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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 11 Maggio 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 20

Illustrazione dell'Assessore Passoni sul rendiconto del Comune per l'esercizio 2014.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Procediamo con l'illustrazione dell'Assessore Passoni sul Rendiconto del Comune
per l'Esercizio 2014.
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il 2014 è stato l'ennesimo anno difficile per gli Enti Locali, di certo peggiore del
2013. Essere riusciti a concludere l'anno finanziario senza dover ricorrere a misure
straordinarie o esercizi contabili improvvisati è stato un risultato importante e non
scontato. Il Consiglio ricorderà le difficoltà con cui Torino, non unica tra le grandi
Città, ha affrontato la predisposizione del Bilancio di Previsione del 2014.
Un anno, quello appena trascorso, durante il quale abbiamo assistito ad un cambio di
Governo e di prospettiva di legislatura.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Scusate, Colleghi, dato che il tema è abbastanza importante, per l'Assessore è
difficoltoso intervenire in queste condizioni.
Prego Assessore Passoni, prosegua pure l'illustrazione.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Un anno in cui la crisi sociale ed economica ha toccato, speriamo, il suo livello più
alto: un tasso di disoccupazione del 12,7% - il più alto dal 1977 - e quello giovanile
salito al 42,7%; il PIL diminuito dello 0,4% rispetto al 2013, portandosi sotto i livelli
del 2000; il debito italiano che passa dal 128,5% del 2013 al 132,1% del PIL, il
massimo dal 1995.
Un anno in cui il Governo centrale ha continuato la politica di compressione e di
riduzione dell'autonomia dei Comuni, assottigliando - ancora una volta - i
trasferimenti agli Enti Locali, lasciando inalterato il già basso livello di autonomia
impositiva.
Un anno, insomma, in cui riuscire a tenere dritta la barra dei conti si è rivelata
un'impresa particolarmente ardua.
Nonostante questo quadro a tinte fosche, nel 2014 siamo riusciti a garantire non solo
i servizi essenziali, ma abbiamo impegnato risorse ed energie per continuare ad
investire nei settori del welfare, dell'istruzione e della cultura, senza mai perdere di
vista il principale obiettivo di questa Consiliatura: la messa in sicurezza dei conti e
del Bilancio della Città.
Il 2014 è stato anche l'anno nel quale la Città si è preparata ai grandi eventi che
contraddistinguono il 2015: l'Ostensione della Sindone, l'Expo, il Settantesimo della
Liberazione e Torino Capitale Europea dello Sport. Quattro appuntamenti che stanno
avendo e avranno un grande impatto, sia in termini di immagine e visibilità, sia per le
ricadute economiche e occupazionali su moltissimi settori vitali della nostra Città.
Pur tuttavia il 2015 - e se ne è già iniziato a discutere in Consiglio la settimana scorsa
- sarà tutt'altro che semplice. Se il Governo centrale non interverrà con misure
correttive - è ormai certo l'ennesimo rinvio dei termini di presentazione del
preventivo in attesa del "decreto degli Enti Locali" -, è altamente probabile il rischio
di chiudere il Bilancio di Previsione con meno risorse del 2014, con tutte le
conseguenze che da questo derivano.
È inutile nascondere che l'aver approvato il Bilancio di Previsione del 2014 ad
ottobre ha agevolato anche la redazione del Rendiconto. I Consiglieri ricorderanno il
perché di quell'approvazione tardiva: si era in attesa di conoscere l'entità
dell'ennesimo taglio ai Bilanci degli Enti Locali, che, pubblicato con il decreto del
16 settembre, ha comportato per la nostra Città una riduzione complessiva della
capacità di spesa di circa 8,5 milioni di Euro. Gran parte delle entrate, così come le
spese, inoltre, erano già state realizzate, almeno di quelle di parte corrente.
Nondimeno il compito degli Uffici è stato gravato da una serie di adempimenti
necessari per la rivoluzione normativa e contabile cui gli Enti Locali sono chiamati
ad uniformarsi a partire da quest'anno. L'armonizzazione contabile - questo è il
nome del nuovo ordinamento - ha comportato un'operazione di riaccertamento più
puntuale dei residui attivi e passivi, attività che rappresenta la base per il
riaccertamento straordinario che gli Uffici stanno eseguendo in queste settimane, le
cui risultanze saranno oggetto di esame prossimamente.
