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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201501311/002, presentata in data 27 marzo 2015, avente per oggetto: "Baratto amministrativo anche a Torino?" PORCINO Giovanni (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessora Curti. CURTI Ilda (Assessora) L'oggetto dell'interpellanza pone una questione particolarmente interessante che è allo studio dell'Amministrazione, perché il testo normativo, abbastanza recente, prevede la riduzione o l'esenzione dei tributi inerenti l'attività svolta, su presentazione di progetti da parte dei cittadini. Alla norma non è ancora seguito un regolamento, per cui le Amministrazioni locali - noi per primi - stanno cercando di renderla fattibile e concreta. Però, l'interpretazione per cui si possa barattare qualsiasi debito, mettendosi a disposizione per lavori socialmente utili, appare un po' troppo estensiva e probabilmente non corretta, in termini formali. In questo senso, però, la Città di Torino, ancora prima dell'approvazione della norma di legge di cui stiamo discutendo, con riferimento ai tributi, imposte e canoni, ha già avviato una serie di attività. Una è il fatto che abbiamo approvato una modifica del Regolamento COSAP, e poi, con una deliberazione di Giunta del 2014, abbiamo dato delle indicazioni operative che consentono la possibilità di ridurre fino al 50% il pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico dovuto per occupazione di tipo permanente, nella misura degli oneri supportati per prestazioni di interesse pubblico; vale a dire, per tutto ciò che riguarda il pagamento del canone - perché poi c'è una differenza tra canoni, tributi e tariffe, ma sui canoni noi possiamo agire con competenza -, per tutte le occupazioni di suolo pubblico permanente, sostanzialmente quelle riguardano i condomini, le griglie, i pozzetti, i passi carrabili e via discorrendo, dietro la presentazione di un progetto, che prevede la presa in carico o la cura di spazio pubblico, è possibile ridurre fino al 50% il pagamento. Questa è una misura che abbiamo introdotto, di cui però devo anche sottolineare la non facile applicazione, data dal fatto che è indispensabile avere dei condomini particolarmente coesi nel decidere di prendersi cura di un pezzo di spazio pubblico, a fronte di una riduzione. Quindi, si sta verificando in alcune situazioni, ma non è ancora sufficiente esteso; anche perché l'incidenza, sul singolo proprietario, del canone di occupazione del suolo pubblico non è particolarmente significativa. Noi abbiamo fatto un'azione di sensibilizzazione, di informazione e di formazione agli amministratori di condominio, proprio perché possano essere loro i promotori all'interno dei condomini che amministrano. Inoltre, ai sensi dell'articolo 23 della Legge n. 2 del 28 gennaio 2009, che prevede la possibilità per le Amministrazioni di acquisire progetti di riqualificazione dello spazio pubblico e di elementi di arredo urbano, promossi e sostenuti dai privati, prevedendo la possibilità per i privati di scaricare i contributi sull'IRPEF, come fosse una ristrutturazione di un immobile privato, noi abbiamo già approvato un intervento sul suolo pubblico fatto da un privato, il quale ha ottenuto così il diritto ad accedere alle agevolazioni sull'imposizione fiscale nazionale. Infine, è in fase di approvazione (lo approveremo domani in Giunta e poi arriverà alla discussione in Consiglio Comunale) il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani, nel cui testo abbiamo previsto delle modalità di collaborazione tra cittadini e Amministrazione. Quindi abbiamo anche definito in modo più preciso le attività per le quali è possibile prevedere esenzioni di tributi o canoni, a fronte di un progetto condiviso da parte di una coalizione di cittadini organizzati in modo formale o informale, ma in ogni caso non dei singoli. La discussione che faremo nelle Commissioni competenti sul Regolamento dei beni comuni, credo che sarà anche l'occasione per approfondire il tema. Segnalo anche che un po' tutti i Comuni si stanno interrogando su come applicare e definire in modo concreto la norma del baratto amministrativo. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Ringrazio l'Assessora per la risposta. Questa interpellanza è stata presentata qualche tempo fa, nel frattempo è iniziata anche una discussione in I Commissione (non so se l'Assessora Curti è stata informata dalla Presidenza), in cui abbiamo iniziato a discutere del tema. Durante questa discussione ci è stato anticipato che l'Assessora Curti stava lavorando su una proposta di deliberazione accessoria, che avremmo poi discusso in I Commissione. Colgo l'occasione solo per fare due considerazioni. Dopodiché, l'interpellanza la diamo per discussa e continueremo la discussione nella sede opportuna, che sicuramente è la I Commissione, dove ci saranno anche altri Consiglieri interessati al tema. Anche perché la lettura della norma può stimolare grandi lavori di fantasia, ma in realtà la sua applicazione è effettivamente complicata. Tra l'altro, se da un lato è assolutamente apprezzabile - e io ne condivido lo spirito - cercare di trovare un meccanismo per cui venga valorizzato il servizio offerto dal cittadino, non è assolutamente mia intenzione, né penso di altri, nemmeno dell'Assessorato, arrivare a una situazione in cui si tratta quasi di lavori forzati. Cioè, non vorrei che si sfruttasse il fatto che il cittadino, che magari si trova in una situazione di difficoltà finanziaria, non è in grado di adempire agli obblighi fiscali e, quindi, si arrivasse - adesso esagero - a una sorta di lavoro forzato. Quindi, l'equilibrio effettivamente è difficile da trovare. Io ho sempre immaginato un'applicazione sulle entrate extra tributarie e non tributarie (probabilmente ne discuteremo più avanti), anche proprio per mantenere un po' questo equilibrio. Ci sono moltissimi casi; io sto seguendo anche altri Comuni, che si stanno interrogando. Tutti sono in attesa di questo Regolamento, che non so se verrà varato. Mi chiedo anche se il Comune possa agire indipendentemente dal Regolamento: immagino di sì. Quindi, attendo con ansia la discussione in Commissione, perché penso che ci saranno anche buoni spunti da parte di altri Consiglieri e della sottoscritta, per poter fare una discussione franca. Mantenendo ovviamente fermo il punto della tutela, per evitare di mettere il cittadino nella condizione di doversi accollare un servizio, perché l'altra parte non è in grado di pagare; quindi, non vorrei arrivare a una sorta di lavori forzati. PORCINO Giovanni (Presidente) L'interpellanza è discussa. |