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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702516/02, presentata in data 24 aprile 2007, avente per oggetto: "I fumi della discordia tra cittadini e Amministrazione Comunale" Il sottoscritto Consigliere Comunale, CONSIDERATO CHE - i fumi nocivi alla salute pubblica che invadevano la zona del Ponte Amedeo VIII lungo le sponde della Stura, Strada Arrivore, Strada Settimo, da un po' di tempo a questa parte hanno fatto la loro apparizione anche nello stabilimento dell'IVECO in Lungo Stura Lazio; - notti fa nello stesso stabilimento ben 16 operai sono rimasti vittime di una forte intossicazione, dopo gli accertamenti del caso sono stati invitati a lasciare il posto di lavoro dal medico di fabbrica; - anche la produzione ha subito uno stop di due ore con grave danno per l'Azienda; - come già fatto precedentemente dai cittadini residenti anche gli operai hanno segnalato il problema sia agli uffici del Comune e alle Forze dell'Ordine senza che nessuno intervenisse per sanare la questione; - in data 22 gennaio 2007 il Gruppo della Lega Nord presentava analoga interpellanza dove stigmatizzava il comportamento dell'Amministrazione Comunale, disattenta alle invocazioni di aiuto da parte delle famiglie residenti; - in più occasioni sono intervenuti i Vigili del Fuoco che a causa delle pericolose esalazioni tossiche hanno dovuto indossare maschere-filtro o autoprotettori; INTERPELLA il Sindaco e l'Assessore competente per sapere: 1) come pensano di intervenire per riportare a una situazione di normalità e di vivibilità la zona lungo le sponde della Stura; 2) se l'Amministrazione Comunale pensa di risolvere i problemi di ordine pubblico facendo intervenire direttamente il Questore di Torino e le Forze dell'Ordine preposte; 3) se, "... l'approccio globale al problema e alle idee abbastanza chiare ..." che dichiarava di avere l'Assessore Borgogno in Consiglio Comunale durante il dibattito dell'interpellanza sopra citata sono state messe in atto o se invece sono rimaste idee ancora da sviluppare. F.to Mario Carossa CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Rispetto all'ultima interpellanza sull'argomento, è successo questo: come avevo detto l'altra volta, su richiesta della Magistratura, sulla sponda destra, quella lato Arrivore (che, come è noto, per questa ragione, è interessata dal progetto di realizzazione del parco), è stato avviato un lavoro di sgombero che si è concluso nei giorni scorsi. Negli ultimi mesi (quindi, non di recente), anche per rispondere all'interpellanza che tratta tra i punti proprio gli incendi avvenuti in quella zona, era stata una delle aree interessate da alcuni incendi, appunto. Per quanto riguarda la sponda sinistra, dopo i recenti episodi, invece, c'è stato un incontro con la Direzione dell'IVECO; si è deciso di avviare un tavolo operativo e mantenere un livello comune di informazione ed è, quindi, iniziata un'attività di allontanamento delle persone che occupavano la parte più vicina allo stabilimento e l'intervento, per adesso, si limiterà a questo aspetto. Come, più volte, mi è capitato di dire, su quella sponda hanno convissuto e convivono persone che hanno attività diverse, per la maggior parte dei casi non di carattere illegale; mentre, invece, la porzione di territorio più vicina allo stabilimento IVECO, nei confronti della quale sono stati adottati, in questi giorni, questi allontanamenti, è quella recentemente interessata dagli incendi citati nell'interpellanza; incendi che, però, non devono essere necessariamente ricondotti a cavi contenenti anche il rame (tanto è vero che, in questi ultimi tempi, è stato operato il sequestro di una certa quantità di rame semibruciato) che, talvolta, sono anche riconducibili ad incendi di immondizia che non sempre, come mi è già capitato di dire in passato, viene portata in quei luoghi e lì incendiata da chi abita quel pezzo di sponda. È successo anche questo: che si trattasse di persone assolutamente al di fuori di quella realtà, di cittadini torinesi che portavano lì l'immondizia e la bruciavano. Tuttavia, come il Consigliere ha avuto modo di sapere, perché so che nei giorni scorsi è stato anche alla Sezione dei Vigili Urbani di Barriera di Milano, questo intervento sta proseguendo e ha l'obiettivo di evitare che si ripetano situazioni come quelle che si sono manifestate recentemente (l'incendio ha provocato, poi, il blocco della produzione nello stabilimento IVECO). Come ho detto, è un lavoro che viene portato avanti di concerto con la direzione dell'IVECO. Viste le difficoltà a gestire la situazione, ho creduto fosse necessario mantenere aperto per più tempo il campo di emergenza freddo e credo sia stata una scelta giusta. Voglio insistere sul fatto che, come avevo detto tempo fa (ed è citato nell'interpellanza), dopo la chiusura del campo suddetto rimaneva la possibilità di tentare di evitare un reinsediamento massiccio sulla sponda sinistra. Questo perché, in primo luogo, è un'area che può rappresentare, per chi vi risiede, un pericolo, com'è stato dimostrato, ad esempio, nello scorso autunno, quando un'esondazione ci ha portati ad allestire un altro campo. Devo dire che questo obiettivo è stato raggiunto, tanto è vero che, a fine 2006, c'erano più di 400 persone; oggi, ce ne sono meno di 200 e si sono ridotte ancora negli ultimi giorni. Ho detto che l'intervento di questi giorni, riguarda la porzione più vicina allo stabilimento IVECO, che è anche l'area dalla quale si sono propagati i fumi. Nella fascia più prossima al ponte, separata, anche fisicamente, da circa 200 metri di vuoto da questo insediamento, invece, non sono state segnalate, nel tempo, situazioni di pericolo per la sicurezza urbana; quindi, l'intervento riguarda questa prima porzione. Tanto l'intervento all'Arrivore, quanto questo intervento, quanto tutti gli altri interventi che la Polizia Municipale attua, vengono fatti prestando molta attenzione (il Consigliere ha già contezza di quanto sto per dire) a separare i soggetti e le situazioni coinvolte in azioni illegali, da quelle che non sono coinvolte in questo tipo di azioni, segnalando, in anticipo, ai servizi sociali, la presenza o meno di soggetti deboli che insistono su quelle aree e che necessitano di un intervento di carattere assistenziale. Perché dico questo? Perché, in questi giorni, la polemica sul nomadismo è tornata sui giornali. Io credo che si tratti di un fenomeno molto complesso che, per essere, tra virgolette, "governato", non può vedere soltanto risposte semplici. In questo caso, non è mia la delega su stranieri e nomadi, tuttavia, attraverso l'attività che svolge la Polizia Municipale, in questi mesi, ho avuto modo di verificare che si tratta di realtà molto diverse tra loro e sulle quali, affinché gli interventi siano efficaci, bisogna agire con diversi strumenti e modalità, perché noi, a Torino, abbiamo sia insediamenti che creano turbativa alla sicurezza urbana e che riguardano persone che sono anche coinvolte in attività illegali, sia insediamenti che non hanno questo tipo di caratteristica, che sono occupati da persone che hanno anche un'attività di lavoro (ancorché non regolare, ma di lavoro) e, se si intervenisse, allo stesso modo, in entrambe le situazioni, si commetterebbero due errori: di sottovalutazione in un caso e di un errore strategico nel secondo. Vanno represse le attività illegali, va governato tutto quanto. Credo che, tendenzialmente, sia meglio evitare di favorire la nascita di grandi insediamenti, perché sono più difficili da controllare e, spesso, mettono in contatto tra di loro gruppi il cui contatto provoca difficoltà. È un fenomeno molto complesso. È evidente, però, che su fenomeni come quello citato nell'interpellanza, non si può non intervenire (tanto è vero che gli interventi ci sono) e l'obiettivo è quello di eliminare il problema dei fumi, anche se, come ho detto, non sono sempre ed esclusivamente riconducibili all'incendio dei cavi che contengono rame. D'altra parte, su entrambe le sponde, come il Consigliere credo saprà, è stato fatto un intervento che ha allontanato il gruppo di roulotte che era più vicino all'IVECO e che occupava una zona vicina al luogo da cui provenivano i fumi. Naturalmente, il controllo proseguirà. Si sta facendo un lavoro insieme con la direzione dell'IVECO, con cui siamo in contatto e con cui abbiamo avuto degli incontri in queste settimane; tuttavia, c'è un'attività anche precedente fatta su tutta l'area oggetto dell'interpellanza. Ricordo che nell'arco di diversi interventi sono state sequestrate alcune tonnellate di rame da entrambe le sponde e, ovviamente, una volta individuati i responsabili, questi sono stati denunciati. Tengo, però, a sottolineare - perché non conosco l'uso che lei farà di quello che ho detto - che gli interventi di ostacolo e di sanzione delle attività illegali e gli interventi di allontanamento - perché, da un lato, c'è il progetto del parco e un'indagine della Magistratura, dall'altro, si sono manifestati i fenomeni che dicevo - vanno fatti tenendo conto della complessità di un problema che chiede di mettere in campo più strumenti e che rende necessario - a mio modo di vedere, poi i giornali un po' banalizzano -, man mano che il tempo andrà avanti e che questi problemi, forse, cresceranno o, comunque, modificheranno la loro natura e la loro entità, mettere in campo politiche sempre nuove che si compongano di strumenti tra loro diversi. Un intervento di carattere repressivo, da solo, in qualunque situazione, rischia di non risolvere il problema. Dove è necessario, va fatto, dove, invece, si deve intervenire con altri strumenti per poter efficacemente governare il fenomeno, bisogna usarne altri. Ricordo infine che, per fortuna, la nostra città, pur avendo problemi che riguardano questo tipo di tema che stiamo trattando, non è Roma. Rispetto Roma abbiamo letto numeri ben diversi, che, evidentemente, portano a scelte diverse. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Come avrete notato, non ho interrotto l'Assessore, ancorché sia andato un po' oltre il tempo a disposizione, perché mi sembrava che le argomentazioni fossero interessanti. La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Temo che anch'io sforerò leggermente. Voglio, innanzitutto, scusarmi per il ritardo, ma dato che doveva esserci un piccolo presidio all'esterno del Palazzo Comunale e dato che non sapevo della concomitanza del presidio, a me oscuro, degli antagonisti, ho preferito fare alcune telefonate, per evitare che della gente comunissima si trovasse, mi permetto di dire, insieme ad altra gente che per me non è molto comune. Prendo atto di quanto detto dall'Assessore e lo ringrazio, perché mi sto interessando decisamente, non solo pro forma, a questo problema. È stato molto utile l'incontro che ho avuto con il comandante della stazione della Polizia Municipale e con il responsabile vicario della Città, perché mi hanno reso edotto anche di cose che non conoscevo. So benissimo, di questo ringrazio, che lei si sta dando decisamente e seriamente da fare. Questo non lo dico - non è mia abitudine - perché lei è presente, ma perché è la verità, quindi bisogna essere onesti intellettualmente, innanzitutto, e corretti. Purtroppo, lei si è ritrovato (di questo bisogna anche dare atto) di fronte ad una situazione incancrenita e, quindi, so benissimo che determinate situazioni incancrenite non si possono risolvere di colpo con la bacchetta magica. Le mie interpellanze vogliono servire esclusivamente da pungolo. Sto vedendo che fate dei passi in avanti. Naturalmente, le stesse cose che ha riferito adesso mi sono state riferite dal comandante dei Vigili Urbani, soprattutto sulla situazione differente di popolazione, se mi consentite il termine, esistente in quel luogo. Verso l'IVECO persone, tra virgolette, più "balorde", e, verso il ponte, persone più "poveracce", sempre per banalizzare. Bisogna naturalmente (mi permetto di dire, ma penso che lo stiate facendo) risolvere ambedue i problemi. Sicuramente le persone balorde e anche i delinquenti, bisogna, in ogni caso, mandarli via, però bisogna anche risolvere il problema dei poveracci, perché non è degno di una città che si reputa civile, l'esistenza di favelas, seppur non grandi come quelle di Roma. Non so chi altri abbia avuto la possibilità di vedere queste baracche, lei sicuramente sì, Assessore, ma è veramente inconcepibile pensare che delle persone possano vivere (bambini, donne, uomini) in quella situazione. Non sto a dilungarmi su quante interpellanze su questo tema ho presentato da quando sono Consigliere, ma sono almeno 3 o 4. Man mano la situazione sta migliorando. Non è mia abitudine (e quando ci conosceremo ancora meglio me ne potrà rendere atto, Assessore) fare polemica tanto per farla. Vorrei che non ci fossero più lamentele, da parte dei cittadini del luogo, inerenti alla non possibilità di aprire le finestre nelle sere d'estate, perché ci sono dei fumi. Mi permetto di dire che mi interessa relativamente poco il fatto che questi fumi siano sprigionati dai roghi dei cavi di rame o da altre persone che scaricano l'immondizia e la bruciano. Secondo me, il compito di un Comune - e non solo naturalmente del Comune - è quello di controllare il territorio, permettendo che le persone comuni possano, degnamente e tranquillamente, vivere. Chiudo, ringraziando l'Assessore, perché effettivamente sta compiendo un lavoro che, secondo me, è valido. Per evitare che la situazione, che si è incancrenita così gravemente in quella zona, rischi di incancrenirsi in altre zone, inviterei ad essere sempre molto attenti alla situazione cittadina dei nomadi, che non si risolve sicuramente facendo delle sortite ad effetto sui giornali come quelle di questi giorni. Mi permetto di dire di continuare sulla strada che lei sta portando avanti. Non andiamo, invece, sulle dichiarazioni strane di numero chiuso, provvedimento che ben difficilmente ritengo sia applicabile in una situazione come quella di Torino (e non solo di Torino, ma dell'Italia intera odierna), perché non credo che determinate cose che fanno molto bene agli articoli di giornale risolvano il problema. Prendendo atto di quello che sta facendo, mi impegno a smettere immediatamente di presentare simili interpellanze quando il problema sarà del tutto risolto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |