| Interventi |
PORCINO Giovanni (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201501314/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 10 aprile 2015, avente per oggetto: "Rendiconto del Comune per l'esercizio 2014. Approvazione". PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ringrazio l'Assessore Passoni per la sua Relazione sul Rendiconto che ci apprestiamo ad approvare, in cui ha avuto modo di elencare tutti i punti in maniera precisa. Non sfugge ai più che viviamo in questo clima di provvisorietà, in cui si trova anche il Comune di Torino. In questo clima facciamo riferimento a quelle che saranno le risorse a disposizione, che saranno sempre minori, anche a causa di quelli che sono i trasferimenti dello Stato e della Regione. A questo proposito, l'augurio è quello che il controllo della spesa e la sua razionalizzazione (che, peraltro, nel suo intervento l'Assessore Passoni ha già determinato come obiettivi di questo Ente) assumano anche per il futuro un'importanza ancora maggiore rispetto a quella attuale. Non mi limiterò ovviamente a commentare lo slittamento del termine di approvazione del Bilancio di Previsione, come abbiamo già detto tante volte. Si dà atto della progressiva diminuzione della consistenza del debito della Città, lo si fa ormai da 3 anni; però, a questo occorre aggiungere quello che è avvenuto nel corso del 2014: per esempio, l'Amministrazione Comunale ha proceduto a contrarre un nuovo finanziamento a tasso variabile con Cassa Depositi e Prestiti, per un importo di circa 22,5 milioni di Euro, autorizzando sostanzialmente delle spese per finanziare opere di manutenzione straordinarie di immobili, edifici scolastici, eccetera. Se a questo accompagniamo una serie di operazioni di rinegoziazione di mutui a tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti, vediamo anche che insieme a questa progressiva diminuzione del debito, se ne fa un altro e si cerca di prorogare la scadenza dell'ammortamento di alcuni mutui, nonostante il valore della riduzione del debito stesso. Si dà atto - per tornare ai meriti - che non vi è stato l'utilizzo dei contributi per permessi di costruire, oneri di urbanizzazione del plusvalore dell'alienazione dei beni, per coprire la spesa corrente. Ma, come abbiamo fatto ogni anno da quando stiamo in questa tornata amministrativa, ci troviamo ad affrontare oltre il tema del debito, anche due grandi temi: il problema della liquidità dell'Ente stesso e la solita ricognizione dei residui. Ed è questo che vuole essere un commento politico, non tanto a quello che sono stati i dati snocciolati dall'Assessore Passoni. Si dà atto, inoltre (lo ha detto l'Assessore Passoni), di una riduzione delle spese per il personale e di un progressivo ridimensionamento del numero delle persone impiegate nell'Ente. Liquidità, ricorso alle anticipazioni di tesoreria: alla fine del 2012 il deficit rappresentato alle anticipazioni di tesoreria era circa di 12 milioni di Euro; alla fine del 2013 era 89 milioni di Euro; per tutto il 2014 il costante ricorso alle anticipazioni di tesoreria si è mantenuto elevato: 199 milioni a fine marzo, 239 milioni a fine giugno, 76 milioni a fine settembre. È questo l'indicatore di criticità, Assessore Passoni, perché abbiamo la sensazione che l'Ente non sia in grado di far fronte ai pagamenti con le entrate ordinarie. Se a questo ci aggiungiamo quello che ha detto l'Assessore (che ha considerato nota di merito come indirizzo di questa Città), cioè ricorrere alle anticipazioni di liquidità, concesse grazie a Cassa Depositi e Prestiti, vediamo che ci sono due cifre che risultano essere spaventose: l'importo anticipato di circa 211 milioni, con quella erogata alla fine del 2013, con l'anticipazione di tesoreria, di 238 milioni: 449 milioni di Euro. Il dubbio che ci poniamo è questo. La Città riuscirà a far fronte ai pagamenti? La crisi di liquidità é superabile, visto che va anche di pari passo con il tema dei residui. Nel Rendiconto, e anche nella nota dei Revisori dei Conti, si fa riferimento al mancato risultato di quattro parametri su dieci: il parametro 3, che fa riferimento all'ammontare dei residui attivi proveniente dalla gestione dei residui attivi, di cui al titolo primo e terzo, superiore al 65%; il parametro 4 sul volume dei residui passivi complessivi proveniente dal titolo primo, superiore al 40%; la consistenza dei debiti di finanziamento, superiore al 150%, rispetto alle entrate correnti e, parametro 9, l'eventuale esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% rispetto alle entrate correnti. Sul tema dei residui c'è stata la ricognizione. Questo Consiglio Comunale ha deliberato in data 11 febbraio, la ricognizione va avanti; il problema è che alla fine, nonostante i miglioramenti che ci sono anno per anno, la situazione non cambia di molto. Quello che ho da rimarcare è che nel corso di questi anni, quando abbiamo discusso del Rendiconto, mi sono sempre limitato a dire le stesse cose. La sensazione, nonostante i passi in avanti sulla riduzione del debito, è che le criticità permangano; criticità che sono sempre rese più difficili (come ha detto bene l'Assessore Passoni, che presto ci spiegherà in Commissione Bilancio) dai nuovi criteri di armonizzazione finanziaria. Però temo che avendo questo Consiglio Comunale già adoperato alcuni strumenti, in alcuni passaggi, tra cui