Venendo ora all'analisi del Rendiconto, possiamo affermare che nel 2014 si è ormai
consolidato il trend di riduzione dell'indebitamento complessivo dell'Ente; si è
completamente azzerato il finanziamento di iniziative culturali - e più in generale di
servizi - con entrate in conto capitale; è stato rispettato il Patto di Stabilità.
Partendo proprio da quest'ultimo elemento - il rispetto del Patto di Stabilità - vorrei
evidenziare come tale risultato si sia potuto raggiungere grazie ad una gestione del
Bilancio caratterizzata dal principio della massima prudenza, sia nella fase
preventiva che nel corso della gestione. Le misure previste nella fase programmatoria
- e rispettate nel corso dell'Esercizio - possono così essere esemplificate:
- una differenza positiva tra entrate correnti e spese correnti di competenza;
- il mantenimento dell'equilibrio tra i pagamenti del titolo II della spesa (spese in
conto capitale) e gli incassi del titolo IV delle entrate (entrate derivanti da
alienazioni e trasferimenti di capitale);
- un piano di alienazioni mobiliari e immobiliari conseguente.
Questa gestione del Bilancio 2014 ha permesso di chiudere i conti con un avanzo di
amministrazione di 48,5 milioni di Euro, risorse destinate, per più della metà, ad
alimentare il fondo svalutazione crediti, mentre per l'altra parte è vincolato per
provenienza. La scelta di destinare l'avanzo disponibile ad alimentare il fondo
risponde all'obiettivo politico di mettere in sicurezza i conti della Città. Ricordo,
inoltre, gli 85 milioni di Euro già iscritti con il medesimo obiettivo in sede di
approvazione del Bilancio di Previsione del 2014. È stato possibile anche nel 2014
un avanzo di amministrazione significativo, grazie al lavoro attento e minuzioso di
molti settori della macchina amministrativa, che con attenzione hanno saputo
ottenere risparmi ed efficienze.
A titolo esemplificativo segnalo al Consiglio una ulteriore riduzione di quasi 5
milioni di Euro nella spesa per il personale, che dal 2008 ad oggi si è ridotta di ben
63 milioni, mentre il numero di dipendenti della Città è sceso di 1.590 unità,
attestandosi, al 31/12/2014, sulle 10.379 unità. Una vera e propria ristrutturazione
della macchina amministrativa che non è passata attraverso mobilità e licenziamenti,
né tantomeno attraverso attacchi al salario dei lavoratori - come siamo purtroppo
abituati a vedere in tanti settori produttivi -, ma con una gestione attenta delle
necessità effettive dei vari settori e, lo dico con orgoglio, con l'eliminazione di alcuni
privilegi che causavano disparità di trattamento tra i lavoratori stessi. Credo sia
giunto il momento che la stessa politica di efficientamento sia intrapresa con
determinazione anche dalle Società Partecipate dalla Città e dalle Fondazioni, troppo
spesso ondivaghe tra politiche di efficienza e sviluppo economico malcelato. Non è
più differibile la necessità di affidare questo obiettivo strategico ai vertici di quelle
società, come peraltro raccomandato dalla Sezione competente della Corte dei Conti
Piemonte nell'ambito del periodico monitoraggio.
Ma la riorganizzazione, la ricerca di efficienza ed economicità non si ferma al
capitolo personale. Nel 2014 sono state poste le basi per la ricerca di un palazzo
unico degli Uffici Comunali. Non una nuova sede, né un altro nuovo grattacielo. La
scelta di questa Amministrazione è quella di non consumare ulteriore suolo e di
ricercare tra i tanti volumi lasciati vuoti dalla crisi e dalle ristrutturazioni aziendali
uno spazio capace di accogliere almeno 1.500 dipendenti, liberando alcune delle sedi
tanto belle e auliche quanto costose ed inefficienti sotto il profilo delle utenze e delle
manutenzioni. Rimarranno comunque numerose attività e presidi, anche nelle aree
centrali, evitando un effetto "abbandono" di quella City già molto colpita dalla crisi
privata. Gli oltre 10.000 dipendenti della Città oggi sono distribuiti in più di 300
sedi: scuole, asili, impianti sportivi, servizi sociali di territorio, Polizia Municipale,
biblioteche, eccetera. Di queste 300 sono ben 36 le principali sedi ed uffici di cui
oggi la Città dispone, molte delle quali ubicate proprio nelle aree centrali.
