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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 14 Maggio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 8
INTERPELLANZA 2007-02715
?USARE LA LEVA TARIFFARIA PER RIDURRE I CONSUMI D'ACQUA?? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI LONERO, GHIGLIA, VENTRIGLIA, GALASSO E RAVELLO IN DATA 4 MAGGIO 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702715/02, presentata in data 4 maggio 2007, avente per oggetto:
"Usare la leva tariffaria per ridurre i consumi d'acqua?"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Gli interpellanti fanno una serie di domande a seguito - credo - di un articolo, apparso su uno dei giornali della nostra città, dal titolo, a mio parere, fuorviante, visto che, poi, il testo dell'articolo precisava con chiarezza che cosa io intendessi dire.
In ogni caso, per quanto riguarda la prima domanda su quali siano i risultati degli eventuali incontri tra la Giunta di Torino e i vertici SMAT in merito ai ventilati aumenti delle tariffe dell'acqua potabile, informo il Consiglio che gli incontri con SMAT che ho avuto (e che ho di frequente) non riguardano la questione degli aumenti tariffari.
La tariffa, da qualche anno, non è stabilita né dalla SMAT, né dal Comune, ma è stabilita dall'ATO, che, secondo le normative nazionali e regionali, ha anche questo compito. La Città di Torino fa parte dell'assemblea dell'ATO, dove esprime le proprie posizioni in maniera ufficiale.
Circa gli incontri avuti ultimamente, con SMAT ho fatto il punto della situazione rispetto alla questione siccità (che è stata posta dai quotidiani) e da SMAT ho avuto rassicurazioni sul fatto che la città di Torino non corre alcun tipo di pericolo di restare senz'acqua. Infatti, come ho già detto in precedenza - non ricordo se rispondendo ad un'interpellanza presentata dal Consigliere Lonero -, abbiamo pozzi di captazione profondi oltre 100 metri, dai quali attingiamo le risorse idriche utilizzate dai cittadini torinesi.
Al secondo punto, l'interpellanza chiede se ci siano fondati motivi di temere che, a breve, le tariffe dell'acqua potabile possano nuovamente aumentare.
Con ATO ho parlato anche di questo argomento e vi confermo che, almeno per il 2007, non è previsto alcun aumento (a meno che non capitino eventi imprevisti ed imprevedibili): la tariffa per la città di Torino è quella fissata, per l'intero ciclo, in 1,12 Euro. Quando parlo di "intero ciclo", intendo dire che, in quella cifra, sono compresi l'utilizzo dell'acqua e il fatto che, poi, l'acqua sia trattata e liberata.
Il terzo punto dell'interpellanza chiede se la Giunta non intenda intervenire presso la SMAT affinché inserisca, nei futuri piani di investimento, importanti interventi di ammodernamento della rete idrica finalizzati alla riduzione degli sprechi.
Anche gli investimenti sono programmati dall'ATO.
È da precisare che il ciclo dell'acqua è studiato in maniera tale da calcolare gli investimenti per proiettarli poi sulla tariffa. Una parte, quindi, della tariffa è utilizzata per gli investimenti.
In questi anni, da quando è stato creata l'ATO, una parte delle tariffe è stata già utilizzata per gli investimenti. Nel triennio 2005-2006 (non vorrei sbagliare le date) sono stati investiti circa 30 milioni di Euro, non soltanto sulla parte di rifacimento della rete idrica, ma su tutto il ciclo dell'acqua.
Per quanto riguarda l'ultima domanda: "Quali iniziative intende intraprendere nei confronti dei cittadini per incentivarli a ridurre i consumi, senza ricorrere nuovamente alla leva tariffaria", rispondo che SMAT ha provveduto a inviare a tutti gli utenti un decalogo di consigli di prassi di buonsenso, come l'evitare il gocciolamento dei rubinetti che provoca lo spreco di migliaia di litri di acqua, l'utilizzo delle lavatrici in un certo modo, eccetera.
Per ritornare agli articoli apparsi sui giornali, l'intendimento (che, ripeto, nel contenuto dell'articolo era chiarito), era soltanto una possibilità ventilata di individuare le fasce di spreco, perché, come il Consigliere saprà, le tariffe dell'acqua sono calcolate a livelli e a fasce di consumo.
