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PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201501314/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 aprile 2015, avente per oggetto: "Rendiconto del Comune per l'esercizio 2014. Approvazione". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio In realtà, si tratta di un dibattito stanco ed annoiato per un semplice motivo, già evidenziato anche da altri Colleghi: sostanzialmente, questa Sala Rossa ha perso ogni sovranità sulle politiche di definizione del Bilancio… PORCINO Giovanni (Presidente) Colleghi, fate silenzio. Prego, Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Presidente, possono tornare tutti a farsi i propri affari fuori dalla Sala del Consiglio, proprio come facevano prima, così noi continuiamo, chiederemo nuovamente la verifica del numero legale e proseguiremo in questo modo, che cosa dobbiamo fare? Qual è il punto? In un passaggio in cui politicamente si è del tutto irrilevanti nella fase di approvazione di quello che dovrebbe essere il documento principale di programmazione e poi di verifica, come in questo caso, dell'esercizio economico di questo Ente, è normale che poi cali del tutto l'interesse. È un qualcosa che ormai vediamo come dei semplici spettatori, come dimostra anche il discorso di presentazione. Assessore, in certe fasi del suo discorso mi sembrava uno degli oratori del PCI degli anni d'oro, quando si magnificava l'Unione Sovietica e si dipingevano questi paradisi socialisti, che ogni lavoratore italiano avrebbe dovuto desiderare, mollando tutto e prendendo il primo treno oltrecortina. Assessore, mi avrebbe quasi convinto, io che sono di non sospetta fede anticomunista, perché ha dipinto una situazione di benessere sociale, di splendide sorti economiche e di florido sviluppo ed anche un presente che sembra veramente irresistibile. Peccato che in questo caso non ci sta narrando le fantasie propagandistiche di un paese lontano, ma ci racconta una situazione come quella di Torino, che conosciamo quotidianamente, come - senza neanche essere Consiglieri eletti - semplici cittadini che vivono la città. Sinceramente, l'unica novità del suo discorso che mi ha stupito, che però noto un po' in contraddizione con alcune esternazioni del Sindaco dei giorni scorsi e che è evidentemente l'ultima vittoria della Resistenza riportata, da un punto di vista militare, in Sala Rossa recentemente, è il fatto di aver ripiegato sulla caserma di via Asti. Ci eravamo lasciati in una Conferenza dei Capigruppo con il Sindaco che rivendicava l'operazione di vendita immobiliare a Cassa Depositi e Prestiti, mentre, adesso, dal suo discorso di Rendiconto, scopriamo la necessità di riservargli una funzione di memoria culturale partigiana irrinunciabile, che non ricordavamo in questi ultimi mesi. Evidentemente, l'ultimo assist che avete voluto forzare, il Sigillo Civico ai partigiani Consiglieri emeriti, ha riportato un'ultima vittoria militare della Resistenza, questa volta ai vostri danni, per cui abbiamo scoperto questo. Perdonatemi un'ultima battuta: avevo capito che il riutilizzo voluto dagli occupanti - lo dico anche lei, signor Sindaco, visto che li deve incontrare o forse lo ha già fatto - avrebbe dovuto essere quello di dare una casa a chi è rimasto senza; avevamo inteso che fossero gli sfrattati, come dalle mozioni già firmate, e, invece, dai giornali nazionali, come "La Repubblica", abbiamo scoperto che si tratta di Civati, che effettivamente è rimasto senza casa, ma non intendevamo esattamente questo genere di persone senza casa. In futuro, quando le voteremo, staremo più attenti a leggere le mozioni della sinistra su questo tema. Passato questo piccolo excursus (purtroppo, mi è stato strappato dal discorso dell'Assessore, che ha toccato anche questo argomento), vorrei parlare dei percorsi di valorizzazione immobiliare, tolta la parentesi della CDP, che però, grazie al fatto che vi è anche la presenza del Sindaco nel C.d.A., sono stati sostanzialmente fallimentari, con aste pubbliche in gran parte deserte, operazioni di cartolarizzazione rimaste sospese, ma soprattutto, non per ritornare sul tema, un grande punto interrogativo su quelle che sono