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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Maggio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 19

Comunicazioni del Sindaco su: "Arabia Saudita ospite al Salone del Libro 2016, nel 2017 Isis?".
Interventi

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
Procediamo con l'altro punto all'ordine del giorno, relativo alle comunicazioni del
Sindaco, aventi ad oggetto: "Arabia Saudita ospite al Salone del Libro 2016, nel
2017 ISIS?".
La parola all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
Nei prossimi giorni, per motivi non inerenti a questa interrogazione, bensì alle
decisioni che abbiamo preso stamattina rispetto al Salone del Libro, verrà convocata
una riunione dell'assemblea dei soci del Salone, all'interno della quale faremo anche
il punto con i nuovi responsabili che sono stati indicati per decidere anche sul
prosieguo dell'attività del Salone medesimo, comprese le relazioni internazionali che
sono già state avviate da tempo con alcuni Paesi, perché, come voi sapete, di anno in
anno il Salone del Libro ospita un Paese in particolare come Paese ospite. Quindi, il
tema riferito all'invito (che è stato, peraltro, non solo preannunciato per l'Arabia
Saudita, ma per altri Paesi con cui questi contatti sono in corso da tempo) sarà
oggetto di disamina da parte dei nuovi vertici e dell'assemblea dei soci.
Se pensiamo, ad esempio, al caso dell'ospite di quest'anno, che, come sapete, è stata
la Germania, il lavoro si è protratto praticamente per tre anni, per individuare una
possibile candidatura, discuterne e trovare un accordo anche di natura economica,
perché, ovviamente, per il Paese ospite c'è la richiesta di un particolare impegno
anche in termini di presenza, di autori, di esperienze editoriali per rendere
significative queste iniziative.
È evidente a tutti noi che, in particolare in alcune zone di questo pianeta, in questo
momento è in corso uno scontro anche di carattere politico-religioso, che non
sottovalutiamo, però - ripeto - la situazione è in tale cambiamento anche repentino da
richiedere un'attenzione direi mese per mese, perché l'evoluzione del quadro,
soprattutto in alcune zone del mondo, come voi sapete, è tutt'altro che lineare e
semplice.
Quindi, la risposta è che, ovviamente, noi come soci del Salone del Libro, insieme ai
nuovi vertici, considereremo con attenzione l'evoluzione della situazione per arrivare
quanto prima ad una decisione rispetto ai prossimi Paesi ospiti.
Ciò detto - e spero di essere chiaro - vorrei però cogliere l'occasione per una
riflessione un po' più ampia rispetto a questo tema. Capisco, ovviamente, che
bisogna stare, come ho appena detto, molto attenti, soprattutto nel piano degli inviti
internazionali, a calibrare bene le vicende che caratterizzano questi Paesi con inviti o
con la possibilità di ospitare anche gruppi artistici provenienti da alcuni Stati, però
vorrei anche cogliere l'occasione per dire - perché credo che questa sia anche
un'occasione giusta - che personalmente ritengo sia anche un po' il ruolo della
cultura quello di evitare, per quanto possibile ovviamente, considerate
oggettivamente le situazioni, di innalzare steccati che possano aiutare, ahimè, a far
emergere quella parte di antagonismo che vi è "sempre", tra virgolette, soprattutto in
alcune situazioni. Credo, come ho avuto modo di dire, che queste cose vadano
soppesate bene e vadano esaminate con grande attenzione; lo faremo anche
nell'ambito del Salone. Ritengo, però, nel contempo, che sia preferibile, in un mondo
che tende sempre più a contrapporsi e a dividere fattori, anche di esperienza storica,
culturale, religiosa, evitare per quanto possibile le contrapposizioni ed essere, invece,
proprio dal punto di vista culturale, un fenomeno che possa aiutare ad evitare queste
contrapposizioni formali.
