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PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 201501315/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 aprile 2015, avente per oggetto: "Razionalizzazione e misure di contenimento durante l'esercizio provvisorio" PORCINO Giovanni (Presidente) Comunico che in data 17/04/2015 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Colleghi, abbiamo ripreso i lavori della seduta, quindi vi prego di accomodarvi e di rimanere in silenzio. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Come l'Aula sa bene, la proposta di deliberazione in questione è necessitata dal fatto che non soltanto quest'anno è caratterizzato da una serie di novità normative - e peraltro la Commissione ha avuto, pur fugacemente, modo di apprezzare le grandi novità previste dal Decreto 118 in materia di armonizzazione contabile -, ma che il protrarsi anche quest'anno della deliberazione del Consiglio Comunale in materia di Bilancio Preventivo, ovviamente, richiede fondamentalmente l'autorizzazione alla gestione provvisoria e all'affrontare in essa anche delle spese, che naturalmente non sono previste o non erano previste all'interno del Bilancio Preventivo 2014, con ciò, pertanto, richiedendo l'apposita specifica deroga a quello che è il principio generale, per la quale l'anno in scorso, in dodicesimi, deve essere deliberata la spesa pari a quella dell'anno precedente e ovviamente per attività che non siano innovative rispetto alla gestione dell'esercizio provvisorio medesimo. Quest'anno abbiamo condiviso il fatto anche in Commissione che, per ragioni di prudenza e stante il fatto che il quadro di risorse pubbliche nazionali ancora non sia definito, tale misura della storicità dell'anno scorso è stata ridotta al 70% del 2014 in via autorizzatoria, e naturalmente al punto 2 della deliberazione si precisa espressamente anche in narrativa che ci sono delle voci di spesa che riguardano la straordinarietà delle attività dell'Ente legate a iniziative come Expo, Ostensione, Pontefice, Torino Capitale dello Sport, Forum per lo Sviluppo e varie altre cose, che sostanzialmente trovano necessità di essere autorizzate anche in pendenza di esercizio provvisorio. Quindi, il punto 2 della deliberazione ritiene di autorizzare queste attività, naturalmente ritenute prioritarie e ampiamente motivate, negli atti che li approveranno e pertanto nelle deliberazioni di competenza dell'organo che dovrà eventualmente autorizzarle, e naturalmente autorizzandole laddove la mancata realizzazione comporti un reale danno grave e certo e sospendendo ogni iniziativa non discussa e approvata dalla Giunta Comunale. Quindi, si dà alla Giunta Comunale il compito di istituto di approvare con deliberazione le iniziative, e dall'altra parte si chiede al Consiglio Comunale di approvare il criterio del 70%, dentro il quale è compresa anche la necessità di prevedere il finanziamento di quelle spese che, per quanto si verifichino nel primo pezzo dell'anno, cioè tra gennaio e giugno - quindi prima del Bilancio Preventivo -, abbiano comunque necessità di essere finanziate in deroga al principio generale dell'esercizio provvisorio, con ciò, evidentemente, affrontando una deroga generale del principio, ma ovviamente una rigorosa programmazione dell'Ente, avente ad oggetto attività per le quali l'Ente partecipa su Tavoli nazionali, Tavoli locali, o a Protocolli di Intesa o a accordi internazionali, quali appunto le iniziative citate prima, per le quali non è possibile limitarsi al differimento della spesa, ma la spesa deve essere affrontata necessariamente nel corso di questi mesi. Con l'approvazione di questa deliberazione, subentrerà e arriverà l'autorizzazione alla Giunta di procedere in tal senso e di comporre, pertanto, il programma delle attività del 70%, come peraltro necessario, al fine di sbloccare gli atti deliberativi. Segnalo che nel gruppo degli emendamenti allegati alla deliberazione, che verranno votati, c'è un emendamento della Giunta a firma del Sindaco e del sottoscritto, che introduce un rafforzamento dello stesso principio, cioè si va in sostanza a confermare il principio generale che ho poc'anzi detto, andando a rafforzare il fatto che tali iniziative - cioè quelle riferite alla non già previsione nel 2014 - debbano essere descritte e autorizzate in singoli provvedimenti, quindi che in qualche modo si rispetti la temporalità, la cronologia degli atti e l'autorizzazione singola di ogni deliberazione, potendo così andare a distinguere tra quelli che hanno una scadenza immediata e quelli che potrebbero essere affrontati, per esempio, in sede di Bilancio Preventivo, e che, a tutela anche del lavoro, del concerto delle attività e della divisione tra compiti e servizi per il funzionamento dell'Ente, venga fatta una presentazione del programma di spesa, in modo tale che il 70% della spesa non sia dire consumato straordinariamente solo dalle iniziative di carattere straordinario, ma che possa essere concertato dentro una visione complessiva sul budget, anche qualora, nella denigrata ipotesi in cui non ci fosse l'integrazione del budget e, pertanto, non si potesse dare corso alla spesa pari all'intero 100%. Ovviamente questo dentro un emendamento che integra il punto 2 della deliberazione, che recepisce quella discussione che la Commissione ha affrontato in materia di cronologia, urgenza e importanza di deliberazioni, senza impedire alla Giunta o vincolare la Giunta sul fatto che le deliberazioni ritenute corrispondenti a questo criterio siano adottate liberamente dalla Giunta, così come peraltro decide il Testo Unico in materia di competenze ordinarie, di gestione e di programmazione. Con ciò, penso si raccolgano istanze di varia natura presenti anche in altri documenti che ho visto presentati, ma rinvierei comunque la discussione di alcuni punti alla discussione sugli emendamenti e sulle mozioni, per esprimere poi il parere della Giunta e argomentare la modalità pratica con cui gestiremo questa fase, che speriamo breve, ma che sicuramente fino al mese di giugno difficilmente troverà una possibilità di essere gestita in modo differente. PORCINO Giovanni (Presidente) Apriamo, dunque, la discussione sulla proposta di deliberazione, che ricordo essere congiunta con la proposta di mozione di accompagnamento avente come primo firmatario il Consigliere Paolino. Ho iscritti per l'intervento il Consigliere Greco Lucchina e poi il Consigliere Altamura. La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Ammetto da subito, in premessa, che la Giunta ha un po' corretto il tiro. Lei, Assessore Passoni, ha ripercorso la discussione avvenuta in Commissione, ed è vero, abbiamo parlato delle nuove norme di armonizzazione contabile, cassa competenza, e ci ha spiegato cosa volesse dire portare in Aula questa deliberazione e quindi autorizzare l'esercizio provvisorio, che, oltre ad affrontare le spese ordinarie, prevede evidentemente anche quelle che devono essere considerate le spese indifferibili - e dico indifferibili soprattutto temporalmente - e urgenti. Dai nostri banchi non sono piovute critiche all'adozione del criterio prudenziale del 70%; mi pare evidente, siamo qui da anni a dirci che i mancati trasferimenti dagli Enti superiori ci costringono sicuramente a maggiore rigore - ed è quello che ci auguriamo tutti -, ma anche ad esercitare quella che dovrebbe essere - ed è stata definita anche in maniera brillante dal Consigliere La Ganga - una strategia contabile per far fronte a un impedimento vero e proprio, e cioè all'immobilizzazione di questo Consiglio Comunale rispetto a qualsiasi tipo di strategia politica sull'impiego delle risorse. I toni di quella Commissione erano stati anche accesi, in maniera particolare per noi due, Assessore Passoni, e non c'era nessuna retorica, ma preoccupazione, quando facevo riferimento a lei e le chiedevo, per esempio, a che punto fosse - perché avevamo discusso da poco sul documento di economia e finanza -, se il Governo si era impegnato, per esempio, a trovare questa benedetta soluzione sul fondo compensativo IMU-TASI, e mi auguravo che lei, Assessore Passoni, parlasse più spesso con il Sindaco e magari ne sapesse semplicemente qualcosa di più. L'ha detto lei, è una questione di priorità. In quella deliberazione in maniera minuziosa hanno sfilato una serie di Assessori, tra cui l'Assessore Braccialarghe, che ci ha parlato di tutta una serie di iniziative che stava promuovendo, e faccio riferimento, evidentemente, alla partecipazione di Expo allo stand del cacao, all'Assessore Gallo con i fondi di Torino Capitale Europea dello Sport, ai fondi straordinari per una programmazione straordinaria del Teatro Regio, a tante cose. Già da questi banchi era emersa una cosa che voi avete aggiustato, e vorrei che fosse meglio spiegato, essendo questo un emendamento presentato dal Sindaco in persona. La sensazione dai banchi dell'opposizione è che arrivassero delle deliberazioni con dieci cose dentro e che quindi la maggioranza fosse in grande difficoltà a votare una deliberazione che avesse dieci cose che magari non erano considerate da tutti prioritarie, e i mal di pancia in quella Commissione vennero anche dai banchi della maggioranza. Allora, va bene questo emendamento, ma vorrei che venisse spiegato ulteriormente. Lo dice chiaramente - e mi auguro di averlo interpretato nel modo giusto -, perché quando si fa riferimento alle attività, io ci metto vicino "spese", e quindi ci dice che siano descritte, autorizzate analiticamente in singoli provvedimenti deliberativi, perché credo - avendo fatto riferimento a quelle che devono essere spese indifferibili temporalmente - che è vero che questa Amministrazione, pur io non condividendo, può autorizzare un impegno di spesa per la partecipazione allo stand di Expo, perché probabilmente bisogna non so se affittarlo o comunque impegnarlo entro una certa data, ma tutto ciò che è successivo può essere affrontato in un'altra situazione. Credo che la Consigliera Appendino intenderà intervenire sugli emendamenti che abbiamo presentato e che ho firmato. Io ho trovato anche strano - perdonatemi, lo ha già ricordato la Consigliera Appendino - che, nel momento in cui sono stati presentati degli emendamenti già lunedì entro la scadenza, io non abbia potuto firmarli fino a questa mattina. Otto giorni per parerare degli emendamenti e per dare un parere tecnico, sfavorevole in un caso e favorevole negli altri, credo che sia davvero troppo. Non so se sia così giustificabile questo prendere tempo, perché ho visto la cosa in questo modo. Io credo che, affrontando soprattutto quello che sarà il Bilancio Preventivo, ci sia la necessità di continuare a procedere con il rigore, ma bisogna guardarsi in faccia tutti quanti e stabilire quelle che sono le priorità della Città, perché, vedete, con l'onestà intellettuale che gli compete, l'Assessore Passoni è venuto in Commissione a dirci - e qui faccio riferimento evidentemente alla mozione del Partito Democratico tutto, perché vede la firma del Capogruppo Paolino - che non siamo sicuri di garantire i servizi per l'anno prossimo. Ci ha detto questo, ce l'ha detto a chiare lettere, l'ha scritto sui giornali a caratteri cubitali. Signor Sindaco, lei non c'era, ma noi ce lo siamo sentiti dire. Ed è per questo che maggioranza e opposizione sono saltati sulla sedia, perché la sensazione - e faccio un commento politico - è che da sempre, da quando io sono in quest'Aula, l'Assessore Passoni abbia gestito le chiavi della cassaforte di questo Comune da uomo solo, avendo veramente una strategia contabile. Detto questo, per la prima volta ho la sensazione che l'Assessore Passoni abbia voluto condividere le corresponsabilità, rispetto alle azioni mancanti in una strategia politica, con tutti gli Assessori, pronto ad essere smentito. La sensazione da questi banchi è questa. Quindi, guardiamoci in faccia, identifichiamo quelle che sono le priorità e facciamo in modo che le priorità siano ancora una volta i servizi che noi dobbiamo dare ai cittadini torinesi. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Riprendo da dove ha concluso il Consigliere Greco Lucchina, anche perché, come ha ben ricordato, anche con puntuta attenzione su alcuni passaggi della discussione di quelle Commissioni, in particolare l'ultima che si è svolta alla presenza degli Assessori coinvolti nella discussione e dell'Assessore Passoni, maggioranza e minoranza su alcune questioni hanno sollevato perplessità, ma credo anche corretta attenzione per quello che era l'intendimento della Giunta nel presentare questa deliberazione, che è un quadro ovviamente più generale. Al Consigliere Greco Lucchina ricordo che le tempistiche che noi stiamo affrontando sono particolarmente contingentate e non sfugge a nessuno - non vorrei che poi diventasse anche strumentale da parte di qualcuno, e sono sicuro che così non sarà - che i quattro anni che hanno preceduto questo percorso, che ci porta alla approvazione del Previsionale 2015, ma prima ancora del Consuntivo 2014, con l'approvazione della deliberazione che andiamo a discutere, questa razionalizzazione in misure di contenimento durante l'esercizio provvisorio, rappresentano anche un percorso differente rispetto a tutti gli altri anni. Quindi, non possiamo dimenticare - credo che lo pensino anche le minoranze che hanno dato un importante contributo, lo ammetto e lo condivido, anche nella discussione nelle Commissioni che sono state preparatorie a questo atto - e non può passare sotto silenzio il fatto che negli ultimi 4 anni i tagli a questa Città assommano a 330 milioni di Euro. Aggiungiamo che la rivoluzione copernicana, dettata dalla Legge di Stabilità approvata a dicembre e dai successivi decreti attuativi, prevede anche un aspetto che non è marginale nell'economia delle vicende di Bilanci degli Enti Locali; in particolare, l'operazione determinata dall'armonizzazione finanziaria. Aggiungo anche - mi dispiace che non sia presente il Sindaco - che l'aspetto che secondo me non è marginale è che i tempi di approvazione del Previsionale 2015 sono rimasti inalterati: 31 maggio. Come ricorderete, negli anni trascorsi, per mille motivazioni, non ultima sicuramente quella dell'anno scorso, quando per motivi elettorali - perché moltissimi Comuni andavano al voto - venne prorogata la scadenza, così come l'anno precedente. È evidente che quell'aspetto ha sollevato, anche nel passato, una discussione e polemiche piuttosto pesanti, che in particolare a livello di ANCI nazionale sono state riproposte dal Sindaco, che sul DEF sta tenendo una posizione rigorosa, e su questo bisogna ringraziarlo, rispetto al tentativo del Governo di sfilare dalla margherita, petalo per petalo, pezzi che riguardano gli Enti locali e la ricaduta, in particolare, sulla finanza locale, senza aver chiarito definitivamente quale sarà il fondo compensativo, come sarà utilizzato per le Città Metropolitane e in particolare per alcune Città Metropolitane. Io credo che questa posizione sulla deliberazione abbia degli aspetti che per noi sono importanti. È stato chiesto da alcuni un atto di fiducia; alcuni altri hanno chiesto un atto di coraggio nel rendere più rigidi i paletti. Io credo che il lavoro che è stato fatto di mediazione, devo dire anche con il Gruppo del Partito Democratico, con molti dei suoi Consiglieri, con il suo Capogruppo, la Consigliera Centillo ed altri, con il sottoscritto, insieme al lavoro fatto anche dalle minoranze nelle Commissioni, ci porti ad identificare un percorso che non è più assolutamente un atto di fiducia, bensì un impegno condiviso, un accordo, un contratto che questo Consiglio Comunale sottoscrive con la Giunta nella sua collegialità, perché è evidente che in quell'ultima Commissione - mi rivolgo, ad esempio, al Consigliere Tronzano, che aveva avuto modo di intervenire più volte e anche alla Consigliera Appendino - molte delle sollecitazioni che erano state fatte non avevano avuto una risposta in quella fase. Credo che gli emendamenti presentati, l'intervento del Sindaco, l'intervento del nostro Gruppo, la mozione stessa di accompagnamento, che stabilisce una road map chiara e assolutamente condivisa, ci mettano nella condizione di avere identificato quel percorso, che deve fare in modo che i possibili ulteriori tagli dal Governo - e non solo dal Governo, ma anche dalla Regione - non abbiano una ricaduta negativa su quelli che sono i servizi essenziali, che non abbiano ripercussioni sui servizi di welfare e istruzione della città. Garantire il mantenimento dei servizi essenziali è compito di questa Amministrazione, e questo mi sembra sia stato condiviso anche nell'intervento dello stesso Consigliere Greco Lucchina, e l'intervento che l'Assessore Passoni, il Sindaco e gli stessi Assessori che hanno partecipato all'elaborazione e discussione in Commissione della deliberazione, hanno condiviso. Non possiamo nemmeno dimenticare che il 1° maggio è domani; non possiamo nemmeno dimenticare che questa Città si è impegnata per proporre gli aspetti di promozione della cultura, del turismo, dell'accoglienza, non solo, ma degli eventi che questi fenomeni sicuramente permettono di aumentare, come impatto e quindi anche come ricaduta economica positiva sull'intero Prodotto Interno Lordo della Città. Qualcuno ha detto proprio in quella Commissione che lo scontro tra due comparti così delicati e strategici, come quello del welfare e quello della cultura, non deve esistere e io questo lo condivido. Condivido il fatto che si debba ragionare in un percorso collegiale, che preveda che i compiti di legge che l'Assessore Passoni ha evidenziato, a volte forse in modo eccessivo sui giornali e più moderato in Commissione, ma che comunque rappresentavano il campanello d'allarme rispetto all'indeterminatezza di quelli che possono essere i tagli e quindi le possibili ricadute ovviamente su questi settori e su questi comparti, non debbano essere considerati una lettura dell'uomo solo davanti a scelte politiche, bensì di un uomo che condivide con la maggioranza le scelte, che le ha mediate insieme a noi, che ha ricevuto anche utili Consigli per cercare di proseguire il percorso e portarlo in Aula e che le ha condivise anche con i suoi Colleghi di Giunta. Così doveva essere così è. Tutto è migliorabile, Assessore Passoni, nei prossimi 30 giorni abbiamo davanti un percorso particolarmente impegnativo, ma sicuramente gli aspetti legati al contingentamento anche delle risorse, rispetto a questa deliberazione, torneranno nelle Commissioni delle prossime settimane e anche dei prossimi giorni, a iniziare dai primi appuntamenti che abbiamo per mercoledì e venerdì. Ritengo che l'impegno che lei ha preso, insieme al Sindaco e a tutta la Giunta, con questo Consiglio e questa maggioranza sarà rispettato. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Prima di entrare nel merito della proposta di deliberazione, come faremo anche in occasione dell'analisi dei singoli emendamenti, vorrei fare una premessa di carattere generale; l'abbiamo fatto tante volte, forse ogni volta che ci troviamo in Aula a discutere un Bilancio Previsionale. Faccio una prima affermazione che può sembrare forte, ma penso che tutti noi l'abbiamo vissuta sulla nostra pelle. Io penso che l'intero sistema degli Enti Locali sia oggettivamente sotto attacco. Mi riferisco allo scontro tra centro e periferia, iniziato non solo con questo Governo, ma che va avanti da anni, caratterizzato da continui tagli ai trasferimenti e vincoli di Bilancio sempre più stringenti. Le parole austerità e revisione della spesa, che poi in realtà è un modo particolarmente antipatico, dal mio punto di vista, per parlare di tagli, perché di questo stiamo parlando, sono ormai all'ordine del giorno e da diversi anni continuiamo ad affrontare sempre la stessa discussione. Il Patto di Stabilità è l'arma imprescindibile dalla quale nessun singolo Comune può scampare (noi ne sappiamo qualcosa, visto quanto è accaduto qualche anno fa). Dal mio punto di vista, non è stato attuato alcun sistema virtuoso della finanza locale, alcun sistema che fissi dei parametri e che lasci veramente ai Comuni la responsabilità di fronte ai propri cittadini di decidere quanto tassare e come spendere. Noi, come altre città d'Italia, siamo stati costretti ad alzare le tasse locali e diminuire le spese. Bisogna dirlo che abbiamo diminuito i servizi e le spese, riducendo anche servizi essenziali, per rispondere al volere dei Governi che si sono succeduti, tanto di centrodestra, quanto di centrosinistra. Tutte le maggioranze, in questi decenni, non hanno mai realmente fatto crescere gli Enti Locali come veri soggetti politici, concependo la fiscalità locale, in particolare quella sugli immobili, non come un sistema maturo di finanziamento delle priorità politiche di ciascuna comunità locale, ma come un bancomat (è successo anche questo l'anno scorso) al quale attingere costantemente. I trasferimenti dello Stato, diretti o indiretti, e i vincoli imposti sulla fiscalità locale costituiscono ancora un guinzaglio che consente al Governo di usarci come gabellieri dei cittadini, imponendoci di essere in prima linea (lo siamo tutti, maggioranza e opposizione) a spiegare le ragioni della riduzione di molti servizi essenziali. Il Sindaco, in quanto Presidente dell'ANCI, avrebbe dovuto combattere per opporsi all'ennesimo taglio dei trasferimenti, per modificare il rapporto tra centro e periferia, tra uno Stato che considera gli Enti Locali alla stregua di soggetti responsabili da usare semplicemente per far quadrare i conti. Servirebbe una vera battaglia. Dico "servirebbe" perché non penso che il Sindaco l'abbia fatta. Io ci ho anche creduto, ma quando ho sentito le dichiarazioni del Sindaco, in seguito a quanto è accaduto nell'ultimo incontro, in cui sembrava quasi soddisfatto di un'attesa fino a settembre, mi sono cadute le braccia, signor Sindaco, forse perché auspico che a livello locale ci sia un PD che governa e che lotta con il PD che governa Roma. Forse la mia è un'illusione, però mi auguro, signor Sindaco, che non siano solo parole e che la sua risposta, come Presidente dell'ANCI, che dovrebbe tutelare tutti gli Enti Locali, non sia una semplice attesa rispetto a settembre. Limitiamoci a quanto proposto dal Governo in carica. La Legge di Stabilità dello scorso dicembre ha applicato un taglio netto di risorse ai Comuni, Province e Città Metropolitane, per la cifra mostruosa di circa 14 miliardi di Euro, da qui al 2019. Contando anche le Regioni si arriva a più del doppio, se non erro (il Sindaco conosce meglio di me i numeri e mi potrà correggere), cioè a 30 miliardi di Euro in 5 anni. Queste cifre sono confermate nel DEF di questi giorni, senza contare che le stime del Governo sul PIL sono a dir poco, dal mio punto di vista, ottimiste. Probabilmente, nelle prossime Leggi di Stabilità ci saranno nuove tasse locali o nuovi tagli, per scongiurare le ormai celebri clausole di salvaguardia. A questi tagli poi si vanno ad aggiungere il riordino del sistema contabile (ce ne ha parlato l'Assessore Passoni in Commissione più volte) e i tagli ai trasferimenti che la Regione Piemonte ha deciso, oppure - immagino - che affronterà a breve. Il combinato disposto di questi tre fattori potrebbe essere devastante per la nostra Città. Utilizzo la parola "devastante" perché è vero quanto diceva il Consigliere Greco Lucchina, l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle discutendo la proposta di deliberazione. Vi ricordate cosa accadde lo scorso anno? Ci sembrò drammatico (tutti ricorderete la discussione in quest'Aula degli emendamenti) far fronte al taglio dell'ultimo minuto al nostro Bilancio e votammo emendamenti per risparmi di poche migliaia di Euro per ciascun emendamento, raschiando veramente il fondo del barile. La situazione era drammatica. Mi chiedo in quale situazione ci troviamo adesso, che (almeno così abbiamo letto da fonti giornalistiche) dobbiamo affrontare tagli che si aggirano intorno ai 160.000.000 di Euro, che sono più del 10% della nostra spesa corrente. Le richieste che ogni giorno gli Uffici del Comune ricevono per l'assistenza, il welfare, l'istruzione e numerosi altri servizi, sono sempre più pressanti. Le esigenze della cittadinanza, che si trova ancora ad affrontare gli effetti della crisi, sono sempre più onerose per le nostre casse. Dinanzi a tutto ciò, tutti noi Consiglieri, di maggioranza e di opposizione, dobbiamo avere chiari due principi: nemmeno un centesimo deve essere sprecato e ogni centesimo