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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201500584/009, presentata dalla Giunta Comunale in data 17 febbraio 2015, avente per oggetto: "Variante parziale n. 301 al P.R.G., ai sensi dell'articolo 17, comma 5 della L.U.R., concernente il recepimento di indirizzi per la tutela delle aree agricole e adeguamenti normativi. Adozione" PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 27/05/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Sono presenti due proposte di mozione di accompagnamento, oltre che quattro emendamenti e sette subemendamenti. La parola all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Questa proposta di deliberazione si riferisce alla Variante parziale n. 301 al nostro Piano Regolatore. Credo che questa Variante sia molto importante; infatti, tocca alcune parti delle norme di attuazione e, da questo punto di vista, agisce su una pluralità di questioni che, in taluni casi, credo vadano nello spirito - auspico condiviso dall'Aula, ma così mi è parso in Commissione - di introdurre fondamentalmente tre grandi questioni. La questione è stata adeguatamente approfondita in sede di Commissione, anche attraverso audizioni specifiche con le diverse categorie che hanno partecipato all'elaborazione di questo provvedimento urbanistico e che hanno rappresentato ai Commissari il sostegno alle proposte di modifica introdotte nel nostro Piano Regolatore. Per quanto riguarda le tre questioni, due sono recepite nel titolo, la terza viene introdotta attraverso un tema che è un emendamento presentato a firma della Giunta in fase successiva all'adozione della Giunta Comunale il 17 febbraio. In estrema sintesi, il provvedimento mira a normalizzare una situazione urbanistica che dal 1995, di fatto, non considera le attività agricole di carattere professionale come attività caratterizzanti la dotazione a parco pubblico prevista dal nostro Piano Regolatore. In questi 20 anni la mancanza di questa previsione urbanistica nelle norme di attuazione ha di fatto impedito, in taluni casi, interventi edilizi di adeguamento funzionale delle esistenti attività imprenditoriali, in altri casi una politica della Città che vedesse nell'utilizzo agricolo a carattere professionale - per capirci, non quello rivolto ad attività di carattere ludico-associativo, classificabile sotto la definizione di "orti urbani", ma, in questo caso, attività agricole in senso stretto - una delle possibili azioni che la Città metteva in atto nella propria dimensione territoriale per la gestione operativa delle aree urbanisticamente identificate a "parco pubblico". La norma, che si prevede di introdurre in seguito alla votazione e all'adozione della deliberazione, prevede invece di riconoscere piena titolarità alle attività agricole, tra le attività compatibili delle destinazioni a parco nel nostro Piano Regolatore. Tale questione ovviamente produce degli effetti di carattere edilizio, che verosimilmente renderanno compatibili interventi di adeguamento funzionale, di ammodernamento degli impianti esistenti e, in prospettiva - perlomeno, questo è l'auspicio dell'Amministrazione che ci ha indotto ad avviare mesi fa un Tavolo di concertazione con le organizzazioni di categoria - anche un incentivo allo sviluppo di questo tipo di attività, che, oltre ad una visione di proficuo utilizzo del territorio cittadino, vede anche, sotto questo profilo, una modalità intelligente con cui l'Amministrazione comunale, in un rapporto di partnership pubblico-privato, gestisce e manutiene la proprie porzioni di territorio. Il secondo gruppo di norme, in realtà, è legato a una questione che riguarda il tema delle semplificazioni. Come i Commissari di II Commissione ricorderanno, mesi fa, anche su indicazione e stimolo del Consiglio Comunale, abbiamo attivato presso la Divisione Edilizia Privata un Tavolo di concertazione che vedeva da un lato l'Amministrazione Comunale e dall'altro lato le due Commissioni che, composte da professionisti, agiscono sul tema delle procedure autorizzative di carattere edilizio, e cioè la Commissione Igienico-Edilizia e la Commissione Locale per il Paesaggio, che hanno prodotto una serie di documentazioni e hanno interloquito con la Città e con gli Uffici dell'Edilizia Privata, onde identificare una serie di azioni che, in maniera coordinata, potessero andare nell'ottica di semplificare le procedure, soprattutto con il fine di non aggravare di ulteriori costi ed oneri né i proponenti, i soggetti che sviluppano i progetti di riqualificazione e di rigenerazione urbana, né - e ovviamente è soprattutto questo uno degli scopi della proposta di deliberazione - gli Uffici Comunali, che talvolta si trovano a dover seguire iter deliberativi di carattere amministrativo estremamente tortuosi e complessi, in virtù di procedure talvolta alquanto lente e farraginose, che non producono i criteri di efficienza ed economicità dell'Amministrazione Pubblica, di fatto producendo nocumento per l'Amministrazione Comunale stessa e per gli operatori che con l'Amministrazione Comunale interloquiscono. Pertanto, questo secondo corpo normativo fa riferimento a queste questioni, ovviamente figlie di un'interlocuzione ad un Tavolo tecnico, che poi si è spostata ad un Tavolo politico, che sostanzialmente propone all'attenzione del Consiglio alcune delle proposte formulate dalle due Commissioni congiunte che sono state ritenute idonee nell'essere, in qualche modo, recepite all'interno del provvedimento di variazione