho sentito questo, perché, se la
Soprintendenza - ma solo per chiarezza - ha dato un parere ed ha detto di proseguire
nella nostra azione, io mi inchino alle Istituzioni. Noi siamo uomini delle Istituzioni,
la Soprintendenza è dedicata a questo compito e, conseguentemente, non posso fare
altro che dire che quella è la competenza che ha e da Consigliere Comunale non
posso mettere in dubbio quel parere. Se, invece, è un suggerimento che arriva dal
Segretariato Regionale per il Piemonte, a firma del dottor Compagnoni, che dice alla
Soprintendenza del cauto smontaggio è tutto un altro discorso e, di conseguenza,
hanno ragione il Consigliere Ricca e chi ha firmato la mozione per dire di procedere
con cautela.
Un altro aspetto riguarda il fatto che l'Assessore ha detto di proseguire con i lavori;
sono d'accordo che sia necessario dare certezze alle imprese e questa è un'evidenza
assoluta, perché stanno investendo dei soldi, però che cosa vuol dire quando il muro
che è stato trovato recentemente probabilmente ha un valore storico? Che cosa
facciamo? Accantoniamo o copriamo, come fatto, per esempio, in piazza della
Repubblica per il Palafuksas, dove ci sono delle ricostruzioni a vista coperte dal
vetro? A questo punto, che cosa vuol dire "andiamo avanti con i lavori"? Questa è la
domanda che volevo fare e, quindi, la pregherei di fornirmi la risposta.
Il terzo ragionamento, Assessore, riguarda quello che dicevo all'inizio, cioè la sua
informazione non corretta; mi permetta di dirglielo - poi, magari, mi spiegherà lei se
è vero quello che dico -, ma ci mette anche nella condizione di fare delle figure
barbine, perché il Capogruppo Tronzano in Conferenza dei Capigruppo ha detto,
come è giusto che sia, che il rispetto delle Istituzioni è fondamentale. Se la
Soprintendenza dice quello, i lavori non si sospendono, ma se poi il Capogruppo
Tronzano, che si fida dell'Assessore (non della sua parte politica, ma dell'Istituzione
"Assessore"), viene a scoprire dai giornali o da questa lettera che quella non è la
verità, mi permetta, Assessore, ma, a questo punto, Tronzano non crederà più a tutte
le cose che lei dirà, perché, nel frattempo, ci sono 2.000 cittadini molto più sfiduciati
dalle Istituzioni che mettono in dubbio quello che lei dice, raccolgono le firme e
dicono: "No, perché lì bisogna fermare", "No, perché lì il muro è di valore storico" e,
probabilmente, allora hanno ragione loro.
Il Capogruppo Tronzano che, in realtà - come tutti i Consiglieri -, essendo dentro,
dovrebbe avere informazioni più importanti e migliori rispetto a quelle dei cittadini,
si trova invece a fare una brutta figura. Questo è il dato.
Se è come dico io, firmerò la proposta di mozione del Consigliere Ricca…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non volevo citare il Consigliere Bertola.
Va bene, dei Consiglieri Bertola e Ricca. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È
una battuta. Credo che, a questo punto, sia necessaria una riflessione, come diceva il
Presidente Carretta; condivido il percorso che lui ha tracciato e ritengo che si debba
fare. Chiedo, quindi, all'Assessore delle risposte in questo senso.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Sarò molto breve, perché condivido tutto quello che ha detto il Consigliere Bertola.
Vorrei solo riportare il punto sulla discussione, perché il tema di questa proposta di
mozione - mi dispiace che non sia presente in Aula il Consigliere Viale - non è
decidere oggi, con questo atto, di non fare il parcheggio; non è questo il tema che
viene posto nella proposta di mozione e invito tutti a leggerla con attenzione. Chi ha
firmato la proposta di mozione si pone un'altra questione: decidere se prendere una
pausa.
Si tratta di una pausa che non arriva perché ci siamo svegliati una mattina ed
abbiamo deciso, in modo strumentale, che per bloccare il parcheggio fosse necessario
prendere una pausa, ma riteniamo che quella sia l'unica scelta razionale e prudente
nel momento in cui abbiamo, da una parte, un cantiere che sta andando avanti; una
sospensione di fatto non pregiudica nulla, perché non stiamo dicendo di non fare il
parcheggio, ma una sua mancata sospensione, oggettivamente, con il proseguire dei
lavori può effettivamente pregiudicare dei reperti.
