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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2015-01311
"BARATTO AMMINISTRATIVO ANCHE A TORINO?" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI APPENDINO E BERTOLA IN DATA 27 MARZO 2015.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201501311/002, presentata in
data 27 marzo 2015, avente per oggetto:

"Baratto amministrativo anche a Torino?"

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
L'oggetto dell'interpellanza pone una questione particolarmente interessante che è
allo studio dell'Amministrazione, perché il testo normativo, abbastanza recente,
prevede la riduzione o l'esenzione dei tributi inerenti l'attività svolta, su
presentazione di progetti da parte dei cittadini.
Alla norma non è ancora seguito un regolamento, per cui le Amministrazioni locali -
noi per primi - stanno cercando di renderla fattibile e concreta. Però, l'interpretazione
per cui si possa barattare qualsiasi debito, mettendosi a disposizione per lavori
socialmente utili, appare un po' troppo estensiva e probabilmente non corretta, in
termini formali.
In questo senso, però, la Città di Torino, ancora prima dell'approvazione della norma
di legge di cui stiamo discutendo, con riferimento ai tributi, imposte e canoni, ha già
avviato una serie di attività. Una è il fatto che abbiamo approvato una modifica del
Regolamento COSAP, e poi, con una deliberazione di Giunta del 2014, abbiamo dato
delle indicazioni operative che consentono la possibilità di ridurre fino al 50% il
pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico dovuto per occupazione di
tipo permanente, nella misura degli oneri supportati per prestazioni di interesse
pubblico; vale a dire, per tutto ciò che riguarda il pagamento del canone - perché poi
c'è una differenza tra canoni, tributi e tariffe, ma sui canoni noi possiamo agire con
competenza -, per tutte le occupazioni di suolo pubblico permanente, sostanzialmente
quelle riguardano i condomini, le griglie, i pozzetti, i passi carrabili e via
discorrendo, dietro la presentazione di un progetto, che prevede la presa in carico o la
cura di spazio pubblico, è possibile ridurre fino al 50% il pagamento.
Questa è una misura che abbiamo introdotto, di cui però devo anche sottolineare la
non facile applicazione, data dal fatto che è indispensabile avere dei condomini
particolarmente coesi nel decidere di prendersi cura di un pezzo di spazio pubblico, a
fronte di una riduzione.
Quindi, si sta verificando in alcune situazioni, ma non è ancora sufficiente esteso;
anche perché l'incidenza, sul singolo proprietario, del canone di occupazione del
suolo pubblico non è particolarmente significativa. Noi abbiamo fatto un'azione di
sensibilizzazione, di informazione e di formazione agli amministratori di
condominio, proprio perché possano essere loro i promotori all'interno dei
condomini che amministrano.
Inoltre, ai sensi dell'articolo 23 della Legge n. 2 del 28 gennaio 2009, che prevede la
possibilità per le Amministrazioni di acquisire progetti di riqualificazione dello
spazio pubblico e di elementi di arredo urbano, promossi e sostenuti dai privati,
prevedendo la possibilità per i privati di scaricare i contributi sull'IRPEF, come fosse
una ristrutturazione di un immobile privato, noi abbiamo già approvato un intervento
sul suolo pubblico fatto da un privato, il quale ha ottenuto così il diritto ad accedere
alle agevolazioni sull'imposizione fiscale nazionale.
Infine, è in fase di approvazione (lo approveremo domani in Giunta e poi arriverà
alla discussione in Consiglio Comunale) il Regolamento sulla collaborazione tra
cittadini e Amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei
beni comuni urbani, nel cui testo abbiamo previsto delle modalità di collaborazione
tra cittadini e Amministrazione.
Quindi abbiamo anche definito in modo più preciso le attività per le quali è possibile
prevedere esenzioni di tributi o canoni, a fronte di un progetto condiviso da parte di
una coalizione di cittadini organizzati in modo formale o informale, ma in ogni caso
non dei singoli.
La discussione che faremo nelle Commissioni competenti sul Regolamento dei beni
comuni, credo che sarà anche l'occasione per approfondire il tema. Segnalo anche
che un po' tutti i Comuni si stanno interrogando su come applicare e definire in
modo concreto la norma del baratto amministrativo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Ringrazio l'Assessora per la risposta. Questa interpellanza è stata presentata qualche
tempo fa, nel frattempo è iniziata anche una discussione in I Commissione (non so se
l'Assessora Curti è stata informata dalla Presidenza), in cui abbiamo iniziato a
discutere del tema. Durante questa discussione ci è stato anticipato che l'Assessora
Curti stava lavorando su una proposta di deliberazione accessoria, che avremmo poi
discusso in I Commissione.
Colgo l'occasione solo per fare due considerazioni. Dopodiché, l'interpellanza la
diamo per discussa e continueremo la discussione nella sede opportuna, che
sicuramente è la I Commissione, dove ci saranno anche altri Consiglieri interessati al
tema. Anche perché la lettura della norma può stimolare grandi lavori di fantasia, ma
in realtà la sua applicazione è effettivamente complicata.
Tra l'altro, se da un lato è assolutamente apprezzabile - e io ne condivido lo spirito -
cercare di trovare un meccanismo per cui venga valorizzato il servizio offerto dal
cittadino, non è assolutamente mia intenzione, né penso di altri, nemmeno
dell'Assessorato, arrivare a una situazione in cui si tratta quasi di lavori forzati.
Cioè, non vorrei che si sfruttasse il fatto che il cittadino, che magari si trova in una
situazione di difficoltà finanziaria, non è in grado di adempire agli obblighi fiscali e,
quindi, si arrivasse - adesso esagero - a una sorta di lavoro forzato. Quindi,
l'equilibrio effettivamente è difficile da trovare.
Io ho sempre immaginato un'applicazione sulle entrate extra tributarie e non
tributarie (probabilmente ne discuteremo più avanti), anche proprio per mantenere un
po' questo equilibrio. Ci sono moltissimi casi; io sto seguendo anche altri Comuni,
che si stanno interrogando. Tutti sono in attesa di questo Regolamento, che non so se
verrà varato. Mi chiedo anche se il Comune possa agire indipendentemente dal
Regolamento: immagino di sì.
Quindi, attendo con ansia la discussione in Commissione, perché penso che ci
saranno anche buoni spunti da parte di altri Consiglieri e della sottoscritta, per poter
fare una discussione franca. Mantenendo ovviamente fermo il punto della tutela, per
evitare di mettere il cittadino nella condizione di doversi accollare un servizio,
perché l'altra parte non è in grado di pagare; quindi, non vorrei arrivare a una sorta di
lavori forzati.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'interpellanza è discussa.

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