Capisco che tutto vada gestito con grande attenzione e di questa attenzione sono
sicuro che sia la Giunta, sia il Sindaco e sia il sottoscritto cercheranno di essere
all'altezza, anche in collaborazione con gli altri soci di questi particolari eventi
importanti.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Ringrazio l'Assessore, però devo anche dire che non è stato abbastanza chiaro,
oppure sono io che non ho compreso. Nella richiesta di comunicazioni, chiedevo dei
dati ben precisi, cioè, visto che esiste un alto Comitato di coordinamento (neanche
normale, ma alto) di cui fanno parte tre persone, il Presidente della Regione, il
Sindaco di Torino e il Presidente della Fondazione, come organo della Fondazione
del Salone del Libro, le domande sono (chiedo a lei per lui, poi chiaramente chiederò
anche a Chiamparino per sé): hanno coordinato? Ne erano a conoscenza? C'è stato
un loro coinvolgimento? È stato chiesto un loro parere? E, soprattutto, il loro e il
vostro parere qual è?
Assessore, io sono d'accordo che la cultura debba essere un ponte, però deve essere
un ponte con gli intellettuali e con la cultura; qui, invece, si va a dare un
palcoscenico di legittimazione a quello che è un regime wahabita, quindi islamista
radicale, che ha un ordinamento costituzionale sostanzialmente fotocopiato da quello
dello Stato islamico del califfato, dove, come nel califfato, vengono eseguite
decapitazioni pubbliche per reati gravissimi, quali l'adulterio femminile, l'apostolato,
la diffusione di religione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'apostasia è
un'altra cosa ancora, quello invece è quando uno viene trovato con addosso una
Bibbia e si dice che non è perché lui è cattolico o cristiano di per sé, ma perché è uno
strumento di diffusione del cristianesimo, quindi c'è la pena capitale. Per non parlare
anche di altri elementi meno cruenti, ma di sicuro non compatibili con un
ordinamento giuridico di diritto, ovvero la fustigazione a frustate con gogna pubblica
per chi sia dissidente; l'ultimo caso è quello di un blogger: mille frustate in pubblico
e dieci anni di galera. Così come anche chi viene ritenuto "colpevole", tra virgolette,
di omosessualità, prostituzione, pornografia e quant'altro. Vedete... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Però, Consigliere Cassiani, per favore, non mi faccia
rimpiangere gli islamismi, stia un attimo zitto.
Il punto qual è? Il punto è che si va sostanzialmente a legittimare un regime che è
dittatoriale, fondamentalista e antioccidentale, perché nella Costituzione rivendica la
Sunna, come base di diritto, e la Shari'a e, di fatto, anche nel mondo, al di fuori dei
confini sauditi, la stessa visione del mondo. Mi chiedo: culturalmente, davvero noi
vogliamo regalare questo palcoscenico all'interno di un evento internazionale della
cultura occidentale e, quindi, pluralista per definizione, libera, del nostro patrimonio?
Ci rendiamo conto delle conseguenze anche geopolitiche di queste scelte? Ci
rendiamo conto che così, sostanzialmente, stringiamo la mano a un regime che si
macchia di questi orrori liberticidi?
Voglio dirlo molto chiaramente. Sarà che la pressione del mondo antagonista - e di
questo mi rallegro - sta scemando rispetto alle contromanifestazioni sui Paesi ospiti,
si sta veramente creando un avvitamento che sembra quasi un'individuazione che
gareggia nel trovare il Paese più impopolare al momento nello scenario geopolitico
internazionale, ad esempio, nel momento in cui la Grecia viene sostanzialmente
affamata, prendiamo la Germania dell'austerity. Io al dibattito con il Consigliere
Cassiani al Salone del Libro ho scherzato: il prossimo sarà mica l'ISIS? Diciamo che
ho scherzato fino ad un certo punto, perché la mattina successiva è stato
ufficializzato un altro regime islamista.
Concludo, ricordando che l'unico motivo per cui l'Arabia Saudita viene ritenuta un
partner è solo perché è una potenza petrolifera e non per altri motivi.
Il punto è capire la posizione del Sindaco Fassino su questa questione, perché, se
nelle riunioni di cui mi parlava, Assessore Braccialarghe, il Sindaco andrà a dire che
è stato fatto uno scivolone, non vi eravate parlati e che si cambia tutto, quindi anche
il Paese ospite, io, Assessore, le dico: "Tardi, ma bene". Se, invece, si insisterà su
questa scelta, le posso annunciare che, credo anche con intese piuttosto trasversali, si
promuoverà formalmente un comitato per formalizzare un appello al ritiro di questa
scelta, al quale credo che aderiranno veramente tanti esponenti istituzionali e del
mondo intellettuale di diverse correnti, però accomunati da un unico amore che è
quello della libertà.