Dal mio punto di vista e da amministratore, penso che la scelta più prudente sia
sospendere e ribadisco che, oggi, sospendere non vuol dire che non faremo più quel
parcheggio, ma soltanto che si prende atto, si verifica e, quando le cose saranno
chiare e saremo tutti tranquilli, con consapevolezza ognuno si assumerà le sue
responsabilità e potrà decidere effettivamente, in un secondo momento, se bloccare o
meno il parcheggio; ribadisco, però, che oggi non è quella la discussione. La
discussione riguarda il fatto di sospendere e verificare che cosa sta accadendo. Invito,
quindi, i Consiglieri a trattare quel tema e non il tema della discussione parcheggio sì
o parcheggio no, perché quello avverrà in un secondo momento, una volta che
sapremo tutti effettivamente che cosa sta succedendo; la proposta di mozione dice
questo e non "no" al parcheggio.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Il punto focale non è tanto il ritrovamento e la galleria, nel senso che, per carità, sono
estremamente importanti, ma punterei l'occhio di bue sull'ennesimo atteggiamento
che assumete in circostanze di questo tipo. Siete appena usciti da una figura barbina
che avete fatto con il discorso del suk, bonifica o non bonifica, e non c'è niente, non
c'è nessuna carta, tanto è vero che vi state preoccupando di andare a cercare un'altra
location (mentre ci avevate assicurato che era tutto a posto), e, immediatamente
dopo, ricadete in un'altra figuraccia.
Diciamolo una volta per tutte: per carità, siete abituati ad un Sindaco che fa tutto lui,
gestisce il mondo lui, lui è il centro del mondo e solo lui è in grado di fare tutto, voi
non contate niente neanche come Amministrazione e come Giunta (perché non
contate niente, decide tutto lui), però smettetela di prendere in giro i cittadini e di
prendere delle nasate come in questo caso, perché vi fate male. La gente la prendete
in giro una volta, due volte o tre volte, ma poi finisce lì. Questa è l'ennesima
dimostrazione che non vi importa dei pareri di questo Consiglio, come avete sempre
fatto negli ultimi 4 anni, perché non ve ne importa, ma ancora meno dei cittadini.
Siete convinti di poter asfaltare (in questo caso, lo si può dire) tutto e tutti, come se
niente fosse, ma non funziona così. Non vi rendete conto che vi state prendendo in
giro da soli.
È vero, come dicevano i Consiglieri Ricca e Tronzano, che è normale non credervi
più; avete il naso più lungo di Pinocchio, perché siete convinti di riuscire a farla
franca, di sfangarla tutte le volte, e di fare quello che volete, per interessi di tasse e
tutto quello che riuscite a raccattare. Andate in giro a raccattare i centesimi, ma non
vi rendete conto che poi esagerate e inciampate nei vostri stessi passi.
A questo punto, è chiaro che non bisogna stopparlo - ha ragione il Consigliere
Appendino - per non farlo più, ci mancherebbe, anche perché avete preso dei soldi e
degli oneri da un'impresa e quindi è giusto che non venga bloccata, ma è necessario
fermarsi un attimo, verificare effettivamente se si può fare o no, e, dopodiché, si
potrà ripartire. Non che fate quello che volete sempre e senza guardare in faccia
niente e nessuno, perché - l'ho già detto e lo ripeto - vi fate veramente male e fate
delle figure veramente becere, quasi da clown. Per una Città è brutto sapere di essere
gestita da una Giunta, che non è neanche capace di preoccuparsi di quelle che sono le
basi di fattibilità di un percorso su un intervento.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Ha fatto bene la Consigliera Appendino a precisare, perché, in realtà, io avevo
compreso l'intervento del Consigliere Bertola esattamente al contrario, cioè mi
sembrava che, ad un certo punto, avesse anche detto che, forse, non c'era bisogno di
questo parcheggio, o comunque di rivedere se c'era bisogno di questo parcheggio.
