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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201501609/002, presentata in data 15 aprile 2015, avente per oggetto: "Raccolta differenziata porta a porta, Torino torna indietro?" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Lavolta. LAVOLTA Enzo (Assessore) Ovviamente il titolo è provocatorio e non tiene conto di quanto è successo in questi anni, perché il Consigliere Bertola, che è onesto intellettualmente, sa che in questa Città dal 2009 non si estendeva il servizio di raccolta domiciliare integrata e cioè il porta a porta, che era sostanzialmente rimasto fermo; così come, ovviamente, il titolo induce in errore, perché il Consigliere Bertola sa che la raccolta differenziata si fa su tutta la Città. Ovviamente questa Amministrazione nel corso del 2013 ha progettato l'estensione del porta a porta, in particolare nel quartiere Crocetta, che ha interessato più di 20.000 abitanti, a cui si aggiunge una popolazione equivalente dell'area del Politecnico di Torino, che ha visto sostanzialmente l'introduzione dei cassonetti. Il progetto di efficientamento del piano di lavoro AMIAT, oggetto dell'interpellanza, è proprio in queste ore al vaglio dell'Amministrazione. Con la deliberazione in corso di elaborazione, l'obiettivo che si è data questa Amministrazione è ottenere prima di tutto un'ulteriore estensione della raccolta differenziata con i metodi che descrivevo prima, consentendoci di avvicinare gli obiettivi previsti dalla normativa nazionale e dalle direttive comunitarie e di raggiungere quella percentuale del 50% assunta quale nostro impegno in mandato. Occorre considerare che, sebbene confermati nella norma italiana, la Comunità Europea ha già da tempo definito obiettivi di riciclo e non più di raccolta differenziata, quindi i nostri obiettivi sono orientati più al tema del riciclo e del recupero di materie piuttosto che a quello della semplice differenziazione dei rifiuti. In ogni caso, per arrivare al fatidico 65% bisogna prima passare dal 50 e, in questo senso, l'obiettivo della Città di Torino non è al ribasso, ma si tratta di un passaggio intermedio. A questo proposito è necessario riflettere sul concetto di raccolta differenziata, la stragrande maggioranza dei cittadini associa infatti il concetto di raccolta differenziata alla modalità di raccolta porta a porta. Benché la modalità porta a porta dia ottimi risultati in termini di quantità, tale modalità è sicuramente onerosa in alcuni specifici contesti urbanizzati di più complessa realizzazione, vedi ad esempio il centro storico, le vie porticate. Raccolta differenziata è tuttavia anche quella operata con modalità stradale e, più in generale, lo è ogni qualvolta la raccolta delle diverse frazioni del rifiuto (carta, plastica, vetro, eccetera) viene operata attraverso contenitori o sacchi separati. Ma perché il porta a porta funziona ed è particolarmente efficace? Ci sono alcuni fondamentali elementi che rendono vincente questa modalità. Innanzitutto perché il cittadino si sente più responsabile del proprio contenitore dei rifiuti prodotti, perché teme eventuali controlli proprio in virtù del fatto che il contenitore è - tra virgolette - "il suo contenitore", la relativa comodità di avere diversi contenitori nel proprio cortile o su strada in corrispondenza del proprio portone; quest'ultimo in taluni crea rigetto della raccolta differenziata e fastidio per presunta indecorosità dei contenitori stessi, ma in generale maggiore è la correlazione contenitore/cittadino e più il cittadino si sente responsabile dei propri rifiuti e con maggiore spinta, non sempre evidentemente dettata da sensibilità verso l'ambiente, differenzierà i propri rifiuti. È perciò necessario trovare stimoli affinché il cittadino senta suo anche il cassonetto stradale. Il processo di estensione della raccolta porta a porta, dicevo, non si è sviluppato nel corso dell'ultimo decennio come si sarebbe voluto, per l'impossibilità di destinare a questo servizio risorse aggiuntive e risorse straordinarie, ma con il provvedimento che a breve condivideremo con la Giunta, l'estensione della raccolta differenziata senza alcun impatto sul tributo o aggravio sul bilancio, ci tengo a dirlo, ma solo perseguendo efficienza nell'ambito del perimetro del contratto di servizio, verrebbe finanziato con operazioni di efficientamento del piano di lavoro AMIAT, che libererebbero così risorse necessarie ad attivare il porta a porta in altre aree della Città, a cominciare da San Salvario e proseguendo verso altri quartieri, come Vanchiglia ed altri. Quali interventi propone la Città? È inutile che li anticipi oggi perché saranno oggetto di discussione in una prossima Giunta, però posso citarne alcuni solo a titolo di esempio, giusto per dare soddisfazione alle richieste di chiarimento del Consigliere Bertola. Anzi ne faccio uno in particolare che riguarda la nostra collina: si tratta di una zona molto ampia, la raccolta di una delle frazioni di rifiuti, penso in particolare all'organico, nel contesto collinare è una raccolta piuttosto onerosa, perché le singole unità abitative non sono così comodamente accessibili come ovviamente avviene in un contesto più urbanizzato come in città. Questo ci fa riflettere sulla possibilità di rendere più efficiente il servizio di raccolta della frazione dei rifiuti organici e si tratta di una delle proposte di questo provvedimento deliberativo: visto che la maggior parte, se non la totalità delle abitazioni in collina, ha la disponibilità di un'area verde, di un giardino, perché non dotare di una compostiera domestica ogni singola unità abitativa, in modo da ottenere un doppio risultato. Il primo è autoprodursi il compost attraverso il processo di compostaggio domestico, che è utile tra l'altro per il proprio giardino, è un beneficio economico indubbio per l'utente; l'altro, ovviamente, il beneficio economico è dell'Amministrazione e dell'azienda AMIAT che non dovrà più organizzare i passaggi settimanali per la raccolta dell'organico, che in un contesto non urbanizzato come quello collinare, ovviamente, sono un po' più diseconomici e onerosi nell'ambito del servizio di raccolta. Questa è una delle soluzioni, ma insieme a questa ce ne sono tante altre. Sono tutte soluzioni frutto di analisi puntuali di efficienze che abbiamo condiviso nell'ambito del piano di lavoro con AMIAT. Queste efficienze produrranno, libereranno risorse che vorremmo reinvestire nell'ambito dell'estensione del porta a porta, a partire dal prossimo quartiere, che è San Salvario, così come ci ha richiesto la Circoscrizione stessa in un ordine del giorno approvato all'unanimità non più tardi di qualche settimana fa. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Ho sentito tutto un bellissimo discorso, per carità, però non ho sentito la risposta alla domanda dell'interpellanza che era: se e in quali quartieri la Città vuole tornare indietro dalla modalità di raccolta differenziata porta a porta del vetro, della plastica, alla modalità di raccolta stradale come affermato dall'intervista, che risale, peraltro, a quasi due mesi fa, perché l'interpellanza aspetta la risposta da metà aprile, in cui lei dichiarava che per 435.000 torinesi, che sono più o meno la parte di Città servita dalla raccolta differenziata porta a porta, ci sarebbe stato il ritorno alla raccolta differenziata stradale per il vetro e per la plastica. Allora vorrei anche capire e avere una risposta a questo punto specifico, cioè se tra tutti questi provvedimenti non c'è solo quello della collina, che posso capire, ma la collina riguarda 15-20.000 persone su 900.000 torinesi, ma c'è questa cosa che invece avrebbe un impatto molto più pesante e ce l'avrebbe perché possiamo raccontarci tutto quello che vogliamo, però i dati dimostrano che nei quartieri dove c'è la raccolta differenziata porta a porta la percentuale differenziata è attorno al 60%, molto arrotondata, in quelli invece dove c'è la raccolta stradale è attorno al 30%. Questo fa il 42% che è l'attuale percentuale della raccolta differenziata della Città di Torino, che però è ferma dal 2009, come ha detto anche lei. Se da una parte magari estendiamo la raccolta differenziata porta a porta e la mettiamo alla Crocetta, eccetera, però dall'altra a metà città ripassiamo dal porta a porta nel cortile ai cassonetti stradali per il vetro e la plastica, che comunque sono due frazioni importanti, non credo che la percentuale complessiva di raccolta differenziata alla fine salirà, è più facile che scenda. Allora andiamo ad approfondire anche in Commissione, però vorrei dei dati precisi su tutte queste misure, cioè quali aree riguardano, quali sono le misure, qual è l'impatto previsto sulla percentuale di raccolta differenziata, perché posso anche essere d'accordo nel trovare dell'efficienza, nel pensare che magari in certe situazioni, in certi quartieri, il centro storico, la collina, la modalità del cassonetto nel cortile non sia quella migliore; parliamone pure, però è un po' diverso da dire che per 430.000 abitanti togliamo i cassonetti nei cortili e li mettiamo in strada. È quello che ha detto lei sul giornale, poi può smentire anche adesso a verbale di averlo mai detto. La domanda dell'interpellanza era semplicemente sapere se quell'affermazione virgolettata e riportata su un giornale cittadino corrispondeva alla realtà, perché altrimenti viene veramente il sospetto che comunque, alla fine di tutto questo bel discorso sull'ecologia, il recupero, eccetera, l'unica cosa che interessa sia mantenere l'alimentazione dell'inceneritore e non far aumentare la percentuale di raccolta differenziata. Dal punto di vista economico si parlava di 800.000,00 Euro di risparmio, cifra riportata dal giornale, che vorrei sapere se è vera, ma se pensiamo che, solo dai risultati di gara sugli appalti dei mercati, AMIAT ha risparmiato qualcosa tra i 5 e i 10 milioni di Euro, che non sono mai stati restituiti alla Città, a quanto pare, sono stati semplicemente incassati da AMIAT, e allora, forse, che poi noi tagliamo il servizio porta a porta e torniamo indietro per togliere 800.000,00 Euro e permettere ad AMIAT di risparmiare 800.000,00 Euro, mi sembra ancora meno sostenibile alla luce di tutte queste situazioni. Vorrei vedere per una volta, non il bel discorso che, per carità, va benissimo, eccetera, ma dati, indicazioni di aree, di misure, eccetera, con una misurazione dell'impatto per capire veramente cosa vuol fare l'Amministrazione su questo tema, perché altrimenti non mi convinco che quanto vuole fare l'Amministrazione sia una misura che va nella direzione dell'ecologia, del risparmio, eccetera, anche del risparmio sulla tassa dei rifiuti dei cittadini, ma che sia semplicemente un modo per peggiorare la situazione e favorire gli interessi dell'inceneritore. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Alla luce di quanto dichiarato dall'Assessore in merito alla risposta data al Consigliere Bertola, approfittando anche della presenza in Aula del Presidente Trombotto, credo che sia opportuno fare un approfondimento in Commissione. C'è la disponibilità da parte dell'Assessore e quindi in quella sede magari si farà più chiarezza rispetto ai numeri e ai dati che venivano prima richiamati anche dal Consigliere Bertola, oltre che dall'Assessore. L'interpellanza è discussa per l'Aula. |