le politiche degli immobili occupati. Su questo rilevo una ormai costante disapplicazione delle mozioni di indirizzo, come, ad esempio, anche quella delle politiche di utilizzo degli immobili in stato di abbandono del Comune (fuori di scherzo, le caserme, ma, oltre a quelle, anche esperimenti di autorecupero su cui lei aveva dato un parere favorevole e che ci risultano rimaste ancora al palo). C'è una sostanziale continuità nella politica di inasprimento fiscale assoluto. Torino è indietro anche rispetto alle politiche di esenzione e di attenzione alle categorie più fragili economicamente e, ovviamente, questo va a gravare soprattutto su un ex ceto medio, che sta lentamente scivolando nella povertà, però sembrano essersene accorte quasi tutte le Amministrazioni Comunali d'Italia, di qualsiasi colore, tranne quella torinese. Quello che mi preoccupa maggiormente sono le inefficienze sul servizio. Scoprire - forse era questa l'unica piccola novità tecnica - che gran parte dei soldi di AMIAT o, meglio, dei soldi della Città che diamo ad AMIAT per il carissimo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti (che poi si trasforma in tassa rifiuti nelle tasche dei cittadini con copertura totale di questi costi) si perde in politiche di appalti e subappalti della stessa AMIAT, giusto per fare lavorare qualche compagno di questa Regione o di altre Regioni, di sicuro non ci rasserena. Infatti, sappiamo che sono tutti quattrini il cui sperpero potrebbe essere evitato se si rinunciasse a fare queste opere, che sinceramente mi spiego solo con il clientelarismo, e, dall'altra parte, sarebbe importante invece ragionare su una diminuzione delle tasse rifiuti, che peraltro ricordo bene essere state oggetto di mozioni di accompagnamento allo scorso Bilancio Previsionale, addirittura a firma della sua maggioranza, ma mi risulta che non siano ancora state applicate. Ho parlato di appalti e subappalti per segnalare un altro dato preoccupante: come spesso accade in questa Città, il dibattito mediatico - con poche e rare pregevoli eccezioni - ha del tutto censurato questo tema, ma parliamo degli appalti in cui la Città è un soggetto sensibile, se non direttamente la stazione appaltante. Gli appalti al capitolato Rom hanno evidenziato delle opacità, che andrebbero ed andranno approfondite, con delle eventuali parentopoli. Peraltro, parentopoli che, signor Sindaco, le avevamo segnalato anche rispetto a delle dubbie politiche di nomina delle Municipalizzate torinesi, lei aveva garantito che avrebbe vigilato e devo dire che ha vigilato bene, perché, addirittura, non solo ha confermato il soggetto, bensì lo ha anche rinominato in riconferma (mi riferisco alle Farmacie Comunali, signor Sindaco). Dall'altra parte, andiamo invece ad evidenziare altre opacità - ma non le evidenziamo solo noi - sugli affidamenti di servizi e beni che riguardano diversi capitoli di spesa; i profughi, ma non solo, perché ci sono anche i servizi di pulizia ed altri servizi fondamentali, che non segnaliamo noi, ma l'Anac (Autorità nazionale anticorruzione), che li ha messo sotto una lente, con un procedimento molto semplice di individuazione della ripetizione dei vocaboli nei titoli delle determine delle deliberazioni di spesa. È un metodo quasi naif, tanto è ingenuo, e, sinceramente, la prima riflessione è che forse sarebbe stato meglio se ci avessimo pensato prima noi dell'opposizione. Però, dopo che l'ha fatto il Presidente Cantone dell'Autorità nazionale anticorruzione, dopo che evidenziamo che ci sono sempre i soliti 5 o 6 soggetti, e non parliamo solo della solita Terra del Fuoco, ma c'è anche la Croce Rossa, con dei capitoli che sfiorano il milione di Euro di affidamenti diretti su servizi frazionati… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, Enti istituzionali, signor Sindaco, su cui però il Presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Cantone - e non Marrone -, evidenzia che si tratta di voci di spesa multimilionarie, su cui avete la previsione di spesa ad inizio anno, ma che vengono misteriosamente frazionate in tutta una serie di affidamenti sotto la soglia comunitaria di 200.000 Euro (questo particolare lo sottolinea l'Autorità nazionale