La revisione logistica - ne abbiamo discusso in Consiglio quando abbiamo approvato
la delibera di valorizzazione dell'edificio delle ex Preture - ha spazi notevoli, anche
se i tempi necessari affinché il processo arrivi a compimento sono medio-lunghi. Nel
2014 abbiamo concluso la procedura, attraverso una manifestazione d'interesse, di
ricerca del nuovo edificio e, contestualmente, abbiamo alienato a Cassa Depositi e
Prestiti lo stabile dell'ex Pretura di via Corte d'Appello, che oggi ospita - e lo farà
ancora per tutto il 2015 - gli Uffici dell'Edilizia Residenziale.
Altro tassello è la riforma del Decentramento - che mi auguro il Consiglio approvi
dopo il lungo iter in Commissione Speciale -, che contribuirà ad incrementare anche
l'efficienza delle Circoscrizioni: trasformeremo, riducendole, le attuali sedi
tradizionali in nuovi spazi con funzioni innovative, come la sportellistica avanzata
per i servizi ai quartieri; è prevista più autonomia e capacità di decisione per i
Consigli Circoscrizionali e le Giunte con istituti di partecipazione rafforzati.
Iniziative che garantiranno minori costi di gestione e che potranno liberare spese per
l'attività a servizio dei cittadini.
Anche sul fronte dei sistemi informativi la Città si sta preparando a rivoluzionare il
suo sistema, abbandonando Microsoft negli oltre 8.000 pc in dotazione
dell'Amministrazione, per aprirsi all'open source. Una rivoluzione che consentirà,
almeno dalle stime fornite dal Settore, di risparmiare diversi milioni di Euro in più
anni e che stimolerà tanti piccoli e medi sviluppatori di programmi locali.
Sul fronte delle entrate tributarie, che compongono il titolo I, occorre partire da una
premessa: nel 2014, con l'introduzione della TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili
che grava sulle abitazioni principali prima esenti, è nuovamente cambiata, rispetto al
2013, la tassazione degli immobili.
Nel 2013, ricorderete, lo Stato trasferì alla Città 143 milioni di Euro per il mancato
gettito IMU sulle prime case. Quest'anno la TASI ha generato circa 94 milioni di
entrate. Al netto di un piccolo incremento del fondo sperimentale di riequilibrio per
circa 7 milioni di Euro, la partita ICI/IMU/TASI, iniziata nel 2011, si è conclusa per
il Comune di Torino con un delta negativo di oltre 43 milioni di Euro. Un saldo che,
con ogni probabilità, ci porteremo anche nel 2015. Tuttavia, la pressione fiscale nel
2014 è scesa significativamente, grazie ai saldi e alle agevolazioni fornite
direttamente ai cittadini, in particolare sull'IMU prima casa.
La tassazione degli immobili era stata il primo esempio di un timido federalismo
fiscale nel nostro Paese. I legislatori dell'epoca, ma anche gli amministratori,
immaginavano di poter continuare su questa strada aumentando i margini di
discrezionalità politico-amministrativa degli Enti Locali. Così non è stato. Per anni
l'ICI è stato l'unico strumento in mano ai Sindaci. Da alcuni anni, come questo
Consiglio ha potuto osservare, anche questo ci è stato, di fatto, tolto.
L'addizionale IRPEF rimane pressoché invariata, riducendosi di poco meno di
1 milione di Euro e attestandosi su 106 milioni di Euro, un segnale che indica una
sostanziale stagnazione delle entrate dei cittadini torinesi negli ultimi tre anni.
