Cittą di Torino

Consiglio Comunale

Cittą di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2007-02065
?BOILER NELLE CASE POPOLARI: HA RAGIONE ATC O COMUNE?? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE TROIANO IN DATA 4 APRILE 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702065/02, presentata in data 4 aprile 2007, avente per oggetto:
"Boiler nelle case popolari: ha ragione ATC o Comune?"
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PREMESSO
che in data 4 aprile 2007 in occasione di una seduta congiunta di III, V e VII Commissione Provinciale è avvenuta l'audizione del Presidente ATC dottor Giorgio Ardito;
RILEVATO CHE
- il suddetto Presidente parlando tra gli altri argomenti dell'installazione di boiler elettrici oltre i 15.000 watt ha giudicato negativamente la posizione del Comune relativamente all'installazione nelle case popolari di proprietà del Comune dichiarando testualmente: "È una scelta sbagliata, ATC non persegue questa politica";
- nella stessa occasione il Presidente Ardito ha dichiarato che i cosiddetti impianti "controfacciata" a gas sono erroneamente ritenuti più vantaggiosi rispetto a quelli elettrici;
INTERPELLA
il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:
1) quali siano stati i criteri adottati dal Comune relativamente all'installazione di boiler elettrici nelle case popolari di sua proprietà;
2) se sia stato valutato il rapporto costo/benefici che ha portato alla scelta di boiler elettrici in luogo di quelli a gas.
F.to Dario Troiano

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
La domanda del Consigliere Troiano è chiara: "Boiler nella case popolari: ha ragione ATC o Comune?". Dipende a chi viene rivolta la domanda, perché se la si pone al Comune, questo non può che rispondere secondo le proprie convinzioni, e cioè, a giudizio dell'Amministrazione Comunale ha ragione il Comune e torto l'ATC; ma sono certo che se questa domanda fosse posta all'ATC, questa non avrebbe alcuna esitazione a dire che ha ragione l'ATC.
Noi che siamo chiamati al più complesso compito di governo delle varie posizioni, tenendo conto delle differenti esigenze, dobbiamo invece dire che dipende dalle situazioni. Non esiste, infatti, una soluzione unica e predefinita, o meglio, la Città non ha adottato un'unica soluzione per la produzione di acqua calda sanitaria per gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. Laddove è possibile, e, comunque, negli interventi riguardanti la nuova costruzione, o la completa ristrutturazione di edifici, si provvede alla produzione di acqua calda mediante impianto centralizzato con misurazione dei singoli consumi tramite contatori individuali per ogni alloggio; inoltre, si cerca di coadiuvare l'impianto centralizzato di produzione di acqua calda mediante pannelli solari.
In tal senso, sono stati realizzati gli impianti dei Villaggi Olimpici ex MOI, il sito ex CEAT di Via Bioglio, il Villaggio Olimpico di Spina 3, dove la produzione di acqua sanitaria è affidata a un impianto di cogenerazione: acqua calda, riscaldamento e produzione di energia elettrica.
Non sfugge all'interpellante, che è ben consapevole dell'implicazione di queste scelte, come queste iniziative svolgano un'importante azione a salvaguardia e tutela dell'ambiente. Infatti, le scelte di cui sopra derivano dall'applicazione delle direttive obbligatorie contenute nell'Allegato Energetico Ambientale e nel Regolamento Edilizio della Città di Torino, che impone migliorie nel rendimento energetico degli edifici, anche all'atto della semplice sostituzione del generatore.
Al di fuori dei casi obbligatori di cui sopra, non è escluso, tuttavia, di dover scegliere in alcuni casi, individuati di volta in volta, la produzione di acqua calda sanitaria mediante generatori singoli elettrici o a gas, privilegiando la funzionalità e la sicurezza. Per esempio, gli impianti a gas esigono periodici controlli, che, bisogna ammetterlo, non sempre vengono effettuati dagli inquilini.