che abbiamo deve essere usato prioritariamente per i servizi essenziali, quali il welfare, l'assistenza e l'istruzione, rimandando ogni altra spesa a quando avremo piena contezza delle risorse disponibili. La proposta di deliberazione presentata credo traduca questa prudenza in atto amministrativo e mi sento di condividere pienamente questo spirito. Non posso che prendere atto del 70% come tetto massimo, perché non spetta a noi analizzare i calcoli. Ne prendo atto e immagino che sia per autotutela; quindi, condivido questo spirito. Condivido anche lo spirito con cui è nata questa proposta di deliberazione, che ci porta oggi a dibattere in questo Consiglio Comunale, in cui ci viene chiesto di esprimere quali sono le priorità, a fronte di un taglio che sarà certo. Allo steso tempo, però, come ho detto in Commissione, per i principi che ho esposto prima e per la situazione drammatica in cui ci troviamo (e me ne rendo conto, pur essendo Consigliere di opposizione), non posso condividere un passaggio di questo atto. Questa proposta di deliberazione chiede al Consiglio Comunale di dare l'indicazione politica per includere in quel 70% le spese che lo scorso anno non c'erano. Dal mio punto di vista, queste non sono spese essenziali. Non sono spese (scusate se banalizzo) per la carta igienica nelle scuole, per i buoni taxi per i disabili, per dare servizi agli anziani, per tenere aperte le scuole e garantire un servizio estivo. No, queste non sono questo genere di spese. Qui stiamo autorizzando (in quelle famose tre righe della proposta di deliberazione), da un lato, di tagliare questi servizi del 30%. Perché, cari Colleghi, sappiamo già che quel 30% non tornerà più: penso sia chiaro a tutti. Però, dall'altro lato, stiamo discutendo se autorizzare delle spese per eventi che una volta passati non lasceranno nulla; ovvero, che probabilmente non permetteranno alla Città di garantire dei servizi che invece sono essenziali. Anticipo un argomento. So bene che non sono i 5.000.000 di Euro (l'ammontare di cui stiamo parlando) che salveranno il Bilancio; però, ricordando anche quanto è avvenuto l'anno scorso, in cui ricordo benissimo che abbiamo votato emendamenti da 1.000 Euro, penso che anche questi 5.000.000 di Euro siano importanti. Credo che dobbiamo discutere di questa cifra e credo che questo Consiglio Comunale abbia la responsabilità (che ci siamo assunti con la presentazione di questo atto, condiviso in Commissione, e che adesso ci apprestiamo a votare) di definire quali sono le nostre priorità. Con questa proposta di deliberazione stiamo autorizzando la Giunta a spendere 700.000 Euro per organizzare degli eventi per promuovere il Barolo e il cacao al Padiglione Italia Expo. Stiamo autorizzando la Giunta a spendere 2.500.000 Euro per Torino Capitale Europea dello Sport, quando l'intero Bilancio della Divisione per gestire i servizi sportivi per tutto l'anno è di circa 2.000.000 di Euro. Io ritengo che, in questa situazione, siano richieste sproporzionate. Io ho presentato degli emendamenti, insieme ai Consiglieri Bertola e Greco Lucchina, che dopo discuteremo nel merito. Però, adesso è tempo di scelte. Dobbiamo decidere cosa privilegiare, perché le risorse non sono infinite, anzi sono sempre di meno. Dobbiamo decidere se privilegiare i servizi per i cittadini, oppure dei grandi eventi che, una volta passati, lasceranno il ricordo di una ricca cena, di una bella festa e la pancia vuota, che sicuramente avranno una ricaduta nell'immediato, ma purtroppo la situazione è quella che è e le risorse sono scarse. Allora, io non credo che l'emendamento presentato dalla Giunta traduca effettivamente queste priorità in atti deliberativi, perché non sono emendamenti che vanno a decidere quali spese includere e quali spese non includere. Io penso che oggi, votando gli emendamenti, dobbiamo avere il coraggio di dire dove vogliamo tagliare e cosa vogliamo coprire, perché non avremo le risorse dello scorso anno. Attraverso i nostri emendamenti, ci siamo assunti la responsabilità di individuare le risorse da destinare al welfare e all'istruzione, attraverso tagli alla spesa, come ad esempio quella relativa al Padiglione Expo, o il 1.100.000 Euro da Torino Capitale Europea dello Sport. È tempo di scelte. Quindi, noi voteremo questi emendamenti, perché cerchiamo di tradurre le priorità in welfare, istruzione e servizi che riteniamo essenziali e più importanti rispetto ai grandi eventi. Consiglieri, io capisco lo sforzo di rimandare la scelta, perché l'emendamento che viene proposto dalla Giunta è un rinvio, non si prende oggi la scelta; ma penso che la scelta vada presa oggi, perché non ci saranno più quelle risorse, ci resterà solo da piangere sul latte versato. La Giunta ci sta chiedendo di dibattere tale questione. L'anno scorso tutti ci siamo lamentati del fatto che siamo arrivati in una situazione in cui non potevamo più decidere, perché in parte le risorse erano state già allocate. Bene, oggi è il momento in cui il Consiglio Comunale può e deve assumersi le sue responsabilità, presentando emendamenti in cui vengano garantiti, da qualche parte, i tagli e, dall'altra parte, i servizi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Quando è iniziata la discussione negli scorsi giorni, non posso non nascondere che la proposta, così come era stata inizialmente formulata, lasciava notevoli perplessità nei nostri confronti, come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà. È evidente che siamo in una fase di estrema difficoltà per gli Enti Locali. Al riguardo, ringrazio l'interlocuzione forte che il Sindaco sta portando avanti, soprattutto nel proprio ruolo di Presidente nazionale dell'ANCI, nei confronti del Governo, il quale però mi sembra essere poco sensibile alle istanze degli Enti Locali, dimenticando che gli Enti Locali, nella strutturazione dell'organizzazione pubblica del nostro Stato, sono il livello più vicino ai cittadini, che garantiscono la tenuta e la solidità sociale del nostro Paese (lo hanno fatto in questi 70 anni), anche in momenti gravi e difficili come questo. Faccio questa affermazione perché vista la presenza del Sindaco gli chiediamo di mantenere forte l'attenzione nei confronti del Governo, di modo da poter superare, tutti insieme, nel rispetto delle diversità dei ruoli e di funzioni istituzionali, questo momento difficile. Fatta questa premessa, la discussione che vi è stata in questi giorni (una discussione credo franca all'interno della maggioranza) mi sembra che abbia portato dei miglioramenti significativi e utili alla proposta di deliberazione, di cui sono testimonianza gli emendamenti che tra poco andremo a discutere e a votare; emendamenti presentati sia dalla Giunta, sia dai Gruppi o dai Consiglieri della maggioranza, oltre a una proposta di mozione collegata alla proposta di deliberazione. Con questa proposta di mozione e con questi emendamenti, presentati anche dal Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà, a nome del Gruppo, che poi interverrà più puntualmente nel merito degli stessi, si stabilisce un ordine di priorità, un ordine di attenzione da parte di questa Amministrazione agli impegni di spesa, che ormai sono certi, definiti e obbligatori, per i quali noi, quindi, con senso di responsabilità, non possiamo fare a meno di sostenere. Anche se, in alcuni casi, per taluni di questi impegni di spesa sarebbe stata forse opportuna una discussione preliminare. Altre voci di spesa, invece, per quanto ci riguarda, non appaiono indifferibili, vincolanti, obbligatorie, urgenti e prioritarie, ma possono assolutamente essere sospese, rinviate e - perché no - alle quali si può anche rinunciare. Questo perché (mi ricollego alla prima parte del mio intervento) oggi, a maggior ragione rispetto a ieri, questa Amministrazione deve continuare (sottolineo la parola "continuare", perché è un atto anche di riconoscimento di quello che è stato fatto finora da parte di questa Amministrazione) a porre un'attenzione particolare e anche superiore ai temi del welfare, in tutte le sue strutturazioni e in tutti i suoi ambiti con i quali si può tradurre l'impegno di una Città importante come la Città di Torino. In questo senso vanno gli emendamenti che come Gruppo Consiliare abbiamo presentato e in questo senso andrà il nostro voto verso la proposta di deliberazione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Centillo; le rammento che ha a disposizione 5 minuti per intervenire. CENTILLO Maria Lucia Non nego che la presentazione di questa proposta di deliberazione abbia creato una certa preoccupazione rispetto alla presentazione originaria. Oggi io mi sento di ringraziare il Sindaco e l'Assessore Passoni per le modifiche che sono state apportate, proprio perché mi sembra che correggano in parte l'impostazione dell'atto, mettendoci nelle condizioni di avere una maggiore chiarezza rispetto alle spese che vengono fatte. Personalmente, ritengo che non sia possibile mettere in contrapposizione parti della città, perché la cultura è parte della città, il turismo è parte della città, il welfare è parte della città. È come se mettessimo in contrapposizione nel nostro corpo il braccio con la gamba o con un'altra parte del corpo. Quindi, ritengo che questo atto sia un corpo unico ed è bene che sia in equilibrio. Quest'anno ci sono certamente delle occasioni che ci potranno portare ad avere anche dei risultati eccezionali; stiamo vedendo cosa sta succedendo in questi primi giorni dedicati all'Ostensione della Sindone (colgo l'occasione per dire quanto, a mio parere, stia funzionando bene la macchina organizzativa - davvero eccellente - che accoglie i visitatori) e quanto presumibilmente ciò determinerà un aumento del PIL, insieme agli altri grandi eventi previsti. Il PIL però si deve anche ripercuotere a beneficio rispetto ai settori carenti. Quindi, la difficoltà che mi sento di sottolineare è che il taglio del 30%, in questi mesi, che può avere una sua logica, nei mesi successivi dovrà essere ridimensionato. Io confido molto nella capacità del Sindaco Fassino, che ha già dimostrato in più circostanze il proprio impegno nelle sue battaglie, testimoniate anche dai mezzi di comunicazione, per recuperare risorse per i Comuni e per la Città Metropolitana. Ma qualora ci fossero problemi, non avendo certezza di risorse, non potendo fare una vera programmazione (e questo è davvero incredibile per una grande Città, per una grande Istituzione non poter contare sulla programmazione), noi non possiamo pensare che alla fine i conti siano in pareggio. Cioè il 70% per il welfare è troppo poco per garantire i servizi essenziali e i servizi obbligatori. Quindi, l'Assessore Passoni ha fatto bene a presentare un documento che prevede di spacchettare le deliberazioni sui grandi eventi, perché è giusto dare garanzie che ciò si faccia. Ma poi andiamo a vedere uno per uno questi impegni, in modo che non ci siano possibili equivoci. Mi auguro che sia possibile votare il Bilancio al più presto. Anche io mi associo a chi diceva che arrivare, come l'anno scorso, a votare il Bilancio a novembre, pensando di lavorare in dodicesimi, e magari al 70% dei dodicesimi, non è assolutamente possibile. Io ho presentato un emendamento alla proposta di mozione di accompagnamento, che chiede proprio di garantire i servizi obbligatori e quelli essenziali per la città. I tagli lineari, ripeto, penso debbano essere, a regime, verificati, in modo che se ci sono dei sacrifici da distribuire, non vengano distribuiti a pioggia, ma vengano individuati in base alle priorità. Per il resto mi ritrovo moltissimo nell'intervento del Presidente della I Commissione, Altamura, che ha fatto un quadro complessivo di come si è arrivati a questa posizione. Quindi, voterò la proposta di deliberazione, integrata con questo emendamento, in modo assolutamente convinto. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Rapidamente solo per dire alla Consigliera Centillo che giovedì audiremo l'Assessore Saitta in Commissione. A fronte dei numeri che cercherò di illustrare in quella Commissione, sfido la Consigliera a sostenere la posizione che ha sostenuto in questo Consiglio Comunale anche con l'Assessore Saitta, il quale, in questo momento, a mio giudizio, alla luce dei numeri che illustrerò giovedì, non garantisce i livelli essenziali di assistenza, per esempio, per i posti letto. Io sfido pubblicamente la Consigliera Centillo a sostenere giovedì la stessa posizione sul welfare che ha sostenuto in questo Consiglio Comunale, perché mi pare che ci sia sempre un peso, da una parte, e un altro peso, completamente opposto, dall'altra. Comunque, lo vedremo giovedì. Detto questo, chiedo cortesemente al Sindaco, visto anche che con i colori diversi dei precedenti governi, ben quattro volte l'ANCI è scesa in piazza a difesa delle Autonomie locali, se non sia il caso adesso di pensare a qualcosa del genere, perché, a fronte di questo ulteriore commissariamento (come l'ho definito io in Commissione, e questa proposta di deliberazione ne è un esempio), credo che sia giunto il limite massimo sotto il quale le Amministrazioni locali non possono andare. Quindi, il mio appello è al Sindaco di Torino, Presidente dell'ANCI, perché valuti se non sia il caso oggi di arrivare a una manifestazione pubblica a livello nazionale, a sostegno delle Autonomie locali, e soprattutto a sostegno degli articoli 118 e 119 della Costituzione, che citiamo sempre quando ci conviene, ma nel momento in cui viene disattesa nei suoi principi essenziali sulle Autonomie locali, sembra che ce ne dimentichiamo. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola alla Consigliera Genisio. GENISIO Domenica A me stupisce che il Consigliere Tronzano abbia chiesto alla Consigliera Centillo (che come Presidente della IV Commissione ha raccolto giustamente il sentire di tanti componenti della medesima Commissione) di avere lo stesso atteggiamento nei confronti dell'Assessore alla Sanità, perché mi sembra che il Consigliere Tronzano abbia sempre partecipato ai nostri lavori in Commissione e abbia liberato il provvedimento. Siccome la Consigliera Centillo e la sottoscritta, con altri, hanno preso le stesse posizioni nei confronti della Amministrazione del Presidente Cota... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Mi scusi, sto parlando. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Per cortesia, non dialogate tra voi. Consigliera Genisio, si rivolga alla Presidenza. GENISIO Domenica Dicevo che abbiamo tenuto lo stesso atteggiamento con il ricorso nei confronti della Giunta Chiamparino. Non c'è stata, assolutamente, alcuna differenza. Sono due tornate amministrative che, insieme con altri, conduciamo la stessa battaglia, indipendentemente dal colore politico. Mi dispiace che il Consigliere non se ne sia accorto, ma se n'è accorta la Giunta Chiamparino, e se ne è accorto bene l'Assessore Saitta, come se ne era accorto il Presidente Cota e i vari Assessori che si sono susseguiti alla Sanità e al Sociale nella Giunta precedente. Nella Commissione, con il dottor Moirano (la Consigliera Centillo lo ricorda) abbiamo fatto la stessa battaglia, ricordando che i servizi alla persona, sia sanitari, che sociali, sono inscindibili, sono uno solo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Abbiamo fatto gli stessi ricorsi contro le Giunte, indipendentemente dal loro colore politico, difendendo sempre l'analogo e uguale principio, perché quello deve essere difeso, qualunque sia il colore dell'Amministrazione Regionale. Noi non abbandoneremo questa battaglia, assolutamente. Credo che anche il Sindaco, nel suo intervento come Presidente dell'ANCI e anche come Presidente della Città Metropolitana, lo abbia già ribadito più di una volta anche al Presidente della Giunta Chiamparino. Io ho firmato l'emendamento della Consigliera Centillo, ripetendo, per l'ennesima volta, lo stesso e identico principio: la necessità di garantire le risorse per i servizi obbligatori alle persone, sia che siano servizi sociali, sia che siano legati all'educazione dei minori. Possiamo discutere di qualche intervento, magari minore, anche in quell'ambito, possiamo ragionare della riorganizzazione dei servizi, ma non possiamo assolutamente discutere della diminuzione degli interventi. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Curto; le ricordo che ha a disposizione 5 minuti per intervenire. CURTO Michele Ho ascoltato i Colleghi, di cui condivido molte istanze. In realtà, penso che siano istanze derivate da una frustrazione, quella di dover amministrare una tornata amministrativa che certamente non brillerà e non può brillare per l'indipendenza e i margini lasciati a questo ed altri Consigli Comunali, in giro per l'Italia, dai meccanismi e dai limiti della finanza pubblica. Diceva prima bene la Consigliera Appendino che da quando nel 2011 ci siamo insediati, giorno dopo giorno ci troviamo - "fra la padella e la brace" - a scegliere tra opzioni sempre più complicate su come poter amministrare; in particolare per chi come noi ha scelto - secondo me, a ragione - di gestire questa crisi e di provare a dare risposte ai cittadini in una situazione difficile. La verità è che i Comuni italiani, sempre di più (lo sa bene il Sindaco, che mi sembra si stia adoperando in queste settimane in un'azione importante con l'ANCI, in una trattativa asimmetrica con un Governo che pur appartenendo allo stesso colore di una parte della maggioranza torinese - noi abbiamo scelto invece di stare all'opposizione di quel Governo -, non si sta certamente distinguendo - su questo possiamo essere tutti d'accordo - nella proporzionalità dei pur difficili equilibri di finanza pubblica nazionale e su come gestirli ai diversi livelli istituzionali), sono stati di fatto trasformati da Enti democratici di sviluppo del territorio, a quasi macchinette dell'austerity. Quindi, i Consigli Comunali, in ultima istanza, sono stati trasformati in uffici di relazione con il pubblico, che dovrebbero spiegare per quale ragione, in una situazione come questa, facciamo quella, piuttosto che quell'altra scelta. Per questo ci siamo trovati in questi anni ad approvare Bilanci sempre più tardi. Per cui, non posso che ringraziare l'Assessore Passoni per lo spirito di questa proposta di deliberazione. Ho sempre contestato quando c'erano pochi margini, ma, pur riconoscendo un quadro generale di difficoltà, devo riconoscere che questa proposta di deliberazione ci dà la possibilità di anticipare un dibattito, anche più politico, sulla situazione di Bilancio dell'Ente e, per certi versi, di compiere alcune macro scelte. Per questo credo che nell'affrontare questa proposta di deliberazione ci troviamo a dover necessariamente affiancare al Bilancio economico un Bilancio più politico e a fare almeno una discussione di carattere generale, che poi però scende anche nel particolare. Per fare un Bilancio politico ci vorrebbe anche un grande investimento di discussione, di partecipazione, di confronto, che purtroppo non sempre c'è stato. Questo ci porta oggi a dover un po' recuperare, in parte su scelte già effettuate, che quindi non possono essere smentite. Quando nella proposta di deliberazione si parla di spese incontingentabili e improrogabili, è chiaro che alcune delle spese effettuate in questi mesi, che arrivano al punto oggi, cioè che vanno pagate, sono diventate incontingentabili. Per questa ragione noi ci sentiamo di partecipare alla responsabilità dell'Ente, non smentendo accordi o posizioni prese con terzi. Questo lederebbe molto di più che l'impostazione economica dell'Ente. Ne lederebbe l'autonomia, l'identità e l'autorevolezza. Dall'altra parte, però, siamo convinti che si debba poter partecipare alla discussione di quello che è l'ultimo Bilancio completo della Città di Torino, prima del 2016, che quindi di sua natura diventa maggiormente un Bilancio politico. Per questa ragione abbiamo guardato con preoccupazione la discussione effettuata in questi giorni, ad esempio, sul tema della raccolta differenziata e sul tema del tributo collegato all'igiene ambientale. Capiremo nelle prossime settimane qual è la situazione. Certo - ed è qui che interviene il Bilancio politico - una forza come Sinistra Ecologia Libertà, che nel proprio etimo ha la parola "ecologia", non potrebbe accettare che, di fronte a un obiettivo programmatico approvato da questo Consiglio Comunale, con l'adozione delle Linee di indirizzo, che andava verso il 65% di raccolta differenziata, il centrosinistra di questa Città rinculi al di sotto di quello che era, nel 2011, il valore della raccolta differenziata in questa Città. Quindi, è chiaro che se dobbiamo affiancare un bilancio politico a quello economico, su quelle economico poi discuteremo, ma sarebbe inaccettabile se il bilancio politico dovesse andare sotto un obiettivo minimo. Dall'altra parte, non possiamo che guardare con preoccupazione a quelle tante mozioni di indirizzo politico, votate dal Consiglio Comunale, soprattutto sul tema della crisi sociale del welfare, che purtroppo non hanno trovato applicazione, spesso in una situazione inevitabile di rimpallo, all'interno dell'esecutivo, fra le risorse che erano state stanziate e le possibilità organizzative. Per questa ragione, per esempio, il primo e l'unico emendamento che, come Sinistra Ecologia Libertà, abbiamo proposto alla proposta di deliberazione consiliare chiede proprio di equiparare questi grandi eventi con l'autorizzare l'adempimento delle iniziative degli indirizzi del Consiglio Comunale, per rispondere alla crisi sociale ed alleviare le difficoltà economiche dei torinesi; indirizzi che, pur avendo ottenuto nel dibattito in Aula l'approvazione da parte della Giunta Comunale, risultassero, a seguito di verifiche da parte delle Commissione Consiliari, ancora inattuati. Con questo emendamento - secondo noi forte e importante - intendiamo sottolineare il fatto che almeno vorremmo mettere sullo stesso piano le azioni anticicliche messe in campo dalla Giunta, di cui parlerò tra poco, e gli indirizzi politici, soprattutto sulla crisi sociale e sul welfare, messi in capo dal Consiglio Comunale. Penso per esempio all'iniziativa votata da tutto il Consiglio Comunale sul freddo, come mozione di accompagnamento nello scorso Bilancio, che purtroppo non è stata messa in pratica, come abbiamo verificato insieme alla Presidente della Commissione, la Consigliera Centillo, che voglio ringraziare per l'azione puntuale che svolge con la Commissione. Iniziativa che speriamo di poter recuperare sul Bilancio attuale. Poi è chiaro che bisogna lavorare di cesello; mi verrebbe da dire, con un po' di demagogia, "zero sprechi", su cui c'è anche una discussione politica connaturata alla natura del centrosinistra. Da un lato, il Sindaco Fassino, a cui va riconosciuta la volontà, in questi anni (perché i numeri, per gran parte, gli danno ragione), di non deprimere la città e di portare avanti un'azione di rilancio anche in una situazione congiunturale molto difficile. Questo credo che verrà sempre riconosciuto al Sindaco, a giudizio della nostra azione di governo. Ma, dall'altra parte, noi abbiamo sempre questa attenzione (che credo meriti di essere congiunta e non contrapposta alla prima) rispetto ai servizi e all'accesso a questi servizi. Se, da un lato, possiamo per certi versi riconoscerci che in una congiuntura molto difficile quei servizi li abbiamo sostanzialmente difesi, dall'altra parte non possiamo non notare che le soglie di accesso di quei servizi si sono modificate per ragioni nostre, cioè per far quadrare il Bilancio o, purtroppo, per lo spostamento della società torinese. Penso, per esempio, alla deliberazione che ha modificato la soglia di accesso per i non autosufficienti, quando abbiamo patrimonializzato le loro proprietà; deliberazione che appunto non votammo. Penso, per esempio, all'annosa discussione dei buoni taxi, dove noi eravamo avanzati rispetto al resto d'Italia, ma inevitabilmente abbiamo dovuto rivedere al ribasso. Penso per esempio alla tariffa di accesso al servizio mensa. Comunque condividiamo la necessità di un rilancio. Una necessità che non può prescindere da una fase anticiclica. Quindi, non intendiamo dire no in generale alla deliberazione che viene proposta, intendiamo entrare nel merito. Per questa ragione consideriamo positivamente l'emendamento proposto dal Sindaco e la proposta di mozione di tutta la maggioranza, che intendiamo precisare con un passaggio. Noi vorremmo che non solo i provvedimenti fossero spacchettati, presentati singolarmente, in maniera da poterli giudicare, ma che venissero preventivamente notificati a tutti i Capigruppo del Consiglio Comunale, per poterli giudicare e valutare nel merito. Infine, affrontiamo le grandi sfide. È in corso (lo diceva proprio il Sindaco, questa mattina) una discussione (che abbiamo trovato di grande interesse e anche per questo riconosciamo al Sindaco un'azione nei confronti del Governo) rispetto alla possibilità di utilizzare nella spesa corrente i risparmi derivanti dalla ricontrattazione dei mutui delle Amministrazioni locali. Sarebbe sicuramente un provvedimento di grande interesse; per questo intendiamo sostenerla in questo provvedimento, perché rappresenterebbe certamente un fatto anticiclico. Per questo intendiamo inserire nella proposta di mozione di accompagnamento due passaggi: da un lato, che nella trattativa tra ANCI e Governo si starebbe prevedendo la possibilità di utilizzare le economie generate dalla ricontrattazione dei mutui per sostenere la spesa corrente delle Amministrazioni locali. Dall'altra parte, è un po' una valutazione su quanto forse si potrebbe ancora fare se si aprisse una nuova fase politica a livello nazionale. Noi abbiamo fatto un calcolo banale, abbiamo contato che il totale di quota capitale a interessi nel 2010, che paghiamo ogni anno, ammontava a 237.000.000 di Euro... PORCINO Giovanni (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Curto. CURTO Michele Ho finito, Presidente. Nel 2014 quella cifra ammonta a 245.000.000 di Euro; questo nonostante ci sia stata una fortissima contrazione del tasso Euribor in questi anni. Quindi c'è un margine, anche se magari non abbiamo ancora il margine politico per lavorarci sopra, ma lo dobbiamo conquistare a livello nazionale. Sono sicuro che il Sindaco si sta adoperando in questo senso. Quindi, concludiamo dandoci un mandato collettivo, politico. Adoperiamoci con una forte iniziativa politica, tesa a ottenere dalle istituzioni finanziarie creditrici della Città, in particolare quelle che hanno capitale detenuto da Fondazioni bancarie con sede a Torino, una ricontrattazione del debito. Questo per coinvolgerle e responsabilizzarle in un'azione di rilancio della Città di Torino, con iniziative anticicliche nel campo dello sviluppo, dell'occupazione, del commercio, della cultura, del welfare e dell'istruzione. È chiaro che un'Amministrazione di centrosinistra, per rendere un po' più giusto un periodo che sarà ricordato certamente come un periodo iniquo, non può che far questo. Se da un lato siamo costretti a chiedere ai torinesi, non possiamo non chiedere a quei torinesi che più hanno (è un concetto vecchio), come le Istituzioni bancarie che abitano la Città di Torino. Per il resto, noi pensiamo che questo provvedimento, che è stato ampiamente rivisto, con la partecipazione e il concorso di tutti, possa andare avanti. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Sindaco. SINDACO Io penso che dobbiamo essere consapevoli che la discussione che stiamo facendo sta avvenendo in una situazione in cui i Comuni non hanno ancora il quadro globale di certezze finanziarie su cui potranno fare conto nel 2015. Per cui, il Bilancio che presentiamo è a quadro di risorse finanziarie certo e conosciuto. Lo dico perché qui si dà per scontato che noi quest'anno faremo un Bilancio del 70% rispetto all'anno scorso, ma non sarà così. Il 70% che abbiamo assunto come riferimento oggi è il quadro di risorse certe ad oggi. Dopodiché, stiamo lavorando, ovviamente, per andare dal 70% al 100%. Però questo deve essere chiaro, perché se si pensa che questa sera definiamo che il Bilancio è il 30% in meno rispetto all'anno scorso, allora una serie di cose che sono state dette in Aula sono ragionevoli. Ma non è così. Perché? Perché noi stiamo lavorando, come ANCI, per un decreto sugli Enti Locali (perché i problemi che ha Torino li hanno tutti i Comuni italiani), che può cambiare sensibilmente il quadro di risorse finanziarie su cui fare leva. In primo luogo, è aperta la discussione sulla ricostituzione del fondo perequativo istituito nel 2014, per garantire che 1.800 Comuni, tra cui Torino, non avessero riduzione di gettito tra le vecchie aliquote IMU e le nuove aliquote TASI. Quei 625.000.000 di Euro valevano per la nostra Città, l'anno scorso, 38.000.000 di Euro. È evidente che se i 625.000.000 di Euro vengono ricostituiti, i 38.000.000 di Euro che oggi non ci sono, nel Bilancio ci saranno. Non saranno 625.000.000 di Euro, sarà la quota parte della cifra che sarà negoziata. Quindi, questo è un pezzo che oggi non c'è, ma stiamo lavorando perché ci sia. In secondo luogo, stiamo negoziando la possibilità di utilizzare i proventi che derivano da dismissioni, avanzi di Bilancio e ricontrattazione mutui, anche per la spesa corrente. È evidente che se questa cosa viene, per il 2015, transitoriamente riconosciuta, questo significa avere sulla spesa corrente una disponibilità di risorse diversa da quella di oggi e più ampia. Abbiamo chiesto una serie di altre misure che vanno tutte nella direzione di flessibilizzare le condizioni di Bilancio sulla spesa corrente dei Comuni. E se queste misure vengono acquisite è chiaro che il quadro muta. Quindi, noi dovremo andare a un assestamento di Bilancio che, tenendo conto delle nuove poste di entrate, ridefinisca le uscite. Così come stiamo conducendo (lo dico perché ci riguarda come principale Città Metropolitana) una serie di misure a sostegno delle Città Metropolitane, che anche esse sono state destinatarie di un taglio particolarmente pesante. Quindi, stiamo ridiscutendo le modalità di questo taglio: la non applicazione delle sanzioni per chi ha sforato il Patto di Stabilità (si trovano in queste condizioni tutte le precedenti grandi Province: Torino, Milano, Roma, Napoli e Bologna), la non applicazione delle sanzioni, sempre per sforamento del Patto di Stabilità, sul personale ed una serie di altre misure che riguardano i Bilanci delle Città Metropolitane. Quindi, la misura che adottiamo oggi è una misura prudenziale giusta. Noi oggi siamo certi, rispetto ai saldi del 2014, di disporre di risorse pari al 70%. Quindi, calibriamo la titolarità deliberativa su questa certezza di spesa. Ma stiamo lavorando, in queste settimane, per andare ad acquisire un quadro di certezza finanziaria più ampio, che ci consenta dal 70% di crescere, con l'obiettivo, se ci riusciamo, di arrivare al 100%. Su questo l'ANCI sta facendo un negoziato. È del tutto legittimo avere le opinioni che si hanno, ma si possono avere due modi per dirigere un'organizzazione: quello di mettersi ad urlare, senza produrre alcun risultato, e quello di urlare un po' di meno, mettendo invece in campo un'attività negoziale, che l'ANCI costantemente sviluppa, che ha già portato risultati migliorativi rispetto alla Legge di Stabilità nel suo testo originario; ha acquisito successivamente una serie di altre modifiche e miglioramenti, e puntiamo a ottenerne sempre di più. Questo non significa non vedere tutti i problemi che ci sono negli Enti Locali, ma l'unico modo per cercare di affrontare questi problemi è cercare delle risposte. Io penso che il dovere di chi dirige un'associazione di rappresentanza sia quello di cercare, in primo luogo, di ottenere quei risultati concreti e quei miglioramenti che consentano ai rappresentati di vedere risolti i loro problemi. Dopodiché, è evidente che noi dobbiamo avere delle priorità, oggi e anche domani. Io ho sempre detto in quest'Aula che ovviamente ci sono alcuni servizi fondamentali, che sono prioritari rispetto a qualsiasi altra cosa: i servizi educativi, i servizi di welfare e altri servizi fondamentali per la vita della comunità sono prioritari. Questo è un principio che la nostra Amministrazione ha sempre applicato e applicherà anche quest'anno. Starei un po' attento a dire sbrigativamente che in nome di questo si può tagliare qualsiasi altra cosa, perché tanto è inutile. Non è così. Perché se noi abbiamo una città che ormai, ogni settimana, è piena di turisti e di visitatori (e questo significa lavoro per alberghi, per tassisti, per commercianti, per la città e incide sul Prodotto Interno Lordo), non è che tutto questo lo consideriamo un'utopia del Sindaco. I nostri musei, nei tre giorni del weekend di Pasqua, hanno staccato 110.000 biglietti. Solo questo dato dà la dimensione della caratterizzazione che oggi questa città ha acquisito sul fronte turistico. E questo l'ha ottenuto essenzialmente con un grande investimento sulla cultura, incide sul PIL, incide sul lavoro di settori fondamentali della vita della città, concorre (non da solo, sarei sciocco a pensare questo) a creare le condizioni per una fuoriuscita dalla crisi di questa città o comunque a contenere le conseguenze. Quindi, stabilito che ci sono alcune cose che sono prioritarie (e ho già detto quali sono), in ogni caso, e quindi sono prioritarie con il 70% e con il 100%, poi dobbiamo sapere che la vita di una città la si tiene in piedi offrendo a questa città opportunità su molti fronti. Per cui, abbiamo lavorato per creare le condizioni perché fosse così, e dei ritorni li stiamo avendo. Uno può anche pensare che siano superflue le risorse della Sindone, ma io non la penso così, perché, a parte il valore religioso e civile dell'Ostensione, guardate quali sono le conseguenze in termini di afflusso in città. Anche sullo sport, vorrei fosse chiara una cosa, perché si dicono tante cose imprecise. L'anno europeo dello sport è costituito da eventi di due tipi: ci sono eventi che sono organizzati con le Federazioni sportive professionistiche (ad esempio, la partita di calcio Italia-Inghilterra, la partita di pallanuoto Italia-Croazia, la partita di rugby Italia e non so più chi, eccetera). Per tutti questi eventi noi spendiamo praticamente nulla, perché abbiamo chiesto, forti del fatto che queste Federazioni sportive soldi ne hanno, di essere loro i finanziatori di questi eventi. Quasi tutta la spesa è concentrata sull'altro fronte, che è la promozione di mille iniziative di sport di base che si rivolgono ai cittadini, ai ragazzi e ai giovani. Vi garantisco che (come è capitato a me, poteva capitare a ciascuno di voi), dopo l'emozione che ho vissuto domenica quando sono stato nella Piscina Olimpica in occasione dei campionati interregionali dei ragazzi portatori di handicap psichici, vedendo centinaia di ragazzi e centinaia di famiglie che si trovavano lì, non credo che quei soldi li possiamo catalogare come soldi superflui perché è solo sport, fanno parte anche quelli di un pezzo di welfare. Cerchiamo di usare la ragione, perché, se si usa la ragione, poi si trovano le soluzioni. La ragione dice che noi, oggi, abbiamo questa disponibilità di risorse e, quindi, tariamo il Bilancio su questa disponibilità. La ragione dice che queste risorse non ci bastano e, quindi, lavoriamo per far crescere le nostre risorse. La ragione ci dice che nell'allocazione delle risorse ci sono alcune cose prioritarie, e lo sono per tutti, e poi ce ne sono altre che non sono inutili o superflue, perché concorrono allo sviluppo della città, e cerchiamo il più possibile di tenerle in piedi, anche facendo quello che abbiamo fatto. Quando si parla della cultura a Torino si dimentica spesso, cosa che io invece ricordo tutte le volte, che in questa città abbiamo messo in campo un'azione di fundraising, di ricerca di risorse non solo nostre, che è un pezzo fondamentale dell'offerta culturale della città, e lo stiamo facendo anche adesso. Siccome mi rendo conto che se il Bilancio rimane così ci troveremo con un delta, siamo già in pista per cercare risorse aggiuntive fuori del perimetro delle risorse del Bilancio, per garantire che le istituzioni culturali siano in grado di garantire comunque la loro offerta, come abbiamo fatto in questi anni. Quindi, sulla base della ragione e di una visione delle cose (e io penso che una visione ce l'abbiamo), si tratta di mettere in campo un'azione che ci consenta di reggere la città, come l'abbiamo retta fin qui. Dopodiché ci sono due problemi che ho posto più volte in sede nazionale e che credo stiano diventando ormai stringenti. Il primo: da cinque anni e anche prima, dal 2008 i Comuni italiani sono destinatari di spending review, che sono diventate via via più intense, le quali agiscono su un terzo dei Bilanci. I Bilanci sono poi costituiti da tre grandi capitoli di spesa: c'è il personale, c'è tutta la parte di oneri finanziari, mutui, spese obbligatorie, eccetera e c'è la spesa libera; sono otto anni che si agisce sulla spesa libera su un terzo dei Bilanci. Se usiamo la ragione e siamo onesti, dobbiamo sapere che, se si vuole andare avanti con una politica di spending review e di risanamento, non si può agire soltanto su un terzo della spesa. Detto così può sembrare semplice, farlo è un'altra cosa, però bisogna essere consapevoli di questo se non si vogliono mettere in discussione i servizi, di questo dobbiamo esserne tutti consapevoli. Il secondo punto: in questi anni abbiamo avuto delle spending review che non hanno mai avuto tra i criteri quello della premialità, per cui noi - io rivendico - abbiamo fatto 450 milioni di dismissioni mobiliari ed immobiliari in tre anni, come sappiamo, perché le abbiamo decise in questo Consiglio Comunale, e il trattamento che la Città di Torino subisce è lo stesso di una Città che non abbia dismesso un euro; questo è un problema, secondo me, che così non può più andare avanti. Non lo pongo solo io come Sindaco di Torino, lo pongono tanti Comuni. I Comuni che - tra virgolette - si sono messi su un percorso di "virtuosità", giustamente, rivendicano di essere riconosciuti virtuosi; questo è un tema che oggi non è risolto e che, però, credo debba essere posto ed affrontato. Detto questo, lascio la parola all'Assessore Passoni. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) L'intervento del Sindaco mi agevola in quanto ha già affrontato tutti i nodi centrali, compreso quello generale. Aggiungo solo una considerazione che vorrei dire non è la chiosa, ma la sintesi della conseguenza del ragionamento che il Sindaco ha fatto, cioè questo tipo di approccio e di impostazione: c'è una spending review che ha questo tipo di rapporto con la spesa pubblica italiana, sortisce l'effetto di relegare all'Ente Locale solo le funzioni di istituto obbligatorio. E qui scatta una discussione molto complicata, vale a dire il legislatore scorre il nodo scorsoio intorno all'Ente Locale casualmente o in realtà persegue effettivamente, come ha detto qualcuno negli interventi, l'ha detto anche il Consigliere Altamura, l'idea di relegare l'Ente Locale a un ruolo di compiti di istituto stretti? Cioè l'Ente Locale si occupa di anagrafe, stato civile, igiene ambientale, polizia locale e altre funzioni strette, non quello a cui, invece, questa Città è stata abituata, in una visione molto larga, di cercare delle visioni economiche del territorio in senso prospettico e di farlo con risorse ovunque reperite, anche con il fundraising, con l'apporto di enti terzi, perché non c'è niente di peggio che avere quelle ambizioni e non avere più i soldi per farle, per essere molto chiari. Questa considerazione, portata alla deliberazione e alle osservazioni fatte fino adesso dai Consiglieri, ci porta, però, a una questione che vorrei riprendere, che è irrisolta dall'anno scorso. Vorrei ricordare che l'Aula, quando portammo un Bilancio preventivo parlando di Bilancio tecnico, che era esattamente una condizione molto simile a quella attuale: Bilancio tecnico = garantiamo di fatto i servizi essenziali, la spesa e oltre, non solo quelli essenziali, consolidati alcuni servizi e releghiamo alcune parti di spesa tecnicamente a una valutazione delle risorse che arriveranno durante l'esercizio stesso. Sappiamo che non è un approccio che l'Aula digerì facilmente, ci fu una produzione intensa di indirizzo di mozione, cosa doveva venire prima e cosa venir dopo, ma, alla fine, riuscendo a fare quasi il 99,9% di quello che avevamo immaginato, la discussione poi è finita nel nulla; poche attività sono state sospese e poche attività sono state effettivamente soppresse. Quest'anno c'è stata una situazione di tagli più incisiva dell'anno scorso, questo è un dato che deve essere chiaro a tutti, i tagli di quest'anno sono la somma tra il 2013, il 2014 e il 2015, tre finanziarie tutte in fila che hanno posticipato nel tempo tagli di risorse pubbliche e in più c'è il tema dell'armonizzazione contabile che vorrei ricordare all'Aula, l'ho detto in Commissione, è una sorta di importante rivoluzione contabile che condivido nel senso tecnico-giuridico del termine, ma che in realtà è stata messa nel piatto degli accordi europei con l'Unione Europea per il risanamento del Paese e gli accordi complessivi di finanza pubblica quale una delle leve, cioè l'allineamento di cassa e competenze, principio in cui in Italia e in altri Paesi siamo indietro, è una delle questioni che ha permesso di risedersi in prospettiva al tavolo del recupero del deficit e di quelle grandi vicende di cui non parliamo mai e di cui, invece, sarebbe interessante ogni tanto parlare. Quel riallineamento ha un costo economico e sociale. Ha un costo sociale perché recuperare quelle differenze contabili, fatte da una politica europea diversa, da politiche nazionali diverse, accumulatesi in trenta anni, e farlo in pochi anni mette a carico del presente, ovviamente, un'eredità pesante del passato, non di comportamenti sbagliati - sia chiaro, non mi fraintendete -, ma semplicemente di riallineamenti, cioè giustamente i Paesi che hanno un andamento di riscossione bassa devono mettere quel deficit di riscossione a carico della finanza pubblica locale nella spesa pubblica, come una spesa. Questo è un sistema contorto, mi rendo conto, non facilmente afferrabile, ma comunque molto chiaro, cioè al posto della spesa produttiva di servizi devo mettere spesa di accantonamento di fondi rischi e prudenziali, genera ovviamente la minore quantità di risorse per i servizi, ecco perché la politica discute di come dovrà fronteggiare questo scenario. Allora non voglio fare la domanda che mi verrebbe da porre essendo l'Assessore al Bilancio e avendo tra 40 giorni il Bilancio preventivo, ma vorrei dirvi che se poi effettivamente non arrivassimo al 100%, ma all'87%, quel 13 - o quel 5 o quell'1%, non ha importanza - non potrà essere anche quest'anno una prospettiva di taglio lineare, dovrà essere un criterio di scelta politica, secondo linee guida che l'Amministrazione si deve dare su priorità politiche e conseguenti scelte amministrative. Allora tocco un tema e rispondo al Consigliere Curto: è chiaro che tutti siamo d'accordo a dire che il welfare non si tocca, così come non si tocca la scuola e nessuno vuole toccare l'igiene ambientale, l'ambiente e tutto ciò che concerne i servizi essenziali, eccetera, però bisogna dirsi chiaramente che il medico non ci ha prescritto come erogarli, né quanto spenderci per erogarli. Allora, arrivo al punto: se la politica vuole conservare il livello di servizi a risorse calanti, può mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che le risorse non siano calanti o può affrontare il tema della riforma della spesa pubblica dicendo che, se devo mandare a scuola 1.000 bambini, li posso mandare in tanti modi, speriamo con il massimo del servizio possibile, ma per erogare quel servizio a 1.000 bambini e non a 900 devo capire quali sono le forme di erogazione del servizio compatibili con il livello di spesa pubblica della stagione che attraversiamo. Per essere chiari, questo vale per il welfare, per l'assistenza, per l'igiene ambientale, perché nessuno è contrario, voglio essere molto chiaro sul tema della surreale polemica giornalistica sulla raccolta differenziata e sull'igiene ambientale, nessuno è contrario a fare la raccolta differenziata in questa Città - ci mancherebbe solo -, ma ci sono in questa Italia duemila modi per farla e ogni strada ha risultati economici, costi e risultati ambientali diversi tra loro. Se però pensiamo che si possa mettere a carico dell'imposta, in crisi economica, l'efficienza della raccolta differenziata, personalmente non sono d'accordo come Assessore ai Tributi. Sono molto chiaro, non c'è una infinitività per cui si può mettere a carico del contribuente anche l'eventuale rischio di inefficienza del nostro sistema, questa è la realtà delle cose. Pronto a parlarne, ma non pronto a non parlarne, cioè a non affrontare la cosa. Quando ci diciamo, Consigliere Curto, che ci sono dei criteri di priorità, siamo d'accordo, penso che bisogna andare fino in fondo e cominciare a dirsi: ma se tra venti giorni, un mese, due mesi dovessimo avere il 99% della spesa e mancasse l'1%, quell'1% sarà il taglio lineare su tutto o sarà una scelta politica su qualcosa? Questa scelta sta al collettivo di una maggioranza, di un Consiglio Comunale e della rappresentanza di questa Città. La deliberazione non scappa da questo problema, dice semplicemente da qui a quando faremo il Bilancio, qualunque Bilancio esso sia, dobbiamo gestire il transitorio, che probabilmente è un transitorio che non può ipotecare il Bilancio futuro dovendo affrontare dodici dodicesimi di spesa, quindi affronta un criterio prudenziale per affrontare i prossimi 45, 60 giorni, non lo sappiamo, e lo fa ovviamente fissando delle soglie di spesa che già sin d'ora responsabilizzino le scelte strutturali sulla spesa e sull'esito di quelle operazioni, non mettendo sullo stesso piano qualunque cosa, ma neanche potendo pensare che ci si possa trincerare dietro un "non ha importanza, c'è un grande evento sulla Città", perché tanto il grande evento non è il welfare, non è sufficiente questa cifra di esposizione. Concordo con il Sindaco quando dice giustamente che il prodotto interno lordo di una Città e la ricchezza di una Città non si fanno senza rimettere in circolo un effetto indotto delle risorse che giocano la Città stessa, altrimenti il welfare non basterà mai perché in una Città sempre più povera e sempre più tassata e con meno risorse, il welfare non colmerà mai le differenze. Questa non è una teoria economica nuova, c'è comunque una soglia di ricchezza che deve essere generata dalla ordinaria economia a cui si implementa con il welfare. Questa è la dottrina, se vogliamo, novecentesca keynesiana elementare, ma se non c'è il ricircolo di risorse autonome, tutto il resto, il differenziale non può essere colmato con risorse soltanto pubbliche. Allora è un discorso un po' dell'acqua calda toglierle di qua e metterle di là, ci vogliono entrambe e questa è la verità. Ci vogliono entrambe per due ragioni: una, perché dobbiamo vivere in una società che produca ricchezza e, con ricchezza, benessere e che possa distribuirlo. Lo dico chiaramente, il problema dei nostri tempi non è tanto quanta ricchezza e come va prodotta, al massimo è come si distribuisce la ricchezza nella società e qui c'è un tema generale che non voglio toccare, si chiama riforma fiscale, si forma fiscalità locale, perché il sistema di distribuzione nostra locale non è equo, la fiscalità locale basata sul catasto immobiliare non ridistribuisce un bel niente. Vogliamo essere molto onesti e dirci che le forme di prelievo fiscale di un Bilancio che oggi è al 99% autonomo, perché oggi riceviamo 8.000.000,00 di trasferimento dallo Stato, ma si basa sulla fiscalità immobiliare, non è una politica ridistributiva né tantomeno federale. Noi preleviamo da gente che ha immobili, ma che forse è più povera di gente che non ha immobili, ed è più ricca di quella che ha gli immobili, questa è la realtà delle cose. Un problema vero è ridistribuire ricchezza su una politica territoriale che finanzia il suo welfare con le tasse locali, deve permettere la ridistribuzione della ricchezza, anche quando la prendi e non solo quando dai i servizi, altrimenti è un sistema circolare pericolo. Ultimi sempre più ultimi, classe intermedia colpita e ricchi sempre più ricchi, questo è l'effetto dell'Italia. Signori cari, apriamo gli occhi! Questo è un tema che a me interessa, però purtroppo oggi la riforma del fisco, che è in corso di arrivo per il 2016, è rinviata di un anno, forse non fa ancora il salto della qualità andando ad individuare una base imponibile diversa; questo è un tema interessante che riguarda davvero la solidarietà e il meccanismo economico di una Città. Città non perché parliamo di noi stessi, Città perché quel trasferimento di autonomia è stato passato alle Città. Lo ripeto, oggi noi di questi 1.300 milioni di spesa riscuotiamo direttamente una