MAGLIANO Silvio (Vicepresidente Vicario)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Parto con un aspetto quantitativo: 2013, 79; 2014, 88; 2015, alla data del 17 maggio,
85. L'Assessore, in qualche modo, devo dire con qualche difficoltà - almeno io così
ho colto -, ha ritenuto di difendere questa scelta, che io, usando lo stesso termine che
ho impiegato sulle comunicazioni precedenti (questa è una scelta politica, là
parlavamo di atti vandalici), mi permetto di dire - non si offenda - ignobile. Perché
ignobile? Perché i numeri che ho appena richiamato sono le condanne a morte che
sono state eseguite - mi si consenta l'espressione - nel regime non democratico,
dittatoriale dell'Arabia Saudita. Ora, io credo che in un Paese democratico come
l'Italia, in un consesso civile che esprime questo Consiglio Comunale, che esprime il
Consiglio Regionale del Piemonte, che sono partner del Salone del Libro, che sono
soci fondatori, non sia possibile, non sia accettabile, non sia condivisibile e non
possa essere sostenuto da nessuno che voglia definirsi democratico questo tipo di
invito.
Sì, sono duro, Consigliere Cassiani, lo sono perché stiamo parlando di un Paese nel
quale per reati minori si procede all'amputazione di arti nei confronti dei condannati.
Stiamo parlando di un Paese nel quale le donne, come è noto, non hanno la
possibilità di guidare l'auto se non accompagnate, un Paese nel quale deve esservi un
tutore maschio per poter uscire di casa, sposarsi o accedere a molti pubblici servizi.
Di questo noi stiamo parlando; non stiamo parlando, Assessore e Sindaco (visto che
fortunatamente ci ha raggiunto anche il Sindaco), della Germania (Paese ospite di
quest'anno). Stiamo parlando di un Paese, come ha detto bene il Consigliere Marrone
in precedenza, che in questi anni è stato ritenuto un alleato del mondo occidentale
solo ed esclusivamente per ragioni economiche e per ragioni di realpolitik, come lo è
stato ritenuto per molti anni la Libia di Muammar Al-Qaddafi.
Stiamo parlando di un Paese che, solo nello scorso settembre, ha condannato, e la
condanna è stata eseguita, 20 adolescenti a una pubblica fustigazione nella città di
Khobar. Stiamo parlando di un Paese che, solo lo scorso 25 marzo, ha condannato un
uomo a 15 anni di carcere e a 40.000 frustate. Potrei continuare, ma non voglio
aggiungere altro, perché sono fatti credo sufficientemente noti a questo consesso.
Mi fa piacere che il Consigliere Marrone abbia dichiarato che verrà costituito un
comitato (se non lo farà lui, lo farò io) e credo che saremo in molti. Mi auguro che
questa Amministrazione voglia correggere questo errore, che sarebbe un errore
gravissimo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Il Consigliere Trombotto è intervenuto per 4 minuti e 30 secondi. Il Consigliere
Curto ha chiesto di intervenire e ha a disposizione 30 secondi. Le chiedo
cortesemente di non mettermi in difficoltà come prima.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Non si preoccupi, Presidente, parlerò velocemente.
Ho ascoltato gli interventi dei Consiglieri Trombotto e Marrone e sono parzialmente
d'accordo con loro. Mi spiego sul termine "parzialmente". Il fatto che una fiera,
come la Fiera del Libro, svolga un'azione di ricerca e anche di confronto è un fatto
estremamente positivo; il fatto che una fiera, come la Fiera del Libro, di cui abbiamo
appena celebrato una bellissima edizione, possa rappresentare una piattaforma di
confronto, non tanto con Stati, ma con popoli e culture diversi dal nostro, anche
laddove c'è una situazione di fatica e difficoltà, credo che sia importante. E che
questo sia tanto con l'Arabia Saudita quanto con il Kazakistan di Nazarbayev, che è
Paese altrettanto dittatoriale e, per certi versi, altrettanto petrolificamente
interessante, la differenza la fanno le risorse.