Sul fronte delle entrate extra-tributarie, che costituiscono il titolo III, si registra una
contrazione rispetto al 2013 di circa 11 milioni imputabili principalmente ad una
riduzione dei canoni di concessione, dei canoni parcheggi e ad una serie di altre
piccole voci.
Sulla forte riduzione del capitolo trasferimenti ho già detto parlando dell'IMU e del
mancato trasferimento compensativo a fronte dell'introduzione della TASI sulla
prima casa. Altre variazioni rispetto al 2013 si registrano nei trasferimenti dalla
Regione Piemonte, che sono aumentati di oltre 9 milioni, in particolare per effetto
dell'aumento dei contributi, nel 2014, per interventi socio-assistenziali. In
diminuzione, invece, per circa 9 milioni i trasferimenti provenienti dall'Unione
Europea e dalle Aziende Sanitarie per la gestione dei servizi sanitari e socio-
assistenziali e di aiuto domiciliare.
È proseguita anche la politica di dismissione di quote societarie. Nel 2014 si è
conclusa la cessione delle Farmacie Comunali attraverso la dismissione del 31%
delle quote ancora in capo alla Città, e a cura di FTC di un ulteriore 31% di AMIAT
e dell'intero pacchetto azionario di SITAF, detenuto dal Comune, pari al 10,65%
dell'intera quota azionaria.
Anche sul fronte dell'attività di recupero dell'evasione il 2014 è stato un anno
impegnativo e ricco di soddisfazioni. Grazie al lavoro di un pool di dipendenti attenti
e motivati e all'organizzazione di progetti intersettoriali, siamo riusciti a recuperare
ed accertare 33,33 milioni di Euro. Un risultato che migliora di 6 milioni di Euro la
già buona performance dello scorso anno.
Questa è una delle attività a cui tengo in maniera particolare. Ristabilire il principio
di equità nella tassazione è uno dei principi costituzionali non ancora pienamente
attuato. Compito dell'Amministrazione Pubblica è lavorare con la semplificazione
tributaria e l'implementazione di sistemi di verifica, affinché tutti concorrano, come
recita l'articolo 53 della Costituzione, "alle spese pubbliche in ragione della loro
capacità contributiva".
Pagare tutti per pagare meno. Uno slogan scandito in molto manifestazioni sindacali,
che è anche la sintesi dell'impegno della Città e del mio Assessorato.
Sul fronte della spesa corrente, il 2014 registra un'ulteriore flessione di oltre 7
milioni di Euro.
È utile ricordare al Consiglio lo sforzo fatto dalla Città negli ultimi quattro anni per
ridurre la spesa senza incidere, almeno per ora, sulla qualità e sulla quantità dei
servizi complessivi. Nel 2010 la capacità di spesa dell'Ente era pari ad 1 miliardo e
326 milioni di Euro, nel 2014 è arrivata a 1 miliardo e 267 milioni di Euro, una
riduzione di quasi 60 milioni di Euro resa possibile grazie ad una gestione attenta
della politica del personale, di cui ho trattato poc'anzi, e ad un continuo
monitoraggio dei contratti di servizio con le principali aziende fornitrici per la Città.
Gli investimenti impegnati nel 2014 sono aumentati rispetto al 2013 di circa 44,47
milioni di Euro, attestandosi a 126,64 milioni di Euro. Una parte di questi, per circa
23 milioni effettivi, sono stati realizzati grazie al ricorso al mercato finanziario e
sono stati finalizzati - come il Consiglio ricorderà -, in particolare, alla messa in
sicurezza del suolo - strade, parcheggi e plateatici mercatali -, alla manutenzione
straordinaria del verde verticale e, in linea con alcune misure governative, al
patrimonio di edilizia scolastica, sia attraverso interventi di manutenzione
straordinaria, che interventi di ripristino igienico-sanitario ed interventi in materia di
prevenzione incendi.
La scelta di ricorrere, dopo due anni di moratoria, al mercato finanziario è stata
dettata dalla necessità di mettere in sicurezza la città e prevenire, per quanto
possibile, che la mancanza di manutenzione straordinaria porti ad un progressivo
ammaloramento delle strutture e degli edifici pubblici. Questa misura si è resa
necessaria a causa della prolungata crisi del settore edilizio ed immobiliare, che tra i
suoi effetti negativi produce, oltre alla chiusura di molte aziende, anche una forte
riduzione delle entrate da oneri di urbanizzazione e valorizzazioni immobiliari,
riduzione che ora non sembra migliorare.
Anche nel 2014 abbiamo deciso di non destinare quote di entrate in conto capitale -
provenienti da concessioni edilizie o da alienazioni immobiliari - per il
finanziamento della spesa corrente. Una scelta che rende più stabile e credibile il
nostro Bilancio e lo rende - almeno nella parte corrente - meno vulnerabile ai
cambiamenti normativi e alla forte crisi che sta investendo il settore edilizio. Una
scelta che confermiamo anche per l'Esercizio 2015.
Anche quest'anno la Città ha fatto ricorso all'anticipazione di liquidità concessa dalla
Cassa Depositi e Prestiti per far fronte ai pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili
maturati nei confronti della Città di fornitori al 31 dicembre 2013. Si è trattato di
un'operazione dall'importo complessivo di oltre 210 milioni di Euro, che sono stati
immessi nel circuito di liquidità locale. Una scelta già compiuta nel 2013, di cui
rivendichiamo l'efficacia. Far fronte ai debiti in un tempo ragionevole è uno degli
impegni che rendono credibile una Pubblica Amministrazione e che contribuisce a
rinnovare il patto di fiducia tra fornitori, siano essi di servizi o lavori, e Città.
Anche sul fronte del debito l'azione di questa Amministrazione continua nel solco di
quanto deciso ad inizio mandato. Negli ultimi anni si osserva un'importante
inversione di tendenza iniziata a partire dal 2011. In questi quattro anni lo stock di
debito si è ridotto di quasi 350 milioni di Euro e nel solo 2014 è sceso di 104,27
milioni.
Le motivazioni che hanno indotto la Città negli anni passati a contrarre mutui sono
note, e su questo rimando a quanto detto nel corso della discussione del Rendiconto
2013. Credo che anche chi, negli anni passati, ha avuto dubbi sulla bontà di quelle
operazioni di trasformazione urbana, oggi e in questi giorni in particolare non potrà
che ricredersi. Se oggi Torino non è Detroit, il grande merito va a chi ha saputo
leggere in anticipo il cambiamento che stava avvenendo.
Sul fronte della riduzione del debito, però, vorrei fare ancora una riflessione e
sottolineare l'assoluta disparità di comportamento della Pubblica Amministrazione.
Mentre il sistema degli Enti Locali diminuisce costantemente il suo stock di
indebitamento, le Amministrazioni Centrali continuano a finanziare le loro attività
ricorrendo a dosi massicce di indebitamento, vanificando gli sforzi delle
Amministrazioni virtuose. Lo dice la Banca D'Italia nel suo Supplemento al
Bollettino Statistico del febbraio scorso: "Al 31 dicembre del 2014 il debito delle
Amministrazione Pubbliche è risultato pari a 2.134,9 miliardi. A fine 2013 il debito
era di 2.068,7 miliardi (pari al 127,8% del PIL). [...] Con riferimento alla ripartizione
per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 75,6 miliardi,
[...] mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 9,4 miliardi,
attestandosi a 99,2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto
sostanzialmente invariato".
Anche gli Istituti di valutazione terzi, nonostante le sofferenze storiche, attribuiscono
ai conti della Città un giudizio sostanzialmente positivo. Lo sostengo i Revisori dei
Conti, che ringrazio per il lavoro non certo facile cui sono stati chiamati, che,
esprimendo un parere favorevole all'approvazione del Rendiconto, sottolineano,
accanto alle criticità, anche gli sforzi che l'Amministrazione ha compiuto in questi
anni, in particolare nella "positiva fase di riduzione della consistenza del debito".
Discorso a parte meriterebbe la gestione dei residui attivi e passivi, che rappresenta
la sede più impegnativa per i conti della Città.
Non possiamo dimenticare, a questo proposito, lo sforzo che stiamo compiendo in
questi anni. Anche nel corso del 2014 sono stati eliminati circa 100 milioni di residui
attivi e oltre 70 milioni di residui passivi. Un lavoro impegnativo, ma assolutamente
necessario, per mettere in sicurezza i conti dell'Amministrazione e per rispondere ai
nuovi principi contabili cui tutte le Amministrazioni si sono dovute adeguare a
partire dal 1° gennaio scorso. In questo senso, accanto al riaccertamento ordinario
effettuato per la redazione del documento consuntivo all'esame del Consiglio, gli
Uffici stanno procedendo ad un ulteriore accertamento straordinario, con cui anche i
residui attivi e passivi si adeguano alla competenza finanziaria, detta "potenziata".
Argomenti nuovi e complessi - peraltro visti in Commissione - di cui abbiamo
iniziato a discutere in I Commissione e che tratteremo in Consiglio in sede di
approvazione del prossimo Bilancio di Previsione.
Anche le Agenzie di rating confermano un giudizio positivo sui conti della Città.
Fitch ci riassegna la tripla B con outlook stabile, sottolineando come positivo il
contenimento dei costi di gestione della macchina amministrativa, in particolare di
quelli relativi al personale e all'acquisto di beni e servizi.
Gli analisti di Fitch rilevano che la politica di Bilancio del Comune di Torino è
condizionata dalla bassa possibilità di manovra sul fronte delle entrate, sia per i limiti
imposti dalla normativa nazionale (anche per gli effetti delle misure governative
adottate per ridurre deficit e il debito dello Stato) e sia per le difficoltà economiche
del territorio che, inevitabilmente, influiscono sull'entità del gettito fiscale locale.
Standard & Poor's invece assegna ai nostri conti rating "BBB-", lo stesso dello Stato
centrale, con outlook stabile. Senza il vincolo costituito dal "tetto" del rating italiano,
il giudizio sarebbe potuto essere anche migliore ed attestarsi ad una tripla B+ , due
livelli sopra l'Italia. Gli analisti di Standars & Poor's evidenziano infatti che se, in
futuro, il giudizio sulle previsioni a lungo termine relativo all'Italia dovesse
migliorare, andrebbe a salire anche quello di Torino, proprio perché il merito di
credito della Città è già superiore al suo rating.
L'Agenzia assegna infine una nota di merito alla divisione Risorse Finanziarie della
Città di Torino, definendo "estremamente affidabile il financial management"
comunale. Un riconoscimento prestigioso del tutto meritato che condivido appieno.
Colgo qui l'occasione per ringraziare personalmente gli Uffici della direzione
finanziaria per l'attenzione e lo scrupolo con cui governano le casse comunali e per
lo sforzo che in questi mesi stanno compiendo per uniformare procedure, documenti
e prassi alla nuova contabilità. Un ringraziamento anche al Collegio dei Revisori dei
Conti per il lavoro di analisi e supervisione dei nostri documenti contabili. Ed infine
ringrazio i Consiglieri Comunali, in particolare i membri della I Commissione e il
suo Presidente, per il sostegno ed anche per le critiche che mi rivolgono. Sono
convinto che in quest'Aula tutti abbiano a cuore il destino della Città e che dal
dialogo ed dal confronto, anche aspro, si esca tutti quanti più arricchiti e più
consapevoli.
Il 2014 ha visto la Città impegnata in una duplice direzione: da un lato, prepararsi ai
grandi eventi che hanno caratterizzato quest'anno - Ostensione, Expo, Settantesimo
della Liberazione e Capitale Europea dello Sport - e, dall'altro lato, continuare il
processo di conversione e cambiamento della fisionomia complessiva di Torino.
Il lavoro di programmazione delle attività legate ai grandi eventi sta cominciando a
dare i suoi primi frutti. La Città sta accogliendo tutti i giorni migliaia di pellegrini e
turisti, offrendo loro servizi e opportunità degne di una grande capitale europea.
