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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 27 Aprile 2015 ore 10,00
Paragrafo n. 18
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2015-00844
PROGETTO INTEGRATO D'AMBITO E REGOLAMENTO DEL COMPLESSO DEI MURAZZI DEL PO APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE (MECC. 2012 07672/115). MODIFICHE DESTINAZIONE ARCATE E TIPOLOGIE DEHORS AMMISSIBILI. APPROVAZIONE.
Interventi

PORCINO Giovanni (Presidente)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201500844/070,
presentata dalla Giunta Comunale in data 3 marzo 2015, avente per oggetto:

"Progetto Integrato d'Ambito e Regolamento del complesso dei Murazzi del Po
approvato con deliberazione del Consiglio Comunale (mecc. 201207672/115).
Modifiche destinazione Arcate e tipologie dehors ammissibili. Approvazione".

e della proposta di mozione n. mecc. 201501678/002, presentata dai Consiglieri
Ricca e Carbonero in data 20 aprile 2015, avente per oggetto:

"Accompagnamento alla deliberazione mecc. 201500844/070 (Murazzi-Arcate e
dehors)".

PORCINO Giovanni (Presidente)
Comunico che in data 09/04/2015 le competenti Commissioni hanno rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola, per l'illustrazione, all'Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
Ringrazio le Commissioni, perché vi è stata una lunga ed approfondita discussione.
Ricordo che si tratta di una modifica del Piano Integrato d'Ambito, che era già stato
approvato da questo Consiglio nel febbraio del 2013. Si tratta di una modifica che
non cambia l'impianto normativo ed estetico-funzionale del Piano Integrato
d'Ambito del 2013, che, come ricorderete, è stato l'atto che ci ha anche consentito di
superare una serie di ostacoli e di difficoltà che, poi, hanno generato una serie di
problemi nella gestione della questione Murazzi nel decennio precedente. Il Piano
Integrato d'Ambito del 2013 affrontava già una serie di nodi e li ridefiniva in
particolare sul tema della governance e della gestione (si è superata completamente
l'idea di costituire un consorzio misto pubblico-privato), quindi quell'impianto
continua ad esistere.
Le modifiche che sono in discussione oggi partono dalla necessità condivisa nella
Conferenza dei Servizi, che si è aperta qualche mese fa, perché la complessità
dell'area dei Murazzi è nota, non la richiamo, sia dal punto di vista monumentale,
architettonico ed urbanistico, ma vi è anche una complessità ambientale e poi vi è
una complessità data dalla necessità di prevedere delle funzioni che possano essere
compatibili con una fruizione normale (diurna, serale ed anche notturna), ma che, in
ogni caso, viene determinata anche dalle scelte che vengono fatte nel momento in cui
si identificano le funzioni.
Nella Conferenza dei Servizi, che tiene insieme un numero molto alto di soggetti
autorizzativi, perché, sull'area dei Murazzi devono esprimere il proprio parere
dall'ASL alla Regione, a quasi tutti gli Uffici Tecnici del Comune, all'ARPA, al
Magistrato del Po, ai Vigili del Fuoco (quindi, sono molti i soggetti autorizzativi),
proprio partendo dalle loro prescrizioni, abbiamo ritenuto necessario proporre una
modifica delle funzioni, quindi una diversa ed una maggiore articolazione delle
funzioni di ciascuna Arcata, intanto per prevedere un mix di funzioni non solo ed
esclusivamente di pubblico spettacolo e di somministrazione, ma anche funzioni di
tipo commerciale senza somministrazione, quindi con un'offerta che non sia solo ed
esclusivamente schiacciata sull'aspetto ludico-serale-notturno, ed abbiamo
ridisegnato le funzioni, mischiandole, per consentire una maggiore fruizione di
pubblici diversi durante tutto l'arco della giornata.
Infine, abbiamo ritenuto invece di dover destinare alcune Arcate ad una funzione di
servizio pubblico, in particolare per poter ospitare delle strutture tecniche e degli
impianti che saranno predisposti dalla Città e a cui i concessionari dovranno
obbligatoriamente approvvigionarsi (quindi, la caldaia ed il refrigeramento); questo
nella considerazione, intanto, del risparmio energetico e della possibilità di fare
massa critica, rispetto invece all'obbligo per ciascuno di avere un proprio impianto, e
poi anche per una migliore gestione del rapporto con il privato. In sintesi, le tipologie
che oggi il Consiglio andrà ad approvare sono quattro: una è l'A.S.P.I., così come è
definita dalle NUEA del Piano Regolatore Generale; nella piantina, l'A.S.P.I. è il
rosso, dove è possibile fare tutte le attività previste nella definizione di A.S.P.I. del
Piano Regolatore.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Assessore, scusi se la interrompo; posso chiedere ai Consiglieri un po' di silenzio?
Prego, Assessora Curti.