una grande vendita degli asset patrimoniali delle grandi partecipate del Comune di Torino, ci sarà l'esigenza di arrivare alla composizione di Bilanci in maniera diversa. Io mi auguro che tutto questo si faccia con ancora maggior rigore. Sono contento che l'Assessore Passoni abbia fatto riferimento alle spese. Detto questo (ne abbiamo parlato sia in occasione della discussione di autorizzazione dell'esercizio provvisorio, riconoscendo tutto l'impegno che questa Amministrazione sta mettendo, e ne abbiamo parlato anche con il Sindaco, quando abbiamo discusso delle trattative con il Governo, in questo caso sul Documento di Economia e Finanza), credo però che sarà sempre più complicato arrivare alla chiusura dei Bilanci. PORCINO Giovanni (Presidente) Ricordo ai Colleghi che la discussione è congiunta con le due proposte di mozione di accompagnamento alla proposta di deliberazione. La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Nella relazione l'Assessore Passoni ha snocciolato i numeri di questo Bilancio e, quindi, non entrerò nuovamente nel merito. Conosciamo bene - soprattutto, probabilmente, i Commissari di I - i problemi che affliggono il nostro Bilancio. Lo diceva anche il Consigliere Greco Lucchina, prima di me: siamo ormai al quarto Consuntivo che ci apprestiamo a votare; stiamo esaminando l'indebitamento dell'Ente, ma anche delle sue partecipate; i costi di alcune operazioni fatte in passato, ad esempio quella dei derivati, che ogni anno genera comunque impegni di spesa; i forse troppo facili - mi permetto di dire - accertamenti degli anni passati, in particolare legati ad alcune operazioni portate avanti dall'Urbanistica, che poi magari non si sono realizzate e, quindi, hanno prodotto dei residui di cui adesso dobbiamo ripulire il Bilancio. Questo, evidentemente, impegna molto la spesa e le poche risorse che oggi abbiamo disponibili. Quindi mi rifiuto di essere ripetitiva e tornare di nuovo su questi temi, anche perché di fatto questo è un consuntivo e noi prendiamo atto di quello che è stato fatto e, a breve, ci troveremo a discutere un Bilancio Preventivo dove si affronteranno nuovamente sei, sette, otto mesi già consuntivati. Lo scorso anno, lo ricordava anche l'Assessore Passoni, approvammo il Bilancio previsionale in una situazione surreale. È da lì che partiamo, nove mesi su dodici già svolti e quel taglio al fondo di solidarietà che arrivò nottetempo, a pochi giorni dalla scadenza dell'approvazione dei Bilanci degli Enti Locali. Molti di noi in quest'Aula, devo dire sia di maggioranza che di opposizione, lo definimmo un vero e proprio commissariamento, un deficit democratico che non permetteva a chi era stato eletto di poter svolgere il proprio ruolo di governo, per quanto riguarda la Giunta o la maggioranza, e/o di indirizzo e controllo, in particolare, per quanto riguarda l'opposizione. Però, Colleghi, a distanza di meno di un anno da allora la situazione non migliora, anzi i numeri del Bilancio del 2014 ancora di più, se paragonati con quelli del 2013, 2012 e 2011 di consuntivo, non fanno altro che testimoniare come sia in essere un vero e proprio smantellamento dell'intero sistema degli Enti Locali, che prende forma tramite i continui tagli ai trasferimenti e i vincoli di Bilancio sempre più stringenti. In questi anni, infatti, non è stato assolutamente avviato alcun sistema virtuoso della finanza locale, alcun sistema che fissi dei parametri standard di costi e che lasci veramente ai Comuni la responsabilità di decidere quanto tassare e come spendere. Questa sarebbe infatti la vera sussidiarietà e il vero esercizio della democrazia: ciascuna parte politica propone la propria visione di comunità ed in base a questa visione, se più solidale o meno, giusto per semplificare, le tasse saranno più o meno alte - sto ovviamente molto banalizzando -, un concetto che in ogni parte del mondo è abbastanza chiaro e rende la democrazia, mi sento di dire, un po' più fattiva rispetto alla nostra. Qui da noi, invece, abbiamo assistito a maggioranze che ci sono state in questi decenni a Roma di centrodestra e centrosinistra che non hanno mai realmente fatto crescere gli Enti Locali come veri soggetti politici, concependo la fiscalità locale, in particolare quella sugli immobili, storicamente quella più correlata ai Bilanci degli Enti territoriali, non come un sistema maturo di finanziamento delle priorità politiche di ciascuna comunità locale, ma come un bancomat al quale attingere costantemente. Tralascio i ragionamenti sulla fiscalità nazionale e le disastrose conseguenze che hanno avuto sui nostri Uffici le scelte fatte, norme che cambiano, tasse che cambiano nome, regolamenti attuativi tardivi, si traducono in un carico di lavoro spropositato per i nostri Uffici, che colgo l'occasione oggi per ringraziare per il lavoro svolto, e in una confusione totale per i contribuenti. Non posso però non evidenziare che tutti i partiti, da PD a Forza Italia, sono corresponsabili di questo attacco, secondo me è un vero e proprio attacco alla democrazia e lo è ancora di più Renzi che dovrebbe essere, o almeno così doveva essere, il Sindaco d'Italia. Ad aggravare tutto ciò si è messa anche la crisi economica. Noi siamo in prima linea nel dover fornire servizi e supporto a coloro che direttamente o indirettamente sono stati emarginati nel mercato del lavoro, coloro che hanno