anticorruzione). Andare a pagare i fornitori, quando poi i fornitori, invece di essere selezionati con evidenze pubbliche, sono scelti con logica politica - e mi fermo a politica, perché l'Autorità nazionale anticorruzione, che ha promesso l'istruttoria, dovrà assicurare la trasparenza e la chiarezza -, arriva a servire ben poco, perché, politicamente, uno potrebbe dire che è un respiro che viene dato al mercato libero e concorrenziale, ma, invece, dall'altra parte si scopre che poi lavorano sempre i soliti noti (peraltro, nomi che si ripetono spesso e che si ritrovano anche in altri ambiti non strettamente legati allo svolgimento dei servizi affidati, bensì ad ambiti più politici). Signor Sindaco, come è stato evidenziato anche da altri Colleghi, il completo silenzio e la mancanza di attenzione su una crisi sociale, ma anche occupazionale, che continua a colpire questa Città sono il vero problema. Le do ragione quando dice che la cultura sta aumentando l'incidenza che ha su quella che è la possibilità di produrre ricchezza e benessere, ma rimane quantitativamente molto limitata e non può essere ritenuta una sostituzione di vocazione economica rispetto a quella manifatturiera e produttiva, che un tempo costituiva la ricchezza di questa Città e di cui non troviamo quasi più traccia. Come ho già detto in Regione al Presidente Chiamparino, ribadisco anche a lei che dobbiamo cercare di fare in modo che la partita dei fondi strutturali europei nella redazione dei bandi, ma soprattutto negli organi di vigilanza per quanto riguarda l'utilizzo, vadano veramente a chi vuole portare occupazione, sviluppo e, quindi, benessere nel nostro territorio e non finiscano sempre nelle tasche di alcuni furbetti che, poi, creano fallimenti tout court e, guarda caso, alla fine arrivano i cinesi che si prendono il marchio e, con il marchio torinese e piemontese, portano occupazione e ricchezza all'estero, in Paesi dove c'è lo schiavismo e non ci sono i diritti dei lavoratori, peraltro facendo una concorrenza sleale nei confronti delle imprese torinesi e piemontesi, dove invece questi diritti vengono rispettati. Si tratta di un Bilancio che, sostanzialmente - come dice chiaramente la relazione dei Revisori dei Conti -, ha riproposto gli stessi deficit strutturali che ormai evidenziano loro, come tecnici (peraltro, nominati da voi con sorteggio), e che evidenziamo anche noi dell'opposizione da sempre: un'estrema fragilità, un'estrema difficoltà nel creare una prospettiva di risanamento, ormai una mancanza di qualunque strategia possibile di individuazione di tagli di spesa strutturale, che non sia quella dei tagli dei clientelarismi, ed è questa la sfida sulla quale vi vediamo un po' deboli. Concludendo il mio intervento, mi limito a presentare - spero che anche il Consigliere Sbriglio darà il suo contributo a tal proposito - una proposta di mozione di accompagnamento che riguarda - questo della polemica politica è un tema molto semplice - il Convitto nazionale per Sordi. Come sapete, quella dei sordomuti è una comunità molto numerosa, presente, organizzata e partecipativa nella compagine associativa torinese e loro chiedono una cosa molto semplice: da quando il Provveditorato gli ha chiuso la scuola e quell'immobile, che è di proprietà comunale, non è più una scuola, è rimasto semplicemente chiuso ed abbandonato. Loro, che hanno bisogno di spazi per svolgere l'attività associativa, ma anche servizi rivolte alle persone sorde, chiedono semplicemente un percorso di condivisione con questa Amministrazione Comunale per individuare degli strumenti di utilizzo, con il loro protagonismo ed il loro coinvolgimento. Signor Sindaco, ad oggi, devo registrare una chiusura un po' preventiva del Partito Democratico. Staremo a vedere se riusciremo a guardare questo tema senza paraocchi, cercando, invece, di apprezzarne il merito e, visto che guadagniamo una settimana con la votazione di lunedì prossimo, mi auguro che tutti i Gruppi abbiano occasione di approfondire questo atto di indirizzo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Vorrei ribadire il ringraziamento all'Aula per il dibattito, per gli argomenti trattati e anche per i toni e le modalità assolutamente