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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200702515/02, presentata in data 24 aprile 2007, avente per oggetto: "Variante n. 100 al PRG in zona collinare" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Ho una nota tecnica a cui darei lettura, riservandomi qualche ulteriore commento; per quanto concerne i tempi di approvazione da parte della Regione ed il passaggio all'approvazione definitiva da parte della Città, la nota tecnica riferisce quanto in parte è richiamato anche nelle premesse dell'interpellanza. La Variante strutturale n. 100 è stata approvata il 12 aprile 2006 con deliberazione del Consiglio Comunale ed è stata inviata alla Regione per l'esame istruttorio; successivamente la Regione ha chiesto di effettuare, tramite deliberazione del Consiglio Comunale (che abbiamo adottato nell'autunno dello scorso anno), una ricognizione degli elaborati costituenti il progetto definitivo adottato con la sopraccitata deliberazione (questa ricognizione è stata condotta il 20 novembre 2006). Il senso di questa operazione per noi è assolutamente incomprensibile, perché ingiustificata, nel senso che, con tutta franchezza, ci è parso un adempimento del tutto inutile; tuttavia, la ragione è riconducibile al fatto che, in sede di adozione preliminare, avevamo allegato all'atto deliberativo tutti gli allegati tecnici, che erano stati, in adempimento ad una qualche disposizione di circolare regionale, trasmessi formalmente ed ufficialmente alla Regione come allegati tecnici all'atto deliberativo in sede di pubblicazione; poi l'abbiamo pubblicato, abbiamo raccolto le osservazioni e abbiamo controdedotto. Nell'aprile 2006 abbiamo adottato in via definitiva (l'adozione si sviluppa in due fasi: preliminare e definitiva) la Variante, che aveva come contenuto essenziale il recepimento ed il rigetto delle osservazioni presentate. Abbiamo provveduto a trasmettere in Regione solo gli allegati modificati a seguito dell'adozione definitiva, quindi a seguito dell'osservazione del recepimento e, in buona parte, delle osservazioni presentate (molto spesso piccoli aggiustamenti). Per economia di tempo e di carta, visto che il numero di copie da inviare è elevatissimo, abbiamo estratto e rimandato soltanto gli elaborati sui quali, nel secondo passaggio di Consiglio, siamo intervenuti con modifiche piccole o grandi (a volte anche soltanto di una parola). Con una nota formale, ci è stato richiesto di assumere questo nuovo atto con cui affermavamo che la documentazione che costituiva l'adozione preliminare (che non è stata replicata in sede di trasmissione degli atti dell'adozione definitiva) era confermata e, quindi, vi è stata la ricognizione generale di tutta la documentazione per rispedire altri pacchi di carta. L'ultima interlocuzione formale con la Regione è avvenuta il 29 marzo 2007 e attualmente risulta che il procedimento sia ancora in corso di esame istruttorio da parte delle competenti direzioni regionali dell'ARPA. In tale comunicazione viene esplicitato che si assicura, virgolette, "la massima disponibilità per una tempestiva conclusione dell'iter d'esame" (questa frase è riportata nella nota regionale del 29 marzo). Gli Uffici stanno concordando con le direzioni della Regione Piemonte coinvolte nell'esame della Variante una specifica riunione del tavolo tecnico. Al coordinamento, rappresentato dal Settore Urbanistico della Regione, sono giunte delle osservazioni da parte dei vari uffici; per accelerare l'iter abbiamo chiesto di riconvocare il tavolo tecnico che fa convergere tutte le Amministrazioni, gli Enti e gli Uffici che hanno competenze da esercitare, in modo tale che in quella sede si discuta delle controsservazioni o dell'accoglimento (ma in generale delle controsservazioni), in questa fase istruttoria, in modo tale che si possa consentire una rapida conclusione dell'iter col massimo di sollecitudine, proprio in relazione alla necessità di intervenire a quel tavolo per confrontare tra le tesi e gli argomenti rappresentati, sempre affiancati dai professionisti che abbiamo a suo tempo incaricato dei supporti tecnici e geologici della Variante. Questo è quanto auspichiamo; non siamo in grado di dire di più, al di là del fatto che le assicurazioni contenute nella nota mi sono state più volte confermate e ribadite dall'Assessore competente, al quale mi rivolgo con una certa frequenza per sollecitare il più pronto esame possibile. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Prendo atto che non ci sono limiti a certe, tra virgolette, "stupidaggini burocratiche", purtroppo è così! Non sono molto soddisfatto della risposta dell'Assessore, perché ho chiesto quantomeno una data indicativa; l'Assessore sa meglio di me che questa Variante n. 100 è molto importante per la gente, perché riguarda piccoli interventi, e influenza a pioggia il tessuto cittadino (ritengo, in maniera favorevole). Questa situazione va avanti da troppi anni! L'Assessore, così come ho fatto anch'io, citava delle date del 2006, ma sa benissimo che questo iter, con tutti gli esami molto approfonditi (sono stati fatti anche i carotaggi), sta andando avanti da anni ed è per questa ragione che chiedo all'Assessore se può dire ai cittadini, almeno indicativamente, quando sarà approvata questa Variante. Va bene la massima disponibilità da parte della Regione - vorrei vedere che non ci fosse la massima disponibilità a fare il lavoro che deve fare - e non chiedo una data certa che l'Assessore non può dare - non sono così stupido da chiederle una cosa simile -, però potrebbe dirmi se ci vorrà più o meno di un anno: questo è quanto chiedo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Con l'interpellante abbiamo da poco iniziato ad occuparci di questa partita, ma, a più riprese, ho incontrato la parte significativa della popolazione, coinvolta nei riflessi applicativi del provvedimento apprezzando fino in fondo il livello d'attesa, ma anche di delusione, in relazione ai tempi che progressivamente si sono dilatati. I tempi si sono dilatati e dilazionati anche in relazione ad alcuni episodi parossistici, mi riferisco in particolare a quelli del 2000, che, indubbiamente, hanno dato luogo ad atteggiamenti estremamente più prudenti e cauti da parte delle Amministrazioni che sono chiamate ad esprimersi. Dal punto di vista idrogeologico, il territorio della città di Torino è complicato dal fatto di avere 4 fiumi che scorrono sul suo ambito territoriale ed, inoltre (fatto non meno rilevante, spinoso e difficile), un sistema collinare esposto a rischi di frane (situazione tutt'altro che banale o scontata). Bisogna associare alla complessità della partita idrogeologica del Comune di Torino (per i dati di fatto che richiamavo), la cautela, la prudenza e l'evoluzione normativa, perché, nel tempo, sono state introdotte anche norme diverse e, quindi, quando già stavamo operando in una certa direzione per quanto riguarda la riclassificazione, abbiamo dovuto apportare delle modifiche e, di conseguenza, questa situazione si è protratta nel tempo. Vorrei sottolineare, però, che so benissimo e avverto ormai, ogni volta che incontro i cittadini, un'insofferenza e un limite di sopportazione ormai prossimi a travalicare. Da parte mia, perciò, c'è tutto l'impegno a seguire questa vicenda con sollecitudine ed ho anche attivato le parti politiche in Consiglio Regionale, avvertendole che, alla fine, chi ne uscirebbe male sarebbe tutta l'Amministrazione Regionale, non un unico Assessore piuttosto che la Giunta. Vorrei sottolineare che questa modalità di procedere è stata introdotta sulla base di una circolare regionale e, come ho già avuto modo di dire ai cittadini a più riprese, questo lavoro è avvenuto di concerto con tutti questi Uffici nella fase precedente l'elaborazione; infatti, il tavolo tecnico è stato istituito in forza di una circolare regionale, come modalità attraverso cui elaborare assieme o, comunque, confrontare preventivamente le eventuali diverse soluzioni già nella fase di preparazione (perché su questo terreno, poi, obiettivamente si scontrano letture, ipotesi e cautele non del tutto convergenti), in modo da semplificare il lavoro successivo. Di conseguenza, davo per inteso che il lavoro successivo sarebbe entrato, una volta riscontrata la corrispondenza, in una fase "burocratica", verificando che tutto fosse recepito nei termini indicati dal tavolo di lavoro. Evidentemente non è così, perché resta il fatto che siamo ancora qui a discuterne. Credo, comunque, che sia prudente ritenere che, nell'arco di 4 mesi, possa passare in Consiglio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |