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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 24
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-01315
RAZIONALIZZAZIONE E MISURE DI CONTENIMENTO DURANTE L'ESERCIZIO PROVVISORIO.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc.
201501315/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 aprile 2015, avente per
oggetto:

"Razionalizzazione e misure di contenimento durante l'esercizio provvisorio"

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 17/04/2015 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
Colleghi, abbiamo ripreso i lavori della seduta, quindi vi prego di accomodarvi e di
rimanere in silenzio.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Come l'Aula sa bene, la proposta di deliberazione in questione è necessitata dal fatto
che non soltanto quest'anno è caratterizzato da una serie di novità normative - e
peraltro la Commissione ha avuto, pur fugacemente, modo di apprezzare le grandi
novità previste dal Decreto 118 in materia di armonizzazione contabile -, ma che il
protrarsi anche quest'anno della deliberazione del Consiglio Comunale in materia di
Bilancio Preventivo, ovviamente, richiede fondamentalmente l'autorizzazione alla
gestione provvisoria e all'affrontare in essa anche delle spese, che naturalmente non
sono previste o non erano previste all'interno del Bilancio Preventivo 2014, con ciò,
pertanto, richiedendo l'apposita specifica deroga a quello che è il principio generale,
per la quale l'anno in scorso, in dodicesimi, deve essere deliberata la spesa pari a
quella dell'anno precedente e ovviamente per attività che non siano innovative
rispetto alla gestione dell'esercizio provvisorio medesimo.
Quest'anno abbiamo condiviso il fatto anche in Commissione che, per ragioni di
prudenza e stante il fatto che il quadro di risorse pubbliche nazionali ancora non sia
definito, tale misura della storicità dell'anno scorso è stata ridotta al 70% del 2014 in
via autorizzatoria, e naturalmente al punto 2 della deliberazione si precisa
espressamente anche in narrativa che ci sono delle voci di spesa che riguardano la
straordinarietà delle attività dell'Ente legate a iniziative come Expo, Ostensione,
Pontefice, Torino Capitale dello Sport, Forum per lo Sviluppo e varie altre cose, che
sostanzialmente trovano necessità di essere autorizzate anche in pendenza di
esercizio provvisorio.
Quindi, il punto 2 della deliberazione ritiene di autorizzare queste attività,
naturalmente ritenute prioritarie e ampiamente motivate, negli atti che li
approveranno e pertanto nelle deliberazioni di competenza dell'organo che dovrà
eventualmente autorizzarle, e naturalmente autorizzandole laddove la mancata
realizzazione comporti un reale danno grave e certo e sospendendo ogni iniziativa
non discussa e approvata dalla Giunta Comunale.
Quindi, si dà alla Giunta Comunale il compito di istituto di approvare con
deliberazione le iniziative, e dall'altra parte si chiede al Consiglio Comunale di
approvare il criterio del 70%, dentro il quale è compresa anche la necessità di
prevedere il finanziamento di quelle spese che, per quanto si verifichino nel primo
pezzo dell'anno, cioè tra gennaio e giugno - quindi prima del Bilancio Preventivo -,
abbiano comunque necessità di essere finanziate in deroga al principio generale
dell'esercizio provvisorio, con ciò, evidentemente, affrontando una deroga generale
del principio, ma ovviamente una rigorosa programmazione dell'Ente, avente ad
oggetto attività per le quali l'Ente partecipa su Tavoli nazionali, Tavoli locali, o a
Protocolli di Intesa o a accordi internazionali, quali appunto le iniziative citate prima,
per le quali non è possibile limitarsi al differimento della spesa, ma la spesa deve
essere affrontata necessariamente nel corso di questi mesi.
Con l'approvazione di questa deliberazione, subentrerà e arriverà l'autorizzazione
alla Giunta di procedere in tal senso e di comporre, pertanto, il programma delle
attività del 70%, come peraltro necessario, al fine di sbloccare gli atti deliberativi.
Segnalo che nel gruppo degli emendamenti allegati alla deliberazione, che verranno
votati, c'è un emendamento della Giunta a firma del Sindaco e del sottoscritto, che
introduce un rafforzamento dello stesso principio, cioè si va in sostanza a confermare
il principio generale che ho poc'anzi detto, andando a rafforzare il fatto che tali
iniziative - cioè quelle riferite alla non già previsione nel 2014 - debbano essere
descritte e autorizzate in singoli provvedimenti, quindi che in qualche modo si
rispetti la temporalità, la cronologia degli atti e l'autorizzazione singola di ogni
deliberazione, potendo così andare a distinguere tra quelli che hanno una scadenza
immediata e quelli che potrebbero essere affrontati, per esempio, in sede di Bilancio
Preventivo, e che, a tutela anche del lavoro, del concerto delle attività e della
divisione tra compiti e servizi per il funzionamento dell'Ente, venga fatta una
presentazione del programma di spesa, in modo tale che il 70% della spesa non sia
dire consumato straordinariamente solo dalle iniziative di carattere straordinario, ma
che possa essere concertato dentro una visione complessiva sul budget, anche
qualora, nella denigrata ipotesi in cui non ci fosse l'integrazione del budget e,
pertanto, non si potesse dare corso alla spesa pari all'intero 100%. Ovviamente
questo dentro un emendamento che integra il punto 2 della deliberazione, che
recepisce quella discussione che la Commissione ha affrontato in materia di
cronologia, urgenza e importanza di deliberazioni, senza impedire alla Giunta o
vincolare la Giunta sul fatto che le deliberazioni ritenute corrispondenti a questo
criterio siano adottate liberamente dalla Giunta, così come peraltro decide il Testo
Unico in materia di competenze ordinarie, di gestione e di programmazione.
Con ciò, penso si raccolgano istanze di varia natura presenti anche in altri documenti
che ho visto presentati, ma rinvierei comunque la discussione di alcuni punti alla
discussione sugli emendamenti e sulle mozioni, per esprimere poi il parere della
Giunta e argomentare la modalità pratica con cui gestiremo questa fase, che speriamo
breve, ma che sicuramente fino al mese di giugno difficilmente troverà una
possibilità di essere gestita in modo differente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Apriamo, dunque, la discussione sulla proposta di deliberazione, che ricordo essere
congiunta con la proposta di mozione di accompagnamento avente come primo
firmatario il Consigliere Paolino.
Ho iscritti per l'intervento il Consigliere Greco Lucchina e poi il Consigliere
Altamura.
La parola al Consigliere Greco Lucchina.

GRECO LUCCHINA Paolo
Ammetto da subito, in premessa, che la Giunta ha un po' corretto il tiro. Lei,
Assessore Passoni, ha ripercorso la discussione avvenuta in Commissione, ed è vero,
abbiamo parlato delle nuove norme di armonizzazione contabile, cassa competenza,
e ci ha spiegato cosa volesse dire portare in Aula questa deliberazione e quindi
autorizzare l'esercizio provvisorio, che, oltre ad affrontare le spese ordinarie, prevede
evidentemente anche quelle che devono essere considerate le spese indifferibili - e
dico indifferibili soprattutto temporalmente - e urgenti.
Dai nostri banchi non sono piovute critiche all'adozione del criterio prudenziale del
70%; mi pare evidente, siamo qui da anni a dirci che i mancati trasferimenti dagli
Enti superiori ci costringono sicuramente a maggiore rigore - ed è quello che ci
auguriamo tutti -, ma anche ad esercitare quella che dovrebbe essere - ed è stata
definita anche in maniera brillante dal Consigliere La Ganga - una strategia contabile
per far fronte a un impedimento vero e proprio, e cioè all'immobilizzazione di questo
Consiglio Comunale rispetto a qualsiasi tipo di strategia politica sull'impiego delle
risorse.
I toni di quella Commissione erano stati anche accesi, in maniera particolare per noi
due, Assessore Passoni, e non c'era nessuna retorica, ma preoccupazione, quando
facevo riferimento a lei e le chiedevo, per esempio, a che punto fosse - perché
avevamo discusso da poco sul documento di economia e finanza -, se il Governo si
era impegnato, per esempio, a trovare questa benedetta soluzione sul fondo
compensativo IMU-TASI, e mi auguravo che lei, Assessore Passoni, parlasse più
spesso con il Sindaco e magari ne sapesse semplicemente qualcosa di più.
L'ha detto lei, è una questione di priorità. In quella deliberazione in maniera
minuziosa hanno sfilato una serie di Assessori, tra cui l'Assessore Braccialarghe, che
ci ha parlato di tutta una serie di iniziative che stava promuovendo, e faccio
riferimento, evidentemente, alla partecipazione di Expo allo stand del cacao,
all'Assessore Gallo con i fondi di Torino Capitale Europea dello Sport, ai fondi
straordinari per una programmazione straordinaria del Teatro Regio, a tante cose.
Già da questi banchi era emersa una cosa che voi avete aggiustato, e vorrei che fosse
meglio spiegato, essendo questo un emendamento presentato dal Sindaco in persona.
La sensazione dai banchi dell'opposizione è che arrivassero delle deliberazioni con
dieci cose dentro e che quindi la maggioranza fosse in grande difficoltà a votare una
deliberazione che avesse dieci cose che magari non erano considerate da tutti
prioritarie, e i mal di pancia in quella Commissione vennero anche dai banchi della
maggioranza. Allora, va bene questo emendamento, ma vorrei che venisse spiegato
ulteriormente.
Lo dice chiaramente - e mi auguro di averlo interpretato nel modo giusto -, perché
quando si fa riferimento alle attività, io ci metto vicino "spese", e quindi ci dice che
siano descritte, autorizzate analiticamente in singoli provvedimenti deliberativi,
perché credo - avendo fatto riferimento a quelle che devono essere spese indifferibili
temporalmente - che è vero che questa Amministrazione, pur io non condividendo,
può autorizzare un impegno di spesa per la partecipazione allo stand di Expo, perché
probabilmente bisogna non so se affittarlo o comunque impegnarlo entro una certa
data, ma tutto ciò che è successivo può essere affrontato in un'altra situazione.
Credo che la Consigliera Appendino intenderà intervenire sugli emendamenti che
abbiamo presentato e che ho firmato. Io ho trovato anche strano - perdonatemi, lo ha
già ricordato la Consigliera Appendino - che, nel momento in cui sono stati
presentati degli emendamenti già lunedì entro la scadenza, io non abbia potuto
firmarli fino a questa mattina. Otto giorni per parerare degli emendamenti e per dare
un parere tecnico, sfavorevole in un caso e favorevole negli altri, credo che sia
davvero troppo. Non so se sia così giustificabile questo prendere tempo, perché ho
visto la cosa in questo modo.
Io credo che, affrontando soprattutto quello che sarà il Bilancio Preventivo, ci sia la
necessità di continuare a procedere con il rigore, ma bisogna guardarsi in faccia tutti
quanti e stabilire quelle che sono le priorità della Città, perché, vedete, con l'onestà
intellettuale che gli compete, l'Assessore Passoni è venuto in Commissione a dirci - e
qui faccio riferimento evidentemente alla mozione del Partito Democratico tutto,
perché vede la firma del Capogruppo Paolino - che non siamo sicuri di garantire i
servizi per l'anno prossimo. Ci ha detto questo, ce l'ha detto a chiare lettere, l'ha
scritto sui giornali a caratteri cubitali. Signor Sindaco, lei non c'era, ma noi ce lo
siamo sentiti dire. Ed è per questo che maggioranza e opposizione sono saltati sulla
sedia, perché la sensazione - e faccio un commento politico - è che da sempre, da
quando io sono in quest'Aula, l'Assessore Passoni abbia gestito le chiavi della
cassaforte di questo Comune da uomo solo, avendo veramente una strategia
contabile.
Detto questo, per la prima volta ho la sensazione che l'Assessore Passoni abbia
voluto condividere le corresponsabilità, rispetto alle azioni mancanti in una strategia
politica, con tutti gli Assessori, pronto ad essere smentito. La sensazione da questi
banchi è questa. Quindi, guardiamoci in faccia, identifichiamo quelle che sono le
priorità e facciamo in modo che le priorità siano ancora una volta i servizi che noi
dobbiamo dare ai cittadini torinesi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Altamura.

ALTAMURA Alessandro
Riprendo da dove ha concluso il Consigliere Greco Lucchina, anche perché, come ha
ben ricordato, anche con puntuta attenzione su alcuni passaggi della discussione di
quelle Commissioni, in particolare l'ultima che si è svolta alla presenza degli
Assessori coinvolti nella discussione e dell'Assessore Passoni, maggioranza e
minoranza su alcune questioni hanno sollevato perplessità, ma credo anche corretta
attenzione per quello che era l'intendimento della Giunta nel presentare questa
deliberazione, che è un quadro ovviamente più generale.
Al Consigliere Greco Lucchina ricordo che le tempistiche che noi stiamo affrontando
sono particolarmente contingentate e non sfugge a nessuno - non vorrei che poi
diventasse anche strumentale da parte di qualcuno, e sono sicuro che così non sarà -
che i quattro anni che hanno preceduto questo percorso, che ci porta alla
approvazione del Previsionale 2015, ma prima ancora del Consuntivo 2014, con
l'approvazione della deliberazione che andiamo a discutere, questa razionalizzazione
in misure di contenimento durante l'esercizio provvisorio, rappresentano anche un
percorso differente rispetto a tutti gli altri anni.
Quindi, non possiamo dimenticare - credo che lo pensino anche le minoranze che
hanno dato un importante contributo, lo ammetto e lo condivido, anche nella
discussione nelle Commissioni che sono state preparatorie a questo atto - e non può
passare sotto silenzio il fatto che negli ultimi 4 anni i tagli a questa Città assommano
a 330 milioni di Euro. Aggiungiamo che la rivoluzione copernicana, dettata dalla
Legge di Stabilità approvata a dicembre e dai successivi decreti attuativi, prevede
anche un aspetto che non è marginale nell'economia delle vicende di Bilanci degli
Enti Locali; in particolare, l'operazione determinata dall'armonizzazione finanziaria.
Aggiungo anche - mi dispiace che non sia presente il Sindaco - che l'aspetto che
secondo me non è marginale è che i tempi di approvazione del Previsionale 2015
sono rimasti inalterati: 31 maggio.
Come ricorderete, negli anni trascorsi, per mille motivazioni, non ultima sicuramente
quella dell'anno scorso, quando per motivi elettorali - perché moltissimi Comuni
andavano al voto - venne prorogata la scadenza, così come l'anno precedente. È
evidente che quell'aspetto ha sollevato, anche nel passato, una discussione e
polemiche piuttosto pesanti, che in particolare a livello di ANCI nazionale sono state
riproposte dal Sindaco, che sul DEF sta tenendo una posizione rigorosa, e su questo
bisogna ringraziarlo, rispetto al tentativo del Governo di sfilare dalla margherita,
petalo per petalo, pezzi che riguardano gli Enti locali e la ricaduta, in particolare,
sulla finanza locale, senza aver chiarito definitivamente quale sarà il fondo
compensativo, come sarà utilizzato per le Città Metropolitane e in particolare per
alcune Città Metropolitane.
Io credo che questa posizione sulla deliberazione abbia degli aspetti che per noi sono
importanti.
È stato chiesto da alcuni un atto di fiducia; alcuni altri hanno chiesto un atto di
coraggio nel rendere più rigidi i paletti. Io credo che il lavoro che è stato fatto di
mediazione, devo dire anche con il Gruppo del Partito Democratico, con molti dei
suoi Consiglieri, con il suo Capogruppo, la Consigliera Centillo ed altri, con il
sottoscritto, insieme al lavoro fatto anche dalle minoranze nelle Commissioni, ci
porti ad identificare un percorso che non è più assolutamente un atto di fiducia, bensì
un impegno condiviso, un accordo, un contratto che questo Consiglio Comunale
sottoscrive con la Giunta nella sua collegialità, perché è evidente che in quell'ultima
Commissione - mi rivolgo, ad esempio, al Consigliere Tronzano, che aveva avuto
modo di intervenire più volte e anche alla Consigliera Appendino - molte delle
sollecitazioni che erano state fatte non avevano avuto una risposta in quella fase.
Credo che gli emendamenti presentati, l'intervento del Sindaco, l'intervento del
nostro Gruppo, la mozione stessa di accompagnamento, che stabilisce una road map
chiara e assolutamente condivisa, ci mettano nella condizione di avere identificato
quel percorso, che deve fare in modo che i possibili ulteriori tagli dal Governo - e
non solo dal Governo, ma anche dalla Regione - non abbiano una ricaduta negativa
su quelli che sono i servizi essenziali, che non abbiano ripercussioni sui servizi di
welfare e istruzione della città.
Garantire il mantenimento dei servizi essenziali è compito di questa
Amministrazione, e questo mi sembra sia stato condiviso anche nell'intervento dello
stesso Consigliere Greco Lucchina, e l'intervento che l'Assessore Passoni, il Sindaco
e gli stessi Assessori che hanno partecipato all'elaborazione e discussione in
Commissione della deliberazione, hanno condiviso.
Non possiamo nemmeno dimenticare che il 1° maggio è domani; non possiamo
nemmeno dimenticare che questa Città si è impegnata per proporre gli aspetti di
promozione della cultura, del turismo, dell'accoglienza, non solo, ma degli eventi
che questi fenomeni sicuramente permettono di aumentare, come impatto e quindi
anche come ricaduta economica positiva sull'intero Prodotto Interno Lordo della
Città.
Qualcuno ha detto proprio in quella Commissione che lo scontro tra due comparti
così delicati e strategici, come quello del welfare e quello della cultura, non deve
esistere e io questo lo condivido. Condivido il fatto che si debba ragionare in un
percorso collegiale, che preveda che i compiti di legge che l'Assessore Passoni ha
evidenziato, a volte forse in modo eccessivo sui giornali e più moderato in
Commissione, ma che comunque rappresentavano il campanello d'allarme rispetto
all'indeterminatezza di quelli che possono essere i tagli e quindi le possibili ricadute
ovviamente su questi settori e su questi comparti, non debbano essere considerati una
lettura dell'uomo solo davanti a scelte politiche, bensì di un uomo che condivide con
la maggioranza le scelte, che le ha mediate insieme a noi, che ha ricevuto anche utili
Consigli per cercare di proseguire il percorso e portarlo in Aula e che le ha condivise
anche con i suoi Colleghi di Giunta. Così doveva essere così è.
Tutto è migliorabile, Assessore Passoni, nei prossimi 30 giorni abbiamo davanti un
percorso particolarmente impegnativo, ma sicuramente gli aspetti legati al
contingentamento anche delle risorse, rispetto a questa deliberazione, torneranno
nelle Commissioni delle prossime settimane e anche dei prossimi giorni, a iniziare
dai primi appuntamenti che abbiamo per mercoledì e venerdì.
Ritengo che l'impegno che lei ha preso, insieme al Sindaco e a tutta la Giunta, con
questo Consiglio e questa maggioranza sarà rispettato.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Prima di entrare nel merito della proposta di deliberazione, come faremo anche in
occasione dell'analisi dei singoli emendamenti, vorrei fare una premessa di carattere
generale; l'abbiamo fatto tante volte, forse ogni volta che ci troviamo in Aula a
discutere un Bilancio Previsionale.
Faccio una prima affermazione che può sembrare forte, ma penso che tutti noi
l'abbiamo vissuta sulla nostra pelle. Io penso che l'intero sistema degli Enti Locali
sia oggettivamente sotto attacco. Mi riferisco allo scontro tra centro e periferia,
iniziato non solo con questo Governo, ma che va avanti da anni, caratterizzato da
continui tagli ai trasferimenti e vincoli di Bilancio sempre più stringenti.
Le parole austerità e revisione della spesa, che poi in realtà è un modo
particolarmente antipatico, dal mio punto di vista, per parlare di tagli, perché di
questo stiamo parlando, sono ormai all'ordine del giorno e da diversi anni
continuiamo ad affrontare sempre la stessa discussione. Il Patto di Stabilità è l'arma
imprescindibile dalla quale nessun singolo Comune può scampare (noi ne sappiamo
qualcosa, visto quanto è accaduto qualche anno fa).
Dal mio punto di vista, non è stato attuato alcun sistema virtuoso della finanza locale,
alcun sistema che fissi dei parametri e che lasci veramente ai Comuni la
responsabilità di fronte ai propri cittadini di decidere quanto tassare e come spendere.
Noi, come altre città d'Italia, siamo stati costretti ad alzare le tasse locali e diminuire
le spese. Bisogna dirlo che abbiamo diminuito i servizi e le spese, riducendo anche
servizi essenziali, per rispondere al volere dei Governi che si sono succeduti, tanto di
centrodestra, quanto di centrosinistra.
Tutte le maggioranze, in questi decenni, non hanno mai realmente fatto crescere gli
Enti Locali come veri soggetti politici, concependo la fiscalità locale, in particolare
quella sugli immobili, non come un sistema maturo di finanziamento delle priorità
politiche di ciascuna comunità locale, ma come un bancomat (è successo anche
questo l'anno scorso) al quale attingere costantemente.
I trasferimenti dello Stato, diretti o indiretti, e i vincoli imposti sulla fiscalità locale
costituiscono ancora un guinzaglio che consente al Governo di usarci come gabellieri
dei cittadini, imponendoci di essere in prima linea (lo siamo tutti, maggioranza e
opposizione) a spiegare le ragioni della riduzione di molti servizi essenziali.
Il Sindaco, in quanto Presidente dell'ANCI, avrebbe dovuto combattere per opporsi
all'ennesimo taglio dei trasferimenti, per modificare il rapporto tra centro e periferia,
tra uno Stato che considera gli Enti Locali alla stregua di soggetti responsabili da
usare semplicemente per far quadrare i conti. Servirebbe una vera battaglia. Dico
"servirebbe" perché non penso che il Sindaco l'abbia fatta.
Io ci ho anche creduto, ma quando ho sentito le dichiarazioni del Sindaco, in seguito
a quanto è accaduto nell'ultimo incontro, in cui sembrava quasi soddisfatto di
un'attesa fino a settembre, mi sono cadute le braccia, signor Sindaco, forse perché
auspico che a livello locale ci sia un PD che governa e che lotta con il PD che
governa Roma.
Forse la mia è un'illusione, però mi auguro, signor Sindaco, che non siano solo
parole e che la sua risposta, come Presidente dell'ANCI, che dovrebbe tutelare tutti
gli Enti Locali, non sia una semplice attesa rispetto a settembre.
Limitiamoci a quanto proposto dal Governo in carica. La Legge di Stabilità dello
scorso dicembre ha applicato un taglio netto di risorse ai Comuni, Province e Città
Metropolitane, per la cifra mostruosa di circa 14 miliardi di Euro, da qui al 2019.
Contando anche le Regioni si arriva a più del doppio, se non erro (il Sindaco conosce
meglio di me i numeri e mi potrà correggere), cioè a 30 miliardi di Euro in 5 anni.
Queste cifre sono confermate nel DEF di questi giorni, senza contare che le stime del
Governo sul PIL sono a dir poco, dal mio punto di vista, ottimiste.
Probabilmente, nelle prossime Leggi di Stabilità ci saranno nuove tasse locali o
nuovi tagli, per scongiurare le ormai celebri clausole di salvaguardia. A questi tagli
poi si vanno ad aggiungere il riordino del sistema contabile (ce ne ha parlato
l'Assessore Passoni in Commissione più volte) e i tagli ai trasferimenti che la
Regione Piemonte ha deciso, oppure - immagino - che affronterà a breve.
Il combinato disposto di questi tre fattori potrebbe essere devastante per la nostra
Città. Utilizzo la parola "devastante" perché è vero quanto diceva il Consigliere
Greco Lucchina, l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle discutendo la proposta di
deliberazione.
Vi ricordate cosa accadde lo scorso anno? Ci sembrò drammatico (tutti ricorderete la
discussione in quest'Aula degli emendamenti) far fronte al taglio dell'ultimo minuto
al nostro Bilancio e votammo emendamenti per risparmi di poche migliaia di Euro
per ciascun emendamento, raschiando veramente il fondo del barile. La situazione
era drammatica.
Mi chiedo in quale situazione ci troviamo adesso, che (almeno così abbiamo letto da
fonti giornalistiche) dobbiamo affrontare tagli che si aggirano intorno ai 160.000.000
di Euro, che sono più del 10% della nostra spesa corrente.
Le richieste che ogni giorno gli Uffici del Comune ricevono per l'assistenza, il
welfare, l'istruzione e numerosi altri servizi, sono sempre più pressanti. Le esigenze
della cittadinanza, che si trova ancora ad affrontare gli effetti della crisi, sono sempre
più onerose per le nostre casse.
Dinanzi a tutto ciò, tutti noi Consiglieri, di maggioranza e di opposizione, dobbiamo
avere chiari due principi: nemmeno un centesimo deve essere sprecato e ogni
centesimo che abbiamo deve essere usato prioritariamente per i servizi essenziali,
quali il welfare, l'assistenza e l'istruzione, rimandando ogni altra spesa a quando
avremo piena contezza delle risorse disponibili.
La proposta di deliberazione presentata credo traduca questa prudenza in atto
amministrativo e mi sento di condividere pienamente questo spirito. Non posso che
prendere atto del 70% come tetto massimo, perché non spetta a noi analizzare i
calcoli. Ne prendo atto e immagino che sia per autotutela; quindi, condivido questo
spirito. Condivido anche lo spirito con cui è nata questa proposta di deliberazione,
che ci porta oggi a dibattere in questo Consiglio Comunale, in cui ci viene chiesto di
esprimere quali sono le priorità, a fronte di un taglio che sarà certo.
Allo steso tempo, però, come ho detto in Commissione, per i principi che ho esposto
prima e per la situazione drammatica in cui ci troviamo (e me ne rendo conto, pur
essendo Consigliere di opposizione), non posso condividere un passaggio di questo
atto.
Questa proposta di deliberazione chiede al Consiglio Comunale di dare l'indicazione
politica per includere in quel 70% le spese che lo scorso anno non c'erano. Dal mio
punto di vista, queste non sono spese essenziali. Non sono spese (scusate se
banalizzo) per la carta igienica nelle scuole, per i buoni taxi per i disabili, per dare
servizi agli anziani, per tenere aperte le scuole e garantire un servizio estivo. No,
queste non sono questo genere di spese.
Qui stiamo autorizzando (in quelle famose tre righe della proposta di deliberazione),
da un lato, di tagliare questi servizi del 30%. Perché, cari Colleghi, sappiamo già che
quel 30% non tornerà più: penso sia chiaro a tutti. Però, dall'altro lato, stiamo
discutendo se autorizzare delle spese per eventi che una volta passati non lasceranno
nulla; ovvero, che probabilmente non permetteranno alla Città di garantire dei servizi
che invece sono essenziali.
Anticipo un argomento. So bene che non sono i 5.000.000 di Euro (l'ammontare di
cui stiamo parlando) che salveranno il Bilancio; però, ricordando anche quanto è
avvenuto l'anno scorso, in cui ricordo benissimo che abbiamo votato emendamenti
da 1.000 Euro, penso che anche questi 5.000.000 di Euro siano importanti. Credo che
dobbiamo discutere di questa cifra e credo che questo Consiglio Comunale abbia la
responsabilità (che ci siamo assunti con la presentazione di questo atto, condiviso in
Commissione, e che adesso ci apprestiamo a votare) di definire quali sono le nostre
priorità.
Con questa proposta di deliberazione stiamo autorizzando la Giunta a spendere
700.000 Euro per organizzare degli eventi per promuovere il Barolo e il cacao al
Padiglione Italia Expo. Stiamo autorizzando la Giunta a spendere 2.500.000 Euro per
Torino Capitale Europea dello Sport, quando l'intero Bilancio della Divisione per
gestire i servizi sportivi per tutto l'anno è di circa 2.000.000 di Euro. Io ritengo che,
in questa situazione, siano richieste sproporzionate.
Io ho presentato degli emendamenti, insieme ai Consiglieri Bertola e Greco
Lucchina, che dopo discuteremo nel merito. Però, adesso è tempo di scelte.
Dobbiamo decidere cosa privilegiare, perché le risorse non sono infinite, anzi sono
sempre di meno. Dobbiamo decidere se privilegiare i servizi per i cittadini, oppure
dei grandi eventi che, una volta passati, lasceranno il ricordo di una ricca cena, di una
bella festa e la pancia vuota, che sicuramente avranno una ricaduta nell'immediato,
ma purtroppo la situazione è quella che è e le risorse sono scarse.
Allora, io non credo che l'emendamento presentato dalla Giunta traduca
effettivamente queste priorità in atti deliberativi, perché non sono emendamenti che
vanno a decidere quali spese includere e quali spese non includere. Io penso che
oggi, votando gli emendamenti, dobbiamo avere il coraggio di dire dove vogliamo
tagliare e cosa vogliamo coprire, perché non avremo le risorse dello scorso anno.
Attraverso i nostri emendamenti, ci siamo assunti la responsabilità di individuare le
risorse da destinare al welfare e all'istruzione, attraverso tagli alla spesa, come ad
esempio quella relativa al Padiglione Expo, o il 1.100.000 Euro da Torino Capitale
Europea dello Sport.
È tempo di scelte. Quindi, noi voteremo questi emendamenti, perché cerchiamo di
tradurre le priorità in welfare, istruzione e servizi che riteniamo essenziali e più
importanti rispetto ai grandi eventi.
Consiglieri, io capisco lo sforzo di rimandare la scelta, perché l'emendamento che
viene proposto dalla Giunta è un rinvio, non si prende oggi la scelta; ma penso che la
scelta vada presa oggi, perché non ci saranno più quelle risorse, ci resterà solo da
piangere sul latte versato.
La Giunta ci sta chiedendo di dibattere tale questione. L'anno scorso tutti ci siamo
lamentati del fatto che siamo arrivati in una situazione in cui non potevamo più
decidere, perché in parte le risorse erano state già allocate. Bene, oggi è il momento
in cui il Consiglio Comunale può e deve assumersi le sue responsabilità, presentando
emendamenti in cui vengano garantiti, da qualche parte, i tagli e, dall'altra parte, i
servizi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Trombotto.

