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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Maggio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 23
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-01314
RENDICONTO DEL COMUNE PER L'ESERCIZIO 2014. APPROVAZIONE.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201501314/024,
presentata dalla Giunta Comunale in data 10 aprile 2015, avente per oggetto:

"Rendiconto del Comune per l'esercizio 2014. Approvazione".

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Ringrazio l'Assessore Passoni per la sua Relazione sul Rendiconto che ci
apprestiamo ad approvare, in cui ha avuto modo di elencare tutti i punti in maniera
precisa. Non sfugge ai più che viviamo in questo clima di provvisorietà, in cui si
trova anche il Comune di Torino. In questo clima facciamo riferimento a quelle che
saranno le risorse a disposizione, che saranno sempre minori, anche a causa di quelli
che sono i trasferimenti dello Stato e della Regione.
A questo proposito, l'augurio è quello che il controllo della spesa e la sua
razionalizzazione (che, peraltro, nel suo intervento l'Assessore Passoni ha già
determinato come obiettivi di questo Ente) assumano anche per il futuro
un'importanza ancora maggiore rispetto a quella attuale.
Non mi limiterò ovviamente a commentare lo slittamento del termine di
approvazione del Bilancio di Previsione, come abbiamo già detto tante volte. Si dà
atto della progressiva diminuzione della consistenza del debito della Città, lo si fa
ormai da 3 anni; però, a questo occorre aggiungere quello che è avvenuto nel corso
del 2014: per esempio, l'Amministrazione Comunale ha proceduto a contrarre un
nuovo finanziamento a tasso variabile con Cassa Depositi e Prestiti, per un importo
di circa 22,5 milioni di Euro, autorizzando sostanzialmente delle spese per finanziare
opere di manutenzione straordinarie di immobili, edifici scolastici, eccetera.
Se a questo accompagniamo una serie di operazioni di rinegoziazione di mutui a
tasso fisso con la Cassa Depositi e Prestiti, vediamo anche che insieme a questa
progressiva diminuzione del debito, se ne fa un altro e si cerca di prorogare la
scadenza dell'ammortamento di alcuni mutui, nonostante il valore della riduzione del
debito stesso.
Si dà atto - per tornare ai meriti - che non vi è stato l'utilizzo dei contributi per
permessi di costruire, oneri di urbanizzazione del plusvalore dell'alienazione dei
beni, per coprire la spesa corrente. Ma, come abbiamo fatto ogni anno da quando
stiamo in questa tornata amministrativa, ci troviamo ad affrontare oltre il tema del
debito, anche due grandi temi: il problema della liquidità dell'Ente stesso e la solita
ricognizione dei residui.
Ed è questo che vuole essere un commento politico, non tanto a quello che sono stati
i dati snocciolati dall'Assessore Passoni. Si dà atto, inoltre (lo ha detto l'Assessore
Passoni), di una riduzione delle spese per il personale e di un progressivo
ridimensionamento del numero delle persone impiegate nell'Ente.
Liquidità, ricorso alle anticipazioni di tesoreria: alla fine del 2012 il deficit
rappresentato alle anticipazioni di tesoreria era circa di 12 milioni di Euro; alla fine
del 2013 era 89 milioni di Euro; per tutto il 2014 il costante ricorso alle anticipazioni
di tesoreria si è mantenuto elevato: 199 milioni a fine marzo, 239 milioni a fine
giugno, 76 milioni a fine settembre.
È questo l'indicatore di criticità, Assessore Passoni, perché abbiamo la sensazione
che l'Ente non sia in grado di far fronte ai pagamenti con le entrate ordinarie. Se a
questo ci aggiungiamo quello che ha detto l'Assessore (che ha considerato nota di
merito come indirizzo di questa Città), cioè ricorrere alle anticipazioni di liquidità,
concesse grazie a Cassa Depositi e Prestiti, vediamo che ci sono due cifre che
risultano essere spaventose: l'importo anticipato di circa 211 milioni, con quella
erogata alla fine del 2013, con l'anticipazione di tesoreria, di 238 milioni: 449
milioni di Euro.
Il dubbio che ci poniamo è questo. La Città riuscirà a far fronte ai pagamenti? La
crisi di liquidità é superabile, visto che va anche di pari passo con il tema dei residui.
Nel Rendiconto, e anche nella nota dei Revisori dei Conti, si fa riferimento al
mancato risultato di quattro parametri su dieci: il parametro 3, che fa riferimento
all'ammontare dei residui attivi proveniente dalla gestione dei residui attivi, di cui al
titolo primo e terzo, superiore al 65%; il parametro 4 sul volume dei residui passivi
complessivi proveniente dal titolo primo, superiore al 40%; la consistenza dei debiti
di finanziamento, superiore al 150%, rispetto alle entrate correnti e, parametro 9,
l'eventuale esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate
superiori al 5% rispetto alle entrate correnti.
Sul tema dei residui c'è stata la ricognizione. Questo Consiglio Comunale ha
deliberato in data 11 febbraio, la ricognizione va avanti; il problema è che alla fine,
nonostante i miglioramenti che ci sono anno per anno, la situazione non cambia di
molto.
Quello che ho da rimarcare è che nel corso di questi anni, quando abbiamo discusso
del Rendiconto, mi sono sempre limitato a dire le stesse cose. La sensazione,
nonostante i passi in avanti sulla riduzione del debito, è che le criticità permangano;
criticità che sono sempre rese più difficili (come ha detto bene l'Assessore Passoni,
che presto ci spiegherà in Commissione Bilancio) dai nuovi criteri di armonizzazione
finanziaria.