Se la Fiera avrà la capacità di essere autonoma ed indipendente nelle risorse e se il
programma sarà caratterizzato dalla capacità di costruire una piattaforma critica di
elevazione culturale e anche politica, perché la cultura è politica, io credo che sia
un'operazione interessante. Se, diversamente, siamo alla ricerca di sponsor,
Assessore, ma spero di no, allora invece è un'operazione che va interrotta
immediatamente, perché non sarebbe degna della nostra storia, della nostra cultura e
del lavoro di questa Amministrazione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Onofri.

ONOFRI Laura
Io conosco benissimo - perché, appunto, l'opinione pubblica le conosce bene - le
situazioni in questi Paesi, in cui c'è poca democrazia e c'è poco rispetto dei diritti
umani. Mi viene da dire che ormai nella cartina geografica sono pochi i Paesi in cui il
rispetto dei diritti umani è completo; anche negli Stati Uniti c'è ancora la pena di
morte e per me questo vuol dire che il completo rispetto dei diritti umani non c'è
neanche lì.
Quindi, siamo veramente in una situazione mondiale molto particolare. Chiaramente,
in alcuni Paesi questi diritti umani sono ancora meno tutelati. Sicuramente, quello
che succede in Arabia Saudita è conosciuto da molti, ma quello che vorrei dire è che,
se la cultura, che dovrebbe essere la spinta proprio anche su questi temi per far sì che
i Paesi si aprano, invece si chiude, ci chiudiamo e chiudiamo e respingiamo questi
Paesi, quasi a formare dei ghetti, non ci potrà mai essere l'apertura ai diritti umani.
Io credo che il lavoro che dovrà fare il Salone del Libro, e sicuramente anche la Città
- ma sono sicura che sarà fatto -, sia proprio quello di portare questi Paesi a ragionare
anche su questo. Questo può essere veramente un veicolo. È stato molto importante
l'incontro con la Germania, per certi aspetti è stato veramente alto, ma sono Paesi
che prima di tutto noi abbiamo la facilità di conoscere meglio, perché sono più vicini
a noi. Invece, per quanto riguarda altri Paesi così distanti, ricordiamoci che l'Arabia
Saudita è la culla della cultura islamica, e non è che la cultura islamica sia tutta da
demonizzare, è cultura anche quella; che poi ci siano aspetti assolutamente deleteri,
questo è indiscutibile, ma io credo che sia proprio importante il fatto di aprire un
Paese, una Città a questi mondi e cercare di dialogare.
Al di là di tutto, mi sembra che il Salone del Libro abbia questo ruolo, quindi non
vedo assolutamente nessun ostacolo a che l'Arabia Saudita sia il Paese ospite, anzi,
spero che si percorra questo cammino in modo fruttuoso.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Intervengo sull'ordine dei lavori. Dato l'argomento e la novità e dato il fatto che del
Gruppo del PD siamo in tanti, chiederei al Presidente e ai Consiglieri se si può
concedere un minuto ai Consiglieri che lo chiedono, proprio per avere un panorama
di posizioni, altrimenti vedo già un po' di sfumature diverse. Non sposta nulla, ma
chiedo che i Consiglieri che lo richiedono possano avere un minuto - questo vale
anche per gli altri Gruppi, ovviamente -, al di là dei cinque minuti per Gruppo,
perché altrimenti davvero si rischia che questo argomento venga ripreso
successivamente in altri momenti.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
C'è una richiesta da parte del Consigliere Viale. Mi pare che l'Ufficio di Presidenza
prima sia stato abbastanza elastico con tutti, c'era il bonus del Consigliere Marrone,
c'era il super bonus del Consigliere Curto e, se ho l'assenso da parte vostra - e lo
vedo qui dalla Presidenza -, se siete d'accordo, io concederei qualche intervento in
più. Chiaramente un minuto vuol dire un minuto; qualora il minuto dovesse
prolungarsi, sarò costretto ad intervenire.
Mi pare di non avere il diniego da parte di nessuno, quindi la proposta del
Consigliere Viale è accolta.