Sull'Expo, nonostante le note difficoltà di Bilancio, sono certo che Torino saprà
presentarsi al mondo nel migliore dei modi e, soprattutto, saprà attirare molti
visitatori interessati a conoscere una Città con una grande storia alle spalle e, oggi,
culturalmente viva.
Sul fronte delle trasformazioni e delle iniziative, a solo titolo esemplificativo e senza
alcuna pretesa di esaustività, segnalo le grandi mostre di Renoir alla GAM - svoltasi
tra il 2013 e il 2014 - che ha registrato 250.000 visitatori e l'esposizione a Palazzo
Madama del quadro di Raffaello "La Sacra Famiglia", frutto di collaborazione, ormai
consolidata, con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. A fine 2014, sempre
per rimanere in ambito culturale, è stata inaugurata la nuova sede espositiva della
Galleria Sabauda nella Manica Nuova di Palazzo Reale che completa il grande
complesso museale statale nel centro di Torino, che con i suoi 46.000 metri quadrati
e oltre tre chilometri di percorso espositivo si colloca tra i più importanti circuiti
artistici europei, quali il Louvre di Parigi e il Prado di Madrid.
Nel corso del 2014, nell'ambito del processo di federalismo demaniale, la Città è
entrata nella disponibilità dei Giardini Reali Inferiori e di Palazzo Madama.
La collaborazione tra l'Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa ha
consentito alla Città di porre le basi per la trasformazione di tre importanti ambiti
urbani: le caserme Cesare Saluzzo in corso Valdocco, Alessandro La Marmora di via
Asti, Ettore de Sonnaz di via de Sonnaz. L'auspicio è che presto Cassa Depositi e
Prestiti, che è divenuta proprietà dei tre complessi subentrando al Demanio, sviluppi
progettualità per restituire alla Città spazi ed aree finalmente vivibili e praticabili,
riconvertendoli in nuove residenze private e universitarie, in housing sociale e
servizi. Aggiungo l'auspicio che, nel solco dello spirito antifascista di questa Città,
trovi adeguata tutela all'interno dei servizi pubblici la Caserma di via Asti, teatro di
tragici episodi di violenza durante il fascismo.
Il 2014 è stato anche l'anno della sperimentazione della pedonalizzazione di via
Roma. Cittadini e commercianti, dopo un primo momento di scetticismo, hanno
accolto con entusiasmo questo cambiamento.
Sempre nel 2014 sono state poste le basi per il recupero dell'ex MOI. L'area che
durante le Olimpiadi ha ospitato l'accoglienza degli atleti e la logistica dell'evento,
sarà sede, grazie alla disponibilità dell'Università e del Politecnico, di un polo
d'avanguardia della ricerca biomedicale.
Anche la vocazione universitaria di Torino trova conferma nella scelta di aumentare
di 5.000 posti letto l'ospitalità per gli studenti fuori sede, contribuendo così a
rafforzare il progetto "Torino Città Universitaria" sul quale si è investito negli anni
scorsi e che è stato confermato da uno degli assi di sviluppo anche nel Terzo Piano
Strategico della Città.
Oltre a queste iniziative, il 2014 è stato l'anno della progettazione di importanti
lavori di manutenzione straordinaria di edifici scolastici e di messa in sicurezza del
suolo, finanziati con mutui e che produrranno i loro effetti nel corso di quest'anno,
anche sull'economia del sistema produttivo cittadino.
È stato l'anno del finanziamento statale per 25 milioni di Euro per la copertura del
Passante Ferroviario da piazza Statuto a piazza Baldissera, e dell'impegno del
Governo nell'ultimo Decreto Sblocca Italia, reso possibile grazie al buon lavoro del
Sindaco e dei Parlamentari torinesi, a finanziare nei prossimi anni l'ultimo tratto
della Linea 1 per 304 milioni e l'avvio della Linea 2 della Metropolitana.
Un anno che ha visto tutto i settori dell'Amministrazione impegnati nello sforzo di
proseguire nel rilancio della Città senza perdere di vista la qualità e la quantità dei
servizi ai cittadini.