Però temo che avendo questo Consiglio Comunale già adoperato alcuni strumenti, in
alcuni passaggi, tra cui una grande vendita degli asset patrimoniali delle grandi
partecipate del Comune di Torino, ci sarà l'esigenza di arrivare alla composizione di
Bilanci in maniera diversa.
Io mi auguro che tutto questo si faccia con ancora maggior rigore. Sono contento che
l'Assessore Passoni abbia fatto riferimento alle spese. Detto questo (ne abbiamo
parlato sia in occasione della discussione di autorizzazione dell'esercizio
provvisorio, riconoscendo tutto l'impegno che questa Amministrazione sta mettendo,
e ne abbiamo parlato anche con il Sindaco, quando abbiamo discusso delle trattative
con il Governo, in questo caso sul Documento di Economia e Finanza), credo però
che sarà sempre più complicato arrivare alla chiusura dei Bilanci.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ricordo ai Colleghi che la discussione è congiunta con le due proposte di mozione di
accompagnamento alla proposta di deliberazione.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Nella relazione l'Assessore Passoni ha snocciolato i numeri di questo Bilancio e,
quindi, non entrerò nuovamente nel merito. Conosciamo bene - soprattutto,
probabilmente, i Commissari di I - i problemi che affliggono il nostro Bilancio.
Lo diceva anche il Consigliere Greco Lucchina, prima di me: siamo ormai al quarto
Consuntivo che ci apprestiamo a votare; stiamo esaminando l'indebitamento
dell'Ente, ma anche delle sue partecipate; i costi di alcune operazioni fatte in passato,
ad esempio quella dei derivati, che ogni anno genera comunque impegni di spesa; i
forse troppo facili - mi permetto di dire - accertamenti degli anni passati, in
particolare legati ad alcune operazioni portate avanti dall'Urbanistica, che poi magari
non si sono realizzate e, quindi, hanno prodotto dei residui di cui adesso dobbiamo
ripulire il Bilancio. Questo, evidentemente, impegna molto la spesa e le poche risorse
che oggi abbiamo disponibili.
Quindi mi rifiuto di essere ripetitiva e tornare di nuovo su questi temi, anche perché
di fatto questo è un consuntivo e noi prendiamo atto di quello che è stato fatto e, a
breve, ci troveremo a discutere un Bilancio Preventivo dove si affronteranno
nuovamente sei, sette, otto mesi già consuntivati. Lo scorso anno, lo ricordava anche
l'Assessore Passoni, approvammo il Bilancio previsionale in una situazione surreale.
È da lì che partiamo, nove mesi su dodici già svolti e quel taglio al fondo di
solidarietà che arrivò nottetempo, a pochi giorni dalla scadenza dell'approvazione dei
Bilanci degli Enti Locali.
Molti di noi in quest'Aula, devo dire sia di maggioranza che di opposizione, lo
definimmo un vero e proprio commissariamento, un deficit democratico che non
permetteva a chi era stato eletto di poter svolgere il proprio ruolo di governo, per
quanto riguarda la Giunta o la maggioranza, e/o di indirizzo e controllo, in
particolare, per quanto riguarda l'opposizione.
Però, Colleghi, a distanza di meno di un anno da allora la situazione non migliora,
anzi i numeri del Bilancio del 2014 ancora di più, se paragonati con quelli del 2013,
2012 e 2011 di consuntivo, non fanno altro che testimoniare come sia in essere un
vero e proprio smantellamento dell'intero sistema degli Enti Locali, che prende
forma tramite i continui tagli ai trasferimenti e i vincoli di Bilancio sempre più
stringenti.
In questi anni, infatti, non è stato assolutamente avviato alcun sistema virtuoso della
finanza locale, alcun sistema che fissi dei parametri standard di costi e che lasci
veramente ai Comuni la responsabilità di decidere quanto tassare e come spendere.
Questa sarebbe infatti la vera sussidiarietà e il vero esercizio della democrazia:
ciascuna parte politica propone la propria visione di comunità ed in base a questa
visione, se più solidale o meno, giusto per semplificare, le tasse saranno più o meno
alte - sto ovviamente molto banalizzando -, un concetto che in ogni parte del mondo
è abbastanza chiaro e rende la democrazia, mi sento di dire, un po' più fattiva rispetto
alla nostra.
Qui da noi, invece, abbiamo assistito a maggioranze che ci sono state in questi
decenni a Roma di centrodestra e centrosinistra che non hanno mai realmente fatto
crescere gli Enti Locali come veri soggetti politici, concependo la fiscalità locale, in
particolare quella sugli immobili, storicamente quella più correlata ai Bilanci degli
Enti territoriali, non come un sistema maturo di finanziamento delle priorità politiche
di ciascuna comunità locale, ma come un bancomat al quale attingere costantemente.
Tralascio i ragionamenti sulla fiscalità nazionale e le disastrose conseguenze che
hanno avuto sui nostri Uffici le scelte fatte, norme che cambiano, tasse che cambiano
nome, regolamenti attuativi tardivi, si traducono in un carico di lavoro spropositato
per i nostri Uffici, che colgo l'occasione oggi per ringraziare per il lavoro svolto, e in
una confusione totale per i contribuenti. Non posso però non evidenziare che tutti i
partiti, da PD a Forza Italia, sono corresponsabili di questo attacco, secondo me è un
vero e proprio attacco alla democrazia e lo è ancora di più Renzi che dovrebbe
essere, o almeno così doveva essere, il Sindaco d'Italia.
Ad aggravare tutto ciò si è messa anche la crisi economica. Noi siamo in prima linea
nel dover fornire servizi e supporto a coloro che direttamente o indirettamente sono
stati emarginati nel mercato del lavoro, coloro che hanno problemi reali, disabilità,
malattie, figli piccoli e dal Governo centrale veniamo usati come bancomat per
tassare i torinesi e spedire a Roma le tasse raccolte. Mi sembra di ricordare un
racconto popolare ambientato nell'Inghilterra medievale in una foresta, credo si
chiamasse Sherwood, ecco i Comuni stanno interpretando la parte dello sceriffo di
Nottingham.
Come fare un ragionamento di un consuntivo così peculiare? Penso che alla domanda
se il nostro Bilancio 2014 abbia risposto adeguatamente ai bisogni dei nostri
cittadini, si debba rispondere, e lo deve fare anche il Sindaco in modo onesto: "No,
non lo abbiamo fatto". Io ho l'impressione infatti… (INTERVENTO FUORI
MICROFONO) - è la mia opinione, poi lei risponderà come crede - …che non
sempre questa Amministrazione, Consiglieri, insomma chi è qui è stato eletto, sia in
grado di cogliere i segnali di insofferenza, di paura, di difficoltà che sono visibili
anche nella nostra Città.
I dati che emergono dagli studi dimostrano che cala la fiducia nella capacità delle
Istituzioni a rispondere alle esigenze, e questo è pericoloso per tutti,
indipendentemente da quale sia la forza politica che governa.
Aumentano, invece, anche nella nostra Città, fenomeni quali le occupazioni, ne
parleremo probabilmente dopo, ma quante volte ne abbiamo già parlato in
quest'Aula? Se una volta erano pochi e saltuari gli episodi, principalmente legati ad
un fenomeno di protagonismo giovanile e di disobbedienza civile per affermare dei
valori in cui si crede, oggi diventano sempre più una reazione fisiologica ad una
domanda che cresce, a fronte di Istituzioni sempre più incapaci di rispondere ai
fabbisogni dei cittadini, casa e lavoro in primo luogo.
Facciamo un esempio sulla casa: gli sfratti nella nostra Città dal 2010 al 2014 sono
passati da 3.181 a 4.693 e, di questi, il 90% sono per morosità.
Signor Sindaco, lo spunto per questo mio intervento discende direttamente da una
sua lettera trionfalistica che ho letto qualche giorno fa sui giornali, l'ho ritenuta una
lettera surreale e le spiego anche perché. Anche io sono orgogliosa della mia Città, di
vedere il centro in questi giorni così vivace, di vedere i turisti che fanno la fila
davanti ai musei e che si godono le nostre bellezze, chi non lo sarebbe!
Però umilmente le dico che sarò davvero fiera del mio operato, anche se sono un
semplice Consigliere d'opposizione, quando alla nostra Città saremmo in grado di
dare risposte a tutti i più deboli, agli anziani, ai giovani senza lavoro, ai poveri e ai
cosiddetti poveri da lavoro, che saranno il grosso tema dei prossimi anni, cioè coloro
che hanno un reddito, ma quel reddito è talmente basso che non gli permette
comunque un tenore di vita normale, e quindi di fatto sono esclusi ed emarginati e
non sono parte della nostra comunità.
Sarò fiera quando non ci saranno più dati che dimostreranno che la nostra è la Città
delle due città, cioè la Torino famosa delle due Città di cui discutevamo l'anno
scorso, con un centro sempre più ricco e delle periferie sempre più povere, con un
divario sociale che cresce tra chi sta bene e chi sta male.
Sarò fiera quando vedremo le pedonalizzazioni promesse e decantate anche nelle
periferie e non solo nel centro; sarò fiera quando negli Enti Partecipati, le nostre
Fondazioni, vi sarà il rigore e la trasparenza che tanto auspichiamo, su cui si sta
facendo un grosso lavoro qui in Comune, e potrò finalmente, signor Sindaco,
smettere di scrivere continuamente interpellanze per segnalare casi davvero
paradossali.
Sarò fiera quando capiremo che dal punto di vista urbanistico è impensabile che il
motore di sviluppo per la riqualificazione continui ad essere il grande centro
commerciale, perché così non facciamo altro che scaricare su altre fasce, in
particolare i piccoli commercianti, gli effetti drammatici della crisi.
Sarò fiera quando riusciremo finalmente a rivitalizzare le comunità, anche attraverso
la leva della progettazione urbana, perché ogni quartiere ha le proprie dinamiche e la
propria comunità, e la comprensione e la soddisfazione delle esigenze delle persone
devono essere il cardine delle scelte.
Sarò fiera quando avremo finalmente una riforma del decentramento, sulla quale
peraltro abbiamo lavorato duramente in questi mesi in una Commissione dedicata,
votata a maggioranza e pronta ad essere attuata con le prossime elezioni
amministrative, perché è impensabile anche solo immaginare che nel 2016, tra un
anno, si torni a votare nuovamente con 10 Consigli, composti da 10 Presidenti e 25
Consiglieri.
Sarò fiera se questa riforma - e dico se - sarà frutto di scelte razionali e non di
equilibrismo politico, tattico all'interno della maggioranza, che di norma, magari,
predilige alla razionalità e all'interesse dell'Ente qualche strapuntino di qua o di là, o
spinta da una parte e dall'altra.
Sarò fiera, e qui sono d'accordo con lei, signor Sindaco, quando Torino sarà davvero
una Città turistica, durante l'anno però e non solo su spinta di un grande evento non
ripetitivo quale l'Ostensione della Sindone.
Sarò fiera quando avremo avviato un percorso per cui le poche risorse che ci sono, ad
esempio per quanto concerne i contributi, verranno erogate con metodi trasparenti,
accessibili e meritocratici. Abbiamo fatto la nostra proposta, ce n'è anche una di
Giunta, continua ad essere in un cassetto, spero che presto potremo discutere questo
tema.
Sarò fiera quando si deciderà d'investire le risorse disponibili su alcuni grandi eventi.
Ad esempio, signor Sindaco, io non penso che il Jazz Festival sia un evento su cui si
debba investire, perché in realtà, ne abbiamo anche discusso in Commissione di
recente, se questo è un evento che deve attirare turismo, bisogna guardare i dati,
perché solo il 10% del pubblico del Jazz Festival viene da fuori Piemonte e, di questi,
solo l'1,5% deriva dall'estero.
Sarò fiera quando raggiungeremo quel 60% di raccolta differenziata, che peraltro ha
inserito anche lei nelle sue Linee Programmatiche, superando quel 42% su cui ci
attestiamo da anni.
Sarò fiera quando non dovremo lottare più per anni per eliminare delle spese del tutto
inutili, perché prevarrà il buonsenso; ricordo un caso per tutti che ha visto non solo
me, ma anche Consiglieri di maggioranza impegnati: l'assurdo accordo con il Museo
di Lugano; oppure quando non dovremo aspettare sentenze della Corte dei Conti per
vedere riduzioni di stipendi che riteniamo totalmente spropositati.
E concludo, signor Sindaco, so bene che alcune di queste cose non dipendono da lei,
non dipendono da noi, ci mancherebbe, la crisi economica c'è ed è forte e non
riguarda solo la nostra Città, però come amministratori locali ritengo che, comunque
in qualche modo, le risposte che non sono state date siano a noi ascrivibili, e quindi
per questo ho trovato quella lettera totalmente fuori luogo, perché comunque non
riuscire a dare certe risposte non assolve né noi né lei né il nostro compito.
Quindi penso che il consuntivo in quanto tale sia evidentemente un momento in cui
si tirano le linee, si fa un ragionamento, ma diciamo che cantare vittoria in un
momento del genere l'ho trovato, e ritorno alla prima parola che ho detto, del tutto
paradossale ed assurdo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Diversamente dalla Consigliera che mi ha preceduto, voglio in primo luogo
ringraziare l'Assessore Passoni per il lavoro svolto, perché chiaramente, in una
situazione come quella nella quale ci troviamo in questi anni ad amministrare di
estrema difficoltà, di costante e crescente riduzione delle risorse a disposizione degli
Enti Locali, riuscire comunque a produrre i documenti di Bilancio all'interno di
questa Città rappresenta un risultato non marginale e non secondario, che non va
assolutamente sottovalutato né trascurato, anche se debbo dire poi che alcune delle
considerazioni che ho avuto modo di sentire da parte della Consigliera Appendino
non vanno a loro volta assolutamente trascurate. Sono comunque considerazioni,
oltre che di buon senso, che rivelano un'attenzione particolare all'attività di governo
e all'Amministrazione di questa Città, che credo vadano assunte come contributo
utile alla discussione.
In particolar modo riprendo uno dei passaggi fatti dalla Consigliera Appendino
rispetto a un tema che l'ha vista, Assessore, particolarmente impegnato non solo
come Assessore al Bilancio, ma anche come Assessore al decentramento e che lei
correttamente ha voluto richiamare all'interno del rendiconto del Comune per
l'esercizio 2014, ma che ha voluto richiamare anche in termini prospettici rispetto a
quel che accadrà, speriamo, nella parte finale di questo mandato, intendo
chiaramente riferirmi alla cosiddetta riforma del decentramento, come tutti avranno
ben compreso.
Lo dico perché sono convinto, al di là dell'esperienza personale di ciascuno di noi,
che questo sia uno dei temi centrali che potrebbe caratterizzare l'esperienza di questo
mandato amministrativo, perché evidentemente trascina e conduce con sé una
riforma complessiva, una riorganizzazione della macchina comunale in tutte le sue
divisioni, ovviamente se, come auspico io e credo molti altri, la riforma del
decentramento in questo caso si tradurrà in un reale trasferimento di competenze e di
funzioni in capo alle Circoscrizioni e non rappresenti invece semplicemente una
razionalizzazione e un adeguamento delle stesse alle mutate esigenze anche della
politica.
Assessore, lei giustamente potrebbe ripassare la palla nel campo del Consiglio
Comunale, mi permetto di dire le apparenti secche nelle quali risulterebbe essersi in
questo momento fermata la riforma del decentramento, però al di là di un facile e non
credo foriero portatore di buoni risultati, gioco tra le varie competenze e le diverse
parti di cui si compone l'Amministrazione. Al di là di questo, Assessore, la invito a
riprendere in mano la situazione con vigore e con forza perché ormai da tempo, da
troppo tempo, la Commissione Speciale ha concluso i propri lavori e, mi sembra che
sia abbastanza evidente per tutti, che si sono bloccati.
Lei mi insegna, Assessore, sulla base della sua esperienza, che non è certamente
seconda a nessuno tra coloro che sono qui nella Sala Rossa, che una riforma della
macchina comunale o la si conclude, visto che ormai si affaccia davanti a noi
l'ultimo anno del mandato amministrativo prima della pausa estiva, oppure
diversamente non ci saranno più i tempi per procedere a una riorganizzazione che
consenta con un nuovo mandato amministrativo sia al Comune, inteso come ente
centrale, sia alle articolazioni, intese come strutturazioni decentrate dello stesso, di
poter per l'appunto iniziare correttamente e con piena e totale possibilità di
esplicitazione delle proprie funzioni la propria attività con l'inizio del nuovo
mandato amministrativo; quindi la invito, Assessore, a riprendere in mano con forza
la situazione, laddove forse il Consiglio non in tutte le sue parti ha oggi questa stessa
capacità, non voglio dire volontà.