colloquiali e dialettici. Riprenderei alcune questioni che sono fondamentali e una, in particolare, è di metodo. Vorrei essere molto chiaro: sono ormai anni che non abbiamo alcuna remora ad affrontare e toccare i nodi complicati del Bilancio della Città. È chiaro che in questa Città c'è un problema che riguarda la riscossione ed è dichiarato da anni dalla Corte dei Conti, dalla Città stessa nella relazione e dai Revisori dei Conti. Con la stessa enfasi, posso dire che sono anni che quest'Aula si contraddice: quando facciamo il Preventivo, una parte dell'Aula mi chiede di non essere troppo cattivi con chi deve pagare delle somme alla Città, perché il consenso richiede di non andare a tormentare eccessivamente il debitore verso la Città e quindi, a proposito delle famose mozioni sul fermo amministrativo, di non mettere i fermi amministrativi ai debitori; quando poi però ci accorgiamo che i residui attivi ci sono ancora e che, nonostante la fatica, questi non scendono, ovviamente diventa un elemento comportamentale dell'Ente. A me piace poco questa Amministrazione double face o questa politica double face che è cattiva con l'Ente che ha i residui attivi e buona con i debitori verso l'Ente, perché bisogna essere seri dal mattino alla sera e dire che se un debitore deve i soldi alla Città ed i residui attivi sono quella roba lì purtroppo, bisogna essere incisivi. Il Consigliere Marrone diceva che il dibattito, dopo 4 anni, è un po' stanco; può darsi, però è stanco perché, in realtà, sono anni che diciamo che c'è il problema dei residui attivi, che si portano soluzioni più o meno reattive a questo tema, non solo nell'ordine della revisione generale, ma delle iniziative per la riscossione, e poi un certo tipo di politica frena, perché naturalmente nessuno vorrebbe bussare al cittadino per chiedergli quello che deve alla Città. Questa contraddizione è un po' di un Paese, dell'Italia dei diritti che si devono esigere, ma che poi non si vogliono in realtà pagare con la contribuzione. Per questo motivo nella relazione ho citato la Costituzione, perché la Costituzione è proprio quello scambio tra diritti e doveri, dove i residui attivi sono la metafora della contraddizione. Il diritto di godere di prestazioni verso tariffe (prestazioni socio-assistenziali, economiche ed educative) e, dall'altra parte però, il non disturbare eccessivamente la riscossione, tant'è che la Legislazione da anni ha manomesso la riscossione, cioè l'ha fatta diventare inoperante; non c'è mai stato un ordinamento così confuso come la riscossione volontaria e coattiva in questo Paese e poi si fa la Legge sull'accertamento straordinario. Cioè, si dice che sono 20 anni che non riusciamo a trovare il bandolo della matassa, facciamo una revisione generale e radiamo in massa i residui attivi. Benissimo, questa è l'Italia, non è la maggioranza o l'opposizione o il Consiglio Comunale di Torino, questo è il Paese, che non ha preso sul serio l'articolo n. 54 della Costituzione. Alla fine, le conseguenze sono certamente il tema della liquidità dell'Ente e della difficoltà, anche se il risultato di fine anno - per quanto solo tendenzialmente - è migliore dell'anno precedente ed anche se l'Ente ha immaginato di utilizzare la liquidità dell'operazione straordinaria per rientrare di alcuni pagamenti verso i fornitori, cioè per non mettere a carico del fornitore questo problema, e penso che lo abbia fatto ragionevolmente. Mi si chiede che cosa si farà in prospettiva: si farà questo, cioè si continuerà ad immaginare un sistema in cui, man mano che si revisiona l'inesigibilità dei residui, verranno flussi di cassa straordinari a compensare il pagamento dei residui passivi. Questo ovviamente sta nei Decreti che arriveranno, sta nella manovra di Bilancio Preventivo di quest'anno e sta nelle cose che vedremo prossimamente e che avremo occasione di dibattere in altre sedi. Tuttavia non è un elemento così politico, perché l'Aula, tendenzialmente, discute di politica nel Bilancio Preventivo, in quanto non ama il Consuntivo, non lo ha mai amato. Sono Assessore da tanti anni e non si è mai scaldata sul Consuntivo, mentre sul Bilancio Preventivo si scalda molto ed è una questione di atteggiamento