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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 21 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 6
INTERPELLANZA 2007-01465
?SITUAZIONE DI RISCHIO PER LA SALUTE DELLA CITTADINANZA DOVUTA ALLA PRESENZA DI AMIANTO NELLA STRUTTURA BELLEVILLE DI VIA CARAGLIO? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE FERRARIS IN DATA 12 MARZO 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200701465/02, presentata in data 12 marzo 2007, avente per oggetto:
"Situazione di rischio per la salute della cittadinanza dovuta alla presenza di amianto nella struttura Belleville di Via Caraglio"
Il sottoscritto Consigliere Comunale,
PREMESSO CHE
- la situazione di gravissimo pericolo ambientale per la salute dei cittadini che si è venuta a creare dopo un incendio nell'ex asilo Lancia, oggi centro Belleville, ubicato in Via Caraglio nel quartiere San Paolo è stata più volte denunciata dai cittadini e portata all'attenzione di questa Amministrazione con una interpellanza presentata dal sottoscritto in data 27 settembre (n. mecc. 200606884/02) e ribadita anche da una richiesta di messa in sicurezza effettuata da parte dell'ARPA con lettera protocollo n. 101683 al Settore Tutela Ambiente della Città di Torino (dopo un sopralluogo effettuato dalla stessa ARPA nel giugno del 2006);
- nonostante i numerosi appelli e le conseguenti rassicurazioni ricevute da parte dell'Amministrazione, prima fra tutte quella dell'Assessore Dell'Utri, per un immediato intervento di bonifica dell'edificio di quasi 6.000 metri quadrati oggi completamente abbandonato e preda di atti di vandalismo, negli ultimi sei mesi nulla è cambiato, anzi la situazione è andata peggiorando con l'ulteriore degrado e deterioramento della struttura stessa e la perdurante pericolosa presenza di fibre di amianto sbriciolato;
RILEVATO
che perseverare nell'ignorare la situazione in cui versa la struttura Belleville di Via Caraglio è un atto irresponsabile da parte di una Amministrazione che abbia a cuore la salute dei propri cittadini, esponendo peraltro questa stessa Amministrazione Comunale a rischi di natura giuridica per la scarsa cura che sta dimostrando per salute pubblica;
INTERPELLA
il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:
1) per quale ragione, nonostante le rassicurazioni di un pronto intervento più volte dichiarate da questa Giunta e dall'Assessore interessato, non sia stato ancora attuato nessun tipo di intervento di bonifica dall'amianto presente e di recupero dell'intero fabbricato;
2) quale sia l'importo complessivo stanziato per le attività date in concessione e quale sia l'importo già erogato e per quale scopo;
3) se l'associazione a cui era stato dato in concessione l'edificio ex scuola Lancia e che avrebbe dovuto provvedere ai lavori di riqualificazione, poi effettivamente mai effettuati dopo l'incendio, abbia avuto la revoca della concessione per inottemperanza;
4) che tipo di iniziative questa Amministrazione intenda mettere in atto per recuperare il bene di proprietà comunale che versa in un totale stato di abbandono e i cui locali potrebbero essere impiegati per numerose attività e servizi che sarebbero sicuramente utili al borgo presente nel quartiere San Paolo.
F.to Giovanni Maria Ferraris

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'Assessore Viano risponderà anche per quanto è di competenza dell'Assessore Levi.
La parola all'Assessore Viano.

VIANO Mario (Assessore)
L'interpellante chiede per quale ragione, nonostante rassicurazioni di un pronto intervento più volte dichiarate da questa Giunta e dall'Assessore interessato, non sia stato ancora attuato nessun tipo di intervento di bonifica dell'amianto, presente e di recupero, dell'intero fabbricato. Le ragioni sono riconducibili al fatto che siamo in regime di concessione e l'Assessore Levi sta cercando di ottenere una risoluzione consensuale della concessione stessa, a fronte della preoccupazione dei concessionari relativa alle erogazioni di risorse loro concesse (che naturalmente devono rendicontare) non dalla Città, ma da fondazioni bancarie.