quota enorme di risorse e dipendiamo ormai dallo Stato per quote assolutamente molto molto basse; non possiamo governare come preleviamo quelle risorse fino in fondo. Il Consigliere Curto ha parlato di rinegoziazione da mutui. Io sono molto chiaro su questo, non mi opporrò alla mozione che peraltro è un indirizzo - per cui ben venga in questo senso - dell'emendamento alla mozione che parla del fatto di dare la possibilità di rinegoziare i mutui, mi limito a osservare questo: attenzione, però, se ritorniamo a un meccanismo per il quale le economie della rinegoziazione del debito vanno in maggiore spesa, sul medio periodo, è fallimentare. Attenzione: se ci diciamo che per compensare il taglio di risorse e temporaneamente tamponare una fase economica negativa, dobbiamo ricorrere a prelevare risorse dal futuro sul presente, cioè portarle ad oggi, si può fare, ma deve essere veramente chiaro che è una misura straordinaria non strutturale. Se invece, e non credo che lo sia, il senso fosse quello di pensare che questo possa reggere nel merito la spesa pubblica, assolutamente no, la mia contrarietà è totale perché è un principio sbagliato, lo si è fatto già fin troppo. Studiamoci l'economia del 2000-2008 degli Enti Locali in questo Paese, quando il Governo Berlusconi con il Ministro Tremonti propose agli Enti Locali di sopravvivere di rinegoziazioni e derivati, che liberarono in questo Paese miliardi di euro di spesa pubblica, purtroppo non è stato male in sé, ma è come gli Enti Locali hanno usato quelle economie consolidando la spesa pubblica nel medio e non andando ad efficientare quella presente, demonizzando lo strumento finanziario e non pensando a come è stato erroneamente usato, c'è una bella differenza e poi naturalmente ci ha messo la televisione, ci ha messo il senso di questo Paese un po' strano e tante altre questioni. Oggi fare politiche espansive in crisi vuol dire salvaguardare i servizi, lo so che è un atteggiamento un po' minimalista, ma di questi tempi è già tanto fare così. La deliberazione ci dice: bisogna cercare di scollinare questo bimestre fino al Bilancio, sapete che con il Bilancio discuteremo di cose più complicate di quelle attuali, perché è difficile pensare che avremo il 100%. Io e il Sindaco Fassino, guardando lo stesso bicchiere, uno dice che è mezzo vuoto e uno dice che è mezzo pieno, questo è un pregio umano delle persone, ma è così: io devo prendere il mio occhio e usare il mio punto di vista quando faccio i conti e ci sta per il ruolo che ricopro. Devo dirvi che difficilmente avremo il 100%, anche se tutti i giorni ci battiamo per il 101%, e questa è la cosa che fa la differenza, ci battiamo per il 101%, ma se non sarà il 100%, e lo sapremo tra 60 giorni, il mio dovere è oggi non ipotecare il 100% non avendolo, è preservare i margini di spesa per poter assicurare a questo Ente di garantire i servizi essenziali fino a quando non saremo sicuri di quale sarà la percentuale effettiva. Questa è la deliberazione che abbiamo portato oggi, non un atto di fede verso la Giunta che poi spende liberamente, non un atto di delega e di responsabilizzazione della Giunta che poi chiede al Consiglio cosa fare, è solo la volontà di gestire day by day - come direbbe qualcuno - l'attività della deliberazione dell'Ente senza imprudenze e con un mandato politico chiaro. L'emendamento - e chiudo - coglie questa esigenza, vale a dire: oggi ha senso programmare oltre il Bilancio se il Bilancio va tra 60 giorni? No. In Commissione, ripensando alla riflessione fatta anche dal Consigliere Greco Lucchina, era una cosa forse lampante, forse non è emersa, aveva ragione chi lo sottolineava, forse io lo vedevo nell'atto e non c'era scritto, ma per me era così. Mi rendo conto che, a volte, facendo un atto uno pensa di trovare le risposte alle domande che si dà e, invece, magari i terzi non le leggono. Quindi l'emendamento, Consigliere, non è tanto una correzione di rotta, è l'affermazione onesta che, se quella cosa non si vedeva, è giusto che si veda perché l'ho sempre pensata e penso che sia giusto che non programmiamo la spesa che dovrà essere fatta a novembre, perché è inutile farla e programmarla oggi se possiamo deciderla dopo, posticipando cose che magari, invece, sono più urgenti prima di quando dobbiamo decidere altre misure e altre eventuali scelte che magari saranno contingibili e urgenti. Questo criterio di progressività, di selezione temporale, di - tra virgolette - "continuità" dell'attività amministrativa mi sembra l'unico accettabile e anche l'unico corretto, che, se l'Aula condividerà - e spero che lo faccia -, è quello che guiderà la Giunta in questi 60 giorni prima del Bilancio, ricordandoci però una cosa e questo non è un atto di richiesta di compassione quanto piuttosto una presa d'atto che vorrei che il Consiglio abbia ben chiara: sono esattamente otto anni che l'Amministrazione Comunale di Torino e tante altre Amministrazioni mettono in campo operazioni di efficienza della spesa, operazioni sull'entrata, operazioni straordinarie di dismissione, tutto ciò che serve a stare nel patto di stabilità, a salvaguardare gli equilibri di Bilancio, a garantire i servizi e quant'altro. È però un po' difficile lavorare in condizioni per le quali c'è sempre a Roma un Governo, di qualunque colore esso sia, che, di fronte ai 50 km di maratona, ti prende il traguardo e te lo sposta sempre 10 km più avanti. Sanare un Bilancio e garantire i servizi vuol dire un lavoro enorme che richiede anni, ma se la durata di questa corsa non è determinata negli obiettivi, nella durata e nella lunghezza, diventa estenuante. Non solo estenuante, ovviamente, per tutti noi che partecipiamo alla discussione e a questo processo, ma estenuante perché quelle misure che riteniamo essere sufficienti per poter perseguire quell'obiettivo sono sempre insufficienti, perché tutti gli anni viene chiesto un concorso aggiuntivo agli Enti Locali che, come dice giustamente il Sindaco quando cita i dati ANCI, sono molto più che proporzionali rispetto al costo della spesa pubblica che l'Ente Locale da solo detiene. In proporzione è invertito, noi siamo al doppio del sacrificio rispetto a tutta la spesa pubblica che detiene il comparto dello Stato. Non voglio dire che bisogna andare sullo Stato a ridurre, però quando parlo di spending review, perché ci siamo innamorati di questa parola meravigliosa, spending review che non vuol dire niente fondamentalmente, ci diciamo che la facciamo noi in prima persona sui nostri servizi, ma vorremmo ogni tanto che venisse fatta anche da chi eroga servizi a livello diverso. Diversamente la spending review, lo dico sempre, è un modo elegante per determinare con un termine anglosassone una parola che significa tagli lineari camuffati, io ai tagli lineari camuffati vorrei per una volta poter dire di no. PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'analisi degli emendamenti. L'emendamento n. 0, presentato dal Consigliere Curto, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) (INTERVENTO FUORI MICROFONO).Viene richiesta l'illustrazione. La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Stiamo parlando dell'emendamento alla deliberazione, vero? PORCINO Giovanni (Presidente) Sì. CURTO Michele Perfetto. PORCINO Giovanni (Presidente) Se vuole lo leggo, Consigliere. CURTO Michele Sì, mi aiuta. PORCINO Giovanni (Presidente) Inserire a pagina 3, ultima riga dell'ultimo capoverso, dopo la parola "prioritarie", il seguente testo: ", e dare pieno adempimento alle iniziative del Consiglio Comunale per rispondere alla crisi sociale ed alleviare le difficoltà economiche dei torinesi". CURTO Michele Grazie, Presidente. Intanto ho recuperato i testi. In realtà, si tratta di due emendamenti collegati, uno ovviamente nelle premesse, il secondo nell'impegnativa, in prosecuzione al punto 2), che voteremo in seguito. Li illustrerei congiuntamente, perché in realtà si tratta sostanzialmente di un emendamento a senso unico, cioè gerarchizzare, a fianco agli eventi di cui abbiamo parlato, la programmazione agli eventi straordinari, anche gli interventi previsti dalle mozioni di indirizzo del Consiglio Comunale che hanno avuto un parere favorevole da parte della Giunta, ma che non hanno ancora trovato applicazione, e quindi, a seguito, come dice l'emendamento successivo, di cui a questo punto do lettura, che andrà nell'impegnativa: ", e autorizzare l'adempimento delle iniziative e indirizzi del Consiglio Comunale per rispondere alla crisi sociale ed alleviare le difficoltà economiche dei torinesi, che pur avendo ottenuto nel dibattito in Aula approvazione da parte della Giunta Comunale, risultassero a seguito di verifica da parte delle Commissioni Consiliari ancora inattuate". Ce ne sono alcuni da questo punto di vista, io sempre ricordo l'indirizzo di accompagnamento all'ultimo Bilancio che era stato approvato da tutta l'Aula, che faceva riferimento al tema della morosità incolpevole del calore, che abbiamo cominciato proprio recentemente a realizzare in seno alla IV Commissione con la Vicesindaco Tisi. Questo è uno degli esempi, ma ovviamente l'emendamento è più generale e fa riferimento a tutti gli indirizzi del genere del Consiglio Comunale. PORCINO Giovanni (Presidente) Il Consigliere ha contestualmente illustrato l'emendamento complementare, che è il n. 3 ter. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è favorevole. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 0: Presenti 24, favorevoli 24. L'emendamento n. 0 è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Per quanto riguarda l'emendamento n. 1, al quale è stato presentato un subemendamento, ha chiesto di intervenire la Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Colgo l'occasione della discussione sull'emendamento per ribattere anche, in parte, al Sindaco e ad alcune affermazioni che sono state fatte. Signor Sindaco, forse per deformazione professionale, tendo anche io a vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma sarà deformazione professionale per il lavoro che faccio, però penso che sia non irrazionale, ma del tutto razionale prendere atto del fatto che c'è questo rischio, che ritengo sia ben più di un rischio, e il Consiglio Comunale non sta spegnendo la Città, signor Sindaco. Ad esempio, sul Salone del Libro mai mi verrebbe in mente di dire che non si deve fare, ma su alcuni eventi che riteniamo prioritari, ad esempio spendere 700.000,00 Euro per essere presenti all'Expo, lo dico chiaramente, non lo ritengo prioritario nel momento in cui le risorse non ci sono, penso che sia del tutto razionale, consapevole e responsabile come Consiglio Comunale, quando ci si chiede di prendere posizione, di dire che le priorità sono altre rispetto a quelle risorse, signor Sindaco. Con l'emendamento non si sta dicendo di spegnere la Città, capisco benissimo la risonanza che hanno gli eventi, si sta dicendo che, finché non si ha certezza delle risorse, finché non si sa quante saranno le risorse disponibili - che, tra l'altro, molto probabilmente non saranno quelle dell'anno scorso -, certe attività aggiuntive, come ad esempio - ribadisco - i 2.500.000,00 di Euro, di cui tra l'altro stiamo chiedendo la sospensione di una parte, la parte che non è ancora stata impegnata venga congelata, fino a verifica delle risorse a disposizione e all'approvazione del Bilancio previsionale, perché è razionale e responsabile farlo. È irresponsabile - mi scuso qui e mi rivolgo ai Consiglieri del PD - fare un emendamento in cui si dice che non si vuole che si tocchi il welfare, perché il welfare si toccherà. È adesso il momento per dire se vogliamo avere un tesoretto da tenere da parte per andare a recuperare quel 30%, non è dopodomani, non ci saranno più quelle risorse dopodomani. Quindi invito tutti i Consiglieri a leggere l'emendamento e a votare in modo consapevole e favorevolmente. PORCINO Giovanni (Presidente) Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1 così subemendato: Presenti 28, astenuti 2, favorevoli 8, contrari 18. L'emendamento n. 1 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Per quanto riguarda l'emendamento n. 2, ha chiesto di intervenire la Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Sempre per cercare di essere responsabili, e non irresponsabili, e