problemi reali, disabilità, malattie, figli piccoli e dal Governo centrale veniamo usati come bancomat per tassare i torinesi e spedire a Roma le tasse raccolte. Mi sembra di ricordare un racconto popolare ambientato nell'Inghilterra medievale in una foresta, credo si chiamasse Sherwood, ecco i Comuni stanno interpretando la parte dello sceriffo di Nottingham. Come fare un ragionamento di un consuntivo così peculiare? Penso che alla domanda se il nostro Bilancio 2014 abbia risposto adeguatamente ai bisogni dei nostri cittadini, si debba rispondere, e lo deve fare anche il Sindaco in modo onesto: "No, non lo abbiamo fatto". Io ho l'impressione infatti… (INTERVENTO FUORI MICROFONO) - è la mia opinione, poi lei risponderà come crede - …che non sempre questa Amministrazione, Consiglieri, insomma chi è qui è stato eletto, sia in grado di cogliere i segnali di insofferenza, di paura, di difficoltà che sono visibili anche nella nostra Città. I dati che emergono dagli studi dimostrano che cala la fiducia nella capacità delle Istituzioni a rispondere alle esigenze, e questo è pericoloso per tutti, indipendentemente da quale sia la forza politica che governa. Aumentano, invece, anche nella nostra Città, fenomeni quali le occupazioni, ne parleremo probabilmente dopo, ma quante volte ne abbiamo già parlato in quest'Aula? Se una volta erano pochi e saltuari gli episodi, principalmente legati ad un fenomeno di protagonismo giovanile e di disobbedienza civile per affermare dei valori in cui si crede, oggi diventano sempre più una reazione fisiologica ad una domanda che cresce, a fronte di Istituzioni sempre più incapaci di rispondere ai fabbisogni dei cittadini, casa e lavoro in primo luogo. Facciamo un esempio sulla casa: gli sfratti nella nostra Città dal 2010 al 2014 sono passati da 3.181 a 4.693 e, di questi, il 90% sono per morosità. Signor Sindaco, lo spunto per questo mio intervento discende direttamente da una sua lettera trionfalistica che ho letto qualche giorno fa sui giornali, l'ho ritenuta una lettera surreale e le spiego anche perché. Anche io sono orgogliosa della mia Città, di vedere il centro in questi giorni così vivace, di vedere i turisti che fanno la fila davanti ai musei e che si godono le nostre bellezze, chi non lo sarebbe! Però umilmente le dico che sarò davvero fiera del mio operato, anche se sono un semplice Consigliere d'opposizione, quando alla nostra Città saremmo in grado di dare risposte a tutti i più deboli, agli anziani, ai giovani senza lavoro, ai poveri e ai cosiddetti poveri da lavoro, che saranno il grosso tema dei prossimi anni, cioè coloro che hanno un reddito, ma quel reddito è talmente basso che non gli permette comunque un tenore di vita normale, e quindi di fatto sono esclusi ed emarginati e non sono parte della nostra comunità. Sarò fiera quando non ci saranno più dati che dimostreranno che la nostra è la Città delle due città, cioè la Torino famosa delle due Città di cui discutevamo l'anno scorso, con un centro sempre più ricco e delle periferie sempre più povere, con un divario sociale che cresce tra chi sta bene e chi sta male. Sarò fiera quando vedremo le pedonalizzazioni promesse e decantate anche nelle periferie e non solo nel centro; sarò fiera quando negli Enti Partecipati, le nostre Fondazioni, vi sarà il rigore e la trasparenza che tanto auspichiamo, su cui si sta facendo un grosso lavoro qui in Comune, e potrò finalmente, signor Sindaco, smettere di scrivere continuamente interpellanze per segnalare casi davvero paradossali. Sarò fiera quando capiremo che dal punto di vista urbanistico è impensabile che il motore di sviluppo per la riqualificazione continui ad essere il grande centro commerciale, perché così non facciamo altro che scaricare su altre fasce, in particolare i piccoli commercianti, gli effetti drammatici della crisi. Sarò fiera quando riusciremo finalmente a rivitalizzare le comunità, anche attraverso la leva della progettazione urbana, perché ogni quartiere ha le proprie dinamiche e la propria comunità, e la comprensione e la soddisfazione delle esigenze delle persone devono essere il cardine delle scelte. Sarò fiera quando avremo finalmente una riforma del decentramento, sulla quale peraltro abbiamo lavorato duramente in questi mesi in una Commissione dedicata, votata a maggioranza e pronta ad essere attuata con le prossime elezioni amministrative, perché è impensabile anche solo immaginare che nel 2016, tra un anno, si torni a votare nuovamente con 10 Consigli, composti da 10 Presidenti e 25 Consiglieri. Sarò fiera se questa riforma - e dico se - sarà frutto di scelte razionali e non di equilibrismo politico, tattico all'interno della maggioranza, che di norma, magari, predilige alla razionalità e all'interesse dell'Ente qualche strapuntino di qua o di là, o spinta da una parte e dall'altra. Sarò fiera, e qui sono d'accordo con lei, signor Sindaco, quando Torino sarà davvero una Città turistica, durante l'anno però e non solo su spinta di un grande evento non ripetitivo quale l'Ostensione della Sindone. Sarò fiera quando avremo avviato un percorso per cui le poche risorse che ci sono, ad esempio per quanto concerne i contributi, verranno erogate con metodi trasparenti, accessibili e meritocratici. Abbiamo fatto la nostra proposta, ce n'è anche una di Giunta, continua ad essere in un cassetto, spero che presto potremo