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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Maggio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-01334
PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIET? E DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE POSSEDUTE AI SENSI DELL'ARTICOLO 1 COMMI 611 E SEGUENTI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2014 N. 190: DEFINIZIONE INDIRIZZI E APPROVAZIONE.
Interventi

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc.
201501334/064, presentata dalla Giunta Comunale in data 31 marzo 2015, avente per
oggetto:

"Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie
direttamente o indirettamente possedute ai sensi dell'articolo 1 commi 611 e
seguenti della Legge 23 dicembre 2014 n. 190: definizione indirizzi e approvazione".

e della proposta di mozione n. mecc. 201502247/002, presentata dai Consiglieri
Appendino e Bertola in data 25 maggio 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione (mecc. 201501334/064)
'Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie
direttamente o indirettamente possedute ai sensi dell'articolo 1 commi 611 e
seguenti della Legge 23 dicembre 2014 n.190'".

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Comunico che in data 20/05/2015 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
L'Assessora aveva già presentato il provvedimento in Commissione?
La parola all'Assessora Tedesco.

TEDESCO Giuliana (Assessora)
Effettivamente questo provvedimento è stato oggetto di Commissioni su
Commissioni, per circa due mesi e finalmente oggi approda in Aula.
Questo Piano di razionalizzazione si ispira ai criteri generali che la Legge di Stabilità
del 2015, la 190/2014, enuncia e che devono fungere da direttrici per perseguire gli
obiettivi che sono ricercati dalla cosiddetta "Legge di spending review".
Gli obiettivi sono: l'eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie che
non sono indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche
mediante la messa in liquidazione; la soppressione di quelle società che sono
composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello
dei dipendenti; l'eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono
attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate, e questo anche
mediante operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni; l'aggregazione
di società di Servizi Pubblici Locali di rilevanza economica e, da ultimo, il
contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante una riorganizzazione degli
organi amministrativi di controllo e delle strutture aziendali.
Una volta che sarà approvato, questo Piano operativo sarà mandato anche alla
Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti e sarà pubblicato anche in
internet sul sito istituzionale dell'Amministrazione.
Entro gli stessi termini è sancito che venga inviata, e poi anche pubblicata, una
relazione sui risultati che saranno conseguiti rispetto a questo Piano operativo entro il
31 marzo 2016.
Noi abbiamo proceduto così, abbiamo diviso le nostre partecipazioni in otto ambiti:
ambito ambiente e territorio, ambito finanza, ambito gestione servizi comunali,
parchi scientifici, riqualificazione territoriale e gestione immobiliare, sviluppo
economico, tecnologia informatica e trasporti.
Dopodiché, oltre a un'analisi puntuale, quindi corredata anche da schede tecniche
società per società, abbiamo dato degli scenari e delle ipotesi: suggeriamo per sette di
queste partecipate un'operazione di cessione (quindi per l'IPLA, Banca Etica,
Finanziaria Centrale del Latte, le due Finpiemonte, FSU, Agenzia di Pollenzo,
ICARUS, ATS e Albenga Garessio Ceva); per tre di queste diamo, come ipotesi,
l'uscita, la liquidazione o la cessione, però mediante una valutazione di quelli che
possono essere i diversi processi di uscita. Cito, per esempio, una per tutti, per FSU
bisogna essere d'accordo insieme al socio Genova sulle modalità di uscita, di
soppressione o di liquidazione di questa partecipazione, quindi non possiamo che
deciderlo insieme ai nostri soci. Per tutte le altre, noi ipotizziamo il mantenimento
della partecipazione, però suggeriamo ipotesi di aggregazione, piuttosto che di
sinergia e di messa in rete di alcuni servizi.
Presidente, io per ora mi fermo, perché in Commissione abbiamo analizzato,
partecipazione per partecipazione, quelle su cui i Consiglieri si sono voluti
soffermare maggiormente.