Più volte siamo stati trascinati in discussioni con l'ATC, che ritiene, a garanzia della sicurezza (elemento di priorità assoluta), che sia vantaggiosa per l'inquilino l'installazione di un boiler elettrico. Certamente, questo vantaggio si presenta in maniera indiscutibile nei Paesi dove è stato adottato il sistema del nucleare per la generazione di energia, che nel nostro Paese è vietato e, quindi, è evidente che in Francia, per esempio, il boiler elettrico assuma una convenienza anche sotto il profilo ambientale. Nel nostro Paese la cronica carenza di energia porta a sostenere costi più alti per l'installazione e l'utilizzo di un boiler elettrico rispetto ad uno a gas.
Tra l'altro, non sfugge a nessuno che oggi si privilegino piuttosto soluzioni che, come raccontavo prima, consentano l'utilizzo di energia pulita, o di energia prodotta da fonti rinnovabili, o di energia con differenti sistemi, compreso quello a metano. Quindi noi, di volta in volta, facciamo valutazioni che tengono conto anche dell'aspetto economico, perché questo è importante. Ci troviamo a far fronte ad una morosità che cresce, non tanto per il canone sostenuto dagli inquilini, quanto piuttosto per l'incidenza che le utenze hanno sul reddito delle persone che vivono negli alloggi di edilizia pubblica.
Senza paura di essere smentiti, possiamo affermare che il costo delle utenze supera per ben tre-quattro volte il costo dell'affitto: a fronte di un affitto di 90-100 Euro, abbiamo utenze da 300-400-500 Euro. È evidente che questo rischia di vanificare lo sforzo che le Amministrazioni Pubbliche fanno di offrire una casa a canone accessibile, perché, poi, il reddito della famiglia viene interamente consumato dalle utenze. Quindi, dobbiamo fare un'attenta valutazione in base al tipo di edificio, al numero di alloggi esistenti, al tipo e al numero di apparecchi da sostituire.
La valutazione dei costi/benefici è effettuata di volta in volta, tenendo conto di alcune variabili, quali il costo di installazione: il boiler elettrico, infatti, ha costi di fornitura e posa in opera tre volte inferiori a quelli di un apparecchio a gas. I costi di alimentazione sono certamente elevati nel caso dell'elettrico, mentre i costi di manutenzione sono minimi; viceversa, i boiler a gas necessitano di manutenzione annuale, volta a verificare il corretto funzionamento e il buon tiraggio dello scarico dei fumi; in assenza di questi interventi, si possono creare situazioni di elevato pericolo per gli utilizzatori, come peraltro è già successo.
Inoltre, si deve anche tenere conto dell'opinione degli inquilini che rifiutano il più delle volte l'installazione di boiler elettrici. È famosa l'opposizione degli inquilini delle case di Via Artom, che non volevano assolutamente sentire ragioni, seppur l'installazione del boiler elettrico fosse a totale carico dell'ATC, e quindi si opponevano in maniera molto determinata all'installazione di un boiler elettrico. Alla fine, si raggiunse un'intesa con l'Italgas che aveva consentito l'installazione di un boiler a gas, dilazionando il costo di installazione dell'apparecchio sulle bollette successive.
Si tratta di un tema in divenire: certamente, laddove è stato possibile, è stato realizzato l'allacciamento al teleriscaldamento. Penso alle case di Borgata Paradiso a Grugliasco, dove, con soddisfazione, si sono raggiunti risultati che hanno portato vantaggio sia all'ambiente, sia alle tasche degli inquilini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Troiano.

TROIANO Dario
Rifacendomi a quanto riferito dall'Assessore Tricarico all'inizio, cioè che, secondo ATC, sia meglio ciò che compie l'Azienda stessa, mi sorge spontanea la domanda: "Che cosa è meglio per i cittadini?" Capisco che ci sia una differente visione del problema da parte dei due Enti coinvolti, ma credo che qui si sia creata una sorta di terzo potere, quello dell'ATC, che passerà alla storia come "Era Ardito".