discutere questo tema. Sarò fiera quando si deciderà d'investire le risorse disponibili su alcuni grandi eventi. Ad esempio, signor Sindaco, io non penso che il Jazz Festival sia un evento su cui si debba investire, perché in realtà, ne abbiamo anche discusso in Commissione di recente, se questo è un evento che deve attirare turismo, bisogna guardare i dati, perché solo il 10% del pubblico del Jazz Festival viene da fuori Piemonte e, di questi, solo l'1,5% deriva dall'estero. Sarò fiera quando raggiungeremo quel 60% di raccolta differenziata, che peraltro ha inserito anche lei nelle sue Linee Programmatiche, superando quel 42% su cui ci attestiamo da anni. Sarò fiera quando non dovremo lottare più per anni per eliminare delle spese del tutto inutili, perché prevarrà il buonsenso; ricordo un caso per tutti che ha visto non solo me, ma anche Consiglieri di maggioranza impegnati: l'assurdo accordo con il Museo di Lugano; oppure quando non dovremo aspettare sentenze della Corte dei Conti per vedere riduzioni di stipendi che riteniamo totalmente spropositati. E concludo, signor Sindaco, so bene che alcune di queste cose non dipendono da lei, non dipendono da noi, ci mancherebbe, la crisi economica c'è ed è forte e non riguarda solo la nostra Città, però come amministratori locali ritengo che, comunque in qualche modo, le risposte che non sono state date siano a noi ascrivibili, e quindi per questo ho trovato quella lettera totalmente fuori luogo, perché comunque non riuscire a dare certe risposte non assolve né noi né lei né il nostro compito. Quindi penso che il consuntivo in quanto tale sia evidentemente un momento in cui si tirano le linee, si fa un ragionamento, ma diciamo che cantare vittoria in un momento del genere l'ho trovato, e ritorno alla prima parola che ho detto, del tutto paradossale ed assurdo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Diversamente dalla Consigliera che mi ha preceduto, voglio in primo luogo ringraziare l'Assessore Passoni per il lavoro svolto, perché chiaramente, in una situazione come quella nella quale ci troviamo in questi anni ad amministrare di estrema difficoltà, di costante e crescente riduzione delle risorse a disposizione degli Enti Locali, riuscire comunque a produrre i documenti di Bilancio all'interno di questa Città rappresenta un risultato non marginale e non secondario, che non va assolutamente sottovalutato né trascurato, anche se debbo dire poi che alcune delle considerazioni che ho avuto modo di sentire da parte della Consigliera Appendino non vanno a loro volta assolutamente trascurate. Sono comunque considerazioni, oltre che di buon senso, che rivelano un'attenzione particolare all'attività di governo e all'Amministrazione di questa Città, che credo vadano assunte come contributo utile alla discussione. In particolar modo riprendo uno dei passaggi fatti dalla Consigliera Appendino rispetto a un tema che l'ha vista, Assessore, particolarmente impegnato non solo come Assessore al Bilancio, ma anche come Assessore al decentramento e che lei correttamente ha voluto richiamare all'interno del rendiconto del Comune per l'esercizio 2014, ma che ha voluto richiamare anche in termini prospettici rispetto a quel che accadrà, speriamo, nella parte finale di questo mandato, intendo chiaramente riferirmi alla cosiddetta riforma del decentramento, come tutti avranno ben compreso. Lo dico perché sono convinto, al di là dell'esperienza personale di ciascuno di noi, che questo sia uno dei temi centrali che potrebbe caratterizzare l'esperienza di questo mandato amministrativo, perché evidentemente trascina e conduce con sé una riforma complessiva, una riorganizzazione della macchina comunale in tutte le sue divisioni, ovviamente se, come auspico io e credo molti altri, la riforma del decentramento in questo caso si tradurrà in un reale trasferimento di competenze e di funzioni in capo alle Circoscrizioni e non rappresenti invece semplicemente una razionalizzazione e un adeguamento delle stesse alle mutate esigenze anche della politica. Assessore, lei giustamente potrebbe ripassare la palla nel campo del Consiglio Comunale, mi permetto di dire le apparenti secche nelle quali risulterebbe essersi in questo momento fermata la riforma del decentramento, però al di là di un facile e non credo foriero portatore di buoni risultati, gioco tra le varie competenze e le diverse parti di cui si compone l'Amministrazione. Al di là di questo, Assessore, la invito a riprendere in mano la situazione con vigore e con forza perché ormai da tempo, da troppo tempo, la Commissione Speciale ha concluso i propri lavori e, mi sembra che sia abbastanza evidente per tutti, che si sono bloccati. Lei mi insegna, Assessore, sulla base della sua esperienza, che non è certamente seconda a nessuno tra coloro che sono qui nella Sala Rossa, che una riforma della macchina comunale o la si conclude, visto che ormai si affaccia davanti a noi l'ultimo anno del mandato amministrativo prima della pausa estiva, oppure diversamente non ci saranno più i tempi per procedere a una riorganizzazione che consenta con un nuovo mandato amministrativo sia al Comune, inteso come ente centrale, sia alle articolazioni, intese come strutturazioni decentrate dello stesso, di poter per l'appunto iniziare correttamente e con piena e totale possibilità di esplicitazione delle proprie funzioni