Solo per dare qualche numero, nell'ambito del welfare, nel 2014 abbiamo assicurato
assistenza a 9.000 anziani, di cui 2.000 non autosufficienti, e reso disponibili oltre
1.200 nuovi posti letto in strutture residenziali; mentre sono stati più di 7.000 i
minori che hanno beneficiato di interventi sociali; sono stati 5.700 i disabili ai quali
sono stati assicurati servizi a domicilio, in 236 strutture residenziali e in 698 centri
diurni. Sono stati infine potenziati i servizi di accoglienza notturna, in particolare per
fronteggiare l'emergenza freddo dello scorso inverno.
Sul fronte del sostegno al reddito dei torinesi, quest'anno sono stati oltre 72.000 i
contribuenti che hanno fruito di agevolazioni ISEE per il pagamento della TARI
(Tassa Rifiuti), a cui occorre aggiungere i 3.100 che sono risultati completamente
esenti, in quanto assistiti dai servizi sociali o possessori di social card, così come
richiesto dal Consiglio Comunale.
Inoltre, sempre nel 2014, è stato erogato quasi a 10.000 famiglie il contributo del
pagamento dell'IMU 2012. La cifra complessivamente erogata ammonta a circa
900.000 Euro.
Nel 2014, anche nel settore educativo, siamo riusciti a mantenere standard qualitativi
e quantitativi idonei a contrastare le difficoltà delle famiglie e dei residenti torinesi.
Al 31 dicembre erano disponibili per le famiglie 4.300 posti nei 56 nidi d'infanzia
comunali - 40 gestiti direttamente e 16 in concessione - a cui aggiungere i 184 posti
riservati di nidi privati e aziendali, un numero complessivo non inferiore a quello di
altri periodi storici ben più favorevoli economicamente. Torino si conferma tra le
primissime città d'Italia per grado di copertura del servizio, superando
abbondantemente gli obiettivi nazionali.
Non è inoltre da dimenticare l'impegno sull'inclusione scolastica dei bambini
disabili: a tutti viene assicurato il trasporto, mentre sono 600 le bambine e i bambini
che nella scuola dell'obbligo continuano a beneficiare di un progetto di assistenza
fornito dal Comune, tramite proprio personale o con progetti finanziati; le 18
assunzioni tra educatori ed insegnanti effettuate lo scorso anno sono state destinate in
quest'ottica.
Nelle scuole dell'obbligo, infine, si è completato il processo dì introduzione
progressiva della tariffazione a consumo e sono state modificate le fasce ISEE,
aumentandole.
Mi piace ricordare come nel 2014 si è anche avviato il processo di aggancio alla
banda larga di 12 scuole statali e la consegna di oltre 200 personal computer per
attrezzare laboratori d'informatica. Un modo per educare fin da piccoli i "nativi
digitali" ad un uso consapevole e responsabile del computer e, soprattutto, della rete.
Una Città dinamica, in un contesto difficile, che continua a mantenere una funzione
propulsiva per lo sviluppo non solo all'interno dei propri confini, ma anche per tutta
l'area metropolitana.
Il 2014 è stato nuovamente un anno in cui la capacità programmatoria degli Enti
Locali è stata messa a dura prova. L'approvazione del Bilancio di Previsione a
ottobre dimostra plasticamente l'inadeguatezza del sistema normativo in continua
evoluzione, che non riesce ad assicurare agli amministratori Leggi e provvedimenti
chiari e definitivi. Lo ricorda spesso il Sindaco Fassino quando parla delle difficoltà
complessive degli Enti Locali: dal 2011 ad oggi, i Comuni sono stati destinatari di
oltre 50 provvedimenti legislativi (uno ogni venti giorni).
Capite benissimo che questa bulimia normativa, insieme alla mancanza di qualsiasi
autonomia finanziaria, rappresenta la vera patologia del sistema. Un sistema che ci
impone di decidere aliquote e riscuotere tributi il cui gettito alimenta le casse dello
Stato centrale anziché quelle comunali.
Qualche tempo fa, un celebre rivoluzionario cinese scrisse: "Il sole sorge quando la
notte è più buia"; da troppi anni gli Enti Locali vivono in un buio profondo, il nostro
impegno deve essere quello di far sorgere domani il sole.

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