Città di Torino

Consiglio Comunale

Città di Torino > Consiglio Comunale > VERBALI > Torna indietro

Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Maggio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 26
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-01314
RENDICONTO DEL COMUNE PER L'ESERCIZIO 2014. APPROVAZIONE.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201501314/024,
presentata dalla Giunta Comunale in data 10 aprile 2015, avente per oggetto:

"Rendiconto del Comune per l'esercizio 2014. Approvazione".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, si tratta di un dibattito stanco ed annoiato per un semplice motivo, già
evidenziato anche da altri Colleghi: sostanzialmente, questa Sala Rossa ha perso ogni
sovranità sulle politiche di definizione del Bilancio…

PORCINO Giovanni (Presidente)
Colleghi, fate silenzio. Prego, Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
Presidente, possono tornare tutti a farsi i propri affari fuori dalla Sala del Consiglio,
proprio come facevano prima, così noi continuiamo, chiederemo nuovamente la
verifica del numero legale e proseguiremo in questo modo, che cosa dobbiamo fare?
Qual è il punto? In un passaggio in cui politicamente si è del tutto irrilevanti nella
fase di approvazione di quello che dovrebbe essere il documento principale di
programmazione e poi di verifica, come in questo caso, dell'esercizio economico di
questo Ente, è normale che poi cali del tutto l'interesse. È un qualcosa che ormai
vediamo come dei semplici spettatori, come dimostra anche il discorso di
presentazione.
Assessore, in certe fasi del suo discorso mi sembrava uno degli oratori del PCI degli
anni d'oro, quando si magnificava l'Unione Sovietica e si dipingevano questi
paradisi socialisti, che ogni lavoratore italiano avrebbe dovuto desiderare, mollando
tutto e prendendo il primo treno oltrecortina. Assessore, mi avrebbe quasi convinto,
io che sono di non sospetta fede anticomunista, perché ha dipinto una situazione di
benessere sociale, di splendide sorti economiche e di florido sviluppo ed anche un
presente che sembra veramente irresistibile. Peccato che in questo caso non ci sta
narrando le fantasie propagandistiche di un paese lontano, ma ci racconta una
situazione come quella di Torino, che conosciamo quotidianamente, come - senza
neanche essere Consiglieri eletti - semplici cittadini che vivono la città.
Sinceramente, l'unica novità del suo discorso che mi ha stupito, che però noto un po'
in contraddizione con alcune esternazioni del Sindaco dei giorni scorsi e che è
evidentemente l'ultima vittoria della Resistenza riportata, da un punto di vista
militare, in Sala Rossa recentemente, è il fatto di aver ripiegato sulla caserma di via
Asti. Ci eravamo lasciati in una Conferenza dei Capigruppo con il Sindaco che
rivendicava l'operazione di vendita immobiliare a Cassa Depositi e Prestiti, mentre,
adesso, dal suo discorso di Rendiconto, scopriamo la necessità di riservargli una
funzione di memoria culturale partigiana irrinunciabile, che non ricordavamo in
questi ultimi mesi. Evidentemente, l'ultimo assist che avete voluto forzare, il Sigillo
Civico ai partigiani Consiglieri emeriti, ha riportato un'ultima vittoria militare della
Resistenza, questa volta ai vostri danni, per cui abbiamo scoperto questo.
Perdonatemi un'ultima battuta: avevo capito che il riutilizzo voluto dagli occupanti -
lo dico anche lei, signor Sindaco, visto che li deve incontrare o forse lo ha già fatto -
avrebbe dovuto essere quello di dare una casa a chi è rimasto senza; avevamo inteso
che fossero gli sfrattati, come dalle mozioni già firmate, e, invece, dai giornali
nazionali, come "La Repubblica", abbiamo scoperto che si tratta di Civati, che
effettivamente è rimasto senza casa, ma non intendevamo esattamente questo genere
di persone senza casa. In futuro, quando le voteremo, staremo più attenti a leggere le
mozioni della sinistra su questo tema.
Passato questo piccolo excursus (purtroppo, mi è stato strappato dal discorso
dell'Assessore, che ha toccato anche questo argomento), vorrei parlare dei percorsi di
valorizzazione immobiliare, tolta la parentesi della CDP, che però, grazie al fatto che
vi è anche la presenza del Sindaco nel C.d.A., sono stati sostanzialmente fallimentari,
con aste pubbliche in gran parte deserte, operazioni di cartolarizzazione rimaste
sospese, ma soprattutto, non per ritornare sul tema, un grande punto interrogativo su
quelle che sono le politiche degli immobili occupati. Su questo rilevo una ormai
costante disapplicazione delle mozioni di indirizzo, come, ad esempio, anche quella
delle politiche di utilizzo degli immobili in stato di abbandono del Comune (fuori di
scherzo, le caserme, ma, oltre a quelle, anche esperimenti di autorecupero su cui lei
aveva dato un parere favorevole e che ci risultano rimaste ancora al palo). C'è una
sostanziale continuità nella politica di inasprimento fiscale assoluto. Torino è indietro
anche rispetto alle politiche di esenzione e di attenzione alle categorie più fragili
economicamente e, ovviamente, questo va a gravare soprattutto su un ex ceto medio,
che sta lentamente scivolando nella povertà, però sembrano essersene accorte quasi
tutte le Amministrazioni Comunali d'Italia, di qualsiasi colore, tranne quella torinese.
Quello che mi preoccupa maggiormente sono le inefficienze sul servizio. Scoprire -
forse era questa l'unica piccola novità tecnica - che gran parte dei soldi di AMIAT o,
meglio, dei soldi della Città che diamo ad AMIAT per il carissimo servizio di
raccolta e smaltimento dei rifiuti (che poi si trasforma in tassa rifiuti nelle tasche dei
cittadini con copertura totale di questi costi) si perde in politiche di appalti e
subappalti della stessa AMIAT, giusto per fare lavorare qualche compagno di questa
Regione o di altre Regioni, di sicuro non ci rasserena. Infatti, sappiamo che sono tutti
quattrini il cui sperpero potrebbe essere evitato se si rinunciasse a fare queste opere,
che sinceramente mi spiego solo con il clientelarismo, e, dall'altra parte, sarebbe
importante invece ragionare su una diminuzione delle tasse rifiuti, che peraltro
ricordo bene essere state oggetto di mozioni di accompagnamento allo scorso
Bilancio Previsionale, addirittura a firma della sua maggioranza, ma mi risulta che
non siano ancora state applicate.
Ho parlato di appalti e subappalti per segnalare un altro dato preoccupante: come
spesso accade in questa Città, il dibattito mediatico - con poche e rare pregevoli
eccezioni - ha del tutto censurato questo tema, ma parliamo degli appalti in cui la
Città è un soggetto sensibile, se non direttamente la stazione appaltante. Gli appalti al
capitolato Rom hanno evidenziato delle opacità, che andrebbero ed andranno
approfondite, con delle eventuali parentopoli. Peraltro, parentopoli che, signor
Sindaco, le avevamo segnalato anche rispetto a delle dubbie politiche di nomina delle
Municipalizzate torinesi, lei aveva garantito che avrebbe vigilato e devo dire che ha
vigilato bene, perché, addirittura, non solo ha confermato il soggetto, bensì lo ha
anche rinominato in riconferma (mi riferisco alle Farmacie Comunali, signor
Sindaco). Dall'altra parte, andiamo invece ad evidenziare altre opacità - ma non le
evidenziamo solo noi - sugli affidamenti di servizi e beni che riguardano diversi
capitoli di spesa; i profughi, ma non solo, perché ci sono anche i servizi di pulizia ed
altri servizi fondamentali, che non segnaliamo noi, ma l'Anac (Autorità nazionale
anticorruzione), che li ha messo sotto una lente, con un procedimento molto semplice
di individuazione della ripetizione dei vocaboli nei titoli delle determine delle
deliberazioni di spesa. È un metodo quasi naif, tanto è ingenuo, e, sinceramente, la
prima riflessione è che forse sarebbe stato meglio se ci avessimo pensato prima noi
dell'opposizione. Però, dopo che l'ha fatto il Presidente Cantone dell'Autorità
nazionale anticorruzione, dopo che evidenziamo che ci sono sempre i soliti 5 o 6
soggetti, e non parliamo solo della solita Terra del Fuoco, ma c'è anche la Croce
Rossa, con dei capitoli che sfiorano il milione di Euro di affidamenti diretti su servizi
frazionati… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, Enti istituzionali, signor
Sindaco, su cui però il Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Cantone - e
non Marrone -, evidenzia che si tratta di voci di spesa multimilionarie, su cui avete la
previsione di spesa ad inizio anno, ma che vengono misteriosamente frazionate in
tutta una serie di affidamenti sotto la soglia comunitaria di 200.000 Euro (questo
particolare lo sottolinea l'Autorità nazionale anticorruzione).
Andare a pagare i fornitori, quando poi i fornitori, invece di essere selezionati con
evidenze pubbliche, sono scelti con logica politica - e mi fermo a politica, perché
l'Autorità nazionale anticorruzione, che ha promesso l'istruttoria, dovrà assicurare la
trasparenza e la chiarezza -, arriva a servire ben poco, perché, politicamente, uno
potrebbe dire che è un respiro che viene dato al mercato libero e concorrenziale, ma,
invece, dall'altra parte si scopre che poi lavorano sempre i soliti noti (peraltro, nomi
che si ripetono spesso e che si ritrovano anche in altri ambiti non strettamente legati
allo svolgimento dei servizi affidati, bensì ad ambiti più politici).
Signor Sindaco, come è stato evidenziato anche da altri Colleghi, il completo silenzio
e la mancanza di attenzione su una crisi sociale, ma anche occupazionale, che
continua a colpire questa Città sono il vero problema. Le do ragione quando dice che
la cultura sta aumentando l'incidenza che ha su quella che è la possibilità di produrre
ricchezza e benessere, ma rimane quantitativamente molto limitata e non può essere
ritenuta una sostituzione di vocazione economica rispetto a quella manifatturiera e
produttiva, che un tempo costituiva la ricchezza di questa Città e di cui non troviamo
quasi più traccia.
Come ho già detto in Regione al Presidente Chiamparino, ribadisco anche a lei che
dobbiamo cercare di fare in modo che la partita dei fondi strutturali europei nella
redazione dei bandi, ma soprattutto negli organi di vigilanza per quanto riguarda
l'utilizzo, vadano veramente a chi vuole portare occupazione, sviluppo e, quindi,
benessere nel nostro territorio e non finiscano sempre nelle tasche di alcuni furbetti
che, poi, creano fallimenti tout court e, guarda caso, alla fine arrivano i cinesi che si
prendono il marchio e, con il marchio torinese e piemontese, portano occupazione e
ricchezza all'estero, in Paesi dove c'è lo schiavismo e non ci sono i diritti dei
lavoratori, peraltro facendo una concorrenza sleale nei confronti delle imprese
torinesi e piemontesi, dove invece questi diritti vengono rispettati.
Si tratta di un Bilancio che, sostanzialmente - come dice chiaramente la relazione dei
Revisori dei Conti -, ha riproposto gli stessi deficit strutturali che ormai evidenziano
loro, come tecnici (peraltro, nominati da voi con sorteggio), e che evidenziamo anche
noi dell'opposizione da sempre: un'estrema fragilità, un'estrema difficoltà nel creare
una prospettiva di risanamento, ormai una mancanza di qualunque strategia possibile
di individuazione di tagli di spesa strutturale, che non sia quella dei tagli dei
clientelarismi, ed è questa la sfida sulla quale vi vediamo un po' deboli.
Concludendo il mio intervento, mi limito a presentare - spero che anche il
Consigliere Sbriglio darà il suo contributo a tal proposito - una proposta di mozione
di accompagnamento che riguarda - questo della polemica politica è un tema molto
semplice - il Convitto nazionale per Sordi. Come sapete, quella dei sordomuti è una
comunità molto numerosa, presente, organizzata e partecipativa nella compagine
associativa torinese e loro chiedono una cosa molto semplice: da quando il
Provveditorato gli ha chiuso la scuola e quell'immobile, che è di proprietà comunale,
non è più una scuola, è rimasto semplicemente chiuso ed abbandonato. Loro, che
hanno bisogno di spazi per svolgere l'attività associativa, ma anche servizi rivolte
alle persone sorde, chiedono semplicemente un percorso di condivisione con questa
Amministrazione Comunale per individuare degli strumenti di utilizzo, con il loro
protagonismo ed il loro coinvolgimento. Signor Sindaco, ad oggi, devo registrare una
chiusura un po' preventiva del Partito Democratico. Staremo a vedere se riusciremo a
guardare questo tema senza paraocchi, cercando, invece, di apprezzarne il merito e,
visto che guadagniamo una settimana con la votazione di lunedì prossimo, mi auguro
che tutti i Gruppi abbiano occasione di approfondire questo atto di indirizzo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Vorrei ribadire il ringraziamento all'Aula per il dibattito, per gli argomenti trattati e
anche per i toni e le modalità assolutamente colloquiali e dialettici. Riprenderei
alcune questioni che sono fondamentali e una, in particolare, è di metodo. Vorrei