C'è stata, infatti, negli ultimi anni, una gestione monocratica del servizio ATC, di cui sappiamo poco, a parte ciò che, ogni tanto, appare sui giornali in ordine a problemi vari e a situazioni di degrado all'interno degli edifici ATC. Il tema in discussione oggi, però, non è questo, ma è il tema dei boiler.
Credo di aver capito, Assessore Tricarico, che lei ritenga (ed io, secondo le mie conoscenze e secondo quanto da lei spiegato, condivido il suo pensiero) che si debba gestire questo tipo di attività secondo criteri di minore economia e maggior beneficio possibile. Ora, io non sono un tecnico e quindi non so se il maggior beneficio, il minor impatto sia più favorito dagli impianti a gas o da quelli elettrici, però credo che, se l'Amministrazione Comunale ha operato alcune scelte, ha sicuramente fatto due conti, non soltanto quelli in tasca propria, per capire di quanto potesse disporre per investire in impianti, ma ha anche fatto una valutazione dell'impatto nelle tasche dei singoli cittadini occupanti le case della Città.
Personalmente, credo che ci dovrebbe essere una maggiore sinergia tra gli Enti, perché, pur essendo due Enti separati (il Comune e l'ATC, che amministrano entrambi in proprio per le proprie competenze), in realtà si ha l'idea (o almeno, io ho quest'idea) che non ci sia un giusto rapporto di scambio di informazioni tra i due Enti, rapporto di scambio che potrebbe portare ad efficienze - chiamiamole così, con un termine un po' ridondante - di economie di scala.
Se ci fosse dialogo tra Comune e ATC, probabilmente si potrebbe addivenire ad una soluzione unica, che potrebbe portare vantaggi in termini di investimento. Non è, infatti, di secondaria importanza il fatto che, anziché acquistare 1.000 boiler elettrici e 1.000 a gas, si potrebbe ipotizzare di acquistarne 2.000 dello stesso tipo, per abbattere prima i costi di acquisto e poi i costi di gestione (che rappresentano una causa direttamente collegata all'investimento). L'investimento fisso è quello che fa lievitare maggiormente i costi all'inizio, ma viene poi ammortizzato ed è l'utente che deve pagare le relative bollette. Sarebbe opportuno (ma penso che, dal punto di vista dei rapporti interforze, lo facciate già) coinvolgere, attraverso le Commissioni competenti, anche il Consiglio Comunale, per avere un dibattito su questo tema, anche in seguito all'affermazione perentoria del Presidente Ardito, secondo cui l'installazione dei boiler elettrici "è una scelta sbagliata e l'ATC non persegue questa politica".
Siccome lei, Assessore, dal punto di vista dell'Amministrazione, ha detto esattamente l'opposto, credo - e, a questo punto, lo chiederò alle Presidenze delle Commissioni competenti - che si debba aprire un dialogo in Commissione, che ci porti ad individuare la soluzione migliore, valutando le varie possibilità di efficienza rivolte al beneficiario, cioè al cittadino (che è quello che ci interessa maggiormente).
Mi dichiaro, quindi, soddisfatto della risposta dell'Assessore, che, in realtà, è una risposta interlocutoria, perché fornisce una determinata versione dei fatti (mentre, in un'altra sede, si era data una versione totalmente difforme). In ogni caso, ringrazio l'Assessore, riservandomi, però, di chiedere alle Commissioni competenti di riunire al più presto una Commissione, nella quale poter audire sia l'Assessore, sia il Presidente Ardito.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Prendiamo atto della richiesta del Consigliere Troiano, che ha chiesto di predisporre uno o più momenti di discussione, in I e VI Commissione congiuntamente, trattandosi di aspetti relativi alle questioni ambientali e patrimoniali, e chiedendo l'audizione dell'Assessore Tricarico e del Presidente dell'ATC Ardito. Invito, quindi, i Presidenti delle due Commissioni a concordare con loro la data.
La vicenda sarà dunque ripresa in sede di Commissioni competenti.
L'interpellanza è discussa.
Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)