CURTI Ilda (Assessora)
La destinazione A.S.P.I. con completa esclusione delle attività di intrattenimento e
spettacolo, anche se esercitata in circoli privati (quindi, soltanto ed esclusivamente
A.S.P.I. con somministrazione, bar e ristoranti, ma non pubblico spettacolo), la
destinazione A.S.P.I. senza somministrazione e pubblico spettacolo (quindi
esclusivamente commerciale) e, infine, una funzione a servizio pubblico, sia perché
si ospitano dei servizi pubblici, sia perché possono essere date in concessione,
secondo il Regolamento (c'è un emendamento richiesto dalla Commissione, in
particolare dal Consigliere Ventura, per precisare meglio, che richiama al
Regolamento di concessione dei beni immobili ad associazioni, ma dove è esclusa
ogni attività di somministrazione e ristorazione).
Sostanzialmente, sono queste le modifiche fondamentali; all'approvazione di questo
Regolamento è possibile procedere con i bandi pubblici che l'Assessore Passoni ha
già parzialmente predisposto e che riteniamo di poter far partire nel più breve tempo
possibile.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Presidente, le chiedo di fare rispettare il silenzio in Aula, anche perché non era quasi
possibile ascoltare l'intervento dell'Assessore, in quanto la sua voce non arrivava ai
banchi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Ha ragione; chiedo ai Colleghi di rimanere in silenzio, se possibile.
Prego, Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
Evidentemente, qualcuno sa già che cosa dice l'Assessore e la maleducazione di
qualcun altro non permette di ascoltare, perché da questo banco non si sentiva nulla.
Detto questo, finalmente vi è una buona notizia per una porzione della nostra Città,
che, da anni - almeno due -, è completamente abbandonata, anche perché quello che
è stato il passato dei Murazzi mi auguro sia solo da dimenticare; mi auguro che
quello che è successo con le indagini e quello che, poi, verrà fuori sia qualcosa che
possa essere cancellato dalla nostra memoria il prima possibile e che possa tornare ad
essere quel luogo di aggregazione e quella porzione di Città che tutto il Paese ci
invidia.
Ho ancora un po' di criticità, che, durante le Commissioni, non sono state sciolte, ed
avrei preferito poter continuare a discutere in Commissione, soprattutto su quella che
è l'indicazione specifica che verrà data nel bando per le Arcate con destinazione ad
A.S.P.I.. Apprendo con piacere che, finalmente, con questa proposta di
deliberazione, dopo il bando, il centro sociale CSA Murazzi verrà sgomberato,
quindi anche quelle Arcate verranno riconsegnate alla Città per l'uso che il bando poi
assegnerà e ciò significa che la legalità tornerà, anche sotto questo aspetto,
all'interno dei Murazzi.
Visto che compete solamente al Presidente la calendarizzazione e dato che, nel
febbraio del 2014, la Commissione Toponomastica aveva deliberato di assegnare alle
Arcate i nomi di Gipo Farassino e Fred Buscaglione, mi auguro che questo possa
essere fatto il prima possibile, anche perché credo che sia importante per la Città, nel
momento in cui c'è un nuovo Piano d'Ambito, assegnare i nuovi nomi. Questo è un
passaggio formale, ma importante per la Città.
Come il Capogruppo Paolino ha confermato a verbale la scorsa settimana, con la
votazione favorevole di questa proposta di mozione finalmente - se la Giunta si
adopererà così come richiesto dalla proposta di mozione - potremo avviare un
presidio fisso delle Forze dell'Ordine, affinché possano controllare quello che
avviene ai Murazzi; anche perché, con le numerose interpellanze presentate, abbiamo
riscontrato che, nell'ultima gestione dei Murazzi, l'illegalità la faceva da padrona con
venditori abusivi, spaccio e delinquenza. Sicuramente, con un presidio fisso delle
Forze dell'Ordine (non solamente sopra le Arcate o all'inizio e alla fine, dove ci sono
le salite per potervi accedere) all'interno potrà tornare la legalità a 360 gradi.
Visti quelli che sono stati i trascorsi delle Arcate dei Murazzi, non voterò a favore
della proposta di deliberazione, perché non ho fiducia al 100% ed anche perché non
sono convinto di quelle che sono le specifiche sui bandi che andranno nelle zone
delle A.S.P.I.; ammetto però che questo è un passaggio importante per ridare vita ad
una parte fondamentale della nostra Città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Come da lei richiesto, fisseremo a breve la data per l'intitolazione dei Murazzi.
La parola al Consigliere Bertola.

