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CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201501314/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 aprile 2015, avente per oggetto: "Rendiconto del Comune per l'esercizio 2014. Approvazione" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Riapriamo la seduta; non vedo in Aula il Consigliere Ricca, che aveva chiesto la sospensione. Abbiamo ripreso i lavori e qualcuno ci può far sapere che cosa è successo durante la sospensione? Andiamo avanti, prima o poi ci faranno sapere qualcosa. Riprendiamo l'analisi dell'emendamento n. 5. Il Consigliere Liardo era già intervenuto sull'emendamento n. 5. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Presidente, si fidi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Le chiedo scusa. LIARDO Enzo Non mi attacco ai tre minuti in più. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Siccome doveva intervenire sull'emendamento e poi ha chiesto la verifica del numero legale, le avevo anche detto che doveva chiederlo diversamente. Prego, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei approfondire questo emendamento, partendo proprio dall'espressione che è inserita all'interno della proposta di deliberazione, che recita: "dato atto". Auspicherei veramente, visto che è un gioco di parole quasi dialettale ("dato atto", "atto dato"), che… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, Colleghi. LIARDO Enzo Poi, magari, mi fa recuperare qualche secondo. Eravamo rimasti al "dato atto", "atto dato"; si tratta di un'espressione pesante all'interno di questa proposta di deliberazione e riterrei opportuno che questa maggioranza e questa minoranza contribuissero nel fare questo aggiustamento, che considero doveroso, inserendo appunto "reso atto". Chiedo quindi di eliminare: "dato atto" e di sostituirlo con: "reso atto", perché sicuramente l'emendamento è stato lungamente costruito dal Consigliere Magliano e ritengo che tutta l'Aula all'unanimità lo possa votare. Tornando al discorso di carattere puramente generale, la situazione che si è venuta a creare è frutto - mi rivolgo al Presidente, che in questo momento rappresenta il punto più elevato in quest'Aula - della mancanza di dialogo, della miopia e, molte volte - mi duole dirlo -, dell'arroganza data dai numeri che rappresenta la maggioranza, che hanno portato al fatto che, con tutta la buona volontà e nel rispetto del lavoro dell'Assessore Passoni, si voglia in qualche modo andare avanti, cercando di semplificare una situazione che non abbiamo voluto determinare noi. Concludo il mio intervento e ringrazio il Presidente, sottolineando la correttezza dimostrata oggi nella gestione dell'Aula. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Nel suo intervento il Consigliere Magliano ha fatto cenno alla vicenda della FISM e per il verbale futuro è probabilmente indecifrabile, ma vorrei ricordare che, in realtà, le cose non stanno come ha detto poc'anzi. Nel mese di aprile del 2014, la Giunta ha incontrato la delegazione della FISM, ha comunicato la riduzione dello stanziamento per il 2014, ha stanziato a Bilancio 2.080.000 Euro, che erano frutto del primo stanziamento del Bilancio Preventivo (che è stato ampiamente discusso in Aula), e, conformemente alla mozione che il Consiglio Comunale ha approvato al Bilancio Preventivo, in assestamento ha aggiunto 800.000 Euro, arrivando alla somma di 2.880.000 Euro. Questa è la ricostruzione esatta dei fatti. Naturalmente, tutti coloro i quali hanno aspettative di risorse più alte, forse maggiori delle precedenti, possono essere legittimati a non ritenersi soddisfatti, ma questo è e, quindi, è stato preventivamente comunicato, stanziato in parte e conguagliato con l'assestamento, così come da mozione. Il Consigliere Magliano ha detto è stato tagliato a fine anno ed è un'affermazione priva di fondamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 5: presenti 24, contrari 24. L'emendamento n. 5 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 6, presentato dal Consigliere Magliano. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Chiedo scusa all'Aula se mi sono assentato una ventina di minuti, ma ho avuto un problema e sono dovuto andare al Gruppo, per cui ho sentito che c'è stato un incontro tra le forze di opposizione per trovare eventualmente una soluzione, ma non mi pare che questo sia accaduto. Quindi, in attesa di segnali di apertura da parte del PD, il partito di maggioranza, e dell'Assessorato in merito alla proposta avanzata precedentemente, vorrei fare una parametrazione rispetto ai dati che l'Assessore ci ha appena fornito riguardanti la FISM. Sono stati dati alla FISM quasi 2.000.000 di Euro (mi pare di avere compreso). Se parametriamo il finanziamento dato per la gestione dei servizi del canile municipale della Città di Torino, nella misura di 4.000.000 di Euro, è vero che sono stati stanziati nell'arco di tre anni, ma spalmati sul triennio siamo intorno… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sono 3.900.000 Euro, un bando vecchio, Assessore, e quindi per la gestione dei canili si tratta circa di 1.300.000 Euro all'anno. Come ho avuto modo di dire in precedenza, sono molto sensibile a quello che è il mondo animale, quindi lungi da me voler far togliere i soldi in quell'ambito, però credo che le famiglie che vogliono dare ai loro figli una formazione ed un'educazione differente da quella pubblica dovrebbero essere tenute in maggior considerazione. Detto ciò, continuiamo questo momento di discussione, che non porta chiaramente a nulla e che poco ha a che fare con la normale dialettica politica che si dovrebbe tenere all'interno di un'Aula Consiliare. Però, come già detto in precedenza, è un'occasione che non possiamo lasciarci sfuggire, perché è un errore che è stato fatto da questa maggioranza e, quindi, cogliamo questa opportunità per cercare di portare a casa almeno qualcuna delle nostre proposte. Si tratta di due proposte di mozione di accompagnamento alla proposta di deliberazione, ma, fino ad ora, non ho ricevuto alcun segnale di apertura da parte della Giunta o del Capogruppo del PD, Paolino, che vadano nella direzione di accoglierle favorevolmente e quindi, per quanto mi riguarda, proseguirò in questa azione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Consigliere D'Amico, come ha visto, prima avevo chiesto la parola, ma avevate già ottenuto una sospensione dei lavori, per cui poi ho conferito con i Consiglieri della minoranza che hanno ritenuto di confrontarsi, e quindi non ho problema a dirlo formalmente in Aula: la maggioranza ha commesso un errore all'apertura del Consiglio, del quale mi assumo tutta la responsabile in quanto Capogruppo di maggioranza relativa. A fronte di un errore legato alla permanenza nell'Aula, si sta reiterando invece l'errore - per sua stessa ammissione, l'ha detto più volte - di un ostruzionismo non solo di nessun valore contenutistico, ma che ha come scopo soltanto quello di far perdere tempo. Ad un certo punto, ho provato a non rispondere, ma mi è proprio scappato, però è un monito che rivolgo innanzitutto a me stesso. Le sedute del Consiglio sono seguite innanzitutto dai dipendenti, attraverso il servizio televisivo a circuito chiuso, ma, soprattutto, vanno in streaming e quindi siamo tutti responsabili dello spettacolo che diamo. Noi, come Gruppo e come maggioranza, possiamo assumerci la responsabilità sulla parte che ci compete, ma credo che sia un Consiglio composto da persone adulte che non sempre riescono a comportarsi come tali, compreso il fatto che in queste ultime ore ciascuno ha giustamente cercato di approfittare di una debolezza - o presunta tale - della maggioranza per cercare di portare avanti alcune proprie battaglie politiche. Voglio dire in maniera molto chiara che sulle proposte di mozione presentate da qualsiasi Consigliere di maggioranza e di minoranza entriamo sempre nel merito; non è raro che ci siano proposte di mozione firmate sia da Consiglieri della maggioranza che da Consiglieri della minoranza. È iscritta ai lavori del Consiglio una proposta di mozione presentata dai Consiglieri Appendino e Paolino, così come ci sono molte proposte di mozione condivise ed elaborate insieme e quindi, da questo punto di vista, da parte nostra c'è tutta la disponibilità ad entrare nel merito delle proposte di mozione; sempre, non oggi, in qualsiasi momento, per cui non c'è bisogno di puntare delle pistole alla tempia della maggioranza, anche perché ribadisco che la maggioranza si è assunta la responsabilità di quello… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere, deve... PAOLINO Michele Il mio intervento è sull'ordine dei lavori e devo rispondere al Consigliere D'Amico. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non può comunque sforare il tempo a sua disposizione, Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Le chiedo scusa, ha ragione. Desidero soltanto informare l'Aula che, rispetto alle richieste fatte dal Consigliere D'Amico, accogliamo la richiesta del Consigliere Sbriglio, perché chiede l'attuazione di una mozione già approvata. Per quanto riguarda la proposta di mozione del Consigliere Marrone, avendo fatto delle verifiche con gli Assessori competenti e con gli Uffici, la materia che affronta è molto complessa e rischieremmo di fare qualche errore di valutazione, per cui abbiamo chiesto al Consigliere Marrone di poterla approfondire in Commissione, dando la disponibilità a convocare la Commissione subito, perché ci sono delle associazioni da audire, il MIUR da coinvolgere e riguarda la proprietà di un immobile molto complessa. È una partita molto complessa e quindi vorremmo evitare di fare come la gattina frettolosa, che fa i figli ciechi. Su tutte le altre richieste che sono giunte, risponderò nel prossimo intervento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Rispondo al Capogruppo Paolino e vorrei suggerirgli di non imitare Bersani sui motti di saggezza popolare, perché non gli ha portato benissimo. Vorrei fare un po' di chiarezza sul tema della proposta di mozione, perché è stato citato. È una proposta di mozione di accompagnamento, che (non da solo, ma d'intesa con il Consigliere Sbriglio) abbiamo ritenuto di presentare, con l'urgenza che chiaramente - non mi tiro indietro su questo - porta l'abbinamento al Bilancio, per un semplice motivo: l'impegnativa raccoglie un impegno politico a confrontarsi con l'ENS (per questo viene citato l'ENS), ma in realtà - per evitare che sia troppo limitativo - nell'impegnativa si parla di tutte le altre associazioni ed i gruppi rappresentativi che operano nel mondo della sordità. È stato un impegno che abbiamo assunto, trasversalmente, il Capogruppo Sbriglio, che era lì come Consiglio Comunale, l'allora Vicepresidente Levi, che era lì a nome di tutta la Sala Rossa, ed il sottoscritto, che, paradossalmente, non era nemmeno lì per il Comune, bensì per il Consiglio Regionale. Voglio dire brevemente che si tratta di una materia, sì, complicata, ma lo è nella trattazione e non nell'impegnativa, che, invece, non è complicata per nulla. Il MIUR non c'entra, perché, in realtà, il MIUR ha già chiuso la scuola e si è chiamato fuori, per cui il Ministero ed il Provveditorato agli Studi - esistono dei provvedimenti - hanno già detto che la scuola non c'è più, la si è inglobata, già negli anni scorsi, nell'Umberto I e poi quella sede è stata proprio chiusa. Ci sono atti che lo dicono. C'è una convenzione tra la Città di Torino e la Provincia di Torino per la gestione dell'immobile - ma quando era ancora una scuola - che dice che, qualora non venisse più utilizzata come scuola, a quel punto si dovrebbe modificare la convenzione, riportandola peraltro in Consiglio Comunale. Infatti, se leggete l'impegnativa, proprio perché la materia è articolata, non si chiede all'Assessore Passoni di fare una cortesia, dando l'immobile alle associazioni dei sordi, perché siamo consapevoli che non è una cosa così semplice, però c'è scritta una cosa che, in realtà, dovrebbe essere automatica, senza neanche dover ricorrere ad un'impegnativa. C'è scritto di attivare un percorso di confronto con quel mondo per condividere i percorsi di valorizzazione di quell'immobile; non c'è scritto niente altro, c'è solo scritto che quell'immobile è sempre stato destinato ai sordi e che c'è addirittura un atto di fondazione che, visto che è stato costruito con dei contributi privati degli enti dei sordi, ne vincola la destinazione, a prescindere dal fatto che sia una scuola, all'utilizzo sociale destinato a quel mondo. Visto che, già da un anno, è chiuso, è inutilizzato ed è a rischio saccheggio o peggio e visto che è sempre stato destinato a quel mondo lì, fate un incontro con quel mondo e verificate come potete condividere con loro un percorso che non lo lasci chiuso ed abbandonato. Non c'è scritto nient'altro in questa impegnativa, proprio perché siamo consapevoli della complessità e dell'articolazione di questo tema. Non vorrei che, diversamente, sembri una buona cosa dire che, visto che vi è troppo facile approvarla già oggi così, sia necessario un approfondimento. Anche fosse così, va bene, sospendiamola in Aula e facciamo l'approfondimento in Commissione, non vi è alcun problema. Però, proprio perché è brutto ragionare sugli ostruzionismi facendo dei bilanciamenti di questo tipo, se c'è un interesse ad approfondire nel merito, lo si farà… CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Marrone, le ho concesso del tempo in più. MARRONE Maurizio Piuttosto rinuncio ad intervenire sugli emendamenti, però è importante spiegare. Il punto è che, se c'è un'attenzione sul tema, sospendiamo la proposta di mozione in Aula - peraltro già condivisa con il Consigliere Sbriglio - ed approfondiamo in Commissione, ma, a questo punto, non c'entra nulla con l'ostruzionismo. Peraltro, il Consigliere Magliano ha richiamato - e gliene rendo atto - che questo è un suo ostruzionismo, che parte da un altro tema, quello della FISM. Noi ci abbiamo provato, ma, tutto sommato, sarebbe un po' improprio mischiare le cose. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Mi pare che abbiamo anticipato la discussione della proposta di mozione, che, nel merito, doveva essere discussa dopo, ma potrebbe essere utile per quanto riguarda i lavori che stiamo svolgendo; da una parte, c'è una disponibilità e la stessa è stata dichiarata dal Consigliere Marrone relativamente ad un'eventuale sospensione in Aula. Torniamo all'emendamento n. 6. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Interverrei quasi per legittima difesa, perché comunque ho capito dove il Capogruppo Paolino, magari nel suo prossimo intervento, vuole andare a parare. Qui nessuno vuole mettere la pistola alla tempia di nessuno. C'è stata una discussione e fa parte della dialettica democratica. Il compromesso è anche frutto di democrazia. Non riesco a capire perché, da una parte, ci viene chiesto di trovare eventualmente dei punti di incontro su determinate cose e mi sembra abbastanza normale; mi è stato chiesto - altrimenti non l'avrei neanche in qualche modo pensato - e qualche proposta è stata fatta, nessuno vuol prendere... (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Capisco che magari, per far capire dove arriva la signorilità, se qualcuno ha visto che i Consiglieri Ricca e Carbonero sono andati via, tutto quello che ci siamo detti prima ormai è carta straccia; non c'è alcun problema, vado avanti anche da solo e mi assumo anche io la responsabilità dell'atteggiamento che avrò in Aula, perché, se vogliamo fare una discussione, discutiamone, Capogruppo Paolino, ma la discussione non deve essere sul peso di quanti interventi possono o non possono esserci. Ho capito che l'assenza dei membri del Gruppo della Lega Nord possono anche far cambiare un atteggiamento e ritengo che…(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi sembra di aver colto questo dalle facce, poi mi posso sbagliare. Chiedo venia se ho fatto una valutazione diversa, io dico solo - e lo anticipo - che, anche facendo l'urlatore nel deserto, andrò avanti fino all'ultimo emendamento e fino all'ultima votazione. Se invece si vuole trovare un punto di incontro, ben venga, io sono anche disposto a ritirare immediatamente l'ostruzionismo; vorrei solo che, in qualche modo, si parlasse in maniera definitiva su che cosa si vuole fare. Ho proprio questo problema di non capire l'atteggiamento della maggioranza, che, da una parte, ti tende la mano e, dall'altra parte, magari tende a darti uno schiaffo; vorrei capire qual è la mano e qual è lo schiaffo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Marrone, mi è sembrato di capire che c'è la sua disponibilità a tenere sospesa in Aula la proposta di mozione; chiedo se, a tal proposito, c'è un intervento del Consigliere Paolino. Prego, Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Rispetto all'intervento del Consigliere Marrone, mi sembra evidente che la richiesta è accolta ed ho già chiesto la cortesia ai Consiglieri Centillo ed Altamura di verificare la possibilità della convocazione di una Commissione questa settimana, per esaminare, vista la complessità del tema, un po' di elementi - non dico tutti -, affinché ci mettano nelle condizioni di accogliere l'impegnativa che è semplice, ma che ha dei presupposti che non sono semplici. Rispetto alle richieste del Consigliere Liardo, mi assumo la responsabilità per la nostra parte - e di guai ne combiniamo già -, ma se altri suoi Colleghi di minoranza decidono di andarsene, è un problema loro, e non per concessione o perché hanno ottenuto, perché credo che non sia questo. Tra le altre cose, la logica del compromesso non mi appartiene. Io sono disponibile ad entrare in tutti i meriti che mi pone, così come li pongono altri Consiglieri. Rispetto ai meriti che lei ci pone, uno riguarda una proposta di ordine del giorno che mi ha consegnato adesso ed anche questa è complessa. Ci chiede di ragionare sul fatto di non far pagare tutta insieme la TARSU agli ambulanti, ma attraverso i ticket con pagamenti giornalieri, come se fossero non titolari di licenza fissa. Posso dirle che bisogna fare dei conti e capire questo che cosa comporta per il Comune e per la qualità del servizio; quindi, non sono in grado di rispondere adesso. La seconda richiesta è su una proposta di deliberazione iscritta ai lavori del Consiglio Comunale che non è nelle disponibilità dei Consiglieri, perché è stata iscritta dalle Circoscrizioni. Noi siamo pronti con lei, riconoscendole che il Regolamento ha la sua paternità (visto che non l'ho condiviso, la paternità gliela do tutta), ma è naturale che bisognerà discutere insieme a lei anche la proposta che arriva dalle Circoscrizioni e, prima di votarla, saranno fatti tutti gli approfondimenti necessari. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Vorrei rimanere nel merito dell'emendamento n. 6. Se c'è la necessità da parte di alcuni Consiglieri e dei Capigruppo di incontrarsi per verificare se ci sono degli elementi che possono aiutarci nel proseguire i lavori, va bene, però andrei avanti sul merito degli emendamenti. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 6: presenti 24, contrari 24. L'emendamento n. 6 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 7, presentato dal Consigliere Magliano. Si propone di sostituire: "con quest'ultimo importo" con: "con quest'ultima cifra". La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Magari, farò un altro intervento ostruzionistico, perché avrei voluto rispondere al Consigliere Paolino, però, visto che - giustamente - sta parlando al telefono, non può ascoltarmi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non riesco a finire, le rispondo poi al prossimo intervento. Volevo soltanto sottolineare alcuni aspetti, proprio perché essere preso... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Paolino, abbiamo ancora circa 36 interventi, perciò avremo modo di risponderci. Volevo solo dire al Consigliere Paolino che mi spiace essere preso, in qualche modo, per il naso relativamente alla vicenda che ha poc'anzi citato. Probabilmente, il discorso che viene riproposto dalla Circoscrizione è stato scritto sotto dettatura, non dico sua, ma di qualche Consigliere che è all'interno di questa Sala. Penso che i Consigli di Circoscrizione debbano avere rispetto di quello che viene votato all'interno di questo Consiglio, perché così è sempre stato. Non trova così strano che un Consiglio Comunale, che approva a maggioranza un provvedimento... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è stato votato da lei in particolare, però la maggioranza di questo Consiglio Comunale ha votato per quella deliberazione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo so, il Consigliere Cassiani è molto reattivo su questa vicenda. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Liardo, la invito a rivolgersi alla Presidenza. LIARDO Enzo Presidente, io la invito a far star zitto il Consigliere Cassiani, come ha fatto prima. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, Consigliere Liardo, lei parli alla Presidenza. Il Consigliere Cassiani è pregato di non interloquire con chi sta intervenendo. LIARDO Enzo Così riesco veramente a togliermi tutti i sassolini su questa vicenda. Volevo dire al Consigliere Paolino, e prima mi sono rivolto personalmente anche alla Consigliera Onofri, che questo Consiglio Comunale ha fatto una votazione e ha costruito un impianto per il nuovo decentramento. Le due cose sono complementari per andare avanti con un nuovo decentramento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Interverrò dopo nella discussione. Grazie. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Intendo esordire prendendo atto, Collega Paolino, della sua ammissione di responsabilità; sono incidenti che capitano, chi fa politica, a volte, commette anche questi errori, sono capitati a tutti quanti noi. Quindi, assumersi la responsabilità di ciò che è accaduto, chiaramente le rende onore. Così come concordo sul fatto che questa nostra attività ostruzionistica, portata avanti quest'oggi in Aula, non ha nulla a che fare con la politica e serve - utilizzando le sue parole - a fare solo perdere del tempo. Ricordo, però, al Consigliere Paolino che questa prerogativa non riguarda soltanto l'opposizione degli ultimi 20-25 anni in Sala Rossa, bensì è una prerogativa che è appartenuta anche al centrosinistra quando era forza di minoranza durante l'ultima legislatura, ad esempio, in Regione; non so se lei abbia avuto l'opportunità di partecipare a qualche Consiglio Regionale, dove i suoi Colleghi erano seduti nei banchi dell'opposizione e utilizzavano questo strumento in maniera molto frequente, con le stesse modalità, senza entrare nel merito, così come facciamo noi quest'oggi, esclusivamente per far perdere tempo. Questa purtroppo è l'unica arma che hanno le opposizioni, che siano di centrodestra o di centrosinistra, per cercare di far valere la propria forza e per cercare di far sentire le proprie opinioni. Io ho sempre lamentato l'utilizzo dello strumento della mozione di accorpamento, perché, prima di arrivare a questa formulazione, si dovrebbe trovare un accordo. Noi presentiamo delle proposte; è chiaro, voi avete vinto le elezioni ed è giusto che siate voi a governare, però - come ho sempre detto - noi che stiamo seduti da questa parte non siamo dei soprammobili, bensì rappresentiamo anche noi una parte dei cittadini torinesi e anche a loro dobbiamo dare delle risposte. Quindi, a volte, per poter dare delle risposte alle persone che hanno riposto in noi la fiducia, dandoci il loro voto, siamo costretti ad utilizzare questo strumento, che credo sia paritario a quello dell'accorpamento che usate voi. Purtroppo, quando accadono incidenti di percorso come questo, noi dobbiamo coglierli. Comunque, una proposta è stata fatta. Presidente, prometto di parlare 30 secondi in meno al prossimo intervento e la ringrazio per la pazienza. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere D'Amico. Stiamo introducendo un po' lo strumento della compensazione, cioè, visto che la serata sarà lunga, facciamo uno sforzo di flessibilità e compensiamo con l'eccesso il difetto sul successivo. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Prima avevo preso una ventina di secondi in più, quindi cercherò di terminare qualche secondo prima il mio intervento, tanto si interverrà anche dopo. Volevo però chiarire un aspetto, perché poi io sono sempre molto chiaro su tutto. Sul punto della mozione in sé, chiaramente, è ovvio che avrei gradito un atto di fiducia, dato che l'impegnativa non era poi così stringente rispetto alla materia articolata, però capisco anche che, se uno vuole degli approfondimenti, peraltro - da quello che ho capito - con il parere contrario della Giunta, fossi nei vostri panni farei sostanzialmente la stessa cosa, non mi viene da rimproverarvi chissà che. È ovvio che, però, sulla base di questo, a maggior ragione, svincolo il tema "mozione di accompagnamento", che, a quel punto, vedremo solo e approfonditamente nel merito, rispetto a quello che è un ostruzionismo su un atto che è un Rendiconto. Su questo voglio essere molto chiaro. Se sono stato frainteso, mi spiace, ma le cose non c'entrano, nel senso che, se un atto piace e vuole essere approfondito, perché vuole essere condiviso o meno nel merito, è un conto, se invece c'è un atto di fiducia sull'impegnativa, perché la si vuole approfondire qui in questa sede, allora si fa senza rinvio. Sono delle scelte politiche legittime, io dico solo che le svincolo, perché, poi, in questo caso, non ho fatto io l'ostruzionismo, ma un altro Consigliere. Poi, è ovvio che può capitare di avere uno scivolone di questo tipo, a maggior ragione, nella misura in cui non c'è nessun atto possibile di indirizzo su cui vertere su questa cosa del Bilancio, intendo sull'approvazione oggi, però a questo punto si continua, ma senza particolare acrimonia, è semplicemente un dato di fatto. Io vorrei solo chiarire che non può essere considerato un accordo politico il rinvio in Commissione di un atto, che mi sembra un atto di attenzione al tema. Una bocciatura preventiva e pregiudiziale, soprattutto di un atto che si presenta pure bipartisan, perché è firmato anche da un Collega di maggioranza, sembrerebbe sì un atto un po' pesante, però tutto si può fare e ognuno poi valuta su quello che si fa. Voglio solo chiarirlo prima, perché non sembri che poi ho cambiato idea in corso d'opera, quindi l'ho fatto appena ho avuto la possibilità di intervenire. A questo punto, svincolo i due ragionamenti, perché mi sembra anche coerente, cioè se c'è la volontà di approfondire nel merito, allora si ragiona sul merito e non si fa un discorso di convergenza politica a priori. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 7: Presenti 23, contrari 23. L'emendamento n. 7 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 8, presentato dal Consigliere Magliano. L'emendamento chiede di sostituire l'espressione: "una quota" con l'espressione: "una parte". La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo A questo punto, continuerò il discorso dei Centri di Incontro e mi dispiace che il Consigliere Paolino non possa ascoltarlo. Adesso andrò avanti così, ho questa possibilità, che è un'occasione ghiotta per spiegare tutto il mio rammarico, come dicevo nel precedente intervento (mi spiace che sia un discorso frazionato e che debba sempre tornare indietro per riprenderlo). Non vi sembra strano - e mi rivolgo a tutti i Colleghi della maggioranza - che un atto votato da questo Consiglio e anche, in qualche modo, da parte loro, ritorni in Aula per opera di una Circoscrizione... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Però, Consigliere Liardo, non è sull'emendamento. LIARDO Enzo Rientrerò nell'emendamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Io non l'ho fatto prima... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Cassiani, la invito a sedersi per cortesia, non ho bisogno di aiuto. Consigliere Liardo, stia al merito dell'emendamento. LIARDO Enzo Presidente, però c'è da dire che ci sono stati tre o quattro interventi da parte dei Colleghi sicuramente costruttivi. Questo è un ostruzionismo, se volete inizio ad inventarmi qualcosa come ho fatto negli interventi precedenti, ma non cambia nulla, perché tanto qui non si molla. Lei è di Catania, io sono di più giù ancora perciò lo sa... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Capisco che a tanti dia fastidio ascoltare e che gli vengano fatte notare delle situazioni, ma il grottesco è che questo Consiglio Comunale vota una proposta di deliberazione e dopo pochissimi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non vuole sentire neanche lei, Collega, mi spiace, perché proprio lei che è fautrice del nuovo Regolamento sul decentramento dovrebbe essere più attenta... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Aspetti che vado a recuperarlo... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliera Onofri, per cortesia. LIARDO Enzo Va bene, Collega, non c'è problema. Presidente, non chieda neanche più se abbiamo già votato, perché tanto risponderò sempre di no. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Io devo chiederlo. LIARDO Enzo Se mi si vuole poi prendere in questa situazione, sicuramente trovano terreno fertile da parte del sottoscritto. Torniamo all'emendamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Mi dispiace, ci deve tornare dopo. Grazie. LIARDO Enzo Prego, Presidente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non voglio irritare nessuno, però è un diritto dell'opposizione fare ostruzionismo (come è diritto della maggioranza fare altre cose). È una questione di Regolamento. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Intervengo semplicemente per ragionare sul fatto che c'è un problema generale su questo Bilancio e su quella che è diventata poi la funzione del Consiglio Comunale rispetto al Bilancio stesso. Sappiamo che, in realtà, anche la maggioranza ha diversi elementi di non condivisione di alcune decisioni che vengono prese: politiche culturali un po' improvvisate, spesso di scarso confronto con l'Aula; campi, come quello del welfare, che poi vedono, nonostante gli sforzi, sempre dei sacrifici imposti che si preferirebbe evitare; politiche di sviluppo e anche fiscali, che poi, alla fine, sembrano sempre penalizzanti per le famiglie e anche per l'imprenditoria torinese, che hanno delle serie difficoltà a resistere in questo periodo di crisi. Credo che la vera frustrazione dipenda dal fatto che il Consiglio soprattutto, ma anche la stessa Giunta si ritrovano a dover poi digerire delle scelte assunte ad altri livelli, soprattutto quello governativo, ma, in realtà, se vogliamo anche in altra sede, quella europea, su tutti i vincoli di Bilancio, i campi di emergenza sui quali non si riesce da Patto di Stabilità a dare delle risposte precise. Quante volte sentiamo anche il Sindaco Fassino, come Presidente nazionale dell'ANCI, ogni volta che c'è qualche problema, proporre sempre delle deroghe di Patto di Stabilità rispetto a temi come l'accoglienza profughi, piuttosto che l'edilizia scolastica, insomma tutti campi emergenziali dove poi, alla fine, non si riesce mai a far quadrare le risorse con i Bilanci esistenti. Allora, ovviamente, quello che è lo stimolo che può arrivare dall'opposizione è una diversa impostazione di condivisione politica, che parte, per carità, dalle piccole cose che abbiamo citato - non torniamoci su, perché non c'entrano -, però anche da orientamenti più generali. Voglio sottolineare quante sono state le mozioni di accompagnamento approvate con scorse votazioni di Bilanci, soprattutto Previsionali, ma anche di Rendiconto, che poi non sono state messe in attuazione, nel senso che abbiamo politiche di valorizzazione di utilizzo di immobili comunali, abbiamo mozioni di accompagnamento su due diligence e procedure di visione terza di quelli che sono gli sprechi in alcune realtà di partecipate, abbiamo proposte addirittura di maggioranza di abbattimento del costo di servizio della raccolta smaltimento rifiuti per poter fare poi le diminuzioni sulla tassa rifiuti, quindi tutti indirizzi che non sono stati fino adesso approvati. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Presidente, mi impegno a terminare a 2 minuti e 30 secondi, così come avevo promesso prima. Oggi, ci stiamo affrontando in questa palestra dialettica, non politica. Credo che, quando ci si trova di fronte a questi momenti, la maggioranza debba anche un po' ringraziarci per questo nostro atteggiamento e cerco di spiegarvi la motivazione. Io ho avuto l'onore di fare il Consigliere Comunale per due mandati nella città di Piossasco - una città da voi conosciuta molto bene, soprattutto dai Sindaci con passati anche un po' burrascosi, ma lasciamo perdere - e nel corso del secondo mi sono trovato in una situazione del genere. Lì, fortunatamente, non c'erano le proposte di mozione di accorpamento, quindi, se io presentavo 300 emendamenti, si discutevano tutti e 300. Una volta c'è stata una prova di forza e siamo andati avanti dalle ore 17.00 fino alle ore 13.00 del giorno dopo; l'indomani i giornali scrissero che quella era stata una grandissima prova da parte della maggioranza per essere riuscita a resistere ad un attacco così violento da parte del mio comportamento (anche lì mi davano del fascista). Quindi, se oggi questa maggioranza riesce a resistere a questo nostro attacco verbale, sicuramente andrà a coprire quello che è stato l'errore commesso inizialmente, quindi della mancata approvata della proposta di mozione di accorpamento, e sicuramente domani i giornali diranno che la maggioranza ha tenuto duro e ha resistito, quindi ne uscirà bene da questa vicenda. Come avevo promesso, Presidente, termino, perché non voglio abusare della sua pazienza. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere D'Amico, come sempre lei è di parola. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 8: Presenti 24, contrari 24. L'emendamento n. 8 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 9, presentato dal Consigliere Magliano. La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Stavo facendo una pubblica lamentazione sul fatto che l'unico potere che, alla fine, rimane ad un Consiglio Comunale, che si ritrova un po' a subire scelte di Bilancio assunte dalla Giunta, ma, in realtà, neanche dalla Giunta in quanto tale, bensì che la Giunta deve poi trovarsi ad assumere a fronte di... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Scusate, Consigliere, se riuscite a parlare sottovoce aiutate tutti. Prego, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Non si preoccupi, Presidente; durante l'ostruzionismo capita, li capisco e non c'è problema, non mi offendo di sicuro. Non me ne voglia l'Assessore Passoni, ma io ogni tanto provo ad immedesimarmi nel difficile ruolo che deve portare avanti, perché non dev'essere facile far quadrare i conti in un sistema in cui i governi, che sono pure vicini politicamente a voi, si trovano a dover tagliare di continuo agli Enti Locali e a scaricare sempre sul basso qualunque austerity, per poi andare all'Arena da Giletti e tirar fuori 2 miliardi che, evidentemente, il Premier teneva nelle riserve di famiglia, e, dall'altra parte, invece, andare per questo motivo ad imporre una serie di restringimenti sulle voci di spesa, anche relativamente a temi molto sensibili come il welfare, l'istruzione e l'edilizia scolastica. Voglio ribadire questo tema, perché ho potuto assistere al problema in Regione rispetto alla difficoltà di trovare capitoli di finanziamento per i vari Comuni del territorio e, dall'altra parte, per rendersi conto che per un Ente che nasce come Città Metropolitana, già sostanzialmente privo di finanze e soprattutto anche con un grande caos in termini di deleghe istituzionali, dover fronteggiare il piano di edilizia scolastica (soprattutto per le scuole superiori, che sono poi le più numerose e spesso le più disastrate) è oggettivamente uno di quegli scenari che demoralizzano. Ricordiamoci, però, che un tema di questo tipo è di una grande delicatezza nella misura in cui si parla della sicurezza dei nostri figli, quindi della sicurezza della generazione che rappresenta il futuro della nostra comunità. Bisogna chiaramente cercare di trovare, magari anche coraggiosamente, delle sfide di guanto lanciato contro dei livelli più alti; in certi casi, bisognerebbe forse fare quadrato su questo, ma capisco la difficoltà di chi si ritrova oggi, sostanzialmente, pur con dei diversi livelli di responsabilità, a dover difendere l'operato di altri livelli istituzionali che sono ricoperti da compagni di partito, per cui capisco che ci sia dell'imbarazzo in questo. In passato, l'abbiamo provato anche noi, magari rispetto alla Regione Piemonte (lo posso dire, approfittando dell'assenza dei Colleghi Leghisti). È un quadro difficile, però è ovvio che poi bisogna essere coerenti con questo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Sì, Presidente. Io non ho né crediti né debiti, ho i miei tre minuti e vorrei gestirli al meglio. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Lavorando in banca non ha crediti né debiti. LIARDO Enzo Prendo l'emendamento, che mi aiuta. Io sono ben presente qui in Consiglio e ho intenzione di fare la mia parte, che possa piacere o meno. Mi sia concesso di riallacciarmi alla proposta che, in qualche modo, era stata fatta a noi dell'opposizione di trovare comunque una quadra (cosa che, invece, non hanno voluto assolutamente fare i Colleghi della maggioranza). Richiamando l'attenzione degli interlocutori della maggioranza, mi riallaccio all'emendamento n. 12, che chiede di sostituire: "stanziato nel 2014", con l'espressione: "messo da parte nel 2014". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). "L'espressione non è compatibile nella normativa contabile". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Io la ringrazio, di questo gliene do atto, però avrei voluto parlare di alcune situazioni. Visto che la maggioranza vuol fare passare il nostro atteggiamento come grottesco, volevo illustrare le contraddizioni rispetto a delle situazioni che si sono verificate, ma lei non me l'ha concesso, Presidente. Ripeto, quella dei Centri di Incontro è veramente l'apoteosi, che comunque... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Grazie, Consigliere Carretta, adesso ha detto di no, magari lo farò poi a spizzichi e bocconi nei prossimi interventi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Carretta, per cortesia, non inviti i Colleghi a uscire fuori dal tema all'ordine del giorno. LIARDO Enzo Chiudo, assecondando il Consigliere Carretta dicendo che non bisognava pagare la tessera, ma poi al 5 gennaio si è arrivati da 10 Euro a 30 Euro. Questa è una chicca, poi ce ne saranno altre. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Presidente, io a differenza del Consigliere Liardo cercherò di stare nel merito della discussione, non perché il Collega Liardo dica delle cavolate, ma perché mi pare corretto che, quando si discute di una proposta di deliberazione, si rimanga nei confini della stessa. Ho qui davanti l'emendamento, che è chiaramente di natura ostruzionistica, quindi, anche in questa circostanza, ci troviamo a parlare di qualcosa che poco ha a che fare con la politica che è stata svolta all'interno di questa nobile Aula, però, purtroppo, oggi ci tocca, perché, come ho avuto modo di ripetere più volte, questa maggioranza, durante questa tornata amministrativa, poche volte si è confrontata in maniera utile con le forze di opposizione, e questo è un peccato. Probabilmente, a parte inverse, anche noi forse avremmo avuto lo stesso atteggiamento, ma una Città che, ormai, è governata da oltre 20 anni dalla stessa formazione politica arriva al punto di non dover neanche tenere in considerazione le proposte che provengono da altre forze politiche e quindi continua a marciare nella stessa direzione. Questo atteggiamento, però, non è corretto e non è consono. Da persona responsabile, ritengo che, comunque, debba esserci un atteggiamento di collaborazione, affinché possa beneficiarne la politica cittadina nell'interesse dei torinesi. Questo accade molto raramente ed è un vero peccato; questa poteva essere un'opportunità, che è stata sprecata. Termino qui, Presidente, magari utilizzerò il discorso della compensazione su un prossimo emendamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ci mancherebbe, magari successivamente ci saranno argomentazioni più lunghe, visto i contenuti degli emendamenti. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 9: Presenti 24, contrari 24. L'emendamento n. 9 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 10. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Consigliere Carretta, per cortesia! La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo So dove vogliono andare a parare questi piccoli interventi sottili, Presidente. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Anche lui è Presidente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) È Presidente di Commissione. Quando sarà in Commissione con il Collega Carretta interloquirete in questo modo. LIARDO Enzo Dicevo che mi piacerebbe un po' assecondare la richiesta del Presidente di Commissione, Carretta, sulle contraddizioni. Avevo terminato proprio l'intervento qui, Presidente Carretta, se vuole darmi un minimo di attenzione... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quello poi l'affronteremo, tanto ci sono ancora parecchi emendamenti ed avremo modo di sciorinare un po' tutte le situazioni. Con la discussione e la votazione per quanto riguarda i Centri di Incontro, si era definito di non fare... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Scusi se la interrompo, Consigliere Liardo, non vorrei farle perdere il filo sempre su questo concetto, ma invito i Colleghi ad indossare la giacca, grazie. LIARDO Enzo Però, in questo caso, sarà in credito nei miei confronti. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Ha un bonus di dieci secondi, prego. LIARDO Enzo Perfetto, grazie. Dicevo che ad una deliberazione votata dalla maggioranza di questo Consiglio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, è una deliberazione. Il Consigliere Cassiani stavolta ha preso una mucchetta per i testicoli, perché era una deliberazione, mi dispiace. Era una deliberazione, se ne faccia una ragione... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Liardo, deve parlare con la Presidenza. LIARDO Enzo Se lei riesce a far stare zitto il Consigliere Cassiani, io non rispondo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Lei non deve rispondere al Consigliere Cassiani. LIARDO Enzo Non posso non rispondere. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Lei parli con me. Se interviene, lo fermo io. LIARDO Enzo Presidente, si tratta di una deliberazione che doveva porre fine al pagamento ai Centri di Incontro, luoghi comunali, e invece si è passati da 10 Euro a 30 Euro. Questa era solo la premessa. Adesso ritorno all'espressione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Scusi un attimo, Consigliere Liardo. LIARDO Enzo La verità fa male, Presidente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consiglieri, abbiate pazienza. Scusi un attimo, Consigliere Liardo, poi recupererà il tempo. Siccome la Presidenza deve far rispettare il Regolamento, la invito cortesemente ad intervenire sull'emendamento. Gliel'ho chiesto tre volte, altrimenti io sono costretto a toglierle la parola, ma non mi faccia arrivare a ciò. LIARDO Enzo Grazie, va bene. Questa volta mi sembra che, leggendo l'emendamento, sia legittima la sostituzione dell'espressione: "vincolata", con l'espressione: "bloccata". Secondo me, ci sono i termini perché si possa votare finalmente a favore di questo emendamento, visto che sono stati tutti votati in maniera negativa e mi sembra che, rispetto agli altri emendamenti, questo abbia delle fondamenta anche di linguaggio. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Io veramente non so come dirglielo, Consigliere Cassiani, lei non aiuta i lavori dell'Aula, i quali oggi sono abbastanza lunghi e, per alcuni versi, anche noiosi e pesanti. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Poc'anzi io ho detto che stavo nel merito della deliberazione e così ho fatto; però, a quei Colleghi della maggioranza che gridano allo scandalo se uno fa delle affermazioni che loro ritengono non siano nel merito della deliberazione, vorrei dire che anche questo è un atto di arroganza e soprattutto sbagliato. Io mi assumo la responsabilità di ciò che dico. Se dicessi che nel Rendiconto del Bilancio la deliberazione che è stata votata, proposta dal Consigliere Liardo, riguardo i Centri di Incontro, ha un peso, per me significa che ha un peso; se, poi, per un Collega della maggioranza questo non è nel merito è un problema suo, non mio. Chi deve giudicarmi sono i cittadini che ascoltano, che, magari, potrebbero dire che il Consigliere D'Amico sta dicendo un sacco di stupidaggini. Porto anche un altro ragionamento ancora più anomalo: se io dovessi dire che il bilancio della Società Juventus F.C. influisce sul Bilancio della Città, posso dire una stupidaggine sicuramente, ma, se è mia intenzione dire una stupidaggine, la responsabilità è mia, non ci dev'essere un Consigliere che afferma che quanto io dico non è nel merito della vicenda. Ho avuto modo di leggervi le affermazioni della famosa Università di New York - lei non so se era presente all'epoca, probabilmente no -, che ho ripetuto per circa un centinaio di volte, però per me quello era il merito della discussione, quindi nessuno può censurare quello che è il mio pensiero. Se io penso che una cosa sia nel merito di quella vicenda, lo penso, lo dico e me ne assumo la responsabilità, anche qualora fosse una figuraccia. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Come dicevamo prima, quando ho dovuto interrompere, il problema vero non è tanto il mancato recepimento o meno di qualsivoglia atto collegato, ma il problema rispetto a quella che poi è la discussione del Bilancio, inteso non come singolo Bilancio bensì come possibilità per questo Consiglio di andare ad incidere concretamente nelle scelte che si fanno. Il grande caos rispetto al fisco lo vediamo, addirittura quelli che venivano ritenuti diritti acquisiti, come le pensioni, vanno a creare un quadro nazionale che pone agli Enti Locali una sempre maggiore difficoltà di assumere delle decisioni con un minimo di certezza su quelle che sono le risorse disponibili. È ovvio che in questa situazione ci sta che si cerchi di accentrare il più possibile le scelte nelle mani della Giunta ed è anche vero, però, che i cittadini non eleggono gli Assessori, eleggono sì il Sindaco, per carità, ma eleggono soprattutto il Consiglio Comunale ed è quindi il Consiglio Comunale, composto da eletti direttamente dalla cittadinanza con la preferenza, a dover rendere conto ai cittadini rispetto alle scelte fatte. È per questo che questo momento di ostruzionismo si ricollega, almeno per quello che mi riguarda, soprattutto all'esigenza di far passare questo messaggio, cioè non si può ritenere che l'approvazione dei testi di Bilancio da parte dell'Aula sia sempre un passaggio da dare per scontato, solo perché c'è una maggioranza che è legata da vincoli di fedeltà politica, legittimi, per carità, tutti li conosciamo, che però dovrebbero scontrarsi ogni tanto con forza su questioni di merito, e dall'altra parte un'opposizione che per gli stessi motivi opposti invece fa esattamente il contrario. Ci sono dei problemi oggettivi rispetto a delle scelte che sono non condivise, questo lo sappiamo, perché poi si cerca sempre con gli atti di indirizzo di andare a porre almeno delle buone intenzioni per l'anno successivo, però, ormai, siamo al quarto anno di questa tornata amministrativa e ho già visto tante di queste buone intenzioni, su cui tutti riponevano delle speranze sincere, che sostanzialmente non state mai attuate, anche con delle giustificazioni accettabili, però sostanzialmente sono sempre delle disapplicazioni di un regolamento che, invece, pone come politicamente e amministrativamente vincolante quello che è l'indirizzo approvato dalla Sala Rossa. La volontà è quella di ribadire questa criticità. È ovvio che la difficoltà con cui la Giunta si trova oggi per un'approvazione che deve arrivare assolutamente in giornata è un'occasione per ribadire questo messaggio. Sinceramente - lo voglio dire e lo ribadirò anche negli interventi successivi -, mi dispiace che tutto nasca da un ostruzionismo che è stato rivendicato solo rispetto ad un tema molto di dettaglio, che è quello dei finanziamenti FISM, un tema importante, ma che, di sicuro, si ferma un attimo prima di quella che è la portata invece del blocco di un documento di Bilancio per tutto il Comune di Torino. La volontà è, invece, quella di lanciare un messaggio politico diverso e di più ampio respiro. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 10: presenti 22, contrari 22. L'emendamento n. 10 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 11. La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Avrei voluto intervenire sull'ordine dei lavori, ma non voglio far perdere ulteriore tempo a lei, quindi integro in questo mio intervento anche un aspetto legato all'ordine dei lavori. Abbiamo appurato che questa nostra posizione piano piano porta i suoi effetti, perché siamo passati da 24 Consiglieri votanti a solo più 22, se andremo avanti così per un paio d'ore, probabilmente non ci sarà più la maggioranza e quindi andremo a casa, ma credo che non arriveremo a questo. Tra l'altro, io mi sento di chiedere scusa, oltre ai cittadini che ci stanno ascoltando, a tutte le persone degli Uffici che lavorano all'interno di quest'Aula e soprattutto a chi sta cercando di far mantenere l'ordine e soprattutto la presenza, pur non essendo una componente politica, ma credo che faccia parte dell'Ufficio del Sindaco, che in maniera militare - e tutti quanti dovrebbero prendere esempio da lei -, si presenta per controllare che tutti abbiano votato, e questo le fa onore, perché... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Assolutamente, lo rispetto in maniera profonda, lo dico col cuore, questa non è una parodia. Nel frattempo, sperando di esser venuto bene nella foto appena scattata dal Consigliere Viale, rientro nel merito della deliberazione. Questa è una notizia. L'Assessore ci ha abbandonato, ma comprendo che, dopo aver svolto un lavoro così importante su questa deliberazione, adesso anche lui si sia annoiato nel sorbirsi queste discussioni che non portano a nulla, quindi comprendo questo suo atteggiamento, però in effetti questo sgambetto, questo errore è capitato su una deliberazione molto importante che deve essere votata da qui a pochi giorni, e nulla poteva dare adito all'opposizione di trovarsi in questa circostanza. Quindi, ringrazio questa maggioranza per averci fatto questo regalo; mi auguro che la prossima volta venga a patti con le forze di opposizione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vorrei, in qualche modo, anche scusarmi con le persone che non hanno... Presidente, non voglio essere fotografato da un Collega mentre intervengo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chi è che l'ha fotografata? LIARDO Enzo Il Consigliere Viale. Non voglio essere né registrato, né fotografato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Viale, per cortesia, la prego di evitare situazioni del genere. Grazie. Prego, Consigliere Liardo, prosegua pure il suo intervento. LIARDO Enzo Guardi, neanche se mi portano via le Forze dell'Ordine, non andiamo avanti perché è veramente un atteggiamento intollerabile da parte di taluni Consiglieri, e mi spiace invece per i Consiglieri corretti che sono lì, chiedo scusa a loro. Mi rivolgo proprio a voi, vi chiedo scusa, andrò avanti fino in fondo, ma per altri che sono nei banchi della maggioranza vado avanti. Mi stanno dando loro la forza. Vi chiedo veramente scusa e chiedo scusa anche ai Direttori e al Segretario Generale, ma andrò avanti fino alla fine. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chiedo scusa se la interrompo, Consigliere Liardo. Invito i Colleghi a stare al loro posto ed a intervenire quando hanno il diritto di parola. Prego, Consigliere Liardo, prosegua pure il suo intervento. LIARDO Enzo Vorrei ritornare al merito. Chiedo scusa, ma vado a prendere l'emendamento. Presidente, io entrerei nel merito dell'emendamento n. 14: anche qui c'è un po' un bisticcio di parole che bisognerebbe far emergere, e l'emendamento ha tenuto conto di questo aspetto. Mi spiace che taluni emendamenti, che sono stati in qualche modo ripresi e depositati, meriterebbero anche il voto favorevole, e mi spiego: abbiamo voltato la prima pagina, siamo già alla seconda, alla riga cinque si sostituisce l'espressione "dato atto", con l'espressione "reso atto". Mi sembra alquanto corretto, mi sembra che sia anche più scorrevole, per quanto riguarda il testo. Tra l'altro, c'è di fronte una regolarità tecnica rispetto a prima, che effettivamente non sussistevano i margini di regolarità. Ricordo che mi ha interrotto un attimo, vorrei riprendere il mio tempo. Quindi, invito tutta l'Aula a poter votare in maniera favorevole a questo emendamento. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Collega Liardo. Bene. Chiede di intervenire lei? Prego, Collega Marrone. MARRONE Maurizio È ovvio che non è molto facile ribadire sempre lo stesso concetto. Il punto è molto semplice, però: ci ritroviamo a subire delle tempistiche che non scegliamo noi sostanzialmente, delle decisioni che nella maggior parte dei casi non condividiamo, e questo trasversalmente tra maggioranza ed opposizione. Difficilmente riusciamo poi a vedere realizzati ed esauditi gli indirizzi politici che diamo. È ovvio che, nel momento in cui c'è una debolezza, non tanto della maggioranza, ma della conduzione dei lavori d'Aula, l'opposizione ne approfitti per ribadire un messaggio molto chiaro: è difficile fare gli appelli alla responsabilità e alla condivisione, quando questo avviene solo nei momenti di debolezza d'Aula, bisognerebbe trovare delle convergenze non sulle singole questioni, ma su temi generali a monte, cioè come metodo politico, non tanto per confondere maggioranza ed opposizione - chiaramente non è questo l'obiettivo soprattutto per chi fa parte di un partito piuttosto di fazione come il mio - bensì per cercare di condividere almeno delle linee generali d'interesse e di tutela della comunità che rappresentiamo. Ci ritroviamo in una Città in cui addirittura si va a chiedere la compartecipazione su servizi essenziali; ci troviamo in una Città in cui non si riescono a reperire le risorse, non tanto e non solo per le paritarie, ma addirittura per dei lavori davvero esemplari, basilari e fondamentali di messa in sicurezza di istituti, scuole, magari anche materne, quindi di diretta competenza della Città. Basti pensare all'estremo ritardo che abbiamo nell'adozione di tutti i certificati di prevenzione antincendio: sono comunque questioni delicate, che spesso rimangono sotto traccia, che non vengono affrontate finché non capita qualche tragedia che le porta all'onore della cronaca, allora poi ovviamente è difficile trovare responsabili o incolpare qualcuno e si preferisce addossare le colpe ad un sistema che non va. Però noi qualche responsabilità in questo sistema che non va ce l'abbiamo, forse siamo la penultima ruota del carro, l'ultima è quella dei Consiglieri di Circoscrizione, ma è ovvio che tutto sommato, alla fine, le nostre decisioni e le nostre votazioni hanno delle ricadute. In particolare, io mi sento anche di sottolineare un problema che rimane oggettivo nel campo dell'assistenza: il fatto che continuino ad esserci dei tagli a monte non deve giustificare quello di negare dei tagli quando si va solo a chiedere sostanzialmente una compartecipazione dell'utente. Addirittura in certi casi, per anziani proprietari di casa, ma senza reddito, si arriva a proporre, da parte delle strutture comunali, l'ingresso dell'Amministrazione Comunale nell'asse ereditario sull'immobile, quando poi verrà a mancare l'anziano destinatario del servizio. È un qualcosa che, se stessimo parlando di rapporti tra privati, definiremmo strozzinaggio o usura; purtroppo in questo caso, invece, la consideriamo una prassi accettabile. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 11: presenti 23, contrari 23. L'emendamento n. 23 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 12. La parola al Consigliere Liardo. Non è obbligato, non vorrei che si sentisse obbligato. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Per cortesia, quando il Consigliere prende la parola, va a scapito del suo tempo, quindi vi chiedo di rimanere tranquilli. LIARDO Enzo Grazie, Consigliere Cervetti. Avevo chiesto di averli, ma sono stato invitato a prenderne uno alla volta e così faccio. Parto proprio parlando degli emendamenti, così dò piena soddisfazione all'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, è più incisiva, anche perché comunque il parere tecnico da parte degli Uffici è favorevole; allora, partendo da questo presupposto, lei sa che si può ampliare decisamente e dare proprio un'indicazione a quest'Aula che la possa anche smettere di votare contro, anche perché poi la sostanza dell'emendamento non varia, perché "altresì" è quello che viene scritto nel testo della deliberazione, in realtà bisognerebbe sostituirlo con l'espressione "inoltre". Anche gli Uffici annuiscono, so che loro hanno una funzione puramente tecnica che svolgono benissimo, ma, proprio perché la svolgono benissimo, la maggioranza dovrebbero prendere atto di questi emendamenti e votarli. Comunque, se ciò non avviene, io provo ancora un po' a scavare, cercando di indirizzare quest'Aula in una votazione che possa, in qualche modo, accettare e considerare positivo questo emendamento con il loro voto. Questo emendamento è ricavato nella lettura esattamente nella pagina 2; se vogliamo anche essere più precisi, partendo dall'alto, scendiamo di 5 righe. Vede che riesco a parlare e non posso essere rimproverato?! Non esco dalla pagina neanche di un millimetro. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) È nella riga. LIARDO Enzo È nella riga, infatti siamo alla riga 5. Di conseguenza, ritengo che ci sia da parte degli Uffici l'espressione favorevole sulla regolarità tecnica, perciò non riesco a capire la ragione per la quale non si possano in qualche modo votare. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Vi sono altri interventi? Consigliere Marrone, anche lei vuole stare nella pagina 2, alla riga 5? Prego. Ci mancherebbe, che non manchi la sua parte. La parola al Consigliere Marrone MARRONE Maurizio Ovviamente, più che il singolo emendamento, il tema è il Bilancio di cui stiamo discutendo. È ovvio che non è mai una cosa piacevole fare ostruzionismo, si fa perché non c'è una condivisione politica sul modo in cui è stato discusso, ma soprattutto sulla strada con cui ci siamo arrivati. Si tratta di una logica che va a mortificare sia il ruolo del Consiglio in quanto tale, ma soprattutto il ruolo delle minoranze. È ovvio che ci rimanga solo da far passare, quando va bene, qualche atto d'indirizzo collegato, quando peraltro non c'è un'adeguata preparazione di approfondimento su quelli, come è giusto, o nemmeno quelli, e ci siano dei rinvii; è un peccato, però, che poi noi si debba assumere la responsabilità delle decisioni che vengono assunte dalla Giunta e che noi siamo chiamati a ratificare con il voto in Aula, perché poi alla fine la faccia con la cittadinanza la mettiamo soprattutto noi - intendo noi Consiglieri, non noi dell'opposizione -, noi Consiglieri, votati dalla cittadinanza, anzi, forse voi anche di più, perché avete preso più voti, per cui matematicamente il ragionamento torna. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, io parlo di lista. Siete chiamati poi, a maggior ragione rispetto a noi, a rendere conto alla cittadinanza che ha espresso il voto. Rispetto a quella che è proprio la popolazione c'è poi una grande confusione anche sulla tracciabilità delle decisioni, perché sappiamo che poi è facile confondere le acque: escludendo magari i più informati, spesso per il cittadino c'è semplicemente lo Stato, quindi, qualsiasi decisione impopolare venga assunta, è colpa dello Stato, in qualunque sua articolazione. Allora spesso chi sta chiuso nei Ministeri o chi, in virtù di una legge elettorale che è sempre meno partecipativa, riesce ad andare a ricoprire quei ruoli, senza avere neanche un minimo di contatto diretto con l'elettorato, poi si sente anche evidentemente deresponsabilizzato nell'assumere queste decisioni; chi, invece, come noi, si ritrova a doverne rispondere quotidianamente, paradossalmente non ha la facoltà, la disponibilità e le facoltà decisionali, in termini di ruolo politico, di incidere davvero politicamente e quindi poter dare un indirizzo all'azione amministrativa che sia quantomeno coerente con le proposte elettorali. Dal momento che noi ora ci stiamo avviando verso la conclusione della tornata amministrativa, sono dell'idea che, quando ci ritroveremo ad impugnare le linee d'indirizzo di questa stessa tornata amministrativa, peraltro aggiornate anche con il rimpasto di Giunta un paio di anni fa, si andrà a verificare che molti di quegli indirizzi di principio, che ricordo essere stati anche discussi con un dibattito molto vivo e con emendamenti dell'opposizione - io mi ricordo che sono riuscito a farne passare tre o quattro -, ci ritroveremo a scoprire che in realtà è rimasto sostanzialmente un libro dei sogni senza particolare applicazione, quantomeno nella maggioranza degli stessi. CARRETTA Domenico (Consigliere Anziano) La parola al Consigliere D'Amico. D'AMICO Angelo Vedo che anche chi siede ai banchi della Presidenza piano piano comincia a defilarsi, però comprendo l'esigenza... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi riferivo alla Presidenza, ma lo capisco. Mi auguro che non ci siano defezioni da parte di altri Consiglieri Comunali, perché oggi la posta in gioco è alta per questa Amministrazione. Guardi, Presidente, il Consigliere Magliano è andato via e noi stiamo portando avanti un ostruzionismo su emendamenti presentati da un altro Consigliere, quindi questa potrebbe essere un'arma che voi state cercando di utilizzare, dicendo: "Ma scusate, fate l'ostruzionismo sugli emendamenti di un altro?", è vero, questa non è una cosa normale, però io ritengo che, fossi stato il Consigliere Magliano - non è una critica nei suoi confronti -, avrei portato avanti questa battaglia. Io, che credo invece nelle proposte fatte dal Consigliere Magliano, voglio rivendicare questo suo modo di fare e lancio un'altra apertura: le forze di opposizione oggi rimaste in Aula sono tre (tolti i Consiglieri del Movimento 5 Stelle, che per loro etica non partecipano a questo tipo di discussione), io direi che ci potrebbero essere dei margini; stiamo elaborando una proposta, da fare alle forze di maggioranza, che permetta di uscire da questa situazione melmosa e possa dare delle risposte alla maggioranza e alla Giunta, con l'approvazione di questo atto, e contestualmente possa anche trovare una, seppur piccola, nota positiva per ciò che riguarda le scuole della FISM. Ci stiamo lavorando e speriamo ad arrivare ad una soluzione in tempi brevi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 12: presenti 23, contrari 23. L'emendamento n. 12 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 13. Consigliere Liardo, mentre prende l'emendamento, le rappresento che anche qui gli Uffici ci segnalano che l'espressione non riveste lo stesso significato, la volevo aiutare per l'intervento. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo La ringrazio per il suo supporto. Effettivamente non posso e non ho assolutamente nessuna disquisizione da fare rispetto a quello che gli Uffici hanno sottoscritto, però, Presidente, vorrei anche citare questo emendamento, perché molte volte nella storia di ogni deliberazione gli emendamenti non vengono mai neanche guardati, neanche visti, neanche considerati. Questa sera, rispetto a questa legislatura, gli emendamenti vengono visti, illustrati, discussi e, in qualche modo anche criticati, però io fuori Bilancio, con extra Bilancio, potrei chiamare in causa anche gli Uffici, perché non mi è nota questa differenza e questo annullamento già a priori, perché non c'è un parere tecnico favorevole da parte degli Uffici. Comunque, in ogni caso, si prende atto di questo, però ne discutiamo, perché uno asserisce fuori Bilancio e l'altro extra Bilancio, cioè non possiamo che non essere d'accordo con la valutazione tecnica degli Uffici, però ritengo che comunque sarebbe doveroso rendere pubblico questo emendamento. Molte volte vi è lo sforzo di taluni Consiglieri e molte volte, alla fine, sono gli Uffici e gli impiegati che fanno questo sforzo per cercare di comporre gli emendamenti e poi non hanno neanche la soddisfazione - mentre questa sera questo sta accadendo - di trovare la platea del Consiglio Comunale che possa, in qualche modo, recepirne il significato, anche se non c'è una valenza tecnica favorevole. Devo dire che sto carburando, Presidente, mi sento sempre più in forma, sarà l'età, sa, quando si è anziani si carbura... Mi sento veramente bene, mi è passata anche la sete, sto benissimo. Allora andiamo avanti, visto che i minuti trascorrono e noi cerchiamo di governarli nella totale correttezza, quella che anche lei, Presidente, devo sottolinearlo... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Inesorabilmente i secondi finiscono, quindi la ringrazio. LIARDO Enzo E io, se finiscono i secondi, mi taccio e mi siedo, grazie. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Continuando da dove avevo interrotto, il punto qual è? Che poi alla fine la cittadinanza percepisce quelle che sono le continue diminuzioni di qualità e di quantità del servizio, contate addirittura che più sono poi i livelli intermedi, dall'effettiva erogazione del servizio stesso a noi come Amministrazione e, nella sempre più articolata architettura anche un po' istituzionale degli Enti Locali, se ne aggiungono continuamente di più; basti pensare a tutta quella che è la piramide che gestisce gli appalti pubblici, che poi riguardano spesso anche dei servizi fondamentali che c'entrano con il Comune, per esempio... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, non mi riferivo a quelli delle costruzioni, mi riferivo per esempio a quelli di pulizia delle scuole, piuttosto che di guardiania. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, lì son compagni, Consigliere Cassiani, però sa cosa c'è? Che quando si è discusso un altro Bilancio (quello regionale, però diciamo che le cose c'entrano), sono venute le sigle sindacali a protestare perché, cosa succede? Un fenomeno che succede anche qui in Comune, quindi c'è un'attinenza anche con il Bilancio in discussione qui, ovvero il fatto che, continuando a creare degli scalini sostanzialmente di subappalto, si finisce poi a creare l'ultimo anello con i paria, che percepiscono sostanzialmente nulla e si ritrovano a dover garantire comunque i servizi appaltati in origine, e dall'altra parte invece, in tutto questo succedersi di gradini di subappalto, c'è sempre qualcuno che lucra solo sul passaggio, i servizi non si riescono a mantenere con quella qualità, i lavoratori che s'impegnano a farli percepiscono niente rispetto alla previsione originaria, e questa è un'oggettiva ingiustizia che va ad ingrassare chi lucra su questi passaggi, e credo che vada anche a danno dei lavoratori stessi. Credo che questo sia un tema sul quale potremmo trovare grandi intese, non larghe, mi raccomando, ma grandi intese di contenuto politico. Il problema qual è? Che poi però, ogni volta che troviamo delle ipotetiche intese su questi temi, come l'emergenza abitativa (l'abbiamo trovata addirittura con SEL, quindi diciamo che c'è speranza per tutti), quando si trovano questi indirizzi di largo consenso, se poi la Giunta, pur con le mozioni approvate, non va ad attuare questi indirizzi, ci ritroviamo poi un po' in difficoltà, perché i giornali, meno male, ne parlano, attribuiscono, le poche volte che abbiamo dei meriti da vantare, come merito a noi Consiglieri (ma non intendo solo noi di opposizione, trasversalmente), che le facciamo approvare, i cittadini leggono, diciamo che fondano delle aspettative, delle speranze, che poi rimangono frustrate dalla mancata attuazione. Questo è un problema, perché va ad alimentare poi la sempre crescente sfiducia nella politica. Sarebbe facile - per carità, noi non ci sottraiamo - attaccare frontalmente, con toni anche demagogici, tutto quello che non va. Il problema qual è, però? Che poi comunque anche chi è più arrabbiato pretende dei risultati, noi purtroppo non siamo in grado di mantenerli. Visto che lei, Presidente, non si è accorto che sto sforando, finisco volontariamente. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) No, erano i 10 secondi di prima. Non essendoci altre richieste d'intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 13: presenti 24, contrari 24. L'emendamento n. 13 è respinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'emendamento n. 14. La parola al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Presidente, l'Aula rumoreggia un po'. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) No, è silenziosa adesso. LIARDO Enzo Aspetti solo un attimo che prendo l'emendamento. Visto che continuo a recepire battute e battutine, interloquisco con lei, Presidente. Vorrei ricordare ai Consiglieri della maggioranza che quello che accadde circa nel 2003/2005 (se non sbaglio) per quanto concerne l'approvazione del buono scuola in Regione - buono scuola alle famiglie e non alle scuole cattoliche -, il Consiglio Regionale fu bloccato per mesi e mesi e fecero anche le notti, e l'ostruzionismo non lo faceva allora il Presidente Ghigo per passare il tempo, come mi sono sentito dire, ma lo faceva la parte avversa. Perciò cerchiamo di non perpetuare in quest'Aula sempre il festival dell'ipocrisia: una volta voi e una volta noi. Andiamo avanti. Allora, siamo saltati, peccato, perché veramente mi spiace. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Certo. No, in questo caso la sosterrò con maggiore veemenza, perché anche il parere tecnico, per quanto riguarda gli Uffici, dà la regolarità, rispetto a prima che non c'era neanche la regolarità tecnica, diventava difficile, come diventa difficile in questo momento continuare a parlare. Siamo alla pagina 2, mi spiace, perché preferivo essere ancora alla pagina 1; siamo già alla riga 6, speriamo di non precedere celermente, ma comunque mi sembra che siamo al 14° emendamento. Si sostituisce l'espressione "vista la relazione", e anche qui c'è un difetto di forma, che però gli Uffici non hanno sottolineato, e se non lo hanno fatto loro, io vado così, entro nell'interno del mio immaginario e dico che con l'espressione "preso atto della relazione" in effetti è più completa, devo dare atto agli Uffici che effettivamente hanno espresso in questo emendamento un parere, come dicevo in premessa, prima del grandissimo intervento che mi apprestavo a fare... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie. L'ho fatta splafonare. LIARDO Enzo Grazie a lei, Presidente. |