Consigliere Paolino, a lei la parola. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io
vado ad esaurimento dei minuti. La Consigliera Onofri, che è stata bravissima, ha
parlato in 2 minuti e 15 secondi. Io devo andare prima ad esaurimento dei 5 minuti.
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Ringrazio il Presidente, è stato molto preciso. Guardate, le polemiche sul Salone del
Libro sono state parecchie: Israele alcuni anni fa, il Vaticano quando c'è stato, per
cui dal punto di vista culturale io non temo il fatto che si invitino Paesi particolari,
però vorrei solo far notare che un Consiglio Comunale che ha votato un ordine del
giorno di critica sulla politica della Russia sull'omosessualità non può essere
indifferente alla questione delle donne e dell'Arabia Saudita. Non ne faccio una
questione per la pena di morte, perché dalla Cina, con cui abbiamo rapporti e via
dicendo, tra l'altro anche i boicottaggi del Sud Africa, altre cose successe in passato,
erano questioni differenti, però credo che, indipendentemente dalle scelte legittime e
dalle opportunità, è chiaro che la Città di Torino non sarà indifferente sul tema delle
donne, al fatto che l'Arabia Saudita sia al Salone del Libro, nel rispetto del Salone
dei Libro, nel rispetto della cultura araba in generale, rispetto alle differenze,
nell'evoluzione politica che nel frattempo ci sarà in quell'area, dove molte cose
stanno cambiando, però quest'affermazione credo di doverla dire con estrema
determinazione in questa sede e in quest'Aula.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
È stato nel minuto e la ringrazio. Consigliere Cassiani, penso che lei sia in grado di
stare nel minuto. Grazie.
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Grazie, Presidente, a condizione che non venga poi non data la possibilità al
Capogruppo. Io ho un'opinione più simile a quella della Consigliera Onofri. Lo dico
perché l'aver fatto a Torino mostre importanti con i musei della Russia, secondo me,
ha aiutato quel Paese a confrontarsi con una realtà diversa dal punto di vista
culturale.
Il fatto che ci siano anche delle manifestazioni in piazza, durante quel tipo di
iniziative, aiuta quel Paese, i suoi giornalisti, i suoi studiosi, i suoi mezzi di stampa a
capire che nel nostro Paese c'è una cultura diversa.
Se ci saranno delle manifestazioni davanti al Salone del Libro, che in qualche modo
chiedono diritti per le donne contro la pena di morte, ben vengano, perché
l'espressione di democrazia e di manifestare il proprio pensiero non deve però essere,
in qualche modo, una dimostrazione di chiusura rispetto a persone che vengono qui
in Italia anche ad ascoltare i nostri studiosi, ad ascoltare le nostre pubbliche
amministrazioni, ad ascoltare i nostri scrittori e a confrontarsi con loro.
Sicuramente inviteremo qui a Torino, in Italia, dei rappresentanti diplomatici, perché
ovviamente sappiamo che l'Italia ha relazioni assolutamente strette con quel Paese,
quindi l'Ambasciatore e quant'altro, ed è bene che in quell'occasione la Città svolga
il compito che è quello della democrazia, cioè rappresentare i valori democratici di
una Nazione. Se non possiamo farlo lì, non ci sono tante altre possibilità per farlo,
perché un conto è farlo direttamente in un luogo di cultura come il Salone del Libro,
altro invece è sui banchi dell'ONU, dove ovviamente tanti cittadini non possono
partecipare ai lavori.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Paolino. Le ricordo che ha due minuti e 30 secondi.

PAOLINO Michele
Siamo un Gruppo molto dialettico che ha molte cose da dire. Abbiamo saputo questa
mattina dell'indicazione che arriva dai vertici dei soci del Salone, all'assemblea della
Fondazione, di indicare la dottoressa Milella e la dottoressa Cogoli come Presidente
e come Direttore Editoriale del Salone: desidero cogliere l'occasione di questo
dibattito per augurare loro davvero buon lavoro nell'interesse della città. Voglio
ringraziare in maniera non formale e davvero con molta stima per la grande
generosità con la quale il Presidente Picchioni ed Ernesto Ferrero hanno lavorato
nell'interesse della nostra città, facendo crescere questo Salone, questa iniziativa, che
non è più un episodio, ma è parte integrante del disegno di sviluppo e della Torino
che abbiamo in mente. Quindi, vanno ringraziati loro - senza entrare nel merito delle
vicende di questi giorni -, insieme alle persone e alle professionalità straordinarie che
ci sono all'interno della Fondazione, che hanno permesso questo successo così
importante per la nostra città. È bene averlo presente in questo dibattito.