razionali, e non irrazionali, con questo emendamento specifico chiediamo che venga sospesa la parte ad oggi non ancora impegnata di Torino Capitale Europea dello Sport. In Commissione abbiamo audito l'Assessore Gallo che ci ha detto che ci sono a budget 2.500.000,00 di Euro e di questi, se non ricordo male, sono ancora disponibili 1.100.000,00 Euro; si chiede di sospendere questa cifra fino all'approvazione del Bilancio previsionale del 2015, per dedicarli, in ottica delle priorità politiche che abbiamo identificato, ad altre risorse nel caso in cui non si recuperasse quel famoso 30%. PORCINO Giovanni (Presidente) Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: Presenti 27, favorevoli 8, contrari 19. L'emendamento n. 2 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Per quanto riguarda l'emendamento n. 3, ha chiesto di intervenire la Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Anche questo emendamento specifica nella parte di narrativa che, rispetto alla partecipazione della Città al Padiglione Italia dell'Expo, sono da considerarsi al di fuori del 70% delle spese relative ai capitoli di Bilancio, quindi chiediamo che vengano rimandate a quando ci sarà certezza di risorse e quindi al Bilancio previsionale 2015. PORCINO Giovanni (Presidente) Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3: Presenti 24, favorevoli 5, contrari 19. L'emendamento n. 3 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 3 bis, presentato dal Sindaco e dall'Assessore Passoni, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) L'Assessore lo ha già illustrato. La parola alla Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Sinceramente avrei preferito un'illustrazione, anche perché sono state poste alcune domande sull'emendamento, da me come da altri Consiglieri di opposizione. Forse è mia ignoranza, ma non ho ben capito a cosa serve questo emendamento. Mi è chiaro che la Giunta si prende l'impegno rispetto al Consiglio di spacchettare le varie iniziative, mi è altrettanto chiaro - e qui mi rivolgo soprattutto ai Consiglieri di maggioranza - che, in realtà, comunque con questa deliberazione evidentemente rimane a totale discrezionalità della Giunta decidere che ammontare di risorse andare ad allocare rispetto a quel famoso 70% e 30%. Penso, anche alla luce di questo emendamento, che è condivisibile e per il quale voterò favorevolmente, che però manchi e continui a mancare la spinta politica del Consiglio Comunale, che è tenuto a dare delle priorità e in questo emendamento evidentemente non si risolve la questione, perché è chiaro che i poteri sono diversi, la Giunta ha un potere esecutivo e delibera contributi su indirizzo del Consiglio Comunale. Il Consiglio Comunale dovrebbe dare la priorità, dovrebbe dire dove tagliare e non tagliare; questo Consiglio Comunale continua a non darla, quindi la Giunta, giustamente, farà di conseguenza. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Questa era una richiesta che in Commissione avevamo fatto anche come opposizione. Credo che la Consigliera Appendino abbia ragione se fosse come dice lei, ma da quello che ho potuto leggere sui giornali, eccetera, mi pare che gli interventi deliberativi vengano in Consiglio. Non è così? APPENDINO Chiara Non è potere nostro. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Noi deliberiamo come Giunta ordinariamente perché c'è un PEG approvato alle spalle, che è il Bilancio. L'esercizio provvisorio sostituisce questo PEG, sostituisce il Bilancio e sostanzialmente operiamo secondo il criterio di norma, cioè è il TUEL che dice cosa fare. Attraverso questo, sostanzialmente, ci autorizziamo, grazie al provvedimento, a impegnare il 70% della spesa aggiungendo che: 1) la Giunta elabora quello che è un suo programma di minima del 70% per dare garanzia di continuità dei servizi, ma è solo una "forma assolutamente cautelare e prudenziale", non è un programma del 70%, è solo un modo per garantire che la collegialità della spesa, non tanto la singola iniziativa di spesa, stia dentro il criterio generale dell'esercizio provvisorio; 2) siccome è possibile che un'attività programmatoria di questo genere sia distribuita durante l'anno, ma intanto si farà il Bilancio, è inutile anticipare una spesa o una non spesa. Vale anche al contrario al mese di maggio, quando noi a giugno faremo il Bilancio e delibereremo per tutto ciò che riguarda anche da giugno in poi, stiamo autoregolamentando il fatto che la Giunta - che però è titolare delle sue facoltà, cioè del potere di gestione - delibererà dentro questo criterio generale. Traduco in parole più semplici: i provvedimenti di Giunta che hanno a che fare con questi straordinari eventi, che hanno necessità, per sottoscrizione di impegni internazionali, di tavoli di concertazione, eccetera, di atti di impegno o di garanzia di essere effettuati subito, saranno votati subito come richiede il protocollo di intesa, l'accordo interistituzionale; quando si tratta di iniziative che la Giunta sta facendo dentro un cartellone, una iniziativa generale che vale per tutte le proposte, ma che non ha un riflesso contrattuale o di garanzia immediata dell'impegno di farlo, può tranquillamente aspettare a confermarsi a farlo o meno con il Bilancio. Quindi non lo delibererà in un programma complessivo, ma lo posticiperà all'adozione del Bilancio. Quindi provvedimenti immediati su deliberazioni immediate, provvedimenti che hanno ragionevolezza di essere fatti, ma solo previa verifica del Bilancio con il Bilancio. Riguardo al tema dello stand che è stato più volte discusso, non è che si può decidere a luglio se fare lo stand di Expo quando questo evento inizia il 1° maggio. Sul fare lo stand c'è un accordo tra istituzioni di questa Regione e Città, la Giunta intenderà garantire quell'accordo e con questo provvedimento quella deliberazione sarà adottata. Se l'Expo fosse stato inaugurato il 1° novembre, avremmo aspettato il Bilancio. Questo è esattamente il metodo che adotteremo trasparentemente. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Curto. CURTO Michele Ho già detto sulla bontà dell'emendamento, penso che sia uno strumento interessante e importante che ci permette di discutere di volta in volta e anche di accompagnare un necessario controllo a un Bilancio economico e bilancio politico. Essendo stato un emendamento presentato dal Sindaco in Aula, non abbiamo ritenuto di subemendarlo. C'è, invece, un emendamento alla mozione di accompagnamento della maggioranza che chiede la possibilità di trasmettere ai Capigruppo i singoli atti con impegno di spesa che verranno approvati dalla Giunta in maniera preventiva per poterli valutare, per poter fare un'azione di… (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Certo. Penso, Sindaco, ci sia anche la possibilità del Consiglio Comunale di capire cosa sta capitando, né più né meno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è questione di tutela, Sindaco, ma di condivisione. Chiedere di essere informati è ben diverso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma assolutamente, Sindaco. Chiedere di essere informati credo che sia legittimo, cosa ben diversa è dire di autorizzare di volta in volta. Dall'altra parte se si chiede una delega in bianco, ma non mi sembrava questo l'argomento, visto anche il tono dell'emendamento che lei ha proposto, Sindaco, ci tenevo soltanto a sottolineare l'emendamento, perché ritengo sia coerente al tono dell'emendamento proposto per la deliberazione. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Paolino. PAOLINO Michele Il Gruppo del PD ha avuto la sua parte anche su questo emendamento, vorrei chiarirlo una volta per tutte. L'indirizzo che noi diamo alla Giunta è: non vogliamo sostituirci a voi, anzi, vogliamo che più che mai siate un organo istituzionale. I nostri compiti sono altri, noi vi chiediamo di valutare provvedimento per provvedimento, questo dice l'emendamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, di valutare in Giunta è naturale, se sono di competenza della Giunta; poi è naturale che il Consiglio ne sarà informato, già oggi in realtà ne siamo informati, poi lo vedremo dopo l'emendamento del Consigliere Curto. Quello che a me interessa inserire in questo passaggio della deliberazione è che il Consiglio Comunale chiede, visto la specificità e il momento, che i provvedimenti vengano valutati uno per uno, perché dobbiamo fare attenzione rispetto a ogni Euro che in questo momento spendiamo e quindi questa è una garanzia per noi che la Giunta assumerà le scelte più opportune, sulla base di un indirizzo che mai come in questa occasione il Consiglio Comunale sta dando in maniera chiara. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3 bis: Presenti 26, astenuti 2, favorevoli 23, contrari 1. L'emendamento n. 3 bis è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) L'emendamento n. 3 ter, presentato dal Consigliere Curto, recita: PORCINO Giovanni (Presidente) Il Consigliere Curto lo ha già illustrato con l'illustrazione del primo emendamento. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è favorevole. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3 ter: Presenti 23, favorevoli 23. L'emendamento n. 3 ter è approvato. PORCINO Giovanni (Presidente) Per quanto riguarda l'emendamento n. 4, al quale è stato presentato un subemendamento, ha chiesto di intervenire la Consigliera Appendino. APPENDINO Chiara Devo dire che a me, a differenza di quanto ha detto il Capogruppo Paolino alla fine, non è chiaro l'indirizzo del partito di maggioranza di questo Consiglio, perché, se ho sentito più volte lamentare dal Partito Democratico la volontà di dettare degli indirizzi, oggi lei, Capogruppo Paolino, ha detto l'esatto contrario, cioè lei ha detto che le sta bene che la Giunta giustamente, ho votato anche io quell'emendamento, spacchetti le sue deliberazioni, ma dall'altra parte - ribadisco - non è emerso alcun indirizzo politico chiaro espresso in deliberazione. Capogruppo Paolino, le faccio una domanda: se dopodomani quel 10% o 20% non ci sarà - è uno scenario possibile, se non altamente probabile -, se quelle risorse non ci saranno, lei forse non si pentirà oggi di non aver detto che magari certe spese si potevano sospendere fino al momento dell'approvazione del Bilancio? Io non parlo di spese tutte, ma mi sembra chiaro perché il vostro voto è stato chiaro sugli emendamenti, non sto dicendo di sospendere tutto, la sospensione su alcune cose che era tra l'altro competenza nostra, perché noi come Consiglio diamo un indirizzo autorizzatorio alle spese della Giunta, che poi giustamente si deliberano nelle loro Giunte. A me mai sarebbe venuto in mente di chiedere alla Giunta di portare ogni deliberazione di contributi in Consiglio Comunale, sarebbe una follia, è anche contro il TUEL, quindi è ovvio che non si può fare; però l'indirizzo politico è nostro, altrimenti questa deliberazione oggi non sarebbe neanche approdata in Consiglio Comunale. Penso che oggi il Partito Democratico e la maggioranza non abbiano avuto il coraggio di dare un indirizzo che, invece, gli spettava dare. Non è stato fatto ed è una cosa di cui tra 30 giorni, 45 giorni, 60 giorni, spero di no sinceramente, spero che il Sindaco sia capace di riportare al 100% le risorse, ma mi auguro davvero che non ci si trovi a dover tagliare la carta igienica nelle scuole e ad aver fatto lo stand bellissimo all'Expo di cui siamo tutti fieri, ma poi non abbiamo i soldi per i servizi essenziali. PORCINO Giovanni (Presidente) Segnalo per il verbale che sull'emendamento n. 3 bis il Sindaco ha erroneamente votato contro, invece che a favore. Qual è il parere della Giunta? PASSONI Gianguido (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4 così subemendato: Presenti 26, favorevoli 7, contrari 19. L'emendamento n. 4 è respinto. PORCINO Giovanni (Presidente) Non essendoci richieste di intervento per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata: Presenti 24, favorevoli 21, contrari 3. La proposta di deliberazione è approvata. PORCINO Giovanni (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: Presenti 20. Avendo risposto 20 Consiglieri ed avendo constatato l'assenza del numero legale, procediamo ad una nuova verifica del numero legale. |