Altro tema che lei ha toccato all'interno della sua relazione riguarda gli immobili di
questa Città, le sedi degli Assessorati. Chiaramente questo secondo aspetto è
strettamente correlato al precedente, alla ricerca di una nuova sede importante,
significativa che possa accogliere più di mille dipendenti della Città e quindi le
dismissioni immobiliari tese anch'esse in qualche modo a dare risposte alla
situazione di difficoltà di Bilancio.
Lei lo sa, personalmente su quella deliberazione, sulle dismissioni immobiliari, non
ho espresso un voto favorevole; continuo a mantenere delle riserve, non sul disegno
complessivo, ma su un immobile in particolare, per il quale anche qui la invito a
riflettere sul fatto che non si voglia in qualche modo buttare via - mi scusi
l'espressione - il bambino con l'acqua sporca e che quindi nella fretta e nella
necessità di cedere le proprie proprietà poi si cedano anche quelli che sono - mi si
consenta anche qua l'espressione - i gioielli di famiglia. Mi riferisco evidentemente
all'edificio di via Corte d'Appello 16, ho già avuto modo di dirlo quando
discutemmo la deliberazione, lo ribadisco anche in questa sede, quell'immobile non
ha solo un valore patrimoniale, ha anche un valore storico, architettonico, culturale
per questa Città, che non va assolutamente sottovalutato.
Altre scelte vengono fatte, altre scelte possono essere ben perseguite, altri immobili,
a partire anche dallo stesso civico 10 di via Corte d'Appello, hanno un'altra storia
decisamente più recente, ma quello di via Corte d'Appello 16 credo sia un immobile
che debba essere mantenuto nell'ambito della proprietà pubblica, perché è inutile che
poi facciamo delle affermazioni come lei ha fatto - mi scusi la polemica - gaudendo
rispetto alla valorizzazione del polo reale, cosa certamente buona e giusta rispetto
anche a un rafforzamento dell'identità turistica di questa Città, dopodiché
incoerentemente mettiamo e poniamo sul mercato immobili che evidentemente per la
loro immagine esteriore non hanno magari lo stesso valore degli immobili che
compongono in senso stretto il polo reale, ma che però fanno parte esattamente di
quella stessa storia, dal momento che Torino è diventata Capitale; qualora qualcuno
avesse dei dubbi, lo invito a ripassarsi la storia del Ducato di Savoia.
Mi sarei aspettato - e mi avvio alle conclusioni - qualche altro tipo di indicazione e di
riflessione da parte sua rispetto ad un'altra operazione di dismissioni immobiliari,
parlo - così entriamo nel vivo del dibattito politico - della vicenda Caserme, della
loro dismissione e della loro cessione. Mi sarei aspettato un momento magari di
riflessione da parte sua e non solo una mera dichiarazione di principio rispetto a
un'idea e a un ideale di conservazione della memoria, in particolar modo per quanto
riguarda la Caserma La Marmora, e mi sarei aspettato una riflessione da parte sua
rispetto all'emergenza che come Paese stiamo vivendo, la tragedia a cui assistiamo
pressoché quotidianamente di morti nel fondo del Mediterraneo e sulla necessità
quindi di un utilizzo delle Caserme anche a fini umanitari e non semplicemente per
fare cassa da parte di questa Città, al di là dei regimi patrimoniali e proprietari e, mi
si consenta un'espressione anche qui un po' gergale, ma che rende bene l'idea, le
diverse scatole, non cinesi ovviamente, ma tipicamente italiane in questo caso, che
vedono poi come titoli proprietari la Cassa Depositi e Prestiti, piuttosto che il
Demanio, piuttosto che gli Enti Locali, ma dove poi in qualche modo i rappresentanti
degli stessi siedono anche con autorevolezza nei Consigli di Amministrazione dei
precedenti e che quindi, laddove ci sia una volontà e una forte determinazione di
assunzione di decisioni politiche, allora le scelte possono anche essere ripensate ed
essere oggetto di riflessione.
Quindi, nel farle i complimenti come ho detto all'inizio rispetto alla capacità e alla
competenza con la quale anche quest'anno presenta qui in Sala Rossa il consuntivo
dell'anno precedente, le chiedo però anche con forza di valutare le esigenze politiche
che emergono all'interno di questa Città e non solo soffermarsi, e so che da parte sua
c'è una sensibilità in tal senso, sul ruolo che le viene conferito e cioè di tenutario dei
conti di questa Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Carbonero.

CARBONERO Roberto
Politicamente non c'è ancora granché da dire, nel senso che i Colleghi che mi hanno
preceduto hanno fatto un'ampia esposizione di quanto la Città non ha fatto in passato
e continua comunque a non fare, cioè ad occuparsi di tutto ciò che riguarda il
fabbisogno dei propri concittadini; ci si preoccupa di una Città lucida per occasioni
importanti, ci si preoccupa di promuovere la Città, per carità, a livello internazionale
e ce n'è tutto l'assoluto dovere di farlo, ma credo che davanti a tutto poi ci si debba
anche preoccupare dei propri concittadini che tutti i giorni faticano a tirare i conti,
quindi tralascio tutta la parte politica.
