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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo, infine, alla richiesta di comunicazione presentata, dapprima, dal Consigliere Ghiglia, poi, dai Consiglieri Cantore, Angeleri e Carossa, in relazione alla questione City Manager, ingegner Vaciago. La parola al Sindaco. SINDACO Innanzitutto, vorrei dire al Consigliere Ghiglia che possiamo anche non aspettare lunedì, perché domani, come è noto, ci sarà un incontro alla presenza del Viceministro Minniti con il tavolo politico: occasione più che propria per discutere anche del tema nomadi. Per quanto riguarda l'appello del Consigliere Angeleri (facendo anch'io un piccolo strappo al Regolamento), lo faccio mio e non ho ragioni per ritenere che quanto richiesto non avvenga, ma la discussione deve essere soprattutto sul quando e il dopo. Per quel che riguarda le mie comunicazioni, naturalmente, ciò che dirò non sarà molto diverso da quanto apparso sui giornali. Perché dico "naturalmente"? Perché, ovviamente, essendo un'inchiesta della Magistratura, c'è un segreto istruttorio ed io non so molto di più di ciò che ognuno di voi conosce. Dico questo, nel quadro di quell'atteggiamento di grande rispetto e di grande fiducia nel lavoro della Magistratura, in particolare di quella torinese, e nel quadro dello speculare atteggiamento garantistico che credo sia proprio di tutti noi. Constato che tutte le inchieste svolte dalla Magistratura torinese, direttamente o indirettamente, hanno sempre aiutato l'Amministrazione Comunale, sia nei cinque anni precedenti, sia negli ultimi; quindi, guardando all'esperienza, dobbiamo soltanto attendere fiduciosi il lavoro della Magistratura, dichiarando, da questa sede, la nostra piena disponibilità alla collaborazione. Per quanto riguarda la questione in oggetto, bisogna distinguere tra un aspetto di sostanza ed un aspetto di metodo. L'aspetto di sostanza è molto chiaro ed è un aspetto che era conosciuto. A questo proposito, ricordo i cosiddetti "executive board" del CIO e ricordo il tema delle cosiddette "accomodation", cioè il tema dell'accoglienza (che coinvolgeva tutto e tutti, dagli autisti dei bus alla sede per gli operatori della NBC al Sestriere), un tema su cui vi era il cosiddetto semaforo rosso, anche nelle sedi informali, cioè nei tanti luoghi in cui questi argomenti erano oggetto di discussione e di scambi di opinioni, tema per il quale si riconosceva esservi una forte criticità (che, negli ultimi tempi, era diventata forse la criticità principale). Che si dovesse risolvere era altrettanto evidente, perché era una delle condicio sine qua non che erano state poste dal referente principale della trasmissione delle Olimpiadi, cioè l'NBC; così come era altrettanto evidente che il mandato a risolvere questa criticità fosse stato conferito all'ingegner Vaciago e, con esso, all'Ufficio di Presidenza e alla sua struttura operativa. Ripeto: che questa fosse una questione da risolvere, mi sembra fuori discussione. Era altresì fuori discussione che la questione fosse una questione di trattativa tra TOROC e privati: le vicende precedenti dell'Albergo Principi di Piemonte sono lunghe, oggi, da ricostruire, ma la sostanza è che si era arrivati ad un punto in cui i tempi erano molto stretti, le esigenze avanzate dalla NBC molto complesse e sofisticate, e quindi bisognava prevedere una trattativa che mettesse insieme tempi, modalità di corresponsione delle richieste e risorse necessarie per attuarle. Tutto questo, per quanto riguarda l'aspetto di sostanza. L'aspetto di metodo, invece, riguarda competenze e luoghi in cui non ho avuto modo di partecipare: in parte, perché le competenze non erano mie, nel senso che non ero né Presidente, né Direttore del TOROC, in parte, perché era l'Ufficio di Presidenza a seguire una parte dell'attività gestionale, ed io vi ho sempre delegato l'Assessore Tessore, che, come ha avuto modo di spiegare pubblicamente, ha seguito un così vasto complesso di vicende, affrontando quotidianamente una grande mole di questioni, che nemmeno tutte le questioni, poi, sono tornate sul tavolo dell'Ufficio di Presidenza. Verificare, poi, se la soluzione adottata, da un punto di vista procedurale, sia stata la migliore o se le regole siano state violate, è un lavoro che compete alla Magistratura. Quello che mi sento assolutamente di dire è che l'obiettivo che si era proposto è stato raggiunto e che non c'è assolutamente nulla di opaco né nei confronti dei privati, né nei confronti del TOROC, né nei confronti dell'Amministrazione Comunale: questo mi sento di affermarlo in piena responsabilità. Credo che tutto questo sia anche scritto, con più precisione di quanto non sia stato fatto in uscite pubbliche, in una lettera dell'Assessore Tessore, che mi risulta sia stata inviata al Presidente del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda la considerazione fatta nella richiesta di comunicazioni del Consigliere Ghiglia, che parla di "se" e fa dedurre - o, anzi, insinua - che il doppio incarico possa essere stato all'origine delle situazioni critiche in cui l'ingegner Vaciago si è venuto a trovare, per non fare confusione, dico, innanzitutto, che si mettono insieme cose che non c'entrano niente. Cito, ad esempio, la questione MOI: se ci si riferisce alle riserve fatte dai costruttori nei confronti dell'Agenzia, è una questione in cui il TOROC non c'entra nulla, né c'entra l'ingegner Vaciago. Si tratta, piuttosto, di una questione che riguarda l'Agenzia e l'ingegner Arcidiacono: è una normale - perché non sembri chissà che cosa - procedura di riserve e di risoluzione di un contenzioso, come avviene in tutte le grandi opere pubbliche. Mi auguro che, al più presto, possa trovare una compensazione, anche se vi sono esempi clamorosi in cui si è arrivati alla conclusione, addirittura, dopo 10-12 anni: il nostro Palazzo di Giustizia ne è un esempio. In secondo luogo, visto che si fa riferimento a Consortium, ci tengo a dire che, per quel che riguarda Consortium, il TOROC ha fatto la sua parte fino in fondo, saldando la parte così come stabilita dal liquidatore fallimentare. Inoltre, attraverso il sottoscritto, abbiamo mandato una lettera al Presidente del CIO (impegnato alla realizzazione dei Giochi Olimpici di Pechino del 2008), perché memori di quanto avvenuto con PICO (il Consorzio di imprese che poi ha fatto fallimento e da cui è nato Consortium, che si occuperà, a sua volta, di una parte delle opere necessarie per quelle Olimpiadi), con la quale chiediamo che, pur mantenendo gli impegni con quelle imprese, queste siano, quanto meno, subordinate al pieno espletamento dei loro doveri nei confronti delle imprese appartenenti a Consortium. Ho ricevuto dal Presidente Jacques Rogge una lettera, che metto a disposizione di chi la voglia vedere: sto parlando, però, di fatti avvenuti tre mesi fa, che danno ampia soddisfazione del suo impegno in questo senso. Abbiamo fatto, quindi, un ulteriore passo politico e diplomatico. Per quanto riguarda, infine, il doppio incarico, se mi è permessa una battuta conclusiva (che non vuole essere offensiva verso nessuno), dico che, forse, l'unico difetto è che sia arrivato un po' tardi, perché, giudicando dai risultati (cioè da un risultato che aveva una previsione di deficit di circa 40 milioni ad una conclusione con circa 11 milioni), si è trattato, evidentemente, di una gestione positiva. Per questo, e non solo per questo, mi è semplice e naturale rinnovare, in questa sede, non soltanto il ringraziamento all'ingegner Vaciago per quel che ha fatto al TOROC, ma anche la mia piena fiducia nel suo operato come City Manager della nostra Città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Se vale il garantismo nei confronti del City Manager della Città di Torino, che è indagato (e quindi il garantismo è un atto dovuto nei confronti di chiunque venga colpito da un'indagine), non vale la stessa cosa per il garantismo politico. Avendo poco tempo, le spiego brevemente perché, secondo noi, dovrebbe essere il Sindaco della Città a dimettersi: riteniamo che, a monte d'un incidente come questo, ci sia un'evidente, marchiana - e non credo sia la prima volta che lo dico - responsabilità politica, che, chiaramente, non è penalmente perseguibile, ma non è oggettiva, bensì soggettiva. Se non ricordo male, il Sindaco della Città di Torino faceva parte, insieme all'attuale Presidente della Regione Piemonte, con il Presidente della Provincia di Torino, con l'ex Sindaco della Città, di due organismi: uno si chiamava "Ufficio di Presidenza del TOROC", cioè la "stanza dei bottoni", poi, vi è stata anche una "cabina di regia", in cui c'era pure l'ex Presidente della Giunta Regionale, Ghigo, dove decidevate tutto (era la "sostanza" dei giochi); il secondo si chiamava "Consiglio d'Amministrazione del TOROC", presieduto dall'ex Sindaco Castellani, al quale appartenevano anche il Sindaco Chiamparino e l'Assessore Tessore. Ora, non è che si butta sugli "ex": Castellani è un "ex" Presidente - la memoria è stata persa e non è mai troppo tardi, in questa Città, perché danni ne ha fatti tanti! - e pure la Tessore è un'altra "ex" - Assessore -, la quale oggi invia lettere che, fortunatamente, nessuno legge più in Aula, perché, sinceramente, la lettera degli "ex" ci sarebbe interessata abbastanza poco, mentre sono le responsabilità politiche degli attuali ad interessarci un po' di più! Quindi, Sindaco, noi partiamo dalla fine di quanto ha detto. La prima responsabilità politica è di chi ha consentito all'ingegner Vaciago - non di guadagnare 315.000 Euro l'anno, facendo sia il Direttore Generale del TOROC sia il City Manager - di gestire - peraltro, male, a nostro avviso, come abbiamo detto diverse volte, sebbene sappia che lei ha sempre l'ultima parola, ma ne voglio dire mezza anch'io, perché so che, poi, nelle repliche, ha sempre la possibilità di dire tutto ciò che ritiene (magari, un giorno, con qualche dato in più, ce lo dimostreremo...) - e di sbagliare in due incarichi impossibili, tentando di gestire, appunto malamente, per un anno e mezzo, una macchina comunale da 13.000 dipendenti e, altrettanto malamente e frettolosamente, una macchina come quella del TOROC, che si è trovata in emergenza. Ma vi è una seconda responsabilità politica, Sindaco: "Bisogna fare in fretta, devo salvare le Olimpiadi...". Di chi è stata, allora, la responsabilità dei ritardi, delle mancate programmazioni e progettazioni? Forse, della Fata Turchina? C'era la Fata Turchina a governare il TOROC, oppure c'erano degli esseri umani - in quanto tali, per carità, fallibili, e spero che non me ne voglia la Presidente Bresso, la quale pensa di avere anche il dono dell'infallibilità -, i quali stavano nell'Ufficio di Presidenza del Consiglio d'Amministrazione e prendevano o meno le decisioni, quelle stesse che, poi, avrebbero causato i ritardi, i quali a loro volta avrebbero causato le frette con cui si sono risolte certe cose? Esiste, poi, una terza responsabilità politica - lo sottolineo -, da parte di chi ha consentito che il TOROC spendesse, se non ricordo male, 34 o 36 milioni di Euro in consulenze (1/4 delle quali, approssimativamente, mi pare giuridiche), senza fornire il City Manager - quantomeno lui - di una struttura giuridica, con un qualsiasi avvocato amministrativista che dicesse: "Caro Cesare, iper-Cesare, tu che sei onnisciente e anche, per sei mesi, onnipotente, non puoi fare questa cosa, perché in Italia esiste pure qualche 'leggiucchia' che, magari, andrebbe rispettata" - peraltro, sono garantista e spero che venga assolto -, oppure: "Attenzione, perché corri un rischio, facendo quel passo!". Sindaco, non va affatto bene l'assoluzione, anche mediatica; cioè, essere garantisti non significa non dover pretendere il rispetto assoluto della legge. L'assoluzione, prima, non si fa! Quindi, non giustifichiamo tutto, dicendo: "Tanto, ce l'abbiamo fatta!". A quest'esclamazione si è arrivati, infatti, dopo una serie di ritardi, sperperi ed omissioni! Quando si afferma che l'ingegner Vaciago sarebbe arrivato troppo tardi, vorrei chiederle: chi c'era, sempre nell'Ufficio di Presidenza e nel CdA stesso del TOROC, per far "arrivare troppo tardi" l'ingegner Vaciago e per giungere ad un livello tale che si è stati costretti a "mettere" lui quale "salvatore della patria", perché gli altri stavano facendo male? C'era sempre lei, Sindaco, con il suo predecessore ed i suoi Colleghi (quasi tutti di Sinistra, soprattutto per il periodo finale), a gestire questa macchina! La responsabilità politica non è una questione di garantismo politico (che, in quanto tale, non esiste), ma esiste un garantismo giudiziario; perciò, noi riteniamo giusto che, se non verrà archiviata in breve tempo, lei debba assumersi l'intera responsabilità politica dell'accaduto e, quindi, anche delle eventuali conseguenze. Chiaramente, se tutto si risolverà in una bolla di sapone, nulla quaestio, anche se rimane tutta la responsabilità politica. Avrei voluto accennare alla questione del MOI e di Consortium, ma non mi rimane tempo per l'intervento; comunque, se il Presidente, alla fine, sarà buono, magari, potrò farlo in seguito. Per quanto riguarda le indagini giudiziarie, staremo a vedere; però, evitateci assoluzioni, che non vanno bene, e pure quella retorica olimpica, secondo cui "Abbiamo fatto tutto bene...". Ognuno dev'essere tranquillo e sereno, per poter indagare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Il Consigliere Ghiglia ha parlato un minuto in più del previsto. Peraltro, conosciamo tutti l'importanza dell'argomento e sappiamo pure che non sempre è possibile consentire ai Colleghi di esprimere compiutamente il proprio pensiero nell'ambito dei cinque minuti attribuiti dal Regolamento, quindi, credo che un po' di tolleranza sia d'obbligo. La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Sindaco, in questa Città ed in questo Paese di ritrovati garantisti, devo necessariamente dire di essere tra i soci fondatori del garantismo, perché ho scoperto - e mi fa piacere - che, ormai, sono diventati tutti garantisti. Devo dirle altresì che non mi è mai piaciuto l'assioma, che è andato di moda negli anni in cui il garantismo non era tanto esteso nel nostro Paese, secondo il quale "non poteva non sapere"; perciò, non chiedo né le sue dimissioni, né quelle dell'ex Assessore Tessore, la quale peraltro si è già dimessa (ovviamente, per altre ragioni) e ha fatto delle dichiarazioni, anche attraverso una lettera. Quindi, ritengo inutile chiedere le sue dimissioni, perché voglio fotografare questa vicenda come puramente amministrativa e, dalla nostra parte, senza alcuna ricaduta giuridica, perché deve pensarci la Magistratura e - su questo siamo tutti d'accordo - plaudiamo all'iniziativa di quest'ultima, sperando che faccia in fretta. Tuttavia, con altrettanta franchezza, devo dirle che, quando ieri ho aperto "La Stampa" di Torino - e non è responsabilità dei giornalisti di quel quotidiano -, sono rimasto stupito, perché è giusto essere garantisti, riconoscere le qualità del City Manager, ma, mi permetta, ritengo un po' troppo e un po' tanto che, adesso, da una vicenda come questa, sulla quale sta indagando la Magistratura - e siamo garantisti -, in relazione alle vostre dichiarazioni (di Sinistra, di Centro e di Destra), di fatto, il City Manager sia diventato un eroe; quindi, mi pare un po' tanto per la Città e anche per la politica, ricordando che lei, Sindaco, percepisce 5.700 Euro netti al mese, mentre, forse, il City Manager... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...dieci volte tanto. Vorrei ricordarlo, in un periodo nel quale, tra libri ed inchieste, si cerca di mettere la politica sotto accusa, anche se si tratta di una divagazione che non c'entrava, però, Sindaco, ricordando i periodi del non-garantismo ed anche quelli del garantismo, ritengo che qualcosa ci sia stato, in questa vicenda, nella quale qualcuno sapeva, poiché la stessa ex Assessore Tessore ha fatto intendere che si capiva che qualcosa non andasse, tanto che ebbe necessità di approfondire; sicuramente, di fronte alla necessità di "portare a casa" le Olimpiadi, c'è stata qualche "superficialità", per così dire, sempre per essere educati e per prendere le cose basse, come