Quindi, si sta cercando di comporre questa situazione in termini di documentazione di quanto è stato fatto a fronte delle erogazioni avvenute perché non rimanessero pendenze in capo al concessionario, il quale possa accettare la risoluzione del contratto di concessione, in modo tale da poter essere noi nella condizione di intervenire, avendone la piena, totale ed illimitata disponibilità.
Allo stato, gli Uffici Tecnici mi dicono che, non appena sarà risolta questa situazione di carattere giuridico-contrattuale, saranno in condizione (nell'ambito di appalti in corso per operazioni analoghe di bonifica e demolizioni) di avanzare risorse (legate ai ribassi di gara o ad altre economie) con cui sono in grado di effettuare immediatamente questo intervento attraverso una perizia che integri il contratto originario.
Quindi, mi comunicano che, compatibilmente con la risoluzione degli aspetti formali (che, allo stato, impediscono loro di poter operare, perché non è libero da vincoli, in quanto vi è un regime di concessione in atto) o, comunque, non appena risolto questo aspetto formale, nell'arco di un trimestre o un quadrimestre, saranno in grado di avviare i lavori.
L'Assessore Levi, nel corso di un colloquio telefonico, mi ha detto che, effettivamente, la partita formale è in dirittura di arrivo, per cui possiamo ritenere, ragionevolmente, che tra settembre ed ottobre i lavori di bonifica si avvieranno e, contestualmente, avverrà anche la demolizione delle parti più gravemente danneggiate, che non sono in alcun modo recuperabili.
Nel frattempo, sono in corso vari sondaggi ed esplorazioni (si tratta sempre di competenze dell'Assessore Levi) per comprendere quale altra destinazione nell'ambito della finalità generale, che era stata a suo tempo individuata, sia possibile prevedere per questo immobile e per quest'area.
Il fatto di essere compreso in una struttura che, complessivamente, è destinata a servizi pubblici, per la maggior parte sempre gestita in regime di concessione da una onlus affiliata alle ACLI (della quale non conosco la denominazione precisa), ha permesso che funzionasse come centro sportivo e aggregativo in maniera adeguata; questa porzione è stata interessata da un incendio - peraltro a valle di un'inerzia che era preoccupante - e, a questo punto, è chiaro che l'intenzione è quella di risolvere e riprendere la piena disponibilità dell'immobile per poter procedere.
Per quanto riguarda l'importo complessivo erogato per le attività date in concessione, da parte della Città non è stato stanziato assolutamente nulla in termini di risorse finanziarie; altri soggetti, invece, hanno sottoscritto e, quindi, parzialmente si sono impegnati a finanziare l'operazione. Per la verità, però, è necessario sottolineare che le erogazioni sono limitate al finanziamento della parte di progettazione e che devono essere riconsiderate alla luce del fatto che l'incendio ha interrotto il percorso avviato.
Relativamente alla revoca della concessione per inottemperanza, stiamo cercando di gestirla in termini consensuali (e non in termini conflittuali), per evitare, poi, degli strascichi legali, che, semplicemente, producono nuove inerzie. Credo che sia positivo se l'intesa che si raggiunge è di piena soddisfazione per l'Amministrazione, per cui è molto meglio cercare di costruirla nel consenso.
Le iniziative per recuperare il bene di proprietà comunale si muovono sul terreno delle stesse finalità (per il momento, aggregazione giovanile), mettendo in conto che, però, per un immobile che ha dimensioni ragguardevoli (infatti, l'Ufficio Tecnico mi ha comunicato che si tratta di fabbricati ad un piano fuori terra, che sviluppano una superficie coperta di 4.000 metri quadrati), sono necessarie risorse significative.
È evidente che una superficie di 4.000 metri quadrati rende indispensabile un ragguardevole impegno di risorse finanziarie, per cui o il progetto è forte, rilevante e vede la convergenza di sponsor e cofinanziatori pubblici o privati significativi, oppure, viste le risicate risorse di Bilancio attualmente disponibili, non è ragionevole pensare di poter destinare adeguate risorse per un'operazione tutta a carico dell'Amministrazione.