Tre punti, invece, chiamiamoli tecnici che comunque lasceranno una risposta di
un'espressione politica e sono quelli che, tra l'altro, ripetiamo ormai da tre Bilanci,
sono sempre gli stessi, anche questi annoiano, cambiano i numeri e quindi è il gioco
delle tre campane, ma nella sostanza non cambiano mai, cioè le falle di questo
assetto finanziario della Città continuano a non vedere modifiche importanti, quelle
che possono in qualche modo dare la svolta, non perché non se ne sia capaci,
eccetera, ma perché il pregresso è talmente tanto in fondo, in fondo, in fondo al
barile, che tirare fuori qualcosa di buono da tutto questo è praticamente impossibile.
Partiamo dai residui attivi e dalla gestione della liquidità. I residui attivi della Città a
fine 2013 ammontavano a circa 1.530 milioni, ridottisi a fine 2014 a 1.110 milioni.
Questo per effetto di incassi di circa 321 milioni e di radiazioni, almeno questo è il
termine usato per definire la cancellazione dal Bilancio, di propri crediti per 99
milioni. Un'azienda privata con questa situazione porterebbe i libri in Tribunale, ma
per fortuna siamo un Comune e, probabilmente, questo a noi non capiterà mai, ma
questo è il primo dato più importante.
Di questi, circa 30 milioni derivano da minori plusvalenze e da dimissioni
patrimoniali, tipo GTT, FCT, come citato nella relazione dei Revisori a pagina 33,
vale a dire che le stime erano state fin troppo ottimiste probabilmente; 21 milioni
sono diretta conseguenza di minori sanzioni amministrative e minori contributi per
opere di urbanizzazione, e qui a nostro avviso si tratta di una pessima capacità della
Città nel riscuotere i propri crediti, soprattutto per i primi, e di pessime stime per i
secondi; altri 22 milioni nascono da multe non riscuotibili e rimborsi diversi e
rimborsi dallo Stato di 12 milioni.
Le domande che sorgono spontanee a questo punto sono almeno tre: in base a quali
elementi sono stati iscritti a Bilancio? Perché sono stati radiati? E in base a quali
criteri? Nel corso del 2014 sono maturati altri residui attivi per 2.274 milioni, che a
fine anno si sono ridotti a 440 per effetto di incassi, 1.367, e i non riportati 466.
Il totale dei residui attivi a fine 2014 risulta essere di ben 1.550 milioni; eravamo
partiti da 1.110 milioni, ci ballano 440 milioni, non so se Mago Zurlì o Mago Passoni
o che mago sia, però è un mago.
Relativamente alla gestione della liquidità del Comune di Torino, c'è uno stretto
collegamento con l'argomento residui attivi, ovvero, come anche evidenziato dal
Collegio dei Revisori dei Conti nella relazione già citata, a pagina 31 questa volta, in
merito all'andamento della riscossione delle entrate in conto residui, si è verificata
una bassa riscossione delle entrate riferite alle annualità anteriori ai cinque anni.
A pagina 30 sempre i Revisori affermano, inoltre, che, sempre in tema di gestione
della liquidità, il ricorso alle anticipazioni di Tesoreria protratto nel tempo comporta
costi elevati per l'Ente, trasformando l'anticipazione in una forma di debito a medio
termine. Per quanto riguarda il debito della Città, dal prospetto conto del patrimonio
al passivo il debito della Città ammonta a 3.554 milioni di Euro, così ripartiti: 2.733
in mutui e 820 in obbligazioni.
Nella relazione generale che accompagna il Bilancio si continua però ad affermare
che il debito della Città ammonta a 3.105 milioni e che lo stesso sta scendendo. La
differenza tra i due valori (3.554 e 3.105), pari a circa 449 milioni, è costituita da
mutui stipulati dal Comune di Torino nell'anno 2013, esattamente 238,6 milioni, e
211,2 milioni nell'anno 2014 per anticipazioni di liquidità ai sensi della Legge
124/89, pagamenti di fornitori della Città di Torino; tali mutui hanno durata
pluriennale e non sono a costo zero, dovendo infatti pagare i relativi interessi.
Pertanto il debito reale della Città, anziché ridursi, è ancora salito, con evidenti
ricadute negative sui cittadini torinesi, anche se avete usato come grandissimo spot il
fatto di andare a pagare i debiti verso i fornitori.
Per finire, le certificazioni dei parametri, obiettivo per il Comune ai fini
dell'accertamento delle condizioni di ente strutturalmente beneficiario…
(INTERVENTO FUORI MICROFONO). È così, sono tutti capaci, ci riusciva anche
un bambino, voglio dire. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Probabilmente sì,
non lo so, perlomeno non cercavo di nascondere la polvere sotto il tappeto, almeno
questo, cioè ne parlavo chiaramente con la maggioranza e l'opposizione e lo
condividevo con tutti, però non vantiamoci di una cosa che era strabanale fare.
Dall'esame rispetto ai parametri, emerge in stretta attinenza di quanto suesposto che
quattro su dieci sono negativi, il che denota che l'Ente Comune di Torino si avvicina
alle condizioni di ente strutturalmente deficitario e, guarda caso, essi si riferiscono ai
volumi dei residui attivi e passivi, alla consistenza dei debiti e alle anticipazioni di
tesoreria non rimborsate superiori al 5% delle entrate correnti.
A conferma di quanto detto nella relazione del Revisore dei Conti, a pagina 22, si
legge che non sono stati rispettati quattro parametri su dieci e, cosa anch'essa molto
grave, che anche nel rendiconto 2013 non risultavano rispettati gli stessi parametri.
Qui non si può dire che repetita iuvant, per cui non si può far finta di niente o, se
preferite, fare orecchie da mercante, occorre invece intervenire drasticamente.