mentale, perché in fondo conterebbe di più quello che si è fatto e come lo si deve fare in prospettiva, che non solo come si traghetta l'anno in corso. Allora, ci sono dei paradossi, mi consenta l'Aula. L'ostruzionismo del Consigliere Magliano (che la Giunta - voglio essere molto chiaro su questo - ritiene legittimo e quant'altro) sul Consuntivo per invocare che venga iscritta una spesa nel Preventivo è una contraddizione in termini. Consigliere Magliano, questa è una mia opinione, lo dico con estrema chiarezza, così come, Consigliere Marrone, pensare che l'Aula perda la propria sovranità e poi collegare al Bilancio Consuntivo una proposta di mozione che parla dell'edificio dei sordi; su 1.300.000 questioni, la proposta di mozione che presenta è su quell'edificio lì, cioè, alla fine, perdiamo la sovranità perché siamo noi che la perdiamo, ci perdiamo le questioni vere, come se quella fosse centrale per l'Amministrazione, mentre è una tra un milione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Invece mi riferisco chiaramente a quello. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Non dialogate. Prego, Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Il fatto personale è parlare di politica? Cioè, la Giunta è inibita dal parlare di politica? È una prerogativa del Consiglio? Non mi risulta. Nella relazione della Giunta ci sono elementi di prospettiva, di consuntivazione, di risorse e soprattutto di prospettiva, per cui ci sono alcuni elementi significativi. L'intervento del Consigliere Trombotto ha giustamente invocato la necessità che si vada spesso a verificare che, oltre ad una dinamica di efficienza di conti, vi sia anche un'attività programmatoria nel merito (si riferiva al patrimonio e ad altre attività) e l'intervento del Consigliere Altamura, nell'evocare uno scenario generale di contesto, ha invocato anche il fatto che bisogna essere oggettivi. C'è una circostanza essenziale su cui noi abbiamo chiesto un dibattito d'Aula trasparente con un progetto ad hoc: cioè, a fronte del fatto che il patrimonio di questa Città si ammalora, come dobbiamo fare per poterlo rimettere a posto? Allora, passiamo alla spunta dei problemi: gli oneri di urbanizzazione, piaccia o meno, sono in via di azzeramento, cioè dai 60 milioni di Euro di qualche anno fa siamo a circa 8 o 9 milioni di Euro; con 8 o 9 milioni di Euro non si fanno neanche le strade. Per quanto riguarda le dismissioni - il mercato è quello che è -, sono basse, per cui parliamo di risorse ancora importanti, ma non più sufficienti a generare quel volume di risorse. La vicenda di contemperare gli investimenti in sicurezza delle strade, delle scuole, dei mercati e quant'altro con risorse di debito, sempre [parole incomprensibili] di rientro, è stata quella che abbiamo posto all'Aula e l'Aula ne ha dibattuto. Questa è una grave compromissione della politica di rientro del debito? Non credo. L'Ente deve anche porsi nella condizione di immaginare che, se non lo fa, le condizioni di danno certo verso la popolazione, gli utenti, eccetera, sarebbero più gravi del danno economico di non farlo. Quindi, per quel motivo, abbiamo giustificato un provvedimento di Consiglio che portasse un indirizzo chiaro su quella materia. Ora siamo alla "sintesi", tra virgolette, dell'anno scorso. Ricordo che l'anno scorso abbiamo fatto un Bilancio, sostanzialmente, in là nel tempo (per cause di Legge, lo abbiamo portato al mese di settembre-ottobre). Si è criticato il tema che fosse un Bilancio tecnico, non tecnico. Ovviamente, nella Relazione citavo il fatto che più il Bilancio si fa avanti e più, di fatto, è anche un preconsuntivo, e sostanzialmente così è stato, ma abbiamo gestito un Esercizio con la provvisorietà di un Esercizio provvisorio protratto. Quest'anno abbiamo fatto un passo avanti in più; mi sembrava utile ricordarlo e anche darne atto, dicendo all'Aula di prendere atto sin d'ora che c'è un Esercizio provvisorio in corso e che questo comporta l'assunzione di responsabilità su alcune scelte prioritarie. L'Aula, in parte, lo ha recepito e, in parte, non ha voluto invece recepire, cioè ha detto che ci sono indirizzi che vorrebbe vedere con il Bilancio e di fatto siamo in questa