delle Norme di attuazione del Piano Regolatore. Il terzo argomento, trattato dalla proposta di deliberazione e introdotto attraverso un emendamento presentato alla medesima deliberazione, riguarda il tema delle sale del commiato, che, proprio immediatamente a valle dell'adozione in Giunta della deliberazione, avvenuta il 17 di febbraio, nella metà del mese di marzo, hanno trovato piena cittadinanza anche nei documenti di programmazione cimiteriale approvati dal Consiglio Regionale. Conseguentemente, in raccordo con le organizzazioni di categoria, abbiamo ritenuto di introdurre la definizione tipologica delle sale del commiato tra le definizioni urbanistiche compatibili con le aree produttive classificate con l'acronimo "I.N." all'interno del nostro Piano Regolatore. Ovviamente, questo risponde ad una pluralità di esigenze: certamente, la prima è l'adempimento ad un obbligo di legge che la Legge Regionale demanda ai Comuni, e cioè quello di identificare all'interno del proprio territorio comunale le aree idonee a poter insediare questo tipo di funzioni, ma anche, se vogliamo, un'ulteriore occasione di potenziale riconversione di aree produttive dismesse, che, in qualche modo, risponde a un pluralità di interessi pubblici, certamente quello di dotare la Città di una funzione di carattere cimiteriale, di cui oggi è ancora sprovvista, rispondendo ad una nuova domanda di servizi, che nel frattempo, in maniera sempre più forte, emerge dai nostri cittadini, e contemporaneamente offrire un'occasione di riqualificazione e di ricomposizione di un tessuto produttivo talvolta dismesso. La norma che si prevede di introdurre nella Variante normativa demanderà a successive modifiche del regolamento cimiteriale, che verranno redatte, presentate e, se condivise, approvate dal Consiglio Comunale, immediatamente a valle dell'approvazione della deliberazione in discussione quest'oggi. Conseguentemente, l'atto deliberativo di approvazione della Variante urbanistica preconfigura, in maniera generale, le condizioni per poter sviluppare - ovviamente ne discuteremo nella sede propria della Commissione Consiliare - le attuazioni derivanti dalla possibilità di inserire le sale del commiato all'interno delle destinazioni urbanistiche compatibili con le aree produttive. Concludendo, ringrazio davvero tutti gli interlocutori che hanno interloquito - scusate il bisticcio di parole - con l'Amministrazione, a partire dalle Organizzazioni delle categorie agricole, che hanno proficuamente lavorato insieme agli Uffici della Divisione Urbanistica per la redazione del documento, le Commissioni Locale per il Paesaggio e Igienico-Edilizia, che hanno colto con favore la richiesta di disponibilità a produrre un articolato normativo condiviso da sottoporre al Consiglio Comunale, e le Organizzazioni imprenditoriali inerenti le attività cimiteriali, che, a loro volta, hanno condiviso presso l'apposito Tavolo, istituito presso l'Assessorato, il dispositivo normativo che verrebbe introdotto a valle dell'approvazione della deliberazione in discussione. Ultimi ringraziamenti doverosi alle Presidenze delle Commissioni, che hanno consentito di svolgere il dibattito in tempi sufficientemente celeri, per poter essere, da un lato, approfonditi nella discussione e, dall'altro lato, invece, efficaci nell'azione amministrativa, in quanto c'è molta attesa in ordine all'approvazione di questo provvedimento da parte del Consiglio Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) Ricordo che è prevista la discussione congiunta della proposta di deliberazione e delle due proposte di mozione di accompagnamento. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio In primo luogo, condivido alcune delle affermazioni che sono state fatte da parte dell'Assessore Lo Russo, in particolar modo l'apprezzamento rispetto al metodo, al quale - mi permetto di dire con una battuta -, come Commissioni Consiliari, abbiamo ricondotto l'Assessore, ma evidentemente c'era disponibilità da parte dell'Assessore a un percorso che consentisse una discussione approfondita anche da parte dei Commissari, da parte dei Consiglieri, perché senza alcun dubbio, come aveva detto l'Assessore poc'anzi, c'è stata sicuramente una concertazione proficua ed analitica, in particolar modo con le Associazioni di categoria dei Coltivatori Diretti. Probabilmente avrebbe potuto non esserci un analogo approfondimento - dando così pienezza della cognizione e della competenza, da parte dei Consiglieri, rispetto a ciò che tra poco andranno a votare - qualora non ci fosse stata una richiesta di approfondimento, che non è stata una richiesta di strumentalità nell'immaginare un percorso eccessivamente lungo, ma che era, invece, quella di consentire ai Commissari di poter approfondire il tema. Quindi, io credo che da questo punto di vista - come in precedenza con la Variante Regaldi - si sia prodotto un buon lavoro, che, come diceva anche l'Assessore, ha consentito quindi di poter ascoltare nelle Commissioni congiunte non solo le opinioni delle Associazioni di categoria dei Coltivatori Diretti, ma anche le opinioni delle Associazioni ambientaliste, per poter poi scoprire - e le due proposte di mozione che sono state presentate con il Collega, con il Presidente Carretta, in qualche modo lo evidenziano - che, se entriamo poi nel merito delle questioni, le opinioni da parte delle Associazioni di categoria dei Coltivatori Diretti e quelle delle Associazioni ambientaliste in realtà non sono così distanti, anzi, in taluni casi sono