Allora, io vorrei partire proprio da lì. Questo è un parcheggio che prevede 390 posti a
rotazione e una settantina in proprietà o in affitto. Diventa, quindi, il più importante
parcheggio pubblico della città a ridosso della zona aulica ed è strategico rispetto allo
sviluppo commerciale e turistico e rispetto al modello che abbiamo immaginato di
una Torino che sa utilizzare al massimo il suo patrimonio artistico e il suo patrimonio
storico, in particolare su un punto, cioè la zona intorno alla Cittadella, che, al
momento, rischia di rimanere marginale rispetto ai percorsi che si compiono nel
conoscere la nostra città.
Quindi, per noi quell'opera è strategica e fondamentale. In più ha un obiettivo, quello
di non portare più un'auto in centro, ma di fermarle prima.
Noi, l'idea che abbiamo di città e per come vogliamo svilupparla, riteniamo
strategico che un parcheggio si realizzi in quell'area. Accanto a questo, c'è la
conservazione, la tutela e la difesa del patrimonio storico della città.
Su questo - mi dispiace che adesso non sia presente il Consigliere Liardo - io sono
molto preoccupato se chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini e di
interpretarne l'opinione, il pensiero, eccetera, pensa di svolgere un altro ruolo. Io non
ho mai condiviso il Consigliere Comunale o il Consigliere di Circoscrizione che si
mette a fare il geometra e l'architetto al posto del geometra e dell'architetto e non
penso di doverlo fare neanche nei confronti della Soprintendenza. Noi facciamo
fatica a distinguere una villa romana, come ha detto il Consigliere Liardo, da una
villa romanica, credo che siano due cose diverse, ma io non ho studiato storia
dell'arte... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Arrivo anche lì. Rispetto a
quell'edificio, lei ha detto che causava dei problemi di stabilità rispetto alla Mole
Antonelliana. Se lei ha seguito bene quella vicenda - non ho dubbi -, il problema di
quell'edificio era legato non ad una questione di stabilità, ma ad un problema di
prospettiva, di visibilità e di contesto. Sono due problemi completamente diversi.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). A me fa piacere se lei mi interrompe,
Consigliere Liardo, però non credo che sia... (INTERVENTO FUORI
MICROFONO).

PORCINO Giovanni (Presidente)
Per cortesia, Consigliere Liardo, non interrompa.

PAOLINO Michele
Non sto cercando di mettere in ridicolo nessuno. Lei è arrivato a metà del mio
intervento; sto dicendo che il ruolo del Consigliere Comunale è - come dice lei -
quello di rappresentare i cittadini e non è quello di sostituirsi ai tecnici.
Semplicemente questo. Non abbiamo gli strumenti, gli studi e l'esperienza per
sostituirci, quindi dobbiamo fidarci, tant'è vero che mi sembra che la Soprintendenza
abbia fatto tutti i passi necessari. È già stato sottolineato il fatto che nei loro
documenti si parli di cauto smontaggio, cioè, in qualche modo, di un'opera di
conservazione di quella memoria.
Io ritengo che noi dobbiamo difendere la nostra storia e dobbiamo anche difendere
un po' il nostro futuro; quindi, dobbiamo conciliare le due questioni: la realizzazione
del parcheggio e la conservazione di quello che è giusto conservare, anche per
poterlo esporre, promuovere, valorizzare e presentare a chi è interessato a conoscere
un pezzo della storia di Torino. Questo è il lavoro che dobbiamo cercare di fare, non
svolgere altri lavori.