fase. Rispondo politicamente in modo molto chiaro: il tema di quante risorse saranno destinate al welfare, alle scuole FISM, alla manutenzione, oggi, alla data dell'11 maggio, non è dato saperlo, lo renderemo trasparente e lo dibatteremo con il Bilancio Preventivo 2015. Lo faremo nella discussione che l'Aula si riserva di fare; per cui, Consigliere Magliano, la nostra non è una non volontà di discutere oggi di quel tema, ma è solo porre le questioni nell'ordine logico e sensato. Se nel Consuntivo l'ostruzionismo diventa la scusa per introdurre qualunque argomento, anche se legato a risorse, ma in modo indiretto al Consuntivo, capite che diventa una modalità difficile di affrontarlo. Oggi, non c'è uno spazio di discussione su quel tema con un Bilancio che è al 31 dicembre 2014, va fatto sul 2015. Lo affronteremo, perché è un tema serio, importante, che interessa tutta la Città, tutte le forze politiche e la Giunta, perché quello della FISM o delle scuole convenzionate non è un tema di parte, ma è un tema che va collocato dentro un contesto oggettivo di risorse in calo, di servizi pubblici di tipo diretto, convenzionato o indiretto, e pertanto servizi che la gente comunque riceve, e che abbia una soluzione che spero sia positiva e affermativa. Concludendo, penso che il Consuntivo anche quest'anno si porti dietro questa discussione, che, naturalmente, non si esaurisce oggi nell'Aula (di fatto, alcuni elementi, non solo questi ultimi, ma alcuni tipi di accertamenti verranno portati all'Aula successivamente, pertanto avremo modo di discuterne ancora, da oggi al Bilancio Preventivo). Penso, però, che occorra essere onesti nel dirsi che la Città sta recependo e attuando gli indirizzi che si è data in modo oggettivo e in modo reale, con atti di indirizzo anche oltre quello che è stato il pronunciamento dei momenti chiave, cioè il Rendiconto e il Previsionale. Si è portata all'Aula una serie di atti ulteriori di arricchimento di dibattito, che penso che, in parte, siano stati anche graditi e, in parte, abbiano giustificato o motivato dibattimenti anche significativi. Credo che questa fase delicata l'abbia fotografata tutta l'Aula, cioè è inutile pensare ad una fase ordinaria, siamo in una fase straordinaria in cui la finanza pubblica si dimena in grandissime difficoltà, ovunque in Italia, dallo Stato in giù, dalle Regioni in giù, dalle Comunità Montane in giù, dalle Città Metropolitane in giù e anche dalle Città come Torino, grandi o piccole che siano, e questo tema è la cifra del nostro lavoro. Ringrazio chi ha recepito e valutato positivamente il lavoro che la Giunta sta facendo su questo tema, non per autocompiacimento, ma perché credo che sia importante ricordarci quanto questo sia un elemento di merito per la Città e non per una parte politica che governa, perché cercare di avere dei conti migliori e di avere servizi garantiti è un valore assoluto, non è un valore di parte. Penso che con l'approvazione di questo Consuntivo, anche se avvenisse la settimana prossima, non cambierà la sostanza delle cose, non è questo il tema, anche se - ribadisco - trovo la cosa una stortura (non è l'unica stortura di questo mondo, per cui ce ne facciamo una ragione), ma sostanzialmente si possa essere contenti e ringraziare chi ha lavorato a questo testo e a questo documento, il Consiglio e la Commissione (quest'anno peraltro schiacciata - e ringrazio la Commissione - da mille adempimenti e sovrapposizioni, per cui con dei lavori anche molto stringati), il Collegio dei Revisori, che ringrazio ancora non solo perché per ragioni di scadenza sarà, per loro fortuna, l'ultimo Consuntivo che faranno (credo, perché la scadenza è fine anno), ma anche perché il lavoro di suggerimento e la funzione collaborativa del Collegio non è un valore superfluo in tempi in cui le difficoltà sono così oggettive. Ringrazio gli Uffici che assistono tutti i giorni il lavoro del sottoscritto. Credo che il voto d'Aula sancirà questo percorso e presto, cioè non più tardi di 45-60 giorni, torneremo in Commissione e in Aula per il riaccertamento straordinario e per il percorso di Bilancio Preventivo con tutte le difficoltà che comporterà. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Intervengo molto brevemente, perché la Relazione dell'Assessore è esaustiva e anche la replica mi pare che abbia interloquito con le questioni poste. Vorrei fare alcune considerazioni. La prima: è evidente che anche il Consuntivo che presentiamo ha dovuto fare i conti con un quadro finanziario dello Stato e degli Enti Locali che continua ad essere molto critico e precario. Segnalo che noi tra 15 giorni, tra un mese, comunque entro il 30 luglio (termine quest'anno inderogabile per la presentazione dei Bilanci, sulla base di un accordo tra Governo e ANCI), discuteremo di un Bilancio e tutti auspichiamo che la vicenda che sta alle cronache da qualche giorno, per ciò che riguarda il congelamento delle pensioni e le conseguenze che questo ha avuto sulla base della sentenza della Corte Costituzionale, non incida anche sulla finanza locale (credo che questo ce lo siamo chiesti tutti). Questo io lo richiamo, poi spero che non sia così e, naturalmente, mi batterò perché non lo sia, ma solo per dire che il quadro dentro cui dobbiamo operare continua ad essere complicato, delicato e molto precario. Questo vale per il Comune di Torino come per qualsiasi altra Città e Comune di questo nostro Paese. Questo non giustifica nulla, ma, se non si ha chiaro il quadro dentro cui si opera, si rischia di fare dei proclami velleitari. La seconda questione è la seguente. Io ho sempre difeso - e lo ribadisco qui - la scelta che è stata fatta all'inizio di questo secolo, alla fine degli anni Novanta, di mettere in campo un grande processo di trasformazione della Città, che ha cambiato il volto di Torino e ha consentito a Torino di ammortizzare la crisi e di rimettersi in movimento, pur in un quadro di crisi. Quindi, ribadisco, è stata giusta. Bisogna, però, sapere che quelle scelte giuste comportano degli oneri di lungo periodo, perché, altrimenti, non si fanno i conti con la realtà. La Linea Metropolitana 1 continuerà a costare per alcuni anni. Il mutuo della Metropolitana durerà ancora 18 anni. E via di questo passo. Dobbiamo fare i conti con il fatto che queste scelte (ripeto, giuste e che io difendo), però, hanno degli impatti sulla finanza e, quindi, quando si parla di cosa dobbiamo fare, dobbiamo sapere che c'è un quadro finanziario nazionale precario; la Città ha fatto delle scelte giuste, perché hanno consentito alla Città di reggere, ma quelle scelte hanno comportato degli oneri a cui bisogna fare fronte. La nostra capacità di investimento ogni anno è, ovviamente, per una parte destinata a pagare opere già realizzate e che devono essere pagate e ammortizzate sul medio-lungo periodo. Terza considerazione. Vorrei segnalare che, da quest'anno, in modo definitivo noi non abbiamo più nessuna forma di trasferimento di risorse statali. Anche i trasferimenti che vengono mediati dalla Regione sono in secca riduzione, come sui trasporti o altre voci. Nonostante questo, in questi anni di difficoltà di questo genere, abbiamo fatto un'operazione, di cui va dato merito, in primo luogo, all'Assessore Passoni, ma a tutta la Giunta (perché tutta la Giunta si è fatta carico, ciascuno per la sua quota parte), cioè abbiamo condotto una politica di pulizia del Bilancio che quest'anno ci porta a chiudere il Consuntivo 2014 realizzando l'obiettivo che ci eravamo dati: che più nessuna voce di spesa, salvo le politiche di investimento (che vanno in conto capitale), sia coperta dal conto capitale, ma abbiamo ricondotto tutta la spesa corrente sul capitolo della spesa corrente. Non era affatto scontato che fosse così, per lungo periodo non è stato così. Infine, credo che possiamo raccontarcela come vogliamo (capisco che siamo, ormai, a un anno dalla campagna elettorale, anzi, la campagna elettorale è già cominciata, se ne risentono qui gli echi e credo che, da qui ai prossimi 12 mesi, ogni intervento sarà condizionato da questo, ma ho l'esperienza e l'età per non scandalizzarmi), ma questa è una Città che, se andiamo a vedere l'insieme dei servizi che ha offerto e che offre ai cittadini, in questi anni, che sono stati anni di magra e di difficoltà, l'insieme dei servizi ai cittadini è stato garantito. Dopodiché, io vorrei solo consigliare a qualche Consigliere che fa l'elenco di tutto quello che non funziona, siccome credo che ciascuno di noi abbia relazioni con il mondo, anche chi è più ripiegato sul suo tablet, qual è il giudizio che in Italia e nel mondo viene dato di Torino e non è il giudizio che io ascolto in alcuni interventi di quest'Aula. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Bisogna sentire anche cosa dice la gente; provi a uscire, Consigliera Appendino, faccia quattro passi per la Città come li faccio io... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non mi pare. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Intanto non la vedo mai; quando la Città organizza qualcosa lei non pensa mai di esserci... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Lo vedo, io ci sono e lei non c'è... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Signor Sindaco e Consigliera Appendino, per cortesia. SINDACO Io mi sono anche seccato dei giudizi presuntuosi che lei ogni giorno non solo dice qui, ma scrive sui suoi social e su quelli a cui è collegata. Sono giudizi presuntuosi, ingenerosi e spesso fondati sull'ignoranza, glielo dico con chiarezza una volta per tutte. Io mi auguro che un giorno lei si segga su questa sedia e vedremo se poi sarà capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di poter fare e, comunque, lo decideranno gli elettori. Tornando alle questioni. Mi si dice che c'è la crisi economica; volete che non sappia che c'è la crisi economica, che c'è la cassa integrazione, che ci sono gli sfratti, che ci sono persone in mobilità e che non hanno prospettiva? Lo so come lo sapete voi. Dopodiché, sono anche sufficientemente consapevole per sapere che, in alcune di queste cose, il Comune ha una possibilità di azione e, in quei settori, abbiamo il dovere di intervenire, lo facciamo e cerchiamo di farlo, e ci sono altre cose che non dipendono da un Comune, chiunque sia il Sindaco e qualunque sia la maggioranza politica. Se c'è ripresa o no della produzione industriale non dipende da chi guida una città, dipende da altre variabili, importantissime. La Città può concorrere favorendo processi di allocazione, di insediamento e di investimento. Segnalo che, la prossima settimana, l'Amministratore Delegato della General Motors firmerà a Torino con il Politecnico un accordo per il raddoppio della presenza della General Motors al Centro di Ricerche. Questo, naturalmente, si dirà che è merito della General Motors; se, invece, quelli che ci sono fossero andati via, si direbbe che il Sindaco non li tiene qui (sono sufficientemente esperto per sapere queste cose). Cerchiamo di dare un giudizio meditato della situazione. Penso che, in questi anni, questa sia stata una Città non solo governata, ma è stata una Città capace di misurarsi con la crisi, di affrontare i problemi che la crisi poneva e di essere una Città che, dentro la crisi, non ha perso il suo dinamismo. Questo, piaccia o non piaccia a qualche Consigliere, è il giudizio che in generale viene dato in questo Paese quando si parla di Torino, da giornalisti, da esperti, da quelli che fanno i rating, eccetera. L'Assessore Passoni ha letto nella Relazione il giudizio delle due società di rating che hanno esaminato i conti di Torino; se qualcuno era distratto e non ha colto, prego di leggere quel passo. Da questo punto di vista, cerchiamo di essere consapevoli. Dopodiché - quando dico questo, lo dico con calore perché spendo la mia vita ogni giorno per questa Città -, non mi sfuggono assolutamente i tanti problemi che abbiamo di fronte e anche le tante insufficienze che ci possono essere nella nostra azione - per carità -, ma non cogliere che, in questi anni, c'è stata una capacità di guida e di direzione, che ha cercato di dare una soluzione ai problemi, affrontandoli, e che ha garantito in ogni caso ai cittadini la fruizione di tutti i fondamentali servizi di cui questa Città dispone, credo che sia francamente ingeneroso e penso che un giudizio obiettivo dovrebbe riconoscere questo. Dopodiché, naturalmente viviamo in un Paese libero, ciascuno ha diritto di avere la propria opinione e anche di tradurla nel voto che ritiene. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La discussione sul Rendiconto è conclusa. |