TROMBOTTO Maurizio
Quando è iniziata la discussione negli scorsi giorni, non posso non nascondere che la
proposta, così come era stata inizialmente formulata, lasciava notevoli perplessità nei
nostri confronti, come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà.
È evidente che siamo in una fase di estrema difficoltà per gli Enti Locali. Al
riguardo, ringrazio l'interlocuzione forte che il Sindaco sta portando avanti,
soprattutto nel proprio ruolo di Presidente nazionale dell'ANCI, nei confronti del
Governo, il quale però mi sembra essere poco sensibile alle istanze degli Enti Locali,
dimenticando che gli Enti Locali, nella strutturazione dell'organizzazione pubblica
del nostro Stato, sono il livello più vicino ai cittadini, che garantiscono la tenuta e la
solidità sociale del nostro Paese (lo hanno fatto in questi 70 anni), anche in momenti
gravi e difficili come questo.
Faccio questa affermazione perché vista la presenza del Sindaco gli chiediamo di
mantenere forte l'attenzione nei confronti del Governo, di modo da poter superare,
tutti insieme, nel rispetto delle diversità dei ruoli e di funzioni istituzionali, questo
momento difficile.
Fatta questa premessa, la discussione che vi è stata in questi giorni (una discussione
credo franca all'interno della maggioranza) mi sembra che abbia portato dei
miglioramenti significativi e utili alla proposta di deliberazione, di cui sono
testimonianza gli emendamenti che tra poco andremo a discutere e a votare;
emendamenti presentati sia dalla Giunta, sia dai Gruppi o dai Consiglieri della
maggioranza, oltre a una proposta di mozione collegata alla proposta di
deliberazione.
Con questa proposta di mozione e con questi emendamenti, presentati anche dal
Capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà, a nome del Gruppo, che poi interverrà più
puntualmente nel merito degli stessi, si stabilisce un ordine di priorità, un ordine di
attenzione da parte di questa Amministrazione agli impegni di spesa, che ormai sono
certi, definiti e obbligatori, per i quali noi, quindi, con senso di responsabilità, non
possiamo fare a meno di sostenere.
Anche se, in alcuni casi, per taluni di questi impegni di spesa sarebbe stata forse
opportuna una discussione preliminare. Altre voci di spesa, invece, per quanto ci
riguarda, non appaiono indifferibili, vincolanti, obbligatorie, urgenti e prioritarie, ma
possono assolutamente essere sospese, rinviate e - perché no - alle quali si può anche
rinunciare.
Questo perché (mi ricollego alla prima parte del mio intervento) oggi, a maggior
ragione rispetto a ieri, questa Amministrazione deve continuare (sottolineo la parola
"continuare", perché è un atto anche di riconoscimento di quello che è stato fatto
finora da parte di questa Amministrazione) a porre un'attenzione particolare e anche
superiore ai temi del welfare, in tutte le sue strutturazioni e in tutti i suoi ambiti con i
quali si può tradurre l'impegno di una Città importante come la Città di Torino.
In questo senso vanno gli emendamenti che come Gruppo Consiliare abbiamo
presentato e in questo senso andrà il nostro voto verso la proposta di deliberazione.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Centillo; le rammento che ha a disposizione 5 minuti per
intervenire.

CENTILLO Maria Lucia
Non nego che la presentazione di questa proposta di deliberazione abbia creato una
certa preoccupazione rispetto alla presentazione originaria. Oggi io mi sento di
ringraziare il Sindaco e l'Assessore Passoni per le modifiche che sono state
apportate, proprio perché mi sembra che correggano in parte l'impostazione dell'atto,
mettendoci nelle condizioni di avere una maggiore chiarezza rispetto alle spese che
vengono fatte.
Personalmente, ritengo che non sia possibile mettere in contrapposizione parti della
città, perché la cultura è parte della città, il turismo è parte della città, il welfare è
parte della città. È come se mettessimo in contrapposizione nel nostro corpo il
braccio con la gamba o con un'altra parte del corpo. Quindi, ritengo che questo atto
sia un corpo unico ed è bene che sia in equilibrio.
Quest'anno ci sono certamente delle occasioni che ci potranno portare ad avere
anche dei risultati eccezionali; stiamo vedendo cosa sta succedendo in questi primi
giorni dedicati all'Ostensione della Sindone (colgo l'occasione per dire quanto, a mio
parere, stia funzionando bene la macchina organizzativa - davvero eccellente - che
accoglie i visitatori) e quanto presumibilmente ciò determinerà un aumento del PIL,
insieme agli altri grandi eventi previsti.
Il PIL però si deve anche ripercuotere a beneficio rispetto ai settori carenti. Quindi, la
difficoltà che mi sento di sottolineare è che il taglio del 30%, in questi mesi, che può
avere una sua logica, nei mesi successivi dovrà essere ridimensionato.
Io confido molto nella capacità del Sindaco Fassino, che ha già dimostrato in più
circostanze il proprio impegno nelle sue battaglie, testimoniate anche dai mezzi di
comunicazione, per recuperare risorse per i Comuni e per la Città Metropolitana. Ma
qualora ci fossero problemi, non avendo certezza di risorse, non potendo fare una
vera programmazione (e questo è davvero incredibile per una grande Città, per una
grande Istituzione non poter contare sulla programmazione), noi non possiamo
pensare che alla fine i conti siano in pareggio. Cioè il 70% per il welfare è troppo
poco per garantire i servizi essenziali e i servizi obbligatori.
Quindi, l'Assessore Passoni ha fatto bene a presentare un documento che prevede di
spacchettare le deliberazioni sui grandi eventi, perché è giusto dare garanzie che ciò
si faccia. Ma poi andiamo a vedere uno per uno questi impegni, in modo che non ci
siano possibili equivoci.
Mi auguro che sia possibile votare il Bilancio al più presto. Anche io mi associo a chi
diceva che arrivare, come l'anno scorso, a votare il Bilancio a novembre, pensando
di lavorare in dodicesimi, e magari al 70% dei dodicesimi, non è assolutamente
possibile.
Io ho presentato un emendamento alla proposta di mozione di accompagnamento,
che chiede proprio di garantire i servizi obbligatori e quelli essenziali per la città.
I tagli lineari, ripeto, penso debbano essere, a regime, verificati, in modo che se ci
sono dei sacrifici da distribuire, non vengano distribuiti a pioggia, ma vengano
individuati in base alle priorità.
Per il resto mi ritrovo moltissimo nell'intervento del Presidente della I Commissione,
Altamura, che ha fatto un quadro complessivo di come si è arrivati a questa
posizione. Quindi, voterò la proposta di deliberazione, integrata con questo
emendamento, in modo assolutamente convinto.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Rapidamente solo per dire alla Consigliera Centillo che giovedì audiremo
l'Assessore Saitta in Commissione. A fronte dei numeri che cercherò di illustrare in
quella Commissione, sfido la Consigliera a sostenere la posizione che ha sostenuto in
questo Consiglio Comunale anche con l'Assessore Saitta, il quale, in questo
momento, a mio giudizio, alla luce dei numeri che illustrerò giovedì, non garantisce i
livelli essenziali di assistenza, per esempio, per i posti letto.
Io sfido pubblicamente la Consigliera Centillo a sostenere giovedì la stessa posizione
sul welfare che ha sostenuto in questo Consiglio Comunale, perché mi pare che ci sia
sempre un peso, da una parte, e un altro peso, completamente opposto, dall'altra.
Comunque, lo vedremo giovedì.
Detto questo, chiedo cortesemente al Sindaco, visto anche che con i colori diversi dei
precedenti governi, ben quattro volte l'ANCI è scesa in piazza a difesa delle
Autonomie locali, se non sia il caso adesso di pensare a qualcosa del genere, perché,
a fronte di questo ulteriore commissariamento (come l'ho definito io in
Commissione, e questa proposta di deliberazione ne è un esempio), credo che sia
giunto il limite massimo sotto il quale le Amministrazioni locali non possono andare.
Quindi, il mio appello è al Sindaco di Torino, Presidente dell'ANCI, perché valuti se
non sia il caso oggi di arrivare a una manifestazione pubblica a livello nazionale, a
sostegno delle Autonomie locali, e soprattutto a sostegno degli articoli 118 e 119
della Costituzione, che citiamo sempre quando ci conviene, ma nel momento in cui
viene disattesa nei suoi principi essenziali sulle Autonomie locali, sembra che ce ne
dimentichiamo.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola alla Consigliera Genisio.