Ripeto, adesso ci siamo limitati a paragonare gli anni 2013 e 2014, ma il 2011 e il
2012 erano la stessa cosa. Quindi, vantiamoci, facciamo le cose belle, creiamo cose
nuove, ma preoccupiamoci di avere, non tanto i conti in quadro, giusto per averli, ma
semplicemente per poi poterci rivolgere ai cittadini e dargli qualcosa di meglio di
quello che diamo e cioè continuare a sottrargli denaro con sorte di tasse e
sicuramente non servizi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Parto dall'ultima citazione dell'Assessore Passoni che ha riempito quest'Aula di
saggezza, ha dimenticato volutamente di citare che la frase apparteneva a Mao Tse
Tung e io provo a usare Epicuro e con Epicuro ricordo, sempre 4.000 anni fa, al
nostro amico Passoni che la vita è caso e necessità e mai senso e questo sarà
applicato alla finanza locale e lo è da otto governi, con 14 Commissioni che hanno
discusso. Mi dispiace che il Consigliere Carbonero abbia dovuto leggere quasi
integralmente la relazione dei Revisori, l'abbiamo parzialmente discussa, credo che
però i punti critici non avessero bisogno di essere nuovamente sottolineati.
Sì, è vero, la lettura spesso aiuta, soprattutto chi non legge, però dopo 14
Commissioni credo che almeno tre punti rispetto alla relazione che ha fatto
l'Assessore siano individuabili: l'aspetto legato evidentemente alla diminuzione
dell'indebitamento, i giudizi delle agenzie di rating, il fatto che la contrazione della
spesa rispetto al personale è anche evidentemente dovuta alla diminuzione stessa dei
numeri, gli aspetti ovviamente legati anche alla capacità di razionalizzare e su questo
il ringraziamento del gruppo del Partito Democratico va al Sindaco, oltre che
all'Assessore Passoni, perché il lavoro di raccordo anche a livello nazionale, in
particolare come Presidente dell'ANCI, sicuramente ha ottenuto risultati importanti e
mi sento anche di aggiungere, anche se non è stato citato e lo ringrazio per questo,
visto che era stata una mia sollecitazione recente, il fatto stesso che si sia ottenuta la
proroga per l'approvazione del previsionale 2015 al 30 luglio.
È altrettanto vero, e su questo ovviamente l'Assessore Passoni ha evidenziato le
criticità che conosciamo da circa tre anni in modo puntuale, ma che aumentano, la
ricerca di nuovi strumenti e soprattutto l'armonizzazione finanziaria ci mettono
davanti a un tema, e su questo il Consigliere Carbonero, ma anche la Consigliera
Appendino hanno sottolineato, così come il Consigliere Greco Lucchina, sia uno
degli elementi, anche perché la fase di accertamento, se non ricordo male, dovrebbe
concludersi la prossima settimana, e dal momento che la legge prevede che quella sia
una deliberazione che andrà in Giunta, chiedo già anticipatamente all'Assessore
Passoni se sarà disponibile, una volta discussa e ovviamente presentata la
deliberazione in Giunta, di illustrarla almeno nella sua completezza anche al
Consiglio e alle Commissioni.
Credo che anche questo sia un aspetto importante, visto che è la prima volta che
affrontiamo questo tema. Il fatto stesso che lei si sia dilungato sugli aspetti legati ai
residui attivi e passivi è indicativo di uno degli elementi che deve preoccuparci: la
spesa è incomprimibile sui 1.250 milioni di Euro, su cui pareggiamo il Bilancio, ed è
intorno al 70%; sicuramente, la spesa per il personale e la spesa per il pagamento
degli interessi dei mutui, interventi ovviamente pianificati dalla Città in co-
finanziamento, ci mettono nella condizione di sottolineare - su questo l'Assessore
Passoni non si è dilungato, per cui proverò a farlo io, anche se brevemente - come
non soltanto negli ultimi quattro anni i tagli a questa Città siano stati di oltre 340
milioni di Euro da parte dello Stato, ma, rispetto ad un quadro più generale della
finanza locale che impatta per gli 8.000 Comuni italiani intorno al 5% per quanto
riguarda il debito pubblico e al 7% per quanto riguarda la spesa pubblica, come è
stato già detto in Commissione da lei e da me (ma anche qualche Consigliere della
maggioranza non ha compreso, probabilmente perché ritiene che sia meglio il ruolo
del tifoso, piuttosto che il ruolo dell'analista), se questa è la novità della finanza
locale dei prossimi mesi, noi avremo sicuramente un'ulteriore contrazione anche di
quella spesa che, come Gruppo in modo particolare, sosteniamo a salvaguardia del
welfare, dei servizi e delle fasce più deboli.
Consigliera Appendino, non mi sento di condividere il suo intervento, anche se le
prospettive e la preoccupazione uniscono maggioranza e minoranza (ci hanno
accomunati nelle Commissioni ed in questo Consiglio, pur con sfumature diverse),
ma nessuno di noi ha obiettato rispetto a quello che sta subendo l'Ente Locale e
l'Amministrazione di questa Città, come tutte le altre, però è altrettanto evidente che
forse sull'aspetto da lei sottolineato, anche citando la lettera che è stata scritta dal
Sindaco recentemente, vorrei provare a far notare che questa è una Città che, circa 13
anni fa (quando sono entrato in questo Consiglio Comunale), aveva 800.000
visitatori e oggi con le presenze che abbiamo fra montagne olimpiche e Città, prima
cintura e, in particolare, la Reggia di Venaria, arriviamo a 5.500.000, quasi 6 milioni.