la propria attività con l'inizio del nuovo mandato amministrativo; quindi la invito, Assessore, a riprendere in mano con forza la situazione, laddove forse il Consiglio non in tutte le sue parti ha oggi questa stessa capacità, non voglio dire volontà. Altro tema che lei ha toccato all'interno della sua relazione riguarda gli immobili di questa Città, le sedi degli Assessorati. Chiaramente questo secondo aspetto è strettamente correlato al precedente, alla ricerca di una nuova sede importante, significativa che possa accogliere più di mille dipendenti della Città e quindi le dismissioni immobiliari tese anch'esse in qualche modo a dare risposte alla situazione di difficoltà di Bilancio. Lei lo sa, personalmente su quella deliberazione, sulle dismissioni immobiliari, non ho espresso un voto favorevole; continuo a mantenere delle riserve, non sul disegno complessivo, ma su un immobile in particolare, per il quale anche qui la invito a riflettere sul fatto che non si voglia in qualche modo buttare via - mi scusi l'espressione - il bambino con l'acqua sporca e che quindi nella fretta e nella necessità di cedere le proprie proprietà poi si cedano anche quelli che sono - mi si consenta anche qua l'espressione - i gioielli di famiglia. Mi riferisco evidentemente all'edificio di via Corte d'Appello 16, ho già avuto modo di dirlo quando discutemmo la deliberazione, lo ribadisco anche in questa sede, quell'immobile non ha solo un valore patrimoniale, ha anche un valore storico, architettonico, culturale per questa Città, che non va assolutamente sottovalutato. Altre scelte vengono fatte, altre scelte possono essere ben perseguite, altri immobili, a partire anche dallo stesso civico 10 di via Corte d'Appello, hanno un'altra storia decisamente più recente, ma quello di via Corte d'Appello 16 credo sia un immobile che debba essere mantenuto nell'ambito della proprietà pubblica, perché è inutile che poi facciamo delle affermazioni come lei ha fatto - mi scusi la polemica - gaudendo rispetto alla valorizzazione del polo reale, cosa certamente buona e giusta rispetto anche a un rafforzamento dell'identità turistica di questa Città, dopodiché incoerentemente mettiamo e poniamo sul mercato immobili che evidentemente per la loro immagine esteriore non hanno magari lo stesso valore degli immobili che compongono in senso stretto il polo reale, ma che però fanno parte esattamente di quella stessa storia, dal momento che Torino è diventata Capitale; qualora qualcuno avesse dei dubbi, lo invito a ripassarsi la storia del Ducato di Savoia. Mi sarei aspettato - e mi avvio alle conclusioni - qualche altro tipo di indicazione e di riflessione da parte sua rispetto ad un'altra operazione di dismissioni immobiliari, parlo - così entriamo nel vivo del dibattito politico - della vicenda Caserme, della loro dismissione e della loro cessione. Mi sarei aspettato un momento magari di riflessione da parte sua e non solo una mera dichiarazione di principio rispetto a un'idea e a un ideale di conservazione della memoria, in particolar modo per quanto riguarda la Caserma La Marmora, e mi sarei aspettato una riflessione da parte sua rispetto all'emergenza che come Paese stiamo vivendo, la tragedia a cui assistiamo pressoché quotidianamente di morti nel fondo del Mediterraneo e sulla necessità quindi di un utilizzo delle Caserme anche a fini umanitari e non semplicemente per fare cassa da parte di questa Città, al di là dei regimi patrimoniali e proprietari e, mi si consenta un'espressione anche qui un po' gergale, ma che rende bene l'idea, le diverse scatole, non cinesi ovviamente, ma tipicamente italiane in questo caso, che vedono poi come titoli proprietari la Cassa Depositi e Prestiti, piuttosto che il Demanio, piuttosto che gli Enti Locali, ma dove poi in qualche modo i rappresentanti degli stessi siedono anche con autorevolezza nei Consigli di Amministrazione dei precedenti e che quindi, laddove ci sia una volontà e una forte determinazione di assunzione di decisioni politiche, allora le scelte possono anche essere ripensate ed essere oggetto di riflessione. Quindi, nel farle i complimenti come ho detto all'inizio rispetto alla capacità e alla competenza con la quale anche quest'anno presenta qui in Sala Rossa il consuntivo dell'anno precedente, le chiedo però anche con forza di valutare le esigenze politiche che emergono all'interno di questa Città e non solo soffermarsi, e so che da parte sua c'è una sensibilità in tal senso, sul ruolo che le viene conferito e cioè di tenutario dei conti di questa Città. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Carbonero. CARBONERO Roberto Politicamente non c'è ancora granché da dire, nel senso che i Colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto un'ampia esposizione di quanto la Città non ha fatto in passato e continua comunque a non fare, cioè ad occuparsi di tutto ciò che riguarda il fabbisogno dei propri concittadini; ci si preoccupa di una Città lucida per occasioni importanti, ci si preoccupa di promuovere la Città, per carità, a livello internazionale e ce n'è tutto l'assoluto dovere di farlo, ma credo che davanti a tutto poi ci si debba anche preoccupare dei propri concittadini che tutti i giorni faticano a tirare i conti, quindi tralascio tutta la parte politica. Tre punti, invece, chiamiamoli tecnici che comunque lasceranno una risposta