In ultima istanza, devo dire che si potrà anche valutare la possibilità di una Variante urbanistica che, senza appesantire ulteriormente il quadro urbanistico della zona dal punto di vista della densità, tuttavia preveda delle opportunità di riuso da parte di soggetti privati, naturalmente a valle di una procedura di evidenza pubblica (di asta o quant'altro) per la cessione dell'immobile. Questa, però, è soltanto l'ultima spiaggia; speriamo non sia necessario arrivarci.
Per il momento, comunque, l'ipotesi di lavoro è quella a cui accennavo: una ripresa di piena titolarità da parte della Città (in particolare con l'Assessorato alle politiche per i giovani), per provare a ricomporre un nuovo progetto, perché, di fatto, a questo punto, si può ripartire da capo, anche dal punto di vista del contenitore, e, di conseguenza, si può anche ridimensionare.
Questa è la linea di lavoro che, come Giunta, abbiamo individuato; dopodiché, se gli esiti non saranno quelli voluti, è ovvio che penseremo ad una possibile riconversione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Devo dire che la risposta è parziale, perché ha risposto solo l'Assessore all'Urbanistica e, in questo caso, al Patrimonio, che ha fornito alcune informazioni di sua competenza...

VIANO Mario (Assessore)
(Intervento fuori microfono).

FERRARIS Giovanni Maria
Lei afferma che il resto è in fieri, ma lo era già 6 mesi fa, quando rispose l'Assessore Dell'Utri, chiedendo anche di tollerare, per un certo lasso di tempo, questa inerzia che si era creata tra l'Amministrazione e le associazioni concessionarie.
La risposta sugli importi, in parte, era stata già data: si parlava di un progetto complessivo di circa 6 milioni di Euro, dei quali 250.000 Euro erano stati stanziati dalle compagnie bancarie per la progettazione (come riferito anche dall'Assessore).
Questo "in fieri", però, adesso sta proseguendo forse con troppa lentezza, per cui inizio a preoccuparmi, perché, di fatto, questo fabbricato è così già da tempo e anche prima dell'incendio non versava, comunque, in buone condizioni. Era previsto un investimento da parte dell'Associazione, poi, tout court, forse a causa dell'incendio, l'Associazione non ha più avuto le risorse o la volontà per intervenire.
Di fronte ad una urbanizzazione e ad uno scenario nuovo che presuppone uno sviluppo positivo, molto interessante ed appetibile, nel quale è compreso anche un grattacielo (ricordo, tra l'altro, che si tratta di un grattacielo edificato da Lancia, che ha donato alla Città il fabbricato in questione), questo grosso fazzoletto di terra viene, in qualche modo, depresso e questo crea sconcerto nella cittadinanza.
Quindi, al di là dell'ultima istanza pensata (e, tra l'altro, sollecitata recentemente anche dal sottoscritto con una lettera) dall'Assessore Viano, credo sia doveroso, nel giro di poco tempo, trovare una risposta soddisfacente. Se si può evitare di bisticciare troppo anche con chi ha sbagliato, eccetera, è meglio, però evidentemente la Città, in questo momento, non sta facendo una bella figura nei confronti della cittadinanza. Magari spronerò l'Assessore Levi in altro modo; se fosse possibile, intanto, dirimere la questione e liquidare il passato cambiando pagina e, poi, valutare concretamente sul da farsi.
È evidente che passa del tempo se pensiamo di affidare la nuova associazione per l'aggregazione giovanile, il nuovo finanziamento, eccetera. Potrebbe anche avere senso creare un mix funzionale che possa vedere operatori privati intervenire a fronte di un investimento che possa cedere spazi pubblici fruibili anche dalla collettività. E quindi, affiderei lo sviluppo all'Assessore Viano, con progetto creato ad hoc dall'Assessore Levi, però chiedo che tutto ciò sia fatto in tempi brevi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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