BERTOLA Vittorio
Più che sulla sostanza della proposta di deliberazione, che abbiamo già visto più
volte (anche perché non è la prima volta che la maggioranza lavora ad un Piano
d'Ambito), vorrei tirare una conclusione su tutta la vicenda dei Murazzi. I Murazzi
sono comunque uno spazio importante per la Città e, al di là del fatto che, a volte, il
Movimento 5 Stelle ha anche sollevato i problemi di convivenza tra la vita notturna e
chi ci abita (per il rumore, eccetera), è però indubbio che in una città di un milione di
abitanti ci debbano essere degli spazi per la vita notturna e, storicamente, i Murazzi
lo sono sempre stati.
Quindi, siamo ben contenti che si riesca a restituire i Murazzi alla Città e, magari, a
costruirne una visione che non si basi più solo ed esclusivamente sulla vita notturna,
ma anche sull'utilizzo durante il giorno. È certo però che questo non deve far passare
nel dimenticatoio alcune cose: innanzitutto, il fatto che se i Murazzi sono fermi non è
per colpa delle opposizioni, che hanno presentato degli emendamenti o che hanno
fatto ostruzionismo, ma è per colpa della gestione di quest'Amministrazione e di
quella precedente, che ha portato, negli anni, ad un intervento della Magistratura. Per
cui i Murazzi non sono stati bloccati e distrutti dalla protesta di cattivi cittadini che
non erano d'accordo con il rumore, ma perché c'è stato un sequestro della
Magistratura per una serie di problemi. Adesso, l'importante è che si riesca a ripartire
ed a restituire alla Città questo spazio; vedremo come finirà la parte giudiziaria, ma
credo che l'attuale Amministrazione e quella precedente debbano prendersi la
responsabilità del fatto che i Murazzi sono stati abbandonati e, sostanzialmente, sono
divenuti inutilizzabili per diversi anni.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Viale.

VIALE Silvio
Il mio intervento sarà breve. Avevo annunciato la presentazione di alcuni
emendamenti, che non presenterò perché ho letto la proposta di deliberazione ed ho
notato che nulla vieta che al bando possa partecipare chi ha intenzione di aprire un
sexy shop ai Murazzi.
Spero che ai Murazzi, oltre a tutto il resto, ci possa essere anche una vita notturna,
quindi i sexy shop vanno benissimo; mi pare una zona isolata, buona e possono fare
anche altre cose (somministrazione o meno, a seconda del bando). Mi ritengo quindi
soddisfatto della formulazione, da parte dell'Assessore, della proposta di
deliberazione, che mi sembra aperta e non chiusa; poi, vedremo i risultati.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Marrone.

MARRONE Maurizio
In realtà, l'intervento del Consigliere Viale, pur nella sua consueta natura pittoresca,
apre ad una verità, ovvero quello che è il rischio che alcune destinazioni mantengono
possibili sul terreno e sul percorso di una riqualificazione reale dei Murazzi. È
risaputo, c'è già stata un'interlocuzione su questo con gli Assessori competenti ed ho
presentato un emendamento di merito, il cui accoglimento - che immagino non ci
sarà, visto che gli stessi Assessori avevano espresso un parere contrario -
presupponeva poi l'attività di ostruzionismo. Anche io sono dell'idea, come la Lega
Nord, che il passaggio della chiusura del centro sociale occupato - che poi non ha
alcuna finalità, nemmeno ipoteticamente, abitativa, perché è rivendicata come
discoteca sostanzialmente abusiva, in concorrenza sleale con tutti gli altri esercenti,
che, invece, sono tenuti al pagamento delle imposte ed al rispetto di Regolamenti e
Leggi - sia e debba essere un passaggio irrinunciabile di questa opera di
riqualificazione, perché quello spazio diventa una sorta di avamposto politico del
degrado e, peraltro, lo fa rivendicandolo, cioè non bisogna neanche ricorrere a chissà
quale dietrologia per affermare tutto ciò.
Ero sinceramente rassicurato (come ricorderanno gli Assessori, visto che, come
Fratelli d'Italia, anche noi avevamo votato favorevolmente la scorsa deliberazione di
Piano d'Ambito) nel vedere che quelle Arcate, sulle quali attualmente insiste un
centro sociale - che, lo ricordo, è stato sgomberato su richiesta della Procura e del
Tribunale, saldato e sigillato in ogni modo possibile dalle Forze dell'Ordine e
orgogliosamente rioccupato dall'Area dell'Autonomia che occupa anche il centro
sociale Askatasuna di corso Regina Margherita -, nello scorso Piano d'Ambito erano
destinate ad essere area o commerciale al 100%, ma, con l'esclusione della
somministrazione di bevande (che è quello che sappiamo costituire il business, la
fonte di reddito e di entrate e che è l'unico interesse degli autonomi che lo occupano,
ovvero fare quattrini vendendo alcolici in barba a qualunque regola, tassa o
autorizzazione), o, in alternativa a questa vocazione commerciale, ma non di
esercizio di somministrazione, per la pratica dello sport in forma associazionistica. Ci
rassicurava, perché si manteneva il divieto della somministrazione e creava in noi la
speranza che ci fosse l'interesse di questa Amministrazione non a lucrare sulla
concessione, ma ad avere la garanzia di un'assegnazione a realtà come il Circolo
Canottieri o qualunque altra realtà possibile e, mi sento di sottolineare, sanamente
sportiva (non come Antifa boxe di Askatasuna) per cercare di far rivivere quelle
Arcate.
Il fatto di aver scoperto che nell'attuale versione del Piano d'Ambito, che viene
sottoposto al voto della Sala Rossa, quelle Arcate vengono scisse in due e, con un
passaggio espresso della proposta di deliberazione, si consente, da una parte,
l'esercizio di attività di somministrazione di bevande e di alimenti in chiave di
autofinanziamento dei servizi pubblici, che lì dovrebbero essere esercitati, ci apre il