So che è in discussione anche una proposta di mozione presentata dai Consiglieri del
Movimento 5 Stelle, per cui aspetto gli interventi dei Consiglieri e poi mi riservo
eventualmente la replica.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Innanzitutto vorrei ringraziare gli Uffici e l'Assessorato per il lavoro che è stato
svolto, perché comunque, quando si tratta di fare una sorta di ricognizione e uno
studio di tutti gli Enti cui siamo, di primo e secondo livello, è sempre complesso,
quindi evidentemente è stato fatto un lavoro sicuramente impegnativo.
Non rientro nel merito della proposta di deliberazione, perché, come diceva
l'Assessora, l'abbiamo discussa a lungo in Commissione.
Come ho già detto anche in Commissione, io non condivido alcune delle scelte, in
particolare su alcuni soggetti partecipati, che secondo me, a differenza di altri, non
erano da ritenere strategici, quindi forse si poteva avere più coraggio e intervenire.
In realtà, ero molto in dubbio se presentare direttamente un emendamento a questa
proposta di deliberazione; non l'ho fatto perché, in realtà, come la deliberazione
stessa dice, si tratta di linee guida di un percorso che si va ad individuare, ma da cui
discenderanno tutta una serie di deliberazioni dove ci troveremo, nello specifico, ad
affrontare le scelte che la Città prenderà sui singoli Enti. Lo dico perché, in realtà, a
me sembra che questa deliberazione, più che un punto di arrivo, e quindi una
traduzione di scelte politiche, sia un punto di partenza, cioè vediamo qual è la
situazione e, in qualche modo, identifichiamo una serie di percorsi, che però
dovranno essere valutati uno per uno. Quindi, mi auguro - e anche altri Commissari
presenti erano d'accordo - che si possa percorrere un'analisi un po' più approfondita,
anche con l'audizione di alcuni soggetti coinvolti in questa deliberazione, per capire
quali saranno le proposte, perché poi dalla fusione all'aggregazione, insomma, le
operazioni straordinarie e societarie sono tantissime, hanno impatti molto diversi e
quindi in realtà in questa deliberazione si delinea una serie di operazioni, ma poi
dovremo affrontarle nello specifico e capire effettivamente dove si andrà.
Quindi, in realtà, io ho trovato una forte mancanza - e arrivo alla proposta di mozione
di accompagnamento -, non è dovuta all'Assessorato o alla Giunta, ci mancherebbe,
ma secondo me è proprio una mancanza nella Legge a cui facciamo riferimento, e
cioè che qui si va ad individuare - e anche l'Assessora Tedesco in parte era d'accordo
- che la razionalizzazione e, in un certo senso, una deliberazione di questo genere
potranno procurare grandi risparmi sul nostro Bilancio.
Sappiamo bene che, in realtà, l'impatto derivante da questa deliberazione che ci sarà
sul nostro Bilancio in realtà sarà abbastanza ridotto, però lascerà fuori - e qui arrivo
alla mozione di accompagnamento - un mondo dove invece io personalmente per i
quattro anni che sono stata qui sento che c'è una forte necessità di intervenire. In
realtà è un percorso che avevamo già iniziato nel 2013 in una deliberazione che cito
in mozione, dove sempre gli Uffici fecero un grande lavoro (non ricordo se ci fosse
già lei come Assessore alle partecipate, o se ci fosse l'allora Vicesindaco
Dealessandri), fecero una sorta di razionalizzazione, o meglio, di ricognizione degli
enti no-profit, perché, mentre la Legge a cui facciamo riferimento ci impone di fare
una ricognizione e andare a fare un piano di linee guida, di razionalizzazione degli
Enti societari, e quindi in senso stretto partecipate, lascia fuori tutto quel mondo che
sappiamo bene (perché in quella deliberazione famosa di ricognizione si faceva
effettivamente la mappatura), cioè tutto quel mondo dove noi abbiamo o delle
partecipazioni oppure anche solo una sorta di contributo economico diretto e
indiretto.