essere molto chiaro: sono ormai anni che non abbiamo alcuna remora ad affrontare e
toccare i nodi complicati del Bilancio della Città. È chiaro che in questa Città c'è un
problema che riguarda la riscossione ed è dichiarato da anni dalla Corte dei Conti,
dalla Città stessa nella relazione e dai Revisori dei Conti. Con la stessa enfasi, posso
dire che sono anni che quest'Aula si contraddice: quando facciamo il Preventivo, una
parte dell'Aula mi chiede di non essere troppo cattivi con chi deve pagare delle
somme alla Città, perché il consenso richiede di non andare a tormentare
eccessivamente il debitore verso la Città e quindi, a proposito delle famose mozioni
sul fermo amministrativo, di non mettere i fermi amministrativi ai debitori; quando
poi però ci accorgiamo che i residui attivi ci sono ancora e che, nonostante la fatica,
questi non scendono, ovviamente diventa un elemento comportamentale dell'Ente. A
me piace poco questa Amministrazione double face o questa politica double face che
è cattiva con l'Ente che ha i residui attivi e buona con i debitori verso l'Ente, perché
bisogna essere seri dal mattino alla sera e dire che se un debitore deve i soldi alla
Città ed i residui attivi sono quella roba lì purtroppo, bisogna essere incisivi.
Il Consigliere Marrone diceva che il dibattito, dopo 4 anni, è un po' stanco; può
darsi, però è stanco perché, in realtà, sono anni che diciamo che c'è il problema dei
residui attivi, che si portano soluzioni più o meno reattive a questo tema, non solo
nell'ordine della revisione generale, ma delle iniziative per la riscossione, e poi un
certo tipo di politica frena, perché naturalmente nessuno vorrebbe bussare al
cittadino per chiedergli quello che deve alla Città. Questa contraddizione è un po' di
un Paese, dell'Italia dei diritti che si devono esigere, ma che poi non si vogliono in
realtà pagare con la contribuzione. Per questo motivo nella relazione ho citato la
Costituzione, perché la Costituzione è proprio quello scambio tra diritti e doveri,
dove i residui attivi sono la metafora della contraddizione. Il diritto di godere di
prestazioni verso tariffe (prestazioni socio-assistenziali, economiche ed educative) e,
dall'altra parte però, il non disturbare eccessivamente la riscossione, tant'è che la
Legislazione da anni ha manomesso la riscossione, cioè l'ha fatta diventare
inoperante; non c'è mai stato un ordinamento così confuso come la riscossione
volontaria e coattiva in questo Paese e poi si fa la Legge sull'accertamento
straordinario. Cioè, si dice che sono 20 anni che non riusciamo a trovare il bandolo
della matassa, facciamo una revisione generale e radiamo in massa i residui attivi.
Benissimo, questa è l'Italia, non è la maggioranza o l'opposizione o il Consiglio
Comunale di Torino, questo è il Paese, che non ha preso sul serio l'articolo n. 54
della Costituzione.
Alla fine, le conseguenze sono certamente il tema della liquidità dell'Ente e della
difficoltà, anche se il risultato di fine anno - per quanto solo tendenzialmente - è
migliore dell'anno precedente ed anche se l'Ente ha immaginato di utilizzare la
liquidità dell'operazione straordinaria per rientrare di alcuni pagamenti verso i
fornitori, cioè per non mettere a carico del fornitore questo problema, e penso che lo
abbia fatto ragionevolmente. Mi si chiede che cosa si farà in prospettiva: si farà
questo, cioè si continuerà ad immaginare un sistema in cui, man mano che si
revisiona l'inesigibilità dei residui, verranno flussi di cassa straordinari a compensare
il pagamento dei residui passivi. Questo ovviamente sta nei Decreti che arriveranno,
sta nella manovra di Bilancio Preventivo di quest'anno e sta nelle cose che vedremo
prossimamente e che avremo occasione di dibattere in altre sedi. Tuttavia non è un
elemento così politico, perché l'Aula, tendenzialmente, discute di politica nel
Bilancio Preventivo, in quanto non ama il Consuntivo, non lo ha mai amato. Sono
Assessore da tanti anni e non si è mai scaldata sul Consuntivo, mentre sul Bilancio
Preventivo si scalda molto ed è una questione di atteggiamento mentale, perché in
fondo conterebbe di più quello che si è fatto e come lo si deve fare in prospettiva, che
non solo come si traghetta l'anno in corso.