GENISIO Domenica
A me stupisce che il Consigliere Tronzano abbia chiesto alla Consigliera Centillo
(che come Presidente della IV Commissione ha raccolto giustamente il sentire di
tanti componenti della medesima Commissione) di avere lo stesso atteggiamento nei
confronti dell'Assessore alla Sanità, perché mi sembra che il Consigliere Tronzano
abbia sempre partecipato ai nostri lavori in Commissione e abbia liberato il
provvedimento.
Siccome la Consigliera Centillo e la sottoscritta, con altri, hanno preso le stesse
posizioni nei confronti della Amministrazione del Presidente Cota... (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Mi scusi, sto parlando.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
Per cortesia, non dialogate tra voi. Consigliera Genisio, si rivolga alla Presidenza.

GENISIO Domenica
Dicevo che abbiamo tenuto lo stesso atteggiamento con il ricorso nei confronti della
Giunta Chiamparino. Non c'è stata, assolutamente, alcuna differenza. Sono due
tornate amministrative che, insieme con altri, conduciamo la stessa battaglia,
indipendentemente dal colore politico.
Mi dispiace che il Consigliere non se ne sia accorto, ma se n'è accorta la Giunta
Chiamparino, e se ne è accorto bene l'Assessore Saitta, come se ne era accorto il
Presidente Cota e i vari Assessori che si sono susseguiti alla Sanità e al Sociale nella
Giunta precedente.
Nella Commissione, con il dottor Moirano (la Consigliera Centillo lo ricorda)
abbiamo fatto la stessa battaglia, ricordando che i servizi alla persona, sia sanitari,
che sociali, sono inscindibili, sono uno solo. (INTERVENTO FUORI
MICROFONO). Abbiamo fatto gli stessi ricorsi contro le Giunte, indipendentemente
dal loro colore politico, difendendo sempre l'analogo e uguale principio, perché
quello deve essere difeso, qualunque sia il colore dell'Amministrazione Regionale.
Noi non abbandoneremo questa battaglia, assolutamente. Credo che anche il Sindaco,
nel suo intervento come Presidente dell'ANCI e anche come Presidente della Città
Metropolitana, lo abbia già ribadito più di una volta anche al Presidente della Giunta
Chiamparino.
Io ho firmato l'emendamento della Consigliera Centillo, ripetendo, per l'ennesima
volta, lo stesso e identico principio: la necessità di garantire le risorse per i servizi
obbligatori alle persone, sia che siano servizi sociali, sia che siano legati
all'educazione dei minori.
Possiamo discutere di qualche intervento, magari minore, anche in quell'ambito,
possiamo ragionare della riorganizzazione dei servizi, ma non possiamo
assolutamente discutere della diminuzione degli interventi.

CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Curto; le ricordo che ha a disposizione 5 minuti per
intervenire.

CURTO Michele
Ho ascoltato i Colleghi, di cui condivido molte istanze. In realtà, penso che siano
istanze derivate da una frustrazione, quella di dover amministrare una tornata
amministrativa che certamente non brillerà e non può brillare per l'indipendenza e i
margini lasciati a questo ed altri Consigli Comunali, in giro per l'Italia, dai
meccanismi e dai limiti della finanza pubblica.
Diceva prima bene la Consigliera Appendino che da quando nel 2011 ci siamo
insediati, giorno dopo giorno ci troviamo - "fra la padella e la brace" - a scegliere tra
opzioni sempre più complicate su come poter amministrare; in particolare per chi
come noi ha scelto - secondo me, a ragione - di gestire questa crisi e di provare a dare
risposte ai cittadini in una situazione difficile.
La verità è che i Comuni italiani, sempre di più (lo sa bene il Sindaco, che mi sembra
si stia adoperando in queste settimane in un'azione importante con l'ANCI, in una
trattativa asimmetrica con un Governo che pur appartenendo allo stesso colore di una
parte della maggioranza torinese - noi abbiamo scelto invece di stare all'opposizione
di quel Governo -, non si sta certamente distinguendo - su questo possiamo essere
tutti d'accordo - nella proporzionalità dei pur difficili equilibri di finanza pubblica
nazionale e su come gestirli ai diversi livelli istituzionali), sono stati di fatto
trasformati da Enti democratici di sviluppo del territorio, a quasi macchinette
dell'austerity. Quindi, i Consigli Comunali, in ultima istanza, sono stati trasformati in
uffici di relazione con il pubblico, che dovrebbero spiegare per quale ragione, in una
situazione come questa, facciamo quella, piuttosto che quell'altra scelta.
Per questo ci siamo trovati in questi anni ad approvare Bilanci sempre più tardi. Per
cui, non posso che ringraziare l'Assessore Passoni per lo spirito di questa proposta di
deliberazione. Ho sempre contestato quando c'erano pochi margini, ma, pur
riconoscendo un quadro generale di difficoltà, devo riconoscere che questa proposta
di deliberazione ci dà la possibilità di anticipare un dibattito, anche più politico, sulla
situazione di Bilancio dell'Ente e, per certi versi, di compiere alcune macro scelte.
Per questo credo che nell'affrontare questa proposta di deliberazione ci troviamo a
dover necessariamente affiancare al Bilancio economico un Bilancio più politico e a
fare almeno una discussione di carattere generale, che poi però scende anche nel
particolare.
Per fare un Bilancio politico ci vorrebbe anche un grande investimento di
discussione, di partecipazione, di confronto, che purtroppo non sempre c'è stato.
Questo ci porta oggi a dover un po' recuperare, in parte su scelte già effettuate, che
quindi non possono essere smentite.
Quando nella proposta di deliberazione si parla di spese incontingentabili e
improrogabili, è chiaro che alcune delle spese effettuate in questi mesi, che arrivano
al punto oggi, cioè che vanno pagate, sono diventate incontingentabili. Per questa
ragione noi ci sentiamo di partecipare alla responsabilità dell'Ente, non smentendo
accordi o posizioni prese con terzi. Questo lederebbe molto di più che l'impostazione
economica dell'Ente. Ne lederebbe l'autonomia, l'identità e l'autorevolezza.
Dall'altra parte, però, siamo convinti che si debba poter partecipare alla discussione
di quello che è l'ultimo Bilancio completo della Città di Torino, prima del 2016, che
quindi di sua natura diventa maggiormente un Bilancio politico.
Per questa ragione abbiamo guardato con preoccupazione la discussione effettuata in
questi giorni, ad esempio, sul tema della raccolta differenziata e sul tema del tributo
collegato all'igiene ambientale. Capiremo nelle prossime settimane qual è la
situazione. Certo - ed è qui che interviene il Bilancio politico - una forza come
Sinistra Ecologia Libertà, che nel proprio etimo ha la parola "ecologia", non
potrebbe accettare che, di fronte a un obiettivo programmatico approvato da questo
Consiglio Comunale, con l'adozione delle Linee di indirizzo, che andava verso il
65% di raccolta differenziata, il centrosinistra di questa Città rinculi al di sotto di
quello che era, nel 2011, il valore della raccolta differenziata in questa Città.
Quindi, è chiaro che se dobbiamo affiancare un bilancio politico a quello economico,
su quelle economico poi discuteremo, ma sarebbe inaccettabile se il bilancio politico
dovesse andare sotto un obiettivo minimo.
Dall'altra parte, non possiamo che guardare con preoccupazione a quelle tante
mozioni di indirizzo politico, votate dal Consiglio Comunale, soprattutto sul tema
della crisi sociale del welfare, che purtroppo non hanno trovato applicazione, spesso
in una situazione inevitabile di rimpallo, all'interno dell'esecutivo, fra le risorse che
erano state stanziate e le possibilità organizzative.
Per questa ragione, per esempio, il primo e l'unico emendamento che, come Sinistra
Ecologia Libertà, abbiamo proposto alla proposta di deliberazione consiliare chiede
proprio di equiparare questi grandi eventi con l'autorizzare l'adempimento delle
iniziative degli indirizzi del Consiglio Comunale, per rispondere alla crisi sociale ed
alleviare le difficoltà economiche dei torinesi; indirizzi che, pur avendo ottenuto nel
dibattito in Aula l'approvazione da parte della Giunta Comunale, risultassero, a
seguito di verifiche da parte delle Commissione Consiliari, ancora inattuati.
Con questo emendamento - secondo noi forte e importante - intendiamo sottolineare
il fatto che almeno vorremmo mettere sullo stesso piano le azioni anticicliche messe
in campo dalla Giunta, di cui parlerò tra poco, e gli indirizzi politici, soprattutto sulla
crisi sociale e sul welfare, messi in capo dal Consiglio Comunale.
Penso per esempio all'iniziativa votata da tutto il Consiglio Comunale sul freddo,
come mozione di accompagnamento nello scorso Bilancio, che purtroppo non è stata
messa in pratica, come abbiamo verificato insieme alla Presidente della
Commissione, la Consigliera Centillo, che voglio ringraziare per l'azione puntuale
che svolge con la Commissione. Iniziativa che speriamo di poter recuperare sul
Bilancio attuale.
Poi è chiaro che bisogna lavorare di cesello; mi verrebbe da dire, con un po' di
demagogia, "zero sprechi", su cui c'è anche una discussione politica connaturata alla
natura del centrosinistra. Da un lato, il Sindaco Fassino, a cui va riconosciuta la
volontà, in questi anni (perché i numeri, per gran parte, gli danno ragione), di non
deprimere la città e di portare avanti un'azione di rilancio anche in una situazione
congiunturale molto difficile. Questo credo che verrà sempre riconosciuto al
Sindaco, a giudizio della nostra azione di governo.
Ma, dall'altra parte, noi abbiamo sempre questa attenzione (che credo meriti di
essere congiunta e non contrapposta alla prima) rispetto ai servizi e all'accesso a
questi servizi. Se, da un lato, possiamo per certi versi riconoscerci che in una
congiuntura molto difficile quei servizi li abbiamo sostanzialmente difesi, dall'altra
parte non possiamo non notare che le soglie di accesso di quei servizi si sono
modificate per ragioni nostre, cioè per far quadrare il Bilancio o, purtroppo, per lo
spostamento della società torinese.
Penso, per esempio, alla deliberazione che ha modificato la soglia di accesso per i
non autosufficienti, quando abbiamo patrimonializzato le loro proprietà;
deliberazione che appunto non votammo. Penso, per esempio, all'annosa discussione
dei buoni taxi, dove noi eravamo avanzati rispetto al resto d'Italia, ma
inevitabilmente abbiamo dovuto rivedere al ribasso. Penso per esempio alla tariffa di
accesso al servizio mensa.
Comunque condividiamo la necessità di un rilancio. Una necessità che non può
prescindere da una fase anticiclica. Quindi, non intendiamo dire no in generale alla
deliberazione che viene proposta, intendiamo entrare nel merito. Per questa ragione
consideriamo positivamente l'emendamento proposto dal Sindaco e la proposta di
mozione di tutta la maggioranza, che intendiamo precisare con un passaggio.
Noi vorremmo che non solo i provvedimenti fossero spacchettati, presentati
singolarmente, in maniera da poterli giudicare, ma che venissero preventivamente
notificati a tutti i Capigruppo del Consiglio Comunale, per poterli giudicare e
valutare nel merito.
Infine, affrontiamo le grandi sfide. È in corso (lo diceva proprio il Sindaco, questa
mattina) una discussione (che abbiamo trovato di grande interesse e anche per questo
riconosciamo al Sindaco un'azione nei confronti del Governo) rispetto alla
possibilità di utilizzare nella spesa corrente i risparmi derivanti dalla ricontrattazione
dei mutui delle Amministrazioni locali.
Sarebbe sicuramente un provvedimento di grande interesse; per questo intendiamo
sostenerla in questo provvedimento, perché rappresenterebbe certamente un fatto
anticiclico. Per questo intendiamo inserire nella proposta di mozione di
accompagnamento due passaggi: da un lato, che nella trattativa tra ANCI e Governo
si starebbe prevedendo la possibilità di utilizzare le economie generate dalla
ricontrattazione dei mutui per sostenere la spesa corrente delle Amministrazioni
locali. Dall'altra parte, è un po' una valutazione su quanto forse si potrebbe ancora
fare se si aprisse una nuova fase politica a livello nazionale.
Noi abbiamo fatto un calcolo banale, abbiamo contato che il totale di quota capitale a
interessi nel 2010, che paghiamo ogni anno, ammontava a 237.000.000 di Euro...