Il percorso pensato dal Presidente Carretta mi sembra condivisibile e ribadisco
l'invito ai presentatori di sospendere la votazione di questa proposta di mozione e
procedere velocemente con un lavoro di approfondimento in Commissione. Se
questo non fosse possibile, noi non possiamo che non condividere le parole
dell'Assessore Lubatti e quindi non bloccare i cantieri, che non vuol dire asfaltare le
macerie, come ha detto il Consigliere Carbonero, ma vuol dire proseguire in
un'opera importante, tenendo conto che la conservazione della memoria e anche di
quello che è il patrimonio storico di questa città è un elemento che ci sta a cuore, ma
dobbiamo avere gli elementi per poter distinguere.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho ascoltato con attenzione le parole del Consigliere Paolino, che per certi versi mi
sembrano ragionevoli, però non risolvono il problema. Condivido con lui che,
magari, si possa evitare il voto della proposta di mozione - ma questo non spetta a
noi, spetta al presentatore prima di tutto -, perché comunque sarebbe un voto
democratico, ma io mi chiedo, e lo dico prima che intervenga l'Assessore Lubatti, è
possibile fare un percorso di approfondimento? Perché ricordo ancora il dibattito
dell'altro giorno in Conferenza dei Capigruppo con diversi Colleghi della minoranza
che chiedevano la possibilità di fare un sopralluogo e la difesa un po' d'ufficio che
continuava ad essere, da un lato, quella di dire che non è nostra competenza e,
dall'altra parte, quella di dire che è già stato tutto autorizzato. A qualche ora e a
qualche giorno di distanza, non è stato tutto autorizzato e le cose non stanno così; c'è
sicuramente un necessario bisogno di approfondimento intorno a questa vicenda.
Allora, io chiedo: si può avere una moratoria di dieci giorni? Ci si può fermare per
dieci giorni? Assessore, si può fermare il cantiere per dieci giorni, audire la
Soprintendenza in Commissione e fare il sopralluogo? Se così fosse, allora, sarebbe
ragionevole chiedere l'approfondimento della proposta di mozione e, quindi,
rimandare la votazione. Se così non fosse, potrebbe sembrare che si stia cercando di
negare quello che è un po' un pasticcio di questi giorni, con un cambio di posizioni -
ma, quando si cambia idea, lo trovo sempre ragionevole -, magari anche perché si è
preso atto che, probabilmente, chi ha presentato e sottoscritto questa proposta di
mozione qualche ragione l'aveva.
Allora, Assessore, questa è la richiesta precisa: si possono avere dieci giorni di
moratoria per approfondire questo argomento con l'audizione della Soprintendenza e
con la possibilità di fare un sopralluogo? É chiaro che le posizioni sarebbero diverse.
Se, invece, si va al voto - come abbiamo detto, anche perché abbiamo sottoscritto
l'atto -, è chiara e nitida la posizione di Sinistra Ecologia e Libertà.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Lubatti.

LUBATTI Claudio (Assessore)
Parto da una risposta che credo sia necessaria al Consigliere Tronzano. Il dottor
Compagnoni è il Segretario Regionale del Piemonte per il Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali ed è il Presidente della Commissione che soprintende il lavoro
delle Soprintendenze, al quale le due Soprintendenze hanno consegnato i pareri,
tant'è che la nota che vi ho consegnato cita testualmente: "La Commissione
Regionale per il patrimonio culturale per il Piemonte" - che quindi soprintende le due
Soprintendenze - "riunitasi il 6 maggio, visti i pareri della Soprintendenza
Archeologica del Piemonte e della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per il
Comune e la Provincia di Torino, esaminata la documentazione allegata alla richiesta
di smontaggio delle strutture rinvenute nel corso (...) autorizza...". Quindi, se io
avessi anche soltanto il dubbio di non aver dato delle informazioni corrette alla
Conferenza dei Capigruppo, io oggi sarei qui a presentare le mie dimissioni, perché
riterrei molto grave aver dato un'informazione ai Consiglieri Comunali che rispetto,
così come loro rispettano il mio lavoro, per poter sviare la loro presa di posizione
legittima alla quale sono chiamati.
Quindi, questa lettera non solo è l'autorizzazione della Soprintendenza, ma è la presa
d'atto della Commissione Ministeriale dei pareri delle due Soprintendenze
competenti che si sono riunite per prenderne atto e hanno autorizzato.