La ricaduta economica che è stata valutata recentemente da uno studio della Camera
di Commercio e ripresa dall'IRES parla di centinaia di milioni di Euro, che
significano anche lavoro ed occupazione.
Come è stato già detto, e mi sembra che il Sindaco sia andato in questa direzione in
modo molto chiaro, non si è mai pensato di trasformare Torino semplicemente in una
città turistica, o semplicemente in una città della cultura, ma si tratta di una cultura
che ha un'idea di innovazione, che si amplia al mondo delle Università ed al mondo
della tecnologia e dell'ICT, che prova a trattenere le sue risorse migliori, attraendone
di nuove, e misurandosi anche in altri campi (se lei ha avuto occasione di dare
un'occhiata al Piano Strategico che è stato appena presentato, si può raccogliere più
di qualche idea in uno studio che è stato accurato ed approfondito e che ha un
obiettivo che ha come confine il 2025). Potrebbe essere definito, come ha fatto
qualcuno, il libro dei sogni, ma non lo credo, anche perché sono gli stessi sogni che
erano stati scritti nel 1993 e nel 1997 dal Sindaco Castellani e quasi tutte quelle idee
sono state realizzate: la Metropolitana, i parcheggi, il Passante Ferroviario,
l'inceneritore, le zone centrali pedonalizzate, i parcheggi sotterranei, la qualità della
vita anche dei cittadini, il verde pubblico e le periferie. Credo che si sia fatto un
grande lavoro ed è vero che gli eventi aiutano e spingono (come la Sindone, le
Olimpiadi o il Centocinquantenario dell'Unità d'Italia), ma c'è qualcuno che ha
lavorato per fare in modo che quegli eventi si svolgessero, che quei dossier di
candidatura venissero presentati e che la Città di Torino portasse a casa quelle
vittorie, che sono vittorie della nostra Città, ma anche dei nostri amministratori e dei
nostri Sindaci. È troppo facile criticare senza mai proporre.
Ci sono luci ed ombre, Assessore Passoni, questo è evidente. Se dovessi entrare nel
merito, le direi che tra oneri di urbanizzazione e valorizzazioni, il Previsionale
parlava di 30 milioni di Euro e non sono le stesse cifre che noi includiamo nel
Bilancio Consuntivo.
Un'altra vicenda che lascia qualche ombra è quella di GTT e la sua mancata
dismissione. Lei ha detto con molta enfasi che è arrivato il momento di approvare la
riforma del decentramento: dipende dalle forze politiche, è vero, ma lei ha un
sostegno nella maggioranza e per questo motivo la invito a procedere rapidamente in
quella direzione. Possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda l'approccio con
alcune vicende per esempio legate alla rappresentazione classica di quello che è stato
chiesto quando abbiamo sottoscritto nuovi mutui; abbiamo anche chiesto di avere
magari un'idea più chiara in Commissione di quali erano gli interventi rispetto al
mutuo di 25 milioni di Euro - se non ricordo male - legato alle manutenzioni ed agli
interventi straordinari.
Le sfide sono ancora tantissime e quello che propone come ricetta il Governo non fa
ben sperare; io sono molto critico e lo sono stato anche in passato. In
quest'occasione, voglio ringraziare il Collegio dei Revisori per la relazione e per
l'impegno che ha profuso nel preparare la documentazione (lo so, perché seguo con
la Commissione), dal Presidente, dottor Merani, a tutti i membri; fa sicuramente
onore al serio lavoro svolto con grande competenza e correttezza. Vale per tutti gli
Uffici, dalla dottoressa Tornoni a tutti i suoi collaboratori, che, come ha detto anche
l'Assessore Passoni, hanno caricato sulla schiena un peso non indifferente ed
emergenziale rispetto al lavoro che è stato fatto nell'ultimo mese e, soprattutto,
rispetto a quello che li aspetta sulla discussione che andremo ad iniziare del Bilancio
Previsionale 2015.
Ho parlato di luci ed ombre, sicuramente più luci - quindi, senza citare Mao Tse
Tung e, probabilmente, lasciando anche da parte il buon Epicuro -, e credo che,
quando sarà il momento di votare questo Bilancio Consuntivo, ricorderemo
all'Assessore gli impegni che ha preso (perché li ha presi in tempi non sospetti, non
li sta prendendo soltanto oggi); glieli ricorderemo nelle Commissioni e soprattutto
quando si tratterà di votare, ad iniziare, per esempio, soprattutto dalla riforma del
decentramento. Il voto del Gruppo sarà favorevole, lo anticipo già, anche se siamo
solo in fase di discussione, ma riprendo i temi che, come PD, abbiamo sempre
sottolineato: non penalizzare la spesa per il welfare, mantenere inalterato il livello di
salvaguardia dei servizi alla persona e fare in modo che questa Città continui a poter
investire con quelli che vengono segnalati come i problemi che anche lo stesso
Consigliere Greco Lucchina ha ripreso, le anticipazioni di cassa e di tesoreria, il fatto
di dover anticipare l'uso della liquidità che ci mette in condizione di avere solo
quello come strumento per avere la possibilità di pagare in tempo reale.
Questi punti sono critici, aspettiamo 10 giorni per avere da parte dell'Assessore
anche in Commissione un'illustrazione della proposta di deliberazione che porterete
in Giunta sull'accertamento e, quindi, sull'armonizzazione - almeno la prima parte -,
rispetto ai residui attivi e passivi in modo particolare, e ci aspettiamo che i prossimi
sei mesi siano quelli degli obiettivi da raggiungere e raggiunti, non soltanto
immaginati; qualcuno ha citato le tante pedonalizzazioni che non sono state fatte: è
un esempio che mi sento di sottoscrivere.

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