Allora, ci sono dei paradossi, mi consenta l'Aula. L'ostruzionismo del Consigliere
Magliano (che la Giunta - voglio essere molto chiaro su questo - ritiene legittimo e
quant'altro) sul Consuntivo per invocare che venga iscritta una spesa nel Preventivo
è una contraddizione in termini. Consigliere Magliano, questa è una mia opinione, lo
dico con estrema chiarezza, così come, Consigliere Marrone, pensare che l'Aula
perda la propria sovranità e poi collegare al Bilancio Consuntivo una proposta di
mozione che parla dell'edificio dei sordi; su 1.300.000 questioni, la proposta di
mozione che presenta è su quell'edificio lì, cioè, alla fine, perdiamo la sovranità
perché siamo noi che la perdiamo, ci perdiamo le questioni vere, come se quella
fosse centrale per l'Amministrazione, mentre è una tra un milione. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Invece mi riferisco chiaramente a quello.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Non dialogate. Prego, Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il fatto personale è parlare di politica? Cioè, la Giunta è inibita dal parlare di
politica? È una prerogativa del Consiglio? Non mi risulta.
Nella relazione della Giunta ci sono elementi di prospettiva, di consuntivazione, di
risorse e soprattutto di prospettiva, per cui ci sono alcuni elementi significativi.
L'intervento del Consigliere Trombotto ha giustamente invocato la necessità che si
vada spesso a verificare che, oltre ad una dinamica di efficienza di conti, vi sia anche
un'attività programmatoria nel merito (si riferiva al patrimonio e ad altre attività) e
l'intervento del Consigliere Altamura, nell'evocare uno scenario generale di
contesto, ha invocato anche il fatto che bisogna essere oggettivi. C'è una circostanza
essenziale su cui noi abbiamo chiesto un dibattito d'Aula trasparente con un progetto
ad hoc: cioè, a fronte del fatto che il patrimonio di questa Città si ammalora, come
dobbiamo fare per poterlo rimettere a posto? Allora, passiamo alla spunta dei
problemi: gli oneri di urbanizzazione, piaccia o meno, sono in via di azzeramento,
cioè dai 60 milioni di Euro di qualche anno fa siamo a circa 8 o 9 milioni di Euro;
con 8 o 9 milioni di Euro non si fanno neanche le strade. Per quanto riguarda le
dismissioni - il mercato è quello che è -, sono basse, per cui parliamo di risorse
ancora importanti, ma non più sufficienti a generare quel volume di risorse. La
vicenda di contemperare gli investimenti in sicurezza delle strade, delle scuole, dei
mercati e quant'altro con risorse di debito, sempre [parole incomprensibili] di
rientro, è stata quella che abbiamo posto all'Aula e l'Aula ne ha dibattuto.
Questa è una grave compromissione della politica di rientro del debito? Non credo.
L'Ente deve anche porsi nella condizione di immaginare che, se non lo fa, le
condizioni di danno certo verso la popolazione, gli utenti, eccetera, sarebbero più
gravi del danno economico di non farlo. Quindi, per quel motivo, abbiamo
giustificato un provvedimento di Consiglio che portasse un indirizzo chiaro su quella
materia.
Ora siamo alla "sintesi", tra virgolette, dell'anno scorso. Ricordo che l'anno scorso
abbiamo fatto un Bilancio, sostanzialmente, in là nel tempo (per cause di Legge, lo
abbiamo portato al mese di settembre-ottobre). Si è criticato il tema che fosse un
Bilancio tecnico, non tecnico. Ovviamente, nella Relazione citavo il fatto che più il
Bilancio si fa avanti e più, di fatto, è anche un preconsuntivo, e sostanzialmente così
è stato, ma abbiamo gestito un Esercizio con la provvisorietà di un Esercizio
provvisorio protratto. Quest'anno abbiamo fatto un passo avanti in più; mi sembrava
utile ricordarlo e anche darne atto, dicendo all'Aula di prendere atto sin d'ora che c'è
un Esercizio provvisorio in corso e che questo comporta l'assunzione di
responsabilità su alcune scelte prioritarie. L'Aula, in parte, lo ha recepito e, in parte,
non ha voluto invece recepire, cioè ha detto che ci sono indirizzi che vorrebbe vedere
con il Bilancio e di fatto siamo in questa fase.
Rispondo politicamente in modo molto chiaro: il tema di quante risorse saranno
destinate al welfare, alle scuole FISM, alla manutenzione, oggi, alla data dell'11
maggio, non è dato saperlo, lo renderemo trasparente e lo dibatteremo con il Bilancio
Preventivo 2015. Lo faremo nella discussione che l'Aula si riserva di fare; per cui,
Consigliere Magliano, la nostra non è una non volontà di discutere oggi di quel tema,
ma è solo porre le questioni nell'ordine logico e sensato. Se nel Consuntivo
l'ostruzionismo diventa la scusa per introdurre qualunque argomento, anche se legato
a risorse, ma in modo indiretto al Consuntivo, capite che diventa una modalità
difficile di affrontarlo. Oggi, non c'è uno spazio di discussione su quel tema con un
Bilancio che è al 31 dicembre 2014, va fatto sul 2015.
Lo affronteremo, perché è un tema serio, importante, che interessa tutta la Città, tutte
le forze politiche e la Giunta, perché quello della FISM o delle scuole convenzionate
non è un tema di parte, ma è un tema che va collocato dentro un contesto oggettivo di
risorse in calo, di servizi pubblici di tipo diretto, convenzionato o indiretto, e pertanto
servizi che la gente comunque riceve, e che abbia una soluzione che spero sia
positiva e affermativa.
Concludendo, penso che il Consuntivo anche quest'anno si porti dietro questa
discussione, che, naturalmente, non si esaurisce oggi nell'Aula (di fatto, alcuni
elementi, non solo questi ultimi, ma alcuni tipi di accertamenti verranno portati
all'Aula successivamente, pertanto avremo modo di discuterne ancora, da oggi al
Bilancio Preventivo). Penso, però, che occorra essere onesti nel dirsi che la Città sta
recependo e attuando gli indirizzi che si è data in modo oggettivo e in modo reale,
con atti di indirizzo anche oltre quello che è stato il pronunciamento dei momenti
chiave, cioè il Rendiconto e il Previsionale. Si è portata all'Aula una serie di atti
ulteriori di arricchimento di dibattito, che penso che, in parte, siano stati anche
graditi e, in parte, abbiano giustificato o motivato dibattimenti anche significativi.
Credo che questa fase delicata l'abbia fotografata tutta l'Aula, cioè è inutile pensare
ad una fase ordinaria, siamo in una fase straordinaria in cui la finanza pubblica si
dimena in grandissime difficoltà, ovunque in Italia, dallo Stato in giù, dalle Regioni
in giù, dalle Comunità Montane in giù, dalle Città Metropolitane in giù e anche dalle
Città come Torino, grandi o piccole che siano, e questo tema è la cifra del nostro
lavoro.
Ringrazio chi ha recepito e valutato positivamente il lavoro che la Giunta sta facendo
su questo tema, non per autocompiacimento, ma perché credo che sia importante
ricordarci quanto questo sia un elemento di merito per la Città e non per una parte
politica che governa, perché cercare di avere dei conti migliori e di avere servizi
garantiti è un valore assoluto, non è un valore di parte. Penso che con l'approvazione
di questo Consuntivo, anche se avvenisse la settimana prossima, non cambierà la
sostanza delle cose, non è questo il tema, anche se - ribadisco - trovo la cosa una
stortura (non è l'unica stortura di questo mondo, per cui ce ne facciamo una ragione),
ma sostanzialmente si possa essere contenti e ringraziare chi ha lavorato a questo
testo e a questo documento, il Consiglio e la Commissione (quest'anno peraltro
schiacciata - e ringrazio la Commissione - da mille adempimenti e sovrapposizioni,
per cui con dei lavori anche molto stringati), il Collegio dei Revisori, che ringrazio
ancora non solo perché per ragioni di scadenza sarà, per loro fortuna, l'ultimo
Consuntivo che faranno (credo, perché la scadenza è fine anno), ma anche perché il
lavoro di suggerimento e la funzione collaborativa del Collegio non è un valore
superfluo in tempi in cui le difficoltà sono così oggettive. Ringrazio gli Uffici che
assistono tutti i giorni il lavoro del sottoscritto. Credo che il voto d'Aula sancirà
questo percorso e presto, cioè non più tardi di 45-60 giorni, torneremo in
Commissione e in Aula per il riaccertamento straordinario e per il percorso di
Bilancio Preventivo con tutte le difficoltà che comporterà.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Intervengo molto brevemente, perché la Relazione dell'Assessore è esaustiva e anche
la replica mi pare che abbia interloquito con le questioni poste.