Un ultimo aspetto sul tema della comunicazione, credo che sia stato detto bene dalla
Consigliera Onofri: noi non dobbiamo avere paura nel momento in cui ci
confrontiamo con gli altri; noi siamo consapevoli che anche il tema dei diritti e della
libertà rientra dentro il sistema più generale di cultura di un Paese. Dobbiamo, però,
non metterci soltanto a giudicare, ma a cercare di cambiare, di trasformare, ma anche
di ascoltare, di misurarci, di capire; questo avviene ogni anno al Salone. Io credo che
la decisione verrà assunta dagli organi competenti con grande attenzione, ma noi non
dobbiamo avere paura in alcun modo; in particolare, quando ci misuriamo con Paesi
come l'Arabia Saudita e con Paesi che fanno dell'Islam la propria bandiera, noi non
dobbiamo avere paura, perché questo atteggiamento sarebbe esattamente la risposta
giusta a chi, invece, vuole imporre il terrore e vuole negare diritti e libertà.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non ho più richieste di intervento.
La parola, per la replica, all'Assessore Braccialarghe.

BRACCIALARGHE Maurizio (Assessore)
In realtà, io ripeto un po' quello che ho detto nella premessa, anche dopo aver sentito
il dibattito, cioè è evidente che il Salone del Libro, partecipato ovviamente dalla Città
e non solo dalla Città, dalla Regione, dalla Città Metropolitana e dall'Associazione
Italiana degli Editori, prenderà in considerazione questi argomenti, dovendo decidere
anche con i nuovi vertici del Salone, che sono stati indicati stamattina, quali saranno
i Paesi esteri non solo dell'edizione prossima, ma anche dei prossimi due o tre anni,
perché, come dicevo in premessa, questi rapporti vanno costruiti e richiedono anche
un'attenta valutazione preventiva.
Detto questo e detto che ovviamente questa è anche una decisione autonoma da parte
del Salone, io vorrei solo specificare che quando un Paese ospite viene al Salone del
Libro, concorda con il Salone medesimo l'invito di scrittori, case editrici del loro
Paese, della loro tradizione, in maniera tale che ovviamente, come è avvenuto in tutte
queste edizioni, al Salone si esprima anche il variegato pensiero non solo
dell'attualità di quel Paese, ma anche delle sue radici storiche e in questo caso
letterarie, perché ovviamente si tenta un'operazione di ampia ricognizione su quel
Paese e su quel tipo di cultura.
Io credo - peraltro l'ho detto nella premessa - che sia proprio un compito specifico
delle istituzioni di carattere culturale, soprattutto in una fase così delicata di
contrapposizione, di negazione reciproca dei valori della storia, eccetera, evitare
delle contrapposizioni di carattere formale. Quello che è importante è garantire la
sostanza del contributo.
Quindi, io ritengo che, se il Salone del Libro, fatta questa discussione ed esaminato
questo quadro, dovesse decidere di intraprendere e di continuare in questa relazione,
sarà importantissimo valutare in questo rapporto, ripeto, tra gli organizzatori della
parte culturale del Salone e il Paese ospite, in maniera tale da avere quegli elementi
di garanzia sostanziali che rispecchino anche il confronto, le tesi, il dibattito, la
storia, il sentimento che quei Paesi possono esprimere, questo per metterci anche
nelle condizioni, dal mio punto di vista, di non usare la cultura come un fatto di
contrapposizione - ce n'è già tanta -, bensì come un terreno possibile anche di
confronto. Ripeto, queste sono le valutazioni che avverranno con i nuovi vertici del
Salone, su questo e sugli altri Paesi, dovendo ovviamente valutare bene anche la
situazione che di fatto attraversa questa zona del mondo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La discussione è conclusa. Le comunicazioni sono effettuate.

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