di un'espressione politica e sono quelli che, tra l'altro, ripetiamo ormai da tre Bilanci, sono sempre gli stessi, anche questi annoiano, cambiano i numeri e quindi è il gioco delle tre campane, ma nella sostanza non cambiano mai, cioè le falle di questo assetto finanziario della Città continuano a non vedere modifiche importanti, quelle che possono in qualche modo dare la svolta, non perché non se ne sia capaci, eccetera, ma perché il pregresso è talmente tanto in fondo, in fondo, in fondo al barile, che tirare fuori qualcosa di buono da tutto questo è praticamente impossibile. Partiamo dai residui attivi e dalla gestione della liquidità. I residui attivi della Città a fine 2013 ammontavano a circa 1.530 milioni, ridottisi a fine 2014 a 1.110 milioni. Questo per effetto di incassi di circa 321 milioni e di radiazioni, almeno questo è il termine usato per definire la cancellazione dal Bilancio, di propri crediti per 99 milioni. Un'azienda privata con questa situazione porterebbe i libri in Tribunale, ma per fortuna siamo un Comune e, probabilmente, questo a noi non capiterà mai, ma questo è il primo dato più importante. Di questi, circa 30 milioni derivano da minori plusvalenze e da dimissioni patrimoniali, tipo GTT, FCT, come citato nella relazione dei Revisori a pagina 33, vale a dire che le stime erano state fin troppo ottimiste probabilmente; 21 milioni sono diretta conseguenza di minori sanzioni amministrative e minori contributi per opere di urbanizzazione, e qui a nostro avviso si tratta di una pessima capacità della Città nel riscuotere i propri crediti, soprattutto per i primi, e di pessime stime per i secondi; altri 22 milioni nascono da multe non riscuotibili e rimborsi diversi e rimborsi dallo Stato di 12 milioni. Le domande che sorgono spontanee a questo punto sono almeno tre: in base a quali elementi sono stati iscritti a Bilancio? Perché sono stati radiati? E in base a quali criteri? Nel corso del 2014 sono maturati altri residui attivi per 2.274 milioni, che a fine anno si sono ridotti a 440 per effetto di incassi, 1.367, e i non riportati 466. Il totale dei residui attivi a fine 2014 risulta essere di ben 1.550 milioni; eravamo partiti da 1.110 milioni, ci ballano 440 milioni, non so se Mago Zurlì o Mago Passoni o che mago sia, però è un mago. Relativamente alla gestione della liquidità del Comune di Torino, c'è uno stretto collegamento con l'argomento residui attivi, ovvero, come anche evidenziato dal Collegio dei Revisori dei Conti nella relazione già citata, a pagina 31 questa volta, in merito all'andamento della riscossione delle entrate in conto residui, si è verificata una bassa riscossione delle entrate riferite alle annualità anteriori ai cinque anni. A pagina 30 sempre i Revisori affermano, inoltre, che, sempre in tema di gestione della liquidità, il ricorso alle anticipazioni di Tesoreria protratto nel tempo comporta costi elevati per l'Ente, trasformando l'anticipazione in una forma di debito a medio termine. Per quanto riguarda il debito della Città, dal prospetto conto del patrimonio al passivo il debito della Città ammonta a 3.554 milioni di Euro, così ripartiti: 2.733 in mutui e 820 in obbligazioni. Nella relazione generale che accompagna il Bilancio si continua però ad affermare che il debito della Città ammonta a 3.105 milioni e che lo stesso sta scendendo. La differenza tra i due valori (3.554 e 3.105), pari a circa 449 milioni, è costituita da mutui stipulati dal Comune di Torino nell'anno 2013, esattamente 238,6 milioni, e 211,2 milioni nell'anno 2014 per anticipazioni di liquidità ai sensi della Legge 124/89, pagamenti di fornitori della Città di Torino; tali mutui hanno durata pluriennale e non sono a costo zero, dovendo infatti pagare i relativi interessi. Pertanto il debito reale della Città, anziché ridursi, è ancora salito, con evidenti ricadute negative sui cittadini torinesi, anche se avete usato come grandissimo spot il fatto di andare a pagare i debiti verso i fornitori. Per finire, le certificazioni dei parametri, obiettivo per il Comune ai fini dell'accertamento delle condizioni di ente strutturalmente beneficiario… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). È così, sono tutti capaci, ci riusciva anche un bambino, voglio dire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Probabilmente sì, non lo so, perlomeno non cercavo di nascondere la polvere sotto il tappeto, almeno questo, cioè ne parlavo chiaramente con la maggioranza e l'opposizione e lo condividevo con tutti, però non vantiamoci di una cosa che era strabanale fare. Dall'esame rispetto ai parametri, emerge in stretta attinenza di quanto suesposto che quattro su dieci sono negativi, il che denota che l'Ente Comune di Torino si avvicina alle condizioni di ente strutturalmente deficitario e, guarda caso, essi si riferiscono ai volumi dei residui attivi e passivi, alla consistenza dei debiti e alle anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% delle entrate correnti. A conferma di quanto detto nella relazione del Revisore dei Conti, a pagina 22, si legge che non sono stati rispettati quattro parametri su dieci e, cosa anch'essa molto grave, che anche nel rendiconto 2013 non risultavano rispettati gli stessi parametri. Qui non si può dire che repetita iuvant, per cui non si può far finta di niente o, se preferite, fare orecchie da mercante, occorre