siamo abituati a fare noi riformisti e noi piemontesi - per fare un piacere all'amico leghista -, giusto per non fare le cose eclatanti o "sparare nel mucchio" tanto per sparare, cioè, prendere il Viagra, fare la dichiarazione forte e, poi, "ammosciarsi". Probabilmente, non si è trattato di truffa o di dolo, ma vi è stata superficialità. Allora, Sindaco, di fronte ad un City Manager tanto ben pagato - senza voler ritornare su un leitmotiv portato avanti diverse volte -, ma riconosciuto bravo a livello nazionale ed internazionale, credo che, qualora abbia commesso degli sbagli (probabilmente, ciò è avvenuto), certamente si sarà trattato di un atto di leggerezza o superficialità amministrativa, se non c'è altro. Quindi, se ciò è avvenuto, Sindaco, diversamente da quanto faranno altri Consiglieri (probabilmente, le chiederanno che scatti la procedura amministrativa per i funzionari pubblici, quando incorrano in certi errori o siano indagati per alcuni reati), le chiedo semplicemente di richiedere all'ingegner Vaciago di autosospendersi. Infatti, il dottor Vaciago è stato contemporaneamente City Manager e Direttore del TOROC (il Consigliere Ghiglia ha già parlato nel merito di questo doppio incarico); oggi, è ancora il nostro City Manager, a fronte di un atto - ripeto, per me non ha connotati preoccupanti sul piano giudiziario, e non voglio nemmeno fare la caccia alle streghe - sicuramente superficiale ed inopportuno (forse, per tornare alla concretezza, la vicenda avrebbe potuto risolversi in altri termini, perché doveva essere risolta, e su questo sono d'accordo con lei o con chi la pensi come lei), poiché, certamente, qualche errore è stato commesso. Allora, ritengo che il dottor Vaciago dovrebbe arrivarci da solo, ad autosospendersi! Se così non sarà, mi permetto di darle un consiglio: se fosse stato indagato per truffa un suo Assessore, Sindaco, gli avrebbe chiesto, sicuramente, di consegnare temporaneamente le deleghe, non per un atto di accusa, ma per una forma di garantismo, in attesa che la Magistratura faccia il proprio dovere. Quanto le ho riferito adesso, è avvenuto in tantissimi casi in cui Assessori e Amministratori, spontaneamente, o spintaneamente (ovvero spinti dall'Amministrazione), hanno detto: "Va bene, in attesa che si chiarisca questo fatto che, comunque, sul piano amministrativo è importante ed ha una grande incidenza, io mi autosospendo". Le chiedo di avere, nei confronti del City Manager, lo stesso atteggiamento che lei, ma anche l'opinione pubblica, avrebbe nei confronti della classe politica. Basta, con una classe politica vituperata (al di là del dottor Vaciago, con questa professionalità di manager di Stato), o con privati che paiono intoccabili. A noi va bene che lei chieda al dottor Vaciago di autosospendersi, o che lui ci arrivi da solo. Mi auguro, data la sua intelligenza e capacità, che si autosospenda di propria volontà. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Cercherò di recuperare i due minuti in più dei Colleghi, in modo da equilibrare il trattamento tra maggioranza e opposizione. Vicepresidente, anch'io vorrei unirmi a chi ha partecipato alla fondazione del partito garantista che, mi pare, però, di recente formazione, perché ho un ricordo anche personale che non va in quella direzione. Comunque, ne sono contento e auguro al dottor Vaciago di uscire nel migliore dei modi da questa vicenda. Non voglio entrare nel merito, perché ho sempre manifestato verso la Magistratura torinese tutta la mia stima; però, dato che il Direttore Generale del Comune di Torino è pagato dal Comune di Torino, vorrei che a lui fosse rivolta la stessa attenzione che è dedicata a tutti i dipendenti comunali che incorrono in reati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Lei sa, Sindaco (come sa anche l'Assessore Borgogno, che è l'Assessore al Personale e, quindi, competente per materia) che esiste una Commissione che si occupa di queste cose. Abbiamo letto che il dottor Vaciago è indagato per truffa e abbiamo visto (tra l'altro, di questa Commissione, nei tempi