Vorrei fare alcune considerazioni. La prima: è evidente che anche il Consuntivo che
presentiamo ha dovuto fare i conti con un quadro finanziario dello Stato e degli Enti
Locali che continua ad essere molto critico e precario. Segnalo che noi tra 15 giorni,
tra un mese, comunque entro il 30 luglio (termine quest'anno inderogabile per la
presentazione dei Bilanci, sulla base di un accordo tra Governo e ANCI),
discuteremo di un Bilancio e tutti auspichiamo che la vicenda che sta alle cronache
da qualche giorno, per ciò che riguarda il congelamento delle pensioni e le
conseguenze che questo ha avuto sulla base della sentenza della Corte
Costituzionale, non incida anche sulla finanza locale (credo che questo ce lo siamo
chiesti tutti). Questo io lo richiamo, poi spero che non sia così e, naturalmente, mi
batterò perché non lo sia, ma solo per dire che il quadro dentro cui dobbiamo operare
continua ad essere complicato, delicato e molto precario. Questo vale per il Comune
di Torino come per qualsiasi altra Città e Comune di questo nostro Paese. Questo non
giustifica nulla, ma, se non si ha chiaro il quadro dentro cui si opera, si rischia di fare
dei proclami velleitari.
La seconda questione è la seguente. Io ho sempre difeso - e lo ribadisco qui - la
scelta che è stata fatta all'inizio di questo secolo, alla fine degli anni Novanta, di
mettere in campo un grande processo di trasformazione della Città, che ha cambiato
il volto di Torino e ha consentito a Torino di ammortizzare la crisi e di rimettersi in
movimento, pur in un quadro di crisi. Quindi, ribadisco, è stata giusta. Bisogna, però,
sapere che quelle scelte giuste comportano degli oneri di lungo periodo, perché,
altrimenti, non si fanno i conti con la realtà. La Linea Metropolitana 1 continuerà a
costare per alcuni anni. Il mutuo della Metropolitana durerà ancora 18 anni. E via di
questo passo. Dobbiamo fare i conti con il fatto che queste scelte (ripeto, giuste e che
io difendo), però, hanno degli impatti sulla finanza e, quindi, quando si parla di cosa
dobbiamo fare, dobbiamo sapere che c'è un quadro finanziario nazionale precario; la
Città ha fatto delle scelte giuste, perché hanno consentito alla Città di reggere, ma
quelle scelte hanno comportato degli oneri a cui bisogna fare fronte. La nostra
capacità di investimento ogni anno è, ovviamente, per una parte destinata a pagare
opere già realizzate e che devono essere pagate e ammortizzate sul medio-lungo
periodo.
Terza considerazione. Vorrei segnalare che, da quest'anno, in modo definitivo noi
non abbiamo più nessuna forma di trasferimento di risorse statali. Anche i
trasferimenti che vengono mediati dalla Regione sono in secca riduzione, come sui
trasporti o altre voci. Nonostante questo, in questi anni di difficoltà di questo genere,
abbiamo fatto un'operazione, di cui va dato merito, in primo luogo, all'Assessore
Passoni, ma a tutta la Giunta (perché tutta la Giunta si è fatta carico, ciascuno per la
sua quota parte), cioè abbiamo condotto una politica di pulizia del Bilancio che
quest'anno ci porta a chiudere il Consuntivo 2014 realizzando l'obiettivo che ci
eravamo dati: che più nessuna voce di spesa, salvo le politiche di investimento (che
vanno in conto capitale), sia coperta dal conto capitale, ma abbiamo ricondotto tutta
la spesa corrente sul capitolo della spesa corrente. Non era affatto scontato che fosse
così, per lungo periodo non è stato così.