anche coincidenti. D'altro lato, non è un caso che proprio questo Consiglio Comunale abbia votato e fatto propria - peccato che non l'abbia ancora applicata, e spero che questo dibattito possa essere d'impulso in quella direzione - una proposta di deliberazione di iniziativa popolare (credo fosse l'unica, almeno in questa tornata amministrativa) tesa proprio a valorizzare le aree agricole tuttora presenti, che poi scopriamo non essere neanche così poche nel territorio della Città di Torino. Quindi, la discussione di quest'oggi e la precedente discussione nelle Commissioni si pongono all'interno di questo solco, all'interno di questo percorso, all'interno di un obiettivo, che è condiviso, di tutela e di valorizzazione delle aree agricole. È per questo motivo che, insieme al Consigliere Carretta, abbiamo ritenuto di presentare in primo luogo queste due mozioni, collegate alla proposta di deliberazione, che vanno in qualche modo a rafforzare la proposta di deliberazione stessa; da un lato in quanto si coglie un'esigenza che era stata espressa e richiesta in modo esplicito da parte dell'Associazione di categoria dei Coltivatori Diretti, ma ripresa anche dall'Associazione ambientalista all'interno del dibattito nelle Commissioni, di reistituzione della Commissione Consultiva Comunale per l'Agricoltura e le Foreste. Commissione - a quel che mi dicono, tra virgolette, gli "esperti in materia", quindi è colpa mia il non aver verificato la veridicità dell'affermazione, che però non metto in discussione - già presente in passato all'interno di questa Amministrazione e poi, ad un certo punto, soppressa, forse perché valutata in quella fase non così funzionale ed utile, o forse perché probabilmente era, in qualche modo, caduta all'interno di un'esigenza più ampia di semplificazione del numero delle Commissioni presenti all'interno dell'organizzazione comunale. Commissione, tra l'altro, che è prevista da una Legge Regionale e che la rende, tra l'altro, obbligatoria; di conseguenza, è bene ripristinarla, perché questa Commissione potrà aiutare e consentire un migliore sviluppo delle attività agricole, soprattutto laddove - come espressa enunciazione della proposta di deliberazione - possano anche determinarsi nuove attività agricole nel territorio della città, oltre a quelle già esistenti. Rispetto alla seconda proposta di mozione, collegata alla proposta di deliberazione, anche qui si coglie un aspetto centrale della discussione che si è sviluppata all'interno delle Commissioni congiunte, quello cioè di avere insieme una cartografia che descriva l'insieme delle aree agricole di cui stiamo parlando, delle attività agricole e delle aziende agricole che su di queste insistono. Da parte di alcuni era una richiesta propedeutica allo stesso percorso deliberativo; abbiamo compreso che probabilmente non vi erano tutte le condizioni affinché questo potesse accadere, o comunque non vi era una disponibilità così definita nell'ambito della politica del governo di questa Città. Andiamo comunque a recuperare questa mancanza, ponendo anche un termine, che sarà poi dovere e compito di questo Consiglio - che immagino e mi auguro voti favorevolmente questa proposta di mozione - andare a verificare che, per l'appunto, questo temine temporale venga soddisfatto, cioè quello che entro il corrente anno la Città si doti di una cartografia completa - cito testualmente nella parte dispositiva della proposta di mozione - "che individui e perimetri le aree agricole", lavoro che tra l'altro, da quanto ho compreso, è già stato per buona parte realizzato proprio dall'Assessorato all'Ambiente, che ringrazio. Tra l'altro - lo dico in modo che rimanga a verbale, cosicché io credo e spero possa essere accolto, in quanto trattasi di un refuso nella stesura della versione definitiva della seconda parte del dispositivo di questa seconda proposta di mozione - rispetto al termine entro il quale andare ad approvare una norma di salvaguardia che preservi le aree e le attività agricole presenti sul territorio della città - leggo anche qui testualmente - "da ulteriori elementi di degrado e dissipazione", eccetera, qui vi è scritto "in tempi brevi". "In tempi brevi" ovviamente non ha un suo significato preciso e compiuto, quindi mi rivolgo a lei, Presidente del Consiglio Comunale, affinché - io spero - possa accogliere questo mio emendamento verbale, che dà l'interpretazione originale autentica di quella che doveva essere la dizione, cioè non "in tempi brevi", ma, anche qui, "entro il corrente anno", ed è per l'appunto il termine al punto 2 del dispositivo della seconda proposta di mozione. Vado a concludere, per non abusare eccessivamente della pazienza dei presenti. Per quel che riguarda, invece, i sette emendamenti, che poi sono tramutati in subemendamenti, in conseguenza di un emendamento di carattere complessivo presentato da parte dell'Assessore, dico brevissimamente che il primo riguarda le serre e vuole cogliere l'opportunità e l'utilità che si vada poi all'interno del Regolamento Edilizio a darne una definizione precisa, che oggi è mancante; quindi, questo è il senso di questo primo emendamento, subemendamento, di carattere integrativo. Il secondo emendamento, subemendamento - che so non avere un'adesione totale da parte dell'Assessore - vuole, da un lato, tentare di mettere in campo uno strumento che sia utile al recupero degli edifici di origine rurale, che oggi risultano essere abbandonati, dirupi, e che però sono presenti sul territorio della città, in passato anche studiati, c'è stata anche una pubblicazione sulla presenza delle cascine intorno al territorio della Città; allo stesso tempo, tale subemendamento vuole porre un limite all'edificazione in aree che voglio ricordare essere aree a parco. Mi sembra di aver compreso in alcuni colloqui informali che non c'è una totale condivisione su questo subemendamento da parte dell'Assessore; dico da subito, però, che sono disponibile a cogliere un eventuale emendamento al subemendamento, qualora l'Assessore lo volesse proporre. Il terzo emendamento, subemendamento va a recuperare un aspetto che già era stato originariamente previsto, cioè quello del convenzionamento delle aziende agricole con il soggetto pubblico, che consenta proprio un'idea di apertura delle attività agricole. PORCINO Giovanni (Presidente) Mi scusi, Consigliere Trombotto, prima terminiamo la fase della discussione e poi illustriamo i singoli emendamenti e subemendamenti nella fase di votazione. TROMBOTTO Maurizio Va bene. Avevo capito che era una discussione unica. PORCINO Giovanni (Presidente) Con le proposta di mozione di accompagnamento. TROMBOTTO Maurizio Solo per le proposte di mozione. Allora continuerò dopo l'intervento sugli emendamenti, chiedendo successivamente la parola. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Io non so se l'Assessore Lo Russo abbia imparato dal Parlamento, o magari aspiri, prima o poi, ad andare in Parlamento, però è la prima volta che in Consiglio Comunale mi trovo di fronte al famoso atto omnibus, al cui interno c'è un po' di tutto. Qui c'è un'etichetta che dice "Tutela delle aree agricole", e questa è una cosa benemerita, che segue anche una richiesta che arriva dal basso, con una proposta di deliberazione di iniziativa popolare. Tuttavia, le prime 10 pagine sono tutte sulla tutela delle aree agricole e le altre 30 sono provvedimenti totalmente scollegati di semplificazione normativa, che possono anche essere più o meno meritevoli, però di sicuro non c'entrano molto con la tutela delle aree agricole. Quindi, io manterrei separati i due argomenti, segnalando però che questo impedisce ai Consiglieri coscienziosi di votare seriamente questo atto, perché magari sulla tutela delle aree agricole, anche se poi presenta una serie di problemi che adesso esporrò, noi avremmo voluto votare favorevolmente, però mettendoci dentro anche cose che non c'entrano niente e che non condividiamo, chiaramente diventa impossibile per noi votare a favore del provvedimento. Venendo alla parte sulle aree agricole, ovviamente è riconosciuto da tutte le persone di buonsenso che vada tutelato - più di quello che si pensi normalmente - quel po' di terreno agricolo che ancora resta sul Comune di Torino, non soltanto perché ci sono attività produttive, ma proprio perché la scarsità di terreno coltivabile sarà, secondo noi, nei prossimi decenni, uno dei problemi principali dell'Italia, che è un Paese che non è autosufficiente dal punto di vista alimentare, quindi è soggetto a qualunque tipo di ricatto o comunque di difficoltà legate alla situazione geo-politica internazionale. Quindi, nel momento in cui dovesse diventare difficile importare cibo dall'estero, potremmo veramente avere dei problemi. Anche se la città di Torino non è forse il primo luogo che viene in mente in cui coltivare del cibo per gli abitanti dell'Italia, però anche noi abbiamo dei terreni agricoli che andrebbero preservati, invece di costruirci capannoni, rotonde o palazzine, che restano spesso invendute. Quindi, noi chiediamo una deliberazione normativa che riconosca l'area agricola come una destinazione a sé stante e che la protegga da qualsiasi consumo del suolo, senza magari arrivare a bloccare le attività produttive. Quindi, ben venga la possibilità per l'agricoltore di costruirsi il capanno o ristrutturarlo, se ne ha bisogno e così via, però comunque proteggendo le aree agricole dall'ulteriore erosione e consumo del suolo. Invece quello che viene fatto è sostanzialmente una mezza protezione, cioè si individuano, all'interno dei parchi (come queste aree sono inquadrate adesso), dei parchi a uso agricolo; però questa non è la misura più opportuna indicata dalle associazioni ambientaliste. Inoltre, all'interno, in realtà, si abilitano a fare operazioni edilizie che magari possono essere necessarie per la sopravvivenza dell'attività e quindi possono essere anche positive, però manca la parte precedente, cioè la tutela dell'area agricola edificata a sé stante. Quindi, ben venga la proposta di mozione di accompagnamento che chiede di identificare una cartografia delle aree agricole, che è stata richiesta anche dalle associazioni e su cui anche noi siamo d'accordo, perché l'idea di avere una cartografia è ovviamente importante per riuscire a riconoscere queste aree. Fa piacere che anche dall'interno della maggioranza vengano delle proposte di miglioramento di questa proposta di deliberazione, anche se vanno un po' contro allo spirito del provvedimento proposto; a questo punto, però, bastava portare avanti le proposte che arrivavano dal basso, così ci saremmo risparmiati tutta questa discussione. Comunque, questa tutela delle aree agricole è meglio che niente, ma è molto lontana dal raggiungere la tutela ideale di un bene del nostro paesaggio e della nostra collettività. Riguardo al resto delle misure, non c'è tempo di entrare nel dettaglio, però vanno tutte nella direzione della liberalizzazione, del poter fare più cose, chiedendo meno autorizzazioni. Allora, se è vero che alle volte in Consiglio Comunale arrivano delle proposte di deliberazione urbanistiche un po' ridicole, in cui autorizziamo il proprietario di un appartamento a farsi una veranda nel giardinetto, per cui questo tipo di provvedimento non dovrà più passare dal Consiglio Comunale, però ci sono anche tante cose importanti che invece tendono a non passare più da quest'Aula. Per cui, si va avanti, come è successo negli ultimi 20 anni, a esautorare gli organi elettivi da qualsiasi funzione deliberativa, assegnandola progressivamente all'organo esecutivo o direttamente agli Uffici e ai Dirigenti. Questo non è sempre un bene, perché su alcune operazioni che avvengono in questa città, la possibilità di andare in Consiglio Comunale, di sentire l'opinione di tutti, magari anche dei cittadini, utilizzando gli strumenti di partecipazione che sono previsti per l'iter degli atti in Consiglio Comunale, forse aiuterebbe a fare delle cose migliori, assicurandosi che venga rispettato l'interesse generale e collettivo. Quindi, alcune misure sono positive: le sale del commiato sono sicuramente una cosa positiva, secondo noi; però, questa seconda parte ci sembra veramente un po' fuori luogo. Da parte dell'Amministrazione sarebbe stato più corretto presentare due proposte di deliberazione separate, una sulle aree agricole, che avremmo potuto approfondire e migliorare ulteriormente, e una su tutti questi provvedimenti di semplificazione, alcuni dei quali, presi singolarmente, possiamo anche trovare utili, ma nel complesso non ci sentiamo di sottoscrivere. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Alunno. ALUNNO Guido Maria Anche a nome del Gruppo del PD volevo esprimere un giudizio favorevole su questa proposta di deliberazione. Il percorso è stato lungo, abbiamo avuto modo di approfondire tutti gli aspetti, anche quelli tecnicamente un po' complicati, che il provvedimento presenta. Anche io devo sottolineare il fatto che tra il titolo della proposta di deliberazione e il suo contenuto qualche distanza c'è. Probabilmente il fatto di immaginare due percorsi che separassero, da un lato, la questione della tutela delle aree agricole e, dall'altro, il raggruppamento dei provvedimenti di semplificazione (come diceva il Consigliere Bertola), forse avrebbe permesso di rendere più chiari i due percorsi. Dopodiché, non credo che questo aspetto, che è tutto metodologico, incida sul merito e sul valore degli aspetti che andiamo a deliberare con questo atto. Io c'ero e c'era tutto il Consiglio Comunale quando, due o tre anni fa, abbiamo fortemente sostenuto la necessità di tutelare in modo specifico le aree agricole con la proposta di deliberazione d'iniziativa popolare, che poi il Consiglio Comunale ha fatto propria, convintamente; peraltro, all'interno di una serie di deliberazioni che erano tese ad accompagnare, valorizzare e sostenere l'agricoltura urbana e la tutela in generale del verde. È altrettanto vero che anche nella discussione in Commissione è emerso come, da un punto di vista politico, questo passaggio di individuare le aree verdi del Piano Regolatore anche come aree agricole non sia del tutto sufficiente rispetto alla richiesta dei promotori di quella deliberazione e forse anche del Consiglio Comunale, che ha approvato quella proposta di deliberazione. Da qui la seconda delle due proposte di mozione di accompagnamento, che chiede invece uno specifico riconoscimento delle aree che oggi già sono utilizzate da un punto di vista agricolo e di quelle che potenzialmente lo potrebbero essere, per cercare di favorire uno sviluppo ulteriore di attività di quel tipo. Peraltro, ho ben presente il problema: ero Presidente nel 2002-2003, quando un'impresa agricola di questa Città ha cercato in tutti i modi di mettere in piedi un agriturismo e non ci è riuscita, perché oggi quella fattispecie non è prevista nei Regolamenti della Città di Torino. Ma addirittura la fatica di quell'imprenditore agricolo è stata quella di individuare chi fosse il referente politico (Assessore e tecnico Direttore struttura) che avesse in capo il tema dell'agricoltura, perché ci si era un po' dimenticati di quel settore, ritenendo probabilmente che non fosse importante per una città che ha altre caratteristiche e che non è nota per le sue capacità produttive da un punto di vista agricolo. Quindi, va sottolineato il fatto che comunque questo è un passo in avanti importante; del resto, questo aspetto lo abbiamo ascoltato tutti nella Commissione in cui abbiamo audito le diverse categorie del mondo dell'agricoltura. Invece, sugli altri aspetti della proposta di deliberazione, avevamo posto alcune preoccupazioni durante i vari passaggi del percorso che si è svolto in più Commissioni. Mi pare che siano rientrate tutte, perché ci è stato spiegato in maniera chiara, anche se gli aspetti sono un po' complicati, che o riguardano piccole fattispecie molto particolari, o numeri quantitativamente non significativi di trasformazione, che tendenzialmente vanno a rendere più fluido un percorso che, invece, è spesso farraginoso e complicato; almeno questo è quello che noi abbiamo capito. Le proposte di mozione (come diceva il Consigliere Trombotto) sono firmate dai due Presidenti, ma sono frutto di quel lavoro e tendenzialmente sono condivise. Sugli emendamenti presentati c'è un accordo raggiunto in seguito alle riflessioni fatte in Commissione; sulla linea di quello che sarà il parere della Giunta, noi voteremo favorevolmente alcuni emendamenti e in modo contrario gli altri. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera È già stato sottolineato dagli interventi precedenti, io però chiedo all'Assessore di cambiare l'oggetto di questa proposta di deliberazione. Così com'è non funziona, perché se insieme alle aree agricole tratta le sale del commiato e le semplificazioni di edilizia privata, sfido chiunque a cercare gli altri argomenti in quel provvedimento. Io mi metto nei panni di un architetto che debba consultare il Regolamento Edilizio e che debba trovare delle semplificazioni nelle aree agricole: non gli viene assolutamente in mente. Quindi, chiedo all'Assessore di integrare l'oggetto di questa proposta di deliberazione con gli altri argomenti del provvedimento, visto che non ha scorporato in tre atti quest'unica mille proroghe, in cui si mette dentro tutto, in modo che nessuno capisca niente. Inoltre, visto che in Commissione l'Assessore non lo ha spiegato, vorrei sapere perché a pagina 32 dell'allegato è stata cancellata la competenza di decisione "al Consiglio Comunale" ed è stata sostituita con "all'organo competente". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) Ringrazio il Consiglio Comunale e le forze politiche che si sono espresse nel merito delle questioni sollevate dalla proposta di deliberazione, perché anche io credo che oggi sia un giorno importante e credo che l'adozione di questa Variante introduca elementi di grande novità positiva per quello che riguarda gli auspici politici fin qui espressi. L'esigenza di introdurre in un'unica deliberazione più argomenti è derivante, da un lato, dal fatto che la deliberazione agisce sul medesimo allegato del medesimo atto deliberativo, cioè le Norme di Attuazione del Piano. A mio modo di vedere è stata questa la proposta, dando massima apertura a discutere parte per parte i singoli termini, per evitare di appesantire iter deliberativi che, proprio in virtù del fatto che si tratta di normativa di attuazione del Piano Regolatore, prevedono un complesso passaggio negli organi decentrati della Città, nelle Circoscrizioni; in altri termini, invece che separare in atti deliberativi diversi ciascun argomento e quindi produrre le Varianti 301, 302, 303 e 304 sulla base degli argomenti, abbiamo ritenuto di adottare un unico atto deliberativo, ovviamente consentendo la discussione nel merito di tutta l'articolata questione. Rispondo brevemente alla Consigliera Levi-Montalcini, che forse non ha sentito la mia risposta in Commissione. L'adeguamento è esclusivamente lessicale, in quanto le competenze vengono variate per atti propri dell'Amministrazione Comunale operati di normativa sovraordinata, che interagiscono con la normativa propria della Città di Torino. Pertanto, banalmente cito un caso che la Consigliera conoscerà sicuramente, per quanto riguarda i Piani Esecutivi Convenzionati, la Legge li ha demandati non più a deliberazioni di Consiglio, ma ad atti della Giunta Comunale, questo a prescindere dalla volontà dell'Amministrazione, sia essa Consiglio Comunale o Giunta Comunale. Pertanto, toccando dal punto di vista lessicale la questione, e quindi dando più uniformità lessicale, in realtà non cambia nulla nella fattispecie, in quanto cambiando il termine "Consiglio Comunale" in "organo competente", si introduce una definizione più generica che, sostanzialmente, recepisce quanto man mano la normativa regionale e nazionale ha introdotto, che conseguentemente produce effetti anche sulla norma. Quindi è un mero adeguamento lessicale del nostro Piano Regolatore, che non discende da una volontà politica dell'Amministrazione, ma dall'adeguamento a normativa sovraordinata, che abbiamo l'obbligo di recepire in termini formali nel nostro strumento urbanistico. Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti e i subemendamenti presentati, mi esprimerò di volta in volta, sulla base delle argomentazioni, in maniera da consentire al Consiglio una maggiore chiarezza e anche andando incontro a quanto diceva il Vicecapogruppo Alunno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Come sempre l'Assessore segue con attenzione i lavori del Consiglio e si adegua per tempo alle problematiche poste. In questo caso richiamava alla fine del suo intervento le risposte che darà alla discussione dei subemendamenti e degli emendamenti che sono stati presentati. La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Intervengo solo per sapere dall'Assessore se l'atto e il documento a cui si riferiscono queste variazioni riguardano solo le aree agricole, perché se tratta altro vorrei togliere: "aree agricole", perché mi sembra che possa trarre in inganno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola all'Assessore Lo Russo. LO RUSSO Stefano (Assessore) L'atto agisce su questo documento che sono le Norme di Attuazione del Piano Regolatore che è un atto unico, la ragione come ho avuto modo di dire, agisce… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Infatti è una Variante alle Norme di Attuazione del Piano Regolatore, che è un documento unico e agisce su più punti di questo documento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Vorrei presentare ancora un emendamento per come è definita questa variante, perché si parla solo di aree agricole; se sono emendamenti al Piano d'Attuazione, si chiami "Variazioni al Piano di Attuazione" in modo che si consultino entrambi i documenti. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliera Levi-Montalcini, in altre occasioni abbiamo accettato anche fuori termine i subemendamenti, qui si tratta di un emendamento, mi spiace, ma non può presentarlo. Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1, presentato dal Consigliere Trombotto, recita: CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio In realtà ho già illustrato questo primo subemendamento, non mi soffermo molto se non per ribadire che si tratta di un emendamento integrativo che consentirebbe, qualora approvato e qualora poi nelle modifiche e nelle integrazioni del Regolamento Edilizio si proceda in tal senso, di dare una definizione più precisa e compiuta di ciò che s'intenda per serra. Ringrazio, cosa che non ho fatto in precedenza, i tecnici sia dell'Urbanistica che dell'Edilizia Privata per la disponibilità sia nei lavori delle Commissioni che nelle attività collaterali alle stesse. In una di queste Commissioni mi è stato spiegato che, tra l'altro, il problema delle serre non andrebbe comunque ad incidere sulla parte della collina, dove invece vi erano maggiori preoccupazioni, così come erano state espresse, non solo dalle associazioni ambientaliste, ma anche dal Presidente in carica, seppur in scadenza, nella Commissione locale sul paesaggio. Entro l'anno i tecnici intenderebbero porre mano e terminare un lavoro di adeguamento del Regolamento Edilizio, e quindi in quella sede a maggior ragione, qualora venga approvato questo emendamento, verrà definito più compiutamente il concetto di serra. Quindi chiedo all'Aula di approvare questo emendamento, che ora è divenuto un subemendamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? LO RUSSO Stefano (Assessore) Il parere della Giunta è favorevole. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1: Presenti 23, favorevoli 23. Il subemendamento n. 1 all'emendamento n. 1 è approvato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi del subemendamento n. 2 all'emendamento n. 1. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Non posso che ribadire quanto detto in precedenza: chiederei ai Colleghi di porre attenzione, se lo ritengono, a questo subemendamento, perché da un lato va, come dicevo poc'anzi, a contribuire, a rafforzare la possibilità di un recupero delle strutture agricole abbandonate, dirupate, e ve ne sono tante nel territorio della Città, ma dall'altro lato pone anche un limite alle nuove costruzioni, seppur a fini agricoli, all'interno delle aree a parco, perché voglio ricordarlo, l'ha detto l'Assessore, ma lo voglio ribadire, poi lo ha detto anche il Consigliere Bertola, per come è stata strutturata questa proposta di deliberazione, ahimè, tranne che in un unico caso che è quello del Villaretto, al momento non parliamo in senso stretto di aree agricole, ma di parchi agricoli, e quindi coerentemente, visto che parliamo di parchi, dobbiamo porci il problema della limitazione dell'edificato all'interno di un parco. Con questo emendamento per l'appunto si va ad affermare che in ogni caso tutti gli interventi dovranno prevedere il recupero esclusivamente degli edifici esistenti. Ho però comunque detto, perché si fa anche politica, che occorre anche giungere a punti di mediazione e, qualora l'Assessore sia disponibile, presenti un subemendamento, o meglio un emendamento al subemendamento. Al momento non è stato fatto. Invito nuovamente l'Assessore a valutare anche questo tipo di possibilità e spero che voglia cogliere così anche la disponibilità che viene confermata con questa dichiarazione. Ritengo che dobbiamo porci un problema rispetto alla costruzione nelle aree a parco, perché rischiamo poi, magari inconsapevolmente, in buona fede, di creare dei danni, magari non nell'immediato, ma nel futuro. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? LO RUSSO Stefano (Assessore) Recependo l'invito alla riformulazione, così come è scritto, ahimè, mi duole dare un parere contrario, e lo motivo: la definizione per cui noi immaginiamo di adottare questo tipo di norme esclusivamente in tutti i casi, su tutti gli interventi, sui soli edifici esistenti, di fatto vanifica anche un po' lo scopo dell'incentivazione di questo tipo di intervento normativo, che mi pareva essere invece nell'ottica di indirizzo politico formulato attraverso la famosa deliberazione di iniziativa consiliare, di cui è stato detto, e anche degli auspici della Giunta. Pertanto, anche alla luce della lettura coordinata del testo su cui agisce, proporrei, per accogliere lo spirito della sollecitazione proveniente dal Consigliere Trombotto, di riformularlo nella seguente definizione che leggo: "gli interventi dovranno prioritariamente prevedere il recupero degli edifici esistenti". Quel "In ogni caso" è già ripreso nella frase immediatamente successiva, di fatto risponde all'esigenza di dare indicazioni precise agli Uffici, in ordine alla valutazione prioritaria di incentivare il riuso degli spazi esistenti e, conseguentemente, non preclude in senso tombale eventuali progetti che potrebbero arrivare invece di un qualche valore, che ovviamente verranno valutati caso per caso. Facendo propria questa riformulazione, il parere invece potrebbe essere favorevole, quindi inviterei il Consiglio a sostenere il subemendamento nella nuova riformulazione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Trombotto, c'è una proposta da parte dell'Assessore. TROMBOTTO Maurizio Sì, infatti ho invitato l'Assessore a formulare la proposta, quindi lo ringrazio per la proposta. Credo che il Consiglio possa approvare la proposta così come è stata modificata con l'emendamento dell'Assessore, non me ne voglia però l'Assessore, ma personalmente mi