invece intervenire drasticamente. Ripeto, adesso ci siamo limitati a paragonare gli anni 2013 e 2014, ma il 2011 e il 2012 erano la stessa cosa. Quindi, vantiamoci, facciamo le cose belle, creiamo cose nuove, ma preoccupiamoci di avere, non tanto i conti in quadro, giusto per averli, ma semplicemente per poi poterci rivolgere ai cittadini e dargli qualcosa di meglio di quello che diamo e cioè continuare a sottrargli denaro con sorte di tasse e sicuramente non servizi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Parto dall'ultima citazione dell'Assessore Passoni che ha riempito quest'Aula di saggezza, ha dimenticato volutamente di citare che la frase apparteneva a Mao Tse Tung e io provo a usare Epicuro e con Epicuro ricordo, sempre 4.000 anni fa, al nostro amico Passoni che la vita è caso e necessità e mai senso e questo sarà applicato alla finanza locale e lo è da otto governi, con 14 Commissioni che hanno discusso. Mi dispiace che il Consigliere Carbonero abbia dovuto leggere quasi integralmente la relazione dei Revisori, l'abbiamo parzialmente discussa, credo che però i punti critici non avessero bisogno di essere nuovamente sottolineati. Sì, è vero, la lettura spesso aiuta, soprattutto chi non legge, però dopo 14 Commissioni credo che almeno tre punti rispetto alla relazione che ha fatto l'Assessore siano individuabili: l'aspetto legato evidentemente alla diminuzione dell'indebitamento, i giudizi delle agenzie di rating, il fatto che la contrazione della spesa rispetto al personale è anche evidentemente dovuta alla diminuzione stessa dei numeri, gli aspetti ovviamente legati anche alla capacità di razionalizzare e su questo il ringraziamento del gruppo del Partito Democratico va al Sindaco, oltre che all'Assessore Passoni, perché il lavoro di raccordo anche a livello nazionale, in particolare come Presidente dell'ANCI, sicuramente ha ottenuto risultati importanti e mi sento anche di aggiungere, anche se non è stato citato e lo ringrazio per questo, visto che era stata una mia sollecitazione recente, il fatto stesso che si sia ottenuta la proroga per l'approvazione del previsionale 2015 al 30 luglio. È altrettanto vero, e su questo ovviamente l'Assessore Passoni ha evidenziato le criticità che conosciamo da circa tre anni in modo puntuale, ma che aumentano, la ricerca di nuovi strumenti e soprattutto l'armonizzazione finanziaria ci mettono davanti a un tema, e su questo il Consigliere Carbonero, ma anche la Consigliera Appendino hanno sottolineato, così come il Consigliere Greco Lucchina, sia uno degli elementi, anche perché la fase di accertamento, se non ricordo male, dovrebbe concludersi la prossima settimana, e dal momento che la legge prevede che quella sia una deliberazione che andrà in Giunta, chiedo già anticipatamente all'Assessore Passoni se sarà disponibile, una volta discussa e ovviamente presentata la deliberazione in Giunta, di illustrarla almeno nella sua completezza anche al Consiglio e alle Commissioni. Credo che anche questo sia un aspetto importante, visto che è la prima volta che affrontiamo questo tema. Il fatto stesso che lei si sia dilungato sugli aspetti legati ai residui attivi e passivi è indicativo di uno degli elementi che deve preoccuparci: la spesa è incomprimibile sui 1.250 milioni di Euro, su cui pareggiamo il Bilancio, ed è intorno al 70%; sicuramente, la spesa per il personale e la spesa per il pagamento degli interessi dei mutui, interventi ovviamente pianificati dalla Città in co- finanziamento, ci mettono nella condizione di sottolineare - su questo l'Assessore Passoni non si è dilungato, per cui proverò a farlo io, anche se brevemente - come non soltanto negli ultimi quattro anni i tagli a questa Città siano stati di oltre 340 milioni di Euro da parte dello Stato, ma, rispetto ad un quadro più generale della finanza locale che impatta per gli 8.000 Comuni italiani intorno al 5% per quanto riguarda il debito pubblico e al 7% per quanto riguarda la spesa pubblica, come è stato già detto in Commissione da lei e da me (ma anche qualche Consigliere della maggioranza non ha compreso, probabilmente perché ritiene che sia meglio il ruolo del tifoso, piuttosto che il ruolo dell'analista), se questa è la novità della finanza locale dei prossimi mesi, noi avremo sicuramente un'ulteriore contrazione anche di quella spesa che, come Gruppo in modo particolare, sosteniamo a salvaguardia del welfare, dei servizi e delle fasce più deboli. Consigliera Appendino, non mi sento di condividere il suo intervento, anche se le prospettive e la preoccupazione uniscono maggioranza e minoranza (ci hanno accomunati nelle Commissioni ed in questo Consiglio, pur con sfumature diverse), ma nessuno di noi ha obiettato rispetto a quello che sta subendo l'Ente Locale e l'Amministrazione di questa Città, come tutte le altre, però è altrettanto evidente che forse sull'aspetto da lei sottolineato, anche citando la lettera che è stata scritta dal Sindaco recentemente, vorrei provare a far notare che questa è una Città che, circa 13 anni fa (quando sono entrato in questo Consiglio Comunale), aveva 800.000 visitatori e oggi con le presenze che abbiamo fra montagne olimpiche e Città, prima cintura e, in particolare, la Reggia di Venaria, arriviamo a 5.500.000, quasi 6 milioni. La ricaduta economica che è stata valutata recentemente da uno studio della Camera di