Più si sale nelle fasce di consumo, più aumenta la tariffa. È verificabile la possibilità di individuare fasce di spreco, soprattutto nei nuclei familiari. Quanto riportato dal giornale come esempio di spreco (soggetti che utilizzano l'acqua per le piscine, gli orti e quant'altro), in un periodo in cui l'acqua potabile sta diventando sempre più un bene prezioso, penso fosse una provocazione (che tale rimane, perché le tariffe non sono di competenza dell'Assessorato, né della SMAT), per porre all'attenzione dell'opinione pubblica un problema vero.
Ci rendiamo conto che lo spreco nelle abitazioni non faccia la differenza nelle risorse idriche, ma è pur vero che trattasi, comunque, di uno spreco che, in quanto tale, deve essere, quantomeno, limitato il più possibile.
SMAT, dal canto suo, insieme ad ATO, continuerà ad investire come ha fatto negli anni passati, ma, evidentemente, un cambiamento radicale della rete idrica costituirebbe un investimento impossibile da affrontare, in questo momento, per le note situazioni di Bilancio della Città e della SMAT stessa, anche perché, ripeto, quegli investimenti ricadrebbero direttamente sulle tariffe da applicare ai nostri cittadini.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Vorrei ringraziare l'Assessore per la sua risposta, ma purtroppo l'insoddisfazione ci permea e non ce lo permette.
Assessore, ci ha dato una risposta, a mio avviso, generica, che non dimostra che lei abbia bene in mano la situazione.
Sappiamo che la tariffazione non è a carico della Città di Torino, come dice giustamente lei, ma dell'ATO, perché tutti conosciamo le normative, ma, Assessore, mi vuol dire che se l'Amministrazione Comunale di una Città come Torino, in ambito di assemblea ATO, dovesse fare la proposta di aumento delle tariffe, l'ATO non ne terrebbe debita considerazione? Il peso della Città di Torino in ambito ATO è tale e tanto da poter condizionare ampiamente le decisioni complessive dell'ATO stessa.
Quindi, se il Comune di Torino, non l'ATO, si è già preparato la strada, vuol dire che sarà, come minimo, all'ordine del giorno della prossima assemblea un ritocco delle tariffe, spinto, condizionato, promosso dal Comune di Torino che, sicuramente, non passerà sotto silenzio in ambito assembleare.
Questo ci fa temere che la sua proposta, finalizzata a ridurre gli sprechi gestionali e funzionali della rete, potrebbe essere giustificata, ma, a nostro avviso, non lo è per un semplice motivo: qualche giorno prima che uscisse sui giornali il titolo ad effetto, lei ha detto: "Per combattere la siccità, l'acqua diventerà più cara, parola di Mangone".
Qualche giorno prima che uscisse questo articolo, si è parlato tanto delle perdite della rete idrica e l'Amministratore Delegato della SMAT, ingegner Romano, con molta serenità (che, a nostro avviso, non dovrebbe avere), ha detto che la rete idrica del Comune di Torino disperde circa il 26% dell'acqua che la percorre, che per portarla ad avere una perdita funzionale normale, intorno al 5-6%, occorrerebbe spendere 125 milioni di Euro e che solo i costi energetici di queste perdite, senza parlare dei mancati introiti o delle perdite ambientali che procurano, ammonta circa a 2 milioni e mezzo, 3 milioni di Euro all'anno.
A noi sembra paradossale che l'Assessore del Comune principale dell'ATO dica che per ridurre gli sprechi delle residenze (cioè il rubinetto che gocciola o la doccia troppo lunga: stiamo parlando di queste entità) si debbano aumentare le tariffe e che non si chiederà alla SMAT di avere un particolare occhio di riguardo per il miglioramento della rete distributiva, finalizzata alla riduzione delle perdite!
Sembra quasi che, davanti ad un recinto di buoi si aprano i cancelli e poi, si dica: "Siccome c'è meno carne, noi aumentiamo il prezzo della carne". Sembra quasi una cosa del genere, senza, invece, preoccuparsi di chiudere quel cancello e fare in modo che i buoi non scappino!