asterrò sul combinato disposto della proposta che egli ha avanzato sul mio subemendamento. Lo dico a verbale con totale serenità d'animo e totale trasparenza, quindi pregherei di evitare battute di fondo: sicuramente, rispetto al testo giunto in Commissione, il risultato della proposta avanzata ora da parte dell'Assessore è migliorativa e la giudico tale. Mi si permetta, però, un voto di astensione proprio perché ribadisco, pensando a monte, a mio giudizio c'è stato un percorso che avrebbe potuto essere diverso da quello che è stato, cioè quello per il quale avremmo potuto parlare di aree agricole; il tempo c'era, è da due anni che si sta lavorando su questa variante normativa, non due mesi, siamo arrivati ora invece a porre il problema dei parchi agricoli. Ritengo e spero che il Consiglio approvi il combinato disposto della mia proposta originale e dell'emendamento presentato verbalmente da parte dell'Assessore, ma per le motivazioni che ho detto, personalmente mi asterrò; quindi lo accetto, ma mi astengo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Viale. VIALE Silvio Non so se ho ben capito, c'è l'emendamento del Consigliere Trombotto… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Il subemendamento. VIALE Silvio C'è una proposta alternativa dell'Assessore Lo Russo; il Consigliere Trombotto o mantiene il suo o accetta quello dell'Assessore Lo Russo. Votiamo una volta sola, non facciamo due votazioni. Ho capito che lo accetta e si astiene, però siccome ha continuato a dire che il Consiglio può… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quindi ritira il suo, rimane solo quello proposto dall'Assessore Lo Russo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Levi-Montalcini. LEVI-MONTALCINI Piera Anche io voglio ordinare i lavori, Presidente, perché, se l'emendamento dell'Assessore venisse approvato, non verrebbe più votato quello del Consigliere Trombotto e quindi la proposta di deliberazione rimarrebbe com'è oggi, cosa che mi sembra non sia assolutamente accettabile… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ho capito, però è rischioso: io non voterò l'emendamento dell'Assessore; sono d'accordo con l'emendamento proposto dal Consigliere Trombotto e non con quello presentato dall'Assessore e non sono assolutamente d'accordo con la proposta di deliberazione com'è oggi. A questo punto, il fatto di eliminare l'emendamento Trombotto e lasciare quello dell'Assessore significa obbligarci a votare quello dell'Assessore per fare in modo che non sia… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sto chiedendo al Consigliere Trombotto di non ritirare il suo emendamento, perché, altrimenti, rischiamo che l'emendamento presentato dall'Assessore Lo Russo sia una sorta di ricatto al Consiglio Comunale per farlo votare, altrimenti la proposta di deliberazione rimane così com'è. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chiedo scusa, come ho detto in altre occasioni e ripeto questa sera, l'ordine dei lavori non è entrare nel merito e fare dichiarazioni di voto. Chiedo gentilmente… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliera Levi-Montalcini, per cortesia, io non l'ho interrotta, perché potevo interromperla prima. Se si chiede la parola sull'ordine dei lavori si deve parlare dell'ordine dei lavori, altrimenti si apre la discussione, si entra nel merito e si fanno le dichiarazioni di voto. Vi prego gentilmente, quando si chiede la parola sull'ordine dei lavori, di parlare a tal proposito. La parola al Consigliere Araldi. ARALDI Andrea Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, Presidente. Vorrei comprendere l'aspetto giuridico (definiamolo così): ad oggi esiste un emendamento del Consigliere… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Il subemendamento n. 2 all'emendamento n. 1. ARALDI Andrea Il subemendamento n. 2. Tecnicamente, l'Assessore sta presentando un sub- subemendamento… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, sta presentando… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Scusate, posso parlare? Non è che lui fa togliere… O lui presenta un sub-subemendamento… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Accoglie la richiesta. Quindi, esiste un sub-subemendamento suo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Araldi, vediamo se riusciamo ad aiutarci tutti e capire come stiamo lavorando, visto che siamo sull'ordine dei lavori. C'è un subemendamento presentato dal Consigliere Trombotto e l'Assessore ha espresso un parere favorevole su quel subemendamento se viene accettata una sua riformulazione. Il Consigliere Trombotto ha accettato e poi è libero di votare come vuole. È un fatto politico e potrebbe votare anche contro il suo stesso subemendamento, perché, nel frattempo, ci ha pensato. ARALDI Andrea Pertanto, si tratta della riformulazione del subemendamento presentato dal Consigliere Trombotto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Esatto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se rimaniamo composti, riusciamo a proseguire. Il subemendamento è stato riformulato dall'Assessore ed il Consigliere Trombotto ha accettato la modifica, ma ha dichiarato a priori che si asterrà al momento della votazione. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 2 all'emendamento n. 1 così subemendato: presenti 20, astenuti 2, favorevoli 17, contrari 1. Avendo risposto 20 Consiglieri ed avendo constatato l'assenza del numero legale, procediamo ad una nuova verifica del numero legale per appello nominale. |