Infine, credo che possiamo raccontarcela come vogliamo (capisco che siamo, ormai,
a un anno dalla campagna elettorale, anzi, la campagna elettorale è già cominciata, se
ne risentono qui gli echi e credo che, da qui ai prossimi 12 mesi, ogni intervento sarà
condizionato da questo, ma ho l'esperienza e l'età per non scandalizzarmi), ma
questa è una Città che, se andiamo a vedere l'insieme dei servizi che ha offerto e che
offre ai cittadini, in questi anni, che sono stati anni di magra e di difficoltà, l'insieme
dei servizi ai cittadini è stato garantito. Dopodiché, io vorrei solo consigliare a
qualche Consigliere che fa l'elenco di tutto quello che non funziona, siccome credo
che ciascuno di noi abbia relazioni con il mondo, anche chi è più ripiegato sul suo
tablet, qual è il giudizio che in Italia e nel mondo viene dato di Torino e non è il
giudizio che io ascolto in alcuni interventi di quest'Aula. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Bisogna sentire anche cosa dice la gente; provi a uscire, Consigliera
Appendino, faccia quattro passi per la Città come li faccio io... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Non mi pare. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).
Intanto non la vedo mai; quando la Città organizza qualcosa lei non pensa mai di
esserci... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo vedo, io ci sono e lei non
c'è... (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Signor Sindaco e Consigliera Appendino, per cortesia.

SINDACO
Io mi sono anche seccato dei giudizi presuntuosi che lei ogni giorno non solo dice
qui, ma scrive sui suoi social e su quelli a cui è collegata. Sono giudizi presuntuosi,
ingenerosi e spesso fondati sull'ignoranza, glielo dico con chiarezza una volta per
tutte. Io mi auguro che un giorno lei si segga su questa sedia e vedremo se poi sarà
capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di poter fare e, comunque, lo
decideranno gli elettori.
Tornando alle questioni. Mi si dice che c'è la crisi economica; volete che non sappia
che c'è la crisi economica, che c'è la cassa integrazione, che ci sono gli sfratti, che ci
sono persone in mobilità e che non hanno prospettiva? Lo so come lo sapete voi.
Dopodiché, sono anche sufficientemente consapevole per sapere che, in alcune di
queste cose, il Comune ha una possibilità di azione e, in quei settori, abbiamo il
dovere di intervenire, lo facciamo e cerchiamo di farlo, e ci sono altre cose che non
dipendono da un Comune, chiunque sia il Sindaco e qualunque sia la maggioranza
politica. Se c'è ripresa o no della produzione industriale non dipende da chi guida
una città, dipende da altre variabili, importantissime. La Città può concorrere
favorendo processi di allocazione, di insediamento e di investimento. Segnalo che, la
prossima settimana, l'Amministratore Delegato della General Motors firmerà a
Torino con il Politecnico un accordo per il raddoppio della presenza della General
Motors al Centro di Ricerche. Questo, naturalmente, si dirà che è merito della
General Motors; se, invece, quelli che ci sono fossero andati via, si direbbe che il
Sindaco non li tiene qui (sono sufficientemente esperto per sapere queste cose).
Cerchiamo di dare un giudizio meditato della situazione.
Penso che, in questi anni, questa sia stata una Città non solo governata, ma è stata
una Città capace di misurarsi con la crisi, di affrontare i problemi che la crisi poneva
e di essere una Città che, dentro la crisi, non ha perso il suo dinamismo. Questo,
piaccia o non piaccia a qualche Consigliere, è il giudizio che in generale viene dato
in questo Paese quando si parla di Torino, da giornalisti, da esperti, da quelli che
fanno i rating, eccetera. L'Assessore Passoni ha letto nella Relazione il giudizio delle
due società di rating che hanno esaminato i conti di Torino; se qualcuno era distratto
e non ha colto, prego di leggere quel passo. Da questo punto di vista, cerchiamo di
essere consapevoli.
Dopodiché - quando dico questo, lo dico con calore perché spendo la mia vita ogni
giorno per questa Città -, non mi sfuggono assolutamente i tanti problemi che
abbiamo di fronte e anche le tante insufficienze che ci possono essere nella nostra
azione - per carità -, ma non cogliere che, in questi anni, c'è stata una capacità di
guida e di direzione, che ha cercato di dare una soluzione ai problemi, affrontandoli,
e che ha garantito in ogni caso ai cittadini la fruizione di tutti i fondamentali servizi
di cui questa Città dispone, credo che sia francamente ingeneroso e penso che un
giudizio obiettivo dovrebbe riconoscere questo. Dopodiché, naturalmente viviamo in
un Paese libero, ciascuno ha diritto di avere la propria opinione e anche di tradurla
nel voto che ritiene.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La discussione sul Rendiconto è conclusa.

Copyright © Comune di Torino - accesso Intracom Comunale (riservato ai dipendenti)