antichi ho fatto parte) che, per molto, molto meno, alcuni dipendenti sono stati sospesi dal servizio. Vorrei, giusto perché non si capirebbe una diversa interpretazione e, quindi, una disparità di trattamento, che fosse usata, anche per garanzia, nei confronti di tutti, lo stesso criterio di valutazione, perché, come diceva prima il Collega Cantore, sembra quasi, dagli articoli di ieri, che il dottor Vaciago sia simile ad un martire. Penso che non sia così. Situazioni del genere ne abbiamo viste molte, soprattutto, in un momento in cui il partito dei garantisti non era in voga. In qualche modo, vorrei che fosse usato - mi sembra corretto - lo stesso trattamento anche nei confronti del dottor Vaciago. Ovviamente, è superfluo dire che, nel momento in cui chiediamo la sua sospensione dal servizio, chiediamo anche la sospensione del suo stipendio. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Non sono né garantista, né "non garantista". Io faccio il Consigliere Comunale, i Magistrati facciano i Magistrati (e sicuramente lo faranno). Voglio dire soltanto un paio di cose: non chiedo le dimissioni al Sindaco, perché, saranno i cittadini torinesi, nel 2011, a darle al suo Partito. Lei non si potrà più ricandidare e, quindi, non me ne voglia, non gliele chiedo, però, per quanto riguarda il dottor Vaciago, sono d'accordo con quanto dicevano, prima, i Colleghi: si applichi lo stesso metodo che si adotta con i dipendenti comunali. La Magistratura non ha proceduto nei suoi confronti allo stesso modo, perché dipendenti comunali che, magari, sono stati accusati (e non è neanche provato) di aver percepito regali per 10.000 Euro, sono stati portati via dalla propria abitazione, alle 6.00 del mattino, dalla Polizia; con il City Manager non si è agito nello stesso modo. Non avevo chiesto le sue comunicazioni, senza offesa, perché non mi interessavano; lei aveva già pronunciato la sua difesa d'ufficio e non mi importava sapere che cosa pensasse. Ho presentato una proposta di mozione che avrei voluto discutere oggi, qui, ed è stata rifiutata dalla Conferenza dei Capigruppo. È stata, addirittura, respinta, ma io ho presentato una proposta di mozione che verrà, comunque, portata in Aula, perché voglio che l'Aula voti sulla richiesta di dimissioni del City Manager Vaciago e perché voglio che i Consiglieri Comunali si pronuncino, abbiano il coraggio di dire le cose, abbiano il coraggio di votare e di chiedere al Sindaco e alla Giunta le dimissioni del City Manager. Ricordo solamente al famoso City Manager ciò che ha scritto su Intracom ai dipendenti comunali, quando consigliava loro di leggere il libro del professor Ichino, la tesi del quale, riassunta, è la seguente: "Nel pubblico impiego l'assenza di un sistema punente vanifica, troppo spesso, i pregi del sistema premiante". Ancora, diceva ai circa 13.000 dipendenti comunali di Torino, di leggere questo libro! Beh, lo dico nella proposta di mozione: è vero che nella Pubblica Amministrazione non esiste un sistema punente, ma è previsto nella Magistratura. Lui stia a casa, come tutti i dipendenti comunali indagati, in passato, magari per cose minori e poi vedremo, alla fine, che cosa avrà deciso la Magistratura. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Giorgis. GIORGIS Andrea Noi abbiamo tanti motivi e tante cause per dolerci della situazione del nostro Paese, ma di una, forse, credo che dobbiamo rallegrarci ed è quella per la quale i processi e i giudizi non li fanno e non li esprimono le assemblee politiche. Noi viviamo, di questo ne sono molto contento, in un ordinamento nel quale c'è una rigida separazione tra politica e giurisdizione. E abbiamo superato, ormai da tempo, gli anni in cui i processi giuridici li svolgevano, in ultima istanza, le assemblee politiche. È un atto di civiltà confermato anche dagli interventi che ho sentito in precedenza (o almeno da alcuni di questi interventi). Lasciamo, quindi, che la Magistratura ci dica se si è consumato, o no, il reato per il quale il City Manager è indagato. Evitiamo (lo dico a me stesso, non mi permetto di rivolgermi ad altri) di pronunciare giudizi sommari e di colpevolezza, o giudizi sommari di assoluzione. L'assoluzione, o la colpevolezza, non è bene, per quanto mi riguarda, che le decidano le forze politiche in dichiarazioni in questa Aula, o in dichiarazioni sui giornali. Posso soltanto dire che, per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, auspicherei venisse rispettata la regola aurea che vuole tutti ugualmente sottoposti alla Legge e che le situazioni uguali venissero trattate in maniera uguale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Sarò brevissimo. Spero che la Magistratura faccia bene ed in fretta il suo lavoro di accertamento della verità dei fatti, perché siamo di fronte ad una vicenda delicata, complessa, su cui non mi riscopro garantista, ma credo che il garantismo sia l'asse portante di una democrazia. In altri tempi, altri non sono stati garantisti, perché ricordo, prima del crollo della I Repubblica, chi, nelle sedi del Parlamento e nelle piazze, scuoteva oggetti particolari che, sicuramente, oggi suonano come contraddizione rispetto alle affermazioni che si fanno. Credo che in una vicenda così delicata bisogna essere garantisti - e ci mancherebbe - e, pertanto, non si può condannare una persona prima che i fatti possano essere dimostrati da un'azione rapida della Magistratura. Se dovessi oggi parlare, come persona prima che come politico, consiglierei all'ingegner Vaciago, in maniera molto sincera, una autosospensione, ma non perché io abbia dubbi sull'onestà e sul ruolo importante assunto nella gestione delle Olimpiadi. Credo che l'autosospensione darebbe la possibilità di difendersi meglio, al di fuori del ruolo importante che sta esercitando in questo momento. Ritengo che questo potrebbe essere un atto di responsabilità, un atto forte, un atto intelligente e credo anche un segnale alla nostra popolazione. Un atto che sarebbe apprezzato anche da tutti noi, dopodiché vedremo come l'accertamento dei fatti dimostrerà la colpevolezza o l'innocenza dell'ingegner Vaciago. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Il titolo di questa comunicazione potrebbe essere "il fine giustifica i mezzi?". Una domanda legittima che molti di noi si pongono ormai da qualche giorno. Noi crediamo che, in attesa che la Magistratura prosegua e porti a termine le indagini nella piena e legittima autonomia, come molti Colleghi hanno ricordato, sia opportuno chiedersi se sia ancora giusto e corretto riconoscere all'ingegner Vaciago la titolarità del vertice della macchina comunale. Questa credo sia una richiesta sacrosanta, alla luce dei fatti emersi e comunicati sugli organi di informazione. Crediamo che se dovessero accertarsi i fatti riportati dagli stessi, la strada non potrebbe che essere, Sindaco, quella di richiedere le dimissioni dell'ingegner Vaciago. A fronte di una sentenza definitiva per il reato per il quale (abbiamo letto sui giornali) l'ingegner Vaciago risulta iscritto nel registro degli indagati, non potrebbe che essere così, soprattutto per un motivo: un evento, per quanto straordinario come quello delle Olimpiadi - ottimamente riuscito, lo diranno i posteri, alcuni sostengono diversamente -, non può giustificare un'interpretazione, corretta o scorretta che sia, di determinate norme. È evidente che, se la Magistratura ha ritenuto di dover procedere, lo ha fatto sulla base di violazioni delle norme. Quale modello darebbe la nostra Città alle migliaia di dipendenti che, quotidianamente, ricevono il "Vaciago pensiero" a mezzo computer e che vengono spesso, giustamente, spronate all'efficienza e alla trasparenza nelle loro mansioni amministrative? Quale modello verrebbe manifestato nei confronti di tutti questi dipendenti della Città di Torino? La rettitudine è, evidentemente, una delle qualità che più si richiede nella Pubblica Amministrazione e che, giustamente, l'ingegner Vaciago ha sempre richiesto in questi anni ai dipendenti comunali, ma come dovrebbe comportarsi un sottoposto di fronte ad un capo che per primo, seppure di fronte