Commercio e ripresa dall'IRES parla di centinaia di milioni di Euro, che significano anche lavoro ed occupazione. Come è stato già detto, e mi sembra che il Sindaco sia andato in questa direzione in modo molto chiaro, non si è mai pensato di trasformare Torino semplicemente in una città turistica, o semplicemente in una città della cultura, ma si tratta di una cultura che ha un'idea di innovazione, che si amplia al mondo delle Università ed al mondo della tecnologia e dell'ICT, che prova a trattenere le sue risorse migliori, attraendone di nuove, e misurandosi anche in altri campi (se lei ha avuto occasione di dare un'occhiata al Piano Strategico che è stato appena presentato, si può raccogliere più di qualche idea in uno studio che è stato accurato ed approfondito e che ha un obiettivo che ha come confine il 2025). Potrebbe essere definito, come ha fatto qualcuno, il libro dei sogni, ma non lo credo, anche perché sono gli stessi sogni che erano stati scritti nel 1993 e nel 1997 dal Sindaco Castellani e quasi tutte quelle idee sono state realizzate: la Metropolitana, i parcheggi, il Passante Ferroviario, l'inceneritore, le zone centrali pedonalizzate, i parcheggi sotterranei, la qualità della vita anche dei cittadini, il verde pubblico e le periferie. Credo che si sia fatto un grande lavoro ed è vero che gli eventi aiutano e spingono (come la Sindone, le Olimpiadi o il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia), ma c'è qualcuno che ha lavorato per fare in modo che quegli eventi si svolgessero, che quei dossier di candidatura venissero presentati e che la Città di Torino portasse a casa quelle vittorie, che sono vittorie della nostra Città, ma anche dei nostri amministratori e dei nostri Sindaci. È troppo facile criticare senza mai proporre. Ci sono luci ed ombre, Assessore Passoni, questo è evidente. Se dovessi entrare nel merito, le direi che tra oneri di urbanizzazione e valorizzazioni, il Previsionale parlava di 30 milioni di Euro e non sono le stesse cifre che noi includiamo nel Bilancio Consuntivo. Un'altra vicenda che lascia qualche ombra è quella di GTT e la sua mancata dismissione. Lei ha detto con molta enfasi che è arrivato il momento di approvare la riforma del decentramento: dipende dalle forze politiche, è vero, ma lei ha un sostegno nella maggioranza e per questo motivo la invito a procedere rapidamente in quella direzione. Possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda l'approccio con alcune vicende per esempio legate alla rappresentazione classica di quello che è stato chiesto quando abbiamo sottoscritto nuovi mutui; abbiamo anche chiesto di avere magari un'idea più chiara in Commissione di quali erano gli interventi rispetto al mutuo di 25 milioni di Euro - se non ricordo male - legato alle manutenzioni ed agli interventi straordinari. Le sfide sono ancora tantissime e quello che propone come ricetta il Governo non fa ben sperare; io sono molto critico e lo sono stato anche in passato. In quest'occasione, voglio ringraziare il Collegio dei Revisori per la relazione e per l'impegno che ha profuso nel preparare la documentazione (lo so, perché seguo con la Commissione), dal Presidente, dottor Merani, a tutti i membri; fa sicuramente onore al serio lavoro svolto con grande competenza e correttezza. Vale per tutti gli Uffici, dalla dottoressa Tornoni a tutti i suoi collaboratori, che, come ha detto anche l'Assessore Passoni, hanno caricato sulla schiena un peso non indifferente ed emergenziale rispetto al lavoro che è stato fatto nell'ultimo mese e, soprattutto, rispetto a quello che li aspetta sulla discussione che andremo ad iniziare del Bilancio Previsionale 2015. Ho parlato di luci ed ombre, sicuramente più luci - quindi, senza citare Mao Tse Tung e, probabilmente, lasciando anche da parte il buon Epicuro -, e credo che, quando sarà il momento di votare questo Bilancio Consuntivo, ricorderemo all'Assessore gli impegni che ha preso (perché li ha presi in tempi non sospetti, non li sta prendendo soltanto oggi); glieli ricorderemo nelle Commissioni e soprattutto quando si tratterà di votare, ad iniziare, per esempio, soprattutto dalla riforma del decentramento. Il voto del Gruppo sarà favorevole, lo anticipo già, anche se siamo solo in fase di discussione, ma riprendo i temi che, come PD, abbiamo sempre sottolineato: non penalizzare la spesa per il welfare, mantenere inalterato il livello di salvaguardia dei servizi alla persona e fare in modo che questa Città continui a poter investire con quelli che vengono segnalati come i problemi che anche lo stesso Consigliere Greco Lucchina ha ripreso, le anticipazioni di cassa e di tesoreria, il fatto di dover anticipare l'uso della liquidità che ci mette in condizione di avere solo quello come strumento per avere la possibilità di pagare in tempo reale. Questi punti sono critici, aspettiamo 10 giorni per avere da parte dell'Assessore anche in Commissione un'illustrazione della proposta di deliberazione che porterete in Giunta sull'accertamento e, quindi, sull'armonizzazione - almeno la prima parte -, rispetto ai residui attivi e passivi in modo particolare, e ci aspettiamo che i prossimi sei mesi siano quelli degli obiettivi da raggiungere e raggiunti, non soltanto immaginati; qualcuno ha citato le tante pedonalizzazioni che non sono state fatte: è un esempio che mi sento di sottoscrivere. |