Allora, riprendendo un po' il percorso che era stato fatto anche con la Commissione,
in realtà in questa proposta di mozione noi chiediamo di riprendere quel lavoro che
era stato iniziato di ricognizione degli enti no-profit e di andare a valutare, anche per
questi Enti, un lavoro come è stato fatto effettivamente per le partecipate. Quindi
chiediamo alla Giunta, che è evidentemente l'organo collegiale (perché questi enti
no-profit in qualche modo fanno riferimento a vari settori, dalla Cultura
all'Ambiente, ce ne sono tantissimi), di ripartire dalla ricognizione che è stata fatta,
elaborare delle linee guida e un piano, come è stato fatto in questa deliberazione, che
poi evidentemente porterà ad atti successivi al Consiglio Comunale, in modo tale che
si possa affrontare anche quel tema, che so bene che non è previsto per legge, ma
forse è tanti anni - l'abbiamo detto anche altre volte - che questo Consiglio dovrebbe
affrontare anche a fronte di una situazione che è cambiata rispetto ad anni fa.
Quindi, questa proposta di mozione è un invito alla Giunta ad avviare questo
percorso, affinché poi il Consiglio Comunale si possa confrontare con la Giunta e poi
fare evidentemente un lavoro di approfondimento sui singoli soggetti che
emergeranno dall'analisi fatta dagli Uffici, dall'Assessorato e dalla Giunta.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Ha detto bene la Consigliera Appendino, la discussione in Commissione è stata lunga
e articolata. Credo che l'impegno fondamentale che l'Assessora Tedesco ha preso
fondamentalmente sia quello non solamente di aver proposto una ricognizione, che,
come è già stato detto - è inutile ripeterlo -, costruisce i confini rispetto alla Legge di
Stabilità e soprattutto alla Legge sulla spending review, che prevedeva una serie di
interventi di dismissioni e razionalizzazioni di nostre partecipazioni, ma, a fronte di
ciò che è stato fatto in questi mesi... (BRUSIO IN AULA). Se i Consiglieri non sono
interessati, possono anche uscire.
Però, Assessore, i quattro punti su cui l'impegno che si è preso in Commissione deve
essere ribadito sono in particolare uno, che lei ha appena detto, e cioè il fatto che
l'orizzonte è il 2016, quindi noi abbiamo oggi due punti che sicuramente vanno
sottolineati: il primo aspetto è che come Città siamo sicuramente molto avanti
rispetto al lavoro che doveva essere fatto su partecipazioni, dismissioni e
razionalizzazione; stessa cosa per quanto riguarda gli organismi e i compensi degli
amministratori; stessa cosa per quanto riguarda sia la Centrale di Committenza, per
quanto riguarda gli aspetti legali ed economici legati soprattutto a ciò che noi
deteniamo in pancia di FCT.
Ci sono alcuni punti che, secondo me, andrebbero ovviamente approfonditi, e questo
sarà il lavoro che noi dovremo proporre per i prossimi mesi (detto e sottoscritto in
Commissione anche dalla Consigliera Appendino e da altri Consiglieri, maggioranza
e minoranza inclusa) rispetto a punti che ritengo strategici. Cito, per tutti, la vicenda
legata a FSU e la vicenda legata a GTT e Infra.To; cito anche gli aspetti non
marginali che vengono spesso dimenticati, soprattutto dalla minoranza, ma rispetto
ad altri Comuni italiani sicuramente la nostra Città è molto avanti, da questo punto di
vista, rispetto alla razionalizzazione. Come è stato detto dalla Consigliera
Appendino, è vero che la ricaduta economica non è così significativa, ma è
altrettanto vero che la valutazione è fatta sulla base di una deliberazione presentata
oggi, che pone un obiettivo su cui lei deve lavorare insieme agli Uffici, non
solamente l'applicazione di due Leggi nazionali. C'è, però, un aspetto che la
deliberazione riprende solamente nella parte finale, prima del dispositivo, che invece
secondo me è sottovalutato, cioè tutta quella parte di dimissioni e di
razionalizzazione che è già stata fatta in questi ultimi tre anni rispetto a nostre
partecipate molto importanti.
Quindi, questi aspetti, che hanno avuto una ricaduta economica positiva sui Bilanci,
hanno avuto una ricaduta economica positiva anche sulla Città, perché poi è un
aspetto che viene spesso dimenticato quando si parla della dismissione di parti
importanti (cito SAGAT, cito la vicenda legata alla stessa AMIAT, cito TRM,
Farmacie Comunali, eccetera); la preoccupazione dell'applicazione dei patti
parasociali, l'applicazione delle clausole di salvaguardia, l'applicazione rispetto agli
impegni legati alla preoccupazione dei lavoratori rispetto a questi passaggi di quote
azionarie significative, tutto questo non ha avuto quelle ricadute economiche
negative che alcuni preventivavano.
Quindi, Assessora Tedesco, l'obiettivo mi sembra chiaro, ce lo siamo detti, ma credo
che in Commissione alcuni dicono alcune cose che poi in Consiglio non riescono a
sottolineare; io, invece, provo a farlo anche in modo molto netto: gli impegni che
abbiamo preso adesso hanno otto mesi davanti, per cui vanno mantenuti, e per
mantenerli credo che ci sia un lavoro da fare con una certa accelerazione, perché è
vero che noi siamo stati due mesi in Commissione e abbiamo discusso lungamente di
questa deliberazione, ci prepariamo a discutere il Previsionale del prossimo anno, c'è
una scadenza che è stata prorogata (quindi il Previsionale 2015 ha come scadenza la
fine di luglio), ma è altrettanto vero che gli impegni che stiamo prendendo - e la
proposta di mozione della Consigliera Appendino va in quella direzione - sono anche
frutto della preoccupazione che manchi, per esempio, un monitoraggio rispetto a Enti
e partecipazioni meno importanti, però altrettanto significative.
L'aspetto legato ai no-profit, secondo me, è un punto su cui noi in Commissione non
abbiamo minimamente discusso, e sono d'accordo con la Consigliera Appendino che
è un punto che ci permetterà di fare chiarezza, e anche rispetto a quelle quattro o
cinque operazioni che vengono immaginate in questa deliberazione, ma che devono
essere ancora completamente costruite e portate a compimento.
L'impegno riguarda i prossimi sei mesi; io mi auguro che già nel prossimo mese,
nella ricognizione successiva che dovremo fare sulle singole, e in particolare su
quello che c'è oggi in pancia di FCT (perché poi la vera ricognizione rispetto alla
strategia sarà questa), ci sia la possibilità di confrontarci operativamente proprio sulle
linee di indirizzo della Giunta, attraverso la deliberazione che fa il monitoraggio,
razionalizza e prende atto anche delle precedenti dismissioni, affinché prosegua nella
direzione di concludere il percorso nella scadenza che la stessa Legge prevede,
quindi non solamente con la comunicazione alla Corte dei Conti, ma con la
rappresentazione al Consiglio Comunale degli obiettivi da raggiungere. Cito, tra
l'altro, anche un'altra vicenda che lei conosce bene, la vicenda del CAAT, dove la
Città ha il 91%, la quota si incrocia con quella che ex lege la Città Metropolitana ha
oggi, dell'1,5, ma è un tema importante anche quello.
Quindi, proviamo a fare questa valutazione anche rispetto a un patrimonio
importante, che però rischia di deteriorarsi perché in una fase come questa magari
non ha avuto offerte o acquirenti. L'esempio che ho appena fatto è significativo,
perché è molto complesso immaginare una piattaforma logistica delle merci, che
possa essere interessante, se non sull'area metropolitana legata alla vicenda SITO, e
anche su questo probabilmente il ragionamento deve essere fatto mettendo insieme
più attori e più interlocutori. Su questo punto credo che in Commissione potremo
ragionare, per trovare il modo di andare verso una dismissione di quote che ci
permetta di valorizzare anche il patrimonio che la Città ha costruito negli anni.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Sulla proposta di deliberazione si è già espresso a nome del Gruppo il Consigliere
Altamura; io, invece, intervengo sulla proposta di mozione di accompagnamento,
presentata dai Consiglieri Appendino e Bertola.
Questo è un tema che sta a cuore a molti di noi; in particolare, io e il Consigliere
Ventura ce ne siamo occupati più volte e abbiamo segnalato la necessità di porre
mano a un riordino e anche a un ripensamento degli strumenti no-profit della Città,
legati a progetti particolari e specifici.
Condividiamo lo spirito della proposta di mozione, ma proprio perché vogliamo che
sia messa in pratica, chiediamo di indicare come tempo entro la fine del 2015: dopo
"il Sindaco e la Giunta", chiediamo di togliere la proposizione "contestualmente alla
presentazione del Bilancio Previsionale" e di aggiungere, invece, "entro il 2015".
Quindi: "si impegna il Sindaco e la Giunta a elaborare e proporre una deliberazione
entro il 2015, da sottoporre al Consiglio Comunale", eccetera. Deposito
l'emendamento.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Quindi, è un emendamento che modifica l'aspetto temporale?

PAOLINO Michele
Sì, impegna la Giunta a fare questo lavoro entro e non oltre la fine dell'anno.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Comunico al Consiglio Comunale che è stato presentato un emendamento, che viene
accolto.
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Sinceramente noi condividiamo un'analisi critica, ma purtroppo è stato un obiettivo
poco ambizioso già da Roma, rispetto a quello che poteva essere un piano reale di
riassetto, che fosse sinceramente ispirato da obiettivi di spending review, però
spending review apprezzabile.
Però sottolineiamo (e questa sì è una critica a questa Amministrazione) come in
realtà dei soggetti che rientravamo perfettamente nel piano Cantone di dismissione,
in quanto soggetti partecipati e municipalizzate che non hanno dipendenti, o che
hanno meno dipendenti degli amministratori, e che soprattutto fungono
sostanzialmente da filtro e non invece da componente strategica di una strategia
industriale di questa città, sono stati paradossalmente risparmiati. Quando, invece,
sono stati affrontati, molto alla leggera, in anni precedenti al suo Assessorato,
Assessora Tedesco, piani di dismissione improvvisati e più volte contraddetti,
rispetto a municipalizzate che svolgevano e svolgono, effettivamente, servizi
strategici per questa città e soprattutto per i suoi cittadini.
Noi, in particolare, non capiamo come si possa mantenere in vita, in generale,
proprio FTC Holding, nella misura in cui è stata solo una sorta di clone della
Direzione Patrimonio, interna alla Città, quando poi tutte le funzioni vengono
sostanzialmente mantenute da quella Direzione. Non lo capiamo, se non per la
necessità di un ulteriore indebitamento, in elusione dei vincoli che lo vietavano. In
quel caso si è parlato di prestito ponte, ma diciamo che è un ponte di San Francisco, è
un ponte dello Stretto, più che essere un ponte così come lo avevamo immaginato.
Sostanzialmente, è un ulteriore indebitamento fuori divieto.
Una logica analoga è quella della società di cartolarizzazione di questa Città. Lo
diciamo in assenza, ancora una volta, ahimè, dell'Assessore competente; non lo dico
io, che tanto siamo abituati agli attacchi polemici da parte mia, ma lo dice la Corte
dei Conti, quando nel dare il proprio parere sui Bilanci scorsi, dice che le
cartolarizzazioni di questa Città sono un'elusione di scatole cinesi, che va
sostanzialmente ad accendere nuovi mutui; non potendolo fare essa stessa su
operazioni di vendita immobiliare, che non riesce a fare, lo fa fare a una sua società
partecipata al 100%.
Allora, Assessore, sono queste le municipalizzate che noi vorremmo, con un'opera di
coraggio, cancellare con un colpo di spugna da quella che è l'elefantiaca macchina di
partecipazione di questa Città, perché sono società che non hanno una ragione
d'essere, che non svolgono neanche fittiziamente questa funzione, perché (noi lo
vediamo nelle Commissioni) continuano a svolgerla le Divisioni interne
all'Amministrazione Comunale e agli Assessorati.
Per cui, in assenza di un indirizzo di reale coraggio da parte del Governo nazionale,
che spesso si riduce a lanci di notizie sensazionalistiche nei titoli di giornale, ma poi
non fa seguire un'azione politica amministrativa coerente, noi chiediamo che siate
voi a trovare questo coraggio, che evidentemente il Governo Renzi non sta trovando,
e, prima che finisca questa tornata amministrativa, di chiudere queste scatole, che
sostanzialmente non svolgono funzioni di reale interesse per la cittadinanza, però
coloro che in esse svolgono ruoli amministrativi, a fine anno, si portano a casa i loro
bei gettoni di presenza, magari con l'aggiunta, addirittura, di ulteriori premi.

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