legittimo - penso - sospetto (perché, addirittura, viene richiamato come esempio a cui
ispirarsi la Student Zone) che, in realtà, sia uno specchietto per le allodole per
consentire una riassegnazione a realtà che, quando serve, si propongono come
propositive, socialmente costruttive, impegnate e molto serie, ma vorrei ricordare che
gli autonomi beceri di Askatasuna, che verranno a lanciarvi addosso le cose il 1°
maggio, sono gli stessi con i quali questa Amministrazione Comunale ha stipulato
una convenzione di accordo (o, meglio, con una loro associazione ombra) per la
gestione del giardino che è in comune tra Askatasuna e l'asilo adiacente.
Quindi, loro, quando si tratta di quattrini e quando si tratta di fare accordi con la
sinistra di Governo, non hanno problemi a mettere temporaneamente da parte le
velleità rivoluzionarie. Il problema è che questa modifica del Piano d'Ambito apre ad
una riassegnazione, mascherata sotto i crismi della legalità, a questi soggetti, che, lo
vorrei ricordare, quando, ai tempi, con il pentapartito era Assessore Giampiero Leo,
nel primo anno fu assegnata legalmente agli antagonisti, non fosse altro che questa
cosa è avvenuta nel 1989, ma dal 1990 al 2015 c'è stata un'occupazione prolungata,
in questo caso abusiva, senza più il versamento di utenze e canoni e senza
l'interlocuzione con le Istituzioni. Quindi, vi invito a fare attenzione, perché non
vorrei che, in buona o malafede, ci fosse la possibilità, il cavallo di Troia, di
consentirlo a questi soggetti, che - lo vorrei sottolineare - sono stranamente silenziosi
in questa fase della deliberazione di riqualificazione dei Murazzi e, inoltre, vorrei
ricordare che, quando si è approvato lo scorso Piano d'Ambito, che escludeva in ogni
modo un loro possibile protagonismo su queste Arcate, ce li ritrovavamo qui sotto a
protestare un giorno sì e l'altro anche. Adesso, cambia il Piano d'Ambito e viene
consentita in deroga la somministrazione, non a livello commerciale, ma coniugata
all'autofinanziamento di servizi pubblici, e, guarda caso, Askatasuna è contenta e
non protesta, rimane in silenzio, si sarà distratta; poverini, non si ricorderanno che ci
sono i Murazzi! Non penso proprio, perché lì hanno interessi che sono
imprenditoriali. Spero di essere una Cassandra, ma, se, invece, avessi ragione,
graverà sulla maggioranza che voterà questo Piano d'Ambito, con quel passaggio
espresso che propongo di cassare con un emendamento di merito, la responsabilità di
riconsegnare per altri 20 anni nelle mani di autonomi quella che è un'Arcata centrale
dello spazio dei Murazzi del Po. Questo Piano d'Ambito consentirà nuovamente di
tenere i Murazzi per 20 anni in ostaggio di quelli che sono gli alfieri con le tasche
ben piene - perché il cuore sta a sinistra, ma il portafoglio, non vi preoccupate, sta
sempre dalla parte di chi comanda - e condannarli ad altri 20 anni di degrado, alla
faccia di tutto quello che proclamiamo quest'oggi sulla volontà di riqualificazione di
quell'area da parte dell'Amministrazione Comunale.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Ventura.

VENTURA Vittorio
Voglio ringraziare gli Assessori e gli Uffici, che credo abbiano svolto un lavoro
importante per questo pezzo di città, che aveva la necessità di essere riqualificata,
anche se, a mio parere, ci saranno molte difficoltà per la loro ricollocazione,
considerato il momento. Ringrazio gli Assessori anche per aver accolto alcune mie
osservazioni, sia sull'utilizzo degli spazi sociali, sia sulla questione della non
apertura di varchi nei vari locali, dove ci sono diverse destinazioni d'uso, e su questa
cosa so che c'è la promessa dell'Assessore Passoni che verrà inserito nelle linee
d'indirizzo dei bandi che non si potranno aprire questi varchi nei vari locali dove
cambia la destinazione d'uso. Questo mi garantisce e mi dà la certezza che ci sarà
sicurezza e controllo in quelle aree.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Cassiani.

CASSIANI Luca
Anche io mi associo a quanto detto dal Consigliere Ventura. Vorrei fare due
raccomandazioni, oltre a ringraziare gli Assessori che hanno svolto questo lavoro, tra
mille difficoltà, anche di carattere ambientale, vista la situazione di questi anni e
soprattutto viste le inchieste che hanno coinvolto quell'area della città. Credo che la
destinazione ad A.S.P.I. risponda alla vocazione culturale, turistica ed anche
commerciale dell'area, che è una delle più belle e caratteristiche della città; sappiamo
che abbiamo di fronte la collina, il lungo fiume (che è tra i più belli ed affascinanti
d'Italia, tra l'altro anche molto invidiato per la sua caratteristica) e che è un posto di
grande prestigio e fascino. Vorrei chiedere - ma questo riguarderà la fase successiva -
che il bando tenga conto non soltanto degli aspetti di carattere commerciale, ma
anche di quelli di carattere culturale (i circoli, l'associazionismo, la cultura e lo
sport), che si concentrano in quell'area da sempre. Considerando il fatto che siamo
sul fiume, può essere una grande palestra per alcuni sport che si praticano in quella
zona, ma l'associazionismo e la cultura devono diventare punti di riferimento, quindi
chiederei che nel bando si tenesse in dovuta considerazione l'aspetto non soltanto
commerciale.
È anche evidente che i prezzi di assegnazione delle Arcate dovranno essere non solo
commisurati al valore intrinseco, ma anche al fatto che il mondo è cambiato e che
quindi i prezzi per locali di quel genere in centro sono, ahimè, radicalmente scesi, per
cui, se vogliamo ricollocare ed "occupare", tra virgolette, quelle attività in quella
zona, si dovrà tener conto anche del ruolo sociale che quei locali devono avere.
Infatti, i Murazzi vuoti sono ricettacolo di spaccio ed illegalità, mentre i Murazzi
pieni di attività diurne e serali, la vicinanza dell'Università ed il fatto che si possano
vivere di giorno ed in tanti periodi dell'anno saranno sicuramente un punto di
riferimento.
Ovviamente, faremo un percorso nelle Commissioni, sperando di avere i bandi presto
(magari chiudendo la partita dei bandi entro la fine dell'anno), e si potrà avere per la
prossima stagione tutta quell'area sicuramente utilizzata, utilizzabile e restituita alla
fruibilità, non soltanto notturna, ma anche per le famiglie: i bambini, che possono
andare a giocare in quell'area, e le famiglie, che possono fare la passeggiata il sabato
e la domenica. Ci vorranno anche delle attività: dalla gelateria classica, che in
qualche modo può essere un punto di riferimento, ad altre attività, quindi non
soltanto quelle che riguardano la movida, per tenere insieme le esigenze di un
pubblico giovanile, diciamo universitario, ma anche quelle di famiglie e di cittadini
torinesi che possono fare una passeggiata in uno dei luoghi più incantati della città.

PORCINO Giovanni (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Vorrei chiedere all'Assessore se, all'interno delle linee guida del bando, si possa fare
riferimento anche al Regolamento sull'inquinamento acustico. Mi rivolgo agli
Assessori Curti e Passoni perché credo che sia importante visto che, nel luglio 2013,
approvammo alcune modifiche che andavano nella direzione di salvaguardare il
diritto allo svago, ma anche il diritto al riposo e, quindi, ritengo che sia utile farne
riferimento nel Piano d'Ambito. Lo dico anche a lei, Presidente, perché, nel limite
delle sue competenze, possa monitorare affinché possa essere inserito questo tipo di
situazione.
Inoltre, ci tengo - lo faccio anche al di fuori dell'argomento - a dire che, in ogni caso,
ha ragione il Consigliere Bertola quando dice che questo tipo di impostazione sui
Murazzi deriva anche da manchevolezze della precedente Amministrazione e,
all'interno di questo, bisogna ricordare a verbale che l'Assessore Altamura è stato
uno di quelli che, oggettivamente, ha contrastato quel tipo di impostazione che si era
verificata nella passata tornata amministrativa. Ci tengo a dichiararlo a verbale
perché è giusto che, dove è almeno politicamente possibile, emerga un barlume di
verità o, comunque, vi sia un indirizzo affinché la verità emerga prima o poi.

PORCINO Giovanni (Presidente)
Dichiaro conclusa la discussione congiunta.

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