ad esigenze di pubblica utilità, per un evento internazionale, non la rispetta? Questa domanda è legittima e noi crediamo si debba dare una risposta. A fronte dell'intransigenza che il Comune ha avuto, nel corso degli anni, per i dipendenti che si sono macchiati di reati contro la Pubblica Amministrazione - veniva citato il caso dei geometri di qualche anno fa - se la Magistratura dovesse accertare la parziale ammissione di colpa riportata dagli organi di informazione, noi crediamo che l'ingegner Vaciago, a quel punto, dovrebbe dimettersi. Il segnale non va dato soltanto alla politica e ai cittadini, ma va dato, soprattutto, ai dipendenti di questa Amministrazione, nel rispetto del loro lavoro e nel rispetto delle qualità che essi stessi applicano nella vita quotidiana in questo Comune. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, al Sindaco. SINDACO Sono d'accordo con il Consigliere Cantore sul fatto che non ci siano né santi né eroi da nessuna parte. C'è chi ha fatto bene un certo lavoro, anche se in condizioni molto difficili, come dimostrano i risultati, e c'è chi, invece, l'ha fatto meno bene. Volendo fare una battuta, potrei dire che, se mettessi insieme gli interventi dell'opposizione e quelli di una parte della maggioranza dovremmo andare tutti a casa. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Volevo che lo capissero tutti, però. Io l'avevo già capito. Il Gruppo di Alleanza Nazionale dice di essere garantista, però il Sindaco è responsabile, perché è responsabile di tutto. È vero, io sono responsabile politicamente, tant'é che credo che le Olimpiadi abbiano anche pesato nel giudizio dell'opinione pubblica durante le elezioni, quindi, è evidente che c'è una responsabilità politica. Poi, metto insieme gli altri interventi (distinguendo un po' quello del Consigliere Cantore, più rispettoso, se non altro, dei passaggi delle procedure giudiziarie), compresi quelli dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista e ne deduco che si debba azzerare il vertice amministrativo; quindi, vertice politico più vertice amministrativo, risultato: tutti a casa. Mi dispiace, ma non sono d'accordo, perché questo sconfessa clamorosamente le affermazioni di garantismo che tutti avete fatto. Do atto al Consigliere Carossa, se non altro, di aver avuto la chiarezza e la trasparenza di dire: "non so se sono un garantista, sono un Consigliere Comunale". Ricordo a tutti che non siamo in presenza nemmeno di un rinvio a giudizio, quindi, le richieste di autosospensione o di sospensione, sono totalmente infondate, soprattutto poi, come ha fatto il Consigliere Cassano, se paragonate alla vicenda dei geometri, in cui furono sospese persone, non solo in flagranza di reato, ma arrestate. Cosa ben diversa, se mi è concesso! Credo che - per rispondere alla proposta del Consigliere Ghiglia - l'opinione pubblica non capirebbe una dimissione del Sindaco a fronte di ciò. La richiesta di autosospensione o di sospensione dell'ingegner Vaciago mi sembrerebbe come un'affermazione di colpa per la quale non c'è nessun elemento che lo faccia presumere. Siamo di fronte ad un'iscrizione nel registro degli indagati che, fino a prova contraria, è un atto di garanzia verso la persona indagata. Se diciamo che abbiamo fiducia nel lavoro della Magistratura diciamo che abbiamo fiducia nel lavoro della Magistratura! Sono convinto, e lo ripeto, che l'ingegner Vaciago abbia lavorato per tutelare un interesse pubblico e collettivo. Dico questo sapendo quello che dico e sapendo che, spesso, nell'Amministrazione, specie quando si ha la gestione di un ente di natura privatistica, ma che persegue fini pubblici, com'era il TOROC, la situazione, specie quando i tempi sono stretti, non è fra bene o male, ma fra male e peggio! Quindi, dal momento che la situazione e il contesto erano questi, sono certo, lo ribadisco e per questo riaffermo la piena fiducia nell'ingegner Vaciago, che il suo lavoro al TOROC è stato fatto soltanto ed unicamente nell'interesse pubblico e collettivo della nostra città e del nostro territorio. |