PORCINO Giovanni (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho finito, Presidente. Nel 2014 quella cifra ammonta a 245.000.000 di Euro; questo
nonostante ci sia stata una fortissima contrazione del tasso Euribor in questi anni.
Quindi c'è un margine, anche se magari non abbiamo ancora il margine politico per
lavorarci sopra, ma lo dobbiamo conquistare a livello nazionale. Sono sicuro che il
Sindaco si sta adoperando in questo senso.
Quindi, concludiamo dandoci un mandato collettivo, politico. Adoperiamoci con una
forte iniziativa politica, tesa a ottenere dalle istituzioni finanziarie creditrici della
Città, in particolare quelle che hanno capitale detenuto da Fondazioni bancarie con
sede a Torino, una ricontrattazione del debito. Questo per coinvolgerle e
responsabilizzarle in un'azione di rilancio della Città di Torino, con iniziative
anticicliche nel campo dello sviluppo, dell'occupazione, del commercio, della
cultura, del welfare e dell'istruzione.
È chiaro che un'Amministrazione di centrosinistra, per rendere un po' più giusto un
periodo che sarà ricordato certamente come un periodo iniquo, non può che far
questo. Se da un lato siamo costretti a chiedere ai torinesi, non possiamo non
chiedere a quei torinesi che più hanno (è un concetto vecchio), come le Istituzioni
bancarie che abitano la Città di Torino.
Per il resto, noi pensiamo che questo provvedimento, che è stato ampiamente rivisto,
con la partecipazione e il concorso di tutti, possa andare avanti.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Io penso che dobbiamo essere consapevoli che la discussione che stiamo facendo sta
avvenendo in una situazione in cui i Comuni non hanno ancora il quadro globale di
certezze finanziarie su cui potranno fare conto nel 2015. Per cui, il Bilancio che
presentiamo è a quadro di risorse finanziarie certo e conosciuto.
Lo dico perché qui si dà per scontato che noi quest'anno faremo un Bilancio del 70%
rispetto all'anno scorso, ma non sarà così. Il 70% che abbiamo assunto come
riferimento oggi è il quadro di risorse certe ad oggi.
Dopodiché, stiamo lavorando, ovviamente, per andare dal 70% al 100%. Però questo
deve essere chiaro, perché se si pensa che questa sera definiamo che il Bilancio è il
30% in meno rispetto all'anno scorso, allora una serie di cose che sono state dette in
Aula sono ragionevoli. Ma non è così. Perché? Perché noi stiamo lavorando, come
ANCI, per un decreto sugli Enti Locali (perché i problemi che ha Torino li hanno
tutti i Comuni italiani), che può cambiare sensibilmente il quadro di risorse
finanziarie su cui fare leva.
In primo luogo, è aperta la discussione sulla ricostituzione del fondo perequativo
istituito nel 2014, per garantire che 1.800 Comuni, tra cui Torino, non avessero
riduzione di gettito tra le vecchie aliquote IMU e le nuove aliquote TASI.
Quei 625.000.000 di Euro valevano per la nostra Città, l'anno scorso, 38.000.000 di
Euro. È evidente che se i 625.000.000 di Euro vengono ricostituiti, i 38.000.000 di
Euro che oggi non ci sono, nel Bilancio ci saranno. Non saranno 625.000.000 di
Euro, sarà la quota parte della cifra che sarà negoziata. Quindi, questo è un pezzo che
oggi non c'è, ma stiamo lavorando perché ci sia.
In secondo luogo, stiamo negoziando la possibilità di utilizzare i proventi che
derivano da dismissioni, avanzi di Bilancio e ricontrattazione mutui, anche per la
spesa corrente. È evidente che se questa cosa viene, per il 2015, transitoriamente
riconosciuta, questo significa avere sulla spesa corrente una disponibilità di risorse
diversa da quella di oggi e più ampia.
Abbiamo chiesto una serie di altre misure che vanno tutte nella direzione di
flessibilizzare le condizioni di Bilancio sulla spesa corrente dei Comuni. E se queste
misure vengono acquisite è chiaro che il quadro muta. Quindi, noi dovremo andare a
un assestamento di Bilancio che, tenendo conto delle nuove poste di entrate,
ridefinisca le uscite.
Così come stiamo conducendo (lo dico perché ci riguarda come principale Città
Metropolitana) una serie di misure a sostegno delle Città Metropolitane, che anche
esse sono state destinatarie di un taglio particolarmente pesante.
Quindi, stiamo ridiscutendo le modalità di questo taglio: la non applicazione delle
sanzioni per chi ha sforato il Patto di Stabilità (si trovano in queste condizioni tutte le
precedenti grandi Province: Torino, Milano, Roma, Napoli e Bologna), la non
applicazione delle sanzioni, sempre per sforamento del Patto di Stabilità, sul
personale ed una serie di altre misure che riguardano i Bilanci delle Città
Metropolitane.
Quindi, la misura che adottiamo oggi è una misura prudenziale giusta. Noi oggi
siamo certi, rispetto ai saldi del 2014, di disporre di risorse pari al 70%. Quindi,
calibriamo la titolarità deliberativa su questa certezza di spesa. Ma stiamo lavorando,
in queste settimane, per andare ad acquisire un quadro di certezza finanziaria più
ampio, che ci consenta dal 70% di crescere, con l'obiettivo, se ci riusciamo, di
arrivare al 100%. Su questo l'ANCI sta facendo un negoziato.
È del tutto legittimo avere le opinioni che si hanno, ma si possono avere due modi
per dirigere un'organizzazione: quello di mettersi ad urlare, senza produrre alcun
risultato, e quello di urlare un po' di meno, mettendo invece in campo un'attività
negoziale, che l'ANCI costantemente sviluppa, che ha già portato risultati
migliorativi rispetto alla Legge di Stabilità nel suo testo originario; ha acquisito
successivamente una serie di altre modifiche e miglioramenti, e puntiamo a ottenerne
sempre di più.
Questo non significa non vedere tutti i problemi che ci sono negli Enti Locali, ma
l'unico modo per cercare di affrontare questi problemi è cercare delle risposte. Io
penso che il dovere di chi dirige un'associazione di rappresentanza sia quello di
cercare, in primo luogo, di ottenere quei risultati concreti e quei miglioramenti che
consentano ai rappresentati di vedere risolti i loro problemi.
Dopodiché, è evidente che noi dobbiamo avere delle priorità, oggi e anche domani.
Io ho sempre detto in quest'Aula che ovviamente ci sono alcuni servizi fondamentali,
che sono prioritari rispetto a qualsiasi altra cosa: i servizi educativi, i servizi di
welfare e altri servizi fondamentali per la vita della comunità sono prioritari.
Questo è un principio che la nostra Amministrazione ha sempre applicato e
applicherà anche quest'anno. Starei un po' attento a dire sbrigativamente che in
nome di questo si può tagliare qualsiasi altra cosa, perché tanto è inutile. Non è così.
Perché se noi abbiamo una città che ormai, ogni settimana, è piena di turisti e di
visitatori (e questo significa lavoro per alberghi, per tassisti, per commercianti, per la
città e incide sul Prodotto Interno Lordo), non è che tutto questo lo consideriamo
un'utopia del Sindaco.
I nostri musei, nei tre giorni del weekend di Pasqua, hanno staccato 110.000 biglietti.
Solo questo dato dà la dimensione della caratterizzazione che oggi questa città ha
acquisito sul fronte turistico. E questo l'ha ottenuto essenzialmente con un grande
investimento sulla cultura, incide sul PIL, incide sul lavoro di settori fondamentali
della vita della città, concorre (non da solo, sarei sciocco a pensare questo) a creare le
condizioni per una fuoriuscita dalla crisi di questa città o comunque a contenere le
conseguenze.
Quindi, stabilito che ci sono alcune cose che sono prioritarie (e ho già detto quali
sono), in ogni caso, e quindi sono prioritarie con il 70% e con il 100%, poi dobbiamo
sapere che la vita di una città la si tiene in piedi offrendo a questa città opportunità su
molti fronti. Per cui, abbiamo lavorato per creare le condizioni perché fosse così, e
dei ritorni li stiamo avendo.
Uno può anche pensare che siano superflue le risorse della Sindone, ma io non la
penso così, perché, a parte il valore religioso e civile dell'Ostensione, guardate quali
sono le conseguenze in termini di afflusso in città.
Anche sullo sport, vorrei fosse chiara una cosa, perché si dicono tante cose
imprecise. L'anno europeo dello sport è costituito da eventi di due tipi: ci sono eventi
che sono organizzati con le Federazioni sportive professionistiche (ad esempio, la
partita di calcio Italia-Inghilterra, la partita di pallanuoto Italia-Croazia, la partita di
rugby Italia e non so più chi, eccetera). Per tutti questi eventi noi spendiamo
praticamente nulla, perché abbiamo chiesto, forti del fatto che queste Federazioni
sportive soldi ne hanno, di essere loro i finanziatori di questi eventi. Quasi tutta la
spesa è concentrata sull'altro fronte, che è la promozione di mille iniziative di sport
di base che si rivolgono ai cittadini, ai ragazzi e ai giovani.
Vi garantisco che (come è capitato a me, poteva capitare a ciascuno di voi), dopo
l'emozione che ho vissuto domenica quando sono stato nella Piscina Olimpica in
occasione dei campionati interregionali dei ragazzi portatori di handicap psichici,
vedendo centinaia di ragazzi e centinaia di famiglie che si trovavano lì, non credo
che quei soldi li possiamo catalogare come soldi superflui perché è solo sport, fanno
parte anche quelli di un pezzo di welfare.
Cerchiamo di usare la ragione, perché, se si usa la ragione, poi si trovano le
soluzioni. La ragione dice che noi, oggi, abbiamo questa disponibilità di risorse e,
quindi, tariamo il Bilancio su questa disponibilità. La ragione dice che queste risorse
non ci bastano e, quindi, lavoriamo per far crescere le nostre risorse. La ragione ci
dice che nell'allocazione delle risorse ci sono alcune cose prioritarie, e lo sono per
tutti, e poi ce ne sono altre che non sono inutili o superflue, perché concorrono allo
sviluppo della città, e cerchiamo il più possibile di tenerle in piedi, anche facendo
quello che abbiamo fatto.
Quando si parla della cultura a Torino si dimentica spesso, cosa che io invece ricordo
tutte le volte, che in questa città abbiamo messo in campo un'azione di fundraising,
di ricerca di risorse non solo nostre, che è un pezzo fondamentale dell'offerta
culturale della città, e lo stiamo facendo anche adesso.
Siccome mi rendo conto che se il Bilancio rimane così ci troveremo con un delta,
siamo già in pista per cercare risorse aggiuntive fuori del perimetro delle risorse del
Bilancio, per garantire che le istituzioni culturali siano in grado di garantire
comunque la loro offerta, come abbiamo fatto in questi anni.
Quindi, sulla base della ragione e di una visione delle cose (e io penso che una
visione ce l'abbiamo), si tratta di mettere in campo un'azione che ci consenta di
reggere la città, come l'abbiamo retta fin qui.
Dopodiché ci sono due problemi che ho posto più volte in sede nazionale e che credo
stiano diventando ormai stringenti. Il primo: da cinque anni e anche prima, dal 2008 i
Comuni italiani sono destinatari di spending review, che sono diventate via via più
intense, le quali agiscono su un terzo dei Bilanci. I Bilanci sono poi costituiti da tre
grandi capitoli di spesa: c'è il personale, c'è tutta la parte di oneri finanziari, mutui,
spese obbligatorie, eccetera e c'è la spesa libera; sono otto anni che si agisce sulla
spesa libera su un terzo dei Bilanci. Se usiamo la ragione e siamo onesti, dobbiamo
sapere che, se si vuole andare avanti con una politica di spending review e di
risanamento, non si può agire soltanto su un terzo della spesa. Detto così può
sembrare semplice, farlo è un'altra cosa, però bisogna essere consapevoli di questo
se non si vogliono mettere in discussione i servizi, di questo dobbiamo esserne tutti
consapevoli.
Il secondo punto: in questi anni abbiamo avuto delle spending review che non hanno
mai avuto tra i criteri quello della premialità, per cui noi - io rivendico - abbiamo
fatto 450 milioni di dismissioni mobiliari ed immobiliari in tre anni, come sappiamo,
perché le abbiamo decise in questo Consiglio Comunale, e il trattamento che la Città
di Torino subisce è lo stesso di una Città che non abbia dismesso un euro; questo è
un problema, secondo me, che così non può più andare avanti.
Non lo pongo solo io come Sindaco di Torino, lo pongono tanti Comuni. I Comuni
che - tra virgolette - si sono messi su un percorso di "virtuosità", giustamente,
rivendicano di essere riconosciuti virtuosi; questo è un tema che oggi non è risolto e
che, però, credo debba essere posto ed affrontato.
Detto questo, lascio la parola all'Assessore Passoni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
L'intervento del Sindaco mi agevola in quanto ha già affrontato tutti i nodi centrali,
compreso quello generale. Aggiungo solo una considerazione che vorrei dire non è la
chiosa, ma la sintesi della conseguenza del ragionamento che il Sindaco ha fatto, cioè
questo tipo di approccio e di impostazione: c'è una spending review che ha questo
tipo di rapporto con la spesa pubblica italiana, sortisce l'effetto di relegare all'Ente
Locale solo le funzioni di istituto obbligatorio.
E qui scatta una discussione molto complicata, vale a dire il legislatore scorre il nodo
scorsoio intorno all'Ente Locale casualmente o in realtà persegue effettivamente,
come ha detto qualcuno negli interventi, l'ha detto anche il Consigliere Altamura,
l'idea di relegare l'Ente Locale a un ruolo di compiti di istituto stretti? Cioè l'Ente
Locale si occupa di anagrafe, stato civile, igiene ambientale, polizia locale e altre
funzioni strette, non quello a cui, invece, questa Città è stata abituata, in una visione
molto larga, di cercare delle visioni economiche del territorio in senso prospettico e
di farlo con risorse ovunque reperite, anche con il fundraising, con l'apporto di enti
terzi, perché non c'è niente di peggio che avere quelle ambizioni e non avere più i
soldi per farle, per essere molto chiari.
Questa considerazione, portata alla deliberazione e alle osservazioni fatte fino adesso
dai Consiglieri, ci porta, però, a una questione che vorrei riprendere, che è irrisolta
dall'anno scorso. Vorrei ricordare che l'Aula, quando portammo un Bilancio
preventivo parlando di Bilancio tecnico, che era esattamente una condizione molto
simile a quella attuale: Bilancio tecnico = garantiamo di fatto i servizi essenziali, la
spesa e oltre, non solo quelli essenziali, consolidati alcuni servizi e releghiamo
alcune parti di spesa tecnicamente a una valutazione delle risorse che arriveranno
durante l'esercizio stesso. Sappiamo che non è un approccio che l'Aula digerì
facilmente, ci fu una produzione intensa di indirizzo di mozione, cosa doveva venire
prima e cosa venir dopo, ma, alla fine, riuscendo a fare quasi il 99,9% di quello che
avevamo immaginato, la discussione poi è finita nel nulla; poche attività sono state
sospese e poche attività sono state effettivamente soppresse.
Quest'anno c'è stata una situazione di tagli più incisiva dell'anno scorso, questo è un
dato che deve essere chiaro a tutti, i tagli di quest'anno sono la somma tra il 2013, il
2014 e il 2015, tre finanziarie tutte in fila che hanno posticipato nel tempo tagli di
risorse pubbliche e in più c'è il tema dell'armonizzazione contabile che vorrei
ricordare all'Aula, l'ho detto in Commissione, è una sorta di importante rivoluzione
contabile che condivido nel senso tecnico-giuridico del termine, ma che in realtà è
stata messa nel piatto degli accordi europei con l'Unione Europea per il risanamento
del Paese e gli accordi complessivi di finanza pubblica quale una delle leve, cioè
l'allineamento di cassa e competenze, principio in cui in Italia e in altri Paesi siamo
indietro, è una delle questioni che ha permesso di risedersi in prospettiva al tavolo
del recupero del deficit e di quelle grandi vicende di cui non parliamo mai e di cui,
invece, sarebbe interessante ogni tanto parlare.
Quel riallineamento ha un costo economico e sociale. Ha un costo sociale perché
recuperare quelle differenze contabili, fatte da una politica europea diversa, da
politiche nazionali diverse, accumulatesi in trenta anni, e farlo in pochi anni mette a
carico del presente, ovviamente, un'eredità pesante del passato, non di
comportamenti sbagliati - sia chiaro, non mi fraintendete -, ma semplicemente di
riallineamenti, cioè giustamente i Paesi che hanno un andamento di riscossione bassa
devono mettere quel deficit di riscossione a carico della finanza pubblica locale nella
spesa pubblica, come una spesa. Questo è un sistema contorto, mi rendo conto, non
facilmente afferrabile, ma comunque molto chiaro, cioè al posto della spesa
produttiva di servizi devo mettere spesa di accantonamento di fondi rischi e
prudenziali, genera ovviamente la minore quantità di risorse per i servizi, ecco
perché la politica discute di come dovrà fronteggiare questo scenario.
Allora non voglio fare la domanda che mi verrebbe da porre essendo l'Assessore al
Bilancio e avendo tra 40 giorni il Bilancio preventivo, ma vorrei dirvi che se poi
effettivamente non arrivassimo al 100%, ma all'87%, quel 13 - o quel 5 o quell'1%,
non ha importanza - non potrà essere anche quest'anno una prospettiva di taglio
lineare, dovrà essere un criterio di scelta politica, secondo linee guida che
l'Amministrazione si deve dare su priorità politiche e conseguenti scelte
amministrative.
Allora tocco un tema e rispondo al Consigliere Curto: è chiaro che tutti siamo
d'accordo a dire che il welfare non si tocca, così come non si tocca la scuola e
nessuno vuole toccare l'igiene ambientale, l'ambiente e tutto ciò che concerne i
servizi essenziali, eccetera, però bisogna dirsi chiaramente che il medico non ci ha
prescritto come erogarli, né quanto spenderci per erogarli.
Allora, arrivo al punto: se la politica vuole conservare il livello di servizi a risorse
calanti, può mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che le risorse non siano calanti
o può affrontare il tema della riforma della spesa pubblica dicendo che, se devo
mandare a scuola 1.000 bambini, li posso mandare in tanti modi, speriamo con il
massimo del servizio possibile, ma per erogare quel servizio a 1.000 bambini e non a
900 devo capire quali sono le forme di erogazione del servizio compatibili con il
livello di spesa pubblica della stagione che attraversiamo. Per essere chiari, questo
vale per il welfare, per l'assistenza, per l'igiene ambientale, perché nessuno è
contrario, voglio essere molto chiaro sul tema della surreale polemica giornalistica
sulla raccolta differenziata e sull'igiene ambientale, nessuno è contrario a fare la
raccolta differenziata in questa Città - ci mancherebbe solo -, ma ci sono in questa
Italia duemila modi per farla e ogni strada ha risultati economici, costi e risultati
ambientali diversi tra loro. Se però pensiamo che si possa mettere a carico
dell'imposta, in crisi economica, l'efficienza della raccolta differenziata,
personalmente non sono d'accordo come Assessore ai Tributi. Sono molto chiaro,
non c'è una infinitività per cui si può mettere a carico del contribuente anche
l'eventuale rischio di inefficienza del nostro sistema, questa è la realtà delle cose.
Pronto a parlarne, ma non pronto a non parlarne, cioè a non affrontare la cosa.
Quando ci diciamo, Consigliere Curto, che ci sono dei criteri di priorità, siamo
d'accordo, penso che bisogna andare fino in fondo e cominciare a dirsi: ma se tra
venti giorni, un mese, due mesi dovessimo avere il 99% della spesa e mancasse l'1%,
quell'1% sarà il taglio lineare su tutto o sarà una scelta politica su qualcosa? Questa
scelta sta al collettivo di una maggioranza, di un Consiglio Comunale e della
rappresentanza di questa Città.
La deliberazione non scappa da questo problema, dice semplicemente da qui a
quando faremo il Bilancio, qualunque Bilancio esso sia, dobbiamo gestire il
transitorio, che probabilmente è un transitorio che non può ipotecare il Bilancio
futuro dovendo affrontare dodici dodicesimi di spesa, quindi affronta un criterio
prudenziale per affrontare i prossimi 45, 60 giorni, non lo sappiamo, e lo fa
ovviamente fissando delle soglie di spesa che già sin d'ora responsabilizzino le scelte
strutturali sulla spesa e sull'esito di quelle operazioni, non mettendo sullo stesso
piano qualunque cosa, ma neanche potendo pensare che ci si possa trincerare dietro
un "non ha importanza, c'è un grande evento sulla Città", perché tanto il grande
evento non è il welfare, non è sufficiente questa cifra di esposizione.
Concordo con il Sindaco quando dice giustamente che il prodotto interno lordo di
una Città e la ricchezza di una Città non si fanno senza rimettere in circolo un effetto
indotto delle risorse che giocano la Città stessa, altrimenti il welfare non basterà mai
perché in una Città sempre più povera e sempre più tassata e con meno risorse, il
welfare non colmerà mai le differenze. Questa non è una teoria economica nuova, c'è
comunque una soglia di ricchezza che deve essere generata dalla ordinaria economia
a cui si implementa con il welfare.
Questa è la dottrina, se vogliamo, novecentesca keynesiana elementare, ma se non
c'è il ricircolo di risorse autonome, tutto il resto, il differenziale non può essere
colmato con risorse soltanto pubbliche. Allora è un discorso un po' dell'acqua calda
toglierle di qua e metterle di là, ci vogliono entrambe e questa è la verità. Ci vogliono
entrambe per due ragioni: una, perché dobbiamo vivere in una società che produca
ricchezza e, con ricchezza, benessere e che possa distribuirlo.
Lo dico chiaramente, il problema dei nostri tempi non è tanto quanta ricchezza e
come va prodotta, al massimo è come si distribuisce la ricchezza nella società e qui
c'è un tema generale che non voglio toccare, si chiama riforma fiscale, si forma
fiscalità locale, perché il sistema di distribuzione nostra locale non è equo, la fiscalità
locale basata sul catasto immobiliare non ridistribuisce un bel niente. Vogliamo
essere molto onesti e dirci che le forme di prelievo fiscale di un Bilancio che oggi è
al 99% autonomo, perché oggi riceviamo 8.000.000,00 di trasferimento dallo Stato,
ma si basa sulla fiscalità immobiliare, non è una politica ridistributiva né tantomeno
federale. Noi preleviamo da gente che ha immobili, ma che forse è più povera di
gente che non ha immobili, ed è più ricca di quella che ha gli immobili, questa è la
realtà delle cose. Un problema vero è ridistribuire ricchezza su una politica
territoriale che finanzia il suo welfare con le tasse locali, deve permettere la
ridistribuzione della ricchezza, anche quando la prendi e non solo quando dai i
servizi, altrimenti è un sistema circolare pericolo.
Ultimi sempre più ultimi, classe intermedia colpita e ricchi sempre più ricchi, questo
è l'effetto dell'Italia. Signori cari, apriamo gli occhi!
Questo è un tema che a me interessa, però purtroppo oggi la riforma del fisco, che è
in corso di arrivo per il 2016, è rinviata di un anno, forse non fa ancora il salto della
qualità andando ad individuare una base imponibile diversa; questo è un tema
interessante che riguarda davvero la solidarietà e il meccanismo economico di una
Città.
Città non perché parliamo di noi stessi, Città perché quel trasferimento di autonomia
è stato passato alle Città. Lo ripeto, oggi noi di questi 1.300 milioni di spesa
riscuotiamo direttamente una quota enorme di risorse e dipendiamo ormai dallo Stato
per quote assolutamente molto molto basse; non possiamo governare come
preleviamo quelle risorse fino in fondo.
Il Consigliere Curto ha parlato di rinegoziazione da mutui. Io sono molto chiaro su
questo, non mi opporrò alla mozione che peraltro è un indirizzo - per cui ben venga
in questo senso - dell'emendamento alla mozione che parla del fatto di dare la
possibilità di rinegoziare i mutui, mi limito a osservare questo: attenzione, però, se
ritorniamo a un meccanismo per il quale le economie della rinegoziazione del debito
vanno in maggiore spesa, sul medio periodo, è fallimentare. Attenzione: se ci
diciamo che per compensare il taglio di risorse e temporaneamente tamponare una
fase economica negativa, dobbiamo ricorrere a prelevare risorse dal futuro sul
presente, cioè portarle ad oggi, si può fare, ma deve essere veramente chiaro che è
una misura straordinaria non strutturale.
Se invece, e non credo che lo sia, il senso fosse quello di pensare che questo possa
reggere nel merito la spesa pubblica, assolutamente no, la mia contrarietà è totale
perché è un principio sbagliato, lo si è fatto già fin troppo. Studiamoci l'economia
del 2000-2008 degli Enti Locali in questo Paese, quando il Governo Berlusconi con
il Ministro Tremonti propose agli Enti Locali di sopravvivere di rinegoziazioni e
derivati, che liberarono in questo Paese miliardi di euro di spesa pubblica, purtroppo
non è stato male in sé, ma è come gli Enti Locali hanno usato quelle economie
consolidando la spesa pubblica nel medio e non andando ad efficientare quella
presente, demonizzando lo strumento finanziario e non pensando a come è stato
erroneamente usato, c'è una bella differenza e poi naturalmente ci ha messo la
televisione, ci ha messo il senso di questo Paese un po' strano e tante altre questioni.
Oggi fare politiche espansive in crisi vuol dire salvaguardare i servizi, lo so che è un
atteggiamento un po' minimalista, ma di questi tempi è già tanto fare così.
La deliberazione ci dice: bisogna cercare di scollinare questo bimestre fino al
Bilancio, sapete che con il Bilancio discuteremo di cose più complicate di quelle
attuali, perché è difficile pensare che avremo il 100%. Io e il Sindaco Fassino,
guardando lo stesso bicchiere, uno dice che è mezzo vuoto e uno dice che è mezzo
pieno, questo è un pregio umano delle persone, ma è così: io devo prendere il mio
occhio e usare il mio punto di vista quando faccio i conti e ci sta per il ruolo che
ricopro.
Devo dirvi che difficilmente avremo il 100%, anche se tutti i giorni ci battiamo per il
101%, e questa è la cosa che fa la differenza, ci battiamo per il 101%, ma se non sarà
il 100%, e lo sapremo tra 60 giorni, il mio dovere è oggi non ipotecare il 100% non
avendolo, è preservare i margini di spesa per poter assicurare a questo Ente di
garantire i servizi essenziali fino a quando non saremo sicuri di quale sarà la
percentuale effettiva.
Questa è la deliberazione che abbiamo portato oggi, non un atto di fede verso la
Giunta che poi spende liberamente, non un atto di delega e di responsabilizzazione
della Giunta che poi chiede al Consiglio cosa fare, è solo la volontà di gestire day by
day - come direbbe qualcuno - l'attività della deliberazione dell'Ente senza
imprudenze e con un mandato politico chiaro.
L'emendamento - e chiudo - coglie questa esigenza, vale a dire: oggi ha senso
programmare oltre il Bilancio se il Bilancio va tra 60 giorni? No.
In Commissione, ripensando alla riflessione fatta anche dal Consigliere Greco
Lucchina, era una cosa forse lampante, forse non è emersa, aveva ragione chi lo
sottolineava, forse io lo vedevo nell'atto e non c'era scritto, ma per me era così. Mi
rendo conto che, a volte, facendo un atto uno pensa di trovare le risposte alle
domande che si dà e, invece, magari i terzi non le leggono.
Quindi l'emendamento, Consigliere, non è tanto una correzione di rotta, è
l'affermazione onesta che, se quella cosa non si vedeva, è giusto che si veda perché
l'ho sempre pensata e penso che sia giusto che non programmiamo la spesa che
dovrà essere fatta a novembre, perché è inutile farla e programmarla oggi se
possiamo deciderla dopo, posticipando cose che magari, invece, sono più urgenti
prima di quando dobbiamo decidere altre misure e altre eventuali scelte che magari
saranno contingibili e urgenti.
Questo criterio di progressività, di selezione temporale, di - tra virgolette -
"continuità" dell'attività amministrativa mi sembra l'unico accettabile e anche
l'unico corretto, che, se l'Aula condividerà - e spero che lo faccia -, è quello che
guiderà la Giunta in questi 60 giorni prima del Bilancio, ricordandoci però una cosa e
questo non è un atto di richiesta di compassione quanto piuttosto una presa d'atto che
vorrei che il Consiglio abbia ben chiara: sono esattamente otto anni che
l'Amministrazione Comunale di Torino e tante altre Amministrazioni mettono in
campo operazioni di efficienza della spesa, operazioni sull'entrata, operazioni
straordinarie di dismissione, tutto ciò che serve a stare nel patto di stabilità, a
salvaguardare gli equilibri di Bilancio, a garantire i servizi e quant'altro. È però un
po' difficile lavorare in condizioni per le quali c'è sempre a Roma un Governo, di
qualunque colore esso sia, che, di fronte ai 50 km di maratona, ti prende il traguardo
e te lo sposta sempre 10 km più avanti. Sanare un Bilancio e garantire i servizi vuol
dire un lavoro enorme che richiede anni, ma se la durata di questa corsa non è
determinata negli obiettivi, nella durata e nella lunghezza, diventa estenuante. Non
solo estenuante, ovviamente, per tutti noi che partecipiamo alla discussione e a
questo processo, ma estenuante perché quelle misure che riteniamo essere sufficienti
per poter perseguire quell'obiettivo sono sempre insufficienti, perché tutti gli anni
viene chiesto un concorso aggiuntivo agli Enti Locali che, come dice giustamente il
Sindaco quando cita i dati ANCI, sono molto più che proporzionali rispetto al costo
della spesa pubblica che l'Ente Locale da solo detiene.
In proporzione è invertito, noi siamo al doppio del sacrificio rispetto a tutta la spesa
pubblica che detiene il comparto dello Stato. Non voglio dire che bisogna andare
sullo Stato a ridurre, però quando parlo di spending review, perché ci siamo
innamorati di questa parola meravigliosa, spending review che non vuol dire niente
fondamentalmente, ci diciamo che la facciamo noi in prima persona sui nostri
servizi, ma vorremmo ogni tanto che venisse fatta anche da chi eroga servizi a livello
diverso. Diversamente la spending review, lo dico sempre, è un modo elegante per
determinare con un termine anglosassone una parola che significa tagli lineari
camuffati, io ai tagli lineari camuffati vorrei per una volta poter dire di no.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'analisi degli emendamenti.
L'emendamento n. 0, presentato dal Consigliere Curto, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
(INTERVENTO FUORI MICROFONO).Viene richiesta l'illustrazione.
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Stiamo parlando dell'emendamento alla deliberazione, vero?