Assessore, le abbiamo chiesto questo, quindi, potremmo parlare di aumento delle tariffe dell'acqua soltanto quando le perdite della rete saranno ricondotte a perdite fisiologiche e inevitabili, quindi, intorno al 5-6%. Allora, potremmo parlare di un aumento delle tariffe. Fino a quando la SMAT sarà inadempiente verso la riduzione di quegli sprechi (che sono sprechi veri, perché quell'acqua va in falda e nessuno la usa e i cittadini torinesi la pagano), non saremo assolutamente disponibili a parlare di aumenti delle tariffe, perché questo significa soltanto fare delle speculazioni sui cittadini, anche sotto il punto di vista reddituale, che il cittadino torinese ha già subito ampiamente con l'ultimo Bilancio e che non merita di subire ulteriormente con ulteriori ritocchi di tariffe per beni primari come l'acqua.
Assessore, nel continuare a sottolineare la nostra insoddisfazione per la sua risposta, le ribadiamo che, a nostro avviso, l'aumento delle tariffe dell'acqua non può essere preso in considerazione in questo momento in cui la SMAT accetta seraficamente di disperdere in falda il 26% dell'acqua che immette nelle sue tubazioni e accetta di spendere circa 3 milioni di Euro soltanto per costi di energia, senza considerare i mancati introiti.
Ripeto, quindi, che non si possono far gravare tutti questi sprechi economici soltanto sui cittadini, come lei ha proposto, dal nostro punto di vista, in maniera inaccettabile.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Mangone.

MANGONE Domenico (Assessore)
Intervengo brevemente, affinché rimanga a verbale. Non ho capito se io e lei, Consigliere, diciamo e intendiamo la stessa cosa: lei dice di conoscere bene la normativa ed io questo non lo metto in dubbio, però a me sorgono alcuni dubbi quando lei approfondisce l'argomento.
Io ho detto che gli investimenti vengono programmati dall'ATO, che stabilisce la tariffa, e una parte di questa viene utilizzata per gli investimenti. Per poter fare investimenti, il prelievo dei capitali utili per l'investimento deve essere fatto dalla tariffa. Siccome SMAT non può fare investimenti, se non prende soldi dall'ATO (perché la SMAT è una società che gestisce il servizio idrico), l'ATO regola il servizio idrico, fissandone le tariffe.
Allora, se lei ritiene (ed è questo che vorrei capire) che sia opportuno e indispensabile diminuire lo spreco (che, in verità, è intorno al 26%, però quello fisiologico non è del 5%, ma è intorno al 15%) di circa il 10%, che sarebbe cosa giusta e opportuna, non si creano problemi ambientali, perché l'acqua viene restituita, come giustamente lei dice, alle falde acquifere, per cui avviene, in qualche modo, il recupero. Però, ripeto, delle due l'una, per modificare una parte della rete (e sono d'accordo sul fatto che una parte sia vecchissima), bisogna che ci mettiamo d'accordo sul fatto che è necessario aumentare le tariffe.
Siccome io non ho detto questo, vorrei capire se la posizione del suo Gruppo preveda di aumentare le tariffe per fare la rete, perché terze vie non ce ne sono!
Allora, o diciamo cose diverse o non ho capito bene io. Per fare gli investimenti bisogna aumentare le tariffe. Attraverso le tariffe si fanno gli investimenti, che poi vengono eseguiti da SMAT.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Mi rendo conto che con la contro-replica dell'Assessore, per quanto riguarda la discussione dell'interpellanza il dibattito sia concluso.
Nulla vieta al Consigliere Lonero di inoltrare un'ulteriore richiesta per meglio approfondire la questione, oppure, visto che mi pare di aver capito dal suo intervento che il Consigliere non si sia dichiarato soddisfatto della risposta dell'Assessore, nulla le vieta di chiedere che la questione venga ulteriormente approfondita in Commissione e se l'Assessore non ha niente da controbattere, questa potrebbe essere la soluzione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Non c'è alternativa a che io faccia questo, visto che sono rimaste sospese alcune domande presentate dall'Assessore alle quali mi piacerebbe rispondere, quindi chiedo che questa interpellanza sia rinviata in Commissione.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Questa interpellanza è discussa per l'Aula, ma è rinviata in I e in VI Commissione.
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