Che cosa hanno autorizzato a fare? Certo, non c'è un'autorizzazione a demolire. Nel
linguaggio che utilizza questo Presidente di Commissione, che probabilmente si
utilizza nelle procedure ministeriali, quando si dice "andare avanti con un cantiere",
si autorizza un cauto smontaggio, cioè a prendere atto che lì c'è stato un reperto, a
smontarlo, a non disfarsene, ma a farne patrimonio - come viene detto -; a preparare
un'adeguata comunicazione (punto 1 dell'autorizzazione) per poter far sì che sia la
Soprintendenza delle Belle Arti del Comune e della Provincia di Torino potessero
mettere nelle condizioni la Commissione ancora di conoscere come stanno andando
avanti le cose; che lo smontaggio avvenga con cautela, affinché si possano
recuperare gli eventuali elementi significativi e che, per le finalità monumentali e
didattiche, la memoria delle presenze venga in qualche maniera conservata
all'interno dell'opera (cioè che, se ci sono le possibilità, compatibilmente con il
progetto, di mettere a disposizione della fruibilità degli utenti del parcheggio anche
questi ritrovamenti, lo si faccia).
Quindi, questo per me è il documento finale di una discussione che c'è stata nella
Soprintendenza e che mi rassicura nel procedere con il cantiere.
Io richiamerei l'attenzione del Consiglio Comunale ancora su un passaggio, perché
quello che il Consiglio Comunale sta chiedendo è una sovraesposizione di quanto
l'Assessorato già sta mettendo in campo con i propri tecnici e con le proprie imprese.
Mi spiego meglio. Nella parte relativa al secondo rinvenimento, il cantiere è già
sospeso, cioè le imprese non hanno l'autorizzazione ad abbattere nulla di quanto in
questo momento è in analisi da parte delle Soprintendenze. Hanno l'autorizzazione a
procedere ad abbattere quanto la Soprintendenza ha autorizzato ad abbattere. Quindi,
se la proposta di mozione chiede la sospensione del cantiere della costruzione del
parcheggio Galileo Ferraris, chiede una cannonata per ammazzare un moscerino,
cioè chiede di bloccare un cantiere che opera su una quantità di metri quadrati molto
importante per una micro-sospensione che c'è stata sulla questione relativa al nuovo
ritrovamento di venerdì.
Allora, è bene che la Commissione faccia il sopralluogo, perché, probabilmente,
quando giovedì sarete in cantiere, vi accorgerete che il nuovo rilevamento di venerdì,
che è oggetto di un'attuale sospensione, perché è in corso un'analisi identica rispetto
a quella avvenuta sui precedenti reperti, è un di cui di un cantiere molto vasto. In
questo momento, ovviamente, nessun operaio dell'impresa è autorizzato ad operare
direttamente nell'area che è oggetto dello studio dell'analisi della Soprintendenza.
Questo è talmente vero che sono stato io, prima di tutti i vostri interventi, a dirvi che,
se - e solo se - la Soprintendenza riterrà quei reperti di rilevanza storica, saremmo noi
ad illustrarvi una modifica del progetto per prendere atto di questa posizione della
Soprintendenza e modificare il progetto, tornare in Giunta e realizzare un parcheggio
che terrà conto di questi elementi di rilevanza storica.
Quindi, io non ho alcuna preoccupazione di fare - come è stato detto - qualche brutta
figura. Lo dico al Consigliere Curto, sono sempre a disposizione per dare qualche
risposta informale prima di firmare un documento, perché, probabilmente, se
avessimo interloquito prima, ragionando e spiegando che, in questo momento, la
parte oggetto del rilevamento di venerdì è già in fase di sospensione, non saremmo
arrivati oggi a discutere di una proposta di mozione che chiede di sospendere l'intera
costruzione del parcheggio, sul quale aveva discusso probabilmente il precedente
Consiglio Comunale e sul quale si opera, ovviamente, nel merito di
un'autorizzazione che aveva dato il Consiglio Comunale.
Quindi, dopo il sopralluogo, appena sarò in possesso di una nota ufficiale, non una
dichiarazione a mezzo stampa, piuttosto che qualche informazione in via ufficiosa,
ma di una nota ufficiale della Soprintendenza, relativa ad una valutazione tecnica sui
nuovi rilevamenti, sono a disposizione in qualsiasi sede (credo che la II
Commissione sia la più corretta da un punto di vista delle competenze, ma lo valuterà
la Presidenza del Consiglio Comunale) a relazionare su quelle che sono state le
nuove informazioni che arriveranno non solo dalle Soprintendenze, ma dalla
Commissione che le sovraintende, e a quel punto a relazionare anche sul percorso
che l'Amministrazione intende perseguire.

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