PORCINO Giovanni (Presidente)
Sì.

CURTO Michele
Perfetto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Se vuole lo leggo, Consigliere.

CURTO Michele
Sì, mi aiuta.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Inserire a pagina 3, ultima riga dell'ultimo capoverso, dopo la parola "prioritarie", il
seguente testo: ", e dare pieno adempimento alle iniziative del Consiglio Comunale
per rispondere alla crisi sociale ed alleviare le difficoltà economiche dei torinesi".

CURTO Michele
Grazie, Presidente. Intanto ho recuperato i testi.
In realtà, si tratta di due emendamenti collegati, uno ovviamente nelle premesse, il
secondo nell'impegnativa, in prosecuzione al punto 2), che voteremo in seguito.
Li illustrerei congiuntamente, perché in realtà si tratta sostanzialmente di un
emendamento a senso unico, cioè gerarchizzare, a fianco agli eventi di cui abbiamo
parlato, la programmazione agli eventi straordinari, anche gli interventi previsti dalle
mozioni di indirizzo del Consiglio Comunale che hanno avuto un parere favorevole
da parte della Giunta, ma che non hanno ancora trovato applicazione, e quindi, a
seguito, come dice l'emendamento successivo, di cui a questo punto do lettura, che
andrà nell'impegnativa: ", e autorizzare l'adempimento delle iniziative e indirizzi del
Consiglio Comunale per rispondere alla crisi sociale ed alleviare le difficoltà
economiche dei torinesi, che pur avendo ottenuto nel dibattito in Aula approvazione
da parte della Giunta Comunale, risultassero a seguito di verifica da parte delle
Commissioni Consiliari ancora inattuate".
Ce ne sono alcuni da questo punto di vista, io sempre ricordo l'indirizzo di
accompagnamento all'ultimo Bilancio che era stato approvato da tutta l'Aula, che
faceva riferimento al tema della morosità incolpevole del calore, che abbiamo
cominciato proprio recentemente a realizzare in seno alla IV Commissione con la
Vicesindaco Tisi. Questo è uno degli esempi, ma ovviamente l'emendamento è più
generale e fa riferimento a tutti gli indirizzi del genere del Consiglio Comunale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Il Consigliere ha contestualmente illustrato l'emendamento complementare, che è il
n. 3 ter.
Qual è il parere della Giunta?

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 0:
Presenti 24, favorevoli 24.
L'emendamento n. 0 è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 1, al quale è stato presentato un
subemendamento, ha chiesto di intervenire la Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Colgo l'occasione della discussione sull'emendamento per ribattere anche, in parte,
al Sindaco e ad alcune affermazioni che sono state fatte.
Signor Sindaco, forse per deformazione professionale, tendo anche io a vedere il
bicchiere mezzo vuoto, ma sarà deformazione professionale per il lavoro che faccio,
però penso che sia non irrazionale, ma del tutto razionale prendere atto del fatto che
c'è questo rischio, che ritengo sia ben più di un rischio, e il Consiglio Comunale non
sta spegnendo la Città, signor Sindaco.
Ad esempio, sul Salone del Libro mai mi verrebbe in mente di dire che non si deve
fare, ma su alcuni eventi che riteniamo prioritari, ad esempio spendere 700.000,00
Euro per essere presenti all'Expo, lo dico chiaramente, non lo ritengo prioritario nel
momento in cui le risorse non ci sono, penso che sia del tutto razionale, consapevole
e responsabile come Consiglio Comunale, quando ci si chiede di prendere posizione,
di dire che le priorità sono altre rispetto a quelle risorse, signor Sindaco.
Con l'emendamento non si sta dicendo di spegnere la Città, capisco benissimo la
risonanza che hanno gli eventi, si sta dicendo che, finché non si ha certezza delle
risorse, finché non si sa quante saranno le risorse disponibili - che, tra l'altro, molto
probabilmente non saranno quelle dell'anno scorso -, certe attività aggiuntive, come
ad esempio - ribadisco - i 2.500.000,00 di Euro, di cui tra l'altro stiamo chiedendo la
sospensione di una parte, la parte che non è ancora stata impegnata venga congelata,
fino a verifica delle risorse a disposizione e all'approvazione del Bilancio
previsionale, perché è razionale e responsabile farlo.
È irresponsabile - mi scuso qui e mi rivolgo ai Consiglieri del PD - fare un
emendamento in cui si dice che non si vuole che si tocchi il welfare, perché il welfare
si toccherà. È adesso il momento per dire se vogliamo avere un tesoretto da tenere da
parte per andare a recuperare quel 30%, non è dopodomani, non ci saranno più quelle
risorse dopodomani. Quindi invito tutti i Consiglieri a leggere l'emendamento e a
votare in modo consapevole e favorevolmente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1
così subemendato:
Presenti 28, astenuti 2, favorevoli 8, contrari 18.
L'emendamento n. 1 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 2, ha chiesto di intervenire la Consigliera
Appendino.

APPENDINO Chiara
Sempre per cercare di essere responsabili, e non irresponsabili, e razionali, e non
irrazionali, con questo emendamento specifico chiediamo che venga sospesa la parte
ad oggi non ancora impegnata di Torino Capitale Europea dello Sport. In
Commissione abbiamo audito l'Assessore Gallo che ci ha detto che ci sono a budget
2.500.000,00 di Euro e di questi, se non ricordo male, sono ancora disponibili
1.100.000,00 Euro; si chiede di sospendere questa cifra fino all'approvazione del
Bilancio previsionale del 2015, per dedicarli, in ottica delle priorità politiche che
abbiamo identificato, ad altre risorse nel caso in cui non si recuperasse quel famoso
30%.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2:
Presenti 27, favorevoli 8, contrari 19.
L'emendamento n. 2 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 3, ha chiesto di intervenire la Consigliera
Appendino.

APPENDINO Chiara
Anche questo emendamento specifica nella parte di narrativa che, rispetto alla
partecipazione della Città al Padiglione Italia dell'Expo, sono da considerarsi al di
fuori del 70% delle spese relative ai capitoli di Bilancio, quindi chiediamo che
vengano rimandate a quando ci sarà certezza di risorse e quindi al Bilancio
previsionale 2015.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Qual è il parere della Giunta?

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3:
Presenti 24, favorevoli 5, contrari 19.
L'emendamento n. 3 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 3 bis, presentato dal Sindaco e dall'Assessore Passoni, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
L'Assessore lo ha già illustrato.
La parola alla Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Sinceramente avrei preferito un'illustrazione, anche perché sono state poste alcune
domande sull'emendamento, da me come da altri Consiglieri di opposizione.
Forse è mia ignoranza, ma non ho ben capito a cosa serve questo emendamento. Mi è
chiaro che la Giunta si prende l'impegno rispetto al Consiglio di spacchettare le varie
iniziative, mi è altrettanto chiaro - e qui mi rivolgo soprattutto ai Consiglieri di
maggioranza - che, in realtà, comunque con questa deliberazione evidentemente
rimane a totale discrezionalità della Giunta decidere che ammontare di risorse andare
ad allocare rispetto a quel famoso 70% e 30%.
Penso, anche alla luce di questo emendamento, che è condivisibile e per il quale
voterò favorevolmente, che però manchi e continui a mancare la spinta politica del
Consiglio Comunale, che è tenuto a dare delle priorità e in questo emendamento
evidentemente non si risolve la questione, perché è chiaro che i poteri sono diversi, la
Giunta ha un potere esecutivo e delibera contributi su indirizzo del Consiglio
Comunale.
Il Consiglio Comunale dovrebbe dare la priorità, dovrebbe dire dove tagliare e non
tagliare; questo Consiglio Comunale continua a non darla, quindi la Giunta,
giustamente, farà di conseguenza.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Questa era una richiesta che in Commissione avevamo fatto anche come
opposizione.
Credo che la Consigliera Appendino abbia ragione se fosse come dice lei, ma da
quello che ho potuto leggere sui giornali, eccetera, mi pare che gli interventi
deliberativi vengano in Consiglio. Non è così?

APPENDINO Chiara
Non è potere nostro.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Noi deliberiamo come Giunta ordinariamente perché c'è un PEG approvato alle
spalle, che è il Bilancio. L'esercizio provvisorio sostituisce questo PEG, sostituisce il
Bilancio e sostanzialmente operiamo secondo il criterio di norma, cioè è il TUEL che
dice cosa fare. Attraverso questo, sostanzialmente, ci autorizziamo, grazie al
provvedimento, a impegnare il 70% della spesa aggiungendo che: 1) la Giunta
elabora quello che è un suo programma di minima del 70% per dare garanzia di
continuità dei servizi, ma è solo una "forma assolutamente cautelare e prudenziale",
non è un programma del 70%, è solo un modo per garantire che la collegialità della
spesa, non tanto la singola iniziativa di spesa, stia dentro il criterio generale
dell'esercizio provvisorio; 2) siccome è possibile che un'attività programmatoria di
questo genere sia distribuita durante l'anno, ma intanto si farà il Bilancio, è inutile
anticipare una spesa o una non spesa. Vale anche al contrario al mese di maggio,
quando noi a giugno faremo il Bilancio e delibereremo per tutto ciò che riguarda
anche da giugno in poi, stiamo autoregolamentando il fatto che la Giunta - che però è
titolare delle sue facoltà, cioè del potere di gestione - delibererà dentro questo criterio
generale.
Traduco in parole più semplici: i provvedimenti di Giunta che hanno a che fare con
questi straordinari eventi, che hanno necessità, per sottoscrizione di impegni
internazionali, di tavoli di concertazione, eccetera, di atti di impegno o di garanzia di
essere effettuati subito, saranno votati subito come richiede il protocollo di intesa,
l'accordo interistituzionale; quando si tratta di iniziative che la Giunta sta facendo
dentro un cartellone, una iniziativa generale che vale per tutte le proposte, ma che
non ha un riflesso contrattuale o di garanzia immediata dell'impegno di farlo, può
tranquillamente aspettare a confermarsi a farlo o meno con il Bilancio.
Quindi non lo delibererà in un programma complessivo, ma lo posticiperà
all'adozione del Bilancio. Quindi provvedimenti immediati su deliberazioni
immediate, provvedimenti che hanno ragionevolezza di essere fatti, ma solo previa
verifica del Bilancio con il Bilancio.
Riguardo al tema dello stand che è stato più volte discusso, non è che si può decidere
a luglio se fare lo stand di Expo quando questo evento inizia il 1° maggio. Sul fare lo
stand c'è un accordo tra istituzioni di questa Regione e Città, la Giunta intenderà
garantire quell'accordo e con questo provvedimento quella deliberazione sarà
adottata. Se l'Expo fosse stato inaugurato il 1° novembre, avremmo aspettato il
Bilancio. Questo è esattamente il metodo che adotteremo trasparentemente.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Curto.

CURTO Michele
Ho già detto sulla bontà dell'emendamento, penso che sia uno strumento interessante
e importante che ci permette di discutere di volta in volta e anche di accompagnare
un necessario controllo a un Bilancio economico e bilancio politico. Essendo stato un
emendamento presentato dal Sindaco in Aula, non abbiamo ritenuto di
subemendarlo.
C'è, invece, un emendamento alla mozione di accompagnamento della maggioranza
che chiede la possibilità di trasmettere ai Capigruppo i singoli atti con impegno di
spesa che verranno approvati dalla Giunta in maniera preventiva per poterli valutare,
per poter fare un'azione di… (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Certo. Penso,
Sindaco, ci sia anche la possibilità del Consiglio Comunale di capire cosa sta
capitando, né più né meno. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non è
questione di tutela, Sindaco, ma di condivisione. Chiedere di essere informati è ben
diverso. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma assolutamente, Sindaco.
Chiedere di essere informati credo che sia legittimo, cosa ben diversa è dire di
autorizzare di volta in volta.
Dall'altra parte se si chiede una delega in bianco, ma non mi sembrava questo
l'argomento, visto anche il tono dell'emendamento che lei ha proposto, Sindaco, ci
tenevo soltanto a sottolineare l'emendamento, perché ritengo sia coerente al tono
dell'emendamento proposto per la deliberazione.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Paolino.

PAOLINO Michele
Il Gruppo del PD ha avuto la sua parte anche su questo emendamento, vorrei
chiarirlo una volta per tutte. L'indirizzo che noi diamo alla Giunta è: non vogliamo
sostituirci a voi, anzi, vogliamo che più che mai siate un organo istituzionale. I nostri
compiti sono altri, noi vi chiediamo di valutare provvedimento per provvedimento,
questo dice l'emendamento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, di
valutare in Giunta è naturale, se sono di competenza della Giunta; poi è naturale che
il Consiglio ne sarà informato, già oggi in realtà ne siamo informati, poi lo vedremo
dopo l'emendamento del Consigliere Curto.
Quello che a me interessa inserire in questo passaggio della deliberazione è che il
Consiglio Comunale chiede, visto la specificità e il momento, che i provvedimenti
vengano valutati uno per uno, perché dobbiamo fare attenzione rispetto a ogni Euro
che in questo momento spendiamo e quindi questa è una garanzia per noi che la
Giunta assumerà le scelte più opportune, sulla base di un indirizzo che mai come in
questa occasione il Consiglio Comunale sta dando in maniera chiara.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3
bis:
Presenti 26, astenuti 2, favorevoli 23, contrari 1.
L'emendamento n. 3 bis è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
L'emendamento n. 3 ter, presentato dal Consigliere Curto, recita:


PORCINO Giovanni (Presidente)
Il Consigliere Curto lo ha già illustrato con l'illustrazione del primo emendamento.
Qual è il parere della Giunta?

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il parere della Giunta è favorevole.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 3
ter:
Presenti 23, favorevoli 23.
L'emendamento n. 3 ter è approvato.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Per quanto riguarda l'emendamento n. 4, al quale è stato presentato un
subemendamento, ha chiesto di intervenire la Consigliera Appendino.

APPENDINO Chiara
Devo dire che a me, a differenza di quanto ha detto il Capogruppo Paolino alla fine,
non è chiaro l'indirizzo del partito di maggioranza di questo Consiglio, perché, se ho
sentito più volte lamentare dal Partito Democratico la volontà di dettare degli
indirizzi, oggi lei, Capogruppo Paolino, ha detto l'esatto contrario, cioè lei ha detto
che le sta bene che la Giunta giustamente, ho votato anche io quell'emendamento,
spacchetti le sue deliberazioni, ma dall'altra parte - ribadisco - non è emerso alcun
indirizzo politico chiaro espresso in deliberazione.
Capogruppo Paolino, le faccio una domanda: se dopodomani quel 10% o 20% non ci
sarà - è uno scenario possibile, se non altamente probabile -, se quelle risorse non ci
saranno, lei forse non si pentirà oggi di non aver detto che magari certe spese si
potevano sospendere fino al momento dell'approvazione del Bilancio? Io non parlo
di spese tutte, ma mi sembra chiaro perché il vostro voto è stato chiaro sugli
emendamenti, non sto dicendo di sospendere tutto, la sospensione su alcune cose che
era tra l'altro competenza nostra, perché noi come Consiglio diamo un indirizzo
autorizzatorio alle spese della Giunta, che poi giustamente si deliberano nelle loro
Giunte.
A me mai sarebbe venuto in mente di chiedere alla Giunta di portare ogni
deliberazione di contributi in Consiglio Comunale, sarebbe una follia, è anche contro
il TUEL, quindi è ovvio che non si può fare; però l'indirizzo politico è nostro,
altrimenti questa deliberazione oggi non sarebbe neanche approdata in Consiglio
Comunale.
Penso che oggi il Partito Democratico e la maggioranza non abbiano avuto il
coraggio di dare un indirizzo che, invece, gli spettava dare. Non è stato fatto ed è una
cosa di cui tra 30 giorni, 45 giorni, 60 giorni, spero di no sinceramente, spero che il
Sindaco sia capace di riportare al 100% le risorse, ma mi auguro davvero che non ci
si trovi a dover tagliare la carta igienica nelle scuole e ad aver fatto lo stand
bellissimo all'Expo di cui siamo tutti fieri, ma poi non abbiamo i soldi per i servizi
essenziali.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Segnalo per il verbale che sull'emendamento n. 3 bis il Sindaco ha erroneamente
votato contro, invece che a favore.
Qual è il parere della Giunta?

PASSONI Gianguido (Assessore)
Il parere della Giunta è negativo.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 4
così subemendato:
Presenti 26, favorevoli 7, contrari 19.
L'emendamento n. 4 è respinto.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Non essendoci richieste di intervento per dichiarazioni di voto, pongo in votazione la
proposta di deliberazione così emendata:
Presenti 24, favorevoli 21, contrari 3.
La proposta di deliberazione è approvata.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 20.
Avendo risposto 20 Consiglieri ed avendo constatato l'assenza del numero legale,
procediamo ad una nuova verifica del numero legale.

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